18/11/18

Tutte le Critiche agli Incel, alla Redpill e alla Teoria LMS

Incel Redpill Teoria LMS
Incel Redpill Teoria LMS

 Critiche agli Incel, alla Redpill e alla Teoria LMS

Il Redpillatore fra meno di un mese spegnerà la sua seconda candelina e, come era prevedibile, questi due anni non sono stati facili.

Diffondere un certo tipo di pensiero, quale può essere quello relativo alla redpill, in un contesto sociale che è totalmente dominato dalla bluepill, comporta tutta una serie di ostacoli sotto forma di critiche, accuse e spesso anche diffamazioni.

Ciò però non è bastato a fermare la crescita di questo blog, che invece continua in maniera inarrestabile a guadagnare consensi giorno dopo giorno.

Come potete immaginare questo progetto non nasce da un giorno all'altro, non mi sono svegliato una mattina e ho scritto le prime cose che mi passavano per la testa, ma è frutto di anni e anni di esperienze personali (dirette e indirette), studi, letture ma, soprattutto, di confronto con altre persone.

Le tematiche che tratto qui sono già state affrontate per anni in altri spazi online e nel tempo sono state oggetto di affinamento e cesellatura, epurate dagli estremismi e rese il più oggettive possibile.

Qualcuno però non lo comprende e puntualmente, per prendersi i suoi 5 minuti di celebrità, viene qui o altrove a intervenire in maniera supponente e arrogante pensando di metterci in difficoltà ripetendo con saccenza i soliti luoghi comuni.

Con il diffondersi della redpill e della teoria LMS nel web, questi episodi si sono moltiplicati e hanno coinvolto sempre più persone fino ad arrivare ad essere oggetto di trattazione anche da parte di altri blogger e youtubers più o meno famosi.

In particolare un argomento che appassiona molto è quello relativo al fenomeno incel, che ormai è diventato una specie di moda (quanto scommettete che presto uscirà anche un film?).

E' stata creata anche una pagina wikipedia sull'argomento incel, dove ho scoperto peraltro di essere stato menzionato più volte.

A proposito, ringrazio chi mi ha menzionato e sorrido nel vedere come i miei termini "Tommy" e "Cerbiattina Nordica" abbiano assunto rilevanza enciclopedica. Tutto avrei immaginato, tranne di diventare glottologo!

Ma non è per ragioni autocelebrative che ho scritto questo articolo bensì per raccogliere un po' tutte le varie critiche che vengono fatte e dimostrare come siano quasi sempre totalmente insussistenti.

Le ultime le ho lette ieri da parte di uno youtuber che ha preso la tabella delle classificazioni estetiche che ho creato e pubblicato nell'articolo sulla bellezza e, senza neppure capirla, ha iniziato a sparare banalità e a dire che quelli belli e quelli brutti si vede chiaramente che lo sono, è "oggettivo", ma "in mezzo è tutto soggettivo".

Un po' insomma come dire che il nero e il bianco sono oggettivi, ma il grigio è soggettivo.

Incel Redpill Teoria LMS
Incel Redpill Teoria LMS

Infatti se io vado da un concessionario per comprare una macchina e la voglio grigio metallizzata, mica dico al venditore di darmela grigia, indicandogli nel dépliant il codice del colore. Gli dico "dammi una macchina di un colore che può essere considerato bianco ma anche nero".

Al video seguono commenti ancora più arguti del tipo "la bellezza non è oggettiva, cambia a seconda delle epoche, culture ecc.".

Capite? Non vi disperate se nell'Italia del 2018 siete considerati brutti, magari in qualche tribù maya del 1400 sareste stati considerati belli, non è consolatorio?

Oppure "in giro è pieno di uomini belli con donne brutte", che è tipo un'obiezione che nella community incel/ redpill viene fatta dalla notte dei tempi e sulla quale sono stati spesi fiumi di inchiostro virtuale, ma per qualche ragione trovi sempre qualcuno che è convinto di essere il primo a farla, come se gli occhi per guardare le coppie per strada ce li avesse solo lui e nessuno avesse mai considerato questo aspetto.

I migliori sono quelli che ti fanno tutte le obiezioni insieme senza accorgersi che sono contraddittorie. Tipo: "la bellezza è soggettiva, è pieno in giro di brutti con donne belle".

Ma se la bellezza è soggettiva, come fai a stabilire che sono brutti, pirla?

Critiche Wikipedia

Ma approfondiamo l'articolo su wikipedia, sotto il quale sono state presentate le critiche più comuni e cerchiamo di analizzarle una per una dal punto di vista logico.

  • Critica n.1
    "Le piattaforme virtuali in cui i sedicenti incel vanno iscrivendosi fungono da casse di risonanza per pensieri negativi, false credenze e frustrazione. Ovvero darebbero luogo a fenomeni di echo chambers. Cosicché anche una persona che stia vivendo un moderato momento di disagio, frequentando le comunità incel, potrebbe peggiorare la propria condizione psichica. In particolare alcune false credenze dovute a ragionamento per analogia (che potevano essersi formate relative a scarse dinamiche relazionali) riguardanti il mondo femminile, l'attrattività, l'importanza dell'estetica, ecc., non trovando esempi di teorie alternative nei blog e forum incel, verrebbero a consolidarsi in modo patologicamente acritico."
    • Smentita

    Questa non è un'argomentazione ma un'accusa infondata. Si dà per scontato che ciò che viene trattato nei forum sia errato e nocivo, senza però dimostrarlo.

    Sono abbastanza d'accordo sul fatto che i forum non siano un ambiente salubre per tutti e che in quelli incel ci sia molta gente che affossa, ma questo che c'entra con la redpill? Si può essere incel e/o redpillati senza frequentare forum e viceversa.
    Critichiamo le idee o critichiamo i gruppi online? Perché sono due cose diverse.

    Ridicolo poi il fatto che gli utenti dei forum non trovino "teorie alternative", quando la società è prevalentemente blupillata e i redpillati diventano tali proprio perché le cazzate che sentono ogni giorno evidentemente non li convincono.

    Pare che a molti stia iniziando a dare fastidio che la gente inizi a ritrovarsi e a discutere di tematiche tabu, a confrontarsi e ad aprirsi per poi diffondere i pensieri al pubblico.

    Improvvisamente le donne hanno scoperto che tutti gli uomini che loro scartano sono persone e come tali hanno dei sentimenti e possono soffrire e, perché no, lamentarsi. Questo non era nei piani del meraviglioso sistema progressista. Mi dispiace per loro, se ne facciano una ragione.

    • Critica n.2

     "La teoria LMS è troppo riduttiva o semplicistica, per quanto non del tutto errata. Seppure, cioè, sia vero che personaggi ricchi e famosi o donne e uomini esteticamente avvenenti risultino avvantaggiati nella ricerca e nel mantenimento d'un partner amoroso, la gran parte - o buona parte - delle dinamiche dell'innamoramento non sarebbero legate ai fattori LMS. In particolare la personalità, il "modo di fare", la simpatia, il carattere, la cultura, ed altri fattori di questo tipo, rivestirebbero un ruolo di primo piano nell'attrattività e nella generazione dello stato di innamoramento. Mentre l'aspetto estetico, lo status e i soldi, potrebbero avere un ruolo soprattutto - e forse non oltre - le prime fasi del corteggiamento o del flirt."
    • Smentita

    Questa critica contiene un evidente argomento fantoccio, e cioè "l'innamoramento".
    Si tira fuori l'innamoramento, che è un concetto talmente fumoso e antiscientifico che è impossibile stabilirne con certezza le cause, per confutare la teoria LMS.

    Peccato che la teoria LMS non riguardi l'innamoramento bensì l'attrazione.


    Stabilisce i criteri su cui si basa l'attrazione femminile, quelli che, posseduti in maggior quantità, ti permettono di riuscire ad andare a letto con le donne più belle, quelle con il maggior valore di mercato.

    In ogni caso sarei veramente curioso di sapere quale sarebbe questa fantomatica personalità, "modo di fare", carattere, cultura che magicamente farebbe innamorare le donne.

    E' una vita che sento dire che con le donne conta la personalità, ma questi sapientoni che sono così sicuri di ciò ci spieghino finalmente in dettaglio qual è questa personalità.

    Tutti con questa aria da maestrini "eh, gli incel sono disagiati, bisogna aiutarli perché le difficoltà possono capitare a tutti".

    E allora perché non li aiutano? Che rivelino questo grande segreto per attrarre le donne in loro possesso una volta per tutte.

    Cosa aspettano? Lo dicano e basta senza tanti giri di parole o tacciano per sempre.


    Perché io ho speso 5 anni in una community di automiglioramento seduttivo dove la gente si scambiava quotidianamente informazioni su come comportarsi, discutendo di psicologia e linguaggio corporeo anche citando testi di rilevanza accademica, e non ho mai conosciuto un individuo che fosse uno che avesse LMS basso e sia riuscito con la "personalità" a rimorchiare belle fighe.

