18/02/20

A Che Età Uomini e Donne Sono più Attraenti?


A Che Età Uomini e Donne Sono più Attraenti?

In molti qui avranno sentito il proverbio secondo il quale "le donne invecchiano come il latte, gli uomini come il vino". E' un fatto piuttosto noto che gli uomini e le donne raggiungono il loro massimo potenziale attrattivo in fasi differenti della vita. Le donne sbocciano e appassiscono prima, mentre gli uomini tipicamente hanno tempi di maturazione un po' più lunghi. Questa però è solo una semplificazione, che penso meriti un maggiore approfondimento.
Andremo dunque a vedere in questo articolo a che età uomini e donne sono più attraenti, come cambia il loro valore di mercato durante le varie fasi della vita e cosa ciò comporta rispetto al modo di rapportarsi fra loro.
Innanzitutto partiamo dal presupposto che la bellezza gioca un enorme ruolo nel determinare l'attrattività di un individuo ed essa è data in gran parte dall'efficienza fisica che un corpo esprime e dalla fertilità, fattori che sono entrambi correlati alla giovinezza.

La donna però deve confrontarsi con un problema che l'uomo non ha: l'orologio biologico.

Un uomo sano è fertile praticamente per tutta la durata della sua vita. E' vero che dopo i 45 anni la sua fertilità tende a diminuire, ma tecnicamente potrebbe benissimo diventare padre anche a 70 anni.
La donna invece è maggiormente fertile tra i 20 e i 30 anni, mentre dopo i 35 anni assiste ad una drastica riduzione delle possibilità di concepire. Dopo i 40 anni spesso avrà già perso la capacità di fare figli senza intervento medico e anche se riuscisse a concepire naturalmente avrebbe un'elevata probabilità di dare alla luce figli di salute cagionevole. [Fonte: Ministero della Salute]

Sappiamo già che questa differenza biologica è il motivo per cui le donne sono più selettive degli uomini. Ciò dunque si trasforma in un vantaggio per quanto riguarda le infinite opzioni sessuali a vent'anni, ma da un altro lato rende la loro bellezza più labile rispetto a quella maschile.

Personalmente credo che il picco estetico femminile vada a collocarsi tra i 18 e i 24 anni, e che già dopo i 25 anni inizi un lieve declino estetico che poi risulta evidente a 30 anni e impietoso a 35.
Per gli uomini invece il picco estetico penso sia molto più variabile ma in media lo metterei tra i 30 e i 35 anni, un'età in cui sei ancora relativamente giovane ma fisicamente più sviluppato e mascolino.

In uno studio effettuato da Batres et al. 2015 , ad esempio, le immagini di ragazzi di 25 anni sono state modificate e valutate dai partecipanti. Si è scoperto che rendendo il volto più mascolino, alzando la statura oltre 185 cm e aggiungendo dieci anni di età ai campioni, i soggetti apparivano più dominanti, di conseguenza percepiti con un maggiore status. Secondo i ricercatori ciò spiegherebbe perché i registi dei film di azione tendano a scegliere in media attori sui 35 anni per impersonare il ruolo dell'eroe nei loro film.

Vedi: Come lo Status Attrae le Donne


Anche nel mondo della moda si osserva una preferenza per uomini di età maggiore rispetto alle colleghe: gli uomini vengono in genere scoperti più tardi e a 35-38 anni sono ancora in piena attività, mentre le donne iniziano da adolescenti e mediamente si ritirano a 28 anni.

Uno studio effettuato da Windhaget et al. 2019 , del resto, dimostra chiaramente che le donne sviluppano segni di invecchiamento sul viso a una velocità doppia rispetto agli uomini.
Naturalmente poi anche la genetica e lo stile di vita (sole, alcol, fumo ecc.) hanno un impatto notevole e possono ritardare o accelerare il decadimento.

Lasciando un attimo da parte i discorsi scientifici, mi ha divertito un'analisi su Reddit basata sull'età delle fidanzate di Leonardo Dicaprio, che ha portato alla luce un fatto curioso: l'attore non è mai stato fidanzato con una ragazza sopra i 25 anni, neppure oggi che lui di anni ne ha 45. Tutte le sue relazioni si sono concluse prima che la fidanzata in carica compisse il ventiseiesimo anno di età.  Certo non credo che il buon Leo annoti in un taccuino la data di scadenza delle sue compagne, ma il fatto che un uomo che può avere tutte le donne che vuole vada a pescare tutte le fidanzate entro la stessa fascia di età è significativo e conferma ulteriormente il mio punto di vista.


