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Uomini che Uccidono le Donne: Psicologia di un Misogino

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uomini che uccidono le donne

Negli ultimi anni è di molto cresciuta in Italia l’attenzione verso la problematica della violenza sulle donne. I telegiornali non perdono occasione per rimarcare quanto sia grave l’emergenza femminicidi e nessuno si lascia sfuggire l’opportunità di mostrare la propria indignazione e condannare fermamente gli uomini che uccidono o violentano le donne.
Non ci sarebbe nulla di male in questo, disapprovare i comportamenti violenti (a prescindere dall’età, genere, razza o altre condizione sociale delle vittime) penso sia normale per ogni persona che vive in una società civile.
Il punto è che ormai ad una violenza viene dato peso differente a seconda di chi la commette e di chi la subisce, massimo quando una donna la riceve da parte di un uomo e minimo quando accade il contrario, e nessuno sembra rendersi conto di quanto sia discriminatorio questo modo di pensare e di quanto poco etico sia strumentalizzare fatti di cronaca nera per lasciar intendere che sia in corso una specie di guerra tra sessi.
Non solo, ma ancora più vergognoso è il fatto che vengano a questo scopo addirittura manipolati i numeri dal momento che, come abbiamo visto, non solo l’Italia è uno dei Paesi più sicuri al mondo per quanto riguarda gli omicidi, ma nella nostra società le donne sono nettamente sottorappresentate fra le vittime; di conseguenza, se l’attenzione dei media si dovesse ispirare a criteri di dimensionalità del fenomeno, anziché parlare di femminicidi, ogni giorno sentiremmo parlare di maschicidi, cosa che evidentemente non accade.

LEGGI: I VERI DATI DEI FEMMINICIDI

La maggior parte dei mezzi di informazione è infatti più preoccupata di fornire al proprio pubblico notizie appetibili e sensazionalistiche, a forte impatto emotivo, piuttosto che notizie che riguardano le problematiche più effettive.
Se a questo si aggiunge l’enorme business che si è creato intorno a questo problema, capite bene quanto sia forte l’interesse a fare pressione affinché le persone si sentano allarmate e preoccupate per questa montagna che può crollare, nonostante essa sia in realtà un sassolino.
Ed ecco che nascono centri antiviolenza (che certo non campano solo di buone intenzioni ma di denaro sonante), ecco che vengono prodotti film e serie televisive, ecco che i programmi del pomeriggio dedicano ore ed ore di discussioni al fenomeno.
E allora discutiamone pure noi, discutiamone visto che in quanto uomini siamo chiamati in causa, visto che di fatto ormai siamo considerati tutti come potenziali criminali solo per essere nati con il pisello e nessuno sembra preoccuparsi di che conseguenze possa avere una società in cui ogni uomo è guardato con sospetto a prescindere.

UOMINI MISOGINI

La misoginia è quel sentimento provato da chiunque (uomo o donna) odi le donne, e si contrappone alla meno nota (ma non meno frequente) misandria, che invece rappresenta l’odio contro gli uomini.
L’odio non è ritenuto un sentimento nobile nella nostra società ma non esiste un divieto di odiare qualcuno (e non vedo neppure come si potrebbe applicare a meno di non avere strumenti per la lettura e rimozione del pensiero) a meno che non questo odio non si concretizzi in comportamenti nocivi per gli altri, con la commissione di reati o l’istigazione a commetterli.
In assenza di questi ultimi casi, come a questo mondo uno è libero di amare, è anche libero di odiare.
Rientra nella libertà di espressione, la quale non dovrebbe subire limitazioni se non appunto quelle finalizzate a prevenire che determinati pensieri sfocino in atti violenti.
Un misogino però non è necessariamente un violento, e questo va precisato, anzi molto più spesso è uno che di violenza ne ha subita e ha accumulato rancore.

