25/03/20

Le Donne ai Tempi del Coronavirus

Le Donne ai Tempi del Coronavirus

La pandemia di Coronavirus e la conseguente quarantena imposta dal Governo si stanno rivelando una sorta di involontario esperimento sociologico.
La nuova e inaspettata situazione ha esaltato molti aspetti della natura femminile e reso ancora più evidenti molte dinamiche di cui ho parlato in passato nel blog.
Avrei preferito un momento meno drammatico per dire ai miei lettori più scettici "Ve l'avevo detto", ma visto che ormai questa crisi sanitaria ha monopolizzato l'attenzione di tutti e ne avremo ancora per un po', tanto vale spendere anche due parole su come questa emergenza ha cambiato i comportamenti e i modi di pensare delle donne e delle persone in generale.

La Libertà


L'aspetto più evidente direi che è sicuramente la riscoperta del senso di responsabilità collettivo.
La mentalità femminile pre-Coronavirus era improntata su una forte difesa della libertà personale, così radicata da sfociare in onnipotenza.
Persino nei primi tempi, quando già c'erano i primi ricoverati gravi ma solo i più lungimiranti avevano capito la gravità della situazione, erano prevalentemente le donne - in linea con la loro tipica mentalità progressista- a sostenere che non bisognasse limitare la libertà personale e a rivendicare il diritto di andare agli aperitivi in centro e a mangiare nei ristoranti cinesi.

Molte volte ho sostenuto che nella nostra società c'è troppa libertà, in particolare in ambito sessuale, e questo causa pesanti disuguaglianze. Al pensiero di rimettere parzialmente in discussione questo sistema sono stato preso per pazzo e anche molti utenti sostenevano che ormai certe libertà si sono così solidificate nella testa della gente che nulla potrebbe mai modificare il sistema di valori.

Il Coronavirus ha fatto accadere l'impensabile: non solo le persone ora hanno accettato di rimanere barricate in casa e di chiudere la propria attività, ma il processo di svuotamento delle strade ha richiesto un lasso di tempo relativamente breve.
Una volta prospettata una minaccia grave (in questo caso per la salute) e ricevuto un ordine da un'autorità, nessuno ha più avuto il coraggio di fiatare.
Ironicamente sono proprio le donne quelle che hanno maggiormente assunto uno spirito liberticida, arrivando persino ad inveire e a fare da delatrici contro chi continua a fare movimento all'aperto in solitaria, attività che, pur limitata, rimane consentita dal decreto.
Incredibile come in meno di un mese le donne siano passate dal non tollerare mezzo commento sulle loro libertà di scelta all'essere esse stesse in prima linea nel vietare la libertà altrui mettendosi persino al di sopra della legge e cercando di prevaricare sugli altri.

A dimostrazione di quanto le donne siano fondamentalmente conformiste per natura: l'essere fisicamente più deboli le ha fatte evolvere per cercare maggiormente l'approvazione della propria comunità e ha instillato nel loro dna la tendenza ad omologarsi alla massa. In epoca libertina sono libertine e pro-libertà, in epoca di austerità sono le più austere.

Questo virus pare però aver momentaneamente fatto interiorizzare il concetto che, quando vivi in una società, il comportamento dei singoli è in grado di impattare sulla qualità della vita di tutti, e che quindi in certi casi una limitazione di libertà che punti a contemperare gli interessi di tutti non è un atto dispotico ma fa parte di ogni comunità civile che si rispetti.

Il Sesso





Per la maggioranza delle donne questi giorni di quarantena saranno il periodo più lungo di astinenza sessuale di tutta la loro vita.
Ogni volta che chiedo ad una ragazza "quale è stato il periodo più lungo che hai trascorso senza fare sesso?" in genere mi dà una cifra che è intorno alle tre settimane e mentre lo dice ha dipinta in volto l'espressione di chi sta rievocando con la sua mente i suoi vent'anni in cella di isolamento in un carcere messicano.
Il sesso è quasi universalmente considerata l'esperienza più piacevole di tutte [Grimm et al. 2015] [Wylie K. 2009], oltre ad essere una necessità fisiologica.
Eppure quando gli uomini si lamentano di non poter accedere al sesso, le donne cercano immediatamente di negare il loro dolore o di sminuirlo. Frasi come "il sesso non è un diritto", "si può sempre pensare ad altro" sono ormai diventate proverbiali del modo che hanno le donne di affrontare la questione, però sono anche piuttosto comode da utilizzare se tanto l'astinenza sessuale è un problema che non ti toccherà mai perché, in quanto donna, hai la fila.

Ora però questa quarantena sta facendo finalmente provare alle donne cosa significa la solitudine.
Sta dando loro un assaggio di ciò che una grossa percentuale di uomini prova per buona parte (se non tutta) della propria vita.
E si è scoperto che bastano un paio di settimane di astinenza per far reagire le donne in maniera molto meno dignitosa della loro controparte maschile e mostrarle in tutta la loro ipocrisia.
Prima vivevano una festa perenne tra vita sociale frenetica, cocktail e cene scroccate al malcapitato di turno, rimorchi facili su Tinder, incontri sessuali con uomini più belli di loro.

Ora è tutto momentaneamente finito e stanno provando anche loro sulla pelle il dolore della solitudine forzata, capiscono cosa si prova a passare la propria vita senza possibilità di contatti umani, senza avere validazione.
Capiscono (le più intelligenti) la dura verità che ciò che davano per scontato non lo è affatto e in questa situazione si trovano palesemente spaesate e frustrate. A differenza dell'uomo medio che invece sta metabolizzando meglio il sacrificio a cui è costretto, anche probabilmente grazie all'aiuto di quegli hobby che le donne non hanno molto tempo per coltivare, prese come sono dall'intensità della loro vita.

E come reazione frignano e si lamentano di continuo. In tre anni di pagina facebook non mi sono mai preso tanti insulti e minacce come quelli che mi hanno lanciato le varie ragazzine frustrate quando ho fatto notare questa loro contraddizione tra lo sminuire la mancanza di sesso negli uomini e ingigantire oltre misura la crisi di astinenza quando tocca a loro.
Dicevano che il sesso non è fondamentale, ora gli incontri con il figo conosciuto su Tinder sono rimandati a data da destinarsi, quindi se ne facciano una ragione e cerchino di essere coerenti una volta tanto.

Conte è il nuovo Sex Symbol



Un altro fenomeno interessante da notare è la nuova mania per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che è diventato ormai una sorta di rockstar con tutte le groupie al seguito.
In un precedente articolo avevo spiegato perché Salvini piace alle donne, pur non essendo bello come Conte.

