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Perché le Femministe Temono la Redpill

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Perchè la redpill è pericolosa per le femministe?

Una sera, qualche mese fa, mi è capitato di uscire a cena con alcuni amici, di cui uno conosciuto sul momento per amicizie comuni. Abbiamo parlato delle solite cose di cui parla l’uomo medio: lavoro, politica, motori, donne. A un certo punto, mentre parliamo dell’ultimo argomento, l’amico appena conosciuto (ci tengo a dire appena conosciuto per rimarcare il fatto che non conoscessi le sue esperienze, né tantomeno le sue idee) racconta la sua esperienza su una tipa che non lo aveva filato di striscio anni fa, ma che dopo il suo salto di mansione -e stipendio- si era fatta avanti sbattendogliela letteralmente in faccia. “Eh, quella è una cercatrice d’oro, una gold digger , col cavolo che me la sposo”. Non abbiamo proseguito sull’argomento, ma a giudicare dai termini e dal tono generale della conversazione, il tipo era sicuramente venuto in contatto con le teorie redpill .

E’ la prima persona che sento parlare in questi termini al di fuori della sfera virtuale. Sempre recentemente, ogni tanto noto nei discorsi di miei amici o conoscenze -che siano single o già accompagnati- delle velature non tanto di insoddisfazione, quanto di disillusione . Ovvero: anziché agitare i pugni in aria e lamentarsi al cielo, sembra che in molti stiano teorizzando nel loro interno la realtà delle cose e delle dinamiche femminili e sociali, rendendosi conto del loro status di uomini nel 21esimo secolo. Nondimeno, sui vari social, vado ad analizzare molto i profili (per quel che si può vedere da un profilo social) delle donne -e non solo- che attaccano i redpillati. A un post del Redpillatore, una aveva risposto solo “ecco, bravo, hai fatto il post idiota, ora vai a casina” o qualcosa del genere, con puntuale carenza di argomenti, ottenendo quasi un centinaio di like. Vedo il suo profilo: la classica stellina del web fuori tempo, tutta abitini carucci, “femminilismo” da socialite, dolcetti, trucco, parrucco, filtri e tanti morti di figa “sei bellizzimah” a posarle il tappeto rosso. Mi son detto: ehi, cocca, se la tua vita è tutta a colori, perchè te la prendi così tanto con i redpillati che se ne stanno belli belli a fare i fatti loro? E qui veniamo al titolo: perché la redpill è pericolosa per le femministe ? Perché, ideologicamente e socialmente, ha un potenziale deflagrante enorme . Diversamente dalle tematiche incel, la redpill si applica a una platea maschile molto più grande. Mentre qualche anno fa (pochi peraltro) si parlava solo di incel e hikikomori, categorie che peraltro sono un prodotto sociale analizzato e compreso dalla redpill stessa, oggi si parla potenzialmente di tutto l’universo maschile odierno, incluse categorie con maggiore status, o, sia come sia, in generale, delegate alla produzione e creazione di valore, che siano operai, impiegati, o professionisti. Come più volte si è scritto, viviamo in una società totalmente dedita alla decostruzione della figura maschile. Tale decostruzione è necessaria all’economia del futuro per creare individui completamente “liquidi”, senza identità, manovrabili, usabili e sfruttabili a piacere, fin quando servono. La demolizione del “maschio bianco etero” occidentale (ma questo processo coinvolge anche altri Paesi ed altre etnie, per esempio Corea del Sud e Giappone) corrisponde in gran parte con la demolizione della classe media, non più utile a chi comanda. Immaginate ora, in un ipotetico scenario alternativo, che almeno il 50% di questi uomini apprenda di essere destinato al declassamento sociale, al netto di tutti gli sforzi. Di essere costretto a produrre senza avere alcun diritto nel riprodursi. Di essere un semplice numero nella scala valutativa femminile (perché i fattori LMS, è bene ricordarlo, i redpillati non li hanno certo inventati, li hanno solo scoperti, nel cranio del femminile primitivo), di essere dei muli da soma da buttare al momento giusto, Immaginate che a tali uomini medi girino le palle e si “ritirino” da tutto, da una società che continua a trattarli come degli schiavi. Per “ritirarsi” non si intende più solo l’isolamento degli hikikomori, ma un concetto più generale di disconoscimento della figura femminile . Mi spiego meglio. La redpill è anzitutto una presa di coscienza collettiva, che porta non a una rivoluzione, ma a scelte individuali. Così come l’incel diventa un hikikomori, l’individuo con medio o alto LMS può decidere di ritirarsi da ogni sorta di interazione che preveda un vantaggio sociale eccessivo per le donne , a partire dalle relazioni a lungo termine per finire al tradizionale matrimonio. Per un’azienda che non viene ripagata, in un sistema ultraliberista, non è obbligatorio continua a fornire i servizi. Quindi per un uomo medio che venga continuamente snobbato, sia sessualmente che socialmente, non è più necessario corteggiare, offrire cene, zerbinare, sposarsi, fare il morto di figa, mantenere prole e moglie anche dopo il divorzio, in ordine sparso. Basta rivolgersi al sesso a pagamento, oppure impegnarsi in relazioni a breve termine che implichino il minore sforzo possibile. Per gli uomini ad alto LMS, invece, una società ad alto tasso femminista mette in pericolo gli asset conquistati. Sposare una tipa che senza difficoltà, da un momento all’altro, può toglierti i risultati di sacrifici di anni, e con sigillo di legge, è il caso più frequente che mi viene in mente. Essenzialmente la redpill non considera più la donna come un interlocutore sociale su cui fare affidamento a lungo termine. Con l’arma dell’indifferenza, fa in modo che si screditino da sole (e non ci vuole molto in verità). Ciò causa un danno di immagine al femminismo stesso. A cosa servono le leggi sul “catcalling” se l’uomo non ti dice più “sei bellissima”? A cosa servono le leggi femministe sull’affidamento dei figli, se l’ uomo non si sposa, non fa figli e quindi non fa da beta provider? A cosa servono le urla sul patriarcato, se il “patriarca” non ti caga più nemmeno di striscio? E se c’è una cosa che le donne odiano a morte, è il non essere cagate di striscio. Pensate se la stellina media dei social iniziasse a rimanere priva di like, morti di figa, deferenza filofemminista da simp. Forse inizierebbe a farsi qualche domanda. Forse, molto più probabilmente, diventerebbe ancora più incazzata e femminista. In realtà, non cambierebbe molto. Le associazioni femministe continuerebbero a far soldi e campare tranquillamente sul nulla (come fanno del resto oggi, perché quello è il loro ruolo), ma il loro prestigio verrebbe minato in modo notevole. E quindi, ecco servite, per esempio, le leggi sul divieto totale della prostituzione, cosa a cui non sono mai arrivate nemmeno le femministe degli anni ’70. Se l’uomo si rifiuta di fare da servetto di corte e donatore di seme nella grande processione verso il suprematismo femminile, lo si obbliga di nuovo a rientrare nei ranghi. Una legge più contro gli uomini che a favore delle donne, ma tant’è. In uno scenario di emasculazione generale, curiosamente, le femministe richiamano l’uomo al dovere quando non possono farne a meno. In tal senso la redpill, diciamocelo chiaramente, non ha un potenziale di rivoluzione collettiva e non è quello il suo ruolo, del resto. E’ una sorta di resistenza passiva dell’individuo contro meccanismi più grandi di lui, e che difficilmente possono essere fermati, dato che partono non dal basso (come le femministe vorrebbero far credere), ma dall’alto. Rimane tuttavia un pericolo in quanto agisce in forma sotterranea, rendendo il substrato ideologico del femminismo meno solido. Quindi c’è da aspettarsi che gli attacchi contro la redpill aumentino: ogni segnale di indipendenza interpretativa della realtà, nella distopia “liquida” attuale, deve essere stroncato. Ma a livello collettivo non riusciranno a fare nulla : a livello collettivo, la redpill non esiste. E’ una presa di coscienza individuale che ci rende “cani sciolti” e liberi di agire ognuno per sè, secondo il proprio status e le proprie esigenze. Gli altri si accomodino pure sulla ruota della tortura del declassamento di genere. Noi non ci saremo.

