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12/10/19

La Parola ai Lettori: da Maestro di Seduzione a Redpillato

 

La Parola ai Lettori: da Maestro di Seduzione a Redpillato


Caro Redpillatore, cari utenti,
da qualche tempo ho scoperto il blog e sono a raccontarvi le mie esperienze con il mondo
della seduzione. Immagino che il blog riceva molti feedback da affezionati lettori riguardo a
questo, ma ho l’impressione che il mio vi interesserà.
Dal 2010 al 2013 sono stato parte dello staff (con compiti organizzativi prima, e di docente
poi) di una delle più importanti community di seduzione in Italia. E per parecchi anni ancora,
dopo il mio abbandono, ho continuato “in proprio” l’attività di trainer con una decina di allievi
che mi avevano seguito.
E perché un ex-PUA scrive al Redpillatore, chiederete voi? forse la risposta vi sorprenderà.
Il fatto è che sono TOTALMENTE d’accordo con Red sul meccanismo del rapporto uomo-donna,
e tutto ciò che ho imparato sulla seduzione non fa altro che confermare tutta la teoria
LMS.
E’ solo negli ultimi mesi che mi sono preoccupato di fare delle osservazioni più mirate al
riguardo, e le conferme sono state pressoché incontrovertibili. Ma andiamo per ordine.


1. Via il dente, via il dolore: cosa penso della community PUA

Occupiamoci immediatamente dell’elefante nella stanza. Cosa penso dei corsi di seduzione?
Non farò il nome della community di cui facevo parte, né parlerò dettagliatamente di me.
Senza falsa modestia, il mio buon lavoro organizzativo e la mia passione mi avevano portato
a essere il numero 3 della community (dietro ai fondatori) e il mio nickname è ancora un
nome grosso in quell’ambiente, quindi gradirei non essere identificato. Però ci tengo a
precisare una cosa.
Io sono felice di avere conosciuto quella community e aver fatto tutta la gavetta da allievo a
insegnante. Sono entrato lì da nerd patologico e sociofobico, e ne sono uscito una persona
capace di realizzare le proprie aspirazioni, di piacevole compagnia e consapevole delle
proprie capacità e possibilità. Ho conosciuto persone meravigliose che sono tuttora miei
amici e ho provato la gioia di aiutare persone che avevano i miei stessi problemi.
Il problema della community PUA è un altro, è ENORME, ma è subdolamente nascosto. Ma
ci stiamo arrivando.

2. The Game (is rigged)

Cerco di riassumere brevemente un principio base su cui si fondano parecchie community di
PUA, tra cui quella di cui facevo parte. Il valore di un uomo sarebbe composto da diversi
aspetti della propria personalità: l’aspetto esteriore, lo status sociale, la cultura, la gestualità,
il savoir-faire, l’intelligenza, ecc…
Queste capacità non sono compartimentate, e lavorare su una o più di queste si riflette (in
misura variabile) su altre. Per esempio, investire nella propria cultura può portare a una
situazione lavorativa migliore, che a sua volta incrementa la possibilità economica, che porta
a una maggiore accessibilità a divertimenti o svaghi, che migliorano il proprio tessuto
sociale, e così via, in una sorta di circolo virtuoso.
In linea di principio, questa affermazione non è sbagliata: portando la mia esperienza
personale, posso dire che ha funzionato e mi ha migliorato come persona.
C’è però un punto in cui il gioco si è rotto, e per analizzarne le cause devo fare un breve
excursus nel mio passato.

3. Breve storia di una lunga sfiga

Citando Ken il Guerriero, 199X. Comincio quell’inferno adolescenziale che sono le scuole
medie. Sono quello che si chiama un bambino prodigio (a 3 anni leggo e scrivo, a 4
programmo in basic su standard MSX, a 6 leggo Poe e Umberto Eco), ma sono totalmente
impreparato a quello che sto per affrontare. Ho perso tutti i compagni di classe maschi, finiti
in altre sezioni: la mia classe è composta da un numero doppio di ragazze rispetto ai
maschi, che (tranne me) si conoscono già tutti e fanno parte dello stesso circolo sociale
altolocato (la mia famiglia è invece di modeste risorse).
Occorre che continui? Immerso nel mio mondo fatato di letture e altri interessi maturi, vengo
catapultato in un inferno di ragazzini ricchi e viziati che scoprono il sesso e la trasgressione.
Ma non mi dilungo su questo copione che molti dei lettori del blog conoscono. La cosa più
importante che imparo in questa fase è un messaggio molto conciso ma costante: SONO
BRUTTO.
Non sono deforme, ma il mio viso ha delle caratteristiche molto infantili (occhi
piccoli, mento sfuggente…) e molto poco virili, e una statura che per tutte le scuole medie e i
primi anni delle superiori sarà inferiore alla media non aiuterà.
La cappa di sfiga mi accompagnerà anche al liceo, dove si ripercuoterà anche sul mio
rendimento (salvo alcune materia in cui continuo ad eccellere, mi limito a “navigare a vista”
per cinque anni). In quarta ho un boost di crescita per cui arriverò al metro e 80, ma il mio
viso e il mio fisico continueranno a essere infantili, gracili e (ci mancava solo questo!) quasi
femminili. Vengo scambiato in più occasioni per una ragazza (brutta, ovviamente), complice
la mia decisione di tenere i capelli lunghi in segno di “ribellione”.

4. L’età adulta: non cambia niente.

Arrivo a dare il mio primo bacio a quasi 19 anni, a una ragazza molto bella ma anche molto
ubriaca, a una festa di capodanno in cui, per mia grande fortuna, ci sono solo ragazzi molto
più brutti di me (aggiungo che avevo cominciato una specie di looksmaxing ante litteram,
lasciandomi crescere un po’ di barba e adottando un guardaroba in stile “matrix”, che
all’epoca va molto di moda).
Da lì non ottengo molto, piccole storie con due o tre ragazze sempre intorno al 5,5/6, ai limiti
dell’accettabilità sociale (sfigate o alternative) e che durano qualche settimana.
A 24 anni, per una serie di circostanze fortuite, mi fidanzo con una ragazza che poi scoprirò
avere grossi problemi sociali e con cui perdo (goffamente e pateticamente, se ci ripenso mi
vengono i brividi) la verginità. Con lei sto quasi 4 anni, durante i quali mi trascuro totalmente
a livello fisico ed estetico, e in cui perdo le poche amicizie che ho (sono ormai convinto del
matrimonio e mi isolo sempre più). Sono totalmente succube, lei arriva a tradirmi con un
collega ma la perdono e continuiamo il rapporto.
Un avvenimento di cui non ha importanza parlare mi porta a rompere questo rapporto. A
questo punto sono single, senza amici, in una forma fisica pietosa, con un lavoro
insoddisfacente dal punto di vista economico e personale.

5. Il PUA nascosto (ma era così nascosto?)

Per puro caso scopro il mondo della seduzione. In cerca di rivincita, a 28 anni intraprendo
questo percorso con immensi sacrifici (per me, all’inizio, è una tortura entrare in un centro
commerciale da solo: figuriamoci approcciare una sconosciuta).
Eppure, un po’ alla volta, cominciano ad arrivare dei risultati, e mi comincio a pensare che la
mia bruttezza sia una convinzione limitante dovuta alla mia adolescenza. Comincio un
looksmaxing spietato (palestra, guardaroba, lenti a contatto, parrucchiere alla moda, ecc..) e
passo tre anni all’interno di questa community, occupandomi di organizzare eventi e
diventando a mia volta trainer. La “Cultura Mostruosa” che una vita da nerd mi ha permesso
di costruire dà finalmente i suoi frutti: scopro di avere una parlantina sciolta e una capacità
non indifferente di “tenere il palco”. Dei risultati CONCRETI, però, parlerò dopo. Perché?
abbiate pazienza.

6. Ok, ma le ragazze?

Facciamo un salto in avanti al mio periodo Post-PUA. Conosco una ragazza molto
particolare, non è particolarmente attraente ma mi prende cerebralmente, mi affeziono,
diventa parte della famiglia, andiamo a convivere, parliamo di matrimonio. Lascio la
Community: compagni PUA, l’ho trovata, è lei The One, buon viaggio agli altri, io scendo qui.
Le cose però non vanno così bene: i litigi si fanno più frequenti, le questioni di casa
soffocano passioni e interessi, mi rendo conto di essere nella situazione della mia prima
LTR. Mi rendo conto, soprattutto, di non avere più la minima attrazione fisica per la mia
compagna. Dopo quattro anni di convivenza interrompo bruscamente la storia e mi ritrovo
single a 36 anni (senza tuttavia la situazione disastrosa di otto anni prima).
Conosco una ragazza bellissima per cui perdo la testa, e che ricambia. La storia dura il
tempo di un’estate, in cui NON facciamo sesso (tenete bene a mente questo particolare),
perché mi confida di aver subito dei traumi per cui non si sente pronta a farlo. Lei è
bellissima e io le do ascolto. In autunno mi lascia senza troppe spiegazioni, accennando al
fatto che i suoi sentimenti per me sono cambiati.
Io crollo e mi lascio andare per un po’, ma hey, dopotutto, PUA una volta, PUA per sempre,
no? Devo solo togliere un po’ la ruggine, mi dico.
Non ho più la mia crew dei tempi d’oro, ma ho la fortuna di avere un gruppo di amici sinceri
che non mi hanno abbandonato, e riprendo l’attività. E qui il castello di carte comincia a
crollare, un pezzo alla volta.

