30/11/18

Da Brutto a Bello ma non è Bastato - il Racconto di un Utente


Grazie Bullismo! Marco si Racconta

Sulla scia di quei ragazzi che ultimamente si sono aperti sul blog per raccontare la propria storia, ho deciso di seguire anch’io l’esempio.

Ciò che ora vi racconterò però non vede la bruttezza nel ruolo di protagonista diretta.
O meglio, la bruttezza c'è, ma stavolta rappresenta una conseguenza (temporanea) e non la causa.

Ma partiamo dal principio, per comprendere meglio il tutto.

Fin dalla prima elementare, ero un bambino diverso dagli altri: non mi interessava giocare a pallone, guardare i cartoni animati, giocare con i soldatini o correre in bicicletta insieme ai miei coetanei.
Anzi, per meglio dire non mi interessava proprio socializzare ed avere legami con gli altri bambini.

Già a 3 anni leggevo libri e giornali, a 5 ascoltavo musica che nessuno s'immagina possa venire apprezzata da un bimbo di quell'età (nella fattispecie, mi divoravo gli album dei Pink Floyd e degli Alan Parsons Project, trascorrendo così pomeriggi interi) e soprattutto avevo una grande sete di conoscenza: oltre a leggere giornali, libri, riviste e ascoltare musica, le mie giornate erano scandite dalla consultazione approfondita di enciclopedie, atlanti e cartine geografiche.

Un bimbo prodigio? Purtroppo no, ero di fatto una sorta di alieno, un "diverso".
Apriti cielo: già dalla prima elementare, iniziò una forma di bullismo incentrata su epiteti come "handicappato" o "imbranato", sempre da parte degli altri maschi.
Ovviamente, ero anche escluso dai vari giochi di squadra e subivo continuamente scherzi più o meno pesanti nell’arco di quasi tutti i cinque anni di scuola elementare.

Ci mettevo del mio, sicuramente: la mia indole a stare in disparte, la tendenza all'introspezione ed al perseguimento di interessi, per così dire, alieni rispetto agli altri miei coetanei, di certo non ha aiutato.
Tuttavia, invece di essere quantomeno lasciato stare e rispettato nella mia peculiarità, la stragrande maggioranza degli altri bambini (maschi) mi tormentava quasi quotidianamente.

Radicalmente diversi invece i feedback da parte di insegnanti e femmine.
Essendo da esse ritenuto uno dei più belli della classe, le bambine mi portavano su un palmo di mano, mi invitavano a casa loro per trascorrere i pomeriggi ed ero fra i pochi ad avere quasi sempre la "fidanzatina" o comunque la compagna di classe che veniva da me a chiedere "Marco, mi vieni insieme?".

Le maestre pure mi veneravano, mi portavano in pompa magna, anche per il fatto che il mio rendimento scolastico era tre spanne sopra rispetto a quello degli altri: studiavo ed imparavo con passione, assorbendo tutto come una spugna.

Capitolo genitori: ero figlio unico (lo sono ancora) e mi volevano tanto, TROPPO bene.
Sempre ricoperto di attenzioni, magari anche un tantino viziato: un tipico caso di "helicopter parents", o genitori iperprotettivi.

Insomma, la mia infanzia fu caratterizzata da feedback decisamente contrastanti: venerato da genitori, insegnanti, adulti in generale e coetanee femmine (compresi complimenti sull'aspetto fisico), ma bullizzato, emarginato e vessato da parte degli altri maschi tranne 2-3 eccezioni: questa sparuta minoranza di ragazzini, difatti, teneva nei miei confronti un atteggiamento tutto sommato simile a quello del resto del mondo, a volte addirittura difendendomi dai bulletti.

Chissà, forse quegli aguzzini in erba rosicavano, vedendo che andavo molto meglio di loro a scuola ed ero pure venerato dalle stesse bambine che invece non li cagavano manco di striscio.
Fatto sta che da una parte, la mia infanzia è stata un inferno, mentre da quell'altra è stata un paradiso: da un estremo all'altro a seconda di soggetti e contesti.
Potete solo immaginare la confusione, il turbamento ed il danno che una cosa del genere può apportare al cervello immaturo di un bambino.

