02/07/19

3 Cose Importanti sull'Alcol da Tenere a Mente



  

3 Cose Importanti sull'Alcol da Tenere a Mente


Buongiorno a tutti, redpillati!

Sono Gabriele, l’autore dell’articolo sul testosterone, pubblicato sul blog qualche mese fa. Nell’ultima parte avevo accennato alla scrittura di un altro articolo sui potenziali effetti dannosi dell’alcol, quindi eccomi qui. Chiaramente, non voglio scrivere un articolo di stampo moralistico o di stampo medico, alla fine tutti più o meno sappiamo perché non dovremmo bere alcol, o quantomeno non berne troppo. Mi sono posto l’obiettivo di descrivere come il consumo di alcol influenza la nostra dieta o il nostro eventuale dimagrimento, descrivendo tre fattori che vengono molto spesso sottovalutati, se non anche ignorati perché proprio sconosciuti. Per farla breve: consiglio di non bere alcolici mentre si sta cercando di dimagrire? Sì, eccome. Consiglio anche di smettere di berli totalmente? Nah, non serve. Vediamo di approfondire.


1 - L’alcol è calorico, anche se non c’è scritto!


Questa è la cosa più banale, ma allo stesso tempo, anche la più sottovalutata: l’alcol è un alimento calorico. Contiene circa 7 kcal al grammo, mentre ad esempio i carboidrati e proteine sono meno calorici (circa 4 kcal/g) e i grassi invece sono più calorici (circa 9 kcal/g). Assumere alcol quindi significa assumere calorie e, per fare un confronto veloce, l’alcol è più calorico di una stessa quantità di Nutella, che contiene circa 5,5 kcal/g.

Ovviamente nessuno assume alcol puro, a meno che non abbia gusti discutibili, quindi la domanda diventa: bevendo un bicchiere di birra, o un bicchiere di vino, quante calorie assumo? Per questo c’è un’unità di misura specifica chiamata Unità Alcolica o UA, che corrisponde all’incirca a 12 g di alcol, contenuti in una lattina di birra da 0.33, in 125 ml (mezzo quartino) di vino, o in uno shot di superalcolico. Facendo un rapido calcolo 12 * 7 = 84 kcal ogni lattina di birra, non contando i carboidrati, o ogni bicchiere di vino. Non è poi molto, ma da tenere in considerazione, soprattutto quando la quantità ingerita è molto superiore.






Quello che non mi spiego, invece, è perché non descrivano la composizione dell’apporto calorico sulle etichette degli alcolici. Su ogni etichetta alimentare devono essere scritti i contenuti su 100 g di carboidrati, proteine e grassi, ma non dell’alcol. Ho di fronte a me una bottiglietta da 0,33 di Beck’s, sulla cui etichetta è indicato il totale delle calorie di 330 ml di birra (125 kcal), è indicato il contenuto totale di zuccheri (7,3 g), ma non il contenuto di alcol. Mistero. Sulle bottiglie di vino invece penso non ci sia nemmeno scritto il contenuto calorico totale.


2 - Molte calorie, che però non saziano.


Spesso si usa il termine “calorie inutili” per indicare calorie assunte tramite alcolici o alimenti poco nutrienti. Per quanto non sia tecnicamente esatto (ogni caloria in sé viene utilizzata dal corpo o immagazzinata, indipendentemente da dove proviene), il concetto di base ha senso perché influenza la nostra dieta.

Il nostro organismo, giorno dopo giorno, ha bisogno di varie tipologie di nutrienti, in particolare di energia - l’equivalente delle calorie - necessaria per il movimento muscolare e per il metabolismo, e dei cosiddetti macronutrienti, ovvero carboidrati, proteine e grassi. Mettiamo che il vostro organismo senta il bisogno di 100 g (=400 kcal) di carboidrati per ripristinare le riserve di carboidrati nel fegato e per un po’ di energia. Vi segnalerà questo bisogno facendovi venire fame e voglia di mangiare cose dolci, solo che anziché mangiare, assumete 57 g di alcol, ovvero le 400 kcal. L’organismo sentirà che le calorie sono state ingerite, ma non i carboidrati di cui comunque ha bisogno: quindi la fame non se ne andrà, mangerete comunque i 100 g di carboidrati richiesti, col risultato però di aver ingerito 400 kcal oltre il fabbisogno, che o verranno smaltite con attività fisica, o andranno a depositarsi come grasso attorno alla pancia. Ogni alimento che mangiamo ci dà sia energia sia nutrienti, e quindi ci soddisfa e ci placa la fame. L’alcol no. Quindi è praticamente garantito che assumere alcolici porterà a un eccesso calorico.

3 - Fa ingrassare, a prescindere


L’ultimo punto è il più ostico, se non si ha molta dimestichezza con le vie metaboliche e il modo con cui il nostro corpo gestisce l’equilibrio tra ciò che ingeriamo e ciò che dobbiamo smaltire, considerando anche il fabbisogno energetico. Cercherò di farla semplice.
Il nostro corpo è in costante stato di rimaneggiamento di tutto ciò che ci compone. Ad esempio, anche se abbiamo mangiato un pasto con molti grassi, comunque viene utilizzata come carburante una parte dei grassi che abbiamo immagazzinato in precedenza, e una parte dei “nuovi grassi” verrà immagazzinata. In sostanza, la quantità di grasso corporeo rimane uguale, ma c’è stato un ricambio nei suoi componenti. Per essere precisi, questo meccanismo di “scioglimento dei grassi” si chiama lipolisi, che dal greco significa senza molte sorprese “scioglimento dei grassi”.

