Home Cultura e Società Antifemminismo La Minigonna non è Solo un Indumento, è un Messaggio

La Minigonna non è Solo un Indumento, è un Messaggio

109

In un liceo di Roma in questo periodo mancano i banchi e i professori sono costretti a fare lezioni sulle sedie. La vicepreside, per questa ragione, ha invitato le studentesse a non venire a scuola con le minigonne, spiegando che “ai professori cade l’occhio”. Questo è stato il mio commento alla vicenda su facebook:

“Sembrerebbe superfluo dover spiegare che un istituto scolastico non è un bordello dove mettersi in mostra, ma purtroppo, in un mondo sempre più lobotomizzato da propaganda femminista, anche questo semplice messaggio è difficile da far interiorizzare.
Infatti, per tutta risposta, le studentesse si sono presentate a scuola tutte in minigonna, postando cartelli insulsi come quello sotto.
Ora, se io fossi il loro professore a questo punto mi rifiuterei di fare lezione. Non è colpa loro se mi cade l’occhio, ma non è neppure colpa mia. E’ semplice istinto essere attratti da un corpo femminile e indossare certi abiti per farlo risaltare è un preciso messaggio che si vuole lanciare. E’ una questione di rispetto verso gli altri, per cui se vai in un luogo dove devi imparare qualcosa non vai a distrarre il tuo insegnante imponendogli di guardarti solo per appagare il tuo narcisismo, ma ti vesti in maniera decorosa e consona al luogo in cui ti trovi. La minigonna te la tieni per quando devi andare a sbaldraccare in disco, altrimenti puoi trovarti un lavoro. E stai certa che col tuo titolare la ribelle non la fai.”

Le righe appena lette però purtroppo non le vedrete più, perché sono state “zuckate”, come si suol dire, spazzate via da facebook su segnalazione delle solite note.
Non ho idea di qualche condizione d’uso possa aver violato, non ci leggo nulla di minaccioso, offensivo o che possa istigare all’odio, ma vabbè.
Visto che le femministe mi insegnano che una ragazzina minorenne può tranquillamente non rispettare le regole di un istituto scolastico, non vedo perché io a 30 anni debba rispettare le regole di uno stupido social, per cui ripropongo il pezzo e non è certo colpa mia se le fottute femministe continuano a far cadere l’occhio sul mio blog.

In verità c’è poco da aggiungere a quanto detto sopra. Il succo è che agli uomini piace la figa e le donne usano le figa per manipolare gli uomini. Uno dei mezzi per farlo è il vestiario, come ad esempio la minigonna che mette in mostra una parte del corpo molto sexy, cioè le gambe.
Se siete di quelli che dicono che un adulto non dovrebbe essere attratto dal corpo di un’adolescente, per cortesia levatevi dai coglioni. Essere attratti da una liceale è un comportamento perfettamente normale, legale e sognare le teen è uno dei valori fondanti di questo blog. L’uomo ha una sessualità visiva [Sex Differences in Response to Visual Sexual Stimuli, HA Rupp-2008] quindi non ha colpa nell’essere attirato dalle cosce femminili, sta semplicemente seguendo un suo istinto. Le prostitute girano in minigonna proprio per essere il più attraenti possibile e attrarre il maggior numero di clienti, le ragazze normali la usano perché capiscono che un uomo eccitato si può controllare meglio e gli si possono strappare più favori. Nascondersi dietro una presunta “libertà” di vestirsi come vogliono è pura ipocrisa. Come faceva notare Mahler già non esiste una libertà assoluta, ci sono precise convenzioni sociali. Ogni contesto ha il suo abbigliamento più appropriato e siamo tutti d’accordo che a scuola non ci vai ad esempio in pigiama o bikini. C’è già un’asticella che si può alzare o abbassare, e queste ragazze vogliono alzarla nel senso che fa loro più comodo, scaricando poi la colpa sull’uomo porco e appellandosi alla violenza di genere.
Le violenza non c’entra un bel nulla, al limite c’è un’ammissione di debolezza da parte dell’uomo e se c’è una violenza è proprio da parte della donna che vuole sfruttare questa sua debolezza in un contesto come quello scolastico, distraendo il professore mentre cerca di lavorare, riducendo l’aula scolastica a una vetrina del quartiere a luci rosse di Amsterdam.
Ricordo bene le mie compagne di liceo che si chinavano sulla cattedra per mostrare le tette e far arrapare l’insegnante di turno, ma almeno all’epoca veniva fatta passare come una cosa casuale. Oggi invece le ragazzine, con il cervello completamente lavato dalla propaganda femminista fin dalla più tenera età, rivendicano la libertà (sarebbe meglio dire onnipotenza) di fare ciò che vogliono alla luce del sole senza prendersi alcuna responsabilità e senza rispetto per l’autorità.
Questo è il problema reale più che la minigonna in sè: ci si lamenta che le istituzioni scolastiche sono in crisi, ma se delle studentesse sono insofferenti a un semplice consiglio sul proprio abbigliamento e fanno le ribelli anche per questo, come si può pretendere che gli insegnanti si facciano rispettare per cose più importanti?
Ecco cosa ha creato il femminismo, generazioni di donne totalmente deresponsabilizzate, con la perenne pretesa che tutto il mondo si adatti ai loro capricci, ma subito pronte a piangere contro la società quando la vita le prende giustamente a bastonate in faccia per la loro arroganza.

