01/02/19

Interpretazione Estetica dei Personaggi Disney

Biancaneve e i Sette Nani
Biancaneve e i Sette Nani

A partire dal 1937, anno in cui Walt Disney portò su grande schermo la fiaba di Biancaneve e i Sette nani dei fratelli Grimm, i film di animazione della Disney fanno parte fanno parte dei ricordi d' infanzia di tutte le generazioni.
Ogni bambino ha visto qualche classico Disney e, come una spugna, ne ha per forza di cose assorbito qualche messaggio più o meno implicito.
Sicuramente anche voi, pur senza rendervene conto, sarete stati influenzati da alcuni cartoni di cui all'epoca ignoravate molti significati.
Magari vi è anche capitato di rivederli dopo molti anni con gli occhi di un adulto e vi sarà sembrato di guardare un film completamente diverso rispetto a quando eravate fanciulli. E' ciò che è capitato a me di recente con "Il Re Leone".

Avevo 8 anni la prima volta che andai a vedere quello che da molti è ritenuto il cartone più bello di sempre. Essendo uno dei primi esempi di animazione al computer, era considerato un cartone rivoluzionario: solo la scena degli gnu aveva richiesto anni di lavoro per realizzarla.
La storia del piccolo Simba mi ha tenuto incollato allo schermo da bambino, ma continua a farmi molto riflettere anche a distanza di un quarto di secolo, tanto che ho pensato di racchiudere in questo articolo alcune delle metafore che solo di recente e con una maggiore maturità (si fa per dire) sono riuscito a cogliere, in particolare quelle relative all'estetica dei personaggi.

Il Re Leone


Mufasa e Scar
Mufasa e Scar

Nel film, tutta la vita della savana ruota intorno al "cerchio della vita", un equilibro naturale che garantisce armonia e prosperità ma che può portare caos e distruzione se viene rotto.
L'ordine delle cose viene preservato attraverso una società tendenzialmente conservatrice e strutturata secondo precise gerarchie. Tale sistema vede i leoni al vertice della piramide e non ha alcuna mobilità sociale.

All'inizio della storia assistiamo alla celebrazione della nascita di Simba, il figlio di re Mufasa.
E' un'occasione di festa per il neonato ma anche, e soprattutto, un rito che ha una valenza politica: rappresenta infatti l'ingresso in società del futuro regnante.
Gli animali della savana, perfettamente consci del proprio ruolo subordinato, si prostrano di fronte a lui e ne riconoscono la supremazia.

Solo uno non è intenzionato a seguire la corrente ed è Scar, fratello di Mufasa.
La nascita del piccolo lo scalza dalla linea di successione al trono e questo non gli va proprio a genio.
Fin dalla prima scena in cui compare, lo vediamo lamentarsi del fatto che "la vita è ingiusta".
E' interessante il modo in cui i creatori hanno deciso di rappresentarlo. Una vistosa cicatrice (Scar in inglese significa appunto cicatrice) attraversa il suo occhio sinistro e il suo aspetto è in netto contrasto con quello di Mufasa; i due sono fratelli ma non sembrano neanche appartenere alla stessa specie da quanto sono diversi fisicamente.
Scar è di pigmentazione molto più scura; la sua statura è meno elevata e la corporatura meno robusta di quella del fratello.
La proporzione delle taglie dei due rispecchia la proporzione dei poteri ma, a parte questo,  i dettagli fisici di Scar lo rendono decisamente più brutto come personaggio.
Anche chi non avesse visto il cartone, se dovesse provare ad indovinare chi è il buono e chi è il cattivo basandosi sul solo aspetto, probabilmente non avrebbe troppi dubbi nell'indicare Scar come "cattivo" e Mufasa come "buono".

Questa è un po' una costante dei film della Disney. Tendenzialmente, i personaggi buoni sono belli, quelli cattivi sono brutti.


Del resto, di chi si serve Scar nel suo tentativo di spodestare il fratello? Delle iene.
Le iene godono di una brutta fama dal momento che si nutrono di carcasse, ma in natura svolgono una funzione importante: sono infatti gli "spazzini" della savana e impediscono il proliferare di malattie che possono essere portate dalla putrefazione dei cadaveri.
Però sono brutte, quindi si prestano perfettamente al ruolo di complici del cattivo Scar nella sua scalata al potere. Un'ascesa che viene presentata attraverso evidenti similitudini con il nazismo, come testimoniano le scene che compaiono durante l'intermezzo musicale di "Sarò Re" e che sono un chiaro riferimento ai cortometraggi di propaganda nazista.

