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Storia di un Puttanier Cortese

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Ciao Red,
un amico mi ha fatto scoprire il tuo blog quasi per caso qualche tempo fa e, da allora, divoro i tuoi articoli. Qualche volta commento in forma anonima, cercando sempre di tenermi alla larga dai flame. Vorrei quindi raccontarti la mia storia, come hanno già fatto altri prima di me. Della mia infanzia e adolescenza in realtà c’è ben poco da dire: la mia è una vicenda ordinaria al 100%: trascorsa con genitori entrambi lavoratori in una cittadina di medie dimensioni del Nord.
A scuola il mio rendimento si collocava nella media e, fra i miei coetanei, non ero considerato né particolarmente popolare né uno sfigato. In altre parole, un medioman a tutti gli effetti. Anche per quanto riguarda il mio aspetto fisico non c’è molto da dire: non ero (e non sono) particolarmente aitante (ho sempre odiato sport e palestra) e di statura medio-bassa (1.70).
In compenso, però, ho sempre avuto dei bei lineamenti, ereditati da mio padre (che da giovane era un gran figo) e, in minor parte, da mia madre. Posso quindi confermare quanto letto a più riprese sul blog e anche altrove: conta solo il bel faccino.
O meglio, non conta “solo” quello, ma sicuramente è preponderante rispetto agli altri fattori. Amici alti e palestrati dai lineamenti sgraziati, infatti, hanno sempre rimorchiato infinitamente meno di me e alcuni mi risulta non l’abbiano ancora vista “dal vivo”.
Persi la verginità a 17 anni, con una cugina di secondo grado (come recita l’adagio: “non c’è cosa più divina che trombarsi la cugina”) che in realtà conoscevo molto poco, abitando a oltre duecento chilometri di distanza.
Ultimato questo rito di passaggio, cominciai a saltare di fiore in fiore. Non dico che le donne mi cascassero ai piedi (sarebbe una cazzata enorme), ma non avevo particolari problemi.
Contribuiva al mio successo, probabilmente, il fatto che non mi ponessi obiettivi irrealizzabili come le strafighe da copertina.
Con tutto ciò, però, un paio di ragazze da 7.5 capitarono anche a me.

Ebbi diverse “fidanzate”, più o meno ufficiali. Da ragazzino le relazioni erano brevi e poco “serie”, ma ben presto potei toccare con mano la tendenza tipicamente femminile a voler “stabilizzare” i rapporti.
Elemento, questo, che personalmente da sempre trovo odioso: doverle stare a sentire, fingere di essere interessati a quanto dicono, trattare sempre su tutto -dal luogo in cui andare in vacanza al colore di un vestito- senza considerare, poi, le occasioni “ufficiali” come i compleanni, le cene con i suoi amici (magari antipatici) o, peggio ancora, con i suoi genitori.
Tutta roba pallosissima, nella migliore delle ipotesi.
Anche io sono stato innamorato, certo. E sì, posso confermare che è molto bello.
Ma è come essere ubriachi. Sensazione magari intensa, però transitoria, che spesso si lascia dietro brutti strascichi e, alla lunga, può compromettere la salute.
Le mie ragazze notavano questo disinteresse: l’insofferenza cresceva con l’andare del tempo, sino a che, puntualmente, mi mettevano alla prova: esigevano un passo in più, una prova d’amore come andare a convivere o, peggio, avere figli!
Se alle ventenni tutto sommato fregava poco della “stabilità”, le trentenni ne erano infatuate.
Alla fine instaurai una relazione con una ragazza che avevo conosciuto sul lavoro. Era rimasta per qualche mese come “interinale” nell’azienda in cui mi trovavo all’epoca.
Lo devo riconoscere, era esattamente quel che si dice una “brava ragazza”: senza troppi grilli per la testa, non rompeva quasi per niente, anzi era anche molto intelligente. Come se non bastasse, era carina. Un 6,5, forse addirittura un 7.
Eppure, anche di lei mi stancai.
Perché una relazione, per quanto la persona con cui si sta sia gradevole (da tutti i punti di vista), è pur sempre qualcosa di molto impegnativo. Si tratta di pensare continuamente a quello che desidera l’altra, trovare compromessi, fare scambi (piccoli o grandi) su tutto o quasi, qualche volta addirittura subire o rendersi artefici di ricatti.
Significa vivere sempre in un’ottica che non è più individuale, ma di coppia.

Se vuoi andare in vacanza, ti devi chiedere dove vorrebbe andare lei. Se vuoi andare a ubriacarti coi tuoi amici, devi inventarti qualcosa di
sensato per giustificare il fatto che quella sera la lasci “da sola”. Se vuoi andare a vedere un film al cinema, deve piacere anche a lei.
E non sto nemmeno parlando di quelle che sono gelose o ti trattano come uno zerbino. Grazie al Cielo, non ne ho mai avute fra i piedi… ma esistono, eccome!

Fu così che, dopo tre anni circa, anche con lei finì.
Questa volta ero però davvero stanco, nauseato. L’ultima cosa che volevo era andare a fare il morto di figa per locali per raccattare una “sostituta”. E quando i miei amici mi dicevano “su, dai, chiodo schiaccia chiodo”, li mandavo puntualmente a quel paese. Di “chiodi”, per un po’, non ne volevo proprio sentir parlare.

A rafforzare il mio punto di vista era quanto vedevo accadermi intorno: coetanei di tutte le condizioni (belli, brutti, medioman come me) rovinati dalle loro storie. Di alcune, a dire la verità, si sarebbe potuto presagire un esito rapido ed infausto, ma di altre, cacchio, proprio no.
Avrai visto anche tu, penso, le coppie “da sogno”: apparentemente perfette, composte da due persone predestinate dalla nascita a stare
insieme, assolutamente complementari. Ebbene, incappavano nel fallimento anche loro.
Non dico tutte, ma oltre la metà senz’altro e, dell’altra metà, alla fin fine, chi può escludere una crisi futura? Con queste premesse…
Instaurare una relazione mi sembrava davvero equivalente a giocare alla lotteria (l’ho letto anche nel blog). Quale persona ragionevole si
imbarcherebbe in un’impresa il cui fallimento fosse non solo possibile, ma decisamente probabile
?

