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07/01/20

La Parola ai Lettori: Perché ho Deciso di Evitare le Donne con Figli


 Perché ho Deciso di Evitare le Donne con Figli


Il recente sondaggio facebook “ti metteresti con una donna che ha dei figli” (compresa la risposta della signorina che parla di “uomini che non vogliono prendersi responsabilità” (quali responsabilità? La responsabilità è solo loro e del padre, non del poveraccio che vorrebbero che faccia loro da beta provider) e una recente esperienza personale mi ha dato l’impulso per scriverti questa lettera. Sono un 4,5 di circa 45 anni del nord Italia. Sono sposato da circa 15 anni. Un giorno una donna (assai piacente, devo dire) è venuta a bussare alla mia porta. La mia risposta è stata un categorico “no”. In pratica la sua proposta (peraltro abbastanza sfacciata) è stata quella di lasciare mia moglie per mettermi con lei. Ora… un 4,5 che viene cercato da una donna piacente… possibile? Dov’è il trucco? Questa è separata con due figli. Tra noi non c’è stato niente di niente (non ho mai tradito mia moglie) e a maggior ragione non lo farei da sposato con una “libera”: la cosa sarebbe troppo sbilanciata a suo favore: lei non rischia niente e non ha più niente da perdere, ma io rischierei tutto (matrimonio, casa, mantenimento, ecc)… siamo matti! Questa esperienza però mi ha fatto tornare in mente che, anche quando ero giovane, libero (anzi incel) ho accettato di ipogamare come non ci fosse un domani ma l’unico paletto che mi ero sempre posto era stato che avrei rifiutato ragazze che avevano già avuto figli da altri uomini

Dopo questa premessa veniamo quindi all’articolo vero e proprio “Perché ho sempre rifiutato una donna che ha già figli altrui” Avrei potuto mettere come titolo “Perché rifiutare...” ma sarei stato troppo arrogante e presuntuoso, quindi ho deciso di parlare in prima persona; poi ciascuno avrà le sue motivazioni, io ho le mie che qualcuno riterrà condivisibili. Premetto che il motivo ufficiale con cui ho rifiutato donne con figli era “perché ti vedo come un’amica”; “perché non mi interessi”. D'altronde loro non erano forse libere, a 20 anni e senza figli, si mettersi con un chad al posto mio e di vedermi come un amico? Bene allora anch’io ero libero di “vederle come un amico” (tiè) specialmente quando cercavano un betaprovider. Poi, per carità, ci sono casi e casi, c’è la troietta che si è fatta mettere incinta a 18 anni dallo spacciatore che adesso è in carcere così come c’è quella che era sposata con un bravo ragazzo che poveraccio è morto in un incidente. 
 In ogni caso le motivazioni sono: 

  • Motivazioni biologiche/etologiche/antropologiche (non so quale sia la più adatta). Un mammifero deve impegnarsi a propagare il proprio DNA, non consumare risorse per propagare il DNA altrui che invece è un comportamento da perdenti.
  • Si conta meno del due di picche. Al primo posto verrebbero i figli, poi lei, infine io.Questo accade anche con i figli che sono i miei ma perlomeno sono i propri figli e si è disposti a smazzarsi per loro. 
  • Ingratitudine e mancanza di rispetto. C’è il rischio che per i figli si sia sempre un estraneo. Immagina quando diventeranno adolescenti e ribelli, uno provi a rimproverarli ma anziché portargli rispetto potrebbero rispondergli: “tu che cazzo vuoi, chi cazzo sei, che non sei nemmeno mio padre”. Ah, non penserai poi che quando sarai vecchio e bisognoso si sbattano per te per portarti da medici e ospedali. -
  • Rischio “revival” con l’ex. Se l’ex è vivo e via via viene a prendere i figli e riportarli avresti un estraneo che spesso frequenta casa tua (anche quando tu sei al lavoro); ma quest’estraneo non è un estraneo qualsiasi, è un uomo con cui la tua donna si è fatta in passato delle succulenti trombate. Si rivedono oggi, si rivedono domani, uno sguardo d’intesa, gli ormoni che quel giorno sono alti e finire a letto insieme per due che hanno già fatto sesso in passato è una schioppettata. C’è pure il rischio di un ritorno “definitivo” con l’ex. Se si riappacificano, lei ci mette un millisecondo a sfanculare te che sei solo un fesso che apre il portafoglio. 
  • Mancanza di egoboost. Da una donna ho sempre voluto la consapevolezza o quantomeno l’illusione che lei si sentisse attratta da me e che avesse piacere di fare sesso con me; nel caso di una donna con figli avrei la quasi certezza di essere un betaprovider, il fesso che paga la mensa della scuola ai suoi figli, a cui lei cerca di sganciarla il meno possibile, giusto come dovere. 
  • La famiglia non è un’azienda con vari capitoli di bilancio. Hanno voglia di dire “ma al figlio provvede il padre biologico”; il padre biologico verserà una cifra forfettaria che non basta mai. Quando andate a fare la spesa, o in vacanza tutti insieme o al ristorante, che fai, scorpori una quota relativa alla presunta parte di spese dei figli e la segni a parte per poi richiederla al padre biologico? Sarebbe un lavoro da ragioniere d’azienda, una rottura di scatole oltre che decisamente poco romantico. E’ evidente che va a finire che paghi tutto tu, a parte quel forfait che paga il padre biologico mensilmente (ammesso che lo paghi). 
  • Sesso zero. con 2 figli in casa non tuoi figuriamoci se te la smolla. Già con i figli propri in casa bisogna stare attenti a non farsi beccare, ma con estranei l’imbarazzo è ancora maggiore. 
  • Gelosia. il figlio col complesso di Edipo è probabile che ti veda come un rivale. Quindi no, assolutamente no, nooooo e no. 
Hanno trombato senza preservativo con un Chad? Si assumano le loro responsabilità, sia lei che il Chad. Troppo comodo prendere il “reproductive value” dal maschio alfa e il “survival value” dal beta provider (che magari è uno che si è fatto il mazzo e ha un buon MS). Agli incel dico: non fate i morti di figa, piuttosto che mantenere i figli altrui è meglio rimanere soli. Alle ragazze madri (o separate con figli) do un consiglio in buona fede: non pretendete che un altro uomo faccia da padre ai vostri figli. Se volete avere altri uomini vivete la relazione come quando vivevate con i genitori, vedetevi quelle 2 volte a settimana fuori casa e andate a trombare altrove. Perché tanto se il vostro obiettivo, prima o poi, è di portarvi in casa un altro uomo e farlo diventare membro della famiglia (leggi “beta provider mantenitore”) ci sono ottime probabilità che lui fuggirà. Diverso è ovviamente il caso in cui i figli siano grandi, indipendenti, con una propria famiglia e quindi si siano tolti dai coglioni. In questo caso sì, è più facile perché non c’è il rischio di fare da beta provider. 

-Anonimo-

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15/12/19

La Parola ai Lettori: No Fap Challenge - Non mi Masturbo da 500 Giorni

No Fap
No Fap

No Fap Challenge

  
Caro Redpillatore,

Voglio sottoporti ad un tema non molto trattato nel blog, ma che a mio avviso può invero suscitare un certo interesse se venisse pubblicato. Prima però accennerò brevemente alla mia vita sentimentale.

Sono giovane e mi reputo poco sopra alla media estetica (diciamo che sono un 6,5). Ciò me lo hanno confermato anche terzi in più occasioni. Per via dell’ipergamia la mia vita è stata contornata esclusivamente da «disastri sentimentali» perché non sono mai sceso a compromessi ricercando pariestetiche. Ho sempre creduto di non essere abbastanza per l’altro sesso e incolpavo me stesso dei miei insuccessi. Non conoscevo la teoria LMS fino a qualche mese fa quando ho letto i tuoi articoli. Da lì tutto mi è stato chiaro. Non ero io a sbagliare e ad essere sbagliato, semplicemente non ero la loro scelta estetica migliore. Ti ringrazio perché mi hai reso consapevole; consapevole dei meccanismi che si nascondono dietro la loro ipocrisia.

Venendo al dunque:

Mentre scrivo sono 502 giorni che non mi masturbo più. Sì esatto: niente masturbazione, niente porno, niente orgasmi, niente fantasie erotiche. In due parole: NO FAP. La sfida l’ho iniziata 1156 giorni fa. In questi mille e passa giorni ho ceduto in qualche occasione. Forse mi sarò masturbato una quindicina di volte. Preciso pure che in tutto questo periodo non sono andato a letto con nessuna – ovviamente.

Ti chiederai «Perché? Perché cimentarsi in una follia simile?». In fin dei conti, che senso ha astenersi dall’unico piacere sessuale che un povero maschio «sotto una determinata soglia estetica» può permettersi in maniera pronta, massiccia e gratuita?


Ho letto tutti i tuoi articoli, e mi pare di capire tra le righe che sei favorevole alla pratica della masturbazione e alla pornografia. Il che non mi sorprende, perché confrontandomi con i miei conoscenti ho presto assodato che nessuno ha intenzione di lasciarsi indietro il porno e la masturbazione. In quel che segue io invece intendo sostenere il contrario: ovvero il come liberarsi dalla masturbazione e dalla pornografia possa valere come un rafforzamento e possa rappresentare un solido «aiuto», sopratutto per chi oggi si ritrova ad essere nella sfortunata condizione di Incel.

Smentisco subito una «bluepillata» che circola per la rete – sopratutto negli ambienti di Reddit – , ovvero che il NO FAP è la formula magica per amplificare l’energia sessuale maschile, che astenersi aumenti il testosterone, e che quindi l’abilità seduttiva di chi si non si masturba verrebbe accresciuta, l’espressione e la mimica migliorata, la timidezza sparita. Nulla di tutto ciò. O meglio: nelle prime settimane di astensione si sentirà una spinta in più, si percepisce una forza sessuale sempre più aggressiva tanto che viene voglia di «arrampicarsi sui muri». Nonostante ciò chi è veramente redpillato è conscio che «conta solo il bel faccino». Quella carica animalesca dovuta all’astensione non servirà a far diventare né più affascinante, né più virile, né più bello al cospetto del cosiddetto gentil sesso. Chi intende quindi lasciare il mondo della masturbazione lo deve fare seguendo altri propositi. Quello che uno deve prospettarsi insomma è un superamento più alto.

Il principale scopo per cui uno dovrebbe affrontare questa pratica è l’imparare a smorzare i propri impulsi più profondi, a superare le proprie ansie, a demolire i desideri e le speranze vane. Le donne non c’entrano: è una lotta per abbattere le proprie passioni. Credo infatti che la vera forza di un «uomo» si determini dalla capacità di dominare sé stesso.

Con 501 giorni di astensione penserai che ho «i testicoli pieni», che appena vedo le caviglie scoperte di una «cerbiattina» le salto addosso come un maniaco. Ti stupirà sapere che non provo niente di tutto questo. Anzi, dopo il primo periodo di astensione, dove è vero che c’è una lotta atroce con sé stessi, avviene una trasformazione contraria. Passati infatti 200-300 giorni di NO FAP si cominciano a sentire effetti profondi. La sensazione che ho avuto è che il cervello fosse cambiato proprio a livello sinaptico. Gli impulsi sessuali da aggressivi e vividi erano diventati morbidi e innocui. Le fantasie sessuali erano diminuite drasticamente, e – questo è importante – mi cominciava a pesare molto meno la mia situazione di Incel, perché il sesso, il bisogno di affetto e così via erano diventati qualcosa di marginale, avevano perso quell’importanza primaria che solitamente gli si da.

I cambiamenti non si sono fermati qui. È stato come se al posto di quei bisogni erotici che vorticavano nella mia mente si siano fatti largo una tranquillità, una quiete, una calma “di fondo”. Da quando ho iniziato la sfida mi sono sentito sicuramente meno incline a cedere a pensieri tristi o alla rabbia. E ancora: mi sono visto più disciplinato, più determinato, più vitale, più attento, più forte e anche «più maschio». Sì perché è come se quella forza maschile che viene sprecata per un miserabile e inutile schizzo venisse rimessa in circolo all’interno del corpo, e, in un certo senso, ti accende, ti integra, ti amplifica.