Cosa c’entra questo con l’alcol? L’alcol è a tutti gli effetti una molecola tossica, quindi non appena il corpo sente che ne è stato ingerito, cerca in tutti i modi di liberarsene il prima possibile, senza però - furbescamente - rinunciare alla grande energia che l’alcol dà. Quindi ricapitoliamo:

  •  l’alcol viene ingerito e per la maggior parte viene processato nel fegato
  •  qui viene digerito, trasformandolo in acetaldeide - altra molecola tossica - e infine in acetato, con grande rilascio di energia
  •  dell’energia rilasciata però bisogna farne qualcosa: o la si consuma - molto improbabile, visto che quando si beve si è sul divano o su una sedia, raramente su una cyclette - o la si immagazzina

  •  il modo più efficiente per immagazzinare energia è quello di creare nuovo tessuto grasso
  • quindi si blocca il processo di lipolisi di cui ho parlato prima che porterebbe uno smaltimento dei grassi accumulati, e parte il processo di lipogenesi, ovvero di creazione di tessuto adiposo per stoccare l’energia liberata dall’alcol.

In sostanza, bere alcolici fa accumulare nuovo grasso, anche se magari durante la giornata sono state consumate più calorie di quelle ingerite, cosa che avrebbe portato a un dimagrimento netto.



Conclusione


Siamo giunti alla fine dell’articolo. Sarebbe quindi il caso di smettere in toto di consumare alcol? Io non credo, anche perché non è che un bicchiere di alcol ogni tanto sia poi così grave, e perché una dieta, per avere successo, deve anche essere soddisfacente. Se a uno piacciono gli alcolici e vivrebbe una rinuncia totale come un peso, è giusto che se li beva.

Piuttosto, quello che consiglio io, è di far diventare il consumo di alcolici un piacere, anziché un’abitudine. Per dire: un conto è se vado al supermercato, passo davanti allo scaffale delle birre e me ne prendo una perché mi è venuta voglia. Lì ho preso la lattina perché avevo voglia, perché avevo piacere di bermi una birra. Un altro conto invece è se, ogni volta che vado al supermercato, mi prendo la birra perché appunto vado a fare la spesa. Non è più una scelta, ma è diventato un automatismo, un’abitudine. E chiaramente, con una tale abitudine, la quantità di alcol consumato e quindi le calorie assunte saranno molto più alti, rispetto alla lattina presa ogni tanto perché è venuta voglia. In quest’ultimo caso, la soddisfazione di bere birra ci sarà ugualmente, ma si sarà molto più magri.

Tra l’altro questo della “non abitudine” è un principio che applico a tutta la mia alimentazione, non solo agli alcolici: certi cibi particolarmente soddisfacenti, tipo grigliate di carne, è meglio che siano eccezioni e non la regola. Alla fine per dimagrire non serve diventare monaci o mangiare solo verdure, basta essere un po’ più svegli. Se prima avevo voglia di Coca Cola mi prendevo la bottiglia da un litro e mezzo, adesso invece prendo la lattina. Se prima andavo al ristorante più volte a settimana, adesso cerco di andarci una sola, e prima di andare faccio un po’ di attività fisica in modo da accelerare il metabolismo e immagazzinare meno dopo il pasto.

Grazie per la lettura!




PS - mi spiace di non aver risposto a nessun commento al mio altro articolo, stavolta cercherò di farlo :D
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01/07/19

Citato in un altro Articolo Spazzatura



Alcuni giorni fa, nella casella di posta, mi compare la mail di una sedicente giornalista. Dice di scrivere per un magazine nazionale, ma "per cautela e prudenza", non mi dice né il suo nome né quello del giornale.
Ormai circa a cadenza mensile vengo contattato da giornalisti, scrittori e tirapiedi vari per interviste sull'argomento incel e, visti i precedenti, mi sono sempre rifiutato sia perché io incel non sono né questo è un blog per incel, sia perché ormai è chiaro che chi scrive articoli su questo tema non nutre un reale interesse ad approfondire l'argomento, ma vuole solo creare sensazionalismo e fare audience.
Considerato che ho sempre declinato le proposte degli altri giornalisti, gente che perlomeno ha la serietà e la professionalità di presentarsi, figuriamoci quindi se sarei andato a rispondere ad una totale anonima che aveva evidentemente qualcosa da nascondere e che per giunta mi tratta pure con distacco e circospezione come fossi un pentito mafioso.

Giorni dopo però scopro purtroppo che neppure rifiutarsi di interagire ormai mi salva più dall'evitare strumentalizzazioni.
Mi mostrano infatti l'articolo che è stato partorito da questa tipa, pubblicato su "io Donna" LOL
In mezzo al solito pastone di considerazioni banali e luoghi comuni misto a citazioni trolleggianti prese dai forum e spacciate per serie viene citato anche questo blog, ma solo per dire che esiste un articolo intitolato "Come le donne distruggeranno la civiltà occidentale"  (titolo non mio, l'ispirazione è stata presa da un famoso video su youtube) e che "è inutile cercare la vera ragione di tanta ostilità contattando l'amministratore del blog perché si rifiuta di rispondere".

 I toni sono molto diversi da quelli della mail. Prima infatti mi aveva scritto di voler fare chiarezza sulla tematica incel perché probabilmente genera "diffidenza in modo esagerato". Prima mi aveva invitato ad esporre le mie verità "per evitare fraintendimenti" e poi giustamente il meglio che sa fare è prendere il primo articolo dal titolo provocatorio e citarlo in maniera decontestualizzata per scatenarmi contro la rabbia delle casalinghe chiattone che leggono il suo giornaletto. Giornalismo di elevato livello, insomma.

Però bisogna ammettere che la tipa è stata furba e ora mi è chiaro perché alla fine si è premurata che le dessi comunque una risposta, anche per comunicarle il mio rifiuto all'intervista.
Era il piano per riuscire a farsi passare per quella di buone intenzioni, che porge la mano ma che, poverina, trova davanti solo il muro del burbero e schivo admin.

Ora, chiusa questa parentesi, vorrei dire: ma serve davvero chiedersi perché gli incel odiano le donne?

Ma occorre una laurea per capire che è nella natura umana odiare chi ti discrimina, di disprezza e ti emargina?
Chiunque odia chi gli reca un danno, sia esso di natura materiale-economica o emotiva e non sto dicendo che sia giusto odiare, sto semplicemente dicendo che è umano.
Quando uno nella sua quotidianità viene trattato male e rifiutato da una quantità di donne che rasenta la totalità, che idea dovrebbe avere di loro?