La biologia, però, fa il suo corso, e il desiderio sessuale non lo potevo mica reprimere in eterno.
Accadde così un evento che modificò per sempre la mia vita. Mi trovavo in Germania, a quell’epoca, per lavoro.
Erano già alcuni mesi che non facevo sesso, il desiderio si era fatto forte e il trovarmi in mezzo a tante bionde che mostravano di non
tenere in grande considerazione il pudore, beh, di certo non aiutava.
Avevo sentito parlare dei FKK, acronimo tedesco che in teoria evocherebbe il nudismo ma che, in realtà, è sinonimo di bordello.
Mi era già capitato, prima di allora, di andare con una prostituta, ma si era rivelata un’esperienza totalmente negativa.
Squallida, imbarazzante. Tanto che non ero riuscito nemmeno ad avere un’erezione (ed ero giovane!).
Non so quindi cosa mi abbia spinto a “ritentare” l’esperienza, resa ancor più difficoltosa dal fatto che il mio tedesco fosse quasi
inesistente.
Forse fu, appunto, solo la “fame”. Così entrai. Vi trovai un ambiente molto più accogliente di quanto mi aspettassi, anche se restare in accappatoio in mezzo a tanti sconosciuti non è esattamente l’ideale per sentirsi a proprio agio.
Quando vidi le ragazze, però, tutto cambiò.
Erano veramente notevoli; donne così a stento mi era capitato di incontrarle, figuriamoci farci sesso.
Il mio imbarazzo, in un attimo, evaporò.
Fu una di loro ad avvicinarmi. “Katiuscia”, questo il suo nome d’arte. Non penso che la dimenticherò mai.
Ci appartammo e lei si spogliò: una dea. Mentre mi guardava, sdraiata, mi resi conto che me ne stavo lì in piedi, pietrificato, come
un idiota. Era troppo bello per essere vero.
Fu quindi lei a prendere l’iniziativa: si alzò sorridendo, aprì il mio accappatoio e mi mise il preservativo; io me ne stavo lì e mi facevo fare tutto come fossi un manichino.
Poi si abbassò e, beh, a quel punto, il mio corpo si mosse da solo, come preso da una scossa.
Ci feci il miglior sesso della mia vita. Era bravissima, incredibile, oltre che bellissima.
Il mio iniziale imbarazzo fece in modo che la cosa durasse più del previsto, rendendo l’esperienza ancor più memorabile.
Quando raggiunsi l’orgasmo mi sembrò di essere preso da una crisi epilettica. Era come se avessi fatto sesso per la prima volta nel corso della mia vita. In ogni muscolo, lungo ogni fascio nervoso, per ogni fibra del mio corpo si propagò una scarica di puro piacere.
Le altre ragazze, anche le più “spigliate” sino ad allora conosciute, non avevano nulla di simile e, del resto, era anche logico: loro facevano sesso solo qualche volta al mese, Katiuscia, al contrario, più volte al giorno.
Uscito dal bordello, quel giorno, mi sentivo un’altra persona, mi domandavo dove fossi rimasto sino ad allora. Come avessi fatto a
sprecare il mio tempo inseguendo amori impossibili, e costosissimi, quando la felicità si trovava a portata di mano in cambio di una manciata di euro.
Il giorno dopo ritornai. Katiuscia non c’era più, ma le sue colleghe non me la fecero rimpiangere. Anche questo era il bello: l’imbarazzo della scelta. Mi sentivo come un ciccione in una pasticceria: gli occhi che vagano irrequieti posandosi ora su un bombolone alla crema ricoperto di finissimo zucchero a velo, ora su un babà perfettamente lievitato e inzuppato nel miglior Rhum.
Lo feci ben due volte; la prima con una slava e la seconda con una brasiliana che mi mandò letteralmente in orbita.
Quando, dopo aver raggiunto l’acme del piacere, esclamai: “mamma mia”, lei rise. Capiva la nostra lingua e mi disse qualcosa in merito al fatto che noi italiani sentiamo la necessità di invocare la mamma anche nelle circostanze meno indicate.
Ricordo distintamente il ritorno in aereo da quella trasferta, i pensieri che mi rimbalzavano nella testa riguardo al mio passato, a quello che era accaduto in quei giorni e a ciò che avrei fatto della mia vita in futuro.

Perché sarebbe cambiata, oh se sarebbe cambiata! Comprenderai il mio entusiasmo quando il collega che di solito faceva queste trasferte disse che ne era stufo, chiedendomi se per caso volessi sostituirlo per un po’… pensa che, quando gli dissi di sì, mi ringraziò pure!

