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Il Mito della Parità dei Sessi

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Nel guest post di oggi, l’utente Shining ci espone alcune interessanti riflessioni sulla parità dei sessi.
La parità dei sessi è certamente uno dei temi più discussi degli ultimi
tempi,se non il più discusso, ed è tutto incentrato sull’empowerment
della donna così che lei possa raggiungere l’uomo e finalmente avere una
tanta agognata parità, libera dai ruoli di genere e da ogni ingiustizia,
che secondo la propaganda femminista creerà un paradiso sociale in
terra.
Per le donne ciò accadrà sicuramente,per gli uomini invece la situazione
non sarà così rosea,anzi potrebbe peggiorare e i motivi li spiegheremo
più avanti nell’articolo,ma per ora facciamo un ripasso su quali sono
gli obiettivi del femminismo e della parità di genere.

L’obiettivo
principale del femminismo è quello di chiudere il gender pay gap,ovvero
la disparità salariale fra uomo e donna,che esiste, ma non nella maniera
distorta in cui l’ha posto il femminismo:le donne guadagnano meno degli
uomini,ma non a parità di mansione,orario,anzianità e a parità di altri
fattori,altrimenti per quale motivo un imprenditore non dovrebbe
assumere una donna se la può pagare di meno e produce lo stesso?
La
gravidanza?Forse,però non si spiegherebbe allora il gender pay gap
americano del 22% dove il congedo parentale/di maternità non è pagato né
dalle aziende,né dallo Stato e quindi sarebbe ancora più conveniente
assumere solo donne dato non si dovrebbe pagare alcun congedo di
maternità,ma ciò non accade.
Sfatiamo per l’ennesima volta il mito
del gender pay gap:non è dovuto al genere ma agli studi e alle carriere
scolastiche intraprese
.Gli uomini sono prevalenti nei settori
scientifici più ricercati ovvero quelli dell’ingegneria e
dell’informatica mentre le donne scelgono settori scientifici con meno
sbocchi lavorativi fatta eccezione per medicina dove,almeno in Italia,le
donne sono presenti in maniera maggiore o,ancora peggio,scelgono studi
umanistici super-inflazionati e super-precariati.
Tra l’altro i media
ci bombardano continuamente su come le donne siano più intelligenti e
più studiose e di come il rosa superi l’azzurro per iscritti
all’università,senza però mettere in conto che l’università non è
l’unico modo per entrare nel mondo del lavoro,ma ce ne sono altri,e in
quei 3-5-8 anni chi non si è iscritto all’università può fare
direttamente esperienza nel mondo del lavoro guadagnandoci quindi in
anzianità.Dunque è più intelligente uno/a che si iscrive a un corso di
laurea super-inflazionato o uno/a che prende la qualifica di
tecnico/inizia un qualsiasi mestiere guadagnando soldi ed esperienza?
Con questo spunto non voglio criticare le scelte di nessuno,ma soltanto controbattere le speculazioni dei giornalisti.

Gli
altri obiettivi sono più o meno importanti(eliminazione del sessismo
nel linguaggio,introdurre parole cacofoniche nel dizionario in nome
della parità di genere,multare gli uomini che non vogliono castrarsi le
palle sul bus e altre menate che possono infastidire soltanto chi ha
avuto tutto dalla vita ma è ancora scontento),ma sono secondari per la
nostra analisi.
Il raggiungimento della parità sul lavoro le
femministe stanno cercando di ottenerlo in vari modi:quote rosa,leggi ad
hoc per favorire l’occupazione femminile,finanziamenti aggiuntivi per
le donne che possono essere anche giusti(ad esempio non ho nulla contro
il finanziamento agli imprenditori che assumono un tot di donne in
Italia dato che effettivamente il congedo di maternità è un
impedimento)quanto sbagliati.