Si capisce perché il NO FAP è utile a un Incel. Masturbarsi è per forza di cose dichiarare a sé stessi che si subisce passivamente la mancanza di una donna. Non «si ha» e quindi «si desidera». Dal momento che si desidera ci si mette in uno stato di dipendenza di fronte alla donna. In poche parole masturbarsi è essere dipendenti proprio da quella donna che ci ha negato tutto, è un intimo atto di sudditanza. Non masturbarsi è superare questa dipendenza e saggiare una nuova forma di indipendenza e di libertà.

Nonostante siano passati centinaia di giorni sento ancora gli effetti benefici. Più vado avanti più tutto sembra più semplice tanto da non pensarci più. La masturbazione per me è solo un ricordo, non se ne sento più la necessità. Per fare un esempio, mi sento contento come un bambino che dalla bicicletta a rotelle è passato in equilibrio sulle due ruote. Perché dovrebbe tornare indietro? Le rotelle sono un impedimento che limita la libertà di movimento. O un altro esempio: mi sento come un fumatore decennale che sente il suo fumare come una cosa “normale”. Ma dal momento che quel smette di fumare sente quante cose andavano in realtà storte, e sente che recupera fiato che riprende vigore, che migliora il suo olfatto e il gusto, che vede più soldi in tasca. Perché questo ex-fumatore dovrebbe tornare indietro? Alla stessa maniera io sento che non masturbarsi è la condizione «normale» di un uomo, nonostante praticamente tutti si masturbino.

Ci sarebbero molti altri aspetti da analizzare, ad esempio sulle tecniche che ho utilizzato, sul percorso che ho affrontato, ma diventerebbe un pezzo troppo lungo.

Per concludere, caro Red, ci tengo a dire soltanto tre ultime cose: primo che il NO FAP non rappresenta la risoluzione di tutti i problemi, il farmaco di tutti i mali. Sicuramente per me è stato un aiuto e un sostegno, un grande passo in avanti, una maturazione di cui vado orgoglioso con me stesso (anche perché è un percorso duro e difficilissimo che fa scontrare con il te stesso più profondo);

Per secondo preciso che questa rinuncia non è stata da me vissuta come un repressione, come un castigo o come una costrizione. In tutt’altro modo io l’ho vista come una sfida, alcune volte come un gioco, più spesso come un’opportunità per superarmi, per rafforzarmi, per integrarmi;

Terzo, che quanto ho scritto a qualche lettore potrà sembrare un aberrazione, un trip di un povero esaltato che non aveva null’altro da fare. Io spero che mi si ritenga in buona fede, perché quello che ho scritto l’ho scritto con oggettività e in buona coscienza con l’unico scopo di condividere quell’intima gioia che mi ha regalato questo viaggio e che spero che da questa lettura qualcun altro potrà forse riuscire a provare.


Un saluto

- Lettera firmata -

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13/12/19

La Parola ai Lettori: Storia di un Puttanier Cortese


The slum brothel - Jose Gutierrez Golana (1934)
The slum brothel - Jose Gutierrez Golana (1934)

Ciao Red,
un amico mi ha fatto scoprire il tuo blog quasi per caso qualche tempo fa e, da allora, divoro i tuoi articoli.
Qualche volta commento in forma anonima, cercando sempre di tenermi alla larga dai flame.
Vorrei quindi raccontarti la mia storia, come hanno già fatto altri prima di me.
Della mia infanzia e adolescenza in realtà c’è ben poco da dire: la mia è una vicenda ordinaria al 100%: trascorsa con genitori entrambi lavoratori in una cittadina di medie dimensioni del Nord.
A scuola il mio rendimento si collocava nella media e, fra i miei coetanei, non ero considerato né particolarmente popolare né uno sfigato.
In altre parole, un medioman a tutti gli effetti.
Anche per quanto riguarda il mio aspetto fisico non c’è molto da dire: non ero (e non sono) particolarmente aitante (ho sempre odiato sport e palestra) e di statura medio-bassa (1.70).
In compenso, però, ho sempre avuto dei bei lineamenti, ereditati da mio padre (che da giovane era un gran figo) e, in minor parte, da mia madre.
Posso quindi confermare quanto letto a più riprese sul blog e anche altrove: conta solo il bel faccino.
O meglio, non conta “solo” quello, ma sicuramente è preponderante rispetto agli altri fattori.
Amici alti e palestrati dai lineamenti sgraziati, infatti, hanno sempre rimorchiato infinitamente meno di me e alcuni mi risulta non l’abbiano ancora vista “dal vivo”.
Persi la verginità a 17 anni, con una cugina di secondo grado (come recita l’adagio: “non c’è cosa più divina che trombarsi la cugina”) che in realtà conoscevo molto poco, abitando a oltre duecento chilometri di distanza.
Ultimato questo rito di passaggio, cominciai a saltare di fiore in fiore. Non dico che le donne mi cascassero ai piedi (sarebbe una cazzata enorme), ma non avevo particolari problemi.
Contribuiva al mio successo, probabilmente, il fatto che non mi ponessi obiettivi irrealizzabili come le strafighe da copertina.
Con tutto ciò, però, un paio di ragazze da 7.5 capitarono anche a me.
Ebbi diverse “fidanzate”, più o meno ufficiali. Da ragazzino le relazioni erano brevi e poco “serie”, ma ben presto potei toccare con mano la tendenza tipicamente femminile a voler “stabilizzare” i rapporti.
Elemento, questo, che personalmente da sempre trovo odioso: doverle stare a sentire, fingere di essere interessati a quanto dicono, trattare sempre su tutto -dal luogo in cui andare in vacanza al colore di un vestito- senza considerare, poi, le occasioni “ufficiali” come i compleanni, le cene con i suoi amici (magari antipatici) o, peggio ancora, con i suoi genitori.
Tutta roba pallosissima, nella migliore delle ipotesi.
Anche io sono stato innamorato, certo. E sì, posso confermare che è molto bello.
Ma è come essere ubriachi. Sensazione magari intensa, però transitoria, che spesso si lascia dietro brutti strascichi e, alla lunga, può compromettere la salute.
Le mie ragazze notavano questo disinteresse: l’insofferenza cresceva con l’andare del tempo, sino a che, puntualmente, mi mettevano alla prova: esigevano un passo in più, una prova d’amore come andare a convivere o, peggio, avere figli!
Se alle ventenni tutto sommato fregava poco della “stabilità”, le trentenni ne erano infatuate.
Alla fine instaurai una relazione con una ragazza che avevo conosciuto sul lavoro. Era rimasta per qualche mese come “interinale” nell’azienda in cui mi trovavo all’epoca.
Lo devo riconoscere, era esattamente quel che si dice una “brava ragazza”: senza troppi grilli per la testa, non rompeva quasi per niente, anzi era anche molto intelligente. Come se non bastasse, era carina. Un 6,5, forse addirittura un 7.
Eppure, anche di lei mi stancai.
Perché una relazione, per quanto la persona con cui si sta sia gradevole (da tutti i punti di vista), è pur sempre qualcosa di molto impegnativo. Si tratta di pensare continuamente a quello che desidera l’altra, trovare compromessi, fare scambi (piccoli o grandi) su tutto o quasi, qualche volta addirittura subire o rendersi artefici di ricatti. Significa vivere sempre in un’ottica che non è più individuale, ma di coppia.
Se vuoi andare in vacanza, ti devi chiedere dove vorrebbe andare lei. Se vuoi andare a ubriacarti coi tuoi amici, devi inventarti qualcosa di sensato per giustificare il fatto che quella sera la lasci “da sola”.
Se vuoi andare a vedere un film al cinema, deve piacere anche a lei.
E non sto nemmeno parlando di quelle che sono gelose o ti trattano come uno zerbino. Grazie al Cielo, non ne ho mai avute fra i piedi… ma esistono, eccome!

Fu così che, dopo tre anni circa, anche con lei finì.
Questa volta ero però davvero stanco, nauseato. L’ultima cosa che volevo era andare a fare il morto di figa per locali per raccattare una “sostituta”. E quando i miei amici mi dicevano “su, dai, chiodo schiaccia chiodo”, li mandavo puntualmente a quel paese. Di “chiodi”, per un po’, non ne volevo proprio sentir parlare.

A rafforzare il mio punto di vista era quanto vedevo accadermi intorno: coetanei di tutte le condizioni (belli, brutti, medioman come me) rovinati dalle loro storie.
Di alcune, a dire la verità, si sarebbe potuto presagire un esito rapido ed infausto, ma di altre, cacchio, proprio no.
Avrai visto anche tu, penso, le coppie “da sogno”: apparentemente perfette, composte da due persone predestinate dalla nascita a stare insieme, assolutamente complementari.
Ebbene, incappavano nel fallimento anche loro.
Non dico tutte, ma oltre la metà senz’altro e, dell’altra metà, alla fin fine, chi può escludere una crisi futura? Con queste premesse…
Instaurare una relazione mi sembrava davvero equivalente a giocare alla lotteria (l’ho letto anche nel blog). Quale persona ragionevole si imbarcherebbe in un’impresa il cui fallimento fosse non solo possibile, ma decisamente probabile?

La biologia, però, fa il suo corso, e il desiderio sessuale non lo potevo mica reprimere in eterno.
Accadde così un evento che modificò per sempre la mia vita.
Mi trovavo in Germania, a quell’epoca, per lavoro.
Erano già alcuni mesi che non facevo sesso, il desiderio si era fatto forte e il trovarmi in mezzo a tante bionde che mostravano di non tenere in grande considerazione il pudore, beh, di certo non aiutava.
Avevo sentito parlare dei FKK, acronimo tedesco che in teoria evocherebbe il nudismo ma che, in realtà, è sinonimo di bordello.
Mi era già capitato, prima di allora, di andare con una prostituta, ma si era rivelata un’esperienza totalmente negativa.
Squallida, imbarazzante. Tanto che non ero riuscito nemmeno ad avere un’erezione (ed ero giovane!).
Non so quindi cosa mi abbia spinto a “ritentare” l’esperienza, resa ancor più difficoltosa dal fatto che il mio tedesco fosse quasi inesistente.
Forse fu, appunto, solo la “fame”.
Così entrai. Vi trovai un ambiente molto più accogliente di quanto mi aspettassi, anche se restare in accappatoio in mezzo a tanti sconosciuti non è esattamente l’ideale per sentirsi a proprio agio.
Quando vidi le ragazze, però, tutto cambiò.
Erano veramente notevoli; donne così a stento mi era capitato di incontrarle, figuriamoci farci sesso.
Il mio imbarazzo, in un attimo, evaporò.
Fu una di loro ad avvicinarmi. “Katiuscia”, questo il suo nome d’arte. Non penso che la dimenticherò mai.
Ci appartammo e lei si spogliò: una dea. Mentre mi guardava, sdraiata, mi resi conto che me ne stavo lì in piedi, pietrificato, come un idiota. Era troppo bello per essere vero.
Fu quindi lei a prendere l’iniziativa: si alzò sorridendo, aprì il mio accappatoio e mi mise il preservativo; io me ne stavo lì e mi facevo fare tutto come fossi un manichino.
Poi si abbassò e, beh, a quel punto, il mio corpo si mosse da solo, come preso da una scossa.
Ci feci il miglior sesso della mia vita. Era bravissima, incredibile, oltre che bellissima.
Il mio iniziale imbarazzo fece in modo che la cosa durasse più del previsto, rendendo l’esperienza ancor più memorabile.
Quando raggiunsi l’orgasmo mi sembrò di essere preso da una crisi epilettica. Era come se avessi fatto sesso per la prima volta nel corso della mia vita. In ogni muscolo, lungo ogni fascio nervoso, per ogni fibra del mio corpo si propagò una scarica di puro piacere.
Le altre ragazze, anche le più “spigliate” sino ad allora conosciute, non avevano nulla di simile e, del resto, era anche logico: loro facevano sesso solo qualche volta al mese, Katiuscia, al contrario, più volte al giorno.
Uscito dal bordello, quel giorno, mi sentivo un'altra persona, mi domandavo dove fossi rimasto sino ad allora. Come avessi fatto a sprecare il mio tempo inseguendo amori impossibili, e costosissimi, quando la felicità si trovava a portata di mano in cambio di una manciata di euro.
Il giorno dopo ritornai. Katiuscia non c’era più, ma le sue colleghe non me la fecero rimpiangere. Anche questo era il bello: l’imbarazzo della scelta. Mi sentivo come un ciccione in una pasticceria: gli occhi che vagano irrequieti posandosi ora su un bombolone alla crema ricoperto di finissimo zucchero a velo, ora su un babà perfettamente lievitato e inzuppato nel miglior Rhum.
Lo feci ben due volte; la prima con una slava e la seconda con una brasiliana che mi mandò letteralmente in orbita.
Quando, dopo aver raggiunto l’acme del piacere, esclamai: “mamma mia”, lei rise. Capiva la nostra lingua e mi disse qualcosa in merito al fatto che noi italiani sentiamo la necessità di invocare la mamma anche nelle circostanze meno indicate.
Ricordo distintamente il ritorno in aereo da quella trasferta, i pensieri che mi rimbalzavano nella testa riguardo al mio passato, a quello che era accaduto in quei giorni e a ciò che avrei fatto della mia vita in futuro.

