mercoledì 23 agosto 2017

I Tratti Somatici Italiani:Analisi Antropologica


tratti somatici italiani
Atlanto Mediterraneo ligure
Mi sono preso la briga di tradurre il paragrafo sugli italiani all'interno dell'opera The Races of Europe (1939) di Carleton Coon, che andrà ad implementare la guida sui fenotipi italiani già da me fatta in precedenza.
Il seguente articolo parla dei tratti somatici/lineamenti tipici italiani.

Spero apprezziate.

L'Italia, una delle più chiaramente demarcate unità geografiche in Europa, è un Paese di considerevole varietà razziale.
Nonostante la razza mediterranea sia fortemente rappresentata, l'Italia appartiene solo parzialmente al mondo mediterraneo, per la maggior parte essa è un territorio razziale più tipicamente alpino.
Sfortunatamente è impossibile tracciare la prima preistoria degli Alpini in Italia, dal momento che la nostra conoscenza del periodo Mesolitico e Paleolitico è ancora oscura.
Il primario impulso razziale del primo neolitico, tuttavia, è conosciuto.
Questa fu la l'immigrazione dei Mediterranei gracili in gran numero, che venivano prevalentemente, se non interamente, dal mare.
Questi primi produttori di cibo furono seguiti da più competenti navigatori, Atlanto Mediterranei,che si stabilirono principalmente nel nord e nelle isole, e
Dinarici dal mediterraneo orientale in cerca di metallo.Alcuni dei dinarici penetrarono le vallate alpine, mentre altri si stabilirono nella valle del Po e nell'Italia centrale. 
Il movimento di persone di elevata cultura dall'est in Italia continuò fino all'epoca storica, e incluse l'insediamento degli Etruschi in Toscana, e dei Greci in Sicilia e nell'estremo sud della penisola.
Fin dall'età del bronzo, tuttavia ci furono movimenti contrari provenienti da nord, inclusa l'invasione dei primi Italici, antenati degli Oschi e Umbri, Latini e Falisci e anche l'arrivo delle tribù illiriche nel nord ed est Italia.
Laddove i movimenti dal mare portarono Mediterranei di differenti tipi, alcuni bassi altri alti, alcuni dal naso dritto altri dal naso convesso nella maniera medio orientale (come i Dinarici), i movimenti da nord introdussero Nordici di due varietà.Il classico tipo Hallstatt e il tipo Celtico dell'età del ferro, che successivamente formò l'elemento razziale base fra i patrizi Romani.

Due nordici lombardi (Brescia a sx e Milano a ds)
Successive invasioni dal nord, di Celti e Germani, ebbero solo influenza locale.

Più importante forse di molte di queste invasioni fu l'effetto del sistema industriale romano, che si basava sul lavoro forzato, e che necessitava dell'introduzione di migliaia di schiavi di tutte le razze e Paesi.
Nonostante ad alcuni di questi schiavi fu impedito di procreare a causa della segregazione e delle malattie, la maggior parte ci riuscì, e con la loro emancipazione sotto il Cristianesimo si mescolarono rapidamente con la popolazione locale.
Altri stranieri che non erano schiavi vennero in Italia in grande numero come commercianti, soldati, artigiani e visitatori attratti dal centro della civiltà.
Così, attraverso il suo ruolo di padrona del mondo, Roma accumulò e assimilò popolazioni eterogenee.
tratti somatici italiani
Ricostruzione del volto di un pompeiano
Che questa popolazione fosse per nulla o perfino in predominanza Mediterranea è mostrato dallo studio sui teschi dei Pompeiani, vittime dell'eruzione che fece passare la loro città da metropoli a museo.Questi crani, con un indice cefalico medio di 80, rappresentano una popolazione che aveva acquisito un carattere razziale proprio, a dispetto delle origini miste, e nel quale l'elemento Alpino era il più importante.

