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Storia di un Uomo Qualunque

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La Parola ai Lettori

Caro Redpillatore, innanzitutto mi unisco al coro di apprezzamenti rivolti al tuo lavoro, perché mostra la realtà per quella che è, attraverso un’analisi lucida, senza ipocrisie. Inoltre è confortante constatare che considerazioni maturate in anni e anni, anche attraverso il confronto con amici, sono qui espresse con rigore scientifico.

Sono inoltre presenti diversi temi, tra cui quello degli esperimenti sociali, che trovo molto interessante. Penso sia molto utile, soprattutto per i più giovani, poter capire anche attraverso queste pagine come gira il mondo.
Fatta questa premessa, vorrei condividere con te e con i lettori la mia esperienza personale e le mie considerazioni, credo potranno essere spunto per qualche riflessione e magari essere d’aiuto. Ho letto la tua storia, il non voler vivere relazioni con il timore di non non sentirti abbastanza. Anche io mi porto dietro la stessa sensazione, ma a differenza tua ho vissuto storie, anche lunghe. In un certo senso rappresentiamo le rispettive “sliding doors”.
Tutto inizia dall’infanzia, sono stato un bambino bello e forse è stata la mia rovina. Quegli anni sono stati sereni, sentivo di piacere alle mie coetanee senza sforzo (ovviamente il tutto nel limite di quelle “simpatie” che nascono tra bambini). Questo aspetto mi ha condizionato negli anni a venire, quando invece mi sono trasformato in un ragazzo medio prima e in un uomo medio dopo.

Durante l’adolescenza ho ancora avuto “colpi di coda”, sono piaciuto a 3/4 ragazze, ma per timidezza e per la ricerca dell’ “Amore” mi sono defilato, inoltre non mi piacevano molto esteticamente, (ai tempi ero sognatore e schizzinoso, ripensandoci adesso erano anche carine). A 20 anni, quando incontravo una ragazza che mi piaceva, pensavo che se non mi fossi fatto avanti io sarebbe toccato a lei, perché anche lei avrebbe perso l’opportunità di conoscere un ragazzo, credevo alle “pari opportunità”. Qualcosa tuttavia non funzionava, la ragazza nel giro di qualche mese la vedevo con qualcun altro mentre io restavo da solo. Iniziavo a capire che le forze in gioco, maschili e femminili erano pesantemente a favore delle ultime. Ricordo ad esempio il confronto con una mia cugina pariestetica. Lei viveva relazioni, avventure, aveva possibilità che io nemmeno sognavo, unicamente sulla base del fattore estetico. Comprendevo quindi che a parità di avvenenza fisica e posizione sociale non era minimamente paragonabile il potere sessuale dell’uno e dell’altra. Ho imparato che in Italia, se sei “normale”, con un lavoro “normale” (impiegato, operaio..) che non ti permette di essere molto a contatto con le donne e soprattutto sei timido e non uno che ci prova a tappeto, ti ritrovi in una situazione di grandissimo svantaggio.

Ho sempre pensato che questo Paese, se ci fosse maggior equilibrio sessuale, sarebbe un posto bellissimo, invece alla maggior parte degli uomini è preclusa (per sempre o per lunghi periodi) una sana attività: il sesso ludico. Ed è un fattore da non sottovalutare assolutamente, considerato quanto è importante per noi. C’è chi pensa che quelli che evidenziano tale realtà vorrebbero vivere tante avventure con donne disponibili e poi accasarsi con quella bella e brava, io invece credo che la maggior parte degli uomini si accontenterebbe di un maggiore equilibrio. In estate ad esempio, siamo bombardati da ragazze/donne che fin da giovane età vediamo in giro con pantaloncini inguinali e vestitini svolazzanti. Penso che tutti noi abbiamo provato una forte attrazione almeno per 5/6 ragazze al giorno, ma di queste quante si sono tradotte in una reale avventura? Quasi per tutti il risultato è zero e questo per mesi o anni. Ovvio che provandoci con tutte, ogni giorno per mesi, tale valore si discosterebbe probabilmente dallo zero (legge dei grandi numeri), ma questo non è equilibrio. Se invece donne e uomini potessero avere potenzialmente lo stesso numero (o quasi) di avventure il discorso sarebbe diverso. Senza contare la mancanza di considerazione in cui siamo immersi noi uomini nella media, giriamo per le strade come se fossimo trasparenti.

A lungo ho creduto che fossi io stesso la causa dei miei insuccessi, per illudermi di avere il controllo della situazione, riflettendoci tuttavia, capivo che la ragazza in uno scambio di poche battute mi aveva già inquadrato. Perché le stesse frasi dette da un figo avrebbero sortito un effetto diverso? Perché conoscendomi si dimostravano così passive?Io ci provavo pochissimo, quasi mai e vedevo in ogni caso che le ragazze incontrate non lanciavano segnali, quasi credevo non avessero stimoli. In un certo senso, non prendere pali, alimentava la sensazione che avrei potuto fare grandi conquiste se solo avessi voluto. Allora pensavo “devo darmi da fare, in Italia funziona così, la donna è spenta e passiva e se non agisci tu lei non si muove”, poi parlavo con amiche che raccontavano a loro volta di amiche “porche” (mai loro) o di tizi che piacevano loro tantissimo. Col tempo ho capito che anche in questo caso vige una semplice verità: se piaci, piaci. Ho visto uomini (pochi), che istintivamente piacevano a molte donne, erano apprezzati nei commenti, guardati. Le donne ridevano alle loro battute, cercavano il contatto fisico.