Alle medie più o meno si ripresentò il medesimo copione: buon rapporto con adulti, insegnanti e femmine (addirittura, con la vicina di casa mia coetanea, avevamo a quel tempo 12 anni, ebbi una specie di storia che andava molto vicino ad una relazione "adulta"), contrapposto al bullismo, all'emarginazione ed alle vessazioni ricevute dai coetanei maschi.
Ancora una volta, mai nulla che riguardasse l'aspetto fisico: mi davano ancora una volta dell'handicappato, dell'imbranato e stavolta anche del gay (eh sì, andando verso la prima adolescenza si aggiunse anche questo grazioso epiteto alla collezione).

Ma ora viene il bello, anzi il BRUTTO: già dalla prima superiore, tutta la confusione che avevo in testa e tutto quel marciume che mi veniva stato scagliato addosso arrivò a generare i suoi sporchi frutti.

Nella fattispecie, mi lasciai andare fisicamente: non curavo minimamente vestiario e taglio di capelli, non mi lavavo i denti se non due volte a settimana e soprattutto ingrassai, con conseguenze anche a livello di armonia del viso.
Il grasso, difatti, mi si depositò generoso anche in faccia, arrivando a deformare i miei lineamenti di base.
A questo andava aggiunta una forma moderata di acne giovanile, per completare l'opera.

Insomma, da ragazzino belloccio mi ero di colpo trasformato in adolescente bruttino.
Di conseguenza, oltre al bullismo da parte maschile che continuava sempre sulla stessa falsariga (epiteti vari, scherzi piccoli e grandi), ora ero pure del tutto ignorato da parte delle ragazze, proprio in quel periodo così cruciale per la crescita di una persona.

Beh no, non proprio del tutto: in terza superiore ci fu una ragazza, compagna di classe, che mi veniva palesemente dietro.
Ma con tutto il marcio che avevo in testa, non colsi quell'occasione che poteva rappresentare la svolta di una vita: la rifiutai seccamente, convinto che mi stesse prendendo in giro (scoprii solamente in seguito che era sinceramente interessata, forse anche per il fatto che a sua volta era un po' trascurata e se vogliamo "imbruttita": di base era sul normaloide, ma con disagi personali vari che contribuivano alla sua trasandatezza).

Come reagii a questo inferno?
Buttandomi a capofitto sullo studio, sfruttando dunque appieno una parte delle mie risorse.
Oltre ovviamente a rifugiarmi sempre nel mio universo personale fatto di libri, musica, riviste, giornali, enciclopedie di ogni genere, film e serie TV.

Non andavo alla grande proprio in tutto: l'eccellenza la raggiungevo nelle materie umanistiche, soprattutto italiano, lingue straniere, storia e geografia, nonché in alcune discipline caratteristiche dell'indirizzo di studi (frequentavo un istituto tecnico), mentre faticavo parecchio in matematica e pure in informatica navigavo sulla sufficienza risicata.
Ma alla fine, nonostante bullismo, emarginazione ed invisibilità totale all'altro sesso (va comunque detto che ci avrò provato seriamente solo una volta), mi diplomai con quasi il massimo dei voti.

I danni comunque erano ormai stati fatti: sviluppai una forma piuttosto seria di sociofobia e trascorsi tutto il periodo dai 18 ai 30 anni chiuso in casa, buttandomi totalmente sullo studio universitario e sul lavoro.

Mettevo il naso fuori dalle mura domestiche solo per recarmi in ufficio, per andare in facoltà a dare gli esami e per viaggiare insieme ai parenti durante l'estate, senza praticamente avere rapporti umani degni di questo nome (anche sul posto di lavoro, i rapporti con colleghi e superiori si mantenevano su binari esclusivamente formali) ed ingrassando sempre di più.
Almeno però non mi trascuravo più su tutto il resto: avevo iniziato a lavarmi i denti 3 volte al giorno ed a curare il vestiario.

Ma restavo nettamente sovrappeso e con il viso che somigliava più a quello di un pesce palla che non ad un volto umano.
All'altro sesso restavo del tutto invisibile: né feedback positivi, né tantomeno feedback negativi veri e propri, in definitiva NON ESISTEVO.
E non ci provavo mai con nessuna.
Le mie uniche soddisfazioni derivavano ora dal cibo, dagli alcolici, dall'attività intellettuale e da quei viaggi con i parenti in giro per l'Europa e per il mondo, che vivevo letteralmente come "ore d'aria" nel contesto di un'esistenza generalmente da recluso.

