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Esperienze sessuali dall’Erasmus – Budapest

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Erasmus Budapest Ungheria

Erasmus Budapest – Ungheria

Premetto che sono sempre stato abbastanza scettico sull’Erasmus, ma poi capitandoci mi sono reso conto di quello che mi sarei perso non andandoci.

Sono finito a Budapest più per caso che per scelta, e ovviamente quando sono partito i più mi hanno salutato con grasse pacche sulle spalle e auguri di grandi scopate. In realtà all’epoca (24 anni) stavo per finire la magistrale e mi ero appena lasciato con quella che doveva essere l’amore della mia vita, lasciato perché lei aveva una vita parallela, ma questa è un’altra storia. Comunque, il succo è che sono partito sperando di togliermi dalla testa le mie disgrazie, cosa che in parte è anche successa.

Veniamo a noi, Budapest, gioiello dell’est, a mio parere una delle più belle città d’Europa, città d’arte, città dei mille vizi, città enorme ma non troppo, in netta contrapposizione con tutto il resto dell’Ungheria. Sono arrivato qui che era ottobre, quindi non faceva freddo ma non si moriva neanche di caldo, ad aspettarmi 4 amici italiani con cui ho condiviso l’università in Italia, completamente diversi tra di noi, per aspetto, passioni, vissuto e capacità relazionali. Il mio racconto si intreccerà per forza di cose con la vita di questi ragazzi. 

Per scelta abbiamo deciso di non vivere assieme, questo per darci più possibilità di conoscere gente e non ghettizzarci solo tra di noi (scelta super vincente).

L’università: il nostro corso si svolgeva in un’uni a circa 20 minuti di metro dal centro, facoltà tipicamente ungherese, all’inizio non è stato facile entrare nelle grazie dei locali (e probabilmente non ci siamo mai riusciti), popolo molto timido (si, timido, avete capito bene) e freddo, se non quando sono ubriachi fradici o strafatti di qualcosa. I primi legami sono stati costruiti fatti con i compagni e le compagne di corso, alcuni dei quali dopo la prima settimana sono spariti e mai più visti.

La vita notturna: che dire, Budapest! Non si trovano gli eccessi di Berlino, ma è comunque più trasgressiva di Vienna. Ho avuto modo di innamorarmi della cultura underground e della musica elettronica (ma quella bella, non le nostre porcherie italiane), e di avere i miei primi contatti con le droghe sintetiche. 

Ma veniamo alle cose interessanti: si scopa veramente a Budapest? Di seguito le mie esperienze…

Come anticipato prima, arrivavo a Budapest emotivamente distrutto, da ottimo bluepillato, cresciuto in una famiglia estremamente cattolica credevo nell’amore vero, nel rispetto ed in un sacco di stronzate. Ecco, in Erasmus non ho avuto altro che conferme che tutto ciò a cui ho creduto per oltre vent’anni di vita erano emerite stronzate.

Preciso che mi reputo un ragazzo normale, 1,80 per circa 80kg, pelato dall’adolescenza (situazione che mi ha fatto vivere una vita di merda fino ai 20 anni), e anche verginellofino ai 20 suonati. Quindi tutt’altro che un latin lover(almeno all’epoca). 

All’inizio dell’erasmus era bello vedere tutti fidanzati e “fedeli”, diciamo che il primo mese è passato con relativa tranquillità e forse qualche limonata in discoteca. La prima vera nota interessante è stata in un weekend sul lago Balaton, dove si è rischiata una mezza orgia con spagnole e tedesche, poi finita miseramente perché una si è ricordata essere fidanzata e noi altri siamo stati disturbati da R., il più grande morto di figa italiano conosciuto in Erasmus. Qui la prima nota: le tedesche. Dei pali micidiali, buone solo da ubriache, altrimenti noiose e monotone. Solo N., bruttina mi concede l’onore del suo letto, ma ero talmente ubriaco che manco me la ricordo.

Poi la vita procede, mi inizio a fare la nomea in università di quello che ci prova con tutte, ma non perché lo facessi veramente, quanto per il fatto che l’italiano medio è sicuramente più gentile dell’ungherese medio. Quindi gentilezza = questo mi vuole scopare.