Ho capito che slogan come “piacersi per piacere” sono fatti esclusivamente per vendere libri. Per anni ho avuto un naturale e spontaneo atteggiamento da “figo”, ero tranquillo, rilassato, non facevo il marpione, eppure quello che ad un figo sarebbe valso “piace senza fare niente”, nel mio caso si traduceva in “non piace perché non fa niente”. Infatti partivo dal presupposto indotto dall’infanzia di essere sopra la media, carino, è stata la freddezza della maggior parte delle ragazze incontrate a farmi capire che ero uno medio. Il mio ragionamento era: “tizia pensa che Caio sia bello, per cui, dato che io mi ritengo più bello di Caio, piacerò per forza di cose a tizia.” Eppure qualcosa non tornava.
Poco più che 20enne vissi la relazione più bella e spontanea, l’unica ragazza che si innamorò di me senza sovrastrutture. Pensare che quella storia la chiusi io, in un periodo di stanca, convinto che potessi fare ed avere chissà cosa. Inutile dire che quando provai a ricucire mi mandò a quel Paese.
Per alcuni anni più nulla, non mi piaceva nessuna (solito discorso di mancanza di occasioni) e non piacevo a nessuna.

Il bello è che mi capitava spesso di incrociare ragazza carine per strada, ma mai che ci fosse modo di conoscerle dal vivo, in modo naturale, certo non avevo il coraggio di approcciare sconosciute e rimanevano tali. E’ allora che iniziai ad aver paura di essere considerato uno sfigato, frequentatore di amici sfigati eternamente single. Le donne si sa, capiscono bene se uno è single per propria scelta o se la scelta è subita. Spinto dalla ricerca di validazione, smisi di aspettare la persona di cui innamorarmi e mi legai a ragazze che neanche mi piacevano, ironia della sorte, nemmeno io per loro ero il grande amore. Gli apprezzamenti che mi venivano posti erano relativi alla mia disponibilità, presenza (intesa come vicinanza emotiva) e affabilità. Perché nonostante io non mi sentissi innamorato, mi facevo comunque in quattro per fare funzionare il rapporto dando molte attenzioni.

Per me era sconcertante. Sbagliando, ho sempre pensato che per una più brutta dovessi rappresentare un “buon affare”, ma in pratica non era così. Dicono che le donne si vedono più brutte di come siano, ma sicuramente tendono a vedersi più belle del proprio partner.
Iniziai provando a fare il simpatico con una della compagnia, ben più brutta di me e finimmo per frequentarci. Aveva in testa il suo ex, si capiva che anche per lei la decisione non era passionale, ma razionale. Finì per lasciarmi, tra l’altro per un tizio più carino ma stupidissimo. Tempo dopo seppi che la lasciò e lei si mise con un pariestetico.
Ho attraversato periodi in cui, spinto dalla “fame”, mandavo segnali persino alle amiche e le riempivo di complimenti. Loro gradivano, facevano il pieno di autostima ma quando alzavo il tiro, rispondevano con il solito insipido smile senza aggiungere altro.
La mia “condanna” è stata risultare interessante soprattutto per le caratteristiche sopracitate, cosa che mi ha sempre abbattuto e col tempo ho capito che per uno normale, quando una donna prende l’iniziativa, di solito c’è il trucco. Madri che cercano padri per i loro figli, ragazze che vogliono sistemarsi e usarti per dimenticare un amore in quanto ritenuto bravo ragazzo ecc.