Ciò che forse è cambiato nel tempo, anche grazie ad internet, è che molti uomini hanno iniziato ad esprimere liberamente le proprie emozioni e a dire chiaramente: "mi danneggiate, vi odio", anziché fare come fanno molti ipocriti che postano immagini contro la violenza sulle donne, che fanno gli auguri per la festa delle donne e poi hanno un'idea delle donne che è persino peggiore di quella dell'incel medio.

E ogni altra considerazione sulla questione è inutile. Inutile dire che le donne hanno diritto di scegliere di andare con chi vogliono (così come loro sono libere di andare con chi vogliono, anche gli uomini sono liberi di esprimere la loro opinione, o no?), inutile attribuire la colpa della situazione a questo o a quel fattore, perché l'odio non è un sentimento razionale e non vuole sentire ragioni.

L'unico modo per far sbollire l'odio sarebbe cercare di migliorare la condizione maschile, iniziare perlomeno ad ascoltare le ragioni degli incel. Ma purtroppo non c'è nessuna volontà in questo senso, e l'articolo di cui ho parlato prima ne è un'ulteriore conferma.

La donna occidentale moderna è veramente troppo radicata alle sue idee, che al giorno d'oggi sono prevalentemente femministe/progressiste e che alimentano in lei la convinzione di essere sempre e solo vittima, mai carnefice. Sempre svantaggiata, mai privilegiata.

La donna media non sa/non ha voglia di mettersi in discussione. Anche di fronte all'evidenza che il fenomeno incel è prettamente maschile non è in grado di trovare l'umiltà di riconoscere che "sì, effettivamente se ci sono così tanti uomini che lamentano questa condizione, forse noi donne abbiamo pretese un po' eccessive."
No, mai, sempre e solo l'arrogante certezza di essere dalla parte della ragione. E' colpa degli incel che "non ci sanno fare", che hanno questo o quell'altro difetto da risolvere. Inventandoseli se necessario, come la giornalista di cui sopra che ha iniziato l'articolo descrivendo gli incel indistintamente come "ragazzi tappati in casa il sabato sera". Ma chi l'ha detto?

Insomma, se proprio questa giornalista vuole cercare le ragioni della misoginia, che inizi a fare autocritica e a scendere dal suo piedistallo,  che con il suo modo di fare passivo aggressivo e la sua superficialità di analisi non fa altro che gettare solo altra benzina sul fuoco.


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28/06/19

Brutto Viso e Brutto Fisico sono Correlati?

bel fisico ma brutto viso
bel fisico ma brutto viso

  Un Lettore Scrive:

Caro Redpillatore; ho letto con molto piacere molti articoli del tuo blog.. apprezzo molto le tesi che esponi con fermezza, chiarezza ed obiettività... però mi sono accorto che non hai trattato questo tema nel tuo blog, e pensavo che sarebbe bello se ci dedicassi un articolo.. la questione in sintesi è questa: una persona brutta di viso ha anche un brutto fisico associato a tratti somatici non gradevoli alla vista? (per fisico intendo tutte le parti del corpo di una persona, dal collo in giù).. ti chiedo questo perché molto spesso persone brutte hanno fisici brutti, o eccessivamente magri o eccessivamente grassi.. e volevo che magari potessi analizzare le cause di questa casistica (mettiamo che su 10 brutti/e 7 su 10 hanno pure un fisico brutto).. per me le possibili cause sono due: o pessima genetica (per il viso e il fisico) oppure persone che si lasciano andare pensando (specialmente maschi) "con la faccia che mi ritrovo anche se avrò un fisico alla Schwarzenegger non scoperò mai/non scoperò mai femmine esteticamente soddisfacenti.. e volevo chiederti anche se la prima teoria da me esposta (quella della pessima genetica) vale al contrario, ovvero in caso di buona genetica.. bel viso e bel fisico.. in sintesi: geni cattivi viaggiano insieme? e geni buoni viaggiano insieme? oppure ancora vale l'effetto alone, in modo che un bel viso faccia percepire in un'altra persona un bel fisico anche se non è perfetto, e se una persona ha un brutto viso verrà percepita con un brutto fisico anche se il suo fisico non è inguardabile? Detto questo ti saluto, sperando tu possa dedicare un articolo del tuo favoloso blog a questo tematica. Ciao Red, continua così che vai alla grande.

Il Redpillatore Risponde:

 Nell'articolo sui fenotipi italiani ho scritto una breve introduzione in cui ho parlato dei somatotipi, e ho spiegato che esistono essenzialmente 3 tipologie fisiche: Ectomorfa, endomorfa e mesomorfa.

Alla prima tipologia corrisponde un corpo magro, longilineo, con ossa sottili e scarso tono muscolare. Le seconda tipologia invece ha ossa pesanti e riesce a costruire muscoli facilmente ma ha la tendenza ad accumulare molto grasso.

L'ultima tipologia invece raccoglie le caratteristiche positive delle precedenti e garantisce un fisico atletico e con bassa percentuale di grasso.





Ora, un bel viso è dato principalmente da due caratteristiche:
  1. Una buona struttura ossea
  2. Una bassa percentuale di grasso (diciamo intorno al 12%) in grado di farla risaltare
Alla luce di ciò è evidente che appartenere all'una o all'altra tipologia fisica può spesso influenzare anche i lineamenti del viso.


  • L'ectomorfo, essendo esile di natura, tenderà con più probabilità anche ad avere ossa del viso piatte e un mento retruso, che non sono proprio il massimo dell'estetica.
  • L'endomorfo invece avrà un'eccessivo grasso facciale che impedirà la definizione e renderà il viso più brutto. Spesso le tipologie fenotipiche endomorfe tendono anche a diventare calve, con i risultati disastrosi che già conosciamo.
  • Il mesomorfo invece avrà una buona struttura mandibolare perfettamente definita.

I modelli sono praticamente tutti mesomorfi oppure ectomorfi. Checché se ne dica non è necessario avere grosse masse muscolari per un fisico bello perché per l'estetica è più importante avere poco grasso piuttosto che molti muscoli.