Sottoscriviti
Notificami
guest
109 Commenti
Più Votati
Più Recenti Più Vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
KingDani
KingDani
29 giorni fa

Oramai la scuola è sempre più un parcheggio imbarazzante senza regole. Quello che dovrebbe essere la spina dorsale di qualunque Paese serio è lasciata al pressapochismo più totale.
Chi scambia la scuola per la disco o casa propria, e crede di potersi vestire come vuole, dovrebbe essere preso a calci in culo, invece queste “poverette” con tette e figa al vento vogliono pure avere ragione. La dirigente doveva limitarsi a dire che a scuola ci si veste in maniera decorosa, senza la pantomima della “caduta dell’occhio”, che fa passare i prof maschi come vecchi bavosi che non sembra altro aspettino di poter intravedere un po’ di pelle scoperta.
Studenti allo stato brado, genitori inesistenti, prof che aspettano giusto lo stipendio e dirigenti rimasti al 1985; si salvi chi può.

Anonimon
Anonimon
29 giorni fa

Direi che il post è impeccabile, talmente ineccepibile che le femministe della buon ora e gli zerbini qualora provassero a controargomentare risulterebbero estremamente ridicoli.
Un concentrato di pura logica e buon senso….
Il bello è che non sono il tipo che si lancia in complimenti eccessivi, ma il femminismo becero a questo ci ha ridotti: a dove fare dei discorsi talmente lapalissiani che non possono che venir fuori inattaccabili.

Antonio
Antonio
29 giorni fa

La quantità di vantaggi che hanno le vaginomunite rispetto agli uomini è davvero imbarazzante.

E la cosa incredibile è che la società occidentale finge che ci siano persecuzioni verso le donne, con maschi super cattivoni e super avvantaggiati. E’ assurdo e vergognoso.

Gli stessi sinistroidi correttini poi sono i primi a chiudere occhi e orecchie nei confronti delle culture che imprigionano le donne sotto orride lenzuola, che rimuovono i loro organi genitali, che le uccidono se adultere. Quello va bene per il maninstream.

Batacchi
Batacchi
29 giorni fa

La cosa che piu’ mi infastidisce è la prepotenza e lo strapotere delle femministe.

Loro riescono a far cancellare immediatamente contenuti per nulla offensivi che pero’ non gradiscono mentre contemporaneamente hanno successo nell’ imporre programmi, film, serie tv, giornali ecc. che hanno come unici obbiettivi:

1) l’incitare all’odio verso i maschi, metterli in ridicolo, accusarli, criticarli, farli sentire in colpa, insicuri, azzerbinarli, ecc.

2) esaltare le donne, attribuire loro meriti, qualita’ e caratteristiche che non gli appartengono,, falsificare la storia, le statistiche, i dati in modo da rendere meno ridicole le loro assurde tesi, chiedere sempre nuovi privilegi, ecc.

Bisogna reagire in massa e boicottare i contenuti femministi in ogni modo: segnalarli, non comprare giornali femministi, non vedere film femministi,ecc.

Osservatore Romano
Osservatore Romano
29 giorni fa

A quelle ragazze non interessa la scuola: sanno già che…

-1) le sistema papi nel suo studio
-2) potranno campare vendendo slip usati ai japponesi (o altre forme di automercificazione tipo twitch, instagaz, webcam varie eccetera)
-3) si faranno mantenere da un coglione nerd incrociato all’università
-4) avendo la giusta platea internazionale, come a Roma, in dieci anni di prostituzione guadagneranno come un calciatore di serie A
-5) le 4 soluzioni sopracitate non si escludono l’un l’altra ma anzi possono funzionare in combinazione.