Ma non potevo mica aspettare di andare in Germania per scopare; accadeva spesso, ma non abbastanza.
Sfruttai così la geografia: vivendo a circa 50 km dal confine elvetico, pensai di fare visita anche ai nostri vicini.
Devo dire, a questo riguardo, che la Germania si conferma decisamente inarrivabile, sia per la vastità dell’offerta sia quanto a rapporto
qualità/prezzo, che è decisamente molto, molto più favorevole.
L’accessibilità, unita al fatto che la lingua parlata sia l’italiano, rendono però notevole anche l’opzione Canton Ticino: una gitarella da
100/150 euro la settimana (o anche più raramente, a seconda di quanto sia forte la libido) e le proprie necessità sono soddisfatte.
Un ulteriore cambiamento venne (scusa il gioco di parole) quando conobbi un altro “cliente”. A questo proposito devi sapere, caro Red, che fra i puttanieri intercorre un rapporto particolare.
Moltissimi, infatti, desiderano l’anonimato, principalmente per via del marchio di infamia che, purtroppo, la nostra società ci affibbia o, più banalmente, perché, sposati (e moltissimi, la maggioranza, lo sono), vogliono evitare di rovinarsi…
Ci si viene così a trovare in situazioni surreali, con persone che fingono reciprocamente di essere invisibili.
Ogni tanto, però, si incappa in un “veterano”. Uno di quelli che ha superato definitivamente l’imbarazzo e non ritiene di aver nulla da nascondere. E quelle, caro Red, sono miniere d’oro. Le informazioni che possiedono, specie se si trovano nel giro da un bel po’, sono davvero importanti, molto più affidabili di quelle che puoi trovare in rete.
Fu proprio grazie a uno di loro, italiano, che cominciai a frequentare le escort anche nel nostro Paese.
Devo dire che l’esperienza domiciliare val bene quel che costa. Come in tutti i campi, ovviamente, anche qui le fregature sono dietro l’angolo e il sesso meccanico, da quattro soldi, con la fila di clienti che aspetta sotto casa, di quando in quando purtroppo capita.
D’altra parte si tratta, per la mia esperienza, di uno scenario decisamente raro.
Ma non c’è nulla di cui disperarsi: quando si incappa in una fregatura, basta passare oltre.
Al contrario, quando capita una donna non solo bella ed esperta, ma anche capace di farti provare la famosa “girlfriend experience”, te la
devi tenere strettissima.
Ciò a cui forse non si pensa è che in realtà lo stesso discorso vale anche per le prostitute.
Dobbiamo capire che il loro è un mondo rischioso, nel quale abbondano pervertiti e pazzi scatenati, rispetto ai quali non sempre i “protettori”, sempre che ci siano, possono fare molto.
Per questa ragione trovare un “bravo ragazzo”, cioè un tipo regolare, che paga, si dimostra gentile ed affidabile è per loro sempre un ottimo affare: una fonte di entrate (pessima scelta di parole…) “stabile” e senza rischio.
Dopo qualche tempo, poi, può nascere anche una simpatia. Niente di romantico; non scherziamo, certe cose accadono solo nei film e anzi le prostitute fuggono a gambe levate quando fiutano un povero morto di figa che pensa di aver trovato in loro la “donna della vita”.
Però un buon rapporto sì. Una “trombamicizia” a pagamento, direi, se mi passi l’ossimoro.
In questo modo si possono ottenere sconti (a proposito, trattare SEMPRE, ma MAI troppo), oppure degli extra senza sovrapprezzo.
Per dirne una, quando sai controllarti ed essere delicato, possono concederti volentieri il sesso anale senza problemi né costi aggiuntivi.
È una questione di fiducia tra cliente e professionista, alla fine. Giorno dopo giorno, il mondo della prostituzione mi si apriva (e daje con sti doppi sensi) sempre di più, svelandomi dettagli di cui ero totalmente all’oscuro.
Ad esempio, il luogo comune vorrebbe le prostitute come povere cenerentole derelitte e sfruttate.
Niente di più falso. O meglio, esistono sicuramente questi contesti. Dai quali, avendone il più totale disprezzo, mi sono sempre tenuto bene alla larga, ma non è certo la regola!
L’identikit della prostituta è veramente indefinibile e anzi sarei tentato di dire che la prostituta “tipo” non esiste: ci sono le straniere (la maggioranza), le italiane, ci persino donne sposate.
Anche la nazionalità è importante: ad esempio, le brasiliane fanno sesso per vocazione. Vivrebbero per quello; le ragazze dell’est meno, ma
sono mediamente più belle.
Spesso anche loro selezionano: non tanto in funzione dell’aspetto, quanto piuttosto –come dicevo prima- dell’affidabilità del cliente.
La stragrande maggioranza di quelle con cui sono stato erano ragazze desiderose di vivere alla grande senza fatica.
Ricordo, in particolare, una studentessa di Lettere all’Università (non hai idea di quante prostitute siano istruite e anzi laureate): era
una ragazza intelligente e simpatica. Slava, parlava l’italiano come un’intellettuale.
Fu lei ad affibbiarmi il nomignolo di “Puttanier Cortese” per i miei modi da gentiluomo che, a suo dire, erano piuttosto rari nell’ambiente.
Che altro dirti, Red. Probabilmente nulla. Vivo la mia vita così. Il mio reddito me lo consente (guadagno circa 2.500 euro al mese), non ho
spese o necessità significative, ragion per cui non è un grosso problema spendere anche 500 euro e più in prostitute.
Dopotutto c’è chi li paga per un mutuo o, peggio, per una moglie.
Non ho alcun rimpianto della mia vita precedente. Anzi, qualche volta mi capita di pensare a tutto il tempo buttato via da ragazzo.
Solo, ogni tanto mi chiedo se mai, quando sarò vecchio, sentirò la mancanza di un figlio (di una moglie lo escludo decisamente).
È anche vero che molti fra quanti ne hanno avuti invecchieranno comunque da soli; quelli le cui ex avranno impedito alla prole di frequentarli o anche solo di vederli.
Senza contare il fatto che poi ci sono anche i figli degeneri. Saremo quindi tutti, o quasi, dei vecchi soli.
Ad ogni modo, credo che, semmai un domani questo desiderio dovesse rafforzarsi, ricorrerei alla maternità surrogata.
È legale in molti paesi e presto, credo, lo sarà anche in Italia. Quindi, perché no: è un modo per avere figli senza firmare cambiali in bianco.

