22/02/19

Cosa Significa ''Saperci Fare con le Ragazze''?

Saperci fare con le ragazze
Saperci fare con le ragazze


Cosa Significa "Saperci Fare con le Ragazze"?

Questo articolo prende spunto dal commento di un utente qui sul blog che l'altro giorno mi rimproverava un eccessivo disfattismo per quanto riguarda le possibilità di miglioramento seduttivo, puntualizzando che il saperci fare con le ragazze può veramente fare la differenza se si è esteticamente nella media.
Penso sia il momento di spiegare in modo chiaro il mio punto di vista su questa questione.
Innanzitutto non credo affatto di sottovalutare l'importanza di sapersi comportare quando ci si relaziona con una ragazza.
Ho sempre specificato che aspetto fisico e status socioeconomico sono prerequisiti per attrarre ma fattori come carattere, comunicazione, personalità ecc. sono requisiti. Vengono dopo ma hanno comunque un loro peso.
Io stesso in passato mi sono dedicato ai metodi di seduzione come strategia di miglioramento e li ho sempre consigliati anche agli utenti, a patto di tenere presenti alcuni punti che spiegherò nelle prossime righe.
Penso di essere piuttosto obiettivo e di quantificare correttamente l'importanza che può avere la personalità e il comportamento nei rapporti con le donne, soprattutto se si considera che in giro si vedono posizioni molto più estreme e in tanti arrivano pure ad affermare che "il saperci fare non esiste".

Io penso che il saperci fare non esista come tecnica magica in grado di ribaltare l'opinione negativa di una ragazza rendendola improvvisamente attratta come se fosse vittima di un incantesimo, però esiste come capacità di stare al mondo e non fare cazzate che possano magari annullare quel po' di attrazione che già c'è. E credetemi, in un'epoca in cui una ragazza ti scarta per un nonnulla, non fare certi errori è una qualità che non va data per scontata.

Ma cosa significa saperci fare con le ragazze? Come si fa a saperci fare con le ragazze?

E' un discorso molto complesso e comprende numerosi requisti spesso molto eterogenei.

Saperci fare con le ragazze significa ad esempio avere molteplici argomenti di conversazione.
Significa mostrare autostima, apparire sicuri e disinvolti. Significa saper incuriosire, rendersi interessanti e stimolare una ragazza con un'ampia gamma di emozioni. Significa avere la capacità di interpretare correttamente il linguaggio corporeo. Significa capire le tempistiche di un'interazione e sapere quando stare zitti e quando parlare, e molte altre cose ancora.

Ora, è evidente che c'è chi ha certe capacità e c'è chi non ce le ha, così come è evidente che averle rappresenta un bonus, soprattutto se uno si colloca nella media della popolazione dove la competizione è molto agguerrita e a volte basta poco per distinguersi e avere un vantaggio considerevole sulla massa.

Il punto è: queste qualità sono innate o acquisite? E, nel secondo caso, tutti possono ottenerle e imparare come saperci fare con le ragazze?

Per come la vedo io, i fattori che plasmano la personalità e, indirettamente, il comportamento di ognuno sono 3:

#1 Genetica


Il politicamente corretto impedisce di affermare con trasparenza che non tutti nasciamo con le stesse capacità e attitudini mentali, ma ormai sempre più studi suggeriscono un'influenza genetica sul comportamento e su aspetti come ad esempio l'estroversione e la tolleranza alla frustrazione.
I geni determinano il nostro fenotipo, le nostre capacità atletiche, la predisposizione a determinate malattie e molti altri aspetti fisici, ma è pura utopia ritenere che essi non abbiano un'influenza di pari valore anche sul comportamento umano.
La genetica non è un fattore modificabile e la verità è che spesso uno non ha colpa di avere una certa indole più di quanta non ne abbia di avere gli occhi castani.

#2  Ambiente

Il secondo grande fattore è l'ambiente, e include sia l'ambiente familiare (quindi l'educazione dei genitori) sia il resto del vivere in società, con tutti i relativi feedback.
E' molto difficile cambiare l'ambiente, ma spesso è difficile anche cambiare ambiente, perlomeno fino ad una certa età in cui si è sotto controllo genitoriale.
Il problema è che sono proprio quei primi anni di vita quelli che vanno a plasmare la personalità di un individuo e spesso gli strascichi di conflitti irrisolti in adolescenza uno se li porta dietro anche da adulto.
Se siete scettici riguardo al fatto che un genitore possa influenzare un figlio al punto da rendergli complesso il modo di relazionarsi con le donne in età adulta, allora probabilmente siete stati fortunati e non avete mai provato a vivere in un clima familiare tossico e nocivo.
Genitori sbagliati possono veramente avvelenare la vita di un figlio e penalizzarla probabilmente anche più di quanto possa fare un aspetto mediocre.
Di modi ne hanno moltissimi e si va dal costringere il figlio a ristrettezze economiche anche quando le possibilità ci sarebbero, al fissare orari di rientro troppo fiscali, all'imporre al figlio una determinata scelta professionale o scolastica, all'impedirgli di frequentare determinate persone o anche solo al trasmettergli i propri difetti di personalità; in parte geneticamente predeterminati, in parte frutto dell'educazione che a loro volta hanno subito e che si basa su valori che risalgono magari a 50 anni prima.
 
#3 Volontà

Il terzo fattore dipende invece esclusivamente da noi ed è la nostra forza di volontà. Essa ci permette di modificare consapevolmente il nostro modo di comportarci e raggiungere il nostro potenziale massimo, che è il risultato della combinazione di genetica e ambiente.


