22/10/18

LE ORIGINI DEL MA(H)LE(R) - PARTE 4



Quarta e ultima puntata della mini-biografia redpillata di Mahler. Se hai perso le prime parti corri a leggerle ai link qui sotto.


DEPRESSIONE POST FORUM


Grazie al Forum dei Brutti per la prima volta potei confrontarmi apertamente su tematiche che mi riempivano di vergogna, come l’aver dato il primo bacio a 25 anni. Prima di allora l’unica persona con cui ne avevo parlato era la mia compagna, ma con lei si trattò di una confessione piuttosto che di un’analisi. Io invece avevo bisogno di sviscerare ogni dettaglio con persone veramente interessate, coinvolte, e che mi capissero. Gli utenti del forum mi capivano perché anche loro stavano attraversando o avevano attraversato problemi simili ai miei. Inoltre non si tiravano indietro nel dare giudizi spietati su tematiche dove solitamente regna l’ipocrisia, come l’aspetto fisico.

Il rapporto con le donne, il mio aspetto esteriore, l’invidia dei successi sentimentali altrui divennero per me un’ossessione. Non riuscivo ad accettare d’essere stato a letto con così poche donne. Mi sentivo schiacciato dall’impossibilità di mettermi in gioco per testare il mio reale valore, oscillando tra valutazioni positive e negative da parte degli utenti del forum e non sapendo da solo che voto darmi. Trovavo insopportabile che nessuna donna della mia zona avesse mostrato un minimo segno d’interesse nei miei confronti, tanto da costringermi a dare il primo bacio a una villeggiante e a convivere con qualcuna conosciuta in chat e distante duecentocinquanta chilometri.

Non so come mi sarei comportato se durante quella tempesta avessi avuto accanto una donna che mi avesse dimostrato amore e attenzioni. Avrei finito con l’amarla? Avrei chiuso un occhio sul mio passato? Me la sarei fatta piacere fisicamente? Temo che prima o poi i nodi sarebbero comunque venuti al pettine, ma certamente la mia compagna spianò la strada al mio disincanto, trattandomi sempre più come una pezza da piedi e facendomi sentire respinto. Il bilancio nudo e crudo elaborato dalla mia mente sotto l’influsso del forum fu impietoso: io ero un 6 dai lineamenti maschili, lei una 4 dai lineamenti altrettanto maschili; io avevo un buon reddito, lei non lavorava; io avevo una bella casa di proprietà, lei non portava in dote nemmeno un garage; io laureato lei non pervenuta; io pieno di interessi e voglia di condividerli, lei un’ameba buona solo per il gioco del silenzio. Almeno avrebbe potuto compensare con una forte carica di sensualità... e invece no! Io sempre pronto a soddisfarla quelle rare volte che mi cercava, spesso respinto quando ero io a cercarla. Ciliegina sulla torta: non aveva nemmeno una quinta di seno da contrapporre ai miei venti centimetri di “puro amore”. Una persona è più della somma delle proprie caratteristiche, però iniziavo a rendermi conto che in quel rapporto malandato io davo troppo e ricevevo pochissimo.

Quei pensieri velenosi si impadronirono sempre più di me rendendomi un padre peggiore, un convivente fastidioso e persino un professionista inaffidabile, finché un autunno la depressione deflagrò. Ricordo bene quel periodo: dopo nottate prive di riposo e colme di pensieri di morte, la mattina sarei voluto rimanere costantemente a letto, ma il senso di colpa era talmente grande che finivo per alzarmi comunque presto, dopodiché vagavo impotente per la casa, spesso ancora in pigiama, passando dalla cucina alla sala, dalla sala alla cucina, dalla cucina alla sala. Non uscivo nemmeno per scendere in giardino.

 Scoppiavo a piangere improvvisamente senza un motivo preciso. Avrei dovuto e voluto lavorare ma non riuscivo nemmeno a iniziare, procrastinavo di minuto in minuto finché la mattina diventava sera e andavo a letto promettendo a me stesso che il giorno seguente sarebbe stato diverso, inesorabilmente mancando alla promessa. Le scadenze si accumulavano, i clienti mi chiamavano senza che io sapessi cosa rispondere, facendomi sentire ancora più in colpa e disgustato di me stesso (è incredibile quanto riuscissi a guadagnare per inerzia, grazie ad attività minori dall’alto rendimento che di tanto in tanto riuscivo a completare, ma mi chiedevo quanto sarebbe durata; poco - mi rispondevo - e sarebbe stata la fine). Vi sembrerò ipocrita, ma chiedevo aiuto alla mia compagna desiderando sinceramente che mi tendesse la mano e mi tirasse fuori da quel pantano: mi sarebbe bastato un abbraccio sincero, un segno autentico di affetto, ma me li negava persino di fronte a richieste esplicite, dicendo che non ne aveva voglia, che aveva altro da fare, che tanto sarebbe stato un gesto fasullo.

Toccai il punto più basso della mia vita una mattina d’inverno: solo in casa, riempii la vasca, impugnai il bisturi (sì, ho un bisturi) e mi immersi nell’acqua. Sono fermamente convinto che chi vuole veramente suicidarsi ci riesca e tanti saluti, mentre chi rimane sia solamente in cerca d’attenzione, pertanto non vi dirò che fu un tentativo non riuscito di suicidio: mi fermai prima ancora di farmi un graffio, distolto dal pensiero che sarei stato visto in una pozza di sangue dai miei figli, senza nemmeno poter scegliere l’espressione che avrei avuto. Però ho ben impresso lo stato mentale in cui ero e - per quanto adesso mi sembri follia - ricordo quanto suadente fosse la sensazione di poter spegnere tutto, di poter uscire da quella gabbia seppur usando la porta di servizio, e l’idea di aver pensato una cosa del genere mi spaventa tuttora. Riemersi e qualcosa era cambiato senza bisogno di spargimenti di sangue: presi atto che da solo non ne sarei uscito, cercai su internet una psicologa e ne trovai una la cui descrizione mi piacque.

LA PSICOLOGA


Non credevo che una psicologa potesse raccontarmi qualcosa di me che già non sapessi o non intuissi - e non lo credo tuttora - ma quel confronto fu per me fondamentale. Innanzitutto perché riuscii a raccontare a una donna in carne e ossa, bella e più giovane, d’essere stato uno sfigato e di esserlo rimasto nell’animo. Inoltre perché lei sembrava seriamente interessata a ciò che avevo da raccontare e aveva un approccio che non avrei mai associato a una professionista del settore: mi dava del tu, mi abbracciava, mi contattava durante la settimana tramite mail e Whatsapp, mi faceva percepire in lei un’amica più che una dottoressa.