Il fascino di Conte era già riconosciuto all'epoca ma nel periodo post Coronavirus ha subito un'impennata notevole (per dire, la pagina Instagram "le bimbe di Giuseppe Conte" è passata in pochi giorni da meno di 10 mila follower a oltre 300 mila), tanto che diversi utenti hanno ritenuto doverosa da parte mia una spiegazione.

La parola magica in questo caso è Status. Il ruolo politico che Conte riveste è sempre lo stesso ma questa crisi sanitaria lo ha messo al centro dell'attenzione di tutti.
La vita di 60 milioni di italiani, mai come ora, è dipesa dalle sue decisioni. Tutti attendono da lui informazioni, rassicurazioni e linee di comportamento da tenere.
In un clima di incertezza e di paura Conte rappresenta la figura forte a cui la donna per sua stessa natura tende ad affidarsi.
Aggiungeteci il fatto che la ragazza media prima di questo boom mediatico neppure sapeva cosa fosse un presidente del Consiglio e vi sarà chiaro il perché di questo isterismo di massa.

Femminismo non Pervenuto



Tutti si stanno chiedendo che fine abbiano fatto le femministe e i progressisti vari. Le loro ultime notizie risalgono a quando dicevano che il femminicidio uccide più del virus, a quando negavano l'esistenza del problema invitando gli italiani a continuare ad uscire e a non farsi contagiare del virus più pericoloso, cioè quello del razzismo.
Appena è stato chiaro a tutti che il problema era serio e non era il momento di fare propaganda da quattro soldi si sono tutti immediatamente volatilizzati.
Prima la TV martellava incessantemente con i femminicidi, discriminazioni e razzismo. Ora improvvisamente chissà perché quelle notizie non si sentono più.
Sarà che, come ho sempre detto, certe ideologie portano avanti battaglie insussistenti che possono trovare spazio solo in una società opulenta e priva di gravi problematiche?
Mi sembra la spiegazione più plausibile.
Il Governo femminista finlandese ora viene sbeffeggiato persino sul più importante quotidiano nazionale per la sua incapacità di affrontare il problema Coronavirus a causa della mancanza di una reale leadership. 
Una società femminista e progressista è possibile solamente in periodo di pace e prosperità. Appena arriva un qualunque problema serio essa mostra tutti i suoi limiti. Non esistono femministe su una nave che affonda.
Nessuno ha più voglia di ascoltare le stronzate femministe o sinistroidi, come è giusto che sia. Le donne sono ritornate a pulire casa e infornare torte come nei sogni più bagnati dei nostalgici del patriarcato.

In Conclusione

Il Coronavirus ha cambiato mentalità e comportamento delle persone più in fretta e più incisivamente di come avrebbe potuto fare una rivoluzione. Questa disgrazia ci sta dando la dimostrazione che cambiamenti radicali possono avvenire in qualunque società e che non si può scindere il benessere individuale dal benessere collettivo. Spero che quando questo sarà passato saremo tutti un po' più ragionevoli.
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06/03/20

La Parola ai Lettori: Cambiano le Età, Cambiano le Priorità

 

 Dalla Posta dei Lettori


Caro Redpillatore,

Da circa 6 mesi leggo il tuo forum (l’ho scoperto tramite un amico che mi aveva consigliato di leggere uno dei tuoi articoli sull'antifemminismo). Devo ammettere che sin da subito mi sono ritrovato in molte idee e  in tantissimi articoli e anche in quelli dove non sono molto d’accordo devo ammettere che li ho trovati interessanti e stimolanti.

Mi auguro che chiunque leggerà questo articolo si fiderà di ciò che scrivo, in caso contrario non posso farci nulla...

ATTENZIONE, PREMESSA FONDAMENTALE!!

NON sono di certo un figo, mi sono sempre sentito dire che sono molto carino ma ripeto non sono uno di quelli che fanno svenire le donne quando passano. Ho 26 anni, con un buon lavoro, sono alto 185 cm e peso 80 kg con un fisico abbastanza atletico ( non sono un bodybuilder), gioco a calcio, vado in palestra e mi lancio col paracadute. Non sono e non sono mai stato uno da una botta e via e di conseguenza non ho avute moltissimi esperienze

Gioco e ho sempre giocato a calcio e questo mi ha sempre aiutato a fare tante amicizie ed essendo sempre stato forte mi sono ritrovato a ricoprire ruolo di capitano o di leader della squadra. Da sempre, alle ragazze ho anteposto la famiglia, lo sport, gli amici e i viaggi. Ogni estate da fine liceo viaggio ( dalle 2 alle 4 settimane) con lo zaino in spalla in giro per il mondo, facendo autostop e dormendo in camerate con altre persone e questo sicuramente mi ha permesso di vedere molte culture e (dato il mio carattere) di conoscere tantissime persone.

P.s.
Cosa particolare, quando dici alle ragazze che fai questo tipo di viaggi  ( e che non vai in quei posti tipo Mikonos e bordelli vari) ottieni sempre un particolare interesse.


Partirò dal principio, sin da piccolo non ho mai avuto problemi di socializzazione con maschietti e femminucce anzi ero sempre uno dei più iperattivi e scalmanati, sin dalle elementari ho sempre avuto le bambine più carine che mi correvano dietro grazie anche al fatto che in tutti gli sport ero sempre quello ad eccellere e facevo il capitano in ogni situazione. Così è continuata anche alle medie con i primi bacetti con le ragazze più carine.

Anche al liceo la situazione non è cambiata molto, eccellevo sempre nel calcio ed ero io ad organizzare il gruppo per le uscite del sabato sera. Durante l'ultimo anno e mezzo mi sono fidanzato (NON con facilità) con una delle più carine della scuola e siamo rimasti assieme per circa 3 anni.
Durante la mia laurea triennale ho conosciuto molte ragazze ( facoltà prettamente femminile) tuttavia, anche considerado che il primo anno e mezzo ero ancora fidanzato, non ho combinato quasi nulla di serio. Ad eccezione, quando l'ultimo anno ebbi una relazione fugace e lampo ( lei andò a vivere all'estero) con forse la più carina del nostro corso.

Finita la triennale, ho iniziato un master di 1 anno dove è cambiata in parte la mia visione del mondo e delle persone ( forse anche a causa di qualche problema famigliare) e di conseguenza la visione del mondo verso di me. La facilità di approcciare e ricevere un sorriso o comunque un certo interesse non era cambiata, è mutato il modo in cui vedo le ragazze e il modo in cui loro vedono noi. Se prima per me era sufficiente essere bravo a calcio, essere un po' il "bad boy" della scuola ed essere il leader del mio gruppo di amici ora vedo che questo ( eccetto per quelle molto meno carine di me o altri casi) non basta sempre più.

