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La trappola dei due stipendi (di Class Alfa)

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Qualche anno fa ero di ritorno in Italia per la prima volta. Mi ero trasferito a Panama da circa un anno e mezzo e stavo facendo il primo rimpatrio.
Mangiate in casa, chiacchierate con gli amici di sempre, passeggiate con il cocker di famiglia.
Dopo qualche giorno, sento una gran voglia di prodotti locali, cosí decido di andare all’Esselunga in cerca di formaggi e salumi.
Entro e rimango da subito colpito. Sono le 11:00 del mattino di un giorno in settimana e nel supermercato vedo solo teste grigie. La cosa mi colpisce parecchio, mi fermo un attimo e vedo che sul lungo corridoio che corre al lato delle casse ci sono solo vecchi che si muovono al rallentatore.
Sta cosa mi fa strano, e in qualche modo mi fa sentire a disagio. Dopo oltre un anno in un paese con bambini ovunque mi ritrovo in un luogo pieno di vecchi.
L’ansia sale, anche perché mi ricordo di essere lontano dalla stagione dei kaki, il mio frutto preferito, che ovviamente non trovi ai tropici.
 Cosí inizio a cercare la bresaola e in giro vedo solo vecchie con i capelli bluastri e corti. Guardo sotto, abituato a vedere tutto l’anno piedi smaltati in sandali o infradito e vedo solo calze contenitive!
Butto sul carrello un salame fresco e vado verso il pane.
Poi prendo una confezione di ciabatte croccanti e vado in cassa. Anche lí, stranamente, una cazzo di vecchia con i capelli
corti e mezzi blu davanti a me, ma stavolta accompagnata da una deliziosa bambina seduta sopra al carrello. Mi rincuoro e me ne vado,
stravolto da questa overdose geriatrica e salgo sull’utilitaria di mio padre presa in prestito per l’occasione.

A casa, come fossi una ragazzina appena molestata da un prete, dico tutto a mia madre. Le dico di aver visto solo “teste grigie” all’Esselunga e di essermi accorto che in giro non ci sono bambini. Lei mi ricorda che l’etá media in Italia é di oltre 50 anni e che nel Bel Paese ormai si fanno pochissimi figli. Me ne faccio una ragione e mi sparo un piatto di bresaola, grana e rucola.

Questo aneddoto, ormai vecchio di 4 anni, mi rimane sempre nella memoria. Rimasi davvero colpito quando vidi in fila moltissime teste grigie all’Esselunga.
I vecchi italiani spesso usano uno shampoo particolare che colora i loro capelli di un blu, lo usava anche Briatore.

Flavio Briatore, con capelli bluastri, mentre indica con le mani le dimensioni di qualcosa

Ora, mi chiedo, perché in certi paesi si vedono cosí pochi bambini?
Di sicuro nel paese dove vivo il femminismo ha fatto la sua bella quota di danni, ed effettivamente non si fanno tantissimi figli. Comunque 2.4 contro 1.2 dell’Italia, una differenza che basta a stravolgere l’ambiente che ti circonda nel quotidiano.
È infatti davvero pieno di donne di circa 30 anni con tre o quattro figli, come mia mamma ai suoi tempi.
Oggi invece in Italia questa sembra una cosa rarissima.
Per vedere una donna con molti figli tocca andare probabilmente in un campo rom e nella casa di qualche emigrante islamico.
Ma perché in Italia si fanno cosí pochi bambini? Perché i miei amici storici, ormai quasi tutti 30enni, non si sono riprodotti sebbene abbiano sborrato in diverse fighe nel corso degli anni? (“fighe” come sineddoche, non aggettivo, spesso erano delle cessazze)
Certo c’é il discorso della deresponsabilizzazione degli adulti moderni che in fin dei conti restano bambini fino alla morte. Pochi impegni lavorativi, a casa dei genitori per secoli, senza grossi progetti per il futuro. Sicuramente l’Uomo e la Donna oggi sono lontani dall’idea di fare figli
perché sono eterni bambini e non si vedono nel ruolo di genitore. C’é quindi un problema di ruoli. Oggi il trentenne medio non si sente un adulto,si sente un ragazzo. Se a questo aggiungiamo che una quota sempre piú alta di maschi non ha accesso alle donne hai voglia a fare figli quando hai dato il primo bacio
a 21 anni e hai scopato la prima volta senza pagare a 23, e magari con un caso umano “plurisborrato”. La voglia di fare figli quindi é quella che é,
rasenta lo zero.

Ma, c’é un peró. Oltre a questo punto, ovvero l’immaturitá collettiva di cui ben poco si parla, esiste un vero e proprio asso nella manica
che tutti estraggono sempre per giustificare la cosa: il motivo economico. Oggi, ogni qualvolta si parla del calo delle nascite,
il normie medio va sempre a parare su quei punti che ha imparato dai media mainstream. Ti dicono, in un modo o nell’altro, che non ci sono i soldi per fare una famiglia, che prima era piú facile che ai tempi dei loro genitori gli stipendi erano in proporzione piú alti e altre boiate da frignone moderno, il tutto mentre Malik Ngebue, il vicino
di casa nigeriano 29 enne muratore e islamico convinto, ha appena infarcito la moglie Kesha Lower per la sesta volta, concependo il promettente Kevin Tupac.
Ora, all’alba dei 30 anni, ricordo di sentire parlare di ‘sta famigerata crisi fin dai tempi della mia cresima. Ricordo la moglie del mio padrino dirmi che ai tempi di sua figlia le mance erano enormi e che aveva raccolto cifre da capogiro ma che ora con la “crisi” non era lo stesso. Sto cazzo di termine, la “crisi”, ce lo mettono in testa da decenni. Ci vogliono far credere di essere in una costante situazione di ristrettezza economica.
Quando si parla di bambini, che voglio ricordarvi sono il centro di ogni societá sana e con un futuro, si cita sempre ‘sta maledetta crisi.
Viviamo, secondo la narrativa dominante, in una costante instabilitá economica che non ci permetterebbe di fare figli.
Non ci sono i soldi per mettere al mondo un bambino, come se ci fosse una tassa sul parto.
Il normie medio ci ripete sempre che le cose non vanno bene e che per avere una famiglia oggi servono x euro al mese di stipendio, magari mentre sfoggia l’abbronzatura da vero terron face di ritorno dalla vancaza a Mikonos o Formentera.
Ecco, io credo che questa sia una follia, un’idea che esiste solo nel cervello bacato degli occidentali moderni.

