22/12/18

Essere Soli a Capodanno



Caro Redpillatore,

Natale e Capodanno per una persona sola sono fonte di tristezza, non è un caso che durante le feste aumentino i suicidi.
Una parentesi: ricordo a chi avesse questa idea che il suicidio è la peggiore scelta che una persona possa fare. Lo capisco solo per i malati terminali che sono comunque destinati a morire lostesso tra atroci sofferenze che gli dà la malattia, quindi, solo in quel caso, tanto vale andare in Svizzera e morire in maniera indolore.
Per un incel sano, il suicidio significherebbe darla vinta alla Natura che così avrebbe ottenuto due vantaggi in un colpo solo: la sicurezza che non vi riproduciate e nello stesso tempo non consumiate più risorse della terra. Le fighe non verseranno una sola lacrima per voi ma farete piangere le uniche, poche, persone che vi vogliono bene (genitori, ecc). Quindi è una cosa da NON fare.
Ci sono tante cose che un incel può fare anche senza amore e sesso. Ho preso il nome di "Henri de Toluose Lautrec" proprio per la sua frase "siamo brutti ma la vita è bella".

In ogni caso torniamo al motivo per cui sto scrivendo. L'articolo sui pranzi natalizi con i parenti ha toccato per me un tasto dolente. Vorrei rilanciare allora con un altro problema che puntualmente si ripete per gli Incel.... infatti dai primi di dicembre ogni persona sotto i 30 anni si sentirà ripetere:
"COSA FAI A CAPODANNO?"
E per l'incel il problema è dover trovare qualche festa a cui aggregarsi. Perché per motivi sociali DEVI fare qualcosa. Poi fino al 30 gennaio la domanda diventerà "cosa hai fatto a capodanno". Se rispondi "nulla" il tuo social proof (STATUS) diminuirà ancora.

Non è facile per gli incel trovare una festa: in genere a queste feste tra amici le fighe sono desiderate, le coppie sono accettate ma i maschi soli non li vogliono assolutamente vista l'altissima RATIO M/F che gli organizzatori cercavano disperatamente di abbassare. Quindi, per noi che eravamo un gruppo di maschi sfigati incel, era difficile trovare una festa, il più delle volte finivamo sparpagliati in feste in cui ci dicevano "ok, al massimo però tu ed un altro, quattro maschi sono troppi".
Sarei potuto rimanere a casa a dormire e fottermene ma avrei dato una delusione ai miei genitori, specialmente mia madre, che si preoccupava che non avessi vita sociale e soprattutto ragazze.

Io capodanni ne ho fatti qualcuno in feste medio grandi organizzate da amici di amici (erano tipo rave party in capannoni), feste in discoteca e imbarazzanti cene tra amici tutti accoppiati. Ovviamente sono sempre tornato a casa con le vescicole seminali piene e senza aver conosciuto nessuna nuova ragazza. Qualche volta addirittura sono stato perculato da fighe che, vista la mia bruttezza, fingevano di venirmi dietro per deridermi (giuro, è successo).
Io andavo a queste feste per dovere sociale. Sapevo che non mi sarei divertito, e quando ero lì contavo i minuti che mancavano ad un orario decente al quale avrei potuto andarmene senza apparire troppo sfigato.
Vivevo queste feste "in apnea".

Avete presente quando siete sott'acqua che vi manca l'aria e non vedete l'ora di riemergere, inoltre, sott'acqua i sensi sono ovattati, quello che vi interessa è solo uscirne.
E così io. Vivevo la situazione con distacco, pensando ai fatti miei, come quando a scuola non ti importa nulla del prof che spiega e aspetti solo che finisca.
Nei casi più fortunati mi mettevo a ballare e cioè soltanto quando la musica era techno o trance e a tutto volume e come luci c'erano soltanto la strobo meglio se anche la macchina del fumo. In quelle condizioni mi mettevo a ballare perché la strobo faceva sì che mi si vedesse "a fotogrammi" e non si vedesse quanto fossi ridicolo a muovermi; la macchina del fumo poi diminuiva ulteriormente la visibilità.
Ma c'è un capodanno che non dimenticherò mai. No, non  è un capodanno in cui ho rimorchiato. Quello non è successo.