-Alex De Large-

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Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec
1 mese fa

Facciamo un paragone col mondo del lavoro: un imprenditore chiama uno stagista a lavorare gratis 6 mesi con l’illusione di un contratto di lavoro dopo. Finiti i 6 mesi lo manda a casa e ne prende un altro e così via. Arriva lo stagista redpillato che scrive un articolo “attenzione, vi sfruttano con l’illusione di un lavoro che non ci sarà” e piano piano l’imprenditore non trova più stagisti da sfruttare. Stessa cosa.
Gli uomini (soprattutto gli incel ma anche i normie) sono carne da macello per le donne: dagli adolescenti che vengono friendzonati ai 35enni che si ritrovano a fare da beta provider. I redpillati cominciano a dire in coro “basta, non ne vale più la pena”.
I redpillati sono pericolosi anche per chi detiene il potere: l’illusione della vagina è un motore potentissimo affinché l’uomo produca: molti uomini si ammazzano di lavoro per cercare di aumentare anche di pochissimo M e S. Chi glielo fa fare? Glielo fa fare l’illusione di essere più appetibili alle donne e quindi la speranza di trovare donne migliori (o di trovarne una, se sono incel). Va da se che responsabilità e stress non vanno di pari passo con lo stipendio: un ingegnere ha 100 volte le responsabilità e lo stress di un bidello ma non guadagna 100 volte di più. È il datore di lavoro che guadagna 100 volte di più con il lavoro dell’ingegnere sfruttato. E tra fare l’ingegnere a Milano magari per 2000 euro al mese, vivendo in un monolocale su piano rialzato in via Padova con vista sullo spaccio o fare a 1000 euro il Bidello in un Comune sul mare, senza pensieri, che quando stacchi vai al mare e dormi senza prendere le gocce, è molto meglio la seconda. Ma se tutti cercano lavori senza responsabilità, nessuno foraggia il sistema. Infatti il mio monito da redpillato a chi vuol fare è carriera è: ehi, cocco, la carriera è una gigantesca inculata, ti ritrovi a farti un mega culo pieno di stress in mezzo a squali, per cosa? Per trovare una donna? È solo un’illusione, se sei brutto al massimo puoi buxxare un’obesa acida con figli altrui che non ti rispetta. Allora manda a cagare il sistema e cercati un lavoretto senza pensieri o part time che ti dia il minimo per sopravvivere in modo da non pagare gli assegni familiari ai figli dei chad con le tue tasse. E allora chi comprerebbe abiti costosi o auto costose? Giusto pochi appassionati. Molte di queste aziende fallirebbero. I padroni del vapore secondo me hanno una gran paura dei redpillati ed è il motivo per cui c’è uno stigma sociale negativo verso chi sceglie volontariamente un lavoro semplice e poco retribuito per avere meno rogne. Io stesso sono un dipendente pubblico in una località di mare e quando mi dicono “ma uno come te sarebbe potuto diventare un ingegnere e avere successo” gli rispondo “vacci tu a fare l’ingegnere a Milano, col mio lavoro, il cui stipendio mi basta per sopravvivere, alle 14.00 sono già in spiaggia tutti i giorni della settimana, vuoi mettere? Cà nisciùn’è fess…”

Christian
Christian
1 mese fa

Gli inganni dell’elite degli ultimi due anni hanno dato un accelerata alla consapevolezza collettiva. E tra questi inganni storici c’è anche il femminismo. Invenzione dei Rockefeller nel 69

Il Galantuomo Dissacrante

Analisi lucida e puntuale. Un uomo profondamente consapevole delle regole del gioco non si fa manipolare ed è un pericolo per il “femminismo all’amatriciana” attualmente in auge nel Belpaese. Tutta quella torma di morti di figa e zerbini che reggono un sistema in cui le principesse vivono una vita in vacanza sono veri e propri schiavi. Il fatto che ci siano uomini che portano avanti la loro resistenza passiva crea un precedente, e rappresenta un segnale negativo per il femminismo.
Andrebbe aggiunto a questo quadro la legge Cirinnà: ha formalizzato le convivenze proprio perché tanti uomini non si sposavano. Inserendo pastoie e legacci che, guarda caso, vanno a favorire la componente femminile.

Anonimo
Anonimo
1 mese fa

Fortunatamente l’occidente collasserà molto presto. L’uomo bianco etero che tanto si affannano a distruggere è il produttore ultimo di tecnologia e cultura senza il quale la baracca non va avanti. Niente lavoratori: niente microchip, sistemi d’arma avanzati, mezzi di trasporto sofisticati. A chi comanda veramente di tale autodistruzione importa zero (anzi probabilmente gongola) ma ai loro servi sciocchi tra una generazione o due importerà….tenteranno qualcosa ma già ora il processo non è arrestabile ne invertibile. Sarà divertente vedere le moderne ultra-femministe alle prese con le masse islamiche…..

