Home Pillole di Vita La Parola ai Lettori Biografia Sentimentale di un Belloccio

Biografia Sentimentale di un Belloccio

95

Capitolo 1 – Mia madre

È assolutamente vero, le donne preferiscono i Chad.
Perché lo so? Facile. Io lo sono. E lo sono perché lo è mio padre. Mia madre, del resto, ha sempre ammesso che era quello il tipo di uomo che voleva per sé. Tieni presente che io e te siamo più o meno coetanei – oddio, io sono un po’ più vecchio, se ho capito bene, ma siamo entrambi nati negli anni ottanta – per cui, parlando per l’appunto di altri tempi, mia madre non voleva “farsi sbattere” da Chad.
Ma sposarlo.
E lo ha fatto, esattamente il tipo di uomo che descrivi. E cioè: 1.90, fisico possente ma allo stesso tempo agile, mascellone – il vecchio è/era il sosia muscoloso di Henry Fonda, mia madre ci vedeva lungo, è il tipo di viso che invecchia meglio e fa tanto “cattivo ragazzo” – ex bulletto – da molto giovane – ma di una buona famiglia, con prospettive di carriera molto buone a livello status – artista, scienziato, scegli tu quale suona meglio, è indifferente – che si fosse sufficientemente divertito da essere ragionevolmente stufo di avventure.
Intendiamoci, aveva lei stessa cose da offrire.
Bellezza, in primis, e anche lei ottime prospettive di lavoro, leggasi cash. Uno scambio alla pari, insomma, come sempre in questi casi.
Perché lo voleva? Intuitivo, direi, sia dal punto di vista sessuale, sia da quello riproduttivo, volendo entrambi almeno un figlio.
Mia madre, l’ho già detto, ci vedeva lungo. Sapeva benissimo che le cose stavano cambiando rapidamente e sapeva altrettanto bene che il più grande regalo che possono fare i genitori ai propri figli è la bellezza. E siccome non è ancora possibile “costruirci”, non esiste altro modo che assicurarsi “a vista” i geni migliori.
E sono nato io. Viso, altezza, armonia generale, incapacità manifesta di ingrassare.
Un altro Chad potenziale. Mancava la stazza, ma per quella occorre tempo – devi finire di crescere – e lavoro – eh, sì, il lavoro in palestra diventa una necessità fin da ragazzi – e fu proprio lei a spingermi a farlo.
Non che mio padre fosse invisibile, intendiamoci, ma lui preferiva occuparsi della parte relativa all’istruzione sostenendo, giustamente se pur non con queste precise parole, che oltre a servire per questioni lavorative sarebbe comunque stato un utile valore. O requisito, come preferisci.
E così, fra i 17 e i 19 anni, sono diventato il clone di mio padre – con qualche differenza, il mio viso è ingentilito dai tratti nordici di mia madre, ma la mia struttura, allenata da molto giovane, è diventata più potente – tranne che in un dettaglio.
Il mio carattere è estremamente mite, ma mi rendo conto che sia anche facile diventare un individuo pacifico quando sei 1.87 per 95 chili di muscoli e non hai mai ricevuto dalle donne altro che attenzioni e gentilezze e occhi dolci senza che niente in cambio fosse richiesto.
Perché, sì, è vero, verissimo. Ovunque vai, qualsiasi cosa fai – a patto di non essere proprio malvagio – percepisci di essere amato. Esiste davvero, poi, qualcuno che non ama ciò che è bello?

