17/09/17

Le Razze Umane Esistono?Ecco Cosa ne Pensa la Scienza

Autore:Natalia Ivanova

 
Se avessi un centesimo per ogni volta che mi è stato chiesto se le razze umane esistono avrei un bel problema, perché tutti 'sti centesimi occupano un sacco di spazio e non penso che al concessionario Porsche accettino pagamenti in sacchi di monetine.L'esistenza o meno delle razze umane è uno dei primi temi che uno cerca di affrontare quando si appassiona di antropologia fisica e genetica, ma è sempre difficile dare una risposta perentoria perché, come tutti sanno, esistono diverse correnti di pensiero (anche tra illustri studiosi) e l'argomento è molto politicizzato, con la conseguenza che è molto facile per un profano essere tratto in inganno.Cercherò in questo articolo di esporre il mio punto di vista sulla base delle evidenze scientifiche, in modo tale che ognuno possa farsi una propria idea sulla questione nella più completa imparzialità, in
considerazione del fatto che questa è una pagina apolitica.

In questo articolo vedremo:
  • Se le razze umane esistono oppure no
  • Quante razze umane ci sono al mondo 
  • Le caratteristiche fisiche delle razze umane
  • La classificazione delle razze umane
  • La genetica delle razze umane

Le razze umane esistono?

Per valutare se le razze umane esistono oppure no penso che due siano i punti fondamentali da prendere in considerazione:
  1. Il Fenotipo, cioè l'insieme delle caratteristiche fisiche che un individuo manifesta, e che si possono constatare visivamente
  2. Il Genotipo, cioè il corredo genetico di un individuo, l'insieme dei geni contenuti nel suo DNA

  • Il Fenotipo
razze umane
razze umane
Il fenotipo è dato dall'interazione tra genotipo e ambiente.
La grande diversità climatica e ambientale presente sul Pianeta Terra a seconda delle aree geografiche, ha prodotto adattamenti fisici differenti, sia nel colore della pelle, che è più o meno chiara a seconda della quantità di raggi ultravioletti presente nella zona di origine, sia nella conformazione cranica e somatica in generale.
Gli occhi a mandorla dei cinesi ad esempio sono il risultato di un adattamento ad un clima arido e freddo, così come il naso largo degli africani facilita la respirazione in un clima caldo e umido.
Penso che certe differenze siano così evidenti che solo una persona con problemi di vista o in mala fede potrebbe negarle.


Il problema si pone quando si tratta di stabilire se queste differenze siano sufficienti a poter determinare una classificazione in razze.Come abbiamo già visto, i fenotipi europei di cui parlo sul blog si basano su classificazioni obsolete e rappresentano per noi più che altro un esercizio visivo.
Al giorno d'oggi non vengono più effettuate tali distinzioni, anche se alcuni antropologi parlano di "forma" per suddividere i fenotipi europei ("forma nordica", "forma mediterranea").
Più complessa è invece la questione quando si vanno a trattare le differenze fenotipiche tra esseri umani che vivono in continenti completamente diversi e che sono stati separati fra loro per migliaia di anni dando origine a diversità morfologiche troppo evidenti.
Attualmente solo l'antropologia forense utilizza correntemente determinate classificazioni razziali mentre fra gli altri antropologi vi è parecchia divergenza di opinione.
Il rifiuto di concetto di razza è più o meno forte a seconda del luogo di provenienza dello scienziato.
Lo studio Lieberman et al.(2004) ha mostrato come tale rifiuto sia più marcato in Paesi come USA e Canada, moderato in Europa e minimo in Cina e Russia, a dimostrazione di come la situazione socio/politica possa essere condizionante.

Sempre Lieberman, nel 1985, aveva chiesto a 1200 antropologi quanto si trovassero IN DISACCORDO con la seguente affermazione: "Ci sono razze biologiche all'interno della specie homo sapiens".

Queste le risposte:
  • Antropologi fisici: 41% in disaccordo
  • Antropologi culturali: 43% in disaccordo
Lo stesso studio, ripetuto 14 anni dopo, ha mostrato le seguenti variazioni:
  • Antropologi fisici: 69%
  • Antropologi culturali: 80%
Insomma, il punto di vista è tutto fuorché unanime, anche se lo studio presenta dei limiti, in primo luogo quello che sono stati interpellati antropologi generici e non antropologi specializzati nello studio delle variazioni umane.

