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Il Privilegio dello Stupro

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Il Privilegio dello Stupro

Quando per vostra disgrazia o masochismo vi troverete a discutere con una femminista sui motivi per cui la nostra società è tremendamente opprimente, discriminatoria e pericolosa verso chi ha avuto la sfortuna di nascere con una vagina, state pur sicuri che ad un certo punto la vostra interlocutrice vi sbatterà sul tavolo la carta stupro. Accade sempre, con puntualità svizzera. Nella lista dei motivi per cui vi dovete sentire in colpa per essere nati uomini e appoggiare ciecamente ogni istanza femminista, il privilegio di non essere stuprati figura senza dubbio nelle prime posizioni.

In realtà però, se dovessimo analizzare il fenomeno nella sua globalità, non soffermandoci solo sul trauma fisico e psicologico causato dall’atto violento, ma andando anche ad approfondire tutti i meccanismi sociali e biologici che stanno dietro alla maggiore probabilità che una donna ha di essere stuprata, bisognerebbe riconoscere che l’eventualità, rara, di subire uno stupro ripaga quotidianamente la donna con tutta una serie di vantaggi che un uomo si può solo sognare. Per dirla in termini finanziari, c’è un rapporto rischio/ricompensa molto favorevole, che rende l’essere donna un ottimo investimento.

Alla base dello stupro, oltre a un bisogno fisiologico insoddisfatto, c’è infatti l’attrattività sessuale. La donna media, per banali ragioni biologiche, è sessualmente più appetibile dell’uomo medio: la donna è selettiva, trova attraenti pochi uomini;  l’uomo ha una libido maggiore, ha bisogno di molto più sesso di una donna e si farebbe tranquillamente la maggior parte delle ragazze che vede.
Ciò conferisce alla donna un maggior potere sessuale. E il potere sessuale, soprattutto in una società fortemente sessualizzata come la nostra, è la più grande risorsa. Ti garantisce un’influenza sugli altri pressoché assoluta. E’ il potere sessuale che fa sì che una ragazza carina venga trattata con gentilezza e condiscendenza ovunque vada, che fa sì che riesca quasi sempre a trovare qualcuno che paghi per lei o che risolva i suoi problemi al posto suo. E’ il potere sessuale che fa sì che abbia opzioni sessuali praticamente illimitate, e inevitabilmente attenzioni sessuali indesiderate.

Girava un post zerbinante su facebook qualche settimana fa. Iniziava così: Mi sono ubriacato diverse volte ma non ho mai corso il rischio di essere violentato. Sono uomo. In vita mia non ho mai sentito di un uomo ubriaco violentato. Allora il problema non è essere ubriachi. Il problema è essere donne.”

L’obiezione è scontata: non corri il rischio di essere violentato solo perché sessualmente vali poco o nulla. Un po’ come dire: “Io sono sempre senza soldi in tasca e girando per Montecarlo non ho mai corso il rischio di essere derubato”. Grazie tante che non ti derubano, Einstein. Chi potrebbe derubarti è più ricco di te e non hai in tasca oggetti di valore, di cosa e per quale ragione dovrebbe derubarti? 
L’uomo medio è felice di andare a una festa, ubriacarsi e trovare una che vuole fare sesso con lui proprio perché normalmente ha il problema opposto, quello di non essere attraente e prendere continui due di picche.
Una situazione in cui una donna violenta un uomo, oltre ad essere fisicamente improbabile, è proprio concettualmente difficile da immaginare per ragioni biologiche e fisiologiche.

Quando leggo questi post stucchevoli non mi è mai chiaro dove inizi il patetico tentativo di impressionare le tipe che leggono e dove finisca la reale convinzione in certe stronzate, e mi auguro sempre che la prima motivazione sia quella prevalente perché è davvero preoccupante che ci sia così tanta gente talmente ottusa da non capire che all’origine dello stupro non c’è una condizione di inferiorità della donna, ma al contrario di superiorità.

Grafico che mostra una correlazione tra età e stupri. Notare come la maggiore probabilità di subire uno stupro coincida con il l’età in cui una donna è al massimo della sua attrattività


Calzante è il parallelismo fatto poco fa con la ricchezza: un uomo che possiede molti beni deve fare maggiore attenzione ai pericoli rispetto ad un uomo con le tasche vuote, ma nessuno si sognerebbe di dire che il secondo è avvantaggiato rispetto al primo. E di certo il poveraccio che vive di stenti non rinuncerebbe alla possibilità di diventare ricco solo per paura che qualcuno lo picchi o lo ammazzi per strappargli il denaro.

Inconsciamente la donna sa perfettamente di essere una ricchezza ambulante, ed è terrorizzata dall’idea dello stupro proprio perché sa che uno stupratore ti priva della possibilità di esercitare il tuo potere sessuale.
Allo stesso tempo però molte donne, da una parte sembrano non essere in grado di gestire le proprie scelte a causa di una società che tende a deresponsabilizzarle sempre e comunque, dall’altra, grazie ad emancipazione e liberazione sessuale, hanno ottenuto a proprio vantaggio una così enorme sproporzione di potere sessuale da dar loro un’illusione di onnipotenza. Vivono quindi con frustrazione anche solo adottare quelle piccole precauzioni (come evitare di girare ubriache di notte in posti poco raccomandabili) che fanno parte delle abituali norme di prudenza delle persone dotate di buon senso. E per questo si sentono limitate e oppresse dalla società.

La società punisce lo stupro, come è giusto che sia, ma non si può pretendere che ciò basti ad azzerare la criminalità. Una certa percentuale di crimini è inevitabile, persone incapaci di controllare i propri impulsi ci saranno sempre, e le forze dell’ordine non saranno mai in grado di prevenire totalmente i reati. Illudersi del contrario significa avere una visione molto arcobalenata della vita, e purtroppo molte si rifiutano di uscire da questa logica infantile e continuano a relazionarsi al mondo non per come è, ma per come vorrebbero che fosse.

Ha poco senso anche continuare a fare sempre e solo la morale agli uomini, trattandoli tutti come potenziali stupratori, inventandosi una inesistente “cultura dello stupro”.

