giovedì 17 agosto 2017

Il calcio: un'analisi sociologica




Fino alla fine dell'800 tra gli uomini, soprattutto nelle campagne, era prassi diffusa quella di andare a caccia per procurarsi il cibo.Poi, con la seconda rivoluzione industriale e un notevole miglioramento delle condizioni di vita, sempre meno persone hanno avuto bisogno di cacciare e,non a caso, in questo periodo vi è la nascita e la repentina diffusione della maggior parte degli sport di squadra,in Europa soprattutto il calcio, che servono ad incanalare ed esprimere l'istinto predatorio insito nella natura umana e a soddisfare la necessità di fare gruppo.
Il calcio si può considerare è una metafora della caccia (e anche della guerra);in esso vi è un bersaglio, un unione di gruppo e uno scontro tra due gruppi contrapposti per il controllo di un territorio.


Il fanatismo calcistico a mio avviso è un forte indicatore di personalità, in particolare di una personalità piuttosto stupidotta, e soprattutto è una colossale blupillata.
Le persone poco istruite e di bassa estrazione sociale sono overrappresentate fra i tifosi del calcio e, non a caso, i Paesi in cui il calcio è seguito con più fanatismo sono quelli del terzo mondo quali Sudamerica, Spagna e Italia appunto.
L'esempio del campionato tedesco ed inglese, che sono anch'essi molto seguiti, non è pertinente perché quello che qui si va a condannare non è il tifo ma il fanatismo calcistico.
In Germania e Inghilterra non c'è nessuno che si ammazza quando la nazionale viene eliminata dalla coppa del mondo e ,se vincono i mondiali ,il giorno dopo sono ancora a lavorare, non si prendono una settimana di ferie.
Il fatto di essere seguito dalla classi sociali più disagiate comporta altresì notevoli problemi di tipo sociale quali ad esempio la violenza negli stadi e fuori e la ludopatia.
La scarsa propensione matematica e statistica oltre al basso QI associate al tifo calcistico sono una occasione molto ghiotta per chi gestisce i vari giri di scommesse e si arricchisce sulla stupidità dei tifosi di calcio.
Un altro effetto collaterale è quello della spersonalizzazione dell'individuo che tende a confondersi con il gruppo calcistico stesso.Ne consegue che, quando la squadra del cuore vince, il soggetto sente come se quella vittoria gli appartenesse quando in realtà sia il merito che i benefici della vittoria stessa spettano alla squadra e non a chi sta a guardare la partita.
Trovo che questo sia l'aspetto più ridicolo del tifo calcistico:far dipendere il proprio umore e autostima da undici sconosciuti in mutande che inseguono una palla.
Non a caso la gente tende sempre a tifare le squadre più forti come la Juve anche se vive a Catanzaro per essere un po' più in attivo con le emozioni positive date dalle vittorie rispetto alle negative date dalle sconfitte.
Nei confronti dei calciatori famosi vi è un misto tra rispetto/venerazione ed invidia.
I fanatici di calcio idolatrano i calciatori famosi e allo stesso tempo li invidiano per le donne e i soldi che guadagnano, senza capire che se hanno una vita così bella è proprio grazie ai coglioni come loro che li guardano e li seguono.Senza capire che pure loro guadagnerebbero così tanto se ci fosse qualcuno disposto a pagare il biglietto per venire a vederli lavorare in fabbrica.
Spesso poi i tifosi, nel calcio sono tutti emotivamente coinvolti molto più dei calciatori stessi.
Mi viene in mente quella volta che Pellè e quell'altro lì con la faccia sempre scura ma più brutta (scusate ma non ricordo i nomi dei calciatori, mi ricordo di Pellè per la lo scioglilingua di apelle figlio di apollo lulz) sbagliarono i rigori agli europei mettendosi a fare delle t*rronate e facendo uscire l'Italia.Mezza Italia disperata a piangere ancora dopo una settimana quando Pellè se ne stava già su uno yacht con la sua fidanzata modella ungherese.
Ma non vi sentite ridicoli?Siete ridicoli, cazzo!Fate una vita di m*rda e state a seguire questi 22 pirle che corrono e questi fanno una vita magnifica grazie a voi ma allo stesso tempo per loro siete delle nullità.Pellè guadagna 12 milioni l'anno, provate ad andare da lui se avete problemi a pagare il mutuo di casa,ditegli che siete suoi grandissimi ammiratori e chiedetegli un piccolo prestito e guardate cosa vi risponde.Oppure chiedetegli di presentarvi una delle tante gnocche che conosce.
Questo continuo idolatrare i calciatori famosi ha veramente rotto le palle.Come quando Totti ha smesso di giocare e tutti si sono disperati per questo elemento qui, un grande esempio di virtù calcistica,soprannominato l'ottavo re di Roma.Un semianalfabeta che durante una partita una volta ha sputato in faccia ad un avversario danese, per di più indossando la maglia della nazionale e quindi facendo fare brutta figura a tutta una nazione.
Quindi non so che cazzo ci sia da idolatrare di certa gente,oltretutto non occorre neppure essere chissà quali prodigi genetici per essere grandi calciatori, tant'è che il calciatore considerato più forte del Mondo è Maradona, che era un nanetto tozzo e tossicomane.
Fondamentalmente il fanatismo calcistico è uno dei tanti anestetici di cui abbiamo parlato tempo fa che servono per sopportare una vita che è di serie B (per utilizzare una metafora a tema), le persone che hanno una vita veramente piena se ne sbattono di seguire il calcio.
Ci sono diversi studi che dimostrano come la propensione al tifo calcistico diminuisca all'aumentare dello status sociale.Il calcio è lo sport più diffuso tra gli operai, mentre i quadri tendono a praticare di più il tennis e i dirigenti il golf, tanto che qualcuno ha fatto la battuta che, all'aumentare del potere diminuisce la dimensione delle palle.Ahahah che battutona proprio, peccato che all'aumentare del potere aumenta anche la quantità di gnocca a disposizione, quindi meglio palle piccole ma utilizzate che palle grandi che servono solo per essere prese a calci dalla vita.
Insomma, se la vostra vita è condizionata pesantemente dal tifo calcistico forse qualche domandina è meglio che iniziate a farvela.



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