
Fino
alla fine dell’800 tra gli uomini, soprattutto nelle campagne, era
prassi diffusa quella di andare a caccia per procurarsi il cibo.Poi, con
la seconda rivoluzione industriale e un notevole miglioramento delle
condizioni di vita, sempre meno persone hanno avuto bisogno di cacciare
e,non a caso, in questo periodo vi è la nascita e la repentina
diffusione della maggior parte degli sport di squadra,in
Europa soprattutto il calcio, che servono ad incanalare ed esprimere
l’istinto predatorio insito nella natura umana e a soddisfare la
necessità di fare gruppo.
Il calcio si può considerare è una
metafora della caccia (e anche della guerra);in esso vi è un bersaglio,
un unione di gruppo e uno scontro tra due gruppi contrapposti per il
controllo di un territorio.
Il fanatismo calcistico a mio avviso è
un forte indicatore di personalità, in particolare di una personalità
piuttosto stupidotta, e soprattutto è una colossale blupillata.
Le
persone poco istruite e di bassa estrazione sociale sono
overrappresentate fra i tifosi del calcio e, non a caso, i Paesi in cui
il calcio è seguito con più fanatismo sono quelli del terzo mondo quali
Sudamerica, Spagna e Italia appunto.
L’esempio del campionato
tedesco ed inglese, che sono anch’essi molto seguiti, non è pertinente
perché quello che qui si va a condannare non è il tifo ma il fanatismo
calcistico.
In Germania e Inghilterra non c’è nessuno che si ammazza
quando la nazionale viene eliminata dalla coppa del mondo e ,se vincono
i mondiali ,il giorno dopo sono ancora a lavorare, non si prendono una
settimana di ferie.
Il fatto di essere seguito dalla classi sociali
più disagiate comporta altresì notevoli problemi di tipo sociale quali
ad esempio la violenza negli stadi e fuori e la ludopatia.
La scarsa
propensione matematica e statistica oltre al basso QI associate al tifo
calcistico sono una occasione molto ghiotta per chi gestisce i vari
giri di scommesse e si arricchisce sulla stupidità dei tifosi di calcio.
Un altro effetto collaterale è quello della spersonalizzazione
dell’individuo che tende a confondersi con il gruppo calcistico
stesso.Ne consegue che, quando la squadra del cuore vince, il soggetto
sente come se quella vittoria gli appartenesse quando in realtà sia il
merito che i benefici della vittoria stessa spettano alla squadra e non a
chi sta a guardare la partita.
Trovo che questo sia l’aspetto più
ridicolo del tifo calcistico:far dipendere il proprio umore e autostima
da undici sconosciuti in mutande che inseguono una palla.
Non a caso
la gente tende sempre a tifare le squadre più forti come la Juve anche
se vive a Catanzaro per essere un po’ più in attivo con le emozioni
positive date dalle vittorie rispetto alle negative date dalle
sconfitte.
Nei confronti dei calciatori famosi vi è un misto tra rispetto/venerazione ed invidia.
I fanatici di calcio idolatrano i calciatori famosi e allo stesso tempo
li invidiano per le donne e i soldi che guadagnano, senza capire che se
hanno una vita così bella è proprio grazie ai coglioni come loro che li
guardano e li seguono.Senza capire che pure loro guadagnerebbero così
tanto se ci fosse qualcuno disposto a pagare il biglietto per venire a
vederli lavorare in fabbrica.
Spesso poi i tifosi, nel calcio sono tutti emotivamente coinvolti molto più dei calciatori stessi.
Mi viene in mente quella volta che Pellè e quell’altro lì con la faccia
sempre scura ma più brutta (scusate ma non ricordo i nomi dei
calciatori, mi ricordo di Pellè per la lo scioglilingua di apelle figlio
di apollo lulz) sbagliarono i rigori agli europei mettendosi a fare
delle t*rronate e facendo uscire l’Italia.Mezza Italia disperata a
piangere ancora dopo una settimana quando Pellè se ne stava già su uno
yacht con la sua fidanzata modella ungherese.