All’italiano medio non passa minimamente per la testa di violentare qualcuna perché sa che così distruggerebbe sia la sua vita che quella della sua famiglia. Dovrebbe cambiare città, i suoi genitori diventerebbero “quelli che hanno il figlio stupratore”, farebbe fatica a trovare un lavoro, verrebbe allontanato dagli amici e, ovviamente, passerebbe anni in carcere. D’altra parte, il prototipo dello stupratore è una persona senza scrupoli, che in genere non ha nulla da perdere e che certo non si fa scalfire da campagne contro la violenza.

 

Sarebbe giusto che anche le donne venissero messe di fronte alla responsabilità dei loro gesti, delle loro scelte, dei loro comportamenti. Il Governo ungherese ci provò ad esempio anni fa con un video in cui invitava le ragazze a fare attenzione ad ubriacarsi e poi flirtare e provocare, perché ciò aumenta il rischio di esporsi agli stupri.

“Tehetsz róla, tehetsz ellene” “Puoi fare qualcosa a riguardo, puoi fare qualcosa contro ciò”. Ineccepibile. Ovviamente fu polemica a non finire.
La verità è che il numero di stupri in Occidente è già ai minimi (in Italia parliamo di 3 all’anno ogni 100mila abitanti) quindi non c’è una reale volontà di contrastare il fenomeno. Tutta questa farsa dell’emergenza stupri è solo un modo per fare vittimismo, propaganda femminista e rivendicare pretese continue nei confronti della società.

Vogliamo realmente provare a fare qualcosa? Cerchiamo un modo per migliorare la condizione sessuale maschile. Diamo agli uomini la stesse possibilità di vita sessuale che hanno le donne. Non accadrà mai. Perché, se accadesse, per le donne finirebbe la pacchia: non potrebbero più ottenere gli stessi favori che ottengono ora, non potrebbero più scroccare cene, cocktail e vacanze, non potrebbero più manipolare gli uomini, magari umiliandoli proprio sulla loro vita sessuale come fanno spesso. In pratica, anche loro inizierebbero a non contare nulla in società come gli uomini e allora sì che tornerebbero a rimpiangere il “problema” di essere donna.

CONTINUA: Sulla Mitologica Cultura dello Stupro

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Gino
Gino
3 mesi fa

Le donne odiano l’espressione “potere sessuale” perchè associano il potere a qualcosa di coercitivo e quindi è solo l’uomo più forte che può esercitarlo verso una donna più debole. A sentire le donne qualsiasi maschio è predisposto allo stupro, in mancanza di sanzioni e punizioni a riguardo o un rigido controllo sociale. Ricordo, parecchi anni fa, una sera tardi in cui stavo tornando verso casa sotto un temporale vestito male e senza ombrello (avevo appena giocato a calcetto in un campetto vicino a casa) e a un incrocio c’era una ragazza con una macchina in panne. Mi sono avvicinato per chiederle se avesse bisogno di aiuto, quanto meno per spingere l’auto in una posizione meno pericolosa. Lei tra l’impaurito e il sospettoso ha subito precisato che non c’era bisogno e stava arrivando il suo ragazzo. Se però avessi tirato dritto ignorandola avrebbe avuto da ridire sul menefreghismo maschile che lascia da sola una donna bisognosa di aiuto. Io non ho molti contatti femminili, ma ormai sono arrivato al punto di evitare qualsiasi commento o complimento verso una donna, evito anche di salire in macchina da solo con una donna, non salgo in ascensore se sono da solo con una donna che non conosco. Ovviamente non prestandomi al giochino del cavalier servente per loro sono un misogino. Che facciano pace col cervello prima, poi se ne può parlare.

Mark Jenkins
Mark Jenkins
3 mesi fa

Le donne odiano l’espressione “potere sessuale” perchè lo detengono solo loro e non vogliono che se ne parli in questi termini. Chi è privilegiato non vuole che si parli del suo privilegio.

Sandokan83
Sandokan83
3 mesi fa

Parimenti a quanto evidenziato nell’articolo, bisogna sottolineare come il numero delle donne vittime di violenza in Italia sia tra i più bassi d’Europa e quindi del mondo (fonte Istat: https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/omicidi-di-donne) e da anni in diminuzione.
Tuttavia, soprattutto negli ultimi anni si è dato spazio pubblico e mediatico a manifestazioni contro la violenza contro le donne, che hanno dipinto una realtà completamente inventata ed immaginaria, che individuava nell’Italia uno dei Paesi dove il problema era più urgente, e nel suo retaggio patriarcale la supposta causa prima.
Negli ultimi anni ogni singolo, per quanto umanamente inaccettabile ma statisticamente irrilevante, caso di violenza su donna ha avuto eco mediatica enorme e sproporzionata. I richiami dell’attuale presidente della Repubblica e soprattutto della precedente presidente della Camera, che ne fece la sua (unica) battaglia politica sono stati e sono all’ordine del giorno, così come le manifestazioni -tipo quelle delle cd. “scarpette rosse”- contro la “violenza di genere”, in realtà sempre e solo intesa come violenza contro le donne da parte degli uomini. E mai come il suo contrario.
Il risultato è che gran parte degli italiani oggi pensa che la violenza sulle donne sia un vero e proprio endemico problema sociale. Teoria non supportata però dalla realtà dei numeri. C’è chi ha costruito intere carriere politiche su una vera e propria menzogna. Contribuendo al lavaggio del cervello di milioni di menti.