Ora le ragazze vogliono che le porti a cena nei posti fighi (pagando tu ovviamente!), che zerbini stando al cellulare con loro mentre sei fuori coi tuoi amici ( sempre che lei ti abbia dato il permesso di uscire), che fate le vacanze assieme e che in generale le metti su un piedistallo e sei sempre pronto a correre li per loro ( sto parlando in generale ovvio che ci sono casi diversi)

Tuttavia per me questo è sempre stato impensabile ed infatti ho iniziato lentamente a distaccarmi da questa cosa e farmi sempre di più gli affari miei; sono sempre stato uno spirito libero che vuole viaggiare, giocare a calcio, fare surf, stare con gli amici e lanciarsi col paracadute e che se scopa bene ma se non scopa amen.

Continuo ad avere rapporti e spesso esco a cena o a bere una birra con le mie amiche più strette , che stimo e considero diverse, ma ho limitato sempre di più le uscite con potenziali tipe. Un paio volte mi è capitato di rivedere due tipe con cui avevo stoppato la frequentazione (per i motivi sopracitai) ed entrambe con un misto di rabbia e ostentazione mi hanno fatto notare che avrei potuto esserci io al posto del loro momentaneo fidanzato se solo avessi voluto..

E indovina un po' chi era il loro tipo? Uno molto più brutto e asociale di me ma udite udite era RICCO e ovviamente uno ZERBINO sempre pronto a correrle dietro per qualsialsi cosa.

Nei miei viaggi ho conosciuto tipe di diverse nazionalità e diverse età e sono stato in nazioni dove la bellezza media ti fotteva il cervello talmente era alta ( altro che le italiane) e in nazioni dove la bellezza media ti faceva venire la tristezza talmente bassa, ma una cosa a prescindere da nazionalità e bellezza è sempre stata comune: quello che le donne cercano.

Se fino ad una certà età ti basta essere figo,"bad boy" e anche un po' stronzo per fartele, ad una certa età le cose iniziano a cambiare dal punto di vista femminile.

Quando si accorgono che iniziano a non essere più cosi fighe e iniziano a sentirsi sole perchè le loro "amiche" sono fidanzate e le tanto ostentate "stories" e foto su instagram iniziano a perdere valore; allora cambia tutto, lì iniziano a cercare qualcuno (possibilmente benestante o ricco) che dia sicurezza, qualcuno anche molto meno carino (cosi più controllabile) e di cui magari sono poco innamorate ma che sia pronto a scarrozzarle ovunque e a correrle dietro ad ogni capriccio, qualcuno pronto a colmare quel vuoto e quel senso di solitudine.

Solitudine che non è altro che frutto delle scelte degli anni precedenti ovvero di  fare quello che vogliono e di essere libere ed indipendenti perchè "il mio corpo è mio e sono libera di farmeli tutti e non mi devi giudicare"; pensando che poi tutte queste scelte non avranno conseguenze...

Sinceramente questa situazione non mi pesa in modo particolare forse perchè da sempre ho visto le ragazze come un qualcosa in più e non come il centro della mia esistenza

Ovviamente io sto parlando in generale delle donne, non tutte sono così e ci sono le eccezioni.

Questa mia "lettera" non è contro le donne o volta a lamentarmi o a piagnucolare per la società di merda dove viviamo, è solo per raccontare la mia personale esperienza che può essere condivisibile o meno

Spero di essermi spiegato bene, qualora ci fossero dubbi sono pronto a risponderti. Ho cercato di riassumere 26 anni di rapporto con le ragazze ovviamente non citandole tutte ma cercando di trasmettere più quello che ho imparato che quello che ho fatto o vissuto con ogni singola ragazza.
  

Il Redpillatore Risponde 


Ciao, grazie per avermi scritto e scusa se ti rispondo solo ora ma è un periodo un po' indaffarato per me.
Il fenomeno che descrivi nella tua esperienza, per cui le donne tendono a modificare i propri criteri selettivi a seconda dell'età, rientra in una casistica che conosciamo bene e della quale ho parlato nell'articolo sul "Paggetto". 
Non sei neanche il primo belloccio che mi scrive raccontandomi di aver iniziato a soffrire la concorrenza dei più ricchi, anche se queste questioni di solito si pongono dopo i 30 anni mentre tu dovresti essere ancora giovane.

Vedi: Chi si Redpilla è Perduto? 


I criteri che le donne utilizzano per scegliere gli uomini sono sempre gli stessi, ovvero l'estetica e lo status socioeconomico, ma assumono di volta in volta proporzioni differenti sia a seconda della ragazza che dell'ambiente.
In un contesto di povertà, come in molti Paesi del terzo mondo, le ragazze fin da giovanissime cercano di sfruttare la propria attrattività per legare a sè uomini benestanti che possano garantire loro un po' di stabilità e di sicurezza economica. Invece in un contesto come quello occidentale le donne godono di relativo benessere e possono permettersi di selezionare in maniera più frivola e andare con gli uomini solo per puro piacere, aprendo le gambe solamente ai più belli.
Dopo una certa età tuttavia le priorità cambiano anche per le donne italiane. Spassarsela se la sono spassata, però i vent'anni non si hanno per sempre e ad un certo punto bisogna anche pensare al proprio futuro. Il denaro comincia ad avere un peso sempre maggiore, sia perché le spese della vita sono tante, sia perché passata la fase della giovinezza la donna vorrebbe anche migliorare lo stile di vita. A quel punto però, se si tratta di una donna di bellezza media, deve scontrarsi con la dura realtà che bellocci che siano pure monetati non ce ne sono per tutte e quelli che ci sono usano le donne come lei solo per relazioni a breve termine ma poi si sistemano con quelle più belle.
Ripiegare su uomini più bruttini diventa una scelta triste ma necessaria.

E' per questo che io dico sempre che dopo i 30 anni ha poco senso parlare di incel perché bene o male ad un certo punto qualcuna per sistemarti la trovi (non è scontato ma non è neppure così irrealizzabile come poteva sembrare a vent'anni). Da un punto di vista strettamente psicologico però c'è insoddisfazione da entrambe le parti.
La donna è abituata a uomini ben al di sopra del suo nuovo compagno, quindi si sentirà frustrata e sminuita ad andare con un uomo normale. L'uomo d'altra parte ha preso pali per tutta una vita e sente il peso delle mancate esperienze giovanili e quando finalmente trova una partner (che è comunque ben lontana dal suo ideale) è comunque costretto a notevoli sacrifici per conservarla, avendo nella relazione un potere contrattuale inferiore.


La differenza tra te che, da quanto si deduce, hai un'attrattività sopra la media e l'uomo comune che si riduce a zerbinare, scarrozzare e fare le cose che hai detto penso sia proprio questa: tu hai già la validazione femminile e quindi puoi serenamente dedicarti agli altri aspetti della tua vita che ti rendono felice perché comunque hai un potere contrattuale. L'uomo medio che ha sempre arrancato con le donne invece ha più difficoltà a trovare un suo equilibrio e quando ne trova una accetta tutta una serie di compromessi solo per ottenere una pseudovalidazione.

