venerdì 22 giugno 2018

Come lo Status Riesce ad Attrarre una Donna


Attrarre una Donna

  Come lo Status Riesce ad Attrarre una Donna

Se sei un lettore affezionato del mio blog sicuramente conoscerai la teoria LMS, che stabilisce i pre-requisiti per attrarre le donne, ovvero aspetto fisico e status socio-economico.
Se invece sei capitato su questo blog per la prima volta, magari cercando informazioni su come attrarre una donna o come conquistare una ragazza ti consiglio di fare un salto a leggerti l'articolo, perché il contenuto delle prossime righe sarà un approfondimento del terzo fattore della triade, ovvero lo status, e anche se riusciresti a capire ugualmente questo articolo senza necessità di informazioni aggiuntive, è sempre meglio avere un quadro di insieme.

L'analisi di come lo status agisce per generare attrazione è a mio parere molto più difficoltosa ma più interessante di quella di altri fattori più "pragmatici" come l'aspetto fisico e il denaro e per certi versi possiamo anche considerare lo status come fattore atipico rispetto agli altri due.

Ad esempio l'importanza dell'aspetto fisico e del denaro tende ad essere piuttosto variabile a seconda delle donne e dei contesti sociali presi in esame.
Le donne più giovani tendono ad anteporre la piacevolezza fisica alla sicurezza economica, mentre con il passare dell'età si assiste ad una sorta di correlazione inversa tra estetica e denaro e quest'ultimo tende a guadagnare terreno a discapito del primo.
Lo status invece rimane sempre piuttosto stabile, non cambia in maniera significativa nello spazio e nel tempo per quanto riguarda l'importanza che gli viene attribuita, al limite cambia nella sua forma e ci sono tipi di status più utili in certi contesti e altri tipi più performanti in altri.


Cos'è lo Status?

Wikipedia definisce lo status  come "la posizione/situazione/condizione di un soggetto in relazione a un determinato contesto sociale".

Io personalmente trovo che una definizione ancora più appropriata sia quella di "reputazione".
Lo status è la reputazione o fama che una persona ha in un determinato contesto sociale.

Attenzione però, perché c'è da fare una precisazione: normalmente quando uno parla di reputazione data dallo status pensa a qualcosa di positivo, e fa riferimento al prestigio che deriva dall'assumere un determinato ruolo.Ha status chi svolge un lavoro o un incarico importante, utile in società, ha status chi si distingue per qualcosa di positivo.

In questo blog lo status come fattore attrattivo viene preso invece in considerazione anche nella sua accezione negativa, di conseguenza anche un personaggio inutile (o addirittura nocivo) ma pur sempre famoso ha status e attrae.

Mi rendo conto che è un modo controintuitivo di ragionare ma ti chiedo di fare questo piccolo sforzo quando ti approcci ai miei contenuti perché altrimenti non riesci pienamente a capire quello di cui stiamo parlando, mentre così ti è chiaro perché le donne cadono ai piedi di Fabrizio Corona appena uscito di galera e a te che studi cardiochirurgia e sogni di salvare vite umane sputano in faccia.


Status Assoluto e Relativo

In questo blog l'analisi dell'ambiente e del contesto sociale ha un'importanza cruciale.
Fra tutti quelli che si occupano di seduzione nel web non ce n'è uno che tratti l'aspetto ambientale in maniera decente (a parte Carlo della Torre), mentre secondo me ogni analisi sulle dinamiche sociali non ha senso se non si capisce qual è l'ambiente di riferimento.

Ogni elemento LMS perde o acquisisce valore a seconda dei contesti: lo stesso reddito può renderti ricco (e di conseguenza attraente) in un posto e miserabile in un altro e gli stessi tratti somatici vengono percepiti diversamente a seconda della cultura/zona geografica in cui ti trovi.

Questo discorso vale ancora di più per quanto riguarda lo status, che anzi subisce addirittura microvariazioni perfino all'interno dello stesso contesto sociale.

Pensate ad esempio all'animatore.Di per sè è un lavoro da quattro soldi che non ha un enorme prestigio sociale, ma nel contesto di un villaggio turistico chi svolge questo lavoro ha un ottimo status e può rimorchiare allegramente, anche se poi, finite le vacanze, torna ad essere un mister nessuno e la stessa tipa che al villaggio gliel'aveva data, ritornata alla quotidianità non lo degnerebbe neanche di un saluto.

Questo tipo di status è stato definito dall'utente Llorente come "status delle 4 pareti" perché è appunto quello status che si estrinseca in un contesto molto circoscritto e tale da rendere attraente una reputazione che magari lo sarebbe molto meno o non lo sarebbe affatto.


