03/10/18

La Vita è Adesso

Lorenzo Crespi

Giovinezza Perduta

In questi anni che ho passato frequentando le varie community a tema redpill o incel non ho potuto fare a meno di notare come la stragrande maggioranza degli utenti diventi molto insofferente quando si va a toccare l'argomento gioventù.
E' molto sentito il dolore di una giovinezza perduta o, per chi è ancora giovane, di una giovinezza che sta sfuggendo e in effetti, se dobbiamo essere obiettivi, dal punto di vista sessuale e relazionale, per la maggior parte degli uomini raramente l'età giovanile rappresenta il periodo migliore della vita, anzi piuttosto il contrario.
Sempre meno ragazze giovani sentono la pressione sociale di sistemarsi in una relazione a lungo termine, la nostra società incoraggia le donne a fare le loro esperienze, a cavalcare l'onda dei sentimenti di breve durata, perché tanto "per la famiglia c'è ancora tempo".
In questo contesto ovviamente la donna è libera di dare sfogo alla propria ipergamia ed essere il più possibile selettiva.
E così, mentre le ragazze giovani vivono una vita al massimo, la maggioranza dei loro coetanei prende quello che passa il convento nel migliore dei casi, o vive l'inferno nel peggiore.
Se ci pensate è piuttosto paradossale che il momento in cui un uomo è nel pieno della propria salute e delle proprie forze, con i livelli di testosterone che raggiungono il picco e rendono massimo il desiderio sessuale, sia proprio quello in cui egli ha le minori probabilità di dar sfogo ai suoi impulsi, mente la donna, che vive invece la fase di minor desiderio sessuale, abbia invece il massimo delle sue opzioni.
Avere salute, zero responsabilità (o quasi), avere un sacco di sogni, desideri e speranze verso il futuro ed essere totalmente bloccati in uno degli aspetti più importanti della vita, ovvero quello sessuale / relazionale. Ironico davvero.

Ma non è di ingiustizie sociali che vi volevo parlare oggi, bensì di percezioni.

La giovinezza è percepita da molti quasi come una parte separata della vita e non come un periodo transitorio tra una fase e l'altra.
Alcuni arrivano anche a sostenere che le uniche esperienze che meritano di entrare nell'albo d'oro dei ricordi sono quelle che si vivono da giovani, che quello che viene dopo non conta più, è irrilevante.

Io l'ho sempre vista in modo leggermente diverso, considerando la vita un po' come un bilancio, dove si possono dare dei voti positivi alle gioie e dei voti negativi ai dispiaceri.
I voti negativi vengono sottratti ai positivi e il punteggio che rimane  rappresenta il livello globale di felicità.
Chiaramente le emozioni date dalle esperienze sono in gran parte soggettive, per alcuni un'esperienza può essere qualcosa di fantastico, mentre per altri  la stessa può risultare indifferente o addirittura catastrofica.

Alla base di questi presupposti penso che la giovinezza funga un po' da moltiplicatore.
La medesima esperienza vissuta a 40 anni generalmente non vale come se l'avessimo vissuta a vent'anni ma vale molto meno.
Per dire, se a 40 anni vale +1, a 20 vale +2. Numeri buttati un po' a caso giusto per far capire di cosa parlo.

Ultimamente però sto riflettendo sul fatto che forse queste mie considerazioni sono buone in un'ottica razionale, ma poco o nulla a livello umano.

Ieri mi capita sotto gli occhi il video di un litigio fra Lorenzo Crespi (foto sopra) e alcuni opinionisti in un dibattito televisivo sui vip caduti in disgrazia.
Lorenzo Crespi è un attore che in passato è stato molto famoso e ha recitato in alcuni film e serie televisive di successo.
Se si va ad esaminare la sua biografia ci si accorge di come la sua giovinezza l'abbia vissuta praticamente in modalità Dio, grazie principalmente alla fortuna di essere nato di bell'aspetto.
Da ragazzo faceva già il modello per Armani, a vent'anni già aveva recitato in diversi film.
Ha avuto donne (una relazione con Manuela Arcuri teenager e sicuramente molte altre attrici e modelle fighette), denaro, fama. In pratica tutto quello che la gente comune sogna.
Ora però si avvicina ai 50 anni e le sue condizioni di salute sono peggiorate e chiede aiuto perché si trova in forti ristrettezze economiche e non è più in grado lavorare.

Per quanto sia per me un estraneo, anche se in dieci vite io non riuscirò mai a vivere quanto lui ha vissuto in una settimana del suo periodo d'oro, mi riesce ugualmente difficile non provare un minimo di empatia di fronte al suo appello disperato.



Tutto ciò che è stato viene all'improvviso annullato dalla sua condizione attuale, la bellezza è sfumata e con essa il denaro e lo status,  i suoi occhi da belloccio che prima bagnavano tante fighette ora sono solo bagnati da lacrime e dubito che gli capiti anche solo di sfuggita di pensare alla sua passata vita da latin lover mentre sta nella sua casa senza acqua né riscaldamento afflitto da problemi polmonari.
Tutte le mie considerazioni sui bilanci numerici svaniscono in un attimo perché ti rendi conto che alla fine la vita la vivi nel presente. Non nel passato o nel futuro, ma adesso.

