29/07/19

Perché i Giovani Uomini non hanno più Voglia di Lavorare


"Non ho Voglia di Lavorare"

Caro Redpillatore (scusami ma non conosco il tuo vero nome), ti scrivo di nuovo, ma questa volta per chiederti se puoi inviarmi l'articolo che hai scritto qualche settimana fa in cui parlavi della storia usando un personaggio immaginario chiamato Giuseppino . Vorrei inviarlo ai miei amici e condividerlo perché sono sicuro che interesserebbe a molti. Beh, ti posso dire che siamo in molti a rispecchiarci in quel personaggio. Io stesso ad esempio, sono figlio di dentisti , i miei genitori hanno delle cliniche e buoni introiti, ma non mi sono mai sentito motivato a diventare anch'io un dottore di successo.
 Probabilmente , anzi , sicuramente ha influito anche il fatto che non ho mai scopato in Italia, quindi ad un certo punto ho deciso che la mia vita dovesse prendere un'altra direzione, quella di non voler fare sacrifici per avere uno status sociale, guadagnare ancora più soldi e forse sperare di scopare. Certo non sono un modello, ma nemmeno tante mie coetanee nella media lo erano, però loro al contrario mio erano altamente pretenziose e presuntuose, mentre io mi sarei accontentato anche di una ragazza della mia bellezza pur di fare la mia sborrata quotidiana. Io sono alto ,175, corporatura magro tonico, viso abbastanza regolare , ma questo non è mai bastato per farmi scopare , poi a questo si è aggiunto il fatto che sono stato sempre una persona un po' riservata e leggermente introversa; oggi all'età di 36 anni, posso dire di essere ancora convinto di aver fatto la scelta giusta, cioè quella di non aver voluto intraprendere le orme dei miei genitori , portare avanti una piccola azienda con dipendenti, laurearmi, studiare duramente, fare sacrifici e guadagnare ancora più soldi; ho preferito scegliere la via più facile, quella di vivere con l'affitto di due appartamenti di proprietà dei miei genitori e di passare il tempo a fare le cose che mi piacciono PER ME STESSO.  E poi l'idea di dover fare sacrifici e guadagnare soldi, anche tanti, per poi doverli magari dare ad una donna che avrebbe approfittato di me e del fatto che avevo bisogno di  scopare, mi dava troppo fastidio. 
Ad un certo punto ho iniziato a ragionare in questo modo: se le donne non mi hanno mai dato niente, né la dose di figa che spettava da giovane, le esperienze sessuali, il presunto affetto o infatuazione ecc ecc.. perché dovrei dare qualcosa in cambio a questa società che discrimina la sessualità del maschio e mette le donne sul piedistallo.  Io non voglio dare niente a questa società. Sono sicuro che se fossi nato 80 anni fa, probabilmente avrei avuto più esperienze sessuali , magari quando c'era il patriarcato e anche la prostituzione in Italia era legale. Ne sono sicuro, perché ho scoperto che anche mio padre da giovane ha avuto diverse donne e fidanzamenti, scopava più di me, e ti posso assicurare che non è di certo un bell'uomo. Io comunque, anche non essendo soddisfatto di questa società è di come è collocato il maschio all'interno dal punto di vista sessuale e dei rapporti con la donna, posso dire di prendermi le mie piccole soddisfazioni, vado spesso a prostitute, anche tanti miei amici lo fanno, e l'unico modo per scopare in Italia se non si hanno BMS (BEAUTY, MONEY E STATUS). Spero che un giorno venga decriminalizzato il sex work,  noi uomini meritiamo una società dove possiamo liberamente andare a prostitute e pagarle il giusto, magari anche poco, senza che le donne abbiamo tutto questo potere sessuale e valore biologico, sono sicuro che un giorno accadrà, mi piace pensare ad una società come quella descritta da Huxley nel romanzo "Il nuovo mondo", ad un punto del capitolo afferma: "La vita si svolge infatti in una routine di lavoro leggero e privo di difficoltà, seguito da notti di vita sociale e sessuale sfrenata. Nessuno ha mai fatto esperienza di desiderio insoddisfatto, di bisogno, di frustrazione, di malinconia o anche solo di malattia. Tutto ciò che costa fatica, infatti, non vale neppure la pena di essere inseguito: per esempio, la donna desiderata (nel raro caso in cui non si conceda immediatamente) può essere sostituita da dozzine d’altre.  La scienza farmacologica ha fatto tali passi da gigante che a tutti è garantita giovinezza e bellezza fisica fino alla morte..."
E' tutto, spero di continuare a leggere altri tuoi articoli interessanti in futuro.
un abbraccio 

-lettera firmata-

Il Redpillatore Risponde: 

Ciao, la storia di Giuseppino a cui fai riferimento si trova in questo articolo.
Devo ribadire però che non si tratta di un personaggio immaginario, ma di un utente reale del blog che ha adottato una filosofia di vita a mio parere molto valida.

Detto questo, ti ringrazio per avermi raccontato la tua storia, che ti assicuro è molto più comune di quanto tu creda.
La mancanza di voglia di lavorare che hanno le nuove generazioni è un tema sempre molto di attualità, ma penso che i media e le istituzioni continuino ad affrontarlo dal punto di vista sbagliato, rifiutandosi di cogliere la vera essenza del problema.
Tutti continuano a fare analisi tecniche e giuridiche sul mercato del lavoro in Italia, cercando di capire come si sia inceppato il meccanismo e come si possano ricomporre i pezzi del sistema, ma si dimenticano che i lavoratori non sono parti meccaniche, non sono numeri, ma sono persone, e come tali hanno bisogni, desideri, ambizioni.

Quando io dico che c'è una massa di potenziali lavoratori rappresentati dai giovani uomini che non ha più stimoli a lavorare semplicemente perché non ha accesso al sesso e si vede negata la possibilità di farsi una famiglia a causa del libertinismo dilagante, vengo preso come un pazzo delirante.
Ma io non cambio idea, e leggo e ascolto sempre più racconti come il tuo che rafforzano la mia convinzione. Molti giovani uomini magari in pubblico non lo vogliono ammettere - e del resto in zone come la provincia padana ad esempio c'è un culto del lavoro così esasperato che si fa più bella figura a definirsi coprofagi che a dire che non si ha voglia di lavorare- e preferiscono dire che "non trovano", ma la verità è che quando hai un tetto sopra la testa, cibo in pancia e una connessione internet le motivazioni per sbatterti prima a cercare un lavoro e poi a faticare sono pari a zero, specialmente se sei un po' depresso perché non hai una vita sessuale-sentimentale e sai perfettamente che la situazione non si risolverà prendendo semplicemente uno stipendio.


Queste problematiche, d'altro canto, non toccano le donne.
La donna è fortemente motivata a realizzarsi professionalmente. Da una parte ha un forte complesso di inferiorità nei confronti dell'uomo da superare, dall'altra ha intorno a sè una società che continua a ripeterle che "lei vale" e la stimola a dare sempre di più.

Ha la convinzione (errata) che facendo carriera aumenterà la propria attrattività e potrà ambire a uomini di valore di mercato più elevato, soddisfando così la sua ipergamia. E per finire, avendo ovviamente una vita sessuale da godersi, le fa molto comodo uno stipendio per andare a vivere da sola.

Vedi: Quanto Costa Andare a Vivere da Soli?

La donna d'altra parte, si scontra con altri problemi: dedicandosi a carriera e libertinismo spesso si ritrova a oltre 30 anni frustrata perché non è riuscita a farsi una famiglia e va in depressione.
Nel Regno Unito negli ultimi 10 anni c'è stata un'impennata di donne 40enni che congelano i propri ovuli, quasi sempre tipe che per dedicarsi alla carriera si dimenticano del proprio orologio biologico e ad un certo punto si ritrovano fuori tempo massimo.


Questa è la bellezza della società progressista. Hanno voluto l'emancipazione della donna, la libertà sessuale e tutto il resto? Ecco i risultati: generazioni di uomini che non vogliono lavorare perché depressi e di donne depresse perché vogliono lavorare.

Mi dispiace solo per quegli uomini che purtroppo non hanno un'agiatezza economica famigliare alle spalle e sono costretti a lavorare per mantenersi.
Magari devono passare per quel cancro che è la selezione del personale (risorse umane), spesso in mano a qualche femminista esaltata che ti nega il lavoro anche solo perché ha visto su fb che hai like alla pagina di Salvini, magari si ritrovano condividere l'ambiente lavorativo o peggio a prendere ordini da donne, e la loro situazione depressiva peggiora ancora di più. Questa sì che si può chiamare violenza.

Ciao, e grazie di seguirmi! 
 


100 commenti:

  1. Cit. dall'articolo "La donna... ha la convinzione (errata) che facendo carriera aumenterà la propria attrattività e potrà ambire a uomini di valore di mercato più elevato, soddisfando così la sua ipergamia. E per finire, avendo ovviamente una vita sessuale da godersi, le fa molto comodo uno stipendio per andare a vivere da sola."

    Redpillatore, personalmente questa visione mi sembra non solo parziale ma anche errata. La maggioranza delle donne SA che, facendo carriera, non aumenterà la sua attrattività, anzi spaventerà gli uomini, almeno per una LTR. Lo fa perché si vuole garantire cmq una sicurezza materiale nel caso non incontrasse una persona con la quale valga la pena di condividere l'esistenza o nel caso infausto in cui questa venisse a mancare, per lutti o abbandoni. Fino a poche decine di anni fa molte donne accettavano di sposarsi con uomini che non solo non amavano ma lontanissimi dalle loro aspettative, a cui rimanevano legate anche se infelici, solo perché rimanere zitella era disonorevole e non avevano altre fonti di sostentamento (non tutte nascevano in famiglie ricche disposte a riaccoglierle dopo una separazione o una vedovanza). Poi le più fortunate che amano il loro lavoro lo fanno anche per dare un contributo tramite esso alla società (è una minoranza, lo ammetto...).

    Senza contare che molte donne nate negli anni 60-70-80 sono state spinte ad andare a vivere da sole anche perché le famiglie le controllavano ed esigevano molto di più da loro rispetto ai fratelli maschi. Non è solo e neanche soprattutto questione di libertà sessuale, ma anche di oneri domestici (normalmente ad una ragazza si chiedeva nel passato molto di più in termini di collaborazione per pulizie ed altre incombenze affini).

    Insomma, mi sembra che ci siano diversi elementi che NON consideri ;) ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me ha ragione il Redpillatore,anche se ha semplificato.
      A me sembra che le donne in carriera siano più ipergamiche delle altre, anche quando sono brutte. Una donna "di successo" non si accontenta di un pariestetico con lavoro normale, ma vuole sempre uno più ricco e posizionato di lei per LTR.

