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Crudezze Liceali – Parte 1

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Notte prima degli esami, Fausto Brizzi (2006)

Edmond Dantes nel romanzo “Il Conte di Montecristo” trascorse 14 anni di ingiusta prigionia, Solomon Northup ispirò “12 anni schiavo” e Robinson Crusoe passò  ben 28 anni della sua vita in un’isola deserta.


Io riuscii a provare un’esperienza ancora più estrema: mi iscrissi al liceo classico pur essendo esteticamente sotto il 7 e lì vi rimasi per ben 5 anni sopravvivendo ad ogni genere di crudezza.


Le ragioni che portarono a questo tipo di scelta scolastica però, credetemi, furono tutte da persona matura e responsabile e si potrebbero sintetizzare in 4 punti:

  • la matematica mi ha sempre fatto cagare 
  • sono obiettivamente una testa di minchia e all’ITIS mi avrebbero menato
  • mio padre voleva così e mi aveva promesso il motorino se avessi avuto una buona media
  • il classico era una scuola piena di fighette e avrei avuto più probabilità di rimorchiare

Quest’ultima probabilmente era la ragione principale, del resto allora come ora le ragazze sono sempre state il mio interesse principale. E purtroppo anche il mio cruccio.
Con il senno di poi avrei preferito fare 8 ore di matematica giornaliere, essere pestato ogni giorno nei bagni dell’ITIS e girare per tutta la vita a piedi scalzi piuttosto che assistere così da vicino alla bestialità femminile nel suo periodo di massimo splendore, ovvero quello adolescenziale.

BENVENUTO ALL’INFERNO

Che non sarebbe stato facile lo capii fin dai primi giorni, quando mi catapultai in questo ambiente completamente nuovo per me.
Avevo frequentato le scuole medie nel mio piccolo paesello di provincia insieme a persone molto semplici e generalmente di modesta estrazione sociale, mentre il liceo si trovava in una cittadina di medie dimensioni e raccoglieva molti dei figli di papà del centro città.

Erano questi i veri protagonisti dello scenario seduttivo liceale, ragazzi bellocci e benestanti (normalmente chi è ricco di famiglia tende anche ad essere esteticamente sopra la media perché ovviamente i ricchi fanno la scalata genetica e trovano le mogli più fighe e fanno figli più belli) con l’Audi nuova a 18 anni, la camicetta ralph lauren e l’IWC al polso.

Non fosse stato abbastanza chiaro che le ragazze ambivano a loro, c’era una scritta sui bagni dell’istituto a rimarcarlo in maniera più esplicita:

“(Nome del belloccio figlio di papi) oggi mi sono rasata la figa per te”.

Nonostante l’ambiente altamente competitivo non avevo comunque abbandonato l’idea di trovarmi una ragazza e vi giuro che all’epoca non mi drogavo né prendevo psicopaste, ero proprio così ritardato di mio.

Mi sarebbe bastata una ragazza, solo una, una fidanzata. Non avevo velleità da playboy, anzi venivo dal background culturale degli ingenui e blupillatissimi anni ’90 e credevo nella possibilità di poter instaurare una relazione sana con un essere femmineo.


Guardandomi indietro però devo dire che i primi due anni (il cd. “ginnasio”) furono per me proprio i peggiori e obiettivamente le mie chances di trovare una ragazza erano praticamente nulle.

Per le ragazze invece fu già fin da subito una gran pacchia.
Gran parte di loro già sperimentava i primi fidanzamenti, le prime seghine e i primi pompinetti e qualcuna si spingeva anche oltre.

Ricordo un lunedì mattina un gruppo di persone riunite intorno a una mia compagna di classe.
Raccontava di come il week end precedente, una nostra compagna di scuola avesse avuto un rapporto sessuale a una festa e, noncurante di essere nel suo periodo (si dice così?), avesse imbrattato tutte le lenzuola di sangue.

Venire a conoscenza di questo episodio, perdipiù raccontato con la stessa naturalezza con cui si racconta di uno che abbia accidentalmente versato della birra sul divano, fu piuttosto shockante per  tutti noi maschi della classe.

Io in particolare, non solo non avevo mai avuto rapporti sessuali, non solo non avevo mai baciato una ragazza, ma all’epoca non avevo in vita mia mai neppure partecipato ad una festa!


E di crudezze come quella ne seguirono molte altre; spesso erano le ragazze stesse a lasciarle trapelare, tipo quando il belloccio preferiva una ragazza ad un’altra e allora quest’ultima per invidia andava ad infangarla per tutta la scuola.
O come quella volta che una ragazza quattordicenne, nervosa e arrabbiata, chiese il telefono a un mio amico per mandare un sms, senza sapere che stava digitando il suo messaggio su uno dei primi modelli di cellulare che potevano salvare i messaggi inviati e che io e i miei amici avremmo scoperto tutti quanto la gentil pulzella aveva da dire: “Mi hai fatto troppo incazzare, stasera scordati la scopata.” 