7. La red pill.

L’inizio è difficile: l’innata difficoltà ad approcciare - retaggio del periodo scolastico - si fa
sentire, e all’inizio ho grossi problemi anche semplicemente ad attaccare bottone con
sconosciute.
Con un po’ di false partenze riprendo a pedalare, e arriva qualche numero di telefono. Mi
accorgo però che non vado più in là. Nel caso raro in cui rimedio un appuntamento, questo
non porta a niente - quando addirittura non vengo paccato a freddo.
E’ strano, mi dico. Sembra quasi che… che io non piaccia più alle ragazze! Cosa sta
succedendo?
Nello stesso periodo mi imbatto nella teoria redpill, che all’inizio (quando sono ancora
convinto della potenza dei metodi PUA) ritengo esagerata e di parte, pur comprendendone
le ragioni - avendo vissuto quelle difficoltà.
A quel punto alcuni pezzi del puzzle cominciano a incastrarsi in punti strategici, e il sospetto
mi assale. Scopro da amici comuni, per esempio, che la ragazza bellissima per cui avevo
perduto la testa l’anno prima - la stessa che mi aveva chiesto di aspettare “perché non era
pronta” - non più di una settimana prima di conoscermi si era fatta 400 km di treno per
scopare un ragazzo conosciuto in chat
. Una ragazza molto carina, che mi aveva chiesto di
uscire diverse volte - e che credevo interessata - sparisce dopo aver ottenuto da me una
raccomandazione per un lavoro. Inoltre continuano i buchi nell’acqua durante il Pick-up: le
ragazze apprezzano la conversazione e la compagnia, ma si ritirano al momento di portare
le cose sul piano fisico/attrattivo (anche minimo: per farvela breve, a parte la breve storia
estiva già citata, non riesco a baciare neppure una ragazza).
Ma allora, che sta succedendo? una volta non era così.
Ma… siamo davvero sicuri?

8. The Game is rigged, part two

All’ennesimo buyer’s remorse (una ragazza conosciuta in un locale, che si mostra
interessatissima per tutta la sera a uscire di nuovo con me, ma che la mattina dopo diventa
inspiegabilmente fredda e sparisce) metto completamente in dubbio le mie capacità. Sto
sbagliando qualcosa? Non sono più il PUA di 7 anni fa, forse?
Non so cosa sia stato a scatenare il fenomeno, ma a quel punto è come se si fosse “spento”
un proiettore che mostrava le immagini di un film. E nella fioca luce del passato, ho guardato
quali erano stati i veri risultati della mia attività di PUA.
Mi rendo conto che - forse per un bias dovuto all’entusiasmo - avevo sempre sovrastimato i
miei successi.
Anche per una specie di mentalità “competitiva”, consideravo aver ottenuto il
numero di telefono come un traguardo, senza poi preoccuparmi di portare il tutto alla
seconda fase. Inoltre, il fatto di uscire in gruppo (con gli insegnanti prima, con gli allievi poi)
mi portava a considerare il risultato di un singolo come il risultato di un gruppo (se il mio
wing o il mio allievo rimorchia, è un successo anche mio).
Andando a vedere i risultati concreti, le mie “chiusure” (per i non addetti: risultati) erano per il
99% il semplice numero di telefono, per il restante 1% chiusure con ragazze che non mi
interessavano oppure la classica “amica brutta” del target del mio amico o allievo, per cui mi
“sacrificavo” in nome del risultato di gruppo.

Anche le mie tre storie importanti, analizzate fino in fondo, nascondono delle insidie
interpretative non da poco: le prime due erano state il risultato più della circostanza che di
un mio impegno (e infatti mi rendo conto che l’interesse fisico da parte mia era pressoché
nullo! tolto l’aspetto “affettivo”, giudicate obbiettivamente le due ragazze non potevano
essere più di un 6 - in ogni caso avevano evidenti problemi sociali). La terza (un 8.5
abbondante, che mi prendeva tantissimo dal punto di vista fisico) aveva a sua volta grossi
problemi sociali per cui senza rendermene conto ero diventato un semplice beta provider,
che le faceva comodo fino a che non le era stato più possibile giustificare la mancanza di
fisicità del rapporto.
MA NON E’ POSSIBILE! mi sono detto. I risultati ci sono stati! Da insegnante, ho fatto fare
sesso a un sacco di miei allievi! il sistema FUNZIONA! Deve funzionare! cos’avevano di
diverso i miei allievi da me?
E a quel punto si è accesa la lampadina.
Cos’avevano di diverso?
Erano belli (o perlomeno, non brutti).


9. La Grande Clausola Non Scritta e Non Detta

A questo punto è stato tutto chiaro. La mia scarsità (o meglio, assenza) di risultati non era
da incolpare a errori nel mio comportamento, o a mancanza di pratica. La soluzione era
molto più semplice! Il problema stava nel mio aspetto esteriore.
Mi sono sentito quasi sollevato nel capire questa cosa.
Mi crederete pazzo, ma da una parte sono contento di questa cosa.
Ho onestamente creduto che studiare (con serietà e sacrificio, non con le frasette magiche)
la seduzione e il miglioramento personale fosse una cosa bellissima e di valore, e sono
ancora convinto che sia così. Ho un sacco di amici normo-belli che facendo parte della
community hanno conosciuto ragazze bellissime, hanno fatto sesso e sono felicemente
fidanzati (o continuano a fare i PUA).
Purtroppo c’è una Grande Clausola Non Scritta e Non Detta, che chi fa già parte del gioco
non dice, o più probabilmente non sa… perché non ci si è mai scontrato.
La seduzione si può studiare.
Si può veramente diventare persone migliori.
Si può veramente sviluppare un personalità interessante, scoprire interessi, conoscere
persone che ci arricchiscono.
Ma tutto questo è inutile, se non siete belli o normo-belli.
Il Grande Prerequisito che rende tutti i vostri sforzi vani è l’aspetto fisico.
Paragonando la situazione al calcio, qualcuno dirà che potete allenarvi fino allo sfinimento,
ma solo uno su mille diventa Messi, quindi è inutile.
Io non dico questo. Io dico di allenarvi, che potete diventare dei campioni, potete superare
limiti che non credevate di poter infrangere.
Ma per giocare ufficialmente, dovete avere il cartellino e l’iscrizione al campionato.
E se non ce li avete, potete essere dei campioni, ma la domenica mattina se vi presentate in
campo vi mandano via.
Quel cartellino è l’essere belli.
Ma sono sollevato: non ho più l’ossessione di dovermi presentare allo stadio. So che è una
partita che non posso giocare, e questa consapevolezza mi ha liberato.

Esco ancora la sera con gli amici che vogliono rimorchiare e mi chiedono consigli? Certo
che sì! Gli batto il 5 quando concludono? certo, sono orgoglioso di loro.
Per restare nel calcio, grandissimi allenatori hanno avuto una carriera inesistente come
giocatori.
Semplicemente, adesso sono più consapevole del mio ruolo e delle mie possibilità.
Sono arrivato alla fine di questo ETERNO racconto: come ultima cosa voglio ringraziare il
Redpillatore per avermi letteralmente aperto gli occhi!
Un saluto a tutti i lettori

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30/09/19

La Parola ai Lettori: Storia di un Uomo Qualunque


 

 La Parola ai Lettori

Caro Redpillatore, innanzitutto mi unisco al coro di apprezzamenti rivolti al tuo lavoro, perché mostra la realtà per quella che è, attraverso un'analisi lucida, senza ipocrisie. Inoltre è confortante constatare che considerazioni maturate in anni e anni, anche attraverso il confronto con amici, sono qui espresse con rigore scientifico.

Sono inoltre presenti diversi temi, tra cui quello degli esperimenti sociali, che trovo molto interessante. Penso sia molto utile, soprattutto per i più giovani, poter capire anche attraverso queste pagine come gira il mondo.
Fatta questa premessa, vorrei condividere con te e con i lettori la mia esperienza personale e le mie considerazioni, credo potranno essere spunto per qualche riflessione e magari essere d'aiuto. Ho letto la tua storia, il non voler vivere relazioni con il timore di non non sentirti abbastanza. Anche io mi porto dietro la stessa sensazione, ma a differenza tua ho vissuto storie, anche lunghe. In un certo senso rappresentiamo le rispettive "sliding doors".
Tutto inizia dall'infanzia, sono stato un bambino bello e forse è stata la mia rovina. Quegli anni sono stati sereni, sentivo di piacere alle mie coetanee senza sforzo (ovviamente il tutto nel limite di quelle "simpatie" che nascono tra bambini). Questo aspetto mi ha condizionato negli anni a venire, quando invece mi sono trasformato in un ragazzo medio prima e in un uomo medio dopo.

Durante l'adolescenza ho ancora avuto "colpi di coda", sono piaciuto a 3/4 ragazze, ma per timidezza e per la ricerca dell' "Amore" mi sono defilato, inoltre non mi piacevano molto esteticamente, (ai tempi ero sognatore e schizzinoso, ripensandoci adesso erano anche carine). A 20 anni, quando incontravo una ragazza che mi piaceva, pensavo che se non mi fossi fatto avanti io sarebbe toccato a lei, perché anche lei avrebbe perso l'opportunità di conoscere un ragazzo, credevo alle "pari opportunità". Qualcosa tuttavia non funzionava, la ragazza nel giro di qualche mese la vedevo con qualcun altro mentre io restavo da solo. Iniziavo a capire che le forze in gioco, maschili e femminili erano pesantemente a favore delle ultime. Ricordo ad esempio il confronto con una mia cugina pariestetica. Lei viveva relazioni, avventure, aveva possibilità che io nemmeno sognavo, unicamente sulla base del fattore estetico. Comprendevo quindi che a parità di avvenenza fisica e posizione sociale non era minimamente paragonabile il potere sessuale dell'uno e dell'altra. Ho imparato che in Italia, se sei "normale", con un lavoro "normale" (impiegato, operaio..) che non ti permette di essere molto a contatto con le donne e soprattutto sei timido e non uno che ci prova a tappeto, ti ritrovi in una situazione di grandissimo svantaggio.

Ho sempre pensato che questo Paese, se ci fosse maggior equilibrio sessuale, sarebbe un posto bellissimo, invece alla maggior parte degli uomini è preclusa (per sempre o per lunghi periodi) una sana attività: il sesso ludico. Ed è un fattore da non sottovalutare assolutamente, considerato quanto è importante per noi. C'è chi pensa che quelli che evidenziano tale realtà vorrebbero vivere tante avventure con donne disponibili e poi accasarsi con quella bella e brava, io invece credo che la maggior parte degli uomini si accontenterebbe di un maggiore equilibrio. In estate ad esempio, siamo bombardati da ragazze/donne che fin da giovane età vediamo in giro con pantaloncini inguinali e vestitini svolazzanti. Penso che tutti noi abbiamo provato una forte attrazione almeno per 5/6 ragazze al giorno, ma di queste quante si sono tradotte in una reale avventura? Quasi per tutti il risultato è zero e questo per mesi o anni. Ovvio che provandoci con tutte, ogni giorno per mesi, tale valore si discosterebbe probabilmente dallo zero (legge dei grandi numeri), ma questo non è equilibrio. Se invece donne e uomini potessero avere potenzialmente lo stesso numero (o quasi) di avventure il discorso sarebbe diverso. Senza contare la mancanza di considerazione in cui siamo immersi noi uomini nella media, giriamo per le strade come se fossimo trasparenti.

