21/07/19

E' Tempo di Istituire la Tassa sulla Vagina (IRVAG)



Ormai è giunto il momento di dirlo esplicitamente, senza tanti giri di parole: la vagina va tassata.
Mi pare giusto così, dal momento che il pertugio femmineo si può considerare a tutti gli effetti un capitale idoneo a produrre ricchezza, nonché contemporaneamente un bene mobile di lusso, visto che spesso consente una vita facile e sfarzosa a chi la porta.
E quindi è giusto che venga tassato.

Abbiamo detto e ridetto fino alla nausea che la liberazione sessuale ha portato grossi danni alla nostra società e ha creato una situazione pesantemente sfavorevole per una grossa fetta di uomini, contemporaneamente dando un grosso vantaggio alle donne che, con la scusa del "la vagina è mia e ne faccio quello che voglio" ,hanno oggigiorno il potere di controllare il mercato di una delle risorse più importanti, ovvero il sesso.

Vedi: la Donna e il Sesso come Strumento di Ricatto

Grazie alla loro vagina le donne possono non solo ottenere gentilezze e trattamenti di favore, ma possono ottenere molteplici vantaggi economici e arricchirsi.
Cullandosi sugli allori, per giustificare i propri privilegi non fanno altro che ripetere che "il sesso non è un diritto". Ok, ma se il sesso non è un diritto bisogna prendere atto che è un privilegio, è un lusso.
E quindi paghino per questo lusso di cui dispongono.
Così come paga chi ha un'auto costosa, uno yacht o degli immobili.

Visto che lo stupro è reato e di tornare in cucina come facevano le nostre nonne non ne hanno voglia, visto che ormai è evidente che la vogliono dare sempre agli stessi, come e quando vogliono, visto che continuano a parlare della loro vita sessuale in termini di utilizzo di un bene e non come comportamento responsabile all'interno di una società, rimane solo una cosa da fare, e cioè riconoscere il valore economico del loro bene-organo riproduttivo e tassarlo.

E' tempo di istituire l' IRVAG - imposta regionale vaginale.

Una tassa sulla vagina che servirà per pagare le prostitute agli uomini che non sono abbastanza attraenti per avere sesso gratis.
Eh sì, perché si fa presto a dire che per risolvere il problema incel bisogna riaprire le case chiuse, ma poi le prostitute chi le paga? L'uomo medio ha comunque fondi limitati e non riuscirebbe mai ad avere la stessa vita sessuale di una donna senza dissanguarsi economicamente. Quindi è giusto che le prostitute siano le stesse donne che lo respingono a pagargliele.


L'IRVAG non diventerà l'ennesimo strumento del fisco per tartassare i suoi cittadini, ma sarà solamente un piccolo, misero contributo che sicuramente le femministe saranno felici di dare in nome della parità che tanto si battono per perseguire. E che del resto farà arricchire pure le donne, o almeno quelle che decidono di darla per denaro.

Naturalmente ci saranno da stabilire alcuni criteri per quantificare l'importo dovuto, che sarà calibrato sulla base del valore sessuale.

Ci saranno ovviamente diversi scaglioni fiscali, o meglio ficali, perché per quanto qualunque donna faccia una vita da sogno rispetto al suo corrispettivo maschile, non è sicuramente giusto che una giovane e bella paghi come una vecchia cicciona obbrobriosa.
Verrà istituita una commissione estetica, incaricata di valutare le future contribuenti (questo darà occasione anche anche di creare nuovi posti di lavoro).
Il voto delle esaminate non verrà dato direttamente dai giudici ma verrà calcolato indirettamente sulla base delle singole preferenze che essi mostreranno nei confronti di una piuttosto che dell'altra donna.

Si fissa l'imposta base, quella per la ragazza nella media, a 1000 euro annui.

Le tipe da 5.5 pagano mille euro l'anno, ogni mezzo punto in più si pagano 500 euro in più. Ogni mezzo punto in meno si pagano 100 euro in meno.
Il primo scaglione fiscale va dai 15 ai 24 anni, in seguito si paga il 2% in meno ogni anno.
Le donne impegnate con pariestetici o inferiori godranno di benefici fiscali, ma naturalmente fingere di essere impegnati in una relazione mentre si è single verrà considerata a tutti gli effetti truffa i danni dello Stato.


Alcuni esempi:

Concettina è la classica napoletana piccola e scuretta. Ha 29 anni, è single ed è alta 160 cm per 60 kg (sovrappeso moderato). E' una 5. Fa quindi una vita paradisiaca.

1000 euro. Si tolgono 100 euro per il mezzo punto e si riduce del 10% la somma (5 anni dopo i 24).
Concettina pagherà 810 euro annui di IRVAG. Una cifra francamente risibile che non copre neppure il costo di tutti i vari cocktail che riesce a scroccare il week end nei locali ma che potrà fornire circa una dozzina di prestazioni sessuali ad un uomo discriminato.

Pawlina è una fotomodella polacca di 19 anni, un bendiddio di ragazza 180 cm per 55 kg con occhi azzurri e capelli biondi. Voto 9. Single pure lei.

Pawlina paga 1000+3500 = 4500 euro annui di IRVAG, perché non può beneficiare dello sgravio età e fidanzamento.

