sabato 19 maggio 2018

"Sotto il 7 Non è Vita" Mahler commenta il servizio di Nemo





E così alla fine il servizio c'è stato. Eravamo consci che poteva andare in due modi: l'ennesima presa per il culo d'una parte non insignificante del mondo maschile, o un primo serio approfondimento sul tema, con tutte le sue molteplici sfaccettature.

Ovviamente la RAI ha scelto la prima strada. Ci mancherebbe altro che si rendesse degna dell'esborso che ci impone in bolletta col canone.

Non è tutto da buttare nel breve servizio, ma si sono concentrati unicamente su dei casi umani, caricando sulle loro spalle la responsabilità di portare avanti le tematiche incel e redpill. Un po' come mandare Zichichi a discutere con una civiltà aliena dei progressi scientifici della Terra. Ok, forse i casi umani sono gli unici che hanno accettato di metterci la faccia. Se però viene data voce solo a chi parla di lanciafiamme in discoteca o si fa intervistare stringendo un gufetto peluche, diventa facile per altri "casi umani" - che con canzoni di pirati che portano in alto le mani hanno inflitto all'umanità orrori forse peggiori delle stragi incel - invocare l'isolamento, la censura e la cura a base di psicofarmaci.

È curioso che nella stessa puntata si parlasse anche di transessualità: un argomento spinoso che certamente avrebbe potuto essere trattato con scherno scegliendo come portavoce macchiette imbarazzanti. Così non è stato, ça va sans dire. A riprova che non è l'oggetto, ma la luce che lo illumina, a veicolare l'immagine che giunge agli occhi degli osservatori; e quindi, in ultima analisi, conta la volontà di chi punta i riflettori. Evidentemente i problemi degli uomini sono condivisibili solo quando si tratta di liberare la donna ingabbiata dentro di loro.

A metà servizio interviene un certo Massimo Canevacci, antropologo, che, con oscuri giri di parole, ci somministra la pillola blu del relativismo della bellezza: viaggiate e vi accorgerete di quanto il vostro ideale estetico sia limitato!

Ammesso sia vero, al nostro luminare non passa per l'anticamera del cervello che la vita dell'individuo medio si svolge all'interno di una comunità e di uno spaziotempo ben precisi, ed è con quelle coordinate e quella peculiare idea di bellezza che bisogna confrontarsi quotidianamente. Tuttavia gli incel più brutti potranno consolarsi immaginando quante spasimanti avrebbero tra le donne delle tribù aborigene o presso i boscimani.

Peccato. Avrebbe potuto essere l'occasione per l'Italia di prendere coscienza della sofferenza di tanti uomini, di tanti giovani che un domani saranno cittadini chiamati a contribuire al benessere del loro paese. Che lo facciano da adulti disfunzionali non giova nemmeno a chi li deride.


Mahler 


Guarda Mahler, sono tremendamente imbarazzato e avvilito per la scena pietosa a cui ho assistito ieri sera e non avrei mai voluto menzionare l'episodio in un articolo perché non mi va di essere associato a quello scempio, ma visto che, come al solito, hai centrato il punto, vediamo di spendere due paroline.
Quando giorni fa sono stato contattato dal giornalista per essere intervistato riguardo alla "crescente importanza della bellezza nella nostra società" ho gentilmente declinato spiegando che non ritenevo verosimile che la rai, che quotidianamente e ripetutamente manda in onda propaganda femminista, potesse fare i nostri interessi.
Non credevo sarebbe stato utile alla nostra causa prestare la mia immagine ad un servizio che probabilmente sarebbe stato tagliato strategicamente e avrebbe finito per dare un messaggio diverso da quello che volevo comunicare.


Certo però non mi sarei lontanamente immaginato che si sarebbe trattato di un servizio di puro linciaggio mediatico, finalizzato esclusivamente a dipingere chi non trova donne come un povero mentecatto con problemi mentali senza neppure considerare che alla base dei rifiuti ci possano essere problemi estetici (o sociali) oggettivi.

Del resto il materiale per fare un servizio equilibrato penso non mancasse, tu hai rilasciato un'intervista di un'ora, sicuramente con contenuti di un certo spessore, della quale non sono stati pubblicati neanche 10 secondi e anche i ragazzi intervistati hanno dichiarato di aver avuto un colloquio molto più lungo e argomentato di quei pochi secondi pubblicati.

Hanno scelto proprio le parti più "scabrose", ritagliandole ad hoc.

Come già hai accennato tu, non me la sento neanche di biasimare Facchinetti, non tanto perché è un figlio di papà famoso e pieno di soldi, di aspetto non bello ma comunque piacente, che mai saprà nella vita cosa significa avere problemi oggettivi con le donne, quanto perché di fronte a ciò che ha assistito è anche piuttosto banale concludere che si tratti di persone malate da curare.
Voglio dire, gente che nella vita si trova a fronteggiare gravi malattie, povertà, disoccupazione e poi ti trovi uno che molto serenamente ti dice che "sotto al 7 non è vita".