Nel mentre capitiamo pure a Varsavia, per una gita pseudo culturale, della quale l’unico ricordo sono le tette abnormi di J. Ragazza finlandese dagli occhi color ghiaccio con la quale non ho mai scopato, ma non è passata una serata dall’inizio dell’erasmus in cui non siamo finiti a toccarci e limonare. Ma non ha mai voluto scopare.. mah.

A novembre i party si fanno più aggressivi, iniziano le feste in barca, in casa, conosciamo altri soggetti “poco raccomandabili” che invischiamo me e pochi altri in vari coca party et similia. I più fortunati rimediano qualche scopata sulle scale con qualche zozza (non ungherese) e qualche bocchino, ma i più rimangono a secco, ovviamente.Io finisco a letto con E., una quasi modella greca di 19 anni, scopata orribile ma almeno una l’abbiamo stappata.

Diciamo quindi che si, ci si diverte nei primi mesi, ma senza nulla di eclatante da raccontare. Torno in Italia per Natale e ribecco un’amica, con la quale finiamo a letto, sembra portare quasi più bene casa di Budapest. Ma mi sbagliavo.

Infatti a gennaio quando torno in Ungheria, al freddo e al gelo, la situazione sembra trasformarsi. Ecco, una cosa che in tanti, in diverse parti del globo mi hanno confermato dell’Erasmus, è che il peggio succede verso la fine. La gente percepisce la fine, il tempo sta per scadere e tutti sti scatenano. 

Gennaio è stato un mese molto divertente, le ragazze diventano più libere (anche sentimentalmente) e anche i ragazzi più impacciati iniziano a combinare qualcosa. Personalmente vado a letto con altre due persone, ma poi finisco per innamorarmi perdutamente di M., coinquilina italiana di F. uno dei miei quattro amici italiani. L’importanza di M. fu notevole in quanto fu la prima, dopo mesi, a farmi togliere definitivamente dalla testa quella puttana della mia ex ragazza. L’erasmus è praticamente finito insieme a lei. 

In definitiva quindi il bottino è stato di 5 ragazze, più innumerevoli palpate, preliminari eccetera. Vorrei sottolineare come le possibilità sono state molteplici, anche con ragazze più bruttine, che personalmente non ho colto. L’unico rapporto che è andato avanti è stato quello con l’ultima.

Per quanto riguarda i miei amici invece, mi sento di dire che due, fidanzati in Italia, hanno passato tutto l’Erasmus senza fare nemmeno un corno alle rispettive ragazze, poi c’è stato V. single e timidino che comunque 2 o 3 se le è passate e poi N. che direi ha chiuso analogamente a me. 

Ci sono poi stati i predatori seriali che millantano milioni di scopate e quelli che sono arrivati vergini e ripartiti tali. 

Per quanto riguarda le ragazze invece, ho potuto constatare con enorme tristezza che, molte, si sentono legittimate a fare le peggio porcate in Erasmus. Personalmente non ne conosco nemmeno una che non abbia fatto le corna al moroso, di quelle nel mio corso (se non scopando, almeno limonando o a preliminari). Caso eclatante poi di due ragazze single, una italiana e una americana, che si scopavano letteralmente un cazzo diverso a serata (o anche più cazzi insieme), una gioia per i collezionisti di malattie veneree.

Concludo quindi convintamente dicendo che consiglio a tutti un’esperienza all’estero, che sia Erasmus o scambio, in un periodo della vita. L’essere liberi ed indipendenti responsabilizza molto e soprattutto regala una buona apertura mentale anche ai più classici e conservatori (come ero io, appunto). 

Chiaro che andare in Erasmus non vuol dire automaticamente diventare Rocco, un timido magari si sgrezza, ma rimane tale, quindi è ovvio che i più svegli e tagliati a casa, anche fuori avranno una marcia in più. Sicuramente il clima spensierato, le feste, l’alcol e le droghe aumentano le chances, bisogna poi essere abbastanza svegli da coglierle. 

Ora, dopo 5 anni, ho una vita abbastanza soddisfacente, un buon lavoro, guadagno bene e una storia sentimentale con una bella ragazza, ma non passa nemmeno un giorno senza che io ricordi con nostalgia quei bei mesi passati a Budapest!