    La verità è che non esistono caratteristiche di personalità che accomunano tutti quelli che rimorchiano e, fidatevi, quasi tutti quelli che guardano con superiorità gli incel hanno spesso una vita tale e quale alla loro, se non peggiore.
    La differenza tra loro e gli incel è che almeno gli ultimi hanno l'onestà intellettuale di riconoscere la propria condizione.



    Per quanto riguarda l'ultimo paragrafo di questa critica, chi l'ha scritto evidentemente ignora il concetto di effetto alone e non sa che le singole caratteristiche di una persona non possono essere scisse, ma interagiscono tra loro e si influenzano a vicenda.

    Per cui non ha senso dire che l'aspetto fisico, lo status e il denaro contano solo all'inizio, mentre poi viene valutata la personalità, perché il giudizio che viene dato alla personalità è influenzato dai fattori precedentemente esaminati, primo fra tutti appunto l'aspetto.

    In ultimo, affermare che LMS conti solo all'inizio non mi sembra una smentita alla teoria LMS. Ammesso e non concesso che sia così, infatti, se uno non ha sufficienti livelli di LMS viene subito scartato e non arriva neppure al punto di avere la possibilità di dimostrare la sua personalità. Quindi aspetto fisico e status socioeconomico rimangono sempre i fattori più importanti!

    • Critica n.3


    "La maggior parte degli incel sono maschilisti, misogini e/o depressi, ed/od hanno qualche altro tipo di disturbo psicologico come la ginecofobia e/o l'ansia sociale. Allorché il loro insuccesso in campo amoroso è legato a problemi che li riguardano, o a loro scelte di vita, ma non al modo generale in cui si attuano le dinamiche sociali che criticano. In particolare molti incel rifiutano -per libera scelta o inconsciamente- di avere una vita sociale del tipo che li porterebbe a fidanzarsi e/o a sposarsi. Generalmente, cioè, essi si isolano da amicizie e luoghi di ritrovo che non siano virtuali, auto-inducendosi la solitudine affettiva di cui si lamentano. Inoltre smettendo di trasformarsi (soprattutto mentalmente), adagiandosi in realtà contenutisticamente statiche, monotematiche, finiscono per consolidare il senso di bruttezza estetica che avvertono nei propri confronti, giungendo all'odio."
    •  Smentita

    Altra critica trita e ritrita. "Non rimorchiate perché siete misooogginiii XD XD".
    Critica che dà erroneamente per scontato che uno nella vita reale si comporti come si comporta su internet.

    Ma quando mai un misogino va in giro a dichiarare la propria misoginia, rischiando conseguenze gravi sia a livello sociale che professionale? Capiterà magari qualche esternazione misogina ogni tanto, fra amici, ma dubito che uno si lasci andare a certi discorsi con una ragazza appena conosciuta.


    Questa critica inoltre si basa su un errore logico molto comune, che è quello di confondere causa con conseguenza.

    Per cui non è che uno non rimorchi perché è misogino, depresso ecc. ma è esattamente il contrario, ovvero che diventa misogino e depresso perché appunto non scopa e le donne lo rifiutano costantemente.

    Anche il fatto che i fattori elencati ti impediscano in assoluto di rimorchiare è comunque falso, dal momento che è pieno di uomini di elevato valore che sono misogini ( depressi è più difficile, ma esistono) e di donne ne hanno tantissime ugualmente.

    Una volta facevo gli esperimenti online con i fake di fotomodelli e mi divertivo a trollare le tipe con discorsi depressoidi, maschilisti e misogini e nulla mi impediva di concludere ugualmente gli appuntamenti dopo pochi minuti.

    Per cui mi chiedo, ma chi fa queste critiche, ci vive nella vita reale o vive in un mondo parallelo?

    Anche la conoscenza del mondo incel da parte di chi ha scritto quella critica, lascia molto a desiderare.
    Infatti il fatto che la maggior parte degli incel sia come l'autore li descrive è un'affermazione basata sul nulla poiché
    1.  Gli incel non sono solo quelli dei forum perché, come spiegato da Madned, gli incel non sono una subcultura ma un fenomeno, per cui anche tutti i vari zerbini petalosi femministi che non rimorchiano sono comunque incel anche se non si riconoscono nel termine.
    2.  Anche all'interno dei forum ci sono diversi orientamenti, e molti incel sono perfettamente rassegnati e non provano nessun rancore.
    L'errore è includere un numeroso gruppo di persone eterogenee in un enorme calderone, banalizzandone le problematiche con luoghi comuni e colpevolizzandoli.

    Questo tipo di comportamento non porterà mai da nessuna parte, non c'è nulla di peggio per un ragazzo che viene regolarmente scartato ancora prima di aprire bocca che sentirsi dire da estranei "è colpa tua".
    E' questo che manda fuori di testa, essere colpevolizzati ingiustamente. Non la redpill.

    • Critica n.4

    "L'intero impianto nichilista, determinista, materialista, social-darwinista, antifemminista sottostante l'ideologia degli incel è declinato in modo troppo radicale, negativo e pessimista dagli utenti delle comunità incel. Di fatto il materialismo estremo (come pure l'eliminativismo nei confronti dei fenomeni mentali) è sottoposto ad una serie di obiezioni, o comunque presenta una serie di problematiche oggettive, come molti altri impianti ontologici, filosofici e scientifici dell'età contemporanea."
    • Smentita 

    Ma che significa questa roba lol 
    E' un discorso fuffa inconcludente. Ok, gli estremismi non vanno mai bene, e quindi? La redpill è obiettività, non è estremismo.

    • Critica n.5
    "La condizione degli incel, fosse anche -più o meno- reale, dovrebbe portarli a conferire valore ad aspetti della vita che non siano le relazioni amorose. A queste ultime essi danno troppo peso facendone spesso, irrazionalmente, il perno del loro benessere generale e scopo irraggiungibile di vita."
    • Smentita  

    Va beh questa è una provocazione, voglio sperare che sia una trollata di cattivo gusto.

    Quasi sicuro questa roba l'ha scritta una donna. Già mi pare di vederla "eh vabbè siete sfigati, cioè, kissene frega, segatevi e non rompete XD XD"

    Come detto all'inizio, a molte donne inizia a scocciare che la redpill diventi sempre più mainstream perché questo significa dover riconoscere di essere delle privilegiate.

    La redpill non solo è una minaccia ai loro privilegi, ma invalida anche tutte le loro battaglie femministe.

    Ribatto con un'altra provocazione:
     

    "La condizione di inferiorità retributiva rispetto all'uomo, fosse anche -più o meno- reale, dovrebbe portare le femministe a conferire valore ad aspetti della vita che non siano il denaro e la carriera. A quest' ultima esse danno troppo peso facendone spesso, irrazionalmente, il perno del loro benessere generale e scopo irraggiungibile di vita."


    Come vi suona? Stupido no?


    Ma la critica di partenza è ancora più grave perché il sesso è un bisogno fisiologico primario per l'individuo e quindi è un po' come dire: hai fame ma non hai i soldi per mangiare? Non importa, distraiti pensando ad altro, non esiste solo il cibo nella vita.
    Chi ha scritto quella cazzata o è in malafede e sta cercando di aggrapparsi agli specchi o ha seri problemi a ragionare.

    In Conclusione:


    Come potete vedere, le critiche alla Redpill e alla teoria LMS sono di livello argomentativo veramente basso, da osteria oserei dire, e smentibili in pochi minuti di ragionamenti banali.

    Del resto io penso che una persona mediamente intelligente e che non abbia subito un eccessivo lavaggio del cervello, non dico che finisca per diventare supporter accanito della Redpill, ma quantomeno ne riconosce la sensatezza dei principi e non cerca di perorare una causa persa in partenza rischiando di rendersi ridicolo.


    Siete d'accordo? Quali delle critiche menzionate nell'articolo vi capita di sentire con più frequenza?

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    16/11/18

    Crudezze Liceali - Parte 3

    Terza e ultima puntata della serie "Crudezze Liceali". La prima e la seconda parte le puoi trovare ai link qui sotto:

    Crudezze Liceali - Parte 1
    Crudezze Liceali - Parte 2

    POST GITA

    Alla fine il primo bacio riuscii a darlo un paio di mesi dopo.
    Non fu granché considerate le circostanze (divanetto di una discoteca) e la tipa non particolarmente bella (per non dire un cesso), però almeno era un inizio.

    L'episodio della gita tuttavia mi segnò al punto che quella in Sicilia dell'anno successivo decisi di saltarla per non assistere o sperimentare altre crudezze, e questo è un rimpianto che mi porto dentro dal momento che non ho più visitato la Sicilia in vita mia anche se mi sarebbe tanto piaciuto.
    E' incredibile come un aspetto apparentemente circoscritto come la vita sessuale possa finire per condizionare la tua felicità anche in altri settori ad essa non legati eppure a tutt'oggi la mia visione della vita non è cambiata e penso non cambierà mai, se non forse quando sarò vecchio (sempre se ci arriverò).