Ciao!
 

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18/02/20

A Che Età Uomini e Donne Sono più Attraenti?


Età di Massima Bellezza Uomo - Donna

In molti qui avranno sentito il proverbio secondo il quale "le donne invecchiano come il latte, gli uomini come il vino". E' un fatto piuttosto noto che gli uomini e le donne raggiungono il loro massimo potenziale attrattivo in fasi differenti della vita. Le donne sbocciano e appassiscono prima, mentre gli uomini tipicamente hanno tempi di maturazione un po' più lunghi. Questa però è solo una semplificazione, che penso meriti un maggiore approfondimento.
Andremo dunque a vedere in questo articolo a che età uomini e donne sono più attraenti, come cambia il loro valore di mercato durante le varie fasi della vita e cosa ciò comporta rispetto al modo di rapportarsi fra loro.
Innanzitutto partiamo dal presupposto che la bellezza gioca un enorme ruolo nel determinare l'attrattività di un individuo ed essa è data in gran parte dall'efficienza fisica che un corpo esprime e dalla fertilità, fattori che sono entrambi correlati alla giovinezza.

La donna però deve confrontarsi con un problema che l'uomo non ha: l'orologio biologico.

Un uomo sano è fertile praticamente per tutta la durata della sua vita. E' vero che dopo i 45 anni la sua fertilità tende a diminuire, ma tecnicamente potrebbe benissimo diventare padre anche a 70 anni.
La donna invece è maggiormente fertile tra i 20 e i 30 anni, mentre dopo i 35 anni assiste ad una drastica riduzione delle possibilità di concepire. Dopo i 40 anni spesso avrà già perso la capacità di fare figli senza intervento medico e anche se riuscisse a concepire naturalmente avrebbe un'elevata probabilità di dare alla luce figli di salute cagionevole. [Fonte: Ministero della Salute]

Sappiamo già che questa differenza biologica è il motivo per cui le donne sono più selettive degli uomini. Ciò dunque si trasforma in un vantaggio per quanto riguarda le infinite opzioni sessuali a vent'anni, ma da un altro lato rende la loro bellezza più labile rispetto a quella maschile.

Personalmente credo che il picco estetico femminile vada a collocarsi tra i 18 e i 24 anni, e che già dopo i 25 anni inizi un lieve declino estetico che poi risulta evidente a 30 anni e impietoso a 35.
L'età di massima bellezza di un uomo invece penso sia molto più variabile ma in media la metterei tra i 30 e i 35 anni, un'età in cui sei ancora relativamente giovane ma fisicamente più sviluppato e mascolino.

In uno studio effettuato da Batres et al. 2015 , ad esempio, le immagini di ragazzi di 25 anni sono state modificate e valutate dai partecipanti. Si è scoperto che rendendo il volto più mascolino, alzando la statura oltre 185 cm e aggiungendo dieci anni di età ai campioni, i soggetti apparivano più dominanti, di conseguenza percepiti con un maggiore status. Secondo i ricercatori ciò spiegherebbe perché i registi dei film di azione tendano a scegliere in media attori sui 35 anni per impersonare il ruolo dell'eroe nei loro film.

Vedi: Come lo Status Attrae le Donne


Anche nel mondo della moda si osserva una preferenza per uomini di età maggiore rispetto alle colleghe: gli uomini vengono in genere scoperti più tardi e a 35-38 anni sono ancora in piena attività, mentre le donne iniziano da adolescenti e mediamente si ritirano a 28 anni.

Uno studio effettuato da Windhaget et al. 2019 , del resto, dimostra chiaramente che le donne sviluppano segni di invecchiamento sul viso a una velocità doppia rispetto agli uomini.
Naturalmente poi anche la genetica e lo stile di vita (sole, alcol, fumo ecc.) hanno un impatto notevole e possono ritardare o accelerare il decadimento.

Lasciando un attimo da parte i discorsi scientifici, mi ha divertito un'analisi su Reddit basata sull'età delle fidanzate di Leonardo Dicaprio, che ha portato alla luce un fatto curioso: l'attore non è mai stato fidanzato con una ragazza sopra i 25 anni, neppure oggi che lui di anni ne ha 45. Tutte le sue relazioni si sono concluse prima che la fidanzata in carica compisse il ventiseiesimo anno di età.  Certo non credo che il buon Leo annoti in un taccuino la data di scadenza delle sue compagne, ma il fatto che un uomo che può avere tutte le donne che vuole vada a pescare tutte le fidanzate entro la stessa fascia di età è significativo e conferma ulteriormente il mio punto di vista.


Leonardo Dicaprio fidanzate
Leonardo Dicaprio fidanzate

 

Il Muro


Gli anglofoni utilizzano l'espressione "hit the wall", cioè colpire il muro, per definire il calo di prestazioni di un atleta. La stessa metafora è presa in prestito per spiegare quella fase della vita di una donna, in genere intorno ai 30 anni, in cui essa inizia a sentire la concorrenza delle ragazze più giovani e vede ridursi il proprio potere contrattuale rispetto alla controparte maschile.
Si tratta dell'equivalente femminile della "crisi di mezza età", un periodo della vita in cui lei traccia un bilancio degli anni appena trascorsi e inizia a rendersi conto che forse è ora di smetterla di inseguire fugaci emozioni e puntare alla stabilità; oppure, se già impegnata in una relazione stabile, a chiedersi se quello che ha accanto è l'uomo migliore che poteva trovare.

So che molti dei miei lettori sono scettici riguardo all'esistenza del muro. Obiettano che una donna, anche a 50 anni, riceve sempre una quantità sproporzionata di richieste e proposte.
Questo è sicuramente vero. Anche il cadavere il parziale stato di decomposizione di una novantenne otterrebbe più match su tinder dell'uomo medio. L'errore però a mio avviso è quello di analizzare il fenomeno dal punto di vista maschile anziché da quello femminile.

A una donna, soprattutto dopo una certa età, non interessano tante proposte da un branco di uomini arrapati di basso valore che la vedono solo come una "milf", ma punta piuttosto a entrare in una relazione a lungo termine con uomini di livello estetico e status socioeconomico elevato.
I loro coetanei che possiedono tali caratteristiche però, con il trascorrere degli anni, sono sempre meno perché si sistemano con donne di pari valore, mentre i single smettono di prenderle in considerazione, preferendo ragazze di 10 anni più giovani.