Riuscii a laurearmi, anche se con diversi anni di ritardo dovuti anche al fatto che ero uno studente-lavoratore.
Poco dopo la laurea, avvenne il miracolo: così per caso, grazie ad una conoscenza in comune con i miei parenti, arrivò la vita sociale.
Questa persona mi trascinò nella sua comitiva, uscivamo tutti i weekend e non solo.
Da lì iniziò a svilupparsi intorno a me, nonostante la sociofobia, una rete fatta di amicizie e conoscenze che nascevano "a catena", arrivando ad un punto in cui ero a casa quasi solo per dormire e pranzare.
Da un estremo all'altro!

Piano piano, grazie alla legge dei grandi numeri attivata dalle continue conoscenze, arrivarono giocoforza anche i contatti con le donne: tutte quante presero l'iniziativa loro stesse, dato che io restavo comunque del tutto bloccato, non ci provavo mai con nessuna salvo una manciata di goffi tentativi in discoteca (con risultati prevedibili: pali, anche piuttosto crudi).

Il problema era che tutte queste ragazze non mi piacevano minimamente.
Solo 3 di esse mi attraevano almeno quel minimo sindacale, quindi non le rifiutai: con una di esse ebbi un'avventura occasionale, mentre con le altre due riuscii a costruire relazioni di media durata, interrotte sempre da me dato che ad un certo punto arrivavo a capire che anche queste erano pur sempre un compromesso, erano le meno peggio che mi si offrivano spontaneamente.

A 32 anni, una volta mollata la mia ultima ex, altra svolta: frustrato dal fatto che piacessi solamente a donne dalle quali non ero sinceramente attratto, venni a contatto con la redpill e compresi subito che avevo problemi estetici reali, per fortuna legati soprattutto al sovrappeso con conseguente alterazione dell'armonia facciale dovuta all'eccesso di grasso.
Soprattutto però, compresi il ruolo fondamentale dell’estetica nella società moderna.
Quella fu la molla.
Mi buttai dunque a capofitto sul looksmaxing, tagliando i ponti con tutta la rete sociale che mi ero costruito, allenandomi autisticamente in palestra 3 volte a settimana senza interagire con nessuno e facendo cardio nei giorni rimanenti, perseguendo al contempo una dieta ad hoc mirata alla riduzione massiccia non solo del peso corporeo, ma anche della massa grassa (ero arrivato circa al 25% di bodyfat, l'obiettivo finale era arrivare al 10-12% e perdere quasi 20kg).
Nel giro di due-tre anni, complici anche altri piccoli e grandi interventi, riuscii ad capovolgere nettamente il trend di peggioramento estetico iniziato fin dall'adolescenza.

Alla fine del percorso di looksmaxing, mi sottoposi a valutazione da parte di un gruppo (circa una ventina) di persone appartenenti all'universo dei forum e pagine redpill, fra cui lo stesso Redpillatore.
Non mostrai le mie foto precedenti, per non creare distorsioni nei giudizi.
La "sentenza" fu tutto sommato confortante: ricevetti una valutazione media fra il 6,5 ed il 7 tenendo conto della mia età.
In verità ci sono stati anche un 5,5 e due 8, ma la stragrande maggioranza (17 su 20), Redpillatore compreso, mi valutò chi 6,5 e chi 7.
Tale giudizio mi fu poi in un qualche modo confermato anche da tre chirurghi estetici e maxillofacciali, di cui uno considerato fra i top a livello nazionale: tutti quanti ribadirono che non ero assolutamente un caso chirurgico, che non presentavo alcun inestetismo tale da richiedere interventi a livello strutturale e che il mio viso era nel complesso armonico e gradevole.
Fenotipicamente, fui classificato sia dal Redpillatore che da altri come atlantomediterraneo "textbook".

Successivamente, ad alcuni di questi utenti sottoposi per dovere di cronaca anche le mie vecchie foto: stavolta il giudizio fu abbastanza impietoso, con una media fra il 5 ed il 5,5.
Insomma, a quanto pare avevo guadagnato un punto e mezzo o comunque, lasciando perdere i numeri e i voti, da bruttino sono diventato esteticamente gradevole.