Questo dettaglio è particolarmente ironico se si considera che tra le due forme di governo, quella di Mufasa e quella di Scar, è decisamente quella del primo regnante che assomiglia di più al nazismo, visto che prevede il dominio di una specie superiore (quella dei leoni) sulle altre, che vengono tenute separate, oppure addirittura ghettizzate come accade con le iene, che vivono ai margini del regno.
Scar invece è un traditore del proprio gruppo sociale e pone le iene sullo stesso piano dei leoni.
E' quindi quanto di più lontano esista dall'identitarismo, ma associandolo ad Hitler gli autori raggiungono perfettamente l'obiettivo di presentarlo come il cattivo.

Ciò che è Bello è Buono

la bella addormentata nel bosco


Quello del Re Leone non è certo l'unico caso in cui un cartone della Disney presenta i personaggi positivi come belli d'aspetto e quelli negativi come brutti.
Le principesse Disney ad esempio sono tutte di una bellezza piuttosto standardizzata, con lineamenti aggraziati e corpi esili. Da Cenerentola a Biancaneve, da Jasmine di Aladdin a Belle della Bella e la Bestia.


Caratterialmente sono umili e modeste e, alla faccia delle femministe, non hanno altra ambizione se non quella di trovare il vero amore.


I principi invece sono alti, forti e coraggiosi, molto mascolini e dominanti come ci si aspetta dal classico maschio alfa. Nelle locandine sovrastano fisicamente la loro controparte femminile, che si abbandona tra le loro braccia per farsi proteggere.


Il fattore estetico è molto spesso la locomotiva trainante delle vicende dei personaggi.
Cenerentola vive con la matrigna e le sorellastre brutte e perfide.
La storia di Biancaneve ruota intorno alla competizione su chi sia "la più bella del Reame".
Il principe la salva baciandola, ma non ha neppure interagito con lei e se ne è innamorato solamente in virtù della sua bellezza.
La Bella Addormentata nel Bosco riceve alla nascita il dono della bellezza e del canto. Quando cresce vorrebbe trovare l'amore e lo sogna, immaginandolo "alto e bello".
Il messaggio è piuttosto chiaro: se sei bello ti amano, se non lo sei non ti amano.

Anche la classica lotta tra il bene e il male che accomuna i cartoni della Disney si può dire che assuma i connotati di uno scontro fra belli e brutti, con i primi che hanno sempre la meglio sui secondi.

Nel 2010 uno studio condotto da 2 Università statunitensi ha preso in esame 163 personaggi Disney dal 1938 ad oggi.
Ai partecipanti è stato chiesto di dare un voto da 1 a 10 ai personaggi in base alla loro bontà, attrattività, intelligenza, aggressività, coinvolgimenti amorosi e successo nella vita.
E' emerso chiaramente come in ogni film i buoni erano più attraenti, più intelligenti e meno aggressivi.
Inoltre per loro era più probabile vivere una vita felice e trovare l'amore.


Certo le persone conoscono la differenza tra un cartone e la realtà ma, soprattutto nel caso dei bambini, penso sia plausibile che determinati messaggi vengano interiorizzati e si finisca per rafforzare sempre più il concetto di bello è buono e brutto è cattivo.


Voi che ne pensate?

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20 commenti:

  1. Henry de Toluose Lautrec1 febbraio 2019 19:09

    Cesare Lombroso è stato un precursore della redpill

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    1. Henry de Toluose Lautrec1 febbraio 2019 19:12

      Che poi alla fine un'erronea statistica basata sul rovesciamento del rapporto causa effetto potrebbe pure dargli ragione.
      Mettiamo che un incel faccia un attentato: Lombroso potrebbe dire: vedi com'era brutto, era normale che fosse un delinquente.
      Una redpill piu' articolata pero' analizzerebbe la correlazione non diretta, cioè non delinquente e brutto come caratteristiche legate ma Brutto ==> incel ==> frustrazione ==> attentato.
      (speriamo che non riaccada mai piu', sono contro ogni forma di violenza)

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  2. Quasimodo è buono e bruttissimo. Gaston è bellissimo e cattivo. Aladdin ha il nasone.