Io e i miei compagni eravamo tutti sfigatissimi, e la maggior parte di loro non solo avrebbe concluso quei 5 anni di superiori da vergine, ma molti sarebbero arrivati alla maturità senza neppure dare il primo bacio. Una volta ricordo che un mio compagno, preso dalla disperazione, offrì diecimila lire a una bruttina per un bacio e lei gli rise in faccia umiliandolo (che poi, diciamolo, 10mila lire non erano neanche male, i miei all’epoca mi davano 20 mila lire a settimana).

Completamente diversa era però la situazione per i ragazzi con LMS al top, e lo capii bene una mattina in cui provai ad avvicinare uno di loro, proprio quello che si stava frequentando con la tipa per la quale ebbi la prima cotta.
Volevo scoprire cosa ci trovasse di tanto speciale in lui, quale sì splendida personalità dovesse avere per risultare tanto attraente, volevo magari diventargli amico e mostrare alla mia fiamma che pure io ero una persona cool.

Non ricordo esattamente con che parole lo approcciai, ricordo solo che ad un certo punto feci virare il discorso verso l’argomento che più mi interessava.

“Ho saputo che stai uscendo con (tipa che mi piaceva)”
“Sì, sì” mi rispose, come a dire “ma che vuole questo ragazzino?”

“Beh, è una ragazza molto carina”
A questa mia osservazione restò piuttosto impassibile e tagliò corto dicendomi

“Mi sono scopato di meglio”

Mentre cercavo di riprendermi dal gancio destro metaforico che mi aveva appena centrato la bocca dello stomaco, prese la parola l’altro ragazzo che era insieme a lui e che voleva approfondire il discorso.

E così, mentre i due iniziavano una divertente e machosa discussione sulle tipe migliori che “si erano scopati”, io mi congedai e me ne ritornai in classe avvilito.

Col senno di poi però quel tipo aveva ragione: io all’epoca avevo la mente piena di proiezioni romantiche e gli ormoni in subbuglio ma, a conti fatti, le ragazze a cui aspiravo e che io vedevo come delle dee erano solo ragazze appena carine, c’era effettivamente molto di meglio.
Ok che io ero bruttino, mi vestivo come un ragioniere degli anni ’70 e portavo gli occhiali alla Harry Potter, ma porcodue loro erano delle stracazzo di 6.5 al massimo, tipe che in un locale di Copenaghen sarebbero letteralmente scomparse, e inoltre non avevano neppure chissà quali qualità umane.

Il 90% delle ragazze di quella scuola erano solo delle povere oche frivole, che sì studiavano Omero e Leopardi, ma il loro interesse principale rimanevano sempre le scarpette di Prada, i cellulari all’ultima moda e i bei faccini.

Memorabili le ore spese in aula video a guardare documentari sull’olocausto in occasione della giornata della memoria, alcune ragazze arrivavano perfino a piangere di fronte ai poveri prigionieri ebrei pelle ed ossa. Peccato che la loro commozione durasse giusto il tempo della lezione, perché subito dopo tornavano a sbavare dietro a ragazzi che parevano usciti da poster di propaganda ariana e a trattare i brutti nasoni proprio come dei..com’era quella parola…subumani?


Quanto ho riso per quella vignetta sulle tipe che scartano i cessi su Tinder in stile SS, ho sempre riso molto per le vignette di redpill comics ma quella lì mi fece letteralmente sputare un polmone per quanto sembrava che l’autore avesse letto nei miei ricordi. 

la vignetta incriminata




Insomma , queste cavolo di liceali non erano per nulla speciali, né esteticamente né umanamente, eppure, per qualche ragione all’epoca a me sconosciuta (ma oggi ben chiara), nonostante condividessimo lo stesso spazio per molte ore al giorno, loro vivevano in universo completamente diverso dal mio, un universo di privilegi e appagamento totale, ed essendo sempre stato uno piuttosto sensibile alle ingiustizie confesso che la cosa già allora mi causava frustrazione.

Una volta eravamo a lezione e il prof. di greco ci stava parlando della battaglia delle Termopili.
Ci faceva notare come quella battaglia fosse stata decisiva per il destino dell’Occidente.
“Chissà come sarebbe stata la nostra società se i Greci quella volta avessero perso. Avremmo vissuto meglio o peggio?” rifletteva tra sè e sè “beh, forse per le donne sarebbe stato peggio, visto come vivono ora negli attuali Paesi islamici”.

Sbroccai e dissi davanti a tutti che invece sarebbe stato bellissimo e che il modo in cui le donne vengono trattate sotto l’Islam era più che giusto.

