13/10/19

Il Fenomeno Incel Spiegato ai Mentecatti

incel
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Come nasce il Fenomeno Incel?

In questo articolo vedrò di spiegare il fenomeno incel in parole povere, perché non se ne può più della disinformazione che gira.
Ci sono ormai sul web centinaia di video, articoli e servizi sugli incel ma non ne ho veramente letto neanche uno che fosse sensato e tutta la massa di analisi cervellotiche e palesemente errate rischia solo di portare fuori strada chi vuole cercare di capirci qualcosa.

Cerchiamo di fare una sintesi della questione incel in modo tale che sia comprensibile a tutti, senza andare a perdersi in complicate congetture che non hanno senso di esistere.

Partiamo da una premessa fondamentale e indiscutibile: le donne in ambito relazionale sono più selettive degli uomini.
Se esiste un fenomeno incel e riguarda maggiormente (per non dire interamente) gli uomini significa che le donne pretendono di più di quanto offrono. Questa è pura matematica e credo che nessuno avrà da ridire.

Lo si può constatare facilmente creando due account online con le foto di una donna e di un uomo nella media: la prima in pochi minuti verrà sommersa di messaggi senza fare nulla, il secondo non riceverà nessun messaggio femminile e farà persino fatica a trovare qualche donna che risponda ai suoi.

Le ragioni per cui una donna è più selettiva sono di tipo biologico, e legate al fatto che la donna corre il rischio della gravidanza e quindi è programmata per accoppiarsi con gli uomini migliori che ha a disposizione. Ma questo non ha importanza, l'importante è rendersi conto che gli uomini quando si parla di sesso sono molto meno esigenti delle donne. Questo crea una situazione in cui c'è una grande domanda di donne di fronte ad una scarsa offerta.

Allo stato attuale dei fatti, non c'è nulla che regoli questa disparità di pretese.
Viviamo in un'epoca di piena libertà sessuale. Una donna è libera di gestire la propria vita sessuale come meglio crede. Può decidere se sposarsi o stare single, se avere avventure di breve durata o impegnarsi e può scegliere con chi farlo.
Ciò è visto come qualcosa di positivo ed è anzi considerato una conquista sociale, ma ha un risvolto negativo: alcuni uomini vengono tagliati fuori dai giochi.

In base a quanto detto precedentemente sulla selettività femminile, accade che gli uomini che non soddisfano gli standard femminili vengono tagliati fuori e privati di una vita sessuale e affettiva. Rimangono Involontariamente Celibi (INCEL). E soffrono.
Si sentono emarginati, discriminati, perdono autostima e talvolta possono accumulare rabbia e rancore.


Questo è il problema incel in sintesi. Nulla di complesso come potete vedere. Non serve essere dei geni iscritti al MENSA per capire quello che ho appena spiegato, no? Qualunque mentecatto ci può arrivare.

Ora, succede che grazie ad internet, questa massa di uomini "sfigati" ha trovato spazi virtuali dove confrontarsi, analizzare i propri problemi in maniera razionale e magari sfogarsi. Ha iniziato a far sentire la propria voce e a diventare oggetto di discussione dei mass media.


Ciò dà fastidio a molti:

  •  alle donne, che in questa società tendenzialmente femminista sono abituate a recitare la parte delle vittime 24/7 e che ora invece devono prendere atto dei propri privilegi e del fatto di essere, seppur involontariamente, responsabili della sofferenza altrui.
  •  A molti uomini, che non vogliono accettare una realtà che è per loro scomoda e spesso difficilmente modificabile.
  •  Alla società in generale, che ormai basa tutta l'economia su questo sistema pluridecennale e che si troverebbe nella scomoda posizione di dover riconoscere le proprie falle.

Vedi: 8 Motivi per cui la Redpill viene negata

Pensate a quali sarebbero le conseguenze del riconoscere che la nostra società lascia indietro una parte consistente di popolazione maschile. Ammettere che effettivamente ci sono centinaia di migliaia di uomini che ogni mattina si svegliano e vanno al lavoro per mandare avanti la baracca pur non avendo la possibilità di soddisfare uno dei bisogni primari della natura umana. Ammettere che al Paese non frega nulla delle loro esigenze e che devono solo lavorare e tacere.

Tutto ciò farebbe crollare le basi della nostra struttura sociale.

Cosa succede quindi? Che gli incel diventano un capro espiatorio.
Vengono colpevolizzati, vengono trattati come pazzi da curare, come potenzialmente pericolosi.
Non devono apparire come individui che subiscono la propria condizione ma che la scelgono.

Ecco quindi spiegato perché su internet si trovano video, articoli e servizi che si perdono in ipotesi cervellotiche e totalmente fuori strada, così fantasiosi che talvolta è persino difficile tracciare il confine tra la malafede e la stupidità di chi li ha prodotti.


Come si evolverà in futuro la situazione degli incel? Si prenderanno provvedimenti per migliorare la loro condizione oppure ci sarà un progressivo peggioramento che porterà ad un punto di rottura? Non si può sapere. Una cosa però è certa: colpevolizzare gli incel, trattarli con disprezzo e negare le loro problematiche non risolverà in alcun modo il problema, butterà solo altra benzina sul fuoco del loro disagio.

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12/10/19

La Parola ai Lettori: da Maestro di Seduzione a Redpillato

 

La Parola ai Lettori: da Maestro di Seduzione a Redpillato


Caro Redpillatore, cari utenti,
da qualche tempo ho scoperto il blog e sono a raccontarvi le mie esperienze con il mondo
della seduzione. Immagino che il blog riceva molti feedback da affezionati lettori riguardo a
questo, ma ho l’impressione che il mio vi interesserà.
Dal 2010 al 2013 sono stato parte dello staff (con compiti organizzativi prima, e di docente
poi) di una delle più importanti community di seduzione in Italia. E per parecchi anni ancora,
dopo il mio abbandono, ho continuato “in proprio” l’attività di trainer con una decina di allievi
che mi avevano seguito.
E perché un ex-PUA scrive al Redpillatore, chiederete voi? forse la risposta vi sorprenderà.
Il fatto è che sono TOTALMENTE d’accordo con Red sul meccanismo del rapporto uomo-donna,
e tutto ciò che ho imparato sulla seduzione non fa altro che confermare tutta la teoria
LMS.
E’ solo negli ultimi mesi che mi sono preoccupato di fare delle osservazioni più mirate al
riguardo, e le conferme sono state pressoché incontrovertibili. Ma andiamo per ordine.


1. Via il dente, via il dolore: cosa penso della community PUA

Occupiamoci immediatamente dell’elefante nella stanza. Cosa penso dei corsi di seduzione?
Non farò il nome della community di cui facevo parte, né parlerò dettagliatamente di me.
Senza falsa modestia, il mio buon lavoro organizzativo e la mia passione mi avevano portato
a essere il numero 3 della community (dietro ai fondatori) e il mio nickname è ancora un
nome grosso in quell’ambiente, quindi gradirei non essere identificato. Però ci tengo a
precisare una cosa.
Io sono felice di avere conosciuto quella community e aver fatto tutta la gavetta da allievo a
insegnante. Sono entrato lì da nerd patologico e sociofobico, e ne sono uscito una persona
capace di realizzare le proprie aspirazioni, di piacevole compagnia e consapevole delle
proprie capacità e possibilità. Ho conosciuto persone meravigliose che sono tuttora miei
amici e ho provato la gioia di aiutare persone che avevano i miei stessi problemi.
Il problema della community PUA è un altro, è ENORME, ma è subdolamente nascosto. Ma
ci stiamo arrivando.

2. The Game (is rigged)

Cerco di riassumere brevemente un principio base su cui si fondano parecchie community di
PUA, tra cui quella di cui facevo parte. Il valore di un uomo sarebbe composto da diversi
aspetti della propria personalità: l’aspetto esteriore, lo status sociale, la cultura, la gestualità,
il savoir-faire, l’intelligenza, ecc…
Queste capacità non sono compartimentate, e lavorare su una o più di queste si riflette (in
misura variabile) su altre. Per esempio, investire nella propria cultura può portare a una
situazione lavorativa migliore, che a sua volta incrementa la possibilità economica, che porta
a una maggiore accessibilità a divertimenti o svaghi, che migliorano il proprio tessuto
sociale, e così via, in una sorta di circolo virtuoso.
In linea di principio, questa affermazione non è sbagliata: portando la mia esperienza
personale, posso dire che ha funzionato e mi ha migliorato come persona.
C’è però un punto in cui il gioco si è rotto, e per analizzarne le cause devo fare un breve
excursus nel mio passato.

