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Il Femminismo:Analisi di un Cancro Sociale

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La parola femminismo generalmente nella nostra società ha una connotazione positiva. Taluni possono considerare questo movimento anacronistico ma non sarebbero mai in grado di trovare qualcosa di negativo in esso perché tutti partono dal presupposto che il femminismo ricerchi la parità e ovviamente, messa così, non può suonare male. Molti però non hanno ben chiare le conseguenze che i vari movimenti femministi hanno avuto e stanno avendo sulla società, altrimenti il loro pensiero sarebbe ben diverso. La loro visione del femminismo è quindi blupillata, ovvero filtrata dal pensiero dominante e ogni tentativo di porre il femminismo sotto una luce differente rende l’autore passibile di stigmatizzazione sociale. Come sapete, però, in questa pagina ce ne freghiamo altamente del politicamente corretto e ora andrò a farvi una analisi redpill di questo fenomeno e a vedere perché il femminismo è sbagliato e perché ha fallito.

 

 

  • I Privilegi Maschili
 Non lontano da dove vivo c’è un cimitero inglese, che custodisce le spoglie di alcuni soldati morti nella Prima Guerra Mondiale.Nel visitarlo, la prima cosa che colpisce è l’età dei defunti.
Sulle lapidi di marmo, perfettamente ordinate e conficcate nel prato inglese, l’età riportata è di 18, 21, talvolta 25 anni, centinaia di vite spezzate ancora prima di essere vissute.

Adesso, io vorrei che faceste un salto indietro di un secolo esatto e provaste ad immaginare di essere un ragazzo diciottenne di qualche paesello sperduto della Cornovaglia.

La vostra vita scorre serena, anche se faticosa per il duro lavoro nei campi.
I divertimenti a disposizione sono pochi ma siete abituati così e riuscite a trarre gioia dalle piccole cose. Avete, come tutti i ragazzi della vostra età, il desiderio di mettere da parte qualche soldo e trovarvi una compagna, avere dei figli e fare una vita semplice, normale, come tutti.
Un bel giorno vi vengono a dire che, dall’altra parte dell’Europa, l’esercito austro-ungarico ha sfondato le linee nemiche ed è entrato in Italia, occupandone parte del territorio, e , siccome questo Paese è un vostro alleato, dovete anche voi andare a combattere e dare una mano per contrastare l’avanzata del nemico.
Voi non siete mai usciti dalla vostra contea e quasi non sapete dove sia, l’Italia.
Non avete mai conosciuto un italiano in vita vostra, né un austriaco, e non capite perché dovreste andare a sparare contro qualcuno che non vi ha fatto nulla.
Ma la società funziona così, dovete “fare l’uomo” e partire, perché qualcuno in alto ha deciso che potete essere usati come pedine nella grande macchina bellica.
Così fate i vostri bagagli, salutate i vostri cari, i vostri campi e le vostre mucche e partite.
Pochi giorni dopo vi trovate immersi in un conflitto sanguinario insieme ad altre migliaia di giovani come voi.
I vostri coetanei più fortunati, che sono riusciti a rimanere in patria, vengono costantemente umiliati da un gruppo di donne chiamate “Suffragette”,che hanno appena fondato un movimento femminista, e che vanno in giro a distribuire piume bianche (simbolo di disonore) a uomini a caso che, anziché essere a far compagnia a voi in trincea, sono colpevoli di trovarsi per strada in abiti borghesi.
Queste signorine,che dicono di battersi per la parità fra uomini e donne, non colgono l’incoerenza tra il pretendere la parità dei sessi e lo starsene a casa al calduccio a rompere i coglioni agli altri mentre le persone di sesso opposto al loro sono impegnate in una guerra mondiale.

Questi problemi però non vi toccano perché avete altro a cui pensare, ovvero schivare i proiettili che costantemente gli austriaci vi lanciano addosso. Siete da tempo in attesa di ricevere dai vostri superiori l’ordine di procedere alla controffensiva e di scagliarvi contro il nemico. Siete tremendamente angosciati perché sapete che le probabilità di lasciarci le penne sono altissime, ma vi fate coraggio insieme ai vostri compagni e cercate di tirare avanti.