La risposta alla tua domanda quindi è sì: la tipologia fisica a cui uno appartiene aumenta anche le probabilità di avere un viso bello.
Non è però ovviamente una certezza, perché può capitare che una persona presenti magari certe caratteristiche di un somatotipo e certe altre di un altro. Molti fotomodelli ectomorfi ad esempio hanno delle strutture ossee facciali notevoli da far invidia a molti mesomorfi.
C'è poi il secondo aspetto che hai sottolineato che è quello della trascuratezza, che ha sicuramente la sua parte.
E' vero infatti che alcuni nascono con una genetica più fortunata ma è altrettanto vero che, con un po' di impegno, l'ectomorfo può mettere su muscoli e avere un fisico decente, e l'endomorfo può perdere grasso ed esprimere il proprio potenziale facciale.
 Però appunto ad impegnarsi di più sono in genere quelli che già ricevono feedback positivi dalle donne, che quando perdono mezzo chilo ricevono complimenti e vengono incoraggiati a fare di meglio, mentre se uno è brutto di viso sarà poco incentivato anche a migliorarsi fisicamente perché pure costruendo un fisico da copertina molto spesso continuerà ad essere invisibile alle donne.
Nella community americana quelli che sperano di compensare ad un brutto viso dedicandosi ossessivamente al miglioramento fisico vengono chiamati con ilarità "gymcel", e considerati dei blupillati che non capiscono che alla fine il viso viene prima di ogni altra cosa.
Michael Phelps (foto in alto) ad esempio, se non fosse un nuotatore professionista e non si fosse costruito quel fisico statuario per lavoro ma solo per piacere alle donne, rientrerebbe perfettamente nella definizione di "gymcel", perché è brutto di faccia e qualunque donna preferirebbe un fotomodello gracilino a lui.
In conclusione sì, geni buoni e cattivi spesso viaggiano assieme, però tutti possono migliorarsi fisicamente (anche se alcuni sono più motivati di altri) . Non è il caso di essere ossessionati dal miglioramento fisico (a meno che non sia una passione) ma il fatto di avere una genetica scadente non deve diventare un alibi per la propria pigrizia.

Ciao e grazie di seguirmi!


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27/06/19

Per le Donne l'Uomo Medio è un Paggetto


Francisco Goya, Il parasole (1777)
Francisco Goya, Il parasole (1777)

In un precedente articolo avevo provato un po' ad analizzare le varie tipologie maschili e avevo concluso che esistono fondamentalmente 3 tipi di uomini: gli sfigati, meglio noti al giorno d'oggi come incel; i fighi, che sono quelli che detengono il monopolio della passera e poi gli uomini medi, che costituiscono la maggior parte della popolazione maschile e che sono quelli che tratterò oggi.
In passato avevo definito l'uomo medio come "sgobbafighe" perché, se è vero che la sua condizione è sensibilmente migliore di quella dell'incel, dal momento che ogni tanto qualche donna la rimedia, è altrettanto vero che per concludere deve sbattersi non poco e accettare notevoli compromessi.
Ho riflettuto a lungo e ho trovato un termine ancora più adatto per definirlo ed è "Paggetto".
L'uomo medio per la donna è un paggetto, un servitore o meglio uno schiavetto pronto a piegarsi ai suoi interessi se vuole sperare di ficcare.
A differenza degli uomini di valore top, il medioman non può beneficiare della "trombamicizia" e per avere una vita sessuale deve necessariamente impegnarsi in una relazione a lungo termine (a meno che non decida di ripiegare su una donna decisamente più brutta di lui), con tutti gli oneri che tale situazione comporta.

La Storia di Ambrogio

Alcuni anni fa (avevo 26 anni) andai con amici a una specie di festa in un locale e conobbi Ambrogio (nome di fantasia).
Un tipo molto socievole, 38 anni ben portati, di aspetto medio, con un buon lavoro, era lì insieme alla moglie di 3 anni più giovane. 
Verso la fine serata ero in modalità "sbronzetta depressa" ed essendo agli albori del mio percorso di redpillato cominciai a discutere con Ambrogio su quanto al giorno d'oggi fosse dura trovare una donna se non si rientra in determinati standard.
Lui però era blupillatissimo e, pur riconoscendo la bontà delle mie teorie, mi diceva che non bisogna mai mollare, che pure lui aveva avuto molte difficoltà ma poi un paio di anni prima per caso questa donna che poi sarebbe diventata sua moglie.
Devo dire che la sua capacità di dispensare blupill era piuttosto encomiabile, se non fosse che, pochi secondi dopo, arriva la moglie e, troncandogli il discorso, gli dice scocciata "sono stanca, riportami a casa".
Lui avrebbe avuto voglia di rimanere ancora, ma purtroppo in quel momento i suoi doveri di paggetto gli imponevano di riportare a casa la padrona, non prima però di avermi cercato di rincuorare un ultima volta dicendomi di avere fiducia "che prima o poi la donna giusta sarebbe arrivata e che certe cose arrivano quando meno te lo aspetti".
Che in linguaggio redpilliano significa "segati segati pirla, che poi a 36 anni se avrai un buon lavoro forse potrai trovare una vecchia che ha preso molti falli tra le cosce e che in cambio di una trombata al mese ti ridurrà in schiavitù".

 

 Alpha Fux Beta Bux

 Nella community redpill americana il paggetto viene definito come "beta provider", ovvero un uomo di indole remissiva che soddisfa le varie pretese femminili in cambio di sesso.
Questo comportamento lo contrappone a quello dell'alpha, a cui non è richiesto nessuno sforzo particolare per ottenere sesso perché possiede già un elevato valore di mercato.

Va precisato che spesso anche un uomo di elevato valore può ridursi a fare la fine del paggetto, anche se è piuttosto raro. Un esempio è quello del calciatore Icardi che è bello, ricco e famoso e nonostante ciò si è reso succube di una donna più vecchia e bruttina di lui, separata con figli, alla quale regala Bentley da 200k euro e dalla quale si fa comandare a bacchetta.