Un altro studio, effettuato nel 2012 su un campione di 3286 antropologi e studenti appartenenti alla  American Anthropological association e che potete trovare per intero QUI vede circa l'85%  dei partecipanti in disaccordo nel riconoscere le razze umane, ma anche in questo caso il campione è viziato e include antropologi generici, oltre ad essere stato effettuato negli USA, che è il Paese in cui viene respinto maggiormente il concetto di razza (ma che è paradossalmente però è uno dei Paesi in cui si fa continuamente riferimento alla razza nei censimenti e in documenti di vario tipo).

Preso atto che gli antropologi sono in disaccordo su questo tema, andiamo a vedere ora quali sono invece le razze umane secondo gli antropologi che invece ne riconoscono l'esistenza.

Quali sono le razze umane?Quali sono i tratti somatici e lineamenti tipici?

Quanti tipi di razze esistono?Qui finalmente la questione diventa meno complessa, perché generalmente la classificazione è sempre quella (con alcune variazioni) e le razze principali sono relativamente poche.
L'antropologo Coon, nel 1965 ne aveva catalogate 5:

#1 Caucasica o Caucasoide
razza caucasica
razza caucasica
#2 Asiatica-Orientale o Mongoloide

razza mongoloide
razza mongoloide


#3 Africana-Subsahariana o Congoide 
razza congoide
razza congoide

#4 Capoide (Sud-Africa)

razza capoide
razza capoide


#5 Australoide (Oceanica)

razza australoide
razza australoide


A queste ne possiamo aggiungere una sesta, che è quella Amerindioide, cioè quella dei nativi americani, che deriva sì da quella Mongoloide (giunta nelle Americhe attraversando lo stretto di Bering) , ma che ha sviluppato delle caratteristiche proprie e, come vedremo, si distingue anche geneticamente da quella mongoloide, addirittura più di quanto la Capoide si distingua dalla Congoide.


razza amerindioide
razza amerindioide



Qui sotto la loro distribuzione
razze umane
razze umane


Naturalmente questa mappa tiene conto solamente delle popolazioni autoctone, mentre noi sappiamo che negli ultimi secoli le migrazioni hanno portato (e stanno portando) ad un mescolamento razziale sempre maggiore.
I Paesi del Sud America hanno una tradizione secolare di race mixing tanto che oramai utilizzano termini specifici per indicare i vari ibridi razziali e le varie ricombinazioni.Li potete vedere nella tabella qui sotto (indian sta per nativo americano) , gentilmente offerta dal nostro utente Skop's.

Due Andamanesi
Curioso è invece il caso dell'India, che è il Paese al mondo che possiede il maggior numero di razze autoctone.In India ci sono i caucasoidi (principalmente a nord ovest), gli australoidi (principalmente al sud) ,infiltrazioni mongoloidi e poi una popolazione che vive nelle Isole Andamane dell'oceano indiano, che è giunta lì dall'Africa orientale 60.000 anni fa e che è rimasta isolata per tutto questo tempo.Ne sopravvivono pochissimi individui, che rifiutano il contatto con l'esterno, e sono ritenuti la popolazione più vulnerabile del mondo perché, a causa dell'isolamento, non è stata in grado di sviluppare sufficienti difese immunitarie alle più comuni malattie.

Prima di concludere la parte sui fenotipi vi volevo consigliare QUESTO interessante album di figurine degli anni '60, ricco di disegni delle varie popolazioni del mondo.

LEGGI ANCHE: TUTELARE LE DIVERSITA'

  • Il Genotipo
razze umane
Mappa genetica mondiale, Cavalli Sforza (1994)
La genetica è una disciplina ancora agli albori e possiede moltissime potenzialità che ancora non sono state sfruttate, però ci ha permesso di sapere moltissime cose sugli esseri umani e sugli spostamenti di popolazioni che fino a pochi decenni fa ignoravamo.
Pensate ad esempio allo studio di qualche anno fa, dal quale si è fatta la sensazionale scoperta che tutti gli esseri umani possiedono genetica Neanderthal eccetto gli africani (Labauda 2011), ma sempre più spesso veniamo a conoscenza di importanti novità che riguardano la genetica delle popolazioni e certi quadri generali sono ormai chiari.
Andiamo quindi a vedere cosa ne pensano i genetisti dell'esistenza delle razze umane.