Quel triste giorno però arriva e così, ligi al dovere, andate all’assalto.
Il cielo è fumoso e si sentono ovunque le urla strazianti dei feriti, miste all’incessante esplodere di munizioni.
Scavalcate una barriera di filo spinato e cadete a terra nel fango. Vi rialzate e andate incontro al nemico sparando quasi alla cieca.
Ad un certo punto una granata vi cade addosso e vi colpisce in pieno, mettendo fine alla vostra giovane vita.
Il vostro corpo e la vostra faccia sono così devastati che vi devono riconoscere attraverso la targhetta che portate al collo; tutti i vostri sogni, speranze, ambizioni, desideri e progetti di ragazzo poco più che adolescente finiscono lì, in mille pezzi, in un campo a migliaia di chilometri da casa.
La storia di questo soldato, con alcune variazioni, è la storia di milioni di soldati, partiti e mai più ritornati.
Ora, immaginate di andare a dire a questo ragazzo che, cent’anni dopo:
  • Il suo lavoro è stato sostituito da una macchina, che lo fa pure meglio
  • Non ci facciamo più le guerre tra vicini di casa, in compenso facciamo entrare in Europa liberamente ogni genere di popolazione totalmente estranea che fa attentati un giorno sì e l’altro pure.
  • Ormai in pochi pensano a farsi una famiglia, nessuno in Europa fa più figli tranne le popolazioni del punto precedente.
  • Lui è passato alla storia come un oppressore e un privilegiato
  • Le Suffragette come eroine e come pionieri di un movimento rivoluzionario.
 Aberrante, no?
Eppure di fatto è ciò che succede quotidianamente e questo trend sta andando avanti più o meno da 40-50 anni, a partire dalla generazione-cancro 68ina.

Finisco sempre con il litigare quando discuto con mio padre (un appartenente alla generazione appena menzionata) sulla società ante guerra, periodicamente cerca di spiegarmi quanto le donne fossero svantaggiate in passato, usando l’esempio di mia nonna che ricevette un’eredità più bassa rispetto ai fratelli in quanto donna.

Peccato che uno dei suoi fratelli, nato a Dicembre del 1898, a 19 anni stesse a combattere insieme al soldato della storiella di cui sopra e a cercare di evitare di fare la sua stessa fine, mentre alle donne neanche per sogno veniva richiesto di andare a combattere (piuttosto mandavano ragazzini adolescenti ma mai le donne).
Peccato che il grosso dei lavori più faticosi e pericolosi a quel tempo li facessero gli uomini.
Peccato che un uomo senza soldi a quel tempo fosse spacciato mentre una donna poteva comunque migliorare la propria condizione attraverso il matrimonio.
Insomma, nel condannare la società tradizionale mi sembra che ci si concentri esclusivamente su ciò che le donne non avevano e non si vadano mai ad analizzare invece tutti i privilegi di cui disponevano.

Da un giornale del 1988:

“In Italia, i cittadini di sesso maschile ultranovantenni sono circa 40mila, quelli di sesso femminile quasi il triplo:117mila”

E il bello è che molti di questi privilegi rimangono tuttora, anche se magari in forma non giuridicamente riconosciuta.
Molti ristoranti, ad esempio, continuano a presentare due menu diversi per uomo e donna, dei quali solo quello maschile contiene il prezzo.
Eppure questo è un retaggio della società tradizionale, quando le donne erano spesate in tutto perché non lavoravano, ma quante donne al giorno d’oggi rinunciano a questo genere di privilegi in nome della parità fra i sessi?
  • Perché nasce il femminismo
Uomini e donne assumono comportamenti differenti per quanto riguarda la selezione sessuale.
I primi tendono alla poligamia, cioè all’accoppiarsi con più donne possibili per avere maggiori probabilità di trasmettere i propri geni, le seconde, potendo invece rimanere incinte di un solo uomo, tendono all’ipergamia, cioè a scegliere il maschio migliore possibile, quello con i geni migliori e con migliori
probabilità di garantire la sicurezza e la salute dei suoi figli (questo è il motivo per cui la donna, a differenza dell’uomo, dà importanza anche all’aspetto materiale).
Allo stato di natura, questa differenza tra uomo e donna crea enormi sproporzioni tant’è che è stato calcolato che 8000 anni fa solo un uomo riusciva a riprodursi per ogni 17 donne che erano in grado di farlo (fonte originale). Insomma c’era una piccola elite di uomini che aveva tutte le donne e una maggioranza che non ne aveva nessuna. Una situazione simile non crea certo i presupposti per una società funzionale, in cui tutti diano il proprio contributo.In fondo, se non posso neanche riprodurmi, chi me lo fa fare di sbattermi tanto per il benessere collettivo?
Fu questo probabilmente il motivo che portò gli uomini ad organizzarsi diversamente e a stabilire che ad ogni uomo dovesse spettare al massimo
una donna
e viceversa, questo almeno in pubblico (di fatto sappiamo che una percentuale di donne ha sempre cornificato il proprio uomo facendogli mantenere figli non suoi).
Questo tipo di organizzazione, che
molti chiamano con disprezzo “patriarcale”, è ciò che ha permesso all’umanità migliaia di anni di benessere e di sviluppo economico del quale hanno beneficiato anche e soprattutto le donne (dal momento che la vita di un uomo generalmente era fatta di lavori massacranti, quando era più fortunato, e di guerre quando gli andava peggio).
Ora il livello di sviluppo (in occidente almeno) è ormai tale da non esserci più bisogno degli uomini come forza lavoro e quindi il ruolo maschile si è ridimensionato e la società ha visto il proliferare di movimenti come
quello femminista
in cui le donne rivendicano di potersi comportare come le loro antenate preistoriche, andando tutte verso i maschi migliori e creando nuovamente un’enorme disuguaglianza sociale in ambito sessuale, ma senza rinunciare al benessere moderno.
La gente che parla di
“libertà sessuale” non si rende conto che la libertà sessuale è solo una prerogativa di quasi tutte le donne e di una ristretta fetta di uomini.
 