E’ il brutto di non piacere su di una base istintiva.
Ci sarebbero numerosi aneddoti da raccontare in tal senso, che quando ti capitano tendi a dar loro poco peso, ma che in realtà ad uno sguardo attento, ti restituiscono la cifra del tuo valore di mercato. Ricordo una collega con cui ci provavo scherzosamente e in maniera galante. Andai avanti per molto tempo, sempre in modo leggero. Una volta via messaggio provai a portare il discorso su un piano più intimo ma lo fece cadere, quasi come se fossi stato troppo sfacciato, lei non parlava di certe cose. Molto tempo dopo un altro collega figo, mi fece leggere una serie di messaggi scambiati con lei, corredati di foto in cui era nuda e in pose esplicite. Rimasi senza parole. Dissimulai la mia amarezza, mentre lui goliardicamente le dava della gran troia. Mi raccontò com’erano andate le cose: un giorno aveva fatto cadere il discorso sul sesso e lei alla richiesta di foto spinte, aveva acconsentito, ovviamente facendosi promettere di tenerle per sé. Eppure non ci aveva mai provato, né le aveva promesso un grande amore. Ma lui era figo, a lui era concesso. In poco tempo aveva ottenuto ciò che io non ero riuscito a raggiungere in un anno.
Ricordo un’amica cicciottella quando venne lasciata dal ragazzo storico, disperazione infinita, paura di sentirsi inadeguata e troppo brutta per i ragazzi. Iniziammo a parlare costantemente e iniziò a chiedermi di fare sesso con lei, mi mandava sue foto nuda, le conversazioni si fecero spinte.
Un giorno però iniziò ad usare tinder e a raccontarmi le sue conquiste: scroccava cene, mi faceva vedere le foto dei tizi, alcuni anche bei ragazzi, spesso già impegnati. Ad un certo punto iniziò a frequentare assiduamente un tizio più giovane di lei, belloccio e fidanzato. Le nostre posizioni si invertirono, ora ero io a cercarla, ma lei, così come la ricordavo, non esisteva più. Era diventata arrogante, rispondeva con supponenza, si capiva che si valutava ben più figa di me. Di ricambiarmi il favore neanche a parlarne, non le servivo più. Litigammo e da allora non ci siamo mai più sentiti. Non c’è nulla di più sprezzante di una donna disinteressata, sanno essere di una perfidia e cattiveria inaudite. Tempo dopo seppi che si fidanzò con un pariestetico rimorchiato su tinder. Ovviamente lei non si era trasformata in gran figa, era stata l’applicazione a infonderle sicurezza in se stessa, anche se alla fine era un’illusione, infatti per un legame serio ha dovuto abbassare le sue aspettative.
 
Eppure come tante altre donne non ha colpa, siamo noi uomini che, in preda all’ormone, svendiamo la nostra dignità. Ci lamentiamo che si fanno pagare le cene e il resto, ma ho visto uomini che senza che fosse loro richiesto ricoprivano le “prede” di regali.
Come è ben noto si entra in una sorta di iter sempre identico: anche se in giro è pieno di ragazze/donne, le compagnie mediamente sono composte da tanti ragazzi e poche ragazze che, o non le vuole nessuno o usano la compagnia come ripiego, ma in settimana si fanno beatamente i cavoli loro. Gli amici portano amici, le amiche non portano quasi mai altre donne. Se arriva una carina single, o ci si avventa come cani oppure è lei che non trovando nulla di interessante, nel giro di 2/3 settimane cambia giro. E’ per questo che le compagnie costituite da ragazzi poco appetibili tendono a restare negli anni sempre statiche, con 3/4 che costituisco lo zoccolo duro e nuovi uomini che entrano a farne parte e intanto la vita scorre via.
Ricordo ancora quando si andava in discoteca, l’espressione gongolante di una mia amica fisicamente normalissima se non brutta, che lasciata senza il gruppo per alcuni minuti, veniva rimorchiata da qualche tizio. Mentre noi maschi ovviamente non eravamo avvicinati da nessuna, lei ci guardava dall’alto in basso, tronfia del suo “successo”.La narrazione mainstream vuole che uomini e donne abbiano le stesse possibilità, ma basta vedere quanti corsi di seduzione esistono (ovviamente dedicati agli uomini) per capire che non è così.
Non sarebbe forse più facile (ma meno redditizio) ammettere una semplice verità? Anche le donne, come noi, scelgono chi trovano attraente. Altrimenti ad un bravo ragazzo basterebbe compiere bei gesti per avere la ragazza ambita e le donne non finirebbero per innamorarsi di chi le maltratta.
L’altra bufala, propinata dalle donne tra l’altro, è che a loro il sesso piace tanto quanto a noi. Anche questa smentita dalla realtà.
Il grosso fraintendimento è che fin da piccolo, la società ti fa credere che devi essere meritevole del loro amore, devi sedurle, darti da fare, conquistarle, tenerle sul piedistallo. In realtà molto spesso si innamorano di chi non lo merita affatto.
Facendo un bilancio della mia vita, ora ho poco più di 40 anni, sono stato fidanzato diverse volte, per anni. Ogni storia mi è costata grande fatica, deglutire amaro in cambio dell’ agognata scopata, ma non è stato solo questo. Come molti ho cercato principalmente il lato sentimentale, amare ed essere amato, rivelatasi però impresa ardua.