Leonardo Dicaprio fidanzate
Leonardo Dicaprio fidanzate

 

Il Muro


Gli anglofoni utilizzano l'espressione "hit the wall", cioè colpire il muro, per definire il calo di prestazioni di un atleta. La stessa metafora è presa in prestito per spiegare quella fase della vita di una donna, in genere intorno ai 30 anni, in cui essa inizia a sentire la concorrenza delle ragazze più giovani e vede ridursi il proprio potere contrattuale rispetto alla controparte maschile.
Si tratta dell'equivalente femminile della "crisi di mezza età", un periodo della vita in cui lei traccia un bilancio degli anni appena trascorsi e inizia a rendersi conto che forse è ora di smetterla di inseguire fugaci emozioni e puntare alla stabilità; oppure, se già impegnata in una relazione stabile, a chiedersi se quello che ha accanto è l'uomo migliore che poteva trovare.

So che molti dei miei lettori sono scettici riguardo all'esistenza del muro. Obiettano che una donna, anche a 50 anni, riceve sempre una quantità sproporzionata di richieste e proposte.
Questo è sicuramente vero. Anche il cadavere il parziale stato di decomposizione di una novantenne otterrebbe più match su tinder dell'uomo medio. L'errore però a mio avviso è quello di analizzare il fenomeno dal punto di vista maschile anziché da quello femminile.

A una donna, soprattutto dopo una certa età, non interessano tante proposte da un branco di uomini arrapati di basso valore che la vedono solo come una "milf", ma punta piuttosto a entrare in una relazione a lungo termine con uomini di livello estetico e status socioeconomico elevato.
I loro coetanei che possiedono tali caratteristiche però, con il trascorrere degli anni, sono sempre meno perché si sistemano con donne di pari valore, mentre i single smettono di prenderle in considerazione, preferendo ragazze di 10 anni più giovani.

Immaginate come può sentirsi una donna media, alla quale viene tolta gran parte della validazione di cui ha goduto a vent'anni. Una che è sempre stata trattata come una dea, all'improvviso si accorge che i ragazzi giovani la chiamano "signora" e per i suoi coetanei non è più tanto appetibile; neppure per i suoi pariestetici, che fino a qualche anno prima era lei a non considerare di striscio. Ciò è drammatico, soprattutto se si considera che magari negli anni lei si sente anche una persona più saggia e realizzata, una che ha viaggiato, che ha fatto carriera, che ha un notevole bagaglio di esperienze e che per questo si ritiene in diritto di alzare le proprie aspettative sugli uomini, non certo di ridurle.


Insomma, è vero che le possibilità per una donna over 30 sono sempre elevate, ma sta di fatto che ad un certo punto diminuiscono drasticamente e il valore dell'uomo disposto ad impegnarsi in una relazione a lungo termine con loro a 35 anni sarà molto probabilmente più basso di quello che avrebbero potuto trovare a 20.
Non a caso i giornali sono pieni di donne "post wall" che manifestano insofferenza per la loro situazione sentimentale e iniziano a pentirsi delle scelte fatte in passato. [1] [2]
Centinaia di donne inglesi single tra i 30 e i 40 anni ogni anno ormai arrivano addirittura a congelare i propri ovuli per non precludersi la possibilità di avere figli in futuro. [3]

Inevitabilmente cresce anche il rancore. Sia verso gli uomini con cui sono state, che le hanno solamente usate per il sesso, sia verso le loro rivali e gli uomini che le preferiscono a loro.

E' in questa fase che le donne cercano di dissuadere gli uomini dall'andare con le più giovani facendo leva sul senso di vergogna ("sei un immaturo"), sulle convenzioni sociali del dover frequentare coetanee ("potrebbe essere tua figlia"), sul fatto che gli uomini si sentono insicuri vicino ad una donna di successo più affermata di loro ecc.
Anche il mito che andare con le minorenni sia una cosa illegale e da depravati, quando in Italia l'età del consenso è di 14 anni, a mio parere ha origine da questa conflittualità tra donne di diverse fasce di età ed è piuttosto ridicolo soprattutto se si considera che certe sedicenni hanno già avuto più rapporti sessuali di molti uomini trentenni.