Su questo terzo punto probabilmente si vede tutta la differenza tra redpillati e blupillati, in quanto i secondi probabilmente attribuiscono un'importanza esagerata al terzo fattore a discapito dei primi due. Troppe persone sono convinte che volere è potere, e questo vale ancora di più se si parla di qualità poco quantificabili come il "saperci fare".
Molti accettano con serenità il fatto di non poter battere il record sui cento metri o di non poter vincere una partita a scacchi contro il campione mondiale, ma inspiegabilmente quando si parla di seduzione si credono dei potenziali seduttori che mancano solo di un po' di applicazione pratica.
Anche se magari sono beta introversi, pieni di complessi e hanno collezionato per tutta la loro vita principalmente feedback negativi.

Magari non fanno nulla per migliorare il loro aspetto comportamentale, e non vedono una donna dall'altro secolo, ma il solo pensare che potrebbero far svoltare la propria vita sentimentale se si impegnassero è psicologicamente rassicurante.

La verità è che per chi non ha una base decente su cui lavorare, sia essa quella di LMS, sia quella della personalità che si ritrovano, la strada dell'automiglioramento comportamentale è tutta in salita.

Si tratta di fronteggiare centinaia, magari migliaia di rifiuti, di sviluppare un approccio critico ad ogni singola interazione, che fa diventare i rapporti con le donne un lavoro più che un momento di piacere, e di impiegare molto tempo ed energie per ottenere magari risultati inferiori a quelli che buona parte della popolazione ottiene senza alcuno sforzo.

Alla luce di ciò, conviene ancora sbattersi così tanto oppure conviene risparmiare tempo (e denaro) e andare a prostitute?
L'uomo medio si rende conto che i costi sono per lui insostenibili e così si lascia trascinare dagli eventi accontentandosi di quello che passa il convento.

La favoletta che con l'impegno si riesca ad ottenere tutto è un grande inganno in cui molti ancora cadono, e purtroppo ci sono molte persone senza scrupoli che, in ambito seduttivo, questa favoletta la usano per lucrare sugli uomini sentimentalmente insoddisfatti.

Penso che uno dovrebbe essere obiettivo con sè stesso, capire quali sono i suoi punti di forza e accettare i propri limiti.
Cercare di applicarsi a capire quali linee di comportamento pagano di più con l'altro sesso e migliorare il proprio modo di fare è una scelta molto intelligente, ma alla quale però dovrebbe corrispondere una contropartita adeguata. Fare tanti sforzi inutili non è eroico, è da coglioni.

 


Continua a leggere »

19/02/19

Ecco Come le Donne si Comportano con gli Uomini Belli

le donne guardano la bellezza
le donne guardano la bellezza

Le Donne Guardano la Bellezza?


Un saluto a tutti, sono l’autore dell’articolo qui postato “Un brutto vero al liceo”. Già da un po' di tempo volevo scrivere qualcosa sul tema anche se non sapevo bene come mettere insieme le idee, quindi…alla fine ho semplicemente deciso di scrivere quel che mi veniva in mente in piena libertà e buonanotte al secchio! ?

Volevo raccontare la mia esperienza e chiedervi delle vostre, (si, l’argomento mi incuriosisce) questo perché non so quanti di voi hanno o hanno avuto un amico veramente bello, il che ovviamente vi ha portato consciamente o inconsciamente a paragonare la sua vita “sentimentale” alla vostra. In quanto redpillato mi sono anche trovato alcune volte a dare consigli a bellocci blupillati che, ironia della sorte, comprendevano i comportamenti di tipe che frequentavano meno di quanto facessi io, giungendo a dar loro consigli che si sono poi rivelati utili.

Porto come esempio un paio di bellocci, il primo dei quali piuttosto clamoroso visto che parliamo di un 7,5-8 che (vi assicuro) vive una vera e propria realtà parallela rispetto anche ad un normaloide, figuriamoci un bruttino come me (sono un 5/5,5, lo riporto per dovere di cronaca). Ho ancora contatti con questo ragazzo, ma in passato e per diversi motivi/contesti ci siamo trovati a stretto contatto anche per periodi di tempo medio/lunghi e…ciò che ho visto mi lasciò proprio senza parole.

Parliamo di qualche anno fa, ho avuto anche modo di passare alcuni giorni con lui come suo ospite, mi faceva leggere le sue conversazioni, uscivamo insieme, davo un’occhiata al suo profilo facebook e vi assicuro che i suoi racconti (tutti veritieri, anche perché assistevo e leggevo conversazioni in prima persona) mi lasciarono a dir poco allibito. Ragazze che lo approcciavano dal vivo anche se stava praticamente immobile, molte delle quali arrivavano ad umiliarsi pur di avere una sua attenzione, ma umiliarsi sul serio, siamo abituati a vedere zerbini uomini, ma molti di noi magari non hanno mai visto una donnula diventare un essere strisciante in isteria da venerazione.

Insegnanti milf all’università, vigilesse che lo fermavano per provarci, addirittura in periodi diversi andò a letto anche con una donna ed una ragazza che erano madre e figlia, ovviamente senza che nessuna delle due sapesse dell’altra.  Un altro episodio che mi colpì tantissimo fu quello di una ragazza di un suo amico che ci provava in modo subdolo con lui, attenzioni che lui evitava accuratamente fin quando dovette allontanarla del tutto perché questa qui alla prima litigata con il ragazzo si offrì (in modo umiliante) di fargli un p****no pur di farci qualcosa. Tutti qui sappiamo che le donne cambiano completamente atteggiamento di fronte ad i bellocci, ma credetemi quando vi dico che trovarsi a stretto contatto con un bello vero ti fa assistere cose che altrimenti non vedresti mai, il livello di degrado a cui possono arrivare le femmine di fronte ad un alpha, atteggiamenti che non hanno nulla da invidiare agli zerbini maschi, forse anche peggiori.