      Elimina
    2. @Smarter87: è un discorso un po' più complesso. Normalmente le donne in carriera non belle lo sono diventate per compensazione a frustrazioni. Non godendo da giovani delle attenzioni maschili o addirittura venendo rifiutate, hanno puntato tutto sul lavoro per poter avere quello che altre ottenevano tramite uno o più uomini (vestiti, vacanze ed affini). Il fatto è che poi difficilmente sono disposte a rinunciare a questo per un uomo ed è per questo che non abbassano l'asticella per uno qualunque. Sempre che non si innamorino, ed in tali casi ne ho viste anche in qualche caso mettersi un uomo apparentemente niente di che a loro carico.

      Elimina
    3. Porto la mia esperienza diretta e quella di altri cari amici che in un modo o nell'altro si sono sempre scontrati con la realtà femminile dellle 35/40 enni di oggi. La donna oggi giustamente lavora, è indipendente e autonoma e su questo punto non auspico nessun tipo di ritorno al passato o regressione, però attenzione: finchè lei vive da sola, con il 100 che guadagna deve pagare l'affitto/mutuo, le utenze, il cibo e con quello che avanza amenità come vestiti, scarpe e viaggi. Quando questa donna va a vivere con un uomo, non somma questo 100 al 100 che guadagna l'uomo, ma pretende che con il 100 che guadagna l'uomo venga pagato tutto e il suo 100 personale possa essere interamente dedicato ai suoi capricci. Se l'uomo guadagna 50 lei non può godersi il suo 100 intero e allora ecco che cominciano i problemi perchè non le dai sicurezza, non ti sbatti a trovare un lavoro pagato meglio, hai sempre avuto il sedere al caldo. Per la donna va bene un uomo che guadagna 200, così 100 vanno nelle spese, 100 vanno per gli sfizi insieme e la donna può tenersi il 100 del proprio lavoro per i suoi soli sfizi. Allora un uomo che guadagna 50, magari con fatica, ma anche con soddisfazione, perchè mai dovrebbe intavolare una LTR? Purtroppo qualora anche l'uomo si fosse modernizzato e fosse disposto ad accettare senza sentirsi una mezza sega che in una relazione sia il lavoro della donna a garantire l'introito economico maggiore, è la donna per prima a non accettare questa cosa.
      Sulle questioni domestiche...giustissimo il dividersi le incombenze e i lavori, però ormai sono moltissime le donne che non sanno manco cucinare un piatto di pasta...a scanso di, meglio evitare di saper fare certe cose, così la scusa è pronta è il rischio di essere "addomesticate" (nel senso di casalinga) è scongiurato. Tanto con l'uomo che guadagna 200 che sarà mai uscire a mangiare quasi tutte le sere?
      Gino

      Elimina
    4. Ragazzi, bisogna innanzitutto capire un fatto: anche se a tutti piace in egual misura, per gli uomini il sesso è un fine, per le donne un mezzo.

      Elimina
    5. @Anonimo29 luglio 2019 15:06: vero quello che dici riguardo al fatto che per gli uomini il sesso è un fine, per le donne un mezzo. Non credo però che a tutti i generi piaccia in egual misura, e credo che il fatto che mediamente gli uomini ne siano più "dipendenti" ne sia una conferma.

      Elimina
    6. Condivido l'analisi di Gino. Più una donna guadagna e più aumenta il proprio tenore di vita. Più il proprio tenore di vita è alto e più aumentano le aspettative, e purtroppo la donna media pensa "sono una donna posizionata, intelligente e colta quindi valgo e merito", mentre il ragionamento giusto che dovrebbe fare è "sto invecchiando, non sono più attraente come quando avevo vent'anni e andrà sempre peggio.

      Elimina
    7. "é le famiglie le controllavano ed esigevano molto di più da loro rispetto ai fratelli maschi."

      Veramente (e ci sono studi al riguardo, google is your friend) le figlie femmine sono sempre aiutate dalle famiglie e le risorse sono quasi monopolizzate da loro, perché ci si aspetta che i maschi si arrangino.

      Elimina
    8. @Anonimo29 luglio 2019 15:06:

      "Ragazzi, bisogna innanzitutto capire un fatto: anche se a tutti piace in egual misura, per gli uomini il sesso è un fine, per le donne un mezzo"

      Bisogna anche considerare che l'intensità del desiderio maschile è di gran lunga superiore di quella del desiderio femminile. Difficilmente una donna prova una voglia mostruosa di accoppiarsi con qualunque esponente dell'altro sesso che abbia un'età compresa nella fascia 18-55, cosa che accade spesso ad un maschio etero, specialmente nei mesi estivi.

      Elimina
    9. @Marcio: si tratta di discorsi diversi. Vero che in generale le famiglie spendevano e spendono di più per vestiti ed affini e reagivano meno negativamente verso una figlia fannullona e parassita rispetto ad un omologo maschio. Però nei decenni scorsi non mi risultano maschi a cui fosse impedito di andare in vacanza con la ragazza o con gli amici o a cui fosse impedito di passare la notte fuori... Anche riguardo alle risorse, conosco un caso di una ragazza che, al contrario del fratello, non poteva usare l'auto di famiglia e lei lo voleva. Motivazione del padre era che era negata per la guida ed alle donne non serve...

      Elimina
    10. @Marcio: mi riferivo nello specifico ai lavori domestici.

      Elimina
    11. Conosco donne parassite e fannullone ben accette, mentre un uomo in quelle condizioni diventa un reietto.

      Principessine del kaiser che nella peggiore delle ipotesi troveranno sempre qualcuno che "se le prenda"... VS ...uomini duri che devono faticare per qualsiasi cosa.

      Elimina
    12. Asssolutamente d'accordo con il redpillatore.Molte donne che conosco non si rendono conto dell'età che passa e si credono ancora delle ventenni.Personalmente ne conosco una 46 enne e una 50 enne che pensano di aver diritto al 20enne belloccio e palestrato tutto per loro.Come finiscono?Semplice trovano qualcuno che se le tromba per qualche volta che poi le scarica.Poi si lamentano e dicono:gli uomini sono stronzi" inutile dire che mentalmente vacillano sempre di più con lo scorrere del tempo.

      Shoggoth

      Elimina
    13. Sapete come si chiamano le over40 mai sposate insoddisfatte che pretendono la vita delle 25enni (tipo uno o due figli... ignoranza in biologia terrificante per gente che magari ha 2 lauree + master)?
      "Merce avariata".

      Elimina
    14. Da uomo condivido tutto ciò che hai scritto sulle donne di circa 50 anni fa. Quelle donne si rassegnarono a una vita triste, soltanto per convenienza. Ora i tempi sono cambiati e quindi avanti tutta con la vita alla Sex and the city. Eppure le donne sono ugualmente infelici. Che brutto essere donne, non le invidio.

      Elimina
  2. Non sono del tutto d’accordo...
    Intanto, non è vero che le persone lavorino solo per la prospettiva di avere una famiglia: possono benissimo farlo per soddisfazione personale.
    Oppure, per accumulare il denaro da spendere con le prostitute, che peraltro solitamente costano meno, a conti fatti, di una relazione.
    Personalmente vivo più o meno come questo ragazzo; anche se ho il mio lavoro (che mi piace), mi godo la vita e, quando mi va, ricorro alla prostituzione. Francamente, l’ultima cosa che rimpiango è di non avere una famiglia.
    Perché questo soprattutto è il punto che non mi convince. La società di una volta era diversa: ti sposavi a vent’anni e avevi figa assicurata per il resto del tuo matrimonio, su questo siamo d’accordo.
    Avevi peró anche molte più responsabilità, perché da te dipendevano diverse persone; senza considerare che tua moglie invecchiava, diventava brutta, magari pure rompicoglioni, e tu te la dovevi tenere (non esistendo il divorzio).
    Ora, siamo proprio sicuri che fosse meglio così?
    Dite quel che volete ma io mio nonno non lo invidio affatto: stare a spaccarsi la schiena per una vita per mantenere 8 persone... senza considerare il fatto che, di tanto in tanto, ti toccava pure andare in guerra.
    Ecco, sinceramente io mi ritengo più fortunato di lui: ho un lavoro leggero, niente rotture di palle, sesso se e quando ne sento la necessità.
    Sicuramente per l’umanità nel suo complesso era meglio il modello di prima, ma per me stesso preferisco questo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma infatti secondo me in passato era ben meglio nascere donna che uomo. O meglio, la vera disgrazia era nascere poveri, lì contava poco essere nati donna o uomo. Ma comunque, se essere donna in ambito famigliare era un grande svantaggio, essere uomo in campo lavorativo/militare era molto peggio.
      Ad esempio, nella mia famiglia colui che comandava e che aveva i soldi era il nonno paterno, quindi la nonna era svantaggiata da questo punto di vista. Ma il nonno è dovuto andare in guerra a beccarsi le pallottole russe prima e quelle tedesche poi, è finito in un campo di prigionia ed è dovuto tornare in Italia a piedi. Mia nonna invece un tetto sopra la testa l'ha sempre avuto.
      Dovessi scegliere se nascere come mio nonna o come mio nonno, scegliere 100 volte di nascere come mia nonna. Sarà pure un lavoro infame quello di fare la casalinga sottomessa, ma molto meglio che rischiare di morire per un deficiente di un pelatone finito appeso e le sue scelte idiote