Unutente
Unutente
3 mesi fa

Gran bell’articolo. Fa senz’altro piacere poter respirare su questo blog boccate di onestà intellettuale e leggere pensieri avulsi dalla solita retorica mononeuronica che si identifica in special modo nel femminismo. E fa anche piacere leggere commenti di donne che, magari non condividendo tutto, si pongono aperte al dialogo e al confronto.
È vero, mediamente un uomo non può conoscere cosa significhi vivere sulla propria pelle i risvolti negativi dell’essere donna, ma anche una donna non conosce quelli maschili.
Credo che molte abbiano in testa la figura dell’uomo bello e di successo e pensino a quanto sia vantaggioso essere uomini, ignorando però la condizione della maggior parte di noi, che passiamo l’esistenza appunto ignorati.
Quanti ne conosco, che tra i 20 e i 25 anni (o anche i 30), non hanno avuto nessuna esperienza sessuale, anche persone normalissime. Anni in cui si hanno meno soldi, meno status, mentre le ragazze sono nel pieno del loro potere sessuale.
L’esempio finanziario calza a pennello, è come se un ricco dicesse ad un povero:”beato tu che sei povero e non devi preoccuparti di essere derubato”
Ragazze in pantaloncini inguinali che si lamentano di venire fischiate per strada, davvero preferirebbero l’invisibilità? Se così fosse, perché non vanno in giro coperte dalla testa ai piedi? Significa che in ogni caso i ricavi sono superiori alle perdite. Semplice finanza.
Oppure sapere che così come sei non esisti, non avere mai gli occhi addosso di una ragazza che vuole venire a letto con te senza che tu abbia fatto nulla per lei, ma semplicemente perché è attratta. Cosa remota per la maggior parte degli uomini, checché ne dicano i vari PUA.

Pino59
Pino59
3 mesi fa

Articolo perspicace e coraggioso. E’ da anni che seguo il dibattito sui diritti maschili eppure non mi ero mai soffermato a riflettere sul fatto che il rischio di essere violentate è il prezzo che le donne devono pagare per il loro maggiore valore, e quindi potere, sessuale. Questo maggior potere, come l’articolo discute, comporta numerosi vantaggi che compensano il pericolo dello stupro. Molto azzeccato il paragone con il ricco e il povero. Il ricco corre maggiori rischi di truffe e rapine mentre il povero non può essere derubato di niente. Ma non per questo si deve pensare che il ricco sia una vittima, tant’è che potendo scegliere quasi tutti preferirebbero essere ricchi.
Alla base del ragionamento c’é l’ipotesi che lo stupro sia motivato da un desiderio sessuale che non si riesce ad appagare consensualmente (in realtà l’unica ipotesi necessaria è che a essere stuprate siano soprattutto le donne più sessualmemnte attraenti, ed è verificata dal grafico). Questa ipotesi è stata contestata negli ultimi decenni a partire dal libro “Against our will” della giornalista femminista Susan Brownmiller, secondo la quale lo stupro sarebbe una questione di potere, non di sesso. Più precisamente l’affermazione che si trova già nel primo brevissimo capitolo, l’unico che ho letto, è che lo stupro è l’arma intimidatoria con cui noi uomini terremmo collettivamente le donne in uno stato di paura. Come orami accade da decenni, gli uomini, soprattutto gli intellettuali, si sono inchinati davanti alla femminista e hanno accettato le sue conclusioni ma c’é anche chi ha osservato che in 45 anni non è stata trovata nessuna prova empirica a sostenerle. Per esempio, questo articolo di due sociologi che tra l’altro riportano e utilizzano lo stesso identico, illuminante grafico utilizzato dal Redpillatore:
https://quillette.com/2016/01/02/to-rape-is-to-want-sex-not-power/?v=322b26af01d5 e che conseguentemente concludono che il violentatore è mosso da un desiderio sessuale, seppure soddisfatto in maniera brutale e illegittima.
L’uso della parola “privilegio” nel titolo è provocatorio e temo che susciterà molte reazioni ostili, soprattutto se passa il ddl Zan su omofobia e misoginia, ma l’articolo è chiarissimo nel suo contenuto e non condona in nulla gli stupratori.

Pierpaolo
Pierpaolo
3 mesi fa

Ottimo articolo che non giustifica affatto lo stupro, come qualcuna ha voluto far credere, ma che si focalizza sul potere sessuale delle donne che è molto superiore a quello degli uomini.

Claudia
Claudia
3 mesi fa

Salve signori,
Ma…siete impazziti per caso?! lo sapete che se passano di qui le femministe invasate rischiate di trovarvele sotto casa armate di forcone per quel che andate dicendo?!

Sono una donna anch’io, di quelle “non proprio bellissime”, non addirittura una racchia ma abbastanza insignificante da non attirare granché l’attenzione degli uomini.
Nonostante ciò, ho avuto la fortuna di incontrare il ragazzo giusto che mi ama per quello che sono e non potrei essere più felice di così.

Il mio è un bravissimo ragazzo e sono sicura che molti di voi lo siano altrettanto.
Ecco perché mi dispiace quando le donne, semplicemente esagerano.

Mi spiego: ai miei occhi uno stupratore è un essere nauseabondo e meschino.
Uno stupro è uno stupro e per tale va inteso e punito.
Per uno stupratore persino una donna poco attraente come lo sono io, risulterebbe probabilmente appetibile per raggiungere l’obiettivo.

Ecco perché sono d’accordo con il video di sensibilizzazione proposto in Ungheria.
Non perché una donna che si ubriaca e incontra lo stupratore se la sia voluta, bensì perché per quanta attenzione, sensibilizzazione o inasprimento delle pene possiamo metterci, l’individuo che trasgredirà si incontrerà sempre.
Meglio evitare allora comportamenti potenzialmente pericolosi.
Questo unito alle azioni anti-stupratori potrebbe se non risolvere il problema, almeno attenuarlo.

A parlare così però, le “femministe folli” sono le prime ad asfaltarmi perché secondo il mio ragionamento sono “retrograda” e “complice”, considerato che le donne devono invece fare quel che pare a loro, quando e come vogliono, senza correre rischi di alcun genere ed è la mentalità della gente tutta, a dover cambiare per forza.
In un mondo ideale vorrei che fosse possibile ma nel mondo reale, so che apportare un cambiamento radicale in simili esemplari appartenenti all’umana specie è impossibile.

Ciò detto, mi spiace che per colpa di pochi a subire siano in molti.
Ormai gli uomini diventano colpevoli anche soltanto per aver incrociato lo sguardo di una donna se montata di testa.
Troppo spesso leggo commenti di donne che hanno semplicemente frainteso o esagerato situazioni che meritano la metà dell’indignazione.

Un conto è una minaccia, qualcosa di tremendamente offensivo e volgare, le mani addosso senza consenso…ma con tutta questa campagna delle “femministe pazze 2.0”, molte volte mi chiedo se fossi io un uomo, quale atteggiamento dovrei adottare con le donne per non rischiare di essere additato come un maniaco.

