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Non Pensavamo alle Donne e Stavamo Bene Così

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Storia di un Metallaro

Ciao Redpillatore,
non so se pubblichi ancora le storie degli utenti, ma ti scrivo comunque la mia… fanne pure quello che credi. Sono la quintessenza dell’uomo qualunque: statura media, fisico non palestrato ma neppure grasso (anche se, a partire dai 30, qualche chiletto ho cominciato a metterlo su…), viso privo di difetti significativi ma al tempo stesso “anonimo”. Penso di aver trascorso gli anni più belli della mia vita fra i 15 e i 25 anni. Frequentavo il liceo scientifico, una classe abbastanza tranquilla (anzi, piuttosto morta direi) ma avevo un buon giro di amici. Erano i ragazzi della mia età (o magari con uno o due anni di differenza) che frequentavano l’oratorio insieme a me sin da quando ero bambino.
Nessuno di noi era bigotto, anzi qualcuno col tempo è diventato ateo, ma a quei tempi (ti parlo degli anni ‘80/’90) in un piccolo centro
l’oratorio era un’istituzione molto sentita, nella quale la stragrande maggioranza delle persone aveva trascorso buona parte dei propri
pomeriggi durante l’infanzia e l’adolescenza.
Si sa che, quando si è giovani, ad un certo punto cominciano a coagularsi, all’interno del gruppo indistinto delle proprie conoscenze,
nuclei di persone particolarmente in sintonia le une con le altre, le quali amano condividere il tempo e le esperienze.
Sto parlando, come avrai capito, dell’arcinoto fenomeno delle “compagnie”.
Penso che tutti, o quasi, ne abbiano avuta una, anche se ignoro quali dinamiche esistano fra i ragazzi di adesso.
La mia era una “cumpa” mista: quindici di persone, maschi e femmine in egual misura; con loro si usciva la sera, si facevano vacanze al mare o in montagna e ci si trovava in mille altre occasioni.
Il sabato, sfruttando chi aveva la patente, si andava nei pub che si trovavano nelle vicinanze.
Sempre i soliti tavoli, sempre una bella birrozza (ai tempi avevano cominciato a diffondersi le belghe, di cui tuttora vado pazzo) e risate,
risate, risate a non finire. Anche la cosa più stupida, che magari in sé non aveva nulla di ridicolo, lo diventava in quel particolare
contesto.
Ai tempi andavano alla grande l’Hard Rock e il Metal, onnipresenti nei locali che frequentavamo, e quasi tutti indossavamo le magliette dei Metallica, degli ACDC, degli Iron Maiden e di altre band “iconiche”. La musica era del resto l’altra grade costante di quegli anni.
Avevo studiato chitarra classica da bambino, poi rapidamente mi ero appassionato al rock (evoluzione tipica del musicista: cominci con la
classica, passi al blues-rock, quindi ti dai al metal e infine raggiungi la pace dei sensi col jazz…).
Così, assieme ad alcuni amici, avevamo formato una band. Siccome non c’era nessuno che cantasse, essendo abbastanza intonato,
ci provai io; avrebbe dovuto essere una soluzione provvisoria, ma poi andò bene e rimasi alla voce.
Avevamo, oltre alle nostre canzoni, un repertorio di cover che comprendeva Deep Purple, Led Zeppelin, Iron Maiden, Metallica, Bon Jovi,
qualcosina dei Dream Theater, il mitologico Ronnie James Dio (da cui il mio nick…) e molti altri…
Suonavamo di brutto e col tempo eravamo diventati abbastanza famosi a livello provinciale: ricevemmo diversi premi e un bel codazzo di fan ci seguiva di locale in locale, uno dei quali era il nostro ritrovo “ufficiale”.
Quelli della cumpa, ovviamente, erano in prima fila. La musica era un ottimo collante fra noi, e praticamente non c’era serata in spiaggia, capodanno, o uscita in montagna in cui, a un certo punto, non mi ritorvassi fra le mani una chitarra…
Ma perché ti sto raccontando tutto questo?
Quale attinenza ha la mia storia con le tematiche relative alla redpill, e più in generale alla vita sentimentale?
Nessuna! E proprio questo è il punto!
Alla figa, infatti, non ci pensavo proprio. Così come del resto anche i miei amici, tanto che, nonostante ci fossero delle ragazze nella
cumpa, eravamo tutti rigorosamente singles e nessuno ci provava con nessuna (una specie di “patto fra gentiluomini”).
Ovviamente, quando vedevo le mie amiche in costume da bagno la cosa non mi dispiaceva affatto (erano tutte abbastanza carine, anche se
nessuna poteva dirsi bellissima); però, di qui a provarci, ne correva. E lo stesso discorso valeva per gli altri.
Conosci la regola dell’amico di Max Pezzali (Che Ronnie mi perdoni dall’alto dei Cieli per aver citato un cantante così commerciale)? Ecco,
era quello che succedeva.
Il fatto è che, in quel caso, andava benissimo così: nessuno di noi maschioni faceva il primo passo, non si creavano rivalità e si viveva
alla grande.
Avevo pulsioni sessuali, come era ovvio che fosse; ma restavano una cosa relegata alla parte privata della mia vita.
Le soddisfacevo con la masturbazione e, più tardi, grazie a qualche soldo che intascavo con la musica, attraverso le prostitute.
Era un prurito che mi grattavo in caso di necessità ma non influenzava –inquinava, dovrei dire- nessuna parte della mia vita.
In seguito ho saputo che anche gli altri maschi facevano esattamente come me.
Così vivevo senza preoccupazioni né pensieri: in una parola, alla grande.
Poi le cose cominciarono a cambiare…
Quando mi laureai ricordo che alla festa (e i miei ricordi sono tuttora annebbiati, considerato quello che mi fecero bere…) uno dei ragazzi si presentò in dolce compagnia: ero già piuttosto ubriaco quando me la presentò, ma il nome me lo ricordo bene: “Alice”. Mi sembrò una
cosa surreale e, come a me, credo a tutti gli altri. Anche se in fondo era perfettamente normale, ci sentivamo in un certo qual modo “traditi” …
Fu l’inizio della fine.
Dopo qualche mese anche gli altri ragazzi cominciarono a “impegnarsi”, e lo stesso fecero le ragazze. Dapprima non era un problema, perché anche i rispettivi fidanzati venivano cooptati nella “cumpa”, ma poi le cose cambiarono.
Le fidanzate richiedevano più tempo, attenzioni, e i loro partner cominciarono a diradare sempre più la loro presenza o addirittura a
sparire del tutto.
Ricordo che volta una di queste ragazze aveva avuto un vivace scambio di opinioni con una storica componente della cumpa; dal sabato
successivo il “consorte” non si fece più vivo, fino a quando, a mesi di distanza, tornò con la coda fra le gambe confessando che la principessa l’aveva lasciato col cavallo e la spada in mano… lo trattammo come una specie di “figliol prodigo”  e fummo felici di riaverlo fra noi.Ma il destino era segnato, ci trovavamo su di un piano inclinato e gli eventi potevano scivolare in un’unica direzione.
Ci fu un evento che, in qualche modo, fece da spartiacque. Un giorno uno di noi, dopo una corroborante pinta di birra ambrata, ci annunciò che di lì a sei mesi si sarebbe sposato.
Non era un fulmine a ciel sereno, visto che era fidanzato da tempo, e dopotutto avevamo ormai quasi trent’anni, ma rimanemmo lo stesso
esterrefatti.
Il suo matrimonio fu probabilmente l’ultimo ritrovo della cumpa al massimo dello splendore: una festa bellissima, con tanti amici, nulla a
che vedere con certe cerimonie patinate in cui nessuno conosce nessuno e si trascorrono 8 ore sperando che la cosa finisca quanto prima o dandoci dentro con l’alcool.
Alcool, che comunque, non mancò. Cantai praticamente dalla cerimonia (l’Ave Maria, su richiesta della mamma dello sposo), proseguendo poi per tutta la festa, sino alle due di notte. Se ci ripenso non so come diavolo abbia fatto…
Una festa magica ma, appunto, l’ultima: un canto del cigno, una sorta di commiato collettivo che tutti sapevamo avrebbe segnato le nostre
esistenze.
Così fu: presto la compagnia si sfaldò, divenne un mozzicone e sparì definitivamente; solo i componenti della nostra band continuarono, per ovvie ragioni, a trovarsi regolarmente.
Accadde così che anche io cominciai a sentirmi sotto pressione:avvertivo la sensazione di trovarmi in uno stato di minorità poiché,
mentre vedevo gli altri fidanzati, restavo solo.Per non parlare di genitori e parenti che mi ripetevano “perché non ti trovi una ragazza”?
Avvenne dunque che anche io entrai nel folle mercato delle relazioni.A questo riguardo la mia storia ricalca ciò che ho letto tante volte
qua dentro. Ero invisibile; le ragazze non mi consideravano. Il fatto che all’epoca fossi pesantemente blupillato, del resto, rendeva tutto più difficile.Una sera, dopo l’ennesimo concerto nel nostro amato pub, notai che il bassista (sono sempre fonte di ispirazione, i bassisti, almeno quando non si ubriacano…), anziché darsi da fare a smontare l’impianto –e va da sé che lo insultammo pesantemente- si era imboscato con una dolce metallara. Pensai che, dopotutto, avrei potuto farlo anche io.
Chiaramente, il passaggio dalla teoria alla pratica non fu immediato; ma avvenne.
Cercare una ragazza fra le nostre fan era molto più semplice, visto che in quell’ambito godevo –senza saperlo- di un discreto “Status delle quattro pareti”.
Rimediai una limonata, e fu la prima volta, il che mi rese intraprendente. La “fortunata” mi confessò che era convinta fossi gay: “sai, voi
cantanti: Rob Halford, Elton John, Freddie Mercury…”. Era chiaro si trattasse di una svalvolata.
Mi concentrai su una ragazza che mi piaceva (non bellissima, ma carina), dopo aver peraltro registrato una quantità astronomica di due
di picche.Ricordo che le feci una corte spietata, fino a che –se ci penso me ne vergogno ancora adesso- le dedicai una canzone dal palco: “Bed of Roses” dei Bon Jovi. Una ruffianata di prima categoria…Andò bene, fortunatamente.Ricordo, qualche settimana dopo, il dialogo surreale con un’amica presente quella sera.
-ma, con la Fra, poi come è andata?
-Ehm…
-te l’ha almeno data?
-(rosso come un pomodoro) Sss… si…
-e mi pare il minimo: con una dedica così, te l’avrei data anch’io.
Incredibile quanto le donne sappiano essere esplicite, quando vogliono.

