11/10/18

Test DNA 23andme: I Miei Risultati e le Mie Opinioni


Come Funziona 23andme?

Non vi nascondo che la prima volta che ho effettuato il Test del DNA per le origini, rivolgendomi al servizio di 23andme, ho provato una fortissima emozione.
Oggi mi trovo ad aver visionato centinaia e centinaia di risultati 23andme, e dal test saprei a grandi linee individuare la provenienza geografica di un individuo perché conosco più o meno quali sono le percentuali di composizione ancestrale di ogni popolazione europea, talvolta anche a livello regionale, ma all'epoca avevo visto solo pochissimi risultati e potevo basarmi su un numero limitato di recensioni, quindi il mio esperimento genetico era un viaggio verso l'ignoto e, come si sa, tutto ciò che non si conosce e non si può controllare spaventa.
Se parliamo di DNA poi l'eccitazione diventa doppia, visto che si tratta della parte più intima di noi stessi, quella che più determina ciò che siamo e mettere in discussione ciò che siamo non è per nulla facile.
Capirete quindi bene perché quel giorno di circa 3 anni fa, quando aprii il mio account 23andme, avevo le dita che tremavano.

Alla fine però è stata una bellissima esperienza e, se vorrete provarla anche voi, mi piacerebbe spiegarvi un po' come funziona questo test genetico commerciale.

Innanzitutto bisogna ordinare il kit, che è composto fondamentalmente da una provetta dentro la quale dovrete raccogliere la saliva che verrà analizzata per estrarne il dna, da una capsuletta contenente liquido conservante per la saliva e dalle relative istruzioni.

Una volta sputato dentro la provetta dovrete riconsegnare il campione di saliva al corriere, che manderà il pacco ai laboratori negli USA, non prima però di avere inserito sul sito di 23andme il codice del vostro kit, in modo tale che la compagnia possa associare il kit al vostro account e mandarvi i risultati via internet. Questo passaggio è piuttosto importante.

23andme kit
23andme kit

I Miei Risultati 

Nel vecchio articolo sul miglior test del dna, avevo spiegato in linea di massima come funziona un test, quindi se non l'avete letto vi consiglio di andarci immediatamente, perché se siete profani non capirete molto di quello che sto per scrivere. Utile anche l'articolo complementare che spiega come interpretare i risultati.

Comunque, alcuni punti in sintesi:
  • il 23andme si basa sulla genetica recente, quindi circa gli ultimi 2000-3000 anni, anche se loro ti dicono che riguarda gli ultimi 500 anni, ma è solo un modo per farti capire che i campioni si riferiscono alle popolazioni autoctone, quindi prima della scoperta dell'America e del Colonialismo.
  • I vostri risultati vengono confrontati con i campioni delle singole aree geografiche. Si tratta di campioni dai quali sono stati estratti dei marker genetici, in seguito messi a confronto per stabilire quali siano tipici di una determinata area.


Veniamo al dunque.

I miei risultati autosomici (ho totali origini del Nord Italia) in versione speculative eccoli qui.

23andme northern italian results
23andme northern italian results


Europeo per il 99.9 %. Mena 0.1%.

La mia parte europea è per il 56.2 % Sud Europea, per il 35.2 % Nord Europea, mentre per l'8.5% è "complessivamente europea" (significa che sanno che è europea ma non sanno stabilire con certezza la zona).

Attenzione con la terminologia, perché con nord europeo normalmente si intende tutto ciò che viene dai Paesi nordici (Scandinavia) mentre in 23andme è nord europeo praticamente tutto ciò che sta sopra le Alpi, quindi anche Austria, Svizzera e persino la parte della Francia più meridionale rispetto a molte parti del nord Italia.

Andando ad analizzare la composizione ancestrale più nello specifico si nota che, come prevedibile, la percentuale di Italian è quella maggiore, con un 32.5 %.
Segue un 12.7% di French and German, che è una componente che raggiunge i massimi livelli nella zona a cavallo tra Germania/ Francia/ Svizzera.
Un'altra minoranza significativa è quella rappresentata dall'elemento Balkan, in misura del 5% (massima concentrazione in Kosovo).
Seguono uno 0.9 % di britannico, uno 0.8% di iberico (sarebbe basco) e uno 0.6% di Sardo.
Rimangono poi le rimanenti percentuali genetiche di nord e sud europeo.
Assenti la Scandinavia e l'Est Europa.

C'è poi uno 0.1% di indistinto mena, probabilmente un overlapping risalente all'epoca di Roma e dell'estensione del suo dominio anche in nord Africa e medio oriente.