Iniziative come il #metoo ad esempio, partono spesso con uno scopo nobile e giusto per poi trasformarsi in opportunità acchiappa attenzioni e like.
Con l’esito che insieme agli uomini sempre più additati, a pagarne le conseguenze siano proprio quelle donne che una violenza l’hanno REALMENTE vissuta e probabilmente non la sbandierano per i social. Vere tragedie mischiate alle troppe sciocchezze che si sentono in giro finiscono con l’essere banalizzate.

Perché le donne fanno questo? non lo so. Presumo che sentirsi “oggetto d’attrattiva + adorabile vittima” sia motivo di vanto in una società sessualizzata e stereotipata come la nostra.

Signori, cos’altro posso aggiungere?
Le raccomandazioni di nonna Mariuccia: siate sempre gentili con le donne, trattatele con rispetto, l’educazione è tutto.
A costo di apparire ottusi, se una donna suscita in voi del desiderio accertatevi sempre della sua accondiscendenza prima di prendere qualunque iniziativa.
Un complimento garbato è preferibile a un “bella gnocca” e simili.

Se una donna però vi accusasse ingiustamente o vi trattasse come zerbini, difendete la vostra dignità e PIANTATELA IN ASSO. Chissà che non scenda dal piedistallo.

Lo so…forse sono idee superate ma se fossi uomo, probabilmente sarebbero le armi che sfodererei.

Claudia.

Luca
Luca
3 mesi fa

Il senso dell’articolo è dunque riassumibile in questa frase:
– Il privilegio che un uomo ha di non essere stuprato è lo stesso privilegio che un barbone ha di non essere derubato. –

Gli zerbini dovrebbero recitarla tutte le sere prima di addormentarsi!

Gus
Gus
3 mesi fa

@Redpillatore

Ho visto che sono spariti i commenti a questo articolo che erano invece presenti nella versione precedente del sito; siccome questo post è un capolavoro, mi chiedevo se non riuscissi a recuperarli, a testimoniare il successo che ha riscosso la discussione di questo controverso (ma utile ad evidenziare l’ipocrisia della società attuale) tema

Osservatore Romano
Osservatore Romano
3 mesi fa

Quest’articolo farà storia.
Nessuno ha mai avuto le palle di scrivere cose del genere, benchè molti dotati di capacita di analisi e onestà intellettuale siano arrivati a pensarle, in quanto è la REALTÁ dei fatti.

Sostegno al Redpillatore sempre.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Le tonneh dovrebbero guardare meno Amici e più Law&Order SVU e capirebbero come minimizzare i rischi che invece corrono incoscientemente ogni finesettimana.

Gino
Gino
3 mesi fa

Episodio di questi giorni a Milano, una 54enne va con un 60enne in un parco in pieno giorno e inizia a bere fino a quando perde conoscenza e l’uomo comincia a palpeggiarla. Si aggiungono altri due balordi ma la violenza non viene consumata fino in fondo grazie all’intervento di un passante che allerta il 112. Alcune considerazioni…
1.Conosco il parco, è molto frequentato, quindi immagino che la donna abbia consapevolmente deciso di raggiungere una zona più isolata.
2.Non c’è bisogno di andare in un parco frequentato anche da bambini per ubriacarsi (poteva farlo a casa).
3. Va bene bere una birretta per rinfrescarsi, ma se svieni o reggi veramente male o sei un’alcolizzata.
Nulla giustifica nessuna violenza, ma tre coincidenze fanno una prova. La prova che poteva evitare di mettersi in questa situazione.

Red Hawk
Red Hawk
3 mesi fa

“Vogliamo realmente provare a fare qualcosa? Cerchiamo un modo per migliorare la condizione sessuale maschile. Diamo agli uomini la stesse possibilità di vita sessuale che hanno le donne.”

Non accadrà mai per ragioni biologiche, prima che per ragioni sociali. Inutile fantasticare sull’impossibile. La soluzione migliore, ma comunque parziale, è lo sdoganamento legale, ma soprattutto psicologico e morale del sesso a pagamento. E’ vero che comunque si avvantaggiano le donne con i soldi, ma il vantaggio è quantificato e controllabile e inoltre si genera concorrenza tra le donne, invece che monopolio. Meglio di così non si può fare. Le donne hanno qualcosa che vogliamo. Facciamocene una ragione.

Feltrino
Feltrino
3 mesi fa

Conoscevo una ragazza che si divertiva a provocare i ragazzi e lasciarli in bianco. Tra le tante storie mi è rimasta quella dove lei era salita a casa di un tizio con cui era uscita e la lasciato in mutande sul letto. Lei era davvero divertita a raccontare questa storia io avevo una rabbia dentro e ho pensato subito a come si è sentito il tizio della storia. Purtroppo finché le donne avranno tutto questo potere sessuale di storie come queste ne sentiremo a bizzeffe.

Osservatore Romano
Osservatore Romano
2 mesi fa

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/09/12/news/sballo_risse_e_il_mito_dei_soldi_e_una_gang_di_sbandati_-267030401/

fallimento di genitori, femminismo, scuola e cattolicesimo (nonchè della prevenzione, ma quella non interessa a nessuno quindi tutto regolare)

Chinaski
Chinaski
3 mesi fa

Pensate che negli USA l’ accusa può diventare retroattiva. Una donna dopo aver fatto all’ amore in maniera consenziente e impudica può avere un cambio di idea postumo e dichiararsi ” non consenziente” e rovinare il malcapitato. Mike Tyson è finito dentro, ha perso il titolo mondiale e un bel po di milioni di dollari perché si è portato in camera d’ albergo ( quindi non ha fatto un agguato dietro un cespuglio) una “timorata di Dio” che si è vantata, in seguito con le amiche, della bravura di Tyson nel fare il cunnilingus.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Buffo che molte femministe siano favorevoli all’immigrazione incontrollata da paesi dove lo stupro è paragonabile a un raffreddore, nelle considerazione generale (ovvero un fastidio naturale di lieve entità che capita praticamente a tuttE)…

Cyberguy94
Cyberguy94
3 mesi fa

È bello perché prima le donne dicono di essere potenzialmente incel come un uomo e poi si lamentano degli stupri in ciò ammettendo che letteralmente una donna scopa anche se non vuole.