Tra i tanti freni che ci mettono in testa per non fare figli, mentre i paesi del terzo mondo crescono a ritmi da roditori, c’é il solito discorso
che oggi per “stare bene” c’é bisogno di avere due stipendi in casa e pure molto alti.
Entrambi i coniugi, secondo la narrativa dominante, dovrebbero avere un lavoro per coprire gli enormi costi della vita moderna. Per portare avanti una famiglia ci vorrebbero praticamente 3’563.50 euro, che é la cifra, moltiplicata per due, dello stipendio medio italiano secondo l’Istat considerando anche la tredicesima mensilitá e spalmandola sui 12 mesi per semplicitá.
Sí, per fare due o tre bambini sia la mamma che il papá dovrebbero andare tutti i santi giorni a sfacchinare. Per crescere degli eredi non solo
il padre, ma anche la madre, dovrebbe dedicare tra lavoro, pausa pranzo e viaggio circa 11 ore della propria giornata a individui esterni.
Salta all’occhio subito un’incongruenza dietro questo ragionamento che ci vogliono mettere in testa in ogni modo. Come facciamo a essere genitori se dobbiamo stare fuori casa tante ore ? Come facciamo a crescere i nostri eredi se non li vediamo quasi mai? Molti infatti optano per il cagnolino.

Ecco che per rispondere a questi quesito i grandi sostenitori del progresso citano gli “evolutissimi” paesi della scandinavia come esempio.
“Ci vogliono gli asili aziendali!!1!” “Il municipio deve dare alle donne la possibilitá di lasciare i loro bambini in spazi condivisi!!1!” e altre follie
simili. Meditate sempre quando vi si pongono certi paesi come esempi di civiltá. Andate a vedervi i dati di suicidio per esempio, oppure
andate a leggere dei casi di cronaca di quei vecchietti svedesi morti senza ricevere visite da settimane…o anni. L’allarme lo danno sempre i vicini,
allertati dall’odore di cadevere in decomposizione.
Ci vogliono spingere in qualche modo a vivere in totale simbiosi con l’azienda in cui lavoriamo, per non poter piú esseri autonomi
dal nostro datore di lavoro che non solo ci da lo stipendio ma che ci fornisce anche l’asilo per i nostri bambini. La donna moderna dovrebbe passare piú ore con il suo capo che con suo marito per poter avere un marito!

Ora, proviamo a fare due conti, e a vedere se davvero conviene che i due partner escano entrambi a lavorare al mattino per poter avere una famiglia.
Ipotizziamo in totale ottimismo che la donna della coppia prenda quella cifra.
La madre, la persona che piú di chiunque altro al mondo dovrebbe stare con i bambini, quanti costi dovrebbe sostenere per andare al lavoro?.

Per i trasporti, come moltissime persone, potrebbe spendere almeno 100 euro al mese per spostarsi stando agli studi, in macchina o con i mezzi. A questo dovremmo aggiungere i soldi per i vari pranzi e colazioni. Chi lavora sa bene che é impossibile avere sempre tutto
pronto. A volte non hai tempo, a volte sei stanco, a volte ti dimentichi. Tra caffé al mattino e in pausa pranzo, pranzi di lavoro e coca cola alle macchinette vanno via altri 100 euro a stare molto conservativi, forse dovremmo considerare almeno 150 euro dato che il pranzo di lavoro medio, almeno nel nord Italia, si aggira sui 10 euro. Questo articolo ipotizza addirittura 280 euro al mese di pause pranzo!
Ovviamente, dato che la donna lavora al pari dell’uomo, la casa nel giro di 5 giorni diventa un porcile. Partono almeno 8 euro all’ora
per renderla vivibile, per 6 ore a settimana. Parliamo di altri 200 euro al mese. A questo dobbiamo aggiungere il costo della baby sitter, o dell’asilo, per tenere la creatura abbandonata a se stessa dalla madre in carriera. Secondo Fanpage una famiglia con due bambini al nido o all’asilo spenderebbe ben 380euro al mese, ma qui sul redpillatore siamo buoni e comprensivi con le donne e calcoleremo un super conservativo costo di 250 euro mensili buttandoci dentro anche tutte le voci extra come il trasporto, lo zainetto ecc.
Per ora siamo a 700 euro al mese di costi sostenuti dalla nostra super donna multitasking per avere una carriera se ha una famiglia.

secondo la vulgata moderna la donna sarebbe un essere genio in grado di svolgere diversi compiti allo stesso tempo mentre l’uomo medio sarebbe un ritardato alla Homer Simpson


Questi sono i costi base, ma dato che stiamo parlando di una donna moderna e “studiata” che non vuole farsi mancare niente, dobbiamo
considerare che si sentirá in fortissima competizione con le colleghe, vuoi per fare carriera, vuoi per accedere al collega figo, vuoi
per manipolare il capo, vuoi per competizione femminile fine a se stessa. Partono ovviamente manicure, pedicure (la donna moderna sembra avernepiú bisogno dell’ossigeno), capelli e guardaroba all’altezza dell’importantissimo ruolo che ricopre in azienda! Chi ha lavorato in un
ufficio poi sa bene come le donne non vengano due soli cazzo di giorni di fila con gli stessi vestiti. Eh ma uomini e donne sono uguali, guai a
metterlo in dubbio.
Anche qui, per non cadere nel ruolo di maschilisti brutti e cattivi, consideriamo un extra di 100euro mensili alla voce “manutenzione e bellezza”
facendo finta di sapere che una manicure pedicure costa in media 30 euro e che un trattamento taglio e piega viaggia sui 60 euro minimo.
Facciamo finta di dimenticare il costo dei trucchi, i profumi, gli orecchini, le scarpe ecc. Vogliamo essere buoni, il Natale si avvicina.

Vorrei evitare la seguente voce di costo, ma dato che conosco troppo bene le donne moderne e tutte le loro follie consumistiche, non posso evitare.
La macchina. Una donna moderna, laureata nel difficilissimo percorso di scienze della comunicazione o marketing, credete che possa andare al lavoro con i mezzi per sempre? Certo che no! Deve arrivare almeno con un’utilitaria fiammante o meglio con un SUV di medie dimensioni.
Anche qui, per non sparare sulla crosce rossa, staremo super conservativi, e calcoleremo solo 150 euro al mese senza contare l’anticipo o la rata finale e ovviamente calcoleremo un ridicolo, e totalmente slegato dalla realtá, costo di manutenzione mensile di 40 euro (gomme, olio, assicurazione, parcheggio vicino al posto di lavoro)
Ora, dimenticando volutamente le altre voci come caro benzina degli ultimi mesi, inflazione alle stelle, imprevisti che chi lavora conosce bene, andiamo a fare i conti:

CONTO:
Stipendio (tot annuo ISTAT/13): + 1’781.75
Trasporti: – 100.00
Pranzi, colazioni, pause caffé: -150.00
Donna delle pulizie: -200.00
Rate nido o baby sitter: -250.00
Manutenzione e bellezza: -100.00
Leasing auto: -150.00
Manutenzione auto: -40.00
TOTALE: +791.75

Ecco, questa, grosso modo, é la cifra che resta in mano a una donna dopo un mese di lavoro matto e disperatissimo, con levatacce, calli ai piedi e mal di schiena dopo ore di tacchi in ufficio per non sfigurare con la collega figa, sgridate, pianti in bagno, sorrisini languidi con il tirocinante 5 anni piú

giovane tremendamente figo.
Sí, avete letto bene. La madre moderna rinuncia al crescere i propri figli come si deve, 24 ore al giorno, per questa cifra ridicola.
Sí caro lettore sposato, per tua moglie tuo figlio vale meno di 800 euro!
Immaginate poi la qualitá delle ore che restano da passare in casa, con tutto lo stress del lavoro e del traffico addosso. Non invidio i bambini di oggi.
Ci sarebbe poi da considerare un’altra voce per essere corretti: il costo opportunitá. La donna, stando a casa, potrebbe svolgere numerosissime
attivitá che andrebbero ad aiutare il bilancio di famiglia, come é stato per secoli. Potrebbe per esempio gestire un piccolo orto ed avere degli animali da cortile, potrebbe fare la spesa con calma confrontando i prezzi e ottimizzando il processo, sarebbe piú serena e creerebbe un ambiente piú confortevole per il marito che torna a casa dal lavoro. Un’analisi opportuna di questo costo opportunitá non é affatto semplice, ma salta all’occhio come questo fattore esista e sia rilevante. Poi ci sarebbe il valore dello stare con i propri figli tutto il giorno, vivendo tutti i loro momenti, i primi passi, le prime parole, ma oggi invece molti bambini finiscono per dire mamma alla nonna nei migliori dei casi o peggio alla colf!