Che dire?
Beh, sono dati piuttosto congruenti se andiamo a confrontare gli altri nord italiani che si sono testati.
Diciamo che alcune zone del nord Italia viaggiano un po' più verso il 20-25%  di nord europeo mentre altre arrivano oltre il 40%, ma in linea di massima i dati sono quelli.

Probabilmente la maggior parte del mio nord europeo è in realtà genetica mittel europea, come è un po' per tutti, dal momento che nell'area padana non si registrano alti picchi di genetica scandinava.

Per avere altri risultati 23andme italiani e confrontarli con i vostri o con i miei, vi rimando all'articolo sulla genetica italiana.

Aplogruppi e Genetica Neanderthal

23andme offre anche la possibilità di conoscere l'aplogruppo paterno e materno.
Nel mio caso, il primo è G-L42, che è un aplogruppo neolitico la cui clade è di origine abbastanza incerta ma sembrerebbe essere associata alla cultura della ceramica lineare che si colloca nel 5500–4500 a.C in Europa centro-orientale.

Il mio aplogruppo materno è invece H1a1, collocato temporalmente tra i 2000 e i 6000 anni fa e di origine geografica indeterminata (H1 comunque è una clade tipicamente europea).

23andme mi ha trovato anche 276 variabili Neanderthal, che corrispondono ad una percentuale del 2.9% e che mi collocano nel 77mo percentile degli utenti con origini europee (questo significa che su cento utenti europei 77 hanno meno genetica Neanderthal di me).

Per quanto riguarda i dati riguardanti le origini etniche ho concluso.
Poi ci sarebbero le altre funzioni, come quella relativa ai cugini genetici, ma magari ne parlerò in un altro articolo

In Conclusione:

Penso che 23andme sia molto valido, la compagnia è affidabile e solida. Se dovessi trovare qualche difettuccio direi che l'interfaccia non è molto funzionale e il servizio clienti poco efficiente.
Per quanto riguarda le composizioni ancestrali penso che chi è italiano testandosi incontri due limiti:
  1. l'Italia non è sufficientemente frazionata: c'è un indistinto "italiano" e il sardo, mentre ad esempio LivingDNA distingue fra nord, centro e sud Italia (più il Sardo). Se siete centro o sud italiani, su 23andme vi verrà fuori un 70-80% di "italian", che lascia un po' insoddisfatti.
  2. Il Mena non è mappato bene, troppo pochi campioni medio orientali e nord africani di riferimento. Questo comporta un eccessivo overlapping, molta genetica europea meridionale viene segnata come Mena perché magari è di origine greca e 23andme non sa distinguere il greco dall'anatolico nei suoi campioni turchi.
Rimane comunque un ottimo test e lo consiglio assolutamente.  Ricordatevi che i dati di 23andme si possono anche scaricare e inserire in altri calcolatori, al link qui sotto vi spiego come fare per il principale, che è quello di Gedmatch.

Buon divertimento!

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04/10/18

Chi è il ''Normie'' in Italiano?

Normie
Normie

Normie: Cosa Significa

Nella community redpill anglofona viene spesso fatto utilizzo, sia nei forum che nei meme,  del termine normie, il cui significato italiano però sembra non essere ben chiaro a tutti.
In effetti "normie" è un derivato di "normal", cioè normale, e definire la normalità è sempre complesso.
Molti tendono ad interpretarlo come "uomo medio", persona nella media, ed è già un inizio ma secondo me non basta perché con questa definizione si rischiano di fare alcuni errori.

Ci ho riflettuto un po' e direi che in italiano, l'aggettivo che calza meglio per normie è sicuramente conformista.

Il normie è il conformista, è un gregario, uno che segue le logiche del gregge.
Il normie è quello che più tende ad omologare il proprio pensiero, comportamento e abitudini al contesto sociale in cui vive.
Questo lo rende per certi versi il cittadino perfetto, perché i suoi comportamenti sono prevedibili e quindi è facilmente controllabile e questo offre un enorme vantaggio soprattutto in una società consumistica in cui c'è una forte produzione di massa.

La donna è mediamente più normie dell'uomo, tende ad adattarsi e a scendere a compromessi con più facilità e ad essere più conformista dell'uomo.
I belli tendono ad essere mediamente più normie dei brutti, anche se non c'è necessariamente un legame tra l'estetica e la condizione normie.

Ci possono benissimo essere brutti che sono normies e belli o normaloidi che non lo sono.