Capitolo 2 – La Spogliarellista

Ho 20 anni. Girellando per la città, un pomeriggio come un altro, incontro per caso la ragazza di un amico.
È con un’amica, sembra Jessica Rabbit. Le saluto, due chiacchiere, ciascuno va per i fatti suoi. Due giorni dopo il mio amico mi telefona. Ceniamo insieme, cucina lui, l’amica della sua ragazza mi vuole conoscere. Ha 30 anni, è “fidanzata” con un notaio obeso e piuttosto stagionato. La sera dopo sono nel suo letto. E mi insegna a vivere. Inutile, mi dice, perdere tempo a cercare la trombata e via.
La one night stand da locale, insomma. È rara, se gratuita, rischi di doverti accontentare, chi te lo fa fare?
Offri piuttosto scopamicizia. Un poco più lunghi i tempi ma sono tutti felici.
Puoi averne quante ne vuoi, ti prendi solo il meglio fino a quando vuoi, lei non si sente usata e in definitiva è un rapporto umano, non fra genitali. E cerca di dormirci insieme, quando puoi, che non si sentano puttane.
Mai sentito niente di più vero e saggio. Siamo stati scopamici, io e lei, per tanti anni. E siano tutt’ora amici.
Una volta, nel letto, le chiesi perché non andassimo oltre. Mi rispose che non ero il tipo da stare insieme a una puttana.

Capitolo 3 – Mia Sorella

Ho 24 anni, mia sorella 18.
Ha un carattere identico al mio, l’ho sempre trovata adorabile. Non è più una bambina, come non lo sono le sue amiche.
È un poco gelosa, forse – giù le zampe, porche! – ma è tutta scena, ultimissime macerie degli anni novanta.
È felice di vedermi felice.

Capitolo 4 – Miss Maglietta Bagnata

Ho 26 anni, vivo da solo.
La casa è grande, piena di cazzate con cui divertirsi. E cosa succede quando il primo della cumpa va a vivere da solo?
La casa diventa un porto di mare dove si accampano gli amici. Per settimane, a volte.
Chi per studiare, chi per lasciar sbollire la fidanzata incazzata. L’amicizia è sacra, come l’ospitalità.
Ma si sa come funziona, no? Era consuetudine portare un dono a chi ci ospitasse. A volte una bottiglia – ok, quasi sempre più di una – a volte qualcos’altro. O qualcun’altra, se gli amici “ti somigliano”. E non è vero che le donne non amano i giochi da tavolo, li amano eccome se a quel tavolo stanno seduti quattro uomini belli. Anche se quella fastidiosissima partita a risiko dura da ore.
Di una in particolare ho un bel ricordo.
Una mora parecchio prosperosa, conosciuta da uno dei ragazzi al mare, con addosso una maglietta bianca fradicia.
Era sexy, spiritosa, molto dolce. Siamo stati bene, insieme, finché un giorno, dopo più di due anni, è sparita.
Voleva qualcosa di più, una relazione. Non me lo aveva mai detto.

Capitolo 5 – Mia (quasi) moglie

Ho 33 anni, qualcosa non va nella mia salute. Niente di contagioso, niente che mi ucciderà. Ma non va, e lentamente peggiora. Un amico mi invita alla presentazione del suo primo libro. Mi ci fiondo. Sta lì, davanti a tutti, racconta il suo lavoro. È emozionato, sono contento per lui.
E poi vedo LEI. La donna più bella del mondo. Sta lì con due amiche, chissà come ci è arrivata. Devo conoscerla. Ci conosciamo. Passiamo insieme tutta la notte, le faccio vedere la “mia città”. È quasi mattina quando la accompagno a casa – deve andare via una settimana per lavoro – e quando la bacio capisco che dio esiste perché l’ho intravisto. Passa una settimana. Torna da me. E quando, nel mio letto, appoggia la testa sul mio petto capisco che dio esiste perché sono io. La amo.
Chiamo tutte le mie scopamiche, da oggi saranno solo amiche. Qualcuna, lo ammetto, è davvero felice per me. Qualcuna mastica amaro. Qualcuna, quel giorno, rompe qualsiasi rapporto avesse con me. La mia salute peggiora, ma riesco ancora a tenerlo nascosto.È stato l’anno più felice della mia vita.Le chiedo di  sposarmi. Deve andare qualche mese via per lavoro per cui la risposta è sì, ma richiedimelo quando torno. Non tornerà mai. Certe cose si possono provare a tenere nascoste ma prima o poi si vedono. Non la biasimo per aver avuto paura, chissà cosa avrei fatto io al suo posto.