Night Driver
Night Driver
1 mese fa

“A cosa servono le leggi sul “catcalling” se l’uomo non ti dice più “sei bellissima”? A cosa servono le leggi femministe sull’affidamento dei figli, se l’ uomo non si sposa, non fa figli e quindi non fa da beta provider? A cosa servono le urla sul patriarcato, se il “patriarca” non ti caga più nemmeno di striscio?”

Questa parte di ha fatto morire dalle risate, in effetti quando qualcuno basa tutta la sua retorica sul passare da vittima (di una situazione che però, al netto di tutto, ti porta molti più vantaggi che svantaggi), e lo fa perché ha letteralmente bisogno di attenzione, la peggior cosa che può capitargli è il non avere più modo di passare da vittima, e non essere più oggetto di attenzione. L’indifferenza per alcune persone è paragonabile al dolore fisico. Magari un giorno, se una quota di uomini rilevante dovesse “svegliarsi” e smettere di elargire complimenti ed investire tempo, soldi e risorse emotive in tipe che con tutta probabilità non li calcoleranno mai, o magari proprio li disprezzano, proporranno una legge per cui ad ogni donna va riservata una quota minima di attenzioni, di complimenti (chiaramente meglio se non basati su caratteristiche fisiche, devono essere odi alla sua intelligenza, cultura e personalità, pure se il suo bagaglio culturale consiste nel conoscere a memoria le biografie di tutti i partecipanti del Grande Fratello), di disponibilità’ nei suoi confronti. Tipo reddito di cittadinanza, “Egoboost di cittadinanza”

Last edited 1 mese fa by Night Driver
Blackpillaterrimo
Blackpillaterrimo
1 mese fa

Questo è senza dubbio uno dei pezzi migliori proposti dal blog, perché non solo abbraccia la redpill nei suoi classici termini di rapporto uomo-donna, ma sfuma anche verso altre tematiche il cui riconoscimento indica una chiara presa di coscienza dell’autore: devirilizzazione, cancellazione dell’identità. Ha riassunto egregiamente quello che è il mio pensiero, che si basa sulla presa di coscienza da parte della popolazione della strategia messa in atto dai piani altissimi del potere. Il punto adesso è capire in quanti se ne renderanno conto, e quanto tempo ci vorrà affinchè il più alto numero di uomini possibili capiscano qual è il mondo nefasto che qualcuno ha progettato per loro.

Urhen
Urhen
1 mese fa

Le femministe quando dicono di odiare la redpill dicono che lo fanno perchè è misogina, ma in realtà non è cosi.
Facciamo un paragone con il PUA/zerbino:
-il redpillato pensa che la donna si conceda davanti a un valore sociale eccezionale che avranno pochissimi uomini nella vita;
-il PUA/zerbino pensa che la donna si concede davanti a una manifestazione caratteriale (di sicurezza per i primi e di galanteria per i secondi).
Quindi il PUA/zerbino vede la donna come un sistema passivo di facile comprensione per cui basta che ti avvicini a lei e fai il tuo numero e lei te la dà e se non riesci è perchè devi migliorare il tuo modo di fare.
Invece il redpillato riconosce che se vuole una donna dovrà scontrarsi con un essere pensante che ha le sue pretese.
Quindi è evidente che chi giudica male le donne non è il redpillato.
Quindi l’unica cosa da concludere è che le femministe odiano la redpill perchè hanno paura della vera parità.

Night Driver
Night Driver
1 mese fa

Credo che, per ragioni fondamentalmente biologiche, gli uomini sentano più bisogno delle donne che queste degli uomini. Una volta poteva non essere così, visto che buona parte delle attività e delle sfide che si affrontavano nel quotidiano avevano a che fare con la forza fisica, e quindi, per il marcato dimorfismo sessuale che c’è all’interno della nostra specie, la forza di un uomo era necessaria, anche per proteggere la donna in gravidanza, durante l’accudimento, per proteggere la prole, per provvedere beni al nucleo familiare. Anche in società più “civilizzate”, ma che non avevano lo stesso grado di automatizzazione ed utilizzo di macchinari che sostituiscono l’essere umano per compiere azioni che richiedono molta forza che abbiano oggi nella nostra attuale società, per quanto la minaccia di aggressioni violente alla persona e al nucleo familiare fosse comunque già molto minore rispetto a quanto non sia allo stato brado, comunque la forza di uomo, che andava in cantiere, nel campo, nel magazzino, in guerra, e così via, serviva.

Ma ormai, tra automatizzazione, utilizzo di macchinari pesanti, sostituzione dei classici impieghi con lavori più “di concetto”, e soprattutto imposizione delle “quote rosa”, per molti lavori la forza che l’uomo medio possiede rispetto alla donna media non fa alcuna differenza. Nella attuale società l’uomo non è più indispensabile per motivi pratici, legati alla sopravvivenza. Però l’istinto biologico alla ricerca di un partner, del sesso, della validazione, dell’elargizione di affetto a qualcuno che sembra gradirlo e provarlo a sua volta per noi, rimane, quello è “cablato” nel nostro stesso corpo. Viviamo in una società distonica rispetto alle nostre caratteristiche biologiche e psicologiche, che si sono sviluppate in un contesto totalmente diverso da quello odierno (anzi, sono state selezionate, visto che arrivavano in una forma non molto dissimile da antenati non ancora propriamente umani).

Proprio perché, per motivi biologici (come spero di aver sufficientemente argomentato) l’uomo ha molto bisogno della donna, e di alcune cose in particolare che solo questa può offrirle (perché il sesso validazione non può essere completamente sostituito dall’essere stimato dai propri amici o nel proprio ambiente di lavoro, ad esempio, sarà sempre una forma di sublimazione, un coping, che certo può aiutare a star meglio, ma non può sostituire del tutto il bisogno primario), il mercato legato al sesso è florido, ed ha un bacino di utenza quasi del tutto maschile. Questo perché, anche gli uomini più “emancipati”, che non hanno intenzione di impegnarsi in relazione a lungo termine ad alto grado di investimento, se fiutano una situazione in cui ci saranno più costi che benefici, o in un matrimonio (che, per come funziona legalmente in Italia, non apporta nessun vantaggio alla parte maschile, solo possibili svantaggi, anche pesanti), comunque hanno bisogno di alcune cose.