Un altro episodio che mi colpì tantissimo fu quello di una ragazza con cui chiacchierò via facebook, i due si erano anche scambiati i numeri, si divertiva a mandarle qualche messaggio a sfondo erotico visto che lei (come tante altre) pendeva letteralmente dalle sue labbra. Un giorno si stufò di sentirla, smise di risponderle e dopo due giorni questa qui gli mandò un messaggio dicendo che era arrivata in mattinata nella sua Città per sperare di vederlo (stiamo parlando di tanti chilometri, si era presa un treno per inseguire questa speranza). Risposta di lui? Nessuna, non la pensò affatto, non le rispose nemmeno e alla fine questa qui riprese il treno nel pomeriggio per tornare a casa, qualcosa di allucinante.

In un’altra occasione (qui parliamo di un altro belloccio a cui diedi dei consigli), l’amico in questione mi spiegava come le ragazze veramente belle siano sempre isteriche e apparentemente piene di problemi mentali, gelose, sempre pronte a scattare per un nonnulla, piene di manie e menate varie. Ebbene mi disse che tra una tipa e l’altra ne aveva trovata una meno bella che gli sembrava molto più “normale” e ponderata nei suoi confronti, non si lasciava andare ad isterismi e avevano instaurato un rapporto di letto privo di impegni, ma piuttosto sano. Mi disse appunto che non si capacitava, perché le ragazze veramente belle gli davano tanti problemi ed una carina si comportava in modo totalmente diverso? Ovviamente da buon redpillato gli feci capire che lei si comportava così perché era lui ad avere il coltello dalla parte del manico, aveva un valore di mercato più alto di quello di lei sia dal punto di vista estetico che economico, poteva permettersi donne più belle di quanto lei non fosse, dunque la tipa carina si dava una “regolata” nel tentativo di non lasciarselo sfuggire. Rimase profondamente colpito dalla mia risposta (chiaramente più articolati di quella che ho riportato qui), sia lui che gli altri ragazzi presenti dopo una rapida riflessione si rese (anzi resero) conto che io avessi ragione, pensandoci a freddo mi disse senza mezze misure che il mio ragionamento (pura redpill) non faceva una piega, completamente concorde.

Ora veniamo al punto dolente…da buon normobruttino ho sempre faticato nel trovare donne, sappiamo benissimo come per noi sia difficile poter rimorchiare una pariestetica, (chiaramente prendendo in esame solo l’aspetto, se siete ricchi o avete uno status di nicchia il discorso cambia) figuriamoci una più bella di noi. I bluepillati si fanno tante beghe mentali pensando a come e dove migliorare, il saperci fare, il carattere e tutte quelle idiozie, ma dall’altro lato ci sono i belli veri, tipi che vivono quotidianamente una realtà che noi altri possiamo solo sognare e anzi, spesso abbiamo una visione delle donne estremamente romanzata, le vediamo come esseri “irraggiungibili”, non alla portata di un uomo, individui che mai si abbasserebbero a zerbinare quanto noi. Naturalmente ci sbagliamo, non sono alla NOSTRA portata, ma quando ci sta di mezzo un bello vero (io l’ho visto), le donne perdono ogni dignità come e forse anche peggio di noi.

E voi? Avete o avete mai avuto un amico bello vero? Se la risposta è si vi sarete sicuramente resi conto di quanto essi vivano su un diverso piano esistenziale, tutto è più facile, tutti si interessano a loro e gli danno attenzioni, feedback positivi a rotta di collo ed egoboost alle stelle. Io la vivo bene, nel senso che sono ormai consapevole, le cose stanno così e basta, ma immagino che molti altri normobruttini o peggio ancora i brutti veri, possano soffrirci davvero molto.

-Mario Rossi-

Forse ti Interessa: 


Hai anche tu una storia a tema redpill che vorresti raccontare? Contattami in privato.

Continua a leggere »

13/02/19

Quando la Vita di un Uomo Vale meno di Quella di una Donna


La vita di un uomo vale meno di quella di una donna. Non è una provocazione, ma la triste constatazione di una realtà a cui assistiamo ogni giorno in Occidente.
Viviamo in una società dalle mille contraddizioni. Da una parte abbiamo i media, che non fanno altro che dipingere la donna come povera vittima indifesa, discriminata e in balia di ogni pericolo.
Dall'altra i freddi numeri smentiscono fortemente questa idea e presentano una situazione che invece è fortemente sfavorevole per gli uomini.

Il caso più emblematico è sicuramente il femminicidio, che sembra essere la prima emergenza nazionale. Se uno dovesse giudicare la situazione politica italiana in base all'attenzione che viene data agli omicidi che hanno donne per vittime, concluderebbe che ci troviamo in una guerra civile.
Intendiamoci, l'omicidio è sicuramente un reato grave e merita una punizione esemplare. Nel nostro Paese, però, di omicidi in proporzione ce ne sono veramente molto pochi.
Siamo uno dei Paesi con il minor tasso di omicidi al Mondo e non ci sono mai stati così pochi omicidi dall'Unità d'Italia.
Soprattutto, le vittime di omicidio sono principalmente uomini (per il 75%), anche quando l'assassino è di sesso femminile.
Perché quindi, a dispetto di queste evidenze, la TV continua a parlare della "strage delle donne" e si è arrivati a coniare un bizzarro neologismo?
Il termine femminicidio si nasconde dietro al nobile intento di porre maggiore attenzione alla problematica, ma non ha nessuna base numerica a sorreggerlo e quindi finisce per assumere i connotati di una discriminazione nei confronti degli uomini, le principali vittime di omicidio.