Capitolo 6 – Le amiche

La depressione si può tentare di curare in tanti modi. Benzodiazepine, terapia, alcol, cocaina, prostitute, scopando tutto quello che si muove. Ho evitato la coca. È andata avanti per anni. La mia salute ha smesso di peggiorare.
Non guarirò mai ma è sotto controllo. Va bene così. La depressione? Anche lei sotto controllo ma è sempre lì, come il pensiero per la donna che amo ancora. E un giorno mi telefona. Sono sotto casa tua, mi fai entrare?
Dovevo dire di no? Forse. Comunque non l’ho fatto. Non è invecchiata di un un giorno.
Ma è sposata. E ha un figlio. È così bella…
Dopo mezz’ora è nel mio letto. Mi spezza il cuore. Non lo dice nemmeno quella volta, non lo ha detto mai ma non è difficile intuire la verità.
Solo lì, nel letto, vado bene per lei. Se ne va. Stavolta la depressione colpisce duro. Smetto di lavarmi, di curarmi, di vivere.
Ricevo ancora qualche sua telefonata. Non ho il coraggio di rispondere. Gli amici ci sono sempre ma non possono fare niente.
Anche le amiche ci sono e non accettano di non poter fare niente. Non ho la forza di cacciarle via. Né loro né le loro amiche.
Curioso, pensavo che dopo i trenta avrei dovuto rinunciare alle ventenni. Nonostante tutto mi sbagliavo.
Ad oggi credo di accendere personalmente i fornelli una volta alla settimana e non ricordo da quanto tempo non sono io a farmi la barba.
Non sono quasi mai solo, ogni tanto ci scappa anche la trombata. Non che me ne importi più ma è anche giusto ricambiare i favori, quando te li fanno, no? E in fin dei conti importa poi tanto sapere per quale motivo qualcuno si prende cura di te? Forse meno di quanto possa sembrare. Il prossimo capitolo? Boh, mi piacerebbe poterlo intitolare “mia figlia” ma non ci conto.

C’è una morale a questa storia?
Dipende.
Forse che Chad è, in fondo, talmente voluto dalle donne da fare qualsiasi cosa per metterlo al mondo, renderlo felice, migliorarlo.
Chad è un bene prezioso e anche se fa la vita da re, sta sul trono perché ce lo hanno messo.
Le donne. Nessun altro che le donne.
E, nel caso in cui riesca a mantenere la bellezza, compatibilmente con l’età, non gli permetteranno di abdicare, lo voglia o no.
O forse è semplicemente la mia storia e qualcuno la detesterà.
In qualsiasi caso, avete ragione.

Sottoscriviti
Notificami
guest
95 Commenti
Più Votati
Più Recenti Più Vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
Anonimon
Anonimon
22 giorni fa

La morale: Anche i Chad possono soffrire? Possibile, ma comunque è un tipo di sofferenza molto diversa di quella degli incel e dei normies…
Il fatto che le donne possono vederti solo come uno stallone da monta e rifiutarsi di avere relazioni serie con te può far soffrire sul lungo periodo e solo se si tiene così tanto ad avere una famiglia tradizionale e dei figli, ma non è paragonabile alla sofferenza di un incel che viene scartato e rifiutato fin dai primi anni di pubertà.
Una cosa è essere trattati da stalloni, un’altra è essere trattati da aborti.