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    1. C'è da dire che Quasimodo viene scartato da Esmeralda in favore di Febo, più bello di lui. Gaston rappresenta l'archetipo dell'uomo per il quale la donna è un trofeo e comunque la Bestia alla fine si trasforma in un uomo bellissimo. Aladdin è stato criticato proprio perché il protagonista ha un aspetto "alla Tom Cruise" in contrasto con quello di Jafar più affine all'etnia tipica di quei luoghi.
      Chiaro, non sto criticando eh.
      Però quello che davvero ho sempre trovato il film d'animazione più superficiale è Shrek della DreamWorks. Benché presentino l'orco (brutto, indesiderabile) come protagonista, questi viene amato da Fiona perché l'aspetto di lei si può adattare al suo trasformandosi, "abbassandosi" al suo livello. Mentre l'antagonista, Lord Farquaad, benché umano viene sempre canzonato per il fatto di essere basso e quindi poco piacente.

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    2. Non a caso "Il Gobbo di Notre Dame" è l'unico film Disney a non farmi vomitare, proprio perché ha una morale di fondo redpill. La contrapposizione tra Quasimodo e Frollo, sul chi sia figuratamente il mostro e chi l'uomo non cambia comunque il fatto che il protagonista è brutto e indesiderabile, per quanto di buon carattere.

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    3. Certo ci sono anche delle eccezioni alla regola. Soprattutto negli ultimi anni la Disney sta cambiando politica. Però la tendenza bello= buono mi sembra evidente.

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  3. Anche Malefica è cattiva, ma bellissima.Mai.visto sailor moon?I nemici sono tutti bellissimi.

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  4. https://www.youtube.com/watch?v=_okwaUkIPqo&t=1433s
    Team Scar tutta la vita!

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  5. A questo giro dico "Ni".
    Secondo me anche in questo caso è una semplice correlazione, nel senso che tutti sono soggetti all'effetto alone fin dall'infanzia per questioni biologiche e non culturali.
    In pratica i cartoni disney sono fatti così proprio perchè già da bambini tendiamo a vedere il bello come buono e il brutto come cattivo, dunque l'animazione in questione si basa su queste "leggi" biologicamente prestabilite.

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  6. Il fisico del "Chad" e l'atteggiamento (nonché la disponibilità di mezzi) del "Tommy": questo è ciò che rappresenta la perfezione maschile nella concezione cripto-nazista (e nemmeno troppo cripto) di Walt Disney e successori. Le eccezioni segnalate dai commenti qui sopra sono infatti importanti, e trovano il loro "legante" proprio nel terzo fattore della LMS, ovvero lo STATUS, a cui il fattore estetico è comunque subordinato, in quanto il tipo di bellezza o bruttezza rappresentato varia in funzione di questo.

    Se appartieni alla "razza superiore", sei automaticamente bellissimo e buono ed hai diritto a fanciulle candide, meravigliose, docili (e totalmente rincoglionite, nella maggioranza dei casi).
    Se sfidi lo status quo, l'"ordine naturale" dettato dal dominio necessario della razza superiore (il Re-Divinità, il Re-Giustizia, il Re-Virtù), diventi automaticamente una caricatura, poiché uno dei fattori più presenti in tutti i cartoni Disney è la messa in ridicolo dei cattivi o dei buoni-ma-privi-di-status.

    Quasimodo è infatti buono ma disabile, quindi non ha diritto all'amore di Esmeralda. Scar è losco, sgradevole e trama nell'ombra, come giustamente hai rilevato, con i rifiuti della società. Gaston è bellissimo, ma di fatto rappresenta la caricatura del "Chad" nei suoi aspetti più grotteschi (manca il fattore "Tommy"). Un altro interessantissimo e divertentissimo personaggio, Ade di Hercules, è cattivissimo ma maldestro. Si noti peraltro in questo cartone l'assoluta bellezza di tutti gli Dei dell'Olimpo, dove Zeus ha gli occhioni celesti e barba e capelli bianchissimi, candidi (quindi ex-biondissimi), così come suo figlio Hercules, anch'egli prestante, biondo con gli occhi azzurrissimi. E potremmo trovarne molti altri.