A lungo ho creduto che fossi io stesso la causa dei miei insuccessi, per illudermi di avere il controllo della situazione, riflettendoci tuttavia, capivo che la ragazza in uno scambio di poche battute mi aveva già inquadrato. Perché le stesse frasi dette da un figo avrebbero sortito un effetto diverso? Perché conoscendomi si dimostravano così passive?Io ci provavo pochissimo, quasi mai e vedevo in ogni caso che le ragazze incontrate non lanciavano segnali, quasi credevo non avessero stimoli. In un certo senso, non prendere pali, alimentava la sensazione che avrei potuto fare grandi conquiste se solo avessi voluto. Allora pensavo "devo darmi da fare, in Italia funziona così, la donna è spenta e passiva e se non agisci tu lei non si muove", poi parlavo con amiche che raccontavano a loro volta di amiche "porche" (mai loro) o di tizi che piacevano loro tantissimo. Col tempo ho capito che anche in questo caso vige una semplice verità: se piaci, piaci. Ho visto uomini (pochi), che istintivamente piacevano a molte donne, erano apprezzati nei commenti, guardati. Le donne ridevano alle loro battute, cercavano il contatto fisico.

Ho capito che slogan come "piacersi per piacere" sono fatti esclusivamente per vendere libri. Per anni ho avuto un naturale e spontaneo atteggiamento da "figo", ero tranquillo, rilassato, non facevo il marpione, eppure quello che ad un figo sarebbe valso "piace senza fare niente", nel mio caso si traduceva in "non piace perché non fa niente". Infatti partivo dal presupposto indotto dall'infanzia di essere sopra la media, carino, è stata la freddezza della maggior parte delle ragazze incontrate a farmi capire che ero uno medio. Il mio ragionamento era: "tizia pensa che Caio sia bello, per cui, dato che io mi ritengo più bello di Caio, piacerò per forza di cose a tizia." Eppure qualcosa non tornava.
Poco più che 20enne vissi la relazione più bella e spontanea, l'unica ragazza che si innamorò di me senza sovrastrutture. Pensare che quella storia la chiusi io, in un periodo di stanca, convinto che potessi fare ed avere chissà cosa. Inutile dire che quando provai a ricucire mi mandò a quel Paese.
Per alcuni anni più nulla, non mi piaceva nessuna (solito discorso di mancanza di occasioni) e non piacevo a nessuna.

Il bello è che mi capitava spesso di incrociare ragazza carine per strada, ma mai che ci fosse modo di conoscerle dal vivo, in modo naturale, certo non avevo il coraggio di approcciare sconosciute e rimanevano tali. E' allora che iniziai ad aver paura di essere considerato uno sfigato, frequentatore di amici sfigati eternamente single. Le donne si sa, capiscono bene se uno è single per propria scelta o se la scelta è subita. Spinto dalla ricerca di validazione, smisi di aspettare la persona di cui innamorarmi e mi legai a ragazze che neanche mi piacevano, ironia della sorte, nemmeno io per loro ero il grande amore. Gli apprezzamenti che mi venivano posti erano relativi alla mia disponibilità, presenza (intesa come vicinanza emotiva) e affabilità. Perché nonostante io non mi sentissi innamorato, mi facevo comunque in quattro per fare funzionare il rapporto dando molte attenzioni.

Per me era sconcertante. Sbagliando, ho sempre pensato che per una più brutta dovessi rappresentare un "buon affare", ma in pratica non era così. Dicono che le donne si vedono più brutte di come siano, ma sicuramente tendono a vedersi più belle del proprio partner.
Iniziai provando a fare il simpatico con una della compagnia, ben più brutta di me e finimmo per frequentarci. Aveva in testa il suo ex, si capiva che anche per lei la decisione non era passionale, ma razionale. Finì per lasciarmi, tra l'altro per un tizio più carino ma stupidissimo. Tempo dopo seppi che la lasciò e lei si mise con un pariestetico.
Ho attraversato periodi in cui, spinto dalla "fame", mandavo segnali persino alle amiche e le riempivo di complimenti. Loro gradivano, facevano il pieno di autostima ma quando alzavo il tiro, rispondevano con il solito insipido smile senza aggiungere altro.
La mia "condanna" è stata risultare interessante soprattutto per le caratteristiche sopracitate, cosa che mi ha sempre abbattuto e col tempo ho capito che per uno normale, quando una donna prende l'iniziativa, di solito c'è il trucco. Madri che cercano padri per i loro figli, ragazze che vogliono sistemarsi e usarti per dimenticare un amore in quanto ritenuto bravo ragazzo ecc.


E' il brutto di non piacere su di una base istintiva.
Ci sarebbero numerosi aneddoti da raccontare in tal senso, che quando ti capitano tendi a dar loro poco peso, ma che in realtà ad uno sguardo attento, ti restituiscono la cifra del tuo valore di mercato. Ricordo una collega con cui ci provavo scherzosamente e in maniera galante. Andai avanti per molto tempo, sempre in modo leggero. Una volta via messaggio provai a portare il discorso su un piano più intimo ma lo fece cadere, quasi come se fossi stato troppo sfacciato, lei non parlava di certe cose. Molto tempo dopo un altro collega figo, mi fece leggere una serie di messaggi scambiati con lei, corredati di foto in cui era nuda e in pose esplicite. Rimasi senza parole. Dissimulai la mia amarezza, mentre lui goliardicamente le dava della gran troia. Mi raccontò com'erano andate le cose: un giorno aveva fatto cadere il discorso sul sesso e lei alla richiesta di foto spinte, aveva acconsentito, ovviamente facendosi promettere di tenerle per sé. Eppure non ci aveva mai provato, né le aveva promesso un grande amore. Ma lui era figo, a lui era concesso. In poco tempo aveva ottenuto ciò che io non ero riuscito a raggiungere in un anno.
Ricordo un'amica cicciottella quando venne lasciata dal ragazzo storico, disperazione infinita, paura di sentirsi inadeguata e troppo brutta per i ragazzi. Iniziammo a parlare costantemente e iniziò a chiedermi di fare sesso con lei, mi mandava sue foto nuda, le conversazioni si fecero spinte.
Un giorno però iniziò ad usare tinder e a raccontarmi le sue conquiste: scroccava cene, mi faceva vedere le foto dei tizi, alcuni anche bei ragazzi, spesso già impegnati. Ad un certo punto iniziò a frequentare assiduamente un tizio più giovane di lei, belloccio e fidanzato. Le nostre posizioni si invertirono, ora ero io a cercarla, ma lei, così come la ricordavo, non esisteva più. Era diventata arrogante, rispondeva con supponenza, si capiva che si valutava ben più figa di me. Di ricambiarmi il favore neanche a parlarne, non le servivo più. Litigammo e da allora non ci siamo mai più sentiti. Non c'è nulla di più sprezzante di una donna disinteressata, sanno essere di una perfidia e cattiveria inaudite. Tempo dopo seppi che si fidanzò con un pariestetico rimorchiato su tinder. Ovviamente lei non si era trasformata in gran figa, era stata l'applicazione a infonderle sicurezza in se stessa, anche se alla fine era un'illusione, infatti per un legame serio ha dovuto abbassare le sue aspettative.
 
Eppure come tante altre donne non ha colpa, siamo noi uomini che, in preda all'ormone, svendiamo la nostra dignità. Ci lamentiamo che si fanno pagare le cene e il resto, ma ho visto uomini che senza che fosse loro richiesto ricoprivano le "prede" di regali.
Come è ben noto si entra in una sorta di iter sempre identico: anche se in giro è pieno di ragazze/donne, le compagnie mediamente sono composte da tanti ragazzi e poche ragazze che, o non le vuole nessuno o usano la compagnia come ripiego, ma in settimana si fanno beatamente i cavoli loro. Gli amici portano amici, le amiche non portano quasi mai altre donne. Se arriva una carina single, o ci si avventa come cani oppure è lei che non trovando nulla di interessante, nel giro di 2/3 settimane cambia giro. E' per questo che le compagnie costituite da ragazzi poco appetibili tendono a restare negli anni sempre statiche, con 3/4 che costituisco lo zoccolo duro e nuovi uomini che entrano a farne parte e intanto la vita scorre via.
Ricordo ancora quando si andava in discoteca, l'espressione gongolante di una mia amica fisicamente normalissima se non brutta, che lasciata senza il gruppo per alcuni minuti, veniva rimorchiata da qualche tizio. Mentre noi maschi ovviamente non eravamo avvicinati da nessuna, lei ci guardava dall'alto in basso, tronfia del suo "successo".La narrazione mainstream vuole che uomini e donne abbiano le stesse possibilità, ma basta vedere quanti corsi di seduzione esistono (ovviamente dedicati agli uomini) per capire che non è così.
Non sarebbe forse più facile (ma meno redditizio) ammettere una semplice verità? Anche le donne, come noi, scelgono chi trovano attraente. Altrimenti ad un bravo ragazzo basterebbe compiere bei gesti per avere la ragazza ambita e le donne non finirebbero per innamorarsi di chi le maltratta.
L'altra bufala, propinata dalle donne tra l'altro, è che a loro il sesso piace tanto quanto a noi. Anche questa smentita dalla realtà.
Il grosso fraintendimento è che fin da piccolo, la società ti fa credere che devi essere meritevole del loro amore, devi sedurle, darti da fare, conquistarle, tenerle sul piedistallo. In realtà molto spesso si innamorano di chi non lo merita affatto.
Facendo un bilancio della mia vita, ora ho poco più di 40 anni, sono stato fidanzato diverse volte, per anni. Ogni storia mi è costata grande fatica, deglutire amaro in cambio dell' agognata scopata, ma non è stato solo questo. Come molti ho cercato principalmente il lato sentimentale, amare ed essere amato, rivelatasi però impresa ardua.