Le volte sono di dimensioni moderate, e così le facce; l'altezza media del nasion-menton di 119 mm è troppo bassa per suggerire un forte elemento Dinarico, che la mesorinnia tipica del gruppo pure preclude.
Una serie di 100 moderni crani da Bologna, con un indice cefalico medio di 83.5, è quasi puramente alpino-dinarica, con in prevalenza l'ultimo elemento.
La razza dinarica è comune al Nord, ma non al Sud, e questa distinzione è vera dall'età del bronzo.
La nostra conoscenza di antropologia fisica degli italiani viventi è basata largamente sul lavoro di Livi, che misurò 300 mila militari delle classi 1859-63.Nell'usare questo materiale c'è da ricordare che è vecchio di mezzo secolo e che le misurazioni di Livi non erano in accordo con i moderni standard.
Così gli italiani sono senza dubbio più alti oggi che all'epoca di Livi, e sono da uno a due punti meno brachicefali.A dispetto di queste correzioni, il lavoro di Livi è di grande valore.
Ha stabilito i principali fatti delle regionali distribuzioni in Italia senza ombra di dubbio.
tratti somatici italiani
Mappa sul "tipo biondo" tratta dai lavori di Livi
Questi sono che la statura aumenta andando verso nord dalla Sicilia e dall'estremità della penisola;che l'indice cefalico aumenta nella stessa maniera, e così il biondismo.In Nord Italia gli uomini più alti hanno il cranio più lungo della media, in Sud Italia gli uomini più bassi hanno il cranio più lungo.
Il biondismo è ovunque correlato con un indice faccial relativamente alto.

In altre parole, gli italiani del Sud sono un ibrido per la maggior parte di Alpini e Mediterranei gracili, mentre fra i Nord italiani il più importante ceppo dolicocefalo è l'Atlanto Mediterraneo.
La associazione di un relativamente elevato biondismo con la brachicefalia indica che sia gli Alpini che i Dinarici sono come al solito mescolati o intermedi di pigmentazione.
I pochi inalterati nordici ancora trovati in Nord Italia e nelle famiglia aristocratiche ovunque sono id gran lunga superati dagli Atlanto Mediterranei.

La statura media dei soldati del 1859-63 era di 164.5 cm, quella per le classi del 1907-09 era di 165.5 cm.Una migliore cifra per il presente sarebbe probabilmente 166 cm.Il presente range provinciale probabilmente andrebbe da 164 cm al sud a 168 cm in Piemonte e Veneto,così come il Trentino.
L'indice cefalico medio dei soldati di Livi era 82.7.Quello delle classi 1907-09 era 80.8.
tratti somatici italiani
Piemontese alpinoide con occhi e capelli castano chiari
La riduzione di due punti è largamente tecnica ma può essere parzialmente dovuta ad un incremento di statura.A dispetto di queste differenze, gli italiani del Nord, i piemontesi particolarmente, sono molto brachicefali, più degli Svizzeri e Austriaci, e il Piemonte forma un continuo nella zona sudoccidentale francese di concentrazione razziale alpina.

Studi speciali sugli italiani del Sud e siciliani sono stati fatti in America, dove vivono milioni di queste persone.Nonostante un po' di selezione può aver preso parte nella selezione di chi sarebbe dovuto venire in America e chi sarebbe dovuto rimanere a casa, probabilmente anche i loro risultati sono in media.Questo gruppo non è basso, ma leggermente sotto la media in statura, la media presente è 165 cm.Una larghezza relativa di 102 e una relativa altezza da seduti di 53.3, indicano fortemente un individuo dalle gambe e braccia corte e un torace lungo, dove un peso medio di 68 kg è elevato per questo livello di statura.Nonostante si possano trovare Mediterranei slanciati e "delicately built" (penso voglia dire ectomorfi) ,la grande maggioranza è tozza e ha mani ampie, dita e collo corti.Sono inclini a diventare corpulenti nella mezza età e poche delle donne rimangono slanciate dopo la gravidanza.
L'indice cefalico medio per questo gruppo è 79.C'è tuttavia un grande range e molti sono tipicamente brachicefali.La taglia della testa è in accordo con quella del corpo.Una testa della lunghezza media di 191 mm e larghezza di 151mm indica una volta più larga di quella che solitamente c'è tra i mediterranei della stessa statura.La larghezza facciale ancora eccede le figure mediterranee; Il minimo frontale medio  è di 106 mm, e la larghezza di 151 mm, quella bizigomatica 140 mm e quella bigoniale 108 mm.