Ovviamente la donna moderna non razionalizza certe dinamiche e non lavora solo per i numeri. La donna moderna lavora per sentirsi realizzata, per sentirsi indipendente, per sentirsi libera. Ed é questo in fin dei conti il lavoro per la donna moderna, uno strumento per non sottostare in nessun modo ad un marito, per essere una “giusta ribelle” appena l’occasione é abbastanza ghiotta per far saltare la famiglia, mandano a sfacelo la screscita dei giá abbandonati figli, tutto sacrificato sull’altare non dell’amor proprio ma del culto di se stessi.
La donna moderna é una megalomane di misura minima e mediocre, che insegue sogni in cui nemmeno lei crede, drogata di qualunquismo e media mainstream, capace di rinunciare al piú nobile e sacro lavoro mai apparso sul pianeta terra: essere Madre.

La donna moderna rinuncia ai momenti piú magici dei suoi bambini per non sottostare all’ordine e al sistema che un uomo che lavora, con la compagna casalinga, per forza di cose deve imporre per far funzionare la famiglia in modo armonico e sano.
Questione di equilibrio, questione di incastro, questione di ruoli, non questione di sottomissione e riduzione come i media moderni amano dire.
La donna che diventa madre si esalta, non si svilisce, e stare a casa costruendo un ambiente sano non solo per i bambini, ma anche per il marito che torna a casa dopo i conflitti del lavoro, é una delle cose piú speciali mai viste che solo una donna puó fare.
Ma invece viviamo in un mondo dove una donna che é schiava di un datore di lavoro é una donna forte, mentre una moglie che é complice del marito é debole.
Guardiamo dove sta andando l’Occidente, pensiamo al ruolo della donna oggi, e facciamo le nostre considerazioni.

Fonti:
-dati sulle nascite https://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.TFRT.IN
-reddito netto degli italiani: http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_REDNETFAMFONTERED
-“oltre 300’000 svedesi vivono senza contatti con la famiglia” : https://www.tellerreport.com/news/2021-02-03-%0A—found-dead-after-almost-four-years—see-the-story-of-the-man-who-became-a-symbol-of-loneliness%0A–.SkQRJ2gulu.html
-statistiche suicidi: https://worldpopulationreview.com/country-rankings/suicide-rate-by-country
-“Quanto spendono gli italiani per andare al lavoro” https://www.lastampa.it/cultura/2015/03/23/news/quanto-spendono-gli-italiani-per-andare-al-lavoro-1.35286689/#:~:text=L’indagine%20Regus%20indica%20che,ha%20costi%20inferiori%20al%205%25.
-Il costo di una colf: https://www.cronoshare.it/quanto-costa/pulizie-domestiche
-Il costo di una manicure pedicure: https://www.estelitebari.it/manicure-e-pedicure-in-cabina-prezzi-e-tendenze-del-momento/#:~:text=I%20prezzi%20di%20manicure%20e,%E2%82%AC%20e%20le%2050%E2%82%AC.
-Il costo del parrucchiere: https://www.capellistyle.it/quanto-costa-tagliare-colorare-capelli/101113/

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Sil
Sil
1 mese fa

Se potessi farei l’applauso all’autore di questo articolo.quante verità!da donna posso aggiungere che un altro motivo per cui le donne pretendono di andare a lavorare nonostante sia evidentemente svantaggioso è il seguente: serve l’alibi per poter spendere e spandere a proprio piacimento. Con la scusa “io lavoro” spendono più di quanto guadagnino. Io da anni ho deciso di non sottostare più alle regole che la società impone. Sono felice a casa con la mia bambina (ormai quasi ragazza).Aspettiamo il papà che torna la sera con reale gioia. Sono sempre rilassata e serena. Cerco di risparmiare come posso e di fare tutto io(ad esempio ho imparato a tagliare perfettamente i capelli e la voce parrucchiere è stata eliminata per tutti e tre).aver cresciuto come si deve mia figlia, vedere mio marito che torna di corsa a casa perché sa che non vediamo l’ora e perché troverà il suo piatto preferito e la casa in perfetto ordine…non ha prezzo. Non farei scambio con nulla al mondo e non desidero nulla di più.

Night Driver
Night Driver
1 mese fa

Sinceramente non capisco questo dispiacersi per il fatto che la gente non faccia figli. La nostra società fa schifo, ed è basata su delle pulsioni primordiali per le quali siamo tutti in continua competizione, perché per avere accesso ad alcune cose (come il gradimento femminile) non basta superare un valor soglia, è un concorso con graduatoria e posti limitati, bisogna rientrare nel top. Poi magari sarà tipo 20 – 30% per ricevere genuino gradimento, top 60% per essere visti come buoni partiti a lungo termine, che portano i soldi a casa, si prendono cura della famiglia e si accollano un sacco di responsabilità pur di avere una mezza sicurezza relazionale (che può essere sempre messa in dubbio comunque, anzi, quel dubbio deve esserci, fa comodo, spinge a darsi da fare), fatto sta che la vita è una continua competizione, in ogni ambito. Non basta essere riusciti a conquistare alcuni traguardi, per dirsi tranquilli, tempo che quelle cose cominciano ad averle anche gli altri, ed il proprio valore percepito è di nuovo sceso. A questo ovviamente aggiungiamo l’invecchiamento e tutte le sfortune che possono capitare nel corso della vita.

Una persona realistica sa che anche quando è riuscita ad ottenere qualcosa, che non sia un ricordo, quel qualcosa può comunque essere perduto, o può perdere di valore. Nessuno è al sicuro, nemmeno chi è nato con caratteristiche top o in ambiente sociale estremamente avvantaggiato. In più, maggiormente si è abituati bene, peggio ci si ritrova nel caso in cui quelle cose vengano a mancare.