Perché sarebbe cambiata, oh se sarebbe cambiata!
Comprenderai il mio entusiasmo quando il collega che di solito faceva queste trasferte disse che ne era stufo, chiedendomi se per caso volessi sostituirlo per un po’… pensa che, quando gli dissi di sì, mi ringraziò pure!

Ma non potevo mica aspettare di andare in Germania per scopare; accadeva spesso, ma non abbastanza.
Sfruttai così la geografia: vivendo a circa 50 km dal confine elvetico, pensai di fare visita anche ai nostri vicini.
Devo dire, a questo riguardo, che la Germania si conferma decisamente inarrivabile, sia per la vastità dell’offerta sia quanto a rapporto qualità/prezzo, che è decisamente molto, molto più favorevole.
L’accessibilità, unita al fatto che la lingua parlata sia l’italiano, rendono però notevole anche l’opzione Canton Ticino: una gitarella da 100/150 euro la settimana (o anche più raramente, a seconda di quanto sia forte la libido) e le proprie necessità sono soddisfatte.
Un ulteriore cambiamento venne (scusa il gioco di parole) quando conobbi un altro “cliente”.
A questo proposito devi sapere, caro Red, che fra i puttanieri intercorre un rapporto particolare.
Moltissimi, infatti, desiderano l’anonimato, principalmente per via del marchio di infamia che, purtroppo, la nostra società ci affibbia o, più banalmente, perché, sposati (e moltissimi, la maggioranza, lo sono), vogliono evitare di rovinarsi…
Ci si viene così a trovare in situazioni surreali, con persone che fingono reciprocamente di essere invisibili.
Ogni tanto, però, si incappa in un “veterano”. Uno di quelli che ha superato definitivamente l’imbarazzo e non ritiene di aver nulla da nascondere. E quelle, caro Red, sono miniere d’oro. Le informazioni che possiedono, specie se si trovano nel giro da un bel po’, sono davvero importanti, molto più affidabili di quelle che puoi trovare in rete.
Fu proprio grazie a uno di loro, italiano, che cominciai a frequentare le escort anche nel nostro Paese.
Devo dire che l’esperienza domiciliare val bene quel che costa.
Come in tutti i campi, ovviamente, anche qui le fregature sono dietro l’angolo e il sesso meccanico, da quattro soldi, con la fila di clienti che aspetta sotto casa, di quando in quando purtroppo capita.
D’altra parte si tratta, per la mia esperienza, di uno scenario decisamente raro.
Ma non c’è nulla di cui disperarsi: quando si incappa in una fregatura, basta passare oltre.
Al contrario, quando capita una donna non solo bella ed esperta, ma anche capace di farti provare la famosa “girlfriend experience”, te la devi tenere strettissima.
Ciò a cui forse non si pensa è che in realtà lo stesso discorso vale anche per le prostitute.
Dobbiamo capire che il loro è un mondo rischioso, nel quale abbondano pervertiti e pazzi scatenati, rispetto ai quali non sempre i “protettori”, sempre che ci siano, possono fare molto.
Per questa ragione trovare un “bravo ragazzo”, cioè un tipo regolare, che paga, si dimostra gentile ed affidabile è per loro sempre un ottimo affare: una fonte di entrate (pessima scelta di parole…) “stabile” e senza rischio.
Dopo qualche tempo, poi, può nascere anche una simpatia. Niente di romantico; non scherziamo, certe cose accadono solo nei film e anzi le prostitute fuggono a gambe levate quando fiutano un povero morto di figa che pensa di aver trovato in loro la “donna della vita”.
Però un buon rapporto sì. Una “trombamicizia” a pagamento, direi, se mi passi l’ossimoro.
In questo modo si possono ottenere sconti (a proposito, trattare SEMPRE, ma MAI troppo), oppure degli extra senza sovrapprezzo.
Per dirne una, quando sai controllarti ed essere delicato, possono concederti volentieri il sesso anale senza problemi né costi aggiuntivi.
È una questione di fiducia tra cliente e professionista, alla fine.
Giorno dopo giorno, il mondo della prostituzione mi si apriva (e daje con sti doppi sensi) sempre di più, svelandomi dettagli di cui ero totalmente all’oscuro.
Ad esempio, il luogo comune vorrebbe le prostitute come povere cenerentole derelitte e sfruttate.
Niente di più falso.
O meglio, esistono sicuramente questi contesti. Dai quali, avendone il più totale disprezzo, mi sono sempre tenuto bene alla larga, ma non è certo la regola!
L’identikit della prostituta è veramente indefinibile e anzi sarei tentato di dire che la prostituta “tipo” non esiste: ci sono le straniere (la maggioranza), le italiane, ci persino donne sposate.
Anche la nazionalità è importante: ad esempio, le brasiliane fanno sesso per vocazione. Vivrebbero per quello; le ragazze dell’est meno, ma sono mediamente più belle.
Spesso anche loro selezionano: non tanto in funzione dell'aspetto, quanto piuttosto –come dicevo prima- dell’affidabilità del cliente.
La stragrande maggioranza di quelle con cui sono stato erano ragazze desiderose di vivere alla grande senza fatica.
Ricordo, in particolare, una studentessa di Lettere all’Università (non hai idea di quante prostitute siano istruite e anzi laureate): era una ragazza intelligente e simpatica. Slava, parlava l’italiano come un’intellettuale.
Fu lei ad affibbiarmi il nomignolo di “Puttanier Cortese” per i miei modi da gentiluomo che, a suo dire, erano piuttosto rari nell’ambiente.
Che altro dirti, Red. Probabilmente nulla. Vivo la mia vita così. Il mio reddito me lo consente (guadagno circa 2.500 euro al mese), non ho spese o necessità significative, ragion per cui non è un grosso problema spendere anche 500 euro e più in prostitute.
Dopotutto c’è chi li paga per un mutuo o, peggio, per una moglie.
 Non ho alcun rimpianto della mia vita precedente.
Anzi, qualche volta mi capita di pensare a tutto il tempo buttato via da ragazzo.
Solo, ogni tanto mi chiedo se mai, quando sarò vecchio, sentirò la mancanza di un figlio (di una moglie lo escludo decisamente).
È anche vero che molti fra quanti ne hanno avuti invecchieranno comunque da soli; quelli le cui ex avranno impedito alla prole di frequentarli o anche solo di vederli.
Senza contare il fatto che poi ci sono anche i figli degeneri.
Saremo quindi tutti, o quasi, dei vecchi soli.
Ad ogni modo, credo che, semmai un domani questo desiderio dovesse rafforzarsi, ricorrerei alla maternità surrogata.
È legale in molti paesi e presto, credo, lo sarà anche in Italia.
Quindi, perché no: è un modo per avere figli senza firmare cambiali in bianco.

Forse, alla fine del mio lungo racconto, ti sarò sembrato cinico; un figlio di puttana senza morale.
E sia pure, caro Red. Ma si deve vivere, necessariamente.
Se non in mezzo ai piaceri, perlomeno nel modo più indolore possibile.
Per questo prendo il meglio di ciò che la mia epoca sa offrire a un uomo come me.
È poco? È tanto? Dovrei fare di più?
E perché?
Per il semplice fatto che siamo stati educati all’idea che la nostra vita sia coronata da una famiglia, due marmocchi e una station wagon?
Oppure per l’illusione della “validazione” che conferisce l’avere una donna accanto?
Sinceramente nessuna quanto quest'ultima mi è mai sembrata una balla idiota, una vera masturbazione mentale.
Esaltarsi per un successo ha senso quando te lo sia sudato e meritato; ma che merito si ha a nascere con il naso giusto, la mascella giusta, il taglio degli occhi giusto?
Se sei bello scopi, punto. E (salvi i casi di trascuratezza davvero evidente) non dipende da te essere bello.
Quindi davvero mi sembra un’imbecillità. Per non parlare di chi vuole una donna solo per esibirla, magari mettere a tacere voci sgradevoli, ed essere così accettato dalla società.
Mi sembra, con tutto il rispetto, da mentecatti. Roba senza il benché minimo senso.
Potrà apparirti strano, però non mi considero affatto un cinico: ho i miei amici, le mie passioni, i miei sentimenti. Come tutti.
Non serbo alcun rancore nei confronti del genere umano, donne incluse.
Capisco anche io, ovviamente, che questo sistema è ormai in cortocircuito e che ben difficilmente potrà andare lontano.
Forse fra quarant’anni saremo diventati un emirato. Chissà… Io non ci sarò, comunque.
Perciò, in tutta onestà, non me ne può fregar di meno.
La mia serenità nei confronti delle persone e della vita mi permette di conservare intatto ciò che reputo imprescindibile: la gentilezza. Sempre, con tutti. Non (solo) per far vivere meglio gli altri, ma anzitutto per trascorrere in modo più leggero e indolore le mie giornate.
Così viaggio di porta in porta, prendo sempre quel che desidero e, quando me ne vado, prima di chiudermela dietro le spalle, sorrido e ringrazio sempre.
Sarà forse per questo che mi riconosco molto nell’epiteto cucitomi addosso dalla ragazza brasiliana.
Quello, per intenderci, di “Puttanier cortese”.
Ciao Carissimo,
che la Redpill sia con te!
 

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11/12/19

La Parola ai Lettori: Storia di un Nerd Belloccio



Caro Redpillatore,

ti scrivo perché da qualche settimana seguo assiduamente il tuo blog, ho letto tutti gli articoli pubblicati e ho cominciato a riflettere molto sulle teorie proposte. Innanzitutto ti dico subito che non sono mai stato un bluepillato. 

Fin da piccolo mi sono accorto che l'aspetto e lo status sono tutto, e questo penso che sia dato dal fatto che sono un 'bel ragazzo'. Non è la valutazione che purtroppo mi do io, avendo anche sofferto d'anoressia e depressione, ma quella delle ragazze: non ho mai avuto problemi a trovarne, spesso sono loro a cercare. E tutto questo pur essendo un nerd. Secondo la tua scala di valutazione potrei definirmi un 7,5 (voto che mi sembra un po' esagerato), ma segna la distinzione tra il fatto di essere nerd o meno. Sono cresciuto davanti ai videogiochi e ai fumetti, passando quasi 10 ore al giorno davanti a un monitor.

Fino ai 14 anni ho avuto grosse difficoltà a relazionarmi con gli altri e ho subito anche qualche (molto sporadico, episodio di bullismo). Niente di che, ma sono comunque cose che ti segnano. Facevo uno sport solitario (scherma), andavo in una scuola privata (elementari e medie) con pochissime persone. 

Dopo il periodo dell'infanzia, dove non piacevo molto alle mie coetanee, è cambiato tutto alle superiori. Sono sempre stato alto, ma col mio 1.90 mt ho cominciato a spiccare. All'epoca avevo un fisico un po' rotondo, ma le ragazze non mi sono mai mancate nonostante tutte le mie paranoie. Anzi. Io ero e sono tutt'ora molto timido e spesso sono state loro a farsi avanti, cercandomi direttamente o attraverso i miei amici. A volte ho subito dei rifiuti che mi hanno fatto pensare: "Ok, non sono abbastanza carino per lei". E invece sbagliavo: avevo trovato soltanto ragazze più brutte di me che stavano ipergamando! In situazioni più favorevoli e sciogliendomi un po' ho capito che potevo trovare con buona continuità (diciamo circa una al mese?) ragazze disponibili e che soddisfacessero i miei standard (diciamo sul 7/7.5?).