      Elimina
  3. Cari ragazzi buongiorno! Intanto complimenti a tutti per il forum, per gli articoli e i commenti. Trovo molto gradevoli (e condivisibili) sia i contenuti che la forma. C'è molta educazione, rispetto e (contrariamente a quello che potrebbe dire qualche femminista/progressista) il livello di onestà intellettuale è molto buono.
    Già molto è stato detto nei precedenti commenti, quindi non ho tantissime cose da aggiungere. Ne approfitterei, se possibile, per introdurre un tema che si ricollega parzialmente al topic dei commenti, ossia le donne e il loro tenore di vita. Noto infatti che da un bel po' di tempo anche ragazze fisicamente belle ma "professionalmene" normali (nel senso che fanno mestieri normali come commessa, parrucchiera, impiegata, ecc.) sfoggiano sui social dei tenori di vita che, dal mio punto di vista, non rispettano il livello di reddito delle loro professioni. Forse sto commettendo il peccato di "fare i conti in tasca agli altri (o meglio, "alle altre")", ma è una cosa che mi incuriosisce e mi sconcerta allo stesso tempo. Dico... con uno stipendio da 1300/1500 Euro come fai ad andare a mangiare pesce crudo ogni week end, in vacanza ai tropici ogni 6 mesi, a fare shopping (e spendere una barca di soldi in borse/scarpe/ecc.), a pagarti un affitto/mutuo + bollette + spesa, a pagarti la macchina (anche qui, una volta giravano con utilitarie tipo la C3 o la Y10... adesso si stanno orientando ai suv o mini suv (anche se di marche come Nissan, Ford, Renault, restano pur sempre macchine un po' più "up", non so se mi spiego...). Dico questo perchè io faccio un lavoro pagato il doppio delle cifre sopra riportate, arrivo a fine mese tranquillamente però devo comunque farmi qualche conticino (anche perchè desidero mettere via qualcosa ogni mese). Queste invece sembra che siano sempre in vacanza con l'all inclusive già pagato. Allora mi sono dato tre possibili risposte:
    1) stanno in bolletta, anche se non lo lasciano trasparire. Magari sono di quelle che fanno finanzimenti per comprarsi l'ultimo smartphone;
    2) sono foraggiate da qualcuno (che siano i genitori, il compagno... magari hanno qualche rendita nascosta derivante da investimenti fatti dai loro nonni...);
    3) fanno le escort. Ogni tanto (o spesso) arrotondano così. Secondo me questa è la casistica più diffusa laddove si vedono tantissime foto di loro a borod piscina, su una spiaggia caraibica, al ristorante o semi sdraitae sulla prua di una barca con un unico particolare ricorrente: nelle foto sono sempre da sole. Mai un compagno, qualche amica/o... Io se dovessi condividere foto sui social, senz'altro ne metterei alcune/molte dove sono con i miei amici... Ma queste si fanno fotografare da qualcuno, ma non si sa bene chi. Quindi mi sono pensato: fanno la vacanzetta pagata dal "cliente", dopodichè si fanno immortalare in pose da diva dal cliente stesso (raggiungendo così il duplice scopo di egoboostarsi sui social e di farsi pubblicità per futuri aspiranti clienti... inaffti alcune lasciano il contatto e-mail in calce).
    Sapevo che le escort lo facevano già da molto tempo, ma che questa usanza (o meglio, questo secondo lavoro) si sia diffusa anche presso le ragazze normali? Sia chiaro, sicuramente qualche caso ci sarà, ma sto parlando di un fenomeno che dal mio punto di vista si è massificato assai... E voi cosa ne pensate?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono tutti e 3 punti validi. Ormai esistono i cd. "sugar daddy", ovvero uomini facoltosi che si offrono di pagare spese e capricci delle ragazze. E' una forma di prostituzione meno esplicita che pian piano sarà sempre più accettata socialmente. Ci sono già molti siti finalizzati ad incontri di questo tipo.

      Comunque, se parliamo di ragazze esteticamente normali, penso sia più probabile il primo punto, ovvero vivono al di sopra delle proprie possibilità e hanno il conto in rosso.

      Elimina
    2. @Anonimo 29 luglio 2019 16:02: il Redpillatore mi ha anticipato O:) .. Probabilmente ci sono tutte e tre queste casistiche, che non si escludono affatto tra loro.

      Riguardo al terzo caso, ci sono sicuramente anche forme di "prostituzione soft" (del tipo, ti pago la vacanza e/o lo shopping di marca e tu ti "sdebiti" in natura), che sicuramente erano presenti anche in passato (un classico erano le studentesse fuori sede nelle grandi città del centro-nord Italia) ma questa era digitale le ha rese più evidenti e palesi e forse induce a credere che siano più frequenti di quanto lo siano realmente. Credo che, nella maggioranza dei casi, si tratta più di situazioni simili non propriamente definite che di tipo "professionale".

      Poi ci sono anche ragazze che sono molto accorte e sveglie e si sanno organizzare meglio dei coetanei maschi in analoghe situazioni. Ad esempio, puntano la borsetta di marca di loro gradimento, sanno quando sul sito o nell'esercizio dove hanno intenzione di comprarla ci sarà il supersconto e si fiondano per l'occasione. Oppure sanno già ad agosto che avranno tot giorni prestabiliti di ferie intorno a Natale-Capodanno ed altri tot intorno a Ferragosto già a dicembre e si prenotano il viaggio con ampio anticipo, pagando meno (conosco una ragazza che lavora presso un piccolo ateneo e fa così, risparmiando moltissimo; di uomini che facciano altrettanto neanche uno).

      Insomma, sicuramente in qualche caso c'è del "non cristallino", ma non credo tutte le volte che può sembrare...

      Elimina
    3. Quoto Anonimo 29 luglio 16.33

      Io penso che la seconda ipotesi, per me la più probabile, possa in qualche modo fondersi con la terza.
      Nel senso che abbiamo un rapporto di “prostituzione sostanziale”.
      Non c’è direttamente uno scambio di denaro, ma è come se ci fosse. È, alla fine, il do ut des su cui le donne si basano da migliaia di anni.
      Il sesso per loro non è mai gratuito.
      Il corrispettivo puó essere una somma in contanti, e allora siamo alla prostituzione “formale, oppure il farsi mantenere dal compagno/marito, oppure ancora avere un breve flirt (della durata, appunto, di una vacanza) con un uomo facoltoso che le copra di regali.
      Alla fine, è sempre lo stesso fenomeno sotto forme diverse.
      La cosa più strabiliante, peró, è un’altra: ovvero che, caso mai venisse allo scoperto che una ragazza si sia trombata un 60enne in cambio di regali e favori, lei ribalterebbe immediatamente la frittata dicendo che no, era lui, il laido porco, a sfruttarla e ricattarla.
      Così possono fare le prostitute senza esserlo formalmente, con l’ulteriore prospettiva di ergersi, un domani, a vittime del maschio orco e ricevere il plauso e la compassione della società.

      Elimina
  4. Moltissimi vivono oltre le proprie possibilità, io prendo 1000 euro al mese quando va bene e non mi manca nulla...certo non ho un'auto sportiva ma una dignitosissima utilitaria di 10 anni, ho uno smartphone da 150 euro che ha ormai tre anni, sto in affitto in un bilocale (per fortuna pago pochissimo), la birretta o la cena fuori per un compleanno non me la nego, per fare sport uso la bicicletta, compro i vestiti quando ci sono i saldi...sto molto attento alle spese. Ho anche amici, che vi assicuro non guadagnano molto più di me, che invece ostentano come se prendessero 5000 euro al mese...anche uomini eh, quindi in questo sollevo le donne dall'essere le uniche "esagerate". La rovina di queste persone sono i finanziamenti...io quando affronto l'argomento rimango basito su come la gente sia convinta di risparmiare tirando fuori 150 euro al mese per un anno piuttosto che 1000 tutti insieme. Su alcuni beni fondamentali sono anche d'accordo che possa essere l'unica soluzione (un elettrodomestico che si rompe, un intervento dal dentista), ma per un cellulare, un home theater o il suv anche no. Eppure se ci parlate hanno trovato, a loro parere, l'uovo di Colombo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Gino: in effetti, ai tempi della crisi della Grande recessione https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_recessione , si diceva che l'Italia era stata colpita meno severamente di altri paesi (in particolare USA e UK) anche perché il ricorso ai finanziamenti non era così diffuso come lì. Chissà però per il futuro...

      Elimina
    2. Verissimo, quelli che si indebitano per comprare beni superflui per me sono ritardati. Gente in difficoltà economiche che paga il finanziamento di un'auto da 15k euro quando con 1000 euro puoi tranquillamente comprarti un'utilitaria usata funzionante che ti dura un po' di anni (il tempo di risollevarti un po' economicamente)

      Elimina
  5. Scusate non mi sono firmato, Anonimo 29 luglio 2019 17:32 sono Gino.

    RispondiElimina
  6. Ciao a tutti. Premetto che sono una donna, ho quasi 30 anni. Sono mamma e casalinga per scelta mia e di mio marito. Siamo soddisfatti di questa scelta, grazie alla quale lui sta riuscendo a fare carriera senza dover pensare alla casa o ai bambini perché ci sono io. Proveniamo entrambi da famiglie povere e secondo noi questa era l'unica scelta possibile per salire un pochino di livello sociale. Invece di fare due lavori da operai, abbiamo optato per dividerci i compiti. Non avete idea di quanto la nostra scelta sia guardata con sospetto dai parenti e con commiserazione dalle mie amiche, che a parte qualche eccezione, lavorano tutte. Non che siano astrofisici o medici, sia chiaro. Però si sentono delle donne in carriera per quattro spicci che riportano e che, come diceva un ragazzo qui sopra, spendono per stupidaggini inaudite. Onestamente sono stanca di essere presa in giro perché mi sento realizzata così. Ci rimango male. E niente, piccolo sfogo. Spero che quando saranno grandi le mie figlie le cose tornino alla normalità e ognuno abbia di nuovo il ruolo che per natura gli è più congeniale. Un saluto a tutti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda la tua è una bellissima testimonianza. Magari tu eri partita con un'altra idea che era quella di lavorare perchè in genere due stipendi sono meglio di uno. Poi però hai pragmaticamente preso insieme a tuo marito una decisione, avete fatto squadra e avete trovato un compromesso che ha reso felici entrambi secondo la logica win-win. Bravi ancora a tutti e due.
      Gino

      Elimina
    2. Cit. "Spero che quando saranno grandi le mie figlie le cose tornino alla normalità e ognuno abbia di nuovo il ruolo che per natura gli è più congeniale."
      Se intendi che ognuno possa scegliere ciò che vuole, concordo. Se intendi un ritorno a 50 anni fa in cui di default la donna sta a casa a fare la casalinga e l'uomo lavora, perché altrimenti sta male agli occhi della società, non sono d'accordo.

      In ogni caso, mi spiace per il biasimo che senti verso la vostra scelta.
      Però NON sempre si può scegliere. Conosco casi in cui apparentemente di comune accordo lui lavora e lei sta a casa e lui le fa le pulci per tutto e scenate se lei a suo parere spende troppo (tipo una decina di euro una tantum per una bottiglia d'olio).

      Un programma come il vostro va benissimo se non ci sono imprevisti di percorso nella vita. Però (spero che non vi accada mai, ben inteso...) capita che una donna subisca un abbandono o una vedovanza, ed in tali casi andare o ritornare a lavorare diventa inevitabile. Senza contare il disagio della casalinga quando i figli crescono e non hanno più così bisogno di essere seguiti. Quello che troverei giusto è che una persona (che normalmente è la donna, ma non ci vedrei niente di male se fosse un uomo) possa serenamente lasciare il lavoro per seguire i figli, e riprenderlo eventualmente nel momento in cui questi non hanno più così bisogno di essere seguiti, onde evitare disagi del "e adesso che faccio?" e dell'essere eccessivamente accuditi in età adulta per i figli al punto da non riuscire a cavarsela da soli.