Alla fine trovai un’ex compagna di università con la quale nacque una relazione seria, l’unica della mia vita.
Avevamo ormai oltre trent’anni e lei desiderava fare “le cose per bene”: dare vita, assieme a me, ad un progetto chiamato famiglia.
Il che poi fu quanto accadde effettivamente: ci sposammo e, dopo un paio d’anni, vennero i figli. Oggi sono un quarantenne (quasi cinquantenne, a dire il vero) con la pancetta e un principio di calvizie, una moglie, due bambini, un lavoro come dipendente in una grande azienda e un SUV con seggiolini sui sedili posteriori.
Anche in questo penso di confermarmi “medioman” a tutti gli effetti.
La figa ha assorbito, come un buco nero (metafora delicatissima…), praticamente tutto: amici, spensieratezza, feste. Dove c’è lei, lo
spazio e il tempo per tutto il resto vengono meno.
O si pensa alla figa, o si pensa a vivere, mi verrebbe da dire. La vita famigliare, poi, elimina radicalmente ogni più piccolo spazio dedicato al resto. E per quanto il sesso sia piacevole, così come anche l’amore di una donna e dei propri figli, non vale tutto quello che si sacrifica per averlo.
Se solo fosse stato possibile, firmando un patto col diavolo (da buon metallaro…), prolungare per sempre gli anni meravigliosi della “cumpa”, lo avrei fatto senza esitazione.
Non fraintendermi, amo mia moglie e ancor di più i miei figli. Mentirei, tuttavia, se ti dicessi che questa è la parte migliore della mia vita, perché so benissimo che non è così. Proprio questo è il succo del mio discorso e la parte di esso più attinente alla redpill.
Mi accorgo infatti della profonda fortuna che ho avuto a non pensare minimamente alle donne per tanti anni.
So che molti, alla stessa età, sono presi solo da quel pensiero e ne fanno una ragione di vita per cui, mentre chi ha successo vive alla
grande, gli altri annaspano fra i martìri di mille rifiuti e qualche soddisfazione.
E intanto i giorni volano, portandosi via tutto. Quando cominciai a provarci, alla soglia dei trenta, per me fu un trauma; era come un secondo lavoro e le cose belle che avevo potuto gustare sino ad allora persero gran parte del loro sapore.
Se non fossi stato spinto dalle pressioni sociali e dalle circostanze, delle quali prima o poi si è sempre vittime, avrei preferito mille volte continuare a restare fuori da quel circolo tossico.

Probabilmente penserai che sono un Peter Pan, un uomo desideroso di restare ragazzo. Magari è anche vero.
Ma penso che ogni individuo, in fondo, cerchi il meglio per sé stesso e credere che la parte migliore di un’esistenza, ciò che davvero le dà
significato, si trovi in una donna è oggettivamente un grave errore. Mille volte meglio la compagnia degli amici alla vita da fidanzato
(da sposato non parliamone nemmeno…); tutto è più libero, incondizionato, privo di secondi fini. Anche con le ragazze si riesce ad
instaurare un rapporto che, proprio perché non può sfociare in nulla dal punto di vista sessuale, è molto più franco e sincero.

Quei giorni sono andati. E non ritorneranno. Ogni tanto ci troviamo ancora, con alcuni amici, al vecchio pub (e va
da sé che le nostre mogli ce lo rinfacciano ogni volta); ridiamo e scherziamo, ma tutto è diverso; qualcosa si è rotto.
C’è sempre chi dice: “scusate raga, un’altra media no che devo tenermi in forma”; oppure “eh, stasera però non facciamo tardi che
domani devo andare con la donna e i figli al supermercato”. La nostra mente è altrove, anche se desidererebbe più che mai stare lì con gli amici.

Qualche tempo fa, in una di queste rimpatriate, il proprietario del locale venne da noi, si sedette sulla panca e cominciò a sorseggiare
anche lui una birra.
Era un uomo di 60 anni, forse più, che aveva la nostra età attuale quando noi pischelli ci trovavamo nel suo locale. Si cominciò a parlare del passato, dei bei concerti che ora non si fanno più perché i ragazzi vogliono il DJ, delle feste e delle chilometriche bevute.
Ad un tratto prese un quaderno, vecchissimo, una specie di agenda; l’aprì e ci mostrò una fotografia: “Guardate un po’ qui…”.
Eravamo noi! Con tanti anni di meno e qualche capello in più! Proprio noi, tutta la cumpa al gran completo; ci aveva scattato quella foto
proprio perché, oltre ad essere suoi clienti assidui, ci considerava amici.
Rivederci faceva un certo effetto: giovani, felici, spensierati. Soprattutto, uniti e padroni delle nostre vite.
Io apparivo in piedi sulla panca, le braccia aperte e la birra in mano a gridare (o forse a cantare) a squarciagola. Chissà che stavo
dicendo…
“Guardalo lì il più pirla”, mi fa il proprietario… io rido e annuisco, ma intanto un groppo mi sale in gola.
Alzo lo sguardo verso i miei amici e vedo che anche loro hanno gli occhi lucidi. “Su ragazzi, vi offro un altro giro!”, dice lui.
I giri diventarono 3, e nessuno disse di no. Che si fottessero, per un giorno, i nostri impegni da padri di famiglia… Ridemmo e scherzammo e, per la prima volta, dopo tanti anni, ci sentimmo davvero vivi. Ma lo sapevamo tutti, guardandoci in faccia attraverso i riflessi
ambrati delle birre, ah se lo sapevamo, che quelli passati erano stati i giorni migliori delle nostre vite, i più veri, gli ultimi in cui siamo
stati veramente padroni di noi stessi, senza doverci preoccupare di piacere a qualcuno o dimostrare qualcosa alla società che ci circondava.

Chiudo e ti saluto con le parole di una splendida canzone degli Iron Maiden che si intitola, non a caso, “Wasted Years”:

“I close my eyes, and think of home
Another city goes by, in the night
Ain’t it funny how it is, you never miss it til it’s gone away
And my heart is lying there and will be til my dying day”

Ciao Red, continua così!