Forse, alla fine del mio lungo racconto, ti sarò sembrato cinico; un figlio di puttana senza morale.
E sia pure, caro Red. Ma si deve vivere, necessariamente. Se non in mezzo ai piaceri, perlomeno nel modo più indolore possibile.
Per questo prendo il meglio di ciò che la mia epoca sa offrire a un uomo come me. È poco? È tanto? Dovrei fare di più? E perché? Per il semplice fatto che siamo stati educati all’idea che la nostra vita sia coronata da una famiglia, due marmocchi e una station wagon?
Oppure per l’illusione della “validazione” che conferisce l’avere una donna accanto? Sinceramente nessuna quanto quest’ultima mi è mai sembrata una balla idiota, una vera masturbazione mentale.
Esaltarsi per un successo ha senso quando te lo sia sudato e meritato; ma che merito si ha a nascere con il naso giusto, la mascella
giusta, il taglio degli occhi giusto
?
Se sei bello scopi, punto. E (salvi i casi di trascuratezza davvero evidente) non dipende da te essere bello.
Quindi davvero mi sembra un’imbecillità. Per non parlare di chi vuole una donna solo per esibirla, magari mettere a tacere voci sgradevoli,
ed essere così accettato dalla società.
Mi sembra, con tutto il rispetto, da mentecatti. Roba senza il benché minimo senso.
Potrà apparirti strano, però non mi considero affatto un cinico: ho i miei amici, le mie passioni, i miei sentimenti. Come tutti.
Non serbo alcun rancore nei confronti del genere umano, donne incluse.
Capisco anche io, ovviamente, che questo sistema è ormai in cortocircuito e che ben difficilmente potrà andare lontano.
Forse fra quarant’anni saremo diventati un emirato. Chissà… Io non ci sarò, comunque.
Perciò, in tutta onestà, non me ne può fregar di meno.
La mia serenità nei confronti delle persone e della vita mi permette di conservare intatto ciò che reputo imprescindibile: la gentilezza.
Sempre, con tutti. Non (solo) per far vivere meglio gli altri, ma anzitutto per trascorrere in modo più leggero e indolore le mie giornate.
Così viaggio di porta in porta, prendo sempre quel che desidero e, quando me ne vado, prima di chiudermela dietro le spalle, sorrido e
ringrazio sempre.
Sarà forse per questo che mi riconosco molto nell’epiteto cucitomi addosso dalla ragazza brasiliana.

Quello, per intenderci, di “Puttanier cortese”.

Ciao Carissimo,
che la Redpill sia con te!

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Anonimo
Anonimo
11 mesi fa

Ecco, bravo e complimenti, applausi pure, ma senza M e S (il lavoro con trasferta lo è) nemmeno le mignotte sarebbero una soluzione praticabile. Pensateci bene.

Unknown
Unknown
11 mesi fa

Uno dei migliori articoli "parola ai lettori". Se non il migliore in assoluto

Bengodi
Bengodi
11 mesi fa

Io avrei paura a fare una scelta di quel genere, ma non per vergogna quanto per "droga". Eccitato me le farei tutte e il mio esiguo stipendio da statale inutile scomparirebbe in due secondi.
Voi non avreste paura di "sputtanarvi" lo stipendio? Ragazze giovani con girlfriend experience potrebbero essere pericolose….

Il Puttanier Cortese
Il Puttanier Cortese
10 mesi fa

Buongiorno ragazzi,
torno sul blog dopo qualche tempo e noto moltissimi interventi, ai quali non sono in grado di rispondere uno ad uno.
Mi sembra di capire però che una delle domande più ricorrenti sia: ‘ma perché ti rivolgi alle prostitute quando potresti scopare “free”.’
Provo a spiegare, anche se la risposta in realtà è già contenuta nella mia storia.
In primo luogo chiariamo una cosa: non sono brutto ma nemmeno un fico pazzesco.
Per avere donne che ti cadono ai piedi schioccando le dita in modalità “Fonzie”, con le quali intrattenersi una sera o poco più, si deve essere a livelli LMS veramente stellari, dall’8 in su.
Se, viceversa, come me, si è solamente ragazzi “carini”, si puó certo trovare qualche scopata free ma ce la si deve comunque guadagnare, subendo pali (perché non crederete mica che li prendano solo i 5, eh?) e impiegando tempo e denaro (cene, regali, ecc…).
Tutto ció mi fa propendere decisamente per l’opzione pay: vai sempre a colpo sicuro, porti a casa il risultato risparmiando tempo e, a conti fatti, anche denaro.
Dell’alternativa LTR non parliamone nemmeno: costi, rischi e rotture di palle si moltiplicano esponenzialmente a fronte di rapporti sessuali che spesso non superano la frequenza di una frettolosa sveltina mensile.
Per non parlare delle coppie (e sono TAAAANTE) che proprio non lo fanno più da anni.
E del resto, che la gran parte dei clienti delle pro sia costituita da uomini sposati, qualcosina vorrà pur dire… o no?
Considero inoltre una stupida illusione l’idea che una relazione possa dare validazione o affettività.
Citando un paragone già letto su questo blog, che senso ha sentirsi validati dall’essere riusciti a fare una cosa -metter su “famiglia”- che sarebbero in grado di fare anche una scimmia o una nutria?
Perché esaltarsi per il proprio successo quando esso sia dovuto non a meriti ma a fattori casuali (come la bellezza)?
Mi vorrete perdonare, ma mi sembra senza senso.
Per l’affettività il discorso cambia di poco: non è detto che ce ne sia nella vita di coppia, può svanire presto e, al contrario, si puó trovarla altrove.
L’”affettività” può inoltre accompagnarsi a rotture di palle, scenate di gelosia è zerbinaggi tremendi tali da farti dire: “No grazie”.
Senza considerare le coppie -e sono tantissime- in cui si respira freddezza o addirittura ostilità.

In conclusione: vado con le prostitute anziché con le “free” perché lo trovo vantaggioso da tutti i punti di vista.

E così veniamo al nucleo della faccenda: solitamente il ricorso alla prostituzione è considerato un “ripiego”, quando -al contrario- si tratta semplicemente di una scelta frutto di valutazione lucida e razionale di tutte le alternative disponibili.
Spero di aver chiarito eventuali dubbi.

Ciao e statemi bene!