Io non voglio avere la colpa di aver generato qualcuno in un mondo del genere, di averlo tirato dentro a questa giostra, per un mio desiderio egoistico. Con che faccia potrei dirgli “Sì, in effetti quando ti ho fatto avevo piena di consapevolezza di come la vita sia un continuo farsi il culo sperando che almeno in parte ripaghi, anche se nulla è garantito, però a me andava di fare da mentore a qualcuno, di vedere un piccolo me, e poi tua madre scocciava tanto, voleva sentire i calcettini nella pancia, non potevo dirgli di no, anche perché aveva pure minacciato di lasciarmi, capisci la situazione insomma…”. Probabilmente la maggior parte delle persone non fanno figli, o ne fanno pochi, per motivi diversi dai miei, vuoi per motivi prettamente economici, vuoi per l’adolescenza infinita creata da questa società, ma in ogni caso non vedo quale è il problema, che nessuno ci pagherà le pensioni? Tanto saranno tre spicci in ogni caso. Poi oh, se gli altri vogliono fare figli, che li facessero, ma non vedo perché dovrei mettere nella merda un mio eventuale figlio.

DerZorn
DerZorn
1 mese fa

Magari aver scopato a gratis a 23 anni.

Boucaneer
Boucaneer
1 mese fa

Sottoscrivo ogni singola considerazione a livello teorico ed etico.
A livello pratico però, essendo insanabilmente incrinato il patto implicito tra sessi, è meglio che la donna vada a lavorare.
Perchè comunque non è più in grado e non vuole più ricoprire certi ruoli, tipo la madre o l’angelo del focolare.
Quindi tanto vale che almeno contribuisca economicamente.
Il rischio se no è quello di trovare comunque la casa in pessime condizioni (sono allibito dal generalizzato basso livello di ordine e di pulizia delle ragazze di adesso), la cena ancora da preparare (‘ste qua non sanno nemmeno cucinarsi una pasta a momenti, vanno giù di microonde e cibi precotti) e poi di fare da padri ad n+1 bambini, dove n=numero di figli, ai quali va sommata la madre (+1).

Giacomo
Giacomo
1 mese fa

Sei stato decisamente ottimista sui costi, in particolare al capitolo auto manca totalmente il carburante, bollo, assicurazione, se ne vanno come minimo altri 200 € almeno. E sull’ asilo, col cazzo che te la cavi con 250 € al mese, io ne spendevo 370 in un piccolo centro, in una grande città devi considerarne 500 almeno. Alla fine in realtà non ti avanza un cazzo,. Quindi, a maggior ragione, condivido pienamente, poi oltretutto per la stragrande maggioranza delle donne al lavoro i 1800 € di stipendio sono un miraggio, la stragrande maggioranza lavora in magazzini come Conad, Esselunga, Eurospin, Decathlon, ecc, con orari disumani e paghe da fame. La verità è che la stragrandissima maggioranza delle donne che lavorano vive in una condizione di servitù, senza rendersene conto, o rendendosene conto ma negando a sè stesse la realtà. La mia compagna sta a casa, pensa ai figli, e, cosa più importante di tutte, è padrona del suo tempo, perchè NESSUNO le ordina cosa fare e dove andare. E come me, prova compassione per le sue conoscenti che si alzano alle 6 di mattina e tornano alle 7 di sera solo perchè devono raggranellare quei 4 spicci per pagare la loro parte di mutuo o affitto.

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec
1 mese fa

Se a questo aggiungiamo che una quota sempre piú alta di maschi non ha accesso alle donne hai voglia a fare figli quando hai dato il primo bacio

a 21 anni e hai scopato la prima volta senza pagare a 23

credo che sia un’età improbabile:
i belli hanno già scopato a 18 / 19 ; per gli aesthetically challenged il primo accoppiamento secondo me è abbondantemente vicino ai 30 anni se non più (dopo la laurea e un po’ di carriera, quando aumentano MS e si è pronti per betabuxxare un’alpha widow postwallata inacidita). Le mezze stagioni non esistono.

Gabriele
Gabriele
1 mese fa

Per quanto ho potuto vedere molte donne sarebbero molto felici di rimanere a casa. Tanto se volessero soddisfare il loro edonismo sessuale, gli basta uscire per la spesa e trovare qualche fancazzista e portarselo a casa. No, non è questo. E’ che oggi giorno i figli costano, oggettivamente, molto di più. Se nei tuoi viaggi a Panama, hai visto bambini scorrazzare, seminudi, e con gli infradito, hai già una risposta. Fanno tanti figli che la medicina e gli aiuti occidentali, bene o male, riescono a far sopravvivere e arrivare alla vita adulta (dove si riproducono a loro volta), ma in condizioni di povertà cui sono abituati.
Oggi se non compri per il tuo principino vestiti nuovissimi, passeggini ultramoderni e tutto materiale rigorosamente certificato atossico e mille minchiate che avrebbero fatto ridere i genitori di 40 anni fa, sei poco meno di un mostro.
Figuriamoci quando si tratta di comprare cose più costose come abiti firmati, telefoni, videogiochi, motorini.
Non mi stupisce ci si pensi molte volte prima di figliare. E, per inciso, dubito fortemente che lo stipendio medio, in Italia, sia 1800 euro di netto mensile.

Antipocrita
Antipocrita
1 mese fa

Piccola doverosa precisazione: Malik Ngebue e Kesha Lower fanno la fila tutti i giorni alla caritas e in comune per racimolare i soldi per i 5 figli e il nascituro Kevin Tupac. E gli assistenti sociali non gli levano i figli perché hanno paura.

Quello che è cambiato rispetto ai tempi addietro, oltre al fatto che le donne vogliono avere le loro libertà. Giusto o sbagliato che sia. E’ che al giorno d’oggi è vero che un figlio costa molto di più perché è sparita tutta una rete di supporto di vicinanza. Fino a 30 anni fa i bambini crescevano in cortile sotto l’occhio vigile di qualche vicina/parente, oggi bisogna pagare la balia/asilo. Crescevano con un decimo delle amenità che oggi invece sono OBBLIGATORIE e costano parecchio.

Quindi sì, servono molti soldi e chi decide di figliare a dismisura poi dopo il lavoro va a chiedere l’elemosina. Chi invece figlia “il giusto” (1 o 2 figli max) si ritrova a dover far quadrare l’impossibile (tempo e soldi) in un mondo che è molto più complesso.

Se il mondo si semplificasse e uomini e donne avessero i loro ruoli ci sarebbero molti più bambini. Ma pensare che il tutto sia mosso solo ed esclusivamente dall’edonismo dei singoli è la spiegazione semplice ad un problema complesso. Quindi parziale e sbagliata.

Central Scrutinizer
Central Scrutinizer
1 mese fa

Questo articolo descrive un fenomeno evidente, ma non ne spiega l’origine. Lascia perciò molti interrogativi aperti.

In premessa, trovo il paragone tra Panama (come qualsiasi altro Paese extraeuropeo non industrializzato) e l’Italia scontato. E’ ovvio che a Panama si fanno più figli e in Italia se ne fanno molti di meno se osserviamo le differenze tra i due contesti socio-culturali.