-Ronnie James-

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Ronnie
Ronnie
3 mesi fa

Ciao ragazzi,
sono Ronnie, il metallaro…
Mi fa piacere che il mio racconto sia piaciuto a molti.
Vorrei rispondere a qualche domanda che mi è stata posta.
Intanto, non penso proprio di essere asessuato né tantomeno gay: sin dalla prima media mi sono accorto di avere pulsioni sessuali e ho cominciato a guardare le ragazze con occhi diversi.
Solo che, come per moltissimi adolescenti, la mia sessualità rimaneva legata alla masturbazione.
Questa condizione è proseguita anche in seguito, con l’aggiunta della prostituzione (ricordo che allora costavano 50.000 lire… LOL).
Penso questa sia la vera differenza con le storie di altre persone, che invece hanno cominciato a provarci subito.
Noto che in molti si interrogano intorno al fatto che ciò fosse o meno “normale”.
Ora, a prescindere dall’aleatorietà del concetto di “normalità”, vi confesso che non lo so.
Ma, d’altronde, nemmeno mi interessa.
Quello che so con certezza è che quegli anni, pur senza una ragazza, sono stanti fantastici.
Certamente non invidio la vita di chi, a quell’epoca, passava le sue giornate a cercare di concupire figliuole o a piangersi addosso perché non ci riusciva.
Se non altro perché, quando ho cominciato a farlo anche io, la mia vita è peggiorata moltissimo.
Ho adorato gli anni della mia giovinezza esattamente così come sono stati, e non avrei mai voluto aggiungervi o togliervi nulla.
Per chi si chiede come facessi a non cercare una ragazza, la risposta è che, semplicemente, non ce n’era né il tempo né lo spazio. La mia era una vita talmente piena, tra la musica, gli amici e lo studio, che non avrei mai potuto dedicarmici.
Ed era anche così carica di soddisfazioni che non sentivo il bisogno di nient’altro. Appunto, non ci pensavo.
È chiaro che, se non avessi avuto niente: né amici, né hobbies, e fossi rimasto solo come un cane in camera mia, dopo un po’ anche io avrei necessariamente cominciato a pensare che ero triste perché non avevo una ragazza, e avrei di conseguenza cominciato a cercarla.
Fortunatamente, non è stato così e mi sono goduto i miei verdi anni nel migliore dei modi.
Quanto a mia moglie, in effetti prima di me aveva avuto un altro fidanzato.
Solo mi domando se quelli che pongono certe domande abbiano per caso sposato tutti esclusivamente donne vergini. Perché mi sembrerebbe alquanto strano.
Penso che oggi chiunque instauri una relazione debba mettere in conto il fatto che sicuramente nel passato del proprio partner ci siano state altre persone.
Per cui mi pare, onestamente, un discorso senza senso…
Che vi devo dire, spero di aver appagato le vostre curiosità; grazie ancora e ciao.
Ronnie.

Anonimo
Anonimo
1 mese fa

Non finirò mai di stupirmi delle reazioni che parlano di “amore” e lo vagheggiano come se fosse la ragione della stessa esistenza.
Più che le pagine di un blog redpillato mi sembrano quelle di un romanzo della collezione Harmony.
Ma dico io, siamo uomini o donnicciole pigolanti?
Siate un po’ virili, echeccazzo!
O perlomeno razionali.
Come dice il commento sopra, una donna sta con te solo perché non ha trovato nessuno con LMS superiore e, fidati, ti mollerà non appena le dovesse capitare.
“Amore” è un’astrazione concettuale, l’elaborazione romantica (e romanzesca) di un fenomeno molto più concreto.
Ci sono articoli del Redpillatore che lo spiegano benissimo (consigliato quello su San Valentino).
E allora, per cortesia, smettiamola con sto mortorio del “senza amore la vita non ha senso” perché sono solo seghe mentali.
Godetevi la vita e, se ne sentite la necessità, rivolgetevi a una puttana.

PS: non cominciate, per favore, con la tiritera sulla validazione e sull’affetto perché la prima è un’illusione per allocchi, il secondo te lo può dare tua mamma, tuo fratello, un amico e persino il cane.
Molto più facilmente di una donna, dalla quale spesso non si ricava che acidità.

Tutto il resto, è blupill.

Anonimo
Anonimo
1 mese fa

Quoto Fra e Gino.

E lo dico da uomo sposato da ormai 10 anni in una relazione della quale non mi posso lamentare.
Si può essere felici da sposati/fidanzati, ma l’idea che la felicità provenga da una donna è davvero una stronzata portentosa.
Buona parte delle persone che conosco, se potesse tornare a vivere da single, lo farebbe.
Ma anche chi -pochi e sempre meno- è felice da sposato lo è a prescindere dalla propria compagna; anzi, spesso lo è malgrado la propria compagna.
Le donne ti danno soddisfazione sessuale, e di quella hai un bisogno biologico, ma tutto il resto lo puoi tranquillamente trovare in un parente o un amico.
Diffidate dagli accoppiati che sostengono di vivere in God Mode e fingono di compatirvi.
La verità è che vi invidiano!

Ronnie
Ronnie
22 giorni fa

Mamma mia, quanti commenti!
Vi giuro che mai avrei immaginato che una storia come la mia potesse suscitarne tanti.
Ho sempre pensato che fosse molto comune.
Mi piacerebbe rispondere a tutti, ma chiaramente non è possibile… sono troppi anche solo da leggere.
Raccogliendo qualche tendenza che mi sembra di poter cogliere fra i vari interventi, cercherò di dare qualche chiarimento.
Sicuramente sono stato un uomo fortunato: la mia era una famiglia normale, che mi ha educato con serenità e affetto; ho potuto studiare e, poi, trovato un buon lavoro.
Capisco che per molti non è stato così.
Da quanto ho potuto capire guardando la vita di tanti conoscenti, una delle ragioni che porta a cercare disperatamente una ragazza durante l’adolescenza è quella di voler in qualche modo “fuggire” da una famiglia disfunzionale.
Non penso invece di avere avuto una vita “chiusa” come qualcuno ha adombrato qua e là.
Mi spiace che questa impressione possa essere sorta, perché è davvero lontana dalla realtà.
Ho sempre provato una curiosità molto forte nei confronti degli altri esseri umani e, per quanto -come chiunque- fossi più legato ad alcune persone che ad altre, mi è sempre piaciuto conoscerne di nuove.
In questo senso la descrizione di Mario, che ringrazio, penso sia corretta.

Per tanti anni non ho pensato a trovare una ragazza perché avevo davvero cose migliori di cui occuparmi; la mia compagnia, la musica è tutto il resto.

La mia, in fondo, è una storia piuttosto ordinaria, o almeno così credevo…
Nonostante questo posso sicuramente chiamarmi fortunato.
Leggendo su questo blog come altrove le “crudezze” di tanti ragazzi che hanno trascorso gli stessi anni alla ricerca vana (o comunque mal ripagata) di una ragazza e ne hanno quindi sofferto non posso che rafforzare ulteriormente questa convinzione e ringraziare Dio di ciò che mi ha dato.

Il Proph
Il Proph
3 mesi fa

Trovo siano estremamente interessanti le reazioni a questa storia, forse ancor più della storia stessa, comunque bellissima.

Da un lato c’è chi plaude a questo ragazzo che ha evidentemente vissuto intensamente gli anni della sua gioventù e per il quale le donne non sono mai state un problema.
Dall’altro c’è chi invece, in maniera più o meno esplicita, mostra ostilità nei suoi confronti.
Si tratta di commenti molto simili a quelli che si sono registrati a margine di storie, pur molto diverse, che a questa erano accomunate dal fatto che il protagonista era evidentemente felice e realizzato pur non avendo una ragazza.
Le varie “accuse” di coping et similia rivolte all’autore hanno tutte lo scopo di insinuare il sospetto (pur non suffragato da nulla…)che l’autore fosse in realtà un uomo triste.

L’amara verità è che chi si è dato da fare con alterne fortune nella seduzione, e magari ha faticato e sofferto non poco per la mancanza di una donna, non tollera che altri abbiano invece potuto risparmiarsi certi patimenti.

È più o meno come se chi ha sempre messo il denaro al primo posto ad un certo punto si imbattesse in persone che, pur vivendo in modo frugale, sono effettivamente felici.

La stessa esistenza di costoro sarebbe percepita quasi come un affronto; qualcosa che brucia perché mette in discussione tutte le proprie fatiche, come a dire che esse non sono indispensabili per sentirsi realizzati o in pace con sé stessi.

È un vero peccato perché, ferme restando le differenze fra tutti noi, da certe storie ci sarebbe molto da imparare.

Ma questa è d’altronde una triste quanto comune realtà della vita: si preferisce sempre soffrire per la propria visione del mondo, piuttosto che metterla in discussione.

Anonimo
Anonimo
1 mese fa

Una storia davvero bellissima. E vera.
Mi ci sono rivisto molto; anche io avevo una compagnia simile e ci ho trascorso gli anni migliori della sua vita.
Compatisco chi pensa che il massimo per un maschio a quell’età sia amoreggiare con una ragazza come in uno spot della Algida.
Evidentemente non hanno mai conosciuto il valore VERO dell’amicizia.
Con una donna è un continuo studiarsi, un do ut des, e si può dire che il 90% delle dimostrazioni di affetto è in realtà strumentale (a farci sesso, a mantenere la pace famigliare o a non perderla, o ad altro scopo).
Con gli amici, invece, tutto è autentico.
Se sono amici veri, ovviamente.
E a non tutti è data la fortuna di averne.
Come ti capisco Ronnie.
Tu eri tra i fortunati.
Tu ti eri scelto la parte migliore… chi non ti capisce non ha mai vissuto veramente.