Ora vi chiederete se il miglioramento estetico mi ha fatto svoltare, se sono rinato, se sono diventato uno slayer e amenità del genere.
Purtroppo, nulla di tutto ciò: gli strascichi a livello psico-relazionale derivanti dai traumi legati al bullismo continuano ad ingabbiarmi.
Resto un sociofobico vero che non riesce ad interagire col prossimo, inoltre, dato che avevo tagliato i ponti con tutti, sono tornato ad uscire di casa solo per recarmi al lavoro, per allenarmi in palestra (dove le mie uniche interazioni, in più di 5 anni di frequentazione, si limitano a "Ci alterniamo?", "Quante serie ti mancano?" ed a qualche saluto veloce in spogliatoio) e per viaggiare ogni tanto nel corso dei fine settimana, dove prendo la macchina e mi dirigo verso località di mare o città d'arte, soprattutto nei mesi estivi.
Insomma, non riesco a reinserirmi socialmente, sono tornato a vivere come un semi-recluso.

Beh, a dir la verità qualcosa è cambiato.
Prima non ricevevo il minimo sguardo femminile mentre ero in giro, nemmeno per sbaglio.
Ora invece, di tanto in tanto, qualcuna pure carina butta occhiate interessate.
Prima ricevevo sporadici approcci femminili solamente in contesti sociali.
Ora invece mi è capitato un approccio a freddo sotto casa da parte di una tipa, con una scusa banale, quasi in stile PUA, più un secondo approccio sempre diretto ma non del tutto "a freddo", da parte di una cameriera in un ristorante di Riccione.
Entrambe erano più che decenti esteticamente, la seconda forse arrivava al 6,5/7 (dunque una mia pariestetica, in base ai giudizi ricevuti).
Capitolo social: prima zero match e visualizzati senza risposta in serie, a meno di non scendere molto in basso sia a livello estetico che umano.
Ora invece, se provo a mettermi su Tinder, ottengo un numero di match superiore alla media sia per la mia realtà geografica, sia in rapporto ai like da parte mia, anche e soprattutto con donne di aspetto gradevole (mettendola sempre in numeretti, fra il 6 ed il 7).

Ma non riesco a sfruttare queste occasioni, scappo via come Speedy Gonzalez, mi defilo fantozzianamente, prigioniero dei complessi che mi porto dietro fin da quand'ero bambino.
Con i match ottenuti sui social nemmeno provo a chattarci, oppure quelle poche volte che sono riuscito a sbloccarmi, una volta che si arrivava ad approfondire la conversazione e magari parlare di incontrarsi dal vivo, troncavo tutto e toglievo il match (addirittura, una volta ho persino bloccato una normaloide che su Lovoo mi stava mandando spontaneamente foto intime).

Ma al di là del sesso e delle donne che alla fine non mi interessano poi più di tanto, resto soprattutto senza una vita sociale degna di questo nome, senza più amici, senza praticamente interagire con anima viva, prigioniero della sociofobia che nemmeno un aspetto da 6,5/7 "certificato" dai redpillati riesce a sconfiggere: in definitiva, continuo ad essere convinto che il mondo mi odia, quando in realtà mi si lascia semplicemente in pace, della serie vivi e lascia vivere, il tutto condito qua e là da qualche occasionale feedback positivo come spiegavo poco fa.
Senza contare il fatto che money e status, così importanti alla mia età (ora ho quasi 38 anni, anche se ne dimostro 8-10 di meno), sono a livelli ridicoli, soprattutto lo status.
Come money invece mi darei un onesto e ben mediocre 5 scarso, classico lavoretto da impiegatino part-time.
Le soddisfazioni arrivano sempre da quelle attività intellettuali che mi hanno gratificato fin dai primi anni di vita: musica e lettura, a cui ora si è aggiunta l'attività fisica.

Dalla mia storia si può trarre qualche insegnamento:

1) Il bullismo è una grave piaga sociale che, in certi casi, può arrivare a devastare un'intera esistenza e compromettere a 360° la vita socio-relazionale di un individuo.
2) I complessi derivati da certi traumi infantili e adolescenziali (vedi appunto bullismo) possono essere talmente forti da rendere nei fatti infruttuoso anche un ottimo percorso di looksmaxing.
3) Per compensare davvero una sociofobia di grado moderato/grave, occorre passare nettamente la soglia del 7.

Si può notare come questi 3 punti siano uno il corollario dell'altro, partendo dal punto 1) che è chiaramente l'origine di tutto.

