01/02/19

Interpretazione Estetica dei Personaggi Disney

Biancaneve e i Sette Nani
Biancaneve e i Sette Nani

A partire dal 1937, anno in cui Walt Disney portò su grande schermo la fiaba di Biancaneve e i Sette nani dei fratelli Grimm, i film di animazione della Disney fanno parte fanno parte dei ricordi d' infanzia di tutte le generazioni.
Ogni bambino ha visto qualche classico Disney e, come una spugna, ne ha per forza di cose assorbito qualche messaggio più o meno implicito.
Sicuramente anche voi, pur senza rendervene conto, sarete stati influenzati da alcuni cartoni di cui all'epoca ignoravate molti significati.
Magari vi è anche capitato di rivederli dopo molti anni con gli occhi di un adulto e vi sarà sembrato di guardare un film completamente diverso rispetto a quando eravate fanciulli. E' ciò che è capitato a me di recente con "Il Re Leone".

Avevo 8 anni la prima volta che andai a vedere quello che da molti è ritenuto il cartone più bello di sempre. Essendo uno dei primi esempi di animazione al computer, era considerato un cartone rivoluzionario: solo la scena degli gnu aveva richiesto anni di lavoro per realizzarla.
La storia del piccolo Simba mi ha tenuto incollato allo schermo da bambino, ma continua a farmi molto riflettere anche a distanza di un quarto di secolo, tanto che ho pensato di racchiudere in questo articolo alcune delle metafore che solo di recente e con una maggiore maturità (si fa per dire) sono riuscito a cogliere, in particolare quelle relative all'estetica dei personaggi.

Il Re Leone


Mufasa e Scar
Mufasa e Scar

Nel film, tutta la vita della savana ruota intorno al "cerchio della vita", un equilibro naturale che garantisce armonia e prosperità ma che può portare caos e distruzione se viene rotto.
L'ordine delle cose viene preservato attraverso una società tendenzialmente conservatrice e strutturata secondo precise gerarchie. Tale sistema vede i leoni al vertice della piramide e non ha alcuna mobilità sociale.

All'inizio della storia assistiamo alla celebrazione della nascita di Simba, il figlio di re Mufasa.
E' un'occasione di festa per il neonato ma anche, e soprattutto, un rito che ha una valenza politica: rappresenta infatti l'ingresso in società del futuro regnante.
Gli animali della savana, perfettamente consci del proprio ruolo subordinato, si prostrano di fronte a lui e ne riconoscono la supremazia.

Solo uno non è intenzionato a seguire la corrente ed è Scar, fratello di Mufasa.
La nascita del piccolo lo scalza dalla linea di successione al trono e questo non gli va proprio a genio.
Fin dalla prima scena in cui compare, lo vediamo lamentarsi del fatto che "la vita è ingiusta".
E' interessante il modo in cui i creatori hanno deciso di rappresentarlo. Una vistosa cicatrice (Scar in inglese significa appunto cicatrice) attraversa il suo occhio sinistro e il suo aspetto è in netto contrasto con quello di Mufasa; i due sono fratelli ma non sembrano neanche appartenere alla stessa specie da quanto sono diversi fisicamente.
Scar è di pigmentazione molto più scura; la sua statura è meno elevata e la corporatura meno robusta di quella del fratello.
La proporzione delle taglie dei due rispecchia la proporzione dei poteri ma, a parte questo,  i dettagli fisici di Scar lo rendono decisamente più brutto come personaggio.
Anche chi non avesse visto il cartone, se dovesse provare ad indovinare chi è il buono e chi è il cattivo basandosi sul solo aspetto, probabilmente non avrebbe troppi dubbi nell'indicare Scar come "cattivo" e Mufasa come "buono".

Questa è un po' una costante dei film della Disney. Tendenzialmente, i personaggi buoni sono belli, quelli cattivi sono brutti.


Del resto, di chi si serve Scar nel suo tentativo di spodestare il fratello? Delle iene.
Le iene godono di una brutta fama dal momento che si nutrono di carcasse, ma in natura svolgono una funzione importante: sono infatti gli "spazzini" della savana e impediscono il proliferare di malattie che possono essere portate dalla putrefazione dei cadaveri.
Però sono brutte, quindi si prestano perfettamente al ruolo di complici del cattivo Scar nella sua scalata al potere. Un'ascesa che viene presentata attraverso evidenti similitudini con il nazismo, come testimoniano le scene che compaiono durante l'intermezzo musicale di "Sarò Re" e che sono un chiaro riferimento ai cortometraggi di propaganda nazista.

Questo dettaglio è particolarmente ironico se si considera che tra le due forme di governo, quella di Mufasa e quella di Scar, è decisamente quella del primo regnante che assomiglia di più al nazismo, visto che prevede il dominio di una specie superiore (quella dei leoni) sulle altre, che vengono tenute separate, oppure addirittura ghettizzate come accade con le iene, che vivono ai margini del regno.
Scar invece è un traditore del proprio gruppo sociale e pone le iene sullo stesso piano dei leoni.
E' quindi quanto di più lontano esista dall'identitarismo, ma associandolo ad Hitler gli autori raggiungono perfettamente l'obiettivo di presentarlo come il cattivo.

Ciò che è Bello è Buono

la bella addormentata nel bosco


Quello del Re Leone non è certo l'unico caso in cui un cartone della Disney presenta i personaggi positivi come belli d'aspetto e quelli negativi come brutti.
Le principesse Disney ad esempio sono tutte di una bellezza piuttosto standardizzata, con lineamenti aggraziati e corpi esili. Da Cenerentola a Biancaneve, da Jasmine di Aladdin a Belle della Bella e la Bestia.