Ma non vi sentite
ridicoli?Siete ridicoli, cazzo!Fate una vita di m*rda e state a seguire
questi 22 pirle che corrono e questi fanno una vita magnifica grazie a
voi ma allo stesso tempo per loro siete delle nullità.Pellè guadagna 12
milioni l’anno, provate ad andare da lui se avete problemi a pagare il
mutuo di casa,ditegli che siete suoi grandissimi ammiratori e
chiedetegli un piccolo prestito e guardate cosa vi risponde.Oppure
chiedetegli di presentarvi una delle tante gnocche che conosce.
Questo continuo idolatrare i calciatori famosi ha veramente rotto le
palle.Come quando Totti ha smesso di giocare e tutti si sono disperati
per questo elemento qui, un grande esempio di virtù
calcistica,soprannominato l’ottavo re di Roma.Un semianalfabeta che
durante una partita una volta ha sputato in faccia ad un avversario
danese, per di più indossando la maglia della nazionale e quindi facendo
fare brutta figura a tutta una nazione.
Quindi non so che cazzo ci
sia da idolatrare di certa gente,oltretutto non occorre neppure essere
chissà quali prodigi genetici per essere grandi calciatori, tant’è che
il calciatore considerato più forte del Mondo è Maradona, che era un
nanetto tozzo e tossicomane.
Fondamentalmente il fanatismo
calcistico è uno dei tanti anestetici di cui abbiamo parlato tempo fa
che servono per sopportare una vita che è di serie B (per utilizzare una
metafora a tema), le persone che hanno una vita veramente piena se ne
sbattono di seguire il calcio.
Ci sono diversi studi che dimostrano
come la propensione al tifo calcistico diminuisca all’aumentare dello
status sociale.Il calcio è lo sport più diffuso tra gli operai, mentre i
quadri tendono a praticare di più il tennis e i dirigenti il golf,
tanto che qualcuno ha fatto la battuta che, all’aumentare del potere
diminuisce la dimensione delle palle.Ahahah che battutona proprio,
peccato che all’aumentare del potere aumenta anche la quantità di gnocca
a disposizione, quindi meglio palle piccole ma utilizzate che palle
grandi che servono solo per essere prese a calci dalla vita.
Insomma, se la vostra vita è condizionata pesantemente dal tifo
calcistico forse qualche domandina è meglio che iniziate a farvela.
alla fine dell’800 tra gli uomini, soprattutto nelle campagne, era
prassi diffusa quella di andare a caccia per procurarsi il cibo.Poi, con
la seconda rivoluzione industriale e un notevole miglioramento delle
condizioni di vita, sempre meno persone hanno avuto bisogno di cacciare
e,non a caso, in questo periodo vi è la nascita e la repentina
diffusione della maggior parte degli sport di squadra,in
Europa soprattutto il calcio, che servono ad incanalare ed esprimere
l’istinto predatorio insito nella natura umana e a soddisfare la
necessità di fare gruppo.
Il calcio si può considerare è una
metafora della caccia (e anche della guerra);in esso vi è un bersaglio,
un unione di gruppo e uno scontro tra due gruppi contrapposti per il
controllo di un territorio.
Il fanatismo calcistico a mio avviso è
un forte indicatore di personalità, in particolare di una personalità
piuttosto stupidotta, e soprattutto è una colossale blupillata.
Le
persone poco istruite e di bassa estrazione sociale sono
overrappresentate fra i tifosi del calcio e, non a caso, i Paesi in cui
il calcio è seguito con più fanatismo sono quelli del terzo mondo quali
Sudamerica, Spagna e Italia appunto.
L’esempio del campionato
tedesco ed inglese, che sono anch’essi molto seguiti, non è pertinente
perché quello che qui si va a condannare non è il tifo ma il fanatismo
calcistico.
In Germania e Inghilterra non c’è nessuno che si ammazza
quando la nazionale viene eliminata dalla coppa del mondo e ,se vincono
i mondiali ,il giorno dopo sono ancora a lavorare, non si prendono una
settimana di ferie.