Anzi, più che un’amica: avere a che fare con una bella donna intelligente che mi ascoltava e mi capiva era troppo per non far nascere in me dei sentimenti più profondi. Finii con l’innamorarmi e glielo confessai in una mail alla quale rispose in maniera molto professionale, senza ovviamente ricambiare ma al tempo stesso senza farmi sentire respinto. Be’, ammetterete che ci volle un certo coraggio a tornare da lei dopo quanto le avevo scritto, eppure lo feci senza alcun imbarazzo. Trattandosi d’una psicologa, possiamo pure tirare in ballo il transfert positivo, ma la verità è che ho una tale sete d’amore che appena qualcuna a cui riconosco valore mi mostra attenzione, finisco per innamorarmene!

L’episodio depressivo maggiore era alle mie spalle, e tale sarebbe stato anche se non avessi iniziato la cura, ma la terapia fu comunque risolutiva perché la psicologa mi spinse con convinzione a un passo che mai avrei ipotizzato come possibile: la separazione. Alla mia compagna non parve vero, anche se devo ammettere che pure lei attraversava un periodo di fragilità mentale e ci furono settimane molto difficili in cui ci tarammo reciprocamente, io cercando di capire se la separazione fosse ciò che volevo davvero: ovviamente mi preoccupava il rapporto coi bambini. Alla fine decidemmo che io sarei rimasto nella mia casa e lei si sarebbe trasferita coi bambini in un appartamento in affitto lì vicino. La cosa mi costò molto, sia economicamente che emotivamente: quando li accompagnai nella nuova casa mia figlia pianse perché non voleva che me ne andassi. È una scena che non auguro di vivere a nessuno.

Il mio stato mentale all’epoca era caotico: colmo di rabbia, voglia di rivalsa, senso di colpa (“ho abbandonato i miei bambini”), euforia per essere uscito dalla gabbia del rapporto, condiscendenza verso me stesso (“sei un pessimo padre, è meglio così per loro”). Mi sentivo una persona cattiva, amorale, disgustosa ma ero quasi rincuorato da questa scoperta, come se ciò mi permettesse di seguire la mia natura: quella era la parte assegnatami dall’universo e io non dovevo far altro che rispettare il copione. Non ero chiaramente guarito - ammesso che la mia mente contorta possa essere aggiustata - ma decisi comunque di interrompere la terapia iniziata appena tre mesi prima, pur continuando per un po’ di tempo a frequentare degli incontri di gruppo che si rivelarono molto interessanti.

TINDER



Improvvisamente ero libero ma insicuro delle mie possibilità in campo seduttivo. La prima cosa che feci fu comprare una macchina sportiva di grossa cilindrata: un gesto tipico da crisi di mezza età. Poi seguii il consiglio di Deleterio (uno degli utenti del forum) e mi registrai su Tinder, pur senza riporvi molte speranze.

E invece Tinder mi aprì le porte di un mondo tanto desiderato quanto sconosciuto. Impostai un target di età piuttosto ampio, anche se finii col ricevere compatibilità quasi esclusivamente da trentenni. Come raggio d’azione impostai un numero di chilometri sufficiente ad abbracciare le due città principali più vicine. Come molti degli uomini che usufruiscono di Tinder, iniziai valutando con cura i match ma finii con lo stufarmi e confermare rapidamente tutte le proposte fino a esaurimento delle possibilità giornaliere. Ricevetti un numero inatteso di match. Ovviamente mi incontrai con una modesta frazione di essi, ma con la maggior parte avviai proficue conversazioni sufficienti ad aumentare l’autostima e a farmi sentire desiderato.

Ciò che più mi stupisce ancora adesso fu la naturalezza con cui riuscii ad affrontare quegli appuntamenti - nessuno dei quali andò in bianco - nonostante la mia inesperienza. Mi muovevo veramente bene, esprimevo sicurezza in me stesso, non rimanevo mai senza argomento di conversazione, le facevo ridere con battute argute, sapevo quando permettermi allusioni spinte, intuivo sempre quando lanciarmi per il primo bacio. E mi sentivo un cavallo quando finivamo a letto: instancabile, insaziabile, totalmente devoto al loro piacere, così disinibito e versatile da passare in un istante da un missionario vis-à-vis carico di dolcezza all’esplorazione perversa del retto.

A titolo di esempio riporto la scena che ebbi al primo incontro con una coetanea davvero carina. Ci trovammo in un locale della sua città e mangiammo un boccone, dopodiché ci spostammo a piedi per raggiungere una vineria; durante la breve passeggiata la presi per mano. Arrivati a una scalinata lei fece per salire ma io mi fermai; lei proseguì per inerzia fintanto che lo permise la lunghezza delle nostre braccia vincolate alle mani, poi rimase bloccata, si girò, la tirai verso di me con un sorriso e lei - accorgendosi istintivamente di cosa stava succedendo - rispose sorridendo, e ci baciammo. Sembrava la scena di un film, tanto era perfetta.

Una volta mi innamorai folgorato da un colpo di fulmine. Già alla prima uscita sperimentammo un’affinità di pensiero totale, le nostre menti cantavano all’unisono... anzi, meglio ancora: erano l’una il contrappunto dell’altra. Aveva un’intelligenza vivace, era curiosa, era ironica. Conversammo per ore senza accorgerci del tempo che passava, poi tornammo nel parcheggio dove avevamo lasciato le auto, lei dava le spalle alla sua mentre ci congedavamo, io mi accostai al suo corpo e la baciai. Che bello baciare una donna per cui provavo rispetto e ammirazione prima ancora che attrazione fisica! Peccato che lei fosse in Italia in visita dai genitori e che lavorasse oltreoceano (grazie dio, se esisti hai chiaramente qualcosa contro di me, ma non mi fai paura, un giorno faremo i conti). Non poteva funzionare, anche se mi ci volle un po’ per capirlo e accettarlo. Ancora oggi, quando penso all’amore, è a lei che torna la mia mente.

Passai attraverso diverse esperienze, non tutte frutto di Tinder, alcune davvero surreali. Ebbi una one night stand con una sexy trentenne turca residente a Londra, che ricorderò sempre con orgoglio per via delle parole che pronunciò: “It’s sooo big!”. Finii a letto con due donne (non contemporaneamente) conosciute dalla psicologa. Uscii con una ventenne che aveva da poco iniziato a cantare nel mio gruppo musicale, e anche in quel caso mi stupii della mia iniziativa: aveva quindici anni meno di me, l’avevo conosciuta da pochissimo, e già le proponevo di uscire insieme. E lei accettò subito! Feci sesso con una maestra di scuola materna nel parcheggio di un centro commerciale, lei appoggiata al cofano della macchina mentre io la prendevo da dietro (se fosse passata una pattuglia, adesso starei scrivendo le mie Memorie di Adriano dal carcere); come altre che ho conosciuto, non voleva concedersi al primo incontro pur avendo visibilmente voglia di farlo, così me la lavorai fino al punto che non riuscì a resistere; pochi minuti di sesso proibito e si convinse a portarmi a casa sua, lì vicino.

