21/09/19

Il Detestabile Vizio Femminile di Introdursi negli Ambienti Maschili



Quando ho inaugurato la pagina facebook del Redpillatore mi sono subito trovato a dover decidere come rapportarmi con le donne che vi avrebbero partecipato.
Fin da subito la pagina è stata invasa dalle femministe e i miei post lasciavano una scia di commenti femminili rancorosi e aggressivi.
All'inizio ho cancellato quelli più offensivi censurando il meno possibile le varie polemiche, ma poi le lamentele degli utenti maschi si sono fatte sempre più fitte e tutti chiedevano a gran voce non solo il ban delle intruse ma addirittura il divieto per le donne di postare.
Ciò è ancora più comprensibile se si considera che i primissimi utenti provenivano principalmente dal mondo incel che, si sa, non è mai stato ben disposto verso le donne. I vari forum dei brutti per dire hanno sempre avuto problemi con le donne, tra litigi, chiusure, scissioni ecc. L'unico gruppo che continua funzionare, magari un po' a rilento ma senza intoppi, è quello del nucleo originario che ha deciso di lasciar fuori le donne una volta per tutte. Negli altri invece continuano a spuntare sondaggi per far bannare le donne o thread in cui ci si lamenta dei loro comportamenti.

Io però non volevo creare una pagina incel, ma una pagina redpill.

Vedi: Incel e Redpillato non sono sinonimi

Trovo sia giusto che le donne restino fuori dagli spazi incel, ma penso che la redpill, pur essendo ugualmente un argomento maschile, possa offrire uno spazio di integrazione anche per loro, o almeno per quella minima parte di loro che ha sufficiente razionalità. Questo perché anche molte donne subiscono le conseguenze di scelte errate dovute al fatto di essere blupillate.
Ho quindi preso la decisione che mi sembrava più sensata: lasciar postare solo le donne che fossero d'accordo con la redpill, o perlomeno con i suoi pilastri principali, tagliando fuori le provocatrici, le femministe e le troll di vario tipo.
Questa politica a mio avviso si è rivelata abbastanza efficace: sono rimaste poche donne, ma buone.

Diverso è invece quanto successo nei gruppi.
Io non ho mai avuto particolare interesse ad aprire un gruppo perché so che la censura su facebook è pesante e sarebbe durato poco. Inoltre i gruppi si riempiono di contenuti scrausi perché la struttura di facebook non incoraggia le discussioni un po' elaborate, vanno moderati e non costituiscono un vero valore aggiuntivo.

Altri però hanno pensato bene di colmare questo vuoto aprendo gruppi "a tema redpill" per conto loro e hanno lasciato entrare ogni genere di donna, creando degli interessanti microcosmi che ora analizzeremo.

Innanzitutto bisogna precisare una cosa: la donna non digerisce il fatto di essere esclusa da un gruppo.
Agli uomini non frega in genere nulla di essere esclusi dalle attività per donne anche perché, diciamolo, in genere una attività tipicamente femminile non interessa per nulla a chi è di sesso maschile.
La donna invece vive il diniego come un affronto personale, come una sfida. Il suo profondo complesso di inferiorità, misto ad un egoismo che si fa scudo dietro al valore della libertà, la spinge inevitabilmente ad introdursi negli ambienti maschili e a cercare di relazionarsi alla pari, in genere senza riuscirci per ovvi limiti biologici. Spesso non c'è neppure un interesse di base (quando non direttamente il disprezzo) per gli argomenti discussi o le attività praticate dagli uomini di quell'ambiente, c'è solamente la voglia di esserci.
Molte delle donne che partecipano ai gruppi redpill non hanno ad esempio mai lasciato un commento né probabilmente neppure seguito la mia pagina, che è praticamente l'unica sulla redpill, mentre nei gruppi  sono molto attive.
Come si spiega tutto ciò?E' semplice: i gruppi consentono loro di fare ciò che nella mia pagina non è consentito, e cioè elemosinare attenzioni, farsi zerbinare, e accalappiare bellocci. Ecco perché le ho recentemente definite "redparassite":  la redpill è solo un pretesto di facciata per fare i loro comodi.

Purtroppo, una volta dato l'accesso ad una donna ad un gruppo maschile, sarà solo questione di tempo prima che lei inizi a fregarsene di tutto e ad assecondare la propria natura di ipergama.
Ecco quindi che uno spazio nato per discutere in maniera civile di un argomento si trasforma in un patetico teatrino che ripropone le classiche scenette trite che già conosciamo.
Gli uomini di valore più basso iniziano a zerbinare le donne, che però -neanche troppo segretamente- li disprezzano e li scartano per puntare ai bellocci.
I bellocci si fanno le fighe migliori e quelle escluse iniziano a sparlare in privato delle prescelte (mi hanno passato certi screen che, vi giuro, roba da riderci per giorni).
Oddio, un attimo, "migliori" va messo tra virgolette. Il realtà, per quanto ho visto, i gruppi redpill hanno una quantità di casi umani femminili da fare invidia ad un freak show: cesse post wall che fanno da recipiente a bellocci più giovani, alpinoidi alte un metro e una banana, bimbeminchia lardosette coi capelli multicolor e chi più ne ha più ne metta.

Del resto, se ci pensate, perché una ragazza di valore, con tutte le attenzioni che ha, dovrebbe andare a parassitare nei gruppi redpill? E' chiaro che le redparassite approfittano della scarsa concorrenza di un ambiente prevalentemente maschile per ottenere vantaggi che altrove non avrebbero, o perlomeno non avrebbero così a buon mercato.

A pagare il prezzo di tutto sono ovviamente quelli che vorrebbero discutere di redpill e che invece si trovano a leggere magari gli sfoghi di una che è stata usata da un figo del gruppo e poi sfanculata. Piagnistei peraltro inutili, tanto si sa che la ragazza, anche avendo la possibilità di tornare indietro nel tempo, rifarebbe la stessa scelta una terza, una quarta, una milionesima volta piuttosto che rendersi conto del proprio valore di mercato e andare con uno al suo livello.

Entrare in un gruppo redpill e farsi usare e sfanculare dai fighi è come andare a un esame avendo già il foglio con tutte le risposte pronte e fallire lo stesso l'esame ahah

Che poi, le donne non ripetono di continuo che detestano i redpillati? "non rimorchiate proprio perché avete questa idea delle donne", non era quello il loro cavallo di battaglia?
E poi invece tutte dentro, in competizione per la nerchia redpillata del belloccio come barboni che si spintonano per una tazza di zuppa.
Sono sicuro che il belloccio di turno si diverte pure ad umiliarle. "dillo che sei una ipergama" e loro "oh sì, sono proprio una pretenziosetta", impagabili istanti di pura sottomissione prima che lui cacci il fallo in bocca e scarichi giù per l'esofago il suo prezioso nettare.