Il fatto di essere seguito dalla classi sociali
più disagiate comporta altresì notevoli problemi di tipo sociale quali
ad esempio la violenza negli stadi e fuori e la ludopatia.
La scarsa
propensione matematica e statistica oltre al basso QI associate al tifo
calcistico sono una occasione molto ghiotta per chi gestisce i vari
giri di scommesse e si arricchisce sulla stupidità dei tifosi di calcio.
Un altro effetto collaterale è quello della spersonalizzazione
dell’individuo che tende a confondersi con il gruppo calcistico
stesso.Ne consegue che, quando la squadra del cuore vince, il soggetto
sente come se quella vittoria gli appartenesse quando in realtà sia il
merito che i benefici della vittoria stessa spettano alla squadra e non a
chi sta a guardare la partita.
Trovo che questo sia l’aspetto più
ridicolo del tifo calcistico:far dipendere il proprio umore e autostima
da undici sconosciuti in mutande che inseguono una palla.
Non a caso
la gente tende sempre a tifare le squadre più forti come la Juve anche
se vive a Catanzaro per essere un po’ più in attivo con le emozioni
positive date dalle vittorie rispetto alle negative date dalle
sconfitte.
Nei confronti dei calciatori famosi vi è un misto tra rispetto/venerazione ed invidia.
I fanatici di calcio idolatrano i calciatori famosi e allo stesso tempo
li invidiano per le donne e i soldi che guadagnano, senza capire che se
hanno una vita così bella è proprio grazie ai coglioni come loro che li
guardano e li seguono.Senza capire che pure loro guadagnerebbero così
tanto se ci fosse qualcuno disposto a pagare il biglietto per venire a
vederli lavorare in fabbrica.
Spesso poi i tifosi, nel calcio sono tutti emotivamente coinvolti molto più dei calciatori stessi.
Mi viene in mente quella volta che Pellè e quell’altro lì con la faccia
sempre scura ma più brutta (scusate ma non ricordo i nomi dei
calciatori, mi ricordo di Pellè per la lo scioglilingua di apelle figlio
di apollo lulz) sbagliarono i rigori agli europei mettendosi a fare
delle t*rronate e facendo uscire l’Italia.Mezza Italia disperata a
piangere ancora dopo una settimana quando Pellè se ne stava già su uno
yacht con la sua fidanzata modella ungherese.
Ma non vi sentite
ridicoli?Siete ridicoli, cazzo!Fate una vita di m*rda e state a seguire
questi 22 pirle che corrono e questi fanno una vita magnifica grazie a
voi ma allo stesso tempo per loro siete delle nullità.Pellè guadagna 12
milioni l’anno, provate ad andare da lui se avete problemi a pagare il
mutuo di casa,ditegli che siete suoi grandissimi ammiratori e
chiedetegli un piccolo prestito e guardate cosa vi risponde.Oppure
chiedetegli di presentarvi una delle tante gnocche che conosce.
Questo continuo idolatrare i calciatori famosi ha veramente rotto le
palle.Come quando Totti ha smesso di giocare e tutti si sono disperati
per questo elemento qui, un grande esempio di virtù
calcistica,soprannominato l’ottavo re di Roma.Un semianalfabeta che
durante una partita una volta ha sputato in faccia ad un avversario
danese, per di più indossando la maglia della nazionale e quindi facendo
fare brutta figura a tutta una nazione.
Quindi non so che cazzo ci
sia da idolatrare di certa gente,oltretutto non occorre neppure essere
chissà quali prodigi genetici per essere grandi calciatori, tant’è che
il calciatore considerato più forte del Mondo è Maradona, che era un
nanetto tozzo e tossicomane.
Fondamentalmente il fanatismo
calcistico è uno dei tanti anestetici di cui abbiamo parlato tempo fa
che servono per sopportare una vita che è di serie B (per utilizzare una
metafora a tema), le persone che hanno una vita veramente piena se ne
sbattono di seguire il calcio.