Tutti i problemi di una donna con gli uomini sono gli stessi problemi che ha un ricco in mezzo ai poveri delle favelas. Identici e paralleli.

Ottimo articolo. Non condivido solo il fatto che un uomo non possa essere stuprato. È sbagliato a livello fattuale e statistico. 

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Le donne hanno semplicemente rotto le palle. Inoltre il bisogno di affetto è più un bisogno loro che un bisogno dell’uomo. Un uomo, se non condizionato dalle stupidaggini e dai film Disney, sarà interessato a fare sesso. Magari anche ad avere una compagna, ma il concetto d’affetto per uomo e donna sono diversi.

Un uomo con personalità femminile HA PERSO. Sia che sia bello sia che sia normaloide, sia che sia brutto.

Quanto è bello guadagnare tanto, non avere rotture di scatole e 2 volte a settimana andare con una Escort da 8.

Gli uomini non capiscono un cazzo, hanno il cervello completamente andato.

Vedere certe donne piene di zerbini che si tirano a lucido per attirare la sua attenzione mi fa sganasciare dalle risate.

Come dice un mio amico: A me interessa la figa, delle donne non me ne faccio niente.

In merito allo stupro, concordo con quanto scritto. E soprattutto trovo calzante l’esempio della ricchezza, io devo stare molto più attento oggi che sono un manager che quando ero un pezzente. Appunto.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Certe donne dicono: “è colpa di voi uomini se noi donne abbiamo il potere sessuale – se voi foste più selettivi, allora il potere sessuale non esisterebbe”.
Tuttavia chiedere al solo uomo di essere più selettivo, ovvero chiederli di non farsi piacere una donna che invece a lui piace, significa chiederli di fare un sacrificio enorme, ossia di snaturarsi.
Certe uomini dicono: “è colpa di voi donne se noi uomini non abbiamo il potere sessuale – se voi donne foste meno selettive, allora il potere sessuale non esisterebbe”.
Tuttavia chiedere alla sola donna di essere meno selettiva, ovvero chiederle di farsi piacere un uomo che invece non le piace, significa chiederle di fare un sacrificio enorme, ossia di snaturarsi.

Pertanto, il potere sessuale femminile nasce da un concorso di colpa (naturale).

Cosicché, gli amanti della parità, se desiderano essere coerenti con se stessi, dovrebbero accettare che l’unico modo per sdoganare il potere sessuale (nella fattispecie femminile) è quello di valorizzare la monogamia e di punire l’adulterio (giusto in quest’ultimo precetto si è concretizzata la saggezza degli antichi. Religio docet).

Anonimo1
Anonimo1
3 mesi fa

Per l’autore del blog: non hai menzionato o parlato invece degli stupri inventati. Mi viene in mente quello famoso di Tyson. Lui 25enne all’apice del successo ricco e con la fama del playaboy che si fa 10 donne al girono. Una ragazza sale sulla sua limousine poi va nella sua camera dell’hotel alle 3 di notte, ci fa sesso poi lei “racconta di essere stata stuprata”. La botta finale alla cartiera di Tyson…. e ci sono tanti altri casi anche meno famosi…

Ocean's Viking
Ocean's Viking
1 mese fa

Concordo Red… Aggiungo che in alcuni paesi anglosassoni c’era un po’ di tempo fa la campagna di sensibilizzazione denominata “no means NO”, rivolta per lo più ai ragazzi delle superiori, a sottolineare che quando una ragazza/donna dice no è NO, e continuare a fronte del “no” configurerebbe automaticamente la fattispecie di stupro. Anche se questa col linguaggio del corpo ti fa intendere praticamente “sì”.
Alcune osservazioni in merito:
1) per lo stesso principio allora “yes means YES”, anche se il linguaggio del corpo suggerirebbe un “no” o comunque una certa ritrosia. E quindi la pena prevista per il “non stupratore” accusato ingiustamente, dovrebbe ricadere sulla “finta vittima”. Casi del genere ne sono succesi, e non oso immaginare le pene di quel poveretto che magari anche per un giorno solo è stato additato come stupratore. Non solo, ma una volta accertato che la tizia ha mentito non è detto che la società digerisca il fatto che le cose siano effettivamente andate così. Per cui su quel poveraccio aleggerà sempre e ingiustamente un’aria equivoca, che genererà diffidenza presso le persone più ottuse e credulone della società (che non sono poche), poichè si dirà “effettivamente lo hanno scagionato, però secondo me di qualcosa deve essere colpevole”;
2) come definire il “ni”? Questo perchè spesso le ragazze non dicono nè un “no” secco, nè un “sì” secco, ma preferiscono giocare al “io vorrei, non vorrei ma se vuoi”. Effettivamente è assurdo pensare che prima di scopare due si mettano a compilare un modulo di liberatoria dove la “sottoscritta XY dichiara di accettare la prosecuzione dell’atto sessuale” con tanto di firma e di immancabile ulteriore modulo per il trattamento dei dati personali. Oppure se sia necessaria una cerimonietta con officiante e testimoni dove lui chiede a lei “mi vuoi scopare?”;
3) perizia medica unica via. Laddove una sia stata vittima di uno stupro (vero o inventato) deve subito sottoporsi ad un esame vaginale (poichè i segni dello stupro sono di solito evidenti). E questo va fatto TEMPESTIVAMENTE, non dopo decenni come ha fatto Asia Argento (e magari con tanto di cene al lume di candela postume e rapporto idilliaco col presunto stupratore anche anni dopo il presunto misfatto). Ladodve non sia clinicamente accertabile lo stupro, lo stupro è inesistente. Questo dovrebbe sensibilizzare le donne a denunciare SUBITO (ed evitare così che un maniaco giri a piede libero per mesi/anni) e inibire le zoccolette in cerca di notorietà ad accusare gente magari innocente. 