Naturalmente la situazione non si protrae all'infinito perché poi la gente si stanca e si arriva presto al collasso. Il gruppo si svuota o si scinde.
Questa, se ci pensate, è una perfetta metafora di quanto accade nella nostra società:
  • Solo la minoranza di uomini top ha successo
  • Le donne disprezzano gli uomini che non sono al top e anzi si compiacciono di essere in grado di sfruttarli per raggiungere i loro obiettivi.
  • Le donne sono in perenne competizione tra loro per i più fighi.
  • Gli uomini che sono tagliati fuori dal gioco finiscono per abbandonare il gioco.

In definitiva, questi gruppi redpill, nati per parlare di redpill ma usati per parlare di tutt'altro, riescono con i fatti a spiegare la redpill molto meglio di come potrei farlo io.

Le stesse dinamiche però si possono osservare anche altrove. Io ad esempio lurkavo i gruppi di antropologia fisica. Ad un certo punto si sono riempiti di donne che utilizzavano il pretesto della classificazione tassonomica per postare foto di loro stesse e ricevere adulazione dalla massa di sfigati.
A loro non fregava nulla di fenotipi, dopo anni lì non sapevano ancora la differenza tra un alpino e un dinarico,  ma sapevano benissimo chi erano i più fighi del gruppo e si rivolgevano a loro per le classificazioni, anche se erano totalmente ignoranti.
Alla fine ti trovavi post in cui c'era il tipo lituano che veniva classificato come mezzo medio-orientale solo perché poveretto aveva il naso un po' convesso e un mento sfuggente, e la tipa che invece era veramente medio-orientale "poteva fittare benissimo" anche come europea. Credetemi, il ridicolo del ridicolo. Me ne sono dovuto andare.

In conclusione, penso che la morale di questo articolo sia piuttosto chiara: se lasciate la donna libera di fare ciò che vuole, e la lasciate introdursi in un ambiente maschile senza porle limiti o condizioni, in poco tempo distruggerà ogni cosa che tocca. Regolatevi di conseguenza.


41 commenti:

  1. Henry de Toluose Lautrec21 settembre 2019 17:27

    Su uno dei forum dei brutti come compariva qualche donna o presunta tale, il thread si riempiva di messaggi (non oso pensare poi ai messaggi privati).
    Vorrei capire nella Real Life, tutti quelli che si professano Monk, come si comportano nella realtà appena incontrano la profumiera normocarina che gliela fa annusare un po'....

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    1. Se sono monk per necessità, sanno già che è una recita, quindi non dovrebbero cascarci..

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    2. disprezzo (nel senso di riconoscere come non di valore) senza odio per la strumentalizzazione del corpo agganciato alla professione.
      altrimenti dipende dalle persone e dalle situazioni ma in genere i rapporti ci sono.

      il monaco (=solitario) che sta lontano dalle persone ma le pensa tutto il giorno è solo un'imitazione blupill , il monaco vero è quello consapevole che la sua vita è vissuta in prima persona, non cerca consolazioni ma affronta questo dolore perchè ha capito che nè sottoterra nè dentro i sogni potrà portare con sè gli altri o i beni materiali. non per questo non li usa,anzi
      (es. sto scrivendo da un telefono , effettivamente è il mio telefono perchè l' ho comprato lavorando ecc. ecc. , ma questo non lo rende 'non rubabile' oppure 'effettivamente mio' perchè se tra 5 minuti ho un infarto, ciao telefono e ciao filosofia)

      anche il suo corpo non gli appartiene, glie lo ha prestato la vita per fare un esperienza di un determinato tipo (cose del genere) non per questo deve schifare una che in realtà non schifa , a meno di complessi irrisolti.

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  2. Io noto che ormai anche qui nel Blog, salvo rarissime eccezioni, ultimamente si introducono donne alle quali non frega un beneamato ca**o della RedPill, sparano idiozie senza aver capito il senso degli articoli e dei commenti (magari non li hanno nemmeno letti fino in fondo e con attenzione, magari sono analfabete funzionali) e, dulcis in fundo, se glielo fai notare, provano a controbattere con altrettante idiozie e banalità, dopo di che ti insultano. Penso che per ricevere attenzioni ed egoboost, dato che questo è palesemente l’intento, sarebbe opportuno si instradassero verso luoghi (fisici o virtuali) più idonei.

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    1. Ti riferisci a me immagino, chissà come mai ho immaginato che ci sarebbe stato il tuo commento rivolto a me in fondo a questo articolo. Non ti ho mai insultato prima, mi sono posta in maniera educata nei tuoi confronti nonostante fossi d'accordo con te solo in parte, casomai quando ho espresso dubbi su alcune tue affermazioni (anche per capire il tuo ragionamento) sei stato tu ad insultare me, senza neanche conoscermi e dandomi dell'analfabeta funzionale (semplicemente perché sono donna e quindi volevi offendermi a prescindere) , ma non preoccuparti, gli insulti ricevuti da chi ha evidenti deficit cognitivi non mi toccano (sì, ora uso la stessa ignoranza e cafonaggine che usi tu). E' divertente vedere come vai in panico se qualcuno ha qualche dubbio su alcune tue affermazioni e non sapendo come argomentare (perché hai imparato a pappagallo la "lezioncina" senza nemmeno averci capito niente, giusto per dare un senso alla tua vita) inizi a sparare insulti di cui sai a malapena il significato. La vita non è qui dentro lo sai? Leggendo i blog si passa il tempo, si fanno dibattiti, la vita vera è fuori, guarda chi sei nel "mondo esterno", come ti percepiscono uomini e donne "reali" perché solo quello conta. Ah e se mi servono attenzioni ed egoboost me li vado a cercare nel mondo reale, non su un blog dove sono solo un nickname e nessuno mi vede o conosce.
      Non disturbarti a rispondermi, tanto i tuoi interventi sono sempre di una pochezza indicibile e non sei in grado né di parlare con altri né di capire cosa ti dicono.

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    2. Ragazzi per cortesia niente flame. Rimanete in tema.

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  3. Red ma aprilo lo stesso il gruppo su facebook, poi deleghi la moderazione ad altri.

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  4. Esempio bluepill paura: Francesca Piccinini. Telecronista cagna come poche però tutti a complimentarsi perché è bionda e cogli (occhi)oni. Più altre cosette che taccio. In ambito sportivo (dove gli effettivi valori sono misurabili numericamente) è davvero divertente osservare la sopravvalutazione di atlete guardabili rispetto a vere campionesse (solo se le due cose coincidono si ottiene la superstar). Altro tipico esempio la patetica (risultati alla mano) staffetta 4x400 italiana.

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    1. Finchè chi comanda pensa che coi belli e le belle fa soldi sarà sempre così.

