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Perché una Ragazza Dice No Anche se è Sì?

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Quando Lei Fa la Difficile: la Resistenza Simbolica

Avrò avuto 19 anni. Un caro amico mi invitò ad andare a una festa di sera a casa sua. All’epoca frequentavo da poco una tipa e, per quell’occasione, le proposi di accompagnarmi. Lei fu felice, e io ancora di più. “Così finalmente possiamo trombare in un letto”, le dissi. Ero stanco di fare sesso sempre in auto come un barbone o in camporella come una bestia selvatica e per una volta non mi sembrava vero di avere un posto più comodo. “Non ci pensare neanche”, stroncò immediatamente il mio entusiasmo. Non me lo disse esplicitamente, ma era abbastanza ovvio: dal momento che ci sarebbero state altre persone non le andava di farsi sorprendere ad appartarsi con me. Avvilente. Quella sera però volli provarci lo stesso e, nel mezzo della festa, mi inventai un pretesto: “Vieni che ti mostro un po’ la casa”. Capì subito e rifiutò. “Ma che pensi, ti mostro solo la casa”. La portai in giro per le stanze e ad un certo punto cercai di farla entrare in camera. Lei però rifiutò. Continuò questo peregrinare senza meta finché finimmo in caldaia. Quella fu l’unica volta che trombai sopra una lavatrice. Non un letto, ma sempre meglio della sterpaglia.

Quella sera, la forza della disperazione mista ad arrapamento mi fece apprendere un principio che bisogna tenere sempre a mente quando ci si relaziona con una donna: una donna non si prende mai la responsabilità delle proprie azioni. In ambito sociale così come in ambito sessuale/relazionale.

Nella società tradizionale la donna era subordinata e protetta dall’uomo, quindi deresponsabilizzata. Pensate all’espressione “Essere un uomo di parola“. Uomo in italiano viene usato in genere in maniera neutra per intendere ambo i sessi, ma qui è chiaro che non si intende genericamente “persona di parola”, bensì proprio uomo/maschio/pisellomunito. L’uomo deve essere di parola, in quanto è responsabile dell’impegno preso. Una donna no. La sua parola conta poco. In passato nessuno si aspettava che una donna tenesse fede alla parola data. Del resto in Italia prima del 1919 la donna necessitava dell’autorizzazione del capofamiglia persino per stipulare contratti.

Le donne al giorno d’oggi sono emancipate, ma continuano a sentirsi deresponsabilizzate in tutto (si sa, il femminismo è per ottenere la parità solo dove fa comodo). Quando non raggiungono i loro obiettivi la colpa non è mai loro, è sempre della società che le discrimina. Quando commettono errori o compiono scelte errate che le portano a cacciarsi in brutte situazioni non lo riconoscono mai e continuano imperterrite a rivendicare la propria libertà di fare come vogliono senza essere giudicate.

La Negazione Plausibile

In ambito sessuale il giudizio sociale rivolto alle ragazze facili è un forte disincentivo a lasciarsi andare perché mette la donna di fronte alle sue responsabilità, perciò una ragazza si trova spesso a fare una resistenza simbolica e a dire di no anche quando vorrebbe dire sì.
Una donna sa benissimo che quando si concede troppo facilmente sta cedendo parte del suo potere sessuale.
Ecco quindi che occorre una negazione plausibile, un pretesto per entrare rapidamente in intimità senza però rendere esplicita la cosa. La negazione plausibile serve:

  • Per gli altri (soprattutto se si tratta di amiche, colleghi ecc.) per eludere il giudizio sociale e il relativo danno alla sua reputazione.
  • Per sè stessa, perché mostrarsi troppo facile con l’uomo con il quale sta flirtando le fa ovviamente perdere potere all’interno della coppia.