L.

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Denebula
Denebula
1 mese fa

Non hai scritto che Look hai. Non penso che un 6 abbia quelle possibilità facendo l’Erasmus.
Comunque i preliminari non sono da disprezzare. A volte sono meglio di una scopata…

Galantuomo Dissacrante

Bella testimonianza, molto realistica. Budapest è una città molto, molto particolare. Se è vero che gli ungheresi (quelli di sesso maschile) sono timidi, è anche vero che le ungheresi sono affabulatrici in un modo che non ho mai trovato in tutto l’Est Europa. Ma – ovviamente – vale se entri nelle loro grazie, altrimenti rimangono abbastanza fredde.
Altro punto che è ben emerso (ed è anche il limite dell’Erasmus): si frequenta molto l’ambiente internazionale, il che – se permette di vedere spicchi di mondo diversi – allo stesso tempo “limita” la conoscenza della realtà locale, che viene percepita come un contorno – e non come “l’esperienza”.
Scelta vincente quella di vivere tutti separati: l’errore classico italiota è quello di ghettizzarsi. Vale anche fuori dall’Erasmus, nei gruppi di expat.
Il consiglio che posso dare – sulla base delle nostre esperienze – è quello di partire sempre da soli, sia in Erasmus che come expat.
Ultimo punto: le tedesche, dai dati che hai fornito, erano tutte nate dopo il 1992. E’ l’anno della “cesura” teutonica. Si conferma il trend del peggioramento. Un tema che prima o poi ci decideremo ad approfondire.

Antonio
Antonio
1 mese fa

Il racconto (secondo me falso) si può riassumere così: ho scopato in giro, limonato, scopato, limonato e adesso tuttobene fratelli, sono in una ltr.

Utilità pari allo zero.

Osservatore Romano
Osservatore Romano
1 mese fa

Considerazione: italiane, tedesche, finlandesi, spagnole…

se andassi io per 6 mesi a Budapest al ritorno, in caso di timbro, avrei solo tacche ungheresi sul calcio della pistola (anche solo per una questione di probabilità).

L’ERA-smus sta al soggiorno all’estero come lo Starbucks sta al caffè fatto colla moka: surrogato global da nativi digitali.

Mario Rossi
Mario Rossi
1 mese fa

Leggendo quanto ha scritto stavo pensando la stessa cosa di Denebula, secondo me il ragazzo è tra il 6 e il 6,5. Evidentemente ha un cranio che gli permette la calvizia senza una perdita eccessiva di L. Fatto sta che amico mio, fossi stato sotto il 6 col cavolo che rimediavi qualcosa oltre un cesso (salvo botte di culo).

Fede993
Fede993
1 mese fa

L’unico lato positivo del non avere una vita sentimentale/sessuale da un decennio è essermi bellamente saltato il periodo di Erasmus o esperienze varie all’estero.

moverimmchessuccer
moverimmchessuccer
1 mese fa

Ma il redpillatore è uno solo?
Cioè, spiegatemelo ché sono un novellino, ci sono più blogger?

Stevetheblond
Stevetheblond
22 giorni fa

Dopo che hai detto che sei pelato da quando hai 16 anni, non ti crede nessuno …
Non c’è niente che faccia piú schifo di un uomo giovane col taglio alla Yull Brinner(che è tollerabile solo dai 50 anni in su)

Jayo
Jayo
1 mese fa

Molto interessante, pare che l’Erasmus sia molto edonistico. A me che ho passato la trentina vengono un po’ di rimpianti a leggere questi racconti, sapendo tutto quello che mi sono perso. Grazie comunque per aver condiviso la tua esperienza. In bocca al lupo.

Unutente
Unutente
1 mese fa

Uno dei miei più grandi rimpianti è di non aver mai fatto l’ Erasmus. Ai tempi vivevo spesso nell’ apatia e la cumpa tossica non aiutava. Credo che l’Erasmus sia l’ambiente in cui hai più possibilità di incontrare ragazze che vogliono venire a letto con te per il solo gusto di divertirsi, senza il peso del giudizio sociale e senza scambio di denaro, regalini o promesse di LTR. Un bel pieno di autostima.
Persino le glaciali italiane si danno alla pazza gioia.