A peggiorare le cose c'è anche il fatto che negli anni il desiderio maschile diminuisce, mentre quello della donna che si avvicina ai 40 anni aumenta, quasi come se la Natura volesse comunicare alla donna che manca poco alla fine delle possibilità di concepimento e che deve sbrigarsi. Qui sotto un grafico che mostra le curve del desiderio sessuale maschile e femminile con passare dell'età.




Il desiderio sessuale all'interno del mercato altro non è che la domanda e se la domanda per il bene che la donna offre diminuisce, capite bene che diminuisce anche il potere contrattuale che lei aveva in precedenza.

Uomo di 40 anni con ragazza di 20 (e viceversa)


Negli ultimi anni stiamo assistendo a un fenomeno che in passato non esisteva (o perlomeno non era mainstream), e cioè quello delle "milf" o "cougar". Donne over 40 sessualmente molto disinibite e disponibili che vanno a caccia di ragazzi più giovani. La moda è stata sdoganata da Sex and the City e ha fatto nascere questa convinzione che le donne quarantenni siano al top della loro attrattività.

Personalmente credo che tutta questa pubblicità alle "milf" sia dovuta quasi esclusivamente a ragioni economiche. Le donne indirizzano circa l'80% dei consumi, di conseguenza la nostra società consumistica ha tutto l'interesse a farle spendere il più possibile, ma anche il più a lungo possibile.
Alzare la loro autostima, fare in modo che si sentano attraenti è funzionale all'obiettivo di vendere prodotti e servizi.

sex and the city
Sex and the City


La cosa però, come abbiamo visto, corrisponde molto poco alla realtà: è la ragazza ventenne quella che ha il potere sessuale maggiore e che può imporre maggiormente le proprie condizioni agli uomini. Se i ragazzi giovani vanno con le quarantenni non è tanto perché esse sono più attraenti, quanto piuttosto perché la libido di un ragazzo ventenne è così elevata da renderlo poco selettivo e far sì che si accontenti anche di donne non giovani. Difficilmente però un ragazzo di 20 o 25 anni vedrà mai una donna che ha il doppio della sua età come possibile partner in una relazione a lungo termine.


La coppia composta da uomo di 40 anni con ragazza di 20, al contrario, storicamente è molto più frequente e vista con più naturalezza. Ciò non sorprende se si considera che nella società tradizionale le ragazze si sposavano giovani e davano molta più importanza alla sicurezza e stabilità economica dell'uomo, condizioni che però egli verosimilmente riusciva a raggiungere solo dopo una certa età.

Humphrey Bogart e Lauren Bacall
Humphrey Bogart e Lauren Bacall

Molte coppie cinematografiche famose dell'età d'oro di Hollywood sono composte da uomini maturi e ragazze giovani, e non c'è dubbio che fossero bellissime coppie. Ve ne cito alcune tratte dai film più belli e famosi di quei tempi; tra parentesi l'età dell'attore/attrice alla data di uscita del film. Una curiosità:  Bogart e la Bacall si conobbero proprio sul set del film e furono amanti anche nella vita reale.

  • Humphrey Bogart (43) - Ingrid Bergman (27) in "Casablanca"
  • Humphrey Bogart (44) - Lauren Bacall (19) in "Acque del Sud"
  • Clark Gable (38) - Vivien Leight (25) in "Via col Vento"
  • Gregory Peck (37) - Audrey Hepburn (24) in "Vacanze romane"
  • Cary Grant (55) - Eve marie saint (35) in "Intrigo internazionale"
  • Cary Grant (42) - Ingrid Bergman (29) in "Notorius - l'amante perduta"
  • Cary Grant (51) - Grace Kelly (26) in "Caccia al ladro"

Non tutti però abbiamo il fascino di un Cary Grant o, per essere più moderni, di un Johnny Depp, il quale faceva impazzire le mie compagne di liceo benché già all'epoca avesse superato i 40 anni. Le ventenni carine prendono le distanze dai classici quarantenni sovrappeso e mezzi pelati. Quello che voglio dire però è che la donna, nella scelta di un partner, è molto più flessibile e l'età in un uomo diventa un limite solamente se non è adeguatamente supportata da un aspetto o da uno status socioeconomico sopra la media.