Sono però situazioni piuttosto eccezionali, in genere è l'uomo medio o brutto a ridursi a fare il paggetto- beta provider e questo accade in particolar modo dopo una certà età, diciamo 30 anni, quando la donna perde il proprio valore di mercato a causa del suo decadimento estetico e inizia a rendersi conto che gli anni trascorsi a spassarsela con i fighi stanno per esaurirsi e che è tempo di cercare qualche pollo con cui accasarsi.

Questo fenomeno ha portato alla nascita dell'espressione "Alpha Fux, Beta Bux", che in italiano io tradurrei liberamente con "l'alfa tromba, il beta sgancia".

Chiaramente non tutte le ragazze si fanno ingroppare dagli alfa nei loro anni migliori. Alcune sono redpillate e capiscono da sole che un uomo di valore molto più elevato del loro le userà solo come recipienti.

Leggi: Ecco Perché le Donne Brutte Hanno Mediamente più Uomini delle Belle



 E se ad alcune va pure bene così, per altre (magari di mentalità più tradizionale) invece la prospettiva non è molto allettante e quindi preferiscono, anche da ventenni, trovarsi un fidanzato alla propria portata, che magari non le attrae esattamente come il belloccio ambito da tutte ma che in compenso offre loro sicurezza e la possibilità di esercitare il controllo nella relazione.

Essere un paggetto comporta tutta una serie di doveri, fra cui ascoltare i piagnistei della donna, scarrozzarla in giro, tirare fuori il portafogli per lei più di quanto lei lo tiri per lui, accettare compromessi su come trascorrere la serata o su dove andare in vacanza, essere costretti a sorbirsi occasioni sociali noiose tipo cene in famiglia o compleanni di amiche scassapalle e via di seguito.
Elencate voi nei commenti altri impegni del paggetto se volete.


Il paggetto insomma rinuncia alla sua libertà in cambio di sesso. Le serate con amici sono limitate, non può andare in viaggio da solo e dove gli pare altrimenti sono litigi, e chiaramente, necessitando di denaro, è costretto a compromessi anche dal punto di vista professionale e si trova a dover ripiegare su un lavoro che non gli piace, ma che gli offre sicurezza economica, anziché inseguire i propri sogni, oppure cercare di fare carriera anche se sarebbe più felice a svolgere un lavoro con poche responsabilità e più tempo libero.


Quale futuro per il Paggetto?

 Penso che la figura del paggetto, un po' come quella del maniscalco o dell'accenditore di lampioni, sia destinata a scomparire lentamente, o comunque ad evolversi verso una forma più efficiente di schiavitù.
Il paggetto è infatti un rimasuglio della società tradizionale e sopravvive solamente grazie alle donne, sempre meno numerose, che attribuiscono ancora un valore alla relazione a lungo termine.
La tendenza odierna è però quella di spingere le donne verso lo status di single, o comunque a far procrastinare tale status il più a lungo possibile, per cui in futuro per l'uomo medio penso sarà sempre più difficile ottenere sesso pur paggettando.

Le condizioni che vengono imposte ai paggetti sono sempre più onerose, al momento le donne stanno pian piano arrivando a pretendere anche che essi paghino il mantenimento dei figli avuti da altri.
Siccome c'è ancora un po' di resistenza a questo ricatto (vorrei ben dire), da una parte si sta cercando di umiliare gli uomini che non sono disposti a cedere, etichettandoli come egoisti, irresponsabili, mezzi uomini, dall'altra si sta provando a farli pagare attraverso le tasse (il cd. "reddito di maternità")

Penso che in futuro si arriverà quindi ad uno "Stato Paggetto", che mantiene le donne, i loro capricci e i figli della loro ipergamia.
Così la donna potrà continuare a ricevere soldi dall'uomo medio, ma facendolo in maniera indiretta sarà finalmente libera anche dal subire quel tremendo abuso che è darla ad un uomo che non sia di valore top.



 
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16/06/19

Brutti o Normaloidi: Chi se la Passa davvero Peggio?

 

Un Lettore Scrive:


La risposta ad un quesito di questo tipo parrebbe così banale e scontata, che verrebbe spontaneo chiedersi se chi lo ha posto sia sano di mente o meno, eppure vorrei  fare una personalissima riflessione in merito.
Partiamo col ricordare la teoria secondo cui un buon 60% della popolazione mondiale si aggira nella fascia estetica della normalità, mentre i brutti e i brutti veri sono in netta minoranza ( 20% circa se consideriamo il concetto di curva di Gauss ? ). Ovviamente stiamo solamente considerando il fattore LOOK della teoria LMS.. possiamo grossomodo affermare in numeri che quel 60% ha un punteggio di L compreso tra 5 e 6,5, senza tenere conto degli altri fattori importanti che fanno da discriminante per il successo o meno con l’altro sesso, ovvero gli arcinoti MONEY, STATUS ed in minima parte il contesto amicale e il carattere del soggetto.  Come molti redpillati delle varie community online sostengono da anni, la posizione dell’uomo di aspetto nella norma all’interno del mercato sessuale è quella più facilmente soggetta all’influsso di più variabili, dal momento che nella vita di tutti i giorni è molto facile che gli capiti di relazionarsi con altri uomini  e donne di aspetto simile.  Un uomo normale può essere fautore del proprio destino o subire passivamente eventi sfortunati: in parole povere può essere incel o no per i motivi più disparati.
Siamo sempre d’accordo ovviamente sul fatto che la donna abbia un potere sessuale enorme rispetto all’uomo e ormai tutti voi cari amici lettori del blog sapete per filo e per segno che viviamo in una società che potenzialmente favorisce l’ipergamia e la superbia femminile all’inverosimile rispetto al passato.
 Dove voglio quindi andare a parare sostanzialmente?
Il succo del mio pensiero si può riassumere nei seguenti punti:

a) Quella delle CO under  5 con un potere sessuale enorme è una mezza verità.  Sicuramente trovano facilmente qualche normaloide che le usa ben volentieri per vuotarsi le palle, ma alla fin fine lo vedo nella realtà dei tutti i giorni: il 99% delle coppie per strada sono pariestetiche e nessun uomo 5-6 normopeso accetta di buon grado una ltr con una CO da cui non è attratto sessualmente;

b) La fascia dei  normaloidi può davvero essere quasi considerata come la più infame di tutte se hai delle gravi carenze in M, S e contesto amicale: vivi praticamente sospeso in un perenne limbo in cui come requisito minimo per trovare una donna chiedi solamente che sia magra, che respiri e che non sia deforme di faccia ( sei praticamente attratto dal 70% delle donne italiane, non ti sembra di chiedere la luna ) eppure non riesci a cavarci un ragno dal buco, perché come ho detto prima sei risucchiato in una specie di competizione contro la maggior parte della popolazione italiana.