Come è già stato detto nell’articolo, non deve sorprendere che a molte donne dia fastidio che ci siano professioniste del sesso e della compagnia femminile, perché le donne sanno che gli uomini hanno forte bisogno di alcune cose, e sono disposti a fare sacrifici, e ad imbarcarsi in relazione che richiedono un forte grado di investimento e dipendenza dall’altra persona, per riuscire ad ottenerle, e ovviamente non viene visto di buon occhio il fatto che ci sia la possibilità di poter ottenere quelle cose anche senza dover diventare dei paggetti. Un po’ come se io cercassi di ottenere il monopolio di un mercato, vendendo dei prodotti ad un prezzo molto alto, con una dilazione in rate a lunghissimo termine e tassi di interesse molto alti, ma improvvisamente arriva qualcun altro che mi fa concorrenza, vende un prodotto che può competere con il mio (o magari è spiccatamente meglio, almeno per certi aspetti) a prezzi contenuti, si paga tutto subito, niente contratti a lungo termine, niente interessi, nulla. Chiaro che se ho dell’influenza politica cerco di farla pesare per dichiarare il mio concorrente illegale, toglierlo dal mercato e tenermi tutti i vantaggi derivanti dal fatto che comunque per il mio prodotto / servizio c’è molta domanda (e ce ne sarà sempre, per ragioni biologiche), ed io sono l’unico fornitore legalmente abilitato. Si chiama opportunismo, nulla di straordinario, anche se cerca di essere spacciato per grandi valori etici e norme morali superiori

Last edited 1 mese fa by Night Driver
sara
sara
1 mese fa

Buongiorno,
Complimenti, gran bell’articolo, totalmente condivisibile.
Mi permetto di dire la mia
Sono decenni che l’obiettivo è distruggere alla base quello che è il concetto di famiglia tradizionale, perché era l’unico vero ostacolo che si frapponeva contro il caos globale.
Meticciato obbligatorio,
immigrazione incontrollata da Africa/Asia ecc,
povertà generalizzata,
identità sessuali confuse
e zero proprietà privata: una massa di persone depotenziate, innocue a tutti gli effetti, sotto tutti i punti de vista.
Un cordiale saluto, Sara

Batacchi
Batacchi
1 mese fa

La Redpill fa paura e viene attaccata dalle donne per 2 motivi principali:

1) fa si che gli uomini non si vogliano sposare.
Sebbene una delle tante boiate che le donne dicono per far le splendide sia quella di non essere particolarmente interessate al matrimonio la realtà, oggi come ieri è un’altra: il piu’ grande desiderio di una donna è sposarsi e la sua piu’ grande paura è non riuscire a farlo (e quindi continuare a essere usata da chad che, dopo averle sparato un po’ di spermatozoi, rifiutano una relazione con lei).

2) la redpill induce gli uomini a ridurre le attenzioni che rivolgono alle donne e di cui hanno disperatamente bisogno: preferirebbero rimanere senza cibo piuttosto. Senza attenzioni maschili soffrono terribilmente

Quasimodo68
Quasimodo68
1 mese fa

Una rivoluzione di pensiero e di valori può essere solo individuale
Da quando mi rifiuto di pensare che la mia felicità è il mio valore come essere umano dipendano dal approvazione delle donne vivo meglio e sarà accidentale ma ho anche più successo

fabietto987
fabietto987
1 mese fa

Come sempre analisi perfetta, appena posso provo a spargere la religione.
Dobbiamo renderci conto dei loro vantaggi perché purtroppo solo chi fa l’università e studia diritto privato se ne rende conto. Solo se tutti ci rendiamo conto la legge cambierà e sposarsi e figliare diventeranno cose bellissime come è sempre stato

Last edited 1 mese fa by fabietto987
Antipocrita
Antipocrita
1 mese fa

Encomiabile.
C’è da dire che quando i movimenti “dal basso” o, peggio ancora, le prese di coscienza generali si scontrano con meccanismi imposti dall’alto, i secondi fanno sempre una brutta fine.

Se una massa critica di uomini inizierà a non rendersi disponibile a certe logiche, il re risulterà nudo. Già oggi, su altri fronti (immigrati, guerra), molte persone si rifiutano di credere alle favole radical chic propinate tramite propaganda assordante.

Bisogna solo capire quali saranno gli impatti di questo scontro. Inizialmente ci sarà un isolamento e un irrigidimento sulle proprie posizioni, ma poi siamo così sicuri che si troverà una armonia sociale in grado di comprendere tutti?

Perché se è vero che molti privilegi alle donne sono stati estesi per tramite de mero esercizio di potere (legislativo) anziché come riconoscimento legittimo di giuste recriminazioni, è anche palese che sarà difficile “tornare indietro” per loro.

Domani si troveranno in un mondo non più tollerante, un po’ più “maschilista” e che inizia a trattarle “come gli uomini”. E quindi saranno sì costrette ad adeguarsi ma con forti impatti sociali.

Vanguld
Vanguld
1 mese fa

Già immagino le nefaste conseguenze della legge che vieta la prostituzione: il Pinco Pallino di turno si iscrive (o contatta) un sito di escort, si accorda con una di loro su tempo e tariffa, e “vediamoci all’Hotel XXXXX il giorno X alle ore Y”. All’appuntamento, Pinco Pallino consegna il denaro alla donna e… tlacchete! Due bei braccialetti ai polsi e lei che gli sventola il tesserino in faccia “Polizia! Sei in arresto!”. Scenario da film, ma non troppo.

Jurij Sputnik
Jurij Sputnik
1 mese fa

A livello collettivo è la somma dei singoli e piano piano, lentamente, sta crescendo