Anonima
Anonima
3 mesi fa

Interessante il grafico inserito sugli abusi sessuali. Effettivamente, il picco corrisponde a quanto è accaduto a me (abusata sessualmente, non stuprata) da parte di un conoscente di famiglia dagli 11 ai 14 anni, e non ho parlato per paura dello scandalo e di perdere l’affetto delle persone legate al molestatore. Sono riuscita a sfuggire dalle sue grinfie da sola, ma che fatica portarsi dentro questo trauma…

In ogni caso, si ribadisce il discorso che, se c’è una correlazione diretta, è con l’ingenuità e la sprovvedutezza delle ragazze, legata alla giovane età, e con la nequizia del molestatore/violentatore nell’approfittare di queste condizioni. Se il picco degli abusi è tra i 10 ed i 14 anni e degli stupri tra i 15 ed i 19, ci sarà forse una correlazione anche con l’attrattività delle ragazze, ma non credo sia da trattare come colpa e neanche come privilegio. Il privilegio di essere pesantemente molestata dal punto di vista sessuale me lo sarei proprio risparmiato, tenendo pure conto che in quello stesso periodo ho subito rifiuti davvero sgarbati e derisioni da parte dei ragazzi. Non voglio generalizzare il mio caso, però riflettendoci mi viene da pensare che non ci sia una correlazione diretta con la bellezza (non credo che sia determinante per i malintenzionati).

Penso che però ci sia una correlazione sicuramente con l’ingenuità e la sprovvedutezza, e con il fatto che di solito i “colpevoli” sono molto bravi ad individuarle ed a lavorare su esse, soprattutto se c’è pure qualche altro ulteriore disagio. Magari parlare di questo ai fini della prevenzione potrebbe essere più sensato che definirlo privilegio o anche solo una conseguenza del potere sessuale femminile sarebbe più utile e sensato.

MarcoC
MarcoC
3 mesi fa

Oggi ho sentito un interessante video di una femminista diversa dalle altre in cui si parlava di privilegi maschili, e faceva notare come in realtà è il concetto stesso di “privilegio” a essere fallato.
Le frange arcobaleno/LGBQT più radicali vedono nell’uomo bianco etero un privilegiato perchè non può essere vittima di stupro, perchè non osteggiato per il colore della pelle, non deriso per le sue preferenze sessuali, e via discorrendo.
Da lì tutta l’acredine che riversano su qualsiasi uomo interagisca con loro, sbagliato e colpevole solo perchè dotato di un pene.

Il concetto è che tutto questo non è un privilegio. E’ la normalità.

Hai fatto l’esempio della ricchezza.
Un ricco rispetto a un barbone è un privilegiato, ma lo è anche rispetto al medioman che ogni mese deve fare i conti con bollette, mutuo assicurazione da pagare. Un ricco è privilegiato perchè non deve fronteggiare quei piccoli e grandi problemi che il 95% della popolazione deve invece affrontare.
Questo è un vero privilegio, perchè ti collochi in una fascia di popolazione che si erge ben al di sopra della normalità.

Ma essere maschi, e in quanto tali non passibili di stupro, mica è un privilegio. E’ la normalità, la media della popolazione non subisce alcuno stupro.
Quindi il problema non è il privilegio, ma il reato. Il caso singolo, non la categoria “uomini”.

Ogni volta che sento parlare di “cultura dello stupro” mi viene da sbellicarmi dal ridere. Come se chi stupra una donna abbia un qualche fondamento ideologico che giustifica il suo gesto.
Chi stupra una donna non ha alcuna cultura, spesso è una scheggia impazzita che nemmeno è a conoscenza delle campagne antiviolenza. Emarginati, immigrati, uomini senza niente da perdere. Che cultura possono avere questi soggetti?
Un caso a parte sono tutte quelle ragazze che dopo aver assunto alcol e sostanze illecite, finiscono a far sesso sui sedili posteriori di un’auto o nei bagni di un locale, ma lì è difficile stabilire il confine tra consensualità e violenza.
Se invito in discoteca una ragazza che mi piace da tanto tempo ma lei mi vede solo come un amico, durante la serata lei alza il gomito e/o assume sostanze che abbassano i suoi freni inibitori, e alla fine con due paroline e due moine riesco a tirarle giù gli slip, sono uno stupratore?
E se la stessa cosa la fanno due ragazzi conosciuti lì al locale? Sono entrambi stupratori?

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Il “vantaggio sessuale” della donna di cui si parla (a parte che ci sono sopravvissuti a violenze di genere maschile) che è in questa società trattata al pari di un oggetto violabile, è un “””vantaggio””” (non basterebbero migliaia di virgolette) che rende impossibile per qualsiasi donna vivere qualsiasi ambito della sua vita senza essere sessualizzata. Non si parla di intelligenza, forza, creatività, umanità ma solo del proprio corpo come oggetto di altri. Esattamente come parlare di un comodino. O ancora peggio. Rispondere a questo articolo è quasi un insulto, ma è un dovere. Se lo stupro è un vantaggio farsi sparare in testa è una favola! Lo stupro e le molestie in generale ti rendono la vita una merda, colma di ansia, paura, in molti casi depressione, suicidio. Scrivere cazzate così pesanti e degradanti per ogni sopravvissuta/o ad un’aggressione sessuale è un disonore. Un gran peso che spero vi portiate appresso. La violenza non è solo fisica ma sono anche le parole,anche ciò che si diffonde su internet senza firmarvi. Auguro a chi ha scritto questo e a chi commenta in modo altrettanto becero, schifoso, violento di provare amore, un giorno, anziché rabbia. 