      Elimina
    3. Ci ho pensato tanto anch'io ad un'eventuale disgrazia di qualsiasi genere che inevitabilmente mi obbligherebbe a lavorare e lo farei senza dubbio. Ma idealmente credo che la dimensione della donna sia questa. Così come l'uomo buttato in casa sinceramente non ce lo vedo...non penso si sentirebbe realizzato

      Elimina
    4. Riguardo alla futura noia che dovrei avere quando le mie figlie saranno cresciute...meglio la noia (che comunque se si è persone curiose è impossibile annoiarsi) che lo stress. Le donne che devono lavorare e fare anche le casalinghe diventano ben presto inguardabili perché sono stanchissime, stressate e incazzate. Ovvio se poi parliamo di grandi scienziate come la Hack o la Montalcini, sicuramente lavoravano con gioia perché il loro lavoro era utile all'umanità... Era una missione...ma sono eccezioni più uniche che rare

      Elimina
    5. @Anonimo 29 luglio 2019 22:10: cit. "Le donne che devono lavorare e fare anche le casalinghe diventano ben presto inguardabili perché sono stanchissime, stressate e incazzate. ". Anche tu però mi dai l'impressione di essere un po' critica e giudicante nei confronti degli altri. Insomma, ti danno fastidio quelle verso la tua scelta, ma poi anche tu non sei da meno con chi le fa diverse dalla tua ;) ...

      Elimina
    6. @Anonimo 29 luglio 2019 22:18
      Ma che commento inutile è il tuo? A me tu dai l'impressione di scrivere tanto per il piacere di pigiare i tasti della tastiera.

      Elimina
    7. Io ho fatto una scelta via di mezzo. Avevo un lavoro che mi piaceva molto e ad alta considerazione sociale (anche se non ad altissimi guadagni). Ho scelto di fare un lavoro meno considerato, meno retribuito, ma che mi lasciasse più tempo per seguire i bambini. Non avrei comunque fatto la casalinga perché il reddito di mio marito da solo non sarebbe stato sufficiente e perché appunto nella vita non si sa mai. Sono comunque riuscita a conciliare lavoro e maternità, cosa che con il lavoro che avevo prima sarebbe stata impossibile.
      Ovviamente il mio reddito, come quello di mio marito, viene utilizzato interamente per mantenere la famiglia e non lo spendo in stupidaggini (i vestiti e le scarpe me li compro in saldo e li faccio durare anni ad esempio e via così con tutto il resto). Mio marito fa lo stesso. Così riusciamo a risparmiare e speriamo di lasciare qualcosa ai nostri figli.
      Comunque rispetto moltissimo chi sceglie di restare a casa coi bambini. Nelle classi dei miei figli diverse mamme sono casalinghe (e vivo nel Nord Italia) e i loro bambini sono di solito ben educati, molto seguiti e sereni.

      Elimina
    8. @Alessandra: bellissima testimonianza. Trovo grande equilibrio, buon senso e lungimiranza nella tua scelta, comprese le belle parole verso le famiglie con le madri casalinghe.

      Riguardo ai mariti in casa o cmq a carico delle moglie, nel mio ambiente di lavoro cominciano ad essercene. In qualche caso si tratta di una scelta temporanea al max di qualche anno ma ce ne sono anche (soprattutto quelle con il coniuge straniero) dove lui si è messo interamente a carico di lei e fa il "casalingo". Non la propagando certo come scelta ideale ma, se si è tutti d'accordo, non vedo niente di male, esattamente come quando la madre sta in casa e ce lo si può permettere. Anzi, noto che quando accade con i figli almeno adolescenti, talvolta si creano vicinanze tra figli e la figura del padre che non si riscontrano nelle famiglie in cui il padre lavora e la madre no ed il primo finisce per essere considerato dai figli come distante o, nella migliore delle ipotesi, come una figura direi "amministrativa" in casa.

      Ogni scelta che raggiunge la massima soddisfazione all'interno di un nucleo familiare va bene ed è meglio non biasimarla. Però, anche se quella che si è scelto ha funzionato per noi, non diamo per scontato che sia quella ideale per tutto il resto del mondo.

      Elimina
    9. @anonimo delle ore 22.18, sono la ragazza che critica le "donne in carriera"(tra virgolette perché in realtà le donne veramente intelligenti sopra la media che scelgono un lavoro nobile non le critico affatto perché danno un contributo utile alla società).Certo che le critico, le donne medie attuali. Fanno figli e non si prendono la briga di educarli bene e le conseguenze le paghiamo tutti. Tolgono lavoro ai tanti uomini che magari sono padri di famiglia e ne avrebbero bisogno. Soprattutto sono diventate talmente maschilizzate che le donne normali, dolci e gentili, sembrano strane. Ovvio che sono amareggiata. Stanno contribuendo a creare un mondo orribile per i nostri figli, non c'è più il valore della famiglia. Loro sono matte e guardano quelle normali dall'alto verso il basso. Non lo trovo giusto. E sinceramente quando si vengono a lamentare da me dei loro uomini e della loro vita stressante, mi viene da dire " ben ti sta, scelta tua"

      Elimina
  7. Si fa tanto parlare di sesso, di "scopare" a destra e a manca come se fosse una realizzazione.
    In realtà il dramma è la realizzazione affettiva, l'AMORE, è quello che manca e che è reso difficile dalle questioni potere-dominio e rende tutto precario.
    Penso che la prostituzione legale e con basso costo risolverebbe poco, non si tratta di beni di consumo, ma di realizzazione affettiva, come già detto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il livello più basso è la scopata. Quello più alto l'amore con la A maiuscola.
      Ma se non riesci a salire manco sul primo gradino, come puoi pensare di salire sulla cima?

      Elimina
    2. @Roberto: vero che in questa è società più spesso si parte con il sesso per poi arrivare all'amore, ma c'è una minoranza dei casi in cui il percorso si inverte e l'amore viene prima del sesso. Penso soprattutto a contesti religiosi o in cui ci si conosce piano piano condividendo gomito a gomito la quotidianità o quasi.

      Elimina
    3. @anonimo

      per una LTR il sesso è essenziale (sennò tempo zero a uno viene voglia di scopare in giro e sapete con internet come va a finire), quindi il test-ginnastica-orizzontale va affrontato prima possibile; sul resto si può lavorare, la chimica è qualcosa di stabilito dal DNA

      Elimina
    4. @anonimo mi chiamo Roberlo con la L. Comunque prova a coltivare amicizia e frequentazione pulita con una donna se riesci a vedere che nel frattempo fa la troia con tutti tranne te. Alla Forrest Gump.

      Elimina
  8. Ma come mai negli Usa si parla tanto di uomini Mgtow mentre in Italia poco? Orde di uomini che si sono rotti i coglioni di questa società che valorizza le donne e da loro potere sessuale e giurisdizione , tanto che hanno deciso di non voler più inseguire le donne e rinunciare a loro completamente. Oggi L Italia è il paradiso per le donne anche una straniera che viene in Italia pensa : Mmmm qui ho mille attenzioni mentre nel mio paese no, quasi quasi mi ci trasferisco. Se non verrà legalizzata la prostituzione finirà male per il nostro paese per diversi motivi, la prostituzione servira' ad aggiustare i danni che ha detto il nazifemminismo creando divisione e odio tra maschi e donne e un ideologia tossica secondo la quale l uomo ha meno valore della donna. Quando i media affermano che L Italia ha una natalità bassissima, nessuno dice la verità cioè che non si fanno figli sopratutto perché non esistono più le donne ma al loro posto ci sono delle UOME a cui è stato detto che la maternità è un handicapp e che essere femminili e' segno di debolezza, bisogna quindi emulare e competere con i maschi, la crisi economica c entra poco non a caso infatti la Germania ha un welfare ottimo ma una bassa natalità. Non è vero nemmeno che l uomo deve corteggiare una donna, un uomo deve dare ATTENZIONI ad una donna SOLO se lei mostra interesse e da' segnali, ma questo oggo non avviene mai perché il femminismo ha insegnato alle donne che loro valgono e perciò non devono abbassare la loro autostima dando rilevanza e importanza a un uomo. Solo la legalizzazione della prostituzione potrà salvare l Italia dall estinzione perché creerà di nuovo coesione sociale tra uomini e donne, farà da collante, la prostituzione fa diminuire la percezione alle donne che loro hanno potere sessuale e valore. Andate a guardarvi le Interviste di Pasolini sul sesso negli anni 80 e notate come gli uomini non erano incazzati come oggi..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che tu abbia centrato il punto sul discorso del corteggiamento. Ormai o sei bello e la donna mostra per prima verso di te dei segnali di interesse in modo che se c'è reciprocità si possa andare avanti nel corteggiamento/dare attenzioni, oppure se sei brutto e ci provi con una donna invitandola fuori o mandandole dei fiori devi fermarti al primo rifiuto, pena il rischio di una denuncia per stalking se solo provi a fare un secondo tentativo.
      Il movimento MGTOW in Italia è ancora poco conosciuto un po' perchè noi siamo il paese del politically correct di facciata (anche se non li amo credo che L'italiano medio degli Articolo 31 sia di una verità iluminante) e un uomo che decide di arrangiarsi per i fatti suoi rischia di mettere in crisi tutto il sistema economico e sociale. Non so dire se la soluzione a tutto possa essere la legalizzazione della prostituzione, per quanto io auspichi a uno sblocco in tal senso; la mia paura è che, sempre perchè siamo in Italia, questa liberalizzazione sia puramente formale e di fatto senza risvolto pratico.
      Ah le donne straniere vengono in Italia sulla scia del mito del maschio italiano latin lover, per avere quelle attenzioni che gli uomini dei loro paesi non danno loro, poi capiscono come gira il fumo e diventano peggio delle nostre. Peggio perchè se le nostre fanno le schizzinose da subito a meno che uno non abbia livelli altissimi di LMS, a queste sembra che gli vada bene tutto, salvo poi trasformarsi in dittatrici che manco Hitler.

      Elimina
    2. @Anonimo 1 agosto 2019 06:14
      “Ma come mai negli Usa si parla tanto di uomini Mgtow mentre in Italia poco?”

      @Anonimo 1 agosto 2019 07:36
      “...perchè noi siamo il paese del politically correct di facciata...”

      Di questo dobbiamo essere grati a un certo tipo di (dis)informazione che tira da una certa parte… indovinate quale?

      Elimina
    3. Inutile dire quanto sia d’accordo.
      Quella del MGTOW è LA soluzione; l’unica vera forma di Redpill.
      Lo è perchè passa dalla consapevolezza di quale enorme parte della nostra vita sia condizionata e monopolizzata dal sesso e dalla ricerca di una donna; di quanto la nostra società -e la natura stessa- si basino sulla nostra immensa sopravvalutazione di questi obiettivi.
      È del resto questo il meccanismo che le consente di manovrarci come tante patetiche marionette affannate a raggiungere scopi (la perpetuazione della specie) che ci sono in realtà estranei.
      il MGTOW, avendo compreso questo, si libera per sempre dalla sua ossessione, e comincia ad impiegare per le proprie passioni l’enorme spazio lasciato sgombro dalla ricerca di una donna.
      In definitiva, è un uomo libero.