AndyT
AndyT
1 mese fa

Applausi a scena aperta. Un sostanziale manifesto della Redpill, con analisi sociale, previsioni per il futuro e metodo di smarcamento da un attacco orchestrato dai piani alti. Pezzo assolutamente da incorniciare. Unica nota, del tutto personale: se è pur vero che il cambiamento di mentalità, per autodifesa dell’uomo, avviene a livello di singolo, sarebbe secondo me altrettanto vero, se non doveroso per certi versi, il costituirsi di un qualcosa di collettivo. Mi spiego meglio: se siamo in tanti a vedere, analizzare e rispondere a questo attacco al maschio etero, allora coalizziamoci (dico io) per riconoscerci, difenderci meglio, e magari contrastare in modo più efficace questa mentalità distruttiva per la società. Perché lo scopo finale sembra essere il depopolamento: se non ci sono più coppie, se le relazioni sono lasciate solo alla variabilità umorale intrinseca della donna… la società occidentale è destinata a sparire. Da un lato perché le donne desiderano solo sfruttare gli uomini, crescendo figliolanze disadattate e preda dell’ideologia LGBT (di per sé dunque biologicamente sterile), oppure maschi “risvegliati” redpillati che con queste donne non vogliono più neanche parlarci. Quale futuro, dunque? Io proporrei di fare un passo in avanti: restaurare in chiave moderna una certa quota di tradizionalismo, senza passare agli eccessi del “picchiare una donna è giusto”, ma partendo da una base di parità. Che non vuol dire affatto che la donna è superiore: i figli si devono tenere pari tempo l’uno e l’altro, e li si mantengono ognuno coi suoi soldi, che ci si deve guadagnare attraverso il proprio lavoro. Basta col parassitismo di comodo delle separate/divorziate! Vuoi i figli? Facciamo metà tempo, e ognuno paga ciò che serve loro per il tempo che li si tiene, e per le spese comuni si fa a metà.
E questo è solo un esempio: secondo me c’è lo spazio per costruire una nuova ideologia in cui realmente uomo e donna sono alla pari, nel rispetto delle differenze biologiche di entrambi. Venendosi incontro, invece di sfruttarsi reciprocamente.
Poi magari la mia è solo un’utopia eh… ma io la chiamo più speranza.

Freeman
Freeman
1 mese fa

Bell’articolo. La redpill ha un potenziale rivoluzionario. Magari è una vittoria di Pirro, dato che questa presa di coscienza comporta una spinta sull’acceleratore verso il collasso della società occidentale… Ad ogni modo è una scelta fatta in nome della libertà e della dignità, ed entrambe non hanno prezzo!

Artorius
Artorius
1 mese fa

Diciamoci la verità se l’uomo medio riuscisse a trovare facilmente e con frequenza avventure sessuali con quante donne vuole (ossia quello che accade normalmente alle donne in genere), la società attuale non esisterebbe o almeno per come l’abbiamo conosciuta, anche nelle epoche passate (le donne sono la polarità del “-” non a caso=tradotto vuol dire “non faccio un cazzo che non sia dannatamente facile, conformista e sicuro”). Il bisogno dell’uomo primordiale è solo sessuale, poi ci hanno costruito sopra una mole di condizionamenti tali che molti pensano di averne bisogno anche per altre necessità profonde ma la realtà dei fatti è una sola, ossia che la donna da sempre non ha mai saputo e non saprai mai cavarsela da sola, non a caso non le basta un uomo ma ha bisogno che l’intera società (famiglia allargata in senso ampio) debba badare alla sua incapacità di fronteggiare l’esistenza. Senza validazione e supporto continuo l’uomo sopravvive comunque, la donna no, in totale abbandono di tutti, sclera, impazzisce, si deprime o arriva anche al suicidio. L’unico potere che poteva essere concesso alla donna per bilanciare il suo gap di fabbrica di non saper sopravvivere senza aiuti esterni e sopperire a tutte le sue mancanze di autonomia prima psicolgica e poi materiale e concreta era proprio il forte ascendente sessuale, che è così potente da funzionare magicamente al “passivo” ossia anche e sopratutto senza fare nulla per accendere il desiderio del maschio.

Frankcolombo
Frankcolombo
1 mese fa

le donne si fanno grandi con le nostre attenzioni, sono il carburante per far girare i pistoni del loro motore. l’uomo mediamente non capisce un cazzo delle dinamiche a cui siamo arrivati fortunatamente noi e continua a gettar benzina sul fuoco. pensate utopisticamente se dall’oggi al domani nessuna ricevesse piu uno straccio di attenzione, complimento, like sui social, richiesta di amicizia eccetera. le donne hanno il potere totale ma in parte è anche colpa nostra che ciechi totali non abbiamo capito dove stavamo andando a finirla..poi da quando esistono i social/le chat la situazione è diventata davvero distopica degna del peggio film di fantascienza. se una donna fino a 14 anni fa nella sua vita poteva conoscere un numero X di uomini ora con l’esplosione del virtual è diventato X^n questo ha dato un potere illimitato alle donne. le femministe hanno paura della redpill perchè se si diffondesse perderebbero tutti i loro bei privilegi e nessuno le cagherebbe piu. sarebbe come se su instagram tutto ad un tratto rimanessero solo i profili femminili, vi immaginate?

Alex Le Large
Alex Le Large
1 mese fa

Notizia importante: è stata definitivamente approvata in Spagna la legge che definisce “aggressione sessuale” ogni gesto o rapporto che non sia stato ESPLICITAMENTE approvato dalla presunta vittima, e, soprattutto, quest’ultima non deve fornire alcuna prova.

Inutile dire che anche la pomiciata del giorno prima potrebbe portare, se la tipa è fuori di testa o si vuole vendicare per essere stata scaricata, a conseguenze penali, fino a 15 anni di carcere.

Cosa può fare il redpillato? Deve respingere e disprezzare come feccia qualunque avance provenga da una donna ubriaca o comunque con segni anche leggeri di instabilità mentale o semplice immaturità.

Iniziamo a fare come fanno le donne: facciamo loro le pulci fin dal primo momento, e cerchiamo di avere le palle di mettere in chiaro le cose fin da subito. Qui una pomiciata o scopata di una notte (consenziente fino a cambiamento dell’umore femmineo, considerato norma di legge) può costare carissima.

Last edited 1 mese fa by Alex Le Large
Mark Jenkins
Mark Jenkins
1 mese fa

Una vera e propria Dichiarazione d’Indipendenza. Un ottimo post, con una analisi sociologica che, per quanto appena accennata, appare del tutto corretta. Grazie!

Veneto
Veneto
1 mese fa

la distruzione della classe media è un progetto che coinvolge tutto l’occidente…basta andare in qualche grande città europea (Londra, Parigi, Monaco..) per vedere come la società si stia dividendo in due, poveracci e molto ricchi lasciando in mezzo il vuoto,ovviamente nulla accade per caso e la redpill dovrebbe aiutare anche in questo caso a capire la realtà e a non farsi infinocchiare dalle fole dei mass media

Artorius
Artorius
1 mese fa

Lo si potrebbe integrare con una visione più ampia dal titolo: “perchè la consapevolezza che il gioco è truccato dall’alto fa tremare il sistema”, estendendo insomma la presa di coscienza a 360° e non solo alle donne. Essere schiavi delle donne non è poi molto diverso da esserlo del lavoro, del tuo capo/azienda, della tua banca, della politica, della burocrazia, della scienza medica farlocca e delle news di regime (i 2 anni sono serviti a qualcosa spero), della religione, del dogma calcistico, etc. Smetti di foraggiare il mostro “in toto” fottendo il sistema. Prima di uscirne occorre imparare a “parassitare” dalle sue falle post implementazione e glitch di progettazione. Quando sempre più “consapevoli” pirateranno quello che vorrebbero farti pagare allora il castello cadrà in pezzi.