Immaginate come può sentirsi una donna media, alla quale viene tolta gran parte della validazione di cui ha goduto a vent'anni. Una che è sempre stata trattata come una dea, all'improvviso si accorge che i ragazzi giovani la chiamano "signora" e per i suoi coetanei non è più tanto appetibile; neppure per i suoi pariestetici, che fino a qualche anno prima era lei a non considerare di striscio. Ciò è drammatico, soprattutto se si considera che magari negli anni lei si sente anche una persona più saggia e realizzata, una che ha viaggiato, che ha fatto carriera, che ha un notevole bagaglio di esperienze e che per questo si ritiene in diritto di alzare le proprie aspettative sugli uomini, non certo di ridurle.


Insomma, è vero che le possibilità per una donna over 30 sono sempre elevate, ma sta di fatto che ad un certo punto diminuiscono drasticamente e il valore dell'uomo disposto ad impegnarsi in una relazione a lungo termine con loro a 35 anni sarà molto probabilmente più basso di quello che avrebbero potuto trovare a 20.
Non a caso i giornali sono pieni di donne "post wall" che manifestano insofferenza per la loro situazione sentimentale e iniziano a pentirsi delle scelte fatte in passato. [1] [2]
Centinaia di donne inglesi single tra i 30 e i 40 anni ogni anno ormai arrivano addirittura a congelare i propri ovuli per non precludersi la possibilità di avere figli in futuro. [3]

Inevitabilmente cresce anche il rancore. Sia verso gli uomini con cui sono state, che le hanno solamente usate per il sesso, sia verso le loro rivali e gli uomini che le preferiscono a loro.

E' in questa fase che le donne cercano di dissuadere gli uomini dall'andare con le più giovani facendo leva sul senso di vergogna ("sei un immaturo"), sulle convenzioni sociali del dover frequentare coetanee ("potrebbe essere tua figlia"), sul fatto che gli uomini si sentono insicuri vicino ad una donna di successo più affermata di loro ecc.
Anche il mito che andare con le minorenni sia una cosa illegale e da depravati, quando in Italia l'età del consenso è di 14 anni, a mio parere ha origine da questa conflittualità tra donne di diverse fasce di età ed è piuttosto ridicolo soprattutto se si considera che certe sedicenni hanno già avuto più rapporti sessuali di molti uomini trentenni.

A peggiorare le cose c'è anche il fatto che negli anni il desiderio maschile diminuisce, mentre quello della donna che si avvicina ai 40 anni aumenta, quasi come se la Natura volesse comunicare alla donna che manca poco alla fine delle possibilità di concepimento e che deve sbrigarsi. Qui sotto un grafico che mostra le curve del desiderio sessuale maschile e femminile con passare dell'età.




Il desiderio sessuale all'interno del mercato altro non è che la domanda e se la domanda per il bene che la donna offre diminuisce, capite bene che diminuisce anche il potere contrattuale che lei aveva in precedenza.

Uomo di 40 anni con ragazza di 20 (e viceversa)


Negli ultimi anni stiamo assistendo a un fenomeno che in passato non esisteva (o perlomeno non era mainstream), e cioè quello delle "milf" o "cougar". Donne over 40 sessualmente molto disinibite e disponibili che vanno a caccia di ragazzi più giovani. La moda è stata sdoganata da Sex and the City e ha fatto nascere questa convinzione che le donne quarantenni siano al top della loro attrattività.

Personalmente credo che tutta questa pubblicità alle "milf" sia dovuta quasi esclusivamente a ragioni economiche. Le donne indirizzano circa l'80% dei consumi, di conseguenza la nostra società consumistica ha tutto l'interesse a farle spendere il più possibile, ma anche il più a lungo possibile.
Alzare la loro autostima, fare in modo che si sentano attraenti è funzionale all'obiettivo di vendere prodotti e servizi.

sex and the city
Sex and the City


La cosa però, come abbiamo visto, corrisponde molto poco alla realtà: è la ragazza ventenne quella che ha il potere sessuale maggiore e che può imporre maggiormente le proprie condizioni agli uomini. Se i ragazzi giovani vanno con le quarantenni non è tanto perché esse sono più attraenti, quanto piuttosto perché la libido di un ragazzo ventenne è così elevata da renderlo poco selettivo e far sì che si accontenti anche di donne non giovani. Difficilmente però un ragazzo di 20 o 25 anni vedrà mai una donna che ha il doppio della sua età come possibile partner in una relazione a lungo termine.
Lo scrittore Yann Moix finì al centro di una polemica dichiarando che per lui sarebbe stato impossibile amare una donna di 50 anni, però disse semplicemente ciò che pensano un po' tutti.

La coppia composta da uomo di 40 anni con ragazza di 20, al contrario, storicamente è molto più frequente e vista con più naturalezza. Ciò non sorprende se si considera che nella società tradizionale le ragazze si sposavano giovani e davano molta più importanza alla sicurezza e stabilità economica dell'uomo, condizioni che però egli verosimilmente riusciva a raggiungere solo dopo una certa età.

Humphrey Bogart e Lauren Bacall
Humphrey Bogart e Lauren Bacall

Molte coppie cinematografiche famose dell'età d'oro di Hollywood sono composte da uomini maturi e ragazze giovani, e non c'è dubbio che fossero bellissime coppie. Ve ne cito alcune tratte dai film più belli e famosi di quei tempi; tra parentesi l'età dell'attore/attrice alla data di uscita del film. Una curiosità:  Bogart e la Bacall si conobbero proprio sul set del film e furono amanti anche nella vita reale.

  • Humphrey Bogart (43) - Ingrid Bergman (27) in "Casablanca"
  • Humphrey Bogart (44) - Lauren Bacall (19) in "Acque del Sud"
  • Clark Gable (38) - Vivien Leight (25) in "Via col Vento"
  • Gregory Peck (37) - Audrey Hepburn (24) in "Vacanze romane"
  • Cary Grant (55) - Eve marie saint (35) in "Intrigo internazionale"
  • Cary Grant (42) - Ingrid Bergman (29) in "Notorius - l'amante perduta"
  • Cary Grant (51) - Grace Kelly (26) in "Caccia al ladro"

Non tutti però abbiamo il fascino di un Cary Grant o, per essere più moderni, di un Johnny Depp, il quale faceva impazzire le mie compagne di liceo benché già all'epoca avesse superato i 40 anni. Le ventenni carine prendono le distanze dai classici quarantenni sovrappeso e mezzi pelati. Quello che voglio dire però è che la donna, nella scelta di un partner, è molto più flessibile e l'età in un uomo diventa un limite solamente se non è adeguatamente supportata da un aspetto o da uno status socioeconomico sopra la media.

Certo, ci sono alcune barriere culturali ad ostacolare le relazioni con uomini di 20 anni più vecchi, ma una ragazza le scavalca senza pensarci due volte se dall'altra parte c'è ad aspettarla un uomo di elevato valore.

