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Cosa Significa ”Saperci Fare con le Ragazze”?

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Saperci fare con le ragazze
Saperci fare con le ragazze

Cosa Significa “Saperci Fare con le Ragazze”?

Questo articolo prende spunto dal commento di un utente qui sul blog che l’altro giorno mi rimproverava un eccessivo disfattismo per quanto riguarda le possibilità di miglioramento seduttivo, puntualizzando che il saperci fare con le ragazze può veramente fare la differenza se si è esteticamente nella media.
Penso sia il momento di spiegare in modo chiaro il mio punto di vista su questa questione.
Innanzitutto non credo affatto di sottovalutare l’importanza di sapersi comportare quando ci si relaziona con una ragazza.
Ho sempre specificato che aspetto fisico e status socioeconomico sono prerequisiti per attrarre ma fattori come carattere, comunicazione, personalità ecc. sono requisiti. Vengono dopo ma hanno comunque un loro peso.
Io stesso in passato mi sono dedicato ai metodi di seduzione come strategia di miglioramento e li ho sempre consigliati anche agli utenti, a patto di tenere presenti alcuni punti che spiegherò nelle prossime righe.
Penso di essere piuttosto obiettivo e di quantificare correttamente l’importanza che può avere la personalità e il comportamento nei rapporti con le donne, soprattutto se si considera che in giro si vedono posizioni molto più estreme e in tanti arrivano pure ad affermare che “il saperci fare non esiste”.

Io penso che il saperci fare non esista come tecnica magica in grado di ribaltare l’opinione negativa di una ragazza rendendola improvvisamente attratta come se fosse vittima di un incantesimo, però esiste come capacità di stare al mondo e non fare cazzate che possano magari annullare quel po’ di attrazione che già c’è. E credetemi, in un’epoca in cui una ragazza ti scarta per un nonnulla, non fare certi errori è una qualità che non va data per scontata.

Ma cosa significa saperci fare con le ragazze? Come si fa a saperci fare con le ragazze?

E’ un discorso molto complesso e comprende numerosi requisti spesso molto eterogenei.

Saperci fare con le ragazze significa ad esempio avere molteplici argomenti di conversazione.
Significa mostrare autostima, apparire sicuri e disinvolti. Significa saper incuriosire, rendersi interessanti e stimolare una ragazza con un’ampia gamma di emozioni. Significa avere la capacità di interpretare correttamente il linguaggio corporeo. Significa capire le tempistiche di un’interazione e sapere quando stare zitti e quando parlare, e molte altre cose ancora.

Ora, è evidente che c’è chi ha certe capacità e c’è chi non ce le ha, così come è evidente che averle rappresenta un bonus, soprattutto se uno si colloca nella media della popolazione dove la competizione è molto agguerrita e a volte basta poco per distinguersi e avere un vantaggio considerevole sulla massa.

Il punto è: queste qualità sono innate o acquisite? E, nel secondo caso, tutti possono ottenerle e imparare come saperci fare con le ragazze?

Per come la vedo io, i fattori che plasmano la personalità e, indirettamente, il comportamento di ognuno sono 3:

#1 Genetica

Il politicamente corretto impedisce di affermare con trasparenza che non tutti nasciamo con le stesse capacità e attitudini mentali, ma ormai sempre più studi suggeriscono un’influenza genetica sul comportamento e su aspetti come ad esempio l’estroversione e la tolleranza alla frustrazione.
I geni determinano il nostro fenotipo, le nostre capacità atletiche, la predisposizione a determinate malattie e molti altri aspetti fisici, ma è pura utopia ritenere che essi non abbiano un’influenza di pari valore anche sul comportamento umano.
La genetica non è un fattore modificabile e la verità è che spesso uno non ha colpa di avere una certa indole più di quanta non ne abbia di avere gli occhi castani.