  • “Ma almeno ora le donne sono felici, indipendenti e libere di scegliere, prima non avevano scelta!”
Ma perché, ora che le donne hanno scelta, quante ne vedete a fare i lavori pesanti che prima facevano gli uomini? Io non ho mai visto una femminista in cantiere o in fabbrica e neppure chiedere le quote rosa per quei lavori.
Semplicemente prima era obbligatorio che gli uomini lavorassero e le donne stessero a casa, sia perché l’uomo è fisicamente più forte e resistente, sia perché ovviamente i figli li fa e li accudisce la donna e di fare figli c’era necessità. Non si può confutare questa banale evidenza.
Che siano felici poi è un’altra affermazione smentita dai fatti.
Il tasso di depressione fra le donne è in continuo aumento negli ultimi decenni.
Nel tentativo di assumere un ruolo maschile esse hanno forzato la loro natura e non sono state in grado di gestire lo stress relativo. Per fare carriera sacrificano la famiglia, ma poi verso i 35-40 anni si accorgono che la loro vita è misera e così cercano di rimediare, ma per molte è già troppo tardi e così finiscono per fare le gattare rompicoglioni, acide e misantrope.
La libertà di ipergamare le rende ancora più frustrate perché ovviamente ognuna vorrebbe l’esclusiva sul figo di turno, ma i fighi sono pochi e loro sono tante e così al massimo vengono solo usate e scaricate e una aspettativa disillusa ovviamente genera infelicità; poche però hanno l’obiettività di capire le proprie reali potenzialità, e in questo la colpa è anche degli uomini che purtroppo, ridotti a dover elemosinare una vagina come un tozzo di pane, pompano il loro ego con complimenti immeritati ed esagerati all’inverosimile. Insomma, questa situazione, oltre che per gli uomini, è deleteria anche per le donne. Il femminismo non ha liberato le donne, anzi ha rovinato sia le donne che gli uomini. Il femminismo ha perso.

  • Il Femminismo nella società di oggi e di domani
Se il passato del femminismo era fatto di rivendicazioni giuridiche che potevano avere un senso (nonostante i privilegi maschili in ambito giuridico, come abbiamo visto, fossero dovuti ad un maggiore rischio sociale) il presente del femminismo è un qualcosa di ridicolo, con capricci e rivendicazioni assurde continue.
Si va dal manspreading, al considerare ogni minimo gesto maschile come molestia, al distorcere ridicolmente la lingua italiana per creare nuovi vocaboli che si confacciano ai nuovi ruoli ricoperti sempre da più donne (vedi “sindaca”). Come corollario del femminismo c’è poi l’appoggio ai vari movimenti LGTB.
Stendiamo un velo pietoso anche sui vari Huffington post, Alpha Woman e Abbatto i muri.
Siamo passati quindi da una mascolinizzazione della donna ad un tentativo vi femminizzazione dell’uomo, che assume comportamenti sempre più femminili, il tutto ovviamente nell’interesse del capitalismo. Infatti, perché vendere prodotti depilatori alle donne e pantaloni agli uomini quando puoi vendere entrambi i prodotti sia agli uomini che alle donne?
Nel frattempo la società va Aramengo, le famiglie sono passate di moda,il tasso di natalità è crollato e siamo in piena crisi economica e prossimi al collasso e, nel mezzo di tutto ciò, stanno arrivando frotte di individui totalmente estranei alla nostra cultura che stanno creando tutta una serie di problemi di tipo sociale ed economico.
Questa invasione, che viene favorita principalmente dalle donne, entro poche generazioni decreterà l’estinzione degli europei autoctoni o almeno di gran parte di essi, e chi lo nega o è completamente stupido o è in malafede.