Queste dimensioni ricadono suggestivamente nella categoria Alpina, che allo stesso tempo assomiglia a quelle dei gruppi costieri del Portogallo.La media altezza totale facciale è 121 mm, la parte superiore della faccia è 70 mm.Il facciale e il facciale superiore indicano mesoprosopia.
La dimensione nasale (54 mm per 36) è moderatamente lunga e larga, l'indice nasale medio di 67 è leptorrino, ma in un senso mediterraneo e alpino piuttosto che nordico o dinarico.
Il colore della pelle è di regola scuro.Oltre il 50% delle pelli non esposte (al sole) sono decisamente olivastre o marrone chiaro, mentre la palle esposta al sole si abbronza di un distintivo marrone rossiccio.
Il 10 % hanno le lentiggini, circa il 20% ha i capelli neri e il 48% marrone scuro;Sfumature bruno-rossicce, o scure/marrone intermedio con uno scintillio rossiccio, ammontano al 16%, mentre il rimanente 6% ha i capelli castano chiari o biondicci.
Occhi scuri puri si trovano fra il 44% di quelli studiati; gli occhi misti fra il 50% e i gli occhi chiari puri fra il 6%.L'alta proporzione di sfumature rossicce nei capelli e di occhi misti riflette il forte influsso alpino in questa popolazione, e così fa la larga minoranza di pelli non brune e la presenza di lentiggini.Fra gli occhi misti, la maggioranza è mista scura, e le combinazioni verde/castane sono tre volte comune che quelle blu marroni e grigio marroni messe assieme.
I sud Italiani deviano da uno standard mediterraneo nello sviluppo del sistema pilifero, oltre l'80% ha barbe da medie a folte, e il pelo corporeo è maggiore di ogni altro gruppo europeo studiato.
I capelli sono raramente sottili, solitamente da grezzi a medi nella tessitura, ed sono ricci nel 10% di questo gruppo, mentre quelli ondulati sono ordinari.La fronte è di media altezza e inclinata, come regola , e il ponte sopra orbitale medio; il loro sviluppo tipico è alpino piuttosto che mediterraneo.

tratti somatici italiani
Mediterraneo gracile napoletano
Le sopracciglia sono solitamente folte nel 57% degli esaminati.La depressione nasale è di media altezza e inclinata, come regola, la radice nasale di media altezza e frequentemente ampia.Il ponte nasale e solitamente abbastanza alto e più ampio che fra la maggior parte degli altri europei.Il profilo è variabile, si con categorie concave che convesse.La punta nasale è come regola più spessa dello standard europeo, nel 35% dei casi è schiacciata.Le labbra variano considerevolmente in spessore ma sono generalmente più spesse della maggior parte dei gruppi europei; ben oltre un terzo mostra un grado visibile di prognatismo facciale o alveolare.Il mento è frequentemente sporgente, i malari prominenti sono più comuni di quelli compressi.
I sud Italiani, come questa ricerca indica, sono un gruppo distintivo di persone che non ricade in nessuna riconosciuta categoria razziale.
Oltre ai convenzionali Mediterranei a Alpini ci sono due tipi speciali che sono particolarmente comuni, e che saranno famigliari a chiunque vive nelle aree italiane degli Stati Uniti, così come a chiunque abbia visitato il Sud Italia.Ci sono:
tratti somatici italiani
Mediterraneo Coarse di Campidano d'Oristano (Sardegna)

1)il Mediterraneo coarse, bassa statura, tozzo, mesocefalo, con una fronte stretta, ampi malari, spessi sopra orbitali, un naso corto, largo dritto o leggermente concavo con una punta sollevata, una mandibola robusta e un po' di prognatismo.