Anonimo
Anonimo
4 mesi fa

È sempre piacevole quando, su questo blog, si intravvedono scorci di VERA Redpill.
Gran parte di ciò che leggo ruota sempre attorno a un medesimo cardine: avere una donna è tutto, la ragione prima e unica dell’esistenza umana.
Così, dopo aver constatato che le donne sono pretenziose, che ti trasformano in uno zerbino e ti fanno soffrire di brutto, tutto ciò che si è in grado di dire è: “È impossibile farne a meno”.
Che è un po’ come dire “guarda, laggiù c’è un dirupo” e poi buttarcisi senza esitazione.
Lo trovo francamente un pelo morboso e schizofrenico.
A questa stregua, meglio essere blupillati.
Meglio trastullarsi fra mille illusioni che guardare alla crudezza della realtà e poi andarci consapevolmente a sbattere contro.
Esiste un solo contenuto UTILE e VERO della Redpill, almeno a mio avviso, e cioè che le donne non sono tutto, che la vita di un uomo ha perfettamente senso anche in loro assenza e può essere -anzi normalmente è- persino più felice.
Storie come questa (anche se il top resta a mio avviso quella di Erasmo) aiutano a riconciliarsi davvero con la realtà e a guardare alle cose con speranza, uscendo dalla spirale di pessimismo e ossessività che fra l’altro è anche ciò che ci fa passare per matti sui media mainstream.

E vi dirò anche un’altra cosa: le femministe non hanno nessuna paura dei MRA; di chi prima mugugna e sbraita ma poi continua a inseguire la figa come farebbe un drogato con una bustina di eroina.
Non ce l’hanno perché sanno benissimo che proprio per questo non intaccherà mai il loro potere; anzi, a dispetto di mille proclami, lo rafforzerà.

Hanno invece paura di chi, come quest’uomo, ad un certo punto, lucidamente, dice: relazioni? NO, grazie.

Questo sì che le mette in crisi, perché la mera esistenza di persone come questa conferma che si può benissimo vivere felici e realizzati da singles.
E se non sono più il desiderio di nessuno, le donne perdono tutto il proprio potere.

Un MGTOW, con la sua stessa esistenza, fa più danni di mille battaglie MRA.

Anonimo
Anonimo
4 mesi fa

Una pagina di pura, spassionata, cruda e chiarissima Redpill.
Raramente ho visto altrettanta lucidità.
Dal commento mi pare di capire che anche il Redpillatore sia di questo avviso.

Anonimo
Anonimo
11 mesi fa

Carissimo puttanier cortese, sul faccia libro ho preso il nick marcello lamonto, anche se ultimamente pratico poco, mi farebbe piacere conoscerti per scambiare idee informazioni , potremmo berci una birra, e magari organizzare qualche puntatina all'estero. Sul discorso puttane che dire , sono loro a generare la carenza e poi ti fanno pagare per soddisfare la richiesta, e son puttane che altro dire.

Anonimo
Anonimo
11 mesi fa

Secondo me questo articolo è un filino autogol. Non ha granché di attinenza redpillata e sicuramente non rappresenta molti.

Anonimo
Anonimo
11 mesi fa

Quoto:
"Al contrario, quando capita una donna non solo bella ed esperta, ma anche capace di farti provare la famosa “girlfriend experience”, te la devi tenere strettissima."

Quoto ancora:
"Oppure per l’illusione della “validazione” che conferisce l’avere una donna accanto? Sinceramente nessuna quanto quest'ultima mi è mai sembrata una balla idiota, una vera masturbazione mentale."

A parte l'ovvia contraddizione, la validazione esiste, ha a che fare con la dopamina & co.

DOMANDE AL PUTTANIER CORTESE
DOMANDE AL PUTTANIER CORTESE
11 mesi fa

Ciao,

leggendo con interesse il tuo contributo ti chiedo
1 quali fossero gli elementi che NON riuscivi a tollerare in una storia duratura con le ragazze "serie". Cosa ti distingue dal "misogino" (domanda scientifica NON provocatoria)
2 Anche attualmente donneragazze mostrano interesse nei tuoi confronti? Se si noti che lo dimostrano in modo diverso o simile (come quando eri a scuolapiù giovane)?
3 Non hai mai sentito l'esigenza "emozionale" di un rapporto duraturo con la "pay" o ti sei mai innamorato
4 hai notato se i forum di recensione escort sono realistici o solo "pubblicitari"
5 E' mai successo che le prostitute, notando che sei un bravo ragazzo di buona famiglia e con buon lavoro, bel viso e buon livello culturale, abbiano cercato di farti innamorare e con quali tattiche. Quali tattiche le prostitute da te incontrate, oltre che la bellezza , usano per "fidelizzarti".
6 Visto le tue variegate esperienze col mondo pay, ti chiedo se tra le professioniste, hai notato alcuni caratteri "comuni" oltre alla bellezza e ad un certo erotismo "naturale".
Ritieni cioè che hanno un piano, (guadagno soldi poi mi compro una casa e vado a vivere col mio boy)oppure (soldi entrano facili escono facili) o sono vere e proprie business women con più o meno sofisticati investimenti in campo finanziario e immobiliare. (compra edificio per affittare a studentituristi , speculo in bitcoin, trading)m cioè è una vera e propria attivita' come quella del fisioterapista, però esentasse e con ritorni più elevati nel breve periodo.

Ringraziandoti anticipatamente per il tempo che vorrai dedicare alle tue risposte, attendo tue.

davide911
davide911
11 mesi fa

@Anonimo13 dicembre 2019 12:26

"…sono loro a generare la carenza e poi ti fanno pagare per soddisfare la richiesta"…

Loro, chi? Le puttane?

Se parliamo in termini quantitativi, da questo blog e altri mi sembra di capire che, se mai, le "donne" (complessivamente intese) a creare quella "carenza".
Tal che, poi, le puttane, sopperiscono facendo leva proprio su quella carenza (quantitativa)…sfruttano il "vuoto d'offerta" (generato dalle loro "colleghe" "donne in generale") riempiendolo con una loro "offerta" (…una "transazione" regolato da modalità di funzionamento diverse, ovviamente; per certi aspetti molto più chiare e trasparenti – "a lump sum" anticipata a fronte di una prestazione precisa e circoscritta, nel tempo e nello spazio; laddove con le "donne in generale" – quando ha luogo, la "transazione" – è solo apparentemente "aggratis", comportando effettivamente uno stillicidio di costi ed uscite nel tempo, per giunta senza sapere esattamente a fronte di quale corrispettivo, di quale "contropartita" complessiva – "ammòre"? "figli?" "assistenza e vicinanza nel bene e nel male, in salute e malattia, in ricchezza e povertà"? quest'ultimo, non direi proprio; senza contare il rischio che, dopo anni di stillicidio, potrebbe finire tutto in disastro economico, con le seconde; o, come si suol dire, "andare tutto…a puttane!").