Bastano infatti delle elementari nozioni di matematica per accorgersi che un basso tasso di natalità europeo, sommato ad un alto tasso di natalità extraeuropeo, sommato ad una costante immigrazione extraeuropea porteranno nel giro di poche generazioni gli europei ad essere una minoranza nel loro stesso continente. E se qualcuno ancora è troppo tardo per arrivarci e ha bisogno dei disegnini ecco che abbiamo pronti anche quelli.

In cosa consiste la differenza tra noi e le persone che ci sostituiranno? Semplice, queste ultime hanno ancora un’impostazione della società di tipo tradizionale e patriarcale.
La cosa ridicola della situazione in cui ci troviamo è che è lo stesso femminismo a creare le basi per la sua stessa distruzione e quando il processo sarà completato probabilmente le donne godranno di ancora meno libertà di quelle che erano garantite nella società patriarcale ante guerra.
Ecco a cosa ha portato il femminismo, al suicidio etnico e ad un peggioramento complessivo della qualità di vita.
Del resto ci sarà un motivo se i nostri antenati hanno impostato la loro società in un certo modo, no? Lo hanno fatto perché quello era il modo più funzionale per garantirci la sopravvivenza e il progresso.
Il femminismo è solo una conseguenza del progresso, una sorta di moda alla quale si può aderire solamente in un periodo di prosperità come quello che stiamo vivendo, e che certo non ci è stato donato dalle femministe.
Ma la crescita economica non è illimitata e lo stiamo osservando negli ultimi anni; ogni società ha un suo inizio, un suo sviluppo e una sua fine.
Un efficace paragone lo possiamo fare con l’Impero romano, la cui decadenza è stata spiegata molto efficacemente da Indro Montanelli nel suo libro “Storia di Roma”.

Nella Roma repubblicana degli inizi “I cittadini vissero più scomodi e sacrificati, ma anche più ordinati e sani di quelli dell’Impero. […] Teoricamente il divorzio esisteva. Ma il primo di cui abbiamo notizia avvenne due secoli e mezzo dopo la fondazione della repubblica”

Poi Roma vince le guerre puniche e grazie al bottino di guerra sperimenta un periodo di benessere e prosperità al quale segue una decadenza di costumi. Le donne iniziano a reclamare la poligamia, prendono numerosi amanti e non fanno più figli.
Avviene a questo punto il passaggio dalla struttura repubblicana a quella imperiale, in questo contesto si inserisce Giulio Cesare.“Cesare aveva capito che non c’è più nulla da sperare dai romani di
Roma, oramai ammolliti, imbastarditi, ed incapaci di fornire altro che degli intrallazzatori e dei disertori. Egli sapeva che il buono era solo in provincia, dove la famiglia era rimasta salda, i costumi sani, l’educazione severa”
.
Nella fase imperiale Roma è al suo apice ma al suo interno è completamente rosa. L’aborto è una pratica comune, i cittadini vivono in maniera dissoluta e il matrimonio è un’istituzione senza valore.
In un contesto simile i barbari trovano gioco facile e iniziano a diventare sempre più minacciosi, inizia a prendere piede una nuova religione chiamata Cristianesimo
“L’aborto e l’infanticidio furono aboliti ed esecrati dai cristiani in
mezzo ad una società che sempre più li praticava e ne stava morendo. […]
Un regime di vita ordinato e casalingo era la regola fondamentale. […]
Non c’era, si può dire, città in cui il vescovo non fosse migliore del
prefetto. […] Così, non più come centro politico di un Impero, ma come
cervello direttivo della Cristianità, Roma si apparecchiò a ridiventare
caput mundi”
Vi ricorda qualcosa? Ora, alla luce di tutto ciò,cosa ne pensate? Secondo voi il femminismo è veramente così positivo oppure è piuttosto un cancro sociale? La risposta a questa domanda determinerà quanto siete redpillati.