Sappiamo tutti, come riconosce l’autore, che la bassa natalità non è soltanto una conseguenza dei redditi bassi o insufficienti rispetto a un mitico passato di benessere economico generalizzato (che stringendo si riduce agli anni ’60-’90), ma è soprattutto il risultato del modo differente di spendere i propri soldi e il proprio tempo rispetto al passato, quello vero, nel quale molte meno donne lavoravano e molte più donne sceglievano il mestiere di madre. L’autore descrive il fenomeno, ma si ferma proprio alla descrizione anziché proporre una spiegazione.

Invece proprio su questo punto è utile interrogarsi. L’autore descrive che cos’è e che cosa fa la donna moderna, ma non ci spiega perché sia questa e perché faccia le cose che fa. E dall’altro lato non spiega perché la coppia di immigrati con pochi soldi faccia figli anziché spendere i propri soldi per comprare ciò che comprano le coppie italiane.
L’autore crede che viviamo all’interno di una “follia, un’idea che esiste solo nel cervello bacato degli occidentali moderni” ma non ci spiega perché questa “follia” esiste e perché abbia preso il sopravvento nelle società occidentali.

Provare a dare qualche risposta a questi interrogativi sarà senz’altro utile a comprendere meglio i fenomeni.

bluepilluncazzo
bluepilluncazzo
1 mese fa

” Le donne oggi sono più forti di quelle del passato, perché non dipendono più dal marito e sono indipendenti! ” (mantra femminista)

Peccato che spesso dipendono invece da un datore di lavoro che dopo aver finito di spremerle la testa (o le chiappe), saranno sostituite da carne più fresca e, nel migliore dei casi, abbandonate a se stesse in compagnia di qualche tenero gattino.

KingDani
KingDani
1 mese fa

Il mito della karrrrrrriera è uno dei più grandi bluff di sempre, insieme al lavoro nobilita e altre puttanate. Quanti fanno davvero carriera (sia uomini che donne)? Intendo una carriera vera, non diventare responsabili di un ufficetto dove, per 100€ in più, ti prendi il triplo dei mal di pancia.
Pochi, davvero pochi, per i più il massimo della carriera è il posto fisso da qualche parte per i canonici 1400-1500 € al mese.

Le donne in particolare si sono fatte ammaliare da questo mito, finendo poi magari per non combinare nulla né al lavoro né nella vita privata, ritrovandosi gattare inacidite 40enni senza uno straccio di compagno, di figli, e a mettere a posto peperoni al banco frutta o fare da passacarte in qualche ufficio inutile.

Quindi l’aspetto economico di sicuro conta sul non fare figli, ma non è l’unico. Dopotutto la denatalità è partita negli anni ’70, con i picchi minimi a metà ’90, dove addirittura in Emilia Romagna si era sotto al figlio per donna. Erano poveri in Emilia nel ’95-’96?

Quindi non si fanno figli perché mancano i soldi? In parte si, perchè comunque è evidente che oggi prima di un’età “matura” molti non raggiungano l’indipendenza economica, e non ci sono più tutti gli sbocchi e le opportunità di un tempo.

Nel complesso però è cambiata la società, sono cambiate le priorità. Una donna non sente il bisogno spesso di fare figli prima dei 30-35 anni, quando ha finito tutta la trafila classica studio-stabilità lavorativa, con le tanto decantate esperienze di contorno da fare (viaggi, cazzi, cazzi, viaggi, ok ho finito l’elenco).

Dall’altro lato un uomo che non sia un totale blupillato rinco sa benissimo che fare figli oggi con una donna è un suicidio totale, soprattutto in caso di separazione (anche da non sposati), dal punto di vista emotivo, economico e sociale.
E visto che oramai le separazioni sono la normalità uno ci pensa 1000 volte prima di fare un passo del genere, anche se le pressioni “esterne” sul “sistemarsi” ci sono.
Se la tua donna non sta con te perché la fai bagnare, ma solo perché sei un betaprovider è la fine. Passata l’utilità iniziale (farsi ingravidare), diventerà un bancomat con le gambe con lo stesso sex appeal di una scatola di sardine.

Nexus
Nexus
1 mese fa

credo ci siano moltissimi motivi…io personalmente non voglio essere offensivo, ma oggi come oggi avrei quasi angoscia a parlarci con un italiana! figuriamoci a sposarla!
anche perche l’italiana ha la cultura del comando e del litigio nel DNA, e per un nulla, magari ti chiede il divorzio, e in sede penale, il giudice ti leva tutto e finisci sotto i ponti…meditate gente…

Last edited 1 mese fa by Nexus
Andy
Andy
1 mese fa

Altro costo da non sottovalutare: quello dei cibi già pronti.
È normale che, avendo pochissimo tempo per cucinare, in una famiglia media si tenda ad acquistare alcuni cibi già pronti (fate voi quali, l’elenco sarebbe lunghissimo).
Quanto potrebbe risparmiare se la donna avesse il tempo materiale per cucinare da sé tutta una serie di pietanze?
Considerando anche solo un nucleo di tre persone (padre, madre e un figlio/a), penso che almeno tra i 100,00 e i 150,00 Euro al mese ci stanno tutti.

Last edited 1 mese fa by Andy
Utente dissidente
Utente dissidente
1 mese fa

Inoltre ha dimenticato il fattore più importante ovvero che, essendo la donna ipergamica, ora che lavora molto difficilmente starà con un uomo che guadagna meno di lei quindi i parametri richiesti agli uomini per essere scelti per formare una famiglia si sono alzati vertiginosamente senza contare che è sempre più difficile per un uomo avere una condizione socioeconomica decente ora che è anche in competizione con le donne per il posto di lavoro.