Alle superiori avevo qualche chilo di troppo e nonostante riuscissi comunque ad abbordare ragazze senza problemi, smisi di mangiare e per un paio di anni cercavo di fare di tutto per dimagrire fino ad arrivare a 55kg. La diminuzione di peso, anche a livello estremo, ha aumentato le mie chance con le ragazze come ho sempre pensavo che fosse. Piercing alla lingua e fisico magro bastano, visto che di muscoli e addominali ne ho sempre avuti pochi.

I problemi familiari (il divorzio dei miei genitori e altre storie) mi hanno sempre reso molto fragile: tutto questo mi ha portato a legarmi e a fidanzarmi con una persona con seri problemi mentali (parlo di automutilazione, distorsione della realtà e altri problemi davvero poco simpatici). La fine del nostro rapporto mi ha fatto tornare in un baratro depressivo dal quale sono uscito da poco, dopo circa due anni.

Due anni in cui io mi sono effettivamente sentito brutto, mi sono chiuso in casa e ho deciso di non frequentare nessuna (Il tuo blog l'ho scoperto da un Forum MRA su Facebook). Ovviamente ho continuato a giocare ai videogiochi e isolarmi, mollando il vecchio lavoro e dedicandomi completamente a queste attività. Nonostante questo però le ragazze hanno sempre soprasseduto su tutto questo. 

A loro che io fossi nerd non è mai interessato: anzi, mi hanno sempre detto cose del tipo 'che carino, un nerd'. Per me questa cosa non è mai stata un vero e proprio handicap. Siamo nel 2020 e quasi tutti devono saper usare un computer. Se ci stai 10 ore al giorno per 20 impari a usarlo bene e sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni è una skill che può essere fondamentale, tanto che tutt'ora io ho trovato un nuovo lavoro che mi ripaga economicamente e mi soddisfa grazie alle cose che ho imparato negli anni al PC.

Essendo molto appassionato di 'esperimenti sociali' ho sempre cercato di capire quanto il cosiddetto LMS influisca sull'attrattività. In adolescenza con un certo comportamento in discoteca (abbigliamento, soldi spesi nei tavoli e nelle bottiglie di alcool) l'atteggiamento delle ragazze nei tuoi confronti cambia radicalmente. Stesso discorso nel post: per riprendermi dalla depressione in cui la mia ex ragazza mi ha fatto cadere ho cominciato a cantare. Dopo essere esibito la prima volta non vi dico la risposta femminile nella mia cittadina: hanno cominciato a farsi avanti loro (nemmeno fossi uno famoso sul serio, era una e ripeto UNA canzone su un palchino scarsissimo). 

Quando sul blog leggo la classica frase 'Sotto il 7....' ammetto che mi dispiace per chi vive una condizione diversa dalla mia, che tutto sommato posso definire 'normale' nonostante io non mi senta affatto attraente per tutta una serie di motivi personali (che ammetto essere infondati). Ho però sempre sperimentato, mettendo magari in mostra Look, Money ( sono benestante e con un buon lavoro ) Status per vedere la reazione dell'altro genere. Ebbene il carattere conta poco o niente, è tutta una questione di marketing. Siamo davvero un prodotto e i nostri social la vetrina per venderci. La realtà dei fatti conta relativamente poco e l'immagine è tutto. 

Chiedo scusa per la lunghezza del post, ma ho cercato di raccontare molte delle esperienze che ho passato e che hanno confermato la teoria Redpill. Ce ne sarebbero molte altre che ho vissuto sia in prima persona sia da spettatore, ma non voglio dilungarmi ancora. Il succo è uno solo: le ragazze guardano l'aspetto fisico e il corteggiamento ha senso solo se hai già i requisiti LMS necessari per approcciarti a una ragazza. Il tuo carattere, che tu sia nerd o meno, non interessa. Se sei un bel ragazzo passeranno sopra a qualsiasi cosa per venire a letto con te.

PS. Nelle chat ho avuto risultati diciamo mediocri. Quasi tutti i match (quasi sempre minimo 2/3 punti sotto di me) avrebbero voluto vedermi. Nella realtà trovo ragazze decisamente più attraenti di quelle che avrei potuto conoscere grazie a Tinder, che alla fine non ho mai veramente utilizzato. I numeri erano buoni, le conversazione andavano sempre verso l'appuntamento, ma non ho mai trovato una ragazza che mi soddisfacesse esteticamente. Qui devo dire che forse ho lavorato poco sulle foto del profilo. scegliendole a caso e non scrivendo nemmeno la mia altezza, dando per scontato che magari come nel mio paese di provincia tutti sanno come sono fatto. 
 
-Anonimo- 
 

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23/11/19

La Parola ai Lettori: Il giorno in cui tutto divenne bello

 

Racconto di fantasia: Il giorno in cui tutto divenne bello


Ciao, mi chiamo Mario Rossi, ho vent’anni, vivo con i miei, frequento l’università e sono brutto, un 4 direi, sono un dinaro-mediterraneo con gli occhi cadenti, un naso aquilino e storto. Ora che mi sono presentato vi racconterò la mia singolare avventura, partendo però con un giorno in anticipo.

Suona la sveglia e allungo una mano per spegnerla, devo alzarmi per andare in facoltà, il che significa lavarmi, vestirmi, farmi la barba e naturalmente fare colazione. Ogni mattina sono costretto a guardarmi allo specchio e sospiro, la natura non è stata affatto generosa con me, ma in fondo cosa posso farci? L’importante è essere belli dentro e anche se sono ancora vergine resto fermamente convinto che lì in giro da qualche parte ci sia la mia anima gemella, dopotutto caratterialmente sono un tipo tranquillo e altruista, qualità che la gente apprezza. Sono piuttosto introverso, ma questo è perché sono stato un po' bullizzato al liceo per via del mio aspetto, le ragazze sanno essere spietate con un brutto, ma in fondo sono convinto che le cose in futuro cambieranno.

Quando raggiungo la cucina trovo mia madre, mio padre è già uscito per andare lavoro, quindi la saluto e facciamo colazione insieme in silenzio come ogni mattina, in effetti non saprei bene neanche cosa dirle, non ho mai avuto molto dialogo con i miei genitori. A volte ho l’impressione come se il mio aspetto li imbarazzasse, sono entrambi normaloidi da 6, ma insomma..se a volte è scappato loro qualche commento cosa volete che sia? In fondo sono i miei genitori, mi tratterebbero e mi vorrebbero bene in qualsiasi caso e con qualsiasi aspetto.

Una volta che mi sono lavato e vestito esco di casa e scendo le scale del mio palazzo per raggiungere la fermata degli autobus. Ogni volta che scendo spero di incontrare Chiara, una mia coetanea che vive nel mio stesso condominio anche se aspetta un autobus diverso. Spesso la becco sulle scale o in ascensore, sorridendole e salutandola cordialmente, anche se tutto ciò che ho sempre ricevuto è un “ciao” molto distratto, non mi guarda mai in faccia, però chissà, magari prima o poi riuscirò a parlarci. Questa mattina sono fortunato, eccola lì alla fermata, adesso mi avvicino e la saluto, anche se come al solito più di un “ciao” distratto non ricevo, sarà per la prossima volta.

Salgo sull’autobus, l’estate si sta avvicinando e le ragazze iniziano già a mostrare la loro mercanzia, top scollati, pantaloncini e quant’altro. Cavolo, una tra la folla che ha un fondoschiena formidabile, non riesco proprio a resistere alla tentazione di guardarla, ma..porca miseria se ne è accorta, mi lancia uno sguardo schifato e si sposta un po'. Colpa mia, devo aver dato l’impressione di essere un maniaco o una cosa del genere, non dovrei lanciare sguardi così languidi o le ragazze si spaventano. Poco male comunque, ormai sono quasi arrivato alla mia fermata, lì dove dovrebbe attendermi Fabiana, una mia amica sul 5, i nostri genitori sono amici e siamo praticamente cresciuti insieme. In fondo mi piace, ma lei non sembra mai essersi accorta di me e qualche volta in cui ho provato a propormi mi ha detto che preferirebbe non rovinare la nostra amicizia, dopotutto ci conosciamo da un sacco di tempo. Pur con qualche dubbio sono sempre stato costretto a darle ragione e anche se lei mi contatta solo per parlare di ragazzi carini che non la pensano, o per confidarmi i suoi problemi interiori..io la lascio fare, sono convinto che sia questo quello che fanno gli amici.

Scendo dall’autobus, ecco Fabiana, mi avvicino e inizio a parlare con lei mentre ci incamminiamo per raggiungere la facoltà. Le solite cose, parla lei per quasi tutto il tragitto, ma io ascolto con piacere, le do qualche consiglio fino a quando non siamo arrivati a destinazione. Giunti lì ci separiamo, quando fa lezione sta sempre insieme ad un suo gruppo di amiche e probabilmente non vogliono un maschio tra loro, dopotutto di cosa volete che chiacchierino le donne? Argomenti che sicuramente non mi riguardano, sciocchezze da ragazze. Vado a lezione e cavolo, l’aula è davvero piena, ci sono molte ragazze carine e la prof non è affatto male, anzi, diciamo pure che è il sogno erotico di tutti, a volte scherzo con qualche altro ragazzo, fantasticando questo o quell’altro, tutto quello che vorremmo fare con lei, ma immagino che questo lo sognino un po' tutti. Vengo a sapere che nel pomeriggio la prof riceve, quasi quasi vado a farmi un giro con la scusa di alcune domande, almeno ci scambio due parole.

Le lezioni terminano e vado al bar per prendermi qualcosa con due amici che hanno più o meno il mio aspetto, forse però sono dei 5, io credo di essere il più sfortunato tra loro visto che non ho mai avuto una ragazza. Claudio è stato fidanzato fino ad un annetto fa con una nostra coetanea un po' in carne, ma alla fine un casino tira l’altro e si sono lasciati, adesso è single da allora. Ad ogni modo mangiamo, ci facciamo due chiacchiere, due risate e poi due passi. Incontro Fabiana nei corridoi e la saluto con un sorriso, ma lei è con le sue amiche, mi fa giusto un cenno veloce con il capo e poi passa oltre mentre le sue amiche guardandomi ridacchiano per qualcosa, dev’essere davvero molto impegnata.

Ad ogni modo mi separo dai miei amici, devono andare a parlare con la prof, quindi raggiungo l’aula in questione e aspetto semplicemente il mio turno. Quando entro non riesco a non ammirarla, davvero una bella donna, salutandola con fare cordiale mentre lei sembra davvero molto fredda e distaccata. In fondo è una professoressa dell’università, ovvio che si comporti così, davvero molto professionale. Risponde alle mie domande dicendomi che dobbiamo essere rapidi perché ha molto da fare, quindi resto lì pochi minuti e quando non so più cosa chiederle me ne vado. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio, però dai, cosa pretendo? Lei è un’insegnante e so che è anche sposata con un figlio piccolo, cosa speravo che accadesse?

Al pomeriggio un altro paio di lezioni e poi finalmente ho finito, saluto i miei amici, mi chiedono se voglio uscire con loro visto che è venerdì, però a me non va. Il solito panino al pub o al massimo un cinema, sinceramente mi sono un po' rotto di fare sempre la stessa cosa, quasi quasi me ne sto a casa e buonanotte. Riprendo l’autobus, a casa adesso c’è anche mio padre e..niente, lo saluto come al solito, lui ricambia e basta così, come vi ho detto non c’è molto dialogo tra noi, quindi trascorro qualche ora alla console per tentare di salire di rank al mio videogioco preferito e poi si va a cena. A tavola mia madre mi chiede se esco ed io le dico di no, sono entrambi contrariati visto che ormai mi capita spesso di restare a casa il fine-settimana, si sentono un po' imbarazzati visto che zio e zia si lamentano sempre con loro dicendogli che mio cugino non sta mai a casa, ma hey, lui è un 7 ed ha un esercito di amici e amiche, almeno un pochino mi sembra naturale.