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AnimaZen
AnimaZen
1 anno fa

xsonalmente,di donne così felici non ne vedo neanche l'ombra… a meno che non si tratti di quelle (poche) che ancora non si sono lasciate fregare da questo mare di cavolate femministe e che quindi sono riuscite a costruirsi una vita da xsone "normali/adulte",coltivando affetti veri e legami stabili (matrimonio,famiglia,ecc). tutte le ixfemministe che conosco girano ancora (anche a + di 40 anni) x i locali di sera,alla disxata ricerca (ma non lo ammetteranno mai!) del principe azzurro (ovvero:uomo di qualità),che,se anche fosse possibile incontrare alle 3 di notte in un locale,non si avvicinerebbe certo a questi elementi,data la loro immaturità,il loro stile di vita,la loro inaffidabilità (della serie:uomo già ixstressato x lavoro,competizione,$$$,mutuo da pagare e quant'altro deve mettersi pure a vedere questa dove/con chi sta la sera xché a casa non la trova). chiaramente,tutto questo non si può dire,xché si offendono e troncano amicizie (tutte finte e di apparenza):vogliono sentirsi dire:"tesoro,la colpa non è tua,lui non ti sa apprezzare/tu troverai certamente di meglio,lui no" e balle varie,alle quali non credono neppure loro stesse.
in definitiva,posso dire che le paladine del liberismo ad oltranza le vedo tutto fuorché felici,tutt'altro:sono un esercito di disxate che girovaga come anime in pena xché vorrebbe aver fatto scelte diverse,scelte rese impossibili (anche) dal modo in cui sono state cresciute (madri deleterie,posso garantirvelo e magari padri assenti/latitanti/sminuiti dalle madri),ovvero:"non accontentarti di quello,tu puoi avere il principe/ness1 è alla tua altezza" e così via. ovviamente,obiettività = 0.
ci sarebbe veramente moooolto da dire…

MountainLion
MountainLion
1 anno fa

L' analisi è in larghi tratti condivisibile. Ma mi sfugge la correlazione tra femminismo e immigrazione, dato che le migrazioni dei popoli nella storia ci sono sempre state. La colpa casomai va individuata nell' economia capitalista e iper liberista, che necessita di nuovi schiavi per calmierare i salari, nonché svolgere lavori che noi non vogliamo più svolgere. Anzi,molte donne si lamentano della concorrenza delle immigrate che diminuisce il loro potere sessuale. Quando proprio loro, non volendo più fare la domestica, badante, baby sitter, cameriera, ecc., si sono portate la concorrenza in casa. Così come noi, non volendo più lavorare nei campi o nelle fonderie, abbiamo favorito l' afflusso di certa gente. Quindi il femminismo in questo c' entra poco.

Anonimo
Anonimo
3 anni fa

Ottimo articolo, il migliore tra quelli che ho letto finora su questo blog.
A tal proposito consiglio fortemente la lettura di "Sottomissione" di Houellebecq,romanzo godibile in cui viene resa alla perfezione l'agonia della società occidentale e il suo superamento in essere da parte delle realtà più tradizionaliste che gli immigrati islamici hanno recato e radicato in Europa.

Gaudente
Gaudente
3 anni fa

magari la fertilita' delle coppie bianche fosse di 2 figli come illustrato , la realta' e' che arriva a malapena al figlio unico , con conseguente dimezzamento della popolazione ad ogni generazione (le statistiche riportano un valore leggermente superiore a 1 , ma e' perche' fa media con le famiglie musulnegre che sfornano 4-5 spastici a coppia)

Gaudente
Gaudente
3 anni fa

hai comunque completamente omesso di citare la principale causa del disastro attuale , ovvero le leggi su divorzio ed alimenti , spesso applicate da tribucofore in toga. E' chiaro che una societa' in cui solo un pazzo puo' pensare di sposarsi ed avere figli sia condannata ad una rapida estinzione.

Emanuela
Emanuela
3 anni fa

Forse ti può interessare questo articolo enzopennetta.it/2017/03/mito-contro-realta-il-suffragio-universale-in-gran-bretagna/
L'ho tradotto io 🙂

Anonimo
Anonimo
2 anni fa

Bellissimo post! Ne approfitto per segnalare questo articolo antifemminista, peraltro scritto da una donna, che si allaccia al trend del momento, il Bitcoin: ilprimatonazionale.it/economia/uomini-donne-non-uguali-bitcoin-mette-gender-78306/

Unknown
Unknown
2 anni fa

un nobel a quest'uomo!

Unknown
Unknown
2 anni fa

articolo stupendo. hai descritto magistralmente la realtà quotidiana. tra l'altro oggi ho sentito che i matrimoni stanno crollando ulteriormente di fronte all aumento delle unioni civili fra gay e dei divorzi..l'occidente ormai è un letamaio..