E quando la morte degli uomini non viene cagionata da altri ma avviene per mano propria, come gesto estremo di una situazione insostenibile, va anche peggio.
Qualcuno ha mai sentito parlare della "strage dei suicidi maschili"? Eppure la percentuale di suicidi maschili è spaventosamente alta rispetto a quella di suicidi femminili.
In Europa occidentale mediamente l'80% dei suicidi riguarda uomini. Per ogni donna si ammazzano mediamente 4 uomini. E in Europa orientale i suicidi maschili mediamente raddoppiano.
Nessuno però in questo caso parla di emergenza, e pensare che in Italia ogni anno in media ci sono circa 360 morti per omicidio, mentre ben 4000 per suicidio!

E che dire poi delle morti sul lavoro. Il 94% di chi muore sul posto di lavoro è di sesso maschile, ed è l'ovvia conseguenza del fatto che i lavori più pesanti e rischiosi li hanno sempre fatti e li continuano a fare gli uomini, anche dopo la rivoluzione femminista. L'attenzione dei media però è rivolta solamente a quei contesti professionali che riguardano i lavori più prestigiosi, nei quali molte donne trovano difficoltà ad inserirsi sia perché uomini e donne sono biologicamente differenti e ci sono dei lavori in cui le donne riescono meglio e altri in cui invece gli uomini sono favoriti, sia perché le donne tendono ad indirizzare i propri studi verso facoltà umanistiche piuttosto che verso quelle scientifiche, più remunerative.
Una donna laureata in scienza delle merendine ha difficoltà a diventare manager?  E' una vergognosa discriminazione maschilista, bisogna intervenire assolutamente a colpi di quote rosa.
Un uomo viene schiacciato e spappolato da una trave di acciaio per 1200 euro al mese? Chissenefrega.


A nessuno sembra importare della vita degli uomini, e pensare che qualche decennio fa ci andava pure peggio: se il tuo Paese andava in guerra, il fatto di avere un pisello era ciò che ti condannava a diventare carne da macello in qualche campo di battaglia, mentre le donne se ne stavano a casa al calduccio.
Al giorno d'oggi in Occidente non ci sono più guerre e di recente è stato anche abolito il servizio militare, ma forse non tutti sanno che ogni cittadino italiano, nel momento in cui compie 18 anni, viene iscritto alle liste di coscrizione e quindi sarebbe ugualmente tenuto ad andare in guerra nel caso le circostanze lo richiedessero.
Sarebbe davvero ironica come situazione: vivere in una società femminista ma crepare come in una patriarcale.

E del resto è quello che sta accadendo al giorno d'oggi non molto lontano da noi, in Ucraina, dove i ragazzi sono costretti ad andare al fronte rischiando di beccarsi qualche pallottola russa, mentre le loro sorelle sono a casa a farsi spanare il c*lo da qualche belloccio conosciuto su tinder.
  

"Prima le Donne e i Bambini"



Tutti conoscono questa consuetudine marinaresca, che prevede che in caso di abbandono della nave sia data  appunto precedenza alle donne e ai bambini.
E' diventata famosa in seguito al naufragio del Titanic, dove si salvarono il 74% delle donne ma solo il 18% degli uomini, ma è una prassi che ha radici ben più antiche ed è supportata da motivazioni sia di tipo culturale che evoluzionistico.
Dal punto di vista biologico infatti, la vita di un uomo è effettivamente più sacrificabile di quella di una donna perché quest'ultima porta il peso della gravidanza. Un uomo può potenzialmente mettere incinte un numero illimitato di donne, mentre una donna può rimanere incinta di un solo uomo. Per la sopravvivenza della specie gli altri uomini sono superflui.
Se a questo si aggiungono secoli e secoli di cultura Cristiana, che da sempre promuove la difesa e la protezione dei più deboli, si capisce bene come sia stato possibile che gli uomini del Titanic abbiano messo da parte il proprio istinto di sopravvivenza per salvare delle estranee.

Ma il Titanic è affondato nel 1912 e al giorno d'oggi molte cose sono cambiate.
La specie umana non è mai stata a rischio, ma oggi addirittura la Terra è sovrappopolata.
La società è nettamente meno conservatrice, e molto poco religiosa.

Eppure certe consuetudini sono davvero dure a morire e anche nei naufragi più famosi dell'ultimo decennio si è visto come i soccorsi continuino ancora ad essere indirizzati per primi verso le donne e i bambini.

Quando ad esempio ci fu il naufragio della Costa Concordia, il Comandante De Falco intimò a Schettino di risalire a bordo, gli ordinò di informarlo di quanti bambini, donne e anziani ci fossero a bordo.
Anche in quel caso, un secolo dopo il Titanic, la vita delle donne (magari di qualche borghesuccia divorziata in crociera a caccia di toyboy) fu tenuta più in considerazione di quella degli uomini (magari qualche padre di famiglia che lavorava a bordo con orari massacranti e paghe da fame).

Durante l'incendio della nave Norman Atlantic, la decisione di salvare prima le donne fu addirittura la miccia che fece scoppiare a bordo risse e scontri tra le donne e gli uomini che stranamente proprio non ci stavano a voler crepare solo perché nati col pisello.

La femminista Selvaggia Lucarelli, in un articolo scritto nel suo classico stile passivo aggressivo, non si fece troppi scrupoli a condannarli e marchiarli di vigliaccheria, guardando con nostalgia all'epoca del Titanic, in cui "gli uomini facevano ancora gli uomini", cioè in pratica crepavano per loro. Alla faccia della parità tanto decantata dal femminismo.
Certo, si sa, non esistono femministe su una nave che affonda, ma magari qualcuno dovrebbe spiegare alla nostra che al tempo in cui gli uomini facevano gli uomini, le donne facevano le donne e non si permettevano di dire agli uomini come comportarsi o non comportarsi, ma stavano a casa ad accudire i figli e a far da mangiare al marito. Venivano protette e tutelate, ma subordinate agli uomini.

