18/07/20

La Pillola più Amara


La Persistenza della Memoria - Salvador Dalì (1931)

Era la sera di due lunedì fa.  Per celebrare Ennio Morricone, in TV davano C'era una volta in America. I miei guardavano il film in salotto, mentre io già dormivo perché mi sentivo più stanco del solito ("Sono andato a letto presto" cit.). Brutti sogni disturbano però il mio sonno, e verso mezzanotte mi sveglio. Mi alzo, vado verso la cucina per prendere un bicchiere d'acqua e trovo mio padre contorto sul divano da un forte dolore. Dice di avere una terribile fitta al cuore che coinvolge anche la gola. La cosa mi suona maluccio, e io so che incamminarsi verso i cancelli di San Pietro con il Deborah's Theme in sottofondo ha un che di poetico, ma organizzare funerali non è proprio il mio hobby preferito,  per cui lo esorto a salire in macchina e corriamo all'ospedale. E' così che ha inizio la peggiore nottata della mia vita.

Un'ora dopo sono ancora nella sala d'aspetto del Pronto Soccorso, attendendo qualche notizia. Mi chiama l'infermiere di turno dicendomi di andare a casa perché ne avranno per parecchio e di ripassare per le 7, a meno che non mi telefonino loro, questo in caso la situazione fosse peggiore del previsto.
Rientro a casa e provo a dormire qualche ora, sperando che non arrivi nessuna chiamata, ma non c'è verso di chiudere occhio. La tensione per quanto mi è appena capitato è davvero troppo forte. Alle 4.50 del mattino squilla il cellulare. "Suo padre ora sta bene, ma i medici hanno deciso di tenerlo comunque sotto osservazione perché ha qualche parametro fuori posto. Può passare a trovarlo più tardi.". La notizia non è delle migliori, ma almeno l'appuntamento con l'obitorio pare rimandato ed è già qualcosa.
Poche ore dopo, nella stanza dove il mio vecchio è ricoverato e già si sta lamentando di dover pisciare dentro un pappagallo, la dottoressa mi spiega che dalle analisi del sangue risulta esserci stato un danno al cuore, probabilmente a causa di un'arteria occlusa. Dovranno quindi operarlo: angioplastica. Un'operazione sviluppata nel 1977 da Andreas Grüntzig, tedesco pazzo rifugiatosi in Svizzera perché in Germania non vedevano di buon occhio questa sua idea, che consiste nel riaprire le arterie dall'interno infilando un tubicino flessibile con all'estremità un palloncino che viene poi gonfiato una volta giunto al livello del segmento occluso.
Oggi è un'operazione molto diffusa e viene integrata anche da degli stent (protesi in maglie di metallo a forma di tubicino che vengono poste sul punto dove l'arteria si è ristretta per tenerla aperta), però è pur sempre un intervento invasivo che ha i suoi rischi ed è un po' difficile prenderla con tranquillità.
Andreas Grüntzig

Nel pomeriggio portano mio padre in sala operatoria. L'intervento ha successo, ma quando l'indomani vado a trovarlo mi dice che c'è anche un'altra arteria da operare.
Sono giorni snervanti per me e comincio anche a diventare un po' paranoico e a sospettare che i medici non mi stiano dicendo tutta la verità.
L'apice della paranoia lo raggiungo il giorno presunto dell'operazione, quando arrivo all'unità coronarica e scopro che mio padre non solo non è ancora stato operato, ma è stato addirittura trasferito in cardiologia; un reparto che a vedersi è decisamente più inquietante del primo, dove i pazienti sembrano presi molto peggio. Arrivo nel preciso momento in cui lo stanno portando in sala operatoria, in una coincidenza che pare davvero un cattivo presagio. I miei tormenti per fortuna finiscono 5 ore dopo, quando alla visita seguente trovo il redivivo seduto sul letto che apre il contenitore di una disgustosa poltiglia di mela. Dalla faccia si capisce che avrebbe preferito crepare che mangiare quella robaccia, ma io tutta questa ambizione di diventare orfano al momento non ce l'ho e quindi lancio una benedizione all'anima di Grüntzig lassù e a chi per lui quaggiù, tirando un sospiro di sollievo.
Ora il clima è molto più disteso di prima. Mio padre è anche in vena di dibattiti sociologici del tipo "Parli sempre male delle donne e dici che sono schizzinose, ma il mio compagno di stanza ha il pannolone che gli cade e c'è una bella morettina di 25 anni che viene ogni volta a raccoglierlo amorevolmente".
Ed è così che nel Luglio del 2020 viene sviluppata la Shitpill, ossia quella teoria per la quale una donna preferisce cambiare pannoloni che andare ad un appuntamento con un uomo sotto il 7. Un fagotto ripieno di merda di vecchio ha un potenziale attrattivo maggiore di quello di un uomo nella media.
Comunque ora rido e scherzo ma vi assicuro che in questi giorni ho riso veramente poco e dopo questa esperienza mi sento molto più vecchio. E' come se quella poca spensieratezza rimasta avesse definitivamente ceduto il passo alle responsabilità e le ultime gocce di ottimismo fossero ormai finite disperse nel mare della disillusione. Sto ormai entrando in quella fase limbo tra giovinezza e vecchiaia.