La nostra condizione infatti ci accompagna in ogni fase della relazione, prima, durante e dopo, ma è soprattutto sul durante che vorrei focalizzare l'attenzione. Infatti una volta che prende vita il rapporto, le difficoltà non sono affatto finite, anzi, sono appena iniziate. Il basso valore di mercato fa si che lei non sia particolarmente gelosa di te, sa che nessuna ci prova e questa la rende distratta, ti dà per scontato. Il sesso non ha mai la frequenza che vorresti, non ti saltano addosso. Talvolta hanno un'immagine in testa di un uomo che vale più di te o peggio ancora il ricordo o la presenza di qualche ex che non riescono a dimenticare, per cui ci sono ampie fasi del rapporto in cui si è insoddisfatti, per non dire infelici.Quando poi fai alle donne discorsi come questo, dicono di non essere molto interessate alle storielle, però quando vogliono farsi le loro scopare se le fanno. In fondo si dimostrano spesso molto meno logiche di noi, meno sensate e noi sappiamo di avere ragione ma rinneghiamo i nostri ideali per compiacerle e avere accesso al sesso.
Credo che ognuno abbia il proprio "potenziale attrattivo", ciò che di noi attrae senza che facciamo nulla. Piacere per il semplice gusto di piacere. Anche le donne ce l'hanno, è l'aspetto che ci fa scartare una che non ci piace sulla base istintiva, ma in genere gli uomini non lo considerano per disperazione, perché "se non mangi quella minestra ti butti dalla finestra". Loro invece possono scegliere, almeno per il sesso.
Un tempo me la prendevo con loro perché non capivano, poi ho compreso che non possono capire ciò che per loro è una realtà troppo distante. È come se paragonassimo un ragazzo che vive in una favela brasiliana e uno di una media città italiana. La condizione del brasiliano sarà più difficile eppure l' italiano sentirà la propria condizione dura, senza che possa davvero comprendere l'altra realtà.
Ora sono più sereno perché ho capito che non sono io ad essere sbagliato, è semplicemente la società che segue le proprie regole. Ho scoperto dal vivo, attraverso il confronto, leggendo blog, che questa è la situazione più diffusa. Certo, la rabbia per l'iniquità tra i generi rimane e la sensazione di vita non pienamente vissuta accompagna anche me, in parte mi va stretto questo ruolo di "brav'uomo".
Tra l'altro vuoi anche per l'età, l'impulso sessuale si è un po' ridotto e sono lontani i tempi in cui il forte desiderio provato e inespresso mi faceva soffrire e sentire terribilmente frustrato.

Probabilmente il femminismo ha portato allo stesso tipo di selezione che avviene in natura, dove solo i maschi "migliori" hanno diritto di accoppiarsi, tuttavia non essendocene per tutte, le donne ripiegano su quelli normali, riportando in un certo senso l'equilibrio.
Noi uomini siamo propensi a credere che non siano biologicamente in grado di amare quanto amiamo noi, cancellano relazioni in breve tempo, voltano pagina con facilità. Eppure se vogliono sono in grado di farlo, basta osservare la dedizione che mettono nel rapporto con i loro figli. Quella stessa dedizione è visibile solo nei casi in cui si innamorano davvero e lo si capisce dalla venerazione che provano per l'amato.La società ci dice che è tutto soggettivo, eppure, quando analizzi caso per caso, è incredibile come la gran parte di ciò che accade possa essere ricondotta alla stesse dinamiche, gente che non si conosce e con esperienze diverse giunge alle stesse conclusioni. Questo dimostra la bontà della teoria.
Per concludere, attualmente sto vivendo una relazione stabile da alcuni anni e, con la consapevolezza di come gira il mondo, la vivo meglio rispetto al passato. Sono meno accondiscendente, meno disponibile, conscio del fatto che se così le va bene ok, altrimenti si chiude e non crolla il mondo. È una donna che potrei definire esteticamente nella media, ma a me piace molto ed è ciò che conta in definitiva.
Non saprei indicare quale sia la strada migliore, questa è stata la mia, almeno finora, ognuno tragga le conclusioni che preferisce. So di deludere qualcuno, ma personalmente non saprei rinunciare ad un rapporto con una donna, mi mancherebbero troppi aspetti che trovo sono in una relazione, pur sapendo le tante problematiche a cui si va incontro. Inoltre il sesso con le prostitute non lo trovo appagante.

-Unutente- 


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24/08/19

Riflessioni sulla mia Vita Sentimentale




TL.DR Non sono incel né slayer, sono un mgtow ma solo per necessità, perché ho fatto un'analisi dei costi benefici e considerando il target di donna alla quale posso ambire con i miei livelli di LMS mi accorgo che è meglio stare  da solo. Poi racconto cazzi e mazzi sulla mia vita.

Incel o Slayer: cos'è il Redpillatore

In passato nel blog ho raccontato un po' la mia vita, sia in forma di racconto, come ad esempio le mie esperienze del liceo, sia attraverso singoli aneddoti autobiografici all'interno di articoli che parlavano genericamente di redpill.
Ho spiegato che la mia vita si può dividere sostanzialmente in due parti: quella pre-redpill in cui facevo parte della community pua e mi dedicavo allo studio e alla pratica dei metodi e quella post-redpill, più riflessiva e dedicata ad un'analisi più ragionata delle dinamiche sociali.
Non esiste un confine ben definito tra queste due fasi, dal momento che la mia fede nel cd."miglioramento personale" a scopo seduttivo ha cominciato a vacillare ben prima di venire a conoscenza del concetto di redpill, ma allo stesso tempo, anche dopo aver compreso le basi della redpill, non ho smesso subito e totalmente di approcciare ragazze.

Anche se penso che almeno questa tappa della mia vita sia abbastanza chiara, mi accorgo che molti fanno ancora fatica ad inquadrarmi sulla base della mia vita sentimentale e sessuale.
Molti mi additano come incel, un po' in malafede per screditare i miei pensieri (come se un concetto fosse valido o stupido a seconda della vita sessuale di chi lo esprime), un po' perché effettivamente quello degli incel è un argomento che tocco spesso.
Molti altri, all'opposto, provano rancore nei miei confronti e mi danno dello slayer o del finto incel perché parlo di tematiche incel senza esserlo, dal momento che ho avuto in passato relazioni a breve e lungo termine.
Il primo gruppo non capisce che quando si parla di dinamiche sociali è inevitabile parlare dei problemi che gli uomini hanno con le donne, visto che la maggior parte degli uomini li ha, il secondo gruppo invece è risentito perché mi crede una specie di autoproclamato leader degli incel, ma è un'etichetta che si sono inventati loro dal nulla, non certo io, che in questo blog mi limito solamente ad esprimere i miei pensieri e non voglio certo fare attivismo di alcun tipo. Gli appartenenti a questo secondo insieme inoltre non capiscono che uno slayer attrae facilmente e naturalmente, non ha certo bisogno di sbattersi tanto e umiliarsi prendendo centinaia di pali come ho fatto io.

E' però vero che non è semplice etichettarmi, perché effettivamente non si capisce bene cosa io voglia dalla vita e io stesso farei fatica a darmi un'etichetta. Non sono incel, non sono slayer ma non sono neanche il classico medioman impegnato in una relazione che fa il paggetto.
La definizione che più si avvicina al mio status è probabilmente quella di mgtow, ma come ben sapete io sono abbastanza critico nei confronti del fenomeno mgtow perché in genere i vari mgtow hanno con le donne un atteggiamento simile a quello della volpe con l'uva. Non riescono ad ottenerle e quindi dicono "non sei tu che non mi vuoi, sono io che vado per la mia strada". Abbastanza infantile. A mio avviso l'80% degli uomini non può permettersi veramente di definirsi mgtow.
D'altra parte però io di ragazze con un po' di impegno ne potrei trovare, quindi se non mi sbatto a cercarle di fatto sto facendo una scelta e la definizione di mgtow in teoria è calzante.
Per ovviare a questo terribile dilemma amletico penso che la cosa più pratica da fare sia suddividere i mgtow in più categorie: i mgtow per scelta, che potrebbero avere tranquillamente relazioni soddisfacenti con le donne ma preferiscono stare single (però trombano lo stesso, dettaglio fondamentale) e i mgtow per necessità, cioè quelli che possono avere donne, ma ciò che passa il convento non è granché, costa fatica e quindi conviene lasciar perdere.
Penso che questa seconda definizione sia quella che mi rappresenta di più (e riguarda la maggior parte dei mgtow).

Il mio Valore di Mercato

Partiamo da una premessa: nel momento in cui sto scrivendo questo articolo ho 33 anni. A questa età ormai gli uomini, anche i più sfigati, bene o male una donna la trovano. Perché dopo i 30 anni le donne crollano esteticamente, sentono il ticchettio dell'orologio biologico, capiscono che non ci sono uomini di valore abbastanza elevato per tutti e così si rassegnano e si accontentano (almeno alcune, molte preferiscono proprio stare single a vita piuttosto che fidanzarsi con un uomo che non sia di valore top). Insomma, le solite dinamiche di cui abbiamo parlato più volte. E' difficile parlare di incelness dopo i 30 anni, anche per chi è un brutto vero. E io non lo sono.  Dovrei rimediare ad un periodo di trascuratezza ma con un minimo di looksmaxing (fitness e look) sono perlomeno  in fascia 5-5.5, giudizio poi confermato da diversi utenti con cui sono più in confidenza.
Questo è sufficiente a farti trovare una ragazza dopo una certa età ma ovviamente ti mette nella posizione di essere sempre e comunque una seconda scelta.
E qui salta fuori il primo inghippo perché io non voglio essere la seconda scelta di nessuna.

Questo è il centro di tutto il contenuto di questo articolo. Se hai un valore di mercato nella media sei un ripiego e io non voglio fare da ripiego
Non voglio una che viene con me solamente perché il figo di turno non se la prende e la usa solo come sborratoio.
Non voglio passare il resto della mia vita con una che, mentre aspetta che mio figlio esca dall'asilo, cerca su facebook informazioni su quel belloccio conosciuto al mare anni prima o che, mentre io sprofondavo nella più tremenda solitudine, se ne stava in Erasmus a Valencia a farsi trombare da Ramon e a quel tempo non solo non avrebbe condiviso un briciolo della sua felicità con me, ma proprio non mi avrebbe neppure degnato di uno sguardo incrociandomi per strada.