Ero diventato sessualmente bulimico. Mi ingozzavo di donne senza saper dire di no: ogni lasciata era persa e mi sarei pentito di non aver aggiunto quella vagina nella mia collezione. Tornavo sul luogo del delitto fintanto che potevo, ingordo delle possibilità che ogni donna aveva da offrirmi. Una volta, nell’arco di sette giorni, mi barcamenai in quattro appuntamenti: una mattina ero a letto con una dopo essere già stato nel letto di un’altra a inizio settimana, e la sera dovevo incontrarmi per la prima volta con una nuova, mentre avevo già un appuntamento di sesso per due giorni dopo con una vecchia conoscenza. Il mio umore oscillava come quello di un bipolare, alternando vorticosamente mania a depressione. In cuor mio ero convinto che non sarei durato più di due anni, dopodiché sarei morto - magari gettandomi da un ponte - serenamente, senza disperazione, come qualcuno che ha accettato il suo destino e lo insegue fino all’inevitabile epilogo. Tanto valeva bruciare in fretta emanando accecanti bagliori di luce.

RITORNO AL FUTURO


Finì l’estate e misi in discussione quell’abbuffata in cui inghiottivo acriticamente caviale e patatine fritte. Cominciai a credere che quel salto dal ponte non fosse il mio destino. Iniziai a essere più selettivo su Tinder nella speranza di incontrare non solo una vagina da collezionare, ma un essere umano con cui condividere pensieri e sentimenti. Fu così che conobbi una mia coetanea che ebbe un importante ruolo nella mia storia. Fisicamente era molto alta - poco più di me - con un corpo straordinario, non soltanto per la sua età. Caratterialmente eravamo molto diversi, ma anche lei era cerebrale, un’artista, amava parlare aprendo il suo cuore e ascoltava con sincero trasporto chi apriva il proprio. Aveva avuto anche lei un rapporto burrascoso con un genitore ed era andata presto per la sua strada. Essendo stata da giovane bellissima (vidi una foto di lei ventenne in costume: rimasi a bocca aperta) non aveva avuto problemi ad attrarre gli uomini che voleva, e a un certo punto della sua vita anche lei era stata sessualmente bulimica, certamente riuscendo a ingozzarsi più facilmente di me.

A parte la mia compagna, è l’unica donna che abbia dormito nel mio letto, perché tutte le altre con cui sono stato mi hanno ospitato nel loro oppure hanno condiviso con me quello d’un albergo. E il sesso con lei… wow! Ho troppe immagini sensuali che si accavallano nella mente al solo pensarci. Sapeva cosa voleva e non aveva problemi a chiederlo. Ed era molto generosa.

Passò poco tempo prima che mi aprissi con lei e le raccontassi il mio passato senza filtri, un po’ come ho fatto con voi tramite il Redpillatore. La cosa ci prese un po’ la mano e facemmo più volte discussioni interminabili sul femminismo, sull’importanza di perdere la verginità in tarda età, sulle differenti possibilità di maschi e femmine. Fu istruttivo, anche se a volte penso di essere stato un vero rompicoglioni e mi chiedo come abbia fatto a sopportarmi. Qualche volta litigammo, ma questo non fece altro che rendere ancora più autentico il nostro rapporto.

Il suo lavoro le faceva fare la spola tra la regione in cui vivo e la Germania, dove aveva un appartamento di proprietà. Così in un’occasione la accompagnai e mi fermai da lei una settimana. Fu una bella esperienza convivere in terra straniera, vagare per la città avendo lei come Cicerone, condividere le sue strambe amicizie, fare l’amore ogni giorno nel suo letto.

Era fatta, no? La donna della mia vita, giusto? E invece no: le volevo bene, mi faceva impazzire a letto, mi sentivo appagato al suo fianco ma, stranamente, non avevo saputo dire di no quando tempo prima ero stato contattato da un’altra donna, quella del bacio cinematografico descritto nel paragrafo precedente. Con quest’ultima avevo imbastito una storia parallela altrettanto appagante: trovavo anche lei molto attraente, ma in maniera più discreta; aveva un viso dolce, era più bassa di me ma di statura superiore alla media, dotata di belle curve femminili e un seno sodo; aveva una mentalità più simile alla mia, tant’è che si era laureata in una disciplina scientifica; anche con lei il sesso era paradisiaco e le chiacchiere piacevolissime. La cosa incredibile è che sentivo di voler bene a entrambe, ma è evidente che non ne volessi abbastanza a nessuna delle due. Quando si fece viva una terza donna con cui ero uscito in passato rimediando solamente un bacio, e accettai di rivederla, capii che ero un ipocrita a cui nessuna donna sarebbe risultata sufficiente per quante caratteristiche positive avesse avuto. Inseguivo un fantasma, un mosaico in cui ogni partner sarebbe stata una tessera mai importante quanto l’opera completa, di cui non avrei comunque mai visto la fine.

Da solo sul volo di ritorno ebbi un’epifania: stavo sacrificando la vita dei miei figli per saltare di letto in letto. Era una conclusione a cui ero giunto razionalmente (think) già da tempo, ma per la prima volta la sentii (feel) risuonare dentro di me.

Contattai la mia ex compagna (con cui il rapporto nel frattempo era migliorato grazie alla lontananza) e le proposi di tornare insieme. Lei accettò senza che ci volesse molto per convincerla. Il mio scopo principale era quello di ridare due genitori e un caldo focolare ai miei figli, ma dentro di me speravo che stavolta, scegliendo consapevolmente quella vita anziché subendo una non-scelta, oltretutto forte del bagaglio di esperienze e ricordi che avevo accumulato, avrebbe potuto nascere qualcosa di sincero anche con la loro madre. In fin dei conti mi lega a lei qualcosa di profondo che non mi legherà presumibilmente a nessun’altra, ed è la persona con cui ho in assoluto passato più tempo.

COSA RESTERA’ DI QUESTI ANNI TRENTA?