Un esempio del secondo punto lo possiamo vedere in questa scena tratta dal film “Vicky, Cristina e Barcellona”

La turista americana Cristina (Scarlett Johannson) a fine serata va in camera di Juan Antonio (Javier Bardem), chiarendo fin da subito che è lì solo “per bere qualcosa” e poi se ne andrà. Una negazione plausibile. Lui però svela subito il giochetto di lei che, colta in flagrante, alla fine deve ammettere le sue intenzioni. Un aspetto tipico di un film di alta qualità è proprio la capacità dello sceneggiatore di rendere realistica la trama attraverso la rappresentazione di meccanismi psicologici molto attinenti alla realtà. Ma qui il genio di Woody Allen va ben oltre: il medesimo meccanismo è utilizzato per caratterizzare perfettamente il suo personaggio principale, cioè Juan Antonio, un latin lover anticonformista che seduce sfacciatamente fregandosene delle convenzioni sociali. L’incontro sessuale infatti avviene ugualmente, sia perché il vantaggio di schierarsi con un uomo di elevato valore è superiore al danno sociale del mostrarsi troppo facili, sia perché comunque Cristina si trova in un ambiente favorevole: una città spagnola, con un oceano a separarla dal suo circolo sociale abituale.

La negazione plausibile può avvenire in qualunque momento, anche a posteriori. Avete mai visto qualche intervista alla classica gnocca che sta insieme al vecchio riccone? “Che cosa ti ha attratto di lui?” “Mi sa far ridere” “E’ buono” “E’ colto” ecc. Rispondere “Mi fa girare in Bentley e partecipare alle migliori feste in villa in Costa Smeralda” la farebbe apparire (e soprattutto sentire) frivola e venale, quindi lei cerca di razionalizzare a posteriori la sua scelta e si inventa sempre queste risposte socialmente accettabili, alle quali magari finisce per credere pure lei.
Il momento più ovvio per inventarsi una negazione plausibile resta però sicuramente quello dell’escalation fisica. Inscenare uno sketch divertente, mostrare un passo di danza o chiedere a lei di mostrarvi da vicino un anello sono validi pretesti per cercare il contatto fisico senza dare una connotazione sessuale all’azione.

In conclusione, lei vi dà l’impressione di starci ma vi invia segnali contrastanti? Probabilmente avete bisogno di deresponsabilizzarla di più riguardo a ciò che sta accadendo. Se non avete l’aspetto di Bardem, evitate di fare come lui. Imparate invece dal Segretario alla difesa del film Indipendence Day che, interrogato dal Presidente USA sul perché non fosse stato informato dell’esistenza di un veicolo extraterreste, risponde strategicamente:“Due parole Signor Presidente: Negazione Plausibile”.


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Alex
Alex
3 mesi fa

Si, occorrerebbe però aggiungere che nella realtà è sempre tutto molto più scivoloso che in teoria.
Non sempre è chiaro cosa voglia una donna, perché spesso non lo sa nemmeno lei.
Personalmente, a fronte di un rifiuto, anche se poco plausibile, lascio perdere.
Non sia mai che in un imprecisato futuro lei sostenga che io ho frainteso le sue intenzioni e che, anche se abbiamo scopato, lei in realtà non voleva.
Di sti tempi tutto è non solo possibile, ma anche probabile.
Meglio evitare.

cavaliere oscuro
cavaliere oscuro
3 mesi fa

Quando ho letto “È buono, È colto” mi si è stampato sulla faccia l’unico sorriso della giornata, pensando che ci sono babbei che si bevono queste cazzate.
Come diceva il grande Schopenhauer “Come la seppia, la donna si avviluppa nella dissimulazione e nuota a suo agio nella menzogna”…..

Antonio
Antonio
3 mesi fa

“Che cosa ti ha attratto di lui?” “Mi sa far ridere” “E’ buono”

Mi sono sempre chiesto se ci credono quando dicono queste vaccate. Io dico che mentono e sanno di mentire. Recitano.

E questa è una delle grandi differenze con gli uomini. Gli uomini quando si tratta di attrazione non mentono.