Il normie tende generalmente ad avere poco senso dell'ironia e dell'autoironia, tende a prendere un po' la vita com'è senza riflettere troppo.
E' poco analitico e riflessivo, di conseguenza è tendenzialmente blupillato.
Ha scarsa propensione tecnologica, compra Apple anche se non è la marca con il miglior rapporto qualità /prezzo (ironicamente il motto di apple è "think different", l'opposto di ciò che fa il suo acquirente medio), i suoi interessi difficilmente sono di nicchia, tende un po' ad avere le passioni che ha la gente comune e spesso le coltiva anche piuttosto con superficialità.
Gli interessi normie da donne sono principalmente i vestiti (o accessori), i viaggi e il sushi; gli interessi normie da uomo sono il calcio, i motori e la figa.

L'umorismo normie è generalmente molto banale e fa leva sui bisogni fisiologici delle persone e sui loro vizi e difetti. Ad esempio, a cosa serve la data di scadenza sul barattolo di nutella??ahahahahahahahah
I normie scherzano sul mangiare, sul dormire, sull'essere annoiati, sulla loro pigrizia e invece prendono seriamente le battute più argute (lo abbiamo già detto che i normie non hanno senso dell'ironia?)
Qui sotto un tipo di battuta che farebbe scompisciare un normie.

umorismo normie

I Normie in un Grafico


La curva di Rogers che descrive il processo che porta gli individui ad adottare una determinata innovazione tecnologica direi che si può applicare benissimo anche per l'argomento che stiamo trattando ora.

All'inizio abbiamo gli innovatori, ovvero quelli che aprono la strada alla diffusione di una tecnologia.
Poi c'è un gruppo di pionieri, una piccola minoranza di persone particolarmente recettiva alle nuove tecnologie che inizia ad adottarle.

Poi arriva la massa.

Ecco, questa massa sono i normie. Alla fine arrivano i ritardatari, di solito i vecchi con una propensione alla tecnologia davvero minima.

Normie
Normie


Se ci pensate internet agli inizi era uno strumento di nicchia per pochi nerd, ora invece lo usa chiunque.
Gli acquisti su internet all'inizio li facevano pochi pionieri perché gli altri non si fidavano (il normie tende ad essere diffidente un po' verso tutto, tranne verso i veri pericoli) mentre ora li fanno un po' tutti.

I Normie sono quelli che hanno investito in bitcoin a fine 2017, quando il prezzo era già alto e poco prima che tornasse a scendere.

Il discorso è applicabile non solo alle tecnologie ma anche alle idee o alle filosofie.
Mi viene in mente ad esempio il mondo PUA, del quale io mi posso considerare un pioniere.

All'inizio in pochissimi conoscevano i metodi pua, erano community semisegrete su internet.
Poi c'è stata sempre una maggiore diffusione, sempre più gente ha pensato di guadagnarci sopra, sempre più furbetti hanno aperto forum e siti cercando di attirare il maggior numero di utenti tramite i motori di ricerca e alla fine sono arrivati cani e porci, prima dell'inevitabile collasso.

Se prima i metodi di seduzione erano un interesse di nicchia, alla fine sono diventati mainstream, a disposizione di qualunque pischello volesse cercare su google "come piacere alla mia compagna di banco".

Chiaramente un po' tutti siamo normie, chi più chi meno, chi in un settore e chi in un altro.

Io ad esempio ho l'interesse piuttosto comune del cinema, ma ho anche quello dell'antropologia fisica, che è considerata una disciplina per svalvolati mentali (come in effetti io sono).

Voi tutti miei follower al momento siete dei pionieri per quanto riguarda la diffusione delle idee redpill, ma sono sicuro che in molti altri settori sarete anche voi dei normie.

C'è in fondo anche chi è normie non tanto per omologazione, quanto perché  è proprio lui che è fatto così.

E voi, siete più normie o più controcorrente? Se vi va, elencate un po' di mentalità, idee, abitudini, tecnologie che secondo voi sono tipicamente normie in questo periodo.

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03/10/18

Troppa Bellezza/Ricchezza Sono Meno Vantaggiose di Quel che si Creda?


Dalla Posta dei Lettori

Come vede ilredpillatore questa questione?
Premetto che penso di essere una nella media (secondo la teoria LMS, che per le donne potrebbe essere descritta come L m s , penso che starei sul 6 ). Non mi dispiacerebbe risultare un po' più bella rispetto ai canoni condivisi dai più, e/o essere un po' più benestante. Però tra l'essere come sono e diventare una 8 o addirittura una 9, sinceramente preferisco rimanere come sono. Le persone bellissime e/o ricchissime finiscono quasi sempre per perdere il contatto con la realtà, per dare per scontate cose che non lo sono per i comuni mortali e per avere spesso il sospetto che gli altri le cerchino più per quello che appaiono (per la bellezza) e/o hanno (la ricchezza materiale). Tutti problemi che i "normodotati" secondo la teoria LMS non hanno o cmq hanno molto meno. E lo stesso dicasi per un potenziale partner. Meglio esteticamente e monetariamente nella media ma umanamente gradevole che bellissimo e/o ricchissimo, pur umanamente piacevole, perché finirei sempre per sentirmi inadeguata ed ossessionata dall'idea di perderlo.