Ciò che è stato è stato e che sia stato bello o brutto rimane sempre slegato dalle sensazioni che stai provando in questo momento, che sono le uniche che contano.

Non credo nell'esistenza di qualcosa come il "vivere di ricordi", una persona vuole essere felice sempre, in ogni momento della sua vita, e ripensare ai momenti di spensieratezza passati non è abbastanza, soprattutto se il presente è disastroso.

Mi vengono in mente le parole di mio padre, che ogni tanto si diverte a raccontarmi un episodio riguardante la rottura di un'otturazione.
Quando andò dal dentista per rimediare al problema si sentì rispondere che in fondo poteva anche ritenersi fortunato perché l'otturazione gli era durata diversi anni.
" Cosa poteva importarmene che l'otturazione fosse durata tutti quegli anni quando stavo lì con il dente dolorante?Pensavo solo al mio dente in quel momento, non agli anni trascorsi con l'otturazione integra."

Ecco, anche la vita è un po' così, positivi o negativi che siano stati i momenti passati alla fine scorrono e ti ritrovi sempre e solo a confrontarti con il presente.

Anzi spesso le cose buone le diamo per scontate e non riusciamo neppure ad apprezzarle a pieno, mentre le cose brutte pesano come macigni.

Se ne rendeva bene conto Giacomo Casanova mentre era intento a scrivere le sue memorie, dalle sue pagine traspare proprio questa prospettiva riguardo alla sua vita.
Lui è lì, anziano, ridotto in povertà e ridicolizzato da tutti, che cerca di vivere una seconda esistenza mettendo nero su bianco i suoi ricordi, ma tra un' avventura giovanile e l'altra si percepisce proprio il tono amareggiato dell'autore, che si rende conto che ciò che è stato è ormai passato per sempre e al suo posto rimane solo un presente che, confrontato con i gloriosi ricordi, non fa altro che diventare ancora più doloroso di quanto già non sia.


6 commenti:

  1. Articolo molto interessante.
    Più volte, vedendo di sfuggita (parenti che lo guardano) programmi come "techetechetè" ho pensato agli attori e alle celebrità ormai vecchi o in declino.
    Diversamente da noi persone comuni loro hanno vissuto nella cosiddetta modalità dio, dunque donne, ricchezza, fama e chi più ne ha più ne metta, ma ormai rivedono loro stessi da giovani, in televisione, nei film o altro e..soffrono come cani nella consapevolezza che non possono più tornare indietro, questo perchè ogni inizio ha anche una fine.
    Forse per noi che non abbiamo mai "iniziato" tutto questo è più semplice, abbiamo trascorso un'esistenza mediocre, dunque quando saremo vecchi o ad un passo dalla fine avremo ben poco da rimpiangere.
    Cosa dovremmo rimpiangere? Una vita fatta di lavoro costretti a fare gli schiavi nella speranza di morire prima di subire l'umiliazione di non riuscire neanche a raggiungere il bagno per pisciare? Cit.
    Nulla è per sempre, dunque tirando le somme ogni nostro sforzo, ogni nostra azione che abbia migliorato o peggiorato la nostra vita è ed è stata, in fin dei conti, completamente inutile.
    I momenti brutti, quelli belli, le esperienze fatte o quelle mancate, nulla avrà senso, nulla esisterà più, solo il nulla, il buio eterno.

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  2. Aggiungo che la modalità Dio è causata delle persone comuni che idolatrano stupidamente i vip. Ma cè di peggio, quando le persone comuni considerano "vecchi" gli uomini di 70 anni, dimenticandosi che gli uomini di potere sono quasi tutti "vecchi" (Trump è il primo esempio che mi balza in mente, 72 anni)

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    1. Essere potente ed essere vecchi non sono due condizioni in conflitto fra loro. Si può essere (e spessissimo è così in effetti) vecchi e potenti.

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    2. Questo è evidente. Quello che è scandaloso è che la persona comune consideri i 70enni degli uomini finiti, pronti per l'ospizio e l'obitorio, mentre invece reputa normale che un 70enne ricco e potente decida il destino di intere nazioni.

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  3. Mi viene in mente Giulio Cesare, che a 32 anni si lamentava di essere ancora qualcuno senza un vero potere, quando Alessandro Magno a 32 anni moriva nel suo letto di febbre/malattia/avvelenato, dopo aver conquistato l'intero mondo conosciuto.

    Cesare non poteva immaginare che da lì in poi, da quei 32 anni, lui avrebbe cominciato a scalare la sorte, diventando in poco meno di venti anni, uno dei generali più abili e intelligenti della storia umana.

    Certo, non voglio illudere nessun redpillato così come non voglio illudere me stesso, la vita per la maggior parte di noi comuni mortali, soprattutto maschi normaloidi nell'Occidente post-68 è durissima e fatta di privazioni che non ci siamo imposti noi, ma tutto è sempre possibile.

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  4. L ho sempre detto che i bellocci sono il male nonché incarnazione di tutto cio che è stupido quanto infame.

    Il tizio ha dato è ora e perfettamente inutile come un fuco di ape che dopo aver assolto il suo compito, viene lasciato morire di fame.

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