c) Come ho detto prima, i brutti e le brutte toh saranno il 20% della popolazione?  Sicuramente un uomo brutto conduce una vita di merda, ma se ha un minimo di senso critico un 4 capisce dopo un po’ di tempo la sua condizione, ne prende atto e sa benissimo il livello delle donne a cui deve puntare se non vuole farsi le seghe e magari mettere su una storia. Le donne brutte e le CO dopo aver constatato che un 5-6 preferisce rimanere incel piuttosto che impegnarsi con una di loro, ridimensionano tranquillamente le loro pretese ed inevitabilmente finiranno in una relazione con un brutto pariestetico quando sentiranno il fervente bisogno di accasarsi e avere stabilità emotiva. Essendo quindi i brutti meno in competizione tra di loro dal momento che rappresentano si e no il 20% della popolazione  e alla luce del ragionamento appena fatto sul modo di agire delle CO, risulta per loro moderatamente più facile statisticamente trovare una compagna che gli possa donare quel barlume di felicità e sesso quotidiano, rispetto ad un normaloide.

d) Ma perchè un normaloide si ostina alla castità, incelness, stenti e prostitute piuttosto che risolvere il problema alla radice e accontentarsi delle prima CO che ci starebbe? Perché continuare a lottare contro il sistema invece di trovare un compromesso per non uscire pazzo ed evitare la depressione? La risposta ( oltre al fatto della pressoché nulla attrazione fisica ) è la paura della stigmatizzazione sociale. In parole povere per farla breve: sei un cesso da 4 e dopo anni di seghe ti fidanzi come una 4? Il mondo è felice finalmente della fine delle tue sofferenze perché sa che sei brutto e si congratula con te, anche se la partner non ha sembianze umane. Sei un 5 pesantemente menomato con S, M e contesto amicale? Per il mondo non hai scampo: non sei brutto e se vieni visto in compagnia di una donna molto più brutta di te scattano sentimenti di pena, compassione oppure ti pigliano direttamente per il culo alle spalle. A nessuno frega un cazzo del perché finiresti in un’ ipotetica situazione come quella, sei definitivamente bollato come caso umano e basta e non è magari nemmeno del tutto colpa tua. Molti magari sono inconsciamente redpillati e si fanno due domande: peggio tutto ciò o l’incelness magari pagando una prostituta ogni tanto? Sta a vedere che…

Questi sono sostanzialmente i motivi per cui credo che non è per forza detto che un brutto se la passi peggio di un incel, ma ovviamente lungi da me voler far passare il concetto che è meglio essere brutti piuttosto che normaloidi, dal momento che alla fine trovare una pariestetica ( prima o poi ) è alla portata di tutti.
Questa voleva solo essere un elenco di mie considerazioni condivisibili o meno, ma che potete cercare di fare vostre la prossima volta che vi si para davanti un ragazzo normale che lamenta gravi problemi con le donne, invece di partire subito con frasi tipo “ma non sei brutto” ed essere colti da un senso di inspiegabile sorpresa.  Io se penso agli incel doc che conosco in real life ( miei amici stretti e non ) mi viene in mente una sfilza di nomi di persone non avvenenti, ma di certo non di aspetto sgradevole.
Voi che ne pensate?


Il Redpillatore Risponde:


Lo spunto è interessante, in particolare perché solleva un tema che non abbiamo mai trattato in maniera molto approfondita, e cioè la stigmatizzazione sociale in cui bene o male incorrono gli uomini normaloidi che, avendo difficoltà a trovare una pariestetica, accettano il ripiego di una storia con una brutta.
Bisogna tenere presente che, come è già stato detto più volte, il valore di un uomo è dato non tanto dalla quantità di donne con cui va, quanto piuttosto dalla qualità.

Si possono fare molti paragoni: presumibilmente, è più forte un calciatore che ha cambiato tante squadre di serie C o uno che ha militato per tutta la carriera nel Milan?
E' più talentuoso un attore che ha fatto molti film a basso costo oppure un attore che è stato ingaggiato come protagonista per pochi colossal?
 
Ripiegare su una ragazza con un valore di mercato nettamente più basso è un arma a doppio taglio, perché con questa scelta si sta di fatto comunicando agli altri che il nostro valore è più basso di quanto si possa pensare.


Un bravo attore che momentaneamente non ha offerte per film importanti non andrà a impegnarsi in film scadenti perché sa che, così facendo, il suo valore verrà sminuito e in futuro sarà per lui più difficile trovare altri ingaggi. Piuttosto rimane senza lavorare.

Detto questo, non penso però che questa circostanza sia un punto a favore dei brutti.

Primo perché ovviamente le brutte non piacciono neanche ai brutti, e secondo perché tu dai per scontata una cosa (evidenziata in verde) che tanto scontata non è, e cioè che le brutte, constatata l'impossibilità di fidanzarsi con un uomo nella media, siano così rassegnate, per non dire ben disposte a prendersi un brutto.

Secondo me non è per nulla così, molte brutte preferiscono comunque essere il ripiego scopereccio di un normaloide, magari illudersi che un giorno lui deciderà di impegnarsi con loro, piuttosto che accettare di pigliarsi un brutto.

Tra belli e tra persone nella media ci si accetta ben più volentieri di quanto si faccia tra brutti.