La fallacia di Lewontin
Richard Lewontin
Uno dei primi e più importanti che ha provato a negare l'esistenza delle razze umane sul piano genetico è sicuramente Richard Lewontin.
Nel 1972, in seguito ai suoi studi, Lewontin afferma che "circa l’85% della variabilità genetica umana è dovuta a differenze individuali all’interno delle popolazioni e solo il 15% è dovuto a differenze fra le diverse popolazioni o gruppi etnici". Con questo egli giunge alle seguenti conclusioni:
  • La classificazione razziale non ha alcun significato genetico né tassonomico
  • Due individui presi a caso da qualunque gruppo sono diversi fra loro quanto due individui presi a caso dal mondo intero
  • Due individui sono diversi in quanto sono individui e non perché appartengono a razze diverse e non si può capire la razza di qualcuno dai suoi geni

Nel trarre queste conclusioni però Lewontin fa un errore statistico,che gli viene obiettato da A.F.W. Edwards nel 2003,cioè quello di analizzare i dati come se le variabili non fossero tra loro correlate e di trarre conclusioni solo sulla base di questa analisi.
La spiegazione della diversità tra i gruppi umani sta però proprio nella correlazioni tra le variabili e tali relazioni possono essere estratte utilizzando tecniche di ordinamento e analisi dei gruppi (cluster analysis), che sono comunemente usate nella genetica umana moderna. Edwards sostenne che"anche se la probabilità di non riuscire a classificare razzialmente un individuo in base alla frequenza di alleli in un unico locus è del 30%, la probabilità di classificazione errata rasenta lo zero se abbastanza loci vengono analizzati".

Razza Umana o Razze Umane?Un problema di coerenza

Uno dei cavalli di battaglia dei negazionisti del concetto di razza umana è che "gli esseri umani sono simili al 99.9%".Questa affermazione, fatta nel 2000 da Craig Venter, è stata però smentita da uno studio dello stesso Venter del 2007 che ha portato alla luce il fatto che, ad accomunarci realmente, è solo il 99.5%.
Questo può sembrare comunque molto ma non lo è, se si considera che l'uomo ad esempio ha con lo scimpanzè il 98.7% in comune e il 98.4% con i gorilla.
Uno studio molto importante (Michael Woodley 2009) ha messo a confronto l'eterozigosità degli esseri umani, con quella di altre specie.L'eterozigosità è un indice molto importante per misurare la variabilità genetica esistente in una qualsiasi popolazione, per cui vorrei che facciate molta attenzione alla tabella che ho fatto a partire dallo studio di Woodley.
razze umane
razze umane
Come potete vedere, secondo questi parametri, i presupposti per poter parlare di razze umane ci sono tutti.
Andiamo ora a vedere il confronto per indice di fissazione (Fst).L'indice di fissazione misura la variazione che esiste fra due popolazioni paragonata alla variazione complessiva in entrambe le popolazioni.
Qui sotto la tabella degli indici di fissazione
razze umane
razze umane
 I valori fst variano a seconda di quanti gruppi usi per dividere la specie.Il valore Fst per ogni specie è una media per tutte le relazioni tra le sottospecie esaminate."K=14" si riferisce al numero di suddivisioni in specie.Meno sono le suddivisioni più alta è la media Fst.Ecco perché qualunque specie avrà un valore Fst più elevato quando il numero di popolazioni è più basso.


Genetica e medicina 
razze umane
razze umane
Un altro ambito in cui non ci si fa remore ad utilizzare il concetto di razza umana è quello della medicina.Ormai da tempo i medici fanno distinzioni tra i gruppi umani per quanto riguarda la frequenza di determinate malattie e tali distinzioni sono utili anche per pianificare il metodo curativo più efficace.
I risultati genetici dimostrano infatti che diversi gruppi hanno una diversa probabilità di contrarre determinate malattie, rispondono diversamente agli stessi tipi di farmaci.Anche per quanto riguarda le intolleranze si riscontrano differenze enormi a seconda del gruppo esaminato, come si può vedere ad esempio nella mappa sopra che mostra la percentuale di persone nel mondo intolleranti al lattosio.