    All'epoca comunque la mia vita era diventata piuttosto intensa e stavo cominciando ad uscire, andare alle prime feste e conoscere molte ragazze.
    Ciò ebbe notevoli ripercussioni sul mio andamento scolastico e se i primi due anni avevo 9 in latino e 8 in greco con una media nettamente sopra il 7, il terzo anno presi due debiti e probabilmente avrei anche rischiato la bocciatura se non fosse stato per una serie di coincidenze che portarono in classe mia 2-3 insegnanti particolarmente larghi di manica.

    Uno di questi era un insegnante di chimica, un tipo meridionale molto socievole e loquace.
    Non dava meno di 7 come voti. Io presi 7 e credetemi, non ho neanche idea di che cavolo sia la chimica.
    Gli piaceva molto scherzare e provocare le ragazze, cosa che un giorno gli costò molto cara.
    In seguito ad una battutina a sfondo sessuale fece scoppiare un mezzo scandalo.
    A mio avviso non era nulla di grave ma venne sospeso per qualche giorno dall'insegnamento.
    Oggigiorno come minimo, con la psicosi femminista che c'è in giro, lo ghigliottinerebbero in piazza stile rivoluzione francese.

     Looksmaxing e Statusmaxing


    Non mi importava comunque nulla di non essere bravo a scuola, anzi l'essere tra i primi della classe al ginnasio mi portò più rogne che altro e col senno di poi mi rendo conto che quella scuola mi ha fatto perdere molte occasioni.
    Mentre i miei amici la domenica pomeriggio andavano in disco e ci provavano con le ragazzine, io sprecavo il mio tempo su quel coglione di Dante. Se ci ripenso mi viene molta rabbia.

    Con le ragazze del mio istituto inoltre la mia media non rappresentava nessun bonus ( sfortunatamente non c'erano sapiosessuali in classe, che volete che vi dica) e anzi venivo visto come un secchione sfigato e alcuni covavano anche invidia nei miei confronti, come una compagna delle medie che era finita in classe con me e non riusciva a digerire il fatto che io fossi una schiappa alle medie e che dopo pochi mesi prendessi voti molto migliori dei suoi, e con minore sforzo.
    Questa infame, nonostante io non fossi mai stato in conflittualità con lei in precedenza, passò tutti gli anni del liceo ad infangarmi gratuitamente con le altre ragazze dell'istituto, creandomi uno status negativo che cercai sempre faticosamente di ribaltare. Finii con il ribattezzarla "la solita stronza", perché quando c'era un'infamità su di me si sapeva già da chi proveniva, ovvero dalla solita stronza.

    Comunque nel frattempo stavo anche lavorando al mio miglioramento estetico e non avevo molto tempo da perdere in scaramucce.

    Avevo già messo le lenti a contatto e avevo iniziato a vestirmi più sportivo.
    Avevo anche iniziato ad allenarmi in palestra e ad andare a correre ogni giorno, e vedendomi ora cicciotto non direste mai che all'epoca ero uno dei più in forma dell'istituto, tanto da riuscire ad arrivare secondo sui 1200 metri, battuto solo da un compagno che faceva atletica, ma tant'è.
    Avevo gli addominali in vista fino agli ultimi tasselli.

    Crudo pensare a quanto cazzo mi sia sbattuto per migliorarmi fisicamente, mentre le cesse culone della mia scuola non facevano neanche lo sforzo di non abbuffarsi come maiali e riuscivano ugualmente a trovare da scopare anche più di me.

    Feci anche una sorta di statusmaxing ante litteram iscrivendomi al laboratorio teatrale, probabilmente una delle poche esperienze positive di quegli anni perché mi permise di relazionarmi con molte ragazze delle altre classi (anche di altri anni) e a migliorare le mie capacità comunicative.

    Al laboratorio teatrale conobbi un ragazzo di tre anni più piccolo. Era il classico sfigatello cicciotto e non era bene integrato nella sua classe, ma era un buon ragazzo e un tipo molto simpatico e noi più grandi lo avevamo un po' adottato e lo lasciavamo venire a trovarci durante gli intervalli per scherzare.
    Dalle ragazze veniva tenuto un po' a distanza e considerato "un amicone" ma non lasciava trasparire alcun disagio.
    L'anno dopo che io lasciai il liceo, una mattina lo trovarono appeso ad una trave nel suo garage.

    "Ho il male di vivere" aveva scritto su un biglietto. Al suo funerale tutte le tipe che fino a pochi giorni prima lo avevano sempre schifato, piangevano.

    L'EPILOGO

    Gli ultimi anni furono per me quelli un po' più decenti, l'essere tra i più vecchi dell'istituto mi conferiva un minimo di status con le matricolette, con le quali ci provavo spudoratamente.
    Con una che se la tirava mi chiusi in ascensore e lo bloccai, dicendole che non saremmo usciti finché non mi avesse dato il suo numero per organizzare un appuntamento.
    "Dai fammi uscire, la prof. si incazza"
    "Affari tuoi, io tanto sono maggiorenne, posso stare fuori"

    Quando entrambi rientrammo in classe mi mandò un sms "Sei proprio uno stronzo :)". Lo ero veramente.

    Spesso erano loro stesse che venivano da noi e cercavano la nostra amicizia, anche considerando che alcuni del mio anno nati a Gennaio avevano fatto presto la patente ed erano un ottimo strumento per scroccare passaggi. Una scaricò il suo fidanzatino per uno dell'ultimo anno dopo poche settimane.
    Homo homini lupus.

    Anche noi da loro scroccavamo favori, ad esempio le furbette, grazie al vantaggio di avere la fessura, riuscivano sempre ad ottenere merendine gratis dal tipo dei distributori.
    Noi le mandavamo a scroccare da mangiare per noi. Era spassoso, lo ammetto.

    Era per me già all'epoca una sensazione strana vedere come queste ragazzine del primo anno riuscissero subito ad integrarsi perfettamente e a relazionarsi con quelli del penultimo e ultimo anno.

    Quando arrivai io in quella scuola i più anziani erano totalmente off limit, c'era un muro in mezzo, mentre e nuove reclute di qualche anno dopo erano già come principessine.


    Ci godevano proprio a farsi scarrozzare in giro dallo zerbino di turno, ma erano ancora più soddisfatte ad uscire con i bellocci con la macchina figa.

    Mi ricordo una scena in centro storico, con un figlio di papà che aveva parcheggiato la sua BMW in sosta vietata e si era fermato a bere qualcosa con le amichette.
    Era arrivato il vigile per fargli la multa e lui a distanza, per prendersi beffa di lui, aveva iniziato a far scattare l'antifurto ad intervalli, senza neppure preoccuparsi minimamente della multa.

    Incredibile il sadismo con cui le troiette ridevano di questo pover'uomo che in fondo stava solo facendo il suo lavoro.

    ANCORA PALI


    La mia autostima in quegli anni era aumentata un pochino, avevo iniziato con le prime limonate.

    Questo mi fece credere di avere speranze anche con una delle tipe del mio istituto che mi era sempre piaciuta ma che vedevo come inarrivabile.
    Era una 7.5, ma oltre all'aspetto mi attirava molto il fatto che fosse una ragazza molto per bene, dedita più allo studio che a zoccoleggiare come le altre.
    Dopo molti tentennamenti trovai il coraggio di chiederle di uscire e ovviamente mi diede palo. La questione era già chiusa ma pochi giorni dopo il bidello, che era mio amico, senza sapere nulla dell'episodio, mentre lei passava per caso durante uno dei nostri dialoghi, le suggerì di uscire con me. "Io e red siamo amici" si giustificò sorridendo.
    Non sono stato friendzonato molte volte in vita mia ma quella volta sentirselo dire senza neanche averlo cercato, dalla ragazza che più avevo desiderato, fu veramente un gancio allo stomaco.

    Qualche settimana dopo iniziò ad uscire con i ragazzi e con chi si accompagnò per prima? Ma ovviamente con uno dei più gettonati dell'istituto.
    La cosa mi fece troppo incazzare, una volta li beccai a baciarsi in centro e ci rimasi troppo male, ovviamente persi tutta la stima nei confronti di questa ragazza che appariva tanto profonda e intellettuale e invece era solo una delle tante oche che si era lasciata incantare dal primo belloccio testa di cazzo che neanche andava bene a scuola e che era un bulletto.
    Una volta nei bagni provò a piantare grane con me ordinandomi arrogantemente di chiudere la porta senza sapere quanta rabbia covassi nei suoi confronti e capitò male perché gli tirai uno spintone e lo mandai contro il muro facendolo terribilmente cagare addosso.
    Mi vergogno un po' ad ammetterlo, ma volevo dargliene tante, anche se in fondo lui faceva solo i suoi interessi e certo non aveva colpa del fatto che io non fossi attraente.
    Il brutto frustrato che vuole menare il bello, riuscite a immaginare una scena più patetica?

    Comunque qualcosina in quel periodo andò anche bene, fui il primo della mia combriccola di amici a trombare e grazie a ciò vinsi anche una scommessa che avevamo fatto, ispirata al film cult American Pie.

