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Un Fantasma Troppo Gentile

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Salve Red,
Seguo il tuo blog da
circa un anno e dopo aver letto gli articoli che trattano di esperienze
personali, trovando molti punti di contatto con la mia esperienza di
vita (in particolare nella serie “crudezze liceali“), ho deciso anche io
di raccontarmi. Ci tengo a dire che a differenza di molti la mia storia
ha un lieto fine, ma voglio ricordare che il mio problema è sempre
stato soprattutto psicologico, in quanto ho una struttura facciale
decente e una buona statura.
Mi scuso con i lettori già da ora se sarò lungo e un po’ prolisso;

Mi chiamo Giovanni, ho 32 anni e un lavoro che mi fa vivere tranquillo.
Vivo in un piccolissimo  paesino di montagna vicino a un centro di
media grandezza nel nord Italia. Non sono mai stato eccessivamente
brutto, ma alcune caratteristiche fisiche/psicologiche sono comunque
state la ricetta per il disastro assoluto, almeno fino a un certo punto.
Sono alto (1.90) ma con una struttura ossea molto esile (mia madre ha i
polsi più grandi dei miei e in vita mia non ho mai visto un uomo che li
avesse della mia stessa grandezza) e di conseguenza un fisico
abbastanza ridicolo.

 In più ho avuto sempre la tendenza a ingrassare,
quindi ti lascio immaginare che povertà di caratteristiche maschili il
mio corpo avesse. La mia faccia è però decente, nonostante un nasone con
pori dilatati posso dire di essere sul 6-6,5. Il problema più grande:
essere sempre stato timido, remissivo, pauroso, buono e rispettoso degli
altri/e. Ho fatto le scuole elementari e medie nel mio paesino con i
miei buoni amici e, a parte qualche screzio, mai nessun problema. Ma già
in quel momento covava in me la red pill: in classe, in prima fila,
eravamo in quattro, due femmine e due maschi. Ovviamente le femmine
passavano il tempo a fare chiasso, ma la “maestra” sosteneva fossimo noi
maschi, quindi ci separò; in una fila di quattro banchi, a sinistra io,
a destra il mio amico, e le femmine al centro (a fare chiasso). Non
riuscivo a capacitarmi del fatto che noi maschi fossimo puniti “in
quanto maschi”, costretti a scontare le pene per qualcosa fatto da
altri.
Era come se le marachelle fatte dalle femmine fossero invisibili
agli occhi DELLE docenti, mentre a noi maschi non era nemmeno concesso
fiatare.

C’era una bambina più grande di me di un anno con la quale
abitualmente battibeccavo, lei sosteneva l’assoluta “superiorità delle
femmine” e diceva che quando sarebbe diventata grande le femmine
avrebbero avuto il mondo in pugno
(una profezia incontestabile, se
guardiamo come va il mondo oggi), io cercavo di controbattere come
potevo. Un giorno lei e una sua amica letteralmente mi tesero un
agguato. Da dietro una porta mi fecero lo sgambetto, io caddi a terra e
subito fui violentemente preso a calci dalle due, riportando la rottura
del frenulo del labbro superiore e tante ammaccature. Il giorno dopo, a
mia madre che venne a scuola a chiedere spiegazioni, fu detto che “erano
mesi che tormentavo le  bambine e loro avevano solo cercato di
difendersi”
. A distanza di tanti anni ancora considero quell’episodio
ciò che mi ha iniziato ad aprirmi gli occhi nei confronti delle donne
. I
veri guai iniziarono al liceo. Io non ci volevo andare, ma mia madre mi
iscrisse a forza perché voleva vantarsi di avere un figlio al liceo.

Risultati: raffiche di 3 e altre insufficienze assortite, ma  nonostante
questo, per non so quale miracolo non fui mai bocciato. Il rapporto con
i compagni/e è sempre stato altrettanto disastroso; a parte due persone
fantastiche che ogni tanto sento ancora oggi, sono sempre stato preso
di mira dai maschi con scherzi, bullismo, umiliazioni. Una volta uno di
questi bulletti (più basso di me e grasso, ma forte e dominante),
durante l’assemblea di istituto, mi prese per l’avambraccio e urlò agli
altri “guardate quanto è piccolo il polso di questo ritardato” e tutti a
ridere. Sul lato rapporti con le ragazze, proprio zero. Per  la
popolazione femminile della scuola semplicemente non esistevo
. Ho
passato tantissimo tempo a chiedermi come mai non venissi mai calcolato o
preso sul serio da nessuno/a nonostante fossi sempre buono e gentile.
Una cosa mi rimase impressa delle ragazze in quel periodo; lo sguardo.
Quando quelle poche volte parlavano con me, il loro sguardo sembrava
quasi volermi schernire, prendermi in giro. Quando invece parlavano
con/dei bellocci/bulli della scuola, avevano uno sguardo estasiato,
sognante, ipnotizzato, gli occhi a cuoricino, come si suol dire.