Certo, ci sono alcune barriere culturali ad ostacolare le relazioni con uomini di 20 anni più vecchi, ma una ragazza le scavalca senza pensarci due volte se dall'altra parte c'è ad aspettarla un uomo di elevato valore.

In conclusione, quando una ragazza per scartarvi vi dice che siete troppo vecchi, in realtà sta solo utilizzando una scusa socialmente accettabile per non dirvi che per lei siete troppo brutti o sfigati.
Insomma, oltre al danno del rifiuto, anche la beffa.

Ditemi cosa ne pensate nei commenti e se avete avuto relazioni con donne molto più giovani o vecchie di voi e come è andata a finire.




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13/02/20

La Parola ai Lettori: la Storia di Ciubbo


 

Ciubbo il "re dei pizzettari" (una storia da anni '90 ed un nuovo modo di gioire della condizione di Incel)

Qualcuno mi conosce, altri no, quindi riepilogo in breve chi sono io.
Ho 45anni ed un forte background di cultura nerd (ditemi Asimov, Kirk, fumetti Marvel et similia ed io sono contento ).
Spesso si parla di condizione Incel ed io sono passato da tale condizione (in alcuni anni si "rompeva" solo in estate) a far parte del "famoso" 20%.
Non sarò un super-Chad ( penso di rientrare nella fascia bassa di questo 20%) ma quando si parla di Incel (in maiuscolo !!) so bene di cosa si parla.
Questo "salto quantico" mi è stato dato grazie alle chat (il discorso è molto lungo semmai sarà altro articolo).

La storia che vi narrerò è un esempio di vita vissuta, ambientata a fine anni '90 E parla di un Incel che mi sembrava negasse a se stesso tale condizione. All'epoca io ero molto bluepillato e nel pieno di una crisi depressiva forte.
Non sapevo cosa avrei avuto dalla vita, non mi andava bene nulla. E vivevo in uno stato quasi da hikikomori, mi rifugiavo nelle mie nerdate per sfuggire allo schifo circostante.
Essere ventenne, mentre tutti ballano e cantano felici e gaudenti (con senno di poi molto era apparenza) in tali condizioni non è il massimo.

Il gruppo di amici che frequentavo all'epoca (ed avrei frequentato per altri anni) non era fatto da gente triste ma da genuini sognatori (pochi casi di fauna da centro sociale oKKupato) che volevano cambiare il mondo.
In questo gruppo i maschi erano l'80% ed il restante 20% ragazze simpatiche e a loro modo genuine. Mai esagerate sul socializzare ed i fidanzamenti erano eventi rari (mai visto scopamicizie e, chissà come mai, i ragazzi più in vista erano sempre fidanzati).

Tra i ragazzi c'era questo tizio chiamato Ciubbo direi normo-carino nella media, con capelli simil-rasta ed un vistoso pizzetto (un simbolo dei '90 per me detestabile).
Come mai "Ciubbo"? beh una volta glielo chiesi e mi disse che suona bene insieme al suo solito boccale di birrozzo da un litro (forse ciubbo deriva da ciubbozzo...beh non ricordo ora ).
Gli avevo affibbiato il sorpannome "re dei pizzettari" perché lui 40enne (penso fosse il cugino di qualcuno) se ne stava tra noi 20-30enni a dispensare consigli ed era un concentrato di luoghi comuni social-forumisti del tipo:

*) Il lavoro a tempo indeterminato non c'è più, se uno se lo trova lo tiene ma fra poco c'è la rivoluzione.
*) Dopo il G8 di Genova le cose cambieranno. Io c'ero ed ho percepito la rivoluzione imminente. Questa volta non è come il movimento della pantera.
*) Le multinazionali controllano i mass-media, cosa decide la gente, ed è tutta colpa del sistema se il popolo è lobotomizzato.