2)Una locale approssimazione all'Armenoide, statura bassa, tozzo col collo corto e un occipite schiacciato, una volta cupoliforme, sopra orbitale spesso, un naso con un alta radice, un alto ponte, spesso in punta e schiacciato, e specialmente una mandibola sporgente.


Il Mediterraneo coarse ha controparti in Spagna e Portogallo, così come in Nord Africa, e risale almeno al tempo delle sepolture di Muge.
Sembra tuttavia prevalente fra i Sud Italiani.L'Armenoide locale può essere parzialmente discendente dai medio orientali portati in Sud e Centro Italia in epoca imperiale, ma più probabilmente una locale combinazione di alpino con vari elementi mediterranei, attraverso il meccanismo di eredità differenziata.


Campioni osservativi sulla popolazione della provincia di Bologna, permettono, per contrasto al precedente, uno studio in dettaglio della popolazione Nord italiana, uno con una statura media di 168 cm e un indice cefalico medio di 83 o 84.Il colore di pelle della faccia è ugualmente diviso tra un marrone chiaro e e un bianco roseo; i capelli sono neri nel 25%, marrone scuro nel 60%, e marrone chiaro nel resto dei casi.Il 25% degli occhi sono castano scuri, il 38% castano chiari o misti scuri, e il 27% misti chiari o chiari.La pigmentazione è più chiara che in sud Italia, ma prevalentemente bruna.
C'è un leggero collegamento tra gli occhi e i capelli più chiari e la dolicocefalia, che indica che qui il tipo Nordico ha preservato la propria identità come elemento minoritario.
Lo sviluppo del sistema pilifero è meno marcato qui che al sud, il corpo e la barba hanno peli di normale spessore europeo; inoltre solo il 14% ha sopracciglia unite.Queste effettivamente si trovano più tra i dolicocefali che tra i brachicefali.
I nasi sono convessi nel 32%, dritti nel 58% e concavi nell'8% del gruppo; i nasi convessi sono leggermente più frequenti nelle teste lunghe.Lo spessore della punta nasale è solitamente medio, e le labbra frequentemente sottili.La combinazione naso stretto e labbra sottili, che prende la forma di una positiva correlazione, è ancora una volta associata con dolicocefalia.
Nella popolazione del Bolognese c'è una forte prevalenza del tipo Alpino e Dinarico, specialmente il precedente, ma approssimativamente un terzo della popolazione ha la testa allungata o comunque vicino.
tratti somatici italiani
tratti somatici italiani
Tra questo terzo, i Nordici non sono rari, ma l'elemento più importante è un tipo alto, slanciato, bruno e con una lunga faccia, con un naso sottile, dritto o convesso e labbra sottili.E' una variante dell'Atlanto Mediterraneo, con qualche caratteristica facciale della Cappadocia portata dall'Asia occidentale dai primi navigatori, inclusi gli Etruschi.Associata a questo tipo c'è una frequente obliquità delle fessure oculari, che sono molto lunghe; sopracciglia fortemente arquate e malari pieni.
La bellezza delle donne bolognesi è proverbiale, e il tipo descritto sopra è  in qualche modo responsabile per questa reputazione.

E' comune ovunque anche in Nord Italia e spesso ritratto dai pittori del Rinascimento.
Questo tipo è anche trovato come minore elemento in Tirolo, dove sembra formare una parte base del complesso razziale dinarico.

Nessun Paese in Europa, nel quale un linguaggio e una tradizione culturale prevale, mostra una così grande estremità fra le razze tra la sua parte meridionale e quella settentrionale come fa l'Italia.

 L'elemento collante, che è comune a tutte le sezioni è l'Alpino, che è riemerso da un passato oscuro attraverso una sovrastruttura composta dal Dinarico, Nordico e vari generi di tipologie Mediterranee.L'Italia sta a cavallo tra il mondo Alpino e quello Mediterraneo.

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nandida.com



2 commenti:

  1. Molto molto interessante. Ho ancora bisogno di guardare continuamente il post riguardante i fenotipi italiani per comprendere al meglio :)

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