Una volta che il femminismo ha deciso di rompere questo patto sociale, diventa piuttosto ridicolo continuare a pretendere le stesse tutele del passato rifiutando però i doveri che quelle tutele imponevano.
La galanteria ha senso solo in una società tradizionale, in una società progressista diventa solo un ingiusto privilegio.
In altre parole: se parità deve essere, sia parità anche per i posti nelle scialuppe. E si inizi a dare alla vita degli uomini lo stesso valore di quello che ha la vita delle donne.

E voi che ne pensate? Sacrifichereste la vostra vita per salvare quella di un'estranea?


Continua a leggere »

01/02/19

Interpretazione Estetica dei Personaggi Disney

Biancaneve e i Sette Nani
Biancaneve e i Sette Nani

A partire dal 1937, anno in cui Walt Disney portò su grande schermo la fiaba di Biancaneve e i Sette nani dei fratelli Grimm, i film di animazione della Disney fanno parte fanno parte dei ricordi d' infanzia di tutte le generazioni.
Ogni bambino ha visto qualche classico Disney e, come una spugna, ne ha per forza di cose assorbito qualche messaggio più o meno implicito.
Sicuramente anche voi, pur senza rendervene conto, sarete stati influenzati da alcuni cartoni di cui all'epoca ignoravate molti significati.
Magari vi è anche capitato di rivederli dopo molti anni con gli occhi di un adulto e vi sarà sembrato di guardare un film completamente diverso rispetto a quando eravate fanciulli. E' ciò che è capitato a me di recente con "Il Re Leone".

Avevo 8 anni la prima volta che andai a vedere quello che da molti è ritenuto il cartone più bello di sempre. Essendo uno dei primi esempi di animazione al computer, era considerato un cartone rivoluzionario: solo la scena degli gnu aveva richiesto anni di lavoro per realizzarla.
La storia del piccolo Simba mi ha tenuto incollato allo schermo da bambino, ma continua a farmi molto riflettere anche a distanza di un quarto di secolo, tanto che ho pensato di racchiudere in questo articolo alcune delle metafore che solo di recente e con una maggiore maturità (si fa per dire) sono riuscito a cogliere, in particolare quelle relative all'estetica dei personaggi.

Il Re Leone


Mufasa e Scar
Mufasa e Scar

Nel film, tutta la vita della savana ruota intorno al "cerchio della vita", un equilibro naturale che garantisce armonia e prosperità ma che può portare caos e distruzione se viene rotto.
L'ordine delle cose viene preservato attraverso una società tendenzialmente conservatrice e strutturata secondo precise gerarchie. Tale sistema vede i leoni al vertice della piramide e non ha alcuna mobilità sociale.

All'inizio della storia assistiamo alla celebrazione della nascita di Simba, il figlio di re Mufasa.
E' un'occasione di festa per il neonato ma anche, e soprattutto, un rito che ha una valenza politica: rappresenta infatti l'ingresso in società del futuro regnante.
Gli animali della savana, perfettamente consci del proprio ruolo subordinato, si prostrano di fronte a lui e ne riconoscono la supremazia.

Solo uno non è intenzionato a seguire la corrente ed è Scar, fratello di Mufasa.
La nascita del piccolo lo scalza dalla linea di successione al trono e questo non gli va proprio a genio.
Fin dalla prima scena in cui compare, lo vediamo lamentarsi del fatto che "la vita è ingiusta".
E' interessante il modo in cui i creatori hanno deciso di rappresentarlo. Una vistosa cicatrice (Scar in inglese significa appunto cicatrice) attraversa il suo occhio sinistro e il suo aspetto è in netto contrasto con quello di Mufasa; i due sono fratelli ma non sembrano neanche appartenere alla stessa specie da quanto sono diversi fisicamente.
Scar è di pigmentazione molto più scura; la sua statura è meno elevata e la corporatura meno robusta di quella del fratello.
La proporzione delle taglie dei due rispecchia la proporzione dei poteri ma, a parte questo,  i dettagli fisici di Scar lo rendono decisamente più brutto come personaggio.
Anche chi non avesse visto il cartone, se dovesse provare ad indovinare chi è il buono e chi è il cattivo basandosi sul solo aspetto, probabilmente non avrebbe troppi dubbi nell'indicare Scar come "cattivo" e Mufasa come "buono".

Questa è un po' una costante dei film della Disney. Tendenzialmente, i personaggi buoni sono belli, quelli cattivi sono brutti.


Del resto, di chi si serve Scar nel suo tentativo di spodestare il fratello? Delle iene.
Le iene godono di una brutta fama dal momento che si nutrono di carcasse, ma in natura svolgono una funzione importante: sono infatti gli "spazzini" della savana e impediscono il proliferare di malattie che possono essere portate dalla putrefazione dei cadaveri.
Però sono brutte, quindi si prestano perfettamente al ruolo di complici del cattivo Scar nella sua scalata al potere. Un'ascesa che viene presentata attraverso evidenti similitudini con il nazismo, come testimoniano le scene che compaiono durante l'intermezzo musicale di "Sarò Re" e che sono un chiaro riferimento ai cortometraggi di propaganda nazista.

Questo dettaglio è particolarmente ironico se si considera che tra le due forme di governo, quella di Mufasa e quella di Scar, è decisamente quella del primo regnante che assomiglia di più al nazismo, visto che prevede il dominio di una specie superiore (quella dei leoni) sulle altre, che vengono tenute separate, oppure addirittura ghettizzate come accade con le iene, che vivono ai margini del regno.
Scar invece è un traditore del proprio gruppo sociale e pone le iene sullo stesso piano dei leoni.
E' quindi quanto di più lontano esista dall'identitarismo, ma associandolo ad Hitler gli autori raggiungono perfettamente l'obiettivo di presentarlo come il cattivo.