La nostra condizione infatti ci accompagna in ogni fase della relazione, prima, durante e dopo, ma è soprattutto sul durante che vorrei focalizzare l’attenzione. Infatti una volta che prende vita il rapporto, le difficoltà non sono affatto finite, anzi, sono appena iniziate. Il basso valore di mercato fa si che lei non sia particolarmente gelosa di te, sa che nessuna ci prova e questa la rende distratta, ti dà per scontato. Il sesso non ha mai la frequenza che vorresti, non ti saltano addosso. Talvolta hanno un’immagine in testa di un uomo che vale più di te o peggio ancora il ricordo o la presenza di qualche ex che non riescono a dimenticare, per cui ci sono ampie fasi del rapporto in cui si è insoddisfatti, per non dire infelici.Quando poi fai alle donne discorsi come questo, dicono di non essere molto interessate alle storielle, però quando vogliono farsi le loro scopare se le fanno. In fondo si dimostrano spesso molto meno logiche di noi, meno sensate e noi sappiamo di avere ragione ma rinneghiamo i nostri ideali per compiacerle e avere accesso al sesso.
Credo che ognuno abbia il proprio “potenziale attrattivo”, ciò che di noi attrae senza che facciamo nulla. Piacere per il semplice gusto di piacere. Anche le donne ce l’hanno, è l’aspetto che ci fa scartare una che non ci piace sulla base istintiva, ma in genere gli uomini non lo considerano per disperazione, perché “se non mangi quella minestra ti butti dalla finestra”. Loro invece possono scegliere, almeno per il sesso.
Un tempo me la prendevo con loro perché non capivano, poi ho compreso che non possono capire ciò che per loro è una realtà troppo distante. È come se paragonassimo un ragazzo che vive in una favela brasiliana e uno di una media città italiana. La condizione del brasiliano sarà più difficile eppure l’ italiano sentirà la propria condizione dura, senza che possa davvero comprendere l’altra realtà.
Ora sono più sereno perché ho capito che non sono io ad essere sbagliato, è semplicemente la società che segue le proprie regole. Ho scoperto dal vivo, attraverso il confronto, leggendo blog, che questa è la situazione più diffusa. Certo, la rabbia per l’iniquità tra i generi rimane e la sensazione di vita non pienamente vissuta accompagna anche me, in parte mi va stretto questo ruolo di “brav’uomo”.
Tra l’altro vuoi anche per l’età, l’impulso sessuale si è un po’ ridotto e sono lontani i tempi in cui il forte desiderio provato e inespresso mi faceva soffrire e sentire terribilmente frustrato.

Probabilmente il femminismo ha portato allo stesso tipo di selezione che avviene in natura, dove solo i maschi “migliori” hanno diritto di accoppiarsi, tuttavia non essendocene per tutte, le donne ripiegano su quelli normali, riportando in un certo senso l’equilibrio.
Noi uomini siamo propensi a credere che non siano biologicamente in grado di amare quanto amiamo noi, cancellano relazioni in breve tempo, voltano pagina con facilità. Eppure se vogliono sono in grado di farlo, basta osservare la dedizione che mettono nel rapporto con i loro figli. Quella stessa dedizione è visibile solo nei casi in cui si innamorano davvero e lo si capisce dalla venerazione che provano per l’amato.La società ci dice che è tutto soggettivo, eppure, quando analizzi caso per caso, è incredibile come la gran parte di ciò che accade possa essere ricondotta alla stesse dinamiche, gente che non si conosce e con esperienze diverse giunge alle stesse conclusioni. Questo dimostra la bontà della teoria.
Per concludere, attualmente sto vivendo una relazione stabile da alcuni anni e, con la consapevolezza di come gira il mondo, la vivo meglio rispetto al passato. Sono meno accondiscendente, meno disponibile, conscio del fatto che se così le va bene ok, altrimenti si chiude e non crolla il mondo. È una donna che potrei definire esteticamente nella media, ma a me piace molto ed è ciò che conta in definitiva.
Non saprei indicare quale sia la strada migliore, questa è stata la mia, almeno finora, ognuno tragga le conclusioni che preferisce. So di deludere qualcuno, ma personalmente non saprei rinunciare ad un rapporto con una donna, mi mancherebbero troppi aspetti che trovo sono in una relazione, pur sapendo le tante problematiche a cui si va incontro. Inoltre il sesso con le prostitute non lo trovo appagante.