Ci ho creduto davvero e ci ho provato con tutte le mie forze, cercando di essere diverso dove lei aveva evidenziato i miei punti critici, dimostrando pazienza quando lei persisteva nei suoi. Purtroppo non ha funzionato. Lei ha dei problemi interiori irrisolti che non le permettono di essere felice né le fanno accettare le sue responsabilità, e non è nemmeno disposta a cercare aiuto da uno psicologo. Scarica le sue frustrazioni su chi le è vicino, identificando gli altri come i colpevoli di tutto ciò che le sembra stonato nella sua vita. Adesso siamo separati in casa, ma se non altro siamo sereni, parliamo tranquillamente e gestiamo insieme i bambini. I miei figli sono felici e io con loro mi sento appagato come non sono mai riuscito a essere quando erano più piccoli. Mio figlio mi dà un sacco di soddisfazioni con la sua mente brillante e mia figlia è una coccolona portata alla musica. Mi piacerebbe dare loro qualcosa di più: una casa piena d’amore in cui la mamma e il babbo si abbracciano, si baciano e danno loro il buon esempio, ma a quanto pare non è possibile. Stavolta però non mi sento minimamente responsabile.

Ho quarant’anni e il decennio appena passato è stato una rivoluzione dopo l’altra. Non vi mentirò: ho ancora quell’inestinguibile sete d’amore e ancora la mia mente vaga all’inseguimento di quel fantasma dalle sembianze femminili; pure il sesso mi manca, seppur non così tanto da cercarlo spasmodicamente o farlo con chi capita.

SEHR LANGSAM BEGINNEND


Ogni storia deve avere una morale, e voglio donare la mia agli incel.

Se siete ancora giovani, non date niente per scontato, non lasciate niente di intentato, non rimandate a un eterno domani. Agite! Il mondo morde ma non forte come credete voi. È il tempo a mordere davvero. Se mai sarete genitori, siate genitori amorevoli, ascoltate i vostri figli, fateli sentire apprezzati, che la vostra esperienza si faccia tesoro e diventi saggezza nei vostri consigli. Spezzate la catena affinché non ereditino il vostro dolore.

In quanto a me, temo non sarò mai veramente felice. Però proverò a esserlo, e molti di voi come me: perduti nella continua ricerca di un ideale, una donna eterea che nessuna persona in carne e ossa potrà mai incarnare, che forse non è nemmeno propriamente una donna e forse non è il sesso che le chiederemmo, forse era la madre che meritavamo e non abbiamo avuto, forse è la parte più pura e scissa di noi che vorremmo ci perdonasse e ci amasse come noi non riusciamo a perdonare e amare noi stessi.

Tutto l’effimero è solo un simbolo
L’inattuabile si compie qua
Qui l’ineffabile è realtà
Ci trae, superno, verso l’empireo femmineo eterno.



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38 commenti:

  1. Mmm.. Caschi nella morale finale. È ovvio che sei un 7. Ho conosciuto un paio di chad, e la differenza è come tra la notte sulla terra e il giorno sul sole.

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    1. Ahah, magari fossi un 7! Purtroppo sono un normaloide. Il Redpillatore stesso può confermartelo.

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    2. Non è un 7, è un normaloide ben curato con status e buon reddito.

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  2. Storia veramente appassionante, sembra che tu abbia finalmente trovato la serenità, o mi sbaglio?
    Domanda più brutale, ma come hai fatto a scoparti tutte ste donne?
    Spero di poter fare tesoro della tua storia, così come sto facendo di questo blog.

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    1. Chiedo perchè se sei un normaloide con qualcosa devi aver compensato

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    2. No, purtroppo la serenità non l'ho trovata, ma certamente ho archiviato alcuni demoni.

      Come ho fatto? Beh, certamente non essere troppo pretenziosi aiuta! :D

      Poi avevo una gran fame e quindi ero veramente sul pezzo. Ero manipolatorio. Avevo a che fare con donne trentenni, quindi in fase calante nel mercato sessuale, mentre io ero al massimo del mio valore. Potevo sfruttare la loro voglia di sistemarsi. Insomma, non ero propriamente una bella persona...

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    3. perchè loro sono belle persone quando sfruttano il loro potere a sfavore nostro? non farti il minimo cruccio

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  3. Grazie della risposta, la prima domanda l'ho posta perchè non do esattamente lo stesso significato a serenità e felicità, dunque ho preferito chiedere.
    Non ti giudico per il modo con cui sei riuscito a scopare così tanto nei tuoi 30, ma io non credo che ce la farei mai in questo modo, sono troppo onesto e diretto per riuscirci così(visto che hai citato i tipi psicologici nella prima parte, io sono un ISTJ, credo spieghi molte cose).

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  4. Ho letto tutte e quattro le parti con interesse e sono sincero, leggendo quest'ultima non ho potuto fare a meno di provare rabbia.
    Mi sono messo istintivamente la mano sulla fronte quando ho letto che eri un 6 con un buon reddito che si è sposato con una 4 disoccupata, ho empatizzato tantissimo pensando che tu avessi ingenuamente commesso un errore colossale e poi fortunatamente hai rimediato (salvo tornare sui tuoi passi).
    Quando ho provato rabbia? Semplicemente non accetto la morale di un 6 con un buon status ed un buon reddito che vorrebbe dar consigli ai 4 e ai 5 (magari con basso reddito o status sociale).
    Dì quello che vuoi ma vivi su un altro piano, incomparabile considerando che io da 5 (Ora che ho 30 anni, da adolescente ero un 4) ho dato il mio primo bacio a 18 anni, i tuoi erano semplicemente problemi comportamentali che anni dopo hai comunque risolto.
    Nulla di comparabile ad un 4 (categoria alla quale non appartengo più da molti anni) che dalle donne si è sempre e solo visto schifare o deridere, dunque la morale falla ai normaloidi che hanno un buon status socio-economico, non a quelli che col cazzo all'insalata si mettono tinder a 30 anni e iniziano a scopare facilmente o quasi.
    Comprendo che essere un 6 con un carattere da "sfigatello" (chiaramente non sto offendendo) possa averti lasciato a bocca asciutta per tutta l'adolescenza, ma vogliamo fare paragoni con un 4 che viene considerato una sorta di fenomeno da baraccone senza che abbia neanche bisogno di aprire bocca? Ammetterai che parliamo di universi diversi.

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    1. Certo che parliamo di universi diversi.

      La morale era destinata ai tanti giovani Mahler che sono incel adesso, non a qualsiasi incel del mondo. Era implicito ma credevo fosse chiaro.

      Quali fossero i miei problemi l'ho scritto fin dal primo capitolo, e non mi risulta di aver posto enfasi sull'aspetto fisico, tutt'altro.

      Per il resto, non capisco tutta questa rabbia che è scaturita anche sulla pagina Facebook. Ad esempio, tra il tuo primo bacio a 18 anni e il mio a 25 corrono 7 lunghissimi anni: dovrei forse arrabbiarmi io perché ti consideri meno fortunato di me?