Mark Jenkins
Mark Jenkins
3 mesi fa

Secondo me le esitazioni, le titubazioni, i ripensamenti di una np sono sopratutto espressioni del potere sessuale femminile. Quei momenti sono equivalenti a quando un iper-ricco si domanda se sia meglio comprare una casa a Malibu o a Cap d’Antibes. Lei si sta domandando “anzichè scopare con questo non sarebbe forse meglio mi facessi il suo amico?” E’ l’incertezza di chi ha mille opzioni aperte davanti a sè. E secondo me

silvio
silvio
3 mesi fa

Tutto vero. Si ritorna alla indiscutibile redpill: nella contrattazione corteggiare una ragazza è come invitare una persona a sedersi a un tavolo per trattare uno scambio (di valori). Se una parte si fa vedere troppo presa ed eccitata la controparte può usare manipolazione.
Detto ciò, nel confronto dei poteri, chi ci prova dimostra di avere bisogno dell’altro più di quanto quest’ultimo necessiti del primo. È la dimostrazione e la sottoscrizione (inconsciamente chiara ad entrambi) di chi, avendo un valore di mercato superiore, terrà le redini nella relazione; e di chi dimostrando un valore inferiore farà da gregario. In questa trattativa (dicasi seduzione) la donna preferisce lanciare dei messaggi che facciano capire all’uomo che sfonderà una porta aperta così lanciando un esca (le esche di solito hanno una funzione di inganno) lasciando all’uomo l’onere di corteggiare (ergo sottomettersi al valore di mercato della donna); questo, come già detto, chiarirà ad entrambi chi concede e chi prega. È quindi una strategia furba della donna per gestire la trattativa a suo favore: si sa la donna è un gatto (furba e opportunista) mentre l’uomo cede volentieri il comando all’ucce….
Unica eccezione al discorso: se l’uomo possiede un alto valore di mercato, che sappiamo essere oggettivo e non soggettivo, e in quanto oggettivo lo circonda di donne che concorrono per lui, allora lei abbandona i giochetti dei messaggi impliciti perché capisce che c’è l’enorme rischio che, il tempo che si perde per queste ambiguità, li costi il vedersi soffiare il ragazzo (l’investimento) da una concorrente più intraprendente che si fa avanti, li mette la mano sul pacco e se lo porta via senza tanti scazzi.

Boucaneer
Boucaneer
3 mesi fa

Personalmente ho notato che le tipe si autoderesponsabilizzano anche quando si prendono le
loro responsabilità!! XD XD XD
ogni volta che scarico una lo faccio per via di inconciliabili divergenze di personalità, dovute per lo più all’immaturità generalizzata delle
ragazze che frequento (range 25-35 anni di età). E sapete qual’è la cosa ridicola? Che queste ammettono le loro responsabilità! Ammettono di essere immature! Ammettono di comportarsi da bambine viziate! Ammettono di essere insicure, imbranate, ecc… Ed è proprio qui che tentano (goffamente) di far scattare la loro trappola. Una trappola in due tempi.
Il primo tempo è costituito dalla deresponsabilizzazione “de facto” che segue immediatamente la formale, frettolosa e poco convinta presa di responsabilità “de jure”. Di solito se ne vengono fuori con i classici “ma sai, sono fatta così”/“non posso farci nulla”/“vorrei cambiare ma ho paura” e ovviamente il classico “sono così perché ho avuto un passato difficile, il mondo è stato tanto cattivo come me (LOL ndr) e quindi non riesco a dare il meglio di me stessa”.
Poi arriva il secondo tempo, dove cercano di rigirare la frittata ricorrendo a triti escamotage, quali l’appellarsi alla “tolleranza”, alla “non perfezione dei rapporti di coppia”, alla “capacità di amare nonostante i difetti”, al “non giudicare” e al “saper accettare”. In sintesi cercano di creare un ricatto morale del tipo “se mi lasci vuol dire che sei una persona brutta, intollerante e incapace di amare”. Come no! Non che magari sono una persona normalissima in cerca di un rapporto alla pari con una vera donna, e che ne ha due balle grandi così delle loro cazzate!! Non che magari loro potevano muovere un po’ di più il culo prima di sderenare la mia pazienza!! E invece no, ne abusano a più non posso, senza temere che questa possa finire prima o poi!! Con la stessa voracità con la quale i turisti obesi si fiondano sui buffet dei resort all inclusive.
Al che tronco di netto… loro fanno lacrime di coccodrillo, ma già sono pronte psicologicamente per il chiodo scaccia chiodo. Perché se si comportano così vuol dire che sono abituate a muoversi in un mondo/ambiente/situazione/ecosistema dove la spuntano sempre. Perché il
pirla che si beve le loro cazzate o che si fa impietosire dalle loro storie/alibi-fotocopia lo trovano.
Non so se sono alpha (o meglio ancora, sigma)… mi piacerebbe molto… ma senz’altro non sono un beta… e se sono un beta, beh, sono un beta che morde 😉