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    2. Due esempi nel motociclismo:
      Tony Cairoli, pluri campione mondiale di motocross, leggenda vivente ma essendo brutto oltre agli appassionati non lo conosce nessuno.
      Andrea Iannone, modesto pilota di motogp, ma essendo diventato bello (leggasi rifatto) ed essendo stato con Belen lo conoscono quasi tutti e se ne parla continuamente.

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    3. Vero, Iannone infatti è conosciuto più per i suoi gossip (adesso sta con la De Lellis), non tanto x meriti sportivi. Da donna posso dire che lo preferivo decisamente PRIMA dei ritocchini: non sarà stato un megafigone, ma era carino e aveva un faccino da bravo ragazzo; quei labbroni rifatti che ha ora (che già sono bruttissimi sulle donne), su un uomo sono rivoltanti, fanno quasi impressione. Anche il nuovo nasino da signorina non gli sta affatto bene. In generale buona parte degli uomini rifatti perdono buona parte della loro sensualità, diventano delle statue di cera di Madame Tussauds.

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  5. I gruppi redpill su Facebook, non hanno nulla che fare con la redpill.
    Sono dei gruppi di cazzeggio puro, dove si postano meme, si fa gossip, si scherza.
    Non sono degli ambienti maschili nel senso stretto del termine.
    Sono piuttosto il sostituto delle vecchie chat testuali che hanno chiuso i battenti 10 anni orsono con l'avvento di Facebook. Dei mega contenitori con 100-200 persone che interagiscono contemporaneamente, e con in più la possibilità offerta dalla tecnologia moderna di inviare foto e video in tempo reale. Per farsi valutare, o più semplicemente per mostrare a tutti cosa si sta facendo.


    La maggior parte dei frequentatori sono ragazzi/e nella fascia 18-25 con forti tendenze nerd (immagini di manga e anime a nastro), e tra le ragazze definirsi "brutte" va di moda (sono soloooo una 4, sigh!!!)...anche se poi le guardi e di davvero brutto non hanno nulla. Sono tutte ragazze ben curate e intorno alla sufficienza estetica.

    Conosco anche un paio di casi di coppie formatesi in seno a questi gruppi, ma, come sempre, la carina del gruppo si accompagna al carino redpillato. Il pari-estetismo delle coppie è sempre rispettato.
    I casi più disperati sono sfottuti e umiliati in modo più o meno sottile.

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    1. @Dave

      Ma pure i vari forum "incel", ormai, di redpill hanno poco e nulla eh: non hanno nulla a che vedere con questo blog, sono fogne di autocommiserazione, delirio ed affossamento reciproco.
      Se ricordi, ne parlavamo già qualche tempo fa.

      I gruppi FB a tema redpill non li conosco granchè, comunque leggendo il riassunto fatto nell'articolo più il tuo commento, direi che non mi perdo proprio nulla :D
      Gruppi a tema memes e manga frequentati da giappominchia e nerdoni vari: LOL, no grazie!

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    2. Entrambi eccedono in direzioni opposte.
      Sui forum incel ci si prende troppo sul serio scadendo nel piagnisteo continuo, sui gruppi redpill Facebook si prende tutto molto alla leggera con battutine e memes continui (memes che peraltro trovi pure sui forum incel)

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    3. Esatto, è anche per questo che ritengo il blog l'unico spazio virtuale seriamente dedicato alla redpill, senza deliri, estremizzazioni o svaccamenti vari.

      I forum sarebbero da evitare come la peste invece, così come i gruppi FB.

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  6. Spunto di riflessione...m'è sempre stato sul cazzo Berlusconi e tutto quello che rappresenta (è lui che ha sdoganato il concetto: 'già che mi vogliono scopare tanto vale farmi pagare per farlo') ma ogni tanto pure gli orologi rotti segnano l'ora.

    Pseudogiornalista: "Presidente, ma lei preferisce le more o le bionde?"

    Silvio B.: "Mah, more, bionde... non importa se una donna è bionda o bruna, basta che me la dia."

    Tradotto: le fiche di legno vanno emarginate. Da cui: le rompipalle vanno emarginate. Le profumiere vanno emarginate. Le cacciatrici di provider vanno emarginate. Eccetera.

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  7. @ilredpillatore

    Faccio una proposta provocatoria, che tuttavia - se applicata - risolverebbe COMPLETAMENTE tutte le criticità indicate nell'articolo.

    Basterebbe infatti FAR PAGARE per avere l'accesso alla consultazione del sito ALLE SOLE DONNE.

    Ovviamente questo richiederebbe l'accesso autenticato di ogni utente, previa verifica di un documento d'identità una-tantum per essere ammessi e ricevere le credenziali personali.

    Ecco i benefici che ne deriverebbero:

    - Visti gli scopi umanitari dichiarati dal sito, l'accesso agli utenti abituali rimarrebbe gratuito in quanto già condonato per il fine del "raggiungimento di una conoscenza più profonda del sè", attuale obiettivo dell'opera di divulgazione del Redpillatore

    - Per gli utenti incel, veder pagare una donna per leggere cose da uomo sarebbe il vero "plus" di cui aver consapevolezza, il giusto contrappasso per la loro involontaria situazione, condizione ancora negata dalla società

    - I troll di ogni genere o i perditempo sarebbero ugualmente dissuasi

    - Le donne disinteressate solo in cerca di validazione eviterebbero del tutto di entrare e di far perdere tempo agli utenti che frequentano il sito per imparare e discutere seriamente di redpill. Anche il solo versamento di una cifra simbolica una-tantum (es. €5,00) basterebbe per allontanarle e per far riconoscere loro il valore dell'ideologia Redpill e conseguentemente del sito che la tratta

    - Le donne veramente interessate, per accedere ad una conoscenza interdisciplinare delle nuove dinamiche sociali e sessuali (LMS), che passa dalla psicologia evoluzionistica alla psicologia comportamentale applicata, dal diritto di famiglia alla sociologia, dall'antropologia all'estetica, dal femminismo all'antifemminismo, dalla comunicazione alle tecniche di pick-up femminile, E' GIUSTO CHE PAGHINO, così come gli uomini hanno sempre pagato i più disparati corsi di miglioramento personale (per non parlare di quando vanno in discoteca per conoscere donne)

    - Nessuno (vale a dire le più irriducibili femministe) potrebbe criticare la scelta di far pagare, giacché sarebbero loro a decidere se accedere o meno alla dottrina e alla discussione

    - Come nella vita, si terrà presente che esisterà comunque qualche white night o mangina che userà la propria posizione di pene-munito per favorire l'accesso a scrocco a qualche "profumiera"; ovviamente verrà avvertito preventivamente dal disclaimer di accettazione che - come sempre accade - anche acconsentendo questo sfruttamento, non riuscirà ugualmente "a concludere"

    - In ogni caso, l'operazione di messa a pagamento dell'accesso al sito, unica voce in Italia che tratta (ed espande) la dottrina redpill, determinerebbe una crescita del suo valore di mercato (non escludo qualche importante recensione giornalistica a riscontro dell'iniziativa, coraggiosa nel suo genere)

    - Come plus a seguito del pagamento, il Redpillatore sarà ancor più sarà motivato a produrre valore aggiuntivo, come l'e-book di cui è già stato da tempo invitato alla realizzazione, composto da una raccolta aggiornata dei suoi articoli che esemplificano la comprensione della dottrina, unitamente ad alcuni interventi scelti degli utenti, che ogni utente registrato potrà scaricare

    Contestualmente, invito tutti gli utenti affezionati al Redpillatore a replicare al seguente post, concordi o no all'idea, anche solo per ringraziarlo di tutto il lavoro fatto finora al servizio della community.