Questi sono gli effetti collaterali della società femminista/progressista: una volta che le donne hanno avuto accesso a uomini di valore elevato non saranno mai capaci di provare rispetto per gli uomini comuni, per i poveri stronzi da 5.5. Si metteranno con loro per praticità, per convenienza, per pressione sociale, ma si sentiranno sempre sminuite, degradate. Si sentiranno come se stessero facendo un favore al loro compagno e si comporteranno di conseguenza, soggiogandolo e dominandolo psicologicamente prima di separarsi da lui e distruggergli completamente la vita.
L'unico modo che l'uomo medio ha per riequilibrare un minimo le cose e sfuggire a tutto ciò è mettersi con una molto più brutta e, scusate, ma anche no.
La mia corrispondente femminile fa una vita da sogno, su tinder in pochi minuti organizza appuntamenti con uomini da 7 e io dovrei andare con una che non mi piace?

Parliamoci chiaro: una relazione che si basi sui compromessi, siano di tipo estetico o caratteriale, non sarà mai una buona relazione.

Però purtroppo per quasi tutti gli uomini è così, sono costretti a scendere a compromessi. I miei coetanei fanno quasi tutti una vita di merda. Molti sono già separati e pagano il mantenimento. Hanno figli che non vedono, oppure stanno con tipe che hanno figli da altri e li mantengono. Le loro compagne rompono i coglioni per ogni cosa. Non sono liberi di muoversi come vogliono, rientrare a che ora vogliono; viceversa sono costretti ad andare in luoghi in cui non vogliono andare, incontrare gente che non vogliono incontrare ecc.
Se hanno difficoltà a trovare lavoro (cosa già di per sè avvilente) la loro compagna rompe i coglioni, magari hanno mutui da pagare.
Insomma, quella che dovrebbe essere una bella esperienza assume tutti i connotati della peggiore schiavitù.

Devo riconoscere che quelli che se la passano meglio fra i trentenni sono gli incel storici (oppure ovviamente quelli di valore elevato). Continuano a non scopare come prima ma ormai se ne sono fatti una ragione. Lavorano e risparmiano soldi che sperperano in hobby e attività inutili per riempire la solitudine ma almeno non soffrono i problemi che hanno quelli fidanzati/conviventi.

Un altro aspetto da considerare è il fatto che io psicologicamente sono distante anni luce dalle mie coetanee. E' inevitabile che sia così dal momento che loro le esperienze se le sono fatte tutte, io invece mi sento come se mi mancasse una parte della vita. Avrei anche voglia di avere una relazione seria, stabile e duratura, ma come conclusione di un percorso di esperienze sessuali e sentimentali che mi avesse reso una persona matura. Cosa che però non c'è stata. E passare alla fase delle responsabilità senza aver sperimentato quella della spensieratezza e dell'esplorazione dei sentimenti è troppo stucchevole per me.
Lo so che alcuni di voi avranno da ridire, che mi obietterete che le esperienze che ho avuto io sono un sogno in confronto a quelle che avete avuto voi, ma io mi sento vuoto e incompleto, totalmente immaturo, che volete che vi dica.
Insomma, guardo ancora i film adolescenziali, l'altra sera ho recensito "Che ne sarà di noi" e nel guardarlo sono crepato dentro. Di che cazzo stiamo parlando?

C'é poi la questione "Scopare".

Per scopare avrei due opzioni free:
  • Illudere le trentenni di volere una relazione e invece chiavarle e sfancularle
  • Puntare alle ventenni

Per quanto riguarda il primo punto, non è roba per me. Lasciando perdere pipponi morali (anche se comunque stai giocando coi sentimenti di una persona, e ti senti sempre un po' una merda) penso che ci si muova in un campo minato.
Le trentenni libere sono mezze psicopatiche, rincoglionite, potenzialmente pericolose. Magari ti denunciano per stupro, magari si fanno ingravidare a tradimento, magari ti sputtanano o danneggiano in altri modi. Magari, magari. Ok, sarà forse troppo paranoico, ma lo vedete pure voi in che epoca ci troviamo. Per una scopata vale la pena?

Le ventenni. Eh, le ventenni. Facevo fatica a rimorchiarle a vent'anni, figuriamoci a 30. Il mondo è cambiato da quando uscivo di casa la sera e ci provavo a nastro usando i metodi pua. Ormai tutto si svolge online e io online, non mi vergogno di dirlo, sono letteralmente invisibile.

Dovrei rimettermi sul mercato, andare per locali, ma è più facile a dirsi che a farsi. La pretenziosità negli ultimi anni è salita in maniera vertiginosa e io sono psicologicamente abbattuto, depresso e purtroppo ormai ho perso tutta la gioia di interagire con le ragazze.

Le ragazze devono essere un qualcosa che si armonizza perfettamente con il resto della tua vita, non una scalata dell'Everest.
Sembra che ste cazzo di donne ti diano chissà cosa. Alla fine è solo una fessura puzzolente, della quale puoi fruire solo facendo fatica e che ti dà un piacere che dura poco. E per ciò devi pure penare.

Almeno fosse piacevole interagire con loro. Stupide, tremendamente frivole. A parte il sesso, tutto il resto, come diceva la famosa canzone, è noia!

Ad un certo punto, io dico, se ne andassero pure affanculo. Piuttosto che stare lì a perdere tempo a parlare di cazzate con tipe che magari neanche mi piacciono tanto e che a fine serata neppure me la danno, me ne sto a casa, mi faccio una sega, e mi guardo un film.

Ho passato i miei anni più belli impegnandomi per coltivare rapporti sani con le donne. Non mi è andata bene, amen, cosa posso farci. Rimane solo da ingerire la pillola rossa, accettare che le cose per la maggior parte degli uomini vanno così e cercare di tirare a campare come si può.
Ormai metà della mia vita se n'è andata, ed è volata in un lampo. La prossima metà se ne andrà ancora più velocemente (ovviamente ammesso che trascorra, magari domani esco di casa e un tir mi investe, tutto può succedere) quindi inutile affannarsi tanto.


La cosa buona è che, perlomeno, non ho problemi di salute o economici. Le uniche due cose peggiori di essere sfigato sono essere malato ed essere povero. Fortunatamente i miei almeno sono benestanti quindi non ho urgenze economiche e bene o male posso sbattermene le palle di lavorare.
Questo ad esempio è un vantaggio non da poco che ho in quanto single, perché se trovassi una ragazza dovrei per forza andare a lavorare e fare il wagecuck, pur non avendone bisogno.
In pratica per trovare una donna dovrei rinunciare ad una delle poche cose della mia vita che vanno bene.
Quando inizi a rassegnarti all'eventualità di non avere una famiglia e di non avere figli, se non altro ti togli il pensiero economico perché il tuo orizzonte temporale coincide con la tua morte e non devi preoccuparti del futuro di nessun altro a parte te stesso.

Ecco il quadretto idilliaco della mia esistenza, questa è l'analisi più onesta che posso fare sulla mia vita. Mi rendo conto che posso apparire come un cinico bastardo calcolatore, immaturo e infantile, ma questo è ciò che la vita mi ha reso ed è inutile girarci intorno.
Questo blog l'ho sempre basato su trasparenza e sincerità, quindi raccontare balle proprio quando entro nel personale non ha senso. No sincerità no party. E ovviamente non prendetemi d'esempio.


P.S. Abbiamo superato il limite dei 200 commenti quindi quelli successivi vengono oscurati. Per vederli dovete scorrere in basso e cliccare sopra "CARICA ALTRO". Potete comunque continuare a commentare normalmente dal momento che nel blog non c'è limite di commenti. Scusate per il disagio ma è una situazione rara (per ora un record :D)

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19/02/19

Ecco Come le Donne si Comportano con gli Uomini Belli

le donne guardano la bellezza
le donne guardano la bellezza

Le Donne Guardano la Bellezza?


Un saluto a tutti, sono l’autore dell’articolo qui postato “Un brutto vero al liceo”. Già da un po' di tempo volevo scrivere qualcosa sul tema anche se non sapevo bene come mettere insieme le idee, quindi…alla fine ho semplicemente deciso di scrivere quel che mi veniva in mente in piena libertà e buonanotte al secchio! ?

Volevo raccontare la mia esperienza e chiedervi delle vostre, (si, l’argomento mi incuriosisce) questo perché non so quanti di voi hanno o hanno avuto un amico veramente bello, il che ovviamente vi ha portato consciamente o inconsciamente a paragonare la sua vita “sentimentale” alla vostra. In quanto redpillato mi sono anche trovato alcune volte a dare consigli a bellocci blupillati che, ironia della sorte, comprendevano i comportamenti di tipe che frequentavano meno di quanto facessi io, giungendo a dar loro consigli che si sono poi rivelati utili.

Porto come esempio un paio di bellocci, il primo dei quali piuttosto clamoroso visto che parliamo di un 7,5-8 che (vi assicuro) vive una vera e propria realtà parallela rispetto anche ad un normaloide, figuriamoci un bruttino come me (sono un 5/5,5, lo riporto per dovere di cronaca). Ho ancora contatti con questo ragazzo, ma in passato e per diversi motivi/contesti ci siamo trovati a stretto contatto anche per periodi di tempo medio/lunghi e…ciò che ho visto mi lasciò proprio senza parole.

Parliamo di qualche anno fa, ho avuto anche modo di passare alcuni giorni con lui come suo ospite, mi faceva leggere le sue conversazioni, uscivamo insieme, davo un’occhiata al suo profilo facebook e vi assicuro che i suoi racconti (tutti veritieri, anche perché assistevo e leggevo conversazioni in prima persona) mi lasciarono a dir poco allibito. Ragazze che lo approcciavano dal vivo anche se stava praticamente immobile, molte delle quali arrivavano ad umiliarsi pur di avere una sua attenzione, ma umiliarsi sul serio, siamo abituati a vedere zerbini uomini, ma molti di noi magari non hanno mai visto una donnula diventare un essere strisciante in isteria da venerazione.

Insegnanti milf all’università, vigilesse che lo fermavano per provarci, addirittura in periodi diversi andò a letto anche con una donna ed una ragazza che erano madre e figlia, ovviamente senza che nessuna delle due sapesse dell’altra.  Un altro episodio che mi colpì tantissimo fu quello di una ragazza di un suo amico che ci provava in modo subdolo con lui, attenzioni che lui evitava accuratamente fin quando dovette allontanarla del tutto perché questa qui alla prima litigata con il ragazzo si offrì (in modo umiliante) di fargli un p****no pur di farci qualcosa. Tutti qui sappiamo che le donne cambiano completamente atteggiamento di fronte ad i bellocci, ma credetemi quando vi dico che trovarsi a stretto contatto con un bello vero ti fa assistere cose che altrimenti non vedresti mai, il livello di degrado a cui possono arrivare le femmine di fronte ad un alpha, atteggiamenti che non hanno nulla da invidiare agli zerbini maschi, forse anche peggiori.