      Elimina
    4. Aggiungo che, per questo motivo, il Mgtow è ovviamente inviso alla società, e soprattutto alla sua componente femminile. Sottraendosi al gioco e restando nondimeno felice, rischia di diventare un esempio.
      Se ció accadesse, se cioè tutti si comportassero come lui, il potere sessuale delle donne finirebbe per sempre e il meccanismo si incepperebbe.
      Ma è inviso anche dagli uomini, i quali non accettano che egli non si lasci tormentare, come fanno loro, in nome del nulla.
      È ovvio che lo abbiano in antipatia, ricorrendo a metafore come quella della volpe e dell’uva.
      La sua stessa esistenza, infatti, è la dimostrazione di quanto essi siano stupidi a buttare le loro vite dietro alle sottane mentre si puó benissimo essere felici senza.

      Elimina
  9. Visto che il tema è stato evocato più volte nei commenti, segnalo un interessante articolo di Eugenio Benetazzo sulla possibile regolarizzazione normativa della prostituzione:

    https://www.eugeniobenetazzo.com/tassazione-prostituzione-legge-merlin/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Emanuele 1 agosto 2019 13:04

      Ottimo articolo.
      Inevitabilmente mi è caduto l’occhio anche su questo

      https://www.eugeniobenetazzo.com/identita-di-genere-controllo-delle-nascite-momentum-demografico/

      che spiega molte cose riguardo al delirio che stiamo vivendo: progressismo nazista, nazifemminismo, lbgtqwerty, distruzione della famiglia (intendo quella VERA), ecc. ecc....

      Elimina
    2. Ho letto l'articolo e onestamente non mi ha convinto.

      Intanto parla di un concetto, ovvero la modifica indotta dell'orientamento sessuale, che già di per sè non ha alcun fondamento scientifico.
      E' infatti noto che l'omosessualità/eterosessualità non è frutto di una scelta ma è una condizione involontaria.
      Peraltro, è del tuttto indimostrato che gli omosessuali siano aumentati rispetto al passato. Magari verranno allo scoperto più spesso e volentieri, ma il loro numero è costante nel tempo.

      In secondo luogo non mi convince l'idea di un controllo delle nascite indotto da un complotto mondiale.
      Non mi convince perchè i paesi in cui va prendendo piede il modello childfree sono quelli occidentali che, soffrendo di denatalità, il problema del sovrappopolamento proprio non ce l'hanno.
      Se mai qualcuno intendesse attuare un efficace controllo delle nascite, dovrebbe piuttosto volgere l'attenzione ai paesi in via di sviluppo, dove effettivamente ce ne sarebbe un gran bisogno.

      Ma poi, e ve lo dico sinceramente, se il nostro attuale modello culturale ha superato l'idea della famiglia come fondamentale veicolo per la realizzazione dell'individuo, che ce ne frega?
      Lo ho letto anche nei commenti precedenti: i nostri nonni, dovendo ammazzarsi di lavoro per mantenere la famiglia (senza contare le guerre in cui venivano coinvolti di tanto i tanto), non mi sembrano un modello da invidiare.
      Molto meglio godersi la vita come Giuseppino. Che, parliamoci chiaro, se si fosse sposato con un'italiana, di certo non ci avrebbe guadagnato.

      Elimina
    3. @Anonimo 1 agosto 2019 20:33
      Che l'articolo non abbia convinto te, ok, va bene, l'mportante è che tu viva sereno... Ma ti faccio una domanda: tu, per caso, sai chi è un certo Geroge Soros?

      Elimina
    4. Certo è, fra le altre cose, l’uomo che portó sull’orlo della bancarotta l’Italia nel 1993.
      Non ne ho nessuna simpatia e so che attraverso la sua fondazione Open si prefigge l’idea di diffondere nel mondo idee simili a quelle evocate nell’articolo.
      Tutto ció non toglie che, peró, gay non si possa diventare se non lo si è già.

      Elimina
    5. @Anonimo 2 agosto 2019 08:14
      “...gay non si possa diventare se non lo si è già...” Certo, sono d’accordissimo. Purtroppo però, come stiamo vedendo negli ultimi anni, “dall’alto” c’è una spinta fortissima nel voler sminuire nella società il ruolo del “malvagio” uomo bianco eterosessuale (e le relative unioni etero), innalzando a modello le situazioni arcobaleno.

      Elimina
    6. @Andy

      questo è vero. Ma dubito che ció possa modificare significativamente la natalità.
      Torno invece a dire che, in fondo, è un bene per noi maschi che la vita famigliare non sia più vista come l’unica forma di realizzazione dell’individuo.
      Da una relazione noi abbiamo solo da perdere...
      Non vorrei sembrare oltremodo egoista, ma è per noi oggettivamente vantaggioso starsene per i fatti propri e non avere figli.

      Elimina
    7. @Anonimo 2 agosto 2019 10:51
      Riguardo le natalità preferisco glissare unicamente per motivi di tempo; è un discorso lungo e complesso e al momento non riuscirei ad esprimere il mio pensiero in modo esaustivo.

      Per il resto ti rispondo che, secondo me:
      1 - “...come l’unica forma...” sono d’accordo. Io stesso, da qualche anno a questa parte, ho scelto di essere MGTOW a causa delle troppe relazioni nocive che ho vissuto. Qualcuno ammogliato (e soprattutto qualcuna maritata) mi guarda ancora con un po’ di sospetto e biasimo, ma fondamentalmente non mi frega nulla. Nonostante io non mi senta del tutto realizzato, lo ammetto, il guidizio di quelle persone, che tra l’altro vivono una vita di merda pur di aderire ai canoni imposti dalla società attuale, mi scivola addosso
      2 - tuttavia, se il contesto in cui viviamo fosse più sereno e certi conflitti di genere (per altro inutili, stupidi, deletri, indotti e fomentati dai signori di cui sopra e dai loro servi) non ci fossero, quancuno, compreso il sottoscritto, tornerebbe a prendere più seriamente in considerazione l’ipotesi di avere una relazione duratura
      3 – riguardo al discorso figli: io ne avrei voluti, ma mi ricollego al punto 2. Se già in partenza non ho né la serenità, né la motivazione, né la convinzione per un progetto di vita che deriva da una relazione solida, allora evito.

      Elimina
    8. @Andy

      forse non ti senti pienamente realizzato perchè ancora una parte di te è vittima del condizionamento sociale per cui la realizzazione puó arrivare da una famiglia.
      Se restiamo razionali, peró, ci accorgiamo che non è affatto così.
      Che cos’è una famiglia? Due persone che vivono assieme, fanno sesso (tendenzialmente) e allevano dei figli.
      Che cosa c’è di davvero straordinario in tutto ció.
      Se ci pensi bene, non è nulla che non potrebbe fare qualsiasi animale.
      Difficile che, quindi, la realizzazione di un uomo passi da questo.

      Elimina
  10. Il discorso sessuale non è da trascurare, ma va anche considerato che è il lavoro in sé ad essere diventato mediamente meno appetibile.
    Raramente si tratta di cose come coltivare la terra o aiutare il prossimo in difficoltà; il più delle volte sono lavori assolutamente inutili con nomi inglesi del cazzo e paghe ridicole.
    Le 8 ore sono ormai un miraggio, nella maggior parte dei casi occorre darsi anima e corpo. Per i pochi lavori realmente seri e utili non esiste una vera offerta formativa, al netto dei corsi fuffa del FSE. I centri per l'impiego vengono finanziati per i disoccupati che li frequentano, non per quelli che vengono collocati, pertanto il loro scopo è farti girare continuamente attorno a un palo senza concludere nulla. E tante altre cosucce di questo genere, non ultimi quelli che dopo decenni di sacrifici finiscono comunque a vivere in macchina e ci ricordano che si tratta di un azzardo a tutti gli effetti. Devi sacrificare la tua vita ma non sai se avrai mai qualcosa in cambio, a parte il potersi vantare sui social che io mi faccio il mazzo mica come gli altri. Al lettore che guadagna belle cifre e sogghigna pensando che a lui/lei non capiterà, vorrei presentare un paio di amici che ne erano altrettanto sicuri.
    Per molti l'alternativa non è morire di fame bensì limitare le spese e vivere in famiglia, che non è così male. Ecco perché la famiglia tradizionale è sotto attacco da parte dei grandi potentati economici internazionali, perché è una valida alternativa alla schiavitù.
    Ed è anche l'ultima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottime osservazioni. Stare in famiglia non è poi così male e ti da il tempo e i soldi per ri-organizzarti il futuro. Il famoso piatto di spaghetti e il tetto sopra la testa garantito :D

      Elimina
    2. Sette anni che non ho un lavoro e guadagno esattamente come prima, cioè quasi nulla. Prospettive per la pensione identiche a quando lavoravo, apprendimento di skills non parliamone :D
      Se da un lato mia madre spende in cibarie e bollette, dall'altro risparmia su assistenza pc e piccoli lavori di manutenzione.
      Unica differenza: ho tutto il tempo che voglio per leggere e scrivere.
      Ogni volta che accendo la tele o qualche social è tutto un demonizzare il "divano" i "fancazzisti" e via dicendo. I padroni ci odiano perché non possono sfruttarci, il governo perché non può tassarci e gli schiavi perché siamo felici.
      Molti nemici, molto onore!!!
      Non dimentichiamo che il Tempo è l'unica cosa che possediamo veramente, e una volta "investito" non torna più indietro, occhio quindi a giocare d'azzardo col proprio tempo.
      "Vorrei essermi goduto di più la vita" è la frase più pronunciata dai lavoratori in punto di morte.

      Elimina
    3. Si, ma, scusate ragazzi, mi dovete spiegare come campate.
      Voglio dire: immaginiamo che viviate con i vostri genitori e con la loro pensione, ok?
      Bene, i vostri genitori, un giorno, non ci saranno più. Come pensate di fare allora?
      Il problema è serio e, tra l’altro, da 50enni che sarete diventati, vi sarà impossibile trovare qualcuno che vi assuma.
      Vorrei precisare che la mia critica non è affatto “morale”, ma pratica.
      Perchè mi piacerebbe fare altrettanto.