Può sembrare ingiusto che ci sia una così poca differenza di tassazione tra il barilotto dell'esempio precedente e la dea baltoslava, ma bisogna anche considerare che le ragazze belle comunque portano ricchezza al Paese e piacevolezza estetica ai cittadini, e non vanno a compromettere il decoro urbano come quelle brutte, quindi è giusto che nel tassarle si tenga conto anche dei vantaggi che danno alla società e non solo dei loro privilegi individuali.

In Conclusione:


Come diceva il buon Gaudente, ogni donna nasce con un tesoro in mezzo alle gambe e ogni uomo con un mutuo. Compito di un Paese civile è redistribuire le ricchezze ed è quindi necessario fare in modo che ogni cittadino maschio possa soddisfare i propri bisogni primari così come possono farlo le donne.
Attraverso il prelievo fiscale lo Stato potrà disporre di fondi per finanziare le prostitute e renderle accessibili, o perlomeno economiche, per quegli uomini che non sono abbastanza ricchi e attraenti.
Tutto ciò senza andare ad intaccare la tanto preziosa "libertà sessuale" delle signorine italiane. Semplice, equo, efficace.

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20/07/19

''Sono Bello ma non Piaccio alle Ragazze'' I 3 motivi

 
sono bello ma non piaccio alle ragazze
sono bello ma non piaccio alle ragazze

 

 "Sono bello ma non rimorchio"


I lettori del blog mi mandano spesso mail contenenti le loro foto e una richiesta di essere valutati esteticamente.
Nella maggior parte dei casi si tratta di ragazzi normali che però riscontrano ugualmente molti problemi con le ragazze a causa dell'eccessiva pretenziosità femminile. A causa di ciò si convincono di essere più brutti di quanto non siano in realtà e rimangono sempre un po' sorpresi dalla mia valutazione.

C'è però anche una minoranza di ragazzi che mi manda mail del tipo "Sono bello ma non trovo una ragazza" "Sono Bello ma non Scopo" e via di seguito

Chi conosce il blog sa che reputo la bellezza uno dei fattori di attrazione primari insieme allo status e al denaro (o meglio lo stile di vita).
Più sei bello e più è alto il tuo valore di mercato, e più è alto il tuo valore di mercato meno problemi dovresti avere a trovare ragazze.
Eppure è innegabile che fra quelli che si lamentano di non risultare attraenti per le ragazze ci sono anche individui che non hanno problemi estetici.
Quale è quindi la spiegazione? Vediamo di vederla in questo articolo.

A mio parere le cause di queste situazioni sono principalmente 3:

#1 Non Sei Veramente Bello

 Ipotesi più banale e obiezione più scontata. Non tutti hanno senso estetico e sono in grado di giudicare obiettivamente gli altri e loro stessi.
Così come c'è chi si crede brutto senza esserlo c'è anche chi si crede bello senza esserlo.
O perlomeno si crede molto più bello di quanto non sia in realtà. Magari è solo un ragazzo carino ed è convinto di essere un fotomodello, o peggio è un ragazzo esteticamente normale che è convinto di essere carino.
E' chiaro che se uno è esteticamente normale e ambisce a ragazze carine non c'è da stupirsi se non le trova, perché per rimorchiare è abbastanza irrilevante il giudizio che diamo a noi stessi. Ciò che conta veramente è come ci vedono le donne.

 A proposito di questo punto vi rimando all'articolo su Come Capire se sei Bello o Brutto.

Talvolta poi uno può essere bello e scegliere ragazze che esteticamente sarebbero pure alla sua portata, venendo però respinto perché è carente negli altri fattori e non è abbastanza bello per compensare.
Magari è bello ma è un reietto e ha una vita sociale pari a zero, magari è socialmente inetto, e quindi il suo livello di bellezza non è ugualmente sufficiente ad ottenere il risultato.
Tanto più sei bello quanto più puoi permetterti errori comportamentali, ma se sei appena carino e non ci sai neppure fare e non sai stare in società è normale che tu abbia difficoltà con le donne.

Tenete a mente che in genere la vita seduttiva facile si ha con quelle ragazze che sono almeno 1.5 punti meno di noi.
Quindi se uno è un 6.5 può ambire con relativa facilità alle 5, ma già dalle 6 inizierà a prendere non pochi pali.


#2 Lei è Attratta ma non Basta


Molti mi obiettano che spesso le ragazze scartano gli uomini per fattori diversi da bellezza e status socioeconomico e questo a parer loro sarebbe un motivo sufficiente per negare la teoria LMS.
Ma non è così. La teoria LMS spiega cosa attrae le donne, il punto è che non basta che una ragazza sia attratta perché te la dia.
Ci possono essere molti fattori molto pratici che impediscono il concretizzarsi di una trombata anche di fronte ad una palese attrazione da parte di una ragazza.
Ci possono essere fattori culturali (differenze religiose o etniche), logistici (troppa distanza, stili di vita incompatibili) o anche personali (la ragazza sta affrontando un periodo difficile/ delicato e non è pronta ad allacciare nuovi rapporti).
Insomma uno può essere bello e risultare attraente ma non rimorchiare lo stesso per una serie di fattori.
Certo questo spiega più i casi singoli che i trend generali, mentre se uno veramente non rimorchia mai è più probabile che il problema rientri nel punto precedente e che magari si stia solo sopravvalutando.