Ciò che è Bello è Buono

la bella addormentata nel bosco


Quello del Re Leone non è certo l'unico caso in cui un cartone della Disney presenta i personaggi positivi come belli d'aspetto e quelli negativi come brutti.
Le principesse Disney ad esempio sono tutte di una bellezza piuttosto standardizzata, con lineamenti aggraziati e corpi esili. Da Cenerentola a Biancaneve, da Jasmine di Aladdin a Belle della Bella e la Bestia.


Caratterialmente sono umili e modeste e, alla faccia delle femministe, non hanno altra ambizione se non quella di trovare il vero amore.


I principi invece sono alti, forti e coraggiosi, molto mascolini e dominanti come ci si aspetta dal classico maschio alfa. Nelle locandine sovrastano fisicamente la loro controparte femminile, che si abbandona tra le loro braccia per farsi proteggere.


Il fattore estetico è molto spesso la locomotiva trainante delle vicende dei personaggi.
Cenerentola vive con la matrigna e le sorellastre brutte e perfide.
La storia di Biancaneve ruota intorno alla competizione su chi sia "la più bella del Reame".
Il principe la salva baciandola, ma non ha neppure interagito con lei e se ne è innamorato solamente in virtù della sua bellezza.
La Bella Addormentata nel Bosco riceve alla nascita il dono della bellezza e del canto. Quando cresce vorrebbe trovare l'amore e lo sogna, immaginandolo "alto e bello".
Il messaggio è piuttosto chiaro: se sei bello ti amano, se non lo sei non ti amano.

Anche la classica lotta tra il bene e il male che accomuna i cartoni della Disney si può dire che assuma i connotati di uno scontro fra belli e brutti, con i primi che hanno sempre la meglio sui secondi.

Nel 2010 uno studio condotto da 2 Università statunitensi ha preso in esame 163 personaggi Disney dal 1938 ad oggi.
Ai partecipanti è stato chiesto di dare un voto da 1 a 10 ai personaggi in base alla loro bontà, attrattività, intelligenza, aggressività, coinvolgimenti amorosi e successo nella vita.
E' emerso chiaramente come in ogni film i buoni erano più attraenti, più intelligenti e meno aggressivi.
Inoltre per loro era più probabile vivere una vita felice e trovare l'amore.


Certo le persone conoscono la differenza tra un cartone e la realtà ma, soprattutto nel caso dei bambini, penso sia plausibile che determinati messaggi vengano interiorizzati e si finisca per rafforzare sempre più il concetto di bello è buono e brutto è cattivo.


Voi che ne pensate?

Forse vi Interessa:
Continua a leggere »

23/01/19

Come Riconoscere e Difendersi dalla cd. ''Profumiera''

profumiera
profumiera

 Chi è la ''Profumiera''?

La donna, si sa, è abile nel padroneggiare l'arte della manipolazione. Non potendo contare sulla stessa forza fisica che la Natura ha concesso all'uomo, l'evoluzione l'ha necessariamente costretta ad agire d'astuzia e a sviluppare armi di persuasione più psicologiche che fisiche. E' probabilmente così che nel tempo è diventata tanto abile nel fingere e nel dissimulare, quanto perspicace nel riconoscere la finzione altrui: essere ingannati da una donna, soprattutto se di bell'aspetto, è piuttosto facile, ingannarla è invece arduo e ti fa sentire come un artificiere alle prese con un ordigno inesploso.


In un'epoca come la nostra dove il sesso è diventato un bene di lusso alla portata di pochi eletti, gli uomini poco attraenti hanno ancora più probabilità di cadere vittime dei tranelli femminili e spesso finiscono per compromettere seriamente la qualità della propria vita.
La donna sa che, grazie al proprio potere sessuale, è in grado di ottenere molteplici vantaggi dagli uomini e, complice una società che non fa che scusarla per i suoi comportamenti, non esita certo ad utilizzare ogni mezzo per ottenere i suoi obiettivi, anche passando sopra l'etica.

Esiste una parola spesso utilizzata per definire la tipologia di donna approfittatrice e doppiogiochista, ed è "Profumiera".
La profumiera è colei che sembra starci con te ma che, al momento di concludere, si tira indietro.
Sembra volertela dare, mentre ti vuole solo illudere facendotene annusare il profumo.
Il suo obiettivo è crearsi una schiera di uomini zerbini che stiano al suo comando e facciano ciò che lei vuole.

Le ragioni sono fondamentalmente 2 e possono benissimo coesistere:
  1. Ego: la profumiera è in genere una donna insicura e il cercare di manipolare gli uomini e indurli a fare ciò che lei desidera è semplicemente un modo per accrescere la propria autostima. Un po' come fanno le ragazze che si trovano in chat senza avere alcuna intenzione di incontrare qualcuno (salvo rarissime eccezioni),  bensì solo per avere un egoboost dall'enorme numero di feedback positivi che ricevono.
  2. Vantaggi materiali: lo zerbino addomesticato dalla profumiera infatti spende notevoli energie e denaro per compiacerla. Le fa notevoli favori come scarrozzarla in giro, offrirle drink e cene, passarle gli appunti della lezione che lei si è persa perché stava in giro a trombare con qualche figo e via di seguito.

Essere illuso da una profumiera non è mai una bella esperienza: ci si sente stupidi a causa della propria ingenuità e persino il danno economico passa in secondo piano rispetto alla consapevolezza di essere stati ingannati e aver creduto ad un miraggio.


Come Riconoscere una Profumiera

In un precedente articolo ho spiegato come capire se una ragazza è attratta, elencando i più comuni segnali di interesse che un uomo piacente può ricevere quando interagisce con le donne.