Mappe genetiche e alberi filogenetici
I progressi genetici associati a quelli in ambito informatico hanno permesso negli ultimi anni lo sviluppo di determinati algoritmi in grado di mostrare sotto forma di grafici la distanza genetica fra le popolazioni.Ve ne mostro 2 particolarmente interessanti.Il primo è un albero filogenetico basato su Cavalli Sforza, Menozzi, Piazza (1994) per 42 popolazioni mondiali.La distanza genetica tra due gruppi è data dalla distanza totale della linea che li separa.Ogni colore rappresenta uno degli otto gruppi genetici ai quali tutte le popolazioni appartengono.

razze umane
razze umane

Il secondo prende in considerazione 18 popolazioni umane ed è stato sviluppato utilizzando l'algoritmo "neighbour joining".E' stato fatto nel 2002 da Saitou Naruya a partire da 23 generi di informazioni genetiche

razze umane
razze umane

 
I test commerciali del DNA
Abbiamo parlato in un precedente articolo del test del dna e di come la sua diffusione stia aumentando esponenzialmente negli ultimi anni.
Chiunque abbia fatto un test del dna sa perfettamente quanto essi siano precisi per individuare la composizione ancestrale di un soggetto e indovinare il background etnico di una persona che si sottopone ad analisi. 

Per Approfondire


Molti studi sono stati fatti utilizzando i vari campioni raccolti negli ultimi anni e le varie popolazioni mondiali si sono ben delineate tanto che conosciamo con precisione la distanza genetica tra esse, la posizione all'interno di un grafico PCA, e le varie admixture genetiche da cui sono composte.
Vi mostro i risultati di un calcolatore di Iosif Lazaridis ( é lo sviluppatore del Dodecad, fra l'altro), il Global K=6, dove 6 sta per le admixtures esaminate e ciascuna corrisponde alle razze di cui abbiamo parlato sopra.Il Caucasoide è blu, il Congoide rosso, Il Capoide arancione, il Mongoloide giallo, l'Australoide viola e l'Amerindio verde.Possiamo vedere quindi come esistano popolazioni che appartengono ad un singolo cluster genetico e altre che possiedono influssi di altri clusters.In questo secondo caso il calcolatore riesce ad individuare con precisione le proporzioni in cui tali influssi sono presenti.


razze umane
razze umane
razze umane
razze umane



Cosa ne penso
Alla fine della fiera ritengo che siano tutte seghe mentali.
Una volta appurato che esistono differenze fisiche e genetiche tra i vari gruppi di popolazioni, mi sembra una questione di secondaria importanza stabilire che nome dare a queste differenze.
Forse utilizzare o meno l'espressione razza cambia o sminuisce i risultati del lavoro degli antropologi forensi o dei medici?No, è solo una questione semantica che alla fine non cambia nulla.Le razze umane poi esistono ed esisteranno sempre come categorizzazione mentale, quindi mi sembra piuttosto inutile perdersi in tante chiacchiere.Possiamo beneficiare dei progressi in ambito genetico ed apprezzare la bellezza della diversità che le popolazioni mondiali ci offrono senza rimanere vincolati a classificazioni.

Per concludere:
  • Il dibattito sull'esistenza delle razze umane rimane sempre aperto
  • Gli antropologi tendono ad essere tendenzialmente sfavorevoli alle classificazioni razziali mentre i genetisti favorevoli
  • L'Antropologia forense e la Medicina sono le uniche branche dove il concetto di razza viene utilizzato senza remore. 
  • La comunità scientifica dovrebbe prendere una posizione chiara e coerente sulla questione ma, con tutta probabilità, manca la volontà politica di farlo.

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11 commenti:

  1. Hai chiarito molti dubbi che avevo da tempo, complimenti per l'ottimo articolo.Lo userò prossimamente nelle discussioni.

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  2. la dichiarazione di Attilio Fontana sulla razza hanno scatenato un nr. di articoli e dichiarazioni di vari biologi e genetisti italiani, ovviamente tutti fanno dichiarazione che rasentano la dogma: "le razze umane non esistono", tutti insistono con il dato che tutti gli esseri umani condividono il 99,9% del DNA, non so se lo fanno per ignoranza o malafede. I scimpanzé e i bonobo vivono nello stesso territorio per un non esperto sono indistinguibili, condividono il 99,7% del loro DNA e sono considerati dirittura 2 specie differenti.

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    1. noi abbiamo 99% del nostro dna in comune con gli scimpanzè: e non solo siamo interfecondi con gli scimpanzè e quindi anche con i bonobo

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  3. L'articolo è ben fatto, e i contenuti non sono banali. Dissento però dalla conclusione per cui "Alla fine della fiera ritengo che siano tutte seghe mentali."
    Cito una parte di articolo di Franco Manni che ne spiega bene i motivi:
    ...
    Coloro che - assurdamente - negano l'esistenza delle razze ( e dunque di queste differenti caratteristiche di raggruppamento ), certamente non riusciranno mai a convincere la gente comune ai cui occhi tali differenze sono evidenti e non scompariranno mai. Ma commettono il grave errore sia intellettuale sia morale di dare questo messaggio alla gente: per affermare che tutti gli uomini hanno eguale dignità e dunque devono avere eguali diritti, bisogna affermare che essi siano eguali nelle loro situazioni materiali e di fatto...