Vedere
certi animali quadrupedi, maleducati e ignoranti, avere successo con
tutte le ragazze del mio istituto era un’umiliazione continua
. Io
comunque ci mettevo del mio; ero troppo timido anche solo per iniziare
una conversazione. Notai una cosa; a differenza dei bellocci, io venivo
chiamato sempre per cognome, quasi a voler mantenere le distanze. Tra
gli episodi che ricordo con più amarezza: il gruppetto delle ragazze
della mia classe aveva lasciato su un banco un foglio dove scrivevano le
varie valutazioni che assegnavano ai maschi della classe.

Vedere il mio
nome associato a bellezza 4 e intelligenza -10 fu una delle sensazioni
più brutte che io ricordi di aver mai provato.
Osservavo gli altri
maschi e restavo basito; per loro era normale ciò che per me era
assurdo, incomprensibile, lontano anni luce: parlavano, si
abbracciavano, si baciavano e uscivano con le ragazze. Le uniche volte
in cui le ragazze invece si rivolgevano a me era solo perché volevano in
prestito qualcosa (io ovviamente ero sempre disponibile). La mia
timidezza mi impediva di avere una vita sociale, e mi sono sempre
rifigiato in fumetti e videogiochi. A un certo punto sono giunto alla
conclusione che in fondo non era così male; mi ero rassegnato alla vita
da subumano che il destino mi aveva incomprensibilmente assegnato
.
Arrivò l’università, e con lei anche una CO da 3 che fin da subito mi
pressò per fidanzarsi con me. Cosa ho fatto, quindi? Ma certo che mi
sono fidanzato! Uno che non aveva mai neanche abbracciato una donna, si
ritrovava fidanzato. E da quel momento fu uno strazio continuo; non
avevo una fidanzata ma un dio da adorare e a cui obbedire
. È incredibile
quanto le ragazze italiane siano diventate pretenziose! Se ci penso
credo di aver ipogamato di almeno 2,5-3 punti.

Posso dire con certezza
che quelli furono gli anni più brutti della mia vita. Ebbi anche un
decadimento fisico e diventai sempre più grasso. Dopo due anni e mezzo,
una specie di svolta. All’epoca (24 anni) lavoravo sporadicamente come
cameriere e spesso rimanevo da solo con una collega normobruttina. Non
ricordo bene come e perché successe, ma iniziammo una specie di
relazione clandestina, uscendo e avendo rapporti dopo il lavoro. Andò
avanti per qualche mese, finché la mia fidanzata si accorse di qualcosa e
mi lasciò in malo modo. Io, senza dignità ma anche senza un briciolo di
amore per me stesso, feci di tutto per riprendermela, spinto da non so
cosa, e ci rimettemmo insieme. Persi ovviamente la mia “ragazza
clandestina”
, che peraltro me la face pagare cara facendomi soffrire
come non mai. Non ho ancora parlato di sesso; vi voglio solo raccontare
che dopo la “scoperta” iniziale persi qualsiasi interesse verso la mia
lei, e i “rapporti” (mentre scrivo sto ridendo) erano uno ogni 2-3 mesi.

La mia vera compagna era p*rnhub. Fatto sta che dopo qualche altro mese
di litigi, decisi di lasciarla definitivamente e cominciare a vivere
come un eremita. Incredibile come non mi passava neanche per la testa di
cercarmi una ragazza decente, sicuro del fatto che a nessuna potevo
interessare, ma dopo essere stato un fantasma per 24 anni, quale fiducia
potevo avere nelle mie (inesistenti) capacità attrattive?
Passò qualche
anno, mi laureai in ingegneria informatica con 110 e lode, iniziai
subito a lavorare, ma rimasi a vivere con i miei.

Iniziai a correre e
letteralmente smisi di mangiare. Persi talmente tanti kg che mio padre
mi minacciò di cacciarmi di casa se non avessi iniziato a mangiare.
Provate a immaginare un uomo alto un metro e novanta ma che pesa
sessanta chili!
In estate un gravissimo problema al ginocchio mi impedì
di continuare a correre. Presi una cotta tremenda per una ragazza di
media bellezza (per uno che mai aveva visto una femmina decente era come
una dea dell’olimpo), che per me aveva la stessa considerazione che
riservava ai vermi; nonostante questo, trovai il coraggio di farle la
corte. Pali su pali, umiliazioni su umiliazioni; tirò fuori tutto il
classico repertorio: ti vedo solo come un amico, è un periodo
particolare, non sono pronta per una relazione… Due settimane dopo si
fidanzò con un tipo basso, grasso, tutto tatuaggi e con una Maserati.