Andy
Andy
1 mese fa

Supponiamo di dividere il mondo femminile in tre categorie:
– le nazi-femministe
– le femministe all’occorrenza
– le anti-femministe
Sulla prima stendiamo un velo pietoso.
La terza è, ahimè, ancora molto esigua.
La seconda, che è la più numerosa, mi ha portato spesso a pormi questa domanda: ma tutte queste donne che rivendicano diritti solo quando fa comodo a loro, declinano doveri solo quando fa comodo a loro, pensano e sperano di ottenere sempre il massimo risultato con il minimo sforzo… sono veramente felici e serene?
La risposta che mi sono dato è NO. Al di là delle mille analisi che si potrebbero fare, quello che percepisco “a pelle” è un perenne stato di insoddisfazione, che le proietta poi un una condizione di ansia e nevrosi. Mi sembrano delle imbarcazioni che navigano senza una meta, quasi alla deriva, in balia totale degli eventi, condizionabili da qualsiasi idiozia il mainstream proponga.

benzina
benzina
1 mese fa

troppo ghiotto l argomento per non mettere il mio becco ; giusto e realista ( come al solito devo dire )l articolo di red e bellissimi e saporiti gli interventi del sultano …
mi associo totalmente alla risposta di alex le large quella divisa in quattro punti .e adesso vi dico la mia ,ebbene si le femministe temono la redpill è chiaro e assodato .
io mi colloco a meta’ strada tra gli ottimisti sciocchi (tipo blupill ) e gli intransigenti pessimisti ,tipo il sultano ,mi spiego …le donne sono furbe ,molto furbe, ma anche io prese due belle batoste ( si solo due )mi sono fatto una bella linea di difesa e guai a chi la sorpassa ,come la linea del piave ( grande sultano) non ammetto che mi si tolga la liberta’ ,non ammetto di farmi incastrare con figli e cose varie , non ammetto intrusioni becere e pettegole …altrimenti me ne fotto e scappo .ho praticato questa regola da molti anni e fatto piu’ di 20 anni la vita da single senza uscirne mai con le ossa rotte e il conto in banca scassato …sono cinico ? si abbastanza ,sono redpillato quindi …ho avuto centinaia di storie e mi sono anche innamorato ,ma in me c è sempre la linea del piave ,ovvero un autodifesa che scatta automaticamente in me quando la situazione si fa negativa e la cosa funziona a meraviglia .quando la donna dopo un certo periodo comincia lentamente e subdolamente a metterti i piedi in faccia ,scatta la reazione che puo’ essere anche bella tosta .certo tutto questo mi è costato decisioni dure ( come quella di non avere figli )e una vita che a volte è stata dura (lasciare una donna che ti piace )ma alla fine la mia autodifesa mi ha fatto vincere la partita finale .
al sultano poi vorrei dire che la donna in genere per quanto stronza e furbissima non è una macchina da guerra perfetta ,ha parecchi punti deboli , e in ultimo ma non meno importante ,alla fine ha stima di quelli (uomini )che si autostimano e si sanno difendere e puo’ anche dartela se vede che sei un duro (magari non bello ma duro ).

questione sindaco di firenze :
non dobbiamo dimenticare che nonostante vari cambiamenti di simbolo ,ulivo,quercia ,pd , il pd (che tanto copia i democratici usa )è intriso di molte menti che ragionano alla pci anni 50 ,quindi comunismo ,quindi invidia sociale ,
chi va con le prostitute è ricco ( o perlomeno ha 100 euro da buttare )quindi si diverte con i soldi a comprare i poveri ,quindi odio totale ,quindi lotta di classe a favore dei poveri che non hanno quei 100 euro ,…eccetera eccetera …
è chiaro che sono ragionamenti assurdi e fuori tempo ,ma con chi ha ancora il pci nella testa funziona cosi’ …speriamo che passati gli anni del vetero-comunismo si aprano alla realta’ certe menti ottuse …

KingDani
KingDani
1 mese fa

La redpill ti aiuta semplicemente a capire che non ha senso vivere in funzione delle donne se da quest’ultime, causa un livello LMS basso (o anche solo nella media), sei considerato un subumano.
Oramai anche la 40enne sfatta divorziata con figli a carico è iperpretenziosa; è davvero un gioco al massacro per buona parte degli uomini, ed è evidente che non vale più la pena giocarci.

Perché è così temuta, da elite e dalle donne? Perché l’uomo, soprattutto il cattivone bianco occidentale, è quello che bene o male ha fatto la storia e ha tirato su la società più sviluppata. Un uomo svogliato e accasciato, che non consuma e non si impegna in ambito lavorativo, facendo il minimo indispensabile per (soprav)vivere, non è più il cricetino nella ruota utile per tutto il sistema.
Ma vi immaginate un mondo guidato da donne? Sarebbe il collasso in brevissimo tempo.

In ogni caso la strada è oramai tracciata; dappertutto si legge di dimissioni in massa, di lavori che nessuno vuole più fare (te credo, per quattro spicci e 12 ore al giorno me ne sto a casa, anche considerando che molte di queste attività sono perlopiù inutili o superflue), di concorsi che vanno deserti o in cui nessuno si presenta.

L’accesso free alla figa è troppo importante, il sesso è il motore più forte del mondo, se nonostante gli sforzi gli uomini vedono che non la ottengono (o al massimo ne ottengono una slabbrata wallata con figli altrui a carico da mantenere), allora semplicemente rinunciano, e questo ha impatto anche sul lavoro e quindi su tutto il motore della società; chi va a lavorare, spesso in un lavoro che manco piace, se tornati a casa la sera al massimo trovi il piatto pronto e il gatto ad aspettarti, o una mega-wallata di 10 anni più grande (perchè oramai gli uomini per scopare devono andare sulle tardone) che ti urla in faccia tutta la sua acidità, perché vede in te il suo fallimento, visto che sogna ancora il chad? Ma meglio stare a casa ancora con i genitori e trovarsi un lavoretto part-time, che in un modo o nell’altro 3 pasti caldi, un tetto e la connessione riesci ad averli.