Ora, che prospettive ho?
Mi resta solo l'aspetto fisico come consolazione personale fine a sè stessa, dato che tutto ciò che non rientra nell'estetica mi blocca a livelli invalidanti.
Sono redpillato ed ho aperto un po' gli occhi, pur condividendo al 100% solamente i concetti di base: teoria LMS ed ipergamia (certe derive e spin-off estremi, noti genericamente come "blackpill", non mi trovano invece per nulla d'accordo).
La speranza che le cose, prima o poi, comincino ad cambiare ancora mi resta, sebbene mi renda conto del fatto che l'ipergamia stia ormai assumendo contorni paradossali e non vorrei che, in un futuro niente affatto lontano, persino i normocarini come me vengano considerati "brutti" e trattati di conseguenza.
La chiave di tutto sta nel riuscire in qualche modo a sbloccarmi e reinserirmi socialmente nonostante l'età ormai avanzata, magari con un altro “miracolo” tipo quello capitatomi ormai 10 anni fa, lasciandomi definitivamente alle spalle complessi e traumi vari: indubbiamente più facile a dirsi che a farsi.

Concludo questa lunga storia, per contrasto, con una battutina molto sintetica, se vogliamo ironica ma che riassume tutto quanto:
GRAZIE BULLISMO!!

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11 commenti:

  1. Caro Marco,
    comprendo che l'essere stato vittima di bullismo, nella fragile età in cui un individuo è "in formazione" sotto ogni aspetto, possa lasciare cicatrici molto profonde. Tuttavia permettimi alcune considerazioni e spunti di riflessione, che mi sento di fare solo perchè ho 56 anni, ultra redpillato ed ormai MGTOW.
    Da come scrivi, sembri una persona profonda, colta, con cui (superati i tuoi blocchi relazionali), altri individui magari avrebbero piacere di condividere una sincera amicizia. Pertanto, credo tu debba darti la possibilità, almeno di provare, a coltivare delle relazioni amicali con altri uomini. Per esperienza diretta di cose già viste, posso dirti che le amicizie tra uomini, quelle vere, si basano su rispetto, affetto, stima. E possono anche durare tutta la vita. Sono ad un livello che non è neanche paragonabile alle false amicizie che invece si instaurano tra donne.
    Poi, penso che a 38 anni tu abbia ancora parecchi anni davanti a te per prenderti delle belle soddisfazioni...
    Ti sei fatto un bel mazzo per diventare attraente agli occhi delle donne, e queste te lo dimostrano. Quando una donna si interessa a te, significa che la strada è completamente spianata, e la "conclusione", è di una facilità disarmante.
    Anche qui, se lei ti piace, approfittane, perchè ogni lasciata è persa. "Assaporare" una donna giovane è un'autentica benedizione, che dura poco. Andando avanti negli anni, ti sarà sempre più difficile conquistare donne giovani, fresche, magari bellocce e con un cervello ancora più o meno sano. Pertanto, abbassa l'ansia, ricordandoti cosa ti ha insegnato la Red Pill; lei, comunque non sarà mai tua. E' solo il tuo turno.
    E se, per finire, godi di una buona salute, goditi la vita più che puoi e respirala a pieni polmoni...
    Mi sembra ieri che avevo la tua età.

    Un saluto
    Old Red

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    1. Ciao Old Red, grazie per il tuo commento!

      La mancanza di amicizie, come avrai capito leggendo questo mio contributo al blog, è la cosa che mi fa soffrire di più, anche se è pur vero che sono una persona per natura introspettiva, solitaria e che tende a stare per i cazzi suoi.

      Tuttavia, non riesco, di mia iniziativa, ad attaccare bottone o interagire informalmente con gli altri maschi, mi si deve tirare per la giacca: questo è uno dei "regali" lasciati dal bullismo.
      Come hai potuto leggere, i problemi grossi li ho avuti proprio con gli individui del mio stesso sesso, non tanto con le donne.
      Negli altri maschi rivedo ancora i bulli di un tempo, temo sempre di non essere accettato, di essere considerato strano, diverso, insomma il caso umano da deridere.

      Per superare questo blocco ormai radicato, bisogna che il maschio di turno abbia un interesse in comune con me, ad esempio la musica, che è la mia vita, sebbene non sappia suonare alcuno strumento (ogni tanto, però, medito di iscrivermi ad un corso di batteria per provare ad imparare nonostante l'età non più giovanissima): in questo caso, perdona la boutade, la musica cambia.
      E' già successo del resto, anche se alla fine con questi ragazzi non sono riuscito a creare legami che andassero al di là di una chiacchierata (grazie ad uno di loro però mi sto avvicinando al mondo del jazz, dato che ormai in fatto di rock ho ascoltato tutto l'ascoltabile!).