Idealmente bisognerebbe nascere con le carte giuste, vivere al massimo e levarsi dai coglioni prima di finire a sguazzare nella mediocrità degli uomini dai capelli grigio topo.
Una vita alla James Dean o alla Paul Walker, per intenderci; vivi veloce, muori giovane e lascia una scia di lacrime miste ad umori vaginali dietro al tuo carro funebre; andandotene in maniera spettacolare come sei vissuto, su una Porsche schiantata a 150 all'ora, le lamiere sparate verso il cielo, restando giovane e bello per sempre nella memoria. Scenograficamente perfetto.

In pratica invece per l'uomo medio succube della sua genetica scadente, la vita è solo un'escalation di sfighe, che nei primi anni lui riesce a mimetizzare un po' alla buona, ma che appaiono in tutta la loro crudezza quando poi non può più nascondersi dietro alla condizione facilitante della giovinezza.

Nel blog do forse troppa importanza alle dinamiche giovanili, diciamo fino ai 30-35 anni, ma una volta spente le prime trenta candeline un uomo in occidente ne ha mediamente altre 50 da mettere sulla torta. 50 anni di cui metà passati fra acciacchi vari, solitudine, rimpianti e tempi vuoti in attesa di finire dentro una colombaia e l'altra metà nella misera condizione di schiavo sociale.

Quanto è patetica la vita dell'uomo comune di mezza età, fra un lavoro svilente che ti procura quattro soldi che non bastano mai, assicurazione auto, lavastoviglie da riparare, erba da tagliare, mobili ikea, vita sessuale ridotta alla vecchia cessa rompicoglioni di tua moglie, sempre se te la dà,  sempre se non ti ha piantato costringendoti a versarle l'assegno di mantenimento e non potendo quindi neanche andare a troie.
Incrociando al supermercato belle fighette ventenni che ti fanno viaggiare con l'immaginazione, ma che ti considerano come un essere asessuato al pari del loro padre e ti riportano alla realtà quando ti chiamano "signore".
Il massimo della gratificazione? Il Milan che vince la supercoppa delle coppe di 'sto gran cazzo e lo sprizzetto al bar con i soliti amici che conosci da trent'anni, tuoi fedeli alleati nelle imprecazioni contro il Governo e le tasse troppo alte.



E quello che viene dopo è peggio ancora. Un paio di anni fa, in una casa spersa nel centro storico di Venezia, hanno trovato il cadavere mummificato di un prof. di matematica. Era morto da 7 anni senza che nessuno se ne fosse accorto [1]. Ora notizie del genere fanno scalpore, ma fra qualche decennio state certi che saranno normalità. In Nord Europa lo sono già: guardatevi il documentario "La teoria svedese dell'amore", che descrive la situazione della società svedese, dove ormai la disgregazione della famiglia e l'individualismo sono tali che i vecchi muoiono soli e ignorati da tutti.

So per certo che non farò la vita di quei poveracci di mezza età bullizzati dalla moglie e pieni di grane di ogni tipo,  ma spero anche di non campare così a lungo da arrivare alla fase "cacca nel pannolone". La prospettiva di una vecchiaia in solitudine e malattia è qualcosa che mi terrorizza più della morte, senza contare che l'Italia fra 40 anni sarà probabilmente una fogna del terzo mondo tipo Venezuela, con i ragazzini che ti piantano una pallottola in testa per un paio di Nike. Per molti uomini però una vecchiaia di questo tipo sarà un'eventualità concreta da fronteggiare e benché si tratti di un fenomeno tutto contemporaneo, senza precedenti nella nostra società, nessuno sembra avere intenzione di parlarne.