Last edited 1 mese fa by Utente dissidente
Manuel
Manuel
1 mese fa

Condivido tutta la parte dell’articolo che riguarda la demografia italiana invecchiata, la denatalità come fenomeno più culturale che economico e la scarsa utilità del doppio stipendio.
Tuttavia, trovo l’analisi carente in alcune parti.
Inanzitutto, il fatto che non si fanno figli in Italia deriva principalmente da motivi che hanno a che fare con la mentalità post industriale occidentale e ciò è fuori di dubbio.
Ma tu facevi l’esempio dell’ operaio nigeriano islamico di 29 anni che mette subito su famiglia.
E bisogna capire anche il perché succede. È indubbio, inanzitutto, che le popolazioni con una demografia più giovane, sono quelle che hanno un elevatissima percentuale di matrimoni fra coniugi 20enni. Nel mondo, attualmente, la comunità che ha la più elevata crescita demografica è quella Hamish in Pennsylvania, dove si prende molto sul serio il matrimonio e la gente si sposa a 18-20 anni e si fanno sui 4-6 figli a donna. E questa comunità è quella che più si avvicina a quella arcaica tradizionale.
Tu alla soglia dei 30 anni, oltre a vedere i bambini di Panama, partecipi pure alla crescita demografica di quel paese?
Un mio amico ha fatto un figlio in Colombia a 47 anni…
Perché bisogna partire dal presupposto che tutti gli uomini, oggi,nelle culture occidentali, non pensano che sposarsi la prima donna che si incontra sia qualcosa di minimamente concepibile.
Ma per tornare al nigeriano, è chiaro che, per un islamico o africano, è tutto molto più facile. Anzi: se si sposa una connazionale, credo che sia meno impegnativo per lui mantenere una famiglia che per un occidentale gestire un cane. Rinchiudono le mogli in casa, gli danno lo stretto necessario per la sopravvivenza, che gli costa meno delle scatolette per cani e spese veterinarie e,per il resto, bussa allo Stato che si prodiga di dare sempre tutto agli immigrati.
Diverso è il discorso se il nigeriano o islamico di turno si mette con una donna occidentale.
E lì si capisce che il problema della denatalità in Italia, è soprattutto un problema che parte dalle donne.
Partiamo dal presupposto che anche un’italiana accetta la povertà solo da un’immigrato, soprattutto se è di colore. Perché è di moda e l’uomo in questione parte da un fattore S fortissimo, creato ad arte da decenni di promozione dell’uomo etnico e della cultura Hip hop.
Ma poi queste storie finiscono sempre col mettere in croce la famiglia d’ origine della donna occidentale o con la schiavizzazione della donna stessa che magari, dopo anni si accorge della cazzata che ha fatto, divorzia e va in cerca di un superfesso disperato, disposto a mantenere lei e i suoi figli meticci.
Se invece l’operaio è un bianco, la donna non gli perdona la povertà o precarietà e il soggetto in questione ha poche probabilità di riprodursi.
Anche perché la donna, oggi, si sposa ( con un bianco), solo se può avere un certo standard e tenore di vita. Non esiste più nessuna disposta a fare i famosi ” sacrifici” e a rinunciare a viaggi, macchine, vestiti….
Quindi può capitare che un operaio italiano possa avere un look sufficiente per convincere una donna a sposarlo, ma in quel caso, il divorzio è sempre un rischio dietro l’ angolo perché, prima o poi, la donna si accorge che non gli basta più il fatto di stare con un bello squattrinato e fare rinunce continue.
Quindi io dico che è vero che la denatalità dipende soprattutto da una questione culturale, ma è pure vero che pretendere di cambiare mentalità per incrementare la natalità è ormai abbastanza utopistico.
Quei 700 euro che prende la donna, al netto delle spese, possono fare la differenza, paradossalmente. Magari possono permettere di fare quel viaggetto estivo e salvare un matrimonio, in alcuni casi, per esempio.
Quindi non si può più separare economia da questioni sociali quasi fossero due compartimenti stagni. Ti può riuscire una cosa del genere, casomai, solo emigrando e andandosi a prendere una donna di un altra cultura.
Dalla mia esperienza personale ti posso solo dire che non c’è neanche bisogno di andare in Sud America ( dove sono pure spesso bruttine e nane). Già se si va in est Europa, ancora puoi trovare qualcosa. Anche se bisogna sbrigarsi perché sta finendo pure lì. Tutto il mondo tende a occidentalizzarsi.

Unutente
Unutente
1 mese fa

Condivido tutto fino a metà articolo. È ovvio che il problema economico, seppur esistente, venga ingigantito per usarlo come foglia di fico. C’è la crisi, non ci sono soldi ecc ecc e poi quando vado al mare o in montagna c’è sempre un casino nero, macchine e persone ovunque, tutti che spendono e spendono.
Per cui a mio parere la principale verità risiede nel cambiamento femminile. È sempre stata la donna a trascinare l’uomo nelle gravidanze, in genere noi uomini, rimanderemmo a data da destinarsi.
In realtà, questo atteggiamento “edonistico” (definiamolo così) è stato pienamente assorbito dalle donne, che quindi, come sappiamo, vivono da eterne ragazzine fino al massimo possibile (conosco diverse donne che sono diventate madri a 45 anni grazie a costose procedure mediche).
Un po’ la carriera, un po’ la ricerca dell’uomo giusto e ormai molte fanno il figlio (o massimo due) a 35/40 anni perché si deve, così hanno fatto le amiche.
Tra parentesi, dopo 3/4 anni, a figlio fatto, mollano il marito/compagno come nulla fosse, proprio perché usato come fuco e non pazzamente innamorate di lui.
Per il resto invece, la descrizione economica mi ha ricordato il cugino Anselmo di Un sacco bello.
Ci sono i numeri, le statistiche e poi c’è la realtà.
Non si può chiedere ad una donna di fare la casalinga tutta la vita se non è nelle sue corde. Va bene che la maggior parte dei lavori bisogna farseli andare bene, ma una persona con un minimo di passione per la propria attività, che ha bisogno dei propri soldi per vivere, non può essere forzata a stare ai fornelli se non vuole.

Pietro Falchi
Pietro Falchi
1 mese fa

In un episodio di Scrubs (serie dei primi anni Duemila e quindi non woke) si affrontava questo quesito: Turk calcolava che il costo della babysitter equivaleva allo stipendio di sua noglie Carla… oggi sarebbe stato tabù

Inoltre, Svevo Moltrasio, regista italiano scappato a Parigi negli anni Duemila, autore di Ritals e ora rimpatriato a Roma (fa video anche contro la cultura woke, tipo quello sul calcio femminile) ha smentito nel suo video Il Rimpatriato sta narrazione di Crisi perenne: lui sempre in bolletta a Parigi, l’amico a Roma crisi o meno ha messo su famiglia e comprato pure la macchina nuova

PS mio zio abita a Reggio Emilia e li la cosa è sconfortante (come descritto da te) ma al Sud al Supermercato sotto casa ci vanno sempre e solo le donne. Donne e bambini. Sarà che qui ancora molte non sanno cosa sia il Lavoro

Urhen
Urhen
1 mese fa

In sintesi da questo articolo si evince che il passaggio dalla società precedente (in cui era normale che una donna non lavorasse e pensasse solo alla famiglia) alla società attuale (dove le donne contribuiscono attivamente al bilancio familiare, almeno nello schema teorico) non ha migliorato la situazione, anzi se si pensa che prima il potere di acquisto di uno stipendio era esattamente il doppio, si potrebbe anche dire che è peggiorata.
Capito che per la società il ritorno alla condizione precedente sarebbe meglio, mi domando se per il singolo individuo sarebbe lo stesso perchè:
1)se è vero che nella società precedente le donne erano tenute a non avere troppi grilli per la testa (almeno teoricamente), allo stesso tempo gli uomini erano tenuti ad avere una moglie e dei figli, quindi mi domando se oggi è ciò che vuole effettivamente l’uomo medio, perchè mettendo caso che improvissamente il governo emettesse una legge del tipo “per salvare la natalità del paese tutte le donne devono smettere di lavorare e pensare alla famiglia e ogni persona (uomo e donna) si deve trovare un partner”, all’uomo medio gli converrebbe mettersi con quello che è oggi la donna media? (se si sta pensando a donne di altri paesi rispondo che ci sono ostacoli logistici da superare, insomma non ci si può mettere con una dopo averla vista 2/3 volte, inoltre ormai con questa globalizzazione tutto il mondo è paese).
2)nella società precedente le donne erano predestinate ad avere un certo tipo di vita e questo potrebbe bruciare a molte, e noi per coerenza non possiamo dargli torto perchè ciò che a noi brucia di questa società è di essere predestinati ad avere un certo tipo di vita se non si hanno determinate ossa facciali e/o non si proviene da un determinato ambiente agiato.
In sintesi è vero che la società precedente era migliore e che un ritorno a essa sarebbe sotto certi aspetti meglio per tutti, però a livello individuale dubito che sia soluzione ottimale per tutti (sia chiaro che questo discorso non intende assolutamente difendere la società attuale, ma solo fare un analisi più approfondita della cosa)