 Le donne oggi sono finanziariamente indipendenti e non c'è nessuna pressione sociale al matrimonio/fidanzamento. Tutto questo fervente bisogno di accasarsi io non lo vedo e, anche ammesso che ad un certo punto sopraggiunga, lo farà comunque più probabilmente verso i 30 anni, dopo una vita spesa a spassarsela con uomini nettamente più belli, con i quali il povero brutto verrà continuamente paragonato e a causa di ciò, più o meno inconsciamente, disprezzato.
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01/05/19

Perché Molte Donne sono Favorevoli all'Immigrazione?



Sono stato nuovamente (e ingiustamente direi) vittima di censura sulla mia pagina facebook.
Il motivo? Un commento fatto alla locandina propagandistica che vedete sopra in cui facevo ironicamente notare che il meticciato comporta un annullamento di due diversità che hanno richiesto migliaia di anni di endogamia e adattamento ambientale per formarsi.
Il che mi sembra francamente un'ovvietà, un dato di fatto incontestabile, e un normalissimo esercizio della mia libertà di pensiero.

Non l'avessi mai fatto, il post in poche ore ha toccato le 20k visualizzazioni e una massa aggressiva di beoti si è riversata nei commenti per inveirmi contro, tutti con argomentazioni a dir poco imbarazzanti, quando non completamente fuori tema.

C'è chi mi fa notare che "mescolare i geni fortifica e rende più intelligenti". Lo ha letto su qualche rivista gossippara accanto all'articolo in cui si dice che chi ha l'alluce più lungo dell'indice è un amante più focoso.
Basta un po' di spirito critico e di voglia di informarsi per accorgersi che i popoli che hanno subito più meticciato ( vedi ad esempio l'America Latina) non sono né più longevi né più intelligenti dei popoli isolati, come ad esempio gli islandesi. Casomai il contrario. I picchi di longevità si osservano proprio fra le popolazioni più isolate, che non a caso sono le più studiate dai genetisti. Ricordo ad esempio il furto di 25mila campioni genetici sardi, che servivano per studiare il segreto di longevità di alcuni isolani.

C'è poi chi si improvvisa genetista da tastiera e mi vuole spiegare che "l'Italia è sempre stata un miscuglio di popoli". Io, per carità, non sono un genetista, ma ho fatto il test del dna e sono appassionato di genetica di popolazioni. Qualche conoscenza ce l'ho, non a livello accademico, ma sicuramente superiore a quella del 99% della popolazione.
Anche io, come tutti, tendevo a sovrastimare gli influssi genetici dovuti agli spostamenti più recenti. Ma se si vanno a controllare i risultati genetici degli italiani ci si accorge facilmente di come il grosso del background genetico risalga ad epoche molto antiche (e si tratta comunque di mescolamenti fra caucasoidi). Ri-citando il genetista Paolo Francalacci:

"La genetica è più democratica della storia, perché ci fa vedere gli spostamenti delle masse, non dei singoli re e dei loro eserciti. Gli uomini hanno tutti una origine comune: una piccola tribù africana di circa 150000-200000 anni fa. (su questa parte tornerò in futuro perché sta prendendo sempre più piede la teoria della multi-regionalita sull'origine della specie umana) 27000 anni prima prima di Cristo la base genetica dell' Italia moderna ha iniziato a definirsi: gruppi di uomini provenienti dal Medioriente e dall' Europa (prima dal nord, più tardi da occidente) cominciarono a susseguirsi sul territorio italiano fino al XII secolo a.C. La cosa più sorprendente è che il paesaggio genetico italiano è rimasto fermo a età preromana. Gli antichi romani, che tanta importanza hanno avuto da un punto di vista culturale e politico non hanno influito molto sui geni degli italiani: erano infatti sì una élite dominante, ma costituivano un gruppo troppo piccolo per lasciare una eredità genetica."

Tra l'altro ci vuole molta fantasia per paragonare gli spostamenti del passato a quelli di adesso.
In tutta la storia dell'umanità non c'è mai stato un simile rimescolamento genetico come negli ultimi decenni, sia per la massa di popolazione che si sta spostando grazie ai nuovi ed economici mezzi di trasporto, sia per la distanza che i migranti compiono.


Altri mi chiedono se ho una laurea in medicina per poter parlare. Per osservare che se un nero e una bianca fanno un figlio questo presenterà un mix di caratteristiche dei genitori e sarà diverso fenotipicamente da loro bisogna avere minimo una laurea. Non so, forse chi non è laureato in medicina è daltonico.
Comunque tirare fuori la medicina quando si parla di razze equivale proprio a darsi la zappa sui piedi, visto che la medicina è uno dei pochi settori in cui il politicamente corretto ha attecchito di meno.
Qualunque studente di medicina sa che diversi gruppi etnici hanno diverse predisposizioni a certe malattie e rispondono diversamente ai trattamenti.

Lasciamo perdere i medici e ascoltiamo i genetisti? "Io ho dalla mia la comunità scientifica, i genetisti concordano nell'affermare che le razze non esistono" Balle. Non esiste una opinione concorde all'interno della comunità scientifica. Ho raccolto le diverse posizioni in un articolo:


E' chiaro che nei talk show che guarda certa gente, in cui ogni tanto ospitano qualche genetista, appena prima di Corona che parla del suo nuovo tatuaggio al pube, invitano solo i genetisti conformi al politicamente corretto, ma molti altri esprimono opinioni di altro tipo. Alcune citazioni raccolte dalla pagina facebook Ethnopedia, che tratta proprio questo genere di tematiche:




"La più grande struttura genetica che esiste nella specie umana si presenta al livello di razza.
Identificare differenze genetiche tra razze e gruppi etnici è scientificamente appropriato. Due caucasoidi sono geneticamente più simili tra loro rispetto a un caucasoide e un mongoloide."


Neil Risch, genetista, professore di genetica umana all'Università di San Francisco e direttore dell'Institute for Human Genetics.