Silvia
Silvia
29 giorni fa

Io da madre di una quasi ragazzina credo che avrei preso a randellate mia figlia se avesse volutamente scavalcato la decisione e del preside. La colpa non è di queste lolite impertinenti ma di chi le ha “educate” così. Mi vergogno di essere donna per colpa di queste sgallettate e delle loro figlie. Inoltre fanno religione cattolica, cresime, comunioni e poi non sanno che sulla Bibbia è scritto testualmente che noi donne abbiamo il dovere di vestirci con decoro per non tentare gli uomini. Sono solo delle ignoranti capre!

Gino
Gino
29 giorni fa

In tutto questo mi colpisce la totale assenza delle famiglie. Una volta la ragazzina andava a dormire dall’amica e nello zaino aveva i vestiti per la serata in discoteca invece che il pigiama, ma questa cosa non è possibile riguardo la scuola. Quindi vuol dire che queste ragazzine escono di casa già così, nella totale indifferenza della famiglia o con il beneplacito della stessa. Visto l’andazzo non mi stupirei che qualche mamma incentivi le figlie a vestirsi così per avere qualche ritorno a livello di rendimento scolastico.

Ilmoderato
Ilmoderato
29 giorni fa

Quoto anche le virgole!
La censura di Facebook è stata a dir poco vergognosa, ma ormai siamo ampiamente abituati al fatto che le opinioni “scomode” non siano accette nel piccolo mondo petaloso dei liberals.
Nel caso del post di FB, non c’è nulla di “scomodo” : è una disamina sacrosanta e pienamente condivisibile.
Forse per alcune studenti, studentesse e professori la didattica a distanza è veramente la soluzione ideale : 20 minuti di lezione e poi tutti su onlyfans, patreon! A fare le thots e i simps, che è la cosa che gli riesce meglio.

Henri de Toluose Lautrec
Henri de Toluose Lautrec
29 giorni fa

Per me la questione è piu’ semplice: a scuola in minigonna non si va perche’ siamo a scuola e non in discoteca. Punto. Così come un ragazzino non va a scuola in bermuda e ciabatte. Indipendentemente dal cascare e non cascare l’occhio. Fossi un professore mi sentirei pure offeso perche’ significherebbe dare per scontato che l’occhio mi ci caschi … potrebbe anche essere vero, ma chi è lei per darlo per scontato? E comunque anche se fossi un prof e mi cascasse l’occhio potrei essere così professionale da non darlo a vedere e fare lezione normalmente. Il punto non è che casca l’occhio o no, il punto è a monte: siamo a scuola e si rispetta il luogo con un dress code decoroso. Io al lavoro porto sempre i pantaloni lunghi nonostante in ufficio non ci sia aria condizionata, per rispetto del posto di lavoro e degli utenti; non avrei problemi se -temperatura permettendo- il datore di lavoro (che poi è lo Stato) mi imponesse la giacca e la cravatta o una divisa.

vonMoltke
vonMoltke
29 giorni fa

Secondo me è anche un lavoro sistematico per tenere l’uomo sotto schiaffo. Mi svesto sempre più in ogni luogo, e se mi guardi o, peggio, ci provi, sei un porco (e ti denuncio per stalking, stupro, e via peggiorando). Nel più classico gioco a somma zero, la libertà che si prende una parte va ad erodere sempre più quella dell’altra. La ormai popolarissima domanda deficiente “e a te che ti toglie?” rivela qui la sua idiozia di fondo. Toglie sempre di più, sino alla libertà di guardare, lavorare, pensare in tutta serenità.

Gus
Gus
27 giorni fa

Questa situazione mi fa’ venire in mente la famosa scenetta del film di Fantozzi che va nella clinica per dimagrire ed è costretto al digiuno totale per giorni. Il culmine dell’ilarità si raggiunge quando il dottore lo invita a “partecipare” alla propria cena, situazione in cui Fantozzi dovrebbe rimanere impassibile; ovviamente si assiste al protagonista che dissimulando indifferenza ruba goffamente qualche boccone. La scenetta appariva divertente perché era chiaro allo spettatore che la situazione era appunto surreale in quanto la posizione di Fantozzi era parificata ad una tortura di cui si capiva facilmente l’epilogo. La situazione del liceo appare invece ribaltata: l’esibizione del corpo viene ritenuta normale perché oggi si pensa che alle donne deve essere permesso tutto e di più, anzi si utilizza quello che è successo per far passare il solito messaggio femminista “degli uomini dai bassi istinti”, tralasciando di parlare invece dello strapotere sessuale femminile che lo determina.

