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Cosa Rende una Persona Interessante?

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Cosa Rende una Persona Interessante

Cosa Rende una Persona Interessante?
Nell’estate del 1997 mi trovavo in Normandia con i miei genitori in vacanza, quando vidi una scena che destò la mia curiosità di ragazzino.
Due zingari in abiti tradizionali, una donna e un bambino,verosimilmente il figlio, stavano in posa di fronte ad una Peugeot ammiraglia nuova di pallino e, di fronte a loro, un fotografo era pronto a immortalare la scena.
Stupito chiesi a mio padre spiegazione di quella situazione insolita e lui provò a spiegarmi che è una scelta artistica piuttosto comune fra i fotografi, quella di accostare elementi che comunemente vengono ritenuti contrapposti, ritraendoli nella stessa immagine (erano, del resto, gli anni di Benetton e delle pubblicità multirazziali di Oliviero Toscani).
In questo caso la contrapposizione era data dal tradizionalismo degli abiti della donna, in contrasto con l’innovazione tecnologica dell’automobile accanto, e dalla povertà che noi associamo a quel gruppo etnico in opposto alla ricchezza richiesta per l’acquisto della vettura, ma i modi e gli elementi che possono essere utilizzati per creare dei contrasti sono molteplici.

Anche nel cinema l’uso di scene contrastanti è una prassi consolidata per mantenere vivo l’interesse dello spettatore.
Ricordo un’intervista a Sergio Leone, al quale venne chiesto qual era il suo segreto per fare dei film così belli.Rispose “mi domando sempre cosa posso fare per sorprendere lo spettatore”.
E in effetti nella sua filmografia c’è abbondanza di scene che suggeriscono uno sviluppo di un certo tipo e invece poi si concludono in maniera completamente differente.
Anche i film di Quentin Tarantino, da sempre ammiratore di Leone, sono noti per le scene a forte impatto emotivo, come ad esempio scene di violenza in contesti apparentemente tranquilli.

Alla luce dell’esperienza francese  non mi stupii quando anni dopo, fra le varie tecniche PUA, conobbi il “push and pull” ovvero l’arte di inviare segnali contrastanti.

Il principio è quello appena specificato: l’ambiguità.

Ciò che è scontato ed evidente esaurisce in fretta l’interesse delle persone e catalizza la loro attenzione per una durata che è direttamente proporzionale al livello di sorpresa e novità che porta con sè.
Ecco perché risulta più difficile riscuotere l’interesse di chi ha una vita intensa, e a questa categoria appartengono principalmente le donne che,essendo mediamente più sottoposte a stimoli nuovi e continui rispetto agli uomini,si assuefanno facilmente a tutto.

Ciò che è palese e ovvio non è affascinante e non riscuote interesse tanto quanto ciò che è profondo ed enigmatico.


Come essere quindi una persona interessante?

Facendo in modo di apparire difficili da capire.
Cercando di non essere banali, mostrando lati diversi della nostra personalità (es. apparendo scaltri ma ingenui, idealisti ma materialisti e via di seguito), creando una miscela di caratteristiche contrapposte.Questo può avvenire sia verbalmente che fisicamente, utilizzando ad esempio uno stile che faccia da contrasto con la nostra personalità.
Carlo della Torre, nel formulare la descrizione di una persona interessante, ha ad esempio teorizzato la figura dell'”intellettuale prestante”, ovvero un soggetto che risulta affascinante per la contrapposizione tra un aspetto “fisicato” e una propensione ad interessi intellettuali.

Chiaramente essere interessante non è sinonimo di essere attraente: aspetto fisico e status socioeconomico sono sempre ciò che fa la differenza tra “Un tizio con cui ho avuto una piacevole conversazione” e “Ci ho trombato tutta la notte” ma, a parità di LMS, la capacità di risultare interessanti può dare un piccolo bonus.

Il motivo per cui il contrasto è uno strumento così potente è dovuto anche al fatto che la nostra mente, quando si trova di fronte a due stimoli parecchio differenti, tende a percepire il secondo stimolo ancora più diverso da quanto non sia in realtà.