Un altro episodio che mi colpì tantissimo fu quello di una ragazza con cui chiacchierò via facebook, i due si erano anche scambiati i numeri, si divertiva a mandarle qualche messaggio a sfondo erotico visto che lei (come tante altre) pendeva letteralmente dalle sue labbra. Un giorno si stufò di sentirla, smise di risponderle e dopo due giorni questa qui gli mandò un messaggio dicendo che era arrivata in mattinata nella sua Città per sperare di vederlo (stiamo parlando di tanti chilometri, si era presa un treno per inseguire questa speranza). Risposta di lui? Nessuna, non la pensò affatto, non le rispose nemmeno e alla fine questa qui riprese il treno nel pomeriggio per tornare a casa, qualcosa di allucinante.

In un’altra occasione (qui parliamo di un altro belloccio a cui diedi dei consigli), l’amico in questione mi spiegava come le ragazze veramente belle siano sempre isteriche e apparentemente piene di problemi mentali, gelose, sempre pronte a scattare per un nonnulla, piene di manie e menate varie. Ebbene mi disse che tra una tipa e l’altra ne aveva trovata una meno bella che gli sembrava molto più “normale” e ponderata nei suoi confronti, non si lasciava andare ad isterismi e avevano instaurato un rapporto di letto privo di impegni, ma piuttosto sano. Mi disse appunto che non si capacitava, perché le ragazze veramente belle gli davano tanti problemi ed una carina si comportava in modo totalmente diverso? Ovviamente da buon redpillato gli feci capire che lei si comportava così perché era lui ad avere il coltello dalla parte del manico, aveva un valore di mercato più alto di quello di lei sia dal punto di vista estetico che economico, poteva permettersi donne più belle di quanto lei non fosse, dunque la tipa carina si dava una “regolata” nel tentativo di non lasciarselo sfuggire. Rimase profondamente colpito dalla mia risposta (chiaramente più articolati di quella che ho riportato qui), sia lui che gli altri ragazzi presenti dopo una rapida riflessione si rese (anzi resero) conto che io avessi ragione, pensandoci a freddo mi disse senza mezze misure che il mio ragionamento (pura redpill) non faceva una piega, completamente concorde.

Ora veniamo al punto dolente…da buon normobruttino ho sempre faticato nel trovare donne, sappiamo benissimo come per noi sia difficile poter rimorchiare una pariestetica, (chiaramente prendendo in esame solo l’aspetto, se siete ricchi o avete uno status di nicchia il discorso cambia) figuriamoci una più bella di noi. I bluepillati si fanno tante beghe mentali pensando a come e dove migliorare, il saperci fare, il carattere e tutte quelle idiozie, ma dall’altro lato ci sono i belli veri, tipi che vivono quotidianamente una realtà che noi altri possiamo solo sognare e anzi, spesso abbiamo una visione delle donne estremamente romanzata, le vediamo come esseri “irraggiungibili”, non alla portata di un uomo, individui che mai si abbasserebbero a zerbinare quanto noi. Naturalmente ci sbagliamo, non sono alla NOSTRA portata, ma quando ci sta di mezzo un bello vero (io l’ho visto), le donne perdono ogni dignità come e forse anche peggio di noi.

E voi? Avete o avete mai avuto un amico bello vero? Se la risposta è si vi sarete sicuramente resi conto di quanto essi vivano su un diverso piano esistenziale, tutto è più facile, tutti si interessano a loro e gli danno attenzioni, feedback positivi a rotta di collo ed egoboost alle stelle. Io la vivo bene, nel senso che sono ormai consapevole, le cose stanno così e basta, ma immagino che molti altri normobruttini o peggio ancora i brutti veri, possano soffrirci davvero molto.

-Mario Rossi-

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07/01/19

Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Spagna

Erasmus Spagna
Erasmus Spagna

Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Spagna


Caro Redpillatore,


voglio raccontarti alcune esperienze personali che ritengo illuminanti per capire la natura femminile. Queste esperienze dimostrano come le donne siano colte da una rabbia viscerale quando vedono che un normaloide sta per ottenere sesso facile.
Queste esperienze fanno riferimento al mio Erasmus a Barcellona di circa 5 anni fa, avevo 22 anni. Tieni presente che io sono un normaloide tra il 6 e il 7 che nell'adolescenza non ha sfruttato appieno le sue potenzialità a causa della timidezza.

1) Conosco questa ragazza spagnola, non mi ricordo in che occasione. Lei è una ragazza sul 5, più grande di me e che starebbe per sposarsi. E' di buona compagnia e usciamo varie volte con comitive diverse, lei non sembra avere alcun interesse per me nè io lo avevo per lei. Diciamo che la consideravo quasi un'amica.
Un giorno, dopo una cena, stavo tornando al mio appartamento attraversando il centro della città, quando incontro la mia quasi-amica. Era in giro con una ragazza a me sconosciuta, sua amica, anche lei una 5. Decido di aggregarmi a loro e andiamo per locali. Capitiamo in un locale con musica dove si balla e io ballo un po' con lei un po' con la ragazza appena conosciuta.
Ad un certo punto mi faccio coraggio e bacio la ragazza appena conosciuta, che ci sta. Improvvisamente la mia quasi-amica sembra colpita da un fulmine. Sembra aver visto morire il suo gatto schiacciato da un tir. Da allegra che era, mette un muso tremendo e inizia a rompere per cambiare locale. Improvvisamente, visibilmente alterata, inizia a dire che doveva tornare subito a casa, nonostante fossero le 11 e 30, orario che in Spagna è considerato da cena.
Quella che ci stava era in macchina con lei quindi avrebbero dovuto tornare entrambe. Continua ad insistere incazzata, non si può più fare nulla e si porta via la nuova ragazza. Naturalmente dopo questo episodio, ho evitato accuratamente di rivedere la mia quasi-amica.

2) Tra le mie conoscenze in Erasmus c'era questa ragazza che organizzava eventi Erasmus Student Network (ESN). Anche lei bruttina, ogni tanto ci scambiavo quattro chiacchiere a tempo perso visto che lei prendeva il mio stesso autobus per andare all'università. Non sembrava interessata al sottoscritto, né io ero interessato a lei.
Un giorno l'organizzatrice ESN organizza un evento a cui avrebbero partecipato gli Erasmus di un'altra città spagnola. Ci vado e a questo evento conosco una brasiliana ed un suo amico. Chiacchieriamo un po' nel locale e poi tutti ci rechiamo nella discoteca. Qui si balla, io ballo con la brasiliana, anche qui provo a baciarla e lei ci sta. Limoniamo tutta la serata ma lei non accetta i miei inviti ad andare a casa mia.
Il giorno dopo prendo il solito autobus per andare in università ed incontro l'organizzatrice. Indovinate un po'? Era incazzata nera. Faccio per parlarci, lei risponde a monosillabi guardandomi in cagnesco. Faccio finta di non notarlo e continuo a chiacchierare come nulla fosse per tenermela buona per future feste, dopo un po' le passa l'incazzatura.

3) Solito evento in discoteca Erasmus. Abbordo una ragazza di non ricordo quale nazionalità. Le dico due cavolate all'orecchio e balliamo un po' insieme. Il ballo si fa sempre più coinvolgente tanto che mi avvicino pericolosamente a lei, i nostri visi saranno a 5 cm di distanza. All'improvviso arriva uno stormo di sue amiche che letteralmente la trascinano via per un braccio. Io la guardo incavolato. Lei mi guarda con uno sguardo che sembra dire "scusale" mentre viene trascinata.

Queste esperienze dimostrano come per le donne, che siano amiche o conoscenti, sia insopportabile la vista di un normaloide che sta per ottenere sesso senza aver attraversato il classico calvario del fidanzamento. Purtroppo queste sono state le volte che questo aspetto del femminile si è manifestato apertamente. Non voglio neanche pensare a quante volte sedicenti amiche e conoscenti hanno fatto di tutto per non farmi concludere con la ragazza di turno.
Non voglio pensare a tutte le volte che amiche hanno evitato di presentarmi altre amiche per paura che potesse nascere qualcosa, a tutte le volte che hanno parlato male di me una volta che me ne sono andato, a tutte le volte che hanno smesso di invitare la loro amica quando c'ero io, a tutte le volte che avrebbero potuto lasciarmi solo con la ragazza che mi piaceva e non l'hanno fatto di proposito. La realtà è che una donna prova una sofferenza tremenda quando un uomo di seconda scelta, riesce a godere di sesso facile, in quanto rischia di non essere più un futuro provider. Le altre donne faranno tutto quello che possono per boicottarvi e fare in modo che occasioni per fare sesso svaniscano nel nulla, non importa quanto dicono di esservi amiche.
Posso assicurarvi che tutte le volte che ci ho provato con una ragazza e vi erano altre ragazze di mezzo (che fossero mie o sue amiche) le cose sono andate SEMPRE male. Mentre qualche volta sono andate bene quando vi erano amici maschi di mezzo o meglio ancora nessuno. Potreste essere portati a pensare che lo facciano perché sono interessate a voi, fidatevi che non è questo il motivo.

Questo problema è tanto più forte quanto sembrate ragazzi bravi e seri. Sono sicuro al 100% che se uno spacciatore marocchino puzzolente si fosse trovato nelle situazioni sopra descritte le amiche non avrebbero mosso un dito, sia per paura, ma soprattutto perché lui non è materiale da essere sfruttato in relazione, quindi chissenefrega se l'amica lo soddisfa. Questo spiega anche perché a parità di bellezza è più facile trombare con look socialmente malvisti, ad esempio pieni di tatuaggi, piercing, creste ecc, infatti a quel punto non siete più materiale da relazione da "preservare".

Vedi: il Peacocking

Per il motivo sopracitato e tanti altri ho chiuso totalmente il capitolo ONS ( Avventure di una notte ndr.) e mi sono dedicato al sesso mercenario che, guarda caso, è disprezzatissimo dalle ragazze "perbene". Anche questo infatti rischia di far divertire troppo i futuri provider che devono essere tenuti a cuocere ben frustrati e affamati, in attesa che arrivi la "donna della loro vita" a sposarli. Per criticare il sesso mercenario naturalmente si nascondono dietro improbabili "sfruttamenti" o dietro a ipocondrie selettive, per cui le prostitute sono malate e il preservativo non basta, mentre la fidanzatina è sana come un pesce.