Viceversa ci sono molti violenti che non sono misogini, o perlomeno non lo mostrano. Ci sono tipi violenti che postano foto profilo con la scritta “contro la violenza sulle donne” solo perché va di moda e poi magari la sera picchiano la moglie.
Quindi cercare di reprimere i pensieri misogini/misandrici delle persone credendo di fare qualcosa per contrastare la violenza è una mossa senza senso.
Non solo, ma sortisce anche l’effetto opposto, per un principio noto in psicologia come reattanza


LA REATTANZA 

La reattanza è quel fenomeno analizzato in psicologia per il quale, quando ci sentiamo privati della nostra libertà personale per opera di altre persone, reagiamo in maniera diametralmente opposta cercando immediatamente di ripristinare la libertà che ci è stata tolta, talvolta compiendo atti che sono ancora più estremi di quelli che hanno portato all’atteggiamento sanzionatorio nei nostri confronti.
La reattanza è la resistenza che il cervello fa ad eseguire ordini da parte di altre persone.
Questo significa che se io esprimo un pensiero di un certo tipo e c’è qualcuno che me lo vuole impedire, la mia reazione istintiva non è quella di mettermi a tacere, ma anzi di cercare di alzare ancora di più la voce.
E’ un principio di psicologia molto basilare, che però è estraneo ai più.
Cercare di impedire a qualcuno di sfogare la propria frustrazione non fa altro che rendere il soggetto ancora più frustrato.
Pensateci bene la prossima volta che vi sentite forti perché magari avete segnalato un post contenente un’ opinione che non vi aggrada.
Certi dovrebbero solo ringraziare che esistano luoghi virtuali in cui la gente può sfogarsi ed evitare invece di accumulare frustrazione a tal punto da compiere atti nocivi per se stessi e per gli altri.
Luoghi in cui la gente può riflettere su cosa non funziona nella propria vita (redpillandosi) e regolarsi di conseguenza.Invece no, ogni giorno c’è sempre chi parla a sproposito dei redpillati facendo critiche e accuse senza senso che noi puntualmente smontiamo.

ELLIOT RODGER: IL KILLER DI ISLA VISTA

Uomini che uccidono le donne


Un accumulo di frustrazione è proprio ciò che c’è alla base di molte stragi, specialmente negli USA, delle quali una delle più note è stata quella di Isla Vista in California, compiuta dal 22 enne Elliot Rodger, frustrato per il fatto di essere ancora vergine e di vedere che la vita gli scorreva fra le mani mentre molti ragazzi la godevano appieno.
Tempo fa una blogger che menzionò questo sito per parlare di redpill, descrisse Elliot come “un redpillato”, un misogino che alla fine ha sfogato la propria misoginia uccidendo donne.
L’accusa però contiene una serie di inesattezze.Tanto per cominciare Elliot Rodger non rientra nella categoria di “uomini che uccidono le donne” perché non ha ucciso solo donne, ha ucciso persone.
Anzi, la maggior parte delle sue vittime furono uomini, ma ovviamente questo è un particolare che viene puntualmente tralasciato, cercando di far passare il fatto come l’ennesimo caso di violenza sulle donne.
Inoltre Elliot aveva gravi problemi psicologici e stava ricevendo trattamenti psichiatrici, insomma non era proprio una persona comune che un giorno si è svegliata ed ha deciso di ammazzare la gente per via della troppa frustrazione causata da una vita che, in fondo, vivono in molti.Anzi lui era
addirittura un privilegiato: auto sportiva, soldi in tasca, vestiti firmati, villa in zona esclusiva, viaggi ecc. una vita da sogno per molte persone.
Dal punto di vista del sistema di credenze però era fortemente blupillato, almeno per quanto appare dal suo manifesto.Eh sì, altro che redpillato, per me era un buon esempio di blupill. Infatti lui era convinto di essere straspeciale e pretendeva che le donne gli saltassero addosso quando questo accade solo ad una percentuale irrisoria della popolazione maschile, sopravvalutava enormemente il proprio aspetto fisico e si lamentava del fatto di non piacere alle donne nonostante fosse “un vero gentlemen”: non aveva capito che alle donne non frega una sega dei gentlemen che non le attraggono fisicamente e che non possono compensare con soldi e status.
Se è vero che Elliot era benestante, infatti, è altrettanto vero che viveva in una zona dove i ricchi abbondano, e la sua auto sportiva di qualche anno era ben poca cosa in confronto a tutte le Porsche e Ferrari che sfrecciano sul lungomare californiano.
A nulla sono valsi anche tutti i tentativi di redpillarlo da parte degli utenti dei forum a cui partecipava, non riusciva a capire che la sua pretesa di avere belle gnocche bionde ai suoi piedi nonostante il suo aspetto, perlomeno in California, era irrealistica.Non c’è stato nulla da fare: il suo ego non ha mai ceduto fino alla fine.