Sul discorso ragazze sviava sempre ed una volta io insistevo chiedendogli come fare a conoscere ragazze (da blue-pillato che ero pensavo che lui, avendo 40anni, chissà quante esperienze avrà avuto).
Le sue risposte erano sempre sul vago."Mah, non so, chiedi alle tue amiche che ti presentino altre amiche, fai volontariato, sei giovane vai a ballare" un coacervo di luoghi comuni anche qui degni delle riviste per donne.

Una volta si parlava di donne alla italiota in stile anni '90. Della serie: tante chiacchere, tante ipotesi, tanti blablabla, e ZERO racconti reali.
Capitava che una ragazza ascoltasse e poi si allontava dicendo che facevamo discorsi da maiali (giuro, quasi mai si parlava di sesso) ed io ricordo un mio amico disse:
"Ciubbo, ma meglio le birre,che ne puoi avere quante ne vuoi...bionde,more e rosse" e lui sentenziò: "Amico mio...parole sante".

Ma ora veniamo alla sua filosofia per essere felici della propria Incellitudine, che io ho carpito durante un sabato sera che ricordo essere stato anche divertente.
Dopo partite a ping pong, giochi da tavolo, risate, musica ed altre cose "divertenti" (come la cameriera che sbaglia ordinazione) arrivano le due di notte e ci sbattono fuori dal locale.
Siamo tutti fuori in strada e a questo punto ormai si è stanchi. Si formano, così come in altre serate, tre gruppi:
  1. Chi ha la donna con una LTR solida (ricordo due coppie sposate) e casa libera quindi si finisce la serata con una bella scopata. 
  2. Altri che sono fidanzati ma non c'è una casa libera quindi finiranno con un bel limone sotto il portone ed anche un pompino fatto con amore e dolcezza. 
  3. Tutti gli altri maschi (il restante 60% tra cui io) che saluta tutti in amicizia ed andrà a casa sua in qualche modo contento (chi più e chi meno).
     
Direte voi che fin qui nulla di male, bella serata tra amici, ma poi sono le due di notte si va a dormire; che altro bisogna fare ?
Ed ecco che arriva Ciubbo ed esclama:
"Ma come si va a casa, dai sono solo le due di notte, andiamo in un altro locale a berci un'altra birra. Ma uno lavora e si fa il mazzo tutta la settimana e poi quando esce con gli amici va a letto presto solo alle due?"

Io sincero dicevo che ero stanco, avevo sonno e basta fine e stop me ne sarei tornato a casa (nel 90% dei casi a farmi una o due seghe come si deve). Cosa pensare dunque ?
Certo si torna alla depressione di sempre (col senno di poi ero da ricovero in psichiatria) ma è stata una bella serata tra amici ed ora si chiude e se non fai parte del gruppo A) o gruppo B) fine del discorso.
Ricordo che poi Ciubbo è andato con altri tre in un nuovo locale ed io ammiravo Ciubbo che resisteva ancora e sapeva vivere alla grande (come ero blu-billato! ).

Ecco la lezione di Ciubbo su come affrontare la condizione Incel ed esserne felici: fare come la rana che bolle in pentola e non si  preoccupa della temperatura che sale ma chiede anche bagno schiuma e sali, incurante che fra poco sarà bollita.

Sia mai che uno lavora tutta la settimana e poi "giustamente" dovrebbe avere delle ricompense emotive fatte di dolcezza, sesso ed affetto (beh almeno una volta ogni tanto ...non so al massimo ogni due mesi).
No, si lavora e ci si fa il mazzo e poi...ecco la serata dei "pizzettari". Certo con persone sincere, con birrozzi e partite al biliardino ma alla lunga anche chiacchere inutili su gol visti e non visti dall'arbitro, politica e nuovi partiti e partitini, blablablabla, questo è il motivo ed il significato vero della vita.
Altro che lavorare e produrre (per se stessi e gli altri) e poi avere affetto sincero con risate, abbracci, chiacchiere vere ed una bella scopata come si deve.