PS. Quando le donne fanno le moderne, dicono di essere a favore del sesso libero ecc ecc, il sesso libero a cui stanno facendo riferimento è quello tra loro e lo strafigo di turno, che non deve portare a nessuna svalutazione quando alla fine cercheranno un provider. Il sesso libero che intendono non comprende mai quello dei futuri provider che deve essere represso duramente, in qualsiasi modo. Anche se una donna a parole dice di essere favorevole alla prostituzione, basta metterla davanti all'immagine di un uomo che esce soddisfatto da un bordello per vederla incazzarsi come una belva. Mi viene in mente un'altra esperienza personale: un mio amico durante una serata raccontò di una sua esperienza con una escort. A questa serata era presente una nostra "amica" che si definiva libertina, moderna, femminista ecc... Indovinate un po'? Incazzatura con occhi iniettati di sangue.

-Anonimo 

Altri Racconti Erasmus: 

 

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05/01/19

Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Portogallo



Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Portogallo

Ho fatto l'Erasmus nel 2013/14 e prima dell'Erasmus ho fatto il corso di lingua nel Paese straniero.
Sono partito in Erasmus che avevo avuto soltanto una ragazza per 2 annetti, più una baciata.
In un anno d'Erasmus ho fatto sesso con due ragazze più baciata una terza, quindi non ho avuto grandissimi risultati, ma meglio rispetto alla mia media italiana fino a quel momento.

 Quando stavo in Erasmus gran parte degli studenti-Erasmus facevano due cose: o rimanevano in gruppi di soli italiani/soli spagnoli/soli europei dell'est etc; o si affiliavamo alle associazioni ESN e stavano solo con studenti Erasmus e alcuni volontari parlando solo inglese.
Io invece andai a vivere in una residenza universitaria, nella facoltà iniziai a conoscere compagni di corso e vedermi con loro, in mensa andavo con portoghesi/brasiliani. Solo raramente partecipavo alle cose ESN e solo quando c'era qualcosa di interessante (botellon, visite ai musei, carnevale di Torres Vedras...).
In pratica vivevo come uno studente portoghese, e questo mi ha dato molto, se non altro mi ha fatto creare un legame con il Portogallo che vivo e coltivo anche adesso, dopo 2 anni, recandomi spesso lì e continuando a mantenere relazioni con persone conosciute là.
Invece quegli italiani che si vedevano tra loro andando sempre all'Hard Rock Cafè o a mangiare la pizza lamentandosi che non era come quella italiana (grazie al cazzo) non ci sono più tornati, non l'hanno minimamente interiorizzato. Molti non hanno neanche scelto d'andare in Portogallo e se fossero andati in Repubblica Ceca o in Francia sarebbe stato lo stesso.
Io sì, ho fatto l'Erasmus non per fare l'Erasmus, ma per andare in Portogallo, l'ho girato, l'ho vissuto, ne ho appreso benissimo la lingua (rispetto a molti altri che sanno dire soltanto olà, cerveja e boa noite) e l'ho interiorizzato.

Non ho frequentato molti italiani, però ho fatto i corsi di lingua per studenti Erasmus. Nel primo semestre eravamo poco uniti e non s'è mai usciti assieme. La classe del secondo semestre invece era unita e abbiamo fatto diverse uscite.
Ciò che ho notato e documentato si basa soprattutto su questa classe, che era piena di italiani/e con le quali c'era un rapporto d'amicizia. Si beveva un po' e io facevo domande.
Bene, gran parte di questi ragazzi/e erano fidanzati nei paesi d'origine. C'erano carini/e e bruttini/e. Tutti i ragazzi fidanzati meno uno (che peraltro era adottato) non hanno tradito, neanche quelli carini. Ce n'era uno, molto socialone, brillante, carino, e che ballava bene in disco, che aveva tantissime possibilità, ma non gli importava nulla e non ha tradito.
Le ragazze, invece, tutte, dalle carine alle bruttine, hanno tradito (percentuale di tradimenti 100%). Tutte, persino una che mi aveva colpito perché era molto seria e una delle poche che, come me, ha fatto l'Erasmus non solo per divertirsi e festeggiare, ma anche perché interessata alla cultura del luogo e per investire sul proprio futuro.
Tutte hanno tradito.

Detto questo, parlando più in generale, ho trovato davvero disdicevoli le spagnole, che sono molto volgari e arroganti. Una volta, verso la fine dell'Erasmus, incontrai per caso una spagnola che faceva un corso con me. Lei mi invitò a stare con il suo gruppo, composto da ragazze spagnole. Io accettai, anche se loro erano tutte tirate, mentre io ero vestito con la felpa col cappuccio come uno spacciatore. Le sue amiche mi trattarono abbastanza freddamente, e a un certo punto nacque una discussione perché un gruppo di queste spagnole volevano andare in una discoteca di musica raggaeton/africana. Due di esse, peraltro brutte, erano abbracciate a due neri orrendi spaccini che avevano appena conosciuto, e ricordo perfettamente che un nero cinse il fianco a una di esse e con la mano aperta le strizzò la figa, e lei sorrideva beata. La mia amica e altre due rifiutarono di andare con loro e finimmo in un bar a parlare tranquillamente; le altre 7-8 spagnole finirono in quella discoteca, dove divennero sicuramente prede di questi neri spaccini/spazzini (dato che scopano di solito turiste nordiche di mezza età ubriache, grasse e con la pelle ustionata dal sole).


In Conclusione:

In Erasmus un brutto migliora sensibilmente le proprie possibilità, ma non tanto per via dell'Erasmus, ma perché è in un altro contesto e conosce in media 10 nuove persone al giorno. L'Erasmus in sé non aiuta, ma è il cambiamento di contesto che fa aumentare le possibilità.
Però non cambia molto: un brutto che va pensando di scopare a nastro, specialmente se non ha neanche mai baciato una ragazza (come un mio amico) non acchiappa nulla. Per i bellocci invece è oro, un'opportunità da non lasciarsi scappare, sia se si intenda fare l'Erasmus seriamente (concedendosi scopate occasionali ogni tanto, ovvio), sia se si vuole andare solo per scopare e ubriacarsi.
Per le femmine invece è un sogno, come ogni altro contesto.

-Un Utente-

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03/01/19

Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Croazia

erasmus croazia
erasmus croazia

Per la serie “Esperienze Erasmus”





Quando l’Erasmus riesce a trasformare un normie in un piccolo slayer


Ho deciso di raccontarvi l’esperienza del mio migliore amico Erasmus perché ritengo che possa ben esplicitare la mia opinione personale, secondo cui, a differenza della maggior parte dei post con argomento Erasmus sulla pagina Redpillatore, ritengo che questo tipo di esperienza all’estero può (sottolineo, può) migliorare la vita sessuale di un normie fornendogli nuove armi in più.

Vorrei precisare che ho letto i vari post sull’Erasmus (ed in generale ho dialogato spesso di ciò) e sono consapevole che per un italiano con poche o zero esperienze e nella media estetica, partire per l’Erasmus “non preparato”, cioè 1) con uno infimo inglese 2) con gravi difficoltà nel far amicizia 3) gravissime mancanze nel relazionarsi con le donne: partire con questo tipo di percorso renderà la vostra esperienza Erasmus poco utile per il miglioramento delle vostre relazioni sociali. Mentre invece, e questo cercherò mettere in luce, se partite con un inglese scarso ma decente, siete un buon compagno di avventure (tanto più che in Erasmus si ricomincia da zero e se eravate il tipo meno “apprezzato” del vostro gruppo in Italia questo malus si annulla), e avete una discreta abilità non dico nel rimorchiare ma nel parlare e presentarsi alle donne, se avete tutte questa capacità “base” allora il vostro Erasmus potrebbe davvero rivelarsi proficuo per la vostra autostima e non solo.

La storia del mio amico slovacco Adam

Ho conosciuto Adam nel secondo semestre durante il mio Erasmus in una grande città di mare in Dalmazia (Croazia), lui si trovava già lì dal primo semestre e questo gli aveva già dato modo di essere conosciuto dagli altri studenti presenti fin dal primo semestre e ai vari locals.

Adam è un ragazzo nella norma estetica, azzardo un 6: 1,76 m, non grasso ma piuttosto fuori forma (pancia e muscoli flosci), con occhi e capelli neri assomigliava più ad un italiano del meridione che a uno slovacco. Studente nella media (di un corso che non fornisce alcun Status) e con poco Money poiché proveniva da una famiglia umile. Arrivato in Erasmus a 22 anni ancora vergine, ho scoperto in seguito che era considerato dagli altri compagni che lo conoscevano dal 1° semestre come un po’ uno sfigatello, a causa del suo scarso inglese e del suo starsene un po’ sulle sue.

Ma quando l’ho conosciuto io, cioè a fine febbraio, la sua parabola stava giusto per iniziare. Quando ci siamo presentati mi è sembrato subito un ragazzo molto simpatico, con cui era piacevole sia cazzeggiare che averlo come compare di rimorchio. Soprattutto fin dalle prime settimane del 2° semestre stava dimostrando di essere il ragazzo più noto fra tutti gli Erasmus, avevamo il nostro gruppetto misto (ragazzi, ragazze di varie nazionalità), del quale lui era il membro più attivo, ma variavamo incontrando le decine di altri gruppi e comunque c’era, come spesso in Erasmus, una sana mobilità di amicizie. Dopo meno di due mesi Adam, complice una mia etichetta, era diventato per tutti “the king of Erasmus”, e dunque anche chi non ci aveva mai parlato lo conosceva: lo status che si era creato era enorme.

Ci tengo a precisare che si era costruito uno status da solo, molti che erano lì dal semestre scorso erano rimasti noti o meno noti come nel 1° semestre. Intanto aveva raggiunto un livello buono di inglese nei mesi precedenti e lo status se lo era fatto grazie alla sua sfrenata voglia di uscire e ad una sua cosciente attività di public relation, ma tutto in salsa Erasmus: parlava, conosceva, includeva gente e si divertiva, non era certo uno snob o uno ragazzo noto che puntava su attività esclusive. Soprattutto, a suo dire, grazie al suo modo di farsi vedere in discoteca ballando davvero con tutti e facendo divertire tutti, si era fatto la nomea di uno con cui era super piacevole passare il tempo anche durante le varie gite. In disco ballava con tutte le nostre amiche del gruppo più le altre (ballava, non si strusciava come facciamo noi Italia solo per “appoggiarlo”: un’altra cosa che l’Erasmus ti insegna e che “dovresti” portarti a casa come nuova arma in dote).