#3 Sei Addirittura troppo Bello

 Molti anni fa mi ha colpito una notizia riguardante Leonardo Dicaprio. L'attore era andato in un night club e ci aveva provato con una ballerina ottenendo un sonoro rifiuto.
Qui parliamo di LMS davvero stratosferici che sono in grado anche di superare i limiti descritti ai due punti precedenti. Eppure anche le star hollywoodiane prendono i loro pali da ragazze normalissime, e io sono più che sicuro che ciò accade pure abbastanza di frequente.

Perché le donne spesso scartano uomini con un valore di mercato superiore al loro? La risposta, detta in brevi termini, è che un uomo con valore elevato potrà pure ripiegare per una scopata, ma non si impegnerà mai veramente con una donna di valore nettamente inferiore al suo.
Pensate forse che Dicaprio si sarebbe fidanzato con la spogliarellista? No. Ovviamente lo avrebbe utilizzata come recipiente e poi sfanculata.
Intendiamoci, a molte donne va più che bene di essere solamente usate da uomini con LMS top, ma non a tutte.

Vedi: Ecco perché le Donne Brutte hanno mediamente più Uomini delle Belle


Ricordate che il valore di mercato di un uomo si misura in base a quante donne belle riesce a sdraiare, mentre il valore di una donna si misura in base a quanti uomini di valore elevato sono disposti ad impegnarsi per lei. Se un uomo è bello ma la ragazza si accorge che vuole solo trombare, è probabile che perda interesse, perché spesso una trombata porta a conseguenze sociali che possono essere più dannose del vantaggio della trombata stessa.
Inoltre bisogna considerare che essere desiderati da un uomo con alto LMS è comunque una forma di gratificazione, probabilmente superiore al sesso stesso.
Pensate a quella spogliarellista, sarebbe potuta essere una dei tanti giocattolini dell'attore, e invece ora starà andando ancora in giro  a dire "Una volta ci ha provato con me pure Dicaprio e l'ho respinto". L'ego è stato appagato senza diminuire il proprio valore di mercato concedendosi.

In Conclusione:


Se fate parte di quegli uomini che "Sono Bello ma non Rimorchio" probabilmente vi state sopravvalutando e/o state puntando a ragazze che sono comunque fuori dalla vostra portata in base al vostro valore. In casi più eccezionali può essere che invece siano le ragazze a ritenervi fuori dalla loro portata.

Questi sono a mio avviso i motivi principali del problema analizzato, ma sicuramente non sono gli unici e alcuni sono così soggettivi e riguardano aspetti così intimi della personalità che spesso non è neppure possibile comprenderli.
Questo perché, anche se gli esseri umani presentano caratteristiche e desideri simili, rimangono comunque soggetti a sè stanti, ognuno con le proprie sfumature psicologiche.

Spero che questo articolo possa aver fatto un po' di chiarezza sulla questione, se avete altre idee sentitevi pure liberi di postarle nei commenti!
Alla prossima.




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19/07/19

Le Femministe Rinuncino allo Smartphone



Se c'è una cosa che ho imparato diffondendo la redpill è che moltissime donne sono totalmente incapaci di concepire se stesse come membri di una società, come parte di una collettività.
L'individualismo che traspare interagendo con loro è qualcosa di sconcertante.

Il tema che fa emergere in maniera maggiore l'aspetto antisociale della psiche femminile è sicuramente quello della libertà sessuale.
In giro si leggono continuamente donne che non fanno altro che affermare che la vagina è loro e ne fanno ciò che vogliono. Non è chiaro il perché della necessità di ribadirlo continuamente, triturando le palle a destra e a manca, visto che nel nostro sistema legislativo è reato costringere qualcuno ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà.
Sarebbe come se io andassi di continuo a dire che la mia auto è mia e nessuno la può prendere senza il mio consenso. Ok, posso pure dirlo, posso pure rompere i coglioni a tutti su facebook con messaggi da duro pieni di orgoglio mentre difendo la mia preziosa quattroruote ma non ne vedo proprio il senso visto che lo sanno pure i sassi che il furto è un reato.

Se però è vero che ognuno dispone liberamente del proprio corpo è però altrettanto vero che i comportamenti del singolo non sono una questione esclusivamente individuale, ma hanno anche degli effetti più o meno gravi sulla società.

Nello specifico abbiamo visto che la libertà sessuale degli ultimi 50 anni ha avuto ripercussioni non di poco conto sia sull'economia che sulla felicità dei singoli.
Questo perché, scusate se mi ripeto, uomini e donne hanno criteri di selezione sessuali differenti. Le donne sono biologicamente programmate per essere più selettive degli uomini, che invece puntano ad accoppiarsi con un maggior numero di donne per avere più probabilità di inseminare.