Rododendro
Rododendro
3 mesi fa

Credo ci siano anche ulteriori due sviluppi :

Uno è quello dell’eccitazione sessuale, il classico ” no dai…non è il caso…” ovviamente condito da una crescente tensione sessuale reciproca che aumenta il piacere(ovviamente col consenso sia chiaro!)

L’altra di rango opposto riguarda quel preconcetto stampato in molte donne plasmate dalla retorica dell’uomo “che vuole solo quello ” che le frena . Come se ad ogni rapporto sessuale dovesse corrispondere chissà quale altro significato più compromettente,come se loro non “volessero solo quello ” quando sono attratte dall’uomo ,come se fare del sesso consenziente(addirittura tra fidanzati come nel caso raccontato dall’autore) non sarebbe la cosa più naturale del mondo senza caricarlo di ulteriori significati,come se l’uomo dovesse sempre dimostrare qualcosa per avere la “concessione” di un rapporto sessuale che dovrebbe essere mutualmente voluto. Questo a riprova che un certo marketing pseudo-femminista nuoce anche loro e le prime nemiche delle donne solo proprio loro stesse .

Last edited 3 mesi fa by Rododendro
Cybercel
Cybercel
3 mesi fa

Problema per chi ha relazioni.
Ergo non mi tocca da bravo KV

Quasimodo68
Quasimodo68
3 mesi fa

Probabilmente è vero che il no è spesso solo una resistenza simbolica però io preferisco pensare che un no è un no e basta.
Anche perché se poi ci ripensa al mattino dopo ti ritrovi con una denuncia per stupro.
Per me no è no e basta …anzi gli chiederei se è proprio sicura di voler scopare…una scopata in più o in meno non ti cambia la vita una denuncia per stupro si

Osservatore Romano
Osservatore Romano
2 mesi fa

Sarebbe ancora più interessante studiare il PERCHE’ UNA RAGAZZA DICE SI’ ANCHE SE E’ NO, fenomeno assai diffuso e ultimamente trending

qui uno spunto davvero intrigante:

ww w. vanity fair. com / hollywood/2021/02/he-horrifically-abused-me-for-years-evan-rachel-wood-and-other-women-make-allegations-of-abuse-against-marilyn-manson

Antonio
Antonio
3 mesi fa

Quanto era bella Scarlett a 20 anni! Ora ha perso almeno 3 punti secondo me.

Alberto
Alberto
3 mesi fa

Anche se le fai firmare un consenso scritto potrebbe dire:” Avevo cambiato idea”. Per l’uomo il rischio c’è sempre.