Era un capodanno in cui ero già maggiorenne e patentato. Sarà stato un capodanno tra il 1998 e il 2002 (ma non il 2000, l'avrei ricordato).
Tutti i miei amici incel trovarono, separatamente e all'ultimo momento, una festa a cui andare e me la misero in quel posto. Rimasi senza festa dove andare; ma non volevo deludere i miei genitori (in particolare mia madre).

Allora verso le 22.30, vestito a festa (non in giacca e cravatta ma con una bella camicia e bei pantaloni, barba e capelli fatti) uscii in auto. Gironzolai un po' per la città come uno scemo, poi mi misi in un parcheggio vuoto ad ascoltare il megamix di Molella, a motore acceso, per non scaricare la batteria e per poter tenere il riscaldamento.
Verso le 3.30 me ne tornai a casa e andai a dormire.
A tutti raccontai di essere stato a una fantomatica festa di amici di amici in un casolare fuori città.
Nonostante abbia mentito a tutti gli altri, e' stato il capodanno più sincero con me stesso che abbia passato.

Henri de Toulouse-Lautrec

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27 commenti:

  1. Se si ha un lavoro che prevede turni notturni o cmq con la possibilità di essere contattati per un'emergenza, si può ovviare al problema facendoselo attribuire (e di solito il turno di Capodanno è più ben retribuito). Se qualcuno dovesse proprio chiedere qualcosa al riguardo, si può dire che "qualcuno lo doveva fare, hanno estratto a sorte ed è toccato proprio a me", anche se non fosse vero.

    Altrimenti, se si è in una diversa condizione, può essere d'aiuto organizzarsi per tempo ed andare a fare qualche viaggio di gruppo in quel periodo (ad esempio, con Scuolazoo oppure Avventure nel Mondo). Mi risulta che, in questi contesti, siano di più le partecipanti donne rispetto agli uomini, e già questo può essere d'aiuto ;) ...

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  2. E da anni che faccio capodanni da solo in casa.Ho fatto il callo.Questa è la vita dei brutti.

    Shoggoth

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  3. Chi non sa stare da solo non sa stare bene con sé stesso. Molti pensano di avere bisogno di amici, ma esiste l'amicizia?? È una blupillata al pari dell'amore. Se volete un amico prendete un cane

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  4. Henry de Toluose Lautrec22 dicembre 2018 17:53

    Probabilmente era il 98 o 99, lo ricordo dall'auto che avevo.
    Sì, fare il turno di notte è un'ottima scusa.

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    1. Oppure, se si è ancora studenti/disoccupati, guardarsi intorno per andare a lavorare in qualche ristorante o per qualche veglione. Di sicuro questo non può dare adito a diminuzioni di "status" ;) ...

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    2. Henry de Toluose Lautrec22 dicembre 2018 18:33

      Per lavorare a contatto col pubblico servono requisiti minimi di bellezza... tranne dove si entra tramite concorso :-)

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    3. Buona come battuta, ma mi sembra un alibi. Per portare il cibo a tavola o addirittura allestire una sala, basta non scendere sotto il 4.5, ovviamente salute permettendo ;) ...