3. Breve storia di una lunga sfiga

Citando Ken il Guerriero, 199X. Comincio quell’inferno adolescenziale che sono le scuole
medie. Sono quello che si chiama un bambino prodigio (a 3 anni leggo e scrivo, a 4
programmo in basic su standard MSX, a 6 leggo Poe e Umberto Eco), ma sono totalmente
impreparato a quello che sto per affrontare. Ho perso tutti i compagni di classe maschi, finiti
in altre sezioni: la mia classe è composta da un numero doppio di ragazze rispetto ai
maschi, che (tranne me) si conoscono già tutti e fanno parte dello stesso circolo sociale
altolocato (la mia famiglia è invece di modeste risorse).
Occorre che continui? Immerso nel mio mondo fatato di letture e altri interessi maturi, vengo
catapultato in un inferno di ragazzini ricchi e viziati che scoprono il sesso e la trasgressione.
Ma non mi dilungo su questo copione che molti dei lettori del blog conoscono. La cosa più
importante che imparo in questa fase è un messaggio molto conciso ma costante: SONO
BRUTTO.
Non sono deforme, ma il mio viso ha delle caratteristiche molto infantili (occhi
piccoli, mento sfuggente…) e molto poco virili, e una statura che per tutte le scuole medie e i
primi anni delle superiori sarà inferiore alla media non aiuterà.
La cappa di sfiga mi accompagnerà anche al liceo, dove si ripercuoterà anche sul mio
rendimento (salvo alcune materia in cui continuo ad eccellere, mi limito a “navigare a vista”
per cinque anni). In quarta ho un boost di crescita per cui arriverò al metro e 80, ma il mio
viso e il mio fisico continueranno a essere infantili, gracili e (ci mancava solo questo!) quasi
femminili. Vengo scambiato in più occasioni per una ragazza (brutta, ovviamente), complice
la mia decisione di tenere i capelli lunghi in segno di “ribellione”.

4. L’età adulta: non cambia niente.

Arrivo a dare il mio primo bacio a quasi 19 anni, a una ragazza molto bella ma anche molto
ubriaca, a una festa di capodanno in cui, per mia grande fortuna, ci sono solo ragazzi molto
più brutti di me (aggiungo che avevo cominciato una specie di looksmaxing ante litteram,
lasciandomi crescere un po’ di barba e adottando un guardaroba in stile “matrix”, che
all’epoca va molto di moda).
Da lì non ottengo molto, piccole storie con due o tre ragazze sempre intorno al 5,5/6, ai limiti
dell’accettabilità sociale (sfigate o alternative) e che durano qualche settimana.
A 24 anni, per una serie di circostanze fortuite, mi fidanzo con una ragazza che poi scoprirò
avere grossi problemi sociali e con cui perdo (goffamente e pateticamente, se ci ripenso mi
vengono i brividi) la verginità. Con lei sto quasi 4 anni, durante i quali mi trascuro totalmente
a livello fisico ed estetico, e in cui perdo le poche amicizie che ho (sono ormai convinto del
matrimonio e mi isolo sempre più). Sono totalmente succube, lei arriva a tradirmi con un
collega ma la perdono e continuiamo il rapporto.
Un avvenimento di cui non ha importanza parlare mi porta a rompere questo rapporto. A
questo punto sono single, senza amici, in una forma fisica pietosa, con un lavoro
insoddisfacente dal punto di vista economico e personale.

5. Il PUA nascosto (ma era così nascosto?)

Per puro caso scopro il mondo della seduzione. In cerca di rivincita, a 28 anni intraprendo
questo percorso con immensi sacrifici (per me, all’inizio, è una tortura entrare in un centro
commerciale da solo: figuriamoci approcciare una sconosciuta).
Eppure, un po’ alla volta, cominciano ad arrivare dei risultati, e mi comincio a pensare che la
mia bruttezza sia una convinzione limitante dovuta alla mia adolescenza. Comincio un
looksmaxing spietato (palestra, guardaroba, lenti a contatto, parrucchiere alla moda, ecc..) e
passo tre anni all’interno di questa community, occupandomi di organizzare eventi e
diventando a mia volta trainer. La “Cultura Mostruosa” che una vita da nerd mi ha permesso
di costruire dà finalmente i suoi frutti: scopro di avere una parlantina sciolta e una capacità
non indifferente di “tenere il palco”. Dei risultati CONCRETI, però, parlerò dopo. Perché?
abbiate pazienza.

6. Ok, ma le ragazze?

Facciamo un salto in avanti al mio periodo Post-PUA. Conosco una ragazza molto
particolare, non è particolarmente attraente ma mi prende cerebralmente, mi affeziono,
diventa parte della famiglia, andiamo a convivere, parliamo di matrimonio. Lascio la
Community: compagni PUA, l’ho trovata, è lei The One, buon viaggio agli altri, io scendo qui.
Le cose però non vanno così bene: i litigi si fanno più frequenti, le questioni di casa
soffocano passioni e interessi, mi rendo conto di essere nella situazione della mia prima
LTR. Mi rendo conto, soprattutto, di non avere più la minima attrazione fisica per la mia
compagna. Dopo quattro anni di convivenza interrompo bruscamente la storia e mi ritrovo
single a 36 anni (senza tuttavia la situazione disastrosa di otto anni prima).
Conosco una ragazza bellissima per cui perdo la testa, e che ricambia. La storia dura il
tempo di un’estate, in cui NON facciamo sesso (tenete bene a mente questo particolare),
perché mi confida di aver subito dei traumi per cui non si sente pronta a farlo. Lei è
bellissima e io le do ascolto. In autunno mi lascia senza troppe spiegazioni, accennando al
fatto che i suoi sentimenti per me sono cambiati.
Io crollo e mi lascio andare per un po’, ma hey, dopotutto, PUA una volta, PUA per sempre,
no? Devo solo togliere un po’ la ruggine, mi dico.
Non ho più la mia crew dei tempi d’oro, ma ho la fortuna di avere un gruppo di amici sinceri
che non mi hanno abbandonato, e riprendo l’attività. E qui il castello di carte comincia a
crollare, un pezzo alla volta.

7. La red pill.

L’inizio è difficile: l’innata difficoltà ad approcciare - retaggio del periodo scolastico - si fa
sentire, e all’inizio ho grossi problemi anche semplicemente ad attaccare bottone con
sconosciute.
Con un po’ di false partenze riprendo a pedalare, e arriva qualche numero di telefono. Mi
accorgo però che non vado più in là. Nel caso raro in cui rimedio un appuntamento, questo
non porta a niente - quando addirittura non vengo paccato a freddo.
E’ strano, mi dico. Sembra quasi che… che io non piaccia più alle ragazze! Cosa sta
succedendo?
Nello stesso periodo mi imbatto nella teoria redpill, che all’inizio (quando sono ancora
convinto della potenza dei metodi PUA) ritengo esagerata e di parte, pur comprendendone
le ragioni - avendo vissuto quelle difficoltà.
A quel punto alcuni pezzi del puzzle cominciano a incastrarsi in punti strategici, e il sospetto
mi assale. Scopro da amici comuni, per esempio, che la ragazza bellissima per cui avevo
perduto la testa l’anno prima - la stessa che mi aveva chiesto di aspettare “perché non era
pronta” - non più di una settimana prima di conoscermi si era fatta 400 km di treno per
scopare un ragazzo conosciuto in chat
. Una ragazza molto carina, che mi aveva chiesto di
uscire diverse volte - e che credevo interessata - sparisce dopo aver ottenuto da me una
raccomandazione per un lavoro. Inoltre continuano i buchi nell’acqua durante il Pick-up: le
ragazze apprezzano la conversazione e la compagnia, ma si ritirano al momento di portare
le cose sul piano fisico/attrattivo (anche minimo: per farvela breve, a parte la breve storia
estiva già citata, non riesco a baciare neppure una ragazza).
Ma allora, che sta succedendo? una volta non era così.
Ma… siamo davvero sicuri?