Last edited 1 mese fa by Urhen
Il Monsignore
Il Monsignore
1 mese fa

Mi spiace ma, per quanto si sollevi un tema molto interessante, non sono d’accordo con quanto affermato nell’articolo.
Anzitutto, una donna non dovrebbe essere costretta a scegliere se fare da madre o se avere un lavoro (perchè manco è necessario parlare di carriera lavorativa con quei conti lì), senza contare che oggi è possibile lavorare pure in smart-working o esistono cose come il part-time. Il fatto che non vengano concessi è un problema del mondo del lavoro, non colpa dell’emancipazione femminile.
Inoltre per i primi tempi è garantita la maternità, per cui la madre sta col figlio eccome.
Le 800 euro che la donna si porterebbe a casa in più (secondo quei conti sopra) col cavolo che sono riassorbibili con una donna madre. Senza contare che alcune spese ci sarebbero comunque (una madre non va dall’estetista? A casa non mangia? Chi ha detto che se lavora serve una donna delle pulizie? La macchina come se la compra la donna? Volete che si muova a piedi per la vita, senza uno stipendio proprio?). Cosa cazzo è, una giumenta? Mi pare che viviate un po’ sulla luna e non abbiate minimamente centrato l’argomento.

Per me il problema del non fare figli è in buona parte di natura economica. E non stiamo parlando di ricchezza ma INDIPENDENZA economica. Si entra tardi nel mondo del lavoro (TUTTI) e con lavori poco stabili. Senza stabilità andate pure a chiedere un mutuo, col marito che si presenta bello bello in banca e dice “Mia moglie fa la casalinga, così riuscirà a crescere il bimbo con più serenità” e vedete se vi daranno un mutuo oppure no.

SPOILER: non ve lo danno con quelle cifre.

In più il tardo raggiungimento dell’indipendenza economica è uno svantaggio per le donne, che passano gli anni di loro maggiore fertilità e bellezza a farsi chiavare in libertà e arrivate eterne bambine a 25 anni a fine università si accorgono che è rimasta solo una manciata di tempo per fare figli (se ne vogliono), trovare un uomo e trovare stabilità. In questo c’entra senza dubbio l’emancipazione femminile e le rivoluzioni del ’68.

Poi oh, c’è anche la questione di quanta qualità della vostra vita siete disposti a perdere per avere figli, perchè non tutti sono disposti a vivere come quelli con 6 figlioli che dormono per terra (e d’estate vogliono avanzarsi qualche soldino per le ferie dopo aver lavorato come schiavi per un anno). Insomma, molti non vogliono figli perchè non vogliono rompimenti di coglioni o non vogliono procreare in un mondo alla deriva.

Insomma, la questione economica è complessissima e oggi ragionare con i conti fatti nell’articolo è riduttivo e fuori fuoco.

Pietro
Pietro
1 mese fa

Giustissimo! Uomini al lavoro e donne a casa a curare il marito, i figli e la casa.

Alex Le Large
Alex Le Large
1 mese fa

Tipica lettura ultraliberista a senso unico. Nessuno è disposto a tornare alla società dei 10 figli a testa e dello spaccarsi il culo mangiando pane e cipolle per poi morire a 60 anni.

Siamo stati fino a 30 anni fa (quando sono iniziate le “magiche riforme”) una nazione dove ci si poteva permettere sia i figli che il benessere. Andate a vedere fra le vecchie ricevute dei vostri nonni o padri quanto costavano negli anni 80/90 il gas, l’acqua, la luce, i bolli auto…andate e poi mi dite.

Ora siamo da 15 anni in una recessione senza fine. Beni essenziali alle stelle, sempre meno soldi, sempre meno tempo. Ma si vuole mantenere il benessere. Quindi, fra benessere e prole, si butta giù dalla torre la seconda. Tertium non datur.

Possiamo metterci pure il crollo dei valori, il femminismo ecc (letale nel trasformare la donna in un uomo da sfruttare H24). Ma se non si capisce che è tutto un insieme di concause, tanto vale andare allo stadio, almeno lì il tifo a senso unico ha un senso (almeno per i calciocornuti).

Last edited 1 mese fa by Alex Le Large
Il Male
Il Male
1 mese fa

Uno dei peggiori articoli mai letti su questo nobile blog.
Male argomentato, privo di riscontri pratici e poi mi si consenta: come possiamo paragonare l’italia (per quanto disastrata) con un paese del terzo mondo come Panama?

Nexus
Nexus
1 mese fa

dopo questo bell articolo dico le donne italiane, comincino a farsi qualche domanda…
in Africa fanno 8 figli a testa? 2 migrano verso l’Europa altri 2 muoiono…esempi da non seguire il calo delle nascite e un bene, bisogna saperlo gestire

Last edited 1 mese fa by Nexus
Nexus
Nexus
1 mese fa

per cio che riguarda la scandinavia, e il tasso di suicidi, dipende, le statistiche non sono sempre esatte. gli altri paesi europei, dipende dal paese, UK e Germania pare abbiano un tasso di suicidi solo di poco piu alto della media italiana (che si e alzata, e non piu il 5 %),va pure detto che i paesi del nord, non solo scandinavi, sono piagati dall’alcol, e chi ne ha abusa, puo ad ex avere un incidente facilemnete, classificato come suicidio…(investimento ad ex.)
per il fatto dei due anziani morti in casa loro, ci sono casi cosi pure qua. Dipende pure da dove si vive…a Parma o Bolzano i problemi non sono percepiti come Roma o Milano…

AnimaZen
1 mese fa

Esattamente tutto quello che dico da anni (sui social,sul canale…. non so + dove dirlo),condivido tutto!!!

lavoratrice
lavoratrice
4 giorni fa

Non c’è nulla di male per una coppia di genitori lavoratori, nel dividersi equamente faccende domestiche e cura della prole, soprattutto la cura della prole. Per i figli non interfacciarsi col papà perché “la mamma pensa a tutto” e altrettanto diseducativo e deleterio per i rapporti familiari. Non facciamo l’errore di vedere le “red flag” pure dove non ci sono e per favore, non tracciamo uno stereotipo di donna onesta che coincida solamente con la “mamma casalinga” denigrando tutte quelle donne che si guadagnano da vivere onestamente.

Mark Jenkins
Mark Jenkins
1 mese fa

Capolavoro assoluto di articolo.

Nemo
Nemo
1 mese fa

Complimenti. Di cuore
Applausi.