      Elimina
    4. @anonimo che non lavora da 7 anni. Puoi fare ciò che fai perché c'è qualcun altro che lavora per te. Non tutti hanno questa fortuna e non tutti se la sentono di far stancare gli altri in vece propria

      Elimina
    5. Non lavora per me gratis ma viene adeguatamente contraccambiata. Facendo cose che farebbe comunque anche se io non ci fossi.
      E posso farlo non perché sia ricca ma perché non spendiamo soldi in stronzate inutili.
      Non tutti potrebbero farlo, ma moltissimi sì; solo che non hanno il coraggio di essere "quelli che non lavorano", che dal punto di vista sociale è come essere eretici dichiarati nel medioevo cristiano. Per cui lavorano e poi sputano il loro odio contro quelli che invidiano, proprio come si faceva con gli eretici.
      Non abbiamo ancora i roghi ma piano piano arriveremo a qualcosa di analogo; le recenti campagne mediatiche di demonizzazione del fenomeno ne sono un chiaro indizio.
      Il problema del "come fare dopo" per quanto mi riguarda era identico anche quando c'era la busta paga, visto che sarebbe bastata a malapena a vivere in un sottoscala mangiando solo pasta in bianco.
      E allora potevi cercarti un lavoro migliore, mi direte. Sì, ma in tal caso avrei dovuto qualificarmi tramite corsi a pagamento coi soldi che non avevo, dalla durata tale da non poter manco lavorare nel mentre.
      Era un serpente che si mordeva la coda; così invece va molto meglio. Ho tutto il tempo di apprendere le skills che mi interessano, prendermi qualche diplomino, scrivere libri - forse quando saranno finiti qualcuno venderà, vallo a sapere - e in genere concentrarmi sul creare attivi anziché passivi.
      E poi c'è quella cosa chiamata Vita, che ti capita una volta sola e che finalmente mi sto godendo; così nel peggiore dei casi, quando scatta l'ora X potrò anche pensare di crepare serenamente sapendo di aver vissuto anni meravigliosi.
      Un'altra critica ricorrente è "ma ti rendi conto che se tutti ragionassero così la società smetterebbe di esistere?"
      Sì perché invece adesso va tutto a meraviglia, tra scuole che rendono scemi, ospedali che ammalano, lavori che uccidono e guerre di sterminio per procacciarsi il petrolio con cui mandare avanti il baraccone. Sarebbe proprio un peccato se questa civiltà inarrivabile tramontasse.

      Elimina
  11. Io lavoro in ufficio con tutte donne, prendo gli ordini da loro, mangio merda tutto il giorno però la paga è ottima. Quanto resisteró? Me lo chiedo tutti i giorni. Preferirei prendere meno soldi ma avere una vita meno stressante.
    So che in un momento come questo lamentarsi per il lavoro è una bestemmia, considerando la fame che c'è in giro. D'altra parte anche io sono stato disoccupato per qualche mese e devo dire che è proprio una merda stare senza lavoro specialmente se ti sei fatto il culo anni sui libri.
    Discorso donne e aspetto fisico a parte, quanti di voi hanno avuto le palle di mollare un lavoro sicuro e rimettersi in gioco?
    Chi di voi si è messo in discussione e ha cambiato vita?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, io ho fatto l’inverso: prima ero in proprio, con tutte le preoccupazioni che comporta quel tipo di vita: non c’è sabato nè domenica, nè vacanze, nè malattia...
      Stufo di questa situazione che mi stava rovinando la vita, in piena crisi ho partecipato ad un concorso, l’ho vinto e ora lavoro in un ente pubblico.
      Adesso faccio le mie 8 ore scarse (venerdì mezza giornata), è un lavoro leggero e posso impiegare tutto il tempo guadagnato nelle mie passioni.
      Poiché d’altra parte considero il metter su famiglia, nella nostra epoca, come quanto di più masochista si possa concepire, non ho nemmeno pressioni economiche particolari e anche se lo stipendio non è alto, per le mie esigenze va più che bene.
      In generale, il consiglio che posso dare è quello di privilegiare un lavoro magari meno pagato ma che ti dia meno stress e più tempo libero.
      La vita è una sola. Se la
      butti via, non te la ridà nessuno...

      Elimina
    2. Ti ringrazio per la tua risposta. Anche io non ho intenzione di mettere su famiglia, cazzo mene però devo pur campare perché non sono milionario. Il lavoro nel pubblico non è male però dipende da tanti fattori.. come ti trovi nel tuo ufficio, la tua funzione, il rapporto coi colleghi. Credimi se ti dico di gente che lavora nel pubblico - para statale ed è in burnout, ormai ci sono sempre meno isole felici e quelle poche che sono rimaste sono pure in pericolo.
      Cmq devo dire che ho notato una cosa.. molto miei amici e conoscenti sposati o fidanzati spingono a mille sul lavoro, cercando di fare più carriera che possono. Che sia sintomatico che dietro ad un grande uomo ci sia sempre una grande donna oppure che i soggetti in questione abbiano il fuoco al culo e siano "costretti" a fare carriera per stare al passo con le richieste della compagna?
      Io conosco gente che si è spaccata a merda tra alcool e droghe, senza ne la voglia di studiare ne di lavorare.. però con la figa poi.. hanno messo la testa a posto, rigano dritti e ora fanno pure i maestrini. Ma vaffanculo dico io!
      Io sono per la libertà, chi non ha famiglia (moglie e figli) non è "ricattabile" lavorativamente, essere cavalli sciolti a molte aziende non piace. Avere un dipendente che può licenziarsi da un momento all'altro fa sempre paura ai superiori e alle risorse umane perché è vero che siamo tutti sostituibili ma non subito e non a costo zero. Quindi chicca per voi solitari: se siete singol, sappiate di avere una carta bonus tra le mani, da usare nelle partite in cui in palio c'è la scelta del vostro futuro

      Elimina
    3. Sono d’accordo con te: ‘ mettere a testa a posto’ è un bel modo di dire ‘diventare succubi di una donna che ti costringa a fare un lavoro che odi con il ricatto di lasciarti o semplicemente di non dartela più’. Bella libertà...
      Riguardo al discorso pubblico/privato, è vero che il primo non è più la pacchia di una volta, purtroppo...
      Avendo peró provato entrambi posso assicurarti, senza tema di smentite, che -mediamente- resta di gran lunga meglio!
      Anche perchè il dirigente pubblico, a differenza del datore di lavoro privato, non gestisce i propri soldi, ragion per cui se anche qualcuno dei suoi collaboratori non fa un cazzo è più disposto a tollerare.
      Ci sono effettivamente, ormai, episodi di super-stress e persino di mobbing anche nel pubblico, ma sono sempre meno che nel privato. E poi, se anche se accadesse, potresti sempre alzare il ditino e chiamare i sindacati... lo puoi fare anche nel privato, beninteso, ma il datore di lavoro è infinitamente meno ben disposto ad accondiscendere alle loro richieste.
      Quello che peró ti sconsiglio più di tutto è metterti in proprio: se desideri avere una vita tua è la scelta peggiore: lavoreresti di continuo, zero certezze e, dulcis in fundo, saresti subissato da uno Stato succhiasangue. E non potresti neppure dirti “indipendente”. Non veramente. Perchè ogni giorno verresti assillato dal pensiero di come pagare i tuoi debiti, di come trovare clienti e -cosa non scontata- farti pagare da loro. E così, anche se teoricamente “libero” avresti in realtà mille padroni.
      Davvero, lascia perdere. Le esperienze positive ci sono ma sono eccezioni.
      L’Italia non è il paese giusto per mettersi in proprio...

      Elimina
  12. Io sono convinto di una cosa, il capitalismo usa la repressione sessuale come mezzo o stimolo per far girare l economia e per far spendere. Se ad esempio io Paolo Rossi scopassi facilmente in Italia che bisogno avrei di acquistare una bella macchina, oppure andare da Zara o Calvin Klein a spendere soldi per vestirmi di marca per poi passare dal Negozio sector e comprarmi un bell orologio e finire la giornata andando in palestra e poi prendendo integratori per avere una bella massa muscolare. Voglio dire sono tutti bisogno indotti dalla pulsione sessuale. Secondo voi se la prostituzione fosse legale, gli uomini spendrebbero ancora soldi per tutte queste cazzate per apparire belli sperando di poter cosicere una donna oppure andrebbero direttamente nel bordello e smettere nero di spendere per cazzate inutili? Io credo di più la seconda ma l economia capitalista così si fermerebbe. La donna (ovvero la sessualità della femmina) insomma viene usata dal capitalismo per vendere e far girare l economia. L empowerment femminile è stato creato appositamente per rendere la donna difficile, pretenziosa che deve richiedere energie soldi ma sopratutto beni materiali prodotti dal capitalismo in modo che l uomo poi possa spendere e far girare l economia .. Ecco perché dinnanzi a questa truffa mascherata la cosa migliore che può fare un uomo oggi e' andare mgtow

    RispondiElimina
  13. @anonimo che non lavora. La tua non è vera libertà perché è condizionata dall'aiuto e dall'esistenza altrui. Non sei meno ammanettato di un uomo medio succube dei condizionamenti sociali. Però se sei veramente felice e soddisfatto, buon per te.

    RispondiElimina
  14. Marco bux/pillolar su instagram e youtube mette alle strette il movimento incel: cercatevi su youtube i seguenti video : Daily pill sulla bruttezza
    Il resintemento é la cosa peggiore che tu possa infliggere a te stesso
    Cosa ne penso degli incel/redpillati e il forum dei brutti(questo video si trova nelle video stories dell suo instagram: pillolar/marco bux)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho guardato il video "Come piacere alle ragazze se sei brutto":

      https://www.youtube.com/watch?v=EVl0N-N9UQ0

      C'è un errore di fondo (che fanno molti critici della redpill): si confonde l'effetto con la causa. Non si comprende che se qualcuno arriva a pensare di non poter piacere a nessuna donna non è perché si è alzato una mattina con la luna storta ma perché ha vissuto sulla propria pelle il disprezzo e l'indifferenza del "gentil sesso".
      E non è certo mettendosi di fronte allo specchio a ripetere fino alla nausea che ce la può fare che cambieranno le cose.

      Elimina
  15. ma?! e in quanti si possono permettere di vivere senza lavorare??

    RispondiElimina
  16. Tirare avanti a forza di lavoretti poco responsabilizzanti quasi tutti, se non hanno famiglia. Campi da Dio. Senza figa ma campi da Dio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sul campare da dio siamo d'accordo. Tanto oramai un operaio o un pizzaiolo non prende molto di meno rispetto a un megalaureato con 110e lode che lavora in multinazionale. Sul fattore figa sbagli.. io in prima persona scopavo a gratis senza troppi problemi quando facevo i "lavoretti" all'università. Ero giovane e come me un sacco di altri miei amici e conoscenti. La verità è che finché non hai problemi e pensi solo a divertirti, sei giovane, simpatico, col bel fisichetto e sempre in festa di ragazzette giovani che hanno voglia di prenderlo ne trovi..
      Poi.. poi.. incominci a lavorare seriamente, hai responsabilità, la sera vai a letto presto per essere concentrato il giorno dopo e voglia di fare serata dopo lavoro non ne hai più. Incominci a spegnerti poco alla volta. All'inizio non te ne accorgi nemmeno, però la tua vita sociale si assottiglia, non hai più voglia di tirare fino a mattino e ti rendi conto che FORSE quando avevi meno soldi ti divertivi di più e scopavi anche meglio.
      Fare gli stacanovisti a lavoro sperando di fare un botto di carriera e scomparsi tutte le fighe, non ha proprio senso. Chi ha charme lo ha sempre avuto e ed è sempre andato in buca.. provate a pensarci. Certo se uno arriva ad essere un chirurgo/notaio ovvio che qualche infermiera in ospedale o segretaria in ufficio se la farà. Ma volete dirmi che bisogna prendere lauree, spaccarsi la schiena sui libri, mandare giù merda a fiumi a lavoro per che cosa? Per andare in figa? Ma neanche morto. E io sono uno di quelli che ha fatto questo percorso. Fate le cose che vi piacciono, un lavoro che vi dia passione e che vi faccia alzare motivati al mattino. Le donne prima o dopo arrivano e se non arrivano più pagatele così non vi rompono nemmeno più i coglioni.