      Le donne e il sesso, invece, mi interessano relativamente, anzi diciamo pure che non me ne frega granchè e non ne sento così tanto la mancanza.
      Non posso però assolutamente negare il fatto che anche qui mi invalidano i complessi che mi trascino dietro da una vita.
      Quelle due tipe ad esempio, a differenza delle ex che invece vedevo come un ripiego, mi piacevano, come mi piacevano quelle sui social e come mi piacicchiavano pure altre che hanno adocchiato, sorriso o in un paio d'occasioni pure commentato tirando fuori somiglianze con fighetti famosi.
      Buona parte di queste sembravano pure avere meno di 30 anni: tranne sui social, dove devo per forza rivelare la mia età reale, a quanto pare sono "invisibile" alle mie coetanee o giù di lì, forse per via dell'aspetto e del look giovanile.
      Eppure sono scappato via, ho ignorato sguardi, ho tolto match, troncato conversazioni e bloccato profili.

      Ma poco male, come dicevo soffro molto di più la mancanza di rapporti amichevoli con gli altri maschi, piuttosto che l'astinenza sessuale.

      Di salute sto benissimo per fortuna, a parte qualche episodio d'insonnia negli ultimi tempi, forse dovuto al fatto che la vita da mezzo recluso senza amici sta cominciando nuovamente a starmi un po' strettina.

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  2. Pur avendo fatto una vita diversa dalla tua e per furtuna avendo subìto solo pochi episodi di bullismo in tenera età (eh si, i bulli esistevano anche ai miei tempi!)trovo similitudine in te nella sociofobia, che forse si è manifestata maggiormente in me nell'essere uno spirito libero. Le frequentazioni troppo assidue con gli amici, mi sono sempre state un po' strette. Con il tempo, mi sono reso conto, che spesso frequentavo gli altri maschi in modo strumentale, cioè finalizzato ad aver accesso alle ragazze, che erano per me un chiodo fisso. Già dalla prima adolescenza, ricordo i primi innamoramenti, che mi colsero prepotentemente di sorpresa, talmente ero impreparato alla cosa! Ero attratto dalle ragazze in un modo pazzesco. Per avere accesso a loro, la grande determinazione, mi ha poi fatto superare la mia innata timidezza di allora, sperimentando i primi approcci, molte volte con successo ed aiutato dal fatto di avere un aspetto piacevole. Riconosco che parliamo, data la mia età, di altri tempi in cui le cose erano in generale, molto più semplici e facili di oggi. Al di là delle conquiste femminili e delle conseguenti relazioni, era comunque sempre forte in me il desiderio di stare per i cavoli miei. Anche io avevo ed ho tutt'ora un carattere fortemente introspettivo. Con il tempo, ho imparato ad accettarmi per quello che sono, con pochi amici, ben conscio che questo comporta avere una fragile "rete di sostegno" in caso di necessità. Le donne, dopo avere ingoiato la Red Pill, non mi interessano più, anche perchè quelle alla mia portata, sono ora delle vecchie, sfiorite e pretenziose peggio delle ragazzine. Ora,a parte il lavoro, in cui, grazie alla mia notevole capacità di socializzare (acquisita nel tempo nonostante la mia indole assolutamente solitaria), posso affermare di avere una pur minima rete sociale, mi dedico ai miei cari e faccio tutte le cose che mi va di fare, senza chiedere il permesso a nessuno (sono single e senza figli). Mi piace la conoscenza, l'esoterismo, costruire cose, stare in mezzo alla natura e quasi sempre da solo. E posso dire di essere felice o comunque di vivere in uno stato che somiglia alla felicità. Per concludere, secondo me, se il tuo sentirti solo e senza amici, costituisce un grosso problema per te, tale da portarti a pensare di dovervi assolutamente porre rimedio, potresti avvalerti della consulenza di uno psicologo. Tutte le persone che conosco e che hanno affrontato un percorso di analisi, mi dicono averne tratto giovamento. Sono però percorsi lunghi, non privi di sofferenza e spesso molto costosi. E poi credimi: parti da te stesso; a 38 anni sei veramente nel pieno della vita!

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    1. Dallo psicologo (anzi, dagli psicologi: ne ho cambiati già 5) ci sono andato, ma non ho risolto praticamente nulla a livello pratico.
      Al massimo, mi hanno aiutato a capire un attimino me stesso e le mie reali problematiche.