Ci sono diversi studi che dimostrano
come la propensione al tifo calcistico diminuisca all’aumentare dello
status sociale.Il calcio è lo sport più diffuso tra gli operai, mentre i
quadri tendono a praticare di più il tennis e i dirigenti il golf,
tanto che qualcuno ha fatto la battuta che, all’aumentare del potere
diminuisce la dimensione delle palle.Ahahah che battutona proprio,
peccato che all’aumentare del potere aumenta anche la quantità di gnocca
a disposizione, quindi meglio palle piccole ma utilizzate che palle
grandi che servono solo per essere prese a calci dalla vita.
Insomma, se la vostra vita è condizionata pesantemente dal tifo
calcistico forse qualche domandina è meglio che iniziate a farvela.
Sarebbe utile ricordare che le frange fanatiche (gli ultras) non sono nate in Italia , nemmeno in Spagna ,tantomeno nel terzo mondo ,bensì in Inghilterra (!) ,dove la “filosofia” di questa sottocultura ,ha fatto proseliti in tutto il mondo ,quindi tutti gli altri menzionati ,sono in un certo senso “emulatori” e non divulgatori del contesto . Per cui in questa tesi ,facilmente sposabile , c’e Però un errore dal punto di vista storico, in quanto la (criticabilissima e perculabile) visione d’insieme dei famigerati “holligans” d’oltremanica ,da cui ricordiamo ,nasce tutto ,apparteneva all’unione della cosiddetta “Working class” ,che significa(va) persone meno abbienti ,chiuse in fabbrica ..insomma la classica vita di merda ,per cui ,questa sottocultura ,andrebbe letta anche da un punto di vista socio/politico ,perlomeno agli albori e nei momenti clou (fine anni 60 ,tutti i 70 e buona parte degli 80 ) quindi definire il fenomeno del tifo sfrenato ,come appannaggio del terzo mondo e’ storicamente sbagliato
“In Germania o in Inghilterra nessuno si ammazza per la propria nazionale”… certo, come no, peccato che il fenomeno degli hooligans sia nato proprio in Inghilterra, e i tifosi violenti inglesi compievano azioni che al confronto il peggior gruppo di ultras italiano ricorda le Giovani Marmotte. A volte Redpillatore le tue analisi sono superficiali, semplicistiche e poco approfondite quanto se non peggio di quelle delle femministe.
Ahah pura verità, questa accozzaglia è una delle peggior feccie di questa italia sgangherata! Comunque riguardo alle classi sociali io ti posso dire da operaio che grazie a dio in azienda con me gran parte dei miei colleghi se ne sbatte di questa pippa di calcio! Però in ogni caso..che tristezza ragazzi. La cosa che mi fa più incazzare è proprio quella che menzioni tu, in cui parli che i coglioni fanatici che li idolatrano son proprio loro gli artefici di questo business assurdo in cui i beneficiari son i giocatori che fanno una vita da sogno grazie ai cornuti che li seguono. E quei caproni di fanatici non se ne rendono conto!! Pure a me questo fa incazzare
Appezzo e quoto quasi tutto quello che hai scritto, bell’articolo. Posso essere soddisfatto di me stesso di non aver mai seguito ne provato interesse per il calcio! 😉
Sul concetto di fanatismo calcistico ti do pienamente ragione: io il calcio lo seguo, ma non ho abbonamento a stadio e tv, e soprattutto se la “mia” squadra viene eliminata ai quarti di Champions non entro in depressione, ma mi faccio tranquillamente una birretta e una trombata con la mia donna. Come del resto se vince, non sono così stupido da non capire che i soldi, la fama e la fica vanno a giocatori, allenatore e società.
E non bisogna dimenticare l'elevata percentuale di omosessuali tra i supposti trombeur de femmes in mutande che inseguono una palla che è persino più intelligente di loro. Ovviamente vengono tenuti nascosti, altrimenti il popolino cucko e cornuto finirebbe a pensare: "Ma come, li idolatro, sono ricchi e atletici e nemmeno gli piace la fica?"
Ma caro tifoso cornuto, ti pare che a un multimilionario a cui piace la fica si fa gestire gli affari dalla mamma?
Tutti tatuati, depilati e colle sopracciglia rifatte dall'estetista… cosa ti dice tutto ciò?