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    4. Henry de Toluose Lautrec22 dicembre 2018 21:06

      Io pero' sono stato sempre scartato; in compenso poi ho vinto 3 concorsi e ora sono un pubblico ufficiale. Nota: non scarico le mie frustrazioni sui cittadini, anzi, cerco di essere imparziale e di buon senso indipendentemente dal fatto che le persone con cui ho a che fare siano uomini o donne, brutti/e o belli/e

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    5. Mi spiace. Poi cmq dipende molto anche dai contesti geografici e pure da come gira l'economia in un determinato periodo.
      Complimenti per i traguardi raggiunti nel lavoro e per l'approccio che dici di avere nei confronti dei tuoi interlocutori. Da ciò che scrivi, mi sembra che tu abbia cmq metabolizzato in positivo i tuoi trascorsi poco positivi, ed è sicuramente un merito :)

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  5. Henry de Toluose Lautrec22 dicembre 2018 21:54

    Scaricare le proprie frustrazioni al lavoro è caratteristica di donne frustrate isteriche che io non voglio assolutamente avere.
    Per me la professionalità è sacra.
    Da questo punto di vista ammiro le persone che vanno in TV (es. Crozza, la Marcuzzi, ecc) che in TV riescono ad essere impeccabili e trasmettere allegria anche se magari hanno appena litigato col coniuge o col produttore e/o hanno delle incazzature micidiali che riescono a nascondere.
    Sono il mio esempio da seguire.

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  6. red, scusa, il blog è tuo e ci metti quello che ti pare, ma ti chiedo di accettare questo commento.
    qui sono tutti normie, incluso tu. non chad, ma comunque normie.
    dopo la terza media, io sono stato invitato a 0 feste, e ora ho 40 anni. avrei di quelle crudezze da raccontare, che nemmeno in un film horror.
    lasciati dire che non avete idea di cosa vuol dire stare da soli per davvero. non avete proprio la minima idea.

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    1. Ho capito perfettamente cosa dici, io sono un 5/5,5 e se tu sei 4 posso solo immaginare le crudezze che hai vissuto. Nulla ti impedisce (come ho fatto io e tanti altri) di inviargli una mail con la tua storia. :)

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    2. Non è una gara a chi sta peggio, io riporto i contenuti a tema redpill che possono essere di una qualche utilità per gli utenti. Come ha detto Mario, sei libero anche tu di riportare la tua esperienza.

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    3. (sono quello di prima).
      semplicemente è frustrante vedere che chi dice di avere dei problemi LMS in realtà casca nella norma.
      capisco però che se le storie dovessero essere solo di brutti veri, sarebbe la fiera degli orrori, e immagino molti lettori non ci crederebbero.
      una cosa comunque tengo a ripetere: non sapete cosa vuol dire essere invisibili e stare soli per davvero.

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    4. Scusa se sono un po' duro, ma a me sembra che tu stia seguendo un ragionamento autoreferenziale.
      Tu credi davvero che l'invisibilità la sperimentino SOLO i brutti veri? Magari la sperimentano effettivamente tanti brutti, ma se credi che sia prerogativa solo di essi, ti sbagli di grosso.

      Io sono uno di quelli che ha raccontato la propria storia (uno di quei "normie senza problemi LMS" a cui probabilmente ti riferisci) sul blog e se avrai avuto modo di leggere, da 5 anni a questa parte sperimento una situazione di totale invisibilità, anzi di "inesistenza" per il mondo esterno.
      Ho avuto pure problemi di bullismo fin dalla prima elementare.

      Questo nonostante sia valutato mediamente intorno al 6,5.

      Tagliando i ponti con i precedenti giri sociali, mi sono ritrovato in questo pantano che ricorda molto da vicino la situazione in cui si ritrova un brutto vero, pur non avendo di fatto problemi estetici.

      Vero, prima di questo periodo, ho passato diversi capodanni in cui stavo fuori fino al mattino e uno di questi lo trascorsi persino tr*mbando a casa di una tipa.
      Ma è stato un periodo transitorio, dato che ora come ora mi ritrovo da 5 anni a questa parte a passare il Capodanno chiuso in casa, nessuno se non due persone in croce (letteralmente) mi manda messaggi di auguri su Whatsapp o via SMS e le prospettive per il futuro non sono affatto rosee, dato che non riesco a trovare materialmente un sistema per uscirne fuori (dato che soffro pure di sociofobia, il che forse è peggio che essere brutti).