In conclusione, quando una ragazza per scartarvi vi dice che siete troppo vecchi, in realtà sta solo utilizzando una scusa socialmente accettabile per non dirvi che per lei siete troppo brutti o sfigati.
Insomma, oltre al danno del rifiuto, anche la beffa.

Ditemi cosa ne pensate nei commenti e se avete avuto relazioni con donne molto più giovani o vecchie di voi e come è andata a finire.




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13/02/20

La Parola ai Lettori: la Storia di Ciubbo


 

Ciubbo il "re dei pizzettari" (una storia da anni '90 ed un nuovo modo di gioire della condizione di Incel)

Qualcuno mi conosce, altri no, quindi riepilogo in breve chi sono io.
Ho 45anni ed un forte background di cultura nerd (ditemi Asimov, Kirk, fumetti Marvel et similia ed io sono contento ).
Spesso si parla di condizione Incel ed io sono passato da tale condizione (in alcuni anni si "rompeva" solo in estate) a far parte del "famoso" 20%.
Non sarò un super-Chad ( penso di rientrare nella fascia bassa di questo 20%) ma quando si parla di Incel (in maiuscolo !!) so bene di cosa si parla.
Questo "salto quantico" mi è stato dato grazie alle chat (il discorso è molto lungo semmai sarà altro articolo).

La storia che vi narrerò è un esempio di vita vissuta, ambientata a fine anni '90 E parla di un Incel che mi sembrava negasse a se stesso tale condizione. All'epoca io ero molto bluepillato e nel pieno di una crisi depressiva forte.
Non sapevo cosa avrei avuto dalla vita, non mi andava bene nulla. E vivevo in uno stato quasi da hikikomori, mi rifugiavo nelle mie nerdate per sfuggire allo schifo circostante.
Essere ventenne, mentre tutti ballano e cantano felici e gaudenti (con senno di poi molto era apparenza) in tali condizioni non è il massimo.

Il gruppo di amici che frequentavo all'epoca (ed avrei frequentato per altri anni) non era fatto da gente triste ma da genuini sognatori (pochi casi di fauna da centro sociale oKKupato) che volevano cambiare il mondo.
In questo gruppo i maschi erano l'80% ed il restante 20% ragazze simpatiche e a loro modo genuine. Mai esagerate sul socializzare ed i fidanzamenti erano eventi rari (mai visto scopamicizie e, chissà come mai, i ragazzi più in vista erano sempre fidanzati).

Tra i ragazzi c'era questo tizio chiamato Ciubbo direi normo-carino nella media, con capelli simil-rasta ed un vistoso pizzetto (un simbolo dei '90 per me detestabile).
Come mai "Ciubbo"? beh una volta glielo chiesi e mi disse che suona bene insieme al suo solito boccale di birrozzo da un litro (forse ciubbo deriva da ciubbozzo...beh non ricordo ora ).
Gli avevo affibbiato il sorpannome "re dei pizzettari" perché lui 40enne (penso fosse il cugino di qualcuno) se ne stava tra noi 20-30enni a dispensare consigli ed era un concentrato di luoghi comuni social-forumisti del tipo:

*) Il lavoro a tempo indeterminato non c'è più, se uno se lo trova lo tiene ma fra poco c'è la rivoluzione.
*) Dopo il G8 di Genova le cose cambieranno. Io c'ero ed ho percepito la rivoluzione imminente. Questa volta non è come il movimento della pantera.
*) Le multinazionali controllano i mass-media, cosa decide la gente, ed è tutta colpa del sistema se il popolo è lobotomizzato.

Sul discorso ragazze sviava sempre ed una volta io insistevo chiedendogli come fare a conoscere ragazze (da blue-pillato che ero pensavo che lui, avendo 40anni, chissà quante esperienze avrà avuto).
Le sue risposte erano sempre sul vago."Mah, non so, chiedi alle tue amiche che ti presentino altre amiche, fai volontariato, sei giovane vai a ballare" un coacervo di luoghi comuni anche qui degni delle riviste per donne.

Una volta si parlava di donne alla italiota in stile anni '90. Della serie: tante chiacchere, tante ipotesi, tanti blablabla, e ZERO racconti reali.
Capitava che una ragazza ascoltasse e poi si allontava dicendo che facevamo discorsi da maiali (giuro, quasi mai si parlava di sesso) ed io ricordo un mio amico disse:
"Ciubbo, ma meglio le birre,che ne puoi avere quante ne vuoi...bionde,more e rosse" e lui sentenziò: "Amico mio...parole sante".

Ma ora veniamo alla sua filosofia per essere felici della propria Incellitudine, che io ho carpito durante un sabato sera che ricordo essere stato anche divertente.
Dopo partite a ping pong, giochi da tavolo, risate, musica ed altre cose "divertenti" (come la cameriera che sbaglia ordinazione) arrivano le due di notte e ci sbattono fuori dal locale.
Siamo tutti fuori in strada e a questo punto ormai si è stanchi. Si formano, così come in altre serate, tre gruppi:
  1. Chi ha la donna con una LTR solida (ricordo due coppie sposate) e casa libera quindi si finisce la serata con una bella scopata. 
  2. Altri che sono fidanzati ma non c'è una casa libera quindi finiranno con un bel limone sotto il portone ed anche un pompino fatto con amore e dolcezza. 
  3. Tutti gli altri maschi (il restante 60% tra cui io) che saluta tutti in amicizia ed andrà a casa sua in qualche modo contento (chi più e chi meno).
     
Direte voi che fin qui nulla di male, bella serata tra amici, ma poi sono le due di notte si va a dormire; che altro bisogna fare ?
Ed ecco che arriva Ciubbo ed esclama:
"Ma come si va a casa, dai sono solo le due di notte, andiamo in un altro locale a berci un'altra birra. Ma uno lavora e si fa il mazzo tutta la settimana e poi quando esce con gli amici va a letto presto solo alle due?"

Io sincero dicevo che ero stanco, avevo sonno e basta fine e stop me ne sarei tornato a casa (nel 90% dei casi a farmi una o due seghe come si deve). Cosa pensare dunque ?
Certo si torna alla depressione di sempre (col senno di poi ero da ricovero in psichiatria) ma è stata una bella serata tra amici ed ora si chiude e se non fai parte del gruppo A) o gruppo B) fine del discorso.
Ricordo che poi Ciubbo è andato con altri tre in un nuovo locale ed io ammiravo Ciubbo che resisteva ancora e sapeva vivere alla grande (come ero blu-billato! ).

Ecco la lezione di Ciubbo su come affrontare la condizione Incel ed esserne felici: fare come la rana che bolle in pentola e non si  preoccupa della temperatura che sale ma chiede anche bagno schiuma e sali, incurante che fra poco sarà bollita.

