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Ricordo di Un’ Estate

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Biograd

Era l’estate 2001. Valeria Rossi cantava “Dammi tre parole..”, le torri gemelle erano ancora in piedi e la bistecca alla fiorentina bandita
dalle tavole.
La gente si scambiava gli sms con il nokia 3310 e la summer card della omnitel da diecimila lire, Paul Walker sfrecciava al cinema sulla sua Mitsu dando inizio alla saga di Fast and Furious. L’alone di ingenuità e fiducia nel futuro degli anni 90 non aveva ancora lasciato spazio al cinico disincanto che sarebbe giunto con la seconda metà del decennio, con la crisi economica e una crescente tecnologizzazione dei rapporti sociali, sempre più effimeri e virtuali.
All’epoca io ero un adolescente con le sue turbe e ancora nessuna esperienza con le ragazze, impaziente di dare il suo primo bacio. Stavo trascorrendo le mie vacanze con i miei genitori in Dalmazia e ci eravamo fermati per qualche giorno in una cittadina chiamata Biograd.
Sul lungomare della città c’era una piscina affacciata sul mare e circondata da gradoni e scogli che la sera si animava con musica e
attirava molti ragazzi.

Una sera, mentre me ne stavo seduto solo su un gradone ad annoiarmi perché non conoscevo nessuno, mi si avvicina un
croato che cerca di fare amicizia con me e mi propone, insieme all’amico polacco che era con lui, di andare a
rimorchiare.
Naturalmente accetto di buon grado visto che, allora come ora, il trovare ragazze era in cima alle mie priorità ed ero molto
frustrato di non aver ancora fatto le mie prime esperienze. Dopo essere stati rimbalzati da diversi gruppi di tipe ci fermiamo da due
polacche, una delle quali è piuttosto carina e sembra mostrare un vago interesse nei miei confronti, una combinazione mai trovata prima di allora.


Fra me e me penso che sia la volta buona e trovo una scusa per rimanere solo con lei. Si chiama Olga e ha 16 anni, è di Varsavia e in
vacanza lì con un gruppo organizzato.
Passeggiamo un po’ allontanandoci dal centro del divertimento, chiacchierando del più e del meno, e poi ci sediamo su uno scoglio, affacciati sul mare.


L’atmosfera è perfetta, le luci delle isole vicine illuminano l’orizzonte notturno e al rumore della musica si è sostituito il suono
rilassante delle acque del mare che si adagiano sugli scogli. E’ il momento di fare il primo passo per darle un bacio ma, sarà stata la già
stentata conversazione in inglese, sarà stata la mia totale inettitudine, fatto sta che, mentre cerco di trovare il coraggio per baciarla, ad interrompere l’idillio arrivano le sue amiche starnazzando come oche e portandola via, lasciandomi per sempre con il dubbio di
come sarebbe finita se non fossi stato tanto imbranato.


Questa storia spesso mi torna in mente e lo ha fatto in particolare in questi giorni quando ho letto sul giornale di una tipa che starebbe cercando un ragazzo conosciuto 25 anni fa con il quale un’estate si era scambiata un tenero bacio sopra un motorino. Vedi articolo
Questa donna si ricorda ancora del belloccio della vacanza estiva e ne ha addirittura dipinto lo sguardo su un foglio per dare più indizi per identificarlo.


Pure io mi ricordo molti dettagli della polacchina (dettagli della sua vita che lei stessa magari avrà dimenticato), mentre lei si sarà scordata di me il giorno dopo, e il protagonista dell’articolo di giornale quasi sicuramente avrà fatto lo stesso con la tipa che lo sta tanto cercando.
Però quest’ultima adesso ha oltre 40 anni, sente l’orologio biologico che ticchetta e cerca di tornare indietro con la mente alle esperienze
del passato. Ovviamente solo quelle positive, perché le centinaia di tipi normaloidi che l’avranno approcciata in questi 25 anni se li è scordati già tutti.


Penso sia tremendamente ridicola la facilità con cui le persone si lasciano incantare da quelli che possiedono un valore superiore
al loro
, arrivando a portarseli nei ricordi anche a distanza di decenni senza essere in grado di darsi pace, mentre l’oggetto delle loro
attenzioni le ha già rimosse da tempo dalla mente e non ha mai dato loro un infinitesimo dell’importanza ricevuta.
Improvvisamente poi, quando subentra all’attenzione qualcuno di un valore più elevato, ci dimentichiamo dell’ossessione precedente, salvo poi tornare su di essa quando siamo soli e disperati. 

Il tutto naturalmente viene giustificato dietro la facciata del romanticismo perché, si sa, vedere gli esseri umani come macchine biologiche che cercano in un partner un valore superiore al proprio è qualcosa di poco profondo e sensibile e non ci permette di sentirci abbastanza nobili e puri d’animo.
Spero comunque che questa donna riesca a raggiungere il suo obiettivo e, nel momento in cui il suo incantesimo si spegnerà di fronte alla figura del vecchio sovrappeso e mezzo calvo che un tempo era il bel faccino che tanto le ha fatto battere il cuore, che riesca a sentirsi
patetica almeno la metà di quanto mi sento io ogni volta che mi lascio trasportare dai miei ricordi sentimentali.

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Cyberguy94
Cyberguy94
2 anni fa

La tua descrizione dell'alone che i primi 2000 si sono trascinati dietro dagli anni '90 mi ha fatto stare male nella sua correttezza. Tra l'altro sono nato nella prima metà dei '90 quindi ricordo poco quel periodo, ma mi hai comunque trasmesso una irrazionale nostalgia redpillata e consapevole 🙁

Anonimo
Anonimo
5 mesi fa

Nostalgia canaglia…

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

In quanto polacchina probabilmente passerà i suoi 40 anni a farsi prendere a schiaffoni da qualche alcolizzato prostituendosi saltuariamente per mantenere la figlia adolescente…

Anonimo
Anonimo
2 mesi fa

io mi domando davvero perché in Italia stiamo messi così male
voglio dire: internet e i tronisti ce li hanno pure negli altri paesi… tinder addirittura è usato il doppio o il triplo… i preti sono dappertutto… sarà la mafia? boh