Vedi: Ipergamia e Poligamia

La libertà sessuale e il libertinismo non sono certo le situazioni più favorevoli al progresso sociale. Non a caso si tratta di fenomeni che prendono piede solamente in società che già possiedono un benessere diffuso.
Il motivo è banale: se le donne sono più selettive degli uomini, molti uomini rimangono tagliati fuori dalla selezione e questo sicuramente non pone le basi per renderli motivati e produttivi.

E' inutile negarlo: tutte le conquiste tecnologiche degli ultimi secoli sono state fatte da uomini.
Uomini che sono stati motivati a lavorare dalla possibilità di trovarsi una moglie, di avere una vita sessuale e dell'affetto famigliare.

 
Una società libertina poi vede crollare drasticamente il proprio tasso di natalità e di conseguenza vede morire a poco a poco la propria popolazione.

Ecco che abbiamo già evidenziato due conseguenze della "libertà di scelta" sessuale. Essere liberi non significa per forza essere irresponsabili.

Eppure questo concetto sembra proprio non riuscire ad entrare nella testa femminile, abbiamo provato a spiegarlo in molti modi ma niente. Anzi se provi a spiegarlo vengono pure ad insultarti e ad aggredirti sul piano personale.

Di fronte ai continui rifiuti di accettare questa realtà oggi ho anche postato come esempio un'esperienza reale e concreta, nella speranza che si accendesse un lumicino nella testa delle varie femministoidi libertine:

Giuseppino è un uomo di circa 50 anni che vent'anni fa ha ereditato l'azienda di famiglia e un cospicuo patrimonio.
Non essendo attraente alle donne, le quali sono appunto libere di scartarlo, andava con le prostitute, ma le prostitute costano care e così Giuseppino prende una decisione intelligente: liquida l'azienda e decide di smettere di lavorare e di ritirarsi in un Paese del terzo mondo dove la vita è meno cara (incluse le pro) e dove, grazie alle rendite del patrimonio, può permettersi di non lavorare e di spassarsela (alla faccia delle buzzicone che lo respingevano).
Ora Giuseppino è felice, ma la società italiana ha perso un membro produttivo e che dava lavoro, oltre che un patrimonio che non potrà più essere tassato e non verrà più speso per far girare l'economia.
La libertà sessuale e la conseguente esclusione di Giuseppino, nel caso specifico,  hanno portato un vantaggio alle singole, ma ad un impoverimento del Paese.
Giuseppino è discriminato --> se ne va --> danno economico. Causa- effetto. Mi seguite?
Ora immaginate se sempre più italiani facessero come Giuseppino o comunque decidessero di non dare più nulla alla società, nel giro di qualche decennio l'economia collasserebbe e le varie paladine della "libbertàh" si troverebbero ironicamente costrette a battere per 20 euro. Chissà se forse allora inizierebbero a capire che i loro comportamenti individuali hanno delle ripercussioni anche sugli altri, e che lasciare infelice una parte di popolazione (quella più produttiva) solo per avere il diritto di comportarsi come animali, non è una scelta intelligente.


 
Il risultato? Pensate forse che sia venuta qualcuna a dire: "oh, cavolo, grazie a questo esempio mi è tutto più chiaro. Effettivamente non si può negare che ci siano delle correlazioni."? No, ovviamente le femministe, messe finalmente di fronte ad un fatto reale e concreto e quindi trovandosi nell'impossibilità di rispondere con la solita "fuffa" senza senso, hanno segnalato il post, che è stato cancellato.

Non si può però cancellare la realtà e la realtà è che se le donne oggi possono guidare l'auto, vivere in case confortevoli ed utilizzare elettrodomestici e smartphone è solo grazie al fatto che i nostri antenati avevano capito che la massima produttività sociale si ottiene con un'impostazione della famiglia di tipo tradizionale in cui, in una sorta di patto sociale, ognuno sacrifica una parte della propria libertà per il bene collettivo.

Cosa sta accadendo oggi? Il Patto Sociale è stato rotto, ma è stato rotto solo unilateralmente, perché agli uomini sono richiesti gli stessi doveri del passato.

Le donne invece non hanno alcun dovere, si sentono totalmente deresponsabilizzate, rivendicano libertà su libertà ignorando (o peggio fregandosene) che il prezzo della loro libertà lo pagano altri.

E' comodo costruire la propria libertà sulle spalle di altri. A loro il libertinismo, a gran parte degli uomini solo lavoro e sbattimento. Ma rimane sempre il fatto che ci troviamo di fronte ad un problema di coerenza. Perché se è giusto che le donne siano sessualmente libere, allora per coerenza non possono più pretendere ciò che pretendevano in passato. E' giusto anche che gli uomini abbiano la libertà di disporre dei frutti del loro lavoro e che una parte della ricchezza che producono e che viene sottratta attraverso le tasse, possa essere utilizzata per migliorare le propria condizione.

Tu donna rivendichi la tua libertà di darla a chi vuoi.
Io uomo rivendico il mio diritto di tenere per me una parte di ciò che produco, che al momento invece sta andando anche a beneficio di quelle donne che se ne fregano totalmente di tagliarmi fuori dai loro standard. Questa è a mio avviso la vera uguaglianza, non quella fittizia promossa dal femminismo.
Pari opportunità? Perfetto, pari opportunità anche in ambito sessuale. Agli uomini tagliati fuori dall'ipergamia lo Stato fornisca le prostitute e una vita sessuale che le donne invece sono in grado di ottenere gratuitamente.