Da quanto ho percepito Ciubbo non ha mai provato ad uscire dall'incellitudine. Presumo non fosse vergine ma non lo ho mai visto in compagnia di una donna.
Per come la vedo io la strada di Ciubbo è completamente errata, per percorrerla devi essere triste dentro. Poi se ciubbo in realtà avesse gli ormoni spenti beh in tal caso decade quanto ho detto.

Ex-nerd-chatters-slayer

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03/02/20

Il Paradosso dell'Automiglioramento


"L'Automiglioramento è Masturbazione" Fight Club - David Fincher (1999)

Il Paradosso dell'Automiglioramento


Al giorno d'oggi una fetta numerosa di uomini è tagliata fuori dalla possibilità di avere una vita sessuale a causa delle eccessive pretese femminili. Tuttavia, se un uomo si lamenta di non essere attraente con le donne, difficilmente riceverà comprensione, figuriamoci solidarietà. In molti casi otterrà come risultato solo quello di essere colpevolizzato. "Se non trovi una ragazza è perché non ci sai fare, dovresti migliorare te stesso". Una frase che avrete sentito molte volte e ma che è uno slogan che contiene in sè innumerevoli contraddizioni.
Per cominciare, il fatto stesso che un uomo sia costretto ad un notevole sforzo aggiuntivo per ottenere meno di ciò che una donna ottiene senza muovere un dito è già di per sè una dimostrazione che sul piano sessuale è discriminato e non capisco come mai nessuno riesca mai a cogliere questo semplice passaggio logico.
Pensate se io dessi la stessa risposta a una donna che si lamenta di essere discriminata professionalmente: "Embè, lavora e impegnati di più!". Finirei con l'essere linciato, perché in pratica è come ammettere che la donna è discriminata e che va bene così, che sono solo problemi suoi. Nessuno lo farebbe perché la tendenza attuale è quella di deresponsabilizzare la donna per ogni cosa. Quando essa non arriva ai suoi obiettivi la colpa è della società maschilista, invece quando un uomo non ci riesce la colpa è sempre sua.

Non è però di empatia e di discriminazione che voglio parlare oggi. Il tema di questo articolo è invece il concetto di automiglioramento, di impegno e di duro lavoro per migliorare sè stessi e raggiungere gli obiettivi. Nello specifico parliamo di successo con le donne, ma i concetti che esporrò si possono applicare un po' a tutti i settori della vita.

Dopo aver passato anni a mettermi in discussione e a cercare di migliorare me stesso e il mio comportamento in modo da risultare attraente, sono giunto a una conclusione che secondo me è il nocciolo della questione:

Qualunque fattore ottenibile e migliorabile con il semplice impegno avrà sempre scarsa importanza per le donne.

Seguitemi nel ragionamento e sono sicuro che alla fine anche voi dovrete riconoscerne la sensatezza.
Partiamo dal presupposto che tutti desiderano essere attraenti, la volontà di trovare una donna è forse l'impulso più forte. Se non è una motivazione forte quella non so cosa possa esserlo.
Se essere attraenti fosse una scelta o una questione di impegno tutti si impegnerebbero per essere attraenti. Questo porterebbe ad un evidente paradosso, dal momento che:

Se tutti fossero attraenti, non lo sarebbe nessuno.


L'attrattività è una caratteristica relativa, per cui uno è sempre attraente in relazione a qualcun altro che invece non lo è. Pensate alla bellezza. I belli esistono perché esistono i brutti, e viceversa. Se tutti fossero belli non lo sarebbe nessuno. Un po' come se tutti fossero ricchi.
Attualmente possedere 1 milione di euro ti rende ricco, ma cosa succederebbe se tutti possedessero almeno un milione di euro? Non solo avere un simile patrimonio non ti renderebbe ricco, ma saresti appena sulla soglia di quella che verrebbe considerata la povertà.


Si possono fare innumerevoli esempi. Ad esempio le donne su tinder spesso fissano 180 cm come altezza minima e considerano bassi gli uomini alti 170 cm. Ma un secolo fa un uomo di 170 cm era considerato un uomo piuttosto alto.
Un secolo fa avere un'automobile era considerato un segnale di ricchezza, ma se al giorno d'oggi possiedi una punto vecchia, che a confronto delle vetture che venivano prodotte un secolo fa è un bolide, vieni considerato un pezzente.