Ovviamente, direi che non basta ovviare alla "carenza quantitativa".
Invero l'"offerta" (di mkt) delle puttane deve anche comportare "qualità" (ma è anche vero, come dice un amico commerciante, che "Tutto si vende al giusto prezzo").

Detto questo, direi che è piuttosto chiaro il fatto che, in Italia, a seguito dell'abolizione dei bordelli (legge Merlin, del 1958, mi sembra), le donne italiche hanno acquisito sicuramente un "potere di mkt" superiore a quello delle loro "colleghe-donne" in Paesi (tipo Germania, Svizzera, Austria, ecc.) in cui è "legale" la presenza ed offerta dei "bordelli".

Il "bordello" (legale o meno che sia) rompe (anzi, manda – letteralmente – "a puttane") il "cartello" tacito delle donne, quanto ad offerta quantitativa.

Della serie: le uniche "detentrici" siamo noi-donne, quindi decidiamo SE-COME-QUANDO-A CHE PREZZO (diluito nel Tempo)-CON QUALI MODALITA' dartela (o non dartela proprio; o dartela con le tempistiche che ci fanno comodo a noi donne, magari quando ci approssimiamo al Wall dei 30 e cominciamo a sentire che ci potrebbe mancare la terra sotto ai piedi, proseguendo nel katzosello; salvo poi proseguirlo, il katzosello, con altre modalità, più "discrete", da sposate).

Quanto ad offerta "di qualità", ovviamente anche le donne "in generale" sono vincolate dalla genetica (non tutte nascono Belèn; molte nascono Belìn, anche se poi, con la cosmesi, la chirurgia e tanti altri espedienti, possono looksmaxarsi, come si dice qui) e anche dai condizionamenti culturali e/o sociali (laddove ritengo che ormai praticamente nessuna si senta vincolata dalla cd. "Morale" d'antan).

davide911
davide911
11 mesi fa

Morale: l'esistenza dei bordelli sarebbe sicuramente auspicabile per sopperire a quella "carenza quantitativa" dell'offerta femminile creata artificiosamente (poi, chiaro, dipende da prezzi e da distribuzione della ricchezza presso la popolazione maschile; ovvio che in Burkina-Fasu, a prezzi svizzeri o tedeschi, ci sarebbe poca domanda…ma tanto in B-F non esiste femminismo).
C'è da dire che, cmq, con la crisi economica, sempre più uomini vedono ridursi il proprio reddito (sempre più numerose le famiglie in cui lui, dipendente-privato, ha perso lavoro e lei, dipendente-pubblica, l'ha conservato; ma anche 20/30enni precari single, mi sa), quindi anche la possibilità di soddisfare quei bisogni rivolgendosi a delle pro. E ciò non fa che aumentare il "controllo" della offerta da parte della "squadra femminile" (della serie: sei brutto, sei povero e quindi hai uno status dimmm…da…quindi devi morire! 🙂 ).

Mala tempora currunt, in italia… 🙂

Mark
Mark
11 mesi fa

Un racconto notevole, forse il migliore sin qui letto.
Il punto saliente è dato dal fatto che non proviene da uno sfigato, ma qualcuno che, oltre a essere normo-carino, ha pure un bello stipendio.
Una persona che avrebbe (e ha avuto) tranquillamente accesso al sesso non a pagamento.
La prostituzione nel suo caso non è un ripiego ma una scelta deliberata, che poggia su un ragionamento semplicissimo e assolutamente condivisibile.
E del resto è sicuramente vero che buona parte dei clienti delle prostitute è sposata o comunque in una relazione.
Il che già di per sè è piuttosto eloquente.
Gran bella storia, oltretutto scritta veramente bene.
Lode al Puttanier Cortese.

sfigato97
sfigato97
11 mesi fa

Caro Puttanier Cortese, inizio citandoti:
"Per il semplice fatto che siamo stati educati all’idea che la nostra vita sia coronata da una famiglia, due marmocchi e una station wagon?"

E' esattamente la mia vita questa ma, a differenza della stragrande maggioranza dei maschi il fattore "M" è sbilanciato a favore di mia moglie che è di buona famiglia. Capirai quindi che con me la mia dolce metà abbia ipergamato ma sia stato comunque uno scambio equo, dato che in cambio ho ottenuto la stabilità economica.
Devo ammettere che sei un uomo che ha avuto coraggio, ti ho letto divertito e con un pizzico di ammirazione ma a differenza tua io ho anteposto i figli a me stesso, probabilmente, come hai giustamente detto nella frase che ti ho citato a causa del condizionamento sociale e non me ne pento, almeno fino ad ora.
Veniamo ora però al vero argomento di discussione che è anche quello che mi preme maggiormente.
Anch'io ho una certa esperienza in questo ambito ma a differenza tua, caro Puttanier cortese, sto alla larga come la peste dalle donne dell'est (perché mi hanno dato solo fregature, non sanno fingere per niente ma soprattutto a me sembra assomiglino tutte a Cripztak di Zelig: youtube.com/watch?v=gyLDpf9qiRQ&t= ) e non "amo" particolarmente le sud americane anche se ogni tanto mi è capitato di bazzicarle e di rimanerne sufficientemente soddisfatto. Certo stiamo parlando quasi certamente di un target diverso, dato che sicuramente dalla descrizione che hai fatto mi è parso di capire, molto probabilmente, che i tuoi standard puttaneschi siano decisamente più qualitativi e, va da se, più dispendiosi economicamente rispetto ai miei, ma tant'è.
Io comunque, e concludo, prediligo le asiatiche. Il rapporto qualità/prezzo non ha eguali, almeno per quanto mi riguarda. Certo, ripeto stiamo parlando di due standard completamente differenti ma, se è come credo, ritengo che la maggior parte dei lettori di questo blog non sia particolarmente dotata di fattore "M" ed io come avrai capito non è che possa chiedere i soldi a mia moglie per andare con escort di lusso :-)))))))))))))

sfigato97
sfigato97
11 mesi fa

Ah e ovviamente, ai miei figli per la maggiore età, se non avranno ancora intinto il biscotto beninteso, regalerò una bella esperienza con delle escort di lusso.