Fra
Fra
1 mese fa

Ciò che di più interessante vi è in questa (bellissima) storia sono i commenti.
Se alcuni applaudono, altri invece si lanciano in improbabili analisi psicanalitiche sul perché e sul come sia possibile che un individuo viva bene anche senza un partner.
A emergere, qui come altrove, è il solito, granitico e autoreferenziale pensiero unico secondo cui non solo il divertimento e la felicità, ma il senso stesso della vita si troverebbero unicamente in un partner.
Una visione di per sé ridicola (sol che si considerino tutti i singles felici e di successo sempre esistiti) che diventa addirittura schizofrenica per un “Redpillato”.
Tre quarti dei post e degli articoli del blog sono dedicati a descrivere che razza di calvario sia per un uomo la vita sentimentale, come le relazioni si creino e disfino solo per una banale questione di LMS, quale sia la pretenziosità femminile…e argomenti simili.
Chi più e meglio di un redpillato, allora, dovrebbe essere in grado di relativizzare la portata delle relazioni nella vita di un uomo e soprattutto la loro attitudine a renderlo felice!
Il fatto è che la comunità dei “redpillati” è in buona parte costituita da ed ex PUA o da aspiranti PUA (vedi il famoso Dave…), persone affette dalla “tara” originaria di vedere nella figa la propria principale se non unica ragione di vita.
È questo bias cognitivo che impedisce a molti di comprendere persone come a Ronnie, il quale, non avendo una sola prospettiva, riusciva a gustare la vita come ogni giovane dovrebbe fare anche senza avere una fidanzata.
Di qui deriva la negazione di ogni altra opzione: “o così o non è vita”; “se non sei come me, sei tu a essere sbagliato, immaturo, sfigato”, oppure ancora l’immarcescibile “stai facendo coping”.
Non fraintendermi: è più che legittimo (benché assai doloroso) vivere solo in funzione delle donne, ma non potete pensare di etichettare a vario titolo come anormali coloro -e sono MILIONI- che, per loro fortuna, riescono invece ad avere una visione più aperta della vita, tale da trarne felicità e soddisfazioni a prescindere dalla ricerca di un partner.

Gino
Gino
3 mesi fa

Ringrazio l'autore le cui parole sono state un po' come un Rainbow in the dark ahaha. Mi sento di aggiungere che il non pensare alle donne aiuta moltissimo anche in età adulta a godersi le esperienze che si fanno. È l'aspettativa disattesa che provoca frustrazione. Se mi vesto bene e vado in un locale sperando di essere notato, nel momento in cui questo non avviene ho di fatto buttato via una serata perché non ho pensato a godermi il bere, la musica o le chiacchiere. Se vado in vacanza immaginando chissà quali avventure o conoscenze vivrò in funzione dell'attesa di queste, non consentendomi di godere appieno della mia vacanza. Le vacanze al mare sono le più "tentatrici", però io ho un ottimo ricordo delle ultime due vacanze al mare che ho fatto da solo: all inclusive, beach volley, sdraio, libro e musica nelle orecchie. Nessuna pressione nel dover conoscere donne… E mi sono veramente goduto l'esperienza. Quest'anno niente mare, ma ripieghero' sulla montagna.

Unknown
Unknown
3 mesi fa

Tutto che si focalizzano sugli aspetti sessuali di questa storia. Questa è una testimonianza di nostalgia, di maturità, di responsabilità, di compagnie amicali. Ho sempre detto che questo è un ottimo blog, ma siete tutti troppo figacentrici

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

È una storia in realtà molto più comune di quanto si pensi; in tanti non cercano seriamente una storia con una ragazza se non ben dopo ii 20 anni, anche i 30 qualche volta.
Non si tratta (come del resto nemmeno in questo caso) di asessuati.
Semplicemente, è gente che fra amici, studio e mille altre cose, il tempo da dedicare alle ragazze proprio non ce l’ha.
Magari si masturbano, o vanno a puttane come il nostro amico…ma il sesso occupa una parte tutto sommato marginale della loro vita.
Esistono milioni di persone per le quali le ragazze diventano un pensiero concreto (nel senso che cominciano a provarci seriamente) solo in seguito e, più che altro, sotto la spinta delle pressioni sociali. Proprio come accade al protagonista della storia.
Il problema di questi blog è che sono caratterizzati da una platea poco variegata di utenti.
Coloro che si dedicano a questi temi (la Redpill, il fenomeno Incel, ecc…) sono infatti il più delle volte particolarmente interessati -quando non apertamente ossessionati- dal sesso (o in genere dall’idea di avere una vita sentimentale).
Per questo motivo, per loro è normale pensare che tutti si comportino allo stesso modo.
Ma non è così: per molti la figa non è l’unica ragione di vita.
E menomale, aggiungo io…naturalmente poi c’è il solito demente pasdaran pronto a dire che si tratta di “coping..”
Della serie: se non vivi come vivo io, sei tu che sei sbagliato; se i tuoi desideri non equivalgono ai miei, stai fingendo a te stesso.
La verità è che, sebbene il sesso piaccia a tutti, l’universo maschile è molto più variegato di come certe volte lo si vorrebbe rappresentare… peraltro quello secondo cui gli uomini sarebbero “tutti uguali” è -ironia della sorte- uno dei luoghi comuni più amati anche dalle femministe….

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Una storia bellissima, che mette in luce ancora una volta il potere distruttivo della figa: rovina amicizie, smembra compagnie, costringe a non dedicarsi più alle proprie passioni.
Ed è particolarmente vero che, quando c'è lei, tutto il resto passa in secondo piano. E' una specie di eroina.
Credo che tutti conoscano decine (se non centinaia) di persone che si sono allontanate dagli amici oppure hanno dimenticato le proprie passioni per correre dietro a una donna.
E che dopo qualche anno si sono trovate, quando andava bene, sole; quando andava male, rovinate.
Auguro al nostro amico che il suo matrimonio vada avanti ma, se così non fosse (il che accade una volta su due almeno), si ritroverebbe sul lastrico con due figli da mantenere.
Allora avrebbe rimpianti anche più cocenti.
Il fatto è che non si può essere persone lucide e razionali e al contempo mettere la figa al primo posto.
E' semplicemente illogico, e oltretutto va contro alla realtà che ci circonda.
Personalmente mi sono anche un po' stancato di certi sedicenti redpillati che pensano solo a come trovare una donna e cianciano di validazioneh.
Sacrificare tutto per la sega mentale che così sei un "uomo di valoreh".
Se non è bluepill questa, francamente non so cosa lo possa essere.
Certi racconti dovrebbero essere un campanello d'allarme per tutti; un avvertimento che porta a dire: ragazzi, smettetela di vedere le donne come una ragione di vita, o lo rimpiangerete amaramente.
Magari finirete sulla pagina facebook del redpillatore a dispensare consigli come quelli che ce l'hanno fatta, quando l'unica cosa che avete fatto sarà stato incularvi da soli con un sofisticato sistema di leve e di specchi.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Grande metallaro, se riprendi lo strumento metti in piedi una coverband heavy degli Skiantos, uno dei gruppi più redpillati (altri più pop eran gli Squallor) di ogni tempo (consiglio Kinotto per cominciare).

Dedicato a tutti gli zerbini italici: youtube.com/watch?v=femH4SoYHdM

Moe’s
Moe’s
3 mesi fa

Un articolo splendido; mi ha fatto venire i brividi.
Anche io ho una storia simile e posso confermare che i problemi sono arrivati quando ho cominciato a cercare una ragazza.
Perché, salvo che si sia dei David Gandy, andare a donne è SEMPRE un gioco in cui i costi superano (e di gran lunga) i benefici.
Chi dice il contrario è un cazzaro PUA.
Che bei ricordi!

Grazie Ronnie!

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Che bella storia!
Fantastica!
Comunque il metallaro ha ragione: se esiste una fase della vita contraddistinta dalla sofferenza è proprio quella in cui si cercano le donne: non ti lasciano spazio per nient’altro.
Ho ‘perso’ tanti amici in questo modo…
E poi, non raccontiamoci balle, l’intesa che si crea fra amici con una donna non l’avrai mai.
Checchè ne dicano certi sedicenti playboy che commentano sopra (uno fra tutti, Dave), con una donna è tutto uno scendere a patti, tutto un ricatto, un giocare a scacchi.
Con gli amici, invece, è tutto spontaneo, diretto, autentico.
In una parola: vero.
Bravo metallozzo!