Henri de Toluose Lautrec
Henri de Toluose Lautrec
21 giorni fa

Questo articolo mi ha fatto venire in mente che una ventata di cruda redpill la ebbi una sera degli anni 90 che decidemmo di fare serata nella città capoluogo della nostra Regione. Arrivati in città, all’inizio vagavamo in auto senza meta e si affianco’ al semaforo una macchina di ragazze (probabilmente brille) urlo’ “bellino lui” (rivolgendosi al mio amico) e nel tempo del rosso riuscii a dirgli “ce lo hai il telefonino? me lo dai il numero? (erano i primissimi tempi che si stava diffondendo il gsm grazie alle prepagate omnitel)”. Dopo che lui le detto’ il numero queste ragazze ci passarono uno spinello dal finestrino e poi ripartirono. Poi lei lo chiamo’ e si frequentarono per un po’. Un altro mio amico belloccio ad una festa di compleanno venne spudoratamente baccagliato da una ragazza che non conosceva. Allora, mattoncino dopo mattoncino, ho realizzato che il desiderio sessuale nelle ragazze non è inferiore: la base di partenza è la medesima, come una stessa sorgente luminosa a led da 5 watt. Soltanto che quello dell’uomo davanti la sorgente luminosa ha una lente grandangolare che spalma il fascio luminoso su un target piu’ grande, quello delle ragazze è un laser che collima tutto sui piu’ bellocci, concentrando il massimo dell’energia.
Allora pian piano capisci che se ti ignorano, ti schi(V/F)ano (vanno bene entrambe le lettere), ti prendono in giro, ti umiliano, ti sfruttano, non c’entra un ca..o il carattere, il saperci fare, il farle ridere… c’entra solo se sei bello o brutto, perché se sei bello ti si affiancano in auto.
Io non chiedo che le ragazze la diano ai brutti per pietà, non chiedo nemmeno prostitute gratis per i brutti; vorrei solo che il giornalismo mainstream abbia l’onestà intellettuale di scrivere “per un uomo brutto è praticamente impossibile trovare una ragazza che lo ami e finirà sempre sfruttato, friendzonato o a fare il betaprovider di una postwallata che lo tratterà come uno zerbino”; invece no, è tabu’, è delitto di lesa maestà. Magra soddisfazione è vedere le mie coetanee ex ipergamatrici avere un figlio occhialuto ear-dumbato e jaw-backato incel che a 18 anni non ha ancora avuto nessuna ragazzina “eh ma è lui che non le vuole”, dice la mamma, (certo, certo, come no, magari di nascosto è iscritto al forum dei brutti)

Urhen
Urhen
22 giorni fa

Una cosa che fa riflettere è che le donne normaloidi (non le belle) preferiscano stare con un chad malato e depresso piuttosto che con un normo bruttino sano. E meno male che per i PUA tra gli 8 interruttori d’attrazione c’è la salute e non la bellezza.

Rododendro
Rododendro
22 giorni fa

Ci sono due crudezze : la prima evidente riguarda le donne e quella natura animalesca che le porta ad accoppiarsi col maschio geneticamente migliore al costo anche della dignità di persona(e si evince che molte lo sanno anche ammettere). Questa cosa è abbastanza disumana.

la seconda riguarda il dolore,un chad può soffrire eccome e non ha senso fare paragoni su chi soffre di più tra un brutto sempre rifiutato ed un chad che perde il senso della vita ,quando si parla di depressione c’è poco da stare allegri e poco da raffrontare. La verità è che il chad della storia suddetta ha condotto una vita dai tratti disumani,spesso non per sua scelta(chiunque al suo posto si sarebbe comportato come lui ) ed alla fine tutta questa disumanità,questa disillusione , queste verità agrodolci a partire dalla prima grande rivelazione sulle tromboamicizie ti portano alla tristezza . Ogni grande romanzo di formazione si conclude con l’amarezza di ricordarsi che gli anni migliori non sono quelli dei divertimenti ma quelli della fanciullezza e dell’infanzia quando l’ingenuità ti pervadeva e credevi nella bellezza del mondo e nelle persone vedevi sempre una promessa e non una minaccia.

Due conti
Due conti
22 giorni fa

Sempre detto: sono i genitori.

Opolus
Opolus
22 giorni fa

Non si capisce granché da questo racconto abbiate pazienza.

Germano
Germano
22 giorni fa

Ma quindi scusami……ti eri innamorato di una zoccola?
Vista la tua bellezza e il tuo status (e presumo anche la moneta) e visto che eravate pariestetici, perché ha sposato un altro facendosi anche ingravidare?
Questa storia è strana e monca.
Tu Red hai visto la foto del soggetto?
A me sembra un fake assoluto.