Occorre quindi iniziare a comunicare cosa evidenziano e cosa determinano questi atteggiamenti femminili: in pratica io penso che questo sito dovrebbe periodicamente pubblicare delle vignette che rendano visivamente (la comunicazione umana è visiva al 75%, quindi un’immagine vale molto di più di una spiegazione scritta) il significato degli odierni eccessi femminili (ad es. “il meme della settimana”, eventualmente scelto tra le proposte dei lettori su fatti recenti, con logo di approvazione e implicito richiamo alle pagine del Redpillatore). Le immagini giuste girerebbero molto più velocemente dei post sulla RedPill e dei link a questo sito, permettendo rapida diffusione e popolarità alle ns. idee.

Osservatore Romano
Osservatore Romano
29 giorni fa

Dalla Capitale del Puttanesimo solo notizie come queste possono venire: i professori additati come una massa di bavosi che se la cattedra lo permettesse si masturberebbero in diretta, e le adolescenti che riescono solo a esercitare la loro libertà di squillo.

S’attende il commento del solito PUA a spiegare come va tutto bene anzi è un’opportunità per i più svegli…

giovanni
giovanni
28 giorni fa

la preside è una furba matricolata. Per evitare di finire alla gogna pubblica come si merita per il fatto di non avere i banchi in classe (che sia colpa del governo o sua è irrilevante, nel primo caso doveva denunciare il governo, non improbabili prof dall’occhio cadente), che è la vera notizia, si è inventata questa polemica assurda.

Matmondo
Matmondo
29 giorni fa

Bene, ripeto qui ciò che ti ho scritto prima che ti zuckassero: a scuola rispetto per tutti vorrebbe che la sessualità fosse lasciata un po’ da parte, tanto tra social, aperitivo, vacanze, disco gli spazi per esibirla sono già tanti.
Sarebbe un vantaggio per tutti, tranne che per la femmine femministizzate che minoranza numerica sono e come tali minoranza ideologica e di costume dovrebbero tornare, nonostante avendo il premio più ambito sul mercato hanno facilmente il coltello dalla parte del manico.
Anzi, sarebbe un vantaggio anche per loro sul lungo periodo: 18 anni non son tutta la vita e sul mondo del lavoro quando il muro sì avvicinerà cretemi che sarà stato più conveniente aver fatto carriera per bravura rispetto che per ricatto sessuale, una ricattatrice più giovane sarà assunta, la vostra minigonna si accorcerà ulteriormente ed il tacco sì alzerà, così il quantitativo di phard, ma no, servirà meno rispetto a prima e non pensiate che lamentarvi con un cartello idiota vi salverà.
P.s.
Nei tempi del patriarcato cattivo le divise penso servissero anche per questo.
P.s. II
La vicepreside è bacata dal verme femminista peggio di loro “vietato vietare solo se dal maschio tossico ti voglio salvare” ancora una volta deresponsabilizzazione totale della femmina, criminalizzazione del maschio, peggiorata dal fatto che sminuisci pure il corpo insegnante di fronte ai ragazzi.
Troppo dire non è la disco o la spiaggia la classe?

Last edited 29 giorni fa by Matmondo
silvio
silvio
29 giorni fa

Penso che si dovrebbe prendere esempio da college anglosassoni dove i ricchi, maschi e femmine, e non ste quattro straccione da marciapiede, vanno in divisa. Questo già ldarebbe un’idea a ‘sti quattro sbandati di cosa sia il concetto di disciplina e istituzionalizzazione che ormai alla scuola e alla famiglia è estranea. Povera società….

black wolf
black wolf
29 giorni fa

Sono d’accordo sul fatto che la minigonna non sia appropriata a una scuola e credo che nelle scuole ci dovrebbe essere un “dress code” da rispettare (come già esiste nelle aziende).
Per il resto credo che gli uomini, nel loro stesso interesse, debbano avere l’intelligenza di non cadere in certe trappole. L’attrazione è normale, è un istinto naturale certo… ma un uomo fatto, adulto e responsabile non si lascia turbare o manipolare da una scollatura o da una minigonna come un ragazzino… un uomo adulto di fronte a un abito succinto fa finta di niente e la cosa finisce lì, in questo senso la frase “al professore cade l’occhio” mi sembra infelice.