RobyRoby79
RobyRoby79
3 mesi fa

Gentile Redpillatore,
ho letto con interesse questo suo articolo e da donna, non so se possa sembrare strano, ma non nutro rabbia né orgogli da difendere ma l’ho ascoltato sinceramente senza pregiudizi, senza femminismi o simili, forse perché come persona amo ricercare il vero, capire le cose se possibile, senza ipocrisie e sotterfugi, resistenze e condanne o auto-condanne. Dunque posso dirle che il suo articolo è per mio gusto più interessante pure di tante retoriche femministe e le dico, io ho vissuto e sentito pienamente questa società e la misoginia che è permeata molto nella stessa. Infatti, so che mi capirà perché estremamente intelligente e acuto, un problema o anche una semplice questione non esclude per forza un’altra diametralmente differente (o si presume differente) e ne converrà gentile amico, che lei scriva in un blog prezioso sui soprusi femminili o su condizioni maschili che io per prima non oso negare anzi, non nega in automatico che la cultura dello stupro comunque esista e sussista. Si definisce anche una complessità o ricchezza di situazione, sfaccettature, la chiami come desidera, sono facce ambo di una stessa medaglia: Il sopruso sull’essere umano, il raggiro, il non poterli risolvere i problemi poiché presi tutti o quasi a vedersi in fazioni opposte, forse per vissuto personale deluso, o altro non saprei non è certo il punto prioritario. Capisce che per onestà intellettuale Redpillatore ha bisogno di osservare anche il rischio dal suo articolo di promuoverlo lo stupro, e questo non avvalora affatto il suo intento di parlare delle repressioni che subiscono in altro modo innegabilmente anche gli uomini. La getta semmai a tutta impressione tra coloro che seducono le frustrazioni maschili e la accarezzano versopelo forse per ottenere visibilità e like ma questo non lo so assolutamente dire.
Valuterò da una sua risposta che attendo con fiducia.
P S. Forse di violenze femminili se ne può parlare proprio perché le donne iniziarono a parlare di violenza. Non lo dimentichi se è persona umile e capace di pensiero da come vedo.
Roberta:)

T.W.
T.W.
3 mesi fa

Ho letto il tuo articolo abolendo i pregiudizi (che avevo a causa dei tuoi lettori), e mi sono trovata d’accordo soprattutto sul concetto di mondo imperfetto, in cui ci deve essere prevenzione anche da parte di una potenziale vittima. Sarebbe bello che la criminalità cessasse di esistere, ma non è così.

Ci sono alcune cose che però mi lasciano perplessa:

1 – Il modo in cui parli delle donne (e anche degli uomini) è molto generale. Non so se tu ti riferisca alla “donna media” dall’inizio alla fine, ma il ritratto che ne fai non è realistico. Ci hanno inculcato per anni certi concetti che stanno piano piano scomparendo, soprattutto nelle persone e nelle donne che studiano e hanno accesso ad una cultura. Il discorso che fai alla fine non si applica né a me né a tante altre donne che conosco, che non si fanno offrire cene né vacanze, che non vogliono regali o dipendere totalmente da qualcuno.

2 – Essere donna non mi ha mai fatto percepire nessun tipo di superiorità. Nella mia esperienza, i privilegi che ho in quanto donna sono dovuti ai camerieri uomini, ai baristi uomini, agli impiegati uomini. Il mio ragazzo, che è bello ma non un modello, riceve gli stessi privilegi dalle commesse donne, dalle cameriere donne e dalle bariste donne.

3 – Nella mia esperienza, non ho mai provato meno attrazione sessuale per gli uomini di quanta ne provassero i miei amici per le donne. Ed eravamo ugualmente selettivi. La differenza tra me e loro era la mia paura. Io sono più bassa e più debole di un uomo. Il rischio di sbagliarmi e andare con un uomo che potesse farmi del male o costringermi con la forza a fare cose indesiderate è sempre stato un freno che i miei amici uomini non avevano. Questa è una cosa che pochi tengono in considerazione. E inoltre ho trovato tanta ignoranza in fatto di orgasmo femminile.

Faccio una critica al tuo stile: screditare la tesi di qualcun altro non vuol dire parlarne in modo denigratorio. È un linguaggio che forse si adatta ad un buona fetta del tuo pubblico (ammetterai che alcuni dei commenti che ricevi sono aberranti, anche se ti danno ragione), ma trovo che sia fuori luogo! 

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

“All’italiano medio non passa minimamente per la testa di violentare qualcuna perché sa che così distruggerebbe sia la sua vita che quella della sua famiglia”

Quindi secondo te le persone non commettono stupri solo per le conseguenze, non perché è una cosa sbagliata?

Capisco che vuole essere un articolo provocatorio, ma a mio parere hai superato il limite. Intanto ci sono tanti uomini che subiscono stupri, e tu hai negato completamente questa realtà. E poi quando si parla di argomenti così delicati sarebbe meglio evitare di avere un tono così leggero e superficiale e di fare certi paragoni infelici con esperienze completamente diverse (come i furti). Ti ricordo che può leggerti anche una persona (anche UOMO) che ha subito davvero un trauma così, quindi potresti dimostrare un minimo di rispetto nel trattare questo tema, a prescindere dal pensiero di fondo 

Federica
Federica
3 mesi fa

Perché, secondo te, se si riuscisse ad ottenere un potere sessuale maschile la donna si lamenterebbe di non essere più stuprata? Si lamenterebbe di poter concedersi un bicchiere in più o si lamenterebbe di poter camminare per strada, di notte e anche di giorno? Non ti farò nessuna predica femminista, non la leggeresti nemmeno, semplicemente il tuo articolo non ha senso. E fa semplicemente schifo.

Lisa
Lisa
3 mesi fa

E comunque è un gioco maschi vs femmine. Non credere che a noi faccia piacere essere scopate e poi dimenticate, n’è una chiamata né un messaggio il giorno dopo. Vergogna

giovanni
giovanni
1 mese fa

“la maggiore probabilità di subire uno stupro coincida con il l’età in cui una donna è al massimo della sua attrattività”
tra i 10 e 19 anni (le fasce d’età dei due picchi di reato)? Il massimo dell’attrattività per un pedofilo, forse…