MarcoC
MarcoC
22 giorni fa

Riassumendo.
Un ragazzo eredita un corredo cromosomico di altissimo livello da mamma e papà, riceve da sempre attenzioni e gentilezze dalle donne senza che lui dia nulla in cambio, ha sempre avuto sciami di donne pronte a fare sesso con lui, viene abbandonato da una donna ma ha subito altre passere in arrivo pronte a consolarlo, vive una situazione di grave depressione e ciò nonostante continua ad avere molte donne intorno a sè (con buona pace di chi ciancia di sicurezza in sè stessi e obiettivi ambiziosi).
Più redpill di così non si può.
Morale: se erediti i geni giusti, hai la vita in discesa anche quando sembra in salita.

Giansugo
Giansugo
22 giorni fa

Bel racconto. Anche se falso, lo noto da un dettaglio: la depressione non so cura con le benzodiazepine, se tu avessi davvero sofferto di depressione lo sapresti. (Le benzodiazepine sono ansiolitici, combattono gli stati ansiosi. A volte i malati di depressione possono soffrire anche di ansia, ma la depressione non la curi con le benzodiazepine. E per curare l’ansia di solito le benzodiazepine si usano solo all’occorrenza e si cerca di non usarle in modo continuativo per via di assuefazione e dipendenza). In ogni caso ho apprezzato il racconto, ma si poteva anche scrivere che non era vero (o quantomeno che è esagerato/distorto in alcuni aspetti non secondari quali appunto la depressione)

Anonimo gaudente
Anonimo gaudente
21 giorni fa

Non è la prima volta che leggiamo la storia di un bello ‘triste’ (depresso, per la precisione).
Sarebbe sin troppo facile rispondere: “caro mio, se la ricchezza non fa la felicità, figurati la miseria”.
Ma sarebbe maleducato.
Maleducato e, soprattutto, sbagliato.

La verità è che dovremmo accorgerci una buona volta di quanto ciò che chiamiamo “amore” sia in grado di rovinare qualunque vita.
Quella di chi non ha donne e quella di chi ne ha sin troppe.
La verità è che l’amore non esiste. È solo un’astrazione concettuale da noi costruita per nobilitare e dare significato esistenziale a un mero processo biologico che passa per la teoria LMS.
Inseguire questa chimera rovina tutti.
È un oppio che si usa per stordirsi dalle vicissitudini e dai dolori che riserva la vita di ogni giorno.
È un modo per evaderne sognando che, quando riusciremo ad averlo, il “Vero amore”, tutto acquisterà un senso.
Ed è, manco a dirlo, una gigantesca illusione.
Penso non esista redpill all’infuori di quella che porta a superare certe cazzate e a godere, di conseguenza, delle piccole gioie che riserva la vita di ogni giorno, senza desiderare ciò che -belli o brutti- in fondo, nessuno può avere.
Se non ci illudessimo che la felicità si trova nelle donne, probabilmente la nostra specie si estinguerebbe, perché smetteremmo di cercarle.
È un’illusione che si perpetua di generazione in generazione in quanto utile alla Natura; ma è un illusione che si rivela nefasta per ciascuno di noi preso singolarmente.
Liberiamoci di tutto ciò.
E godiamoci la vita.

Last edited 21 giorni fa by Anonimo gaudente
black wolf
black wolf
21 giorni fa

Si vede che sei un aspirante romanziere o qualcosa del genere… un vero Chad non perde tempo a scrivere certe favole sconclusionate… ha di meglio da fare!

Last edited 21 giorni fa by black wolf
Marco
Marco
22 giorni fa

Dalla depressione si può guarire: io ho sofferto di depressione (diagnosticata da psichiatri) indicativamente dai 12-13(primi pensieri suicidi) anni fino ai 25-26.

Da circa 3 anni non ne soffro più e non do segni di ricadute, questo malgrado una vita che non può non essere definita altro che di merda (maltrattamenti in famiglia, bullismo a scuola, zero vita sociale e sentimentale, bruttezza, possibilità di trovare un lavoro pressoché nulle*).