Eppure c'è qualcuno che quando lo dico mi ribatte, talvolta persino con scherno, che questo è il ragionamento della volpe con l'uva, che dice che è acerba solo perché non è alla sua portata, ma che in realtà essere bellissimi e/o ricchissimi è sempre e cmq la condizione migliore. Invece è la mia sincera e reale convinzione che essere appena più belli e/o ricchi della media faccia vivere meglio che essere bellissimi o ricchissimi.

Il redpillatore che dice al riguardo?

- lettera firmata -

Il Redpillatore Risponde

Diciamo che questo tuo discorso è un po' più idealista e sentimentalista dei miei, che invece in genere sono molto pragmatici e carnali.
Avere i più alti livelli di LMS è ciò che ti consente di stantuffare le migliori gnocche ma sul piano umano non dà nessuna garanzia.
Questo significa che magari le tipe te la daranno con facilità perché hai un elevato valore di mercato, ma magari poi umanamente farai fatica a trovare una vera connessione e creare dei rapporti sani.
In quest' ottica è sicuramente meglio possedere meno LMS e più qualità umane compatibili con le persone che cerchiamo.

Ho sempre sostenuto che la donna per una storia a breve termine va con gli uomini migliori che riesce a trovare, mentre per le storie a lungo termine va con gli uomini migliori che riesce a trovare e conservare.

Vedi: Perché le Coppie si Formano

Questo sia perché chiaramente deve scontrarsi anche con le aspettative degli uomini di valore maggiore, che per una storia a lungo termine tendono a puntare a ragazze migliori di quelle che vogliono solo usare per avventure, sia perché, se non rivede le proprie pretese, finirà inevitabilmente per ritrovarsi impelagata in una relazione infelice, piena di corna e perennemente con il rischio di essere scaricata.

Anche io del resto, pur essendo attratto dalle strafighe, non so se sarei veramente in grado di gestire fino in fondo lo stress che una relazione così sproporzionata comporta, anche io preferirei una ragazza un po' meno bella e più in linea con me.

Non sono d'accordo sul fatto che i bellissimi e ricchissimi siano sempre come li hai descritti.
Penso ci siano numerose eccezioni di persone belle e ricche che riescono a conservare un certo equilibrio e contatto con la realtà, anche se probabilmente in questo senso incontrano più difficoltà.

Il fatto che oltre ad una certa soglia di ricchezza non ci sia sempre un proporzionale aumento di felicità è verissimo, ci sono anche diversi studi in proposito.
Chi guadagna 2500 euro al mese è mediamente più felice di chi ne guadagna 700 ma chi ne guadagna 25000 non è dieci volte più felice di chi ne guadagna 2500.
Probabilmente lo stesso discorso si può applicare all'estetica.

In conclusione mi trovo sostanzialmente d'accordo con il tuo punto di vista, solamente vede i miei contenuti da una prospettiva diversa da quella che affronto di solito.
La maggioranza di chi mi segue penso abbia preoccupazioni diametralmente opposte.

Ciao e grazie di seguirmi.
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La Vita è Adesso

Lorenzo Crespi

Giovinezza Perduta

In questi anni che ho passato frequentando le varie community a tema redpill o incel non ho potuto fare a meno di notare come la stragrande maggioranza degli utenti diventi molto insofferente quando si va a toccare l'argomento gioventù.
E' molto sentito il dolore di una giovinezza perduta o, per chi è ancora giovane, di una giovinezza che sta sfuggendo e in effetti, se dobbiamo essere obiettivi, dal punto di vista sessuale e relazionale, per la maggior parte degli uomini raramente l'età giovanile rappresenta il periodo migliore della vita, anzi piuttosto il contrario.
Sempre meno ragazze giovani sentono la pressione sociale di sistemarsi in una relazione a lungo termine, la nostra società incoraggia le donne a fare le loro esperienze, a cavalcare l'onda dei sentimenti di breve durata, perché tanto "per la famiglia c'è ancora tempo".
In questo contesto ovviamente la donna è libera di dare sfogo alla propria ipergamia ed essere il più possibile selettiva.
E così, mentre le ragazze giovani vivono una vita al massimo, la maggioranza dei loro coetanei prende quello che passa il convento nel migliore dei casi, o vive l'inferno nel peggiore.
Se ci pensate è piuttosto paradossale che il momento in cui un uomo è nel pieno della propria salute e delle proprie forze, con i livelli di testosterone che raggiungono il picco e rendono massimo il desiderio sessuale, sia proprio quello in cui egli ha le minori probabilità di dar sfogo ai suoi impulsi, mente la donna, che vive invece la fase di minor desiderio sessuale, abbia invece il massimo delle sue opzioni.
Avere salute, zero responsabilità (o quasi), avere un sacco di sogni, desideri e speranze verso il futuro ed essere totalmente bloccati in uno degli aspetti più importanti della vita, ovvero quello sessuale / relazionale. Ironico davvero.