L'automiglioramento non è dunque praticabile come soluzione collettiva perché se tutti diventassero migliori non lo sarebbe nessuno.
Le caratteristiche che ci rendono attraenti devono essere esclusive, difficilmente ottenibili. Meglio se innate. Che valore può avere qualcosa che possono ottenere tutti?

Bellezza, Status e Ricchezza, ovvero i tre fattori di attrazione più importanti, rispondono perfettamente a questi requisiti. I belli, i ricchi, i famosi che vediamo ogni giorno e che attraggono le donne sono pochi e sono tali per ragioni che normalmente non toccano la persona media: un talento particolare, una buona genetica, una ricca eredità, o comunque una gran dose di fortuna.

Sperare di avvicinarsi a loro semplicemente con l'impegno è un'idea piuttosto utopistica.

Ecco perché pensare che basti iscriversi in palestra, essere in forma e curati per essere belli è un'idea ridicola. La bellezza è principalmente una questione di genetica, non certo di impegno.

Uno studio condotto da Jonason et al. (2012) mostra ad esempio come, per entrambi i sessi e i tipi di relazione (a lungo o a breve termine) il viso sia nettamente più importante rispetto al fisico.
La spiegazione che gli scienziati danno a questa scoperta, che dà autorevolezza scientifica a concetti che ormai nel web sono diventati meme come "conta solo il bel faccino", ricalca un po' quanto ho appena detto: il viso è valutato maggiormente perché è indicatore più affidabile di bontà genetica, non essendo modificabile se non attraverso interventi chirurgici invasivi.

Un aspetto facilmente migliorabile (o simulabile), proprio per questa ragione, diventa dunque automaticamente secondario.


Insomma, un automiglioramento reale e in grado di portare risultati presuppone inevitabilmente non solo notevoli sacrifici, ma anche tutta una serie di fattori che sono al di fuori del nostro controllo.
Inoltre, per le ragioni viste sopra, non può essere trattato come soluzione collettiva al problema incel, perché se ipoteticamente domani tutti gli uomini meno attraenti, e quindi scartati, migliorassero al punto di ottenere un livello di attrattività nella media, le donne non inizierebbero a concedersi a loro ma molto più semplicemente alzerebbero il livello delle loro pretese, alzerebbero gli standard e la soglia di attrattività, essendo per natura ipergamiche e quindi portate a selezionare sempre e comunque gli uomini migliori in un dato contesto.

Con questo articolo non voglio ovviamente dissuadere gli utenti dall'affrontare un percorso di automigliormento ma semplicemente cercare di far capire che è tempo di smetterla di colpevolizzare gli uomini in maniera esagerata e iniziare a riconoscere che siamo davanti ad un problema sociale e che finché ci sarà la libertà sessuale ci sarà sempre e comunque una fetta di uomini impossibilitata ad avere una vita sessuale, e non per colpa loro. Se anche per ipotesi essi migliorassero, non risolveremmo il problema ma avremmo semplicemente una società di uomini migliori per donne sempre più mediocri e pretenziose.

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21/01/20

La Parola ai Lettori: il ''Vademecum Antizerbino''


 

Il Vademecum Antizerbino


Raccolgo qui, per il blog del Redpillatore, una vademecum orientativo "antizerbino" in otto punti per capire dove, come e quando si sta sbagliando nelle fasi iniziali con una donna. Non vedetele come azioni prescrittive o imposizioni, e nemmeno in senso assoluto. Interpretatele cum grano salis. Sappiate solo che sono punti derivati da oltre 20 anni di esperienza reale sul campo (e non a lussarmi il dito su Tinder). La premessa di partenza è fondamentale: la donna sceglie, l'uomo decide.
 1) Non insistete con una donna, né online né offline, soprattutto se comincia a fare la "preziosa". Nel giro di tre appuntamenti, la partita è chiara. Proseguire vi pone in una condizione di debolezza, e allontana pesantemente le vostre possibilità di successo. E se non risponde ad una vostra chiamata o messaggio, non insistete. E' anche quello un messaggio (non scritto) che vi sta arrivando da parte di lei.