8. The Game is rigged, part two

All’ennesimo buyer’s remorse (una ragazza conosciuta in un locale, che si mostra
interessatissima per tutta la sera a uscire di nuovo con me, ma che la mattina dopo diventa
inspiegabilmente fredda e sparisce) metto completamente in dubbio le mie capacità. Sto
sbagliando qualcosa? Non sono più il PUA di 7 anni fa, forse?
Non so cosa sia stato a scatenare il fenomeno, ma a quel punto è come se si fosse “spento”
un proiettore che mostrava le immagini di un film. E nella fioca luce del passato, ho guardato
quali erano stati i veri risultati della mia attività di PUA.
Mi rendo conto che - forse per un bias dovuto all’entusiasmo - avevo sempre sovrastimato i
miei successi.
Anche per una specie di mentalità “competitiva”, consideravo aver ottenuto il
numero di telefono come un traguardo, senza poi preoccuparmi di portare il tutto alla
seconda fase. Inoltre, il fatto di uscire in gruppo (con gli insegnanti prima, con gli allievi poi)
mi portava a considerare il risultato di un singolo come il risultato di un gruppo (se il mio
wing o il mio allievo rimorchia, è un successo anche mio).
Andando a vedere i risultati concreti, le mie “chiusure” (per i non addetti: risultati) erano per il
99% il semplice numero di telefono, per il restante 1% chiusure con ragazze che non mi
interessavano oppure la classica “amica brutta” del target del mio amico o allievo, per cui mi
“sacrificavo” in nome del risultato di gruppo.

Anche le mie tre storie importanti, analizzate fino in fondo, nascondono delle insidie
interpretative non da poco: le prime due erano state il risultato più della circostanza che di
un mio impegno (e infatti mi rendo conto che l’interesse fisico da parte mia era pressoché
nullo! tolto l’aspetto “affettivo”, giudicate obbiettivamente le due ragazze non potevano
essere più di un 6 - in ogni caso avevano evidenti problemi sociali). La terza (un 8.5
abbondante, che mi prendeva tantissimo dal punto di vista fisico) aveva a sua volta grossi
problemi sociali per cui senza rendermene conto ero diventato un semplice beta provider,
che le faceva comodo fino a che non le era stato più possibile giustificare la mancanza di
fisicità del rapporto.
MA NON E’ POSSIBILE! mi sono detto. I risultati ci sono stati! Da insegnante, ho fatto fare
sesso a un sacco di miei allievi! il sistema FUNZIONA! Deve funzionare! cos’avevano di
diverso i miei allievi da me?
E a quel punto si è accesa la lampadina.
Cos’avevano di diverso?
Erano belli (o perlomeno, non brutti).


9. La Grande Clausola Non Scritta e Non Detta

A questo punto è stato tutto chiaro. La mia scarsità (o meglio, assenza) di risultati non era
da incolpare a errori nel mio comportamento, o a mancanza di pratica. La soluzione era
molto più semplice! Il problema stava nel mio aspetto esteriore.
Mi sono sentito quasi sollevato nel capire questa cosa.
Mi crederete pazzo, ma da una parte sono contento di questa cosa.
Ho onestamente creduto che studiare (con serietà e sacrificio, non con le frasette magiche)
la seduzione e il miglioramento personale fosse una cosa bellissima e di valore, e sono
ancora convinto che sia così. Ho un sacco di amici normo-belli che facendo parte della
community hanno conosciuto ragazze bellissime, hanno fatto sesso e sono felicemente
fidanzati (o continuano a fare i PUA).
Purtroppo c’è una Grande Clausola Non Scritta e Non Detta, che chi fa già parte del gioco
non dice, o più probabilmente non sa… perché non ci si è mai scontrato.
La seduzione si può studiare.
Si può veramente diventare persone migliori.
Si può veramente sviluppare un personalità interessante, scoprire interessi, conoscere
persone che ci arricchiscono.
Ma tutto questo è inutile, se non siete belli o normo-belli.
Il Grande Prerequisito che rende tutti i vostri sforzi vani è l’aspetto fisico.
Paragonando la situazione al calcio, qualcuno dirà che potete allenarvi fino allo sfinimento,
ma solo uno su mille diventa Messi, quindi è inutile.
Io non dico questo. Io dico di allenarvi, che potete diventare dei campioni, potete superare
limiti che non credevate di poter infrangere.
Ma per giocare ufficialmente, dovete avere il cartellino e l’iscrizione al campionato.
E se non ce li avete, potete essere dei campioni, ma la domenica mattina se vi presentate in
campo vi mandano via.
Quel cartellino è l’essere belli.
Ma sono sollevato: non ho più l’ossessione di dovermi presentare allo stadio. So che è una
partita che non posso giocare, e questa consapevolezza mi ha liberato.

Esco ancora la sera con gli amici che vogliono rimorchiare e mi chiedono consigli? Certo
che sì! Gli batto il 5 quando concludono? certo, sono orgoglioso di loro.
Per restare nel calcio, grandissimi allenatori hanno avuto una carriera inesistente come
giocatori.
Semplicemente, adesso sono più consapevole del mio ruolo e delle mie possibilità.
Sono arrivato alla fine di questo ETERNO racconto: come ultima cosa voglio ringraziare il
Redpillatore per avermi letteralmente aperto gli occhi!
Un saluto a tutti i lettori

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05/10/19

La Parola ai Lettori: MGTOW o Relazioni a Lungo Termine (LTRers)?


MGTOW o Relazioni a Lungo Termine (LTRers)?



Caro Redpillatore, ultimamente i commenti di quasi tutti articoli stanno diventando una sorta di competizione tra MGTOW e LTRers su quale sia la condizione migliore.

Penso che allora la questione meriti di essere analizzata più a fondo. E’ utile un topic dedicato a ciò in modo che la diatriba si concentri su questo topic e non appesti tutti gli altri, ma anche per capire meglio di cosa si sta parlando.


Non trarrò conclusioni perché altrimenti l’articolo sarà fazioso, né parlerò della mia condizione (che comunque i lettori piu’ attenti già conoscono) perché non è nell’interesse di questo articolo, ma cercherò di essere più obbiettivo possibile.

Il primo problema è cercare di definire e circoscrivere determinate condizioni sociali: chi è un INCEL? Chi è un MGTOW? Chi è in LTR?

Apparentemente sembra semplice: Involountary Celibate, Men Going on Own Way, Long Term relationship. Nella pratica è assai più difficile stabilire il confine entro cui si è Incel, Mgtow o addirittura in LTR.
Se parliamo di misure ad esempio, ci sono parametri esatti. Un “metro” è ben definito e ce ne è pure un campione, un “secondo” ha anch’esso una definizione inequivocabile. Per i colori c’è leggermente un minimo di tolleranza e soggettività nelle sfumature, ma il rosso è rosso e il verde è verde, non ci sono possibilità di confondersi.

Ma chi è un Incel? E’ solo colui che prende/prenderebbe pali anche dalle 0 (le zero sono solo ipotesi di scuola) o si può definire incel anche chi potrebbe concludere solo con ragazze ripugnanti?

E viceversa chi è un MGTOW? In questa categoria infatti potrebbero rientrare le seguenti tipologie di uomini:

1) Chi non vuole LTR pur avendo varie avventure (il MGTOW di questo tipo per eccellenza è Di Caprio o un mio amico sull’8 che è single e scopa mediamente 1 ragazza diversa a settimana)

2) chi a 35 anni è MGTOW perché non vuole LTR pur essendo in grado di averne una con una ragazza sul 5 / 6 in su ma che non ha abbastanza LMS per avere ONS con ragazze dal 5 in su. Insomma il medioman nerd rimasto perlopiu’ incel che giustamente non vuole fare da betaprovider a una pariestetica che puzza ancora di cazzo dai tempi della giostra e ha raggiunto il muro.