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    2. No aspetta, non ho detto che mi considero meno fortunato, non parlavo di me in prima persona, parlavo degli ipotetici 4 attuali che hanno problemi immensamente più grandi dei tuoi. Lascia perdere me, sono un fessacchiotto qualsiasi, non volevo porre il mio caso in contrapposizione :)

      Con queste premesse nessun problema, mi rendo conto che le tue problematiche sono state diverse, però mettiti nei panni di un 4 che si sente dire da un 6 con buono status socio-economico che con un pò di impegno le cose cambieranno..non è affatto così.

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    3. Cosa c'entra lo status socioeconomico?

      Io mi rivolgevo agli incel giovani, che ovviamente non hanno soldi né hanno ancora avuto la possibilità di farne. Francamente mi pareva che scendere troppo nel dettaglio avrebbe rovinato la "poesia" del finale, ma forse avrei dovuto esplicitare che mi riferivo agli incel come me, come descritto nella prima parte del racconto.

      È chiaro che se sei un brutto vero non ci sia nulla da fare. Ma è altrettanto chiaro che io non ero un 4 e i miei problemi erano altri.

      Il consiglio che do non è quello di "darsi una mossa" a 18 anni per diventare come me, ma semmai per NON diventare come me. Sembra che abbiate preso il paragrafo "Tinder" come la descrizione di un vincente, ma a conti fatti io sono un perdente. Un perdente che alla fine ha scopato parecchio e questo ha certamente esorcizzato alcuni demoni, ma il bilancio della mia vita sessual-sentimentale resta negativo.

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    4. come definisci il "bilancio della mia vita sessual-sentimentale " e quali sono per te i "+" ed i "-" che sommati insieme danno luogo al risultato fianale ( in questo caso 0 < tot ) ?

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    5. Lo definisco in base a quanto mi sento appagato nel presente e fiducioso per il futuro: sono chiaramente in negativo dato che ciò che ho ottenuto non mi ha ripagato di ciò di cui sono stato privato da giovane, e soprattutto ciò che non ho avuto mi ha legato così tanto le mani da non permettermi di cercare di rimediare.

      Detta in maniera meno sibillina:

      - Le scopate in età adulta, per quanto positive, non mi hanno fatto smettere di rimpiangire il sesso adolescenziale che non ho avuto;

      - La relazione in cui mi trovo ingabbiato (frutto del passato) non mi permette di cercare l'amore.

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    6. quindi nella tua equazione,
      1)le scopate adolescenziali pesano(in che misura?) di piu rispetto a quelle in età adulta, confermando quanto detto in un articolo del redpilatore, anche se a mio avviso non sono comparabili(compatibili) sia come situazione e anche come qualità.

      Poi dipende con che età fai coincidere l'età adulta. In teoria a 18 anni, pur se ancora spesso dipendenti, si è riconosciuti almeno in Italia come adulti, in altri paesi a 16 in altri 21 e cosi via.
      Biologicamente " un soggetto è considerato adulto quando ha raggiunto, appunto, la capacità riproduttiva. Ciò si verifica nell'uomo con la manifestazione dei caratteri sessuali secondari e l'accrescimento di quelli primari, il che avviene di norma entro i 12-13 anni negli individui di sesso femminile ed entro i 14-15 in quelli di sesso maschile" ( cit. wikipedia)

      L'altro membro della tua equazione di bilancio è la questione sentimentale.
      E' condivisibile il volere sentire l'amore in maniera reciproca..ma oltre a capacità relazionali e vari requisiti per mantenere una relazione stabile di amore (nonchè diversi tentativi precedenti e quindi un'ampia, o almeno sufficiente, casistica di storie fallite alle spalle), ci vuole anche molta fortuna a trovare una persona che ci attrae fisicamente e con cui si sta bene sperimentando quella sensazione in maniera bilanciata....e non siamo nel caso di spazi equiprobabili

      ma non è più importante ai fini di un'equilibrio e benessere psicofisico del sesso appagante,vario e con donne di piu alta fattura dal punto di vista fisico?
      D'altra parte nella piramide maslowiana alla base troviamo il sesso insieme agli altri bisogni fondamentali.

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    7. Appunto, il sesso sta alla base della piramide di Maslow, non alla sommità.

      Soddisfarlo - così come soddisfare la fame e la sete - è fondamentale per salire e raggiungere la realizzazione personale (che è il vero obiettivo), ma i veri bisogni "sofisticati" di un essere umano sono quelli dei livelli successivi. Insomma, il sesso non è un punto d'arrivo.

      Sicuramente ci vuole fortuna a trovare una persona che ci attragga sia fisicamente che spiritualmente e che addirittura ricambi. Ma è anche vero che nel viaggio sentimentale della vita ci si tara con gli altri in base alle proprie esperienze, rimodulando le aspettative e i desideri. Detto in altri termini, non è detto che ciò che io - 40enne - trovo attraente sia così irraggiungibile, e le qualità che mi aspetto da una mia partner così rare.

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    8. Si, sono d'accordo con entrambe le tue affermazioni.
      Però se manca anche un elemento alla base della costruzione tutto il resto rimarrà compromesso.

      Ad ogni modo, ho trovato interessante la tua storia e mi piace questo blog(anche se non mi considero un redpillato ma condivido molto di quanto espresso).

      L'unica cosa che faccio fatica ad accettare è il fatto che tu, in un età abbastanza... chiamiamola di "consapevolezza del mondo",avendo visto cosa significhi avere una famiglia frastagliata e con una madre problematica, hai deciso di figliare con una persona anch'essa problematica.

      Io ho avuto una situazione non troppo dissimile dalla tua...dove il padre prova a mettere le pezze dove può per salvaguardare l'integrità dei piccoli che sono fragili e in crescita....
      ma nel mio caso...il figlio sono io, e devo dire che la scelta di una persona instabile come madre, è già una condanna in fase di partenza, un presagio di difficoltà che si autoavverano.
      Fortunatamente per me, forse per la buona genetica di entrambe i genitori, non sono nato brutto(ma non credo nemmeno cosi bello tipo 8-9, penso di oscillare tra 6 e 7 anche se non ho capito come funge questa scala però vedendo indirettamente da risultati forse, migliorando, al 7 posso giungere) e non ho avuto enormi ritardi in certe fasi della mia vita , se non a causa dei problemi connessi al carattere che un poco per volta ho iniziato a comprendere per porter migliorare.
      Questi problemi sono sostanzialmente generati da un rapporto piuttosto complicato con la madre, che tranne rari casi, è la figura che più si trova a contatto con i figli e in caso di separazione quella a cui spesso viene dato l'affidamento.
      E i problemi nascono quando proprio per questa vicinanza, se la persona è instabile, inizia a prendersela con chi di piu fragile si trova al suo fianco anche se non ha fatto nulla per meritarselo...ma solo perche visto come punto di sfogo...un po come chi maltratta gli animali, sono tutti segnali.