E forse in effetti è meglio non pensarci, continuare a vivere nel presente ed evitare di allungare lo sguardo oltre certi orizzonti temporali per scaramanzia.
Fare finta di non accorgersi che quando ti fermi davanti al bar a guardare le epigrafi il numero di facce note è sempre più alto; che molte di quelle facce appartengono a persone anziane e malate che magari non vedevi da tempo ma che nella tua memoria erano rimaste, rimangono e rimarranno attive ed energiche; che quel tuo amico d'infanzia ormai è morto da quasi un ventennio; che il tuo corpo cambia e quelle ore che a 18 anni ti servivano a smaltire una sbornia sono raddoppiate.
Pare ieri che mio padre mi toglieva le rotelle alla bici e mi dava una spinta per farmi andare su due ruote, e invece stamattina gli ho ricordato di prendere le sue pasticche per il cuore.
Assistere allo scorrere del tempo e al progressivo deteriorarsi di tutto, sapere che la vita può solo peggiorare, ma al tempo stesso rimanere lucidi nella consapevolezza di non poter fare nulla per arrestare il declino, quella è la pillola più amara da ingoiare.



64 commenti:

  1. Ma posso dire una cosa? Perché tutti temono di finire vecchi e incapaci di saper fare le cose da soli? Perché temete di finire a farvi la cacca nel pannolone? Voglio dire, un vecchio non può essere autosufficiente? No? Perché un vecchio deve sembrare un essere alla stregua di un handicappato? Il posto delle donne sarebbe sì quello di assistere l'uomo nella sua vecchiaia in questo caso, ma se le donne occidentali sono quello che sono, tanto vale fare di necessità virtù e prepararsi a queste dure eventualità. Boh non lo so, io ho 28 anni e me ne danno pure dieci di meno a volte, e sì, so per certo che a meno di acchiappare malattie fulminanti e degenerative(tipo alzheimer o cose peggiori), sarò completamente autosufficiente e abile in vecchiaia. Incel? Sì. Ma non incapace. Un po' di virilità, per Dio, altrimenti è logico che le NP trovino scuse patetiche come frecce al loro arco del tipo "questi kua non zanno vivere zenza di noi xdxdxd".

    Spero di essere stato chiaro.

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    1. Chiarissimo. Intanto si capisce perchè te ne danno 10 di meno.
      Dopodichè dovresti sapere che più a lungo si vive più la probabilità di una malattia grave e potenzialmente invalidante aumenta (e non ci puoi fare nulla).
      Infine ti ricordo che l'inventore del jogging è morto d'infarto mentre faceva jogging: tu puoi prevedere i tuoi prossimi 50 anni con certezza?
      Certo che si può vivere senza la donna-badante accanto, ma è necessario che il resto della vita sia sano e stimolante per rimanere in attività dentro e fuori la testa. Mangiare bene e avere cura di se stessi costa parecchio e non tutti hanno M a sufficienza (così come non tutti hanno un buon DNA).

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    2. il problema é che ci saranno sempre malattie degenerative che ti tolgono autosufficenza, quasi sempre ernie discali e artrosi. vedrai farai fatica ad alzarti dal letto e camminare a piccoli passi se no male boia. vedrai. vedrai

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    3. Vabbè siete proprio duri di coccio.
      Boomers.

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    4. @Marco

      Scusami eh, ma che cazzo ci azzecca "Boomers"? Duri, ma di cosa? Hai capito che fine farai fra una trentina d'anni?

      Guarda che vecchio e malato ci diventa chiunque, madre natura ha programmato che ciò accadesse in tal senso, la vecchiaia non è fatta perché tu andassi in giro a saltare staccionate tipo pubblicità dell'olio cuore.

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    5. In realtà, molto si può prevenire / mitigare con il solo stile di vita. Gli Hunza superano spesso i cento anni di età e "muoiono in salute" per così dire, cioè stanno male solo gli ultimi giorni della loro vita. Qui in Occidente invece abbiamo tassi assolutamente anomali di cancro, diabete, malattie cardiovascolari, e si, anche malattie neurodegenerative!

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    6. Osservatore Romano20 luglio 2020 16:56

      @Carlo

      hai ragione ma per arrivare ai 100 la genetica è indispensabile E in più devi curare il tuo stile di vita a partire dai 30 anni quando il corpo smette di rigenerarsi. Chi a quell'età si preoccupa dei pannoloni che porterà 50 anni dopo? Pochi.
      Perchè nessuno si prepara per altro che non sia il weekend successivo (vedi redpillatissima canzone degli 883 - preceduta dall'altrettanto redpillata degli Iron Maiden).

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    7. Non è mai troppo tardi, è dimostrato che una vita sana con esercizio fisico, mangiando in un certo modo, senza fumo alcol e droghe, permette di poter vivere a lungo senza malattie in età avanzata.
      Tutto questo non è garanzia assoluta che non ci ammaleremo, ma è molto difficile che ciò avvenga.
      Se non lo conoscete guardate i video del professor Franco Berrino, epidemiologo di fama mondiale.
      Maurizio.