 Incassai e andai avanti. Decisi di dedicarmi esclusivamente a lavoro,
sport e videogiochi. Non potendo correre, mi iscrissi in palestra per
praticare bodybuilding puro, come mio zio ai suoi tempi. Tagliai i
capelli secondo un taglio alla moda, dicendo addio alla mia ridicola
coda di cavallo, mi feci crescere i baffetti. Iniziai anche a seguire
una serie di diete mirate all’aumento della massa muscolare. Fu una
specie di miracolo: in pochissimo tempo il mio corpo cambiò
drasticamente, addirittura la mascella diventò molto più squadrata. In
due anni diventai una specie di dio dell’olimpo; iniziai a uscire la
sera, da solo e con amici, e incredibilmente presi coraggio, quel
coraggio di flirtare che mi era sempre mancato. Cominciai ad avere
successo con le donne, anche decisamente belle (7-7,5) e non mi
capacitavo del perché, in fondo ero sempre io, solo con un corpo diverso
rispetto a qualche anno prima. Ebbi di tutto; bionde, more, lisce,
ricce, giovani e MILF. Erano loro a mostrare interesse verso di me, e
inizialmente, ero talmente disorientato da questa novità che me ne
lasciai sfuggire qualcuna, facendo davvero la figura del ritardato.
Ricordo un episodio su tutti: una tipa da 7, a una festa in piscina, si
avvicinò a me e mi disse con occhi allupati: “wow, sei grosso come un
armadio e sicuramente sarai forte come un orso”. Recuperai venti anni di
vita in un nulla.

I continui successi mi diedero fiducia e mi aiutarono
a cambiare il mio carattere da remissivo a dominante. La mia imponenza
fisica mi dava fiducia e autostima. Finché incontrai LEI. La donna con
la quale ora condivido la casa e la vita. Non siamo (e non saremo mai)
sposati e non abbiamo (e non avremo mai) figli. E viviamo felici.
Capisco che la mia storia può sembrare molto più “light” delle
esperienze vissute da altri e raccontate su questo blog, ma vi assicuro
che quando una persona é  molto sensibile anche esperienze
apparentemente poco segnati lasciano cicatrici profonde. Ancora adesso
porto rancore per alcuni episodi di umiliazioni subite che non ho avuto
il coraggio di vendicare. Ancora adesso sono  complessato per la
dimensione ridicola dei miei polsi, nonostante abbia un corpo magro e
muscoloso. Quindi, dal basso della mia poca esperienza, mi sento di
fornire due consigli a tutti:

1 – Non lasciatevi mai umiliare. Rispondete colpo su colpo. (ne va della vostra salute mentale)
2 – Andate in palestra. Ogni volta che potete.

Grazie a tutti per aver letto questo articolo.

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Anonimo
Anonimo
1 anno fa

E' praticamente la mia stessa e identica storia. Solo che io iniziai ad allenarmi a 16 anni, e ora ne ho 23 e sono piazzato molto bene; ma sono 1 e 70 e ho ricevuto voti che spaziano tra il 6,5 e il 7,5, mentre alcuni gay dicono 9. Fidanzato da 2 anni, ho avuto solo lei in 23 anni di vita, e ho dovuto faticare parecchio eh per averla… e probabilmente a breve mi mollerà, nonostante non le faccia mancare nulla.

Old Red
Old Red
1 anno fa

Secondo me, questo articolo dimostra che non è vero che “conta solo il bel faccino”. Sono praticamente un’anziano ed in tanti anni di osservazione, ho potuto capire che le donne sono straordinariamente attratte dall’elevato tasso di testosterone in un uomo. Probabilmente, l’ olfatto più sviluppato del nostro, fa si che loro riescano inequivocabilmente a percepirlo. Questo spiega come mai la donna sia attratta da individui rozzi, tamarri, rissosi, magari anche oggettivamente brutti (a giudizio di noi uomini), ma dal carattere fortemente dominante. Questi sono tutti indici di elevato tasso di testosterone. L’autore dell’articolo conferma questa mia tesi. Con il prepotente sviluppo muscolare, in cui si elevano notevolmente i livelli di questo ormone, è letteralmente diventato un uomo molto attraente agli occhi delle donne. Quando avevo 30 anni, anche io ho vissuto una cosa simile. Da magro e depresso, su consiglio di un’amico, mi sono iscritto in palestra. Mi sono subito appassionato alla cosa ed in poco tempo, il mio corpo è “rifiorito”. E con esso anche l’umore e l’autostima. E di li a poco ho notato sguardi diversi da parte delle ragazze…