      Qui si può estrapolare una riflessione che si riallaccia ad un tema già discusso su questo blog: se la psicoterapia non è in grado di risolvere concretamente i problemi di una persona fortemente sociofobica e senza problemi estetici, figurarsi quanto può risultare utile ad un brutto i cui problemi sociali e relazionali sono invece diretta conseguenza della sua estetica carente.

      C'è da dire che mi sono rivolto a questi professionisti affrontando il problema in senso generico, parlando di "ansia generalizzata" o di "fobia sociale": magari, esponendo ad un altro professionista il disagio specifico generato da una vita quasi da eremita, senza interazioni umane degne di tal nome, qualche risultato potrei ottenerlo.
      Potrei anche valutare l'ipotesi, anche se ad essere sincero non ho molta fiducia ed inoltre, almeno al momento, ho qualche problema in termini di disponibilità economiche (il looksmaxing ha avuto, ed ha ancora, un suo grosso peso in termini di esborsi finanziari).

      Tu, a differenza mia, hai in sostanza sempre avuto una spinta sessuale piuttosto forte, talmente forte da essere in grado di farti superare la tua natura un po' timida e solitaria, addirittura spingendoti a provarci con le ragazze.
      Io invece non ci ho praticamente mai provato con nessuna in 38 anni di vita, se non sulle app d'incontri: sono sempre state le donne stesse a sollevarmi da quest'onere.
      Sospetto di essere affetto da una forma lieve di asessualità che probabilmente mi caratterizza fin dalla nascita.

      L'idea di andare per la propria strada, accettarsi per ciò che si è con i propri limiti, dedicarsi totalmente alle proprie passioni, interessi, nonchè ai propri cari, è ciò che stavo facendo da circa 5 anni a questa parte e fino a poco tempo fa sembrava funzionare.

      Ora però la situazione, come già scrivevo, sta cominciando a starmi un po' stretta: forse dipende dal giro di boa dei 40 anni che si stanno avvicinando.

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  3. Che dire ancora... Sarà una banalità, ma ognuno di noi è un'essere unico, con il proprio percorso da fare ed i propri fantasmi da affrontare. Se ti può consolare, anche io, intorno ai 40 anni, ho avuto una "crisi". E' poi passata da sola e sostanzialmente rimango lo stesso che ero prima, certo in un corpo più vecchio (questo è inevitabile). Ma il trascorrere del tempo, porta con se non solo cose negative... Ad esempio arrivare da solo ai concetti che qui ben esprime il Redpillatore, è stata per me una vera conquista. Ti abbraccio e ti auguro il meglio, caro Marco.

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  4. Da quanto hai scritto c'è stato un periodo in cui hai avuto una vita sociale molto intensa. Anche se poi ti sei intenzionalmente isolato immagino che tu abbia ancora il numero di qualche amico in rubrica: perché non provi a contattarne qualcuno (anche solo tramite un messaggio) per sentire come se la passa? Può sembrare poco ma potrebbe essere un buon punto di partenza per riallaciare qualche rapporto e ricominciare ad uscire.

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    1. Purtroppo non è così semplice.

      Al di là del fatto che si tratterebbe di ricontattare persone con cui ho tagliato totalmente i ponti più di 5 anni fa, nella mia storia avrai forse letto che, oltre alla massiccia riduzione della bodyfat, ho fatto anche altri interventi ("piccoli e grandi").
      Fra questi interventi ce n'è appunto uno grande che ha rivoluzionato il mio impatto estetico e potrebbe crearmi episodi imbarazzanti, qualora queste vecchie conoscenze mi rivedessero.

      Senza entrare nel dettaglio, questi miei vecchi amici e conoscenze si troverebbero davanti un'altra persona, che forse inizialmente faticherebbero a riconoscere e dunque potrebbero fioccare non solo domande curiose, ma anche battutine di dubbio gusto che vorrei assolutamente evitare, visti i miei trascorsi.

      Quindi per riprendere ad uscire dovrei cimentarmi nell'impresa titanica (per la mia età ed assetto caratteriale) di ricostruire un circolo sociale da zero.