E' importante fare attenzione a questi indicatori perché sono un utile strumento per misurare la disponibilità di una ragazza, ma allo stesso tempo dovete essere consapevoli che non tutti i segnali sono genuini: alcuni sono semplici trucchi celati dietro una maschera di interesse.

Ad esempio: siete in un locale e avete appena approcciato una ragazza che risponde positivamente alle vostre avance. Ride alle vostre battute, manda avanti la conversazione e vi sfiora di continuo.
Ad un certo punto andate al bancone per prendere qualcosa da bere. La conversazione si protrae ancora per qualche minuto e poi lei trova una scusa per congedarsi. Lasciandovi lì come dei coglioni.

Cosa è successo? Lei aveva semplicemente voglia di bere qualcosa e vi ha illusi di essere interessata per farsi pagare la consumazione.

E' evidente l'ipocrisia dietro ai segnali che avete mal interpretato, ma il danno è stato fatto e voi vi ritrovate con 10 euro in meno in tasca e venti minuti buttati.

Vi assicuro che queste situazioni sono più comuni di quanto si pensi. Io ho conosciuto bestie ragazze che si vantavano perfino della loro abilità di ingannare gli uomini per scroccare cocktail, che se mai qualcuno scriverà la Divina Commedia 2.0 dovrà assolutamente includere un girone infernale per questa infame categoria femminile.

Come Difendersi da una Profumiera



Sfortuna vuole però che non sempre ci sia un modo efficace per difendersi dalle trappole, soprattutto se la furbata avviene in un lasso di tempo molto circoscritto e non avete modo di conoscere chi avete di fronte in maniera approfondita.

Ci sono però alcuni consigli utili:

  • Prestare attenzione alle incoerenze

Le parole sono in genere più falsificabili dei gesti. Può capitare quindi che una donna a parole mostri interesse, ma che il modo in cui si muove la tradisca. Vi riempie di attenzioni e complimenti ma il suo linguaggio corporeo è chiuso, con braccia conserte e gambe incrociate? Molto probabilmente il suo atteggiamento è solo una farsa. 
  • Restare umili

Vi hanno sempre scartato brutalmente perfino le ciccione, non trovate strano che all'improvviso una ragazza carina si mostri così aperta? Se vi sembra strano è perché lo è. Se assomigliate a Woody Allen e non avete la sua verve comica (men che meno il suo status) vi si dovrebbe accendere una lucina in testa.
Questo punto è quello che ignorano tutti quei polli che vanno a Budapest sperando di ficcare e si lasciano approcciare da ragazze così belle che in Italia non si accorgerebbero della loro presenza neanche a 1 metro, facendosi convincere ad andare in un bar per bere qualcosa.

Poi le signorine, d'accordo con il gestore del locale, spariscono e li lasciano lì con un cospicuo conto da pagare e un energumeno che sembra Fedor Emelianenko pronto a fare un servizietto poco carino nel caso non tirino fuori i soldi.

Insomma: restate coi piedi per terra.

  • Ricambiare la Profumiera con la sua stessa moneta

Normalmente quando si ricevono segnali positivi da una donna, la prima cosa da fare è spingere sull'acceleratore.
Dovete ricambiare i suoi segnali di interesse con altrettanti, in un'escalation che alla fine porterà al sesso.
Dovete però manifestare segnali dello stesso tenore (o leggermente inferiore) dei suoi, perché mostrare più interesse per lei di quanto lei ne mostri per voi potrebbe farla irrigidire e diminuire il vostro valore ai suoi occhi.

Spesso le profumiere riescono facilmente nella loro strategia perché gli uomini che si lavorano sono dei beta e non hanno la sicurezza di sè necessaria per procedere con un'escalation.
Il loro gioco regge perché la vittima è immobilizzata dalla timidezza e non riesce a trovare il coraggio per spingersi sul piano sessuale.
Non abbiate paura di ricambiare il suo interesse. Se una ragazza cerca il contatto fisico con voi ricambiate il suo gesto e spingetela a fare per voi più di quanto lei cerchi di indurvi a fare per lei.
Se di fronte alla vostra reazione si irrigidisce o diventa più fredda, molto probabilmente stava solo cercando di ingannarvi.

  • Stop Loss

Lo Stop Loss è un metodo utilizzato in ambito finanziario e consiste nel fissare preventivamente il prezzo di vendita di un titolo azionario in perdita.
In pratica l'investitore stabilisce in anticipo quanto è disposto a perdere in un determinato investimento, e si rassegna alla perdita nel caso essa si verifichi.
Il principio è che vendere subito in perdita può a lungo termine rivelarsi più proficuo che aspettare un rialzo che può benissimo non arrivare ( o almeno non a breve termine), quindi conviene tagliare le perdite e lasciar correre i profitti.

Questo espediente si può prendere in prestito ed applicare anche ad altre situazioni della vita, inclusi i rapporti con le donne.
Molte volte conviene troncare con una donna sulla quale si è investito molto tempo e denaro piuttosto che protrarre la situazione rischiando di venirne danneggiati ancora di più.

Valutate in anticipo quanto tempo, denaro ed energie siete disposti ad investire su una donna.
Dopo di che, se lei ancora non ve l'ha data, lasciate perdere.

A lungo andare ciò vi farà risparmiare molte risorse preziose che potrete destinare ad un altro rimorchio con più probabilità di riuscita invece di sprecarle con una profumiera.

Come fissare lo Stop Loss?

E' tutto molto soggettivo. Dipende dalle possibilità di ognuno, da quanto ci piace una ragazza e da molti altri fattori. In linea di massima non fate regali costosi a ragazze con cui non siete stati a letto. Se abita lontano proponetele di incontrarvi a metà strada, non sobbarcatevi tutto il costo del viaggio.