    Penso quindi che la profondità manipolatoria della concezione disneyana sia proprio legata allo status, al diritto divino, alla superiorità sociale che diventa ANCHE una superiorità estetica.

    Mia opinione. Saluti e complimenti per il blog.

    G.

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    1. Per spiegare meglio il mio pensiero: il principale generatore di status nel nazismo è la razza (comprensiva quindi anche di alcuni attributi estetici); il principale generatore di status nel capitalismo è invece il denaro.
      Mettendo insieme le due cose si ottiene la rappresentazione del personaggio perfetto di matrice disneyana, e infatti c'è la bellezza (che può appartenere a buoni o cattivi), c'è la bruttezza (idem), e poi c'è la "Bellezza da Principe" che sta su un piano superiore è può essere solo appartenente al "Bene": ad esempio, la Bestia si rivela essere un uomo ancora più bello di Gaston, dai tratti però chiari, candidi, gentili e con in più quella "regalità" (comprensiva di castelli, servitù, lusso) che a quest'ultimo manca totalmente.


      G.

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    2. Grazie del tuo commento, molto interessante e approfondito.

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  7. Ciao Red,
    leggo volentieri il tuo blog, che contiene spesso spunti interessanti, e che, soprattutto, da ex adolescente e giovane di discreto successo con l'altro sesso, mi ha aperto una finestra su di un mondo prima non considerato minimamente, e mi ha portato a ripensare un periodo della mia vita -ovviamente, se pur tra alti e bassi- strepitoso, diciamo dall'estate della terza media fino al termine dell'università, da una prospettiva diversa...quella degli altri che l'hanno vissuto in modo diametralmente opposto.
    Non è per questo, tuttavia, che ti scrivo.
    Lo faccio perché vorrei offrirti uno strumento culturale ulteriore di analisi e comprensione della realtà.
    Ciò che sostieni, infatti, è giusto, ma affatto parziale.
    Negligi totalmente, cioè, che quanto tu, appunto, giustamente sostieni non è, però,una peculiarietà della Disney (o dei nazisti, secondo la prospettiva di un commentatore), ma il frutto di una concezione che risale a tremila anni or sono, e si pone alla radice della cultura occidentale, e della relativa narrazione.
    Il riferimento, ovviamente, è ai poemi omerici, che infatti si basano sul concetto kalos kai agathos, che potremmo semplificare come bello e buono. L'eroe è bello e buono, perché tali qualità rappresentano le due facce della stessa medaglia. L'unico liguacciuto e perfido degli achei è, pure, l'unico brutto (picchiato da Ulisse e deriso da tutti).
    Per questo erano note le espressioni "bello come un eroe/dio greco", ed è per questo che, come sottolinea un commentatore, questa unione tra bello e buono appare enfatizzata nel cartone Ercole.
    Comunque, al proposito, non esssendo io un classicista, ti rinvio a questa notevole relazione di Carmine Catenacci, che è ordinario di lingua e letteratura greca (in cui, per altro, si spiega come i termini italiani buono e bello derivano dal medesimo termine latino arcaico):
    https://www.youtube.com/watch?v=qpqVQ7EunhQ
    ...continua...

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    1. In realtà gli Dei (e molti eroi, anche) dell'antichità classica (greca o romana) sono rappresentati come bellissimi, ma tutt'altro che buoni, anzi spesso proprio gli Dei vengono dipinti come capricciosi, violenti, indifferenti alle umane sofferenze, mentre gli eroi si macchiano di un'infinità di omicidi e distruzioni.
      Nell' "Amphitruo" di Plauto, Zeus si tramuta nel marito di una donna con la quale vuole fare sesso mentre questi è in guerra (e la mette pure incinta), nell'Iliade anche i principali antagonisti, Ettore e soprattutto Paride, sono bellissimi, così come è bellissimo il Dio Apollo che si schiera a più riprese con i Troiani; la bellezza è anzi vista spesso come una sorta di incantesimo, soprattutto quella femminile (vd Odissea).