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  5. Bisognerebbe capire se hai tagliato effettivamente i ponti con le tue amicizie solo perchè sei venuto a conoscenza della redpill oppure perché, da buon sociofobico, ti eri stancato dei tuoi amici. Questo è un punto importante e andrebbe approfondito. Inoltre, come questo blog insegna, come per un brutto è difficile avere eperienze sessuali (a meno che non vada puttane), anche per un asociale è difficile avere esperienze "sociali" che inevitabilmente si riperquoteranno "anche e soprattutto" a livello sentimentale e, quindi di rimbalzo, a livello sessuale. E te lo dico per esperienza personale. Anch'io infatti sono sociofobico, bullizzato da bambino e sul 7 a livello estetico. E infatti anch'io come te mi son dovuto accontentare di quelle che mi si rimorchiavano ( e mi si rimorchiano), che inevitabilmente non possono che essere esteticamente peggiori di noi. Le uniche donne con cui sono stato che erano esteticamente migliori di me sono state le prostitute (ma neppure nella maggior parte dei casi). Attualmente sono sposato con una che mi ha rimorchiato ( e che quindi è esteticamente peggiore di me), ho due figli, mi scopo donne più anziane sul 4,5 e 5 a livello estetico e mi accontento perché so che la mia asocialità mi impedisce di ottenere di più. Se si è sociofobici si rimane sociofobici, non c'è niente da fare. Gli psicologi non servono a niente. Dovrebbero trapiantarci un cervello nuovo, ma non saremmo più noi stessi. Differentemente rispetto a te però, io ho scremato le amicizie adolescenziali e, anche se queste poche conoscenze con cui mi frequento sporadicamente (dato che ora ho una famiglia) erano le stesse che mi bullzzavano quando ero un teeneger, ciò non mi ha impedito di mantenerne i legami. Oggi infatti, quelle poche volte che c'è lo scherno, riesco ad affrontarlo e replicare con successo . Non ho invece nuove amicizie e neppure mi interessa averne.

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  6. Salve!!
    Posso chiederti quanto sei alto?
    Probabilmente sei bello ma troppo basso é questo potrebbe essere un problema.

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    1. Ciao,
      sono alto 176cm, quindi in quella fascia neutra che nulla aggiunge e nulla toglie.

      Le sparate della serie "sotto i 180cm è nanismo" o "sotto i 180cm non è vita" sono palesi estremizzazioni/trollate da forum che chiaramente non vanno prese sul serio :D

      E in ogni caso il 90% della percezione estetica, nell'uomo, è data dall'armonia del viso.

      Comunque "bello", nel mio caso, va inteso in senso relativo: non sono uno strafigo che può piacere più meno a tutte, nè mai lo sarò.
      Inoltre la valutazione che mi è stata data, se devo essere sincero, mi ha sempre lasciato un tantino perplesso.
      Se mi dovessi autovalutare, mi darei un onesto 6: un normaloide senza infamia e senza lode.
      Però, conoscendo la mia tendenza a sminuire tutto ciò che riguarda me stesso (altro regalino lasciato dal bullismo, alla faccia di chi sulla pagina Facebook ha commentato etichettandomi più o meno velatamente come narcisista e roba del genere LOL), fra un'autovalutazione e l'opinione distaccata di soggetti esterni, ovviamente imparziali e dotati di un certo senso estetico (alcuni, peraltro, mi hanno visto anche in video, i chirurghi poi proprio dal vivo), prendo per buona quest'ultima.

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  7. Ciao Marco.
    Leggendo il proseguo di questo confronto dialettico,pur consapevole di scrivere una banalità, mi verrebbe da dire che tu non abbia un problema estetico o di mancanza di risorse tue che ti impediscano un "successo sociale". Mi pare che, più che altro, tu non abbia ancora trovato un tuo equilibrio. E su questo non disperare, perchè lo si può trovare anche più avanti... Mi è però sorta una curiosità, una frivolezza, visto che parli spesso di chirurghi e di modifiche estetiche. Ti vorrei chiedere come sei messo a capelli. Questo perchè,per quanto mi riguarda, l'inizio della perdita dei capelli è stato per me l'inizio del declino del mio essere attraente, oltre che motivo di sofferenza ed anche di disagio fisico. Fino ai 19 anni, avevo dei capelli molto belli e soprattutto sani. Ricordo che da ragazzo, sono sempre state le ragazze a fare il primo passo con me. Di conseguenza, le mie prime relazioni, sono state con ragazze non scelte da me. Diciamo che poi, grazie al minoxidil, ho più o meno tamponato la cosa fino ai 32/34 anni. Ma il periodo d'oro del mio "picco estetico" era ormai solo un ricordo... E' proprio vero, come qualcuno ha detto, che la calvizie è proprio un cancro estetico...

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