Ma non è di ingiustizie sociali che vi volevo parlare oggi, bensì di percezioni.

La giovinezza è percepita da molti quasi come una parte separata della vita e non come un periodo transitorio tra una fase e l'altra.
Alcuni arrivano anche a sostenere che le uniche esperienze che meritano di entrare nell'albo d'oro dei ricordi sono quelle che si vivono da giovani, che quello che viene dopo non conta più, è irrilevante.

Io l'ho sempre vista in modo leggermente diverso, considerando la vita un po' come un bilancio, dove si possono dare dei voti positivi alle gioie e dei voti negativi ai dispiaceri.
I voti negativi vengono sottratti ai positivi e il punteggio che rimane  rappresenta il livello globale di felicità.
Chiaramente le emozioni date dalle esperienze sono in gran parte soggettive, per alcuni un'esperienza può essere qualcosa di fantastico, mentre per altri  la stessa può risultare indifferente o addirittura catastrofica.

Alla base di questi presupposti penso che la giovinezza funga un po' da moltiplicatore.
La medesima esperienza vissuta a 40 anni generalmente non vale come se l'avessimo vissuta a vent'anni ma vale molto meno.
Per dire, se a 40 anni vale +1, a 20 vale +2. Numeri buttati un po' a caso giusto per far capire di cosa parlo.

Ultimamente però sto riflettendo sul fatto che forse queste mie considerazioni sono buone in un'ottica razionale, ma poco o nulla a livello umano.

Ieri mi capita sotto gli occhi il video di un litigio fra Lorenzo Crespi (foto sopra) e alcuni opinionisti in un dibattito televisivo sui vip caduti in disgrazia.
Lorenzo Crespi è un attore che in passato è stato molto famoso e ha recitato in alcuni film e serie televisive di successo.
Se si va ad esaminare la sua biografia ci si accorge di come la sua giovinezza l'abbia vissuta praticamente in modalità Dio, grazie principalmente alla fortuna di essere nato di bell'aspetto.
Da ragazzo faceva già il modello per Armani, a vent'anni già aveva recitato in diversi film.
Ha avuto donne (una relazione con Manuela Arcuri teenager e sicuramente molte altre attrici e modelle fighette), denaro, fama. In pratica tutto quello che la gente comune sogna.
Ora però si avvicina ai 50 anni e le sue condizioni di salute sono peggiorate e chiede aiuto perché si trova in forti ristrettezze economiche e non è più in grado lavorare.

Per quanto sia per me un estraneo, anche se in dieci vite io non riuscirò mai a vivere quanto lui ha vissuto in una settimana del suo periodo d'oro, mi riesce ugualmente difficile non provare un minimo di empatia di fronte al suo appello disperato.



Tutto ciò che è stato viene all'improvviso annullato dalla sua condizione attuale, la bellezza è sfumata e con essa il denaro e lo status,  i suoi occhi da belloccio che prima bagnavano tante fighette ora sono solo bagnati da lacrime e dubito che gli capiti anche solo di sfuggita di pensare alla sua passata vita da latin lover mentre sta nella sua casa senza acqua né riscaldamento afflitto da problemi polmonari.
Tutte le mie considerazioni sui bilanci numerici svaniscono in un attimo perché ti rendi conto che alla fine la vita la vivi nel presente. Non nel passato o nel futuro, ma adesso.

Ciò che è stato è stato e che sia stato bello o brutto rimane sempre slegato dalle sensazioni che stai provando in questo momento, che sono le uniche che contano.

Non credo nell'esistenza di qualcosa come il "vivere di ricordi", una persona vuole essere felice sempre, in ogni momento della sua vita, e ripensare ai momenti di spensieratezza passati non è abbastanza, soprattutto se il presente è disastroso.

Mi vengono in mente le parole di mio padre, che ogni tanto si diverte a raccontarmi un episodio riguardante la rottura di un'otturazione.
Quando andò dal dentista per rimediare al problema si sentì rispondere che in fondo poteva anche ritenersi fortunato perché l'otturazione gli era durata diversi anni.
" Cosa poteva importarmene che l'otturazione fosse durata tutti quegli anni quando stavo lì con il dente dolorante?Pensavo solo al mio dente in quel momento, non agli anni trascorsi con l'otturazione integra."