    Provocazione a parte e statistiche del sito alla mano, il Redpillatore potrà come minimo ricevere il giusto apprezzamento che merita per il lungo e continuo impegno profferto negli ultimi due anni ed oltre.

    P.S. : Hai visto che lo scorso post è quasi arrivato a 200 commenti? Ora non è più un'eccezione superare i 100 commenti... Complimenti, continua così!

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    1. Per favore dimmi che hai meno di 18 anni così non devo pronosticarti un brutto futuro...

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    2. Purtroppo internet non funziona così, ma mi lusinga la tua idea :)

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  8. ...prima che lui cacci il fallo in bocca e scarichi giu' per l'esofago il suo prezioso nettare..
    Trionfo linguistico!
    Stima eterna Red!

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  9. @CHIARA lui ha imparato e capito quella che tu definisci lezioncina, se tu scrivi commenti del genere vuol dire che sei tu a non aver capito proprio nulla, dato che voi femminucce siete alquanto superficiali, tanto da fermarsi a malapena al titolo di un articolo... La figura della minorata la stai facendo tu, e se ti rode così tanto il culo vuol dire che ti rispecchi perfettamente nella sua descrizione

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    1. Uff.. ma perché blateri senza sapere neanche di cosa si parla?? Evita certe scenette penose da avvocato difensore di non sai neanche tu cosa, per favore

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    2. E dato che io e altri siamo già stati, giustamente, sgridati,evito ulteriori battibecchi

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  10. Io sono una donna e leggo molto volentieri questo blog perché mi piacciono gli argomenti e come sono esposti. Penso tuttavia che molti lettori maschi leggano ciò che è scritto in chiave incel e non redpill.
    Da donna (anche se sicuramente qualche donna dirà che sono uomo e quindi fake) voglio confermare che la mentalità dilagante femminile è esattamente quella esposta da queste teorie. Io se fossi uomo non mi sposerei mai. Non saprei neanche dove trovarla una donna come dico io.
    Non chiudere l'accesso al blog alle donne. Ce ne sono pochissime in giro che condividono queste teorie, ma quelle poche che ci sono hanno solo questo blog per approfondire l'argomento e di sicuro non vengono a rompere le uova nel paniere. Se ve le rompono, magari cancellate i commenti o bannatele se si può.

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  11. Spunto di riflessione, spero di non andare troppo off topic, ma secondo me in qulache mianiera si ricollega al presente articolo.
    Effettivamente l'invadenza femminile si sente spesso in diversi contesti, e i driver principali sono sempre più o meno legati a sete di potere, ricchezza, protagonismo e capricciosità. Un esempio banalissimo è il calcio. Credo che al 99,9% delle donne non freghi niente del calcio (e men che meno di qualsivoglia forma di orgoglio nazionale), anzi, magari lo vedono pure come il fumo negli occhi (in quanto "tipica passione maschile" e "diversivo distraente" per gli uomini). Pertanto non nominateglielo nemmeno. Poi però, non si sa perchè, quando gioca la nazionale ai mondiali o agli europei, e iniziano a proiettare le partite anche in locali e discoteche, esse fingono un attaccamento morboso alla bandiera, arrivando addirittura a (fingere di) disperarsi o a piangere (lacrime di coccodrillo) quando la nazionale perde. Perchè questa ambivalenza? Semplice... perchè in quel caso e in quei contesti il calcio va di moda. Tutti ne parlano, i locali si riempiono di manifesti e volantini che pubblicizzano l'evento dj dopo la proiezione della partita... senza considerare l'eco mediatica che viene dai social e dalle pagine fb di sudddetti locali o influencers di paese. E poi la classica motivazione magica "perchè ci vanno tutti". In quel momento lo scopo non è "guardare la nazionale" bensì "farsi guardare mentre guardano la nazionale". Un'ennesima trovata per fare passerella in provincia.

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    1. @Anonimo25 settembre 2019 17:42

      Ottima osservazione, per contro - come osservava il Redpillatore nell'articolo - agli uomini non frega nulla di guardare le varie soap o trasmissioni scassaminchia che descrivono intrecci di relazioni uomo/donna (riassumibili una per l'altra in "tutte vanno con tutti"), trasmesse giornalmente sulle più disparate tv tematiche per donne ed inframmezzate da tonnellate di pubblicità rivolta al pubblico femminile. Questo dimostra ulteriormente che il recente aumento del coinvolgimento mediatico delle donne asserve specifiche logiche consumistiche, perché gli uomini sono sempre stati meno inclini al consumo e meno sensibili all'induzione pubblicitaria delle donne.

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  12. Ieri mi è capitato di seguire una live su youtube di Mortebianca, personaggio che apprezzo molto, e che ha espresso una critica a proposito della red pill e incels, e la cosa mi ha fatto riflettere. Tralasciando il fatto che la domanda in chat è stata liquidata come "red pill complottisti del sesso, bisogna ingannare le donne per combinare qualcosa, tutti incels disperati che odiano le donne perchè non scopano, gente che vuole la ragazza gnocchissima e che la dà subito anche se sono brutti". Premetto di avere avuto poche soddisfazioni con le ragazze, a causa del mio aspetto fisico di poco sotto la media, e posso capire la frustrazione di tanti utenti della comunità che hanno le stesse difficoltà....se non peggiori....ma allo stesso tempo spero che la comunità red pill si basi sul diffondere concetti razionali che possano essere utili per tutti, non per diventare uno sfogatoio...e sia chiaro, non mi piacciono gli estremi, nè maschilismo nè femminismo...per fare un esempio l'articolo sulla teoria LMS lo reputo il più importante di tutto il blog: le dinamiche delle relazioni funzionano così nel 95% dei casi, punto e basta! Ed è una cosa che va accettata, come la forza di gravità e/o come il fatto che se non ti lavi i denti ti vengono le carie. Per esempio l'articolo sul far pagare la tassa sulle vagine lo trovo estremo e francamente evitabile (spero l'intento sia stato ironico/provocatorio). Ripeto, per me le tematiche red pill dovrebbero aiutare le persone a capire i meccanismi di certe dinamiche sociali, accettarle e trovare soluzioni; non a trovare un nemico con cui prendersela....come ho notato in tanti articoli di mgtow italia...e come di contro fanno certe femministe...detto ciò un abbraccio al Redpillatore e buon giovedì a tutti.