Il classico esempio è quello dell’esperimento della mano messa in due vasche, una calda e l’altra gelida.
Quando il soggetto tira fuori le mani e le mette entrambe in una seconda vasca contenente acqua tiepida tenderà a sentire calda la mano che è stata nell’acqua gelata e fredda la mano che è stata nell’acqua calda.

Altri studi hanno poi mostrato come i giudizi estetici su soggetti di aspetto fisico medio, risultino meno generosi se gli esaminanti hanno appena prima sfogliato le pagine di un giornale di moda.

Ancora, molti agenti immobiliari sono soliti mostrare ai clienti appartamenti malridotti e disordinati prima di portarli nell’appartamento che in realtà hanno deciso di vendere, in modo tale che il potenziale acquirente lo percepisca più bello di quanto non sia in realtà.

La tecnica esposta può essere quindi anche un modo per evidenziare in maniera maggiore determinate caratteristiche.

Molti pua che ho conosciuto erano restii ad applicare questa linea di comportamento per paura di mettersi in cattiva luce mostrando aspetti del proprio carattere non proprio invidiabili.
Questo a mio avviso è errato e fa parte di quella tendenza che hanno molti uomini di cercare di compiacere sempre le donne mostrandosi impeccabili, ma è un comportamento che non paga.
Una donna risulta maggiormente coinvolta in relazioni in cui ci sia un mix tra stimoli positivi e negativi  (della serie “l’amore non è bello se non è litigarello”, proverbio del cazzo ma con un fondo di verità) piuttosto che in un rapporto piatto e banale, per quanto perfetto possa essere.

Alternate quindi segnali positivi e negativi, interesse e disinteresse.
Di certo non vi garantirà di rimorchiare ma avrete la possibilità di distinguervi rispetto agli altri e di rimanere impressi nella memoria della gente.Questa strategia, attuata intelligentemente, potrà contribuire in maniera significativa a migliorare il vostro status sociale.

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Emanuele
Emanuele
2 mesi fa

Vorrei fare una domanda… ho notato che le ragazze guardano tantissimo se sei "sociale" o no; sono molto attratte dalle persone con comitive, gruppi, molti amici; mentre hanno come una repulsione per chi è solitario.
Non ho mai visto ragazze sorridere o approcciare un solitario che fa da solo la sua solita camminata routinaria.
Mentre sono propense a parlare, sorridere, fare occhi dolci con chi è in comitiva. Chissà come mai?

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa
Rispondi a  Emanuele

LMS dove il sociale fa Status

Studia però 😉

Anonima
Anonima
2 mesi fa
Rispondi a  Emanuele

@Emanuele: sicuramente incide il fattore status. Però anche in questo caso dipende dall'età e dai contesti. Una volta superata la prima giovinezza, ci sono non poche donne che apprezzano di più chi, ad esempio, si fa i viaggi che desidera anche se da solo piuttosto che la "stessa spiaggia stesso mare" pur di stare in compagnia con i suoi amici di sempre.

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa
Rispondi a  Emanuele

@Anonima

ti sbagli: da soli viene meno il fattore preselezione

Anonima
Anonima
2 mesi fa
Rispondi a  Emanuele

@Anonimo 21 luglio 2020 20:23: il fattore preselezione esiste ma, una volta superata la prima giovinezza, si ridimensiona molto, perché perdono peso gli elementi dell'omologazione e dell'influenza del gruppo dei pari. E poi subentra il fattore soggettività, perché non tutti i percorsi di vita sono uguali. Ad esempio, una quarantenne mai stata sposata e senza figli, pur attratta, se da una parte può essere rassicurata da un coetaneo separato con "trascorsi", dall'altra (almeno se lui ha avuto figli) può stare stretta in una relazione con lui perché sa che le sue esigenze saranno subordinate a quelle dei figli e che ci sarà sempre da fare i conti con il fantasma ingombrante dell'ex. E, ammesso e NON concesso che il coetaneo rimasto solo sia, come dice Gino sotto, "strambo", le persone possono sempre cambiare, almeno entro certi limiti.

Unutente
Unutente
2 mesi fa
Rispondi a  Emanuele

Anche in questo caso entra in gioco il fattore "bello e tenebroso". Se lui è un figo, allora il fatto che sia solitario e silenzioso, con pochi amici, può anche incuriosirle e dare quel tocco di mistero. Se invece il tizio è normaloide o brutto, lo etichettano come sfigato e gli girano alla larga.