      La concezione bello=buono, e quella ancora più subdola di SE Principe (e per estensione, SE "razza eletta") ALLORA bello e buono, è più recente e comunque non attribuibile a quel tipo di cultura, a mio parere.

      Quanto alle "simpatie" naziste e comunque ultra-conservatrici di Walt Disney, vi sono diverse fonti che ne parlano.


      Saluti, G.

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  8. ....
    Sono interessanti, però, anche gli esempi portati per falsificare la tua tesi.
    Quasimodo, nel testo originario, non è certo un eroe; anzi, è molto complice del cattivo a cui si ribella solo DOPO la morte di Esmeralda; mentre, nella -per ovvie ragioni, meno drammatica: Esmeralda si salva- versione a cartoni, c'è il belloccio di turno -non Quasimodo, come coglie pure un altro commentatore- che salva e impalma la belloccia del caso.
    Non saprei dire se Aladino sia bello o brutto nella verisone Disney, ma -attenzione!- non è una fiaba occidentale: è una fiaba araba ambientata in cina.
    Veniamo, quindi, alla sovversione.
    La bella e la bestia. E' la citazione più significativa. Si tratta di una fiaba sovversiva. Qui il bello è cattivo: non solo l'antagonista, ma pure il protagonista (originariamente, era bellissimo ma cattivo). Chi ha scritto la bella e la bestia? Una donna, divorziata, protestante, francese a metà del settecento. Insomma, una sorta di femminista ante litteram (la stessa Bella lo è). E' interessante notare, per altro, che (casualmente o causalmente?) tale fiaba -nella sua verisone Disney "non a cartoni"- è stata utilizzata per l'inserimento, secondo il regista del film, del primo personaggio disney dichiaratamente omosessuale. Ciò a conferma, ove mai ve ne fosse bisogno, che femminismo e omosessualismo (inteso come ideologia, che può essere propria di eterosessuali e non di omsessuali: del resto, si può essere donne senza essere femministe, e viceversa) sono legati a doppio filo. E' interessante notare, poi, che Putin, che è l'unico che ha arrestato le note fanatiche femministe per una delle loro "bravate", e anche l'unico che ha vietato la proiezione ai minori dell'ultimo film citato, appunto per propaganda omosessuale ai minori.
    Questo, poi -più in generale-, denota pure una sovversione nelle narrazioni disney più recenti, dove la cornuta Malefica "non a cartoni" diventa sì bellissima (Angiolina Jolie) ma anche buona.
    Il culmine -nei cartoni per i più piccini, perché gli attuali telefilms disney per adolescenti sono molto oltre- si ottiene con Frozen, che non a caso è una fiaba inventata ex nihilo da contemporanei, dove ci sono due bellissime ragazze che si amano (sì, di amore fraterno, ma il seguito non dovrebbe essere in tal senso, almeno nelle dichiarate intenzioni della regista), il classimo principe bellissimo si svela poi essere malefico, mentre il ragazzo buono è rozzo, ridicolo, poco attrattivo e, in definitiva, per mutuare una vostra espressione, messo in friendzone dalla pricipessa. Nel seguito, come accennato, Elsa dovrebbe essere la prima pricipessa disney lesbica.
    ...continua...

    RispondiElimina
  9. ...
    La morale?
    Piaccia o dispiaccia, nella tradizione occidentale, greca, ma anche romana (e, poi, cattolica), bello e buono sono due facce della stessa medaglia, gli esempi portati in senso contrario, o sono errati (Quasimodo) o incoferenti (Aladino), oppure sono espressione, non della tradizione occidentale, ma della sua sovversione, come, paradigmaticamente, nel femminismo e nell'omosessualismo (e se c'è qualcuno che non coglie il nesso tra le due ideologie è solo per mancanza degli adeguati strumenti culturali).
    Poi, la scelta tra fronte della tradizione e della sovversione rimane libera per ognuno.
    Io, però, "tra Frozen e Tolkien", continuo a preferire quest'ultimo. Per quanto rigarda, invece, omosessualismo e femminismo, continuo a ritenere che tutti questi pseudo diritti civili importati dagli US, visto che fortunatamente non siamo nell'Alabama degli anni '50 del secolo scorso, siano solo "armi di distrazione di massa", "diritti comsetici" da riconoscere a costo zero, mentre si azzerano quelli di prestazione, a contenuto patrimoniale, previsti dalla nostra Costituzione socialdemocratica per consentire un benessere sociale diffuso.
    Un caro saluto dalla Vecchia Foresta.
    Tom Bombadillo