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    1. le perZone potrebbero anche leggere testi di psicologia sociale (si trovano a gratis in biblioteca) senza farsi ammannire stronzate dall'internet (iutub è una sentina) ; ma vuoi mettere l'interattività di polemizzare con qualcuno?

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    2. Devi renderti indipendente dal “principio di autorità”. Chissenefrega chi è questo Mortebianca! Può essere anche l’uomo più famoso del web o il mio rettore in incognito: se banalizza in quel modo la redpill dimostra soltanto di avere l’intelligenza di una capra o l’onestà intellettuale di un politico progressista.
      Fra i vari trucchi che Schopenhauer smaschera (o suggerisce) nell’arte di avere ragione, il più subdolo è infatti proprio questo: esporre l’argomento che si vuole “confutare” portandolo all’eccesso ed evidenziando così facilmente gli assurdi a cui giunge per “convincere” dell’infondatezza delle tesi di partenza. Tale “dimostrazione” è però fallace, giacché qualunque tesi, se portata all’eccesso, produce aberrazioni (esempi politici: il desiderio di giustizia sociale può all’eccesso portare al comunismo stalinista, così come il desiderio di libertà dallo stato può all’eccesso portare al turbocapitalismo finanziario di cui vediamo gli effetti oggi, senza che tutto ciò possa in realtà confutare, di per sé, né la giustizia sociale né lo stato liberale di diritto).
      Vediamo tutti come portare all’eccesso il “rispetto della donna” abbia ormai condotto al nazifemminismo (male-bashing istituzionalizzato, abolizione della presunzione di innocenza, discriminazioni “positive” ovunque, impossibilità per un uomo normale di bilanciare la natura e “conquistare” in qualche modo una donna decente). Certo, un “incellismo” portata all’eccesso condurrebbe probabilmente ad assurdi uguali e contrari.
      Noi però non stiamo chiedendo quello di cui ci si accusa. Nessuno qui pretende che tutte le belle ragazze aprano le gambe a comando davanti ai brutti anatroccoli solo perché maschi. E’ solo un trucco retorico raffigurare questo.
      E’ ovvio, perché frutto della matematica prima ancora che della biologia, che le rare bellezze si concedano solo ai pochi uomini che eccellano nelle doti volute dalle singole donne (ed è pure parte della redpill!).

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    3. Non ci stiamo lamentando di non poter avere gratis le stragnocche. Ci stiamo lamentando di ben altro:
      1) che (specie in Italia) fanciulle di bellezza non mai alta ma di comportamento sempre altezzoso possano trattare con malcelata sufficienza o addirittura con aperto disprezzo chiunque tenti un qualunque approccio con loro (arrivando oggidì pure a chiamarli molesti e ad additarli al pubblico sdegno per un compimento o uno sguardo a posteriori non graditi – quando magari a priori si lamentano dei “ragazzi di occhi troppo pigri e insicuri per corteggiare”) e qualsiasi fanciulla anche solo lontanamente somigliante ad un modello di bellezza contemporaneo capace di suscitare un sia pur minimo palpito di desiderio possa già atteggiarsi a miss mondo, avendo pure una corte dei miracoli d’amore fatta di amici-ammiratori pronti a offrire e soffrire di tutto per un sorriso, a dare tutto in pensiero, parole ed opere per la sola speranza, ad attendere in fila per anni la “sportula” come clientes dell’antichità (o come fedeli in attesa di una grazia);
      2) che anche per avere una sola speranza con una fanciulla non dico molto più bella di noi, ma anche un poco più brutta, sia sempre necessario passare sotto le forche caudine del corteggiamento (nelle quali tante, troppo, donne possono permettersi letteralmente di tutto peggio delle scimmie di Benhares citate da Schopenhauer: qualunque irrisione al disio, qualunque ferimento intimo, qualunque umiliazione pubblica e privata, qualunque inflizione di dolore fisico e mentale, di frustrazione d’ogni natura, di disagio degenerante da sessuale ad esistenziale), mentre, a generi invertiti, tutto questo dover “mettersi in gioco”, questo dover recitare da giullare per farla divertire o da seduttore per compiacerne la vanagloria, questo dover parlare per compiacere, interrogarsi per indovinare (cosa vuole e soprattutto quando e come), tentare e ritentare per capire (quali siano le sue reali intenzioni e, soprattutto, se le nostre eventuali doti di sentimento o intelletto - o di denaro e di status, come si dice qua – corrispondano qualitativamente e quantitativamente a quanto desiderato dalla corteggiata) non v’è e, come tutti sappiamo, a qualunque “normocarina” (ed anche, in certi contesti, normobruttina) basta “schioccare le dita” (o aspettare il primo inevitabile approccio);
      3) che la criminalizzazione della prostituzione, da un lato, e le menate del metoo, dall’altro, stiano vergognosamente avanzando, rubando indecentemente spazio a quei contesti in cui saremmo finalmente noi (dopo l’inferno dell’età scolare – quando, di contro alla bellezza che già fiorisce sulle coetanee, non solo non possediamo poteri e ricchezze con cui bilanciarla, ma neppure ancora una personalità definita con cui difendercene - e il purgatorio dell’università e della prima età lavorativa – quando il raggiungimento per merito o fortuna individuale di ciò che potrebbe bilanciare in desiderabilità e potere la bellezza è più vicino, ma ancora miraggio) ad avere quanto (denaro, posizione sociale, cultura, fama, potere) serve per ottenere forza contrattuale e possibilità di scelta in un ambito (come la sfera dell’amore sessuale) tanto importante davanti alla natura, alla discendenza ed alla felicità individuale.