      E' vero pure che crescendo la consapevolezza aiuta a migliorarsi, per chi ce l'abbia, ma è altrettanto vero che le ferite che si rimediano da piccoli , se non curate per tempo e per bene, rimangono comunque aperte per tutta la vita.
      I problemi con la madre poi si ripercuotono sopratutto nel campo delle relazioni con l'altro sesso.
      E sopratutto fanno perdere tempo e occasioni, un po perche ci vuole del tempo per imparare le lezioni della vita.


      detto questo, tornassi indietro, anche se hai detto che non ci si pente dei propri figli,il che sicuramente è vero, ...li rifaresti con quella persona?

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    9. "Però se manca anche un elemento alla base della costruzione tutto il resto rimarrà compromesso"

      Certamente. È difficilissimo raggiugere la vetta senza soddisfare i bisogni primari. Chi ha problemi ad ammettere l'importanza del sesso (solitamente chi ne fa in abbondanza) basta che pensi alla fame: chi ha i crampi allo stomaco può davvero concentrarsi su altro che non sia il bisogno di mangiare?

      "L'unica cosa che faccio fatica ad accettare è il fatto che tu [...] hai deciso di figliare con una persona anch'essa problematica."

      Faccio fatica anch'io ad accettarla! È una parte della mia vicenda che resta oscura anche a me. Non capisco cosa mi sia passato per la mente.

      Comunque la mia ex compagna è una buona madre, molto attenta e presente, niente a che vedere con la mia (o con la tua, da quanto mi sembra di capire).

      "le ferite che si rimediano da piccoli , se non curate per tempo e per bene, rimangono comunque aperte per tutta la vita"

      L'occasione per rimediare a quei colpi arriva con l'adolescenza, che è una seconda nascita, e in quel caso è fondamentale il confronto coi propri pari, cioè i coetanei. Io sono rimasto fregato anche in quella fase, come ho raccontato.

      "li rifaresti con quella persona?"

      Purtroppo è una domanda che mischia sentimento e razionalità, pertanto non so risponderti. Dirò questo: se schioccando le dita potessi riavere i miei figli ma con un'altra donna, li schioccherei.

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    10. Se la tua ex compagna, come già avevi accennato in uno degli episodi delle origini è una buona mamma tanto meglio, anche se penso che comunque alcuni disagi possano essere limitati con la premure e l'affetto, altri sono proprio di origine genetica.
      Mi spiego meglio: una persona che nasce da un genitore predisposto alle depressione ha un rischio maggiore di subirla nel corso della vita.
      Un po come la predisposizione alle malattie.
      Però ciò che secondo me ha un peso maggiore e credo possa limitare enormemente le sfortune genetiche sia un buon ambiente e una positiva influenza dalle persone che si occupano dei bambini, famiglia in primis, e poi parenti scuola etc.
      Come già hai citato " Se mai sarete genitori, siate genitori amorevoli, ascoltate i vostri figli, fateli sentire apprezzati, che la vostra esperienza si faccia tesoro e diventi saggezza nei vostri consigli. Spezzate la catena affinché non ereditino il vostro dolore."
      Già...spezzare la catena..
      E' una frase che, ti confesso, mi colpisce molto. Un po mi provoca tristezza, un po mi da sollievo...eccheggiano pensieri del tipo...chissà come sarei se....i miei avessero visto passare per la loro mente frasi di quel tipo...certe volte me lo chiedo.


      Ad ogni modo, ognuno è unico e irripetibile per la sua unica storia personale, al di la del fenotipo, indicatore di myers briggs , qi, status....etc etc.
      penso che nessun figlio possa essere considerato come errore...siamo tutti dei figli dopo tutto...tutto ciò che c'è al mondo è figlio, di qualche FIGLIO...


      ti ringrazio per le tue risposte dettagliate.Mi ha fatto piacere questa conversazione, seppur indiretta.
      Ti auguro tante buone cose per il futuro, e che tu possa trovare quella felicità che cerchi...non è mai troppo tardi!

      dicevano i beatles "all you need is love"....e lo ripeteva ancora più forte freddy mercury "Can anybody find me somebody to love "... e tanti altri

      forse che dopo estenuanti fatiche e sofferenze, una volta trovato, quell'amore sia capace di curare tutti i mali passati?
      chissà...chi lo vivrà saprà.
      In un mondo dove ci si ubriaca di eccessi si annega nei consumi... sembra impossibile....ma..." se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te".
      Buona fortuna!

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    11. "Spezzare la catena" è uno dei motivi principali che mi hanno spinto a tornare dai miei figli, e dal maschio in particolare: trovavo insopportabile l'idea che per causa mia potesse avere in sorte il mio stesso inferno, anche se ovviamente avremmo comunque avuto infanzie nettamente differenti.

      "forse che dopo estenuanti fatiche e sofferenze, una volta trovato, quell'amore sia capace di curare tutti i mali passati?"

      Come cantava Freddie Mercury in una delle sue ultime interpretazioni (anche se il pezzo era di Brian May): too much love will kill you. :D

      Bisogna stare comunque in guardia!

      Grazie a te, e ti auguro anch'io buona fortuna!

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  5. IL redpillatore dice che per i brutti le chat sono solo tempo perso, e sono d'accordo con lui.
    Nessuno mette su tinder il pdf della propria dichirazione dei redditi, quindi status e money non si usano per avere match nelle chat.
    Sei almeno un 6,5/7. La vita di un brutto vero è tutt'altra cosa.

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    1. Sì, infatti su Tinder non avevo nemmeno foto della macchina (che mi parevano da cafoni), ma semmai di me che suonavo la batteria e il pianoforte, più un mio disegno.

      Resto dell'idea di essere un comunissimo normaloide, ma va beh, non mi interessa nemmeno discutere di questo, dato che non credo nei voti, soprattutto nella soglia che va dal 5 al 7.

      Come ho risposto sopra, sono conscio che la vita di un brutto vero sia ben altro. Mi pareva però implicito che mi rivolgessi agli incel come il me giovane - così come descrittomi nella prima parte del racconto - vittime di immobilismo (seppur con tutte le attenuanti del mondo).

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  6. quindi, in pratica, quante te ne sei chiavate?:)

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    1. In totale, in tutta la mia "carriera", 20 esatte.