Ma il fattore tempo è secondo me quello più significativo.

Per esperienza occorrono tra le 7 e le 10 ore per portare una ragazza a letto. Gli stessi pua parlano di una "regola delle 7 ore".
In genere si tratta di 4-5 appuntamenti dopo i quali le probabilità che una te la dia calano drasticamente.

Chiaramente si tratta di una media. Può capitare che una te la dia dopo due ore e un'altra dopo 20.
Però è una media a mio avviso piuttosto attendibile e può essere utilizzata come punto di partenza per fissare uno stop loss.

Se dopo 10 ore che frequentate una ragazza non avete ottenuto neppure un misero bacio, beh forse è tempo di affrontare il fatto, sgradevole, di trovarvi davanti ad una profumiera.

A quel punto è forse meglio tagliare corto e rassegnarsi al tempo perso piuttosto che continuare a farsi sfruttare.


E voi, vi siete mai imbattuti in una profumiera? Come avete fatto a riconoscerla e come vi siete difesi? Fatemelo sapere nei commenti.



Forse ti Interessa:
Continua a leggere »

09/01/19

''Donne di 50 anni? Troppo Vecchie da Amare'' La Provocazione dello Scrittore Francese

Yann Moix
Yann Moix

 ''Donne di 50 anni Troppo Vecchie da Amare''

Con la stessa irruenza di un esercito celtico intenzionato a saccheggiare villaggi, in poche ore ha attraversato le Alpi per giungere nella nostra penisola la notizia dello scrittore francese Yann Moix, che durante la presentazione del suo ultimo romanzo "Rompre" ha candidamente affermato di essere "incapace di amare una donna di 50 anni" e, alla richiesta di spiegazioni dell'intervistatrice, ha senza scomporsi rincarato la dose dicendo: " Preferisco il corpo delle donne più giovani. Il corpo di una donna di 25 anni è straordinario. Il corpo di una donna di 50 non lo è affatto"

In una società ginocentrica come la nostra, una simile affermazione così politicamente scorretta non può che suonare come una dichiarazione di guerra. Non potevano quindi mancare le repliche delle infervoratissime donne, famose e non, che non sono in grado di tollerare che anche un uomo possa avere degli standard di bellezza.

E in effetti Yann Moix è un cinquantenne ancora di bella presenza. Ha lineamenti abbastanza armoniosi e un'attaccatura di capelli invidiabile, e fortuna che è così perché altrimenti, oltre alle varie accuse che si sono succedute riguardo alle minuscole dimensioni del suo pisello ( chi è esprime un'opinione che non va a genio alle donne ha necessariamente il pisello piccolo, non so in base a quale principio logico ma fidatevi che è così), lo avrebbero brutalmente massacrato anche sul fatto che è un cesso pelato. Il suo aspetto (e la sua fama) è stato quindi una sorta di ombrello per la pioggia di critiche abbattutasi su di lui.


In fondo non lo si può neanche biasimare, ha semplicemente detto la verità: una donna di 50 anni non è esteticamente bella come una di 25. Mi sembra un fatto incontestabile.


Le donne invecchiano molto più velocemente degli uomini e la bellezza è in qualche modo legata alla fertilità.
Dopo i 30-35 anni la fertilità di una donna inizia a calare drasticamente, mentre un uomo conserva fino a 40 anni più o meno la stessa fertilità che ha a 20 e solo verso i 45 anni inizia a sperimentare un lento declino.

Un uomo di 50 anni può tranquillamente essere ancora appetibile per delle trentenni se porta bene i suoi anni.



E' vero che ci sono molte cinquantenni belle, gli esempi si sprecano con le varie celebrità, ma sono appunto celebrità e non sono rappresentative della popolazione media, e anche chi tira fuori Monica Bellucci o Kim Basinger non può non riconoscere che, seppure ancora piacenti a cinquant'anni, a 28 erano comunque migliori esteticamente.
Rimangono belle a 50 anni perché erano belle da giovani. Come diceva mia nonna " Una bella scarpa, da vecchia, è pur sempre una bella ciabatta".

Una donna bella diventa meno bella ma pur sempre appetibile, una donna nella media invece diventa decisamente inchiavabile a 50 anni. 



Ma evidentemente sono cose che non si possono dire pubblicamente, bisogna sempre e solo dire che le donne sono stupende, bellissime, magnifiche ad ogni età e con qualunque aspetto perché altrimenti ti devi preparare a subire un linciaggio mediatico.

Perché in questa società una donna che ha mezzo secolo alle spalle, dopo una vita in modalità Dio in cui è stata servita e riverita da tutti, non può assolutamente accettare che venga messo in discussione il suo valore di mercato, non può assolutamente tollerare neppure una minima perdita di fascino, altrimenti ne salta un caso internazionale, mentre un uomo non attraente deve rassegnarsi ad essere scartato dalle donne anche se è nel fiore della sua giovinezza e all'apice del suo desiderio sessuale.
Non può neppure lamentarsi di ciò se non vuole venire addirittura deriso, ed è costretto a vivere la sua condizione in silenzio e nell'indifferenza generale.

Del resto lo stesso Moix, dopo la sua irriverente affermazione e il conseguente polverone, si è prima giustificato dicendo di "non essere responsabile dei suoi gusti", e poi si è scusato dicendo che "tanto anche le 50 enni non lo considerano". Un atto di umiltà, a mio avviso più sollecitato che spontaneo, ma che ha messo in chiaro il fatto che lui è comunque gerarchicamente inferiore alle donne e che ha ristabilito l'ordine delle cose. Giustizia è stata fatta. E che non si ripeta mai più.
Continua a leggere »