Ad ogni modo sei stato fortunato ad avere genitori belli, mia madre, donna molto bella, si è sposata con un uomo non molto bello (immaginate un mix tra ezio greggio e fassina): le mie sorelle hanno preso da mia madre e sono bellissime, io invece ho preso da mio padre

*infatti con uno dei miei psichiatri scherzavo sul fatto che, vista la mia situazione, ero sano di mente quando ero depresso, e sono matto ora.

Figlio segreto di Hillary Clinton
Figlio segreto di Hillary Clinton
22 giorni fa

Più invecchio, più sono felice di dovere costantemente lottare per ottenere ciò che desidero.
La sfiga insegna la gratitudine.
Quello che otterrò senza cheat-codes, so che non andrà perso.

Grazie per la testimonianza.

Emanuele
Emanuele
22 giorni fa

Una vita così non l’avrò mai; anche perché vengo da una famiglia problematica da almeno 2 generazioni.

Marcone
Marcone
22 giorni fa

Senza offesa per l’autore, ma la storia mi pare frammentata e scritta male a parte la intro iniziale.
Mi spiace per la sua salute….ma alla fine di che male soffre?

Chinaski
Chinaski
21 giorni fa

Sarebbe interessante il punto di vista di qualche femminista di passaggio, ma quelle sanno solo sfottere. Riuscirebbero a metter su una morale psicosociale sull’ altruismo e sulla redenzione, formerebbero un consorzio per lavargli la biancheria e tenergli la casa in ordine. Un incel nelle stesse condizioni sarebbe uno che se l’ è cercata se non addirittura un pericoloso estremista della destra becera e patriarcale, a questo proposito è stato interessante leggere il post intervista del Red sul librofaccia al blog ” totalitarismo”.

Jesse
Jesse
21 giorni fa

Che sia vera o no, non importa, è una storia a mio parere realistica. Passare gli anni a soddisfare le esigenze altrui (perché di questo si tratta) come un cavallo da monta è una cosa che logora il fisico e la mente….la depressione leggera (per questo curata con le benzo) è una conseguenza.
Sembrerò un ipocrita ma non invidio una vita così, troppo lontana dai miei standard mediocri. Posso invidiare il patrimonio genetico, ma nemmeno tanto se questo si porta dietro una malattia importante gia a 30 anni.
Fortunati o sfortunati abbiamo poco controllo sulle nostre vite, la società decide per noi, se sfruttarci o ignorarci.

Cippolippo
Cippolippo
16 giorni fa

Se il racconto non è vero, è verosimile. Paradossalmente, per un belloccio essere “single” significa scopare un sacco grazie alle “amicizie colorate”, per un brutto seghe e puttane.
Ad ogni modo, si avverte la penna (precisa rapida incisiva esatta) dello scrittore professionista. Dunque, se la storia è vera, ci sono due motivi per invidiarne l’autore (e gli invidio la prosa da Hemingway quasi più delle scopate da Siffredi).
Comunque io piuttosto che sgobbare in palestra e perdere tempo e soldi a scegliere i vestiti vado a troie.
La cosa che più invidio ai belli è, quasi, la loro rete di amicizie, conoscenze, feste, eccetera, perché se è solo per scopare uno appunto va a troie che fa prima.
Ma l’amore fa sempre soffrire, quasi più quando uno viene illuso e poi abbandonato, che quando viene schifato fin dall’inizio, perché allora appunto si rassegna e va a troie (ripetizioni perché appunto io oltre a essere un quattro scrivo anche da cani, zio po**o).