Questo spiega anche perché molti brutti adolescenti riescono a trovarsi ragazze carine in contesti molto limitati di provincia.Non hanno grossi meriti ma godono di una buona reputazione nel loro piccolo gruppo sociale ed essendo questo ambiente l'unico che la tipa ha di riferimento, risulta attratta dal loro status.
Generalmente le coppie formatesi su questi presupposti si rompono appena lei va all'Università o comunque inizia a viaggiare per il mondo.

Vedi: In Erasmus si Rimorchia?

Lo status, oltre che relativo all'ambiente, può essere anche soggettivo.
Lo stesso tipo di status infatti può risultare più o meno attraente a seconda del tipo di donna su cui è esercitato.
Molte ragazze ad esempio potrebbero considerare come degli sfigati i vari youtuber famosi che si occupano di videogiochi, mentre il discorso cambia radicalmente se ci riferiamo a ragazze che a loro volta sono fortemente appassionate di videogiochi e che magari vedono lo youtuber in questione come personaggio da ammirare (e quindi detentore di status).

Diciamo che questo discorso si intreccia con quello dello status delle 4 pareti, non è ben chiaro dove finisca il pregio di uno status circoscritto e dove inizi quello dello status soggettivo ma il punto è che se uno riesce a ritagliarsi una nicchia in cui avere successo può sfruttare la cosa per rimorchiare, anche se magari in assoluto la sua reputazione non è granché.
Molto meglio avere uno status alto in una nicchia e uno status basso al di fuori,piuttosto che avere uno status mediocre in generale.

Piccola nota poi chiudo il capitolo.

Uno dei consigli più banali che si sentono dare per rimorchiare è "coltivare delle passioni".
Chi dà questo consiglio è effettivamente sulla buona strada ma la bluepill sta nell'incapacità di passare allo step successivo e rendersi conto che non è tanto il coltivare delle passioni in sè che rendere attraente, quanto lo status che deriva dal riuscire ad emergere in una nicchia attraverso quella passione.

  • Tipo che si appassiona di chitarra e che inizia a suonare in un gruppo facendo concerti magari a livello locale:potenziale attrattivo
  • Tipo che si appassiona di chitarra e la suona in camera propria oppure la suona senza successo: seghe.


Status Bellezza e Denaro: Come si Rapportano fra Loro?


I fattori della triade LMS non sono scindibili:vengono analizzati singolarmente ma sono in costante relazione tra loro e agiscono di pari passo.

Ogni fattore esercita un' influenza sull'altro:chi è bello ad esempio porta con sè un bel po' di status solo per il suo aspetto ed utilizzare la bellezza per arricchirsi senza faticare (modello, ragazzo immagine ecc.) mentre chi è ricco viene percepito più bello attraverso l'effetto alone e anche la ricchezza porta con sè una certa reputazione.

Anche chi ha status appare più bello.
Pensate ad esempio ai vari attori di Hollywood che le tipe usano come esempi di "brutti che piacciono".
Mi viene in mente il bruttino Adrien Brody, che alcune definiscono attraente,  ma non si accorgono che il loro giudizio è pesantemente alterato dall'enorme status che accompagna l'attore.
Fosse stato un netturbino nessuna ragazza lo avrebbe mai preso come esempio di brutto che piace.

Nello stesso errore cadono anche gli uomini (anche se sentono meno l'influenza dello status): ho visto molti uomini impazzire per attrici come Natalie Portman e Scarlett Johansson, che sono nanette di 160 poco più che normaloidi e sicuramente ben lontane dai veri standard di bellezza.

Lo status inoltre genera ricchezza.

Nella nostra società materialistica lo status sociale e il potere economico tendono spesso a coincidere tanto che è in uso il concetto di status economico e gli stessi oggetti costosi vengono chiamati "status symbol".
Se è vero che chi è ricco di solito gode di un'ottima fama, è altrettanto vero che anche la fama può essere sfruttata per generare ricchezza, dal momento che smuove spesso un enorme bacino di potenziali clienti.


Perché lo Status Attrae le Donne?

Ho riflettuto a lungo su questa domanda e sono giunto alla conclusione che lo status attrae per 3 fondamentali motivi.
I motivi sono:
  1. Il Desiderio di Grandezza
  2. La Riprova Sociale
  3. La Resilienza
Ovviamente si tratta della mia opinione e sono aperto a qualunque confronto.

#1 La Grandezza


Freud diceva che alla base di ogni azione umana ci sono due motivazioni: l'impulso sessuale e il desiderio di grandezza.

Se la bellezza fa leva principalmente sugli istinti più sessuali degli individui, lo status invece potrebbe essere un modo per soddisfare il desiderio che ognuno ha di sentirsi importante.

Il desiderio di sentirsi importanti spinge gli individui a cercare di ottenere status in prima persona e, in secondo luogo a cercare di schierarsi con chi ne ha di più o allontanarsi da chi ne ha meno secondo il principio di omeostasi sociale dinamica che ho già spiegato.