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Una delle migliori storie mia lette; mette bene in luce come le preoccupazioni legate alla ricerca delle ragazze ti portino a buttare via un sacco di tempo ed energie, sottratte alle persone che davvero ti vogliono bene.
Anche io ho avuto una storia simile e posso confermare.
Dopo aver abbandonato la vecchia compagnia per inseguire le ragazze e averne avute un sacco (la mia LMS è sempre stata buona), mi sono reso conto che ero rimasto con un pugno di mosche in mano.
Le relazioni finiscono e ti ritrovi solo, non più giovane e, mentre gli amici di un tempo non ci sono più.
Suonati i 40 anni non ti puoi mettere a fare il morto di figa alla ricerca di nuove avventure come fanno certi ridicoli soggetti convinti di essere dei gran seduttori…
Un partner non varrà mai neanche un milionesimo di un vero amico.
Ve lo dice uno che di partner ne ha avute davvero tante.

Gian
Gian
3 mesi fa

Storia fantastica e ottimamente scritta.

Offre uno spunto di interessante riflessione su diversi temi poco dibattuti.
Uno su tutti: la tossicità che le relazioni hanno rispetto alle amicizie e in generale a tutti i rapporti sorti in precedenza al loro nascere.
Accade spesso (anche se non sempre) che la tua lei non ne voglia sapere dei tuoi amici, conoscenti e persino dei parenti.
Il che ti porta inevitabilmente a troncare i rapporti con tali soggetti, ragion per cui presto lei e il suo circolo sociale diventano il tuo mondo (o gran parte di esso).
In questo modo ne diverrai ancora più dipendente e, di conseguenza, succube.

È evidente che si dovrebbe avere il buon senso e il buon gusto di non cedere a determinate pressioni, ma è molto più semplice a dirsi che a farsi.

Le coppie sono spesso sbilanciate perché, mentre lei potrebbe trovare un’alternativa domani mattina senza sforzo, per te non sarebbe affatto semplice.
Per paura di perderla, ti pieghi al suo volere diventando, poco a poco, un oggetto di sua proprietà.

Vorrei avere un centesimo per ogni volta in cui ho visto una situazione del genere.

Posso viceversa contare sulla punta delle dita i conoscenti che non si sono mai piegati a certi ricattucci.
Si tratta sempre di ragazzi con LMS molto alta e, soprattutto, consapevoli di averla.
Anche tra i miei amici più belli, però, gli zerbini non mancano.
Il siparietto delle mogli che rinfacciano ai maritini di averle trascurate per fare una serata tra amici è anch’esso quanto di più comune si possa concepire.
Penso non esista o quasi coppia in cui non si sia verificato.

Se poi, come in questo caso, ci sono anche dei figli, allora si va di male in peggio: potrai anche essere un figo totale, ma la prospettiva di finire sul lastrico a sua discrezione riguarderà anche te…
Che di conseguenza ti tramuterai in scendiletto.

È la pura verità: le donne non si accontentano di avere una relazione: vogliono avere TE. Farti diventare una loro proprietà esclusiva.

Chi dice il contrario, o è un uomo molto, molto fortunato (praticamente una mosca bianca) oppure sta palesemente mentendo.

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa

@Anonimo 27 luglio 2020 13:38: cit. "sono le rizzauccelli quelle che ti cambiano la testa e non ti fanno rimpiangere 1 minuto passato con loro".

Per qualche mese, forse al massimo per poco più di un anno, ma non credo oltre.

Ronnie, tanto per tornare in argomento col tema principale, mi sembra sufficientemente soddisfatto del rapporto con sua moglie, non uno che ci resta solo per timore di non trovare di meglio, di stare senza sesso non mercenario o di finire in mezzo alla strada rovinato dagli alimenti. Solo che rimpiange i tempi tra adolescenza e prima giovinezza e le emozioni e soddisfazioni che in quegli anni gli davano le amicizie, la musica e forse altro, compreso lo slancio e le energie tipiche di quell'età, che in ogni caso sarebbero venute meno indipendentemente dai mutamenti dello stato civile suoi e della sua "compagnia".

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Bellissima storia! La parte che più mi ha colpito è quando dici: "Quando cominciai a provarci, alla soglia dei trenta, per me fu un trauma; era come un secondo lavoro e le cose belle che avevo potuto gustare sino ad allora persero gran parte del loro sapore."
Il problema è proprio quello: per i "brutti", cercare di sistemarsi e fare famiglia dopo i 30 con una coetanea (che nel frattempo ha abbassato i suoi standard) è più difficile proprio perché sono mancate tutte le esperienze che DEVONO essere fatte nell'adolescenza: ok che in quel periodo non si pensava tanto alle ragazze, però i tempi nel frattempo sono cambiati: dagli anni 2000 in poi, nelle varie compagnie i maschi cercano sempre di trovare una fidanzata, non tanto per lasciare il gruppo ma per emergere dagli altri e isolarsi per qualche momento intimo solo con lei, cose che ad esempio avrei voluto provare anche io ma non ho provato. Ed ora che ho passato i 30, sono in difficoltà anche solo a chiedere di uscire a una ragazza che mostra un minimo di interesse, sono diffidente perché ho ricevuto tantissime delusioni in passato e non ho più voglia di sentirmi umiliato…

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Solo applausi per lo scritto ma "medioman" non rende giustizia all'autore: ha un lavoro, una famiglia, sa suonare la chitarra come Dio comanda ed è pure contento (nonostante la nostalgia – e sorvola elgantemente sulle sue pratiche colle donnine a pagamento): tutto considerato un bel culo.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Invidio tantissimo il fatto che tu sia stato in grado di goderti la giovinezza senza avere l'affanno di trovare donne. Deve essere stato molto bello, se potessi tornare indietro e scegliere di viverla come te lo farei di sicuro. Purtroppo non ho la macchina del tempo e la mia attrazione verso le donne (sia sessuale che emotiva) è così radicata in me che non ce l'avrei fatta. D'altronde credo che le ipotesi a tuo riguardo siano due, non so quale la più probabile: (1) sei una di quelle rare persone che hanno pochi impulsi sessuali dunque davvero non ti importava del sesso con le ragazze e questo ti ha portato a soddisfare anche gli impulsi affettivi all'interno della compagnia, risolvendoli con le amicizie. Oppure (2) sei un omosessuale che non si accetta (non hai nemmeno mai preso in considerazione l'idea di esserlo, per la tua formazione cristiana) e hai negato a te stesso questa verità, prima cercando saltuariamente le prostitute per sperimentare quello che facevano gli altri, poi trovando una ragazza e mettendo su famiglia, copiando più o meno quello che vedevi fare dagli altri ma che non riscuoteva in te nessun interesse tranne forse per non restare solo. Non utilizzo il termine "omosessuale" in senso offensivo, per me essere gay è tanto rispettabile quanto essere etero, ma lo scrivo perchè a me questa cosa di "stare bene con i miei amici" senza pensare ad altro mi fa pensare ad una affettività omosessuale molto sviluppata. Sono comunque solo ipotesi, non ho la pretesa di riuscire a capire il carattere di una persona che non conosco tramite un solo racconto, magari sono sbagliate entrambe.
Paul

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Se qualche compagnia commercializzasse una sorta di castrazione chimica con minimi effetti collaterali (che sono abbastanza devastanti nella *vera* castrazione chimica) e che mi impedisse di provare alcunché davanti ad una qualsiasi donna, non importa quanto figa e di quale elevatissimo livello estetico, avrebbe i miei soldi, la mia fedeltà di consumatore, il mio attivismo politico, il mio ringraziamento perpetuo ed anche dei ceri accesi alla Madonna per proteggere quegli imprenditori (e sono anche ateo, ma non si sa mai).

Atlantis
Atlantis
3 mesi fa

Bellissima storia, esaltata dal sapore agrodolce della nostalgia… Tuttavia in questa storia rivedo una compagnia di amici (con i quali sono ancora in contatto) che ho frequentato per un paio d'anni circa dieci anni fa. E anche loro andavano pazzi per le band emergenti che facevano cover dei grandi gruppi rock. Unico neo: l'assenza di figa. Per una regola tacita ma universalmente condivisa, vigeva una specie di castità, come se si fosse trattato di un ordine monastico… in quella compagnia giravano anche ragazze, alcune carine, ma nessuno ci provava (nonostante alcuni di loro in cuor loro speravano di farci qualcosa, senza tuttavia fare nulla di concreto per ottenerla)… Sembravano soddisfatti dalla semplice vicinanza delle ragazze o dall'idea di avere delle ragazze al seguito. Finchè un giorno una di queste non mi ha fatto gli occhi dolci e non ci ho pensato due volte a farmela. Si è trattato di limoni, palpatine e qualche lavoretto, nulla di più, ma in quel momento mi sono sentito vivo. Vivo perchè avevo dato sfogo ad un mio impulso, vivo perchè avevo rotto un tabù stupido e masochista. Risultato? Sono stato dolcemente allontanato da quella compagnia. Nessun casino ne è derivato, ma comunque ho notato una progressiva freddezza nei miei confornti, il fatto che mi chiamavano meno, che se uscivo tendevano a boicottare un po' le mie proposte… Al che ho capito l'antifona e mi sono diretto verso altri lidi (che per fortuna non mi sono mai mancati… e così facendo ho dato una bella svolta alla mia vita, la quale tra alti e bassi mi ha fino adesso regalato molte soddisfazioni in diversi campi). E per fortuna che è andata così perchè ancora oggi a distanza di dieci anni ogni tanto li becco in giro, ci esco qualche volta in nome dei vecchi tempi, ma loro sono uguali esattamente ad allora. E stiamo parlando di gente di 35/40 anni che ancora si esalta se per caso nel pub abituale c'è la solita band emergente che per l'ennesima volta suona le cover dei Guns o degli ACDC… Ora, viva la libertà, ma a me la loro condizione fa una tristezza infinita. Si vede che pian piano iniziano a sentire il disagio di non aver dato una svolta alla loro vita da un lato, e dall'altro forse iniziano a sentire una certa insoddisfazione nel fare cose che fanno da 20/25 anni a questa parte (per me loro sono stati una parentesi, ma loro è da quando erano alle superiori che vivono quella vita). Credo che alla fine uno debba seguire le proprie pulsioni senza troppi rimpianti… un po' di nostalgia comunque ci sta sempre 😉