    Quanti pali ho incassato in quel periodo, non ne avete idea, non mi bastavano neanche le tipe della mia scuola e, siccome condividevamo l'edificio con un istituto prevalentemente femminile, durante l'intervallo andavo a caccia pure da loro, con il mio prof. di matematica che insegnava anche lì e ci dava le dritte sulle classi con le migliori fighe.

    Un grande quel prof., grande esperto di gnocche più che di matematica, ex incel secondo me.
    "Andate vicino alla classe in alto accanto alle scale, c'è una che si chiama Ramona. Ramona la porcona hehe". Era come un bambinone.

    L'altro istituto però era sorvegliatissimo sul confine dai bidelli.
    Quello della mia scuola, come detto, era mio amico, mentre le bidelle dell'altra scuola mi davano continuamente la caccia e appena mi beccavano lì mi rimandavano indietro.
    Io mi allontanavo impettito provocandole "E' inutile che mi rimandate indietro, tanto prima o poi me le farò tutte le vostre ragazze" e la bidella "Sì sì vai, pensa a studiare invece".


    Ma studiare era l'ultimo dei miei pensieri, ormai avevo tirato i remi in barca e pensavo solo a concludere quella scuola, contemporaneamente cercando ancora di prendere il meglio che quello spazio aveva da offrirmi.

    Presi la patente il prima possibile, e con zero errori. Avevo già imparato a guidare a 13 anni e avevo una gran sete di libertà, ma quando presi la macchina mi accorsi che in fondo non era sufficiente a darmi una svolta decisiva con le ragazze, al massimo trovavo delle scroccone e basta.

    La gita dell'ultimo anno riuscii a trombare, con una tipa abruzzese brutta che però mi raccontò di avere già avuto diverse avventure di quel tipo.
    Il suo pariestetico probabilmente è ancora vergine a 30 anni.


    La solita stronza già menzionata sopra seppe di quell'episodio e per cercare di danneggiarmi andò a raccontarlo ad una ragazza con la quale mi stavo frequentando in quel periodo.

    La solita stronza però era anche stupida e non capiva che mi stava solo facendo pubblicità.

    In fondo io con questa tipa non avevo nessun impegno, e il fatto che avessi altre che ci stavano dimostrava solo preselezione.

    Io all'epoca non ero ancora in fase pua ma qualche competenza sociale l'avevo sviluppata e direi che guardandomi indietro di nozioni importanti ne avevo apprese, seppur da autodidatta.
    Ho sempre sottovalutato le mie conoscenze della fase pre-pua ma in fondo direi che non era semplice arrivare a capire certe cose che invece avevo afferrato.
    Penso che un manuale di seduzione decente con gli anni sarei riuscito a scriverlo pure io prima di Mystery, senza false modestie.

    Riuscii a girare a mio favore quella situazione e a concludere ugualmente anche con quella tipa.

    Poche tuttavia furono le note sentimentali e sessuali positive in rapporto agli sforzi impiegati, e quando penso a quegli anni i pochi ricordi positivi non sono lontanamente in grado di cancellare tutte le amarezze dei rifiuti e delle umiliazioni.
    Fui così bravo a sopportare che forse non fu un caso che alla maturità scelsi di portare lo stoicismo. Chi meglio di me poteva conoscere lo stoicismo, dopo tutti quegli anni di stoica sopportazione?
    Mi diplomai senza perdere un anno e lasciai quella valle di lacrime.

    Ancora non sapevo che era appena finito il periodo più facile della mia vita.
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    11/11/18

    Crudezze Liceali - Parte 2

    Crudezze Liceali

    Seconda puntata della serie "Crudezze Liceali". La prima parte la puoi trovare al link qui sotto:

    Crudezze Liceali - Parte 1

    ALLA RICERCA DEL PRIMO BACIO


    Avevo 15 anni e passavo 5 ore al giorno in un ambiente a maggioranza femminile che tentava costantemente i miei ormoni, ma ancora non avevo avuto alcun contatto fisico con l'altro sesso, a meno che non vogliamo includere le volte che alle feste capitava un lento e qualche ragazza, con enorme magnanimità, si lasciava abbracciare anche dagli impuri maschi sotto al 7.

    Quelle serate furono sempre momenti pieni di speranza, in cui uno poteva quasi riuscire a dare una forma al concetto di amore, anche se poi non accadeva nulla di concreto ma solo un enorme viaggio nella fantasia.

    Esiste un unico profumo femminile di cui io mi ricordi il nome, ed è l'Hypnotic Poison di Dior, uscito in quegli anni e molto di moda tra le ragazzine dell'epoca.
    L'associazione tra quel profumo e quelle serate è ancora così forte in me che se dovessi dire che profumo ha l'amore direi senza dubbio: "Dior"; e lo sapete che io non sono molto fanatico di PNL e di minchiate pseudoscientifiche ma vi assicuro che l'ancoraggio che si è creato nella mia mente tra quel profumo e tutti i miei ricordi adolescenziali è così forte che quasi sempre, quando lo sento, da una parte non smetterei mai di lasciarmi trasportare dal suo aroma, dall'altra mi sforzo di distogliermi da quella fragranza per paura di abituarmi e far perdere di significato a tutte le emozioni che quella brezza si porta dietro.

    Lo so cosa starete pensando: "Sta facendo pubblicità occulta alla Dior".
    E invece no, sto proprio sclerando di mio.

    Comunque ritorniamo alle feste in cui speravo di sbaciucchiare qualche fighetta.

    Molte di queste erano organizzate proprio da un mio compagno di classe.
    Era molto ricco di famiglia e usava la sua villa in collina per organizzare piccole festicciole.
    Era un bravo ragazzo, di buona famiglia, intelligente, bravo a scuola e anche molto simpatico ed estroverso. Ma era brutto, e tutte le sue presunte qualità non gli impedirono di essere schifato sessualmente dalle tipe per quasi tutto il periodo delle superiori.

    Ciononostante aveva molte amicizie femminili e una di queste era una cerbiattina nordica di un'altra classe che io desideravo tanto conoscere.

    Da buon amico si offrì di invitarla ad una festa successiva, con lo scopo di presentarmela, ma senza ovviamente dirle nulla sulle mie intenzioni e il piano ebbe successo, almeno per quanto riguarda le presentazioni.
    Peccato che il mio nome fu l'unica cosa che ebbi occasione di dirle quella sera: tutta la sua attenzione fu monopolizzata da un altro invitato alla festa e io passai tutta la serata a guardare lei che flirtava insieme a lui, in attesa di riuscire a ritargliarmi 5 minuti per avere la possibilità di mostrarle la mia personalità.
    Ora so che, in fondo, avrei potuto risparmiarmi quella scena patetica da spettatore della felicità altrui, ma all'epoca, quanto dovevo essere stupido?

    Pensate che un paio di settimane dopo ci sarebbe stata la festa di compleanno di un'altra nostra amica, e ancora ero speranzoso di una rivincita, dal momento che in teoria il mio rivale non ci sarebbe stato, ma quella volta andò pure peggio perché lei fece di tutto per imbucarlo alla festa e io, nella prospettiva di passare un'altra serata come la precedente, me ne rimasi a casa e preferii perdere i soldi già spesi per la festa piuttosto che la dignità una seconda volta.

    Comunque finì che lui se la limonò e poi la sfanculò. Non era realmente interessato a lei e le occasioni non gli mancavano, venni a sapere proprio da lui che la considerava solo un modo per fare numero e aggiungere una tacca alle sue esperienze.


    Questa vicenda però mi fece capire una cosa importante: se avessi continuato a fissarmi solo sulle ragazze che mi piacevano di più sarei veramente crepato con il cazzo in mano.

    Max Pezzali e le sue canzonette mi avevano fottuto troppo il cervello e avevo bisogno di demitizzare la figura femminile e prima di tutto di sviluppare competenze sociali, visto che ero pure un totale inetto.

    Per farlo avevo bisogno di provarci con molte tipe, anche con quelle che non mi piacevano.

    Iniziò per me la fase di rimorchiatore seriale.

    LA SVOLTA

    Ero ancora lontano dal mio primo bacio, la volta in cui ci ero andato più vicino probabilmente fu al mare in Croazia l'estate del 2001 con la polacchina di cui ho parlato nel mini-articolo "Ricordo di un'Estate", il che è tutto dire.

    (Cavolo, sono già passati 17 anni. Pensate che ci sono ragazzine che all'epoca neanche non erano nate e che ora hanno già avuto più esperienze sessuali di buona parte dei miei coetanei ahah)

    Anche le speranze che nutrivo di combinare qualcosa durante la prima gita scolastica, ritenendo erroneamente che si trattasse di una circostanza più favorevole, si rivelarono un buco nell'acqua.
    Anzi, quel viaggio organizzato dall'istituto, raccontato brevemente nell'articolo "la Grotta" fu per me una crudezza ancora peggiore, dal momento che per la prima volta ebbi modo di confrontarmi con quella bestialità che assale con impeto le donne quando si trovano lontane da casa e approfittano immediatamente della minore pressione sociale.