    … ma questo è un grave errore, perchè la eguale dignità deve essere riconosciuta non se siamo eguali (tutti cristiani, tutti eterosessuali, tutti sani , tutti fascisti, tutti dello stesso gruppo biologico)!!!. essa uguale dignità deve essere riconosciuta proprio quando vediamo che materialmente , economicamente, linguisticamente per opinione politica, per fede religiosa, per caratteristiche somatiche, per orientamento sessuale NOI SIAMO DIVERSI. Uguale dignità morale e giuridica, nonostante le differenze materiali e sociali!!!

    Altrimenti sparisce lo stesso concetto di tolleranza. Infatti è assurdo dire che si esercita la virtù della tolleranza verso chi è uguale a te per religione, classe sociale, nazionalità etc , essa la si esercita proprio0 verso chi è diverso da te!

    Se proprio non si vuole urtare la malata ipersensibilità di queste persone snob che negano l'esistenza delle razze, si usi pure un altra parola (gruppi biologici, sottospecie, classi genetiche … che so!)... però è un errore intellettuale e morale negare la realtà.

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    1. Concordo pienamente ! Secondo gli "scienziati" non esistono le razze? Sono gli stessi scienziati che negano al calabrone (o all'uccello mosca forse) la capacità di volare ? Meno male che nessuno glielo ha detto al calabrone... che così se ne frega e continua a volare!
      Scontata la pari dignità e la "reciproca" tolleranza.

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  4. L'articolo mi è piaciuto molto! Posso sapere chi è l'autore in modo da approfondire?

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    1. L'autore di cosa?Sono io l'autore dell'articolo. :) Ho raccolto un po' di studi scientifici e tratto le mie conclusioni.Gli studi sono menzionati nell'articolo.

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  5. Anche se non ho elementi per prendere una posizione in merito all'argomento, non posso non rilevare che dal punto di vista statistico, sul quale ho discrete conoscenze, ci sono diversi svarioni:
    - in effetti analizzare dati senza tenere conto della loro possibile correlazione, trascurando quindi le interazioni fra di essi, è un errore statistico piuttosto grave e che Lewontin vi sia incappato lo classifica come un dilettante, ma è anche vero che la frase attribuita ad Edwards, se l'ha davvero scritta, non è da meno: che la probabilità di un errore tenda (il termine "rasenta" non è molto professionale...) a zero se "abbastanza loci vengono analizzati" è tautologica e in quanto tale è completamente priva di significato statistico ==> equivale a fare affermazioni del tipo "se uno è abbastanza ricco, può comprare praticamente tutto" (frasi del genere si classificano come "autosuggellanti", ossia non smentibili comunque stiano le cose)
    - ho fatto "molta attenzione" alla tabella sull'eterozigosità e le garantisco che, diversamente da quanto lei scrive, dalla tabella non si evince alcun motivo statistico per potere parlare di razze umane, ma neanche per poterle negare: semplicemente non dice assolutamente nulla al riguardo ==> non c'è alcun presupposto né in un senso né in un altro.
    - stesso discorso per gli Fst: se lei fa un grafico di correlazione fra i valori Fst ripotati e il numero di sottospecie riconosciute troverà che non c'è la minima correlazione fra queste due variabili. Può però darsi che il senso della tabella sia diverso da quello che gli ho dato, ma in tal caso le quattro righe sottostanti non lo chiariscono minimamente.
    Da quanto sopra credo discenda chiaramente che se l'attendibilità delle conclusioni sull'esistenza o meno di razze umane è paragonabile a quella degli strumenti statistici riportati nell'articolo siamo ancora in alto mare...

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    1. Il mio più che un discorso di statistica era un discorso di coerenza.
      Intendevo dire che se si parla di razze per quanto riguarda certi animali, con il medesimo indice di eterozigosità si dovrebbe parlare di razze anche per gli umani.

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  6. Finalmente uno che ha scritto un articolo sensato su questo tema, non se ne può più di vedere articoli costantemente politicizzati.

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    1. Grazie, la politica non dovrebbe mai mischiarsi con la scienza.

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