#2  Ambiente

Il secondo grande fattore è l’ambiente, e include sia l’ambiente familiare (quindi l’educazione dei genitori) sia il resto del vivere in società, con tutti i relativi feedback.
E’ molto difficile cambiare l’ambiente, ma spesso è difficile anche cambiare ambiente, perlomeno fino ad una certa età in cui si è sotto controllo genitoriale.
Il problema è che sono proprio quei primi anni di vita quelli che vanno a plasmare la personalità di un individuo e spesso gli strascichi di conflitti irrisolti in adolescenza uno se li porta dietro anche da adulto.
Se siete scettici riguardo al fatto che un genitore possa influenzare un figlio al punto da rendergli complesso il modo di relazionarsi con le donne in età adulta, allora probabilmente siete stati fortunati e non avete mai provato a vivere in un clima familiare tossico e nocivo.
Genitori sbagliati possono veramente avvelenare la vita di un figlio e penalizzarla probabilmente anche più di quanto possa fare un aspetto mediocre.
Di modi ne hanno moltissimi e si va dal costringere il figlio a ristrettezze economiche anche quando le possibilità ci sarebbero, al fissare orari di rientro troppo fiscali, all’imporre al figlio una determinata scelta professionale o scolastica, all’impedirgli di frequentare determinate persone o anche solo al trasmettergli i propri difetti di personalità; in parte geneticamente predeterminati, in parte frutto dell’educazione che a loro volta hanno subito e che si basa su valori che risalgono magari a 50 anni prima.

#3 Volontà

Il terzo fattore dipende invece esclusivamente da noi ed è la nostra forza di volontà. Essa ci permette di modificare consapevolmente il nostro modo di comportarci e raggiungere il nostro potenziale massimo, che è il risultato della combinazione di genetica e ambiente.

Su questo terzo punto probabilmente si vede tutta la differenza tra redpillati e blupillati, in quanto i secondi probabilmente attribuiscono un’importanza esagerata al terzo fattore a discapito dei primi due. Troppe persone sono convinte che volere è potere, e questo vale ancora di più se si parla di qualità poco quantificabili come il “saperci fare”.
Molti accettano con serenità il fatto di non poter battere il record sui cento metri o di non poter vincere una partita a scacchi contro il campione mondiale, ma inspiegabilmente quando si parla di seduzione si credono dei potenziali seduttori che mancano solo di un po’ di applicazione pratica.
Anche se magari sono beta introversi, pieni di complessi e hanno collezionato per tutta la loro vita principalmente feedback negativi.

Magari non fanno nulla per migliorare il loro aspetto comportamentale, e non vedono una donna dall’altro secolo, ma il solo pensare che potrebbero far svoltare la propria vita sentimentale se si impegnassero è psicologicamente rassicurante.

La verità è che per chi non ha una base decente su cui lavorare, sia essa quella di LMS, sia quella della personalità che si ritrovano, la strada dell’automiglioramento comportamentale è tutta in salita.

Si tratta di fronteggiare centinaia, magari migliaia di rifiuti, di sviluppare un approccio critico ad ogni singola interazione, che fa diventare i rapporti con le donne un lavoro più che un momento di piacere, e di impiegare molto tempo ed energie per ottenere magari risultati inferiori a quelli che buona parte della popolazione ottiene senza alcuno sforzo.

Alla luce di ciò, conviene ancora sbattersi così tanto oppure conviene risparmiare tempo (e denaro) e andare a prostitute?
L’uomo medio si rende conto che i costi sono per lui insostenibili e così si lascia trascinare dagli eventi accontentandosi di quello che passa il convento.

La favoletta che con l’impegno si riesca ad ottenere tutto è un grande inganno in cui molti ancora cadono, e purtroppo ci sono molte persone senza scrupoli che, in ambito seduttivo, questa favoletta la usano per lucrare sugli uomini sentimentalmente insoddisfatti.

Penso che uno dovrebbe essere obiettivo con sè stesso, capire quali sono i suoi punti di forza e accettare i propri limiti.
Cercare di applicarsi a capire quali linee di comportamento pagano di più con l’altro sesso e migliorare il proprio modo di fare è una scelta molto intelligente, ma alla quale però dovrebbe corrispondere una contropartita adeguata. Fare tanti sforzi inutili non è eroico, è da coglioni.