Ovviamente fra balli con le ragazze e status aveva cominciato a rimorchiare. Io e lui abbiamo parlato molto coscientemente, e visto il nostro rapporto sono arrivato a raccontargli delle teorie redpill (quelle che mi trovano d’accordo) e lui le aveva immediatamente accettate. Sapeva che i bellocci rimorchiavano le ragazze più belle e in generale con più facilità. Ma si era reso conto che grazie al suo status adesso anche lui rimorchiava con una certa facilità. Grazie ai miei consigli stava anche migliorando il suo saperci fare (passando dal suo semplice “bere-ballare-limonare-forse sesso” al “ bere-ballare + provarci - instant-date e attività diurne per interessarle”).


Passando al raccolto.

In 10 mesi di Erasmus aveva perso la verginità ancora nella sua fase da sfigato (I semestre), mentre durante la sua fase da “king” (II semestre) era andato a letto con 5 ragazze tutte più o meno pari estetiche o qualcosa in più, di cui con due aveva avuto rapporti sessuali stabili (alcune settimane); in 10 mesi aveva poi ballato (intendo per più di 5 minuti e facendo divertire la tipa) con almeno 100 ragazze e aveva baciato almeno 30-40 ragazze e fra baci e balli si devono includere molte ragazze davvero belle. Sicuramente se avesse avuto 25-26 anni invece di 22 avremmo potuto raddoppiare il raccolto (ammesso che un 25enne mantenga tutta questa passione per le feste e le serate come un 22enne).

Alla fine di tutto poi, con molta coscienziosità, Adam aveva già capito (e ne discutevamo) che questo suo enorme capitale di esperienze doveva riconvertirlo nella sua vita da studente nel suo Paese. Già faceva piani per variare/alternare le sue amicizie una volta in Slovacchia se i suoi amici non avessero “riconosciuto” la sua trasformazione; già capiva che il bagaglio di esperienze di vita e con le ragazze maturato nei suoi 10 mesi di Erasmus se avesse tentato di raggiungerlo in Slovacchia, non non ce l’avrebbe fatta in meno 5 anni, e dunque, una volta tornato, il suo essere intraprendente e scafato (parlare di mille esperienze, popoli e luoghi diversi, sapersela cavare da solo, avere rimorchiato molto, lo status, ecc...) avrebbe dato un' immagine di sé positiva e una parte del suo status sarebbe stata da lui “ereditata” in Slovacchia.

Dopo 2 anni.

Adesso Adam è uno studente estremamente soddisfatto della sua vita sociale. Dopo l’Erasmus ha fatto parte di un gruppetto di amici di Bratislava (dove studia) dove riusciva ad esprimere la sua positività; la sua intraprendenza con le donne ha dato i suoi frutti poiché continuava a rimorchiare piuttosto bene; mentre adesso ha da qualche mese una ragazza che ci provava con lui da molto tempo e sono felici insieme. Insomma, è lecito dire che l’Erasmus ha dato una svolta in meglio alla vita di una ragazzo come tanti.

Concludo con una mia affermazione:

In Erasmus hai la possibilità di migliorare enormemente le tue skill sociali in pochi mesi, sta a te costruirti un bagaglio tanto grande, poiché circa un 20-30 % di ciò che eri in Erasmus lo sarai inconsapevolmente anche a casa.

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27/12/18

Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Germania

Erasmus germania
Erasmus germania

Inauguro oggi il filone delle esperienze in Erasmus con questa breve analisi che un nostro utente ha deciso presentare al pubblico di questo blog e che riguarda il suo semestre in Germania e le opinioni che si è fatto.

Esperienze Sessuali dall'Erasmus



Ciao Red,
 non possiedo la tua abilità nella prosa quindi mi limiterò a riportare alcuni aneddoti e considerazioni personali, sentiti libero di riordinare il tutto e pubblicare ciò che ritieni interessante per te e per gli altri utenti.
Ho conosciuto tantissime tipologie di persone diverse in questo Erasmus, penso di poterle categorizzare in questo modo:

Donne
Esperienze Sesso Erasmus
Esperienze Sesso Erasmus

  • Single dal 3 al 4,5: sono quelle che vanno in Erasmus con l'idea di divertirsi e rimorchiare, magari non l'hanno mai fatto prima per mancanza di libertà o per paura dei giudizi altrui, comunque scopano con chiunque sia dal 6 in su, anche dal 5 quando sono ubriache in discoteca. Sono quelle che sono ritornate a casa con il Palmares più vasto
  • Single e fidanzate dal 5 al 6,5: Che abbiano un compagno poco importa, quasi tutte si sono concesse un paio di scappatelle con maschi dal 7 in su. Sono le ragazze comuni che vanno in Erasmus per ricercare indipendenza e per fare un'esperienza all'estero, condita con un paio di trombate ipergamando.
  • Fidanzate dal 7 in su: Si, perché nessuna di queste ragazze si è dichiarata single, inaccessibili e pronte a rifiutare in malo modo chiunque. Alcune sono tornate a casa illibate, la maggior parte si è concessa una scopata con un maschio dall'8 in su 
 


Veniamo agli uomini:

  • Incels: tantissimi, provenienti da ogni Paese, uomini abituati a stare soli, spesso vergini, sono venuti in Erasmus alla ricerca di una svolta sociale alla propria vita. Alcuni hanno passato l'intero semestre chiusi in appartamento a giocare a videogame senza praticamente mai uscire, alcuni hanno trovato dei gruppi di amici con cui uscire ma magari non hanno mai approcciato una donna a causa della presenza di maschi di valore superiore o perché pure le più cesse non se li filavano nella speranza di accaparrarsi un bel ragazzo. A questo gruppo aggiungo anche i TANTISSIMI maschi, soprattutto italiani, che sono venuti in Erasmus in Germania senza saper parlare una parola di Tedesco o di Inglese, incapaci di sostenere qualsivoglia conversazione con chiunque non fosse loro compaesano. Tempo buttato.
  • Normaloidi: Nuovi amici, serate internazionali, fiumi di alcool e qualche cessetta ubriaca rimorchiata in discoteca. Erasmus riassunto moooolto rapidamente
  • Presunti slayers: Categoria molto interessante, ho conosciuto ragazzi che declamavano numeri da pua tornarsene a casa con 1-2 cessette stese e l'onta di essere presi per il culo ogni giorno da chi come me non aveva grandi pretese ed è riuscito a divertirsi. Alcuni magari grazie a status e ricchezza riuscivano a rimorchiare nel loro Paese natale ma in Germania hanno trovato la fitta concorrenza di chi miete figa abitualmente. Oltretutto, grazie alla loro spacconaggine, spesso non si sono fatti nemmeno un amico, al di fuori di qualche minchione come loro. Erasmus passato ad ubriacarsi ad ogni festa e finire la serata segandosi.
  • Slayers: Ragazzi sopra al 7, studenti non Erasmus con status elevato, gente piena di soldi che ti invitava ad eventi esclusivi e chi più ne ha più ne metta. Alcuni di loro si vantavano di aver fatto sesso con OGNI ragazza Erasmus e non credo ci siano andati tanto lontani.

Per quanto riguarda le mie avventure.. torno a casa con 5 ragazze stese di cui solo una cessetta, le altre sul 6 e addirittura una 7 tedesca. Solo una chiavata e abbandonata, tutte le altre sono diventate scopamiche che ho ciclizzato a seconda di come mi andasse. Ho fatto della riservatezza una delle mie armi vincenti per accaparrarmi queste donne e potermici divertire durante tutto il semestre, nonostante ciò alcune sapevano del fatto che mi divertissi e se ne sbattevano totalmente, anzi ciò mi conferiva addirittura uno status maggiore. Soprattutto le italiane erano sensibili a questo status, ero l'unico ragazzo italiano che si divertiva con le straniere e una volta venuto alla luce ciò hanno mostrato tantissimo interesse verso di me, interesse glissato perché ero totalmente inebriato dalle prime gnocche estere della mia vita.


Il mio punto di forza principale è stato il fatto che io parli 4 lingue, di cui l'inglese e lo spagnolo a livello paragonabile ad un madrelingua. La prima mi ha permesso di farmi rapidamente molti amici tra gli studenti internazionali, il solo fatto di essere italiano e parlare inglese mi conferiva automaticamente status, ho perso il conto di quante volte mi sia sentito dire "come parli bene per essere italiano, come mai sai l'inglese se sei italiano?".  Lo spagnolo è stato utilissimo per farmi amica la comunità sudamericana, super numerosa e popolare in Germania, ero diventato praticamente uno di loro e potevo andare a tutte le feste più popolate di gnocca, dove ovviamente saper trangugiare litri di tequila e saper ballare latino erano skills fondamentali, ma visto che ho la dinamicità in pista di un palo e all'alcool ho sempre prediletto il fumo mi sono limitato a qualche rimorchio in area fumatori.

Un altro punto di forza è stato quello di non essere un coglione. Ho visto amici slayers perdere tutti i loro plates perché se la tiravano, perché calcavano troppo la mano sulle ragazze sentendosi legittimati dall'avere alternative, addirittura alcuni ubriachi hanno sbandierato in pubblico dettagli e nomi o pubblicare foto intime su instagram.. Le ragazze un attimo sveglie preferivano me, che alle feste mi comportavo come un normalissimo amico salvo poi portarmele in casa con una scusa e finire lì la festa.

E poi ovviamente, come in ogni nazione, le ragazze sono superficiali e guardano molto l'aspetto esteriore. Non ho un bel viso ma ho un corpo allenato e in un Paese dove l'obesità è dilagante aiuta molto. Oltretutto ho tratti del viso che all'estero sono apprezzati, così come i miei capelli lunghi (quasi assenti tra i ragazzi tedeschi)

Barba e un minimo di gusto nel vestire aiutano.
Questa è una mia rapida analisi, non so che altri elementi potrebbero interessarvi, magari qualche aneddoto su feste e rimorchi, sentitevi liberi di chiedere.

- Gore -

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