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    4. Noi non odiamo le donne in quanto tali, ma solo quel sottoinsieme (in Italia ahimè diffusissimo) che usa la propria (presunta) avvenenza per ferire, irridere e umiliare la controparte maschile, sfruttandone le debolezze erotico-sentimentali per un’azione di bullismo che è in tutto e per tutto simile a quella del prepotente che picchia il ragazzo più piccolo e non viene riconosciuta come tale solo per furbizia femminile (facilmente comprensibile quando si tratta di nascondere la propria posizione di forza per poter continuare a sfruttarla) da un lato e stupidità maschile dall’altro (siamo i primi a vergognarci delle nostre debolezze e gli ultimi a denunciare le angherie perché ancora prigionieri di cavallerie cristiano-germanica e i veteromaschilismo da western).
      Dire che è sbagliato odiare le stronze accusandoci di misoginia è scorretto come accusare di antisemitismo chi avversa Soros e gli altri banditi della finanza internazionale. Non li si avversa in quanto “ebrei”, ma in quanto artefici o complici di un sistema che dietro la “società aperta” (e a prescindere da razze e religioni!) nasconde semplicemente una doppia tirannide (quella finanziaria e quella femminista) e, sempre più scopertamente, sta rapinando i popoli storicamente fondati di ogni loro bene materiale e morale (ivi compresa la sovranità statale e monetaria, la coesione sociale, la tradizione culturale, l’identità etnica e linguistica, nonché, ultimamente, pure la “tranquillità spiccia” di vita: ti sfido a stare calmo quando puoi perdere lavoro, beni e libertà solo perché una stronza ti denuncia o perché il tuo pensiero o il tuo stile di vita non sono conformi a quella che per il padrone di facebook e simili è la “democrazia”). Vallo a dire ai tuoi amici “anticomplottisti”, dato che siamo in tema. Ormai qui non c’è più niente del segreto implicito nella parola complotto: quella contro il maschio è una guerra aperta e noi rispondiamo apertamente a chi ci dimostra inimicizia (anche i Romani hanno raso al suolo Gerusalemme, ma non perché fossero dei nazisti ante litteram, bensì perché avevano visto impossibile pacificare altrimenti la zona).

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    5. L’odio è poi il contraltare dell’amore in un petto da poeta verace come quello del Carducci (“il petto ov’odio e amor mai non s’addorme”). Appartiene alle grandi passioni. Chi non odia mai difficilmente sa amare. Difatti solo un’ideologia priva di vera umanità come l’attuale (pseudo)progressismo può considerare l’odio un crimine. Molto meglio un odio sincero ad un amore finto. A chi odia profondamente qualcuno o qualcosa perché vi vede la cagione della distruzione di tutto ciò che amava o sperava va tutto il mio cuore (sia detto per inciso: se gli incel odiano le donne è proprio perché in diverse condizioni sociali vorrebbero amarle alla follia!). A chi invece finge di amare l’umanità intera a prescindere vanno tutte le mie pernacchie (che ben rispondono agli sbaciucchi ipocriti che le fighette da facebook lanciano al mondo solo e soltanto per veder confermata la propria avvenenza incurante della sofferenza altrui e per diffondere seduzione senza speranza e quindi frustrazione).

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    6. Nella categoria degli amori finti (che meritano di essere sinceramente odiati) finiscono tanto la “stronzaggine” (costume consistente in “suscitare ad arte il disio solo per compiacersi della sua negazione e di come questa, resa massimamente beffarda, dolorosa e umiliante da una studiata e raffinata perfidia, possa gettare nell'inferno della delusione dopo le promesse del paradiso della concessione; attirare direttamente o indirettamente chi non si è aatto interessate a conoscere bensì soltanto a respingere, deridere intimamente o pubblicamente facendolo sentire uno fra i tanti, un banale scocciatore; mostrare le proprie forme fra vesti discinte solo per porsi su un piedistallo di irraggiungibilità, per generare frustrazione negli astanti, per farli sentire nullità di fronte ad una bellezza non compensabile, per maltrattarli se tentano un qualunque approccio; usare sguardi, movenze, e svestimenti per indurre a farsi avanti chi si vuole soltanto disprezzare, rendere ridicolo a se stesso e agli altri, ferire nell'intimo e irridere nel disio in maniera traumatica e indelebile, trattare da molesto e far sentire privo di qualità come uno straccio da gettare”) quanto la “accoglienza” (ideologia tipicamente femmineo-matriarcale consistente nell’attribuire valore al semplice fatto di essere usciti da una vagina umana –le ideologie virili, al contrario, porrebbero la fonte di ogni valore e quindi di ogni diritto in quanto, storicamente, gli uomini hanno costruito: la comunanza linguistica, il retroterra culturale, l’appartenenza nazionale, la conformità ad un dato tipo spirituale ecc.) implicante il dover aprire le porte a chiunque, e quindi utile ai tiranni del turbocapitalismo (i quali, immettendo in Europa masse di disperati della cui felicità - dei cui effettivi diritti, della cui effettiva integrazione, della cui effettiva vita, non frega nulla - ottengono tanto la disponibilità di un sottoproletariato a basso costo, utile a distruggere le conquiste di un secolo di lotte sindacali e a piegare i giovani locali ad accettare qualunque lavoro a qualunque condizione – “altrimenti si è choosy e sono meglio gli immigrati”, quanto la riduzione del popolo da organismo identitario con certi anticorpi chiamati “diritti costituzionali”, “coscienza critica”, “libertà di pensiero”, “giustizia sociale”, “tradizione”, “rispecchiamento nella storia”, ad un brulicare di bisogni senza nome e senza identità sopra i quali il consumismo, la tecnocrazia ed il turbocapitalismo con la sua neo-lingua e la sua post-umanità mondialista possono regnare sovrani come un nuovo totalitarismo) così come alle stronzette di turno (per noi maschi sarebbe preferibile una società selettiva, magari su criteri meritocratici, come lo studio o la presenza di certe doti personali, che però garantisca, una volta entrati, l’accesso “facilitato” ai favori femminili, proprio come accade nei gentlemen’s club inglesi e nelle feste private dei college americani – dove le ragazze sono meno restie a concedersi perché sono in qualche modo sicure a priori della “qualità umana” di chi le approccia, o anche nelle feste dei vip dove vi sono 3 o quattro modelle per ogni maschio, mentre la società aperta a cani e porci induce le femmine – anche solo per motivi di sicurezza personale - a sospettare di ogni approccio e finisce per svilire ogni valore maschile nell’inflazione di offerte senza speranza: l’onnipotenza femminile nella scelta unilaterale si abbatterà solo quando sarà ripristinato, in questa società chiusa ad accesso regolamentato, un sistema sociale gerarchico che dia ai più meritevoli fra gli uomini un valore oggettivamente stabilito, universalmente riconosciuto e immediatamente riconoscibile, sottraendo la distinzione “alfa-beta” dal capriccio del caso turbocapitalistico o delle domnule moderne e ridonandola ad una competizione leale fra noi basata su regole note a priori e su parametri ragionevoli).

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    7. "Premetto di avere avuto poche soddisfazioni con le ragazze, a causa del mio aspetto fisico di poco sotto la media"

      Ti assicuro che anche da carini non è mai facile “conquistare” le domnule.

      “Raramente una donna desidera un uomo soltanto per la bellezza e se ne invaghisce al primo sguardo, pù facilmente ella vuole prima sondarne il valore per ammirarvi altre virtù, quali la bravura nel creare sogni e illusioni, nel far vivere all'amata "la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude", e non ultime la cultura e l'eloquenza, tutte virtù che si esplicano primieramente attraverso la capacità e l'ordine del dire, senza le qual cose la ragione stessa sarebbe vana.” (autocit.)