Ecco, anche la vita è un po' così, positivi o negativi che siano stati i momenti passati alla fine scorrono e ti ritrovi sempre e solo a confrontarti con il presente.

Anzi spesso le cose buone le diamo per scontate e non riusciamo neppure ad apprezzarle a pieno, mentre le cose brutte pesano come macigni.

Se ne rendeva bene conto Giacomo Casanova mentre era intento a scrivere le sue memorie, dalle sue pagine traspare proprio questa prospettiva riguardo alla sua vita.
Lui è lì, anziano, ridotto in povertà e ridicolizzato da tutti, che cerca di vivere una seconda esistenza mettendo nero su bianco i suoi ricordi, ma tra un' avventura giovanile e l'altra si percepisce proprio il tono amareggiato dell'autore, che si rende conto che ciò che è stato è ormai passato per sempre e al suo posto rimane solo un presente che, confrontato con i gloriosi ricordi, non fa altro che diventare ancora più doloroso di quanto già non sia.
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20/09/18

Lei Mi Ha Detto: ''Sei Una Bella Persona''. Come Interpretarlo?

sei una bella persona
sei una bella persona

  Se Lei Ti  Dice "Sei Una Bella Persona"

 Ciao Redpillatore,
sono un tuo seguace da circa tre mesi e devo dire che ti stimo molto. Leggo con piacere il tuo blog e anche io alla fine mi sono deciso ad ingoiare la pillolina rossa, anche se mi è costato non poco dover rimettere in discussione alcune delle mie convinzioni precedenti.
Ti scrivo perché vorrei raccontarti un'esperienza che ho avuto di recente con una ragazza conosciuta in chat.
Io penso di essere un ragazzo non bello né brutto, intorno al 6.5 (ti allego le foto, sono alto 184 e ho 24 anni) e riesco a piacere alle donne bruttine ma difficilmente a quelle che mi piacciono veramente, forse perché sono anche un po' timido e impacciato, cosa che mi fa preferire le chat agli approcci live.

Di recente ho ottenuto un appuntamento da Tinder con una ragazza piuttosto carina di 21 anni. Siamo usciti per una serata molto tranquilla, siamo andati a bere in un bar e abbiamo avuto una piacevole discussione.
Eravamo entrambi a nostro agio e pensavo di esserle piaciuto, ho cercato di vincere la timidezza e apparire interessante e lei sorrideva ed era coinvolta nella conversazione, anche se alla fine se non è successo niente di "sessuale" (neanche un bacio).
Il giorno dopo l'ho ricontattata su whatsapp e mi ha risposto gentilmente. Quando però ho provato a proporle un secondo appuntamento ha iniziato a tergiversare, a dirmi che ha poco tempo perché deve studiare per gli esami ma che sono, cito testualmente, "una bella persona" , che è stata contenta di avermi conosciuto e che si può uscire ancora, però senza programmare nulla.
Quando mi ha detto così io ci sono rimasto di sasso, mi è sembrato un po' un modo per addolcirmi il rifiuto anche se all'apparenza i segnali sembrano positivi. Tu che ne pensi?


Il Redpillatore Risponde

Ciao, ho visto la tua foto e concordo con il tuo (auto)giudizio, mi sembri intorno al 6.5 e ritengo che tu sia ad un livello estetico che è veramente il minimo sindacale per riuscire a racimolare qualcosina da una chat.
Di solito in chat si è costretti ad abbassare le proprie pretese perché c'è molta più concorrenza, quindi se sei conscio che il tuo limite è esclusivamente caratteriale ti consiglierei di lavorare su quello anziché ignorare il problema e rivolgerti al mondo virtuale, dove hai meno probabilità di ottenere i tuoi obiettivi.

Per quanto riguarda quel "sei un bella persona", beh, hai già intuito che non è un segnale molto positivo, è un  modo per mettere le mani avanti e prendere le distanze in un momento in cui invece le distanze dovreste avvicinarle sempre di più visto che già siete usciti per un appuntamento.
Non sei un caso raro, anche a me è capitato in passato di sentirmi dire frasi del genere, almeno si sforzassero di essere un po' originali queste tipe.

Notare come parli di una bella "persona" e non di un bell'uomo o bel ragazzo, quasi a voler ignorare il fatto che hai degli impulsi e sei attratto sessualmente da lei, quasi a voler "desessualizzare" il vostro rapporto.

"Sei una bella persona", un complimento - non complimento, che poi che significa bella persona? Esiste una bella persona in senso assoluto?