sfigato97
sfigato97
11 mesi fa

@davide911 13 dicembre 2019 19:36
"QUELLO CHE NON HAI E' QUEL CHE NON TI MANCA!"
La citazione di Erasmus che hai riportato potrei anche condividerla se non vivessimo in un regime finanziar capitalistico di tipo ordoliberista dove appunto "I BISOGNI" sono indotti e quello sessuale, anzi oserei dire SOPRATTUTTO QUELLO SESSUALE non fa eccezione.
Un esempio? Me stesso alle medie cioè nella prima metà degli anni 90, gli anni subito dopo l'inizio della tv culo e tette del Berlusca, vale a dire gli anni della strategia americana che Zbigniew Brzezinski coniò con il termine tittytainment: abeldanger.org/tittytainment-elite-laugh-at-little/
Ebbene alle medie, in quest'epoca funesta appena descritta, dove mia madre fece di tutto per farmi evitare di vedere quel "tipo di intrattenimento", in un primo momento riuscendovi, non poté però fare nulla dai condizionamenti a cui venivo sottoposto mentre ero a scuola. E' infatti proprio in questo luogo che sentii dai miei compagni, per la prima volta, la parola "pippa" e ovviamente tutto ciò che "ne consegue". Da lì ovviamente il passo è breve e le pippe, imbeccato "visivamente" dapprima dalla tv culo e tette e successivamente, quando sei già navigato dalla pornografia su giornale, inizi a "fartele" pena l'ostracizzazione dei tuoi compagni di classe. E il passo è ancora più breve da qui ad iniziare a desiderare una donna.
Ecco quindi creato il bisogno, che si sarebbe manifestato certamente comunque, ma più in là nel tempo (e magari prima che la sveglia fisiologica mi destasse avrei potuto fare qualcosa di più costruttivo come del sano sport) ed ecco quindi disatteso Erasmus.

Purple
Purple
11 mesi fa

Ma quella che ti ha definito "puttanier cortese" era slava o brasiliana 😉 😀 ?

Qualche domanda (ovviamente libero di NON rispondere): hai notizie della "brava ragazza" che hai frequentato per tre anni, soprattutto riguardo alla piega che ha preso la sua vita DOPO? Come è avvenuto l'allontanamento tra voi (in particolare riguardo alla decisione definitiva)? Nel caso sia stato tu a far subire a lei la decisione, come ha reagito?

Tinder
Tinder
11 mesi fa

Sarà, ma sento come se l'autore in una piccola parte di sè stia soffrendo parecchio. Questa lettera è uno sfogo. Un grido di vendetta alla donna "attuale" che "costringe" un uomo ad affidarsi al sesso a pagamento.
Niente di più legittimo in fin dei conti, ormai la situazione è degenerata a livelli insostenibili.
Una volta uno mi disse:"Ma un giorno che sarai vecchio, preferirai svegliarti da solo nel tuo letto o svegliarti con qualcuno di fianco?"
È una bella bluepillata, ma in effetti noi umani siamo l'unica razza che non ha predatori naturali, e dunque invecchiamo fino a morire di vecchiaia, e il non avere nessuno "accanto" (che sia fondamentalmente una donna, un figlio o un nipote), è, per quanto bluepill, una "doppia" morte.
L'autore parla della possibilità di un figlio surrogato, e questo proprio per la "paura" intrinseca degli "uomini" di rimanere "soli" nella fase dell'invecchiamento.
Sfiga vuole che in questa epoca i mass media abbiano fatto il lavaggio del cervello alle donne, tra imprinting neonatali (la sguattera povera e il ricco principe.. ma fare lo sguattero povero che si sposa la principessa??), ricerca della bella vita, e il "non accontentarsi mai".

Anonimo
Anonimo
11 mesi fa

all'autore dell'articolo:

'' Contribuiva al mio successo, probabilmente, il fatto che non mi ponessi obiettivi irrealizzabili come le strafighe da copertina.''

grazie per aver ipogamato e rovinato il mercato tutti

Anonimamente
Anonimamente
11 mesi fa

Leggendo questo racconto, mi verrebbe da chiedere all'autore di invitare una delle "pro" che frequenta e che esercitano in Italia, preferibilmente il più rappresentativa della media, a raccontare in un articolo della sua esperienza, in modo particolare di come sono e come vede i suoi clienti (ovviamente, garantendo la privacy di tutti). Sicuramente c'è lo sposato insoddisfatto della moglie ma che vuole tenere in piedi formalmente la famiglia, c'è quello amante di pratiche a dir poco "particolari", c'è l'incel che nessuna vorrebbe, c'è chi potrebbe riuscire tranquillamente a trovarsi una donna senza pagare ma non vuole complicazioni, tipo illudere di essere disposto ad una LTR, oppure finire per fare sesso con donne fisicamente non di suo gradimento, forse c'è pure qualche vedovo…

Penso che sarebbe interessante.

Red Hawk
Red Hawk
11 mesi fa

Ciao, complimenti per l'articolo pensavo di scrivere anch'io qualcosa di molto simile. La mia esperienza è simile alla tua ma più in piccolo. Meno avventure free di te e non guadagnando troppo mi concedo loft girl e massaggi erotici nella mia città. Anch'io penso di fare un viaggetto in Germania prima o poi. Anch'io mi ritengo molto soddisfatto della scelta. Da quando ho iniziato a frequentare pro la mia vita è migliorata, anche se ogni tanto mi torna la voglia di provarci con qualche free.