      OK, quando ho scritto queste parole, alla tua età, ero forse un po’ troppo illuso sul potere della poesia, ma che la bellezza maschile non basti, se si punta ad una donna veramente bella (e non solo carina) è un dato di fatto. Servono comunque, come prerequisiti, qualità che richiedono tempo, fatica e studio (o comunque fortuna), e che in un giovane non possono per forza di cose essere presenti mente già fiorisce la bellezza sulle coetanee: posizione sociale, prestigio, fama, ricchezza, denaro, cultura, potere.
      Fregatene del tuo aspetto e pensa al tuo portafoglio e alla tua posizione nella società. Mal che vada potrai fare come il Berlusca.

      Poiché noi uomini non abbiamo il privilegio di essere mirati, disiati ed accettati dall’altro sesso al primo sguardo per la bellezza, come invece le donne (anche quando la loro bellezza è supposta e illusoria!) non vedo perché dovremmo avere l’obbligo di essere comunque belli. Molto meglio poter agire socialmente per conquistare e detenere ciò di cui la bella donna senta bisogno/brama di intensità e ineludibilità pari a quanto da noi provato per le sue grazie! Nulla in questo meglio del denaro, della cultura, della posizione sociale e del potere. Ecco perché dobbiamo difendere tanto la prostituzione quanto l’accettabilità sociale del tipo di rapporto Weinstein-attricette (che non è affatto “stupro” come ci raccontano, ma equo scambio di favori sessuali per favori di carriera, o addirittura di bellezza dei sensi per alone di successo, mito ed emblema di una condizione capace finalmente di dare anche a noi la stessa desiderabilità amorosa e la stessa forza contrattuale prima e altrimenti detenuta ferocemente da mani femminili!)

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    8. " l'articolo sulla teoria LMS lo reputo il più importante di tutto il blog: le dinamiche delle relazioni funzionano così nel 95% dei casi, punto e basta! Ed è una cosa che va accettata, come la forza di gravità e/o come il fatto che se non ti lavi i denti ti vengono le carie. "

      La teoria LMS funziona semplicemente perché è l’applicazione all’età contemporanea di meccanismi attrattivi già presenti in natura e fondati su necessità biologiche. Lo schema della femmina attraente perché “bella” (la bellezza, in natura, è sinonimo di salute e, per la donna, di predisposizione ottimale alla gravidanza: si vedano le tette sode – nutrimento abbondante per il neonato – il culo a mandolino – buona conformazione per il bimbo nell’utero, ecc.) e del maschio accettato perché “eccellente” (l’eccellenza si coniuga in funzione dell’ambiente e delle specie: nella foresta può essere pura forza fisica, oggi è principalmente forza economica, in un mondo evoluto sarà forse forza intellettuale, degna sublimazione dell’eleganza cromatica che in molte specie – vedi i pavoni - i maschi sviluppano per farsi scegliere) è, come tu dici, un dato biologico di partenza.

      Certo va interpretato (secondo me, ad esempio, l’importanza del look per gli uomini non ha la medesima fondata natura dell’importanza della bellezza per le donne, ma è solo una conseguenza dell’esplosione di facebook e di instagram: in una società basata sull’immagine il look è diventato parte dello status e assieme danno un’aurea di “eccellenza” come la dà il denaro nel mondo capitalista), ma sempre biologia è.
      Ignorare la biologia come punto di partenza è da imbecilli bluepillati (quali sono, difatti, gli antropologi culturali figli di Levi-Strauss e sostenitori dell’origine “culturale” dei desideri e dell’uguaglianza sessuale, ahjahahah). Ma vederla anche come punto di arrivo è da nazisti. E i nazisti non sono solo i seguaci di Hitler che volevano asservire o sterminare chiunque non appartenesse alla “razza eletta”. Sono anche le femministe che pretenderebbero si lasciassero intatti i loro privilegi naturali di femmine per poter così esercitare una preminenza sociale, psicologica ed esistenziale su tutto il genere maschile!
      Il nazifemminismo è questo: giustificare iniquità sociali sulla base di “superiorità” biologiche. Le femministe, come tutte le donne, sanno benissimo quanto reale sia la loro preminenza in quanto ho in altri interventi chiamato “mondo come volontà”. Sanno benissimo che il loro ruolo naturale di selezione della vita le pone in una posizione di forza contrattuale in ogni rapporto umano vagamente associabile all’attrazione sessuale, di fronte a noi relegati nell’ingrato ruolo di propagazione della vita (mirare, disiare, seguire e cercare di ottenere la bellezza nella vastità multiforme delle creature femminine). Nondimeno, pretendono “pari opportunità” nel “mondo come rappresentazione” (lavoro, studio, cultura, economia ecc.), di modo da creare una DISPARITA’ effettuale nelle possibilità per gli individui dei due sessi di vivere liberi e felici nella sfera sessuale! Perché il gioco funzioni, devono però fingere che la disparità naturale non esista (ecco perché odiano la redpill: sanno che è vera e romperebbe il loro giochino).

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    9. "Per esempio l'articolo sul far pagare la tassa sulle vagine lo trovo estremo e francamente evitabile (spero l'intento sia stato ironico/provocatorio)"

      Come fai ad essere d’accordo con il post sulla LMS e non con quello sull’IRVAG? Sono l’uno la conseguenza logica dell’altro. Per usare il linguaggio dei fighetti del management, il primo è la redpill in fase di “reporting” (quello che sta succedendo), il secondo la stessa redpill in fase di “prescriptive analysis” (quello che bisogna fare per migliorare il nostro business).
      Se ad esse basta la bellezza, mentre noi, oltre al look, dobbiamo procurarci anche status e money, allora uno stato che miri all’uguaglianza effettiva fra i cittadini (o almeno all’equità fra i sessi) dovrebbe dare agli uomini non uguali, bensì maggiori possibilità di guadagnare ed affermarsi socialmente. Non dovrebbe ascoltare la lamentele delle femministe su una minore presenza femminile laddove, tramite il lavoro, lo studio e la posizione sociale, sono genericamente gli uomini a cercare (spesso a prezzo di rischi, sacrifici e di rinunce ad una vita diversa) di accrescere la propria attrattiva. Dovrebbe ammettere che la minor presenza di donne in certi ambiti sia dovuta alla loro minore necessità esistenziale di divenire ricche e affermate, essendo la loro possibilità di realizzarsi amorosamente indipendente da status e money e principalmente fondata sulla bellezza.