3) chi è MGTOW perché riuscirebbe ad avere solo LTR con ragazze ripugnanti e, giustamente, dice “piuttosto me ne sto da solo”. Epperò si puo’ davvero definire MGTOW o è un INCEL mascherato da MGTOW? Mi ricorda un po’ la diatriba sui “giovani italiani che non hanno voglia di lavorare” quando l’offerta è un lavoro da 3 euro l’ora.

4) chi è finto MGTOW ma è un Incel in denial. Questi sono davvero incel, non ci piove, sono quelli che verrebbero rifiutati pure dalle ragazze inguardabili ma vergognandosi della loro condizione si professano finti MGTOW.

Come definireste quelli di cui al punto 3?

Insomma MGTOW è chi volontariamente “rinuncia a…” … ma rinuncia a cosa? Cosa gli offrirebbe il mercato?

E per gli LTRs? Anche qui dentro ci sono varie sfaccettature:

-il pollo che a 35 anni si mette con la stronzetta con 2 figli fatti con l’alfa e le fa da beta provider e magari poi si separano e deve mantenerla a vita

-quello che a 20 anni si mette con una ragazza e poi a 25 si molla; è una LTR o no?

-quello che a 20 si mette con una ragazza, a 25 si sposa ci fa figli, poi come andrà andrà, magari finisce male ma lui si è goduto i migliori anni di lei.

-quello che a 18 anni si mette per 6 mesi insieme alla compagna di banco e fanno insieme le prime scopate. E’ una LTR?

Qual è la lunghezza minima di una relazione per poter essere definita LTR? Qualsiasi storia che non sia ONS è una LTR? Ma un MGTOW ripugnerebbe una LTR di 6 mesi a 19 anni?



Insomma secondo me non si può dire a priori è meglio avere LTR o essere MGTOW perché sono entrambi concetti che racchiudono situazioni molto diverse tra loro. Nei casi estremi infatti essere MGTOW in god mode scopandosi le 7 è sicuramente meglio di essere betaprovider in LTR con una stronza, viceversa essere in LTR a 19 anni con la più carina della classe è sicuramente meglio che essere quel tipo di MGTOW che avrebbe successo solo con le ragazze del 3 in giù. Questi ovviamente sono i casi limite, il bianco e il nero, nel mezzo ci sono tutte le sfumature di grigio che sono 50 per le donne, 256 per i grafici e 16 milioni per i grafici che hanno i soldi.


-Henri de Toulouse-Lautrec-

Il Redpillatore Risponde:


Dico solo un paio di cose e poi lascio la parola ai lettori.
Il problema di queste diatribe secondo me è l'eccessiva autoreferenzialità di chi le porta avanti. Ognuno è convinto (o cerca di convincersi) che la sua scelta sia la migliore, senza tenere conto del punto di vista degli altri.
Ma ognuno a questo mondo è diverso, ognuno ha una diversa sensibilità, diverse ambizioni, diverse esperienze di vita e ciò che per alcuni è accettabile per altri può non esserlo.
Un elemento che può incidere è ad esempio l'età degli interlocutori. A vent'anni si hanno in genere più intrattenimenti e il peso della solitudine si sente meno rispetto ai quaranta, quando tutti i tuoi amici si sposano e fanno famiglia.
Prima che iniziate a scannarvi nei commenti (mi raccomando eh, vi tengo d'occhio) però vorrei mettere in chiaro che non esiste una scelta migliore di un'altra, non esistono uomini più furbi di altri.
Quello che fa la differenza è prendere le proprie decisioni con consapevolezza e optare per la scelta che offre più possibilità di essere felici o almeno quella con il miglior rapporto costo/benefici. E' questo ciò che rende redpillati.

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30/09/19

La Parola ai Lettori: Storia di un Uomo Qualunque


 

 La Parola ai Lettori

Caro Redpillatore, innanzitutto mi unisco al coro di apprezzamenti rivolti al tuo lavoro, perché mostra la realtà per quella che è, attraverso un'analisi lucida, senza ipocrisie. Inoltre è confortante constatare che considerazioni maturate in anni e anni, anche attraverso il confronto con amici, sono qui espresse con rigore scientifico.

Sono inoltre presenti diversi temi, tra cui quello degli esperimenti sociali, che trovo molto interessante. Penso sia molto utile, soprattutto per i più giovani, poter capire anche attraverso queste pagine come gira il mondo.
Fatta questa premessa, vorrei condividere con te e con i lettori la mia esperienza personale e le mie considerazioni, credo potranno essere spunto per qualche riflessione e magari essere d'aiuto. Ho letto la tua storia, il non voler vivere relazioni con il timore di non non sentirti abbastanza. Anche io mi porto dietro la stessa sensazione, ma a differenza tua ho vissuto storie, anche lunghe. In un certo senso rappresentiamo le rispettive "sliding doors".
Tutto inizia dall'infanzia, sono stato un bambino bello e forse è stata la mia rovina. Quegli anni sono stati sereni, sentivo di piacere alle mie coetanee senza sforzo (ovviamente il tutto nel limite di quelle "simpatie" che nascono tra bambini). Questo aspetto mi ha condizionato negli anni a venire, quando invece mi sono trasformato in un ragazzo medio prima e in un uomo medio dopo.

Durante l'adolescenza ho ancora avuto "colpi di coda", sono piaciuto a 3/4 ragazze, ma per timidezza e per la ricerca dell' "Amore" mi sono defilato, inoltre non mi piacevano molto esteticamente, (ai tempi ero sognatore e schizzinoso, ripensandoci adesso erano anche carine). A 20 anni, quando incontravo una ragazza che mi piaceva, pensavo che se non mi fossi fatto avanti io sarebbe toccato a lei, perché anche lei avrebbe perso l'opportunità di conoscere un ragazzo, credevo alle "pari opportunità". Qualcosa tuttavia non funzionava, la ragazza nel giro di qualche mese la vedevo con qualcun altro mentre io restavo da solo. Iniziavo a capire che le forze in gioco, maschili e femminili erano pesantemente a favore delle ultime. Ricordo ad esempio il confronto con una mia cugina pariestetica. Lei viveva relazioni, avventure, aveva possibilità che io nemmeno sognavo, unicamente sulla base del fattore estetico. Comprendevo quindi che a parità di avvenenza fisica e posizione sociale non era minimamente paragonabile il potere sessuale dell'uno e dell'altra. Ho imparato che in Italia, se sei "normale", con un lavoro "normale" (impiegato, operaio..) che non ti permette di essere molto a contatto con le donne e soprattutto sei timido e non uno che ci prova a tappeto, ti ritrovi in una situazione di grandissimo svantaggio.

Ho sempre pensato che questo Paese, se ci fosse maggior equilibrio sessuale, sarebbe un posto bellissimo, invece alla maggior parte degli uomini è preclusa (per sempre o per lunghi periodi) una sana attività: il sesso ludico. Ed è un fattore da non sottovalutare assolutamente, considerato quanto è importante per noi. C'è chi pensa che quelli che evidenziano tale realtà vorrebbero vivere tante avventure con donne disponibili e poi accasarsi con quella bella e brava, io invece credo che la maggior parte degli uomini si accontenterebbe di un maggiore equilibrio. In estate ad esempio, siamo bombardati da ragazze/donne che fin da giovane età vediamo in giro con pantaloncini inguinali e vestitini svolazzanti. Penso che tutti noi abbiamo provato una forte attrazione almeno per 5/6 ragazze al giorno, ma di queste quante si sono tradotte in una reale avventura? Quasi per tutti il risultato è zero e questo per mesi o anni. Ovvio che provandoci con tutte, ogni giorno per mesi, tale valore si discosterebbe probabilmente dallo zero (legge dei grandi numeri), ma questo non è equilibrio. Se invece donne e uomini potessero avere potenzialmente lo stesso numero (o quasi) di avventure il discorso sarebbe diverso. Senza contare la mancanza di considerazione in cui siamo immersi noi uomini nella media, giriamo per le strade come se fossimo trasparenti.