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Una bella fortuna una simile compagnia la mia purtroppo era diversa "avere la ragazza" era un must.
Chi non la trovava (al interno della compagnia era uno sfigato…e il più sfigato di tutti naturalmente ero io.
Per cui ho vissuto la situazione con molti complessi di inferiorità e una timidezza diventata patologica solo con molta fatica e determinazione ne sono uscito e per farlo ho dovuto abbandonare la compagnia
Poi col tempo ho scoperto che molti dei fighetti che si vantavano di "avere la ragazza" non solo non scopavano ma di fatto erano dei beta provider in erba
Tornare a pensare che la figa non è tutto ma anzi solo un piacevole passatempo dovremmo farlo tutti in età matura
Quasimodo68

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Tutto sommato è una storia felice. Chissà quanti vorrebbero essere al suo posto. Prima si è divertito, ora ha moglie e figli e non sarà mai solo…

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Il problema che voi “anziananotti” (perdonami, lo so che adesso a meno di 50 anni si è comunque giovani) è che quando avevate voi 20 anni (io ne ho 24 ora) non venivate bombardati dal sesso in TV, nei film, nei videogiochi, nelle pubblicità, nei programmi televisivi. Ora svolti l’angolo in una città medio-piccola e trovi il poster pubblicitario di DAZN con quella “giornalista” con un pallone in mano e gli altri due… sul petto.
Le pressioni sociali ci sono sempre state e ci saranno sempre, ma tu uomo fino ai 30 anni non ti sentivi inadeguato rispetto al mondo perché la vagina la vedevi raramente e solo in determinati contesti. Per i 20enni come il sottoscritto invece il sesso purtroppo è un chiodo fisso

Henri de Tolouse Lautrec
Henri de Tolouse Lautrec
3 mesi fa

Farò, per scherzo, l'avvocato del diavolo: epperò se si guarda la storia dall'esterno alla fine anche tu sei uno di quelli che è rimasto "senza donna" fino ai 30 e poi dopo i 30 ti sei preso una donna (augurandomi per te che non sia una reduce del cazzosello che si è scontrata col muro).
Il che, per carità, magari ti rende (come mi auguro) pure contento, ma ti saresti meritato qualche trombata anche tra i 18 e i 30. Probabilmente quelle trombate che ti toccavano, al tuo posto, le ha fatte qualche chad.

Luke
Luke
3 mesi fa

Storia ben raccontata, complimenti.
Direi comunque, come detto da altri, abbastanza normale. Soprattutto se rapportato ai tempi in cui l'autore era adolescente (che poi sono anche i miei più o meno).
A quell'epoca, parlo di Milano almeno, bastava entrare in una delle n mila birrerie in città (non parlo dei locali fighi di Corso Como per capirci, parlo delle varie ludoteche, Panini giusti et similia) e ci si rendeva conto della situazione con un unico colpo d'occhio: stuoli di ragazzi sbevazzanti ed una mezza figa ogni 50 uomini.
Che poi non fottesse più o meno a nessuno è altro discorso, ma ricordo io pure una sequela di anni senza vedere un pelo di figa, che poi è un modo di dire perchè una slinguata di allora valeva come farsi una coppia di lesbiche fighe oggi.

Vero è che, io per primo, eravamo indietro anni luce. Fino ai 20 anni e oltre, solo calcio: ai giardinetti all'oratorio, ovunque. Le rare fighette che venivano a proporsi venivano quasi perculate (ah! i maroni che mi son mangiato poi..) ma era così, si era ragazzi ed il pallone vinceva su tutto Certo col passare del tempo, che qualcosa stonasse , ad un certo punto cominciò a divenire chiaro. Nella compagnia in 10 non si batteva chiodo per un anno, poi in vacanza 15 giorni nelle varie Lloret de Mar, Benidorm & C rimediavano tutti. O quasi, perchè lo sfigato ci deve essere in ogni compagnia, è obbligatorio. Cmq da queste esperienze estere qualche dubbio sulle coetanee italiane cominciava a venire, perchè, anche la spiegazione "eh ma sai sono in vacanza, le tipe si lasciano andare" non spiegava interamente il fenomeno. Tra l'altro con le milanesi & c andavi in bianco fisso pure in vacanza (però andavano bene emiliane e venete), mentre con le varie olandesi/spagnoli qualcosa si arrabattava con sforzi risibili (lo dico oggi col senno di poi, all'epoca frenato da mille insicurezze ogni sforzo pareva mastodontico, ma va bè)

Però…però…ognuno deve fare i conti con se stesso e negare il problema non aiutava (e le frignate post due di picche dello 'sfigato' di cui sopra, raccolte in uno sfogo di una sera me lo dimostrarono senza alcun dubbio)
Ora, come dice anonimo qui sopra (10/6/20 h21:30) un conto è la figa come ragione di vita, e magari siamo d'accordo. Ma un altro conto è non vederla mai. Ci saranno bene delle vie di mezzo tra questi due estremi?
Possiamo, lo abbiamo fatto, surrogare temporaneamente questa pulsione con altri interessi, ma ad un certo punto la natura presenta il conto.
…segue…

Luke
Luke
3 mesi fa

…chiedo scusa è il primo post, non sapevo del limite di caratteri, completo il post.

Poi c'è il fattore carattere e aspirazioni. C'era chi aveva le idee chiare e voleva una famiglia (che per molti si scassò subito tra un'imprecazione e l'altro) e quindi era disposto a sobbarcarsi i relativi scazzi e chi viveva più alla giornata. Io tra questi, anche perchè venendo da un modello familiare non molto 'elevato' (i miei divorziarono quando avevo 16 anni) non avevo tutta questa voglia di mettere su famiglia.
Inoltre sono stato sempre penalizzato, mannaggia a me, da un esagerato estetismo. Mi piacciono le belle fighe, pensate che sfortuna. E, come se non bastasse, questa passione per il bello me la porto dietro in tutto: per le macchine, i vestiti etc ma questo è un problema diverso. Con queste premesse e considerato l'ambiente dove vivevo (e, da quando li conosco i validissimi postulati enunciati in questo blog) non poteva che finire in un modo, cioè male.

Dopo le fighette dell'oratorio che avevano pompato il mio ego (classico fattore ambientale, che poi si è perso) il resto dell'adolescenza(e post) fu, come per molti, problematico assai sul fronte bernarda. Tanto che, per dire, scopai tardissimo. Come peraltro molti miei amici che fecero outing in una serata conviviale qualche tempo fa (alcuni non lo avrei mai detto). Da dire che anche il fatto di essere passato dal problema dell'aids negli anni 80 non ha certo aiutato la ns generazione, ma noi (e loro) ci abbiamo messo del nostro.

Dopodichè è stata anche questione di fortuna, dopo oratorio e scuola, l'unico altro ambiente di riferimento è il luogo di lavoro. E' bastato rimanere, di nuovo come accaduto a molti, invischiato in una LTR (quindicennale, finita qualche anno fa) per ritrovare dopo un mondo che, già complicato a suo tempo, è oggi divenuto una giungla. Una giungla dove noialtri stronzi non possiamo che soccombere, a meno di non tentare ardite alchimie per invertire la tendenza.

In conclusione concordo in pieno con la morale enunciata dall'autore della storia: abbiamo avuto un'adolescenza e post-adolescenza bellissime, non c'è dubbio.

Ma è altrettanto indubbio, e credo di poterlo dire con cognizione di causa, che in moltissimi di figa, giusto o sbagliato che sia, ne abbiamo vista veramente poca. Prima, dopo e adesso.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

@ gentile autore dell'articolo,
io penso che senza lo status delle 4 pareti, tu oggi saresti ancora vergine senza neppure aver mai dato un bacio a una ragazza, e, purtroppo, guardato male a vista!