2) Una donna che già al primo appuntamento (o anche al secondo...) comincia a guardare il suo smartphone, e magari anche mentre parla con voi, è da bocciare. Può essere accettabile che una si scusi e vi chieda di rispondere ad un messaggio urgente o ad una chiamata (ma che sia breve). Se nemmeno si scusa, fatele presente che siete usciti per passare del tempo di qualità, non per vedere il suo viso illuminato dallo schermo dello smartphone. Sappiate che ingoiare il rospo non vi assicurerà il risultato finale, ma di sicuro vi farà perdere il suo rispetto.

3) Una donna può accennarvi qualcosa sui suoi ex, ma se comincia a parlarne troppo, è un pessimo segnale. Lasciate perdere tutte le fesserie sulla gelosia indotta etc... è cattiva educazione e/o ostentazione di probabili insicurezze, oltre al fatto che potrebbe usarvi come sfogatoio emotivo. A quel punto, glielo si fa notare, spiegando che non è elegante parlare di propri ex con una persona con la quale si esce non certo in amicizia (e lì, a quel punto, dalla sua faccia capirete molte cose)

4) L'uso dei social racconta molto di voi. Più di quanto voi stessi vorreste. E viceversa. Ma se alle donne vengono perdonate tante frivolezze, per gli uomini cambia la situazione. Ergo, il consiglio è: massimo un post al giorno su Facebook / Instagram. Commenti ridotti all'osso, così come i "like". Utilizzo sobrio del linguaggio. Complimenti quasi del tutto assenti: non vi svalutate, e non gonfiate l'ego di chi vuole solo quello. A maggior ragione se una donna mostra solo lato B e décolleté. 

5) Messaggistica: si risponde non in presa diretta, a meno che non si tratti di qualcosa di urgente e, soprattutto, in fase conoscitiva non si sta per ore a chattare. Se una donna vuole parlarvi, vi incontrate e basta. Altrimenti state riempiendo i suoi tempi morti, e valete come riempitivo. Corollario a questo fatto: su tutte le piattaforme va settata la privacy al massimo. Ergo niente spunte blu su Whatsapp e via dicendo. Rispondere è educazione e piacere, non un obbligo assoluto. Tra l'altro, farete capire che la vostra vita ha una serie di impegni e priorità che non vengono messe in discussione da una appena conosciuta (segnale forte per far capire di non avere a che fare con uno zerbino o mdf).

6) La tecnica della pastura usatela quando andate a pesca. A maggior ragione sui social. I "buongiorno principessa" e "buonanotte bella" riservateli, al massimo, per una con la quale siete già almeno stati a letto. Con le donne, non funziona la pastura intensiva, checché ne dica il cugggino del procugggino. Al massimo le gonfiate l'ego e aumentate la loro autostima. E' un gioco in cui il pasturatore è in perdita, perché quando arriva il pescatore con l'amo e l'esca giusta, è lui che si prende la trota che avete nutrito (di attenzioni) fino al giorno prima.

7) Al lavoro (e nelle dinamiche collegate) o all'università non fatevi condizionare dalla bellezza di una donna. Lei userà quell'ascendente per ottenere favori da voi, e da parte sua non farà nulla per voi. Se il vostro retropensiero è quello di fare colpo, avete sbagliato. Se una donna è interessata a voi, ve lo fa capire chiaramente (e a quel punto si sposta tutto il gioco fuori dal contesto lavorativo/universitario, in campo neutro). Meglio passare per scontrosi e anche misogini (accusa evergreen) piuttosto che fare lo zerbino e il beta ally (figura molto presente nei posti di lavoro).



8) Non fate regali e non prestate soldi (prestare i soldi, non andrebbe fatto nemmeno dopo...). Al massimo, potete fare qualcosa di altamente simbolico (nel senso di elegante, se la lei di turno è ricettiva), tipo una scatola di cioccolatini o qualcosa di quel tenore al primo/secondo appuntamento, ma nulla di più. I regali già vi mettono in una posizione da zerbini, da compratori. E se è anche vero che siamo dalla parte della "domanda" per ragioni prima biologiche e poi culturali, ciò non significa che dobbiamo partecipare ad un'asta. Anche perché, da questo punto di vista, ci sarà sempre uno zerbino che potrà fare un regalo più sostanzioso...



-Stenka Razin- 
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