    Però ero perseverante, prendevo già molti pali e analizzavo scientificamente i miei approcci cercando di capire a posteriori quali potessero essere stati i miei errori.
    Ero arrivato anche al punto di documentarmi, andando a spulciare in libreria (all'epoca non avevo internet, e in ogni caso il web non offriva molte informazioni di questo genere) alla ricerca di qualche risorsa che mi potesse essere utile e finendo per acquistare uno strambo libro di seduzione che non aveva nulla di utile dal punto di vista seduttivo ma solo cazzate tipo "tuo padre è un ladro?".

    Una volta feci l'errore di lasciarlo nello zaino e un bulletto della classe lo vide e mi ridicolizzò davanti a tutti con un senso di superiorità che aveva un che di grottesco se consideriamo che anche la sua carriera sentimentale liceale fu costellata da una serie di innumerevoli pali, prima di riuscire a iniziare una relazione, nella quale lui era quello subordinato, con la meno peggio che riuscì a trovare ma , con tutta probabilità, non a trombare.

    Questo per farvi capire come il mio percorso di "automiglioramento" seduttivo sia sempre stato in salita fin dall'inizio.

    Un primo barlume di speranza venne da una mia compagna di scuola più matura ed esperta di me.
    Era di origine meridionale e aveva anche un fidanzato giù ma non soffriva per nulla di solitudine, non so se mi spiego.
    Passavamo molto tempo, ci vedevamo anche dopo scuola e sembrava starci, ma con tutta probabilità stava solo giocando con me e si divertiva a provocarmi. Infatti non ci conclusi mai nulla.

    Penso che il suo fidanzato sospettasse qualcosa dei suoi intrallazzi e una volta, non so se più per il desiderio di vederla o per il sospetto di essere cornuto, attraversò la penisola per venire a trovarla.

    Io ero un po' nervoso.
    Avevo già conosciuto gente del sud ma erano tutti meridionali polentizzati, cioè che avevano acquisito le usanze del nord, mentre questo era proprio un terrone di quelli originali fresco fresco e non avevo idea di come comportarmi, dal momento che non ne avevo mai frequentato uno in un contesto simile.

    Io all'epoca pensavo che al sud i maschi avessero l'usanza di salutarsi scambiandosi bacini o roba del genere e la cosa un po' mi scocciava ma non volevo dare l'impressione di essere superbo o distaccato, così, quando quel giorno andammo a prenderlo in stazione, gli andai incontro e gli diedi due baci sulla guancia come se fosse una ragazza lol

    Lui mi guardò in modo strano e sicuramente fece rientro a casa molto sollevato del fatto che gli amici della sua ragazza, che lui credeva fossero minacce, erano in realtà omosessuali, senza sapere che i suoi veri rivali neanche li avrebbe mai visti e mentre lui era in treno già stavano ricominciando a insidiare la sua ragazza.

    Possiamo aggiungere altra crudezza alla crudezza? Questo tipo era almeno un 7. L'ipergamia non ha freni.

    LA PRIMA NOTTE FUORI


    Venne anche il momento della prima gita scolastica di più giorni.
    Era Aprile 2002 e la meta Firenze.
    Come può non scappare un bacetto in un simile contesto, una notte spesa in una delle più belle città d'Italia, in un albergo tutto per noi ragazzi, durante quella che probabilmente per molti sarebbe stata la prima concreta occasione di trasgredire?

    E in effetti la festa non mancava, tipe ubriache che giravano per le stanze e molte occasioni di provarci.

    Non me ne lasciai scappare una, ci provavo un po' con tutte quelle che incontravo nei corridoi e nelle stanze, ovviamente senza ottenere nulla, anche perché a inizio serata avevo iniziato a bere e a fine serata ancora bevevo e ormai ero evidentemente sbronzo.

    Mi buttai a provarci anche con le ragazze di un'altra scolaresca, e sparando cazzate riuscii a prendere in simpatia due tipe. Erano di Novara, o forse di Alessandria, o forse di Cremona, e avevano un paio di anni più di me.

    Erano abbastanza trashone, ma me le ricordo sopra la sufficienza anche se ora non riesco più a tracciare col pensiero la loro fisionomia.

    Facevano uso di droga, probabilmente anche cocaina o roba del genere, e quando ormai tutti gli studenti erano andati a dormire loro erano ancora sveglie.

    Dopo una serata spesa a prendere pali erano la mia ultima possibilità concreta e decisi che dovevo entrare in camera loro; però agivo in solitaria e non avevo nessun pretesto, mi occorreva una spalla.

    "Ragazzi, chi viene con me?"

    Nessuno dei miei compagni aveva la mia stessa sfacciataggine.

    "Vengo io"

    Spuntò un ragazzo dell'altra classe che era venuta in gita con noi (stesso liceo ma altra sezione).

    Lo conoscevo a malapena ma quella sera si era creata una buona affinità e avevo utilizzato la sua camera come base di riferimento, pianificando anche di fermarmi a dormire lì; lui era molto simpatico ed estroverso anche se esteticamente normaloide, e si rivelò un ottimo "acquisto".

    Bussai alla porta della camera delle due, chiedendo loro se potevamo entrare, e loro accettarono.
    Erano sul letto in reggiseno e stavano fumando erba con le luci soffuse.
    Iniziammo a partecipare al loro mini festino a base di cannabinoidi, ridendo e scherzando.
    Il mio compagno di avventure venne preso subito in simpatia da una delle due e lei lo invitò a togliersi la maglietta, quella che invece era seduta sul letto più vicino a me mi provocava soffiandomi il fumo in faccia.

    Per non rimanere l'unico vestito e far la figura dell'idiota mi levai la maglietta, rimanendo a petto nudo.
    Ero piuttosto sicuro che di lì a poco sarebbe arrivato il momento che tanto aspettavo, in fondo per quelle due tipe cosa sarà stato un bacio? Quasi sicuramente non erano già neanche più vergini, figuriamoci che importanza potevano dare ad un misero bacetto.

    C'era un clima di fortissima tensione sessuale, mezzi nudi e sballati con gli ormoni in tiro.
    Avevo accanto questa tipa diciottenne con delle belle tettine e flirtavamo toccandoci.
    Ci provai brutalmente, praticamente buttandomi addosso a lei sul letto, ma lei mi scansò come un cane bagnato facendomi vergognare al punto che in pochi secondi mi passò perfino la sbronza che avevo in corpo.

    Si divertirono parecchio a prenderci per il culo quelle due tossichelle, e lo capimmo ancora di più in corriera al ritorno quando il mio socio mi chiese se avessi visto la sua maglietta.

    Appena dopo avergli ricordato che l'ultima volta che lo avevo visto indossarla eravamo nella stanza delle tipe, ci volle giusto una frazione di secondo per renderci conto in simultanea che lo avevano fregato.
    Lui perse la sua maglietta e io persi (ancora) la mia dignità, ma quella sera entrambi guadagnammo una buona amicizia.

    Quell'episodio umiliante non fu però l'ultimo della nottata.
    Quando me ne tornai in camera infatti trovai una compagna ubriaca che dormiva su quello che sarebbe dovuto essere il mio letto e mi sdraiai vicino a lei.
    In preda ad un ultimo rigurgito masochistico, ancora mezzo strafatto, mi avvicinai al suo viso e pronunciai quelle 4 parole che decretano il raggiungimento del punto più basso e infimo a cui possa arrivare un uomo: "Mi dai un bacio?"

    "Ma che dici red, dormi che è tardi" neanche si scompose minimamente per la mia richiesta, tanto doveva esserle sembrata assurda e dovuta esclusivamente ai fumi dell'alcol, e per fortuna il giorno seguente non ritornò più sulla questione.

    Ma questo ultimo colpo mi tolse completamente anche il sonno e non riuscii a dormire per tutta la notte.


    E ora fa ridere ricordarlo, ma quella notte silenziosa in quell'alberghetto di Firenze, reduce da una serie di laceranti sconfitte, solo con i miei pensieri e nel pieno della mia adolescenza, temetti seriamente che non avrei mai dato un bacio ad una ragazza in vita mia. E vi assicuro che non ridevo proprio per un cazzo.

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     Crudezze Liceali - Parte 3
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    07/11/18

    Crudezze Liceali - Parte 1



    Edmond Dantes nel romanzo "Il Conte di Montecristo" trascorse 14 anni di ingiusta prigionia, Solomon Northup ispirò "12 anni schiavo" e Robinson Crusoe passò  ben 28 anni della sua vita in un'isola deserta.

    Io riuscii a provare un'esperienza ancora più estrema: mi iscrissi al liceo classico pur essendo esteticamente sotto il 7 e lì vi rimasi per ben 5 anni sopravvivendo ad ogni genere di crudezza.