Mario Rossi
Mario Rossi
1 anno fa

Bella storia, io sono tra i primi ad aver scritto un articolo con la mia "biografia" diciamo e nonostante il miglioramento che mi ha portato ad avere rapporti non potrei mai ambire a quel che hai raggiunto tu. Ovviamente ti ha salvato l'altezza e la buona genetica di base, hai ammesso tu stesso di essere un 6 – 6,5 di viso, addirittura la palestra ti ha aiutato a rinforzare la mascella, cosa che all'inizio credevi impossibile, il problema era chiaramente il grasso in eccesso.

Che dire? Sono contento che tu sia riuscito a cambiare completamente la tua vita, ma sappi che per i sub-6 cambia poco palestra o non palestra, senza qualcosa alla base resti un invisibile. Lo dico da 5, per i 4 veri la palestra è proprio totalmente inutile.

Mario Rossi
Mario Rossi
1 anno fa

Ho una domanda scottante da porti: Come gestisci la consapevolezza che l'attuale ragazza con cui sei felice è una delle tante che ti avrebbe solo preso per il culo quando andavi a scuola? O comunque non ti avrebbe degnato di uno sguardo se fossi rimasto come prima.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Forza tutti in coro:
FACCIA
CAPELLI

Marco
Marco
1 anno fa

Storia molto simile alla mia, cambiano solo il finale (io sono passato dal 5/5,5 al 6,5/7 "certificato", però non sono riuscito a svoltare causa sociofobia e strascichi lasciati dai traumi adolescenziali) ed in parte l'esordio (io fui bullizzato già dalle elementari nel mio paesino, anche se sempre a livello di sfottò e vessazioni psicologiche da parte degli altri maschi: mai nulla di fisico e mai nulla da parte delle femmine).

Il mio miglioramento estetico si è focalizzato più che altro sulla riduzione del grasso facciale, che si era accumulato in maniera talmente cospicua da deformarmi i lineamenti: sono passato dal 25% al 10-11% di bodyfat.
Non faccio però bodybuilding: mantengo un fisico magro ed asciutto "alla Neymar", per intendersi.
Quindi diciamo che questo passo in più, che tu sei riuscito ad intraprendere, nel mio caso non c'è stato: vado in palestra con l'obiettivo di mantenermi definito e con quel minimo di massa muscolare necessario per non sembrare troppo secco.

Permettimi ora un'osservazione: tu stesso scrivi "iniziai a uscire la sera, da solo e con amici, e incredibilmente presi coraggio, quel coraggio di flirtare che mi era sempre mancato".

Ecco, QUESTA è la chiave della tua svolta, non il bodybuilding.
Se avrai letto la mia storia ("Grazie Bullismo!"), il miglioramento estetico diventa inutile, fine a sè stesso se poi la sera te ne stai sempre chiuso in casa e non hai uno straccio di amico con cui uscire.
Tu invece hai cominciato ad uscire assiduamente la sera, hai avuto modo di metterti seriamente in gioco e guarda caso i risultati sono iniziati ad arrivare, sei riuscito a svoltare davvero.

Questo trovo sia un problema che contraddistingue gli spazi redpill: si tende a trascurare il fattore "vita sociale".
E' logico, matematico, lapalissiano che senza uscire di casa in contesti sociali pro-rimorchio (leggasi uscite serali per locali o con le classiche comitive miste), ti manca proprio la condizione di base per conoscere le tipe.
E' come avere una Formula 1, ma ti tocca tenerla sempre ai box perchè non ci sono piste su cui correre nei paraggi: giocoforza, non solo non vincerai nessun gran premio, ma neppure avrai la possibilità di gareggiare per le qualifiche.
Questo a meno di non essere over7: in tal caso si rimorchia anche stando fermi alla fermata dell'autobus o allenandosi in palestra, credo sia abbastanza naturale.

Concludo con un paio di domande: gli amici con cui avevi iniziato ad uscire come li avevi conosciuti? Erano amicizie storiche o nuove conoscenze nate dal nulla (dubito che sia così, dato che ti descrivi come particolarmente timido ed introverso)?
Scrivi che uscivi la sera anche da solo: come facevi a combattere contro la sensazione, più o meno giustificata da riscontri fattuali, di essere visto come uno sfigato/disperato/asociale che esce da solo la sera perchè non ha nessun amico a disposizione?
Io ad esempio non ci riuscirei mai, al massimo posso uscire la sera una volta l'anno per andare ad assistere ad un concerto.