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    8. @anonimo
      ma quale dimostrazione! Nella scienza il verbo "dimostrare" ha un significato serio, molto serio. E in medicina, purtroppo, sembra che ci siano più 'tifosi' che uomini di scienza.
      Non è stato dimostrato proprio nulla! In natura s'invecchia per morire, no per stare bene. Ci sono rarità genetiche che consentono di stare bene fino a 100 anni. Ma sono appunto eccezioni.

      Gli animali vivono secondo natura, senza eccessi di alcool od altro: eppure invecchiamo e muoiono presto.

      Siamo noi esseri umani che non accettiamo la vecchiaia. E i risultati si vedono.

      C'è un solo modo per combattere la vecchiaia. Non invecchiare. Ma attualmente la scienza medica non ha trovato alcun trattamento in grado di farlo. Gli scienziati seri, quelli che fanno scienza, stanno zitti e calcolano, calcolano, e poi sperimentano senza trucco e senza inganno. Quelli che fanno il 'tifo' per le proprie idee, invece, parlano sui media, sui social, e addirittura nelle chiese, e magari non sanno neppure risolvere un'equazione di primo grado. E noi del popolo, purtroppo, tendiamo ad ignorare i primi e ad esaltare i secondi.

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    9. @Maurizio: grandissimo, sono anch'io un fan di Franco Berrino! :)
      Altro che depressione, pannoloni, e pillole amare, io ci metterei la firma per invecchiare felice come lui!

      @Anonimo 12:24 -- raggiungere i 100 anni in salute presso alcune popolazioni non Occidentali non è una rarità genetica, bensì la norma.

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    10. @carlo
      che posso dire. Se ti sembra che Berrino abbia un aspetto salutare... ben per te.
      A me sembra uno che si regge l'anima coi denti.

      Mi dice poco o niente, a me, Berrino. Probabilmente sarà anche bravo.

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    11. @Anonimo: intanto non è mai finito in sala operatoria per episodi cardiovascolari, e scusa se è poco.

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    12. Va bene ammettiamo pure di arrivare sani a 100 anni. Ma il problema si sposta solo magari a 110 o 120 anni o quanto volete voi. E non è che perchè sono arrivato sano a 100 gli anni successivi, con magari patologie invalidanti e/o in solitudine, mi sembreranno migliori...

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    13. Scusa ma una volta che sei arrivato sano a 100 (cento!) anni, che ti frega dei problemi della vecchiaia degli ultimi anni? Hai comunque vissuto in salute di più della media delle persone, quindi penso ti possa ritenere soddisfatto della vita anche se morirai con l'Alzheimer. :)

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  2. Io ho solo 23 anni (ho scoperto da poco questo blog) ma questo articolo mi prende in causa più di altri perchè ho genitori che mi hanno avuto tardi e quindi già anzianotti. Auguri per tuo padre.

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  3. Intanto spero che il papà si riprenda presto e bene e che possa tornare a fare quel che poteva per la sua età. Quel che mi viene da dire leggendo questo articolo è che se si sceglie di avere figli non conviene aspettare oltre i 30 anni. Fare un figlio a 40 vuol dire caricarlo dell'eventuale assistenza di un padre anziano quando è ancora piuttosto giovane. Ogni tanto io scherzo con qualche amico che finirò a toccare il culo alle oss in una casa di riposo...in realtà la mia paura di finire in una casa di riposo non è tanto per la non autosufficienza, quanto perchè il costo supera enormemente le mie entrate.

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  4. Il quadro che dipingi è senz’altro realistico, ma bisogna evitare l’illusione che, attraverso una relazione, si possa rendere migliore la propria vecchiaia.
    Ho lavorato per quattro anni in una casa di riposo e la stragrande maggioranza degli ospiti erano sposati e avevano figli.
    Figli che anzi, spesso, erano stati coloro che ce li avevano mandati.
    Le unioni (che siano matrimoni, convivenze o altro ha poca importanza) oggi durano poco, ragion per cui è un attimo trovarsi vecchi, soli e magari pieni di debiti verso la tua ex con figli aizzati ad arte da quest’ultima contro di te.
    In realtà gli Incel (o i singles, in generale) sono proprio coloro che sanno gestire meglio la vecchiaia, perché ci arrivano preparati e hanno imparato che una donna nella vita è tutt’altro che fondamentale.
    È chiaro che occorre pur sempre trovare una ragione di vita, qualcosa con cui dare significato ai giorni che passano.
    Dio? La solidarietà verso il prossimo? La speculazione filosofica?
    Questo, francamente non so...
    Una cosa, però, è certa: quella risposta non la troverai fra le gambe di una donna.
    Ciao Red. Salutaci il tuo vecchio: digli che c’è un branco di stronzi misogini che è ben lieto di averlo ancora fra noi...