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Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Per quanto riguarda chi è "nella media", è decisivo un altro fattore: sapersi "calibrare". Ho in mente moltissimi/e 5 o, al max, 5.5 che non rimediano MAI perché, indipendentemente se sono consapevoli o meno del loro valore, prendono in considerazione e puntano solo ed esclusivamente a persone di livello molto superiore al loro (almeno 7 pieno, ma talvolta anche di più). C'è chi schifa sdegnato/a non solo i/le pari livello (non ne parliamo poi quelli/e che ritiene da meno…) ma anche quelli/e di target lievemente superiore. Ovviamente si è liberi di NON adeguarsi, ma almeno si abbia l'umiltà di ammettere di essere choosy e che non ci si sa accontentare ed adeguare…

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Provo a lanciare una piccola provocazione, che spero risulti costruttiva: tralasciando gli estremi in entrambi i sensi per cui il "saperci fare" sembra contare solo a parità o quasi di LMS, per le fasce intermedie fino a che dislivelli di LMS il "savoir faire" fa la differenza?
Insomma, facendo qualche esempio concreto secondo voi chi combina di più tra:
– un 5 con savoir faire ed un 7 senza savoir faire
– un 5.5 che ci sa fare ed un 6.5 che NON ci sa fare ?
Fermo restando che contano anche i contesti…

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Altro spunto di riflessione: il "saperci fare" può essere visto come uno "status", sicuramente minore rispetto alla fama di un vip, ma pur sempre riconducibile ad esso? Ad esempio, il simpaticone che fa morire dal ridere oppure il superfestaiolo organizzatore di party secondo me sono condizioni che, se si è esteticamente nella media, danno sempre qualche chance in più con l'altro sesso…

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Per me siete rimasti alla mentalità delle ragazzine da liceo.
Può avere logica solo in questo caso questo articolo come il precedente.

Una persona adulta cerca nel partner molte altre qualità e la cosa spaventa questo blogger perché non vi è alcuna verità determinista.

Ho apprezzato molto il terzultimo articolo sull'ipocrisia dell'emancipazione femminile ma questi articoli sembrano fatti da una persona che vuole dare libero sfogo ad una sua frustrazione… scusate eh…

Marco
Marco
1 anno fa

Articolo eccellente, leggo delle cose che ho sempre sostenuto fin da quando avevo 20 anni: il carattere, la personalità, il comportamento e così via NON possono essere modificati senza apparire al meglio artificiosi ed al peggio ridicoli (almeno passata l'adolescenza).
Le maschere prima o poi CADONO: non mi stancherò mai di ribadirlo.

Questo proprio perchè si tratta di fattori in parte innati, proprio come l'aspetto fisico, ed in parte frutto dei trascorsi infantili ed adolescenziali.
Come corollario di ciò, posso affermare che chi è stato brutto o bruttino da adolescente, anche looksmaxando e diventando nella media o persino carino, dentro di sè rimarrà sempre quel ragazzino bruttarello, chi più e chi meno (parlo per esperienza personale, poi magari non metto in dubbio che esista qualcuno in grado di lasciarsi quasi totalmente alle spalle certi strasichi).

Anzi, mi spingo oltre e lancio un'ulteriore pillola rossa che potrebbe sembrare tosta da digerire: è molto più semplice modificare il proprio aspetto che non la propria personalità/atteggiamento/comportamento!

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Cit. "Significa mostrare autostima, apparire sicuri e disinvolti."
Personalmente rettificherei questa frase in questo modo: "Significa mostrare una giusta e sana autostima, apparire sicuri e disinvolti senza risultare arroganti e spacconi".
Anche l'eccessiva spavalderia, almeno una volta superata al massimo la prima giovinezza, può essere controproducente, e questo pure quando NON si tratta di un atteggiamento posticcio e in presenza di LMS superiori alla media.

Unknown
Unknown
1 anno fa

Un bello potra' permettersi di essere spavaldo , arrogante e spaccone e questo determinera' un aumento del gradimento generale delle galline .
Un brutto non potra' permetterselo perche' verra' giudicato gia' male a causa del suo sgradevole aspetto!