Mi sento un po' frustrato, quindi per distrarmi mi metto al computer e mi guardo un film in streaming al termine del quale vado a cercarmi su wikipedia notizie sul cast e varie curiosità o retroscena. Accedo a facebook e vedo zero messaggi e una notifica, la apro e sono stato taggato da uno dei miei amici in un video gameplay sul nostro gioco preferito, quindi do un’occhiata e scorro un po' la home per perdere tempo. Dopo un po' la mente mi torna alla ragazza che ho incontrato sull’autobus, a Chiara che becco spesso alla fermata, quindi vado su un sito porno e mi sfogo, così poi dormo anche meglio. La mia giornata è terminata, ho messo il volume al minimo per non farmi sentire, mi sono sfogato e ora mi sento molto più tranquillo, posso finalmente andare a dormire e fortunatamente domani niente università, si dorme fino a tardi, evviva.

Suona la sveglia..accidenti, devo averla impostata per sbaglio, chissà. Ad ogni modo mi sono fatto otto ore di sonno piene e non mi sento stanco, quindi decido di alzarmi lo stesso e raggiungo il bagno per guardarmi allo specchio. Sgrano gli occhi..chi cazzo è quello? Folti capelli scuri, occhi azzurro cielo, alto 1,87 circa, una mascella scolpita ed un fisico da urlo, un 8 pieno. Sono incredulo e ci metto un po' per realizzare che quello in bagno sono io fino a quando sento la voce di mia madre fuori dal bagno che mi chiede se va tutto bene. Non so che fare, cerco di essere tranquillo, probabilmente a mia madre verrà un colpo, ma decido comunque di aprire la porta e chiedere aiuto, si renderà conto da sola di avere un estraneo in casa.

Raggiungo la cucina in fretta e la trovo lì, mi accoglie con un sorriso a trentadue denti e mi chiede se ho dormito bene, tutto questo come se nulla fosse, cosa sta succedendo? Provo a comportarmi normalmente e mangio, ma lei continua a farmi domande, mi chiede se sto bene, mi dice che le sembro un po' strano e poi dice anche di sbrigarmi perché devo andare all’università. Università? Non è sabato? No, mi dice che è venerdì e devo essermi confuso..cosa sta succedendo? In preda ai dubbi e alle domande decido di lavarmi e di vestirmi, mia madre mi accompagna alla porta e scendo di casa per andare a prendere l’autobus. Giunto alla fermata incontro Chiara e per la prima volta mi sorride, mi chiede come va e con sguardo malizioso mi dice che l’altra notte si è divertita davvero un sacco, a quanto pare si aspettava un mio messaggio, ma sa che sono tanto occupato con lo studio e non mi vuole rompere le scatole. Rispondo come posso e alla fine ci salutiamo, dopotutto devo prendere il mio autobus.

Una volta dentro ci sono le stesse persone di ieri..cioè oggi, le stesse ragazze e anche quella che ho già incontrato con il fondoschiena da urlo. Ancora una volta la osservo e lei non solo mi sorride, ma si volta anche un po' come se volesse farsi guardare, un gioco di sguardi che dura fino a quando giungiamo alla mia fermata, lì dove scendo e..mi ritrovo di fronte Fabiana. Mi sorride e mi abbraccia dandomi un bacio sulla guancia, porca miseria, non era mai stata così affettuosa con me, cosa succede? Stranamente non mi dice nulla sui ragazzi che le piacciono, anzi mi lascia parlare e sembra terribilmente interessata a tutto ciò che dico. Quando arriviamo all’università le sue amiche si avvicinano e cercano di darmi a parlare, tutte scherzano e mi sorridono, ma ci pensa Fabiana a spingerle via dicendo che io sono impegnato e devo andare a lezione.

Entro in aula, noto su di me diversi sguardi femminili, alcune sono lì con il fidanzato e mi lanciano un sorriso quando i loro ragazzi non guardano. I miei amici? A quanto pare sono diventati molti, quando mi siedo un sacco di ragazzi e ragazze si accomodano vicino a me e cercano di darmi a parlare mentre i miei vecchi amici sono seduti in prima fila e sembrano non conoscermi nemmeno. Quando si fa l’ora di pranzo vado a mangiare al bar, ma questa volta tutti quei miei nuovi amici vengono con me, uniamo un paio di tavoli e prendiamo diverse sedie. All’improvviso compare Fabiana, saluta velocemente le sue amiche e si separa da loro per raggiungermi, prendere una sedia e accomodarsi il più vicina possibile a me. Certo, deve “lottare” con gli sguardi di altre ragazze che non tollerano la sua presenza, ma lei è mia amica in fondo, gli altri neanche li conosco.

Mi accorgo che ormai si è fatta l’ora in cui la professoressa riceve, quindi saluto tutti e mi allontano. Nei corridoi mi rendo conto che il mio cellulare, che fino a ieri è sempre stato silenzioso, ha iniziato a vibrare spesso, quindi lo prendo e mi ritrovo whatsapp pieno di notifiche di gente che praticamente non conosco, tra cui moltissime ragazze, ma..adesso non ho neanche il tempo di rispondere, devo raggiungere la prof. Faccio la fila e mi sembra di notare altri sguardi, ma non ho modo di dar retta a tutti, quindi incontro la professoressa e questa volta la situazione è completamente diversa. Mi sorride, non sembra avere fretta, risponde a tutto dilungandosi e anzi mi chiede se mi va di vederci qualche volta dopo l’università per prenderci un caffè, così a suo dire mi spiegherà altro. Accetto e mi da il numero di cellulare, quindi lo memorizzo sul mio ed esco.

Mentre mi avvio all’uscita vengo fermato da qualcuno dei ragazzi di prima e mi chiede di uscire con loro..a quel punto perché no? Mi sento insolitamente allegro, sorrido e scherzo anch’io, mi fermo un paio di ore in più e alla fine decido di tornare a casa per prepararmi. Prendo l’autobus e torno per cenare con i miei, anche mio padre è sorridente, mi chiede della mia giornata, scherzano sul fatto che anche oggi sono tornato quasi solo per cenare visto che a quanto pare sono sicuri che uscirò di lì a breve. Hanno stranamente ragione, sembra che mi conoscano molto più di prima, ma non ho il tempo per parlare troppo con loro, devo prepararmi.

Mentre mi vesto accendo il computer per dare un’occhiata veloce a Facebook e quando accedo mi ritrovo praticamente intasato dai messaggi e dalle notifiche. Perdo un po' di tempo, delle sconosciute carine mi hanno contattato, molti altri sono amici, amiche, chi mi tagga in foto, chi mi tagga in qualche evento, quasi non riesco a raccapezzarmici e alla fine decido di dare un’occhiata più approfondita il giorno dopo, tra poco devo scendere. La console la ignoro completamente, ho i minuti quasi contati e alla fine esco con i ragazzi e le ragazze dell’università. Mi sento felice, trascorro una serata incredibile, ho diverse opportunità per fare sesso, ricevo diversi messaggi e proposte più o meno esplicite, ma..sono troppo nervoso, ho bisogno di almeno qualche altro giorno per adattarmi alla nuova situazione, quindi mi limito ad un bacio, un po' di petting con un’amica e stop, quando avrò metabolizzato il tutto inizierò a divertirmi, magari stesso domani, dopotutto sarà sabato

Torno a casa, saranno le quattro di notte e porca miseria sono distrutto, saluto mia madre che a quanto pare non riusciva a dormire bene perché non ero ancora rientrato, quindi mi spoglio e vado a mettermi a letto. Ho di nuovo un sacco di messaggi sia su whatsapp che su facebook , ma non ce la faccio, crollo dalla stanchezza, sicuro che domani sarà un’altra giornata meravigliosa ed ho solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il perdere la verginità. Mi addormento pensando a tutte le persone che ho incontrato, a tutti i sorrisi, gli abbracci, tutte le amiche che in un modo o nell’altro sembravano cercare un contatto fisico, anche solo un semplice abbraccio, penso a tutte le foto da figo che ho sul mio profilo, mi sento praticamente un dio.

Apro gli occhi, ho dormito fino a tardi e questa volta la sveglia non ha suonato. Vado in bagno e quando accendo la luce sono di nuovo io, quei tratti sgraziati, il naso aquilino, gli occhi cadenti, tutto è tornato alla normalità. Vado in cucina, a quanto pare è tardi per fare colazione, c’è solo mia madre intenta a guardare la televisione, mi saluta rapidamente senza alcun sorriso e non dice altro. Non so cosa fare, torno in camera mia e prendo il cellulare per aprire whatsapp e facebook..nessun messaggio, nessuna notifica, i numeri che avevo salvato non ci sono più. Adesso so, so perché i miei sguardi non venivano ricambiati, so perché Chiara era fredda e la professoressa sempre di fretta, so perché la ragazza sull’autobus mi guardava schifata, so perché le amiche di Fabiana ridacchiavano e perché lei mi tiene sempre a distanza quando ci sono loro. So tutto, ora niente più giustificazioni, niente scuse, comincia una nuova giornata e niente sarà più come prima.

 -Mario Rossi-

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13/11/19

La Parola ai Lettori: ''Tecnicamente parlando, siamo fottuti!''


  Ciao Redpillatore, non so quanto ti tedierà ciò che scriverò ma pensa che ho letto solo da un paio di giorni il tuo blog per caso (In realtà preso ultimamente dallo sconforto su checcazzo vogliono le donne, sono finito dal leggere lo studio sulla maschera di Marquadt fino ad arrivare al "sito suggerito" da google, "Il Redpillatore", il caso eh?), e posso dire, tra una risata e l'altra che mi hai fatto fare per le innumerevoli cazzate (tutte verissime ahimè, e dico cazzate in senso positivo), le scenette comiche stilizzate, gli innumerevoli termini mai sentiti in vita mia in tema di relazioni, LMS, Slayer, livelli di bellezza e quant'altro (avevo le lacrime agli occhi dal ridere, e sapevo che avevi ragione!!) che quello che sta vivendo l'uomo del nuovo millennio è davvero una delle tragedie peggiori della storia dell'Umanità.

Non vorrei raccontarti la storia della mia vita, che suppongo sia di molto simile ad una fotocopia di altre che avrai già letto in stile sfigato alle scuole elementari/medie/superiori, senso di inadeguatezza, compagni ed amici che tra altolocati cessi o belli da morire, fighe che si autofidanzavano con i Backstreet Boys (eh, perché oltre alla concorrenza locale cui già gravitava almeno l'80% della specie dei roditori, avevi anche la concorrenza straniera di bellocci famosi cantanti che riempivano i vari diari con dediche e stickers presi da Cioè) perciò credo che possiamo fare un resoconto molto easy della situazione attuale.

Qua non so se riuscirò a strapparti un sorriso o una risata (te lo giuro, ma mi hai fatto morire per 2 sere di fila dalle risate, io con almeno 7-8 schede aperte da leggere sui tuoi articoli perché molti acronimi non li capivo), ma tant'è che le donne davvero non si accontentano di nulla che non sia almeno un 7 (dunque oltre un normo-bello, per usare un tuo termine), ma da come ho capito, se una è un 7, tirandosi bene cercherà di raggiungere un ragazzo che sia almeno un 8, e così via discorrendo (ovviamente salvo rarissimi casi dove problemi di diottrie possono creare l'eccezione). 

Lo status non ne parliamo. 
Io non so dirti il mio grado di bellezza esteriore (poi magari ti mando l'ultima foto recente, non serve che tu mi risponda dandomi un voto specifico, del resto a livello personale oggettivamente non credo di essere deforme o brutto, forse a malapena un normoide, ma spiegherò più in là)
Io di mestiere faccio l'addetto ortofrutta in un supermercato di una catena famosa in Italia, e già questo ti indica che il mio "status" è proprio uno di quelli che già a una figa di livello 5 comincia a stare stretto (come se ad oggi uno lo potesse scegliere il mestiere della propria vita, e da parte di uno con un QI tra i 140 e i 150, sicuramente non mette in risalto le mie capacità intellettivo/culturali), e dunque, dato che dal mio "reparto" di figa (o comunque di clienti, poiché è un passaggio obbligatorio per accedere al resto del supermercato) ne passa, e parliamo di tutto, dal 3 fino ad arrivare anche a 8.5 con culi, cosce, tette e viso scolpiti da Michelangelo in persona, ma che non ti si filano nemmeno con un sopracciglio manco se fossi un 8 slayer proprio per via di quell'orrendo camice blu sporco di qualche resto di verdura o terra e che nasconde eventuali pronunciate fisicità tipiche magari di un Thundercock (anche qua ho riso a crepapelle quando l'ho letto).
Soldi, manco a parlarne, nel mio caso (e forse come in altri) giusto giusto tolte le spese mi rimane ben poco e lo devo gestire accuratamente per non andare in default, solo che ciò viene visto (da colleghi e colleghe) come se fossi un ca**o di tirchio di m***a, un braccino corto, una rana (quando cerco solo di ottenere le stesse cose di un abbiente ma sfruttando occasioni, sconti e promozioni). Dunque a fare da Beta Provider non ci spero proprio.