Non so comunque dirti se i giochi siano già chiusi e se quella frase sia sinonimo di un rifiuto senza possibilità di appello, può essere un semplice modo gentile per rifiutarti oppure semplicemente una tattica per metterti in stand by mentre valuta altri pretendenti.
Questo dovresti valutarlo tu con la tua sensibilità e con gli elementi dell'incontro che conosci in più rispetto a me. Io posso solo fare supposizioni.

Purtroppo la realtà dei siti di incontri è questa, una ragazza nella media che cerchi un partner nei siti di incontri ha giornalmente decine di pretendenti e, a meno che tu non sia nel top 20% di uomini con il più elevato valore di mercato, sei semplicemente uno dei tanti su cui effettuare le dovute scremature.

Tu stai lì con l'ansia dell'incontro, scervellandoti e sforzandoti di darle la migliore impressione possibile e di avere molte cose interessanti da dire, mentre per lei sei ordinaria amministrazione, sei uno dei tanti a cui scroccare un drink o una cena e con cui fare un'esperienza diversa.
E', in fondo, la semplice legge della domanda e dell'offerta applicata alle dinamiche sociali, è una situazione frutto di una società nella quale le donne detengono un enorme potere contrattuale nelle relazioni a discapito dei loro equivalenti maschili che invece per la maggioranza ne hanno molto poco se non nessuno.

In conclusione, quello che quella ragazza ti ha voluto dire è "sei una bella persona ma penso di riuscire a trovare qualcuno con più valore LMS del tuo, che al momento non è abbastanza elevato da convincermi a smollartela".

Mio consiglio: archiviala almeno momentaneamente e ricomincia a guardarti intorno, potrai tornare da lei a tastare il terreno in futuro.

Buona Fortuna!

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19/09/18

Le Donne Vogliono l'Uomo Sicuro di sè? Sfatiamo il Mito

Le Donne Vogliono l'Uomo Sicuro di sè
Le Donne Vogliono l'Uomo Sicuro di sè

Essere Sicuri di Se Stessi con le Donne

Mano a mano che una discussione fra blupillati su come rimorchiare le ragazze si allunga, la probabilità che qualcuno menzioni la sicurezza in sè stessi come qualità attrattiva decisiva tende a 1.
E' la legge di Godwin applicata alle chiacchiere seduttive da  quattro soldi.

Non c'è praticamente nessuno che non includa l'avere una forte autostima ed essere sicuri di se stessi come fattore determinante al fine di cuccare.

La maggior parte delle volte questo genere di discorsi rimane confinato alle mura di qualche bar tra una sbevazzata e l'altra (oppure a qualche insulso gruppo online, per essere più moderni) e non comporta alcuna conseguenza negativa per gli interlocutori a parte la perdita di tempo, ma talvolta c'è chi addirittura si fa pagare fior di quattrini per insegnare strategie che consentano di migliorare la propria sicurezza in sè stessi, facendo leva sulla frustrazione sessuale maschile e l'incapacità di alcuni di trovare una partner.

Ma l'uomo sicuro di sè è effettivamente un passepartout per la vag.. ehm il cuore delle donne?
Vediamo di scoprirlo in questo articolo.

Innanzitutto, penso sia piuttosto ovvio che una qualunque azione abbia più probabilità di essere portata a buon fine se la si compie con atteggiamento positivo e propositivo e con fiducia nelle proprie capacità, anziché in uno stato d'animo sfiduciato e dubbioso.

Questo vale per qualunque situazione della vita, da un esame ad una prestazione atletica, da un colloquio a una iniziativa imprenditoriale, e le donne non fanno eccezione.
Questo mi pare ovvio.

E' però altrettanto ovvio constatare come anche uomini insicuri riescano ad avere successo con le donne qualora abbiano bellezza, ricchezza e popolarità (i classici fattori dell teoria LMS) in abbondante misura.
Tutti avranno conosciuto qualche belloccio timido, insicuro e introverso ma ugualmente molto gettonato dalle ragazze. Anzi, in quel caso sono le ragazze stesse a sopperire all'insicurezza di lui e a pendere l'iniziativa.

Come un Usain Bolt demotivato vincerà comunque una qualunque gara di velocità con qualunque obeso pieno di sè, allo stesso modo qualunque uomo bello, ricco e popolare ma fortemente insicuro, di fronte ad una donna, l'avrà sempre vinta rispetto a qualunque sfigato convinto di essere il migliore del mondo.

Questa riflessione penso sia già di per sè sufficiente ad escludere la sicurezza in sè dal novero di ciò che è fondamentale con le donne.