Emanuele
Emanuele
1 anno fa

Red, perdona l'OT ma mi sa che prima o poi dovrai scrivere un articolo che spieghi come NON pubblicare un commento in anonimo. Leggo sempre un sacco di commenti interessanti ma tra i vari botta e risposta che si susseguono faccio molta confusione visto che nessuno si decide ad usare la funzione Nome/URL.

Andrea
Andrea
1 anno fa

Una piccola considerazione: non credete che la mentalità con cui vi ponete verso le donne/ragazze sia deleteria? Nel senso, come si evince da una delle ultime frasi dell'autore dell'articolo, lo scopo ultimo dell'approcciare una donna/saperci fare con una donna, è quello della scopata.

Per carità, istintivamente lo scopo ultimo è quello ma non credete che come "focus" del saperci fare sia troppo limitato?
Premetto di essere un ragazzo nella media, nè brutto ma nemmeno bello e che ho avuto il mio discreto numero di partner sessuali e di relazioni, dopo un periodo di magra durato fino ai primi vent'anni.

Ora, arrivato ad un certo punto della mia vita, ho creduto di dover cambiare l'obiettivo finale di un approccio ad una donna. Se prima, tra i 21 ed i 25 anni, ero interessato solo al sesso, ora mi ritrovo a voler desiderare di più da una donna. Una relazione seria, basata sul reciproco rispetto e sulla reciproca fiducia ed ammirazione.

So che le dinamiche tra il maschio e la femmina sono ancora dominate e continueranno ad essere dominate da istinti, subdoli, del quale mai riusciremo a liberarci. Ma non per questo credo che uno debba puntare solo a portarsi a letto una ragazza. Se, anche noi maschi, giudichiamo solo la donna attraverso il lato esteriore, non ci possiamo lamentare se le donne fanno altrettanto!

Come ho detto all'inizio, una mia piccola considerazione. Mi piacerebbe sapere il parere di altra gente. Un saluto a tutti!

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

@Unknown: il mio post del 25 febbraio 2019 21:29 si riallacciava al tuo post delle 20.57. Scusa la confusione O:)

Simone Bargiotti
Simone Bargiotti
1 anno fa

Ciao ragazzi, ho scoperto ieri questo blog e mi piace moltissimo. Io sono uno scrittore, o almeno ho pubblicato cinque libri, quarantenne. La mia storia si può riassumere in poche parole: ero un discotecaro, ho fatto il pierre undici anni avendo "Almeno una ragazza per sera", come si diceva allora da quelle parti. Poi ho avuto i miei problemi e da allora nessuna mi ha mai più cagato. Come dire, e come scrivo in un mio libro, ho vissuto le vette e gli abissi…

Pappadrillo
Pappadrillo
1 anno fa

Ciao Redpillatore, mi permetterei di suggerire che un fattore importantissimo è quello di NON dare troppo peso alla faccenda, non caricare di importanza la situazione né la persona con cui si sta parlando; e non mi riferisco a come si appare, ma a come si è.
Devi sapere che fino ai 25 anni circa ero un vero romantico, il mio unico desiderio era quello di trovare la donna della mia vita; null'altro mi interessava. Sarei stato felice anche di lavorare in una miniera al solo scopo di mantenerla. Tuttavia, fino alla maggiore età ero in evidente sovrappeso e quando capivano che da parte mia c'era un interesse non esitavano a coprirmi di insulti. Una volta che il mio aspetto fisico si è normalizzato, si sono fatte avanti alcune persone in cerca del trombamico, ma le mie intenzioni erano altre e quando l'hanno capito si sono date al "ghosting" (così si dice adesso), un'esperienza emotivamente devastante.
Alla fine mi è passata la voglia; mi sono detto che non valeva la pena di soffrire e ho cominciato ad apprezzare la vita da single al punto che ora non desidero più una relazione. Posso benissimo fare a meno anche del sesso.
Da quando la vivo così, mi guardano con occhi diversi; mi fissano, mi sorridono, si informano sul mio status, mi fanno dei bellissimi complimenti. A volte ricevo proposte abbastanza esplicite, nonostante rimanga un uomo timido, economicamente a pezzi e meno attraente di molti altri.
Non sono un esperto di seduzione – e ripeto, la cosa davvero non mi interessa; ti leggo perché mi sei simpatico, tutto qui! – ma sono abbastanza sicuro che l'attaccamento emotivo le indisponga a pelle.
Al contrario, la sensazione che potresti fare tranquillamente a meno di loro, non so come ma le affascina e le incuriosisce, il che è paradossale e, sotto sotto, anche un po' triste.