Servirà la red pill a sovvertire il cambiamento in atto? Non credo, c’è troppa betaggine e rassegnazione nell’uomo attuale, è stato cotto per benino a fuoco lento stile rana bollita, è oramai è troppo accasciato per reagire. Come già detto più volte il secolo attuale fu come il 400 d.c per Roma, il collasso totale di una società dedita sempre più al piacere (per pochi) a scapito della fatica (di molti)

Frank
Frank
1 mese fa

Riflettevo sull’ ipotesi di abrogare la prostituzione, ovvero di punire con l’ arresto i clienti. Se la prostituzione in tal senso scomparisse, molte signorine che altrimenti avrebbero svolto questo mestiere ripiegherebbero invece sul matrimonio di convenienza con un uomo normaloide, trattandosi in molti casi di ragazze che, per qualche ragione, non possono trovare un lavoro normale ( o uno stipendio normale ) e/o non riescono a convolare a nozze con l’ uomo dei loro sogni, e allora, per evitare di legarsi con il normo-bruttino ( cosa che una volta era la regola ) oggi trovano come via di fuga la vita da escort. Quindi non è detto che eliminare la prostituzione porterebbe all’ uomo medio solo svantaggi. Naturalmente, fermo restando che si tratterebbe di accoppiamenti pur sempre basati sulla convenienza, sulla “costrizione” dettata dalle circostanze, e non certo sull’ innamoramento, di questo bisogna esserne consapevoli. Le mie sono solo riflessioni personali.

Last edited 1 mese fa by Frank
Boucaneer
Boucaneer
1 mese fa

Spero di non andare OT (rispetto all’articolo che è magistrale, complimenti all’autore) però vorrei spendere un paio di parole sul tenore di alcuni commenti che toccano il tema del mercato del lavoro, ripreso anche dalla pagina facebook del repillatore in uno degli ultimi post.
Secondo me c’è un po’ di confusione riguardo alcune questioni, tipo assimilare gli “imprenditori” alle “donne”.
Non è così, e se qualcuno sapesse cosa significa avere un’attività propria (con la repsonsabilità non solo “economica” d’impresa, ma anche “sociale”, compreso il tema della sicurezza dove i dipendenti vengono sostanzialmente equiparati dalla legge ad una scolaresca di minorenni handicappati in gita dei quali l’imprenditore è responsabile). Sia chiaro, ben venga la sicurezza REALE, ma a livello burocratico se uno si fa male per una SUA negligenza l’imprenditore nè ahimè responsabile sia civilmente che penalmente (neanche fosse stato lui in persona a commettere il misfatto).
E già così, col discorso della RESPONSABILITA’, 1-0 nella partita imprenditori-donne.

Poi qualcuno sosteneva che “se uno lavora per 7 l’azienda lo paga per 5”. Non è vero, se uno lavora per 7 l’azienda lo paga 7, ma poi lui percepisce 5 (o addirittura 3,5/4 perchè il costo di un lavoratore dipendente in media è circa il doppio del netto busta paga da egli percepito) perchè la differenza va a costituire cuneo fiscale.
Non sarebbe male se vivessimo in uno stato che funziona e dove la pensione ci viene garantita, ma ahimè non è così e non per colpa delle aziende. Anzi, qui ci sono due cucki:
-i lavoratori attuali che vedono quasi metà busta paga andarsene sottoforma di tasse e previdenza e pensioni degli altri, e che essi forse non potranno godere quando e se toccherà a loro;
-le aziende, per le quali un lavoratore anche poco qualificato ti costa molto di più dei tuoi competitor internazionali.
In questo caso le aziende si trovano quindi a sostenere dei costi maggiori per ottenere un beneficio proporzionalmente minore, e anche qui la similitudine con le donne non la vedo, anzi, vedo l’esatto opposto.
2-0.

Poi c’è l’aspetto legato all’opinione pubblica. Mentre le donne ce l’hanno sempre dalla loro a tutti i livelli, gli imprenditori no, o almeno, ne hanno solo una parte (fondamentalmente rappresentata da partiti come Lega e Forza Italia o da organizzazioni come la Confindustria quando non ha presidenti pidioti).
Ma poi hai contro l’oipinione pubblica di: dipendenti pubblici (che li vedono come degli evasori e/o dell emucche da mungere), sindacati (che li vedono come degli sfruttatori), artisti e intellettuali (che sostanzialmente vivono d’aria e un’azienda non sanno nemmeno cosa sia) dipendenti privati (i quali sono senz’altro dei geni incompresi che “lavorano solo loro” mentre l’imprenditore li sfrutta senza fare un cazzo).
L’unica forma di timida solidarietà può derivare da alcuni liberi professionisti (i quali però, in genere, non hanno costi fissi di una vera azienda), da altri imprenditori e qualche dipendente “illuminato” che capisce nonostante tutto (in genere anche se non sempre si tratta di dirigenti, persone che condividono parte delle responsabilità di un imprenditore).
Io direi che così siamo a 3-0.

Convengo sulla pretenziosità, lì è vero, gli imprenditori “pretendono” e a voltre lo fanno “ad cazzum” (della serie “cercasi “giovanissimi con mille anni di esperienza”, LOL)… Concedo quindi un punto a testa (4-1).
Però non è sbagliata la richiesta in sè (anche se a volte esagerano), ma il contesto. In Italia una cosa del genere è impensabile. Non solo per la mammonaggine dei giovani o del livello di qualificazione progressivamente calante della nostra manodopera, ma anche perchè il contesto “culturale” del lavoro è tutto fuorchè dinamico (e la cosa riguarda anche molti imprenditori, ne convengo).
Intanto per uno stato canaglia che ti soffoca con la burocrazia.
Poi per un immobilismo culturale tutto italico (derivante probabilmente da tre fattori: menatlità cattolica, mentalità socialista, mentalità provincial-contadina, altro che “triade oscura”, LOL!).
Poi per il fatto che abbiamo il più basso tasso di laureati d’Europa, e di quei pochi laureati la maggior parte lo sono in scienze umanistiche: quando il mercato del lavoro chiama “ingegneri”, “medici”, “economisti”, “fisici”, e ti presenti con “filosofi”, “sociologi”, “psicopedagoghi dello sport”, “cooperanti internazionali”, che è? E’ pure questa “colpa delle aziende”????
Tanti emigrano all’estero “perchè lì ti valorizzano”, “perchè lì la meritocrazia esiste”… purtroppo la fuga di cervelli è un fenomeno reale. E, sempre purtroppo, ad emigrare sono i veri cervelli, qui poi ritornano nel giro di neanche un anno tutti gli altri, “perchè alla fine mi ero rotto le balle” (e non perchè, magari, si sono rotti qualche osso scontrandosi con la VERA MERITOCRAZIA, quella dove c’è COMPETIZIONE e non quella che avevano in mente loro, stando alla quale il mondo avrebbe dovuto accorgersi della loro unicità/genialità, premiarli su due piedi e adattarsi alle loro esigenze).