Last edited 29 giorni fa by black wolf
Chinaski
Chinaski
29 giorni fa

Non me ne può fregare di meno di come si vestono, per me possono pure infilarsi un butt plug nel deretano … Oggi l’ ennesima tragedia di un padre di famiglia completamente impazzito. L’ ex moglie sarà finalmente libera di trovarsi un rimpiazzo più in salute ed adeguato al suo stile di vita.

Scatola
Scatola
28 giorni fa

Sempre dalle femministe: “la donna non è un oggetto sessuale”.
Quando si dice “fare pace col cervello”…

Unoqualunque
Unoqualunque
29 giorni fa

Sei una luce in fondo a questo buio moderno.
Grazie mille per dire le cose come stanno senza nessuna paura

Leonardo
Leonardo
29 giorni fa

Ricordo che alle scuole medie, in terza, una compagna venne a scuola col rossetto. La professoressa la fece andare in bagno a toglierselo, era la fine degli anni 90. Poco più di 20 anni fa. Sembrano passati secoli.

Mario Rossi
Mario Rossi
29 giorni fa

Anche io sarei a favore delle divise scolastiche come in giappone, anche se magari non così appariscenti (leggendo i commenti sembra che ci troviamo più o meno tutti d’accordo).

Approfitto di chi ha scritto che i genitori moderni sembrano sbattersene i coglioni per raccontare un aneddoto simpatico sugli anni cinquanta riguardante mia nonna. In pratica mi raccontò che il mio bisnonno (suo padre), il quale aveva 4 figlie femmine e 1 figlio maschio, quando uscivano le faceva mettere tutte in fila all’ingresso e controllava l’abbigliamento di tutte una ad una. In caso di rossetto o altre cose fuori posto le mandava a cambiarsi semplicemente impedendo loro di uscire fino a quando non ricevevano il suo benestare. Detto questo..mia nonna era l’unica di loro che si nascondeva il rossetto addosso per poi metterselo sulle scale XD

Insomma, un certa dose di “ribellione” giovanile è sempre esistita, però oggi parliamo di famiglie che lasciano figli e figlie allo sbando.

Last edited 29 giorni fa by Mario Rossi
Marco
29 giorni fa

Gli indumenti succinti delle donne sono una forma di violenza sugli uomini, al pari del Supplizio di Tantalo. Gli dei dell’Olimpo per punire l’arroganza di un uomo lo condannarono ad avere perennemente fame e a guardare il cibo senza mai poterlo mangiare: ogni volta che allungava la mano, il cibo si allontanava. Un vero supplizio, lo stesso che le donne infliggono agli uomini indossando abiti con scollature e gonne corte.

Anna
Anna
29 giorni fa

La dirigente ha sbagliato a parlare di “professori” , è una questione di decoro e stile , punto e basta . L’occhio putroppo cade anche a parti invertite, anche se vi può sembrare incredibile , gli studenti guardano le prof. Bisogna essere seri e vestirsi – e comportarsi- in modo rigoroso e appropriato.

Last edited 29 giorni fa by Anna
Urhen
Urhen
29 giorni fa

La mia idea è che la vicepreside ha detto una cosa giusta per le motivazioni sbagliate (ma questo è stato ampiamente detto), però non concordo con l’idea del redpillatore quando dice che non è colpa dell’insegnate che gli cade l’occhio, si che è colpa sua perché ricoprendo un determinato ruolo è suo dovere contenere determinati istinti e poi mi sembra pure una cosa bruttissima se a uomo maturo gli cadesse l’occhio su una che potrebbe essere sua figlia, comunque voglio avere fiducia nel personale scolastico e credere che quella sia un’esagerazione femminista della vice preside.
Penso che la soluzione definitiva sia quella di imporre una divisa scolastica cosi non solo si risolverebbe questo problema che era presente anche ai miei tempi (con diverse motivazioni) e inoltre si risolverebbero molte disuguaglianze tra studenti, dovute al fatto che chi ha determinati indumenti o un determinato fisico fa parte della categoria superiore dei fichi e chi non le ha della categoria inferiore degli sfigati. Disuguaglianze (sia in positivo che in negativo) che rovinano la mente di una persona che si sta formando.