Grande pezzo, questo ?
La disamina è ottima, e sono d’accordo con la maggior parte dei punti, tuttavia ti argomento i punti sui quali non sono d’accordo:
1) Non dovremmo dare adito al calcio perché i calciatori scopano molto – Okay, ma se fosse così dovremmo boicottare totalmente anche il cinema. Gli attori, americani di serie “A”/locali e non, hanno un seguito di donne infinitamente superiore ai calciatori.
2) Il calcio ‘unisce’ nel senso che può darti status, in tal modo potrebbe essere visto come un mezzo di coesione sociale e di abbandonamento dell’emarginazione
3) Gli esempi di Totti e Maradona sono calzantissimi, eppure Maradona è stato uno degli esempi di “oltre le righe” (di cocaina). Piace ed è ammirato da tutto il pianeta proprio per il suo stile ribelle e combattivo contro le autorità. Glielo riconosco che ha avuto molto stile e da che era un poveraccio per le strade è diventato un idolo a livello mondiale. Un mio amico tempo fa disse che piace proprio perché è un uomo umile qualunque, e senza il calcio sarebbe stato un manovale al massimo. Proprio per questo ha un grandissimo riscontro di gente che si immedesima in lui.
Per Totti vabbè, non commento. Personalmente non mi piace come persona/personaggio, ma quando si parla di atletismo non gli si può muovere di certo nessuna accusa, è anche una ‘bandiera’ a livello mondiale che ha rifiutato offerte di clubs ben più remunerativi. Sotto questo punto di vista è intoccabile.
4) I calcio-cornuti sono in fin dei conti dei ragazzi di strada/di classe media che grazie al sistema di status e di violenza portato dagli ambienti domenicali riescono a piacere e ad acchiappare, creandosi uno stile ‘ultras’ molto vicino ai tipici tratti di Triade Oscura, quali il teppistello di strada arrogante e indomito.
5) Sui tedeschi non so, ma gli inglesi hanno avuto un livello di emergenza data dalla violenza negli stadi ben superiore a qualsiasi evento accaduto in Italia. Al confronto, gli scontri in Italia sono bazzecole rispetto agli impieghi della polizia e tenuta antisommossa e all’esercito britannico. Non scherziamo.
Per tutte le altre cose sono d’accordissimo con te.
Pochi anni dopo che hai scritto questo articolo ci si è abbassati di livello ancora di più siccome ora il 20enne medio portato per il calcio sogna di andare a giocare in Arabia Saudita, paese con zero cultura calcistica, con gli stipendi che partono da 5-6 milioni di euro annui. Infami venditori del culo che non sanno cosa significa essere un tifoso di una squadra prima che un mercenario calciatore.
Il livello di ridicolaggine del tifoso medio di un paese di provincia che tifa una grande squadra del centro-Nord Italia è immenso, si infilano in questi elementi giusto per fare parte di qualcosa di più grande e sentirsi in un gruppo. Diverso invece il fatto di tifare la squadra della propria città/provincia/regione. La base territoriale è fondamentale ed è un elemento portante del calcio stesso.
Quello che non sopporto di più tra tutto è l’emulazione totale dello stile di vita dei calciatori, come le acconciature, i tatuaggi, il vestiario, la vita che gli stessi ostentano sui social. Pecoroni.
Per me l' apoteosi è il calcio parlato in radio e tv. Discutere due ore su un fuori gioco è pleonastico ma ha un retrogusto rilassante per cui è un tipo di fuffa che non mi infastidisce anzi mi riconcilia con la mia parte ignorante fatta di rutti, birre ghiacciate e ravanate al basso ventre.