Unknown
Unknown
1 anno fa

entrambi erano sfruttati e svantaggiati. il sistema capitalistico e statale era alla base della sofferenza delle persone che appartenevano ad entrambi i sessi. e in generale nonostante i miglioramenti soffriremmo comunque, questo mondo è un inferno, come dicevano i catari.

>Peccato che il grosso dei lavori più faticosi e pericolosi a quel tempo li facessero gli uomini.

perché ritenuti più forti fisicamente, le donne essendo FISICAMENTE PIù DEBOLI non venivano accettate anche se supplicavano di essere assunte, se erano forti tanto quanto altri lavoratori comunque venivano rifiutate.

>Peccato che un uomo senza soldi a quel tempo fosse spacciato mentre una donna poteva comunque migliorare la propria condizione attraverso il matrimonio.

quandi tu preferiresti dare il culo tutto il giorno ad un uomo omosessuale con un cazzo di 20 centimetri piuttosto che lavorare e vivere da solo?
io da donna preferisco morire di fame piuttosto che fare sesso contro la mia volontà.
anche se non tutte, tantissime 12enni furono costrette a sposarsi e a gestire le necessità sessuali un uomo adulto perché dai genitori, succede anche oggi nella comunità rom o islamica.

> vengono costantemente umiliati da un gruppo di donne chiamate "Suffragette",che hanno appena fondato un movimento femminista

ci furono anche femministe SOCIALISTE che si opposero a tale scempio.

> mentre alle donne neanche per sogno veniva richiesto di andare a combattere (piuttosto mandavano ragazzini adolescenti ma mai le donne)

perché gli uomini non volevano che le loro figlie e le loro mogli venissero DISONORATE dai nemici. si tratta di DECISIONI FATTE FA UOMINI che non volevano essere DISONORATI TRAMITE LE LORO FIGLIE O MIGLI, non puoi incolpare il femminismo, quando sono le stesse femministe che alla fine chiesero la possibilità delle donne di entrare nell'esercito.
nemmeno i talebani mandano le donne/ragazze al fronte e non li definirei grandi esempi di femminismo (sono abbastanza acculturata da sapere che la condizione femminile nell'afghanistan talebano sia di gran lunga peggiore che nell'europa di inizio 900 ma ho usato i talebani per fare un esempio).

> n fondo, se non posso neanche riprodurmi, chi me lo fa fare di sbattermi tanto per il benessere collettivo?

se non lo eri venivi cacciato dalla società, il che era praticamente una condanna a morte. le foreste sono piene di animali affamati, tu sei lento e debole, motivo per cui rimanevano in tale società a farsi il mazzo.
ignori il fatto che tra quelle 17 non tutte erano consenzienti. se per lei l'essere stuprato non è il peggiore delle opzioni per me lo era quando avevo 15 anni, e tante di quelle "femmine" erano anche più giovani. quindi? si viveva di MERDA SIA per la maggioranza degli uomini che molte delle donne.

> (di fatto sappiamo che una percentuale di donne ha sempre cornificato il proprio uomo facendogli mantenere figli non suoi).

gli uomini più delle donne sono stati riportati avere delle concubine (anche libere donne/ragazze non sempre schiave) e nel caso dei "normies" ad andare fin troppo spesso a prostitute peccato che le malattie trasmissibili siano una realtà, per cui beccarti la sifilide (e in mancanza di terapie mediche) dal marito puttaniere mi sembra anche una peggiore prospettiva di crescere un figlio non tuo.

> la vita di un uomo generalmente era fatta di lavori massacranti, quando era più fortunato, e di guerre quando gli andava peggio

le donne proletarie lavoravo e anche tanto, lavoravano anche al nono mese, anche da bambine. non tutte le donne hanno avuto il privilegio di essere nobili o di classe media e tra quelle nobili tantissime furono stuprate dai mariti a 12-16 anni e di cui alcuni morirono di parto. lei vorrebbe questo piuttosto che zappare la terra o andare in guerra?
io a 12 anni VOLEVO andare in guerra e sicuramente avrei preferito l'essere un soldato piuttosto che la sposa 12enne di federico II (che morì 3 anni dopo di parto).

MountainLion
MountainLion
1 anno fa

Mah, io credo che si tratti di 4 esaltate di sinistra, in realtà la maggioranza delle donne DISPREZZA gli immigrati ancora più di noi. Anche tra le stesse femministe, vorrei vedere quante si accoppiano con un povero derelitto sceso da un barcone piuttosto che con un autoctono socialmente ben inserito. I fattori che ho esposto penso siano molto più pregnanti.