Detto ciò, nella situazione attuale (esco da una storia durata 10 anni, con una tipa che potremmo definire un 4, ma versione oversize cui ormai erano più le litigate che non i momenti calmi, e manco ci scopavo più insieme, piuttosto mi segavo in bagno mentre dormiva...), scusandomi della "prefazione" sopra, DECIDO di affacciarmi sui social attuali, in stile Meetic.
E qui vengo a scoprire di una cosa che si chiama Tinder:

TINDER è fantastico, fighe su fighe, vicino o lontano, basta scorrere a destra se ti piace, a sinistra se ti fa schifo, ma la tendenza è che quasi tutte sono delle gnocche stratosferiche, possiamo dire che un buon 70% composto da livelli 7, fino a livelli anche 9 (visto che il 10 non esiste) che sono praticamente delle Instagram Girls, o quasi che siano finti profili.

E qui scorri, scorri... e pian piano noto una cosa che mi provoca un cazzo di terrore fin dentro i globuli rossi: LE DESCRIZIONI DI SE'. Legate da fotografie che tutto dicono di quanto possa essere infinitamente (e schifosamente) cinica una ragazza/donna.

Prendiamo Tizia: 
Fotografie in stile: Da dietro in costume con culo perizomato. Poi girata verso un orizzonte Caraibico (sempre in costume, con fisico da urlo) con tanto di mare cristallino su una sabbia più bianca del miglior marmo di Carrara al mondo, in una posa a 4 di bastoni ad indicare la gioria e la libertà. Poi in un ristorante (apparentemente) di lusso, vestita in abito elegantissimo e con un bel calice di vino bianco Montrachet e lei con sguardo ammiccante. Selfie di 3/4 dall'alto con vista protuberante della loro 3a abbondante con capezzolo più sporgente di un trampolino olimpionico. E poi varie fotografie di posti bellissimi, Indonesia, New York, Montagne Rocciose,  piscine di lusso, Panfili etc etc..
Ovviamente non è solo Tizia ad avere un profilo simile... almeno l'80% delle squinzie che si "propongono" su Tinder hanno foto così, stesso stile, stesse pose, etc etc..
E a quel punto mi domando: MA CHE CAZZ??? Ma queste qua quanto diamine guadagnano (o come cavolo li usano) per fare questo genere di vita "perennemente" in vacanza??? Io lavoro circa 330 giorni l'anno e per le spese che ho, nemmeno un weekend forse potrei permettermi al vicino fiume impestato di zanzare e pantegane per mettere i piedi a bagno (sperando di non venir attaccato da qualche mucillagine), e queste a 25 anni hanno già visitato 1/3 del globo terrestre (gli altri 2/3 sono coperti dalle acque).
Ma non è finita qua, e qua scattano le lacrime dal ridere:"LE DESCRIZIONI DI SE' STESSE"
Tizia n.1: No Sposati.
Tizia n.2:Fidanzati, conviventi e sposati ASTENERSI grazie.
E fin qua sembra quasi normale, poi:
Tizia n.3: Amante del buon cibo, del Buon vino, Dei viaggi, Della musica etc etc (come a dire, Fammi da Beta Provider, imbecille).
Tizia n.4: No Casi umani (chi sta su Tinder, sarà un caso umano?), no ONS (per poi farsi 400km per scoparsi un 8.5), no sfigati (E tu non sei una sfigata a dirlo così?), no chi non può permettersi di viaggiare (ecca**o, mica vado dal mio capo a dirgli che vado in ferie quando ca**o mi pare e piace perché ho la figa che vuole andare 1 settimana a New York domani).
Tizia n.5: Cita Leopardi o Charles Buchowski senza manco sapere un ca**o di letteratura.. giusto per far credere di avere un cervello..
Tizia n.6: Parla di sè come se fosse la Madonna reincarnata in bontà e misericordia, e sta cercando il principe azzurro da amare "per quello che è" e non per "quello che appare" (e stica**i, là fuori ce ne sono a tonnellate di uomini così, tra il 4 e il 5, hai solo l'imbarazzo della scelta, invece di Tinder).
Tizia n.7: Non scrive niente di niente, solo foto che ti fanno capire che razza di uomo stanno cercando.
Tizia n.8: "I hope the legacy that you leave behind is more than how perfect your hair, pout, eyebrows, body or clothes were.."Cerco un ragazzo che abbia una vespa. Grazie. (citato testualmente, praticamente una che ha le due metà del cervello che non vanno d'accordo)
Tizia n.9: "Non amo i viscidi, i patetici ed i provoloni. Quindi non fatemi perdere tempo, solo uomini seri." (detto da una fica tra il 7.5-8, e dunque bisogna capire cosa significhi un "uomo serio" per una così)
Tizia n.10: Se siete alti meno di 1.85m, scorrete a sinistra (Salvo poi ipergamare da un nano con Status e Money, qualora gli faccia da Beta Provider, e cuccarsi un Maschio Alpha mentre il nano sta in qualche riunione di CDA).

Tutto questo ovviamente correlato dalle foto sopra citate, fighe nucleari che noi potremmo solo sognare di scoparci (ma poi come mi disse un vecchio amico, molte di queste fighe non sanno trombare per un cazzo... sarà, detto da uno non bello ma "altolocato" che se le trombava però..).
Ora, dopo aver visto tutti questi profili "fotocopia" che ti ho elencato (mi spiace per la prolissità, un mio difetto, essendo un pensatore olimpionico), lo sconforto mi assale. Io non sono proprio per niente ciò che le donne di oggi desiderano. Sicuramente la società moderna, i costumi, il marketing e la moda e l'estrema emancipazione femminile hanno creato questi "mostri", che se non sei almeno al livello di un Tronista di Maria de Filippi, (e posso capirlo, figa va con figo, cessa va con cesso, almeno nella natura umana. In quella animale se sei un cesso ma rompi le ossa ai giovani, ti scopi tutte quelle del branco, e queste sono ben contente pure). col ca**o che ci esci anche solo per bere un'acqua minerale.
E qui mi collego all'oggetto della mail, cioè, che siamo Fottuti. Almeno una buonissima parte di noi. Certo, dal lato femminile (vedi le cesse da 4 in giù) la situazione potrebbe essere quasi paritaria, non fosse altro che comunque la "figa" può sempre scegliere di "concedersi" a chiunque, e chiunque. pur di farsi una scopata, la può accontentare (de gustibus, alcuni hanno anche certi feticci che non si discutono). Lato uomini, dal 4 in giù forse anche le p****e ti potrebbero schifare o farti pagare triplo o quadruplo per il favore che ti fanno (dato che sei anche disperato, il resto è mancia).

Io dal canto mio non vorrei ancora arrendermi. Voglio fare il mio tentativo di rinascita, almeno nel look (cioè buttando via tutto il vecchiume che ho, e comprando roba trendy cheap price, facendo esercizio fisico per calare qualche chilo e vedere se e come cambia la situazione, guadagnando almeno 1 punticino solo per l'apparenza), ma so che il problema è che anch'io ho deglutito e già digerito la Red Pill, e dunque dovrò approcciarmi ad un mondo ad uso esclusivo di Bluepillati (usando i tuoi termini). Ne farò da stasera una stupida Instagram Story di un mese, e vedere se il mio aspetto estetico migliora usando i prodotti "tipici" che usano quei cosiddetti "Tommy" per farsi fighetti. L'ideale sarebbe poter dare una mezza speranza (qualora funzionasse questo "esperimento") a chi ormai l'ha persa.

Ovvio, chi nasce quadrato non può morire tondo. Ma è brutto in fondo vedere come i quadrati vengano letteralmente "schifati" dalla società moderna. Io personalmente sono pessimista (o un ottimista ben informato, cambia poco), poiché se le donne ormai hanno preso la loro emancipazione come un assolutismo che si fa?
Non credo che ad un uomo degno di questo appellativo si sia mai fatto estremi problemi sull'aspetto di una donna (beh, gli aborti comunque esistono ahimè), o su quanto guadagna o i soldi che ha. Ad oggi un uomo che guadagna meno della propria donna (ma comunque è solo lui quello che deve "offrire" per cavalleria.. E cavalleria sto ca**o, emancipazione significa uguaglianza tra i sessi, nemmeno il gesto di aprire quel maledetto portafogli fanno!!!!) è davvero umiliante tanto da mettere perfino in discussione la sicurezza di sè dell'uomo.

Concludo dicendo che forse le donne hanno superato quel limite che non avrebbero dovuto superare, e adesso sono tutte in gara ad accaparrarsi il miglior elemento sulla piazza con la loro mercanzia bella in mostra. Sempre però convinte che il loro "belloccio" sarà l'uomo della loro vita (e che verranno scaricate dopo 2 mesi di trombate, perché lui ha anche altri zerbini da inzuppare).
E sarei un pazzo a pensare che non ci sia una figa che possa aver letto tutto il mio papiro (se vuoi pubblicalo) e magari pensa "ma le donne non sono così" salvo poi sbavare sui Tronisti che imperversano in TV. 
In che ca**o di epoca siamo finiti. 
Ciao e scusa per il Wall of Text, pubblicalo se vuoi, facciamo fare un paio di sane risate a qualcuno, di lacrime ce n'è ancora da versare, ma una pausa ogni tanto fa bene!!!


P.S. (allego mia foto, giusto per farti capire che anche se virtualmente non sono un cesso da buttare anche se ho qualche kg di troppo, qua di fica nemmeno con il radiotelescopio del Seti la vedo!!!)


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08/11/19

La Parola ai Lettori: l'Amore Vero non è per Tutti



Carissimo Red,

leggo il tuo blog da qualche mese, e piano piano mi sto scoprendo un lettore interessato ai tuoi contenuti. In particolare, apprezzo molto la rubrica ''La parola ai lettori'', ed apprezzo soprattutto che tu abbia dato a noi la possibilità di poter raccontare le nostre esistenze senza filtri, protetti dall'anonimato; una cosa che senza dubbio non potremmo fare coi nostri genitori, amici ecc... Ci ho pensato un po', e alla fine anche io ho deciso di raccontare la mia storia.


Premetto subito che: ho 23 anni, sono KV (Kissless virgin - mai baciato e mai sesso ndr.) e sono sempre stato schifato dalle donne. O meglio, è successo sempre tranne una volta, ma andiamo con ordine.

La mia vita nel periodo cruciale, che pressappoco coincide con quello scolastico, procede abbastanza regolare: ho una famiglia che mi vuole bene, vivo un'infanzia spensierata, un rapporto con i miei genitori e mio fratello maggiore praticamente perfetto.

Alle elementari, la fase in cui si vedono le ''femmine'' come il nemico, ho un ottimo profitto, e la vivo abbastanza bene. Alle medie, quando cioè comincio a interessarmi alle ragazzine, vivo probabilmente il periodo migliore della mia vita: tanti amici, rispetto dei miei compagni di classe, profitto eccezionale (esco col 9 all'esame e un premio in denaro dall'azienda di mio padre), faccio le prime esperienze da ''uomo'' come cadere in bici e rischiare di spaccarsi i denti davanti, passare intere giornate fuori di casa senza rendere conto a nessuno (siamo nel 2009-2010, i cellulari ci sono ma chiamare e inviare SMS costa, e WhatsApp mica esisteva), giocare partite di calcio infinite nei campi di una scuola superiore. Però vengo schifato dalle ragazzine.