-Unutente- 

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Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Caro Scrittore Anonimo, ho letto con interesse il tuo racconto. Sono una tua coetanea, quindi abbiamo vissuto la stessa epoca con le stesse modalita' di conquista. Non siamo nativi digitali, se utilizziamo Tinder lo facciamo in modo maldestro, senza la naturalezza dei nostri contemporanei di dieci o quindici anni di meno. La tua storia e' comune a quella di molti che, come si dice, si sono dovuti accontentare di una relazione qualsiasi, pur di scopare. Questo si legge tra le righe. Si capisce che non sei felice nella tua attuale relazione, e mi spiace. Pero', se ci pensi, quanti sono felici, arrivati a 40 anni, della loro vita sentimentale e sessuale presente e passata? Le ragazze sono programmate per cercare il miglior riproduttore possibile, i ragazzi per inseminare piu femmine possibili. Fino all-avvento del benessere, gli uomini se volevano scopare dovevano sposarsi, prima era loro consentito andare in qualche bordello a fare esperienza e poi potevano "provarci" con al massimo tre ragazze e una di quelle sarebbe stata loro moglie. Il sesso ludico, come lo chiami tu, era appannaggio dei ricchi, degli sportivi o dei papponi. Insomma, di una fascia ristrettissima della popolazione. A nessuno veniva in mente di essere infelice perche' la bella della scuola non gliel'aveva data, perche' la bella della scuola sposava il medico del paese. Poi le cose sono cambiate, perche' la liberazione sessuale ha rotto le catene del bigottismo e del rigidismo. Ma quando parlate di ragazze "pariestetiche" {che brutto termine} che hanno avventure che voi vi sognate, chiedetevi se sono felici. Si tratta per lo piu di scopate che fanno da ubriache, di cui non si ricordano il giorno dopo o se se ne ricordano se ne pentono perche' non gli sono piaciute. Scopate che fanno con ragazzi con i quali non hanno il desiderio di dormire insieme o scopate che fanno con quelli che voi chiamate Chad {ai miei tempi si diceva Figo} nella speranza di starci insieme e che il giorno dopo le bloccano. O scopate che fanno se inizia il desiderio di avere un figlio, che con il godimento sessuale c'entrano poco. Siamo diversi, c'e' poco da fare. La vostra sessualita' e' meccanica, la nostra no. Conosco centinaia di donne che si sono pentite di essere state con questo o con quell'altro. Perche' se non si concretizza la relazione che sognano sono naturalmente insoddisfatte di quel sesso. Quindi, la vostra infelicita' media non e' inferiore alla nostra. Io credo che la societa' ci abbia dato troppe aspettative, che a ognuno di noi sarebbe spettata in dono una vita sessuale appagante e uno o persino due matrimoni ricchi e prolifici. E mentre la societa' ci illudeva di questo, noi ci siamo fatti troppi film sul figo o sulla figa che avremmo potuto avere e sulla vita luccicante che avremmo fatto. Il decorso del tempo ha dato ragione a quelli come me che hanno sempre pensato che la vita da attori o da rockstar non puo' essere riservata a tutti, e che l-uomo e la donna media avrebbero dovuto imparare prima ad ACCONTENTARSI. Perche' uno dei problemi contemporanei e' la mancanza del senso del proprio limite, che ha portato tutti, uomini e donne a volere piu' di quanto effettivamente potevano avere.

Logan McLeod
Logan McLeod
1 anno fa

Caro Uomo Qualunque, la tua storia è l'archetipo di tutti gli uomini normaloidi.
Hai assunto una dose massiccia di redpill e ora hai raggiunto l'illuminazione.
Benvenuto tra noi.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Mi pare di capire che ti estinguerai non lasciando eredi, come molti di noi "ben educati", e così piano piano questi spariranno dalla società lasciando psicopatici e bruti i quali, riproducendosi a manetta, porteranno la società al ritorno a un medioevo tecnologico già precognizzato 40 anni fa dal cyberpunk.
Le mie condoglianze alla specie tutta.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Bell'articolo, complimenti. Pulito, secco, onesto.
Ho una domanda: i tuoi genitori cosa ti dicevano sulla tua bellezza? Hanno mai fatto commenti che ti hanno egoboostato? Oppure era solo la tua percezione di quando eri piccolo?

Martino
Martino
1 anno fa

Bell’articolo.
Un tratto, soprattutto, è verissimo e merita di essere sottolineato: il problema non è solo trovare una donna, ma poi viverci e gestirla, fra mille ricatti e difficoltà di comunicazione.
Interessante mi sembra anche il finale.
Nonostante tu sia consapevole della dannosità e rischiosità del gioco, continui a giocare.
È davvero come essere drogati…sai che ti fa male ma continui a bucarti!
Non credo che la ragione per cui non riesci a fare la scelta più razionale, che ovviamente è quella del MGTOW, sia il sesso.
Anche perché il gioco non varrebbe la candela…
Credo il tuo comportamento derivi piuttosto dall’accettazione sociale connessa all’avere una donna.
Ma probabilmente anche tu continui a considerare ció un parametro in base a cui misurare il tuo valore.
È anche naturale provarlo, eh… è attraverso questi bias cognitivi che la società ci porta a riprodurci.
Superarli è l’ultimo tratto della redpill.
Il più drastico, ma il più necessario.
Personalmente l’illuminazione definitiva mi è arrivata leggendo l’articolo di Erasmo, su questo blog.
Ti auguro di vivere felice, per quanto possibile.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Quello che è scritto nell'articolo è vero a grandi linee, ma sai quanto me ne frega? Il sesso ludico sei tu che te lo precludi, io quando ho voglia tiro fuori 80 euro e faccio sesso quando mi pare. Scopo probabilmente più di alcuni chad. La vita dell'uomo medio non è così male: sesso a comando, entrare in ltr con una pariestetica è facile (ammesso che uno lo voglia fare)…. Poi certo, nascere Cristiano ROnaldo è meglio (non ne sono neanche sicuro al 100%)

Marco
Marco
1 anno fa

Come è già stato scritto, questa storia potrebbe benissimo rappresentare l'archetipo della vita del normaloide sul 6: sicuramente non brutto, ma altrettanto sicuramente ben lontano dall'essere considerato un figo oggettivo ed universale.

Alcuni punti, in particolare, mi hanno colpito parecchio e mi hanno fatto pensare ai tratti in comune che abbiamo io e te.
Anch'io ricado sostanzialmente nella normalità estetica, valutato sul 6,5 abbondante ma in realtà mi ritengo nè più e nè meno che un tipo come tanti (sebbene, per avere quasi 40 anni, mantenga ancora un aspetto parecchio giovanile sia come viso che come fisico), un "normaloide" o poco più insomma: alla fine tutti questi voti e numeretti rappresentano un mero esercizio mentale, possono valutarci anche 9 ma alla fine della fiera conta come ci percepiamo e i feedback che otteniamo ad impatto.

"…sono stato un bambino bello e forse è stata la mia rovina.".
Ecco, anch'io mi rispecchio in questo passo: da piccolo ero forse il più bello della classe, avevo sempre la "fidanzatina", ero cercato e riverito nonostante stessi sempre sulle mie, lodato oltre ogni misura dalle maestre e così via…però al tempo stesso fui bullizzato dai miei coetanei maschi, vuoi per una certa invidia/rosicamento nei miei confronti, vuoi anche perchè ero ritenuto un bambino "diverso" (come ho appena scritto, stavo sempre per conto mio, in più non mi interessava socializzare e giocare con gli altri bambini, piuttosto mi piaceva leggere libri, consultare enciclopedie, ascoltare musica: in generale avevo interessi e forse pure atteggiamenti "da grande").

"Senza contare la mancanza di considerazione in cui siamo immersi noi uomini nella media, giriamo per le strade come se fossimo trasparenti."
Ecco, anche qui posso rispecchiarmi quasi pienamente.
Scrivo "quasi" perchè almeno io ho il contentino di ricevere qualche occhiata/sguardo di tanto in tanto (con questo intendo tipo 2-3 volte a settimana), anche da qualche tipa decente, mentre passeggio in città: ma si tratta appunto di un contentino, di una validazioncina spicciola che resta ben lungi da ciò che può ottenere un bello vero "over7".
Senza contare che in certi ambienti, come ad esempio la palestra, sono davvero ai limiti della trasparenza vera: lì va di lusso se di queste occhiate ne ricevo un paio al mese!

Per il resto, le nostre storie sono differenti per il fatto che, nel mio caso, il bullismo infantile ed adolescenziale ha lasciato i suoi pesanti strascichi: nella fattispecie una grave forma di sociofobia che non solo mi impedisce materialmente non solo di conoscere donne, ma persino di trovare amicizie e conoscenze maschili (salvo miracoli: miracoli che capitano massimo una volta nella vita, come accadde a me una decina d'anni fa).

Un altro punto che ci distingue è il pensiero riguardante il sesso, le relazioni e le donne in genere: nel mio caso, complice anche la bassa libido, ho sempre nutrito un interesse molto basso nei confronti del sesso ma anche delle relazioni stabili e delle conoscenze femminili in generale (qui forse gioca il suo sporco ruolo anche questa maledetta sociofobia che mi condanna), tanto è vero che la mia è una situazione per certi versi affine a quella dei cosiddetti "MGTOW".

Se ti va, puoi leggere qui la mia storia, magari potresti trovare qualche altro punto in comune e/o spunti di riflessione:
ilredpillatore.org/2018/11/da-brutto-bello-ma-non-e-bastato-il.html

Giacca
Giacca
1 anno fa

Complimenti a chi ha scritto l'articolo, ben scritto, benchè troppo lungo.
Confermo che la principale causa dello strapotere femminile siano i morti di f..a
Le donne non sono creature eteree. Non lo sono mai state. Le donne sono fredde e calcolatrici. Non si innamorano di quello che sei, bensì di quello che dai

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Mi lascia perplesso il finale… uno si aspetterebbe che, dopo aver realizzato quanto il gioco sia truccato dica: “ma vaffanculo… io non gioco più”.
Che è quello che ho fatto io, come molti altri.
Invece no, si continua a giocare. Boh, è proprio vero quel che diceva mia nonna: ci si innamora anche della corda che ti impicca.

Unknown
Unknown
1 anno fa

Bella storia

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Mi riconosco in pieno nel racconto, ma ho imparato una cosa; a meno di non essere degli imbecilli totali, ricordate che chi più e chi meno combatte i suoi "mostri", dal bello/a al brutto/a che sia!
Dipende sempre uno a cosa da importanza nella vita.

Carlo
Carlo
1 anno fa

E' un articolo BELLISSIMO. Grazie Unutente, tra l'altro mi ci rispecchio molto perche' ho avuto un'esperienza di vita simile alla tua: al liceo ero un 7 e di conseguenza ogni tanto qualcuna ci provava con me, io fuggivo sempre via per motivi piu' che altro psicologici, poi la societa' si e' fatta sempre piu' competitiva e io mi sono ritrovato perennemente solo e affogato nel piu' totale e freddo disinteresse femminile (a volte ero proprio depresso), e allora ho ipogamato alla grande e svenduto clamorosamente la mia dignita' in una serie di storie lunghe e impegnative; nel frattempo, a peggiorare tutto, sono ingrassato come un suino ("per farti i muscoli devi mangiare tanto!" mi dicevano… ma vaffanculo va'… ero il prototipo del permabulker, 150 kg di squat e metabolismo prediabetico) e divenuto cosi' un orripilante 4 con una panza enorme e un faccione che faceva ridere i polli. COME SE ANCORA NON BASTASSE, a quel punto sono arrivati i 30 anni e ho cominciato a perdere i capelli. Inutile poi dire che la palestra richiedeva troppo tempo che il lavoro a un certo punto non mi ha piu' concesso, e i muscoli sono evaporati. Risultato: obeso, calvo, sfigato, e senza muscoli. Un rifiuto umano. Ma stai pur tranquillo che se fossi stato una donna avrei scopato lo stesso. -_-

Riprendermi da quel baratro e' stato difficile, e' solo grazie al veganesimo che ho perso una quindicina di kg e ricominciato a correre. Ma la cosa piu' importante di tutte, e qui dissento completamente dalla tua visione, e' che il sesso mercenario per me e' stato ESTREMAMENTE appagante e mi ha permesso di non farmi vincere dalla depressione. 🙂

Capisco bene come mai non sia cosi' per tutti: viene quasi sempre a mancare la soddisfazione e l'egoboost di aver attratto una donna spontaneamente senza ne' provarci ne' pagare. Tuttavia credo che per me non sia stato sempre cosi', alcune donne da cui sono tornato spesso sembravano sinceramente contente di rivedermi e sembravano divertirsi realmente. Ovvio che altre invece recitavano, ma lo capivo.

Magari un giorno anch'io scrivero' un articolo riguardo alla mia carriera di punter (sempre che il Redpillatore abbia voglia e possibilita' di pubblicarla), credo che possa interessare o essere di aiuto a molti.

Unknown
Unknown
1 anno fa

Ragazzi di tutto questo splendido articolo la parte più interessante è che alle donne il sesso non interessa granché. E infatti se così non fosse non ci sarebbe un singolo normaloide incel, e tanto meno normaloide Palestrato, come il sottoscritto. Quindi, in poche parole, dovete trombare? Pagate , o col bel faccino, o col denaro. Finché potete ovviamente. Io vado dal 2013 a pro, ho speso un po troppo effettivamente, ma son sicuro che ho visto più figa di un 7 solidissimo. Quindi, o ingannate la natura e il destino, oppure lo accettate. Non ha senso MAI mettersi con approfittatrici disperate che vedono in voi l ultima spiaggia dopo i 30. E magari dopo che mettete al mondo dei marmocchi non ve la danno piu, e finite a pay esattamente come me. O peggio ancora vi tradiscono con qualche chaddino di 10 anni di meno. Chi non può pagare col faccino, o paghi col denaro o ne resti fuori. AMEN

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Mi rivolgo ai vari MGTOW che si sono affacciati qui. Ok che voi ci state tanto bene in questa condizione, almeno al momento presente, ma non vedo perché imporre a tutti i costi agli altri il vostro punto di vista, ritenendo chi non fa come voi per forza "in difetto". Ci sono persone (anche tra gli uomini eterosessuali) che proprio non riescono a scindere la sessualità da una dimensione affettiva, ed a cui finiscono per mancare quelle sensazioni di intimità e complicità tipiche di una LTR e che cmq non si ritrovano neanche nelle migliori relazioni amicali e sociali o con le migliori "pro".
IMHO, sarebbe meglio provare ad accettare che l'avere esigenze differenti dalle proprie non sia per forza indice di debolezza e scarsa consapevolezza. Senza contare che anche la condizione di MGTOW può essere oggetto di critiche del tipo la volpe con l'uva (un po' scontata) oppure di anaffettività (e questa lo è meno).

Senza contare che, come già accennato in un'altra discussione, ho presente casi di convinti MGTOW che poi cmq hanno cambiato idea con gli anni optando per una LTR. Qualche volta è stata la conseguenza di un incontro con una persona con cui si era instaurata un'intesa speciale, ma talvolta pure perché, per mutate condizioni (solo per citare qualche esempio, decesso dei genitori, trasferimenti, perdita del giro di amici abituale) la solitudine prima gestibile era diventata insostenibile.

Insomma, ok fare le proprie scelte, ma non considerarle valide universalmente per tutti o cmq migliori di chi le fa differenti…

Roger
Roger
1 anno fa

L'articolo in se rispecchia la verità. Tanta gente vive una vita normale, solita donna, lavoro, birretta con gli amici come svago. Probabilmente perfino nelle nostre famiglie ci sono persone che se leggessero qui sopra si riconoscerebbero.. siamo cresciuti pensando di sfondare, immaginando un futuro pieno di successo, donne e avventure: purtroppo non è così e ogni giorno bisogna fare i conti con i propri limiti ed accettare ciò che passa al convento

Budino
Budino
1 anno fa

Le mie 2 monetine…

"Le donne si sa, capiscono bene se uno è single per propria scelta o se la scelta è subita."
Lo capisce chiunque. Dipende dal LMS.
Finiamola con sta storia che le donne hanno un radar speciale.

"la società ti fa credere che devi essere meritevole del loro amore"
Vero. Una delle cose più brutte della vita è vedere una che ti piace che sceglie un drogato perdigiorno al posto tuo.

"le donne ripiegano su quelli normali, riportando in un certo senso l'equilibrio."
Sì, ma solo quando sono vecchie…

Cyberguy94
Cyberguy94
1 anno fa

Ah, quanto mi identifico nella discrasia tra ciò che zie, nonne e mamma vedono di te e l'idea di "belloccio" che ti inculcano d'essere e il giudizio delle coetanee che ricevi (tramite incomprensibile freddezza e disinteresse sistematico. La cosa peggiore è poi quando si riguardano gli scatti da fotobomber che ti hanno fatto da ubriaco a capodanno e d'istinto ti vien da pensare "Chi è quel coglione con l'aria da sfigato di un film di serie Z prodotto a Caltanissetta?". Molto crudo.

Odiosa soprattutto l'incapacità dei sopra citati parenti stretti di vedere la realtà per quanto tu possa parlargliene. Hanno quasi un blocco per cui ti vedono appartenente ad un livello estetico superiore a quello a cui realmente appartieni…

Helios
Helios
1 anno fa

Henry… è pienamente condivisibile che se l opulenza sessuale non dà la felicità figurarsi l astinenza. Però lo stesso vale per il cibo io da fortunato occidentale non ho mai patito la fame ma questo non mi rende felice è solo normale eppure per centinaia di milioni di persone nel terzo mondo questa sarebbe una enorme felicità. Parlare dei problemi del opulenza sessuale a un incell è come parlare dei rischi del colesterolo a chi muore di fame. Però è importante rendersi conto che anche diventassimo per magia dei chad dopo una logica sbornia potremmo ugualmente essere insoddisfatti…. Schopenhauer dover

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Bella storia, ma dissento sulla parte che l'attuale selezione sia "naturale".
È una selezione che avviene in società, dove oltre alle convenzioni sociali (appunto), sono precluse le possibilità dell'uso della forza.
Non è una selezione naturale.

l osservatore
l osservatore
1 anno fa

bellissima storia
anche i commenti

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

D accordo con l autore della storia… che sottolinea quanto sia difficle vivere in Italia tra crisi e la pretenziosita' assurda delle donne. Un problema che affligge una marea di uomini
Ma come uscirne??
Io ho risolto:
– Vivere all estero (anche per altri motivi ovviamente)
– Frequente sesso ludico anche con 4/5 per non sembrare un morto di figa
– Non esagerare con l opinione negativa delle donne…. a me piace conversarci onestamente, non vedo solo come sborratoio
Voi che altro avete pensato?

Un pensiero finale per le LTR…Un altra difficolta e' questa maledetta pretesa della monogomia ma va be e' un altro discorso

Anonimo
Anonimo
8 mesi fa

Pezzo capolavoro del blog. Pure questo da leggere e rileggere.

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa

Bellissimo pezzo.
Dovrebbe essere una lettura obbligatoria per tutti gli adolescenti (dopo è troppo tardi).

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa

A me pare una storia veramente illogica.
Per quattro quinti del racconto dici -giustamente- che trovare una donna è un inferno, che, anche dopo averla trovata, tenertela è una vita di sofferenze perché lei non ti dà il sesso che vorresti e, sapendoti più brutto, ti tratta dall'alto in basso, POI, alla fine, dici di trovarti in un'altra relazione e che non puoi farne a meno.

Ma, figlio mio, lasciatelo dire, tu si masochista!!!
Dovresti aver capito che il gioco non vale la candela: il sesso è poco e l'affetto anche. Entrambe cose che, peraltro, puoi trovare altrove.

Il tuo sembra il discorso di un drogato che, anche se sa di farsi del male, continua imperterrito a bucarsi.
Ed è molto comune anche in altre storie che si leggono sul blog o su FB: "ah si quanto si sta male con le donne…" e poi "non possiamo farne a meno1"

Eh, ragazzi, voi ve le cercate, le sfighe.

Per carità, contento tu, contenti tutti, solo che la scelta più logica, quando si è presa consapevolezza di come vanno le cose, è diventare MGTOW.

Leggiti le storie di Erasmo o del "Puttanier cortese" pubblicate entrambe su questo blog. Le troverai illuminanti!

Poi, oh, se a te piace soffrire per niente, chi sono io per giudicarti…