    Le ragioni che portarono a questo tipo di scelta scolastica però, credetemi, furono tutte da persona matura e responsabile e si potrebbero sintetizzare in 4 punti:
    • la matematica mi ha sempre fatto cagare 
    • sono obiettivamente una testa di minchia e all'ITIS mi avrebbero menato
    • mio padre voleva così e mi aveva promesso il motorino se avessi avuto una buona media
    • il classico era una scuola piena di fighette e avrei avuto più probabilità di rimorchiare
    Quest'ultima probabilmente era la ragione principale, del resto allora come ora le ragazze sono sempre state il mio interesse principale. E purtroppo anche il mio cruccio. Con il senno di poi avrei preferito fare 8 ore di matematica giornaliere, essere pestato ogni giorno nei bagni dell'ITIS e girare per tutta la vita a piedi scalzi piuttosto che assistere così da vicino alla bestialità femminile nel suo periodo di massimo splendore, ovvero quello adolescenziale.

    BENVENUTO ALL'INFERNO


    Che non sarebbe stato facile lo capii fin dai primi giorni, quando mi catapultai in questo ambiente completamente nuovo per me.
    Avevo frequentato le scuole medie nel mio piccolo paesello di provincia insieme a persone molto semplici e generalmente di modesta estrazione sociale, mentre il liceo si trovava in una cittadina di medie dimensioni e raccoglieva molti dei figli di papà del centro città.

    Erano questi i veri protagonisti dello scenario seduttivo liceale, ragazzi bellocci e benestanti (normalmente chi è ricco di famiglia tende anche ad essere esteticamente sopra la media perché ovviamente i ricchi fanno la scalata genetica e trovano le mogli più fighe e fanno figli più belli) con l'Audi nuova a 18 anni, la camicetta ralph lauren e l'IWC al polso.


    Non fosse stato abbastanza chiaro che le ragazze ambivano a loro, c'era una scritta sui bagni dell'istituto a rimarcarlo in maniera più esplicita:

    "(Nome del belloccio figlio di papi) oggi mi sono rasata la figa per te".

    Nonostante l'ambiente altamente competitivo non avevo comunque abbandonato l'idea di trovarmi una ragazza e vi giuro che all'epoca non mi drogavo né prendevo psicopaste, ero proprio così ritardato di mio.

    Mi sarebbe bastata una ragazza, solo una, una fidanzata. Non avevo velleità da playboy, anzi venivo dal background culturale degli ingenui e blupillatissimi anni '90 e credevo nella possibilità di poter instaurare una relazione sana con un essere femmineo.

    Guardandomi indietro però devo dire che i primi due anni (il cd. "ginnasio") furono per me proprio i peggiori e obiettivamente le mie chances di trovare una ragazza erano praticamente nulle.

    Per le ragazze invece fu già fin da subito una gran pacchia.
    Gran parte di loro già sperimentava i primi fidanzamenti, le prime seghine e i primi pompinetti e qualcuna si spingeva anche oltre.

    Ricordo un lunedì mattina un gruppo di persone riunite intorno a una mia compagna di classe.
    Raccontava di come il week end precedente, una nostra compagna di scuola avesse avuto un rapporto sessuale a una festa e, noncurante di essere nel suo periodo (si dice così?), avesse imbrattato tutte le lenzuola di sangue.


    Venire a conoscenza di questo episodio, perdipiù raccontato con la stessa naturalezza con cui si racconta di uno che abbia accidentalmente versato della birra sul divano, fu piuttosto shockante per  tutti noi maschi della classe.

    Io in particolare, non solo non avevo mai avuto rapporti sessuali, non solo non avevo mai baciato una ragazza, ma all'epoca non avevo in vita mia mai neppure partecipato ad una festa!


    E di crudezze come quella ne seguirono molte altre; spesso erano le ragazze stesse a lasciarle trapelare, tipo quando il belloccio preferiva una ragazza ad un'altra e allora quest'ultima per invidia andava ad infangarla per tutta la scuola.
    O come quella volta che una ragazza quattordicenne, nervosa e arrabbiata, chiese il telefono a un mio amico per mandare un sms, senza sapere che stava digitando il suo messaggio su uno dei primi modelli di cellulare che potevano salvare i messaggi inviati e che io e i miei amici avremmo scoperto tutti quanto la gentil pulzella aveva da dire: "Mi hai fatto troppo incazzare, stasera scordati la scopata." 

    Io e i miei compagni eravamo tutti sfigatissimi, e la maggior parte di loro non solo avrebbe concluso quei 5 anni di superiori da vergine, ma molti sarebbero arrivati alla maturità senza neppure dare il primo bacio. Una volta ricordo che un mio compagno, preso dalla disperazione, offrì diecimila lire a una bruttina per un bacio e lei gli rise in faccia umiliandolo (che poi, diciamolo, 10mila lire non erano neanche male, i miei all'epoca mi davano 20 mila lire a settimana).

    Completamente diversa era però la situazione per i ragazzi con LMS al top, e lo capii bene una mattina in cui provai ad avvicinare uno di loro, proprio quello che si stava frequentando con la tipa per la quale ebbi la prima cotta.
    Volevo scoprire cosa ci trovasse di tanto speciale in lui, quale sì splendida personalità dovesse avere per risultare tanto attraente, volevo magari diventargli amico e mostrare alla mia fiamma che pure io ero una persona cool.

    Non ricordo esattamente con che parole lo approcciai, ricordo solo che ad un certo punto feci virare il discorso verso l'argomento che più mi interessava.

    "Ho saputo che stai uscendo con (tipa che mi piaceva)"
    "Sì, sì" mi rispose, come a dire "ma che vuole questo ragazzino?"

    "Beh, è una ragazza molto carina"
    A questa mia osservazione restò piuttosto impassibile e tagliò corto dicendomi

    "Mi sono scopato di meglio"

    Mentre cercavo di riprendermi dal gancio destro metaforico che mi aveva appena centrato la bocca dello stomaco, prese la parola l'altro ragazzo che era insieme a lui e che voleva approfondire il discorso.

    E così, mentre i due iniziavano una divertente e machosa discussione sulle tipe migliori che "si erano scopati", io mi congedai e me ne ritornai in classe avvilito.

    Col senno di poi però quel tipo aveva ragione: io all'epoca avevo la mente piena di proiezioni romantiche e gli ormoni in subbuglio ma, a conti fatti, le ragazze a cui aspiravo e che io vedevo come delle dee erano solo ragazze appena carine, c'era effettivamente molto di meglio.
    Ok che io ero bruttino, mi vestivo come un ragioniere degli anni '70 e portavo gli occhiali alla Harry Potter, ma porcodue loro erano delle stracazzo di 6.5 al massimo, tipe che in un locale di Copenaghen sarebbero letteralmente scomparse, e inoltre non avevano neppure chissà quali qualità umane.

    Il 90% delle ragazze di quella scuola erano solo delle povere oche frivole, che sì studiavano Omero e Leopardi, ma il loro interesse principale rimanevano sempre le scarpette di Prada, i cellulari all'ultima moda e i bei faccini.

    Memorabili le ore spese in aula video a guardare documentari sull'olocausto in occasione della giornata della memoria, alcune ragazze arrivavano perfino a piangere di fronte ai poveri prigionieri ebrei pelle ed ossa. Peccato che la loro commozione durasse giusto il tempo della lezione, perché subito dopo tornavano a sbavare dietro a ragazzi che parevano usciti da poster di propaganda ariana e a trattare i brutti nasoni proprio come dei..com'era quella parola...subumani?

    Quanto ho riso per quella vignetta sulle tipe che scartano i cessi su tinder in stile SS, ho sempre riso molto per le vignette di redpill comics ma quella lì mi fece letteralmente sputare un polmone per quanto sembrava che l'autore avesse letto nei miei ricordi. 

    la vignetta incriminata

    Insomma , queste cavolo di liceali non erano per nulla speciali, né esteticamente né umanamente, eppure, per qualche ragione all'epoca a me sconosciuta (ma oggi ben chiara), nonostante condividessimo lo stesso spazio per molte ore al giorno, loro vivevano in universo completamente diverso dal mio, un universo di privilegi e appagamento totale, ed essendo sempre stato uno piuttosto sensibile alle ingiustizie confesso che la cosa già allora mi causava frustrazione.

    Una volta eravamo a lezione e il prof. di greco ci stava parlando della battaglia delle Termopili.
    Ci faceva notare come quella battaglia fosse stata decisiva per il destino dell'Occidente.
    "Chissà come sarebbe stata la nostra società se i Greci quella volta avessero perso. Avremmo vissuto meglio o peggio?" rifletteva tra sè e sè "beh, forse per le donne sarebbe stato peggio, visto come vivono ora negli attuali Paesi islamici".

    Sbroccai e dissi davanti a tutti che invece sarebbe stato bellissimo e che il modo in cui le donne vengono trattate sotto l'Islam era più che giusto.

    Il professore rimase quasi sconvolto e al seguente colloquio coi genitori non si dimenticò di fare presente l'accaduto.

    "Suo figlio è un pochino misogino".

    Mio padre, a distanza di 18 anni, mi ricorda ancora questa cosa sghignazzando e io ogni volta gli rispondo:
    "Padre, guarda che all'epoca, in confronto ad ora, ero praticamente un attivista per i diritti femminili".