Chiariamoci, alle medie effettivamente sono brutto: capelli lunghi stile anni '70, acne nel viso spaventosa, occhiali Armani con lenti rettangolari e sottili (che tra l'altro conservo ancora come occhiali di riserva: adesso son passato a una montatura con lente grande stile Blues Brothers, ma Carrera) che davano l'aria da soggettone. La mia prima cotta è una mia compagna di classe, più grande di me di un anno (bocciata, che capra): è bellissima, intrigante, mostrava mentalmente più anni di quanti ne avesse. Ma ovviamente mi respinge in malo modo, e quindi addio sogni di gloria (tra l'altro l'ho rincontrata qualche mese fa: ora è ingrassata parecchio e ha pure un figlio, sicuramente indesiderato, chiamato con un nome americano...). Primo schiaffo in faccia.

Alle superiori le cose non cambiano: né l'acne, che rimane bella forte e che ho ancora adesso, anche se lieve, né gli occhiali (che cambierò in quarta superiore!), né tantomeno i capelli. E ovviamente non cambia niente neanche con le ragazze. Mi iscrivo al Liceo Classico, scelto più che altro per esclusione, visto che avevo già bocciato Scientifico, Professionale, Alberghiero per varie motivazioni, legate alle materie. La prima cosa che noto è che è pieno di figa, sia nella scuola in generale, sia in classe. Sono stato compagno di classe della ragazza che, tra quelle della mia generazione, era ed è considerata la più figa della città (posto da 43.000 persone circa), con la quale diverrò amico visto che tanto una così ''con uno come me non ci starà mai''. Mi prendo una cotta per una mia compagna di classe, stupida anch'essa (ma che problemi ho?!), e ripensandoci ora anche bruttina, ma aveva due tette enormi da sogno, e ovviamente questo nel 15enne in piena tempesta ormonale qual ero all'epoca eliminava tutti i difetti che avesse. E qui il secondo schiaffo: lei mi illude, io le propongo di uscire ma ogni volta lei rimanda (senza effettivamente darmi bidoni, comunque), e alla fine desisto. Un mio amico, poco dopo, mi dice che nei 3-4 mesi che ci provavo con lei, lei passava da un cazzo all'altro: in poche parole, una puttana in erba. Alla fine la bocciano, lei cambia scuola, non ci rivediamo più; poi l'anno scorso scopro che è collega di facoltà del mio migliore amico, e faccio di tutto per non rivederla più. E spero che non succeda mai.

Mi diplomo, sempre prendendo delusioni non da poco, che però non citerò qui: l'unica costante è che comunque sono KV ai 19 anni. Fino a che, ad agosto di quell'anno magico che è per me il 2015, conosco lei. Lei è... semplicemente lei. La donna che mi è entrata di prepotenza nella vita che ancora oggi, a 4 anni di distanza, non riesco a togliermi. La incontro per caso in villeggiatura, al mare, ed è un colpo di fulmine. Non dimenticherò mai i suoi occhi blu meravigliosi. Passiamo pochissimo tempo insieme però perché io quell'anno non avevo casa in quel luogo (ero ospite del sopracitato amico), e perché lei vive a 500 km da me e purtroppo non è più venuta qui. Comunque, in quel poco tempo, c'è una fortissima alchimia tra noi: se ancora penso a lei e a quello che abbiamo ''vissuto'', ho i brividi; non arriviamo a baciarci né a fare l'amore, come detto il tempo era troppo poco, ma l'anno dopo quell'estate ci sentiamo per messaggio, e cominciamo a chattare sempre più assiduamente. La complicità raggiunta è ai massimi storici, se solo fossimo stati vicini le avrei chiesto di uscire, finché un giorno il mio iPhone 5C decide di rompersi e io rimango fuori dal mondo per una settimana buona. Ebbene, in quella settimana lei non mi aveva cercato, né su WhatsApp, né su Facebook, neanche per sapere se fossi morto o meno. Io incassai, dicendo a me stesso ''ecco, è l'ennesima squinzia che ti rifiuta''. E quindi terzo schiaffo. Anzi no.

Quell'estate lei era venuta qui al mare con un'amica, con la quale anche io ho cominciato a tessere un rapporto (esclusivamente d'amicizia, s'intende, e siamo amici ancora adesso), e questa ragazza continuava a venire nelle estati successive, come anche quest'anno. E lei, sapendo tutto della storia, un giorno mi ha detto ''sai, TIZIA era davvero molto interessata a te, le piacevi tanto, ma il fatto che siate così lontani l'ha frenata e quindi per questo non ti ha scritto più. Però mi ha detto che, se ci fosse stata la possibilità di uscire per un caffè, lei avrebbe accettato sicuramente''. Eccolo, il terzo schiaffo. Paradossalmente più forte degli altri due: per una volta ero davvero piaciuto a una ragazza. E non a una qualunque, ma a una bella ragazza (che può avere uomini ben migliori di me), intelligente, colta, ma che sopratutto mi piaceva. Che in poche parole ricambiava. Ma il non poterla avere, per ragioni geografiche, mi uccideva, e probabilmente mi uccide tuttora. ''Sorriso'' e ''Milano'' di Calcutta, ''Idler's Dream'' degli Oasis: sono canzoni che amo e che ascolto molto, ma che mi fanno male perché sembrano scritte su noi due. E comunque c'è da dire che lei, negli ultimi anni, ha avuto esperienze con alcuni uomini; io invece ero sempre col cazzo in mano a segarmi sui porno. Mer(d)aviglioso.

Mi iscrivo all'Università, Giurisprudenza, e decido di cambiare: via gli occhiali, mettiamo le lenti, e sopratutto tagliamo 'sti cazzo di capelli. Bene: ambiente nuovo, aspetto ''nuovo'', dovrei cuccare alla grande. Cazzo, sono estroverso, socievole, vado alle feste, non balbetto quando parlo con una ragazza, so sempre cosa dire, pratico sport e, tolta un po' di pancetta (sono dipendente dalla Coca-Cola, unica mia debolezza), ho un bel fisico, grazie anche al mio metro e 80. E addirittura una macchina mia. Eppure... niente. All'uni prendo altri pali, ne conto almeno 5-6, e da un anno a questa parte ormai ho detto basta. Sarà appunto un anno che non ci provo più con nessuna, che non ho stimoli, che sbavo dietro alle foto delle cagnette su Instagram (dal quale mi sono cancellato da 1 mese e mezzo circa, troppa sofferenza), che rosico da matti quando vedo un porno amatoriale. Ogni volta dico ''ci provo con questa'', ma al momento di fare il passo lascio perdere. Ho perso ogni speranza, a 23 anni credo proprio che morirò solo.

E sapete cosa fa ancora più male? Che non chiedo nulla di assurdo. Solo una vita normale: perché mio fratello maggiore, prima di accasarsi con la sua attuale compagna, ha avuto una marea di ragazze che gliela sbattevano letteralmente in faccia? Perché io invece niente? Io non voglio essere Barney Stinson, quello di How I met Your Mother, che si è portato a letto più di 200 donne; chiaro, è sicuramente bello poter avere delle ''tacche sulla cintura'', poter dire di aver avuto rapporti con più di una donna, ma sapete: se uscissi domani mattina e incontrassi la donna della mia vita, mi andrebbe bene. Anche se riuscissi ad avere solo una donna, se è quella giusta, non c'è problema.

Forse dovevo nascere donna, o gay. Perché io credo nell'amore, nell'amore vero, quello che ti fa desiderare di stare con quella persona, che ti fa battere il cuore a mille appena la vedi e ti fa star male appena te ne separi, quella persona che ami con tutto te stesso e che lei ama te con tutta sé stessa, quella persona con la quale c'è affinità in tutti i sensi. E io credo che l'amore vero esista, ma che a determinate persone, me compreso, sia off limits.

La morale della mia storia? Non la so neanche io, lascio a voi lettori le conclusioni. Mi auguro di essere stato abbastanza scorrevole, e mi scuso per tutte le parentesi tonde nel racconto.Un abbraccio sincero a tutti quelli che hanno provato o provano quello che provo io adesso.

-Anonimo-


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12/10/19

La Parola ai Lettori: da Maestro di Seduzione a Redpillato

 

La Parola ai Lettori: da Maestro di Seduzione a Redpillato


Caro Redpillatore, cari utenti,
da qualche tempo ho scoperto il blog e sono a raccontarvi le mie esperienze con il mondo
della seduzione. Immagino che il blog riceva molti feedback da affezionati lettori riguardo a
questo, ma ho l’impressione che il mio vi interesserà.
Dal 2010 al 2013 sono stato parte dello staff (con compiti organizzativi prima, e di docente
poi) di una delle più importanti community di seduzione in Italia. E per parecchi anni ancora,
dopo il mio abbandono, ho continuato “in proprio” l’attività di trainer con una decina di allievi
che mi avevano seguito.
E perché un ex-PUA scrive al Redpillatore, chiederete voi? forse la risposta vi sorprenderà.
Il fatto è che sono TOTALMENTE d’accordo con Red sul meccanismo del rapporto uomo-donna,
e tutto ciò che ho imparato sulla seduzione non fa altro che confermare tutta la teoria
LMS.
E’ solo negli ultimi mesi che mi sono preoccupato di fare delle osservazioni più mirate al
riguardo, e le conferme sono state pressoché incontrovertibili. Ma andiamo per ordine.


1. Via il dente, via il dolore: cosa penso della community PUA

Occupiamoci immediatamente dell’elefante nella stanza. Cosa penso dei corsi di seduzione?
Non farò il nome della community di cui facevo parte, né parlerò dettagliatamente di me.
Senza falsa modestia, il mio buon lavoro organizzativo e la mia passione mi avevano portato
a essere il numero 3 della community (dietro ai fondatori) e il mio nickname è ancora un
nome grosso in quell’ambiente, quindi gradirei non essere identificato. Però ci tengo a
precisare una cosa.
Io sono felice di avere conosciuto quella community e aver fatto tutta la gavetta da allievo a
insegnante. Sono entrato lì da nerd patologico e sociofobico, e ne sono uscito una persona
capace di realizzare le proprie aspirazioni, di piacevole compagnia e consapevole delle
proprie capacità e possibilità. Ho conosciuto persone meravigliose che sono tuttora miei
amici e ho provato la gioia di aiutare persone che avevano i miei stessi problemi.
Il problema della community PUA è un altro, è ENORME, ma è subdolamente nascosto. Ma
ci stiamo arrivando.

2. The Game (is rigged)

Cerco di riassumere brevemente un principio base su cui si fondano parecchie community di
PUA, tra cui quella di cui facevo parte. Il valore di un uomo sarebbe composto da diversi
aspetti della propria personalità: l’aspetto esteriore, lo status sociale, la cultura, la gestualità,
il savoir-faire, l’intelligenza, ecc…
Queste capacità non sono compartimentate, e lavorare su una o più di queste si riflette (in
misura variabile) su altre. Per esempio, investire nella propria cultura può portare a una
situazione lavorativa migliore, che a sua volta incrementa la possibilità economica, che porta
a una maggiore accessibilità a divertimenti o svaghi, che migliorano il proprio tessuto
sociale, e così via, in una sorta di circolo virtuoso.
In linea di principio, questa affermazione non è sbagliata: portando la mia esperienza
personale, posso dire che ha funzionato e mi ha migliorato come persona.
C’è però un punto in cui il gioco si è rotto, e per analizzarne le cause devo fare un breve
excursus nel mio passato.