Associarsi a un personaggio famoso, magari andandoci a letto, è quindi un modo che la donna ha per sentirsi importante.
Lo stesso vale per quelle persone che menzionano continuamente i personaggi illustri che conoscono, lo stesso vale per la moglie che spinge il marito freneticamente a fare carriera, lo stesso vale per i tifosi di calcio che si identificano nella propria squadra e cercano nella vittoria della stessa un modo per emergere a loro volta.

#2 La Riprova Sociale


L'essere umano è un animale sociale ed è per forza di cose condizionato dall'opinione degli altri.
Basarsi sul giudizio altrui nel tempo si è rivelato un modo efficace per risolvere un dubbio e di conseguenza tutti noi tendiamo un po' ad adattare le nostre scelte ai criteri di scelta altrui.

Se un individuo viene stimato da molti è piuttosto ovvio che deve essere di valore e se è di valore allora è conveniente schierarsi con lui.

Quanto più una persona è simile a noi, tanto più, in una situazione di incertezza, tenderemo a prendere per buone le sue scelte.Questo spiega ciò che in ambito seduttivo è chiamata Preselezione, argomento che ho già affrontato in maniera più specifica e che quindi ora non toccherò.



#3 La Resilienza


"Molti nemici, molto onore" Georg von Frundsberg (1473–1528)

La resilienza viene definita come "la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà"

Capisci bene che, da un punto di vista evoluzionistico, questa è una caratteristica positiva perché chi la possiede rivela una buona capacità di adattamento e ha una maggiore probabilità di sopravvivere in un ambiente che per lui è ostile.

Una persona con uno status elevato subisce una pressione sociale decisamente maggiore della media.
E' spesso oggetto di critiche, di invidia, ha rivali che competono per rubargli la posizione, e di conseguenza deve affrontare tutta una serie di difficoltà e di sfide dalle quali la persona comune è esente.

E' proprio la capacità di fronteggiare queste difficoltà che lo rende resiliente, quindi attraente.

Questo vale per chi ha in società una reputazione positiva e vale tanto più per chi ha una reputazione negativa.Un badboy o un criminale subiscono una pressione enorme, spesso rischiano la galera o peggio la morte, quindi sopravvivendo dimostrano di possedere un certo valore di sopravvivenza e questo, benché eticamente e giuridicamente sbagliato, li avvantaggia dal punto di vista sessuale rispetto ad individui che invece rigano dritto e si comportano secondo le regole di una società mantenendo un profilo basso e tenendosi lontani da pericoli e problemi.


IN CONCLUSIONE:

Lo status è un forte elemento di attrazione e in un'ottica di automiglioramento è sicuramente un punto fondamentale su cui lavorare, cercandosi un contesto sociale in cui poter far emergere le proprie qualità, innate o acquisite.
Non è però semplice ottenere uno status significativo, c'è chi non ha le capacità o l'indole, c'è chi è semplicemente introverso e non ha voglia di mettersi in gioco e questo in una società normale non dovrebbe essere motivo per tagliarlo fuori da una vita sessuale, come invece accade.
Occorre quindi strutturare un sistema che permetta anche a chi non ha sufficienti livelli di LMS di accedere al sesso in maniera agevole e gratuita e crei un maggiore equilibrio fra gli uomini.

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domenica 17 giugno 2018

Quella degli Incel non è un’Ideologia o Subcultura, ma la Società ha Bisogno di Vederla come tale



Sono ormai passati quasi due mesi da quando il mondo si è accorto dell’esistenza degli incel, in seguito all’attacco con furgone compiuto da Alek Minassian a Toronto. I media sia tradizionali che online hanno dato ampio spazio alla tematica, in maniera più o meno approssimativa e travisando vari aspetti del fenomeno. Di tutte le inesattezze che vengono ripetute di continuo, una delle più frequenti è l’identificare l’essere incel con l’appartenenza a un movimento/idologia/subcultura. Ad esempio in Nero Editions si parla di “ideologia incel”; la pagina wikipedia in italiano dice che col termine “incel” si indica “una subcultura sorta su internet”, e così via, potete trovare infiniti esempi.
Vorrei chiarire la questione una volta per tutte: essere incel è una condizione passiva. Non è un qualcosa che si sceglie, non è un’ideologia che si condivide, non è un movimento a cui si aderisce. Identifica semplicemente gli uomini che non riescono loro malgrado ad avere una vita sessuale (decente). Anche se molti incel finiscono col condividere alcune idee, spesso più o meno in contrasto con la visione del mondo dominante nell’attuale società occidentale progressista, non è questo ciò che li identifica come tali. Puoi anche essere la persona più femminista del mondo, ma se fai sesso solo con la tua mano, o con prostitute, o anche senza pagare ma una volta ogni due anni e con tipe delle quali è necessario guardare la carta d’identità per avere la certezza che siano donne, sei un incel. Non ha nulla a che vedere con le opinioni politiche o la considerazione delle donne che un certo uomo ha. Lo stesso termine non dovrebbe lasciare dubbi: INcel, involuntary celibate, involontario, che non scegli.