Alle femministe non sta bene? Allora rinuncino allo Smartphone e ai vantaggi del lavoro maschile e se ne vadano a vivere nelle caverne. Severo ma giusto.

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02/07/19

3 Cose Importanti sull'Alcol da Tenere a Mente



  

3 Cose Importanti sull'Alcol da Tenere a Mente


Buongiorno a tutti, redpillati!

Sono Gabriele, l’autore dell’articolo sul testosterone, pubblicato sul blog qualche mese fa. Nell’ultima parte avevo accennato alla scrittura di un altro articolo sui potenziali effetti dannosi dell’alcol, quindi eccomi qui. Chiaramente, non voglio scrivere un articolo di stampo moralistico o di stampo medico, alla fine tutti più o meno sappiamo perché non dovremmo bere alcol, o quantomeno non berne troppo. Mi sono posto l’obiettivo di descrivere come il consumo di alcol influenza la nostra dieta o il nostro eventuale dimagrimento, descrivendo tre fattori che vengono molto spesso sottovalutati, se non anche ignorati perché proprio sconosciuti. Per farla breve: consiglio di non bere alcolici mentre si sta cercando di dimagrire? Sì, eccome. Consiglio anche di smettere di berli totalmente? Nah, non serve. Vediamo di approfondire.


1 - L’alcol è calorico, anche se non c’è scritto!


Questa è la cosa più banale, ma allo stesso tempo, anche la più sottovalutata: l’alcol è un alimento calorico. Contiene circa 7 kcal al grammo, mentre ad esempio i carboidrati e proteine sono meno calorici (circa 4 kcal/g) e i grassi invece sono più calorici (circa 9 kcal/g). Assumere alcol quindi significa assumere calorie e, per fare un confronto veloce, l’alcol è più calorico di una stessa quantità di Nutella, che contiene circa 5,5 kcal/g.

Ovviamente nessuno assume alcol puro, a meno che non abbia gusti discutibili, quindi la domanda diventa: bevendo un bicchiere di birra, o un bicchiere di vino, quante calorie assumo? Per questo c’è un’unità di misura specifica chiamata Unità Alcolica o UA, che corrisponde all’incirca a 12 g di alcol, contenuti in una lattina di birra da 0.33, in 125 ml (mezzo quartino) di vino, o in uno shot di superalcolico. Facendo un rapido calcolo 12 * 7 = 84 kcal ogni lattina di birra, non contando i carboidrati, o ogni bicchiere di vino. Non è poi molto, ma da tenere in considerazione, soprattutto quando la quantità ingerita è molto superiore.






Quello che non mi spiego, invece, è perché non descrivano la composizione dell’apporto calorico sulle etichette degli alcolici. Su ogni etichetta alimentare devono essere scritti i contenuti su 100 g di carboidrati, proteine e grassi, ma non dell’alcol. Ho di fronte a me una bottiglietta da 0,33 di Beck’s, sulla cui etichetta è indicato il totale delle calorie di 330 ml di birra (125 kcal), è indicato il contenuto totale di zuccheri (7,3 g), ma non il contenuto di alcol. Mistero. Sulle bottiglie di vino invece penso non ci sia nemmeno scritto il contenuto calorico totale.


2 - Molte calorie, che però non saziano.


Spesso si usa il termine “calorie inutili” per indicare calorie assunte tramite alcolici o alimenti poco nutrienti. Per quanto non sia tecnicamente esatto (ogni caloria in sé viene utilizzata dal corpo o immagazzinata, indipendentemente da dove proviene), il concetto di base ha senso perché influenza la nostra dieta.

Il nostro organismo, giorno dopo giorno, ha bisogno di varie tipologie di nutrienti, in particolare di energia - l’equivalente delle calorie - necessaria per il movimento muscolare e per il metabolismo, e dei cosiddetti macronutrienti, ovvero carboidrati, proteine e grassi. Mettiamo che il vostro organismo senta il bisogno di 100 g (=400 kcal) di carboidrati per ripristinare le riserve di carboidrati nel fegato e per un po’ di energia. Vi segnalerà questo bisogno facendovi venire fame e voglia di mangiare cose dolci, solo che anziché mangiare, assumete 57 g di alcol, ovvero le 400 kcal. L’organismo sentirà che le calorie sono state ingerite, ma non i carboidrati di cui comunque ha bisogno: quindi la fame non se ne andrà, mangerete comunque i 100 g di carboidrati richiesti, col risultato però di aver ingerito 400 kcal oltre il fabbisogno, che o verranno smaltite con attività fisica, o andranno a depositarsi come grasso attorno alla pancia. Ogni alimento che mangiamo ci dà sia energia sia nutrienti, e quindi ci soddisfa e ci placa la fame. L’alcol no. Quindi è praticamente garantito che assumere alcolici porterà a un eccesso calorico.