    In realtà non mi interessava né mi interessa una società islamizzata, anche lo stile di vita degli spartani andava benone.
    Omosessualità accettata, spirito guerriero, culto del corpo, una gloriosa civiltà da difendere.

    "Quanti cani persiani hai trafitto oggi con la tua lancia lunga e dura, Alexis?"
    "Ho perso il conto Ilias, non meno di 30 comunque"
    "E bravo il mio biondino, io appena 20, fatti accarezzare i muscoloni"


    Che belle dovevano essere quelle notti stellate di Tessaglia senza donne in mezzo alle balle.

    2001 ODISSEA NELLO STRAZIO


    Durante la pausa estiva tra il primo e il secondo anno avevo perso qualche chilo e avevo cominciato a vestirmi come un normale adolescente anziché come Giampietro Mughini. Poco dopo i miei mi regalarono anche il primo cellulare, un nokia 3210, che ad essere onesti più che un telefono sembrava un'arma impropria per quanto era grosso e duro confrontato agli smartphone di ora, ma faceva comunque il suo lavoro.

    Mi resi conto che era stato un regalo molto utile il giorno in cui lo schermo fu illuminato dai primi messaggi di una ragazza che si era fatta dare il mio numero da un amico comune.

    Era piccola e bruttina, ma era il primo feedback positivo femminile e su di me ebbe lo stesso effetto della visione di un'oasi a chi ha appena attraversato il deserto senza acqua e sotto il sole cocente.

    Ci scambiammo qualche messaggino, ma più che altro molti squilli.

    All'epoca non c'era whatsapp e una conversazione via sms risultava parecchio costosa, così gli studenti andavano avanti a scambiarsi squillini tutto il giorno (senza rispondere).
    Era un po' un modo di dire "ti sto pensando". E così uno squillava e l'altro rispondeva. "Ti penso" "Anche io ti penso" e così via. Tutto il giorno, tutti i giorni.

    Roba da manicomio a pensarci ora, imprescindibile testimonianza di affetto per un adolescente dell'epoca.

    Non durò molto, tuttavia. Fu lo stesso amico che le aveva dato il mio numero a provarci con lei in contemporanea e a fidanzarsi poco dopo.
    Fu succube di lei per tutta durata della relazione (neanche lui era questo gran figo) e in più non riuscì mai a trombarla. Anzi, curiosamente, dopo avermi "soffiato" la ragazza, fu proprio grazie ad una tipa che io gli presentai che perse la verginità alla "veneranda" età di 21 anni.

    Comunque non me la presi troppo per quel tiro mancino, avevo cominciato a partecipare alle prime feste ed ero piuttosto fiducioso.

    Credevo di essere anch'io una specie di Ulisse, in viaggio alla ricerca del mio posto nel mondo.
    Sicuramente tutto si sarebbe concluso per il meglio e avrei trovato anche io la mia Penelope.

    Ma l'adolescenza è un ring, non se ne esce indenni.

    Continua...


    Crudezze Liceali - Parte 2

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    29/10/18

    Wagecuck AKA ''Cornuto che Lavora''

    wagecuck
    wagecuck

     Wagecuck: Cos'è?

    Andiamo oggi a vedere qual è il significato di wagecuck, parola spesso utilizzata in ambito redpill.

    Nonostante io sia un padano doc, nato e cresciuto in un ambiente permeato da una forte cultura del lavoro, dove le persone che ti incontrano per prima cosa non ti chiedono come ti chiami o come stai ma subito che lavoro fai, sono nel tempo ugualmente riuscito a sviluppare un' avversione al lavoro così ostinata che, al paragone, tutti i vari furbetti statali che timbrano il tesserino e poi passano l'orario di lavoro al bar sono un esempio di completa abnegazione al lavoro in quanto per me già estrarre il tesserino dalla tasca sarebbe uno sforzo lavorativo eccessivo.

    Fortunatamente vengo da una famiglia benestante e ho delle piccole entrate più o meno automatiche che, unite al fatto che vivo ancora coi miei, che non ho una famiglia a carico e che ho uno stile di vita piuttosto semplice, mi permettono di tirare avanti solamente lavoricchiando e di stare fuori dalla classica ruota del criceto "lavora-produci-consuma".

    Non è sempre stato così, in passato ho avuto alcune esperienze lavorative, poche ma eterogenee, e so cosa significa dover lavorare, magari con un capo che è un negriero che ti considera solo un limone da spremere per trarre il maggior profitto e so anche che sfortunatamente per molti lavorare è una vera e propria necessità, l'unico modo per avere da mangiare e un tetto sopra la testa, e in questo particolare contesto storico l'impossibilità di lavorare diventa motivo di forte infelicità e frustrazione.

    Ciò è ulteriore conferma del fatto che il lavoro non sempre è un modo per realizzarsi, ma molto più spesso una forma di schiavitù moderna e questo concetto assume particolare importanza se andiamo a parlare di redpill e, più in particolare di incel.

    Chi è tagliato fuori dalle attenzioni femminili ed è anche costretto a lavorare, oltre al danno dell'astinenza sessuale subisce anche la beffa di trovarsi a dare il proprio contributo alla stessa società che lo condanna alla perpetua masturbazione.

    Se ci pensate infatti, parte dei proventi di chi lavora e che viene letteralmente sottratta dallo Stato sotto forma di tasse, viene utilizzata per agevolare delle categorie che sono privilegiate rispetto al lavoratore incel.

    Pensate ad esempio ai contributi economici per le madri single (spesso tipe che si sono fatte mettere incinta e poi abbandonare da uomini di valore di mercato nettamente superiore al loro) , da dove vengono presi? Ovviamente (anche) dal coglione incel che lavora.
    Ma ci sono molti altri esempi, come ad esempio l'Erasmus che fondamentalmente è una grande orgia tra donne e Tommy finanziata dai contribuenti.
    I fondi per le famiglie versati da gente che una famiglia non riuscirà mai ad averla.

    Oppure guardate la storiella qui sotto di una donna che possiede un hotel in cui ospita un ivoriano con il quale si sollazza. Quanto scommettete che si tratta di un "rifugiato" in un albergo che riceve fondi statali per l'accoglienza? E chi paga? Ma ovviamente l'italiano cornuto lavoratore.

    wagecuck
    wagecuck
    Gli esempi di fondi statali spesi per favorire categorie già privilegiate a discapito di altre sfavorite si sprecano ed era inevitabile quindi che in questa enorme beffa che vive l'uomo medio in occidente, qualcuno prima o poi coniasse un termine appropriato per descrivere lo stato dei fatti, e questo termine è appunto "wagecuck",  letteralmente "paga-cornuto" e descrive chi sgobba al lavoro per pochi soldi e manda avanti una società che lo reputa una nullità e lo discrimina continuamente.

    La differenza tra il lavoratore in una società tradizionale e il moderno wagecuck è proprio questa:

    • Il primo lavorava e veniva ricompensato da dei diritti. La società gli dava delle prospettive future, e la possibilità di crearsi una famiglia. 
    • Il secondo invece lavora per conferire dei diritti alle stesse persone che lo discriminano. In pratica il wagecuck finanzia la sua stessa sfiga, ed è un po' come se lavorando si autocastrasse prendendosi a martellate sui testicoli. 
    Redpill è anche comprendere che la retorica sul duro lavoro come mezzo per "nobilitare se stessi" è solo fuffa che viene propugnata dai vari media semplicemente perché la società va avanti solo grazie ai coglioni che lavorano e che quindi devono sentirsi speciali e importanti per ciò che fanno, ovvero farsi schiavizzare.

    Non c'è nessuna nobiltà nel lavoro, è solo vita che viene barattata in cambio di denaro, e chi lavora duramente e non scopa non è un cittadino modello, è solo un cornuto.

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    25/10/18

    Patriarcato VS Femminismo: Lo Scontro Finale


    Patriarcato VS Femminismo

    Non sono un grande esperto di politica, ho le mie idee e le ho espresse in passato qua e là nel blog.
    Mi reputo moderatamente conservatore, e penso si sia capito. Alcuni mi descrivono più estremista di quando non sia in realtà, forse perché ormai viviamo in una società così surreale che avere buon senso è considerato atto di estremismo.
    Dal punto di vista economico mi colloco a metà strada tra l'interventismo statale e il libero mercato, ma forse più sbilanciato verso il libero mercato.

    Detto questo, in genere ho sempre preferito accantonare il discorso politico da queste pagine per concentrarmi sugli argomenti di cui mi intendo maggiormente, ovvero le dinamiche sociali.
    La politica non è proprio il migliore degli argomenti da introdurre qui dentro perché è un tema scottante e crea forti divisioni, esattamente il risultato opposto che vorrei perseguire io con questo blog, ovvero unire le persone.
    Ho notato che i miei follower spaziano dall'estrema destra all'estrema sinistra senza tralasciare il centro e non mi pare il caso di alimentare sterili diatribe politiche nel blog.