DISAGI INCOMPRESI

Quando accadono tragedie come quella appena citata, si sentono sempre molte riflessioni.
La maggior parte delle parole viene spesa per le vittime, quasi mai però si va ad indagare sulla situazione sociale vissuta dai carnefici, e questa è a mio avviso una valida occasione persa.
Come si può pensare di provenire certi fenomeni, senza fermarsi a riflettere sul substrato sociale che li origina?

Ok, Elliot Rodger era un caso psichiatrico, ma non si può negare che, al giorno d’oggi, la vita di molti uomini in ambito relazionale sia tutt’altro che facile.

Viviamo in una società dove il potere sessuale femminile è enormemente superiore a quello maschile.
La donne hanno totale libertà di scelta, e la difendono strenuamente.
Non pensano minimamente alle conseguenze delle loro scelte ed è normale così. Empatia zero, ma in fondo ognuno pensa al proprio interesse.
La cosa grave però è che di questo quadro sociale non si preoccupano neanche le istituzioni, che invece dovrebbero agire per bilanciare gli interessi di tutti.

Quante volte sentite parlare della sporporzione di opportunità sessuali che c’è tra uomo e donna?

LEGGI: CON QUANTE DONNE VA A LETTO UN UOMO


uomini che uccidono le donne

Eppure la vita sessuale è una componente fondamentale della vita di una persona ed è piuttosto utopistico pensare di stroncare sessualmente una enorme percentuale di uomini senza che ciò abbia delle ripercussioni.

Di seguito alcune parole dal diario di George Sodini, 48 anni, informatico e autore di una sparatoria di massa in una palestra della Pennsylvania nel 2010 conclusa con la morte di 4 persone (incluso lui stesso):

“Nessuna ragazza dal 1984, l’ultimo Natale con Pam è stato quello del
1983. Chissà perché. Non sono brutto o troppo strano. Niente sesso dal
luglio 1990 (avevo 29 anni). Non scherzo, cazzo! Più di diciott’anni fa.
E l’avrò fatto forse solo 50-75 volte in tutta la vita.
… Mi masturbo. Spesso.”



“Dormo
solo da più di 20 anni. L’ultima volta che ho passato la notte con una
ragazza è stato nel 1982. È la prova che sono un fallimento totale. Le
ragazze e le donne non mi concedono mai un secondo sguardo DA NESSUNA
PARTE. In me c’è qualcosa di PLATEALMENTE sbagliato e NESSUNO mi dirà
mai di cosa si tratta. Almeno 100 ragazze/donne in tutti questi anni mi
hanno detto che ero “un tizio simpatico”. Non scherzo.”



“Sono
solo tutte le sere, e poi vado a letto da solo. Le ragazze erano brutali
quando ero più giovane, adesso meno, probabilmente perché mi vedono
solo come un vecchio qualsiasi.

Vedo ovunque coppie di ventenni. Vedo
un ventenne con ventenni carine. Penso che tutti quegli anni mi siano
scivolati via. Perché dovrei andare avanti per altri 20 anni o più da
solo? Non farò che lavorare, tornare a casa, mangiare, magari fare
qualcosa, poi andare a dormire (da solo) per fare queste stesse cose
l’indomani. È la Sindrome di Auschwitz, si sta male così a lungo che si
finisce per pensare che sia normale.”

Parole molto crude, parole che fanno male a leggersi, parole che però non vedrete mai scritte da una donna.

Praticamente nessuna donna ha problemi nel trovare un partner sessuale nel giro di una settimana, figuriamoci nel giro di anni.
Tutti però sembrano ignorare questo aspetto, questa differenza di opportunità che poi in Italia è anche più sentita che altrove.
Lo sapevate che l’Italia è il Paese in Europa con più Hikikomori, cioè quelle persone che scelgono volontariamente di chiudersi in casa e isolarsi dal resto della società? E lo sapete che il 90% di essi è composto da giovani uomini e solo un 10% da donne?

Una società normale dovrebbe prendere degli accorgimenti per evitare certe situazioni di disagio maschile, dovrebbe perlomeno rendere accessibile il sesso mercenario a costi contenuti.Invece niente, invece poi saltano fuori Comuni che mettono multe enormi a clienti che vengono sorpresi con le prostitute. Un po’ come multare uno che chiede l’elemosina.

Tante chiacchiere, tanta volontà di lucrare su certi fenomeni di violenza e zero di prevenirli e punirli, e un clima di sospetto tanto diffuso quanto ingiustificato nei confronti della totalità delle popolazione maschile.