3 - Fa ingrassare, a prescindere


L’ultimo punto è il più ostico, se non si ha molta dimestichezza con le vie metaboliche e il modo con cui il nostro corpo gestisce l’equilibrio tra ciò che ingeriamo e ciò che dobbiamo smaltire, considerando anche il fabbisogno energetico. Cercherò di farla semplice.
Il nostro corpo è in costante stato di rimaneggiamento di tutto ciò che ci compone. Ad esempio, anche se abbiamo mangiato un pasto con molti grassi, comunque viene utilizzata come carburante una parte dei grassi che abbiamo immagazzinato in precedenza, e una parte dei “nuovi grassi” verrà immagazzinata. In sostanza, la quantità di grasso corporeo rimane uguale, ma c’è stato un ricambio nei suoi componenti. Per essere precisi, questo meccanismo di “scioglimento dei grassi” si chiama lipolisi, che dal greco significa senza molte sorprese “scioglimento dei grassi”.

Cosa c’entra questo con l’alcol? L’alcol è a tutti gli effetti una molecola tossica, quindi non appena il corpo sente che ne è stato ingerito, cerca in tutti i modi di liberarsene il prima possibile, senza però - furbescamente - rinunciare alla grande energia che l’alcol dà. Quindi ricapitoliamo:

  •  l’alcol viene ingerito e per la maggior parte viene processato nel fegato
  •  qui viene digerito, trasformandolo in acetaldeide - altra molecola tossica - e infine in acetato, con grande rilascio di energia
  •  dell’energia rilasciata però bisogna farne qualcosa: o la si consuma - molto improbabile, visto che quando si beve si è sul divano o su una sedia, raramente su una cyclette - o la si immagazzina

  •  il modo più efficiente per immagazzinare energia è quello di creare nuovo tessuto grasso
  • quindi si blocca il processo di lipolisi di cui ho parlato prima che porterebbe uno smaltimento dei grassi accumulati, e parte il processo di lipogenesi, ovvero di creazione di tessuto adiposo per stoccare l’energia liberata dall’alcol.

In sostanza, bere alcolici fa accumulare nuovo grasso, anche se magari durante la giornata sono state consumate più calorie di quelle ingerite, cosa che avrebbe portato a un dimagrimento netto.



Conclusione


Siamo giunti alla fine dell’articolo. Sarebbe quindi il caso di smettere in toto di consumare alcol? Io non credo, anche perché non è che un bicchiere di alcol ogni tanto sia poi così grave, e perché una dieta, per avere successo, deve anche essere soddisfacente. Se a uno piacciono gli alcolici e vivrebbe una rinuncia totale come un peso, è giusto che se li beva.

Piuttosto, quello che consiglio io, è di far diventare il consumo di alcolici un piacere, anziché un’abitudine. Per dire: un conto è se vado al supermercato, passo davanti allo scaffale delle birre e me ne prendo una perché mi è venuta voglia. Lì ho preso la lattina perché avevo voglia, perché avevo piacere di bermi una birra. Un altro conto invece è se, ogni volta che vado al supermercato, mi prendo la birra perché appunto vado a fare la spesa. Non è più una scelta, ma è diventato un automatismo, un’abitudine. E chiaramente, con una tale abitudine, la quantità di alcol consumato e quindi le calorie assunte saranno molto più alti, rispetto alla lattina presa ogni tanto perché è venuta voglia. In quest’ultimo caso, la soddisfazione di bere birra ci sarà ugualmente, ma si sarà molto più magri.

Tra l’altro questo della “non abitudine” è un principio che applico a tutta la mia alimentazione, non solo agli alcolici: certi cibi particolarmente soddisfacenti, tipo grigliate di carne, è meglio che siano eccezioni e non la regola. Alla fine per dimagrire non serve diventare monaci o mangiare solo verdure, basta essere un po’ più svegli. Se prima avevo voglia di Coca Cola mi prendevo la bottiglia da un litro e mezzo, adesso invece prendo la lattina. Se prima andavo al ristorante più volte a settimana, adesso cerco di andarci una sola, e prima di andare faccio un po’ di attività fisica in modo da accelerare il metabolismo e immagazzinare meno dopo il pasto.

Grazie per la lettura!




PS - mi spiace di non aver risposto a nessun commento al mio altro articolo, stavolta cercherò di farlo :D
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01/07/19

Il Vero Motivo per cui gli Incel Odiano le Donne



Alcuni giorni fa, nella casella di posta, mi compare la mail di una sedicente giornalista. Dice di scrivere per un magazine nazionale, ma "per cautela e prudenza", non mi dice né il suo nome né quello del giornale.
Ormai circa a cadenza mensile vengo contattato da giornalisti, scrittori e tirapiedi vari per interviste sull'argomento incel e, visti i precedenti, mi sono sempre rifiutato sia perché io incel non sono né questo è un blog per incel, sia perché ormai è chiaro che chi scrive articoli su questo tema non nutre un reale interesse ad approfondire l'argomento, ma vuole solo creare sensazionalismo e fare audience.
Considerato che ho sempre declinato le proposte degli altri giornalisti, gente che perlomeno ha la serietà e la professionalità di presentarsi, figuriamoci quindi se sarei andato a rispondere ad una totale anonima che aveva evidentemente qualcosa da nascondere e che per giunta mi tratta pure con distacco e circospezione come fossi un pentito mafioso.