E allora perchè questo errore è così diffuso? Perchè tutti travisano questo concetto così semplice? Semplice: perchè stride con uno dei pilastri ideologici alla base della società sorta in seguito alla cosiddetta “liberazione sessuale”. Tale pilastro consiste nella credenza che la rimozione delle varie limitazioni morali, e talvolta anche giuridiche, che la società imponeva nella vita privata fino a qualche decennio fa abbia finalmente spalancato a tutti la possibilità di una vita sessuale appagante e felice. Ora che non ci sono più insulse regole a limitarci, chiunque può fare sesso fino alla nausea. Ma allora com’è possibile che esista gente che lamenta di essere costretta al celibato involontario? Con tutta la libertà sessuale che c’è oggi? Le barriere che impedivano alla gente di godersi la vita privata sono state tutte rimosse, non è concepibile che ci sia chi sostiene di non poterlo fare non per propria scelta. Ne nasce un cortocircuito ideologico, da cui il difensore a spada tratta della società attuale, donna o uomo blupillato che sia, esce con uno stratagemma del tutto illogico ma coerente con la sua visione del mondo: portare la condizione di incel, per definizione passiva e involontaria, nell’ambito delle azioni attive e volontarie. Ed ecco quindi che l’incel diventa tale perché sceglie di aderire a un’ideologia, sceglie di far parte di far parte di un gruppo, sceglie di uniformarsi alle credenze di una subcultura. E questa ideologia o subcultura generalmente è anche presentata in termini fortemente negativi, concentrandosi sugli unici due casi, in un mondo in cui ci sono milioni di incel che non hanno mai fatto male a una mosca, in cui l’essere incel ha portato ad azioni violente, peraltro da parte di soggetti mentalmente disturbati. In questo modo l’incel diventa pure cattivo, e abbiamo il quadro completo:“non scopate perché siete stronziii!!!!11!!”. Le basi ideologiche della società attuale sono così preservate:chiunque può avere una buona vita sessuale, e se qualcuno non ce l’ha è perché ha scelto l’odio invece dell’amore.

Ovviamente la cose non stanno così. Come ho detto l’essere incel è un qualcosa che si subisce, non che si sceglie. Probabilmente la maggior parte degli incel neanche conoscevano questo termine prima dei fatti di Toronto, e sicuramente solo una piccolissima frazione è iscritta a forum incentrati su questa tematica. Credo addirittura che molti incel neghino a sè stessi e agli altri la propria condizione per non sentirsi ed essere additati come sfigati. La verità è che la famosa liberazione sessuale ha portato effettivamente a un enorme aumento delle opzioni sessuali della pressoché totalità delle donne, ma tra gli uomini ha avuto effetti pratici positivi solo a quelli che possiedono sufficienti livelli di LMS. Per gli altri non solo non ha portato a un miglioramento rispetto alla vita sessuale che avrebbero avuto in una società tradizionale, ma al contrario ha portato a un suo considerevole peggioramento, e per i più sfortunati (gli incel, appunto) a un suo totale o quasi annullamento. C’è considerevole disaccordo anche all’interno delle comunità redpill/di incel riguardo quanto ampia sia la quota di incel nella nostra società, dovuto anche al fatto che i “requisiti” per essere definiti come tali sono un po’ sfumati. La definizione più stretta identifica come incel solo quelli che non hanno mai avuto una donna, ma generalmente si include anche chi è costretto a lunghi (anni) periodi di astinenza, intervallati magari da relazioni poco soddisfacenti e costate parecchio in termini di tempo, fatica e autostima. Inoltre spesso non è una condizione che accompagna per tutta la vita, visto che con l’avanzare dell’età le pretese delle donne tendono a ridimensionarsi, e anche gente che è stata incel per molti anni riesce in qualche modo a sistemarsi (dopo essersi persa i propri anni migliori), e questo rende ancor più difficile fare una stima.

Parliamo in ogni caso di alcune decine di milioni di persone. Se questa cifra vi sembra enorme, considerate che in occidente vivono circa un miliardo di persone, di cui supponiamo 200 milioni di maschi tra i 18 e i 45 anni. Se anche solo il 10% (stima molto prudente) con LMS più basso avesse una vita sessuale molto scadente o assente, parleremmo comunque di 20 milioni di persone. Ma di loro chissenefrega, meglio concentrarsi su due persone disturbate che hanno ammazzato qualcuno e sulla manciata di buontemponi che li esaltano sul web, in modo da preservare i dogmi su cui si basa la società attuale.