GiGGí
GiGGí
25 giorni fa

Vedi come continueranno queste sbruffone a fare le superiori quando nelle strade torneranno a piovere bombe e proiettili. Quando i posti di lavoro dove le unghiette curate e smaltate saranno finiti, quando l’unica cosa che potranno aspirare a consumare sarà il cibo. Vedrete come sapranno emanciparsi ed essere autosufficienti queste puttanelle di nuova generazione incapaci persino di comprendere il loro istinto primordiale.
Il femminismo non è nient’altro che un movimento culturale subordinato alla pace, alla stabilità politica e al benessere generale della società globalizzata. Non è reale come piacerebbe a loro, è solo la loro immaginazione che si concretizza quotidianamente mentre la verità su come una donna approccia la vita aspetta solo di tornare a galla al prossimo collasso politico/economico/sociale di entità globale.
Verrà il tempo in cui gli esseri umani dovranno affondare nuovamente le loro mani nel sangue mischiato al fango, e le donne torneranno furbescamente a sottolineare la virilità maschile come loro vantaggio e punto di forza per proteggersi e salvaguardare lo smalto e le unghiette curate. Perchè QUELLO invece è il LORO istinto.
Queste sono le classiche donne incapaci persino di rendersi conto che il galantuomo non ha piú voglia di esserlo proprio perchè è daccordo sul fatto che nella vita una donna puó cavarsela da sola e puó persino pagare la sua parte di scontrino al ristorante. Aspettiamo ansiosamente di vedere come impugnerete i fucili al posto nostro la prossima volta che ci sarà da conquistare una libertà per davvero.

Last edited 25 giorni fa by GiGGí
Chinaski
Chinaski
27 giorni fa

A proposito di faccialibro e censura, ho letto il post del Red dove pare ci siano sodali che si spaventano di iscriversi al blog per timore di dare la mail! Ma che hanno paura di trovarsi la digos sotto casa ? Invece stare ” alle dipendenze” di Zuccone con tutti i dati a disposizione va bene.Mi sfugge sempre qualcosa riguardo le dinamiche sociali del mio prossimo, o più semplicemente gli italiani sono il popolo più pavido del mondo.

Femministe sarcastiche
Femministe sarcastiche
22 giorni fa

Il pensiero è “vogliamo tanti cazzi e facilità d’inserzione”
“cosa ce ne fotte del decoro dell’istituzione”

Josa
Josa
22 giorni fa

Comunque la minigonna è uno strumento di seduzione. Serve a mostrare le gambe (che sono una parte sensuale).

Lessi su un libro (l’arte della seduzione di Robert Greene) che nel corso della storia le donne svilupparono questa strategia del “vedo non vedo” proprio per fare leva sulle debolezze dell’uomo (che è notoriamente più visivo). In particolare c’era un capitolo su Cleopatra e di come sfruttò il suo corpo per manipolare i potenti del tempo (Giulio Cesare e altri). Era un modo per compensare il dislivello di forza fisica (differenza oggettiva tra uomo e donna).

Il modo di sedurre e di vestirsi è rimasto diverso tra uomo e donna fino a oggi, ma tanti indumenti femminili sono fatti per “provocare” (gonna, leggings attillati, scollatura ecc…). È abbastanza ovvio.

La libertà di come vestirsi è un diritto giustamente però il sottotesto di tanti indumenti femminili è “guardate il mio corpo e come sono bella/figa”. Ci sì può tranquillamente vestire in modo più sobrio però il voler apparire belle (se si è belle) sembra essere irresistibile per alcune. Per un discorso di attenzioni/ego (bisogno del tutto umano). Ovviamente le attenzioni preferite saranno solo e soltanto quelle dei bellocci. Lo sguardo del povero normo bruttino sarà viscido (ma è il solito discorso).

Quindi premesse queste ovvietà (che a quanto pare non lo sono per tutti/e) la richiesta del tenere un certo decoro a scuola era del tutto legittima.

La trovata del “presentiamoci tutte in minigonna” non ha senso. Era una sorta di difesa/contrattacco ad un attacco interpretato male. Non è che non potete vestirvi in modo provocante, ma era una richiesta del non farlo a scuola.