      Ma gli stati femministi non sono stati per l’uguaglianza, bensì per il femdom! E il femdom senza preventivo consenso è la versione femminista del sadismo nazi! Già Darwin aveva capito (e sostenuto fino alla morte) l’importanza della selezione sessuale (che è selezione operata dalle femmine sui maschi e non viceversa!). Ne consegue che, avendo come fine la PARI OPPORTUNITA’ per i suoi cittadini di vivere liberi e felici nella sfera sessuale, la stessa probabilità cioè per i due sessi di avere forza contrattuale e possibilità di scelta in quanto davvero conta innanzi alla natura, alla discendenza e alla felicità individuale, uno stato realmente “egalitario” dovrebbe permettere almeno ai più volonterosi e meritevoli fra gli uomini di bilanciare socialmente tutto quanto in desiderabilità e potere è alle donne dato dalla natura. Se ciò non avviene, ed anzi viene, anche con mezzi illiberali (quote rosa, campagne mediatiche terroristiche o denigratorie anti-maschili, induzioni di sensi di colpa collettivi, distruzione mirata dell’autostima nei giovani maschi), imposta un’uguaglianza forzata (o, addirittura, una forzata prevalenza femminile) proprio là (le mirabili strutture dell’arte come della religione, della politica come della storia, del pensiero come della società) dove i più saggi ed avveduti fra gli uomini avevano fin dall’antichità gloriosa costruito gli argini per contenere la naturale prepotenza femminea, significa che il fine è instaurare la tirannia della donna sull’uomo (tramite, appunto, la disparità naturale di desideri che, non più compensata, mette noi nella posizione di dover chinare il capo non solo in amore ma su tutto, tramite i ben noti meccanismi della psicanalisi). O, come vorrebbero le lesbofemministe, la distruzione stessa del genere maschile.

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    10. Si tratti di metterci tutti, più o meno apertamente, al “guinzaglio” tramite la necessità della servitù amorosa e il miraggio della concessione sessuale, sul banco (giudiziario o psicologico) degli imputati tramite il gioco perverso di mostrare quanto suscita disio per poi accusare di molestia o lamentarsi di “maialaggine”, ovvero di ridurci ad un 5 percento della popolazione (“così non farete più danni e sarete più contenti perché finalmente scoperete”), il mezzo è sempre quello: impedirci di vedere la nostra posizione di svantaggio per impedirci di compensarla!

      Ti sembra “estrema” e “francamente evitabile” solo e soltanto perché fino a qui stupidità cavalleresca e demagogia femminista ti (ci) hanno abituato a considerare “normali” e “auspicabili” solo quei “bilanciamenti” che aiutano le donne laddove per natura o cultura sono in svantaggio: la “cavalleria” (“non la si tocca neanche con un fiore”, perché, poverina, è fisicamente più debole) e le “azioni positive” (“le si riservano dei posti perché…altrimenti sono poche, poverine” – presunta debolezza “culturale” chiamata “discriminazione”). Per una volta che serve un bilanciamento in favore dell’uomo, in aiuto alle sue debolezze (in questo caso psicosessuali), esso viene definito “estremo” anche se si tratta di una semplice tassa (mica di uno ius primae noctis), quando di tasse di scopo ce ne sono tante (comprese le dispari tasse universitarie per favorire le donne nelle facoltà scientifiche), e “francamente evitabile” anche se, altrettanto francamente, ti ho appena spiegato perché ce ne sarebbe al contrario tanto bisogno!
      Il “rispetto per la donna” non deve impedirci di essere “irrispettosi” verso un “ancien regime” che continua a garantire al genere femminile antichi privilegi (di origine naturale, ma di mantenimento culturale) assieme a moderni diritti. Dobbiamo fare come i napoleonici. Evitare gli eccessi della rivoluzione francese (non aggrediamo le donne con la furia con cui i giacobini bruciavano le chiese!), ma essere inesorabili nel distruggere quel “feudalesimo del cuore”, in cui nei fatti si traduce la disparità naturale di desideri e bisogni nell’amore sessuale, quegli obblighi di corve’ (dover fare qualcosa a priori, per “dovere verso il proprio signore”, anzi signora in questo caso, senza certezza di un corrispettivo) in cui consiste sempre ogni corteggiamento, quei “privilegi medievali” che sono le posizioni di rendita delle “vaginomunite” (quali ben descritti nell’articolo).
      Noi non cerchiamo nemici. Cerchiamo alleati per la nostra lotta contro il femminismo, che è nazismo rosa perché, impedendoci di bilanciare la preminenza femminile nell’amor naturale (le femministe ufficiali negano l’esistenza di tale preminenza negando la natura, le “mistress” le vedono apertamente come “segno del destino” per giustificare la tirannia del loro genere, i “mangina” fanno spesso entrambe le cose), di fatto afferma (o tenta di affermare) la superiorità della donna nella società.

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    11. @ Beyazid
      Ti rinnovo i miei complimenti per la tua analisi.

      Sottolineo che, come già ho più o meno scritto in un altro mio commento (non ricordo più in quale articolo) e come dici tu, “Ormai qui non c’è più niente del segreto implicito nella parola complotto: quella contro il maschio è una guerra aperta”.

      I cuck, i white knight e le nazifemministe, tutte categorie di persone che non vedendo ad un palmo dal proprio naso, si sono fatti infinocchiare e si sono arruolati nella crociata di questa menzogna sulla parità di diritti propinata dai “filantropi” e dall’elite mondiale, non rendendosi minimamente conto dei fini reali di questi “simpatici” personaggi.

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  13. Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli26 settembre 2019 20:26

    Ho letto 3 volte tutti i tuoi post in questo articolo e li ho proprio apprezzati.

    Mi complimento per la tua analisi, profonda e veritiera, che dimostra non solo la tua completa consapevolezza della Redpill ma anche una fuori dal comune capacità di comprensione della società attuale in tutti gli aspetti ad essa collegati (economia, politica, sociologia, diritto, psicologia, marketing e comunicazione).

    Hai toccato tutti i punti chiave, demistificando completamente la narrazione femminista e dimostrando che chi avversa (parzialmente o totalmente) la Redpill non vede o non vuole vedere la "big picture", ossia non si rende conto di come pochi cambiamenti, che hanno colpito gli assiomi su cui è stata costruita per secoli la società umana, ne abbiano già minato in soli 50 anni (tramite un effetto domino) la coesione e la stabilità.

    Anche la forma con cui ti sei espresso in lingua italiana è straordinariamente curata e denota una cultura storica e letteraria fuori dall'ordinario, aspetto che ha conferito ancor maggior pregio ed autorevolezza alla tua esposizione.

    Ti ringrazio sentitamente del tuo intervento.

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  14. Esiste anche il detestabile vizio maschile di mandare tutto in vacca per stupidità e incoerenza ("su tinder ipergamano e mi trattano male, su instagaz conta solo l'aspetto e mi filano solo le brutte ciccione, feisbuc è tutto un egobust" -no refuso- per poi continuare a passarci le ore nella speranza che una fighetta li cachi di striscio resuscitando l'inutile appendice attaccata tra le... spalle).

    E in gruppo su FB è un ottimo esempio della tendenza.

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