L’uomo cosa ci guadagna da tutto
questo?Nulla,anche perché per una questione di umanità non bisognerebbe
fare tutto in nome del profitto(in teoria). Però l’uomo ha da
perdere.In che modo?
Beh,se i media parlano di gender pay gap,sul Redpillatore sentirete parlare del gender sex gap.
I due gender gap sono molto simili in quanto hanno sia un risvolto emotivo che uno economico:
il
gender pay gap ha un risvolto economico(facilmente intuibile) ed
emotivo perché i soldi fanno la felicità,chi dice il contrario o è un
ricco con qualche grave malattia o è un idiota.
Il gender sex gap ha
un risvolto emotivo(il piacere sessuale),ma anche economico perché il
sesso a dispetto di quanto dicono i vari moralisti e le femministe è una
merce.

Già gli antichi erano a conoscenza del potere sessuale (delle
donne)e infatti l’antichità è piena di misoginia e redpill sulla
grandezza del potere sessuale:già Aristofane nella sua “Lisistrata”
ovvero “colei che scioglie gli eserciti” aveva metaforizzato il potere
sessuale femminile mostrando come le donne fossero in grado di terminare
le guerre semplicemente negando il sesso ai propri partner
.

Questa
consapevolezza del potere sessuale femminile è andata persa col
medioevo, i vari cicli cavallereschi, il dolce
stilnovo, Dante, Petrarca, Boccaccio e tutta una miriade di scrittori che
vedevano la donna come una figura angelicata da proteggere e dotata di
virtù morali superiori.
Queste convinzioni sono rimaste
e,infatti,molti uomini storcono il naso a sentir parlare dei concetti
redpill,mentre poi la sera dopo un interessante quanto dispendioso
corteggiamento riescono ad eiaculare in Federica,la mano,non l’amica.
Tornando
alla questione, il punto è che il potere sessuale non è solo un potere
emotivo ma anche economico, in quanto il sesso può essere usato come
merce di scambio
.
Un esempio? Il matrimonio non è (stato) altro che
un contratto dove la donna vende(va) il sesso e la capacità di procreare
in cambio di vitto,alloggio e protezione.
E ancora oggi le donne si
vendono in cambio di soldi,soprattutto quando giunte ad una certa
età(post-wall in termini redpill) si rendono conto che la favola sta per
giungere al termine e non è detto che ci sia il lieto fine.
In tutto
ciò non c’è nulla di sbagliato,ognuno può far quel che vuole del proprio
corpo,anche perché sarebbe ipocrita per un redpillato fare del
moralismo dato che la redpill nel senso lato del termine è prima di
tutto contro i moralismi.
Altri esempi sono il fenomeno della
prostituzione volontaria o il fenomeno delle sugar babies:ragazze di
aspetto normale-bello che si fanno pagare profumatamente dagli uomini in
cambio della loro compagnia e del sesso.

Un caso recente di sugar
baby che sta spopolando sul web è quello della ragazza 19 rumena che ha
venduto la sua verginità per 2.6 milioni di dollari a un imprenditore di
Hong Kong (vedi articolo).La
ragazza non è bellissima (anzi) ,fatta eccezione per il fisico, che non
mi pare neanche qualcosa di straordinario o irraggiungibile,però
dimentico che in epoca femminista desiderare una donna che pesi meno di
100 kili è considerato “avere standard elevati e fascisti”.
Non sono
stato neanche sorpreso nel vedere che la sua scelta non è stata
criticata dalle femministe perché le femministe avrebbero fatto lo
stesso:non odiano l’essere mercificate,odiano il vendersi a poveri e/o
brutti in cambio di nulla.

Tuttavia
c’è una nota da fare:gli uomini non godono dello stesso potere sessuale
delle donne,o meglio solo pochissimi uomini godono di un potere
sessuale escludendo money e status.

E ciò è dovuto al fatto che la
donna è ipergamica,mentre l’uomo no per questioni biologiche,non
culturali come le femministe e alcune pagine MRA vogliono far credere(se volete approfondire la questione cercatevi gli
studi di Trivers,Buss e Schmitt e di altri evolutionary psychologists).