-MadNed-

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giovedì 14 giugno 2018

Informazioni su Genetica dei Toscani e su Test Genetico


Buongiorno, sono (..), vivo in Toscana (provincia di (..)). Sono capitata sul tuo blog tramite ricerche sui fenotipi. Dalla sezione dedicata alla genetica e ai fenotipi sono passata a leggere tutto il blog. Mi è piaciuto. Poi hai citato Leopardi, un genio disilluso, quindi per me sei una spanna avanti. Vengo alle due domande che vorrei farti: la prima riguarda la genetica dei toscani. 
Ho letto sul blog che il cluster toscano è un caso a parte: in che senso? Puoi consigliarmi uno studio, un sito, un link a proposito della genetica dei toscani ? Mi piacerebbe approfondire. La mia seconda domanda: ho intenzione di fare il test genetico e ho appreso che a tuo avviso il test 23andme è il più completo, o comunque tra i più completi. Poiché devo verificare una probabile ascendenza ebraica dal lato paterno, il sito Shavei.org consiglia il test Igenea per la verifica delle ascendenze ebraiche. Vengo quindi alla domanda: Il test Igenea è in generale valido come test? Rigiro la domanda: il test 23andme è valido per verificare le ascendenze ebraiche ? ....Ti ringrazio in anticipo se potrai o vorrai rispondermi. Anzi no, ti ringrazio comunque.

Un saluto -lettera firmata-
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Ciao,sì, nel sito ho scritto che il cluster toscano è a parte nel senso che i vari calcolatori genetici separano i toscani e li racchiudono in un gruppo genetico specifico.

Dal punto di vista genetico le popolazioni vengono definite dai test e dai calcolatori genetici come una combinazione di determinate admixtures, ovvero di componenti ancestrali provenienti da una determinata area, che vengono individuate attraverso programmi automatici computerizzati (anche se talvolta c'è l'ausilio umano) e i toscani hanno una combinazione di admixtures tale da renderli un po'distinti dagli altri cluster.Questo ovviamente in media, perché poi c'è abbastanza sovrapposizione tra i due cluster, quindi ci possono essere toscani che appaiono geneticamente più vicini ai nord italiani (soprattutto i toscani del nord) e viceversa.

Più marcata invece la separazione con il centro-sud.

Questo discorso è relativo ai vari studi ed esami effettuati dai calcolatori eurogenes/dodecad ecc., che sicuramente vorrai sperimentare una volta fatto il test e io mi baso sui risultati delle analisi di quei calcolatori che ho anche postato in parte nell'articolo sulla genetica italiana.

 Parliamo ovviamente dell'autosomico, mentre per quanto riguarda gli aplogruppi il discorso è un po' diverso e in Toscana prevale lo stesso aplogruppo del Nord Italia, ovvero il Celto-Italico R1b U-1252.

Per quanto riguarda il test del DNA ti sconsiglio assolutamente Igenea, ha prezzi spaventosamente alti per un servizio che è peggiore a quello di molti test.
Però ti rilasciano un "certificato genetico" (nel caso tu voglia inserirlo in un curriculum per cercare lavoro come boh) in una targhetta elegante e impreziosita da una cornicetta.
Come corniciai devo dire che sono parecchio bravi, ma per il resto tutte le opinioni che ho sentito sono state davvero molto deludenti, suppongo riesca a tagliarsi uno spazio sul mercato grazie appunto ad una campagna di marketing ben studiata, un po' come MyHeritage.

Io consiglio 23andme e Living DNA come test, a mio avviso sono i migliori.
Living DNA però, se non erro, non ha ancora l'analisi delle origini ashkenazi, quindi nel tuo caso 23andme è sicuramente la scelta più logica.
Per individuare le ascendenze ebraiche 23andme è ottimo: identifica con precisione anche percentuali inferiori all'1%.

Ciao e grazie di seguirmi

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lunedì 11 giugno 2018

Redpill e Autorevolezza



Una buona fetta dei detrattori del Redpillatore cerca di screditare le teorie che espongo nel mio sito dicendo che non sono scientifiche e non sono dimostrabili.

A me fanno sempre molto ridere questi individui che evidentemente non hanno mai sentito parlare di Charles Darwin e della teoria dell'evoluzione, non hanno mai sentito parlare di psicologia evoluzionistica, di sociobiologia, e siccome le cose che scrivo qui sono piuttosto scomode e irritanti per alcuni (soprattutto per quelli che fanno battaglie femministe letteralmente basate sul nulla) cercano di far virare i temi verso un dibattito scientifico che in ogni caso non sarebbero neppure in grado di sostenere per palese irrazionalità e incompetenza.

Mi chiedono di dimostrare la teoria LMS, ma esattamente cosa ci sarebbe da dimostrare, che gli uomini belli ricchi e popolari attraggono più di quelli brutti, poveri e reietti?
Cosa devo dimostrare, che il fuoco scotta?L'ovvio devo dimostrare?