Giorni dopo però scopro purtroppo che neppure rifiutarsi di interagire ormai mi salva più dall'evitare strumentalizzazioni.
Mi mostrano infatti l'articolo che è stato partorito da questa tipa, pubblicato su "io Donna" LOL
In mezzo al solito pastone di considerazioni banali e luoghi comuni misto a citazioni trolleggianti prese dai forum e spacciate per serie viene citato anche questo blog, ma solo per dire che esiste un articolo intitolato "Come le donne distruggeranno la civiltà occidentale"  e che "è inutile cercare la vera ragione di tanta ostilità contattando l'amministratore del blog perché si rifiuta di rispondere".

 I toni sono molto diversi da quelli della mail. Prima infatti mi aveva scritto di voler fare chiarezza sulla tematica incel perché probabilmente genera "diffidenza in modo esagerato". Prima mi aveva invitato ad esporre le mie verità "per evitare fraintendimenti" e poi giustamente il meglio che sa fare è prendere il primo articolo dal titolo provocatorio e citarlo in maniera decontestualizzata per scatenarmi contro la rabbia delle casalinghe chiattone che leggono il suo giornaletto. Giornalismo di elevato livello, insomma.

Però bisogna ammettere che la tipa è stata furba e ora mi è chiaro perché alla fine si è premurata che le dessi comunque una risposta, anche per comunicarle il mio rifiuto all'intervista.
Era il piano per riuscire a farsi passare per quella di buone intenzioni, che porge la mano ma che, poverina, trova davanti solo il muro del burbero e schivo admin.

Ora, chiusa questa parentesi, vorrei dire: ma serve davvero chiedersi perché gli incel odiano le donne?

Ma occorre una laurea per capire che è nella natura umana odiare chi ti discrimina, di disprezza e ti emargina?
Chiunque odia chi gli reca un danno, sia esso di natura materiale-economica o emotiva e non sto dicendo che sia giusto odiare, sto semplicemente dicendo che è umano.
Quando uno nella sua quotidianità viene trattato male e rifiutato da una quantità di donne che rasenta la totalità, che idea dovrebbe avere di loro?

Ciò che forse è cambiato nel tempo, anche grazie ad internet, è che molti uomini hanno iniziato ad esprimere liberamente le proprie emozioni e a dire chiaramente: "mi danneggiate, vi odio", anziché fare come fanno molti ipocriti che postano immagini contro la violenza sulle donne, che fanno gli auguri per la festa delle donne e poi hanno un'idea delle donne che è persino peggiore di quella dell'incel medio.

E ogni altra considerazione sulla questione è inutile. Inutile dire che le donne hanno diritto di scegliere di andare con chi vogliono (così come loro sono libere di andare con chi vogliono, anche gli uomini sono liberi di esprimere la loro opinione, o no?), inutile attribuire la colpa della situazione a questo o a quel fattore, perché l'odio non è un sentimento razionale e non vuole sentire ragioni.

L'unico modo per far sbollire l'odio sarebbe cercare di migliorare la condizione maschile, iniziare perlomeno ad ascoltare le ragioni degli incel. Ma purtroppo non c'è nessuna volontà in questo senso, e l'articolo di cui ho parlato prima ne è un'ulteriore conferma.

La donna occidentale moderna è veramente troppo radicata alle sue idee, che al giorno d'oggi sono prevalentemente femministe/progressiste e che alimentano in lei la convinzione di essere sempre e solo vittima, mai carnefice. Sempre svantaggiata, mai privilegiata.

La donna media non sa/non ha voglia di mettersi in discussione. Anche di fronte all'evidenza che il fenomeno incel è prettamente maschile non è in grado di trovare l'umiltà di riconoscere che "sì, effettivamente se ci sono così tanti uomini che lamentano questa condizione, forse noi donne abbiamo pretese un po' eccessive."
No, mai, sempre e solo l'arrogante certezza di essere dalla parte della ragione. E' colpa degli incel che "non ci sanno fare", che hanno questo o quell'altro difetto da risolvere. Inventandoseli se necessario, come la giornalista di cui sopra che ha iniziato l'articolo descrivendo gli incel indistintamente come "ragazzi tappati in casa il sabato sera". Ma chi l'ha detto?

Insomma, se proprio questa giornalista vuole cercare le ragioni della misoginia, che inizi a fare autocritica e a scendere dal suo piedistallo,  che con il suo modo di fare passivo aggressivo e la sua superficialità di analisi non fa altro che gettare solo altra benzina sul fuoco.