Manuel
Manuel
21 giorni fa

Bella storia belloccio! Apprezzo chi ha il coraggio di confidarsi così in pubblico.
Trovo la vicenda molto triste comunque. È la riprova che spesso non basta essere Chad per essere felici. Mi ha colpito la frase che ti disse Jessica Rabbit: ” non sei il tipo di stare insieme ad una puttana”.
Forse avresti dovuto darle retta!
Perché leggendoti, il tuo percorso non mi sembra più glorioso di quello di un di un normies: quelle che non ti piacciono o che ti piacciono meno ci stanno, quelle di cui ti innamori scappano.
Probabilmente avrà inciso anche uno stato di salute non eccellente e mi dispiace.
Ma quello che manca è il lieto fine. Spero ci sia in futuro.
Perché, almeno per come sono fatto io, una donna la sento mia ed io mi sento suo solo quando il lieto fine c’è, quando si va oltre la notte o le notti insieme.
Mi sento veramente desiderato da una donna quando lei decide di vivere con me.
Altrimenti uno può andare a letto con tutte le donne che vuole, ma non saranno mai tue. Per la maggior parte di loro sarai solo un fumoso ricordo del passato.
Tra te e i vari mariti e fidanzati che tu hai contribuito a cornificare, non vedo nessun vincitore. Non si sa chi sta messo meglio fra voi perché la donna che condividete ha bisogno di avere due uomini per ottenere ciò che potrebbe ottenere da uno solo.
E magari in futuro la donna apprezzerà più quell’ uomo che ha avuto il coraggio di starle accanto per anni e magari un giorno gli chiederà pure scusa.
Dal racconto sembra, seguendo le giuste teorie redpill, che tu del fattore LMS hai soprattutto il look ma che il resto non sia proprio al massimo.
Ad ogni modo credo che si tratta anche di scelte personali consapevoli o inconsapevoli. Se un uomo oltre a inseguire le varie spogliarelliste e magliette bagnate e nel frattempo accontentare pure le amiche, si dedicasse di più a un progetto di vita più chiaro, forse avrebbe meno probabilità che una donna possa scappare per una pausa di riflessione quando le si chiede di sposarlo….

Last edited 21 giorni fa by Manuel
Peter
Peter
21 giorni fa

Quando il mondo era a “trazione maschile” il Chad era il guerriero, quello che vinceva le battaglie, l’uomo forte.
Oggi che il mondo è a “trazione femminile” il Chad è quello di bell’aspetto.

Volete capire chi comanda il mondo o in che direzione sta andando? guardate ed analizzate chi viene considerato “Chad”, può essere un ottimo studio da fare.

anonimo
anonimo
19 giorni fa

il fatto che la bella one-itis sia tornata da te per una ONS secondo me è stato per egoboostarsi:
gli anni passano anche per lei e dopo aver partorito voleva sentirsi ancora desiderata dall’uomo più bello che conosce

ma la vera domanda (all’autore) è:
la redpill in adolescenza ti avrebbe reso un uomo migliore per prevenire la depressione da one-itis? E chissà… magari lei avrebbe fatto una famiglia con te percependoti abbastanza Alpha e maturo da non sfasciarla cedendo alle avances di future donne giovani e belle

Marcolone
Marcolone
12 giorni fa

Secondo voi è possibile dedurre la bellezza di un soggetto dal numero di donne? mi spiego meglio; essere chad implica avere centinaia di donne, ma avere molte donne implica essere dei chad? ho conosciuto diverse persone che hanno avuto anche 10 donne ma sono abbastanza brutti, è giusto definire chad semplicemente chi ha avuto piu’ donne? se tizio ha avuto 5 donne durante tutta la sua vita e caio 10, possiamo affermare che Caio è piu’ bello di Tizio?

Urhen
Urhen
22 giorni fa

Io già mi immagino le sue amiche che piangono dicendo:”la vita è proprio ingiusta, il chad bello fuori e dentro sta male, invece gli incel brutti fuori e dentro sono sani come pesci; è proprio vero sono sempre i migliori ad andarsene”.
Scherzi a parte, autore della storia mi dispiace che stai male, spero che tu ti possa riprendere.

Anna
Anna
21 giorni fa

A me uno così strafottente starebbe sulle palle all’istante…e ricopriremo pure di insulti.

