29/12/17

The Family Man: Riassunto e Recensione

E' il 1987 e una coppia di giovani innamorati si trova all'aeroporto per salutarsi.
Lui,Jack Campbell (Nicholas Cage), sta per partire per un master a Londra di un anno che sarà decisivo per il suo futuro professionale; lei, Kate Reynolds (Tea Leoni) cerca invano di persuaderlo a restare, avendo il presentimento che la loro relazione non riuscirà a sopravvivere alla distanza.
Passano 13 anni e le aspettative di Jack si sono realizzate.
Ora è un pezzo grosso di Wall Street, guida una Ferrari, vive in un lussuoso attico ed è uno scapolo incallito e donnaiolo ("Il vanto del capitalismo").
E' la vigilia di Natale e sta per concludere una fusione da 120 miliardi di dollari, quando il suo destino si incrocia con quello di un losco figuro che in un negozio estrae una pistola di fronte al rifiuto del commesso di dargli il corrispettivo della vincita di un biglietto della lotteria,considerato fasullo.

Nel tentativo di calmare le acque Jack si offre di acquistare il biglietto per una somma di poco inferiore a quella della vincita, con il pretesto dell'obiettivo di portarlo in un negozio dove lo accettino e guadagnare sulla differenza.Non sa che chi lo possiede è una specie di angelo e il biglietto rappresenta un'occasione di vedere come sarebbe stata la sua vita se, a suo tempo, non avesse preso quell'aereo.

Il giorno dopo si risveglia quindi nei panni di un nuovo se stesso, padre di due figli, che vive in una casetta in periferia, svolge un lavoro modesto da venditore di gomme ed è sposato con Kate.
Dopo uno sconforto iniziale dovuto al ridimensionamento dei propri standard di vita (addio abiti di Ermenegildo Zegna)  e alle responsabilità tipiche di un padre di famiglia, Jack finirà per rimettersi in discussione e riconsiderare le sue priorità.

Un film che ad alcuni potrà sembrare piuttosto banale, con una trama piuttosto scontata.
Molteplici, del resto, sono i riferimenti ai grandi registi del passato, primo fra tutti il Frank Capra di "La vita è meravigliosa".
La trattazione del "come sarebbe stato se" non è certo nuova come tematica.Mi vengono in mente ad esempio la saga di Ritorno al futuro, Sliding doors (che poi è una rielaborazione di Destino cieco di Kieslowski) o un altro film tipicamente natalizio come "Una poltrona per due".
E' un tema che mi appassiona parecchio quindi forse il mio giudizio sarà troppo soggettivo ma The Family Man lo guardo sempre con molto piacere.
L'interpretazione di Nicholas Cage è ottima, nonostante il duplice ruolo che si trova ad interpretare non sia per niente semplice (le due facce del protagonista sono totalmente all'opposto), così come quella della sua collega Tea Leoni.

L'unico aspetto che non mi convince molto è l'eccessivo ottimismo dello sceneggiatore, che presenta sullo schermo delle realtà che sono comunque troppo rosee e e che rendono il film decisamente blue pill.
Il Jack "di successo" ha un successo veramente incredibile nonostante, a conti fatti, nel film abbia appena 30 anni, ma anche il Jack "medioman" in realtà vive una vita comunque invidiabile.
Oltre ad una moglie per la quale "chiunque a Union County darebbe il proprio testicolo destro" è anche circondato da buoni amici, ha donne che spasimano per lui e anche professionalmente in fondo ha un ruolo di rilevanza  in un'azienda che fattura comunque due milioni di dollari annui ed è di proprietà di suo suocero.
Il tentativo iniziale di far apparire quella vita come "di ripiego", alla luce dei fatti e della reale situazione della gente media è quindi un po' infelice.
Lo spunto su cui si basa il film, e cioè il far riflettere su come una vita all'insegna del Dio denaro non sia necessariamente più felice di una vita più semplice, è tuttavia molto valido e rende sicuramente il film meritevole di essere visto.


8 commenti:

  1. Sacrilegggiooo.... eresia ! Money always number one !

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  2. Nella realtà la sua vita parallela sarebbe stata con la moglie che lo cornificava per poi lasciarlo in favore di un Chad qualsiasi, portandogli via tutto mentre il suocero si licenziava e lui era costretto ad impiccarsi in un monolocale di periferia. La morale della favola dovrebbe essere: Non affidate mai e poi mai la vostra vita ed il vostro umore ad una donna, poichè essa penserà sempre prima ai propri interessi, cresciuta viziata così come tutte le sue simili e contemporaneamente convinta di essere in qualche modo "discriminata".

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  3. Grazie per la bandierina Gaudente!

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  4. Ciao redpillatore,
    ti avevo scritto giorni fa (ma il commento non è apparso, forse ho "clikkato" male) consigliandoti di vedere il recente film islandese "Virgin Mountain" (lo trovi in streaming) perché è interessante e non si capisce bene se sia una bluepillata o una redpillata... Beh, insomma, ne faresti un articolo interessante.
    Ciao ciao.
    pf

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    1. Mi era sfuggito, grazie del suggerimento!

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  5. Redpillatore come sempre presenti spunti interessanti.

    Ti pongo una domanda non è che questa storia di dirigenti, speculatori di borsa, manager e cravattari vari pieni di soldi e quindi di figa sia anche questa una BLUEPILL?
    Guardandoli in faccia spesso sono più che anonimi ed in molti casi brutti.
    Nei film li dipingono sempre come fighi ma la realtà mi sembra molto diversa. Poi ovvio che hanno un alto status quindi qualcosa beccano ma non mi sembra proprio scontato...
    Quelli che hanno ed avranno sempre molto successo con le donne sono gli sportivi (senza neanche arrivare a fare riferimento a calciatori di serie A che va be mi pare più che scontato)

    Saluti

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    1. Non credo di avere capito la tua domanda.Intendi dire che effettivamente i ricchi non attraggano necessariamente figa?Beh, sì, se uno è veramente brutto nella maggior parte dei casi le donne che troverà saranno dovute al puro calcolo materiale.Invece se uno è già bello di suo la ricchezza contribuisce ad accrescere il fascino.

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    2. Volgio dire che nei film il dirigente, manager, broker è fisicamente un figo (interpretato appunto da un attore) ma nella realtà di dirigenti, manager e cravattari vari ne vedo parecchi in giro per lavoro e tutto mi sembrano tranne che belli. Basta anche poi guardare alcuni dirigenti o ex dirigenti di famose società calcistiche di primo piano (colori rosso neri e bianco neri...).
      Questa del dirigente, manager o broker SEMPRE E COMUNQUE figo e pieno di figa sia una BLUEPILL. Certo poi qualche figa la vede per forza di cose se ha un reddito di >= 100k anno anche se è un normaloide...lo sappiamo come vanno certe cose...

      Buon lavoro

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