Sia mai che uno lavora tutta la settimana e poi "giustamente" dovrebbe avere delle ricompense emotive fatte di dolcezza, sesso ed affetto (beh almeno una volta ogni tanto ...non so al massimo ogni due mesi).
No, si lavora e ci si fa il mazzo e poi...ecco la serata dei "pizzettari". Certo con persone sincere, con birrozzi e partite al biliardino ma alla lunga anche chiacchere inutili su gol visti e non visti dall'arbitro, politica e nuovi partiti e partitini, blablablabla, questo è il motivo ed il significato vero della vita.
Altro che lavorare e produrre (per se stessi e gli altri) e poi avere affetto sincero con risate, abbracci, chiacchiere vere ed una bella scopata come si deve.

Da quanto ho percepito Ciubbo non ha mai provato ad uscire dall'incellitudine. Presumo non fosse vergine ma non lo ho mai visto in compagnia di una donna.
Per come la vedo io la strada di Ciubbo è completamente errata, per percorrerla devi essere triste dentro. Poi se ciubbo in realtà avesse gli ormoni spenti beh in tal caso decade quanto ho detto.

Ex-nerd-chatters-slayer

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03/02/20

Il Paradosso dell'Automiglioramento


"L'Automiglioramento è Masturbazione" Fight Club - David Fincher (1999)

Il Paradosso dell'Automiglioramento


Al giorno d'oggi una fetta numerosa di uomini è tagliata fuori dalla possibilità di avere una vita sessuale a causa delle eccessive pretese femminili. Tuttavia, se un uomo si lamenta di non essere attraente con le donne, difficilmente riceverà comprensione, figuriamoci solidarietà. In molti casi otterrà come risultato solo quello di essere colpevolizzato. "Se non trovi una ragazza è perché non ci sai fare, dovresti migliorare te stesso". Una frase che avrete sentito molte volte e ma che è uno slogan che contiene in sè innumerevoli contraddizioni.
Per cominciare, il fatto stesso che un uomo sia costretto ad un notevole sforzo aggiuntivo per ottenere meno di ciò che una donna ottiene senza muovere un dito è già di per sè una dimostrazione che sul piano sessuale è discriminato e non capisco come mai nessuno riesca mai a cogliere questo semplice passaggio logico.
Pensate se io dessi la stessa risposta a una donna che si lamenta di essere discriminata professionalmente: "Embè, lavora e impegnati di più!". Finirei con l'essere linciato, perché in pratica è come ammettere che la donna è discriminata e che va bene così, che sono solo problemi suoi. Nessuno lo farebbe perché la tendenza attuale è quella di deresponsabilizzare la donna per ogni cosa. Quando essa non arriva ai suoi obiettivi la colpa è della società maschilista, invece quando un uomo non ci riesce la colpa è sempre sua.

Non è però di empatia e di discriminazione che voglio parlare oggi. Il tema di questo articolo è invece il concetto di automiglioramento, di impegno e di duro lavoro per migliorare sè stessi e raggiungere gli obiettivi. Nello specifico parliamo di successo con le donne, ma i concetti che esporrò si possono applicare un po' a tutti i settori della vita.

Dopo aver passato anni a mettermi in discussione e a cercare di migliorare me stesso e il mio comportamento in modo da risultare attraente, sono giunto a una conclusione che secondo me è il nocciolo della questione:

Qualunque fattore ottenibile e migliorabile con il semplice impegno avrà sempre scarsa importanza per le donne.

Seguitemi nel ragionamento e sono sicuro che alla fine anche voi dovrete riconoscerne la sensatezza.
Partiamo dal presupposto che tutti desiderano essere attraenti, la volontà di trovare una donna è forse l'impulso più forte. Se non è una motivazione forte quella non so cosa possa esserlo.
Se essere attraenti fosse una scelta o una questione di impegno tutti si impegnerebbero per essere attraenti. Questo porterebbe ad un evidente paradosso, dal momento che:

Se tutti fossero attraenti, non lo sarebbe nessuno.


L'attrattività è una caratteristica relativa, per cui uno è sempre attraente in relazione a qualcun altro che invece non lo è. Pensate alla bellezza. I belli esistono perché esistono i brutti, e viceversa. Se tutti fossero belli non lo sarebbe nessuno. Un po' come se tutti fossero ricchi.
Attualmente possedere 1 milione di euro ti rende ricco, ma cosa succederebbe se tutti possedessero almeno un milione di euro? Non solo avere un simile patrimonio non ti renderebbe ricco, ma saresti appena sulla soglia di quella che verrebbe considerata la povertà.


Si possono fare innumerevoli esempi. Ad esempio le donne su tinder spesso fissano 180 cm come altezza minima e considerano bassi gli uomini alti 170 cm. Ma un secolo fa un uomo di 170 cm era considerato un uomo piuttosto alto.
Un secolo fa avere un'automobile era considerato un segnale di ricchezza, ma se al giorno d'oggi possiedi una punto vecchia, che a confronto delle vetture che venivano prodotte un secolo fa è un bolide, vieni considerato un pezzente.

L'automiglioramento non è dunque praticabile come soluzione collettiva perché se tutti diventassero migliori non lo sarebbe nessuno.
Le caratteristiche che ci rendono attraenti devono essere esclusive, difficilmente ottenibili. Meglio se innate. Che valore può avere qualcosa che possono ottenere tutti?

Bellezza, Status e Ricchezza, ovvero i tre fattori di attrazione più importanti, rispondono perfettamente a questi requisiti. I belli, i ricchi, i famosi che vediamo ogni giorno e che attraggono le donne sono pochi e sono tali per ragioni che normalmente non toccano la persona media: un talento particolare, una buona genetica, una ricca eredità, o comunque una gran dose di fortuna.

Sperare di avvicinarsi a loro semplicemente con l'impegno è un'idea piuttosto utopistica.

Ecco perché pensare che basti iscriversi in palestra, essere in forma e curati per essere belli è un'idea ridicola. La bellezza è principalmente una questione di genetica, non certo di impegno.

Uno studio condotto da Jonason et al. (2012) mostra ad esempio come, per entrambi i sessi e i tipi di relazione (a lungo o a breve termine) il viso sia nettamente più importante rispetto al fisico.
La spiegazione che gli scienziati danno a questa scoperta, che dà autorevolezza scientifica a concetti che ormai nel web sono diventati meme come "conta solo il bel faccino", ricalca un po' quanto ho appena detto: il viso è valutato maggiormente perché è indicatore più affidabile di bontà genetica, non essendo modificabile se non attraverso interventi chirurgici invasivi.

Un aspetto facilmente migliorabile (o simulabile), proprio per questa ragione, diventa dunque automaticamente secondario.