Marta Nizzero
Marta Nizzero
3 mesi fa

Sarebbe interessante che il redattore di questo “pezzo” (e anche chi lo supporta, sia chiaro) potesse farsi valutare da uno psichiatra. Diciamo che già nelle prime due righe, pur non essendo uno specialista, posso trarre con assoluta certezza le seguenti conclusioni: 1- per riuscire a portarsi a letto una ragazza il suddetto avrebbe la sola opzione Di stuprarla, e ha talmente voglia di figa ed è talmente disperato che cerca, in qualche modo, di rendere la cosa accettabile, prima di tutto a se stesso verosimilmente per farsi meno schifo. 2- il motivo per cui nessuna sana Di mente gliela darebbe è perché è un malato pervertito insicuro Di se, probabilmente anche dotato Di micropene (che comunque rimarrebbe il minore del suoi mali), verosimilmente anche brutto come la morte e di compagnia allo stesso livello di un paguro, tranne dietro la tastiera, li, ragazzi, diventa un vero leoncino arruffato. 3- Dalla scrittura arrogante, probabilmente ha una vita così vuota da potersi permettere e persino convintamente Di perdere minuti (Spero, perché se ci ha messo Di più è anche decisamente rallentato) della propria vita a scrivere Di quanto gne gne le donne sono fortunate uffa uffa perché hanno la vagina e non me la danno e adesso vi spiego perché dobbiamo prendercela con la forza come si faceva nel paleolitico perché si, io sono rimasto a quei tempi! Povero te, caro redattore Di questo disagio, e tutti coloro che poveretti ti corrono dietro, infelici ed insicuri quasi quanto te (anche se forse per loro la speranza c’è!). Prima che qualcuno si ponga il problema, non ho letto tutto l’articolo perché mi è venuto il vomito circa a metà e neanche tutti i commenti, stesso motivo. Sono qui solo perché mi è stato chiesto di partecipare a una massiccia segnalazione Di questo schifo, e ho partecipato volentierissimo! Pregate che le vostre madri, figlie, sorelle, mogli (poracce) non debbano mai venire a sapere che avete partecipato a questa delirante marachellata.

Anonima
Anonima
3 mesi fa

Pur comprendendo che si tratta di una provocazione, stavolta a mio parere si è andati un po’ troppo oltre. Dire che un articolo simile manca di empatia per chi ci è passata è, a dir poco, poco (scusate il gioco di parole…).

Una precisazione per l’autore e su quelli che hanno citato certi casi del mondo dello spettacolo: attenzione a tirare in ballo le statistiche. Ci sono molte donne che subiscono stupri, molestie ed abusi sessuali che NON denunciano; talvolta per scelta personale, ma altre perché consigliate in tal senso da chi sta loro vicino. Qui mi pare che si dia per scontato che, se non si denuncia o se non lo si fa subito, è perché si ha come minimo qualcosa da rimproverarsi. NON è sempre così. Talvolta non si denuncia perché si ha timore di portare discredito ai propri familiari, di rivivere il trauma, di subire le morbose attenzioni mediatiche o anche solo dell’ambiente intorno. Insomma, la mala fede qualche volta ci può anche stare, ma dare per scontato che sia la regola o almeno la maggior parte dei casi non corrisponde a verità e non è neanche giusto. I casi (soprattutto in un paese come l’Italia) in cui non si denuncia e si avrebbe titolo per farlo di sicuro non sono meno di quelli in cui lo si fa senza fondamento come ritorsione.

Poi sul fatto che prevenire sia meglio che curare e che evitando certe situazioni si possa forse contenere (NON eliminare) il rischio che accadano certi tristi fatti sono d’accordo. Sul COME far passare questo messaggio in modo che sia allo stesso efficace e non fastidioso se ne può parlare.

Anonimo
Anonimo
3 mesi fa

Buongiorno a tutti,
avendo studiato Criminologia, vorrei dare il mio contributo.
1) non è vero che lo stupro risponda a un bisogno sessuale insoddisfatto.
Se così fosse, dovremmo aspettarci una prevalenza degli Incel fra gli stupratori, quando invece le statistiche dicono che quasi sempre si tratta di persone che hanno (o hanno avuto) una compagna.
2) L’attrattività gioca un ruolo secondario nello stupro, che invece rappresenta fondamentalmente uno strumento di potere.
È una manifestazione di controllo completo sulla vittima, ridotta a oggetto in totale balìa dell’aggressore.
È un crimine che appaga non il desiderio sessuale (se non accidentalmente), ma il bisogno di sentirsi onnipotente.
Non a caso, sin dalla notte dei tempi (il ratto delle Sabine), lo stupro si accompagna alla guerra proprio perché è una forma di sottomissione e umiliazione (in questo caso, del popolo sopraffatto).
Nelle dittature viene adoperato anche come strumento di tortura, proprio per la sua capacità di distruggere psicologicamente la vittima.
Non è nemmeno vero, d’altra parte, che la vittima sia necessariamente donna, visto che anzi le violenze sessuali compiute da uomini su uomini esistono eccome.
Tra l’altro spesso perpetrate da individui assolutamente eterosessuali, a conferma del fatto che l’attrattività c’entra ben poco.
Il profilo dello stupratore è quello di un individuo con autostima traballante (ma solitamente coniugato) che sente la necessità di affermare sé stesso annichilendo la propria vittima.
Perché, occorre precisarlo, lo stupro è molto più di un semplice rapporto sessuale doloroso o violento; rappresenta appunto una forma di umiliazione e distruzione psicologica della vittima.
Che non a caso prova vergogna e tende a non raccontare quanto avvenuto.
Concludendo: è sicuramente vero che le donne hanno un potere sessuale sconosciuto agli uomini; ciò però c’entra molto incidentalmente con il reato di violenza sessuale, che ha una struttura e ragioni infinitamente più complesse e profonde.
Mi scuso per la lunghezza del commento, ma ho cercato di essere il più sintetico possibile. 

Ciccio
Ciccio
2 mesi fa

Sono un po’ perplesso: nell’articolo, se non ho capito male, si dice che alla base dello stupro ci sono l’attrattività e un bisogno insoddisfatto.
È soprattutto questa seconda causa che mi lascia perplesso.
Non è che l’identikit dello stupratore tipo sia quello dello sfigato che non scopa…
Per non parlare delle violenze sessuali che si registrano in guerra.
I soldati marocchini che violentarono le donne (e persino gli uomini…) dei villaggi appenninici durante la seconda guerra mondiale non erano mica degli Incel.
E lo stesso vale, ad esempio, per gli stupri di massa verificatisi in ex Jugoslavia, in Rwanda o in Darfur…
Penso che più che altro sia una forma di dominazione di un individuo sull’altro o addirittura di un popolo sull’altro.
I bisogni insoddisfatti secondo me c’entrano poco.