Un altro che secondo me avrebbe potuto seguire una carriera magnifica me per via della testa inesistente se la è mangiata è Balotelli…e dovrebbe costruire un monumento a quel marpione del defunto Raiola che ancora devo capire come gli ha procurato ingaggio multimilionario per anni anche in turchia quando ormai si vedeva da anni che razza di testa aveva Balo… balo mi dà l’idea di uno che davvero ha avuto dalla vita potenzialmente una marea di cose e che manco ha voluto mettere quel minimo di impegno per gestire, di sicuro ha scopato e scopa ancora però ora a 35 anni manco la squadretta del paese lo prenderebbe e dubito che si possa riciclare,manco come macchietta e opinionista in genere. A 40 anni me lo vedo chiedere la questua in giro perché avrà sperperato ciò che gli resta ancora. Mah
Ho 31 anni e iniziai a tifare Inter (sono cresciuto in una provincia del Nord-Est Italia), nei primi anni 2000, perché i Tommy della mia classe (frequentando medie e licei privati venni a contatto con loro sin dalla prima adolescenza) tifavano Juve. Inconsciamente, mi identificavo nella rivale un po’ sfigata della squadra più forte del momento. Crescendo poi sono arrivato alle stesse conclusioni di Red, la cui analisi è impeccabile, anche per il seguente episodio che ha catturato la mia attenzione. Un noto canale youtube, che ho scoperto di recente, mostra le reazioni più calde dei tifosi, finite le partite, e adesso che la Juve è in declino, mi sono soffermato inevitabilmente, sui suoi supporter, che in questo momento stanno patendo di più ciò. Provengono quasi tutti dal meridione (quindi probabilmente da contesti sociali più umili), esteticamente sono tutt’altro che attraenti, e sono anche poco eruditi (quindi è improbabile che svolgano lavori ben remunerati). Questo semplice fatto, oltre che confermare le tesi dell’articolo, sul finto riscatto sociale, mi ha provocato una sorta di pentimento (so che può sembrare eccessivo ma non saprei come altro descriverlo) perché il me stesso di 12-13 anni, si era anche illuso che il crollo della squadra torinese avrebbe causato uno sconforto, seppur lieve, a dei miei coetanei, la cui esistenza mi sembrava perfetta. Invece, questi ultimi staranno probabilmente vivendo la vita del protagonista del magistrale racconto “Tommy Goes to Jesolo”, (tranne che per il finale, che sia chiaro non auguro a nessuno), mentre a patire per la debacle sportiva della Juve, saranno persone con un basso LMS, che non hanno nemmeno più quella piccola gratificazione che offriva loro il calcio.
“i quadri tendono a praticare di più il tennis” – dipende dall’orario e dalla stagione. In quelle più propizie il tennis viene praticato dalle caste più elevate, in quelle meno propizie…
“Filini fissò il campo da tennis per la domenica più rigida dell’anno, dalle sei alle sette antelucane. Tutte le altre ore, man mano che si avvicinava il mezzogiorno, erano occupate da giocatori di casta sempre più elevata. Direttori Clamorosi, ereditieri, cardinali, e figli di questi potenti” ” (dal film Fantozzi).
Un pezzo semplicemente da antologia! Dovrebbero farlo leggere nelle scuole ma ovviamente ….
Alla frase che il tifo calcistico è una blupillata sono morto dal ridere. Grandissimo!
Ieri un calciatore colla sua Porsche è stato insultato per strada da un tifoso, si è fermato, è sceso e l'ha menato.
Ora, è vero che trattasi di aggressione e tale calciatore è un violento E un delinquente (come non fosse già grave la qualifica di milionario analfabeta) ma è onesto ammettere che il tifoso si merita tutti i calci in faccia del mondo visto che è in prima persona colui che ha cacciato i milioni perchè l'analfabeta nervoso possa girare in Porsche alla faccia sua (e, quando vuole, possa rompergliela).
Quindi multerei il pedatore e obbligherei il tifoso a pagarsi le cure mediche di tasca sua. E' ignobile che i contribuenti debbano pagare le tasse per guarire uno malato nella testa.
Post-Covid i cornuti, dopo 2 mesi chiusi in casa con quei cessi che hanno sposato per non restare soli a stirare le camicie, hanno fatto una potentissima opera di lobbying per riprendere le trasmissioni del campionato più sputtanato del mondo: la Merderie A.
Se facessero lo stesso sforzo per ripristinare la parità dei sessi avremmo una società proiettata verso il 2020 invece che verso il 1970…