Una
cosa che esisterà purtroppo è il peggioramento della situazione
dell’uomo medio perché con l’aumento dell’occupazione femminile verrà a
diminuire quella maschile(i posti di lavoro solo in teoria sono
illimitati,ricordiamolo),solo che il potere sessuale degli uomini non
aumenterà,anzi diminuirà dato che molti più uomini si troveranno in una
situazione economica precaria e quindi inappetibili per le donne.
Infatti
mentre una donna brutta-media-bella ha comunque potere sessuale
indipendentemente dalla sua situazione socio-economica,un uomo,a meno
che non sia bello,non ne ha!
Una donna che non lavora/guadagna poco
può trovarsi un beta-provider che la mantenga,mentre un uomo d’aspetto
brutto-medio rimane a deprimersi a casa dei genitori e nel peggiore dei
casi s’impicca.

D’altronde non è un caso se i criminali e i
senzatetto(l’85.7% dei senzatetto in Italia sono uomini) sono
soprattutto uomini:una donna in difficoltà economiche può contare sul
supporto di qualche uomo,un uomo può contare solo su se stesso.

Le
femministe ,ovviamente, se farete notare loro queste cose diranno che è
tutto un costrutto sociale che il femminismo si impegna ad
abbattere,magari postandovi il solito video dello Huffington Post creato
apposta per abbindolare gli esseri mono-neuronali,ma voi non
credetegli.

 

Smontiamo un po’ il video qui sotto:
La prima parte ci può anche stare,diamogliene atto.Dalla seconda invece già iniziano a delirare:
“Feminism is all about options”,vero,il femminismo ti dà la possibilità di scegliere,ma possibilità =/= realtà.
Uno
è liberissimo di fare il padre casalingo,ma il problema è che sono
pochissime le donne che desiderano un marito casalingo e soprattutto
vogliono il top dell’estetica se devono sposarsi con uno per
mantenerlo(mentre noi uomini non vogliamo per forza la strafiga).
 
Terza
parte:è vero che la presenza equa di entrambi i generi è produttiva in
quanto ci sono punti di vista differenti e quindi più idee(questo
principio non vale per tutti i settori però),ma è altrettanto vero che
un incremento dell’occupazione femminile significa disoccupazione
maschile
e i motivi per cui un disoccupato maschio se la vede peggio
rispetto a una disoccupata li ho già enumerati.
Quarta parte:”Le
nazioni che sono più vicine alla parità di genere sono anche le più
felici”.Questo è dovuto al fatto che il femminismo prende piede
solamente nei paesi ricchi dove l’uomo può coltivare altri interessi
perché c’è più ricchezza e soprattutto più welfare state,perché senza
welfare state il femminismo non esisterebbe: nel patriarcato una donna
per avere sostentamento e protezione deve sposare un uomo,nel femminismo
basta che sposi lo Stato.

Le femministe vogliono chiudere il
gender pay gap,ma col gender sex gap che vogliono fare?Nulla,anche
perché nella loro visione unilaterale non esiste e non c’è verso di
fargli cambiare idea per quanti studi e statistiche gli portiate.Anzi
ammettere che il gender sex gap a danno degli uomini esista per le
femministe significherebbe ammettere che gli uomini sono discriminati
dalle donne e non dal patriarcato, e metterebbe le donne in posizione di
agenti discriminanti e questa è l’ultima cosa che la retorica
femminista vuole,perché basata sulla costante vittimizzazione e
deresponsabilizzazione della donna.

La parità dei sessi è una
fiaba perché è immaginaria e non tutte le fiabe hanno il lieto fine e
se in questa fiaba l’uomo è il cattivo per noi sicuramente non ce ne
sarà nessuno.