Andy94
Andy94
8 mesi fa

Le donne umane sono (secondo uno studio dell'università dell'Essex GB) bisessuali o gay mai etero, ed è quindi questo il motore del femminismo.

Anonimo
Anonimo
8 mesi fa

Per certe femministe il desiderio sessuale è un costrutto sociale (a vantaggio del patriarcato, naturalmente).
Per loro guardare una donna nuda e avere un'erezione è il risultato di una cattiva educazione sessuale ad orientamento maschilista. No qualcosa di biologico. Non accettano l'eccitazione visiva (presente in modo forte negli uomini), separata talvolta anche da qualsiasi innamoramento, e la vedono come l'anticamera di uno stupro.
Insomma un atto naturale viene confuso con un atto estorsivo, e così l'eccitazione maschile, così come la sua espressione erotica che può realizzarsi benissimo anche senza essere innamorati, viene ressa oggetto di demonizzazione.
Di conseguenza tutto ciò che di maschile orbita al di fuori di una relazione sentimentale, è riducibile per forza di cose a una molestia o a uno stupro.
Sono loro da rieducare, no gli uomini.
Il neo-femminismo non è soltanto un tumore sociale, è una vera e propria cancrena collettiva che imputridisce le menti di tante persone di sesso maschile che vengono cresciuti e istruiti, dall'asilo nido fino a tutto il liceo, quasi esclusivamente da donne, e se tali menti si mostrano 'ribelli', allora le stesse sono da rieducare da psicologhe femministe che hanno talvolta il cuore gonfio e straripante di odio.

Anonimo
Anonimo
7 mesi fa

il cavallo di battaglia di molte donne femministe è la società attuale dei moso di stampo matriarcale. A sentir loro è il paradiso terrestre. Amore, pace, comprensione….
E soprattutto, in quella società, matrimonio e famiglia tradizionale sono anatema. Non mi dilungo più di tanto. Ma invito il redpillatore a studiare quella popolazione al fine di evidenziarne, in modo intelligente, tutte le contraddizioni in termini di autodeterminazione e cultura del consenso tanto decantate dalle femministe. Nel mio piccolo mi limito ad evidenziare quanto segue:
innanzitutto, chi ci obbliga, al mondo d'oggi, a sposarci o a convivere? Nessuno, quindi care femministe, non rompete le scatole alle donne che invece vogliono farlo.
Inoltre, mi pare che questa società moso si basi sull'omologazione del pensiero e niente affatto sull'autodeterminazione e sul consenso pieno dell'individuo. Ad esempio, perché mai uno zio deve fare da baby sitter e da somaro a vantaggio della sorella? Lo si obbliga di fatto a sacrificare la propria vita per una scelta che non è autenticamente sua.
Sinceramente non capisco. Abbiamo la carta universale dei diritti umani. Basta interiorizzare quelli; e invece, queste donne femministe incontentabili vanno a cercare chissà che cosa in società tribali il cui livello culturale è stazionario da sempre. Tipico delle comunità chiuse e omologate, siano esse patriarcali o matriarcali.

Frankcolombo
Frankcolombo
6 mesi fa

Questo è forse l'articolo più importante in cui viene ben descritta la chiave di tutto, l'origine della catastrofe e la nostra fine, come uomini e come civiltà occidentale. Se uno non ha ben chiaro queste nozioni non potrà avere ben chiaro un quadro generale della situazione

Mark Jenkins
Mark Jenkins
1 mese fa

Questo post sul femminismo andrebbe tradotto in inglese e fatto leggere in tutto l’Occidente. Per quanto riguarda l’immigrazione, anche qui temo proprio che abbia ragione. Ed è anche tutto tremendamente logico: saremo sostituiti da una civilizzazione che, credendo ancora nella struttura patriarcale, è più forte e più sana della nostra – corrosa dal femminismo.