A lungo ho creduto che fossi io stesso la causa dei miei insuccessi, per illudermi di avere il controllo della situazione, riflettendoci tuttavia, capivo che la ragazza in uno scambio di poche battute mi aveva già inquadrato. Perché le stesse frasi dette da un figo avrebbero sortito un effetto diverso? Perché conoscendomi si dimostravano così passive?Io ci provavo pochissimo, quasi mai e vedevo in ogni caso che le ragazze incontrate non lanciavano segnali, quasi credevo non avessero stimoli. In un certo senso, non prendere pali, alimentava la sensazione che avrei potuto fare grandi conquiste se solo avessi voluto. Allora pensavo "devo darmi da fare, in Italia funziona così, la donna è spenta e passiva e se non agisci tu lei non si muove", poi parlavo con amiche che raccontavano a loro volta di amiche "porche" (mai loro) o di tizi che piacevano loro tantissimo. Col tempo ho capito che anche in questo caso vige una semplice verità: se piaci, piaci. Ho visto uomini (pochi), che istintivamente piacevano a molte donne, erano apprezzati nei commenti, guardati. Le donne ridevano alle loro battute, cercavano il contatto fisico.

Ho capito che slogan come "piacersi per piacere" sono fatti esclusivamente per vendere libri. Per anni ho avuto un naturale e spontaneo atteggiamento da "figo", ero tranquillo, rilassato, non facevo il marpione, eppure quello che ad un figo sarebbe valso "piace senza fare niente", nel mio caso si traduceva in "non piace perché non fa niente". Infatti partivo dal presupposto indotto dall'infanzia di essere sopra la media, carino, è stata la freddezza della maggior parte delle ragazze incontrate a farmi capire che ero uno medio. Il mio ragionamento era: "tizia pensa che Caio sia bello, per cui, dato che io mi ritengo più bello di Caio, piacerò per forza di cose a tizia." Eppure qualcosa non tornava.
Poco più che 20enne vissi la relazione più bella e spontanea, l'unica ragazza che si innamorò di me senza sovrastrutture. Pensare che quella storia la chiusi io, in un periodo di stanca, convinto che potessi fare ed avere chissà cosa. Inutile dire che quando provai a ricucire mi mandò a quel Paese.
Per alcuni anni più nulla, non mi piaceva nessuna (solito discorso di mancanza di occasioni) e non piacevo a nessuna.

Il bello è che mi capitava spesso di incrociare ragazza carine per strada, ma mai che ci fosse modo di conoscerle dal vivo, in modo naturale, certo non avevo il coraggio di approcciare sconosciute e rimanevano tali. E' allora che iniziai ad aver paura di essere considerato uno sfigato, frequentatore di amici sfigati eternamente single. Le donne si sa, capiscono bene se uno è single per propria scelta o se la scelta è subita. Spinto dalla ricerca di validazione, smisi di aspettare la persona di cui innamorarmi e mi legai a ragazze che neanche mi piacevano, ironia della sorte, nemmeno io per loro ero il grande amore. Gli apprezzamenti che mi venivano posti erano relativi alla mia disponibilità, presenza (intesa come vicinanza emotiva) e affabilità. Perché nonostante io non mi sentissi innamorato, mi facevo comunque in quattro per fare funzionare il rapporto dando molte attenzioni.

Per me era sconcertante. Sbagliando, ho sempre pensato che per una più brutta dovessi rappresentare un "buon affare", ma in pratica non era così. Dicono che le donne si vedono più brutte di come siano, ma sicuramente tendono a vedersi più belle del proprio partner.
Iniziai provando a fare il simpatico con una della compagnia, ben più brutta di me e finimmo per frequentarci. Aveva in testa il suo ex, si capiva che anche per lei la decisione non era passionale, ma razionale. Finì per lasciarmi, tra l'altro per un tizio più carino ma stupidissimo. Tempo dopo seppi che la lasciò e lei si mise con un pariestetico.
Ho attraversato periodi in cui, spinto dalla "fame", mandavo segnali persino alle amiche e le riempivo di complimenti. Loro gradivano, facevano il pieno di autostima ma quando alzavo il tiro, rispondevano con il solito insipido smile senza aggiungere altro.
La mia "condanna" è stata risultare interessante soprattutto per le caratteristiche sopracitate, cosa che mi ha sempre abbattuto e col tempo ho capito che per uno normale, quando una donna prende l'iniziativa, di solito c'è il trucco. Madri che cercano padri per i loro figli, ragazze che vogliono sistemarsi e usarti per dimenticare un amore in quanto ritenuto bravo ragazzo ecc.


E' il brutto di non piacere su di una base istintiva.
Ci sarebbero numerosi aneddoti da raccontare in tal senso, che quando ti capitano tendi a dar loro poco peso, ma che in realtà ad uno sguardo attento, ti restituiscono la cifra del tuo valore di mercato. Ricordo una collega con cui ci provavo scherzosamente e in maniera galante. Andai avanti per molto tempo, sempre in modo leggero. Una volta via messaggio provai a portare il discorso su un piano più intimo ma lo fece cadere, quasi come se fossi stato troppo sfacciato, lei non parlava di certe cose. Molto tempo dopo un altro collega figo, mi fece leggere una serie di messaggi scambiati con lei, corredati di foto in cui era nuda e in pose esplicite. Rimasi senza parole. Dissimulai la mia amarezza, mentre lui goliardicamente le dava della gran troia. Mi raccontò com'erano andate le cose: un giorno aveva fatto cadere il discorso sul sesso e lei alla richiesta di foto spinte, aveva acconsentito, ovviamente facendosi promettere di tenerle per sé. Eppure non ci aveva mai provato, né le aveva promesso un grande amore. Ma lui era figo, a lui era concesso. In poco tempo aveva ottenuto ciò che io non ero riuscito a raggiungere in un anno.
Ricordo un'amica cicciottella quando venne lasciata dal ragazzo storico, disperazione infinita, paura di sentirsi inadeguata e troppo brutta per i ragazzi. Iniziammo a parlare costantemente e iniziò a chiedermi di fare sesso con lei, mi mandava sue foto nuda, le conversazioni si fecero spinte.
Un giorno però iniziò ad usare tinder e a raccontarmi le sue conquiste: scroccava cene, mi faceva vedere le foto dei tizi, alcuni anche bei ragazzi, spesso già impegnati. Ad un certo punto iniziò a frequentare assiduamente un tizio più giovane di lei, belloccio e fidanzato. Le nostre posizioni si invertirono, ora ero io a cercarla, ma lei, così come la ricordavo, non esisteva più. Era diventata arrogante, rispondeva con supponenza, si capiva che si valutava ben più figa di me. Di ricambiarmi il favore neanche a parlarne, non le servivo più. Litigammo e da allora non ci siamo mai più sentiti. Non c'è nulla di più sprezzante di una donna disinteressata, sanno essere di una perfidia e cattiveria inaudite. Tempo dopo seppi che si fidanzò con un pariestetico rimorchiato su tinder. Ovviamente lei non si era trasformata in gran figa, era stata l'applicazione a infonderle sicurezza in se stessa, anche se alla fine era un'illusione, infatti per un legame serio ha dovuto abbassare le sue aspettative.
 
