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Una Correlazione non è una Causa

Una Correlazione non è una Causa

Spesso, quando si tratta di discutere di un determinato argomento e attribuire le cause di un fenomeno, noto che molti fanno l’errore di confondere la causalità con la correlazione.
La correlazione indica la relazione tra due variabili che cambiano insieme, per cui, all’aumentare dell’una, l’altra aumenta (correlazione positiva) o diminuisce (correlazione negativa).
La causalità invece, come dice la parola stessa, determina un rapporto causa-effetto tra le variabili.
Ieri sera mi è capitato per le mani un link in cui si parlava degli enormi benefici della dieta vegana, con tanto di studi scientifici e statistiche che paragonavano i dati dei vegani con quelli degli onnivori, tutto ciò con lo scopo di dimostrare che una dieta vegana è migliore per la salute di una onnivora.
Infatti dagli studi effettuati appare piuttosto evidente come i vegani presi in esame godano di una salute migliore rispetto al campione degli onnivori.


Peccato però che, con un po’ di spirito critico, è facile accorgersi che questo non è sufficiente per stabilire un rapporto di causa-effetto, ma che c’è solo una semplice correlazione.
Infatti i vegani tendono a godere di una buona salute perché, dieta a parte, hanno uno stile di vita migliore dell’onnivoro medio.
Secondo voi, tra un gruppo a caso di vegani e uno a caso di onnivori, in quale dei due gruppi avrete più probabilità di trovare gente che fa attività fisica, che non fuma, che non beve, che fa controlli medici regolari, che tiene sotto controllo il peso e che in generale bada di più alla propria salute?Ovviamente nel primo gruppo.Di conseguenza i vegani risultano più sani perché sono in generale più salutisti, non esclusivamente per la dieta. Per dimostrare che una dieta sia migliore dell’altra occorre prendere due gruppi di persone con lo stesso stile di vita che differiscono solo per la dieta, solo così si può individuare un rapporto causa effetto.
Lo stesso lo si può vedere applicato nell’ambito delle relazioni, quando si sente dire che per attrarre le donne bisogna essere simpatici ed estroversi.
E’ piuttosto ovvio che se prendiamo un campione di uomini estroversi a caso probabilmente ci accorgeremmo che hanno più successo con le donne
, ma questo perché tende ad essere più estroverso chi è di bell’aspetto (e chi ha maggior successo professionale/economico), viceversa un brutto che riceve continui feedback negativi tenderà a chiudersi in sè stesso.
Ma a quel punto non è la variabile estroversione che genera attrazione, ma la variabile estetica.L’estroversione è correlata all’attrazione, la
bellezza la causa.
Insomma attenzione a non confondere causa e correlazione. Affinché ci sia causalità si deve essere sicuri che non vi
sia una terza variabile (o anche di più) ad interferire con le due variabili precedenti.
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flyingsoul
flyingsoul
1 anno fa

Ok, sono d’accordo, ma pensaci un attimo, se uno brutto riceve solo pesci in faccia e di conseguenza si chiude, non genera automaticamente una spirale negativa? In un altro post avevo fatto l’esempio di alcuni “outsider” (perché “fuoriclasse” non rende l’idea) brutti che hanno una tale confidenza in se stessi che anche dopo migliaia di pali continuano a provarci come degli schiacciasassi. Questo statisticamente porta comunque dei risultati, tali per cui, se l’outsider non si paragona ad un chad, si sentirà comunque soddisfatto dei risultati raggiunti. Il problema secondo me di molti brutti è proprio la demotivazione derivante dal paragonarsi a chi ha vinto la lotteria genetica. Non porta a nulla di buono, meglio concentrarsi su se stessi e trarre il meglio possibile da ciò che si ha. Non ti aiuta in nessun modo rassegnarsi all’idea di esser brutti.

Anon
Anon
3 anni fa

Fumo tabacco, bevo alcool ogni giorno e mi drogo.
Dopo 6 anni sono tornato alla dieta onnivora dopo esser stato vegano, e sto peggio di prima dal primo giorno di grassi animali.

Chi dice che la dieta vegana è una panacea per ogni male sbaglia, ma qualcosa di migliore ci sta.