Regolarmente integro i miei articoli con studi scientifici e potrete trovare conferma di quanto dico in molti dei lavori di scienziati di fama mondiale come Richard Dawkins, autore de "Il Gene Egoista" oppure Robert Trivers  ,ma quello che vorrei che fosse chiaro è che questo non è un sito di divulgazione scientifica.
L'obiettivo che mi propongo in questo blog è stimolare lo spirito critico delle persone e in questa ottica la scienza diventa un punto di partenza e non di arrivo.
Molti invece usano la scienza come rifugio per la propria ignoranza,siccome non hanno alcuna capacità critica si appoggiano a studi scientifici che magari neanche sono in grado di interpretare, spesso solo per mandare una discussione in caciara distogliendo l'attenzione dal nucleo del discorso.

Uno studio scientifico però, preso singolarmente, significa poco o nulla.
In qualunque settore ci sono studi scientifici che dimostrano una cosa e altrettanti che dimostrano il contrario.Pieno di studi scientifici spazzatura ad esempio anche sulle riviste gossippare femminili, e io dovrei bermi tutto quello che leggo solo perché lo studio è stato fatto dall'Università pincopalla?La ricerca scientifica è una cosa diversa dalla scienza e in ogni caso la scienza non dovrebbe essere scomodata per questioni futili e/o utilizzata come rifugio della propria ignoranza o mancanza di spirito critico.

Il merito che mi attribuisco in questo blog è stato quello di aver preso determinati concetti relativi alle dinamiche sociali, averli rielaborati secondo la mia visione personale e averli organizzati ed esposti in maniera chiara e lineare.
Il lettore apprezza il modo semplice e schietto con cui espongo concetti che normalmente sono complessi e percepisce empatia da parte mia nel constatare che ho avuto esperienze di vita molto simili alle sue, di cui però non ha mai avuto il coraggio di parlare schiettamente per via della stigmatizzazione che c'è nei confronti di certi argomenti.Non ha voglia di farsi tediare da pesanti trattati scientifici che sono molto spesso solo masturbazioni mentali.
Anche perché, se dovessi mettermi a postare studi scientifici di continuo, il lettore giustamente mi potrebbe obiettare che non ha senso per lui leggere il mio blog, tanto vale andare direttamente alla fonte originale che magari è scritta anche più chiaramente.

Questo blog ha invece un taglio strettamente personale, leggero e su questa linea ho deciso di continuare, visto che, tra l'altro sta andando molto bene.

Ciò non toglie che vorrei che fosse d'aiuto anche per riflessioni più approfondite, che però prima di tutto devono partire dal lettore e non essere semplicemente assorbite da me.

Se non credete alla teoria LMS , prima di andare in cerca di studi scientifici, provate a riflettere voi stessi e farvi la vostra personalissima idea.

Quali sono gli elementi che accomunano gli uomini che hanno un successo sopra la media con le donne?

Se prendete un campione di uomini che attraggono regolarmente e con facilità belle donne vi accorgerete che le caratteristiche che essi possiedono sopra la media generalmente non sono un carattere sfavillante, intelligenza sopra la media o spiccato senso dell'umorismo, ma generalmente un bell'aspetto, la fama e il denaro.

Sono star di Hollywood, cantanti famosi, sportivi professionisti, lo vedete pure voi che non sono netturbini grassoni e asociali.

La sproporzione di opportunità sessuali la potete vedere pure voi.
Secondo voi perché i clienti di prostitute sono principalmente uomini?Perché il problema incel è qualcosa di strettamente maschile, perché non esiste l'equivalente del mio blog al femminile?

Chiedete ad una vostra conoscente brutta di mostrarvi il numero di richieste che ottiene su Tinder e confrontatele con quelle che ottiene il vostro amico carino.

Insomma, non spegnete il cervellino di fronte ai luoghi comuni e di fronte a chi vorrebbe mettervi a tacere facendo leva sui titoloni.
Questo era quello che accadeva nell'800, quando la gente era ignorante e isolata e non aveva gli strumenti adatti per farsi una propria idea, inaccettabile nel 2018 in un'epoca in cui l'informazione è a portata di tutti in maniera velocissima e gratuita.


Questo non significa ovviamente che io voglia sminuire determinate figure personali, intendo semplicemente dire che uno dovrebbe avere il buon senso di capire se e quando è il caso di scomodare la scienza e quando no.
Cercare di dimostrare scientificamente che medioman, con la sua sfavillante personalità, ha le stesse probabilità di sedurre una modella di Greg Nawrat non mi pare molto sensato.