Detto ciò la gonna a scuola penso che ci possa stare in generale. Bisognerebbe però istituire più che altro un dress code condiviso da tutti. Le divise sono un tantino esagerate…

Last edited 22 giorni fa by Josa
Alberto
Alberto
29 giorni fa

“Al professore cade l’occhio”. Questa vicpreside è tutta scema. Detto questo evviva le divise giapponesi. Le ragazze sono più carine, pulite e, perché no, anche più sexy.

Batacchi
Batacchi
28 giorni fa

La nota positiva e’ che stavolta la vittima del femminismo da mentecatte è una donna: la preside.
C’è da augurarsi che il femminismo, nel suo delirio di onnipotenza, sempre piu’ spesso vada a pestare i piedi alle esponenti del gentil sesso.
Solo così le donne se ne distaccheranno.
E non bisogna pensare che cio’ non accadrà proprio per il timore delle femministe di perdere consenso.
Le femministe hanno gia’ piu’ e piu’ volte dimostrato di essere completamente prive di materia cerebrale e quindi da loro ci si puo’ aspettare di tutto (vedi chiusura programma tv “Parlamone sabato” di Paola Perego a seguito di dichiarazioni del tutto innocue di Fabio Testi)

Pino
Pino
19 giorni fa

Questo doveva essere un editoriale del Corriere della Sera, altro che Penebianco e Sgrumellini…

Dominik
Dominik
15 giorni fa

L’adolescenza è un età in cui il carattere e le emozioni eccedono,c’è un boom di ormoni; ed è normale quindi la reazione di quelle ragazze così espressiva. Io studio scienze motorie (sono alla specialistica) ed è facile per me capire queste cose perché studiamo AUXOLOGIA da un punto di vista medico scientifico. È anche vero però che non serve studiare AUXOLOGIA per capire certi meccanismi dato che siamo stati tutti bambini, ragazzi… e anche se ognuno ha vissuto questi periodi in modo differente rimane comunque un esperienza di vita che dovrebbe far comprendere ma che a quanto sembra non è così e lo si capisce da come è organizzato il sistema scolastico e dal comportamento dei professori nei confronti degli alunni; professori che a quanto pare non hanno capito niente della pedagogia. Il succo è che bisogna capire di più gli studenti ed evitare lo stress psicologico, soprattutto evitare di imporre regole così ferree perché il risultato ottenuto sarà il contrario di quello voluto. Per cui se vogliono andare a scuola in minigonna io non vedo quale sia il problema, in Giappone le ragazze vanno a scuola in minigonna.

Rick Hunter
Rick Hunter
29 giorni fa

Ma soprattutto… La violenza di genere hashtaggata, scusate questo obbrobrio linguistico da ggggiovane, nel manifesto, quale sarebbe a guardare? Forse che, torniamo alla solita puttanata, che il brutto che guarda la bella, è violenza ipso facto? Che il 40-50enne che guarda la sedicenne è pedofilia?
Basta cazzate.

Manuel
Manuel
29 giorni fa

Secondo la logica delle studentesse del liceo Socrate, dal momento che ognuno è libero di vestirsi come vuole, allora pure i maschi possono presentarsi in classe in bermuda,canottiera e infradito.
È ovvio che ha sbagliato la vicepreside a spostare la questione sugli sguardi libidinosi degli insegnanti maschi nei confronti delle studentesse.
Ma è pure vero che in quella scuola mancano alcuni banchi e,sempre seconda questa logica di libertà, allora anche i ragazzi possono mettersi dei calzoncini cortissimi e larghi e canottiere con i buchi per la “gioia”… delle insegnanti.
Credo che aldilà degli sguardi dei docenti, gli alunni farebbero bene ad interrogarsi su cosa sia opportuno indossare in una scuola che dovrebbe essere un’ istituzione importante e non una discoteca o una spiaggia.
Perché quando saranno adulti, nei posti di lavoro, dovranno comunque attenersi ad un dress code ma non solo per il rispetto degli altri, ma soprattutto per il rispetto di se stessi! Perché quell’ abito rappresenterà la loro identità e il loro ruolo nella società.

Enrico
Enrico
27 giorni fa

Leggendo i commenti vorrei fare una precisazione per gli altri utenti, si parla di pedofilia solo quando si è attratti da minori di 11 anni, cosa chiaramente da persone disturbate; poi c’è la ebefilia cioè l’attrazione per le adolescenti tra gli 11 anni e i 13 anni e poi c’è la efebofilia, cioè l’attrazione per gli adolescenti dai 14 anni ai 18 anni, quindi in questo caso si tratterebbe di efebofilia

Marcos
Marcos
25 giorni fa

In assenza di regole e valori emergono gli istinti primordiali. Una società dove ognuno é libero di fare ció che gli pare é migliore?

