mercoledì 18 ottobre 2017

Cosa Significa Essere Cittadini del Mondo?



cittadini del mondo

Cosa Significa Essere Cittadini del Mondo?
Si definisce cittadino del mondo colui che ritiene che la propria identità trascenda la geografia e i confini politici.
Il cittadino del mondo si sente parte di una nazione più ampia di quella di origine,una nazione che lui fa coincidere con il mondo intero.
In conseguenza di ciò è convinto che ogni abitante del pianeta Terra abbia gli stessi diritti, doveri e responsabilità, poiché appartiene allo stesso popolo, quello mondiale.


Da questa definizione si evince immediatamente come la cittadinanza mondiale sia una pura e semplice invenzione, qualcosa che non esiste in concreto e che, nonostante la globalizzazione, è ancora ben lungi dal realizzarsi.
Non basta infatti credere in qualcosa affinché quel qualcosa diventi realtà, anche a me piacerebbe poter credere di essere Gabriel Garko e immediatamente acquisire il suo faccino ben tornito, ma purtroppo la vita non è così.
A nulla peraltro serve citare la quantità di personaggi storici che si sono definiti "cittadini del mondo", taluni dei quali peraltro vissuti in epoche in cui si credeva che il mondo finisse con le colonne d'Ercole.
Un classico è citare Charlie Chaplin:
"Non sono cittadino di nessun posto, non ho bisogno di documenti e non ho mai provato un senso di patriottismo per alcun paese, ma sono un patriota dell'umanità nel suo complesso. Io sono un cittadino del mondo."
Bella battuta davvero, si vede proprio che Chaplin era un grande comico.

Il meglio poi è quando si attribuiscono a certi personaggi delle dichiarazioni false, come quella secondo la quale Einstein avrebbe dichiarato di appartenere alla "razza umana", una bufala smentita da tempo che però continua a girare nel web.

Per esperienza ho notato che chi abbraccia determinate ideologie è generalmente una persona totalmente sconnessa con la realtà, che vive in un proprio mondo fatato.
Un esempio è quello della chicchettona di buona famiglia che è all'apparenza donna di mondo e proimmigrazione, ma che poi di fatto frequenta solo ragazzi figli di papà, mantenendo bene la distanza da certe classi sociali ed etnie.

Mi ricordo che da ragazzino andavo a giocare a calcio in un campetto a qualche km da casa, e alle partite partecipavano spesso dei senegalesi che a volte, dopo la partita, mi invitavano a cena a casa loro.
Il classico piatto tradizionale senegalese consiste in un misto di pollo speziato e riso, da mangiare seduti a terra attingendo con le mani da un unico grande piatto comune;una usanza che fa un po' storcere il naso agli europei per via della scarsa igiene.

Quando ho raccontato di questa cosa a due miei amici, cittadini del mondo, non mi hanno creduto.Anche insistendo non sono stato in grado di convincerli.Questi due sinistardi magari credevano che in Africa la gente mangiasse con le posatine d'argento e i piatti di porcellana;cittadini del mondo.
Del resto, il cittadino del mondo medio, generalmente il mondo lo ha visto solo quando è andato a fare il week end a Parigi o a Londra, soggiornando in hotel a 4 stelle e sentendosi globalista perché va da Starbucks, mentre per il resto se ne vive tranquillo da borghesuccio al suo paesello.
Perché questi cittadini del mondo non provano a visitare un po' la loro nazione mondiale?Vorrei vederli fare i cittadini del mondo nel sud est asiatico, dove la polizia ti mette la droga nello zaino per ricattarti, o in Africa subsahariana, con la gente che ti chiede soldi solo perché sei bianco e ti sputa addosso se non li dai;o magari in Messico, dove se ti tamponano con la macchina devi essere tu a pagare i danni.E zitto e muto se no ti va pure peggio.
Facile fare i cittadini del mondo nel baretto chic del paese o dalla propria villetta in Brianza.


Il bello è che poi questa gente usa la scusa della cittadinanza mondiale per promuovere l'immigrazione di persone a noi totalmente estranee culturalmente perché,si sa, la "diversità arricchisce", si possono "conoscere nuove culture".
Santiddio, se ti interessa proprio tanto conoscere la cultura africana puoi prenderti un biglietto aereo e farti un viaggio in Nigeria (ti consiglio la parte nordorientale del Paese, dicono sia fantastica dal punto di vista turistico), non è necessario far invadere l'Europa da milioni di Africani.

Purtroppo questa gente vive nel mondo dei sogni, è bluepillata fino al midollo e si beve tutta la propaganda hollywoodiana degli USA come nazione da sogno multietnica con il poliziotto bianco e quello nero che lottano insieme contro il male.La realtà purtroppo è un po' diversa e negli USA la questione razziale è ancora irrisolta e spesso si manifesta in forti tensioni e scontri.
Le varie etnie negli USA convivono solo per il fatto che il Paese è molto spazioso e si possono creare quartieri e cittadine ben distinte e abitate solo da persone di una certa etnia, che non hanno rapporti tra loro tranne quello lavorativo.Qui sopra possiamo vedere ad esempio come sono distribuite le varie etnie a New York City ;i colori che le distinguono sono ben separati, di certo non sono mescolati come ci si aspetterebbe da una vera società multietnica.
In fondo le questioni etniche purtroppo sono la prima causa di guerra, questo perché la convivenza tra persone che appartengono a gruppi sociali con valori, credi e convinzioni religiose molto diverse è sempre problematica e lo diventa ancora di più quando ci si trova in un contesto economico e politico particolarmente difficile, come può essere quello della crisi che stiamo vivendo ora.

  • Ma anche noi siamo andati in America!
Chi fa quest'obiezione per giustificare la massiccia immigrazione che sta subendo l'Europa ha scarso spirito critico.Basta infatti possedere un minimo di conoscenza storica per accorgersi di come il paragone tra la nostra emigrazione in America e quella che stiamo sperimentando sia una forzatura.
Negli Stati Uniti infatti non mettevi piedi se non eri perfettamente sano, se avevi precedenti penali o se non eri autosufficiente economicamente.Te ne tornavi indietro con la stessa barca con cui eri venuto.Senza contare che la nostra cultura non era troppo dissimile da quella degli americani di allora e, nonostante ciò, gli italiani venivano ugualmente ghettizzati ed emarginati.


Insomma, a mio avviso chi si definisce cittadino del mondo dovrebbe tornare un attimo coi piedi per terra e rendersi conto che, se è in grado di permettersi di autodefinirsi in questo modo, è solo ed esclusivamente grazie ai progressi acquisiti da una determinata parte del mondo (che non è neanche maggioritaria) e, nel resto del mondo, alla maggior parte delle persone neanche passa per la mente di considerarlo "loro concittadino".
Il concetto di cittadinanza mondiale poi è funzionale al mercato capitalistico e va contro l'interesse dei singoli popoli.
Ai potenti interessa avere un unico popolo mondiale facilmente plasmabile, senza identità, con gli stessi bisogni e necessità da soddisfare attraverso l'acquisto di prodotti (spesso inutili).
La cittadinanza mondiale non ottiene quindi lo scopo di unire, ma di distruggere e annullare le singole diversità, che invece dovrebbero essere tutelate.

 Una società priva di identità è una società destinata a decadere e infine morire

Ho iniziato con una citazione di Chaplin, ora invece concludo con una di Leopardi, grande redpillato:

"Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, Roma non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che Cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini Romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto."


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