Solo un piccolo appunto: quando dici che le pro devono avere a che fare con pazzi, pervertiti e violenti non credo francamente che ciò sia vero. Ho chiaccherato con un po' di pro e l'idea che mi sono fatto è che il 99% dei clienti sia gentile. La voce che le pro vengano sfruttate, picchiate, stuprate è messa in giro da donne e femministe per cercare di far sentire in colpa gli uomini. Su un centinaio di pro con cui sono stato mai visto un livido o il minimo segno di violenza. Mai visto un pappone se non in tv. Mai sentito un riferimento ad un protettore.

DOMANDE PER SFIGATO 97
DOMANDE PER SFIGATO 97
11 mesi fa

Ringraziandoti del tuo contributo, ti chiedo perché hai "accettato " di stare con lei;per amore o la bellezza dei soldi?
In ogni caso, lo stare con lei ha portato dei benefici economici nel tuo caso, donazioni, bella vita, oppure è soltanto uno status di "riflesso", dove la tua meta' ha ancora il controllo di tutti i soldi e quindi se sgarri…
INfine E' una coppia aperta o no nel senso che se lei scoprisse le marachelle finirebbe tutto oppure amici come prima….
Grazie ancora per il tuo contributo….

davide911
davide911
11 mesi fa

CAIA SEMPRONIA
(un 5,5/6…di 35/40 anni fa..e ha "curiosato" prima lei, nel mio..non hanno un minimo di "coerenza", come al solito 😀 )

56 anni, Milano
On line

La mia presentazione era tutta da aggiornare: così per chi curioserà nel mio profilo e avrà voglia di leggere queste poche righe, sarà come leggere fra le pagine di un libro, la descrizione di una donna di questi e altri tempi.
Non solare, anzi.. spesso malinconica.
Non perfetta, anzi! ho molti aspetti da completare.
Ma sono vera come il mio nick, nei miei punti di forza, come nelle mie fragilità.
Ciò che "sento" di più della mia personalità è la mia vena estrosa, la sensibilità e la sensualità. Io li vedo come i lati della stessa medaglia.
Non sono su questo sito per rincorrere obiettivi impossibili (***) se non per un semplice stare bene con qualcuno che possa mostrarsi complementare al mio modo di essere e condividere le mie splendide imperfezioni. Non mi interessano profili al di sotto dei 50 anni. Chi vi appartenga non mi contatti nemmeno. Tempo sprecato
_____________________________________________________

(***) …da tenere presente che sto usando foto di un mio caro amico (con cui sono d'accordo per condurre questi "esperimenti" fuori piazza, lontano dalla ns città) che è un 8 conclamato di 41 anni (e, come secondo lavoro, fa il gigolò..ma ne ho già parlato qualche commento fa, in un articolo).

Questa donna (classico lupo camuffato da pecora) ipergama senza ritegno. 🙂
Sia a livello di L (la foto del mio amico sta venendo "laikata" da 30enni notevoli, delle 7,5 come minimo)… che a livello anagrafico (quindi sempre L, direi)…salvo però dichiarare, nella presentazione iniziale, che "non rincorre obiettivi impossibili" (ne ha "solo" 15 di più, di anni; e se ne avesse 15 di meno, sarebbe un 6..vs. un 8 del mio amico)..e che non vuol esser "laikata" da gente sotto i 40 (poi però lei, se è attratta, può prendersi licenza di "laikare" anche gli under-40, ovviamente).

Ma proprio..'ste donne italiche, a forza di sentirlo in tv (perchè tu vali..perchè tu vali..tu-sì-que-vales..ecc.ecc.), veramente che si credono tutte delle brigitte bardot! 😀
Incredibile… 🙂

LA DONNA MODERNA (italiana) MORIRA' VITTIMA DELLA PROPRIA INCOERENZA E DELLA PROPRIA TOTALE INCAPACITA' DI AUTO-COSCIENZA .. DI AUTOCONTROLLO DEL PROPRIO PENSIERO.

Dietro una ipocrita apparenza di "razionalità" che si piccano di mostrare e mettere in evidenza in pubblico ad ogni occasione, rimarranno sempre schiava delle loro… "emozioni"..delle loro "butterflies in the stomach"….

E il bello è che se la suonano e se la cantano da sole.. con una faccia tosta incredibile….

Ora..morale della favola per il pubblico leggente (mediamente più giovane):
LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CH'ENTRATE!
Perchè, queste (le 50enni e oltre), hanno iniziato a passare dentro al "tritacarne" dei condizionamenti mediatici quando erano già delle 25/30enni.
Ma come potranno essere quelle (dai 40 in giù) che sono nate e cresciute (e cresceranno) in un "ecosistema" già così malato ab ovo??? :-/
Tutto molto triste per le giovani (e future) generazioni.
Ragion per cui: meditate, gente. Meditate. 😐

Anonimo
Anonimo
11 mesi fa

Trovato il giusto prezzo, ogni donna si vende.
🙂

Unknown
Unknown
10 mesi fa

Caro red e caro puttanier cortese, ti vorrei chiedere cortesemente, quale sito adotti per trovare queste donne. Io ad esempio su bacheca trovo praticamente una miriade di profili fake con foto false

Gigi
Gigi
10 mesi fa

Gran bella storia, e soprattutto considerazioni condivisibili al 100%.
Il lato più interessante è che non si tratta di un incel che va con le prostitute per mancanza di alternative, ma di una persona che potrebbe avere (anzi, che ha avuto) relazioni normalissime e che poi decide di optare per il sesso a pagamento.
Ennesima dimostrazione, caso mai ce ne fosse stato il bisogno, del fatto che tenersi alla larga dalle LTR è una scelta che dipende esclusivamente da consapevolezza e razionalità…
Meditate gente, meditate.

il miserabile
il miserabile
5 mesi fa

Perle di assoluta saggezza, non c'è null'altro da aggiungere e del tutto consono al mondo odierno, nella quale imperversano come tante sanguisughe le puttane in borghese. Perciò questa lettera è solo da prendere come oro colato. Grazie Redpillatore.

Anonimo
Anonimo
5 mesi fa

Quest’uomo è un genio totale. Fategli un monumento!!!