Ciccito
Ciccito
3 mesi fa

Ciao redpillatore, leggendo i tuoi articoli ho dedotto che hai vissuto appieno gli anni 90. Com’erano questi anni in ambito relazionale? Il rimorchio e l’approccio con le ragazze era più semplice? Un caro saluto

Charmfree
19 giorni fa

A parte tutti i preconcetti culturali che le possono frenare, la verità è che le donne non sono in grado di elaborare la minima domanda in modo razionale. Il loro cervello è incapace di elaborare pensieri e risposte in modo razionale. Il detto “Le donne pensano A, dicono B e fanno C” è proprio dovuto a questo. È inutile porre una domanda alle donne. C’è una mancanza congenita di capacità razionali nei loro neuroni. Le donne sono solo ormoni al vento, e tutte le decisioni comportamentali le prendono in base a da che parte tira il vento.
Sono calcolatrici razionali solo quando si tratta di scegliere con quale partner avranno più soldi a disposizione. Ma quelli sono calcoli elementari da fare, non ci vogliono grandi capacità razionali, basta fare 2+2.

marcella
marcella
2 mesi fa

Una ragazza dice di no quando vorrebbe dire di si solo la prima volta, perché

a) ha paura di essere giudicata una facile
b) non è dominata dal testosterone.
Ma questo vale solo all’inizio.
Se continua a dire no senza ripensamenti, allora è proprio no.
Se credete che sia tutto “resistenza non vera ” o ” resistenza calcolata” è perché avete interiorizzato il concetto vecchio di duemila ” vis grata puellae”, di cui questa mentalità è la versione contemporanea.

vonMoltke
vonMoltke
2 mesi fa

Una volta a Sebastopoli, dopo una festa in villa dove la vodka scorreva non a fiumi ma a cascate, me ne andai a letto da solo nella stanza che mi avevano riservato. Una delle due tipe con cui avevo passato il giorno intero a girare per locali, la più carina, verso una certa ora venne in camera, si spogliò e si mise a letto con me. Iniziai a baciarla dappertutto, ma, giunti al dunque, mi accorsi che lei piangeva. “Non voglio, non voglio”, frignava. Siccome sono un gentiluomo, interruppi la cosa lì e mi riaddormentai senza neppure cacciarla dal letto a calci. Lei, per erigere una barriera difensiva contro ad ulteriori avances, si riinfilò i jeans. Al mattino, siccome la voglia non mi era passata, mi misi dietro di lei, e, con molta cura, le sfilai i jeans quel tanto che bastava per scoprire le parti necessarie. Lei non fece resistenza neppure quando la penetrai, ma, alla fine, si voltò e mi accusò: “Come hai potuto?”.
Io, piuttosto sorpreso, replicai: “Perché, tu dov’eri sino ad ora?”.
“Ma io dormivo”, rispose imbronciata.
Ecco, persino la scusa più inverosimile serve a farle sentire meglio, in quanto deresponsabilizzate.
Io ci rimasi tanto perplesso che neppure cercai di ribattere.
P.S. qualche giorno dopo ci fu il bis, ma lei non finse di dormire. Forse un precedente bastava a sentirsi meno in colpa.

Manuel
Manuel
3 mesi fa

Un po’ come quando una tipa ti dice che sta andando in Jamaica con un’ amica per prendere il sole e sentire musica reggae…

Last edited 3 mesi fa by Manuel
Unutente
Unutente
3 mesi fa

Sicuramente nell’articolo sono presenti fondamentali verità, oltre a quelle donne che sono titubanti a livello caratteriale, la paura di passare per una “facile” in loro è forte.
Questo spiega perché all’estero o comunque lontano dalla zona di origine (es vacanza o lavoro), sono in genere molto più libertine e inoltre ribadisce un concetto: quando una donna è predisposta a concedersi lo fa capire o crea situazioni di frequenza/contatto.
Con buona pace dei vari PUA che imputano all’uomo la capacità di convincimento.

ExIlluso
ExIlluso
3 mesi fa

Articolo che rischia di illudere chi viene rifiutato, che il rifiuto sia solo per buona educazione. Poi se sei sulla soglia tra il si é no, il comportamento può fare la differenza rispetto a un tuo concorrente di valore equivalente. Se una ragazza accampa scuse é perché non é tanto convinta o interessata, sei sulla soglia, te la devi giocare e sperare nella fortuna. Ma a questo punto puoi vendermi un corso Pua cosi mi spieghi come giocarmela.