Il professore rimase quasi sconvolto e al seguente colloquio coi genitori non si dimenticò di fare presente l’accaduto.


“Suo figlio è un pochino misogino”.

Mio padre, a distanza di 18 anni, mi ricorda ancora questa cosa sghignazzando e io ogni volta gli rispondo:
“Padre, guarda che all’epoca, in confronto ad ora, ero praticamente un attivista per i diritti femminili”.

In realtà non mi interessava né mi interessa una società islamizzata, anche lo stile di vita degli spartani andava benone.
Omosessualità accettata, spirito guerriero, culto del corpo, una gloriosa civiltà da difendere.

“Quanti cani persiani hai trafitto oggi con la tua lancia lunga e dura, Alexis?”
“Ho perso il conto Ilias, non meno di 30 comunque”
“E bravo il mio biondino, io appena 20, fatti accarezzare i muscoloni”

Che belle dovevano essere quelle notti stellate di Tessaglia senza donne in mezzo alle balle.

2001 ODISSEA NELLO STRAZIO

Durante la pausa estiva tra il primo e il secondo anno avevo perso qualche chilo e avevo cominciato a vestirmi come un normale adolescente anziché come Giampietro Mughini. Poco dopo i miei mi regalarono anche il primo cellulare, un nokia 3210, che ad essere onesti più che un telefono sembrava un’arma impropria per quanto era grosso e duro confrontato agli smartphone di ora, ma faceva comunque il suo lavoro.

Mi resi conto che era stato un regalo molto utile il giorno in cui lo schermo fu illuminato dai primi messaggi di una ragazza che si era fatta dare il mio numero da un amico comune.

Era piccola e bruttina, ma era il primo feedback positivo femminile e su di me ebbe lo stesso effetto della visione di un’oasi a chi ha appena attraversato il deserto senza acqua e sotto il sole cocente.

Ci scambiammo qualche messaggino, ma più che altro molti squilli.

All’epoca non c’era whatsapp e una conversazione via sms risultava parecchio costosa, così gli studenti andavano avanti a scambiarsi squillini tutto il giorno (senza rispondere).
Era un po’ un modo di dire “ti sto pensando”. E così uno squillava e l’altro rispondeva. “Ti penso” “Anche io ti penso” e così via. Tutto il giorno, tutti i giorni.

Roba da manicomio a pensarci ora, imprescindibile testimonianza di affetto per un adolescente dell’epoca.

Non durò molto, tuttavia. Fu lo stesso amico che le aveva dato il mio numero a provarci con lei in contemporanea e a fidanzarsi poco dopo.
Fu succube di lei per tutta durata della relazione (neanche lui era questo gran figo) e in più non riuscì mai a trombarla. Anzi, curiosamente, dopo avermi “soffiato” la ragazza, fu proprio grazie ad una tipa che io gli presentai che perse la verginità alla “veneranda” età di 21 anni.

Comunque non me la presi troppo per quel tiro mancino, avevo cominciato a partecipare alle prime feste ed ero piuttosto fiducioso.

Credevo di essere anch’io una specie di Ulisse, in viaggio alla ricerca del mio posto nel mondo.
Sicuramente tutto si sarebbe concluso per il meglio e avrei trovato anche io la mia Penelope.

Ma l’adolescenza è un ring, non se ne esce indenni.

Continua…



Crudezze Liceali – Parte 2

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Old Red
Old Red
1 anno fa

Grazie Redpillatore, per il tuo nuovo articolo e per le energie che dedichi a questo blog.
Si può condividere o meno quello che pensi; ma è sempre uno spunto di riflessione.
E questo, il riflettere sulle cose, sulle opinioni altrui e poi farsi delle idee proprie, è sempre una bella cosa, una crescita…

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

A me piacerebbe leggere la testimonianza di qualcuno che non ha mai ricevuto feedback positivi, non è mai stato invitato alle feste, ed è arrivato vergine over 25 o l'ha persa con una pro. Ed è un 5/6.
Per ora mi pare di aver letto solo storie di normies un po' complessati.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Complimenti Redpillatore che riesci a parlare del tuo passato adolescenziale quasi in tono sarcastico e ironico, se io ripenso al periodo delle medie, con tutti I rifiuti, I traumi e il bullismo che ho subito, a malapena riesco a non piangere.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Caro Redpillatore, leggo il tuo sito da diverso tempo e mi viene sempre un dubbio tremendo, senza offendere nessuno, vorrei esporti la mia idea.

Io penso che tu scrivi in questo modo perche' hai avuto in passato un trauma che non e' stato superato e questo ti porta a trovare cose su internet (come il concetto della ipergamia e la teoria LMS) per avallare la tua tesi. Dati che NON sono scientifici per nulla e di scienza non hanno nulla. Almeno penso, oppure sbaglio?