 "Le razze umane si stanno evolvendo ognuna per la propria strada. I geni si stanno evolvendo velocemente in Europa, Asia e Africa, ma quasi tutti questi geni sono unici del loro continente. Ci stiamo assomigliando sempre meno, non ci stiamo fondendo in una singola umanità mescolata."

Henry C. Harpending & John D. Hawks, genetisti delle popolazioni, antropologi fisici e paleoantropologi.


 "La razza è un concetto biologico valido."

Vincent Sarich, professore emerito in antropologia all'UC Berkeley e ricercatore di evoluzione umana.


"Le razze sono biologicamente reali (sebbene non possiamo delimitarle con precisione) e certamente non sono solo dei costrutti sociali.
La solfa del 'costrutto sociale' è semplicemente politically correctness imposto su una realtà biologica. Alla luce delle differenze morfologiche e genetiche tra le popolazioni umane, come possono queste differenze essere dei semplici 'costrutti'?"


Jerry Coyne, professore emerito di biologia all'Università di Chicago, forte sostenitore dell'evoluzionismo e famoso per le sue lotte alle pseudoscienze. I suoi campi sono la speciazione, la genetica evolutiva e la genetica ecologica.


Questo per far capire quanto idiota possa essere certa gente, convinta arrogantemente di avere "la comunità scientifica" dalla sua parte.
Vogliono aprire dibattiti scientifici quando sono analfabeti funzionali che neppure hanno gli strumenti culturali e intellettivi per comprendere un testo scientifico.


Poi ci sono invece quelli che spostano il dibattito, anziché sul piano genetico, su quello della libertà individuale. "eh ma ognuno è libero di andare con chi vuole". Si ergono a paladini della libertà cercando di dipingermi come mostro liberticida, quando io non ho messo in discussione nessuna libertà, ho preso solo atto di una situazione di fatto.
Questi sono quelli che ottengono consensi facili ma sono anche quelli razionalmente più preoccupanti e quelli che fanno più danni in società.

Non si rendono conto che se ognuno facesse ciò che vuole, come allo stato primitivo, sarebbe il caos.
Una società civile funziona proprio perché ognuno sacrifica parte della sua libertà per il bene collettivo.
Curioso poi che questi soggetti che cianciano di libertà poi siano i primi a volermi censurare, invadendo il mio spazio e impedendomi di esprimere le mie idee in libertà.
Irrazionalità + incoerenza, un mix delirante e micidiale.



Uno spunto interessante dalla vignetta però è venuto fuori.
Alcuni utenti hanno fatto notare come la maggior parte dei manifesti contenenti coppie miste utilizzino donna bianca e uomo nero, e molto più raramente il contrario.
Come mai questa scelta? Secondo me ci sono due punti da tenere a mente.
 

Il primo motivo è che le donne sono più facilmente manipolabili dai media. I loro schemi comportamentali si basano più sulle emozioni che sulla ragione. E' molto più facile persuaderle facendo appello a ideali riconosciuti come nobili, l'amore, la solidarietà, l'accoglienza. Si soffermano sul presente e spesso non hanno la lungimiranza per comprendere le conseguenze di certe azioni. Ad esempio vedono il povero immigrato africano e viene loro istintivo accoglierlo. Non pensano che poi all'immigrato bisogna dare una casa, bisogna vestirlo, nutrirlo. Non pensano che l'immigrato è portatore di una cultura differente, poco integrabile se non addirittura ostile e ciò ha delle ripercussioni sulla nostra società. Non pensano che le risorse sono limitate e che se accogliessimo tutti i bisognosi del mondo, ammesso di averne la possibilità, la nostra qualità della vita subirebbe un enorme tracollo. 
Pensano alla gratificazione sociale che viene loro data quando si mostrano tolleranti ed accoglienti.
Da una parte hanno una società che le premia per la propria apertura mentale, per il fatto di essere antirazziste e moderne. Dall'altra, grazie alla continua propaganda volta a presentare lo straniero, in particolare africano, in un'ottica positiva finiscono per provare genuina attrazione.


Il secondo motivo è di tipo biologico. Da che mondo è mondo la scomparsa di un popolo è sempre passata attraverso le donne
La storia ci insegna bene che quando due gruppi umani entrano in conflitto, la prima cosa che fanno i vincitori è appropriarsi delle donne e inseminarle.
Guillame Faye, nel suo libro Sex e Deviance, fa notare che questo è un fenomeno a cui si assiste comunemente anche nel mondo animale. La femmina si schiera con il maschio più dominante indipendentemente dal gruppo di origine.
Quando un maschio del suo gruppo non è in grado di garantirle sicurezza e protezione, lei si rivolge a quello di un altro gruppo.

Questo porta più rapidamente all'assorbimento e alla scomparsa del gruppo originario perché, a differenza dell'uomo, la donna ha una capacità limitata di fare figli. Non a caso le statistiche demografiche, quando devono misurare il tasso di fertilità di una popolazione, misurano il numero di figli per donna.

Nel caso specifico, in questo periodo storico, è l'Europa (o l'Occidente) ad essere meta di invasione e le dinamiche di cui parliamo le stanno sperimentando i popoli autoctoni europei, destinati appunto all'estinzione attraverso un tasso di fertilità sotto la soglia di sostituzione, un afflusso costante di immigrati e una mescolanza tra autoctoni e allogeni che viene promossa e incoraggiata dalla società.

Bisogna riconoscere che la propaganda sta facendo un lavoro eccezionale. Il lavaggio del cervello di molti europei ormai è tale che non solo non si preoccupano minimamente del proprio futuro e di preservare la propria biodiversità, vedendo come ineluttabile la scomparsa di una civiltà millenaria, ma spesso si autocompiacciono pure della propria autodistruzione e reagiscono con aggressività a chi cerca di sensibilizzarli.
Io davvero non riuscirò mai a capire cosa possa frullare nella mente di una persona che non sa apprezzare le varietà della specie umana e vorrebbe ridurre l'umanità ad una poltiglia omogenea indistinguibile.
So solo che verremmo ricordati come quelli che si autodistrussero solo perché le donne si sentivano più cool ad avere un bananone cioccolatoso in mezzo alle gambe.



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