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  10. Interessante articolo; è indiscutibile l'influsso del concetto greco di kalokagazia su tutta la letteratura occidentale (cartoni animati compresi). Sarebbe un errore, però, pensare che il brutto sia necessariamente cattivo. Ad esempio, i sette nani non sono certo belli... allo stesso modo del Merlino de "La spada nella roccia" e, in fondo, anche di Artù. Il brutto può quindi anche essere un personaggio saggio, intelligente e bonario. Ma non è mai il protagonista positivo di una love story, che nel topos letterario è sempre bellissimo, oltre che buono.

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  11. ...sì, il bello è buono è un ideale a cui tendere, ed è comunque un concetto non privo di alcune contraddizioni, come per altro espresso magistralmente nella relazione alla quale nuovamente rinvio.
    Attenzione, però: pure i troiani erano eroi belli e buoni (Paride fin troppo bello, ma pure su questo rinvio alla relazione). Troiani ed achei sono in lotta, ma non in opposizione buoni vs cattivi. Altrimenti Virgilio non avrebbe mai posto un troiano alla base di Roma, operazione che invece serviva a nobilitarla. Non dimentichiamo, poi, che agatos significa valoroso, più che buono, potremmo tradurre l'espressione pure come bello e forte, che vince le gare (si pensi alle Olimpiadi).
    La relazione brutto=cattivo, infine, è anch'essa tendenziale. Ma Artù (semola a parte, che comunque è un bel bambino, mentre è il fratello cattivo ad essere brutto) era bello, come tutti i suoi cavalieri, e il più bello tra loro, Lancillotto, era anche il più valoroso. La bellezza, poi, è sempre associata alla giovinezza, per cui diciamo che Merlino era fuori gioco, mentre i nani...sono nani (tradizionalmente, non esseri umani affetti da nanismo, ma proprio una specie assestante, con cui un confronto fisico è improponibile).
    Concludo con un parallelismo che mi ha fatto sorridere.
    Ricorderete, forse, quel post in cui il Redpillatore teorizzava un miglior trattamento giudiziario per i bellocci. Ebbene, la relazione del classicista che ho linkato, si conclude proprio ricordando la contraddizione di Socrate, brutto, ma migliore degli altri...e che però gli ateniesi condannarono a morte!
    Si tratta, ovviamente, di una battuta (e di una semplificazione) con la quale a Catenacci piace, appunto, di concludere una relazione che tenta di non essere per specialisti, però un fondo di verità lo racchiude....e il mio sorriso nasceva proprio nel metterla in relazione con quel post del Redpillatore.
    Passo e chiudo.
    Tom

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  12. Anche in 300, quello brutto e deforme è il cattivo che tradirà gli Spartani, insomma è quello che doveva essere buttato dalla rupe perché brutto.
    È con l'avvento del cristianesimo che il brutto avrà di nuovo dignità, pensiamo ad esempio a San Francesco con i lebbrosi o al fatto che ci potevano essere regnanti di bassa statura come pipino il breve trattati come un qualunque re.
    Ora con la decristianizzazione dell' europa il brutto è tornato ad essere il cattivo da buttare di nuovo giù per la rupe, nell' ottocento le donne che partorivano bambini malati o stupidi venivano castrati, i nazzisti uccidevano gli anticappati perché costavano troppo mantenerli ed oggi i down li ammazziamo direttente dentro il grembo materno con l'aborto, giustamente, chi vorrebbe come figlio un gobbo pronto a tradire gli Spartani in un mondo senza Dio

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    1. Giusta osservazione. Il Cristianesimo ha preso così tanto piede probabilmente anche perché è una religione molto allettante per la parte della popolazione più disagiata ed emarginata (i poveri, i brutti, i malati ecc.). Ora che l'influsso della Chiesa si sente sempre meno quelle categorie stanno tornando ad essere discriminate.

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