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  7. Caro Mahler e cari tutti voi giovani lettori di questi post.
    Leggo con grande simpatia (ed empatia) quello che hai scritto. E non può essere altrimenti, leggendo storie in cui emerge il riscatto personale. Riscatto nei confronti della vita, del genere femminile. Essere desiderato dalle donne, dà un piacere incomparabile, che purtroppo, come qualcuno qui ha lasciato intendere, mai ha provato e forse mai proverà… A queste persone, va un mio abbraccio pieno di profondo e commosso affetto. Io sono un vecchio (56 enne) ULTRA redpillato, forse già MGTOW e posso dire di avere provato il brivido dell’essere desiderato, quando ero molto giovane. E poi tante esperienze… Mai sposato. Nessun figlio. Tante storie amorose… Anche sofferenza… Certo che tu, Mahler, devi renderti conto che se hai avuto successo su Tinder, il “regno dell’aspetto esteriore” vuol dire che una buona estetica ce l’hai sicuramente. Questo credimi, non è contestabile. E poi, non puoi dire che il Redpillatore (con tutta la mia stima e rispetto) ha dato già un suo giudizio sul tuo lato estetico. Lascia che questo giudizio siano le donne a darlo. E le donne l’hanno dato. E tu ne sei uscito vincente. Evidentemente, alle donne, piaci. Tutto qui.
    Però, a che serve tutto ciò? Sono congegni “a tempo”. Un’ amante non ti darà MAI l’amore incondizionato che dà una madre. Una donna ti darà sempre “amore” a certe (sue) condizioni. A volte molto costose. Che vi piaccia o no, questa è la realtà.
    Ma voi giovani, avete bisogno di sognare…
    Ed è per questo che nuovamente, vi abbraccio con affetto.

    Un vecchi redpillato

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    1. Grazie del tuo commento e ricambio l'abbraccio.

      "se hai avuto successo su Tinder, il regno dell’aspetto esteriore vuol dire che una buona estetica ce l’hai sicuramente"

      Sembra che io combatta contro l'essere un 7! :D

      Io sono ben lieto che mi consideriate un bell'uomo, il problema è che - obiettivamente - non lo sono: sono un uomo normale con qualche pregio (ho un buon fisico rispetto ai coetanei) e qualche difetto (la calvizie). Alcune donne mi troveranno più attraente del normale, altre mi rifiuteranno a priori; per la maggior parte risulterò invisibile.

      Naturalmente se fossi brutto sarei stato spacciato, ma la vera differenza tra un normaloide e un bello la fa la qualità delle donne che riesci ad attrarre, non il semplice fatto di riuscire a scopare.

      Come ho raccontato, ho sicuramente trovato su Tinder anche trentenni esteticamente valide, ma non vorrei aveste frainteso pensando a delle 8. Non mi piace 'sta storia dei voti quindi non proverò nemmeno a tradurre il loro aspetto in un voto, ma vi assicuro che - pur con tutti i loro pregi - erano donne normalissime.

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  8. Origini di uno Slayer.
    Altro che brutto, sempre sospettato che fosse un normie.
    Salutatemi kaizen e dreamphiro

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    1. Dio bono, l'ho scritto in tutte le salse che non sono brutto! Lieto però di non corrispondere all'immagine che avete di me fisicamente. :D

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    2. Non puoi capire la sofferenza di noi brutto veri, la solitudine, il bullieml, la mancanza di contatto umano...ti dovevano bannare dal fotum, sei un insulto

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    3. Infatti non faccio nemmeno finta di capirla, perché davvero non riesco a immaginarla. D'altra parte, chi non c'è passato non può nemmeno capire la mia sofferenza.

      Se avessero dovuto bannare me, avrebbero dovuto bannare metà utenza! :D

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  9. Sono d'accordo anche io con quanto detto sopra. Sei un 7 con un reddito alto, sei alto e con una buona genetica fisica e anche viso maschile, dai del tu a imprenditori; alla faccia della teoria LMS. Vieni qua a raccontarci delle tue decine di scopate su tinder a due alla volta quando c'è gente che non l ha mai vista una scopata. E che consiglio vuoi darci alla fine? Di non perdere tempo e provare a mettersi in gioco? Ma grazie non ci avevamo pensato, peccato che la nostra situazione non ci permette di metterci in gioco se non sapendo che puntualmente verremo rigettati nuovamente nell abisso. Il tempo che passa? Grazie di avercelo ricordato.

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    1. Ho l'impressione sia un bene che certi cerebrolesi che non riescono nemmeno a capire un testo non scopino, altrimenti correrebbero il rischio di riprodursi.

      Francamente sono stufo di rispondere continuamente alle stesse obiezioni.

      Persisti pure nella tua strada: vedrai che continuando a fare le stesse cose prima o poi il risultato cambierà. A me alla fin fine non importa nulla: non guadagno un euro per ogni volta che lo ficchi dentro, così come non ci perdo nulla se continui a menartelo.

      Ho raccontato la mia storia come mi ha chiesto il Redpillatore e così com'è andata. Se anche una sola persona ne trarrà un esempio positivo, sarà valsa la pena di pubblicarla.

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  10. Ragazzi...vi prego...non siate così aggressivi. Mahler ha raccontato la sua storia e queste cose fanno sempre riemergere antiche sofferenze... La morale della sua storia, credo sia che dopo aver ricevuto un'educazione veramente limitante, aver perso i capelli, cosa che non dimentichiamolo, ha sempre un impatto devastante sull'estetica, si è dato da fare tanto per sconfiggere i suoi fantasmi, per poi realizzarsi professionalmente e socialmente, poi ha lavorato sull'estitica ed il fisico anche in palestra... Ed ha ottenuto molto.
    Queste sono le cose ammirevoli in un uomo. Tutti dovremmo imitarlo in tanta volontà e determinazione. E poi basta fare tutto solo per, in ultima battuta, piacere alle donne. Bisogna fare le cose per se stessi. Le donne posso venire di conseguenza o non venire. E non mettiamole mai su un piedistallo idealizzandole. Non lo meritano, credete ad un "anziano". Forse, a pensarci bene, Mahler piace alle donne, anche in virtù di quell'alone che ha l'uomo che ha duramente lavorato su se stesso ed ha raggiunto i suoi obiettivi. Non conta se è bello o no. Conta ciò che è riuscito a fare.

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    1. Ma infatti io non capisco tutta questa rabbia esplosa dopo il finale (mi riferisco anche ai commenti sulla pagina Facebook).

      La morale finale è rivolta ai giovani incel che, come me, erano immobili. I 4 che ci provano a raffica e vengono costantemente rifiutati sono chiaramente esclusi, dato che sono tutt'altro che immobili.