Insomma, un automiglioramento reale e in grado di portare risultati presuppone inevitabilmente non solo notevoli sacrifici, ma anche tutta una serie di fattori che sono al di fuori del nostro controllo.
Inoltre, per le ragioni viste sopra, non può essere trattato come soluzione collettiva al problema incel, perché se ipoteticamente domani tutti gli uomini meno attraenti, e quindi scartati, migliorassero al punto di ottenere un livello di attrattività nella media, le donne non inizierebbero a concedersi a loro ma molto più semplicemente alzerebbero il livello delle loro pretese, alzerebbero gli standard e la soglia di attrattività, essendo per natura ipergamiche e quindi portate a selezionare sempre e comunque gli uomini migliori in un dato contesto.

Con questo articolo non voglio ovviamente dissuadere gli utenti dall'affrontare un percorso di automigliormento ma semplicemente cercare di far capire che è tempo di smetterla di colpevolizzare gli uomini in maniera esagerata e iniziare a riconoscere che siamo davanti ad un problema sociale e che finché ci sarà la libertà sessuale ci sarà sempre e comunque una fetta di uomini impossibilitata ad avere una vita sessuale, e non per colpa loro. Se anche per ipotesi essi migliorassero, non risolveremmo il problema ma avremmo semplicemente una società di uomini migliori per donne sempre più mediocri e pretenziose.

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21/01/20

La Parola ai Lettori: il ''Vademecum Antizerbino''


 

Il Vademecum Antizerbino


Raccolgo qui, per il blog del Redpillatore, una vademecum orientativo "antizerbino" in otto punti per capire dove, come e quando si sta sbagliando nelle fasi iniziali con una donna. Non vedetele come azioni prescrittive o imposizioni, e nemmeno in senso assoluto. Interpretatele cum grano salis. Sappiate solo che sono punti derivati da oltre 20 anni di esperienza reale sul campo (e non a lussarmi il dito su Tinder). La premessa di partenza è fondamentale: la donna sceglie, l'uomo decide.
 1) Non insistete con una donna, né online né offline, soprattutto se comincia a fare la "preziosa". Nel giro di tre appuntamenti, la partita è chiara. Proseguire vi pone in una condizione di debolezza, e allontana pesantemente le vostre possibilità di successo. E se non risponde ad una vostra chiamata o messaggio, non insistete. E' anche quello un messaggio (non scritto) che vi sta arrivando da parte di lei.

2) Una donna che già al primo appuntamento (o anche al secondo...) comincia a guardare il suo smartphone, e magari anche mentre parla con voi, è da bocciare. Può essere accettabile che una si scusi e vi chieda di rispondere ad un messaggio urgente o ad una chiamata (ma che sia breve). Se nemmeno si scusa, fatele presente che siete usciti per passare del tempo di qualità, non per vedere il suo viso illuminato dallo schermo dello smartphone. Sappiate che ingoiare il rospo non vi assicurerà il risultato finale, ma di sicuro vi farà perdere il suo rispetto.

3) Una donna può accennarvi qualcosa sui suoi ex, ma se comincia a parlarne troppo, è un pessimo segnale. Lasciate perdere tutte le fesserie sulla gelosia indotta etc... è cattiva educazione e/o ostentazione di probabili insicurezze, oltre al fatto che potrebbe usarvi come sfogatoio emotivo. A quel punto, glielo si fa notare, spiegando che non è elegante parlare di propri ex con una persona con la quale si esce non certo in amicizia (e lì, a quel punto, dalla sua faccia capirete molte cose)

4) L'uso dei social racconta molto di voi. Più di quanto voi stessi vorreste. E viceversa. Ma se alle donne vengono perdonate tante frivolezze, per gli uomini cambia la situazione. Ergo, il consiglio è: massimo un post al giorno su Facebook / Instagram. Commenti ridotti all'osso, così come i "like". Utilizzo sobrio del linguaggio. Complimenti quasi del tutto assenti: non vi svalutate, e non gonfiate l'ego di chi vuole solo quello. A maggior ragione se una donna mostra solo lato B e décolleté. 

5) Messaggistica: si risponde non in presa diretta, a meno che non si tratti di qualcosa di urgente e, soprattutto, in fase conoscitiva non si sta per ore a chattare. Se una donna vuole parlarvi, vi incontrate e basta. Altrimenti state riempiendo i suoi tempi morti, e valete come riempitivo. Corollario a questo fatto: su tutte le piattaforme va settata la privacy al massimo. Ergo niente spunte blu su Whatsapp e via dicendo. Rispondere è educazione e piacere, non un obbligo assoluto. Tra l'altro, farete capire che la vostra vita ha una serie di impegni e priorità che non vengono messe in discussione da una appena conosciuta (segnale forte per far capire di non avere a che fare con uno zerbino o mdf).

6) La tecnica della pastura usatela quando andate a pesca. A maggior ragione sui social. I "buongiorno principessa" e "buonanotte bella" riservateli, al massimo, per una con la quale siete già almeno stati a letto. Con le donne, non funziona la pastura intensiva, checché ne dica il cugggino del procugggino. Al massimo le gonfiate l'ego e aumentate la loro autostima. E' un gioco in cui il pasturatore è in perdita, perché quando arriva il pescatore con l'amo e l'esca giusta, è lui che si prende la trota che avete nutrito (di attenzioni) fino al giorno prima.

7) Al lavoro (e nelle dinamiche collegate) o all'università non fatevi condizionare dalla bellezza di una donna. Lei userà quell'ascendente per ottenere favori da voi, e da parte sua non farà nulla per voi. Se il vostro retropensiero è quello di fare colpo, avete sbagliato. Se una donna è interessata a voi, ve lo fa capire chiaramente (e a quel punto si sposta tutto il gioco fuori dal contesto lavorativo/universitario, in campo neutro). Meglio passare per scontrosi e anche misogini (accusa evergreen) piuttosto che fare lo zerbino e il beta ally (figura molto presente nei posti di lavoro).



8) Non fate regali e non prestate soldi (prestare i soldi, non andrebbe fatto nemmeno dopo...). Al massimo, potete fare qualcosa di altamente simbolico (nel senso di elegante, se la lei di turno è ricettiva), tipo una scatola di cioccolatini o qualcosa di quel tenore al primo/secondo appuntamento, ma nulla di più. I regali già vi mettono in una posizione da zerbini, da compratori. E se è anche vero che siamo dalla parte della "domanda" per ragioni prima biologiche e poi culturali, ciò non significa che dobbiamo partecipare ad un'asta. Anche perché, da questo punto di vista, ci sarà sempre uno zerbino che potrà fare un regalo più sostanzioso...



-Stenka Razin- 
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