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Anonimo
Anonimo
2 anni fa

Bisogna anche dire che più del 96% dei morti sul lavoro sono uomini, i lavori più rischiosi, più utili, più richiesti, e quindi con la miglior paga, vengono fatti dagli uomini. Le donne , che hanno ottenuto quote rose nei lavori più sicuri, come in politica e nelle amministrazioni comunali, ora vorrebbero anche un pareggio degli stipendi pur non sapendo nemmeno cosa voglia dire "lavorare", "rischiare" ,"essere competitivi".
Il mondo del lavoro, per queste bambine viziate, è un luogo dove richiedere privilegi e ottenerli con ricatti e minacce, non dove mostrare la propria competenza e il proprio talento.
Ricordiamoci delle donne che hanno preso la "baby-pensione" negli anni 70, e a 35 anni si sono messe a carico dello stato: anche loro hanno il coraggio di lamentarsi del "wage gap" e del fatto che le pensioni degli uomini siano leggermente maggiori in media.

Io, dal punto di vista personale, ho fatto, all'inizio della mia carriera lavorativa, lavori molto umili , come il facchino e il muratore, e posso dire di non aver visto nemmeno lontanamente una donna, anche se vi erano posti disponibili.
Ora, che una segretaria di un'azienda edile che fa 6 ore al giorno, voglia essere pagata uguale ad un operaio qualificato che si fa 8 ore in cantiere rischiando ogni giorno, beh , è l'ennesima idiozia femminile nella nostra società.

Unknown
Unknown
2 anni fa

perchè queste verità sono fuori dal dibattito pubblico? la destra ha una ideologia blue pill, la sinistra ha una ideologia femminista e gli uomini sono presi tra due fuochi.

Unknown
Unknown
2 anni fa

gli uomini sono stupidi! si sono fatti massacrare per 50 anni mentre gli portavano via tutto, e senza capirci nulla.

Anonimo
Anonimo
7 mesi fa

Gentile Redpillatore,
Leggo: "ammettere che il gender sex gap a danno degli uomini esista per le femministe significherebbe ammettere che gli uomini sono discriminati dalle donne e non dal patriarcato, e metterebbe le donne in posizione di agenti discriminanti e questa è l'ultima cosa che la retorica femminista vuole,perché basata sulla costante vittimizzazione e deresponsabilizzazione della donna".
Attenzione, la posizione di molte femministe è molto più subdola. E penetrante. Il modus operandi è comunque lo stesso, colpevolizzare la tossicità maschile. Mi spiego, per molte di loro l'ipergamia esiste, ma è un prodotto del maschilismo. E' quest'ultimo che prepotentemente mette al primo posto status, soldi e roba varia. Al contrario, invece, solo il femminismo desidera realmente una società in grado di epurare tale tossicità. Dunque, secondo loro, se esistono gli sfigati è perché di femminismo ce n'è poco.
Incredibilmente, molti uomini cascano in questa trappola, perché in apparenza sembra essere sensata.
Dobbiamo invece ricordare puntualmente, e senza indugio alcuno, a tutti gli uomini, e anche alle femministe più equilibrate (ammesso che oggi ce ne siano) i capisaldi dell'ipergamia:
1) da un punto di vista biologico le donne sono di gran lunga più selettive dei maschi, immancabilmente.
2) La selettività di cui prima porta ad avere attrazione verso gli uomini che stanno al top;
3) Avere una società virtuosa è auspicabile, senza dubbio (la desidero io stesso), ma in una società virtuosa la disparità in ambito sessuale uomo-donna, ahimé, rimarrebbe; mettendo al top valori virtuosi, le donne, spontaneamente (è la loro biologia, non dico né che sia giusto né che sia sbagliato) continuerebbero a preferire gli uomini al top, in grado nella fattispecie di eccellere in tali valori.
Pertanto l'ipergamia non è il prodotto di una società malata. E' biologia, niente di più, niente di meno. Esaltare certi valori esecrabili, e posizionarli al top, questo sì che è il prodotto di una società malata. Naturalmente, essere un incel in una società virtuosa è meglio che esserlo in una società esecrabile, ma sempre incel rimane.

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa

Bisogna fare un massiccio import di donne dell'Asia centrale (alcune sono pure molto fiche). Loro ancora sanno come funziona il mondo reale.