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    1. ECONOMIA; CASA DI RIPOSO VS CASA PROPRIA20 luglio 2020 10:17

      Proprio per questo ti chiedo, nella tua esperienza ed è una domanda aperta un po a tutti quelli del forum, se è più conveniente economicamente tenere a casa gli anziani con badante oppure mandarli nelle case di riposo.

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    2. Dipende moltissimo dalla loro condizione.
      Se sono semi-autonomi, la badante è la soluzione più economica; se viceversa sono da tenere costantemente sotto osservazione (anche di notte) e hanno problemi sanitari di varia natura, ci vorrebbero due badanti e un’infermiera, ragion per cui è meglio la casa di riposo.
      Ad ogni modo, sono somme notevoli: scendere sotto i 2000 al mese è quasi impossibile, facilissimo invece arrivare a 3000.
      È anche vero che i costi sono in parte detraibili, ma è comunque una bella mazzata.

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    3. Ci siamo appena passati con mia nonna... Dal punto di vista economico (se la badante è in regola) sostanzialmente le spese si equivalgono alla casa di riposo perché la badante ha diritto a 13esima, ferie (e bisogna pagare una sostituta) e malattia (come sopra). Forse la casa di riposo è addirittura più economica alla fine dei conti, senza sorprese di badanti che di punto in bianco decidono di tornare al loro paese... Certo bisogna fare i conti con una sorta di stigma sociale per cui chi mette un anziano in casa di riposo automaticamente è un arido anaffettivo. Se la casa di riposo è vicina si può entrare praticamente dalla mattina alla sera... Mia nonna è stata una grande perché alla fine ha voluto andarci lei (si era rotta le balle con le badanti)...e per quei pochi mesi siamo stati bene, lei seguita e i miei non alle prese col mestruo delle badanti.

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    4. migliore no, ma meno triste certamente si.
      Tra avere accanto una persona che ti vuole bene e essere solo come un cane, dimenticato da tutti, ci passa una certa differenza.

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    5. Crepare a casa o in ospedale/casa di riposo fa tutta la differenza del mondo, non lo dimenticate mai: prima o poi capita a tutti.

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    6. @Aonimo 23 luglio 9:08
      Ma manco per scherzo. Intanto, non è detto che se hai una compagna oggi quella sarà ancora con te da vecchio.
      Anzi, vista la durata media di una relazione, è un'ipotesi assolutamente improbabile.
      Inoltre, con l'andare degli anni le relazioni mostrano tutti i loro lati peggiori, il sesso sparisce del tutto e finisci per vivere in una prigione di acidità dalla quale non sai come evadere perché nel corso del tempo la tua vita sociale è stata in larga parte soppiantata da quella familiare.
      Non a caso, come dice Mino, la gran parte dei vecchi soli nelle case di riposo in realtà hanno (o hanno avuto) una moglie e dei figli.
      Viceversa, se eviti le relazioni (e a maggior ragione il matrimonio) mantieni viva nel corso del tempo una rete sociale che poi, quando sarai vecchio, ti potrà aiutare. Senza considerare che sarai anche più abituato a gestire la tua solitudine.
      Che stare da soli equivalga a tristezza è bluepill allo stato puro.
      Quel genere di bluepill che ci si vuole propinare per indurci a partecipare ad un gioco (quello delle relazioni) che è quasi sempre a perdere per noi maschi del XXI secolo.

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  5. @marco
    quando si è vecchi, a momenti, si ingerisce più farmaci che cibo. Senza farmaci, oltre i 75 anni, di solito si vive male, molto male (degenerazione fisica e intellettiva - le due cose spesso si correlano); salvo rarità genetiche.

    La vecchiaia è nata per durare poco. Ma oggi la prolunghiamo ad oltranza.

    La vecchiaia maschile futura sarà orribile. Uomini soli tenuti in vita dai farmaci.

    Il profeta.

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  6. Osservatore Romano18 luglio 2020 21:56

    Gran bel pezzo.
    Lo battezzerei come il primo capitolo di un nuovo settore del blog: "Cose più importanti della fica".