      Perdonami nuovamente per la durezza, ma dovresti provare a guardare un attimo al di là del tuo orticello quando te ne esci con questi discorsi.
      Poi ha ragionissima Il Redpillatore: se vuoi raccontare la tua di storia, sei liberissimo di farlo, anzi sarebbe una buona cosa per il blog che anche tu la raccontassi.

      Inutile fare gare a chi sta peggio o uscirsene fuori con polemiche sterili della serie "qui siete tutti normie gne gne gne": questo è un atteggiamento che non porta da nessuna parte!

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    5. Ciao Marco come mai hai tagliato con i giri che avevi? Quanti anni hai ?cmq vero difficile entrare in nuovi

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    6. Ho 38 anni e vivo pure in un buco di provincia.

      Ho tagliato con i vecchi giri essenzialmente per due motivi:

      - ho voluto concentrare tutto me stesso su un pesante percorso di looksmaxing (prima ero sul 5-5,5);
      - tale percorso di looksmaxing includeva un intervento a tutt'oggi considerato "socialmente inaccettabile" (protesi/estensioni tricologiche).

      Quindi l'unico sistema per uscire dal tunnel sarebbe quello di costruirsi ex novo un giro sociale: considerando la mia età, la situazione "logistica" della mia realtà geografica ed il fatto che soffro di sociofobia (forse il dettaglio più invalidante è quest'ultimo), purtroppo si tratta di un'impresa ai limiti dell'impossibile.

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  7. Scusa ma io non penso che noi donne siamo avvantaggiate in questo caso, visto che per andare alle feste di capodanno serve soprattutto avere tanti amici, non c'entrano più di tanto i ragazzi. Io quest'anno sarà sola come un cane perché ho una storia a distanza e il mio ragazzo non puo venire, è ho tre amiche in croce perché sono abbastanza introversa, e tutte andranno fuori città con il ragazzo. Anche volendo non avrei modo di imbucarmi da qualche parte perché non ho abbastanza confidenza con nessun altro, quindi starò a giocare a tombola con i miei. A 22 anni. Sinceramente non mi importa più di tanto del giudizio altrui, ma non state a dire che siccome sono donna la mia vita deve essere perfetta.

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    1. Mi spiace a 22 anni non è bello. Hai ragione sono i tempi ad essere disgraziati, in molti casi il sesso conta relativamente. 30 anni fa era tutto più semplice nelle relazioni, adesso per avere amici decenti devi quasi essere una star.

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    2. Si, grazie. Tu intanto hai un fidanzato e chissà quanti feedback positivi ricevi durante l'anno. Nessuno dice che la tua vita sia perfetta (la vita perfetta probabilmente non esiste de facto) ma il fatto è che vivi in una condizione (relazionale e sessuale) per cui nemmeno puoi immaginare le nostre difficoltà. Il capodanno da soli è solo un sintomo, non una causa

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    3. Forse un minimo posso capirvi perché un po' anni fa ero sola come un cane perché soffrivo di ansia sociale per vari motivi e non me la sentivo di conoscere ragazzi. Era colpa mia, ma non è che mi piacesse quella situazione, mi sentivo davvero sola. Ora che ho superato un po' delle mie paturnie sto sicuramente molto meglio, ma non è comunque il massimo. Mi dispiace ragazzi, mi rendo conto che per voi è molto più difficile, ma vi auguro di trovare qualcuno che sappia apprezzarvi

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    4. Potresti spiegare come hai fatto a risolvere i tuoi problemi sociali?

      Forse mi sbaglio ma, da sociofobico vero quale purtroppo sono, ho l'impressione che il tuo problema sia lieve o comunque più legato a semplice timidezza o insicurezza.
      Già il fatto che parli di "paturnie" è significativo: la sociofobia è un disturbo invalidante, un vero e proprio handicap che ti distrugge la vita, altro che semplici paturnie.