Cosa può pensare una persona normale, esterna?Chiaramente valuta quello che vede, senza porsi il problema se quegli individui e i loro messaggi siano rappresentativi o meno dell'insieme.
Senza valutare il contesto in cui l'affermazione è stata fatta.

Dispiace perché da più di un anno ormai sto cercando di portare la redpill anche all'attenzione della gente normale e non solo delle nicchie più ristrette del web.
Penso di farlo più che dignitosamente, civilmente e razionalmente esponendo fatti oggettivi e poi mio malgrado trovo la mia umile battaglia sminuita da chi ci strumentalizza solo per creare sensazionalismo.

Vabbè, comunque ora hanno già finito di lanciarci i pomodori, il servizio è durato pochi minuti ed è già stato dimenticato perché il popolino pecorone ha cose più serie a cui pensare, tipo il matrimonio di Prince Gingerino Harry.


Questo tizio, principe di uno dei più importanti Stati d'Europa, multimilionario, che si sposa con una attricetta divorziata più vecchia di lui, non particolarmente bella (rinoplasticata) e con un patrimonio di un decimo rispetto al suo, sta già facendo commuovere mezzo mondo.

L'amore è cieco, ma l'ipergamia ci vede bene.Viva gli sposi.  

















5 commenti:

  1. Si potrebbe avere il link del servizio suddetto?

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    1. lo trovi sul sito della rai, non posso linkartelo qui.

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  2. Io ho rivisto il servizio incriminato sul sito RaiPlay, non ho visto la puntata in TV, ma è stato qualcosa di imbarazzante.
    Imbarazzante e anche offensivo nei confronti della vasta community redpill, che non è certo formata esclusivamente da gente che pensa di organizzare una milizia armata coi lanciafiamme e va a fare pulizia etnica di bellocci, o ai gattini che si reincarnano nei gufetti.

    Riguardo quella frase in particolare, che poi i giornalisti hanno sfruttato per farci una copertina volta a ridicolizzare tutti gli intervistati, non si trattava di uno slogan senza senso.
    Sotto quella frase si nasconde buona parte del messaggio redpill, si nascondo le frustrazioni di migliaia di ragazzi che arrivano a malapena sulla soglia del 6, e le cui aspirazioni si frantumano miseramente sul muro dell'ipergamia femminile. Che vengono non solo rifiutati, ma spesso anche derisi e umiliati perchè non sufficientemente belli, con i contraccolpi psicologici devastanti che tutti ben conosciamo.
    Quella frase poteva rappresentare il trampolino di lancio per una discussione pacata, lucida, razionale sulla società moderna, avvelenata dal femminismo più immondo e dall'ipergamia estrema.

    Ma quella frase, pronunciata così e lasciata cadere nel vuoto senza un minimo di spiegazione, senza un minimo di argomentazione, non dice nulla allo spettatore italiano medio, e finische per avvalorare la tesi che gli incel sono, in fondo, solo un gruppo di inetti e di complessati che non riescono a relazionarsi con le donne per colpe loro e soltanto loro ("Ma non pensi che sia meglio accontentarsi?")

    A parte l'ingenuità estrema degli intervistati, che hanno parlato davanti alle telecamere con linguaggio e atteggiamenti da forum, a parte l'evidente malafede di tutta la redazione che voleva far passare il messaggio che gli incel sono socialmente pericolosi e potenzialmente violenti, c'è stato un problema organizzativo di base. Perchè non si possono prendere i casi peggiori all'interno di un forum, e eleggerli a portavoce di un gruppo molto più ampio di persone che hanno avuto vita e esperienze molto diverse.

    Andavano scelte 1 o 2 persone, beta nella vita, ma con carattere e lucidità da alpha, che andavano a spiegare per bene, senza scadere nell'autocommiserazione nè negli estremismi (lanciafiamme, Elliot Rodger, ecc...), cosa significa oggi essere brutto, come questo ti segna a livello fisico e mentale, quale battaglia ti trovi ogni giorno a dover combattare, cosa significa l'ipergamia femminile.
    Insomma, qualcuno brutto, beta, 2piccato, ma che ci stava con la testa. Nè gente con lo sguardo fisso nel vuoto e che avrebbe bisogno di un ricovero immediato in psichiatria, nè bellocci da 7 che rispondono "I polsi".
    E poi ci lamentiamo della reazione avuta dai giornalisti in studio...ma quella è la reazione che avrebbe avuto chiunque di fronte a uno spettacolo tanto degradante.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Potevi andarci tu ma sei troppo osceno

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