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domenica 10 giugno 2018

Liberismo e Relazioni Uomo-Donna



Il dardeggiamento ad opera del capitalismo a nocumento dell’uomo medio


Il paradigma imperante nel nostro tempo è il neoliberismo contornato da turbo capitalismo e libera concorrenza. L’economico con la sua forza ha scavalcato il comparto politico e sta cannoneggiando anche il comparto societario. L’etica borghese, nonostante questo ceto fosse liberista, aveva nel suo seno quel conservatorismo sociale frutto sia della componente patriottica, se non nazionalista, ma soprattutto dell’influsso della religione.
Se tale etica era basata sul lavoro e professionalità, sull’impegno civile ed economico nella società, sulla famiglia sancita dal matrimonio monogamico-patriarcale e sulla religione che non faceva altro che confermare e sacralizzare tale aspetto; oggi vediamo una distruzione di tale etica borghese da parte di un capitalismo esacerbato volto alla distruzione della religione e della spiritualità (già in crisi da almeno 100 anni come sottolineato da diversi letterati e filosofi tra cui Nietzsche), del lavoro sempre più precario e concesso col contagocce e della famiglia.
Dall’antichità fino al XIX sec. il modello di famiglia dominante era stato quello patriarcale. Al vertice c’era un nonno, che malgrado i figli avessero superato da tempo la maggiore età ed avessero a loro volta fondato famiglie, imponeva lui le direttive nell’ambito della politica familiare e faceva di tutto per tenere unito il nucleo anche a causa della difficoltà della vita. Questa situazione faceva sì che si sviluppassero valori quali la solidarietà, il mutuo soccorso e l’affezione. Di certo non era un idillio ma almeno c’erano dei punti di riferimento ed un comune cammino da percorrere. Poi ci sono stati l’industrializzazione, le due guerre mondiali, la ricostruzione. I nuclei per la maggior parte contadini hanno cominciato a spostarsi in citta al fine di trovare un lavoro. Nacquero così la famiglie nucleari, tra gli anni ’60 e ’70 con la riforma del diritto di famiglia i coniugi ottennero pari poteri, vigé de iure e de facto l’uguaglianza. L’ultraliberismo basato su competitività e sulla concorrenza ha di certo inasprito le relazioni uomo-donna già sempre state conflittuali a causa della congenita diversità e difficoltà di comunicazione, esso non ha solo minato l’istituto famigliare ma anche le relazioni amorose.

Sicuramente l’estetica è sempre stata un buon biglietto da visita, ma oggi in un mondo sempre più al femminile, essa ha infettato l’uomo che per concorrere con gli altri uomini alla riproduzione ha accettato tale sfida, ponendosi come un competitore su di un campo rosa.
E’ inutile dire che da questa competitività viene esclusa una fetta di uomini. In un mondo patriarcale, dunque al maschile, la bellezza in un uomo contava sicuramente molto poco, bastava esser normali. I valori pregnanti erano la forza, il coraggio, la fierezza, l’onore, la capacità di assumersi dei rischi e delle responsabilità, l’essere una brava persona ed un lavoratore che portasse dei benefici alla società, anche se modesto almeno probo. Queste ed altre virtù, lodate nella società al maschile, facevano sì che gli uomini che le incarnassero, godessero di quella “preselezione” che aumentava il loro livello agli occhi delle donne, dando loro l’opportunità di unirsi a prescindere dal loro livello estetico. Al fine di constatare empiricamente tale assunto, basta recarsi in un paese in via di sviluppo o di terzo mondo per validare tali dinamiche.

Nell’ottica neoliberale i dogmi sono concorrenza e consumismo. Per quanto concerne il primo punto già abbiamo delineato un quadro in cui l’uomo medio sempre più schiacciato nel mondo attuale dal precariato, dall’abbassamento dei salari, dalla concorrenza di merci e lavoratori stranieri, dal progressismo e da un mondo in velocissimo cambiamento, deve affrontare inoltre, anche una schiera di “truppe dalla divisa rosa” sempre più pretenziose che fanno sentire il maschio sempre meno maschio e sempre più inadeguato. Oltre a cercare di resistere a questi nemici evanescenti ma aventi un effetto più che concreto nel nostro evo, l’uomo medio deve anche cercare di curarsi oltremodo, spesso, in maniera ridicola, rincorrendo una giovinezza che è in procinto di sfiorire tramite palestre, creme ed altri prodotti estetici, trapianti di capelli, tinture ed altri accorgimenti non propriamente virili per tentare, se tutto va bene, di impiantare il suo seme, di modesto valore genetico, in un “humus vulvico” di anch’esso modesto valore genetico ma credente di esser uscito da un himmleriano “Progetto Lebensborn”!
Qualora l’intento di trovare una decente puella andasse in porto, bisogna sempre stare in guardia alta al fine di bloccare i colpi della concorrenza, che anche se bloccati, subito di delinea un altro nemico: il Consumismo. Le relazioni oggigiorno si consumano in maniera sempre più fugace creando un vero e proprio “Effetto Scimmia”, in cui tale animale, personificazione della donna, aggrappatasi ad un ramo, lo mollerà appena ne avrà trovato un altro più robusto sul quale aggrapparsi. E’ alto il rischio di vedersi gettati nel pattume come un oggetto ben presto divenuto obsoleto, sostituito da un altro di generazione più nuova.