Last edited 3 mesi fa by ExIlluso
Anonima
Anonima
3 mesi fa

Sul no che però è un forse ed affini, credo che subentri un po’ anche il fattore geografico e culturale.

In alcuni paesi orientali, il diniego esplicito è percepito come qualcosa di molto duro, quindi da evitare. Parlando con un’espatriata in Giappone sposata con un locale, mi ha detto che da quelle parti si dice delle donne: “Se dice si è forse, se dice forse è no, se dice no non è giapponese”. In Italia invece sembra che se dice no è forse, se dice forse è si e se dice subito si c’è da preoccuparsi, visto quanto è raro 😮 …

er Bresaola
er Bresaola
3 mesi fa

Bardem è alto meno di 180 cm, su tinder farebbe 0 matches

black wolf
black wolf
3 mesi fa

Il concetto di “negazione plausibile” è chiaro, quasi banale… da notare che con le app di incontro la negazione plausibile viene (almeno in buona parte) elusa. Se Cristina e Juan Antonio si fossero incontrati grazie a tinder, non ci sarebbe stato bisogno di “negare plausibilmente” nulla…. sarebbero saliti in camera da letto senza bisogno di inventarsi scuse.

bruno
bruno
3 mesi fa

Sinceramente mi sembra una generalizzazione troppo spinta.

Alcune delle femmine con cui son stato, sia in versione fidanzamento che storiella, non si facevano queste pippe mentali ed anzi erano attratte da situazioni diciamo a rischio.
Semmai attendevano che fossi io a prendere l’iniziativa, questo sì, ma non mi sono mai sentito rispondere “sei pazzo” o cose del genere.
Altre in effetti si imbarazzavano od opponevano rifiuti, ma a mio avviso solo perché meno smaliziate, con meno esperienze sessuali alle spalle.

Il discorso di non passare per una ragazza facile vale all’inizio, quando ancora non ci si conosce, poi una volta che si sta insieme e si comincia a ficcare cade ogni barriera. E capita pure di fare cose “folli” con persone che all’apparenza sembravano tutte casa, scuola e chiesa.

xiaoxiongmao
xiaoxiongmao
3 mesi fa

qualche due in questa situazione l’ho preso, non sempre è facile capire la situazione.
Il più delle volte si capisce che sono solo finte per non sembrare facili, ma ogni tanto a sorpresa il palo arriva davvero.
A mente fredda magari rileggo segnali che era un no o non era pronta, però durante la serata non sempre è facile averne la certezza.

Anonima
Anonima
3 mesi fa

Aggiungo un altro aneddoto su Javier Bardem: non ha la patente 😮 . Insomma, a certi livelli globali di LMS, pure su una circostanza simile che sarebbe a dir poco penalizzante per un “medioman”, si può chiudere un occhio, se non addirittura due 😮 …

Anonima
Anonima
3 mesi fa

E pensare che ho sentito diverse persone, sia uomini sia donne, definire Javier Bardem (che personalmente trovo molto attraente, forse per via dell’ “effetto alone”) “brutto” . Mah…

Per il resto, tralasciando il caso specifico dell’esempio del film citato, può capitare a tutti (quindi pure agli uomini) di tornare sui propri passi riguardo un iniziale rifiuto impartito. Capisco benissimo che quando il ritornare sui propri passi sembra sia stato solo perché un lui vecchio e ricco è riuscito a “comprare” una lei bella e giovane faccia girare male… Però si può cambiare idea anche per altre ragioni meno “venali” (ad esempio, una reazione signorile al rifiuto iniziale).