Chinaski
Chinaski
22 giorni fa

Resto convinto, come ha detto più volte Red, che è meglio essere un Tommy con la faccia da schiaffi piuttosto che un Chad. Io sono alto 185cm per 90 kg ottenuti in palestra con pesistica e pugilato ma ho un faccione che sembro un panda, esprime simpatia ma non erotismo ( oltre ad un carattere mitissimo e allegro). Attualmente le ragazze giovani non mi guardano primo perché ho quaranta anni, secondo perché ho i soldi contati ( vivo del mio lavoro) e terzo sto diventando praticamente un mgtow e questo le donne lo percepiscono subito dal tuo atteggiamento per nulla accondiscendente. Potrei andare facilmente con le quarantacinquenni/ cinquantenni ma non piacciono a me. Comunque esprimo solidarietà per il male oscuro dell’ autore, la gente sottovaluta quanto possa essere invalidante e pericoloso, ho avuto un carissimo amico che si è sparato.

Mark Jenkins
Mark Jenkins
21 giorni fa

La complessità della vita puo’ mettere in difficoltà anche chi parte in pole-position. E la salute puo’ mancare a tutti… quindi grazie per la testimonianza. Certamente una vita molto diversa da quella di un incel, pur se non priva di problemi. Diciamo che hai dovuto (e devi) gestire l’abbondanza. E questo puo’ creare problemi, specialmente se capita quello stato psicotico che viene chiamato innamoramento.

Kurwa
Kurwa
20 giorni fa

Alle donne non piacciono i bellocci narcisisti. Possono piacere quando si ha 17-20’anni, poi dasvidanya.

Josa
Josa
22 giorni fa

Immagino che abbia senso avere anche delle conferme da un “chad”.

Se vogliamo trarre qualcosa noi “normali” da questo tipo di storie è che non dipende da noi, ma dalla natura.

Inutile stare troppo lì a deprimersi se tizia x non ci ha lasciato proprio parlare durante l’approccio, se tizia y non ci ha concesso il secondo appuntamento (non è scattata la “scintilla”) o se tizia z ci ha baciato, ma non è voluta andare “oltre” (mah magari eravamo pure bravi a letto, ma se non ci provi…).

Il corteggiamento, il migliorarsi, il sedurre ecc… è appunto un gioco per normo/carini. Coloro i cui geni non sono abbastanza buoni da avere il lasciapassare immediato. Può essere un po’ deprimente, ma allo stesso tempo è anche liberante. È la selezione naturale.

Troviamoci le rare eccezioni, accettiamoci per noi stessi in primis, cresciamo e diventiamo sempre più consapevoli di noi e del mondo che ci circonda. Possiamo toglierci i nostri sfizi assumendo una concezione realista e oggettiva della realtà (non di un ottimismo illusorio che è inutile). Capire cosa può piacere di noi e cosa invece non piace. Più consapevolezza!

Anche per i “chad” comunque non si sfugge all’essere umani prima di tutto. Le emozioni positive e negative si reiterano giornalmente e comunque oltre un certo numero di donne fare il +1 perde il valore della conquista. Il giusto starebbe nel mezzo (ad essere onesti tendente ad un discreto numero di donne per fare esperienza). C’è un ritorno dell’investimento sempre minore (se può consolare) dopo un po’ di esperienze (come l’essere troppo ricchi).

Grazie per la testimonianza 🙂

Last edited 22 giorni fa by Josa
martino90
martino90
22 giorni fa

Vedrò il film, Red, di cui ho visto solo qualche scena e di cui conosco a grandi linee la trama, visto che lo consigli a proposito.
La storia sopra è davvero incredibile (tanto più per me e moltri altri nel forum che hanno vissuto come me una vita diametralmente opposta a quella raccontata, sembra una novella fantasy) in tutti i sensi, e le considerazioni finali, al di là di ogni giudizio possibile, sono condivisibilissime, cosi come la prospettiva che alla fine il potere pure di un chad deriva anche quello dalle donne..un Chad quando non è più tale per le donne, diventa pure lui un soggetto da cui fuggire da parte delle top, per continuare ad essere venerato dalle via via meno appetibili.
Davvero piaciuta pure a me, particolarissima questa vita per come condotta fin dalla infanzia.