Continua così! Un saluto.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

@Andrea:

Ha ragione Unknown al 100% !! .
Tu hai avuto le tue belle esperienze e buon per te ma per favore smettiamola con questa storiella dei red-pillati o Incel che si pongono male !!

Come scrive redpillatore in questo post certo che conta saperci fare (e posso confermarlo) ma quello che è ormai un dato di fatto è eccessiva selezione delle donne che pretendono, pretendono e pretendono supportate da una massa abnorme di zerbini…giusto per sapere i tuoi numerosi bignè dove li hai conosciuti e come ?

Perchè forse posso sbagliarmi ma magari sei uno della mia generazione [ho 45anni]) E sei un blue-pillato che si crede un superchad e magari prima ha scopato "solo" con dieci donne ed ora vuoi accasarti con una bella torta della nonna 🙂 .

Per la cronaca io avrei provato e/o trovato in passato con cui accasarmi ma invece della torta della nonna volevano farmi cucinare un'elaborata torta cremosa, pastosa, al liquore dole e buona e particolare all'inizio ma poi pesante, indigesta, schifosa e zuccherosa dopo la prima fetta e pesante da digerire 🙂 … e quindi allora evviva i bignè di ogni forma e tipo … vanno bene anche quelli industriali a me poi quando capitano quelli di alta pasticceria meglio ancora 🙂 .

firmato: ex-nerd-chatters-slayer

Unknown
Unknown
1 anno fa

Tutto molto vero, caro redpillatore. Non abito a Milano ma in una città di medie dimensioni del sud Italia, ma condivido pienamente la sua analisi.

avraam levin
avraam levin
5 mesi fa

Io ti credo, Red

Anonimo
Anonimo
5 mesi fa

"Saperci fare con le ragazze" significa piacere naturalmente, soprattutto esteticamente, e poi fare quei due/tre passetti ovvi per arrivare al sodo, che, se uno non e' un minorato mentale, conoscono tutti. Poi non e' che le ragazze siano oggetti inanimati: quando conoscono un ragazzo che e' di loro gradimento, glielo fanno capire subito e lo mettono nelle condizioni di fare i suddetti passetti.

Conosco personalmente ragazzi con atteggiamenti ed intelligenza pari a quella di un primate che sono tranquillamente in una LTR oppure trovano donne con relativa facilita' grazie al loro aspetto fisico, mentre devo ancora conoscere un bruttino/normaloide che grazie alle sue doti di seduzione frega abitualmente tutte le ragazze ai piu' carini di lui.

Tutti quelli che "non ci sanno fare", se potessero indossare la faccia di Ashton Kutcher prima di uscire di casa, scoperebbero entro 24 ore.

C'e'un ottimo episodio di Dr House dove House, Wilson e Chase (il belloccio)
vanno assieme a un evento di speed dating. House (infastidito dalla presenza di un figo come Chase all'evento) scommette $100 con Chase che, senza dire a nessuna che e' un dottore, dando risposte a caso e comportandosi come un idiota, riuscirebbe comunque a ottenere una dozzina di numeri di telefono…Chase accetta e indovinate come va a finire…
Episodio (lingua inglese) youtube.com/watch?v=4YD4_NFNswY

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Ciao redpill avrei una domanda. In che modo la severità dei genitori influisce sul "saperci fare" con le donne?
Te lo chiedo perché i miei genitori (ma soprattutto mio padre) sono sempre stati molto rigidi ed autoritari,e questo mi ha reso durante tutta l'adolescenza estremamente insicuro e timido con l'altro sesso.

Osservatore Romano
Osservatore Romano
2 mesi fa

Per diversi cretini ‘saperci fare’ significa insistere allo stremo e prenderle per stanchezza. Sennò parecchi avvocati farebbero la fame.