Tanto per fare un esempio concreto che si riallaccia al film, l’amore (apparentemente molto solido e riuscito, coronato da un matrimonio e due figli) tra Penelope Cruz e Javier Bardem è nato proprio sul set di “Vicky Cristina Barcelona”. Eppure si conoscevano bene da oltre 15 anni (avevano già recitato insieme in “Prosciutto prosciutto” ed in “Carne tremula”). Loro sono proprio l’esempio lampante che non è detto che, se la scintilla non scocca subito, questo non possa succedere molto dopo 😉 …

Kollok
Kollok
3 mesi fa

Una volta, a 23 anni conobbi una ragazza carina e simpatica in un locale, coetanea, chiamiamola Giulia (nome di fantasia). Essendo clienti abituali ci ri-imbattemmo l’un l’altro in quel locale altre due/tre volte chiacchierando con complicità. Così le chiesi di uscire e lei tutta felice accettò. Dopo qualche giorno uscimmo e passammo una bella serata parlando delle nostre cose. Cercavo di essere interessante e cercavo di sembrare interessato a lei (dato che lo ero davvero, non fu difficile), facendomi raccontare un po’ della sua vita e delle sue cose. Sembrava tutto in sintonia, lei rideva, non c’era imbarazzo e sembrava esserci reciproca attrazione. Ero così sicuro che ci sarebbe stata che non calcai la mano. Semplicemente riportandola a casa in auto avevo progettato di darle un bacio appassionato salutandola, senza cercare di farci sesso, solo per farle capire che mi piaceva, sicuro che poi quello che sarebbe dovuto accadere sarebbe accaduto agli appuntamenti successivi, senza forzare. Al momento in cui provai a baciarla si tirò indietro, uscì dalla macchina di fretta e scappò via. Io ci rimasi letteralmente di merda. Probabilmente aveva capito già mentre guidavo che il “bacio del saluto” sarebbe arrivato, e probabilmente aveva già la mano sulla maniglia della portiera prima che la macchina si fermasse: era tutto successo alla massima velocità, si era tirata indietro ad un minimo movimento del mio collo, tipo un pugile esperto che schiva il pugno appena l’avversario muove una spalla. Nei giorni seguenti non si fece più sentire al che le chiesi spiegazioni per messaggio, senza essere invadente. Mi rispose (è già qualcosa: alcune non rispondono nemmeno per evitare anche di dare una minima spiegazione) che era dispiaciuta, che aveva capito anche prima del tentato bacio di piacermi, e che era uscita con me perché le interessavo, ma aveva appena finito una storia importante e pensava ancora al suo ex. “Càpita”, pensai. Anche se avrebbe potuto rendersene conto anche prima di uscire che non era pronta, ed evitare di farmi perdere tempo o illudermi. Ma a volte si cambia opinione, o forse voleva solo una scopata e sono sembrato troppo un “bravo ragazzo” (ma ripensandoci adesso, non facevo certo il romantico né proponevo prospettive a lungo termine). Pensai semplicemente che forse era solo un modo carino per respingermi senza farmi sentire rifiutato (il classico “non sei tu, sono io”), e che era uscita con me per passatempo. Pazienza. Passa un anno e rivedo Giulia nello stesso locale, che avevo per un po’ evitato, e anche lei. Tutta sorridente si ferma a chiacchierare, ancora molto amabilmente. Io ero appena stato mollato da una della quale mi ero innamorato (allora mi facevo prendere dal facile entusiasmo quando mi sembrava di essere in sintonia con una ragazza) ma che si era rivelata una folle instabile, chiamiamola Luisa (nome di fantasia), una storia breve ma intensa che mi aveva abbattuto il morale. Le dissi che non ero in un buon periodo proprio a causa di quella rottura con Luisa. Giulia mi rispose che mi capiva, e che se volevo distrarmi un po’ saremmo potuti uscire insieme la settimana dopo. Accettai questo invito amichevole, avevo proprio bisogno di svagarmi, e così la settimana dopo uscimmo. Questa volta non avevo nessuna intenzione di provarci perché il mio sentimentalismo da giovane romantico mi faceva ancora pensare alla tipa folle che mi aveva appena scaricato, e mi sembrava un’uscita amichevole. Così passai tutta la serata a parlare a Giulia della tipa che mi aveva scaricato (Luisa), di quanto era sembrato che fossi in sintonia con Luisa, di quanto era stato bello stare con Luisa e di quanto fosse stata tutta un’illusione quando avevo scoperto com’era davvero e per chi mi aveva mollato (un tizio abbastanza sfigato ma che aveva capito tutto: raccontava balle a tutto spiano alle donne, e qualcuna gli credeva -le più stupide-, tipo Luisa). 