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  7. Sono felice per tuo padre Red che si sta rimettendo. Anche io ho miei genitori che invecchiano e cominciano con esami su esami (io ho grossomodo la tua età). In realtà la solitudine non mi spaventa per il momento, mi spaventa il non aver vissuto; insomma puoi anche arrivare a 90 anni in perfetta salute ma se hai passato la tua vita con pochissime esperienze significative, senza compagnia femminile o al massimo con qualche trashona raccattata chissà dove, il tutto condito da un lavoro inutile pagato 4 lire che senso ha?
    Meglio andarsene a 60 senza rimpianti; il problema è che per i più ci aspetta la prima ipotesi, una vita molto lunga e altrettanto inutile. Molti di noi finiranno per essere trovati morti davanti alla tv o sulla tazza del cesso e solo perché i vicini chiameranno la polizia per via della puzza.

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  8. Come darti torto, stamattina ho avuto lo stesso problema di tuo padre e lunedì mi faranno l'angioplastica... Scrivo dal letto della terapia intensiva e come il tuo pà mi rompe dover prendere pillole per il resto della vita (le sigarette vediamo..).

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    1. Le pillole sono solo una questione di abitudine, dai, così come le sigarette sono un'abitudine negativa che è meglio abbandonare. Ti faccio i miei migliori auguri per l'operazione!

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    2. In bocca al lupo e un abbraccio forte!

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  9. O mio Dio! In quella foto Andreas Grüntzig è la fotocopia di Milo Ventimiglia

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  10. Cavaliere Oscuro19 luglio 2020 04:02

    Avendo superato i 40 da un bel pò, la riflessione finale del redpillatore è ormai una costante dei miei pensieri da tempo.
    Dopo una certa età vivi giorno per giorno con lucidità e disincanto
    consapevole che morirai solo, opzione comunque preferibile che passare
    la vita con una cessa rompicoglioni o una carogna opportunista accanto,
    e che se non hai trovato una donna che valesse la pena nei primi
    quarant'anni della tua vita, ben difficlimente la troverai d'ora in
    avanti perché viviamo in una società priva di valori dove un uomo
    di 50 anni senza M e S è considerato una nullità, un rifiuto umano
    alla stregua di un cellulare obsoleto da portare all'ecocentro.

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    1. Da solo puoi fare comunque quello che vuoi. Non è bello, ma è dignitoso.

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    2. "viviamo in una società priva di valori dove un uomo
      di 50 anni senza M e S è considerato una nullità, un rifiuto umano
      alla stregua di un cellulare obsoleto da portare all'ecocentro"
      Quello che dici è molto triste, però è anche vero che quelli che oggi a 60/80 anni vivono nella povertà sono gli stessi che hanno dato il via libera al femminismo e all'ipergamia femminile che ha creato questa società che li disprezza. Quindi mi fanno tristezza fino a un certo punto. Quelli che mi fanno più pena sono i ventenni che nonostante la loro età vivono come dei vecchi solitari solo perché gli manca un 1 mm di zigomi.

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    3. Cavaliere Oscuro21 luglio 2020 00:02

      Io non me la prenderei con i 60/80enni, è come dare la colpa del
      debito pubblico a mio nonno.
      Le cose sono andate cosi perché era preventivato che dovesse finire in questo modo, femminismo e liberismo economico hanno fatto quello che dovevano fare, cioè distruggere la società occidentale per creare un esercito di schiavi, soli e disorientati
      Detto questo, la mia riflessione nasce dal fatto che essendo
      nato negli anni 70, mi rendo conto che più mi avvicino ai fatidici
      50, e più le donne girano alla larga, mi considerano già un vecchio, nonostante il fatto che passati i quarant'anni siano spesso malridotte a loro volta.
      Ormai l'ordine naturale delle cose è stato sovvertito, creando
      un esercito di imbecilli votate all'edonismo più insulso e
      convinte di essere speciali, uniche.
      Finirà male, molto male...

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    4. @Cavaliere Oscuro, di base hai ragione, in effetti era abbastanza preventivato che finisse cosi, però è accaduto quando c'erano loro. Insomma un pò di resistenza potevano offrirla al cambiamento, insomma dare si la libertà sessuale alle donne ma con dei compromessi per non rovinare troppo il futuro. La cosa in cui hanno sbagliato è stato barattare il futuro con un'illusione del presente e purtroppo per loro ne pagano le conseguenze vivendo in una società che li vede come un rifiuto, ma la cosa più brutta è che ne pagano di più le conseguenze i ventenni che non hanno abbastanza LMS senza che loro abbiano fatto nulla.

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    5. Cavaliere Oscuro, a 50 anni si è gia vecchi. Punto.
      Tranne che sei Gianluca Vacchi, ma quanti uomini hanno la forza di volontà e la disponibilità economica, per poter essere come lui?
      Capisco perfettamente il tuo disappunto: se tu non sei tanto più bella di me, perchè mi tratti come una merdina?
      Se non mi rivolgo a una 20enne, che ha tutto il diritto di giudicarmi vecchio e scartartmi, ma mi rivolgo a una coetanea che non è proprio freschissima, perchè mi rifiuta?