Eppure come tante altre donne non ha colpa, siamo noi uomini che, in preda all'ormone, svendiamo la nostra dignità. Ci lamentiamo che si fanno pagare le cene e il resto, ma ho visto uomini che senza che fosse loro richiesto ricoprivano le "prede" di regali.
Come è ben noto si entra in una sorta di iter sempre identico: anche se in giro è pieno di ragazze/donne, le compagnie mediamente sono composte da tanti ragazzi e poche ragazze che, o non le vuole nessuno o usano la compagnia come ripiego, ma in settimana si fanno beatamente i cavoli loro. Gli amici portano amici, le amiche non portano quasi mai altre donne. Se arriva una carina single, o ci si avventa come cani oppure è lei che non trovando nulla di interessante, nel giro di 2/3 settimane cambia giro. E' per questo che le compagnie costituite da ragazzi poco appetibili tendono a restare negli anni sempre statiche, con 3/4 che costituisco lo zoccolo duro e nuovi uomini che entrano a farne parte e intanto la vita scorre via.
Ricordo ancora quando si andava in discoteca, l'espressione gongolante di una mia amica fisicamente normalissima se non brutta, che lasciata senza il gruppo per alcuni minuti, veniva rimorchiata da qualche tizio. Mentre noi maschi ovviamente non eravamo avvicinati da nessuna, lei ci guardava dall'alto in basso, tronfia del suo "successo".La narrazione mainstream vuole che uomini e donne abbiano le stesse possibilità, ma basta vedere quanti corsi di seduzione esistono (ovviamente dedicati agli uomini) per capire che non è così.
Non sarebbe forse più facile (ma meno redditizio) ammettere una semplice verità? Anche le donne, come noi, scelgono chi trovano attraente. Altrimenti ad un bravo ragazzo basterebbe compiere bei gesti per avere la ragazza ambita e le donne non finirebbero per innamorarsi di chi le maltratta.
L'altra bufala, propinata dalle donne tra l'altro, è che a loro il sesso piace tanto quanto a noi. Anche questa smentita dalla realtà.
Il grosso fraintendimento è che fin da piccolo, la società ti fa credere che devi essere meritevole del loro amore, devi sedurle, darti da fare, conquistarle, tenerle sul piedistallo. In realtà molto spesso si innamorano di chi non lo merita affatto.
Facendo un bilancio della mia vita, ora ho poco più di 40 anni, sono stato fidanzato diverse volte, per anni. Ogni storia mi è costata grande fatica, deglutire amaro in cambio dell' agognata scopata, ma non è stato solo questo. Come molti ho cercato principalmente il lato sentimentale, amare ed essere amato, rivelatasi però impresa ardua.

La nostra condizione infatti ci accompagna in ogni fase della relazione, prima, durante e dopo, ma è soprattutto sul durante che vorrei focalizzare l'attenzione. Infatti una volta che prende vita il rapporto, le difficoltà non sono affatto finite, anzi, sono appena iniziate. Il basso valore di mercato fa si che lei non sia particolarmente gelosa di te, sa che nessuna ci prova e questa la rende distratta, ti dà per scontato. Il sesso non ha mai la frequenza che vorresti, non ti saltano addosso. Talvolta hanno un'immagine in testa di un uomo che vale più di te o peggio ancora il ricordo o la presenza di qualche ex che non riescono a dimenticare, per cui ci sono ampie fasi del rapporto in cui si è insoddisfatti, per non dire infelici.Quando poi fai alle donne discorsi come questo, dicono di non essere molto interessate alle storielle, però quando vogliono farsi le loro scopare se le fanno. In fondo si dimostrano spesso molto meno logiche di noi, meno sensate e noi sappiamo di avere ragione ma rinneghiamo i nostri ideali per compiacerle e avere accesso al sesso.
Credo che ognuno abbia il proprio "potenziale attrattivo", ciò che di noi attrae senza che facciamo nulla. Piacere per il semplice gusto di piacere. Anche le donne ce l'hanno, è l'aspetto che ci fa scartare una che non ci piace sulla base istintiva, ma in genere gli uomini non lo considerano per disperazione, perché "se non mangi quella minestra ti butti dalla finestra". Loro invece possono scegliere, almeno per il sesso.
Un tempo me la prendevo con loro perché non capivano, poi ho compreso che non possono capire ciò che per loro è una realtà troppo distante. È come se paragonassimo un ragazzo che vive in una favela brasiliana e uno di una media città italiana. La condizione del brasiliano sarà più difficile eppure l' italiano sentirà la propria condizione dura, senza che possa davvero comprendere l'altra realtà.
Ora sono più sereno perché ho capito che non sono io ad essere sbagliato, è semplicemente la società che segue le proprie regole. Ho scoperto dal vivo, attraverso il confronto, leggendo blog, che questa è la situazione più diffusa. Certo, la rabbia per l'iniquità tra i generi rimane e la sensazione di vita non pienamente vissuta accompagna anche me, in parte mi va stretto questo ruolo di "brav'uomo".
Tra l'altro vuoi anche per l'età, l'impulso sessuale si è un po' ridotto e sono lontani i tempi in cui il forte desiderio provato e inespresso mi faceva soffrire e sentire terribilmente frustrato.

Probabilmente il femminismo ha portato allo stesso tipo di selezione che avviene in natura, dove solo i maschi "migliori" hanno diritto di accoppiarsi, tuttavia non essendocene per tutte, le donne ripiegano su quelli normali, riportando in un certo senso l'equilibrio.
Noi uomini siamo propensi a credere che non siano biologicamente in grado di amare quanto amiamo noi, cancellano relazioni in breve tempo, voltano pagina con facilità. Eppure se vogliono sono in grado di farlo, basta osservare la dedizione che mettono nel rapporto con i loro figli. Quella stessa dedizione è visibile solo nei casi in cui si innamorano davvero e lo si capisce dalla venerazione che provano per l'amato.La società ci dice che è tutto soggettivo, eppure, quando analizzi caso per caso, è incredibile come la gran parte di ciò che accade possa essere ricondotta alla stesse dinamiche, gente che non si conosce e con esperienze diverse giunge alle stesse conclusioni. Questo dimostra la bontà della teoria.
Per concludere, attualmente sto vivendo una relazione stabile da alcuni anni e, con la consapevolezza di come gira il mondo, la vivo meglio rispetto al passato. Sono meno accondiscendente, meno disponibile, conscio del fatto che se così le va bene ok, altrimenti si chiude e non crolla il mondo. È una donna che potrei definire esteticamente nella media, ma a me piace molto ed è ciò che conta in definitiva.
Non saprei indicare quale sia la strada migliore, questa è stata la mia, almeno finora, ognuno tragga le conclusioni che preferisce. So di deludere qualcuno, ma personalmente non saprei rinunciare ad un rapporto con una donna, mi mancherebbero troppi aspetti che trovo sono in una relazione, pur sapendo le tante problematiche a cui si va incontro. Inoltre il sesso con le prostitute non lo trovo appagante.

-Unutente- 


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21/09/19

Il Detestabile Vizio Femminile di Introdursi negli Ambienti Maschili



Quando ho inaugurato la pagina facebook del Redpillatore mi sono subito trovato a dover decidere come rapportarmi con le donne che vi avrebbero partecipato.
Fin da subito la pagina è stata invasa dalle femministe e i miei post lasciavano una scia di commenti femminili rancorosi e aggressivi.
All'inizio ho cancellato quelli più offensivi censurando il meno possibile le varie polemiche, ma poi le lamentele degli utenti maschi si sono fatte sempre più fitte e tutti chiedevano a gran voce non solo il ban delle intruse ma addirittura il divieto per le donne di postare.
Ciò è ancora più comprensibile se si considera che i primissimi utenti provenivano principalmente dal mondo incel che, si sa, non è mai stato ben disposto verso le donne. I vari forum dei brutti per dire hanno sempre avuto problemi con le donne, tra litigi, chiusure, scissioni ecc. L'unico gruppo che continua funzionare, magari un po' a rilento ma senza intoppi, è quello del nucleo originario che ha deciso di lasciar fuori le donne una volta per tutte. Negli altri invece continuano a spuntare sondaggi per far bannare le donne o thread in cui ci si lamenta dei loro comportamenti.

Io però non volevo creare una pagina incel, ma una pagina redpill.

Vedi: Incel e Redpillato non sono sinonimi

Trovo sia giusto che le donne restino fuori dagli spazi incel, ma penso che la redpill, pur essendo ugualmente un argomento maschile, possa offrire uno spazio di integrazione anche per loro, o almeno per quella minima parte di loro che ha sufficiente razionalità. Questo perché anche molte donne subiscono le conseguenze di scelte errate dovute al fatto di essere blupillate.
Ho quindi preso la decisione che mi sembrava più sensata: lasciar postare solo le donne che fossero d'accordo con la redpill, o perlomeno con i suoi pilastri principali, tagliando fuori le provocatrici, le femministe e le troll di vario tipo.
Questa politica a mio avviso si è rivelata abbastanza efficace: sono rimaste poche donne, ma buone.