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28/06/19

Brutto Viso e Brutto Fisico sono Correlati?

bel fisico ma brutto viso
bel fisico ma brutto viso

  Un Lettore Scrive:

Caro Redpillatore; ho letto con molto piacere molti articoli del tuo blog.. apprezzo molto le tesi che esponi con fermezza, chiarezza ed obiettività... però mi sono accorto che non hai trattato questo tema nel tuo blog, e pensavo che sarebbe bello se ci dedicassi un articolo.. la questione in sintesi è questa: una persona brutta di viso ha anche un brutto fisico associato a tratti somatici non gradevoli alla vista? (per fisico intendo tutte le parti del corpo di una persona, dal collo in giù).. ti chiedo questo perché molto spesso persone brutte hanno fisici brutti, o eccessivamente magri o eccessivamente grassi.. e volevo che magari potessi analizzare le cause di questa casistica (mettiamo che su 10 brutti/e 7 su 10 hanno pure un fisico brutto).. per me le possibili cause sono due: o pessima genetica (per il viso e il fisico) oppure persone che si lasciano andare pensando (specialmente maschi) "con la faccia che mi ritrovo anche se avrò un fisico alla Schwarzenegger non scoperò mai/non scoperò mai femmine esteticamente soddisfacenti.. e volevo chiederti anche se la prima teoria da me esposta (quella della pessima genetica) vale al contrario, ovvero in caso di buona genetica.. bel viso e bel fisico.. in sintesi: geni cattivi viaggiano insieme? e geni buoni viaggiano insieme? oppure ancora vale l'effetto alone, in modo che un bel viso faccia percepire in un'altra persona un bel fisico anche se non è perfetto, e se una persona ha un brutto viso verrà percepita con un brutto fisico anche se il suo fisico non è inguardabile? Detto questo ti saluto, sperando tu possa dedicare un articolo del tuo favoloso blog a questo tematica. Ciao Red, continua così che vai alla grande.

Il Redpillatore Risponde:

 Nell'articolo sui fenotipi italiani ho scritto una breve introduzione in cui ho parlato dei somatotipi, e ho spiegato che esistono essenzialmente 3 tipologie fisiche: Ectomorfa, endomorfa e mesomorfa.

Alla prima tipologia corrisponde un corpo magro, longilineo, con ossa sottili e scarso tono muscolare. Le seconda tipologia invece ha ossa pesanti e riesce a costruire muscoli facilmente ma ha la tendenza ad accumulare molto grasso.

L'ultima tipologia invece raccoglie le caratteristiche positive delle precedenti e garantisce un fisico atletico e con bassa percentuale di grasso.





Ora, un bel viso è dato principalmente da due caratteristiche:
  1. Una buona struttura ossea
  2. Una bassa percentuale di grasso (diciamo intorno al 12%) in grado di farla risaltare
Alla luce di ciò è evidente che appartenere all'una o all'altra tipologia fisica può spesso influenzare anche i lineamenti del viso.


  • L'ectomorfo, essendo esile di natura, tenderà con più probabilità anche ad avere ossa del viso piatte e un mento retruso, che non sono proprio il massimo dell'estetica.
  • L'endomorfo invece avrà un'eccessivo grasso facciale che impedirà la definizione e renderà il viso più brutto. Spesso le tipologie fenotipiche endomorfe tendono anche a diventare calve, con i risultati disastrosi che già conosciamo.
  • Il mesomorfo invece avrà una buona struttura mandibolare perfettamente definita.

I modelli sono praticamente tutti mesomorfi oppure ectomorfi. Checché se ne dica non è necessario avere grosse masse muscolari per un fisico bello perché per l'estetica è più importante avere poco grasso piuttosto che molti muscoli.

La risposta alla tua domanda quindi è sì: la tipologia fisica a cui uno appartiene aumenta anche le probabilità di avere un viso bello.
Non è però ovviamente una certezza, perché può capitare che una persona presenti magari certe caratteristiche di un somatotipo e certe altre di un altro. Molti fotomodelli ectomorfi ad esempio hanno delle strutture ossee facciali notevoli da far invidia a molti mesomorfi.
C'è poi il secondo aspetto che hai sottolineato che è quello della trascuratezza, che ha sicuramente la sua parte.
E' vero infatti che alcuni nascono con una genetica più fortunata ma è altrettanto vero che, con un po' di impegno, l'ectomorfo può mettere su muscoli e avere un fisico decente, e l'endomorfo può perdere grasso ed esprimere il proprio potenziale facciale.
 Però appunto ad impegnarsi di più sono in genere quelli che già ricevono feedback positivi dalle donne, che quando perdono mezzo chilo ricevono complimenti e vengono incoraggiati a fare di meglio, mentre se uno è brutto di viso sarà poco incentivato anche a migliorarsi fisicamente perché pure costruendo un fisico da copertina molto spesso continuerà ad essere invisibile alle donne.
Nella community americana quelli che sperano di compensare ad un brutto viso dedicandosi ossessivamente al miglioramento fisico vengono chiamati con ilarità "gymcel", e considerati dei blupillati che non capiscono che alla fine il viso viene prima di ogni altra cosa.
Michael Phelps (foto in alto) ad esempio, se non fosse un nuotatore professionista e non si fosse costruito quel fisico statuario per lavoro ma solo per piacere alle donne, rientrerebbe perfettamente nella definizione di "gymcel", perché è brutto di faccia e qualunque donna preferirebbe un fotomodello gracilino a lui.
In conclusione sì, geni buoni e cattivi spesso viaggiano assieme, però tutti possono migliorarsi fisicamente (anche se alcuni sono più motivati di altri) . Non è il caso di essere ossessionati dal miglioramento fisico (a meno che non sia una passione) ma il fatto di avere una genetica scadente non deve diventare un alibi per la propria pigrizia.

Ciao e grazie di seguirmi!


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