Se effettivamente è naturale che una donna cerchi quanto di meglio (nei limiti delle due possibilità) possa trovare sul mercato, c’è anche da sottolineare che la civilizzazione esiste da almeno 5000 anni in Europa e pare strano che nonostante ciò la “natura matrigna” basata sull’egoismo, sulla mors tua vita mea, sul calpestare gli altri abbia un ruolo ancora così forte nonostante millenni di civiltà. Tutta la cultura sull’amore romantico, sull’enfasi dell’affetto e sull’affinità spirituale probabilmente è stata un’arma ideologica per ammansire questo lato selvaggio della donna, oggettivamente legata più dell’uomo al mondo della natura (non a caso incapace di creare civiltà), che pare esser esploso con veemenza proprio nell’epoca dell’anarco-capitalismo e della deregolamentazione, sia economica che dei costumi.


10 giugno 2018
Mario Di Napoli


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venerdì 8 giugno 2018

Il Principio di Pareto: Ottenere il Massimo Risultato con il Minimo Sforzo



 Il Principio di Pareto o Legge 80/20

Il principio di Pareto,o principio della scarsità dei fattori, afferma che, se consideriamo i grandi numeri, "La maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause".

 Prende il nome dall'economista italiano Vilfredo Pareto che, nel 1897, durante uno studio sui redditi degli italiani, si accorse che l'80% dei terreni era in mano al 20% della popolazione.

Il dato all'inizio fu piuttosto trascurato ma nel tempo ci si accorse che molti altri fenomeni possono essere descritti mediante la stesso dato statistico e ciò portò appunto a riconoscere a Pareto la paternità di questo principio, talvolta detto anche "legge 80/20".

Nel tempo le applicazioni del principio di Pareto si sono sprecate:

"Il 20% dei tuoi clienti fa l’80% del fatturato."
"L’80% dei reclami arriva dal 20% dei clienti."
"Il 20% dei prodotti genera l'80% delle rendite"
"L'80% del traffico di un sito è portato dal 20% degli articoli"
"Indossiamo mediamente per l'80% delle volte lo stesso 20% degli abiti che abbiamo"

e molto altro.

Non si tratta di una regola matematica e la distribuzione delle percentuali è suscettibile di variazioni.
Può essere 90/10, 75/25 ecc. il punto è rendersi conto che molto spesso sono poche cause a generare il maggior numero di effetti.

Anche in questo blog il principio di Pareto ricorre frequentemente:

La Teoria LMS  afferma che Bellezza, Status e Denaro coprono la stragrande maggioranza del potenziale attrattivo, nonostante rappresentino una minoranza dei fattori di attrazione.

Lo Studio Sui Partner Sessuali fa emergere come una minoranza di uomini abbia accesso alla stragrande maggioranza di donne.

Il Volto, che copre una percentuale minima del corpo rispetto al fisico, convoglia la maggior parte del fascino.

E molto altro.

Ritengo che questo principio sia piuttosto importante e qui ne verrà fatto molto uso:
  1. Per capire meglio la realtà: è abbastanza superfluo perdere un sacco di tempo a iperanalizzare fattori minori per capire un fenomeno.Molto meglio concentrarsi sui fattori principali e approfondire quelli.
  2. In un'ottica di miglioramento personale: è perfettamente inutile sprecare tempo ed energie per lavorare su noi stessi puntando ad incrementare i livelli di fattori attrattivi marginali.Molto più sensato andare ad agire sui fattori che ci permettono di ottenere il massimo risultato con il minor sforzo.


 Sembrano consigli piuttosto scontati, ma quotidianamente mi trovo l'uno o l'altro detrattore della pagina che vorrebbero smentire la teoria LMS menzionando fattori attrattivi che magari sono sì importanti, ma che sono decisamente secondari per determinare quanto uno piaccia alle donne.

Un po' come se io volessi sostenere che per migliorare l'attrattività femminile la cosa più importante è la cura del vestiario, facendo finta di non capire che una cessa obesa vestita Armani sarà sempre meno attraente di una modella con un vestitino da 20 € comprato al mercato.
Questo non significa che un bell'abito non possa migliorare l'attrattività, semplicemente è marginale.

La prossima volta che siete di fronte ad un problema, quindi, non limitatevi ad identificarne le cause, ma cercate anche di valutare l'importanza che tali cause hanno per descrivere il fenomeno che state analizzando.

Così migliorerete la vostra efficienza sia nella comprensione della realtà, sia nella risoluzione dei problemi.

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