Hai avuto fortuna ad essere intonato! Ma hai fatto l'errore, secondo me, di entrare seriamente in LTR troppo presto, senza ancora una genuina, sana, esperienza col genere femminile: cosa che, presumo, la tua controparte abbia invece avuto col genere maschile.

Urhen
Urhen
3 mesi fa

Questa storia è proprio il contrario di "How I met your mother".

Gino
Gino
3 mesi fa

Io a 15/16 anni mi ritrovavo spesso da solo perché altroché se si era servi della gleba… Quelli che avevano la fidanzata e cominciavano a fare le prime sporca ciste sparivano tutti, un po' perché inebriati dagli effluvi femminili e un po' perché già le ragazze cominciavano a far capire che per stare con loro bisognava fare delle scelte. A 15 anni gli ormoni parlano per te, anche se capisci che non hai speranza continui a provare, per uscire anche tu dal circolo degli sfigati e fare i tuoi riti di passaggio. Il problema dei redpillati è che difficilmente avranno figli a cui spiegare certe cose ed evitare così anni buttati in cerca di una validazione imposta dall'esterno. A 40 anni poi per la fisiologica svuotatina settimanale è più che sufficiente Federica. Le rotture di coglioni a contorno di una vagina non valgono il proprio tempo e i propri soldi. Capirlo a 20 anni sarebbe già tantissima roba, ma ci si arriva dopo.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

…ed è subito sera

Gino
Gino
3 mesi fa

Anonimo 22.12 sono d'accordo con il cercare di avere a che fare il prima possibile con le donne, così da capire subito quale orientamento voler dare alla propria vita. Per il resto le tue parole mettono in evidenza il condizionamento sociale e lo zerbinismo (non sto dicendo che tu lo sia, non ti conosco). Vuoi un uomo che non ha un'amica? Eccomi, per scelta non voglio frequentare donne in amicizia. Vuoi un uomo che per 6 anni non ha combinato nulla con una donna (Né uscite, figuriamoci altro)? Eccomi qui, e in quei sei anni non sapevo nemmeno cosa fosse la redpill, semplicemente non capivo perché a me non succedesse nulla di nulla. Certo a confessare queste cose si rischia di essere considerati super disadattati o, come dici tu, anormali. Poi però capisci, hai l'illuminazione e allora quella che tu chiami alienazione è in realtà una rivelazione: ti rendi conto che il mondo va giustamente avanti senza di te, ma proprio perché in questo mondo ci devi stare devi trovare un senso e se questo senso non passa attraverso una donna non c'è niente di male. A me piace più andare in vacanza da solo che in compagnia… Perché devo sentirmi in difetto se la cosa suona strana? Per me è naturale, invece no, tutti a fare gli psicologi della domenica per spiegare un fatto che ai loro occhi risulta inspiegabile. Ma poi credo che dal ritiro mio e di altri dal mercato scaturiscano maggior possibilità per voi irriducibili, nel momento in cui vi vengono a mancare dei competitor. Perché quindi insistere a dire che siamo "sbagliati"? Forse, azzardo, perché nel momento in cui doveste subire il fallimento che vi butta veramente con le spalle al muro noi saremo lì a dire che ve l'avevamo detto.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Caro Ronnie,
forse ho capito chi sei, nella zona di Milano e provincia (se usi la parola “pirla” sei di quelle parti…) all’epoca non erano in tanti a fare certe cover…
Per caso attaccavate sempre con still of the night?
E facevate un duetto chitarra e voce a metà concerto?

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

"Quei giorni sono andati. E non ritorneranno."
Pensa che per qualcuno non ci sono mai stati, e mai ci saranno.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Io credo che il segreto della serenità sia l'equilibrio.
Fissarsi solo sul sesso e basare la propria vita sulle conquiste ti fa trascurare tutto il resto e ti disequilibria.
E' un po' come chi pensa solo al lavoro e basa tutta la sua vita solo sul lavoro trascurando il resto.
Un giusto bilanciamento di tutti gli aspetti della vita credo sia fondamentale.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Come forse già fatto notare da altri (non sono riuscito a leggere tutti i commenti), credo che l'autore (la cui testimonianza è comunque molto interessante) commetta l'errore di ascrivere il fatto che inevitabilmente gli anni della spensieratezza giovanile prima o poi finiscono per tutti unicamente alla sua relazione con le donne. Intendiamoci, è assolutamente vero che le donne, se non si è un alpha che non deve praticamente fare sforzi per averci rapporti di qualsivoglia tipo, rovinano l'esistenza a quasi tutti per i noti motivi (pretenziosità femminile, competitività maschile e, in conseguenza di ciò, la slavina di sempre minore autostima che si abbatte sull'uomo ordinario, uniti agli sforzi defatiganti e quasi certamente destinati all'insuccesso per cercare la relazione e per mantenerla nel fortunato caso di trovarla), mi pare però di poter dire che nel suo caso, lui ha evitato tutto questo. Senza essere un alpha, ha avuto una giovinezza felice e davvero spensierata, e anche adesso, tutto sommato, un'esistenza tranquilla e senza soverchi problemi. Certo, ci sta che al ricordo di quegli anni salga la malinconia e la tristezza per i bei tempi andati, ma è sicuro che se il suo gruppo fosse rimasto unito oggi non sarebbe malinconico lo stesso? Perché comunque adesso non è più giovane, è sbagliato pensare che sicuramente sarebbero rimasti tutti con lo stesso entusiasmo, la stessa vitalità, la stessa eccitazione dopo decenni a fare le stesse cose e gli anni che si accumulano uno sull'altro. Ed è altrettanto chiaro che la sua vita familiare non è quella delle favole e quella della propaganda del Mulino Bianco o dei film(acci) romantici di Hollywood e sia piena di momenti non idilliaci… epperò anche qui, ha una famiglia che ama e da cui è riamato, roba che noialtri, dopo aver passato un'adolescenza e giovinezza infernali, ci sogniamo. Non avremo mai la controprova, ma è altamente probabile che se non aveste ceduto alla pressione sociale (ma anche a quella biologica, troppo e troppo spesso sottovalutata) oggi sareste tristi più o meno lo stesso, vi sentireste forse dei patetici a vivere ancora come ventenni pur con i capelli bianchi e i chili in più, subireste l'imbarazzo di essere i più vecchi ai concerti eccetera eccetera… con in più il fatto che essendovi intristiti continuando a fare le stesse cose avreste reso amaro anche il ricordo degli anni belli. Come i grandi campioni che sanno ritirarsi prima di diventare delle patetiche vecchie glorie prese a pallate anche dalle mezze pippe ma più giovani, avete chiuso in tempo per non rovinare i vostri meravigliosi anni. Cazzo, quanto sei fortunato.

DanieleV

Mike
Mike
3 mesi fa

Il racconto più bello che abbia letto sinora.
Tra l’altro dovevi essere veramente molto bravo per fare certi pezzi… e avere una voce fantastica.
Tutto quello che dici è assolutamente vero.
Complimenti all’autore!

Speak
Speak
3 mesi fa

Vedo purtroppo che tutte le storie di quelli "aesthetically challenged", ovvero sotto il 7 sono uguali:
adolescenza "kissless", trasparenti alle donne riversano tutta la loro spinta ormonale in mille hobbies: musica, computer, cinema, ecc. sperando anche così di rendersi più interessanti. Ma non hanno ancora capito che SPOILER… l'estetica facciale che si ritrovano renderà vano ogni loro sforzo. E quindi, pur capendo di non essere degli adoni ma neanche dei mostri, non si capacitano di essere degli INVISIBLE MEN. E purtroppo questa invisibilità vale solo nei confronti delle donne… perché gli altri vi vedranno benissimo! E così via a migliorare il proprio guardaroba, il proprio fisico in palestra, non capendo che servirà a ben poco e il vostro peggior ostacolo e quella faccia che vi sta osservando nello specchio mentre tirate su manubri sempre più pesanti e il vostro 6 pack non serve a nulla perché lo sguardo della ragazza che volete sedurre non si abbasserà mai fino a lì.
E quindi comincerete a capire che non vi succederà mai di marinare la scuola e passare il pomeriggio con una ragazza carina che si possa innamorare di voi…
E vedrete ragazze "colte e impegnate" con cui parlate di cinema e di libri dimenticare tutta la loro "cultura ed impegno" per un bel "tomo" ignorante ma con la mascella ben sviluppata. E poi le avrete come "amiche" che utilizzeranno la vostra spalla per piangere perché sedotte, scopate e abbandonate e le sentirete affermare "se tutti gli uomini fossero profondi e rispettassero le donne come te" (ci saremmo già estinti 😉 )
E poi gli anni passeranno e, pur non giocando come portiere in una squadra di calcio, comincerete a vivere tra i pali finché vi darete il palo da soli perché, come in una slot machine truccata, sarà l'unico risultato possibile.
E allora comincerete a cercare di convincervi che le donne sono inutili, perdita di tempo!, e che potete vivere benissimo (e senza!), e andrete al cinema, a teatro, ai concerti da soli perché tutti i vostri amici dal sette in su sono ormai accasati e gli altri rimasti sono così sfigati, da biretta nel pub e le solite quattro cazzate, che neanche voi volete più averci a che fare.