Possiamo dire che la sicurezza è una condizione non sufficiente né necessaria a rimorchiare, ma è facilitante.
Questo significa che ti può dare un boost (da quantificare, ma certo a mio avviso sovrastimato) rispetto ai tuoi concorrenti che hanno pari valore LMS.


Ma perché allora la sicurezza in sé, più di molte altre caratteristiche,  è tenuta così tanto in considerazione quando si parla di attrazione / seduzione??

A mio avviso ciò è dovuto ad  un classico errore in cui capita a molti di cadere e cioè quello di confondere una causa con una correlazione.


Molti vedono che gli uomini sicuri hanno successo in amore e ritengono che sia appunto la sicurezza la causa del loro successo.
Invece non è così.La sicurezza è semplicemente la conseguenza della consapevolezza di avere un determinato valore.
C'è quindi correlazione: gli uomini sicuri di sè stessi appaiono rimorchiare di più, ma non rimorchiano per la loro sicurezza, bensì perché hanno un loro valore intrinseco.
Tale valore li rende anche sicuri di sè.

Voglio dire, in società vi sentireste più sicuri di voi stessi con un mucchio di soldi in banca o col portafoglio vuoto?Vi sentireste più sicuri in un contesto sociale in cui conoscete quasi tutti o in uno in cui siete soli e spaesati?

Ecco, con le donne vale lo stesso.

Si potrebbe anche dire, con un gioco di parole, che gli uomini non rimorchiano perché sono sicuri, ma sono sicuri perché rimorchiano.

Spesso infatti sono le stesse donne, con i loro feedback positivi o negativi, a dare o togliere sicurezza agli uomini.

Provate a pensare a due ragazzi adolescenti che iniziano ad avere le prime esperienze con le donne.Il primo è di bell'aspetto, il secondo invece brutto, ma entrambi con una indole simile. Immaginate che essi inizino ad approcciare un campione statisticamente significativo di ragazze.

Il primo otterrà risultati tendenzialmente positivi, verrà accolto con entusiasmo e incoraggiato.
Qualunque suo discorso, anche il più futile, troverà una platea di ragazze interessate.
Il secondo apparirà invece molesto, le ragazze gli risponderanno freddamente a monosillabi quando non lo schiferanno completamente all'istante. Verrà trattato sempre come un intruso, come una persona sgradita.

Secondo voi, quale dei due ragazzi avrà più probabilità di sviluppare, nel corso del tempo, maggiore fiducia in sè stesso? Direi che la risposta è scontata.

Ricordiamo il famoso effetto pigmalione, per il quale ognuno tende ad adeguare il proprio comportamento all'opinione che gli altri hanno di lui.
Vieni trattato da persona brutta?Diventi una brutta persona.

Come essere più sicuri di sè stessi?

Come essere più sicuro di me? Nella community PUA girava il consiglio "fake it till you make it", il cui significato italiano è più o meno "fingi finché ti viene naturale".

Mi atteggio a persona con una grande autostima, fingo di essere molto sicuro di me e con il tempo lo diventerò.


A parte che qui sconfiniamo nella follia della PNL e parliamo di cazzate senza base scienifica,  io ho sempre trovato questo consiglio piuttosto ipocrita e molto riduttivo per 2 ragioni:

  1. Come si concilia questo consiglio con un altro luogo comune secondo il quale con le donne bisogna "essere se stessi"? I pua predicano tanto un disinteresse strategico verso le donne salvo poi darti consigli che ti portano a snaturare totalmente te stesso.
  2. Se c'è una cosa che le donne sanno fare bene (oltre a sperperare denaro) è ipergamare  ed è molto difficile riuscire ad ingannarle sul loro terreno di gioco. Sono brave a capire se uno possiede una sicurezza di cartapesta e una volta che siete stati sgamati ottenete l'effetto opposto.

Penso che tutti noi conosciamo qualche tizio che si dà un mucchio di arie ed è tutto pieno di sè ma poi si vede chiaramente che è un pallone gonfiato.

Io uscivo con un pua che era palesemente sfigato e quando approcciava le ragazze, nel tentativo di impressionarle,  non faceva altro che parlare di quante amiche ed ex fidanzate avesse, ma nessuna se la beveva e anzi gli ridevano dietro e gli facevano battutine ironiche.
Gente del genere si fa solo deridere perché il contrasto grottesco tra ciò che uno è e come appare suscita ilarità. 

In conclusione penso che la strada migliore da prendere (ma anche quella più difficile) sia imparare ad affrancarsi dal giudizio altrui per quanto possibile, e costruire un'autostima che si basi sui nostri valori e non sull'opinione degli altri.
Cercare di non farsi demoralizzare dai feedback negativi, ma tenere presente che la sicurezza in sè non è una panacea contro il male della sfiga.


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