Per carità, non ce' nulla di male nel fare questo, sia chiaro e di fatto sono contenta se diffondi queste idee perche comunque aprono la strada a discussioni, si spera intelligenti.

Riassumendo penso che tu non sia imparziale.

Scusa se scrivo cosi non voglio offendere nessuno, era solo per esprimere la mia idea tutto qui.

grazie come sempre!

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Interessante episodio quello della piccolina ,bruttina con cui vi scambiavate gli squilli.Anche a me capitò un episodio del genere.Una piccolina bruttina che tramite un mio compagno di classe si presentò a me.La ignorai,ero molto blupillato,puntavo alla scalata genetica.Chiaramente mi sono sfracellato.

Shoggoth

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Interessante, io ho fatto il liceo classico circa dieci anni dopo rispetto a te, ma ho notato che le ragazze della tua scuola erano piuttosto libertine. Si d'accordo, lo erano solo coi bellocci, però da quello che leggo si concedevano abbastanza presto. Quelle della mia classe erano tutte fighe di legno, se non avevi minimo 5 anni più di loro nemmeno ti guardavano in faccia non so se dipenda magari anche dal fatto che tu sei del nord e io viva al centro e in provincia. Da noi si seppe che certe ragazze avevano una vita sessuale dall' ultimo anno praticamente, poi per quanto ne so io magari hanno sempre fatto le sante davanti e poi dietro qualcuno se le sbatteva.

Anonimo
Anonimo
6 mesi fa

Io ho fatto un istituto commerciale (ex femminile). In Pratica il 90% di studenti, in tutto l'istituto, era donna. Tra i maschi c'era anche qualche ragazzo figo che praticamente hanno fatto vere e proprie stragi. Alcuni di questi fighi hanno fatto poi anche gli spogliarellisti da giovani adulti. All'epoca di queste scuole superiori, su tutti, c'era un fusto ragazzo alto e massiccio, una stazza pura, ossatura quadrata, robusta (senza fare palestra alcuna), con viso bello, denti sani, allineati, e bianchi. Anche il suo terzo inferiore era quadrato e la barba era ben sviluppata, no peluria come la mia. Una cosa impressionante. Ricordo la sua felicità quando arrivava il sabato sera. Lui a 17 anni si faceva le 28 enni. Per noi era qualcosa di una altro pianeta. Ricordo le gite, da non credere. Vedere donne adulte di 28-30 anni, serie (io così le vedevo nella mia ingenuità a 16 anni) 'sbavare' per lui mi disorientava, una si appartò con lui e non oso immaginare cosa fecero. Non capivo, e allo stesso tempo stavo male. E' passato del tempo ma quei momenti frammisti di timore e consapevolezza amara della mia esistenza li ricordo come se li avessi vissuti solo ieri.

Anonimo
Anonimo
4 mesi fa

Personalmente ho scelto il liceo e non me ne sono pentito.
Il fatto è che io non ero un morto di figa e, quando ho cominciato a pensarci seriamente, ero ormai all’università.
Per questo certe dinamiche non mi sono pesate e, anzi, a essere sincero, non le avevo nemmeno colte.
Ovviamente, se la tua preoccupazione principale è chiavare e non hai il bel faccino, allora meglio andare in una scuola dove ci sono solo maschi…che ti pesa di meno.

Gino
Gino
4 mesi fa

Io ho fatto lo scientifico a Milano, dal 1995 al 2000. Ricordo con precisione alcuni momenti, alcune feste, le gite di fine anno, quelle di più giorni, all'estero. Ricordo come io fossi assolutamente trasparente per le ragazze, nonostante mi fosse stato dato l'attestato di status di rappresentante di classe. Io poi ero stato tra i primi della classe (compiendo gli anni a gennaio) ad avere la patente e ad avere una macchina (uno scassone usato di metà anni 80 che ricordo con una nostalgia infinita) e nonostante questo non sapevo perchè risultassi totalmente inesistente. Davo la colpa alla mia timidezza, al mio "non saperci fare", però mi beavo di quei telefilm americani bluepillatissimi dove alla fine anche il più sfigato trova una ragazza che lo nota. Io sono arrivato alla maturità senza essere mai uscito con una ragazza, senza aver mai baciato, figuriamoci fare altro, però ricordo che già all'epoca questa cosa mi faceva soffrire ma non in maniera così traumatica (forse che ci fosse già in me un piccolo germe di redpill?). Anche adesso ho un ricordo pastello di quegli anni, che nonostante non abbia vissuto da adolescente sono stati comunque formativi e importanti. Probabilmente senza di loro non avrei saputo come affrontare con lucidità e il più delle volte anche serenità, quel che mi sarebbe capitato dopo fino ad arrivare ai giorni nostri.