Davvero una bella epoca per noi, non c’è che dire. Passeremo alla storia.

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Anonimo
Anonimo
2 anni fa

Ottimo pezzo come tuo solito, ci voleva un articolo che sbugiardasse le femminare che citano Elliot Rodger a sproposito per criticare la Redpill.

Anonimo
Anonimo
2 anni fa

Secondo me anche gli stessi "hikikomori" sono un esempio di bluepill: si credono speciali o intelligenti solo perchè seguono interessi estremamente di nicchia o fortemente antifiga (si pensi ai fumetti giapponesi), ma si accorgono che in giro vengono dileggiati, denigrati o comunque trattati da paria ed ecco che, colti da una dissociazione fra aspettative e realtà, vanno in confusione totale e reagiscono rinchiudendosi nella loro cameretta.

Invece un vero redpillato non si ridurrà mai come un hikikomori, si fa senza spiegare perchè.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

"invece poi saltano fuori Comuni che mettono multe enormi a clienti che vengono sorpresi con le prostitute.Un po' come multare uno che chiede l'elemosina."

e infatti a Verona multano sia chi chiede l'elemosina, sia i clienti delle prostitute. Per scelta della Lega Nord, che dovrebbe essere un partito di destra che difende i diritti degli uomini.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Ciao Redpillatore. La frase "La maggior parte delle parole viene spesa per le vittime, quasi mai però si va ad indagare sulla situazione sociale vissuta dalle vittime" andrebbe corretta ("vissuta dalle vittime" —> "vissuta dai carnefici"). Non ritenermi pedante se ti segnalo sempre questi piccoli lapsus calami, ma ritengo questo blog un vero capolavoro e ci tengo che sia perfetto.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

L'incelness è un problema reale e serissimo. Chi lo nega o è stupido o in malafede.
Dopodiché, però, bisogna anche che abbiamo il coraggio di parlarci chiaro.
La ricerca di validazione (perchè di questo, alla fine, si tratta) in alcuni raggiunge proporzioni abnormi.
I formum -e non solo- sono pieni di persone che ne sono letteralmente ossessionate, vedendoci l'unica possibile ragione di vita
Il che è, oggettivamente, una sciocchezza. Perché evidentemente avere una donna non può dare senso a una vita che già non l'abbia e, viceversa, una vita che abbia senso ce l'ha a prescindere.
Ma chiunque provasse a farli ragionare riceverebbe solo insulti. A chi offrisse loro un'àncora di salvezza (data, se non altro, dalla consapevolezza che la vita non si esaurisce nell'avere una relazione), risponderebbero: "No, grazie; piuttosto, passiami quell'incudine che me la voglio dare violentemente sui maroni". Su questo stesso blog mi è capitato talvolta di leggere i commenti a qualche articolo di persone celibi eppure felici. Se molti li apprezzavano, c'era sempre quacuno che si arrabbiava perché desiderava solo leggere storie tristi, di incel che si piangono addosso.
Beh, parliamoci chiaro Red: questa è patologia. E' masochismo. Dubito fortemente, peraltro, che il problema di certa gente sia davvero l'essere brutti e senza una donna. Credo siano individui con problemi ben più profondi, i quali amano attribuire tutte le resposabilità della propria infelicità (dalla quale, in fondo, non desiderano separarsi) all'incelness.
Bisogna allora essere, come dicevo, onesti. Perché, se non è affatto detto che questi atteggiamenti malati sfocino necessariamente in gesti estremi, è altrettanto vero che essi costituiscono indubbiamente un terreno favorevole per le pulsioni (auto ed etero) distruttive di qualche testa matta.

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa

L’accostamento della figura dell’Incel al femminicidio è sbagliata per una semplice ragione fattuale; la stragrande maggioranza di questi crimini sono perpetrati da fidanzati, mariti, conviventi o persone con le quali la vittima aveva -o aveva avuto- una relazione.
Non si trattava dunque di Incel che, per definizione, sono coloro che una relazione, loro malgrado, non l’hanno mai avuta.
Al contrario, spesso si ha a che fare con chaddoni delinquentoidi che a trovare una ragazza non hanno mai avuto particolari problemi.
I casi di Incel che danno i numeri (tra l’altro, di solito uccidendo sia uomini che donne) ci sono, ma si tratta di eccezioni e fenomeni isolati, rispetto ai quali peraltro mi associo al commento di anonimo 17 febbraio 2019, che trovo di rara lucidità.