Altro che le proporzioni del viso, e la teoria lms

Una donna che lavora per non sottostare a nessun marito, per essere una giusta ribelle

benzina
benzina
6 giorni fa

non ti seguo questa volta….. ,se fai figli oggi sei a terra finanziariamente ,mentre le donne in caso di separazione ti possono tranquillamente mangiare vivo …
se sei una persona normale ( ma anche se sei un milionario ) devi stare molto attento …e poi c è il discorso scopare ,se vuoi scopare con qualche donna diversa ,diciamo tre all anno ,ti serve liberta’ di azione e soldi non figli ,responsabilita’ e litigate con la mamma .
io voglio vivere libero e bene , dei nigeriani (o immigrati vari )che fanno come i roditori me ne sbatto …io non voglio vivere come un roditore .

Urhen
Urhen
1 mese fa

Redpillatore, ma sei matto a far scrivere un maschio tossico come class alfa a cui un super paladino delle femministe ha già iniziato a fare una denuncia alla polizia postale, vuoi una denuncia pure tu per avvelenamento delle coscienze?
🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣
(ovviamente è una battuta)

Un Uomo Qualunque
Un Uomo Qualunque
1 mese fa

Articolo professionale. Non c’è nulla da aggiungere, è un’analisi lucida e razionale del declino occidentale.
Gli unici spunti che fornirei sono principalmente 3):

1) La maggior parte delle donne in Italia, in realtà, mancano di una seria istruzione superiore qualificata, tant’ è vero che la stragrande maggioranza hanno fatto drop-out dopo l’esperienza “orgasmus” con i soldi di mamma e papà.
Ciò fa scendere il reddito medio ben al di sotto dei 1700€ mensili: 1000-1200€ per una formazione sub-graduata con lavoro spesso precario part-time che costringe o al secondo lavoro o allo studio (altro tempo investito che sottrae alla maternità), 700-900 per il solo diploma. Al di sotto di quello, il cuckholding e lo zerbinamento diventano obbligatori.
Ciò assolutamente non si applica alle coppie musulmane importate, il che ci porta a

2) Le coppie dell’estero, sovvenzionate dai programmi welfare, vivono di rendita con le imposte di cittadinanza. Si va dai 2000€ ai 3000, e senza impiego alcuno.
L’impiego è quello di sostituire i costosi popoli occidentali per abbassare i costi sul welfare ed i costi di mantenimento. Si è passati dall’abbassamento di costo produttivo all’abbassamento del costo riproduttivo.

3) Stesso discorso per gli uomini, con la differenza che i drop-out sono persino in misura maggiore. Qui però il drop-out avviene spessissimo per la bassa autostima e la discreditazione sessuale che de-motiva l’acqusizione di titoli e specializzazioni.
Come citato dal blog, l’uomo medio si accontenta del minimo di sopravvivenza in cambio di tranquillità da una vita infruttuosa che non garantisce niente, con ulteriore depopolazione.
Perché dover studiare quando, spesso e volentieri, l’uomo arriva senza una vera relazione sessuale quando la compagna di scuola si è già fatta il “cazzosello” (citazione del blog) con tutto il mondo?
L’uomo sa di non aver più potenza di attrazione sessuale sulla donna sessualmente affermata che ha già tutto dalla vita e, peggio ancora, parte dal presupposto che la donna non si accontenterà di uno status in ordine esponenziale maggiore che il suo.

Inoltre, i costi degli affitti e delle case sono fin troppo elevati. I grandi periodi di fertitlità hanno sempre coinciso con periodi storici in cui i giovani si potevano permettere soluzioni abitative indipendenti presso le quali organizzare eventi sociali di ritrovo, contesti affettivi, ed esperienze sessuali formative che potessero approfondirsi nel tempo. Metropoli mondiali come San Fransisco si sono già depopolate a causa di ciò, e non è un caso considerando che Frisco è l’epicentro della cultura biocida neo-liberal.
La convivenaza genitoriale prolungata fino al conseguimento di un elevato tenore di vita è una scelta dettata dalla sopravvivenza di un ipocrito ordine mondiale neoliberale, non una scelta di volontà: l’uomo medio, se avesse soldi e stima (status e money sono spesso collegati se ancorati ad un look anche solo normaloide), manderebbe a quel paese i suoi immediatamente. Quello che manca è l’incentivo: nessun potere di presa sessuale, nessuna motivazione alla sua emancipazione, nessuna formazione.
Specie in un mondo in cui si dice che essere uomini (bianchi) è un abominio suprematista.

L’unica via d’uscita è stata la High Tech: stipendi elevati, alta affluenza, una scena culturale estremamente vivace (e promiscua, vedasi burning man).
Però questo è un fenomeno unicamente di Silicon Valley e Boston, non certo dell’Italia e non certo di un’Europa suicida e smarrita.
Il grave problema è stato imporre quel modello consumistico in una società corporativista e di matrice iper-aziendale baronistica come l’Europa (a differenza della California e del New England) senza imporre il modello di sviluppo ed il modello di incentivazione sociale.

tre soluzioni molto semplici (nella teoria, almeno):
1) abolire il welfare per gli immigrati (forzandoli a lavorare per davvero come mano d’opera anziché percepire il Reddito di Manovalanza),
2) ri-collocare le classi dirigenti politiche mediatiche ed aziendali nel terzo mondo, dove la sovrappopolazione è eccvessiva
3) promuovere di nuovo l’immagine e l’identità della famiglia come risorsa e complemento per la società anziché come abominio oscurantista, anche seguendo i modelli già in uso presso le popolazioni in altissimo tasso di feritlità per un certo periodo (un male necessario ma in via definitiva transitorio).

Tutto questo va integrato infine con una metodica eliminazione dei modelli culturali e pubblicitari esposti dai neo-liberal nelle pubblicità, nelle accademie, a livello planetario.
C’è una soluzione anche a questo: i media neo-liberal statunitensi sono foraggiati dalle tasse dei cittadini. Se i Repubblicani, oltre a vincere a Novembre come ormai c’è già da aspettarsi se prpoponessero un vero candidato competente e serio (Trump è tutto fuorché il modello tradizionale di famiglia, ed è un buffone incompetente), vincessero anche nel 2024, potrebbero molto semplicemente portare a termine il loro programma di “de-tassazione” popolare semplicemente eliminando le imposte che fondano i media.
De-fondando i media neo-liberal si eliminerebbe totalmente la stigmatizzazione mediatica che rende possibile questo declino e, meglio ancora, se si riuscisse ad eliminare totalmente il finanziamento da parte dei neo-liberal a scuole, università, e servizio pubblico generale, si eliminerebbe anche il problema dei ricatti ideologici sulla base di taglio fondi da parte dei neo-liberal.

Ciò porterebbe ad una forte privatizzazione delle risorse, ma d’altro canto questa operazione è essa stessa necessaria ad incrementare le possibilità di un lavoro ben retribuito non soggetto ad interferenze politicamente “corrette”, e non servirebbero gestori di elite: i servizi verrebbero gestiti direttamente da chi ci lavora, esattamente sulla base del modello Silicon Valley.

I politici (dem) sono il problema: attualmente, si sono rivelati una risorsa solo per il finanziamento di cinema insulsi ed ideologizzati e campagne pubblicitarie liberticide.