Diverso è invece quanto successo nei gruppi.
Io non ho mai avuto particolare interesse ad aprire un gruppo perché so che la censura su facebook è pesante e sarebbe durato poco. Inoltre i gruppi si riempiono di contenuti scrausi perché la struttura di facebook non incoraggia le discussioni un po' elaborate, vanno moderati e non costituiscono un vero valore aggiuntivo.

Altri però hanno pensato bene di colmare questo vuoto aprendo gruppi "a tema redpill" per conto loro e hanno lasciato entrare ogni genere di donna, creando degli interessanti microcosmi che ora analizzeremo.

Innanzitutto bisogna precisare una cosa: la donna non digerisce il fatto di essere esclusa da un gruppo.
Agli uomini non frega in genere nulla di essere esclusi dalle attività per donne anche perché, diciamolo, in genere una attività tipicamente femminile non interessa per nulla a chi è di sesso maschile.
La donna invece vive il diniego come un affronto personale, come una sfida. Il suo profondo complesso di inferiorità, misto ad un egoismo che si fa scudo dietro al valore della libertà, la spinge inevitabilmente ad introdursi negli ambienti maschili e a cercare di relazionarsi alla pari, in genere senza riuscirci per ovvi limiti biologici. Spesso non c'è neppure un interesse di base (quando non direttamente il disprezzo) per gli argomenti discussi o le attività praticate dagli uomini di quell'ambiente, c'è solamente la voglia di esserci.
Molte delle donne che partecipano ai gruppi redpill non hanno ad esempio mai lasciato un commento né probabilmente neppure seguito la mia pagina, che è praticamente l'unica sulla redpill, mentre nei gruppi  sono molto attive.
Come si spiega tutto ciò?E' semplice: i gruppi consentono loro di fare ciò che nella mia pagina non è consentito, e cioè elemosinare attenzioni, farsi zerbinare, e accalappiare bellocci. Ecco perché le ho recentemente definite "redparassite":  la redpill è solo un pretesto di facciata per fare i loro comodi.

Purtroppo, una volta dato l'accesso ad una donna ad un gruppo maschile, sarà solo questione di tempo prima che lei inizi a fregarsene di tutto e ad assecondare la propria natura di ipergama.
Ecco quindi che uno spazio nato per discutere in maniera civile di un argomento si trasforma in un patetico teatrino che ripropone le classiche scenette trite che già conosciamo.
Gli uomini di valore più basso iniziano a zerbinare le donne, che però -neanche troppo segretamente- li disprezzano e li scartano per puntare ai bellocci.
I bellocci si fanno le fighe migliori e quelle escluse iniziano a sparlare in privato delle prescelte (mi hanno passato certi screen che, vi giuro, roba da riderci per giorni).
Oddio, un attimo, "migliori" va messo tra virgolette. Il realtà, per quanto ho visto, i gruppi redpill hanno una quantità di casi umani femminili da fare invidia ad un freak show: cesse post wall che fanno da recipiente a bellocci più giovani, alpinoidi alte un metro e una banana, bimbeminchia lardosette coi capelli multicolor e chi più ne ha più ne metta.

Del resto, se ci pensate, perché una ragazza di valore, con tutte le attenzioni che ha, dovrebbe andare a parassitare nei gruppi redpill? E' chiaro che le redparassite approfittano della scarsa concorrenza di un ambiente prevalentemente maschile per ottenere vantaggi che altrove non avrebbero, o perlomeno non avrebbero così a buon mercato.

A pagare il prezzo di tutto sono ovviamente quelli che vorrebbero discutere di redpill e che invece si trovano a leggere magari gli sfoghi di una che è stata usata da un figo del gruppo e poi sfanculata. Piagnistei peraltro inutili, tanto si sa che la ragazza, anche avendo la possibilità di tornare indietro nel tempo, rifarebbe la stessa scelta una terza, una quarta, una milionesima volta piuttosto che rendersi conto del proprio valore di mercato e andare con uno al suo livello.

Entrare in un gruppo redpill e farsi usare e sfanculare dai fighi è come andare a un esame avendo già il foglio con tutte le risposte pronte e fallire lo stesso l'esame ahah

Che poi, le donne non ripetono di continuo che detestano i redpillati? "non rimorchiate proprio perché avete questa idea delle donne", non era quello il loro cavallo di battaglia?
E poi invece tutte dentro, in competizione per la nerchia redpillata del belloccio come barboni che si spintonano per una tazza di zuppa.
Sono sicuro che il belloccio di turno si diverte pure ad umiliarle. "dillo che sei una ipergama" e loro "oh sì, sono proprio una pretenziosetta", impagabili istanti di pura sottomissione prima che lui cacci il fallo in bocca e scarichi giù per l'esofago il suo prezioso nettare.

Naturalmente la situazione non si protrae all'infinito perché poi la gente si stanca e si arriva presto al collasso. Il gruppo si svuota o si scinde.
Questa, se ci pensate, è una perfetta metafora di quanto accade nella nostra società:
  • Solo la minoranza di uomini top ha successo
  • Le donne disprezzano gli uomini che non sono al top e anzi si compiacciono di essere in grado di sfruttarli per raggiungere i loro obiettivi.
  • Le donne sono in perenne competizione tra loro per i più fighi.
  • Gli uomini che sono tagliati fuori dal gioco finiscono per abbandonare il gioco.

In definitiva, questi gruppi redpill, nati per parlare di redpill ma usati per parlare di tutt'altro, riescono con i fatti a spiegare la redpill molto meglio di come potrei farlo io.

Le stesse dinamiche però si possono osservare anche altrove. Io ad esempio lurkavo i gruppi di antropologia fisica. Ad un certo punto si sono riempiti di donne che utilizzavano il pretesto della classificazione tassonomica per postare foto di loro stesse e ricevere adulazione dalla massa di sfigati.
A loro non fregava nulla di fenotipi, dopo anni lì non sapevano ancora la differenza tra un alpino e un dinarico,  ma sapevano benissimo chi erano i più fighi del gruppo e si rivolgevano a loro per le classificazioni, anche se erano totalmente ignoranti.
Alla fine ti trovavi post in cui c'era il tipo lituano che veniva classificato come mezzo medio-orientale solo perché poveretto aveva il naso un po' convesso e un mento sfuggente, e la tipa che invece era veramente medio-orientale "poteva fittare benissimo" anche come europea. Credetemi, il ridicolo del ridicolo. Me ne sono dovuto andare.

In conclusione, penso che la morale di questo articolo sia piuttosto chiara: se lasciate la donna libera di fare ciò che vuole, e la lasciate introdursi in un ambiente maschile senza porle limiti o condizioni, in poco tempo distruggerà ogni cosa che tocca. Regolatevi di conseguenza.
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10/09/19

Psicologa Cerca di Confutare le ''Bufale'' della Redpill


In passato ho dedicato un articolo intero a rispondere alle varie critiche che vengono fatte agli incel, alla Redpill e alla Teoria LMS, ma purtroppo si tratta di argomenti che vanno molto di moda e ognuno prova a dire la sua, per cui mi è impossibile stare a ribattere ad ogni stronzata che mi segnalano dal web.
Oggi però voglio spendere un po' di tempo e soffermarmi su un'intervista che alcuni follower continuano a segnalarmi e che è stata pubblicata sulla rivista Open in un articolo dal titolo "Chi sono gli incel e quali bufale sulla sessualità condizionano la loro vita".

Il pezzo è interessante non tanto per le argomentazioni in esso contenute, ma perché la protagonista è una psicologa che ha addirittura  "un master in aspetti medico-sociali della sessualità". Roba proprio potente insomma.

Come sapete io non ho molta stima degli psicologi. Anche ieri ho espresso il mio disappunto per l'affermazione di una docente di psicologia che indicava i videogiochi come causa principale del fatto che il 28% degli uomini tra i 18 e i 30 anni non ha una vita sessuale e faceva a mio avviso l'errore di confondere la causa con la conseguenza.

Vedi: Cause e Correlazioni


Voglio però precisare, a scanso di equivoci, che non ce l'ho con la categoria degli psicologi a prescindere. Molti psicologi e studenti di psicologia seguono il blog e sono persone molto serie e competenti, altri lettori frequentano psicologi e trovano generalmente conferma di quanto diciamo qui.