E ne avrei ancora ma intanto penso che basti così.
Concludo con due brevissime considerazioni:

1) Se è vero che ogni imprenditore dovrebbe fare un po’ di gavetta come dipendente, è altrettanto vero che ogni dipendente dovrebbe provare (per almeno in una settimana nella vita) a fare l’imprenditore;
2) Ben vengano politiche atte a facilitare l’ascensore sociale, per permettere a tutti di salire. Ma ricordatevi che può anche scendere. I dipendenti che vogliono la “meritocrazia” per la salita e “le tutele sindacali” per la discesa mi ricordano le donne che vogliono i diritti della cavalleria con i diritti della parità dei sessi.

EasyBlow
EasyBlow
1 mese fa

Articolo semplicemente meraviglioso. 🙂
Grazie Red!

PS: alla “stellina del web tutta abitini carucci e dolcetti” mi hai steso.

RedCompressa
RedCompressa
1 mese fa

Analisi ineccepibile, il problema è che per ottenere effetti significativi bisogna ancora raggiungere una massa critica di uomini redpillati. In questo momento infatti la società va avanti lo stesso, con le donne che continuano a scoparsi tranquillamente i soliti bellocci ignorando gli altri. Purtroppo la tecnologia non gioca a nostro favore, come ha dimostrato il lockdown del 2020 in cui nonostante milioni di persone sono state a casa il mondo è andato avanti lo stesso perchè sono pochi i lavoratori indispensabili mentre di tutti gli altri non si è sentita affatto la mancanza

Mercurio
Mercurio
4 giorni fa

“Gli altri si accomodino pure sulla ruota della tortura del declassamento di genere. Noi non ci saremo”
Articolo corretto e realista, che sottolinea una cosa: i redpillati non sono missionari, o profeti, o sociologi illuminati.. sono semplicemente anticonformisti, nell’accezione più letterale del termine: che ridere vedere decine di likes ad una normaloide ignorante, vedere per strada 40enni o peggio dire “sai che sei bellissima?” ad una sedicenne che sbuffa un secondo dopo, sentire i conoscenti dire “avevo prestato dei soldi a questa.. non l’ho più sentita, pensavo funzionasse…”. Il pirla era Pinocchio, non il gatto e la volpe…

il trader
il trader
2 giorni fa

per me possono fare tutte le leggi antiprostituzione che vogliono…non me ne fotte più un cazzo delle donne…

sono bombe batteriologiche ( oltre che tutte le ovvie consderazoni sulla redpill che sono la realtà dei fatti per chi vuole vedere la realtà e non vivere nella caverna di platone)…

ho scopato parecchio ( grazie al mio buon vettore lms) sia free che pay…e sempre coperto…ciononostante proprio da una free ( rottura preservativo) mi sono beccato una chlamidia che mi ha provocato una prostatite cronica incurabile che mi ha semidistrutto la vita (come accaduto a tanti uomini..basta leggere i consulti su medicitalia) rendendomi semiimpotente ( per non parlare dei dolori atroci che ho dovuto sopportare nei primi tempi di malattia acuta e che ancora permangono n parte nonostante tutte le cure fatte dai migliori specialisti…tra cui anche un’ operazione chirirgica per stenosi uretrale che la cicatrizzazione post chlamidia mi aveva provocato..ho passato l’ inferno in terra ed ancora sto male anche se non come prima) per cui ora sono letteralmente terrorizzato…

e mi sono comperato una real doll…mi trovo abbastanza bene e siccome a me non me ne è mai fregato un cazzo della validazione femminile ( forse questo è uno dei motivi per i quali ancora oggi a 50 anni potrei avere successo con le donne…quando vado al parco a sedermi il pomeriggio alle giostrine dove ci sono le famigliole che giocano con i bimbi non poche done 30-40 enni mi lanciano occhiate furtive quando sono con i mairiti ed esplicite quando sono da sole…qualcuna , con la sucsa del bimbo che mi salutava perchè ormai mi conosceva, ha pure attaccato bottone..io ci parlo tranquillamente anche perchè con le donne mi sono sempre trovato a mio agio fin da piccolo con le compagne di classe e le insegnanti, ma poi tutto si ferma lì) tra lo scopare (per quel poco che ci riesco essendo ridotto malissimo) una donna normale o pay ed un areal doll ormai non vi è molta dfferenza ma almeno non mi becco più mst

Parole Guy
Parole Guy
1 mese fa

Non saprei, non credo che le ipotetiche femministe che propongono una legge contro la prostituzione, oggi, rimangano impunite; o magari ci sarebbe una disobbedienza civile

Batacchi
Batacchi
1 mese fa

Tra i termini che non devono mancare nel vocabolario di un redpillato segnalo “Karen” (io non lo conoscevo fino a pochi secondi fa. Mi scuso nell’ipotesi in cui fosse un termine gia’ diffuso su questo blog)

Alcune definizioni: “Karen is a pejorative slang term for an angry, entitled, sometimes racist white woman.”
“Karen” is a term used by millennials in reference to a woman who likes to complain — calling the police on her neighbours, snitching on naughty classmates at school, asking to see the manager.”

Insomma la classica rompipalle che non riuscendo ad attirare l’attenzione su di se’ per il suo aspetto fisico (essendo stagionata), cerca di creare “drama” strillando e starnazzando in maniera sgradevole ritenendo di avere diritto a tutto (non esistono limiti ai “diritti” di cui le donne sono titolari…)

Divertente anche le definizione di “Karenitis”: “A disease that causes middle aged entitled women to behave like animals when they don’t get their way. If met with resistance from people, the Karenitis will start to develop. Symptoms include dramatic outburst, arguing with strangers about random things that don’t concern them, and asking to speak to ones manager. May also include threats of suing or calling the police.”

Diffondete! 🙂


Last edited 1 mese fa by Batacchi