3. Breve storia di una lunga sfiga

Citando Ken il Guerriero, 199X. Comincio quell’inferno adolescenziale che sono le scuole
medie. Sono quello che si chiama un bambino prodigio (a 3 anni leggo e scrivo, a 4
programmo in basic su standard MSX, a 6 leggo Poe e Umberto Eco), ma sono totalmente
impreparato a quello che sto per affrontare. Ho perso tutti i compagni di classe maschi, finiti
in altre sezioni: la mia classe è composta da un numero doppio di ragazze rispetto ai
maschi, che (tranne me) si conoscono già tutti e fanno parte dello stesso circolo sociale
altolocato (la mia famiglia è invece di modeste risorse).
Occorre che continui? Immerso nel mio mondo fatato di letture e altri interessi maturi, vengo
catapultato in un inferno di ragazzini ricchi e viziati che scoprono il sesso e la trasgressione.
Ma non mi dilungo su questo copione che molti dei lettori del blog conoscono. La cosa più
importante che imparo in questa fase è un messaggio molto conciso ma costante: SONO
BRUTTO.
Non sono deforme, ma il mio viso ha delle caratteristiche molto infantili (occhi
piccoli, mento sfuggente…) e molto poco virili, e una statura che per tutte le scuole medie e i
primi anni delle superiori sarà inferiore alla media non aiuterà.
La cappa di sfiga mi accompagnerà anche al liceo, dove si ripercuoterà anche sul mio
rendimento (salvo alcune materia in cui continuo ad eccellere, mi limito a “navigare a vista”
per cinque anni). In quarta ho un boost di crescita per cui arriverò al metro e 80, ma il mio
viso e il mio fisico continueranno a essere infantili, gracili e (ci mancava solo questo!) quasi
femminili. Vengo scambiato in più occasioni per una ragazza (brutta, ovviamente), complice
la mia decisione di tenere i capelli lunghi in segno di “ribellione”.

4. L’età adulta: non cambia niente.

Arrivo a dare il mio primo bacio a quasi 19 anni, a una ragazza molto bella ma anche molto
ubriaca, a una festa di capodanno in cui, per mia grande fortuna, ci sono solo ragazzi molto
più brutti di me (aggiungo che avevo cominciato una specie di looksmaxing ante litteram,
lasciandomi crescere un po’ di barba e adottando un guardaroba in stile “matrix”, che
all’epoca va molto di moda).
Da lì non ottengo molto, piccole storie con due o tre ragazze sempre intorno al 5,5/6, ai limiti
dell’accettabilità sociale (sfigate o alternative) e che durano qualche settimana.
A 24 anni, per una serie di circostanze fortuite, mi fidanzo con una ragazza che poi scoprirò
avere grossi problemi sociali e con cui perdo (goffamente e pateticamente, se ci ripenso mi
vengono i brividi) la verginità. Con lei sto quasi 4 anni, durante i quali mi trascuro totalmente
a livello fisico ed estetico, e in cui perdo le poche amicizie che ho (sono ormai convinto del
matrimonio e mi isolo sempre più). Sono totalmente succube, lei arriva a tradirmi con un
collega ma la perdono e continuiamo il rapporto.
Un avvenimento di cui non ha importanza parlare mi porta a rompere questo rapporto. A
questo punto sono single, senza amici, in una forma fisica pietosa, con un lavoro
insoddisfacente dal punto di vista economico e personale.

5. Il PUA nascosto (ma era così nascosto?)

Per puro caso scopro il mondo della seduzione. In cerca di rivincita, a 28 anni intraprendo
questo percorso con immensi sacrifici (per me, all’inizio, è una tortura entrare in un centro
commerciale da solo: figuriamoci approcciare una sconosciuta).
Eppure, un po’ alla volta, cominciano ad arrivare dei risultati, e mi comincio a pensare che la
mia bruttezza sia una convinzione limitante dovuta alla mia adolescenza. Comincio un
looksmaxing spietato (palestra, guardaroba, lenti a contatto, parrucchiere alla moda, ecc..) e
passo tre anni all’interno di questa community, occupandomi di organizzare eventi e
diventando a mia volta trainer. La “Cultura Mostruosa” che una vita da nerd mi ha permesso
di costruire dà finalmente i suoi frutti: scopro di avere una parlantina sciolta e una capacità
non indifferente di “tenere il palco”. Dei risultati CONCRETI, però, parlerò dopo. Perché?
abbiate pazienza.

6. Ok, ma le ragazze?

Facciamo un salto in avanti al mio periodo Post-PUA. Conosco una ragazza molto
particolare, non è particolarmente attraente ma mi prende cerebralmente, mi affeziono,
diventa parte della famiglia, andiamo a convivere, parliamo di matrimonio. Lascio la
Community: compagni PUA, l’ho trovata, è lei The One, buon viaggio agli altri, io scendo qui.
Le cose però non vanno così bene: i litigi si fanno più frequenti, le questioni di casa
soffocano passioni e interessi, mi rendo conto di essere nella situazione della mia prima
LTR. Mi rendo conto, soprattutto, di non avere più la minima attrazione fisica per la mia
compagna. Dopo quattro anni di convivenza interrompo bruscamente la storia e mi ritrovo
single a 36 anni (senza tuttavia la situazione disastrosa di otto anni prima).
Conosco una ragazza bellissima per cui perdo la testa, e che ricambia. La storia dura il
tempo di un’estate, in cui NON facciamo sesso (tenete bene a mente questo particolare),
perché mi confida di aver subito dei traumi per cui non si sente pronta a farlo. Lei è
bellissima e io le do ascolto. In autunno mi lascia senza troppe spiegazioni, accennando al
fatto che i suoi sentimenti per me sono cambiati.
Io crollo e mi lascio andare per un po’, ma hey, dopotutto, PUA una volta, PUA per sempre,
no? Devo solo togliere un po’ la ruggine, mi dico.
Non ho più la mia crew dei tempi d’oro, ma ho la fortuna di avere un gruppo di amici sinceri
che non mi hanno abbandonato, e riprendo l’attività. E qui il castello di carte comincia a
crollare, un pezzo alla volta.

7. La red pill.

L’inizio è difficile: l’innata difficoltà ad approcciare - retaggio del periodo scolastico - si fa
sentire, e all’inizio ho grossi problemi anche semplicemente ad attaccare bottone con
sconosciute.
Con un po’ di false partenze riprendo a pedalare, e arriva qualche numero di telefono. Mi
accorgo però che non vado più in là. Nel caso raro in cui rimedio un appuntamento, questo
non porta a niente - quando addirittura non vengo paccato a freddo.
E’ strano, mi dico. Sembra quasi che… che io non piaccia più alle ragazze! Cosa sta
succedendo?
Nello stesso periodo mi imbatto nella teoria redpill, che all’inizio (quando sono ancora
convinto della potenza dei metodi PUA) ritengo esagerata e di parte, pur comprendendone
le ragioni - avendo vissuto quelle difficoltà.
A quel punto alcuni pezzi del puzzle cominciano a incastrarsi in punti strategici, e il sospetto
mi assale. Scopro da amici comuni, per esempio, che la ragazza bellissima per cui avevo
perduto la testa l’anno prima - la stessa che mi aveva chiesto di aspettare “perché non era
pronta” - non più di una settimana prima di conoscermi si era fatta 400 km di treno per
scopare un ragazzo conosciuto in chat
. Una ragazza molto carina, che mi aveva chiesto di
uscire diverse volte - e che credevo interessata - sparisce dopo aver ottenuto da me una
raccomandazione per un lavoro. Inoltre continuano i buchi nell’acqua durante il Pick-up: le
ragazze apprezzano la conversazione e la compagnia, ma si ritirano al momento di portare
le cose sul piano fisico/attrattivo (anche minimo: per farvela breve, a parte la breve storia
estiva già citata, non riesco a baciare neppure una ragazza).
Ma allora, che sta succedendo? una volta non era così.
Ma… siamo davvero sicuri?

8. The Game is rigged, part two

All’ennesimo buyer’s remorse (una ragazza conosciuta in un locale, che si mostra
interessatissima per tutta la sera a uscire di nuovo con me, ma che la mattina dopo diventa
inspiegabilmente fredda e sparisce) metto completamente in dubbio le mie capacità. Sto
sbagliando qualcosa? Non sono più il PUA di 7 anni fa, forse?
Non so cosa sia stato a scatenare il fenomeno, ma a quel punto è come se si fosse “spento”
un proiettore che mostrava le immagini di un film. E nella fioca luce del passato, ho guardato
quali erano stati i veri risultati della mia attività di PUA.
Mi rendo conto che - forse per un bias dovuto all’entusiasmo - avevo sempre sovrastimato i
miei successi.
Anche per una specie di mentalità “competitiva”, consideravo aver ottenuto il
numero di telefono come un traguardo, senza poi preoccuparmi di portare il tutto alla
seconda fase. Inoltre, il fatto di uscire in gruppo (con gli insegnanti prima, con gli allievi poi)
mi portava a considerare il risultato di un singolo come il risultato di un gruppo (se il mio
wing o il mio allievo rimorchia, è un successo anche mio).
Andando a vedere i risultati concreti, le mie “chiusure” (per i non addetti: risultati) erano per il
99% il semplice numero di telefono, per il restante 1% chiusure con ragazze che non mi
interessavano oppure la classica “amica brutta” del target del mio amico o allievo, per cui mi
“sacrificavo” in nome del risultato di gruppo.

Anche le mie tre storie importanti, analizzate fino in fondo, nascondono delle insidie
interpretative non da poco: le prime due erano state il risultato più della circostanza che di
un mio impegno (e infatti mi rendo conto che l’interesse fisico da parte mia era pressoché
nullo! tolto l’aspetto “affettivo”, giudicate obbiettivamente le due ragazze non potevano
essere più di un 6 - in ogni caso avevano evidenti problemi sociali). La terza (un 8.5
abbondante, che mi prendeva tantissimo dal punto di vista fisico) aveva a sua volta grossi
problemi sociali per cui senza rendermene conto ero diventato un semplice beta provider,
che le faceva comodo fino a che non le era stato più possibile giustificare la mancanza di
fisicità del rapporto.
MA NON E’ POSSIBILE! mi sono detto. I risultati ci sono stati! Da insegnante, ho fatto fare
sesso a un sacco di miei allievi! il sistema FUNZIONA! Deve funzionare! cos’avevano di
diverso i miei allievi da me?
E a quel punto si è accesa la lampadina.
Cos’avevano di diverso?
Erano belli (o perlomeno, non brutti).


9. La Grande Clausola Non Scritta e Non Detta

A questo punto è stato tutto chiaro. La mia scarsità (o meglio, assenza) di risultati non era
da incolpare a errori nel mio comportamento, o a mancanza di pratica. La soluzione era
molto più semplice! Il problema stava nel mio aspetto esteriore.
Mi sono sentito quasi sollevato nel capire questa cosa.
Mi crederete pazzo, ma da una parte sono contento di questa cosa.
Ho onestamente creduto che studiare (con serietà e sacrificio, non con le frasette magiche)
la seduzione e il miglioramento personale fosse una cosa bellissima e di valore, e sono
ancora convinto che sia così. Ho un sacco di amici normo-belli che facendo parte della
community hanno conosciuto ragazze bellissime, hanno fatto sesso e sono felicemente
fidanzati (o continuano a fare i PUA).
Purtroppo c’è una Grande Clausola Non Scritta e Non Detta, che chi fa già parte del gioco
non dice, o più probabilmente non sa… perché non ci si è mai scontrato.
La seduzione si può studiare.
Si può veramente diventare persone migliori.
Si può veramente sviluppare un personalità interessante, scoprire interessi, conoscere
persone che ci arricchiscono.
Ma tutto questo è inutile, se non siete belli o normo-belli.
Il Grande Prerequisito che rende tutti i vostri sforzi vani è l’aspetto fisico.
Paragonando la situazione al calcio, qualcuno dirà che potete allenarvi fino allo sfinimento,
ma solo uno su mille diventa Messi, quindi è inutile.
Io non dico questo. Io dico di allenarvi, che potete diventare dei campioni, potete superare
limiti che non credevate di poter infrangere.
Ma per giocare ufficialmente, dovete avere il cartellino e l’iscrizione al campionato.
E se non ce li avete, potete essere dei campioni, ma la domenica mattina se vi presentate in
campo vi mandano via.
Quel cartellino è l’essere belli.
Ma sono sollevato: non ho più l’ossessione di dovermi presentare allo stadio. So che è una
partita che non posso giocare, e questa consapevolezza mi ha liberato.

Esco ancora la sera con gli amici che vogliono rimorchiare e mi chiedono consigli? Certo
che sì! Gli batto il 5 quando concludono? certo, sono orgoglioso di loro.
Per restare nel calcio, grandissimi allenatori hanno avuto una carriera inesistente come
giocatori.
Semplicemente, adesso sono più consapevole del mio ruolo e delle mie possibilità.
Sono arrivato alla fine di questo ETERNO racconto: come ultima cosa voglio ringraziare il
Redpillatore per avermi letteralmente aperto gli occhi!
Un saluto a tutti i lettori

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