      Loro hanno un'arma a disposizione che a noi manca, ovvero quella enorme massa di zerbini e orbiters che le supportano emotivamente e socialmente. Non a caso sono sempre in tiro, escono spessissimo, fanno mille selfie e story...cosa sono queste, se non esche per sperare che qualche uomo decente pescato tra i loro sudditi, prima o poi abbocchi?

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    6. Dave
      A 50 anni sei vecchio....peccato la Fornero non la pensasse così
      Battute a parte a 50 oggi non si è vecchi e il fatto che ci si ponga ancora il problema di scopare ne è una prova
      Certo si è vecchi per una ventenne e ci mancherebbe pure in pratica potrebbe essere tua figlia
      Se si è realisti e si punta a coetanee pari estetiche si scopre che è più facile rimorchiare che a venti sopratutto in un ottica di relazione
      Non tutte si fanno infinocchiare dal successo sui social molte sanno che se ricevono decine di complimenti è possibile solo perché quegli stessi uomini fanno gli stessi complimenti a decine di donne
      Quasimodo68

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    7. Cavaliere Oscuro22 luglio 2020 03:44

      A 50 anni si è gia vecchi, grande cazzata.
      E dico grande cazzata perché dipende da cosa si è mangiato, bevuto, fumato negli ultimi 20-25 anni, oltreché dalla genetica.
      Personalmente mi danno 10-12 anni in meno della mia età effettiva,
      il problema è dare a intendere alle donne nel loro conformismo
      ignorante che età biologica e anagrafica sono due cose diverse.
      Ma probabilmente dipende dal fatto che sono abituate a giudicare
      gli uomini in base ai numeri, quelli del conto in banca in primis
      naturalmente...

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    8. Anonimo delle 17:12.
      Se il cinquantenne in questione ha alti livelli di LMS fidati che per la ventenne non viene considerato il padre ma il "Daddy", anzi ha pure più successo perchè realizzato.
      Non dico che uno debba essere una superstar, basta che S sia alto in un settore specifico, L ben curato e tenuto ed M abbastanza alto per potersi togliere parecchi sfizi (certo come obiettivo non è poco, ma non è necessario essere divi di Hollywood per riuscirci).

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    9. Anonimo 14.26
      Non nego quello che dici ma è un fenomeno in fondo è solo prostituzione mascherata...come mantenere un amante
      A questo punto tanto vale rivolgersi alle escort
      Io mi riferivo a rapporti disinteressati e a eventuali relazioni
      Altrimenti tanto vale sposare una giovane donna straniera che alla tua dipartita avrà eredità e pensione di reversibilità...ma ti piacerebbe vivere con una donna che considererà il suo primo giorno di vedovanza il più bello della sua vita?
      Quasimodo68

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  11. Questa è la vera Redpill. Che va oltre i rapporti uomo/donna, ma analizza la società e la vita in profondità, senza false speranze e idee da libro cuore.

    Si giunge alla conclusione, o almeno, io giungo alla conclusione (ormai da anni) che il "migliore di noi" è il nulla. Anche gli uomini più belli e ricchi faranno questa terribile fine.

    Il loro valore è alto solo nella nostra società, per come l'abbiamo creata e sviluppata. Ma concretamente il loro valore è identico a quello di qualsiasi altro uomo: Praticamente nullo.

    Siamo tutti sulla stessa barca, e ha iniziato ad affondare dal momento in cui abbiamo emesso il primo respiro.

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    1. il valore della "funzione" vita non e'dato dal suo epilogo (uguale per tutti) ma dal suo integrale.

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    2. Non sono d'accordo. Il valore è il medesimo per tutti. Ciò che gli attribuiamo è frutto di concetti della nostra società, ma la vita è sofferenza e disperazione per tutti. Siamo tutti delle inutili entità biologiche, da Brad Pitt al ragazzino in Africa sub-sahariana malato terminale.

      Il resto è solo un'illusione.

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    3. Quando la redpill si fonde con l esistenzialismo...

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  12. Sebbene tutto sia in declino vedremo di cavarcela come abbiamo sempre fatto.