      Roger

      Elimina
    2. Condivido pienamente il discorso di Roger

      Elimina
  17. Red, ho appena guardato il video "Rimorchiare su Tinder da ricchi e da poveri" che hai linkato sulla pagina Facebook (https://youtu.be/vMBRoRd5OHQ).

    Ti ringrazio, è il genere di video che fa venir voglia di suicidarsi ma che ha il pregio di sbattere in faccia la verità nuda e cruda.

    P.S. Interessante notare come finora nessuna donna abbia commentato sotto al video su Youtube, ad eccezione di una che si è limitata a fare gli auguri di buon compleanno all'autore dell'esperimento.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho appena guardato anch’io “Un modello su Tinder” e “Rimorchiare su Tinder da ricchi e da poveri”. Certo che sarebbe spassoso se un bel po’ di uomini facessero profili fake tipo quelli dei due video, giusto per perculare le varie gold-digger e quelle per cui “nn kontah l’azpettooh, kontah se unoh è unah bellah perzonaah”… :-D

      Elimina
    2. Sì, lo sarebbe senz'altro, senza contare che forse a qualche zerbino passerebbe la voglia di svendere la propria dignità per cercare di ottenere un briciolo di attenzione.

      Elimina
    3. Io mi immagino anche questo scenario ipotetico. Supponiamo che un’alta percentuale dei profili maschili, facciamo il 50% per esempio, sia falsa. Quindi per una donna ne consegue che ha il 50% di probabilità di perdere solamente del tempo in chat/telefono per fissare un incontro, il 50% di probabilità di essere poi bidonata all’appuntamento e, soprattutto, l’ego sminuito a 1000. Sai com’è... dopo uno, due, dieci, cinquanta tizi che credi siano dei modelli o dei supermegamanager e invece si stanno solamente divertendo a percularti perché ti credi Charlize Theron e fai la figa (e magari sei pure una CO insopportabile), forse inizi a ridimensionare l’opinione smisurata che hai di te stessa e, di conseguenza, anche le tue pretese… :-D

      Elimina
    4. @Andy: ti piace sognare.

      Tinder è la più famosa ma esistono migliaia di applicazioni simili.
      Sicchè (premesso che in Italia la usano molto meno che altrove per motivi arcinoti) alla disperata basta passare a un'altra piattaforma e via.
      Non servono 20mila zerbini, 2/300 possono bastare.

      Elimina
    5. @Anonimo 6 agosto 2019 13:32
      Tinder, come tutto ciò che comporta le solite dinamiche di tiraggio/zerbinaggio...

      Mi piace sognare... :-) Beh, come ho scritto, sarebbe un'ipotesi. Però se anche “solo” la metà degli uomini la smettesse di zerbinarsi, secondo me qualcosa cambierebbe. A un certo punto, mancando l’offerta, cosa farebbero le amiche sopra citate? A un certo punto dovrebbero o accaparrarsi il fesso di turno (dato che ne sono rimasti la metà), o abbassare le proprie pretese. Al tempo stesso, anche i fessi di turno inizierebbero ad avere più considerazione e quindi più valore di mercato.

      Elimina
  18. @Andy

    naturalmente avresti ragione, ma perchè sforzarsi? una straniera scelta bene ti può dare le stesse soddisfazioni con metà delle rotture di coglioni; in più impari una nuova lingua, viaggi, conosci posti nuovi... c'è la globalizzazione per tutto (per la prostituzione decenni), usiamola a nostro favore ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Anonimo 6 agosto 2019 16:56
      Se potessi, ora come ora mi trasferirei in Ungheria... :-)

      Elimina
  19. Non essere appagato dal punto di vista sessualità fa veramente venire viglia di starsene chiuso in casa tutto il giorno a dormire e a giocare ai videogames

    RispondiElimina
  20. Mah, sapete ragazzi, io non sono per niente d’accordo.
    Mi spiego meglio: non è che voglia dare giudizi sulle scelte altrui, è che sinceramente vivo diversamente la mia vita.
    Ho un lavoro che mi consente di guadagnare dignitosamente (circa 2500 netti al mese), vivo nella casa dei miei genitori e non ho mutui nè affitti.
    Posso quindi permettermi tranquillamente alcuni extra, primo fra tutti quello delle pro. Ci vado quasi una volta alla settimana spendendo circa 100 a botta.
    Spesso mi capita di andare in Germania e lì ci vado anche tutti i giorni o quasi per una settimana di fila...
    Se penso che c’è chi li spende molto di più per mantenere moglie e figli mi reputo un uomo fortunato.
    Senza il mio lavoro non potrei permettermi questi e altri extra e, soprattutto, mi annoierei a morte.
    Diciamo che un padre di famiglia lavora per gli altri,
    io lavoro per me stesso.
    Certo, non avró figli, ma penso che sia uno di quei desideri stupidi che la società (o la natura) ci ficcano in testa per incularci meglio, piegandoci ai loro scopi.
    Non invidio nemmeno un solo amico che abbia figli. Anzi, sono loro a invidiare me.
    Onestamente mi pare davvero poco furbo ammazzarsi di lavoro solo per avere la “soddisfazione” di dire “ho trasmesso i miei geni alla generazione futura”.
    Sai quanto me ne frega... io saró morto comunque.
    Se avete queste fissazioni, che vi devo dire, andate alla banca del seme e offritevi come “donatori”...
    Tutto questo potrà sembrarvi egoista, ma che significa? Cos’è l’egoismo? L’atteggiamento di chi cerca il bene maggiore per se stesso?
    Se è così, allora viva l’egoismo! Tutti siamo egoisti perché tutti cerchiamo il nostro bene. Semmai c’è qualcuno che o non riesce a individuare quale sia il suo bene, oppure è ipocrita e dice di perseguire altri scopi.
    Non è il mio caso, evidentemente.
    Si vive una volta sola e non c’è tempo per le seghe mentali.


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei un grande. Beh con quella paga ottima che ti ritrovi puoi si farti roba da 100 euros al colpo.. poi se vivi con i tuoi ancora meglio.
      Una curiosità, non ti è venuta voglia di "staccarti" dalla famiglia dalla quale provieni?

      Roger

      Elimina
    2. @Anonimo 9 agosto 2019 09:53: un paio di domande, alle quali ovviamente puoi non rispondere:
      - non provi mai un po' di invidia o cmq di ripensamento nei confronti di chi è in una LTR con una lei con la quale ti sembra stia davvero bene? Spero che non risponderai che non esistono o che perlomeno non ne conosci...
      - i tuoi sanno o cmq sono consapevoli che vai a pro? E, se si, dicono qualcosa (e, in tal caso, CHE cosa) al riguardo?

      Elimina
    3. Rispondo volentieri ad entrambi: No, No, e No.
      1) se decidessi di staccarmi dalla mia famiglia dovrei pagarmi un affitto o un mutuo e il mio stile di vita ne risentirebbe.
      Inoltre mi trovo molto bene con i miei; io aiuto loro e loro aiutano me.
      Capisco che le persone che hanno un cattivo rapporto coi propri genitori vogliano andarsene...ma non è il mio caso
      2) esistono LTR felici, ma quante sono? E quanto durano? Cioè, per quanto restano “felici”? Le statistiche sono impietose... oltre la metà dei matrimoni fallisce e -aggiungo io- molti di quelli che formalmente non scoppiano non sono comunque felici, il che ci porta a restringere l’ipotesi di LTR davvero soddisfacente a una piccola minoranza.
      Optare per una relazione sapendo ció sarebbe come giocare alla roulette sulla base delle esperienze di quelli che hanno vinto.
      Inoltre, la stabilità della coppia è comunque uno stile di vita estraneo alla mia natura, per cui in ogni caso non provo alcuna invidia.
      3) No, non ne sono consapevoli, anche se forse mio padre ha intuito qualcosa.
      Sono entrambi persone aperte, ma trovo che certe cose debbano restare private...anche per rispetto verso di loro.

      Elimina
    4. Siamo animali poligami, c'è poco da fare.

      Ai tempi dei nostri nonni le LTR funzionavano perchè divorziare era impossibile (il divorzio è arrivato ben dopo), quindi si cercava di ricucire il rapporto. Di far buon viso a cattivo gioco e andare avanti.
      Oggi, tra divorzi che si aprono e si concludono nel giro di qualche anno, e l'indipendenza economica della donna, nel momento in cui inizi a pensare "Non sono sicura di cosa provo per lui", "Lo trovo cambiato....", "I miei sentimenti non sono più quelli di una volta", ci stai un attimo a chiedere le carte del divorzio.
      Specie quando sai di avere una pletora di cazzi a tua disposizione che penetrerebbero tutti i tuoi orifizi a un tuo schioccar di dita.

      L'innamoramento ha una durata limitata nel tempo, qualche anno al massimo. Dopo di chè subentra l'affetto, e nel giro di breve tempo stai con uno che consideri più un fratello che altro.
      Quindi no, non esistono relazioni a lungo termine (LTR) felici e durature. O meglio, lo sono se le fotografi nell'istante in cui il cervello di entrambi è drogato da potenti ormoni come serotonina e ossitocina. Quando il profilo ormonale nel cervello torna alla normalità, l'innamoramento finisce. E fidatevi che prima o poi finisce. E a quel punto la LTR è l'antitesi della felicità. Diventa una trappola!!

      Elimina
    5. Dave, dipende. Come il Redpillatore e altri hanno osservato, una relazione dura fin quando entrambi hanno la convenienza a mandarla avanti. E tale convenienza può essere dovuta a fattori di vario genere, che possono essere anche di mero interesse. E costituiscono un collante assai più forte. Tu puoi inseguire la momentanea "felicità degli ormoni", ma poi non ti resta nulla in mano alla fine. Dopo i 50 anni se non hai una certa stabilità nella tua vita sei, o rischi di diventare, un povero derelitto.
      Ciao.

      Elimina
    6. @Mountain Lion

      non vorrai sostenere che se a 50 anni non hai una donna sei un derelitto...
      Il mondo è pieno di cinquantenni single che, tra hobby e puttane, hanno raggiunto stabilità e felicità;
      al contrario i derelitti sono perlopiù gli ex mariti (a quell’età di solito si è divorziato da poco) umiliati e senza un quattrino...

      Elimina
    7. Perdonami Mountain Lion, ma da inguaribile romantico quale sono, mi riferivo a un rapporto mandato avanti sulla base dell'amore, del sentimento.
      D'altronde si parlava proprio di questo, di LTR "felici".
      Definiresti così un rapporto che avanza per puro interesse economico? Per non vedere i beni familiari spezzettati tra avvocati divorzisti e assegni di mantenimento?