Così, dopo aver figurativamente “pianto sulla spalla” di Giulia per tutta la serata, dopo averle detto quanto ero stato innamorato di un’altra, dopo averle fatto capire che razza di perdente fossi per piagnucolare emotivamente dietro ad una mezza scema che mi aveva trattato senza rispetto, la riaccompagnai a casa. Mi ero permesso questo comportamento perché ormai non ero più interessato a Giulia, o meglio non mi passava per la mente di provarci. Un po’ perché avendomi già rifiutato l’anno prima pensavo di non aver possibilità, un po’ perché non avevo nessuna spinta, essendo tutto rattristato dall’aver perso Luisa. Devo ammettere che se nel piagnucolare per una ex c’è qualcosa di profondamente perdente, sfigato, poco saggio e antierotico, almeno in quel gesto c’era un seme di redpillaggine nascosto nell’involucro bluepill: ero fuori con una ragazza e invece di corteggiarla o darle attenzioni, il focus era sui MIEI sentimenti, sulla MIA situazione, e le raccontavo quanto stupendo fosse stato stare con un’altra.

Quando riportai Giulia a casa sua, una volta fermata l’auto, al momento di salutarsi coi baci sulle guance lei si avvicinò sorridendo maliziosamente e mi mise la lingua in bocca. Ci baciammo, appassionatamente, allorché subentrò il mio istinto e non mi tirai di certo indietro. Incredibile come il tuo corpo possa risvegliarsi in pochi istanti anche quando invece a livello di cervello senti fino ad un attimo prima che tutto sia spento.
Le proposi di venire da me, dato che lei viveva dai suoi, e riaccesa l’auto andammo da me dove alla fine facemmo sesso, e fu anche molto bello. Per la cronaca, questo mi aiutò molto ad uscire dal periodo triste, a ridimensionare la folle Luisa e l’importanza di quella storia, ma è un discorso a parte che va fuori tema.

Ciò che invece è a tema con questo articolo è che quando penso a questo episodio mi rendo conto che non ho mai capito un cazzo delle donne nell’ambito “vuole davvero starci o no ?”, e non so se arriverò mai a comprenderle davvero.

Last edited 3 mesi fa by Kollok
Enrico
Enrico
3 mesi fa

Non è detto, per esempio c’è un esempio classico che svela la mentalità femminile (almeno italiana); infatti nel mondo del cinema italiano c’è un attrice di medio livello (non ho mai visto da lei interpretazioni straordinarie) e molto bella, che sta insieme a un regista più grande di lei, che fisicamente è il classico bruttone (onestamente non ha niente di bello), ma è sicuramente una persona preparata culturalmente.
Bene la maggioranza delle persone penserebbero che la giovane e sexy attrice stia con il regista brutto solo per poter lavorare maggiormente e avere la strada spianata nel cinema italiano, forse questo è vero, ma in secondo luogo; perché mi ricordo un intervista che lessi anni fa delle giovane attrice, che raccontava di come si sentisse poco colta e intelligente, infatti basta vedere qualche sua intervista dove si capisce subito che non è sicuramente una persona colta e preparata, alla fine il vero motivo del perché sta con questo regista è solamente perché questo è un uomo colto e lei sente la necessità di avere più cultura e avere un uomo colto è sicuramente un vantaggio (del resto molti artisti erano circondati da donne attratte dal loro genio), il fatto che sia anche ricco e che possa dare un futuro ai suoi figli e spianargli la carriera, sono sicuro che per la bella attrice siano secondari.