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  13. Leggere i tuoi articoli è la panacea della mente, ti sono vicino in questo periodo "amaro"

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  14. Auguri di pronta guarigione a tuo padre
    Questa situazione mette in evidenza che la fica non è la cosa più importante nella vita
    Comunque invecchiare è un privilegio negato a molti per cui a 52 anni penso che il meglio della mia vita deve ancora venire sarà coping ma è un ottima filosofia di vita
    Quasimodo68

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  15. "Ed è così che nel Luglio del 2020 viene sviluppata la Shitpill, ossia quella teoria per la quale una donna preferisce cambiare pannoloni che andare ad un appuntamento con un uomo sotto il 7". Red, non dimenticarti che è un'infermiera/portantina ed è pagata per farlo, quindi la teoria della ShitPill enunciata corrretamente è: "una donna preferisce cambiare pannoloni e guadagnare soldi grazie a questo e usare questi soldi per farsi bella per conquistare un'uomo dal 7 in su piuttosto che andare ad un appuntamento con un uomo sotto il 7"

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    1. Dici che era questo a motivare Madre Teresa di Calcutta?
      Quasimodo68 (ateo)

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  16. Tantissimi auguri per il tuo vecchio, Red...

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  17. Una riflessione amara, ma realistica.
    La quale ci fa capire una volta di più, caso mai ce ne fosse stato il bisogno, che la vita non si esaurisce nella ricerca di una donna e che la felicità non deriva da ciò che riusciamo ad avere (giacché, appunto, tutto è relativo e finisce in nulla) ma da come lo viviamo.

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  18. Mi dispiace molto, come sta adesso tuo padre?

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    1. Papà ora sta bene, non ci sono state complicazioni post intervento ed è tornato a fare la stessa vita di prima, a parte qualche pillolina che è costretto a prendere. Anzi dice di stare meglio di prima, di sentire meno affanno quando fa una rampa di scale. Speriamo bene. Grazie per l'interesse!

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  19. Stessa situazione con mio papà, naturalmente la mia sodale girlfriend è latitante,dice di avere già i suoi " cazzi". Poco male,in queste situazioni capisci tante cose.

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    1. Hai mica letto "panino al prosciutto ", di bukowski?

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    2. Auguri Red. Lunga vita al tuo caro genitore.

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    3. per unknow 1121, come si evince dal mio nickname decisamente si, insieme a tutto il resto di quello che ha scritto. Molti lo considerano il primo redpill "moderno" ( come dicono quelli bravi a scrivere).Parla della sua adolescenza sgangherata e lo consiglio a tutti, si trova a prezzi irrisori.

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  20. Sono abbastanza sicuro che a 80 anni starò chiuso in casa a giocare ai videogame. Chissà che grafica avranno tra 50 anni!!

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    1. Ahahah, questa è buona.
      Avranno una graFICA esagerata.
      Ci saranno i videogamez porno per chi ancora ricorderà quella cosa chiamata scopare.
      Ma tocca aver accumulato prima (a prescindere dalla salute) abbastanza grano per l'autosufficienza senza lavoro. Mica è scontato. Se devi mangiare alla Caritas difficilmente ti restano soldi per la PS10. O quella o la dentiera 😁

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    2. Magari ci sarà una realtà virtuale alla matrix/ black mirror (guardare puntata san junipero)in cui potremmo far vivere alla nostra mente gli ultimi anni come se fossimo giovani, belli e ricchi...

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  21. Io ho 46 anni. Sono un poeta. Incel.
    Ho scritto quello che dovevo scrivere. Forse un giorno sarà studiato (io non ci sarò più quindi non mi importa). Vado a troie con discreto godimento. In passato, due fidanzate profittatrici che mi facevano godere molto meno, anzi erano un po' schifate. Al diavolo.
    Vivere non mi è mai piaciuto molto neanche da sano. Quando sarà malato, suicidio assistito (dignitas.ch , segnatevi il link, nell'attesa che sia approvato il suicidio assistito anche in Italia) e pace. Nessun funerale, ceneri nel vento. La pace suprema del puro Nulla.
    Non mi rammarico di invecchiare senza figli. Se fosse un figlio come me, se ne infischierebbe del tutto. Anche perché avrebbe avuto un padre altrettanto infame.
    Vi consiglio, per mitigare le pene dell'"incelitudine", di studiare cosmologia e fisica teorica. Ci si rende conto di come tutto sia illusione (spazio e tempo, ora ed allora, prima e dopo, esistenza e nulla).
    Anche il nostro corpo, bello o brutto, sano o malato (o meglio no, la sofferenza fisica non è relativa, il piacere sì - e proprio per questo dolore e malattia, palpabili e ineludibili, sono ciò che più temiamo).

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    1. Perfetto, stessa età , stesso hobby tuo e quasi strssa situazione....avrei potuto scriverlo io il tuo post! Condivido

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  22. un articolo su 360 dni,quando?

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