    C'è però un tema politico che va assolutamente trattato perché è fondamentale dal punto di vista redpill, e non a caso ritorna ciclicamente nelle varie discussioni fra gli utenti.
    Si tratta della dicotomia Patriarcato/ Femminismo che porta alla classica discussione:

    E' meglio la società tradizionale oppure la società contemporanea/ progressista?


    Il dibattito in particolare riguarda principalmente il tema femminista della libertà sessuale.
    E' giusto che chiunque sia libero di avere rapporti con chi vuole, anche se la differenza di selezione sessuale che esiste tra uomini e donne (ipergamia vs poligamia)  finisce per danneggiare una fetta di popolazione? O forse è il caso di regolamentare il mercato sessuale alla pari di molti altri mercati?


    A seconda della propensione verso l'una o l'altra scelta i redpillati si possono suddividere in due categorie, quella degli "accasciati" e quella dei "cagacazzo".

    I cagacazzo sono quelli ai quali l'attuale sistema sociale proprio non va giù, e di conseguenza se ne lamentano e rompono le scatole  ( "cagano il cazzo", espressione derivata dal fiorentino medievale) perché vorrebbero cambiare le cose.
    Come potrete facilmente intuire io appartengo a questa categoria e questo blog ha fatto della rottura di palle una vera e propria vocazione.

    Gli accasciati invece sono i rassegnati, sono quelli a cui questo sistema va più che bene, o magari non va neppure tanto bene ma non hanno nessuna voglia di battersi per cambiarlo perché ritengono che non ci sia speranza, che sia tutto vano.

    La natura di accasciato presenta ovviamente due forti limiti:
    1. Porta all'immobilismo sociale: ogni cambiamento parte da ribellioni, rivoluzioni, movimenti mentre se fosse per gli accasciati la società non si sarebbe mai evoluta.
    2. Porta ad un peggioramento della situazione di partenza: non solo essere accasciati non porta a cambiamenti in positivo ma anzi spesso porta pure a cambiamenti in negativo perché lo stato di inerzia dà modo agli oppressori di opprimere ancora di più gli oppressi.
    Pensate al "manspreading", la pratica degli uomini di sedersi a gambe aperte sui mezzi pubblici.
    Lo avreste mai detto dieci anni fa che sareste stati considerati degli schifosi maschilisti solo per il modo in cui vi sedete? Ecco, se ciò accade ringraziate gli accasciati che non hanno fatto nulla per fermare i deliri femministoidi quando è stato il momento.

    il monumento all'accasciato

    All'Amor non si Comanda

    Questo è il cavallo di battagli argomentativo degli accasciati, il fatto che, anche volendo, i sentimenti delle persone non si possono controllare. Le scelte delle persone possono essere indirizzate ma si tratterà sempre di una forzatura. Non ci sarà mai un sentimento autentico alla base di una scelta fatta per costrizione sociale, quindi è assurdo fare certe imposizioni alle persone.

    Questo mi sembra ineccepibile: non si può pretendere di essere amati, non si può pretendere amore dagli altri e tanto meno lo si può richiedere allo Stato.

    L'ho sempre detto nel blog: lamentarsi di non avere una vita sentimentale idilliaca non solo è sbagliato, ma tali lamentele danneggiano anche tutta la causa dei redpillati (ammesso che ce ne sia una).

    Ciò che va pretesa è una vita sessuale, ovvero la soddisfazione di un bisogno primario, mentre molti si lamentano di non avere validazione e appaiono come bambini capricciosi a cui giustamente la gente ride in faccia, perché il loro comportamento è analogo a quello di chi si lamenta perché  non possiede un bene di lusso.

    In fondo, se ci pensate, pure le donne potrebbero fare le stesse lamentele. Le donne hanno tutte possibilità di una vita sessuale ma non tutte vengono "validate", molte vengono semplicemente usate dai fighi e anche questo genera frustrazione.

    "Meglio un Parco Giochi per Pochi, che una Vita Grigia per Tutti" 

    Questo è un discorso accasciato che parte dal presupposto che nella società tradizionale la vita degli uomini era comunque peggiore di adesso.

    Chi aveva le possibilità veniva represso, mentre chi se la passava male se la passava ancora peggio di adesso, dovendo fare lavori pesanti e partire per guerre dove sarebbe stato quasi sicuramente ammazzato. Non era certo la presenza di una vita sessuale garantita dal matrimonio a cambiargli la vita in meglio.

    Il femminismo è prosperato proprio perché ora viviamo in un'epoca più ricca e prospera, e tale ideologia altro non è che il lato scomodo del nostro benessere.

    L'accasciato ritiene che sia meglio innalzare il livello di felicità complessivo della popolazione anche a costo di generare enormi sproporzioni di felicità tra i singoli.

    Autoreferenzialità

    Penso che gli errori di ragionamento degli accasciati si possano sintetizzare un po' tutti nel titolo di questo articolo.
    Chi promuove questo tipo di società giudica le alternative possibili parametrandole ai valori della propria società, ovvero quella contemporanea.
    Questo è l'errore maggiore, non avere capacità di immedesimazione e rimanere rigidi e ancorati sui propri valori.

    Gli accasciati pensano che la mentalità edonistica, superficiale e materialistica della nostra società sia il massimo e non si rendono conto che in realtà anche questo schema di pensiero altro non è che un condizionamento sociale, è indotto dai media ed è funzionale ad un certo tipo di sistema.
    E' una libertà del tutto fittizia, che viene ritenuta erroneamente la migliore delle situazioni possibili solo per una questione di comodo.

    Per loro la donna di 70 anni fa che si sposava a vent'anni secondo loro doveva per forza essere oppressa perché poverina non poteva andarsene in giro per il mondo con Ryanair a provare uccelli di ogni nazionalità ubriacandosi ogni sera.
    Non passa neanche per l'anticamera del cervello il pensiero che magari il suo sistema di valori era tale da ricercare la felicità attraverso la famiglia e non attraverso la zoccolaggine, che il sesso all'epoca era visto ai fini del concepimento e non come una giostra.

    I valori di oggi non sono quelli di ieri e non sono neppure quelli di domani, cambiano a seconda del tempo e dello spazio ed è da stupidi non prenderne atto.

    La Posizione del Blog



    Le società devono giudicarsi per la loro capacità di fare in modo che le persone siano felici e a mio avviso la nostra società occidentale contemporanea non raggiunge questo obiettivo.

    Una società in cui pochi siano molto felici e molti lo siano poco è una società globalmente meno felice di una in cui tutti hanno un livello medio di felicità.

    E' stato dimostrato che le persone povere che vivono in società ricche sono molto più infelici delle persone anche più povere di loro ma che vivono in società povere.
     
    Io penso che lo stesso discorso si possa applicare anche alla vita sessuale.

    Non avere una vita sessuale in una società in cui pochi fanno indigestione di scopate rende molto più infelici ed è utopistico pensare che l'infelicità del singolo non abbia ripercussioni sulla collettività.


    Non trovo giusta una società in cui un uomo che lavora in fabbrica 8 ore al giorno guadagni meno di quanto guadagna sua figlia adolescente normoestetica su instagram, non trovo giusta una società in cui una cicciona può vendere le sue mutande usate per 50 euro mentre un uomo che perde il lavoro finisce a dormire in macchina, non trovo giusta una società in cui una ragazza che si vanta di scopare molto venga elogiata come libera ed emancipata mentre un ragazzo che si lamenta di non trovare una partner sessuale venga insultato e deriso.

    In coerenza con la mia concezione politica espressa all'inizio ritengo quindi che sia necessario un ritorno ad una società almeno moderatamente conservatrice, anche perché la situazione attuale rappresenta un cancro dal punto di vista demografico dal momento che il femminismo ha stroncato il tasso di natalità dei Paesi occidentali.

    L'ideale sarebbe trovare una soluzione che garantisca la libertà di scelta dei singoli ma che tuteli anche chi è sessualmente svantaggiato e io penso che la si possa trovare agendo su 2 fronti 
    • Culturale, che porti ad un cambiamento nel sistema di valori. Certi comportamenti come l'eccessivo esibizionismo e la promiscuità dovrebbero essere biasimati anziché incoraggiati. 
    • Legislativo, con normative ad hoc che garantiscano a tutti un minimo di vita sessuale, ad esempio attraverso la regolamentazione della prostituzione e l'istituzione di misure economiche che rendano il sesso mercenario accessibile a tutti, anche finanziato dallo Stato se necessario.
    Troppo comodo parlare di libertà sessuale e goderne a discapito degli altri, quella a cui assistiamo è fondamentalmente una licenza concessa alle donne di comportarsi come se vivessimo allo stato brado e secondo me tutto questo va contro ad ogni principio di società civile.

    Aristotele diceva che chi è incapace di vivere in società, o non ne ha bisogno perché è sufficiente a se stesso, deve essere o una bestia o un dio.

    Ecco care donne, non siete dee, e se volete comportarvi come bestie la società civile non fa per voi, andatevene a vivere nelle caverne.

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