Fox
Fox
3 mesi fa

Gran bel racconto… e pieno di verità.
Le donne assorbono tutte le tue energie e ti riempiono di delusioni.
Diventa davvero un secondo lavoro… e le sofferenze non sono poche.
Riuscendo a starne alla larga, si vivono i momenti più belli e spensierati!

Anonima
Anonima
3 mesi fa

Due domande per Ronnie, l'autore dell'articolo, che vogliono essere solo due curiosità innocenti, tanto per capire:
– tra i componenti della compagnia storica, non è nato nessun matrimonio o almeno coppia stabile?
– le vostre mogli/compagne che vi rimproverano la birra in compagnia ogni tanto, non escono mai senza di voi con gli amici che frequentavano prima del matrimonio?

martinopd
martinopd
3 mesi fa

Bellissima e splendida storia, la rileggo più attentamente ma complimenti per la empatia che hai saputo esprimere e il messaggio :)!

Riccardo
Riccardo
3 mesi fa

Storia splendida è verissima.
Per l’80% delle persone le relazioni sono fonte di sofferenza.
Anche io rimpiango i tempi in cui pensavo solo a divertirmi con gli amici.
Il problema è che qui è pieno di pazzi flippati secondo cui o hai una donna o non vali niente,
Roba da neuropsichiatria.

Lino
Lino
3 mesi fa

Complimenti all’autore.
In alcuni punti, come sul finale, mi sono commosso.
Finalmente una storia di vita vera: che parla di gioie e di dolori senza cedere né alle illusioni né al vittimismo.
Caro Ronnie, hai ragione al 3000%
Tra l’altro, che repertorio!
Cantare Ronnie James Dio significa essere veramente stra-bravi…
Ciao caro.
Grazie!

Anonima
Anonima
3 mesi fa

Altra domanda per Ronnie, autore di questo racconto, alla quale ovviamente può non rispondere. Riguardo a tua moglie, tua ex compagna di università, come vi siete ritrovati, visto che, da quello che hai scritto, fate coppia fissa da tempi successivi alla facoltà? Lei ti piaceva fin da allora, tu piacevi fin da allora a lei oppure vi siete visti entrambi con occhi diversi in un momento successivo? Se invece uno dei due era attratto dall'altro fin dai tempi dell'università, c'era qualche ragione che vi aveva "trattenuto" dal farvi avanti?

No problem se preferissi sorvolare 🙂

Anonima
Anonima
3 mesi fa

Qualche impressione personale leggendo questo racconto di vita. Penso che l'autore, pur nella sua "normalità", abbia goduto di molte fortune che per le vite di molti non sono scontate. A parte il da lui citato contesto positivo dal punto di vista amicale, in cui erano presenti anche ragazze, mi viene da pensare (anche se mi rendo conto che sto presupponendo) che ha potuto godere di un retroterra familiare e studentesco sereno e favorevole. Non fa cenno ai suoi genitori o a difficoltà a scuola, ma in ogni caso ha potuto frequentare l'università (quindi immagino venisse da una famiglia almeno di ceto medio) ed il fatto che non facessero storie riguardo al suo suonare in gruppo metal anche questo non credo che sia scontato, perché non è infrequente essere ostacolati dalle famiglie in interessi simili, o frequentare facoltà talmente tanto impegnative che non consentono di fare altro oltre studiare. Molti negli anni adolescenziali e giovanili non hanno per varie ragioni un terreno talmente tanto favorevole dal punto di vista sociale e che permette di coltivare i propri interessi con tale facilità.

Trovo sorprendente in senso positivo che questo racconto di vita, davvero piacevole da leggere ma che in fondo non si discosta molto dall'ordinario, abbia suscitato così tante reazioni e spunti di riflessione sui quali si potrebbero scrivere molti articoli.
Solo a fini di riflessione e di spunto, penso sia utile elencarne qualcuno:
– gli interessi. Se ben coltivati possono essere un aiuto per evitare che si diventi ossessionati dal rapporto con l'altro sesso, oppure diventano un ripiego alle proprie frustrazioni sentimentali, sessuali e talvolta anche amicali?
– un buon giro di amicizie sane può limitare le frustrazioni sentimentali, così come trovarsi nei contesti sbagliati le acuisce?
– aver trascorso l'adolescenza senza Internet e buona parte della giovinezza senza i social può aver aiutato a vivere questi tempi più serenamente?
– l'autore era semplicemente uno con un desiderio ed una curiosità sessuali lievemente sotto la media, e la cosa gli è stata favorevole?

Senza contare tanti altri spunti meno connessi alla vicenda, come l'anaffettività, il ritrovarsi adulti privi di esperienze, se in tal caso cambiare contesto aiuta, ecc. ecc.

Visto che si è divagato abbastanza, mi è sembrato utile fare un po' il punto.

Francy
Francy
3 mesi fa

Signori, vediamo di essere obiettivi: qua si parla di un uomo che si è divertito di brutto, era circondato dalla stima e dall’affetto degli amici, ha avuto una vita sessuale, una laurea, un lavoro e, dulcis in fundo, è felicemente sposato con due bambini.

Un uomo, cioè, che il 90% delle persone a questo mondo invidierebbe.

Dipingerlo come un povero sfigato, francamente, fa perlomeno ridere.

Certi commenti sono davvero di una tristezza infinita.
Gente rimasta alla pubertà per la quale l’unica ragione di vita è “la figa”.
Ma se non sono maturati a livello emotivo, a livello umano sono balzati già alla vecchiaia.
Carichi di risentimento verso chi ha avuto la fortuna di vivere un’esistenza felice, che chiunque sano di mente invidierebbe.

Mamma mia che brutta roba…

Manuel
Manuel
3 mesi fa

Non condivido che si stia meglio senza donne…come dire che si sta meglio senza soldi…unica cosa ci vuole la difficile maturità di non attribuire valore affettivo ai legami visto che si basano su criteri materialistica esattamente come i rapporti di lavoro

Il Redpillatore
Il Redpillatore
3 mesi fa

Ok. Ho cancellato oltre cento commenti polemici e/o completamente off topic. Ormai avevamo superato perfino il limite massimo di commenti a disposizione e c'era persino chi si lamentava di non essere in grado di leggere i commenti (quando i commenti sono più di 200 bisogna andare su "carica altro"). Mi dispiace essere dovuto ricorrere a questo perché uno mette impegno a scrivere un commento, però certi comportamenti sono una totale mancanza di rispetto sia verso chi condivide le sue esperienze personali nel blog sia verso chi si ritrova a leggere e non ha nessun interesse a sorbirsi lunghi papiri di discussioni che interessano solo chi vi partecipa, con totale menefreghismo verso gli altri. La sezione commenti del blog non è un forum, e il commento di un utente non è un thread sotto il quale mettersi a discutere all'infinito. Ho scritto un regolamento preciso ma a quanto pare molti si ostinano a non rispettarlo, quindi che posso fare? Non posso impazzire a moderare il blog. In futuro mi toccherà impedire agli utenti di commentare in anonimo, poi non venite a lamentarvi. ilredpillatore.org/2019/10/il-redpillatore-regolamento-.html

Gino
Gino
3 mesi fa

Vedi caro Red, quando però dopo un intervento di moderazione pubblichi un messaggio come quello dell'anonimo delle 12.10 diventa difficile non controbattere…che la vita sia sofferenza non c'è dubbio, che debba necessariamente esserlo è un inganno. L'uomo soffre, ma vorrebbe evitare di farlo. Visto che la dimensione della sofferenza è ineludibile dalla dimensione umana (lutti, malattie, perdite accadono anche se non si vuole), non capisco perché non si comprenda la decisione di chi deliberatamente sceglie di evitare occasioni di sofferenza gratuita. Il fatto che poi l'anonimo affermi che noi non vogliamo la 6 significa non aver letto nulla né capito nulla. Red, non me la prenderò mai se cancellerai o non pubblicherai un mio commento (anche se in tutta onestà faccio un po' fatica a capire dove finisca il botta e risposta e dove inizi il flame), però è ovvio che pubblicare certi commenti faccia un po' venire voglia di rispondere. Con la massima stima e davvero un sentito ringraziamento per dirigere un blog come questo, che mi sta risultando utilissimo.