      Elimina
  21. Chi è nato dagli anni 80 in poi si è trovato una situazione economica disastrosa, un Paese al collasso. Ci è stata riempita la testa di cazzate come carriera, laurea, gratificazione lavorativa, tutte puttanate che si sono poi scontrate con la realtà dei fatti, ovvero lavori miseri, sottopagati, senza alcun valore aggiunto (infatti la produttività del Paese è ferma da 20 anni), ma soprattutto INUTILI.
    E già ragazzi, una buona fetta dei lavori (per non dire la maggioranza), non serve a niente, sono attività superflue, già oggi rimpiazzabili da macchine o programmi, o tenute in piedi da corporativismi e burocrazia; mi dite che minchia fa uno che lavora nel campo della "Communication" o del "Management"? Paroloni inglesi messi lì che non vogliono dire nulla. Per non parlare di tutti i passacarte/scaldasedie che riempiono gli uffici (tra cui ci sono anche io BTW), o le varie attività praticamente fallite, i negozietti con un piede nella fossa ecc...
    Alla fine un povero cristo che si ritrova in sto bordello, senza gratificazioni di altro tipo (sentimentali/sessuali) cosa fa? L'unica cosa sensata; tira a campare.
    Se ne frega di dare il suo "Contributo alla società" (altro concetto oramai privo di significato) e cerca di vivere col minimo sindacale. E' una vita di merda? Abbastanza, ma l'alternativa è farsi un mazzo per non avere comunque poi niente in ogni caso, visto che ricco col lavoro (tranne rari casi) non lo diventi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dm per dio hai ragione.
      L'altra sera ero a cena con degli ex colleghi dell'università. Nonostante tutti lavoriamo e stiamo decentemente, abbiamo fatto il conto di come sarebbe convenuto cominciare a lavorare finite le scuole superiori. Dopo anni di studio, passando per colloqui, tirocini, stage sottopagati per arrivare a guadagnare uno stipendio rispettabilissimo che però alla fine non si discosta molto da quello di un artigiano. Solo che l'artigiano che ha cominciato a lavorare 10 anni prima di te si è già comprato la casa se tutto va bene, mentre tu nel mondo del lavoro ci hai appena messo il naso.
      A conti fatti se nel "Long run" non guadagni, hai veramente buttato tempo e soldi con la laurea.

      Elimina
    2. Sante parole, meno male che sempre più persone iniziano a capire questi semplicissimi concetti che purtroppo sembrano ancora eresia alle orecchie della massa.

      Elimina
    3. DIPENDE DAL TIPO DI LAUREA, se sei ingegnere , medico , statistico o laureato in economia il gioco vale la candela (magari qualche chimico, biologo) per molti altri no ma sono quasi tutte lauree per perditempo.
      Se le donne non ve la smollano vale la pena lavorare per avere i soldi da spendere in vere passioni, non esiste solo la figa, chi la pensa così è davvero da compatire. C'è un mondo di belle cose cui appassionarsi , alzate il culo e sperimentate , la figa è solo una piccol aparte della vita, se scopo molto meglio se non scopo me ne faccio una ragione in un millisecondo e faccio qaulcos'altro che mi piace.
      poi io credo che più che il sesso ( che conta molto) , le donne regalino l 'illusione della validazione personale, ma è una grandissima cazzata
      il BAIO

      Elimina
  22. Si, tutto vero, però rimettiamo le cose al loro posto.
    Il problema, con il lavoro e lo studio, non è dato tanto dal femminismo (e relative conseguenze), quanto piuttosto dalla crisi economica.
    Se un laureato avesse,come ha in buona parte del mondo, la prospettiva di guadagnare somme decenti (tipo 3.000- 5.000 euro o più) allora vedreste le università molto più frequentate.
    Perchè è evidente che il denaro guadagnato con il lavoro gli consentirebbe comunque di permettersi viaggi, cibo, automobili e altre fonti di divertimento (non ultime, le pro...).
    Insomma, se c'è la prospettiva di guadagnare bene, non si lavora "per dare il proprio contributo", ma per sè stessi.
    Viceversa, essere costretti a lavorare solo per mantenere una moglie e un marmocchio -come facevano i nostri nonni- non è esattamente una prospettiva allettante!
    Per questo è forse persino un bene che i giovani oggi non mettano su famiglia e non si riproducano, perché viceversa si farebbero piacere lavori odiosi e magari anche pericolosi solo per mantenere la famiglia!
    Concludendo, se la gente non ha più voglia di lavorare non è tanto perché non abbia una famiglia (ripeto, cara grazia che non ce l'abbia, a queste condizioni!), ma perché il lavoro rende una tale miseria che davvero a questo punto diventa più conveniente starsene a casa e vivere come si può.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dopotutto non hai scritto cazzate. Al "sistema" fa comodo un esercito di soggetti che possono essere a tutti gli effetti definiti SCHIAVI, in quanto dovrebbero solo lavorare a testa bassa, mantenere le famiglie, e starsene zitti senza lamentarsi!

      Elimina
    2. Gigi, mi trovo sostanzialmente d'accordo con te.

      L'errore che commette il Redpillatore, ancora una volta, è quello di estendere il proprio vissuto, o il vissuto di un centinaio di persone sparse per l'Italia, a tutta la popolazione maschile italiana. I vari forumdeibrutti non sono rappresentativi del maschio medio italico, visto che ognuno di essi ha poche decine di utenti attivi. In totale, tra utenti vecchi e nuovi, parliamo di...quanto? 100-200 persone? Da rapportare a 30 milioni di maschi.

      E se per i vari accasciati (sarebbe più onesto e corretto definirli "depressi") da forum, NEETare a vita è un traguardo, per la media della popolazione italiana NEETare è un dramma. Significa precludersi la possibilità di guadagnare. Ma per sè stessi, non per lo Stato, che per quanto sanguisuga, trattiene solo una parte dei tuoi guadagni. Il resto ti rimane in saccoccia, e tra avere a fine mese un accredito di 1600€ su c/c e non averlo, beh...direi che è sicuramente migliore la prima ipotesi.


      Se la gente ha poca voglia di lavorare non è tanto per le poco rosee propspettive sentimentali, ma per le poco rosee prospettive lavorative. Il numero di iscritti nelle facoltà italiane da 10 anni a questa parte sta seguendo un trend di lento e costante calo. Statistica 2019, L'Italia è la penultima nazione nell'ambito UE per numero di laureati.

      Insomma, si preferisce lavorare da subito piuttosto che farsi 5 anni di università+master+dottorato+specializzazioni, per ritrovarsi poi a 32 anni a stare in un call-center a chiamare per i contratti energia. E nemmeno, perchè pure questo settore, come mille altri, è stato portato all'estero, tant'è che mentre prima chiamavano Francesca e Maria per proporre contratti, oggi chiamano solo ragazze dallo spiccato accento balcanico o dell'est.

      Se tutto va bene, a 35 anni ti ritrovi col tuo primo contratto firmato nero su bianco, regolare e con contributi INPS, magari un part time da 700€ euro al mese. Roba che se vai a fare il lavapiatti nei weekend forse guadagni di più.

      Elimina
    3. "Se la gente ha poca voglia di lavorare non è tanto per le poco rosee propspettive sentimentali, ma per le poco rosee prospettive lavorative" Una cosa non esclude l'altra e comunque l'ho detto che la ragione è anche il fatto che lo stipendio a cui puoi ambire non è così alto da cambiarti la vita (i 1600 euro che menzioni sono fantascienza al giorno d'oggi).

      Elimina
  23. Ho fatto quasi 20 lavori in vita mia.Parecchi miei datori di lavoro (sia maschi che femmine)mi hanno detto: "basta sono stufo/a! non assumero' mai piu' donne!Poi invece lo hanno fatto.E perché?Perchè se assumi una donna hai degli sgravi fiscali mentre se assumi un uomo no.E allora perché assumere un uomo che ti costa il doppio di una donna?E' ovviamente una gravissima discriminazione nei confronti degli uomini ma chi ne parla?Lo stesso accade se vuoi fare l'imprenditore.Se sei una donn hai delle agevolazioni fiscali se sei un uomo no.Mettiamo che ci siano 2 imprese uguali in tutto e per tutto una gestita da una donna e una da un uomo.Quale sara' piu' competitiva sul mercato visto che solo quella gestita dalla donna gode delle agevolazioni?

    RispondiElimina
  24. Faccio una domanda alla base, che magari si distacca leggermente da altre considerazioni, ma la ritengo importante.
    Siete sicuri che i giovani non abbiano voglia di lavorare? in particolare gli italiani?
    Cito solo alcuni dati: Concorso per operatore ecologico(spazzino) in Veneto: 1700 domande.
    Altro concorso in Umbria: 2200 domande per 8 posti come spazzino.
    E non stiamo parlando di lavori di alto livello.. figuriamoci chi ha la possibilità di accedere a un posto per il quale ha studiato.
    Sicuramente ci saranno "persone" che non hanno voglia di lavorare, esistono, ma questi e altri dati dimostrano il contrario della tesi che troppo spesso da parte di politici viene data come "preimpostata".
    Aggiungerei che per molti lavori anche umili, in Italia, chiedono 2 anni di esperienza continuativa che molti giovani non hanno e non possono avere perchè non gli viene permesso di acquisirli.
    Anche stage, corsi, lavoro gratis, tirocini, senza quei 2 anni di "requisito" non valgono.
    In altri paesi come in Uk, per gli stessi lavori esistono maggiori possibilità di riqualificarsi ergo.. imparare un nuovo mestiere anche da zero.

    RispondiElimina
  25. Concordo sul fatto un certo tipo di selezione personale oggi sia un cancro. Facebook già toglie la privacy alle persone..
    Come avete detto in molti casi basta mettere un like al politico che a "loro" non piace, per rischiare di perdere l'occasione di lavoro. Bella libertà...
    Mi sembra sbagliato che venga controllato un profilo prima di decidere chi assumere. Questo prima della "meravigliosa" dittatura progressista, non succedeva.
    In questi ultimi anni, questo fenomeno si è estremizzato..
    Mi è capitata proprio una cosa simile, una volta:
    Ti chiedono il profilo Facebook anche per affitarti una camera in certe zone della Germania. Mi è capitato in una casa di femministe.
    Non solo mi hanno chiesto il profilo ma anche le idee politiche, il "requisito" per affittare era essere progressista e di sinistra.
    Ovviamente appena vista la domanda nel questionario, mi sono alzato e me ne sono andato. Non prenderei mai una casa con gente esaltata che mette requisiti del genere, imponendo una dittatura di pensiero. Non la avrei presa nemmeno se fossi stato dalla loro parte politica.

    RispondiElimina

Ciao! 😃 Grazie per aver deciso di lasciare un commento, sono contento di sentire cosa pensi del mio articolo. Prima di postare però per favore dai un'occhiata al Regolamento: