09/08/19

Dimagrire è Difficile? L'Esperienza di Dimagrimento di un Utente

 

Un Utente Racconta la sua Esperienza di Dimagrimento

Buongiorno a tutti, redpillati!
Sono Gabriele, l’autore degli articoli sul testosterone e sull’alcol di qualche mese fa. Questo blog è più che altro incentrato sulle dinamiche sociali dei rapporti uomo-donna, e la maggior parte degli articoli scritti vertono su questo. Tuttavia, una gran parte della redpill riguarda anche il looksmaxing, ovvero il proprio miglioramento fisico, ottenuto con la chirurgia oppure con i metodi più classici come dieta e allenamento. Il Red infatti mi ha detto in un messaggio che voleva dedicare una sezione del blog al miglioramento fisico, scrivendo un paio di articoli, ma poi ha lasciato perdere. Quindi ho pensato che avrei potuto scrivere io qualche articolo a riguardo, descrivendo le strategie che io stesso ho utilizzato per perdere peso; e per dispensare qualche nozioncina medica che secondo me tutti dovrebbero sapere, visto che è sempre del nostro corpo che si parla.

Parlando brevemente della mia esperienza, a dicembre 2017 ho deciso di mettermi a dieta e di allenarmi e da allora avrò perso circa 25 chili, migliorando decisamente al contempo la mia massa muscolare. Per raggiungere questo risultato ho sfruttato le mie limitate conoscenze mediche, che volevo condividere qui sul blog. Su questo però non mi va di essere frainteso: non sono qui per fare il prete che dice cosa è giusto o cosa è sbagliato, e che cosa dovete o non dovete mangiare. Mangiatevi quello che vi pare. Visto che l’internet è un posto piuttosto aggressivo, non voglio che si scatenino flame del tipo “non sei nessuno per dire a me cosa devo mangiare e cosa no!!!11!1!1!!1” in un blog che non è nemmeno il mio. La mia intenzione è quella di condividere le mie considerazioni con persone che magari sono interessate all’argomento e avrebbero bisogno di qualche dritta; se non volete cambiare stile di vita e state bene così, a me va benissimo uguale. Poi non voglio nemmeno passare per un dottore, per un luminare, per un esperto del settore: non lo sono. Non ho né pretendo di avere l’autorevolezza o l’arroganza di dare consigli che “dovete seguire perché io so e voi no.” Questi sono i consigli che darei se un mio amico mi venisse a chiedere aiuto perché vuole dimagrire, niente di più. Detto questo, buona lettura!

In questo articolo pensavo di analizzare tre domande a cui tutti vogliamo dare una risposta se stiamo per metterci a dieta, ovvero:

1.    Dimagrire è difficile?
2.    Dimagrire dipende dalla mia volontà?
3.    Come faccio a dimagrire?

 
Purtroppo volendo essere preciso e completo, scriverò il solito articolo lungo eterno… Sono logorroico, portate pazienza :D


Dimagrire è difficile?

Bè, in realtà no, dimagrire non è una cosa difficile. A meno di soffrire di problemi di salute molto seri, tutti noi lo possiamo fare, perché si tratta semplicemente di ingerire meno calorie di quante ne vengono consumate. Basta mangiare un po’ meno e un po’ meglio, e allo stesso tempo fare un po’ più di attività fisica, e si dimagrisce sicuro. Posso portare il mio esempio: ho iniziato ad abbuffarmi un po’ di meno per il primo mese, poi ho comprato i pesi e per un paio di mesi mi sono allenato in camera mia, un paio di volte a settimana. Dopo un po’ mi sono iscritto in palestra, andando anche lì un paio di volte alla settimana, poi ho lasciato perdere perché era di una noia mortale, e in autunno mi sono iscritto a un corso di arrampicata sportiva, in cui ci si allenava una volta alla settimana. Non ho fatto niente di speciale né di sovrumano, non mi sono costretto a una dieta da monastero né mi sono spaccato di fatica durante allenamenti giornalieri. Niente di tutto questo. Eppure ho perso un sacco di peso lo stesso. Facciamo un esempio numerico: l’uomo tipo ha bisogno di 2000 calorie di energia al giorno. Se siete in una situazione di perfetto equilibrio, basta perdere 100 calorie al giorno (che sono una miseria: equivalgono a un bicchiere di Coca cola o a 30 grammi di pasta) e in un anno perdereste 4-5 chili di puro grasso.
Il concetto che voglio far passare è che dimagrire non è una cosa difficile, che richiede chissà quale “segreto”. Non serve essere in grado di guidare una multinazionale, o di progettare un razzo. Il problema vero, il problema grave, o quantomeno quello che per me è il vero scoglio da superare, è l’immensa pazienza che serve per arrivare all’obbiettivo. Mettiamo che dobbiate perdere sui 10 chili: andando al ritmo di 100 calorie al giorno, significa stare a dieta per due anni, che sono tanti. Il problema è che più il tempo passa più il peso delle rinunce culinarie si fa sentire, perché magari ci si vorrebbe concedere quel pezzo di torta “ma no perché sono a dieta”. E più ci si avvicina all’obbiettivo, più inizia a salire l’ansia che magari ci si bloccherà prima del peso voluto, o che magari anche dopo tanta fatica non sarà un risultato duraturo. Insomma, non è che sarà difficile perché ci sono da fare cose difficili. Però bisogna mettere in conto che saranno necessarie molta pazienza e resistenza, e anche molta costanza per non perdersi per strada, e dopo un tempo più o meno lungo le cose inizieranno a farsi logoranti e snervanti.

Però c’è anche da considerare il lato bello della medaglia: riuscire a dimagrire dà una soddisfazione incredibile. Il guardarsi allo specchio, il riuscire a mettere vestiti dimenticati nell’armadio da anni, persone che non ti vedono da un po’ e sono sorpresi di quanto tu sia dimagrito e stia meglio, sono soddisfazioni e gratificazioni IMMENSE. Sono quei momenti in cui pensi “santa minchia, mi sono scassato e sforzato tanto, sono logorato dall’impegno e dal tempo che ci ho messo ma ne è veramente valsa la pena”. Il fatto è che dimagrire non è una di quelle attività che richiedono poco impegno e danno gratificazione immediata… Non si tratta di mettere a posto la propria stanza e dopo un’ora - o un intero pomeriggio, parlando della mia di stanza - pensare “oh che ben ho fatto un bel lavoro, sono soddisfatto”. Oh, no. Si tratta di penare per mesi e mesi e mesi rinunciando a cibi che si vorrebbero mangiare (magari mentre gli altri te li mangiano davanti) e andando in palestra o in piscina per faticare quando sarebbe molto più bello starsene a casa in panciolle a fare una mazza. Ma una volta raggiunto l’obiettivo, la soddisfazione sarà enorme. Mesi o anni di rinunce ampiamente ripagati. Parlando per me, ne è assolutamente valsa la pena, e lo rifarei altre dieci volte. Quindi, se vi va di mettervi a dieta, fatelo: la vostra vita cambierà decisamente in meglio e la fatica sarà ampiamente ripagata.


Dimagrire dipende dalla mia volontà?

Si può fare questa domanda in un’altra maniera: se qualcuno è grasso, si può dire che è “colpa sua”? Secondo me, no, per entrambe le domande. Perdere peso è una cosa che va ben al di là della nostra volontà, non si tratta di “deciderlo” come si decide che cosa si mangia una sera. Ogni tanto ci penso, guardando le persone ben oltre il peso forma che vedo in giro. Si parla tanto di fat acceptance, di “grasso è bello”, ma c’è qualcuna di queste persone che non vorrebbe essere più magra? Quanti di noi non sarebbero molto più felici e contenti se fossero più magri? Siamo onesti: essere grassi o grassocci è proprio brutto. Significa prima di tutto vergognarsi sempre e comunque del proprio fisico e non sentirsi mai “a posto”, soprattutto quando si frequentano altre persone percepite come “migliori”. Significa sentirsi a disagio se in qualche situazione bisogna stare a torso nudo, oppure significa comprare i vestiti più con lo scopo di nascondere la panza o i fianchi anziché cercare qualcosa che ci piace davvero. Penso che chi ci sia passato capisca di cosa sto parlando… È una schifezza.
Eppure, dato che è tanto facile dimagrire, perché non siamo tutti magri? Chi di noi non vorrebbe un fisico più tonico, più muscoloso, più attraente? D’altronde, penso anche a me stesso durante gli anni dell’adolescenza e prima di mettermi a dieta: ho sempre “voluto” essere più magro, eppure non mi sono mai messo a dieta. Sapevo che sarei stato meglio con me stesso, che avrei potuto rimorchiare di più, che sarebbe stato meglio anche in termini di salute, eppure non l’ho mai fatto. Perché? Tra l’altro, nel “momento” in cui ho deciso di mettermi a dieta, non è successo nulla di speciale: nessuna epifania, nessuna analisi del sangue portatrice di disgrazie, niente di niente: stavo semplicemente passeggiando per Trieste e uno dei tanti pensieri qualunque che affollano la mente è stato: “bon, da oggi in poi mangerò di meno” e così è successo. Non è stata una decisione. Non è che io abbia “voluto” mettermi a dieta: mi è scattato qualcosa dentro che prima non avevo, ho avuto DAVVERO voglia di cambiare e mi sono comportato di conseguenza adattandomi ai nuovi pensieri che avevo in testa.


Il fatto è che, secondo me, dimagrire è una cosa molto più profonda del semplice mangiare di meno. Significa cambiare abitudini, stile di vita, anche il comportamento che abbiamo verso noi stessi e verso il nostro corpo, e queste sono cose che vanno ben al di là del semplice “lo voglio, quindi lo faccio”. È una cosa che ha implicazioni molto profonde a livello della nostra personalità e della percezione che abbiamo di noi stessi. D’altronde, io stesso mi sono trasformato psicologicamente in questi mesi di dieta: se prima non mi ponevo nessun limite nel mangiare e ingurgitavo quantità di cibo assurde, adesso per il mio peso e altezza (92kg per 1,95 cm) mangio davvero poco: a pranzo solo un primo e nemmeno tanto abbondante. Allo stesso modo, prima ero di una pigrizia stratosferica: ho passato interi anni a non fare nessuno sport, di nessun tipo, mentre adesso ne pratico diversi e penso di praticarne altrettanti nei prossimi tempi. Sono passato dall’essere la classica pappamolla-mezzasega con il fiatone dopo due piani di scale, ad essere un tipo ben più sportivo della media, e questo alla fine non sento di averlo deciso io, ma ho spontaneamente sviluppato sempre più interesse e curiosità verso gli sport e ho agito di conseguenza.
A questo proposito, c’è un’altra considerazione da fare: io sono convinto che ognuno di noi abbia la propria “droga personale”, ovvero quel piacere immediato e a buon mercato a cui non riusciremo mai a rinunciare del tutto e che sfruttiamo per stare un po’ meglio se le cose non vanno granché. C’è chi ha bisogno di fumare per rilassarsi, chi magari per distrarsi dalle situazioni esce a bere, chi invece ha a tutti i costi bisogno di compagnia. Ognuno è diverso in questo. Io semplicemente ho un dannato bisogno di mangiare. Se sto male per qualcosa, se sono triste, mangiare mi fa stare immediatamente meglio. Non ho mai bevuto né fumato, ma ci sono dei periodi in cui, anche se sono a dieta, non riesco a resistere a cibi che avrei rifiutato magari una settimana prima. Diciamo che ognuno di noi ha bisogno di quello “sfogo” e per molte persone questo sfogo è il cibo ed è del tutto involontario.
Per riassumere, sono convinto che cibo, psicologia ed emotività siano profondamente legate, in maniera tanto forte che la nostra volontà di superficie è assolutamente irrilevante. È come voler smettere di fumare: per cambiare certe abitudini così radicate, magari da decenni, ci deve essere una profonda trasformazione emotiva, a un salto evolutivo della persona che abbandona una vecchia concezione di se stessa per adottarne una completamente nuova, anche molto inaspettata. Può anche significare superare certi blocchi emotivi che magari ci si trascina dietro da molto tempo, anche dall’adolescenza. Significa anche cambiare drasticamente opinione di se stessi: prima per me il mio corpo era una cosa inutile, che cercavo di nascondere il più possibile perché non mi piaceva affatto. Invece adesso è diventato uno strumento da curare e da trattare con i guanti perché so che può darmi molte soddisfazioni in sport che mi piacciono, come ad esempio l’alpinismo o il pugilato.
Quindi se volete dimagrire ma non vi sentite ancora pronti, oppure sentite di non avere veramente voglia ma ve lo dite lo stesso perché “dovete” farlo, vi direi di occuparvi delle vostre questioni emotive irrisolte, che magari sono lì bloccate da anni. Sia perché è una cosa che fa bene a prescindere e fa evolvere e maturare emotivamente, sia perché vi può sbloccare dal punto di vista fisico e della dieta, dandovi i risultati che aspettate da tempo.




Come faccio a dimagrire?

Questa è la domanda più succosa, e quella su cui c’è da approfondire di più. Cosa significa “dimagrire”? Perdere peso? No, alla fine a pochi piacciono gli uomini o le donne pelle e ossa. Semplicemente, penso che per la maggior parte di noi “voler dimagrire” si traduca in “voglio avere un fisico più attraente”. E un “fisico attraente” spesso equivale a un fisico in buona salute, perché biologicamente siamo attratti da ciò che ci ricorda qualcosa di salutare, che indica buoni geni sottostanti. Questa è una cosa già trattata nel blog, ad esempio, gli addominali in vista sono attraenti (negli uomini) perché equivalgono a un fisico in buona salute dal punto di vista del sistema immunitario e del testosterone.
Questa premessa serve per sottolineare come ci siano due modi di dimagrire, uno giusto, e uno sbagliato. Partiamo da quello sbagliato: smettere di mangiare, o mangiare molto meno del necessario. Non ha nessun senso per due motivi. Primo, il vostro corpo inizierà a farvi venire sempre più fame fino al momento in cui vi dovrete arrendere e mangerete quanto non avete mangiato e anche di più, in una specie di spirale di digiuno-abbuffate che vi farà essere più grassi di prima. Secondo, il mangiare poco porta a una perdita muscolare, non di grasso, perché il corpo preferisce sacrificare la muscolatura piuttosto che il grasso. In passato, quando la presenza di cibo poteva mancare per via di carestie o quant’altro, il corpo doveva resistere il più a lungo possibile senza cibo quindi teneva il grasso come riserva e sacrificava la muscolatura perché consuma molto anche nei momenti di riposo. Quindi, se pensate di poter perdere peso così, non ha molto senso perché il vostro corpo sarà meno sano e più sofferente di prima, e quindi meno attraente di conseguenza. A non mangiare ci si fa solamente del male da soli.

Qual è invece il modo giusto per dimagrire? Si tratta di fare attività fisica anaerobica (pesi e macchine, principalmente) in modo che la muscolatura - o la cosiddetta massa magra - aumenti, e quindi di conseguenza aumenti anche il metabolismo basale del nostro corpo, che sono le calorie consumate dal corpo semplicemente per mantenersi. In questo modo il corpo diventerà più sano per via della maggiore attività fisica e dell’incremento muscolare, e quindi più attraente. A questo va aggiunta ovviamente una dieta dimagrante per diminuire le calorie ingerite e per cambiare le abitudini sbagliate riguardo al cibo, e dell’attività aerobica tipo la corsa o il nuoto, non tanto per dimagrire ma per migliorare l’efficienza del sistema cardiocircolatorio e rendere più efficace l’allenamento di tipo anaerobico.
A parte tutti i discorsi pratici sulle varie tecniche (che dieta seguire, come allenarsi, che esercizi fare, eccetera) ci sono altri due argomenti di cui volevo discutere sul come dimagrire, ovvero la soddisfazione e la gradualità. Li vedo spesso sottovalutati, se non assenti, quando si parla di dimagrimento o di allenamento.
La prima cosa, che io reputo in assoluto la più importante base per l’eventuale successo o fallimento del dimagrimento, è la soddisfazione. Per quanto tempo si può resistere e dimagrire, con una dieta che non soddisfa? Molto poco, a mio parere, forse qualche mese, e dopo si tornerà a mangiare tanto quanto prima. Alla fine il cibo non è un semplice introdurre calorie nel nostro corpo, ma è una cosa fortemente emotiva, che dà piacere, che dà soddisfazione, che fa stare meglio, che ci rende felici. Si mangia molto più spesso per piacere, per voglia di mangiare quel particolare cibo, che perché abbiamo effettivamente fame. Va da sé che rinunciare a una cosa così importante per noi, è difficile. Ridurre la dieta a mangiare fagioli in umido e insalata e pasta in bianco, non può essere soddisfacente, e non vedo come possa durare a lungo, a meno di non avere una volontà di acciaio. Per questo trovo che la cosa migliore sia intervenire sulla quantità, piuttosto che sul cosa si mangia: ad esempio, c’è un particolare cibo a cui non si vuole rinunciare? Basta non rinunciarci, ma mangiarne di meno e magari mangiarlo dopo un allenamento, così il metabolismo aumentato lo brucerà più in fretta. Si tratta di vedere a quali alimenti si può rinunciare senza molti problemi e tagliare quelli, mentre invece gli alimenti “prediletti” non vanno tolti ma limitati, se molto calorici. Lo stesso discorso vale per l’allenamento: trovo inutile fissarsi su uno sport che non piace e praticarlo perché “so che fa dimagrire”, perché dopo un po’ lo si manderà al diavolo e passerà la voglia di fare anche altri sport.

 Se invece uno sport piace e dà soddisfazione, anche se si sarà stanchi si avrà voglia dopo qualche giorno di allenarsi di nuovo. Per farla breve, una dieta e degli sport soddisfacenti e gratificanti, si faranno con molta meno fatica e dopo qualche tempo diventeranno un’abitudine, anziché una continua imposizione verso cui prima o poi si svilupperà un rigetto.
La seconda cosa importante invece è la gradualità, che non significa semplicemente allenarsi un po’ di più la volta successiva. Il fatto è che dieta e allenamento sono abitudini estremamente radicate che hanno bisogno di molto tempo, anche per cambiare di poco, e quindi ci vuole molta pazienza e soprattutto il non voler fare le cose di fretta. Vi faccio il mio esempio: adesso a meno di periodi particolari, mangio poco e soprattutto mangio per fame, ma non ho raggiunto queste abitudini all’istante, ci ho messo mesi e mesi. Prima ho tagliato le mega abbuffate, poi ho cercato di mangiare i carboidrati a pranzo e non a cena, poi ho tagliato i succhi di frutta, poi le cazzatelle comprate al supermercato, poi ho cercato di mangiare più per fame che per voglia di mangiare. Stessa cosa per lo sport. Ho iniziato con lo stretching e con i pesi, e per qualche mese ho fatto solo quello. Poi ho iniziato ad andare in piscina, ogni tanto, poi ho iniziato arrampicata sportiva una volta alla settimana. Dopo più di un anno ho iniziato ad andare a correre. Tutto in un lasso di tempo molto prolungato. Se avessi iniziato a fare tutto subito quando ancora il mio grado di allenamento era nullo, avrei lasciato perdere all’istante. Il mio consiglio è quello di fare le cose gradualmente e soprattutto con naturalezza: se ce la si sente di tagliare su qualche cibo, lo si fa, altrimenti no. Se ce la si sente di allenarsi, lo si fa, altrimenti se ci si sente stanchi o non ancora all’altezza di quella prestazione fisica, no. Abitudini così potenti si possono cambiare, ma appunto servono la soddisfazione e la gratificazione per essere convinti che ne valga la pena di cambiarla, e serve anche la gradualità perché sia il cervello che il fisico devono avere il tempo di adattarsi a nuovi equilibri decisamente molto diversi da quelli di prima.

Se avete qualche domanda, fatemela pure e cercherò di rispondervi ^^
Buona giornata!


57 commenti:

  1. Apprezzo sicuramente la precisazione, nell’incipit, riguardo alla non volontà di fare prediche a nessuno.
    Poi peró rimango perplesso (ma è possibile che non abbia capito bene) quando si afferma, in buona sostanza, che chi non mette il dimagrimento al primo posto ha dei problemi psicologici irrisolti.
    Questo è palesemente falso, dal momento che una persona puó vivere benissimo e felicemente con la sua pancetta senza fare attività fisica e preferendo concedersi qualche gioia della tavola in più.
    Non è un atteggiamento nè sbagliato nè patologico.
    Lo potrebbe essere nel momento in cui da una semplice “pancetta” si passasse ad un vero e proprio problema di obesità grave.
    Ma questo è un altro discorso.
    Al di là di questi estremi il salutismo non è necessariamente l’unica opzione sensata per un individuo.

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    1. Ciao Anonimo,
      non so se magari sono stato poco chiaro o hai capito male tu, ma io non ho mai detto che "chi non mette il dimagrimento al primo posto da dei problemi psicologici irrisolti". Io ho detto che "chi vorrebbe dimagrire ma non riesce, probabilmente ha delle questioni psicologiche irrisolti che lo bloccano". È tutta un'altra cosa. Le uniche persone che dovrebbero mettere il dimagrimento al primo posto sono gli obesi, per le chiare conseguenze sulla salute che l'obesità comporta. Ma questo non è né un articolo per spingere gli obesi a dimagrire, né è scritto per spingere al salutismo. Che ognuno mangi quello che trova giusto mangiare.
      Detto questo, sono d'accordo che un po' di pancetta non fa male. Io non ho detto né ho mai pensato che tutti dovrebbero essere salutisti e magri. Però ad esempio io avevo da perdere circa 35 chili, che sono ben più di una semplice pancetta. Oltre a questo, io non parlavo di problemi di salute, che scattano con la soglia dell'obesità, parlavo semplicemente di sentirsi bene dal punto di vista psicologico, di come ci si percepisce in relazione agli altri, e se si vuole semplicemente dimagrire anche se non ci sono motivazioni mediche che spingono a farlo. Io non sono un medico e non posso dire a nessuno che "deve dimagrire". Lo spirito con cui ho scritto questo articolo è di dare dei consigli "come amico" a chi vuole già dimagrire di suo ma magari non riesce oppure non sa come fare :)

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  2. Ciao Gabriele,

    già te lo scrissi una volta, commentando l’articolo sull’alcol; personalmente non sono molto d’accordo con quanto scrivi.
    Mi sembra, più che altro, che tu ci metta un ottimismo che, almeno per molti, non è realistico.
    Dimagrire è una rinuncia, non c’è modo di indorare la pillola.
    Probabilmente nel tuo caso interveniva, come tu stesso dici, il fattore soddisfazione.
    Ma proprio perchè sono le cose faticose che danno soddisfazione di solito, questo implica che perdere peso non è facile.
    E del resto, tu lo sai meglio di me, se così fosse non ci sarebbero in giro tanti dietologi, cliniche, nutrizionisti, guru, per non parlare dei veri e propri criminali che propinano diete nocive.
    Dunque, per te sarà stata una soddisfazione e lo è stata perchè era un obiettivo che ci tenevi a raggiungere.
    Devi capire, peró, che ci sono persone cui in tutta franchezza non frega niente di avere un corpo magro.
    Per loro il traguardo non vale neanche minimamente le rinunce affrontate.
    Anche l’attività fisica, che dai per scontato essere una cosa gradevole, per molti non lo è affatto.
    La trovano solo una fatica insensata, senza considerare poi che magari non hanno nemmeno la possibilità di svolgerla.
    E sono in moltissimi a non avere il tempo materiale per farlo, o a non avere le risorse, oppure ancora ad avere altri problemi che gliela precludono.
    Per questi la dieta è un calvario. Significa convivere continuamente con lo stimolo della fame e rinunciare a quello che più ti piace.
    Significa per esempio non poter bere birra fra amici o, peggio, doverne bere solo una e piccola (con ció, tra l’altro, esponendosi al ludibrio generale).
    Personalmente ho perso decine di chili, perchè il mio cuore non era dell’avviso di andare avanti diversamente.
    Ma non ne ho tratto nessuna soddisfazione, se non quella di essere vivo, beninteso. Anzi, quando mi guardo allo specchio nemmeno mi riconosco più.
    Amavo la mia ciccia e il cibo che ne era la causa.
    Essere magri -e doverlo rimanere- per me (e per molti) è una vera tragedia, forse peggiore del doverlo diventare.

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    1. Ciao Fra,
      certo mi ricordo la discussione che avevamo avuto in precedenza!
      Tu purtroppo includi nella conversazione un argomento che io non voglio affrontare, ovvero le motivazioni mediche che costringono qualcuno a dimagrire anche contro la sua volontà. Da come dici, immagino che tu ti sia trovato in uno studio medico dove il dottore ti ha detto "o qui si dimagrisce, oppure ci possono essere conseguenze". Non voglio parlare degli aspetti medici sia perché questo è un blog redpill con cui l'obesità c'entra poco, sia perché non sono un medico, che è la persona a cui rivolegersi quando ci sono problemi di questo tipo. Un conto è voler dimagrire per fare sport al momento preclusi, oppure per rimorchiare di più, oppure perché ci si tiene all'apparenza nelle foto su Facebook... Un conto è dover dimagrire per ragioni mediche. Sono due cose molto diverse che hanno poco a che fare l'una con l'altra.
      Poi davvero, se mi dici che per molte persone i chili in più non sono un problema, ti credo. Magari hanno 30, 40, o 50 chili in più e stanno bene così e non la vivono come una cosa da migliorare. Io questo lo capisco e mi sta bene, mica tutti devono essere come me. È ovvio che queste persone, nel momento in cui devono dimagrire per motivi medici, anche se devono non vorranno dimagrire e le cose fatte contro voglia sono molto più faticose e poi non saranno nemmeno soddisfacenti quando l'obiettivo sarà raggiunto. Si deve essere convinti che ne valga la pena... Se non si è convinti di questo, la vedo molto molto dura. Mi avevi già detto che non per tutti è come me… Ma questo ti ho dato ragione fin da subito!

      PS - scusa la franchezza ma qualcuno che ti prende veramente in giro se non bevi una birra o se la bevi piccola, è un mona da cui stare alla larga. Come se bere birra più di altri fosse una cosa di cui vantarsi. Personalmente ho sempre rispettato chi beve alcolici perchè gli piacciono. Rispetto anche chi fuma perché ama il tabacco. Ma ho sempre trovato patetiche le persone che bevono e fumano solamente perché "fa figo" e per "fare gruppo”, perché “un vero uomo beve alcolici”. Veramente, minchiate senza alcun senso.

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    2. Anche io ho sempre bevuto solo perchè mi piaceva...
      e devo dire che una piccola non è neanche abbastanza per bagnare la gola.
      L’ideale sarebbero due medie... ma son cose che non faccio più dai tempo, ohimè.
      Poi è vero: bere perchè fa figo è sicuramente da “mona”.
      Peró capita, e se sei veneto/friulano lo saprai benissimo, che quando ci si trova in compagnia e tu sei l’unico stronzo che beve la piccola partono subito i buu e le prese in giro. Niente di che.

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    3. Ragazzi, e io che sono vegano allora cosa dovrei dire? :)
      Vi lascio immaginare le prese per il culo che ho dovuto subire dai vari gruppi di persone da quando ho preso questa decisione. Insulti e prese per il culo fino allo spasmo, come se questa mia scelta danneggiasse qualcuno poi... vabbe'. E il bello e' che quando glielo fai notare minimizzano: "ma dai che si scherza, mica te la puoi prenedere cosi'", ecc. ecc.
      Piu' che un discorso di prendersela e' un discorso che a na certa ti rompi veramente i coglioni e ti passa la voglia di frequentare chiunque.

      A Gabriele dico: in teoria hai ragione, sta gente che ti rompe il cazzo solo perche' non fai esattamente come loro sono dei "mona" e vanno evitati; ma in pratica io facendo cosi' rimarrei quasi solo (e dovrei rinunciare alla mia famiglia in primis).

      E a Fra dico: nonostante cio' che ho appena detto per Gabriele ritengo che alcune scelte e' giusto che siano talmente importanti da venire prima di TUTTO, addirittura di gran parte degli amici e parenti. Sono scelte difficili ma facendole si definisce chi si e' veramente e si ha l'orgoglio di camminare a testa alta con la consapevolezza di essere coerenti con se stessi.

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    4. Ciao GabrieleM durante e dopo la tua fase di lookmaxing hai notato miglioramenti nella quantita' delle ragazze\donne conosciute e nella qualità (aspetto fisico, carattere)?

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    5. @ Fra
      Non conosco la tua situazione nello specifico... Ma davvero non puoi permetterti neanche un paio di birre ogni tanto? Poi sì sono trentino, e lo che è il classico "ah ma come tutti prendono la birra e tu la coca"... Però bò non è mai stato un gran problema :) penso dipenda dal peso che ognuno dà alla necessità di validazione sociale

      @Anonimo
      Oh mamma... Essere vegano in effetti è considerata una sciagura xD ma sai non penso che il problema sia la dieta in sè.. Il fatto è che è il "vegano" ormai ha assunto lo stereotipo del vegano/animalaro coglionazzo che va in giro a dare degli assassini a chi mangia carne, o chi magari porta il cane in giro nei passeggini e lo vestono come se fosse un bambino, o che magari non mangiano carne perché "fa male" e poi fumano... Gente così ti viene da prenderla in giro per forza, fino a che non scopri che bambini sono finiti all'ospedale o peggio perché hanno subito diete sbagliate o "cure " a base di omeopatia da genitori vegani... Ma lì più che di casi umani si parla di delinquenti.
      Poi lo so che la maggior parte di vegani/vegetariani lo fanno per motivi etici ed ambientali che in realtà io condivido pure... Purtroppo come al solito una minoranza di pagliacci crea lo stigma sociale per tutta la categoria, che è quello che succede anche per gli "incel"

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  3. Ciao GabrieleM durante e dopo la tua fase di lookmaxing hai notato miglioramenti nella quantita' delle ragazze\donne conosciute e nella qualità (aspetto fisico, carattere). ?

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    1. Ciao Seduce!
      Guarda mi spiace, non mi va tanto di parlare delle mie esperienze personali attuali, è proprio una cosa che non mi piace fare... Ti rispondo un po' generalizzando perché alla fine i principi del lookmaxing sono sempre quelli. Il viso fa sempre da padrone: se hai buoni-ottimi tratti che sono coperti dal grasso, una volta dimagrito la situazione migliorerà di molto, forse si può anche salire di un intero punto di L. Al contrario, il miglioramento sarà risibile. Ingiustamente, è sempre la genetica di base che decide, purtroppo... Allo stesso tempo però, il lookmaxing fa sia star meglio dal punto di vista fisico, che dal punto di vista psicologico: ci si sente più attivi, più in forma, più sicuri di se stessi, e più felici in generale, proprio perché il fisico si sente meglio a livello ormonale.
      In sostanza, sicuramente si rimorchia di più quando si è magri e in buona forma fisica e psicologica... Quanto di più, dipende dalla genetica di base e se proprio si vuole bisogna ricorrere alla chirurgia

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    2. "Un intero punto di L"?? :)

      Credimi quando ti dico che un punto è il minimo, io nella mia vita ne ho persi e poi riguadagnati almeno due.

      Sono Carlo, il vegano del commento di sopra: da giovane ero magro (65 kg) e mi reputavo un 7, poi ho messo un sacco di peso (85-90 kg) e sono diventato un 4 conclamato che avevo veramente vergogna a guardarmi allo specchio, e solo ora grazie al veganesimo e allo sport quotidiano sono riuscito a ridimagrire un po' (70 kg, mi reputo un 7-).

      Una cosa che ho notato e che non vedo molto nei tuoi articoli, Gabriele, è che non è solamente il grasso corporeo a fare degenerare il Look, ma anche e soprattutto la ritenzione idrica. Motivo per cui mi sono sempre focalizzato su quella stando attento a mangiare poco sodio e facendo uno sport aerobico (la corsa) che fa sudare molto, e i risultati sono stati piuttosto soddisfacenti.

      Ciao!

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    3. Ah, aggiungo: non so se dopo una fase di looksmaxing si riesca a rimorchiare di più, ma di sicuro alla mia lei piaccio molto di più ora che quando pesavo 90 kg. Ciononostante consiglierei di non crederci troppo... Il looksmaxing fa bene più a se stessi che alle potenziali donne, se lo si fa solo per piacere alle polle si rischia di fare sacrifici assurdi per anni per poi guadagnare una quantità di L che non fa comunque superare nessuna soglia significativa e quindi ci si ritrova pressappoco con le stesse identiche opportunità. Io lo dico candidamente, per anni prima di trovare la mia attuale lei ho frequentato il mondo "pay" (capisci a me), col cazzo che mi sono impegnato a farmi bello per rimorchiare. Anche frequentare il mondo pay ti rende più sicuro: sai che male che vada vai dalla tua preferita, sganci quel tot, e non resterai mai a secco, quindi ti tranquillizzi. :))

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    4. @Carlo: quanto sei alto?

      E' fondamentale il rapporto fra peso ed altezza per stabilire se si è sovrappeso, sottopeso o normopeso.
      L'ideale sarebbe, ovviamente, mantenersi in normopeso.

      Io ad esempio sono in sottopeso, pesando 56,5 kg per 174cm di statura.

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    5. @Carlo
      Bè, ai due estremi della gaussiana ci sarà chi non migliora per niente pur dimagrendo parecchio e chi invece migliora di due punti... Sono restio a dire "dimagrisci e sarai molto più bello!!" generalizzando perché purtroppo non sempre è vero è può rivelarsi un'amara illusione.
      Mi fa molto piacere che tu comunque sia riuscito a recuperare il tuo peso forma :) è una cosa che dà sempre molte soddisfazioni!
      Sulla ritenzione idrica non saprei cosa dire... A dirla tutta l'ho sempre ritenuta un problema da donne, non ho mai sentito di uomini che ne abbiamo sofferto xD e sinceramente non so nemmeno perché alle donne venga... Sarà una questione ormonale? Non ho davvero la più pallida idea
      Concordo sul fatto che dimagrire principalmente per rimorchiare può essere una trappola... Sia perché può non essere una motivazione sufficiente e quindi diventa dimgrire diventa frustrante più di quanto non lo sia già, sia perché si rimane dipendenti dai giudizi altrui sul proprio fisico... Quando invece il proprio fisico deve piacere a se stessi e se a una ragazza random non piace, pazienza... È una questione di intima soddisfazione personale, più che di "finalmente piacerò a qualcun altro"!

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    6. @Marco: sono alto 1,83. A 65 kg ero abbastanza magro ma mi piacevo, quando correvo tutti i giorni avevo la pancia ultrapiatta ed ero leggero leggero. Non riuscivo certo a sollevare 100 kg sulla panca piana e quasi tutti a scuola erano più virili di me con le loro braccia granitiche palestrate, ma io ero felice lo stesso perché così leggero sapevo di poter correre più veloce dei più! :)

      @Gabriele: forse ti confondi con la cellulite? La ritenzione idrica si verifica anche negli uomini, eccome! È un accumulo di liquidi che ti fa sembrare più grasso di quello che sei. Ne sono causa per l'appunto la vita sedentaria o l'eccesso di sodio nella dieta, ma anche ad es. alcune infezioni virali. Non è dannosa per la salute di per sé, però alcune persone ci diventano veramente brutte. Io ormai c'ho fatto l'occhio e me ne accorgo quando una persona è un po' troppo "gonfia".

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    7. Quindi a quel tempo eri messo come me ora (HP-18): pensa che io stesso sono ossessionato dal grasso, dal gonfiore e da come mi percepisce la gente, visto il mio passato, ma a 54 kg mi sembrava di essere un deportato, non mi piacevo affatto e quasi mi vergognavo a farmi vedere in giro.
      Questo credo sia la chiave di tutto, come giustamente rilevi anche tu.

      Ora a quasi 57 kg va già meglio, ma sarebbe il top se arrivassi in perfetto peso forma, vale a dire fra i 60 ed i 63 kg.
      Ovviamente aumentando di massa muscolare e tenendomi la bodyfat che ho attualmente, o poco più (entro il limite massimo del 12-13%, per intendersi).

      Ah, di panca piana sarò al momento sugli 80 kg di massimale, i 100 kg per il momento me li sogno :D
      Forse ci arriverò in futuro se riuscirò ad aumentare in maniera pulita e a settare un apporto calorico adeguato: certo, avere quasi 40 anni non aiuta granchè in tal senso.

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    8. @Marco: oddio, a dire il vero mi dispiace che tu viva la magrezza così male... Io, ripeto, a 18 anni (cioè quando pesavo 65 kg e correvo tutti i giorni) ero molto felice perché mi sentivo più leggero, agile e veloce di tutti gli altri. Il fatto che fossero tutti palestrati e sembrassero tutti più virili di me non mi tangeva più di tanto. :D
      Sollevare 100 kg in un ambiente controllato e scevro delle 1000 variabili del mondo reale... Boh, fico, però che ci fai? Se qualcuno è più forte di me e mi minaccia a me non frega niente, piglio e scappo. E, per la cronaca, una volta l'ho anche fatto!! :)) Ero incappato in un gruppo di brutte facce che sembravano o drogati o spacciatori, e uno mi ha rivolto la parola; ho fatto uno scatto che ha quasi stupito anche me, dopo 200 metri mi sono girato e non li vedevo più. E bon. %)

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    9. La vivevo male per il fatto che, oltre ai problemi di accettazione (davvero mi vedevo "trasparente", ai limiti della denutrizione e sicuramente non un granchè da vedere, almeno ai miei occhi), la magrezza eccessiva mi dava sintomi spiacevoli a livello fisico: fiato corto, apatia, stanchezza cronica, insonnia, debolezza e chi più ne ha, più ne metta...quindi altro che agilità e sentirsi più leggero.
      Questo quando pesavo 54 kg, con bodyfat forse anche sotto il 10% e dopo aver seguito una dieta abbastanza restrittiva che magari si era protratta troppo a lungo.

      Come ho già scritto, ora che sono arrivato alla soglia dei 57 kg la situazione è decisamente migliorata: intanto mi vedo meglio allo specchio (più uomo e meno ragazzino denutrito: ahimè sono letteralmente ossessionato sia dalla mia immagine riflessa che da come posso essere percepito dalle altre persone), mi sento più energico, attivo, arrivo a dormire le mie canoniche 7 ore scarse (prima erano 5-6 quando andava di lusso, peraltro con risvegli notturni continui), pure in palestra rendo più di prima, nonostante permanga qualche problema a livello di resistenza.
      Tipo, se corro per 100-200m posso farti tranquillamente uno scatto esplosivo e non risentirne più di tanto, ma già con una corsa di 40 minuti, anche ad un ritmo non eccessivo, nell'ultimo km subentrano problemi tipo vertigini, respiro molto affannoso, dolori alle gambe, ecc...

      Sono convinto che la situazione arriverà alla perfezione solo una volta raggiunto il mio peso forma di 60-63 kg, con massa grassa sotto controllo ed entro il limite ideale del 12%.
      O magari sono semplicemente più portato, a livello fisiologico, per la forza e per gli scatti che non per la resistenza e per la corsa su distanze medio-lunghe.

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    10. A mio modestissimo avviso... rischi di combattere il demone sbagliato. Non dubito che tu abbia sofferto dei sintomi che denunci, ma che un aumento di BMI potesse risolverli non l'avevo mai sentita.

      Faccio degli esempi che non devono necessariamente ricondursi al tuo caso:
      - l'insonnia può essere causata dall'inquinamento tecnologico, ossia il guardare schermi dopo il tramonto del sole;
      - il fiato corto può essere dovuto all'anemia e conseguente inabilità del sangue di ossigenare i tessuti;
      - l'apatia assieme ad altri problemi psicologici può essere dovuta a disbiosi nella flora batterica intestinale;
      - per quanto riguarda i dolori alle gambe dipende se sono ossei o muscolari; nel primo caso potrebbe esserci un inizio di osteopenia, nel secondo qualche carenza di minerali (p.es. potassio).

      Che io sappia, lo ripeto, nessuna di queste condizioni beneficia da un aumento del BMI. Semmai nel tuo caso i tuoi sintomi avranno beneficiato di qualcosa che ha avuto *anche* l'effetto collaterale di aumentare il BMI, ma bisogna vedere se questo aumento di peso sia salutare.

      Ciò detto, ovviamente puoi fare quello che vuoi e puntare agli obiettivi di fitness che più ti aggradano, non voglio assolutamente dire il contrario!

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    11. Il fatto è che sono alto 174 cm: 54 kg è una condizione di forte sottopeso, così come pure i miei attuali 57 kg scarsi restano in ogni caso un sottopeso, stavolta "moderato".
      Il mio peso forma ideale sarebbe attorno ai 60-63kg considerando che sono di somatotipo meso-ectomorfo.
      E comunque, i 3 kg che ho messo su dai primi di maggio, guardandomi allo specchio, comprendono una buona dose di massa muscolare, mentre la massa grassa boh, sarà salita in maniera irrisoria, tipo dal 9,5% al 10% o giù di lì, comunque sempre abbondantemente sotto la media maschile, specialmente rispetto ai miei coetanei: vorrei ben vedere quanti 38enni possono vantare una BF sotto il 14-15% :D

      Riguardo ai sintomi, ti rispondo con ordine:
      -i miei disturbi del sonno derivano principalmente dalla forte ansia sociale (o sociofobia) di cui purtroppo soffro, quindi la restrizione calorica ed il forte sottopeso probabilmente esacerbavano il tutto, quindi non c'entra l'inquinamento tecnologico visto che dopo le 20 spengo tutti gli schermi di PC, smartphone e così via;
      -sono effettivamente anemico dalla nascita, è una condizione congenita dato che anche mio padre presenta la stessa problematica (trattasi di anemia macrocitica: i miei globuli rossi sono geneticamente poco più grandi del normale e non ci si può fare nulla, è proprio scritto nel DNA);
      -non credo di soffrire di disbiosi intestinale, dato che sono regolarissimo nell'andar di corpo e le mie analisi del sangue, lieve anemia a parte, sono pressochè perfette e non presentano valori che potrebbero far pensare ad una disbiosi;
      -i dolori sono di tipo muscolare, quindi il tutto può effettivamente ricondursi a temporanee carenze di elettroliti in seguito ad attività di resistenza, probabilmente dovute anche alla dieta ancora un pelo restrittiva in certi frangenti (ad esempio, le banane sarebbero ricchissime di potassio, ma tendo a limitarle per via dell'indice glicemico elevato: le mangio giusto un paio di volte a settimana e solo nel post-allenamento per sfruttare appunto gli effetti anabolici del picco glicemico).

      E comunque l'aumento di peso, in casi come il mio è sicuramente salutare fintanto che raggiungerò il peso forma: una volta raggiunti i 60 kg "puliti", allora sì che gli obiettivi dovranno cambiare e si dovrà puntare ad un programma di mantenimento (che è comunque semplicissimo, basta solo tenere un introito calorico più o meno pari al tuo TDEE senza per forza stare precisi al millimetro, ovviamente svolgendo regolarmente attività fisica per mantenere la BF a livelli bassi).

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    12. Okay, capito. Solo un paio di note:

      - l'indice glicemico delle banane non mi risulta essere "altissimo", una veloce googlata mi restituisce 51 che è piuttosto basso. Forse ti confondi con le patate? Anche quelle sono fonte di potassio, ma hanno un indice glicemico estremamente elevato.

      - esistono innumerevoli forme di disbiosi che non potrebbero essere rilevate dalle analisi del sangue e se fossero leggere ti darebbero comunque una vita relativamente normale, cionondimeno potrebbero causare sbilanciamenti nei neurotrasmettitori che a loro volta risulterebbero in ansie sociali, ecc. Le analisi che ti permetterebbero di rilevare simili problemi sarebbero delle urine, e delle feci, e dell'alito, ma allo stesso tempo ti sconsiglio caldamente di entrare nella trafila dei dottori e delle analisi che è un vortice da cui non si esce più (a meno che non hai sintomi molto evidenti). Al di là del consumare legumi, frutta fresca, e verdura fresca, una cosa semplice che puoi fare per arricchire la tua flora batterica è integrare nell'alimentazione cibi fermentati come crauti e tempeh. Viceversa sconsiglio lo yogurt che pur essendo fermentato contiene zuccheri e quindi aggiusta una cosa e ne spacca altre 10 (senza contare l'infinita marea di problemi legati alla caseina).

      Ciao!

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    13. Intendevo proprio le banane, le quali a differenza delle patate che contengono una grossa quantità di acqua (dunque hanno sì un INDICE glicemico molto alto, ma al tempo stesso un CARICO glicemico non così elevato, ecco perchè apportano solo 80kcal per 100g; in ogni caso, limito anche il consumo di patate a massimo 2 volte a settimana, in genere nei giorni di allenamento), sono piuttosto "dense" e dunque presentano un carico glicemico molto alto, seppur con un indice glicemico tecnicamente non esagerato.
      Difatti apportano più calorie rispetto alle patate, a parità di quantità.
      Forse l'errore è stato mio nel parlare inizialmente di "indice glicemico", quando piuttosto avrei dovuto riferirmi al carico: sottigliezze comunque, alla fine quello che fa da arbitro è l'apporto calorico rispetto al consumo medio in un certo arco temporale :D

      Riguardo al discorso disbiosi, sono d'accordo con te riguardo all'evitare tutta 'sta trafila di visite, considerando poi che la mia sociofobia ha origini molto profonde, risalenti alla prima infanzia (forse avrai letto la mia storia, pubblicata qui sul blog un po' di tempo fa) e quindi molto difficilmente legate ad una disbiosi intestinale (al massimo, la sociofobia potrebbe essere un po' esacerbata da un'eventuale disbiosi).
      Però il discorso dei crauti mi intriga: pensa che li avevo tolti dalla dieta in quanto li ritenevo un alimento "da evitare" a fini di fitness...a questo punto sto valutando con grande piacere l'ipotesi di reintrodurli, dato che mi piacciono pure :D

      Cosa ne pensi invece di un'integrazione giornaliera con fermenti lattici vivi? Magari per 7-10 giorni consecutivi ogni 2-3 mesi, ciclicizzando insomma.

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  4. Ciao Gabriele!

    Sono Marco, quello che ti ha appoggiato nel corso del mezzo flame che si era scatenato un po' di tempo fa, forse ricorderai (si trattava del tuo articolo riguardante gli alcolici).

    Ti rispondo per portare la mia esperienza in campo di dimagrimento, a cui avevo accennato in un articolo scritto da me, più che altro incentrato sul looksmaxing in generale (la perdita di massa grassa è stata solo una parte del mio percorso).

    Inizialmente pesavo 72 kg per 174cm di statura: diciamo che non ero "tecnicamente" in sovrappeso, ma presentavo un evidente eccesso di massa grassa, che si poteva stimare attorno al 25%.
    Il grasso si concentrava nelle cosce, sull'addome...e soprattutto su viso e collo, arrivando a deformarmi i lineamenti e "regalandomi" un gran faccione tondo e gonfio che contribuiva a scaraventarmi, assieme alla calvizie, nell'inferno dei sub6 (le mie vecchie foto furono valutate in media sul 5 o poco più).
    Quando decisi di cambiare drasticamente stile di vita, puntai sulla restrizione calorica, sul miglioramento qualitativo dell'alimentazione e sull'attività fisica.
    Nel mio caso, quest'attività consisteva nel recarmi in palestra 3 volte a settimana, dove ad una sessione di pesi aggiungevo 50 minuti complessivi di corsa per ogni seduta, mentre nei giorni di riposo mi imponevo almeno 30 minuti di camminata a ritmo sostenuto, che a volte diventavano 1 ora e più considerando le varie uscite per lavoro, commissioni varie, viaggi, ecc...

    Ebbene, nel giro di 6 anni, seguendo il percorso appena menzionato arrivai a pesare 54,5 kg: in sostanza, ho esagerato col dimagrimento, arrivando ai limiti dell'anoressia (HP-20).
    Come punto a favore, però, la massa grassa è scesa intorno al 9-10% e il mio viso si è asciugato visibilmente, facendomi guadagnare un punto abbondante considerando che avevo risolto nel frattempo anche il problema calvizie (tant'è che vengo valutato in media sul 6,5 circa, con le nuove foto post-looksmaxing).

    Segue...

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  5. ...Riprende

    Ora però sto cercando di risolvere il problema del sottopeso: da circa 2 mesi ho impostato la nuova dieta ponendomi l'obiettivo di rientrare in peso forma con l'aumento di massa muscolare, tenendo la massa grassa sotto controllo (diciamo entro i limiti del 12%).
    Dai primi di maggio, sono aumentato di appena 2 kg, quindi attualmente peso 56,5 kg: ancora troppo poco, il mio peso forma dovrebbe aggirarsi attorno ai 60-63kg considerando i miei 174cm di statura.

    A questo punto, mi verrebbe da sottoporti 2-3 quesiti, magari tenendo conto che ho 38 anni:

    1) Va bene se tengo la mia quota di carboidrati intorno ad una media di 250g al giorno o devo aumentarli un po'?
    2) La quota proteice, mediamente, si aggira sui 2,2-2,5g per kg di peso: dovrei abbassarle e compensare appunto con qualche carbo in più?
    3) Sto tenendo il surplus calorico intorno alle 100-150 calorie oltre il fabbisogno: meglio aumentare questo surplus?

    Ti confesso che è dura racimolare calorie concentrandosi su cibi sani: tieni conto che (sgarri del weekend a parte: se non pranzo in qualche ristorante durante un viaggetto, il sabato non mi faccio comunque mai mancare un primo elaborato tipo amatriciana o carbonara, magari innaffiato da un paio di bicchieri di vino, mentre la domenica non rinuncio mai ad un gelato...rigorosamente artigianale!) la mia dieta è incentrata su cereali integrali, marmellata light, miele, frutta e verdura fresche, legumi, patate, yogurt greco o bianco magro, frutta secca, pollame, vitello e pesci come orata, branzino, merluzzo, sgombro, tonno o salmone.
    A colazione bevo latte parzialmente scremato giusto due volte a settimana, per il resto tè verde o caffè nero all'americana, ovviamente non zuccherati.
    Integro la mia quota proteica con proteine del siero in polvere (whey) a colazione e, una volta a settimana, anche nel post-allenamento (negli altri 2 giorni prediligo cibi solidi).

    Direi quasi che, almeno nel mio caso, è più difficile salire di peso in maniera pulita che non dimagrire: lì sono d'accordissimo con te, a meno di non soffrire di patologie metaboliche, non è affatto un'impresa titanica, anzi :)

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    1. @Marco Se vuoi salire di peso aumentando la massa magra(muscolare) più velocemente ti consiglio, se non hai patologie che lo impediscano beninteso, il Crossfit. Questo sport, grazie alla grande varietà dei suoi esercizi (non ci si annoia mai, te lo posso assicurare), ti permette di sollecitare molti più muscoli rispetto alla semplice sala pesi o alla prepugilistica.

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    2. Ciao Marco!
      Certo che mi ricordo del flame nell'articolo sull'alcool xD per questo stavolta ho messo una bella premessa... L'ultimo dei miei pensieri è quello di andare in giro a dire alla gente che deve mangiare e quello che deve bere... Ma che mi frega, che ognuno mangi quello che vuole

      Come ho detto anche a Carlo, mi fa molto piacere che tu sia riuscito a dimagrire e a rimetterti in forma! Soprattutto quando questo si collega a un buon guadagno di L.

      Sulla questione di riprendere peso, sinceramente non mi sento di darti consigli precisi al grammo perché non ho conoscenze tanto approfondite. Dipende poi se per "riprendere peso" intendi aumentare la massa muscolare oppure avere un po' di sostanza per non apparire troppo secchi. Per la prima opzione non c'è che da fare un po' di attività anaerobica (anche il Crossfit di cui parla l'altro commentatore, dipende da cosa ti piace di più), per la seconda invece c'è solamente da aumentare l'introito calorico giornaliero, ovviamente a piccoli passi per non correre il rischio di ingrassare troppo.
      Potresti semplicemente provare a consumare le versioni normali dei prodotti, ovvero yogurt e latte interi anziché magri, mettere zucchero nel té e nel caffé e condire con un po' più di olio evo i tuoi piatti abituali, tipo l'insalata e i fagioli. Le calorie si alzerebbero, ma nemmeno di tanto. Oppure puoi iniziare a mangiare qualche dolce o qualche cibo calorico che non ti concedi da parecchio. Potresti provare per un mesetto e vedere come va la situazione e regolarti di conseguenza

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    3. Che poi noi alla fine ce ne freghiamo se uno vuole abbuffarsi con 5kg di carbonara o 10 tranci di millefoglie al giorno, fatti suoi, basta però che anche dall'altra parte ci sia lo stesso atteggiamento: sentirsi dare del "salutista talebano" o del mezzo malato perchè è meglio tenersi la panza e fregarsene del proprio corpo fa un attimo incazzare, sono flame davvero sterili che non portano proprio da nessuna parte.

      Vabbè, torniamo a noi :D
      In realtà, da quando ho iniziato a mettermi in massa, i miei sgarri sono diventati più tosti (ad esempio ho ripreso a mangiare certi gusti di gelato che prima avevo letteralmente eliminato del tutto, tipo cioccolato fondente), anche se la frequenza è tuttavia la stessa di prima: pranzo del sabato totalmente libero e sgarretto dolce la domenica pomeriggio, per il resto dieta ferrea.
      Solo ora che sono in ferie e con Ferragosto di mezzo mi sto lasciando andare un po' di più, ma al rientro si torna in riga :D

      Indubbiamente passare dallo yogurt bianco magro allo yogurt normale, magari alla frutta o alla nocciola, è un buon compromesso, come potrebbe anche esserlo l'idea di non limitare le marmellate normali al post-workout e dunque non optare sempre e solo per la versione "light" a colazione.
      Di olio EVO ne uso circa 10g a pasto e direi che ci possono anche stare, considerando che mangio già una certa quantità di grassi "buoni" da pesce e frutta secca: secondo te ci può stare un cucchiaino in più?

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    4. @Marco

      Fermo restando che ognuno della sua vita fa quel che gli pare (e senza velleità alcuna di far partire flames), non ti sembra peró -senza offesa- di prestare un’attenzione un pelo ossessiva alla tua forma fisica?
      Quel che voglio dire è che il tuo stile di vita (almeno da quel che appare qui) va decisamente oltre il semplice “viver sano”.
      Tutto legittimo , per carità, ma penso tu sappia che la stragrande maggioranza degli uomini (anche accoppiati) nemmeno sa quanto pesa e in palestra ci va poco o niente.

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    5. Non è che presto un'attenzione a volte eccessiva nei confronti della mia forma fisica, il fatto è sono ossessionato dal mio ASPETTO in senso generale e da come questo viene percepito da parte delle altre persone.
      Probabilmente, tutto ciò viene esacerbato dal fatto che sono affetto da sociofobia.

      Poi mi focalizzo in particolare sulla forma fisica dato che, quando ero brutto, un 50% di quella bruttezza derivava proprio dal gonfiore al viso causato dall'eccesso di massa grassa+ritenzione idrica (l'altro 50% invece derivava dalla calvizie, che ho pure risolto).
      In definitiva, è fondamentale per me mantenere quel livello di "decenza estetica", livello che secondo alcuni va anche un pelo oltre la mera decenza visti i giudizi che raccolgo, faticosamente raggiunto e la combo dieta-attività fisica è il fulcro di tale obiettivo.

      Però ribadisco, in queste due settimane di ferie mi sto lasciando abbastanza andare, mi concedo qualche sgarretto in più invece che limitarmi al solito contentino del weekend: quindi non sono del tutto un "salutista talebano" oppure una persona che va oltre i limiti del viver sano e sconfina nel disturbo ossessivo.

      Di sicuro però tengo moltissimo al mio aspetto, sicuramente molto più rispetto all'uomo medio, ma a mio avviso questo dovrebbe rappresentare un tratto caratteristico di chi può definirsi redpillato.
      Quelli che se ne fregano di essere brutti o meno, o che vanno fieri della loro panza e/o del loro faccione da luna piena, per me o fanno del gran coping, oppure sono bluepillati e credono ancora che "l'aspetto conta poco e nulla".

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    6. @ Marco.

      Direi che la tua risposta andava bene sino all’ultimo inciso, quello in cui dai del blupillato a chi se ne frega del suo aspetto.
      Blupillato è per definizione chi presta attenzione a cose che non hanno una seria rilevanza sulla sua vita: se qualcuno ha un lavoro, una vita sociale e se ne sbatte del proprio aspetto fisico non è blupillato, semplicemente non si accanisce nel perseguire una cosa di cui non avverte il bisogno.
      La tua necessità di conferme da parte del mondo che ti circonda, probabilmente dovuta a una fragilità di base, ti ha portato a questa attenzione ossessiva per l’aspetto fisico.
      E va bene.
      Ma non è che tu debba allora dare del blupillato chi, al contrario, vive bene e se ne strafrega della propria “panza”.
      Sono scelte diverse, punto.

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    7. Anonimo18 agosto 2019 18:17

      D'accordo, non sarà bluepill ma sarà coping.

      Il punto è che l'aspetto fisico, in una società edonistica come quella attuale, volente o nolente è uno dei valori più importanti (se non proprio il più importante) che contraddistingue una persona agli occhi del prossimo: questa è la base della LMS ma non solo, si può toccare facilmente con mano anche senza ragionare da fobici e/o senza sapere nulla di redpill, LMS e menate varie.

      Poi ovviamente uno è liberissimo di fregarsene o persino, come si legge ogni tanto, di ribadire che "questa società fa schifo" (a me personalmente non fa granchè schifo, pur ammettendo che un tempo si viveva un po' meglio, non c'era tutta questa maniacale attenzione nei confronti dell'estetica ed il livello socio-culturale medio era leggermente superiore), ma ribadisco che si tratta di una forma di "coping", di una strategia messa in atto per non soffrire troppo o, nel caso di persone con potenziale di looksmaxing, per evitare sacrifici magari considerati eccessivi a livello soggettivo.

      Certamente sono scelte diverse che accetto tranquillamente, anche se personalmente non le condivido, pace.

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    8. Nessuno dubita che la nostra società dia grande importanza all’immagine.
      Il punto di cui si parla, peró, è un altro e riguarda la prospettiva individuale: per essere più chiari e come è già stato detto: una persona che ha vita sociale, hobby e lavoro, per quale motivo dovrebbe dire addio al suo aspetto “grassoccio”? Quale concreto vantaggio ció apporterebbe alla sua vita?
      Capisci che, soprattutto se togliamo il discorso donne, diventa difficile dare una risposta sensata.
      Vorrei essere chiaro: a me va benissimo il tuo stile di vita; ció che ti contesto è la pretesa di etichettare quello altrui come se fosse oggettivamente una forma di coping o di blupill.

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    9. "Una persona con vita sociale, hobby e lavoro": beh, nella vita sociale e lavorativa (negli hobbies personali, chiaramente, conta poco) l'aspetto fisico conta eccome al giorno d'oggi, a meno di non tirare in ballo il macrosettore pubblico, lavori fortemente "tecnici" tipo settore ICT o giri sociali "nerd".

      Comunque, dato che si parla di questi argomenti, io ho problemi giustappunto in tali frangenti.
      Svolgo un lavoretto amministrativo del menga (per giunta precario), vita sociale zero assoluto (non ho amici, in palestra mi alleno senza parlare con nessuno, viaggio sempre da solo ed ho in generale problemi di interazione causa sociofobia) e pure i miei hobbies sono abbastanza limitati e pure considerabili di nicchia al giorno d'oggi (rock e pop anni '70-'80, letteratura di genere, sport individuali/palestra e poi stop...toh, oltre a questo seguo un po' il calcio).

      Forse, almeno nel mio caso specifico, tutte queste variabili "ad handicap" hanno un certo ruolo in relazione alla mia fissa per l'aspetto fisico, però questo non toglie al fatto che l'estetica ormai, e purtroppo dico io, non conta solo per il discorso "donne" (peraltro del sesso e delle relazioni con le donne, proprio come nel caso degli MGTOW conclamati, non me ne frega piu di tanto se non per un discorso narcisistico e di validazione spicciola, avendo bassa libido), ma proprio a 360°, nell'impatto sociale in generale.

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    10. Scusa Marco,
      tu peró stai proiettando la tua personale esperienza sul resto delle persone...
      Pensi che ad avere lavoro, hobby e magari pure famiglia siano solo i frequentatori di palestre?
      Se ti guardi un po’ in giro ti accorgerai che non è così!
      Io lavoro in una multinazionale, di quelle che hanno migliaia di dipendenti.
      Ora, magari è anche vero che, in sede di selezione del personale, inconsciamente possono favorire chi è più bello, ma solo a parità assoluta di curricula, altrimenti no.
      Ad ogni modo, quando poi cominciano a lavorare, si vede subito di chi pasta son fatti e a fare carriera (o magari a tenere il posto), te lo posso assicurare, sono solo quelli che se lo meritano davvero.
      Così è nelle relazioni sociali: se sei brutto non partirai avvantaggiato, ma se poi sei un tipo simpatico ed intelligente le persone preferiranno la tua compagnia a quella di un bello amorfo e rompiballe.
      Nota che tengo fuori, volutamente, il discorso figa.
      Insomma, non è che l’effetto alone non esista, ma non devi nemmeno ingigantirlo.
      Il mondo è pieno di ciccioni con lavoro, amici e magari danaro e sono sicuro che lo noterai tanto quanto me.
      Dunque la “magrezza”, sempre che poi si traduca in bellezza (cosa non scontata) ti conferisce un vantaggio nelle relazioni economiche e sociali (ripeto no sesso), ma relativo.
      Di conseguenza, se fai fatica per tenerti in linea solo per conseguire questo piccolo vantaggio, beh, il gioco non vale la candela.
      Se invece lo fai perché la cosa in sè ti dà soddisfazione, allora fai benissimo a comportarti così.

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    11. Mi riconnetto a questo bel dibattito (fa sempre piacere leggere cose sensate in rete) per fare una precisazione su effetto alone ed estetica in generale nell’ambito dei rapporti sociali.
      Come ha detto Marco, l’estetica oggi conta a 360.
      Va peró fatta un’importante distinzione:
      - nella quasi totalità dei casi l’effetto alone conferisce un vantaggio (ci sono studi serissimi sul punto e non è il caso citarli uno ad uno). È peró evidente che non si tratta qualcosa di assoluto: come ha detto Anonimo (ma usalo un nomignolo, caspita!) se sei bravo nel lavoro o estroverso nei rapporti sociali, questo ha poi il sopravvento sulla tua eventuale bruttezza. Gli esempi di capitani di industria, famosi avvocati o manager brutti come la fame si sprecano...
      Il deficit fisico diventa un problema serio quando si talmente brutti da rendere complicato il restare in tua presenza, ma parliamo di casi patologici.

      - nei rapporti con le donne, invece, il fattore L non è un semplice “vantaggio” ma una vera e propria pre-condizione.
      Se non ce l’hai, e non è compensata da M e S, vieni scartato a priori e le altre tue eventuali “doti”, anche notevoli, non saranno neppure esaminate.

      Per essere più chiari: se sei capace ed estroverso la tua bruttezza ti renderà magari le cose un po’ difficili all’inizio, ma avrai poi comunque la possibilità, mostrando il tuo valore, di avere amici, lavoro e magari di fare pure un sacco di soldi...
      Viceversa, essendo brutto, anche se avessi l’intelligenza di Einstein, le donne non ti prenderanno mai in considerazione.

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    12. @Il Proph

      Va bene, ma se queste doti di estroversione o di simpatia non le hai?

      Ammesso poi che contino così tanto in ambito amicale e lavorativo: ok, contano sì e possono fare da ago della bilancia, ma nella fascia in cui ricado io, cioè quella dei normaloidi fra il 6 ed il 6,5 dove non si è brutti ma nemmeno chissà quanto belli.
      E difatti, nonostante sia normaloide non ho uno straccio d'amico, ho un lavoricchio del cazzo e molto raramente riesco ad interagire con le persone, dato che sono proprio sociofobico diagnosticato, altro che un semplice introverso: mi servirebbe COME MINIMO l'aspetto di un modello di bassa fascia o tronista di U&D per "compensare" un handicap del genere (per fortuna altrui, la mia situazione è decisamente rara).

      Figurarsi dunque come può passarsela un brutto, con le mie stesse problematiche extraestetiche conclamate, a livello sociale e lavorativo (con le donne ovviamente non parliamone nemmeno) in una realtà come quella odierna: non riesco nemmeno ad immaginare la vita letteralmente da inferno in terra che, suo malgrado, è costretto a fare.
      A meno che non abbia la fortuna di vantare inclinazioni "nerd" e/o particolari competenze tecniche e/o money a livelli rilevanti: lì magari potrebbe sfangarsela.

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    13. Ciao Marco,

      mi fa sempre piacere leggere i tuoi interventi;
      in effetti il tuo è un caso particolare, nel senso che la sociofobia ti rende difficile interagire con le persone e, d’altra parte, pur non essendo affatto brutto, non sei nemmeno Brad Pitt.
      Delle due cose la seconda è certamente la meno preoccupante. Anzi, puó darsi (ma non conoscendoti di persona non azzardo diagnosi) che la tua attenzione “notevole” all’aspetto fisico sia derivata proprio dai tuoi problemi sociali, come una forma di compensazione che ti consentisse di acquisire quella sicurezza di cui eri privo.
      Ad ogni modo, ripeto, puó anche darsi che non sia così.
      Ció che ti consiglierei di fare è focalizzarti su una attitudine in cui tu sia particolarmente dotato (che so, la pittura, la musica, lo sport anche) in modo da poter catalizzare l’attenzione delle persone che avessero la stessa passione.
      Puó essere un primo passo per creare un cerchio di frequentazioni.
      Il tuo è uno dei casi in cui è consigliabile rivolgersi a un professionista.
      Considera che, ad ogni modo, puntare solo sull’estetica è pericolosissimo (lo sanno per primi proprio i modelli), dal momento che col passare degli anni essa tende inesorabilmente a scemare.
      Rischieresti quindi di ritrovarti coi tuoi veri problemi irrisolti senza nemmeno la consolazione di avere un bel corpo.
      Vorrei poterti essere più utile;
      Ciao, il Proph.

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    14. @Il Proph

      Bravissimo, hai colto nel segno :D

      E' proprio così: quest'attenzione a volte ossessiva nei confronti del mio aspetto deriva anche dal meccanismo compensativo a cui hai fatto riferimento, oltre al condizionamento sociale, al contatto con la redpill, ecc...

      Riguardo alle attitudini che possono fornirmi una chiave di volta, l'unica di queste è la musica: se mi trovo al cospetto di appassionati di rock anni '60 e '70, ad esempio, sembro quasi un socialone estroverso, perdo tutti quei blocchi e tutti quei complessi che di solito mi invalidano così tanto.
      Il problema è che gli appassionati di questi generi musicali sono quasi tutti over40, diventa difficile già trovarne fra i miei coetanei (ne ho 38).

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    15. @Marco 20 agosto 2019 17:15
      Ti ricordi che un po' di post fa ventilavi l'ipotesi di iniziare a suonare la batteria... Sei ancora dell'idea?

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    16. @ Marco

      beh, mi pare già un ottimo punto di partenza. Non fermarti alle differenze di età, almeno per il momento (potrai essere più selettivo eventualmente un domani). Anche perché oggi le differenze generazionali si sentono meno che in passato (e poi, se hai 38 anni, i quarantenni per te sono quasi coetanei).
      La Musica è probabilmente il miglior punto di partenza, anche solo a livello di chiacchere amatoriali. Il genere che citi poi ha molti più estimatori di quanti tu possa credere...(Robert Plant e soci non si possono mica archiviare facilmente, diamine!!!)
      Se suonassi uno strumento, poi, sarebbe ancora meglio.
      Gli effetti positivi si notano soprattutto suonando in un gruppo: è in assoluto il miglior modo per creare legami sociali (ti costringe a tener conto degli altri e muoverti insieme a loro). Ho visto una quantità incredibile di persone riuscire a vincere i propri blocchi psicologici grazie alla musica.
      È quindi buono il consiglio di Andy, anche se non ti nascondo che cominciare da zero alla tua età uno strumento come la batteria non è facile: prima di essere autonomo passeresti un anno a coordinare cassa, rullante e charleston.
      Comunque MAI DIRE MAI.
      Una signora ottantenne di mia conoscenza ha cominciato con il pianoforte a 70 anni, e anche se non farà mai concerti alla Scala, sa suonare e si diverte parecchio!

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    17. @Il Proph @Andy

      Più che Plant e soci (quindi generi "hard & heavy"), sono maggiormente orientato verso il progressive, la British Invasion (i vari Beatles, Stones, The Who, Kinks, ecc...), il folk-rock ed il country-rock.
      Poi ovviamente apprezzo anche altri generi, come soul/R&B, jazz-rock, blues-rock e via dicendo.

      Mi fa molto piacere che Andy si ricordi di quando ventilavo l'ipotesi di imparare a suonare la batteria, commentando sotto la mia storia pubblicata sul blog lo scorso inverno :D

      Il problema però è quello sottolineato dal Proph: iniziare alla soglia dei 40 anni a coordinarsi fra rullante, cassa e piatti/charleston è un'impresa non da poco, in più non è così matematico che grazie alla musica riesca a reinserirmi socialmente o ricostruirmi un giro di amicizie (certo, magari possono scapparci delle belle chiacchierate con altri appassionati, del resto mi capita già adesso): purtroppo, la mia fobia sociale è a livelli particolarmente gravi, significativo il fatto che in 6 anni di palestra non abbia praticamente mai parlato con nessuno e che non riesca a rapportarmi nemmeno coi colleghi di lavoro.
      Solo con i familiari stretti non ho il minimo problema.

      Di certo però, la carta "Musica" è la migliore che si può giocare e l'unica che potrebbe offrirmi una chiave concreta per ricostruirmi un circolo sociale (e conseguentemente possibilità di conoscere donne al di fuori di Tinder).

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  6. Come la metti la metti, aumentare di peso è sempre e comunque una questione di mantenere un leggero surplus calorico e fare attività fisica anaerobica. Se ad es. il tuo fabbisogno calorico normalmente sarebbe di 2000 calorie, alzale a 2400 e sfondati di pesi. Fine. :)

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    1. Pardon, questa voleva essere una risposta a Marco, non un commento a sé.

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  7. Saranno anche esacerbare alcune idee dell'autore ma le idee di base sulle dinamiche delle relazioni LMS è vera. Da MGTOWN redpillato alcune volte vorrei un mondo diverso dove vuoi siano relazioni più sane, sincere. Poi mi rivedo subito e capisco essere utopia in questa società.

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  8. Buongiorno a tutti,

    vorrei riportare la mia esperienza col dimagrire/ingrassare, magari qualcuno ci si riconosce...

    Tutto comincia quando avevo 25 anni (ora ne ho 46...). Pesavo 88 kg per 170 cm.
    Essendo chiaramente sovrappeso, anche se privo di significativi problemi fisici, mi detti alla dieta.
    Principalmente questa consisteva in tè con biscotti alla mattina, un piatto di pasta a pranzo e un secondo con contorno la sera, quando mi concedevo anche un paio di bicchieri di vino.
    Persi molto rapidamente i primi 7-8 kg e poi mi fermai.
    Cominciai allora a diminuire ulteriormente le dosi e a fare attività fisica.
    Trovavo -e tuttora trovo- odioso andare in palestra; la considero in assoluto l’attività più stupida umanamente concepibile: stare ore a fare movimenti ripetitivi è a mio modo di vedere più da criceti che da esseri umani...
    Ad ogni modo, non posso dire non mi sia servito: persi infatti altro peso sino ad arrivare ad un accettabilissimo 65 kg.
    Il tutto accadde nel giro di due anni circa.
    A questo punto, mi guardai allo specchio e mi sentii decisamente... un pirla!
    Avevo rinunciato a una delle cose più belle della vita (mangiare sino a strafogarsi) e, oltretutto le mie attività da criceto mi avevano privato del tempo che amavo dedicare alle cose che più mi piacevano.
    Anzi, per stare dietro alla dea palestra mi ero privato della compagnia di tanti amici.
    Allora ritornai in me.
    Smisi con tutte queste cazzate e ripresi a vivere più o meno come prima.
    Ora ho 46 anni, esco spesso la sera e soprattutto ho il tempo da dedicare alla mia vera passione: suonare il basso col mio gruppo heavy metal.
    Ne mio periodo da “magro”, avevo recuperato il mio bell’aspetto (ho sempre avuto lineamenti gradevoli e nell’adolescenza ero piuttosto gettonato...), ma sinceramente non riesco a ricordare nessun significativo vantaggio apportato alla mia esistenza.
    Magari le persone mi consideravano bello allora, così come ora (sono tornato al peso di un tempo) mi considerano un grassone, ma la cosa non aveva alcuna concreta ripercussione sulla mia vita.
    Godo di una buona stabilità lavorativa (sono un dipendente statale), ho una vita sociale invidiabile, mi posso dedicare a ció che più mi piace... quale vantaggio potrebbe mai darmi il dire addio alla mia dolce sfericità???
    Mi sembrerebbe cosa da blupillati o, appunto, da pirla.

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    1. Io non sono che 5 kiletti sopra il peso forma, siccome so' snello buttarli giù richiede sforzi notevoli... se lo facessi verrei categorizzato "jacked".
      Il fatto è che lo sport è la mia primaria fonte di amicizie e il livello di performance mi aiuta ad essere abbastanza richiesto (senza contare la soddisfazione di avere controllo del proprio corpo e non rischiare l'infarto ogni volta).

      Ognuno faccia quello che gli piace (tra l'altro in palestra è pieno di gay e criptogay che passano il tempo a guardarsi nello specchio) senza dare del pirla agli altri. Si dimostra più personalità o banalmente educazione.

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    2. @Max: mitico, concordo al 1000% col discorso dell'essere criceti in palestra! Io pure ne ho fatta in passato, per poi ravvedermi: spostare continuamente oggetti dal punto A al punto B non serve a una sega. Tanto per cominciare non dà tutta la sicurezza e confidenza che molti pensano (ne dà, ma non così tanta!). E poi che senso ha riuscire a esercitare forze assurde in un ambiente controllato sapendo che 1) fuori dalla palestra non ti capiterà mai, 2) se pure capitasse ci saranno 1000 variabili a rendere il movimento molto più complesso e non riuscirai a sollevare altrettanto peso, 3) alle ragazze non gliene frega comunque un cazzo. ???
      Col tempo ho capito che la sicurezza e la confidenza vengono da un benessere viscerale che va ricercato altrove.

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    3. @Anonimo

      Non ho detto che sia pirla chiunque vada in palestra; ho detto che, essendo in sè un’attività ripetitiva e insensata, non vedo motivo di andarci senza che abbia una ripercussione positiva sulla propria vita.
      Nel mio caso, non potendomi dare la ritrovata forma fisica nulla che giá non avessi o di cui mi importasse qualcosa, non aveva chiaramente alcun senso.
      Nel tuo caso, invece, se è un modo per frequentare amici, evidentemente, ha un senso; ma fare il criceto per dimagrire senza che poi ció comporti significativi miglioramenti nella propria vita è, questo sì, da pirla, perché è come correre dietro agli aquiloni.

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    4. Vedo che ti ripeti... sei dimagrito dentro al cranio quando ci davi dentro, eh?

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    5. Repetita iuvant.
      Soprattutto a chi, come te, si è evidentemente fatto andare la materia grigia nei bicipiti ed è diventato duro di comprendonio

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    6. Adesso che hai copiato il bigliettino da bacioPerugina sei soddisfatto, eh, "ciccio"?

      Guarda che a ripetere idiozie fai solo una povera figura senza vantaggio alcuno.

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    7. Certamente,
      ed infatti tu ne stai facendo una pessima, perchè, non solo ripeti imbecillità di primissima grandezza, ma non sei nemmeno in grado di controbattere in modo logico a quello che gli altri dicono, ricorrendo solo agli insulti.
      Ma, come ho detto, sarà che la
      materia grigia ti è scivolata nei bicipiti.
      Per quanto mi riguarda, ne ho abbastanza di stare a parlare con una persona che ha presenta la maturità mentale di un bambino di 6 anni.
      Saluti carissimo “Big Jim”

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    8. Io onestamente non capisco che bisogno ci sia di ricorrere agli insulti.
      Max ha esposto il suo pensiero, che mi sembra anche ben argomentato, e non mi pare abbia detto che chi fa attività fisica sia stupido (pirla) a prescindere; anzi, ha detto che se ti dà soddisfazione fai bene a farla.
      Non si è d'accordo? Va benissimo, ma gli insulti mi sembrano davvero fuori luogo. Uno dei pregi di questo blog è che non si degenera mai (o quasi in rissa), il che è già di per sè piuttosto raro...

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  9. Max, mi unisco a carlo: sei un grande!

    Anch’io ho una storia simile, eccezion fatta per i lineamenti che sono direi da normaloide.
    Sono dimagrito, poi ho notato che la mia vita era rimasta la stessa di prima (anzi con molte meno soddisfazioni) e ho lasciato perdere. L’ossessione per il proprio corpo è qualcosa che non mi appartiene.

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  10. Essere fisicamente in forma è certamente meglio che non esserlo, quindi complimenti a Gabriele.
    A mio personale avviso, il processo di dimagrimento, specie se consistente, deve sempre essere accompagnato da un lavoro in palestra con i pesi, come condiviso da molti commentatori nelle loro esperienze. L' importante è avere un fisico tonico e in salute, e non eccedere nella magrezza fossilizzandosi sulla sola percentuale di grasso : inutile avere una percentuale di grasso del 10-12% o anche meno, se sei il tipico secco di 60-65 chili per 1.80 di altezza, molto meglio avere una percentuale attorno al 18-20%, ma avere anche i muscoli! A meno che tu di mestiere non faccia il maratoneta!

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  11. Vecchio scarpone23 agosto 2019 17:19

    @Gabriele, ma anche Marco ed altri esperti, vi chiedo un consiglio.

    Sono un vecchietto (come indica il mio nickname) alle prese con la dieta (per imposizione del medico...).
    Mi è stato consigliato (come credo a tutti) di fare attività fisica, ma mi hanno indicato attività come la corsa o la cyclette, dicendo che sono le migliori per dimagrire in fretta.
    Al contrario mi hanno sconsigliato i pesi e le altre attività di “body building” in quanto avrebbero un consumo calorico inferiore.
    Mi hanno detto una cazzata?
    Grazie per il consiglio...

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    1. vecchietto quanto ?
      ti consiglierei , se l'obiettivo è dimagrire in fretta , di impostare la tua mente cosi : (specialmente partendo da 0 )

      per prima cosa focalizzati come obiettivo generale sul ringiovanire il corpo , partendo da cose come idratazione ottimale , scelta dei tuoi cibi e Movimento - inzialmente camminare ed esercizi a corpo libero a sforzo nullo - questo riattiva la circolazione sanguigna e la potenzia portando benefici :
      per prima cosa migliora il sistema immunitario , che migliora l' umore ,
      che a sua volta influisce sul tuo corpo favorendo dimagrimento e motivazione, diciamo che questi aspetti sinergizzano tra loro ed è quello a cui devi puntare

      Comprendi questo :

      Il rilassamento del corpo e della mente ti avvicina al tuo obiettivo finale - cioè dimagrire più in fretta possibile e mantenere un buon stato di salute - mentre lo stress è tuo nemico, ti porta dalla direzione opposta. (con lo stress si accumula grasso, anche se non so il perchè )

      Questo è il concetto fondamentale su cui basare nuove abitudini e nuovo stile di vita.

      A questo punto potresti passare alla corsa e poi ai pesi, ma il succo del discorso è : una routine di allenamento che viene interrotta perderà i suoi benefici nel tempo , concentrarsi su tanti microelementi sfruttando l' intelletto invece vincerà sul lungo termine ed impiegherà anche meno forza di volontà , che è sempre meglio non sprecare.

      Mi auguro ti tornino utili queste 2 parole , non il parere di un medico (beh a ben vedere una volta erano tutti medici di sè stessi ) per cui pensa con la tua testa e se qualcuno vuol precisare e/o correggere ben venga !

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