      È rivolta ai giovani perché è quello il momento di salvarsi la vita. Dopo è troppo tardi. Quello che ho ottenuto da adulto - tanto o poco che sia - non mi ha certamente reso un vincente. Svegliarmi prima, fare un minimo di esperienze prima dei 20 anni, diventare un adulto consapevole mi avrebbe reso un potenziale vincente, perché probabilmente avrei cercato la donna giusta e solo a quel punto ci avrei fatto dei figli.

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  11. Anch'io ho frequentato uno psicologo, ed esattamente per i tuoi stessi motivi. A differenza tua però io l'ho scelto rigorosamente maschio proprio per non rischiare di rimanerne coinvolto (come infatti lo sei stato tu) emotivamente durante le sedute. E ovviamente anche lui, alla fine, andò a parare sulla separazione ma, e anche qui, a differenza tua non ne seguii il consiglio. Il motivo? Il tuo stesso che però hai compreso tempo dopo, cioè dopo aver assaggiato l'agognata passera la cui indigestione però (e anche qui siamo diversi, io infatti pur essendo un 7 non ho avuto le tue stesse conquiste) ti ha fatto capire che sono "I FIGLI" la cosa più importante. Sono loro il tuo/nostro vero amore (tutto il resto è solo bisogno di considerazione che scambiamo per amore) perché solo quello è l'amore vero, sincero e non mosso dalle circostanze e dalle apparenze, semplicemente perché sono sangue del tuo sangue e quindi parte di te/noi.
    Ho perciò anteposto la loro felicità alla mia, facendo in modo da evitargli il dramma della separazione e ne sono contento. Non ho alcun rimpianto.
    Certo, non sono un santo e neppure ho ambizioni in tal senso. Infatti non ho di certo rinunciato alle mie scopate clandestine con donne da 4, 4 e mezzo o ancor peggio con prostitute. Ma credo proprio di essere in buona compagnia.

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    1. "solo quello è l'amore vero, sincero e non mosso dalle circostanze e dalle apparenze, semplicemente perché sono sangue del tuo sangue e quindi parte di te/noi"

      È verissima questa cosa, ed effettivamente i miei figli sono le uniche persone al mondo a cui ho voluto autenticamente bene.

      Il punto dove differiamo è che io credo ancora che una compagna possa darti amore: qualcosa di diverso da quello che ti lega ai figli, ma ugualmente importante. O se vuoi, diversamente importante.

      Poi c'è il sesso e la validazione che ne consegue. Adesso sono già diversi mesi che ci sto rinunciando. Ma non escludo di tornare presto in pista.

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    2. No infatti, io non credo assolutamente che una donna possa dare amore, a meno che non sia quello di una madre per i suoi figli ovviamente, ma così come un uomo ad una donna beninteso. Certo inizialmente è tutto bellissimo e ciò si ripercuote positivamente sul sesso ma poi, più tempo passa e più la cosa si appiattisce. Iniziano a manifestarsi le prime intolleranze e via via di escalation fino ad una forma di convivenza passiva e asessuata che tu hai descritto magistralmente nella parte in cui racconti della tua compagna.
      Sai da quant'è che non scopo più con la mia metà? Minimo da quattro anni, ma probabilmente anche qualche mese in più.
      Ma quella sull'amore è solo una mia opinione personale, per quanto possa valere, cioè 0.
      Il sesso? Purtroppo anche per me è sicuramente importante, così come giustamente scrivi "la validazione che ne consegue", infatti se così non fosse non mi ridurrei a scopare clandestinamente con donne da 4 che hanno però la peculiarità di "desiderarmi"(quanto è importante questo cazzo di "bisogno di considerazione").
      La masturbazione? So che non è argomento di dibattito di questo topic ma tengo comunque a precisare che non la pratico più già da svariati anni, come te preferisco infatti concentrare le mie energie migliorando il fisico in palestra (anche se tu forse non lo fai per lo stesso motivo) e non riempirmi di seghe davanti ai pornelli come facevo a vent'anni per poi non avere la voglia di rischiare un abbordo ad una donna perché "scaricato" sessualmente dalle zaganelle praticatemi poche ore prima.
      Questo dovrebbero imparare a capire il prima possibile (e non come ho fatto io a 35 anni) tutti gli incel adolescenti(anche quelli "meno avvenenti"), curare il proprio fisico, principalmete per se, cioè per scaricare l'energia sessuale sul benessere psicofisico del proprio corpo per poi, in situazione ottimale, arrischiarsi nel prendere cantonate con le donne, perché saranno tante all'inizio (di cantonate) e sarebbe meglio affrontarle con la serenità e consapevolezza di chi ha interiorizzato che: "chiusa una porta si spalanca un portone" (che non è assolutamente il portone dell'Inferno) e non sull'orgoglio e amor proprio fasulli generati dal ripiego di aver sempre e comunque a disposizione "Federica la mano amica". La pippa rende ciechi non perché fa perdere diottrie e visus, proprio per niente, la pippa rende ciechi perché altera la visione del mondo, cioè la capacità e la voglia di "imparare a rischiare" la figura di merda con una donna nel giusto modo e cioè letteralmente "infischiandosene delle conseguenze" (anche dopo 100 fiaschi) di natura psicologica che a quel punto saranno nulle, o quasi, proprio in conseguenza del lavoro che si svolge sulla salute del corpo di cui è anche la mente a trarne giovamento ( e queste, badate bene, non sono cazzate che mi sono inventato io o ancor peggio di natura neweggiana” ma hanno un trascorso abbastanza remoto: https://it.wikipedia.org/wiki/Mens_sana_in_corpore_sano ). Paradossalmente infatti praticarsi i rasponi non aiuta la mente ad infischiarsene della potenziale figuraccia in caso di tentato abbordo ma crea invece immobilità nell'azione, cioè impedisce l'agire poiché rende la persona menefreghista non della potenziale figuraccia ma dell'abbordo stesso proprio perché "tanto" si ha il ripiego del cinque contro uno.
      Ah come giustamente hai sottolineato anche tu e in più di un occasione nei commenti precedenti, voglio ribadire anch'io che queste pratiche, FORSE, "potrebbero" tornare utili solo per chi è un 5 e due figure in poi, ma soprattutto a chi si "considera" un 5 e due figure e anche di più. Per tutti gli altri, soprattutto per i 4 in giù, come avete sottolineato precedentemente, non è roba per voi. Voi potete continuare a masturbarvi a vita perché tanto non avete speranze, siete brutti o vi considerate tali. Tanto è questo che volete sentirvi dire non è vero?

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  12. Ho letto questa emozionante storia dall'inizio alla fine.
    E' stata davvero incredibile, mi è piaciuta moltissimo. Complimenti anche per il tuo stile di scrittura.

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