      Inoltre parli del fatto che i tuoi problemi erano più che altro legati all'interazione con i ragazzi, quindi con l'altro sesso: la vera sociofobia, rende estremamente difficile interagire con qualsiasi essere umano a prescindere dal sesso, te lo posso garantire.
      Chi è realmente sociofobico rischia di trovarsi proprio con zero amicizie (letteralmente), non tre in croce.

      E non ti salva nemmeno un aspetto decente: io ho looksmaxato come un dannato, sono diventato anche qualcosa più rispetto alla media dei miei coetanei, eppure la mia vita non è cambiata di una virgola (anzi, paradossalmente è peggiorata).
      Ti salvi se sei almeno un 7,5-8.

      La tua, ribadisco, sembra più che altro semplice timidezza, insicurezza o al limite mancanza di autostima: anche questi sono problemi, ovvio, ma sono risolvibili con relativa facilità ed in tempi non eccessivamente lunghi.

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    5. Non essendo mai andata da uno psicologo (avrei anche voluto, ma manca il cash ��) e avendo conoscenze limitate nell'ambito della psicologia non so come dovrei definire la mia situazione, ma in effetti forse ho usato un'espressione troppo esagerata. Non volevo sminuire i tuoi problemi, scusa ��

      Avevo problemi anche con le amicizie, soprattutto il liceo è stato davvero un inferno per me. Se non sono proprio sola lo devo a una mia amica delle elementari che è sempre rimasta e che mi ha aiutata a fare amicizia con qualcuno, ma in realtà continuo a trovarmi a disagio quando usciamo in gruppo pure con la solita gente che conosco da anni. Con il mio ragazzo invece sono riuscita a sbloccarmi solo perché, abitando molto lontani, pensavo non ci saremmo mai visti ��. E alla fine, quando dopo mesi mi ha detto che sarebbe andato tre giorni in una città vicina alla mia ho trovato la forza di decidere di vederlo, ma solo perché ci conoscevamo già bene. Quell'anno infatti avevo conosciuto su Facebook altri ragazzi della mia città e ci eravamo messi d'accordo per vederci, ma qualche giorno prima paccavo sempre perché già giorni prima non dormivo per l'ansia,quindi immagina le abilità sociali che sfoggio quando conosco un ragazzo dal vivo ��

      Sicuramente per voi ragazzi quando siete messi in questa situazione. Una ragazza molto timida non viene cagata molto ma qualcuno che ci prova di solito c'è. Volevo solo dire che nel caso delle amicizie non siamo piu avvantaggiate, anzi, forse per un uomo e più facile perché noi siamo più selettive anche in amicizia

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  8. "A tutti raccontai di essere stato a una fantomatica festa di amici di amici in un casolare fuori città."

    Ora non potresti fare nemmeno quello, perché la gente vorrebbe vedere le immancabili foto sul cellulare (tutto deve essere rendicontato, dalla mozzarella di bufala sulla pizza gourmet al gelatino bio fino al ninnolo natalizio preso al mercatino tradizionale e all'asciugamano della spa, il tutto rigorosamente geotaggato possibilmente in modalità selfie) e il tuo alibi verrebbe smontato dalle "stories" su Instagram di tutti gli altri utenti della cazzeggiosfera in tempo reale.

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    1. Basta inventarsi un posto relativamente lontano e imboscato dove sia difficile verificare

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. "per me sarebbe una che la pensa come ne e ha almeno la passione pero la montagna e veda criticamente l'obbrobrio di società capitalista a cui appartenaniamo, ma sono perle rarissime..."
      O magari capita che, pur riconoscendo che aderiscono a questo modello, le si scarti o cmq non le si consideri perché non le si trova di aspetto sufficientemente attraente :-/ ...

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