giovedì 17 agosto 2017

Gianluca Vacchi e l'invidia sociale



Non credo di dovervi spiegare chi è costui, sicuramente lo conoscete già, il famoso imprenditore milionario che negli ultimi mesi ha convogliato su di sè tutta l'attenzione del web.
Quando la scorsa estate iniziai a parlare delle sue (da me soprannominate) "gianvaccate" estive, ovvero delle sue esibizioni narcisistiche, ci fu qualcuno che si stupì del fatto che mi piacesse codesto personaggio.Del resto chi mi conosce sa che sono una persona piuttosto sobria, non amo gli sprechi, non mi piacciono granché i tatuaggi o le tamarrate varie.
Però Gianluca mi piace e il motivo è fondamentalmente uno:si gode la vita sbattendosene di tutto e di tutti.
Pur non essendo più giovane continua a prestare attenzione alla cura della propria immagine e, grazie al denaro di cui dispone, è riuscito anche a crearsi uno status che va ben oltre quello di comune ricco.Si è creato un bel giro di amicizie e una gran popolarità.Gianluca è un perfetto esempio di LMS theory applicata, e infatti si è sempre circondato delle migliori gnocche.
Comunque non vorrei tanto parlare del personaggio, quanto fare una riflessione che è saltata fuori discutendo di lui nel forum e che penso sia piuttosto interessante.
Riguarda l'invidia della gente e tutti gli attacchi che subisce e che riesce a gestire (e per questo lo ammiro) con molta classe.
L'invidia riguarda fondamentalmente tutto il denaro che possiede e che secondo gli haters non sarebbe guadagnato.
A parte il fatto che il Vacchi il denaro non lo ruba a nessuno ma lo ha (almeno in parte) ereditato e trae profitto dai suoi investimenti e, come tutti gli investitori, sottostà al rischio dei propri investimenti, c'è secondo me un particolare a cui spesso molti non fanno caso:gli esseri umani si incazzano molto con chi ha ereditato la ricchezza ma sono piuttosto indifferenti verso chi eredita la bellezza.
Eppure il principio di base è lo stesso, uno non ha merito di ereditare milioni di euro più di quanto non ne abbia di ereditare un bel faccino.
Però puntare il dito contro chi è ricco è socialmente accettato, accusare gli altri di essere dei privilegiati e di avere vita facile perché hanno un sacco di soldi è visto come qualcosa di normale, mentre nessuno se la prende con chi è bello, non si sente mai nessuno aggredire un bello per quanto la sua vita sia facile (spesso molto più facile addirittura di un ricco), anzi ci si complimenta con loro.
C'è veramente un tabù assurdo riguardo all'estetica al giorno d'oggi, mentre la ricchezza viene costantemente discussa e messa sotto processo.
Ora vorrei che rifletteste su questa mia osservazione, mi diceste se siete d'accordo o meno e, se siete d'accordo, che proviate a darmi una spiegazione del perché questi due aspetti vengono trattati diversamente.Io una mia spiegazione ce l'ho e poi magari ve la dirò.

nandida.com



1 commento:

  1. ci provo io.

    analizziamo innanzitutto cosa ci permette di fare il denaro e cosa ci permette di fare la bellezza.

    il denaro ci permette di soddisfare in maniera immediata i nostri bisogni primari (nutrimento, riparo, accesso a cure mediche di qualità )
    gioca un ruolo molto rilevante nel soddisfacimento dei bisogni sociali (accesso ad istruzione di alto livello, iscrizione a club e circoli, possibilità di viaggiare e praticare sport)
    il denaro può toglierci dai guai (es: consegnandolo subito ad un aggressore, abbiamo buone probabilità di salvare la pellaccia)
    il denaro può venir usato per scopi filantropici, oppure per scopi meschini (es: corrompere un poliziotto od un giudice) o perfino criminali ( assoldare un sicario per togliere di mezzo un rivale)
    per quanto riguarda soprattutto gli uomini, grandi quantità di cash garantiscono attenzioni continue da parte di donne desiderabili.
    è anche possibile accedere a metodi dispendiosi di looksmaxing (chirurgia estetica, consulenze di personal training ecc.)

    insomma, chi possiede danaro in grande misura, possiede un potere enorme.


    chi possiede bellezza trae grossi vantaggi a livello di autostima, sentendosi amato ed apprezzato, probabilmente sin dall'infanzia, dall'ambiente sociale circostante.
    i rapporti con l'altro sesso sono estremamente facilitati (questo in particolare per gli uomini)


    pur essendo ciò molto importante ai fini della felicità globale dell'individuo, il bell'aspetto non è immediatamente spendibile ai fini del soddisfacimento dei bisogni primari e sociali.
    non posso ottenere cibo o un tetto o l'accesso ad un club esclusivo in virtù del bel faccino.
    immaginiamo una bella donna di scarse o scarsissime possibilità economiche (esempio più lampante). Essa, per soddisfare i propri bisogni, dovrà prima trovare un uomo di almeno discrete possibilità, sedurlo o rendersi comunque disponibile nei modi che lui desidera, e sperare che lui non la sostituisca con un "nuovo modello", facendola riprecipitare nell'indigenza o comunque in uno stato di non-soddisfazione dei bisogni

    ovviamente estremizzo per farmi capire.

    la ricchezza a parer mio viene analizzata e discussa in primo luogo in in quanto è matematicamente misurabile in maniera non opinabile, può venir prodotta in maniera illecita e può essere utilizzata per scopi dolosi. E quando viene prodotta in maniera lecita, e la osserviamo in mano agli altri, una disturbante vocina interiore ci rammenta che "forse non ci siamo dati da fare abbastanza"

    Quanto alla bellezza, essa dipende dalla lotteria genetica: possiamo forse invidiare il vincitore, ma sappiamo che egli non ha pressoché alcun merito , che il suo vantaggio estetico tenderà ovviamente a scemare con l'avanzare dell'età, e soprattutto noi non abbiamo pressochè nessuna colpa. niente vocine interiori disturbanti, questa volta.

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