E' indubbio però che la psicologia è una materia che al giorno d'oggi è fortemente ideologizzata e ha una forte impronta progressista e troppo spesso capita di sentire dichiarazioni di illustri psicologi che sembrano più motivati a fare propaganda che a ricercare la verità nei problemi che sono chiamati ad analizzare. E' questa la cosa che veramente a me dà realmente fastidio, non certo la categoria degli psicologi.


Fatta questa premessa andiamo ad analizzare l'articolo di cui ho fatto cenno all'inizio.

La prima critica è rivolta alla teoria LMS. Secondo la dottoressa Nuzzolese:

"Apparire “belli”, avere un certo reddito e status sociale sono tutte conseguenze dell’avere cura di sé, essere intraprendenti e impegnarsi in qualcosa nella vita. Difficilmente si riesce ad attrarre se per primi abbiamo scarsa autostima."



Eh certo, è brutto chi non si cura. Una bella doccia, bei vestiti e un buon taglio di capelli fanno diventare Alvaro Vitali come Brad Pitt. La dottoressa non ha mai visto uomini curati, puliti e ben vestiti che nonostante ciò non sono attraenti, chissà in che mondo vive.

Quanto al fatto che ha status e soldi chi si impegna, ci si mette veramente poco a trovare controesempi di persone che sono diventate ricche e famose senza alcun impegno né merito. Eppure improvvisamente hanno avuto un enorme successo con le donne. A riprova che status e ricchezza non sono conseguenza, sono proprio causa. Nella vita non conta l'impegno, contano i risultati. Voi andreste con una brutta che mette un enorme impegno ad apparire bella o con una che è bella naturalmente e non fa nulla per esserlo? Domanda retorica.

Sul discorso autostima, i forum incel sono pieni di esperimenti sociali fatti con modelli che in chat tediano le donne con discorsi depressivi, autocommiserandosi e in genere cercando di apparire il più possibile come degli incredibili disagiati. Indovinate un po? Riescono benissimo a rimorchiare e a risultare attraenti, anche con l'autostima sotto i piedi. 

Io penso che già un'affermazione del genere basterebbe per bocciare l'articolo e dedicarsi ad altro. Ma andiamo avanti.

La dottoressa prosegue parlando delle teorie psico-evolutive alla base della redpill:

"la donna sarebbe portata a cercare nel partner delle caratteristiche che permettano di migliorare la specie, quindi delle garanzie sulla possibilità di avere una prole, portando avanti la generazione attraverso un miglioramento genetico.
Questo nell’interpretazione della redpill è relativo solo alla donna. In realtà quel che dicono gli studi è che questa tendenza esiste da entrambe le parti. Ma stando all’approccio psico-evoluzionista, nell’ipergamia chi dà importanza all’aspetto estetico nel valutare un potenziale partner è il mondo maschile"


Veramente le teorie redpill riconoscono che gli uomini guardano principalmente all'estetica ma non è vero che l'ipergamia esiste anche nel mondo maschile.
Infatti basta un po' di spirito critico: se gli uomini fossero ipergami, ogni uomo punterebbe alla migliore donna che riesce ad ottenere, scartando quelle di livello inferiore che rimarrebbero a disposizione degli uomini di valore progressivamente inferiore. Le donne non troverebbero uomini migliori di loro e si accontenterebbero di quelli del loro livello, quindi non esisterebbe un problema incel, oppure esisterebbero tante incel donne quanti uomini.

In pratica però, pur con qualche inesattezza, la psicologa riconosce che le teorie redpill hanno riconoscimento nel mondo accademico però poi prosegue:

"gli studi sono comunque relativi a un modello. Vuol dire che sto interpretando la realtà utilizzando un tipo di lente. Nel momento in cui cambio la lente, cambia anche la mia interpretazione della realtà. Qui parliamo di una delle tante interpretazioni di quelli che sono i meccanismi alla base dei rapporti umani"

 Ma che vuol dire questa cosa? Ti chiamano per dimostrare che la visione che i redpillati hanno delle dinamiche sociale è fuorviante e si basa su bufale e alla fine ammetti che invece essi si basano su teorie che hanno riconoscimento da parte dei tuoi colleghi psicologi. Non solo non le smentisci ma ammetti che è un punto di vista lecito che ha pari dignità di molti altri. Ma quelli che hanno pubblicato questo articolo si rendono conto dell'autogoal pazzesco?

Segue poi un'analisi demografica, volta a dimostrare che in Occidente ci sono più donne che uomini.
Premesso che trovo abbastanza preoccupante che una laureata non capisca che il maggior numero di donne è dovuto al fatto che la speranza di vita per le donne è maggiore e che quindi le donne in più sono principalmente ultraottantenni (poi c'è anche chi apprezza le mature, per carità), onestamente non vedo il senso di dimostrare che ci sono abbastanza donne per tutti, dal momento che questo è un punto a favore della redpill.
Se c'è una donna per ogni uomo e molti uomini rimangono senza donne significa che le donne pretendono di più di quanto offrono, che è appunto ciò che vogliono dimostrare i redpillati.


Passiamo poi ad un classico, e cioè la Soggettività della bellezza:
"Si nota quindi come all’interno della stessa comunità redpill non ci sia una congruenza di valutazioni. Se ci fosse un’oggettività della bellezza i voti convergerebbero in maniera quasi matematica"


Ma infatti è così. Nei vari forum, quando si danno i voti a qualcuno, c'è una distribuzione a campana dei voti. Qui sotto uno studio dell'università di Regensburg che ha coinvolto oltre mille studenti ai quali è stato chiesto di indicare i visi più attraenti. Tutti i voti convergono verso gli stessi due volti. Se la bellezza fosse soggettiva ogni volto avrebbe la stessa probabilità di risultare attraente.



 Vedi: la bellezza è soggettiva?

Si parla poi dell'effetto alone. La psicologa afferma che l'effetto alone vale anche al contrario e cioè che non solo la bellezza influenza la percezione della personalità, ma anche una bella personalità fa apparire più belli.

"Sono stati fatti esperimenti in cui si faceva vedere un video a degli studenti dove lo stesso professore appariva in una versione aggressiva e poco piacevole e una in cui appariva più disponibile e simpatico. Alla fine quando agli studenti veniva chiesto di valutare l’aspetto del professore i valori più alti corrispondevano alla versione in cui il docente aveva un comportamento gradevole."

Fa riferimento ad uno studio la cui fonte non è menzionata e che quindi non posso verificare, però lo do ugualmente per buono e mi trovo abbastanza d'accordo. Quello che però bisogna dire è che l'estetica è la prima cosa che valutiamo in una persona e che uno può benissimo essere scartato in base a quello, senza che l'altro si prenda il disturbo di andare ad approfondire la personalità. Nello studio in esame gli studenti sono costretti ad ascoltare il professore, ma nella realtà nessuno è costretto a interagire con una persona che trova esteticamente repellente. E infatti in genere non lo fa.

L'articolo si conclude facendo l'esempio di Nick Vujicic, che è senza gambe e braccia ma è riuscito ugualmente ad avere successo e trovarsi una moglie. La psicologa lo prende come esempio per smentire i redpillati, salvo poi contraddirsi precisando che si tratta di un caso più unico che raro e che appunto è famoso a livello mondiale e multimilionario.
In pratica quindi non è una smentita delle teorie redpill, ma l'ennesima conferma.



Però la morale è sempre la stessa: "gli incel non devono scassare le palle e devono migliorare loro stessi".


Nessun accenno al fatto che tale processo di automiglioramento non è richiesto alle donne, che invece possono starsene tranquillamente sedute a selezionare i maschi migliori anche se sono brutte e sovrappeso. Nessun accenno al fatto che quello incel "stranamente" è un fenomeno tutto al maschile, che non esistono donne incel perché le donne sono avvantaggiate in ambito sessuale.
Nessun accenno a ciò che questa situazione comporta a livello sociale.

Insomma, un articolo che si propone di smentire "le bufale" della redpill, che però si guarda bene dal menzionare i dati che ogni giorno vengono postati.
Ma visti i precedenti autogoal, forse in fondo è meglio così.





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