Massimiliano
Massimiliano
24 giorni fa

Bravissimo! Ti adoro. I quadri sempre tutto nella maniera più lucida possibile.

Henri de Toluose Lautrec
Henri de Toluose Lautrec
29 giorni fa

Che un uomo possa essere attratto da una ragazzina in minigonna, ci puo’stare. Voglio pero’ sperare che determinate categorie professionali riescano a soffocare questi istinti in nome della professionalità: è il caso degli insegnanti, ma, ancora di piu’, dei medici. Mi farebbe un po’ tristezza pensare a un ginecologo che la sera si sega fantasticando sulle pazienti che ha visitato. In realtà, non lo dice nessuno, ma c’è anche la cosa opposta: donne che preferiscono il ginecologo uomo, specie se bello, perche’ almeno è un uomo che le mette le mani in vagina e, come ha raccontato su un newsgroup una ventina di anni fa, una ragazza che tra le scopamicizie chaddose aveva il proprio ginecologo. Ecco, io reputo di scarsa professionalità usare il proprio status delle 4 pareti professionale per scopare ma, come mi è stato detto, ognuno gioca le carte che ha… secondo me è un po’ triste ma tant’è…..

MarcoC
MarcoC
29 giorni fa

Quando un mio compagno di scuola negli anni ’90 spuntava in bermuda a giugno, arrivava puntuale la ramanzina dalla prof:
Beh, e che ti sembra che siamo in spiaggia?!

Non si capisce perchè la gamba scoperta per il ragazzo sia sconveniente, mentre per la ragazza no.
Il dress code esiste ed è sempre esistito, sia a scuola che fuori dalla scuola. Parlatene con chi fa l’ISF (informatore scientifico del farmaco) ed è costretto a girare il 28 luglio in giacca e cravatta per rispettare il dress code imposto dall’azienda.
La preside ha lottato per una giusta causa, usando però la motivazione sbagliata. Il problema non è che al prof cade l’occhio, ma che vai a scuola per imparare e crearti un futuro, non per fare la vamp. Per quello c’è già il sabato in discoteca, l’aperitivo della domenica, instagram, l’estate. Occasioni per mostrare il tuo corpo ne hai a zilioni, specie nel mondo libertino e iperconnesso di oggi.
In UK le scuole usano divise o impongono un dress code ai loro studenti. Anche negli USA si fa lo stesso.
Ma si sta discutendo con una generazione di ragazze che dichiarano di avere come obiettivo di vita quello di fare la modella su onlyfans, e che quotidianamente si spalleggiano a vicenda a suon di “no al patriarcato, no al maschilismo, no all’oppressione delle donne”, e quindi discorsi simili attecchiscono difficilmente.
comment image?width=640&crop=smart&auto=webp&s=c8d6659c0dd77cb8ac12c485424124e33daad4b5

Questo genere di polemica comunque non è nuovissima, visto che solo 2 anni fa accadeva questo…
https://www.repubblica.it/scuola/2018/05/18/news/_questa_scuola_non_e_una_spiaggia_la_rivolta_dei_presidi_sull_abbigliamento_in_classe-196710456/

Ma al di là della minigonna, c’è da dire che se uno vuole fare il vecchio porco bavoso, lo fa comunque. Con o senza minigonna. Una adolescente di oggi, curatissima, magrissima, tiratissima, può suscitare desiderio anche con un leggins e una maglietta non particolarmente scollata. E’ questione di professionalità.
Il problema infatti non è l’occhio che cade al prof, ma il prof 50enne che nei corridoi tiene mano nella mano una ragazzina di 15 anni (visto coi miei occhi, suscitando disgusto sia in me che nella mia collega che ha assistito alla scena) con una naturalezza che lasciava allibiti. Come se fosse la cosa più normale al mondo avere quel tipo di attenzioni per una che ti potrebbe venire figlia.
E’ per questa mancanza di professionalità da parte di certi insegnanti che dovrebbero combattere, non per la libertà di stare col culo di fuori in aula.

Ospite
Ospite
29 giorni fa

A te Catone il Censore ti fa un baffo.