Gino
Gino
2 mesi fa
Rispondi a  Emanuele

Anonima mi sento di fare 2 precisazioni. La prima è che chi è visto strambo non è detto che lo sia veramente, però i costrutti sociali per cui la vita è fatta di stadi ben definiti da raggiungere senza i quali non si è "normali" possono portare a una deformazione negli occhi di chi guarda. La seconda è che la 40enne di cui tu parli spesso non entra in LTR con il papa' separato per mere questioni economiche (a meno che non sia messo bene quanto a M). Se entra in LTR invece cercherà di avere un figlio, formalmente per suggellare l'unione ed essere finalmente madre (la normalità di cui sopra), in realtà si assicura un assegno nel caso le cose dovessero mettersi male. Come si può vedere non si sfugge dalla teoria LMS. Ultima cosa che mi viene in mente…il verbo cambiare è proprio brutto, si cambia una cosa che si rompe o di cui ci si stufa, preferirei il verbo evolvere, anche se l'evoluzione personale non sempre corrisponde a quella auspicata dalla società. Ma ci sta, hai scritto di getto e in effetti esce la mentalità femminile del "cambiare".

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa
Rispondi a  Emanuele

@anonima
le donne non cambiano mai. Ipergamiche sono e ipergamiche rimangono. Cambiano solo i contesti e le circostanze, magari dovute all'età: e l'ipergamia si esprime giusto in modo differente in base al contesto in cui si trova.
Per questo, mi fanno ridere certi paragoni portati avanti da taluni intellettualoidi. Ti dicono, guarda: in quel paese piacciono gli uomini biondi, in quell'altro magri, a una certa età piace l'uomo con la testa sul collo, e così di seguito.

Questi intellettualoidi ignorano da fare schifo quale sia la bussola grazie alla quale la donna si orienta istintivamente: e cioè l'ipergamia.

Tutto il resto è pillola blu. E questa non solo è una finzione, un allucinante placebo: ma è una sostanza in vero dannatamente velenosa, tossica. E' una sostanza che rende zerbini gli uomini, è una sostanza che inebetisce gli uomini fino a farli approvare il femminismo, è una sostanza che trasforma gli uomini in cornuti che lavorano; e l'elenco potrebbe continuare.

Anonimo
Anonimo
1 mese fa
Rispondi a  Emanuele

Se vuoi ti do ragione ma hai torto marcio: l'uomo senza numerosa rete sociale attorno ha poche chance nella vita reale. Online magari, ma il rischio di incontrare svalvolate è altissimo. Ma come preferisci tu, eh.

Gino
Gino
2 mesi fa

Come ho già avuto modo di dire nessuno prende l'ultimo prodotto rimasto sullo scaffale, perché si subodora la fregatura (scadenza, confezione fallata, contenuto rotto…) e non ci si prende nemmeno la briga di controllare. Se nessuno l'ha preso ci sarà un perché, è il meccanismo che scatta inconscio, anche quando una donna sceglie con chi stare. Una persona con una nutrita cerchia sociale è indice di "successo", possibilità, occasioni (la cena, l'invito nella casa al mare degli amici). Inoltre un uomo che ha avuto potenzialmente delle partner nella compagnia è visto come uno che vuole la storia seria e quindi le ha mollate. Questo solletica l'ego femminile che si convince di riuscire laddove altre hanno fallito. Uno che sta da solo, a meno che non sia un figo, quando va bene è strambo, quando va male è considerato un potenziale maniaco.

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa
Rispondi a  Gino

In realtà uno che sta da solo e non da segno di cercare le donne, viene sempre visto con ostilità:

1) dalle donne, perché, essendo la dimostrazione vivente che si può stare benissimo senza di loro, ne riduce il potere;

2) dagli altri uomini, perché, per gli stessi motivi, dimostra loro che le fatiche e le umiliazioni ricevute non erano necessarie per essere felici (quali peraltro mediamente essi non sono).

A conti fatti, è un individuo che rompe il sistema.
Quel tipo di individuo di cui ci sarebbe tanto bisogno.

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa
Rispondi a  Gino

E' uno dei motivi della fortissima endogamia italiana che tante gioie regala alle prostitute della PENIsola.