Osservatore Romano
Osservatore Romano
1 mese fa

Rilettura necessaria, di questi tempi… 🙄

Fattononfui
Fattononfui
1 mese fa

Le femministe ormai hanno completa impunità nel declamare il loro odio verso gli uomini. È ormai permesso, e forse incentivato, scrivere libri e articoli dove si propaganda l’odio viscerale delle donne verso gli uomini. Se in quelle frasi e quei commenti si sostituisse la parola “uomo” con la parola “donna” si scatenerebbe l’inferno. Invece questo odio è accettato un po’ da tutti, anzi è visto come un sentimento femminile piuttosto spiritoso e giustificato dalla presunta cattiveria innata degli uomini.
Alcune donne cercano di tranquillizzare gli uomini, raccontando che il femminismo è solo per la parità tra uomo e donna. Possibile che non si rendano ancora conto che, almeno nei paesi occidentali, questa parità è stata sostanzialmente raggiunta? Ci prendono in giro? È la carota per tenerci fermi e mirare meglio col bastone?
L’ALTRO che vogliono in realtà ottenere può essere intravisto proprio dalle femministe più aggressive, ma che rappresentano un po’ tutte le femministe, visto che la maggior parte delle donne non si oppone e sembra approvare. Forse qualcuna non è d’accordo, ma tace, a parte qualche rara eccezione.
Io trovo le donne veramente poco grate per quello che hanno fatto per loro gli uomini. Si sono dimenticate da dove veniamo. Si sono dimenticate che non veniamo da un Eden. In realtà qualcuno lo crede, ma in questo caso è per colpa delle donne se ci hanno escluso dal paradiso (Adamo, Eva, la mela …).
In ogni modo, io sono un evoluzionista e sono convinto che gli esseri umani prima di raggiungere la civiltà hanno dovuto affrontare la cosiddetta legge della giungla.
Qual era la situazione? Si doveva lottare per il cibo, si rischiava di essere divorati dai predatori, ogni malattia poteva essere letale, i figli morivano come mosche e pure le donne di parto.
Da tutto questo (attraverso il patriarcato?) abbiamo sviluppato civiltà sempre più evolute. Il cibo non è più un problema (sto descrivendo i paesi ricchi in cui viviamo e in cui si diffonde il femminismo), le donne si sono liberate dalle continue gravidanze e questo ha permesso loro di fare carriera sul lavoro ecc.
Il rischio più probabile per la maggior parte delle donne occidentali è ormai solo l’eventualità di inciampare sui tacchi a spillo perché indossano minigonne troppo attillate.
Ci ringraziano per questo? Ormai liberate da tante zavorre, pensano di affiancarci per raggiungere livelli di civiltà ancora più elevati?
No, ci vogliono castrare!
Ho letto questo articolo e sono rimasto sorpreso:

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-linsegnamento_femminista_dalla_spagna_castrare_alla_nascita_il_25_degli_uomini_per_realizzare_la_matria/82_37286/?fbclid=IwAR0LeHjXBENr7SKJHk4SZwo4ap-rEhESWor4e5EqIi1_7KbkhU5guLLNMUE

Una professoressa? Impegnata in politica? Il Partito Socialista Operaio Spagnolo che la difende?
Questo partito avrebbe il compito di difendere i lavoratori e invece difende una nazifemminista.
Ho la certezza di essere un uomo/maschio, ma ormai non ho più la certezza sul significato di “essere di sinistra”.
Sì, una nazifemminista. Non c’è termine più azzeccato.
Proprio ai nazisti, come alla professoressa, sono venute in mente queste idee contro i, per loro, subumani:

http://wwwdata.unibg.it/dati/corsi/95005/95663-Resp.%20Clara%20Cells%20Esperimenti_nazisti_su_esseri_umani.pdf

Un partito di sinistra che la difende, ma che cavolo.
Non mi stupisce che questa brillante idea sia venuta in mente a una spagnola.
La Spagna, terra di tori ma probabilmente anche di buoi.
Chissà quali sarebbero per queste donne i candidati ideali per la castrazione?
I tipi alla fratelli Bianchi di Colleferro oppure i cosiddetti Nice Guys?
Mi viene il dubbio che salverebbero i fratelli Bianchi.
Per gli uomini femministi invece non ci sono dubbi, avrebbero il ruolo dei ruffiani castrati (vedi il link che segue).

http://www.lanotiziacondivisa.it/index.php/storia-e-tradizioni/item/61-la-doma-dei-buoi-da-lavoro-una-crudelta-necessaria

cron2
cron2
27 giorni fa

Sulla questione dell’immigrazione e tasso di natalità, le cose non sono semplici.
Per esempio la Francia ha il tasso più alto in Europa, non tanto per la grande comunità di immigrati, ma probabilmente piuttosto per la politica pro-famiglia.
https://www.cairn-int.info/article-E_POPSOC_568_0001–french-fertility-is-the-highest-in.htm#
La differenza del tasso con o senza inclusione delle donne immigrate e’ marginale. Questo e’ vero un po’ dappertutto. Interessante notare che in Danimarca, Islanda, Cipro, Ungheria,…, gli immigrati tendono a far abbassare il tasso.
Un altro punto da considerare nei modelli e’ che spesso le famiglie immigrate dopo una generazione adottano le abitudini locali in fatto di riproduzione.