Caratterialmente sono umili e modeste e, alla faccia delle femministe, non hanno altra ambizione se non quella di trovare il vero amore.


I principi invece sono alti, forti e coraggiosi, molto mascolini e dominanti come ci si aspetta dal classico maschio alfa. Nelle locandine sovrastano fisicamente la loro controparte femminile, che si abbandona tra le loro braccia per farsi proteggere.


Il fattore estetico è molto spesso la locomotiva trainante delle vicende dei personaggi.
Cenerentola vive con la matrigna e le sorellastre brutte e perfide.
La storia di Biancaneve ruota intorno alla competizione su chi sia "la più bella del Reame".
Il principe la salva baciandola, ma non ha neppure interagito con lei e se ne è innamorato solamente in virtù della sua bellezza.
La Bella Addormentata nel Bosco riceve alla nascita il dono della bellezza e del canto. Quando cresce vorrebbe trovare l'amore e lo sogna, immaginandolo "alto e bello".
Il messaggio è piuttosto chiaro: se sei bello ti amano, se non lo sei non ti amano.

Anche la classica lotta tra il bene e il male che accomuna i cartoni della Disney si può dire che assuma i connotati di uno scontro fra belli e brutti, con i primi che hanno sempre la meglio sui secondi.

Nel 2010 uno studio condotto da 2 Università statunitensi ha preso in esame 163 personaggi Disney dal 1938 ad oggi.
Ai partecipanti è stato chiesto di dare un voto da 1 a 10 ai personaggi in base alla loro bontà, attrattività, intelligenza, aggressività, coinvolgimenti amorosi e successo nella vita.
E' emerso chiaramente come in ogni film i buoni erano più attraenti, più intelligenti e meno aggressivi.
Inoltre per loro era più probabile vivere una vita felice e trovare l'amore.


Certo le persone conoscono la differenza tra un cartone e la realtà ma, soprattutto nel caso dei bambini, penso sia plausibile che determinati messaggi vengano interiorizzati e si finisca per rafforzare sempre più il concetto di bello è buono e brutto è cattivo.


Voi che ne pensate?

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23/01/19

Come Riconoscere e Difendersi dalla cd. ''Profumiera''

profumiera
profumiera

 Chi è la ''Profumiera''?

La donna, si sa, è abile nel padroneggiare l'arte della manipolazione. Non potendo contare sulla stessa forza fisica che la Natura ha concesso all'uomo, l'evoluzione l'ha necessariamente costretta ad agire d'astuzia e a sviluppare armi di persuasione più psicologiche che fisiche. E' probabilmente così che nel tempo è diventata tanto abile nel fingere e nel dissimulare, quanto perspicace nel riconoscere la finzione altrui: essere ingannati da una donna, soprattutto se di bell'aspetto, è piuttosto facile, ingannarla è invece arduo e ti fa sentire come un artificiere alle prese con un ordigno inesploso.


In un'epoca come la nostra dove il sesso è diventato un bene di lusso alla portata di pochi eletti, gli uomini poco attraenti hanno ancora più probabilità di cadere vittime dei tranelli femminili e spesso finiscono per compromettere seriamente la qualità della propria vita.
La donna sa che, grazie al proprio potere sessuale, è in grado di ottenere molteplici vantaggi dagli uomini e, complice una società che non fa che scusarla per i suoi comportamenti, non esita certo ad utilizzare ogni mezzo per ottenere i suoi obiettivi, anche passando sopra l'etica.

Esiste una parola spesso utilizzata per definire la tipologia di donna approfittatrice e doppiogiochista, ed è "Profumiera".
La profumiera è colei che sembra starci con te ma che, al momento di concludere, si tira indietro.
Sembra volertela dare, mentre ti vuole solo illudere facendotene annusare il profumo.
Il suo obiettivo è crearsi una schiera di uomini zerbini che stiano al suo comando e facciano ciò che lei vuole.

Le ragioni sono fondamentalmente 2 e possono benissimo coesistere:
  1. Ego: la profumiera è in genere una donna insicura e il cercare di manipolare gli uomini e indurli a fare ciò che lei desidera è semplicemente un modo per accrescere la propria autostima. Un po' come fanno le ragazze che si trovano in chat senza avere alcuna intenzione di incontrare qualcuno (salvo rarissime eccezioni),  bensì solo per avere un egoboost dall'enorme numero di feedback positivi che ricevono.
  2. Vantaggi materiali: lo zerbino addomesticato dalla profumiera infatti spende notevoli energie e denaro per compiacerla. Le fa notevoli favori come scarrozzarla in giro, offrirle drink e cene, passarle gli appunti della lezione che lei si è persa perché stava in giro a trombare con qualche figo e via di seguito.

Essere illuso da una profumiera non è mai una bella esperienza: ci si sente stupidi a causa della propria ingenuità e persino il danno economico passa in secondo piano rispetto alla consapevolezza di essere stati ingannati e aver creduto ad un miraggio.


Come Riconoscere una Profumiera

In un precedente articolo ho spiegato come capire se una ragazza è attratta, elencando i più comuni segnali di interesse che un uomo piacente può ricevere quando interagisce con le donne.

E' importante fare attenzione a questi indicatori perché sono un utile strumento per misurare la disponibilità di una ragazza, ma allo stesso tempo dovete essere consapevoli che non tutti i segnali sono genuini: alcuni sono semplici trucchi celati dietro una maschera di interesse.

Ad esempio: siete in un locale e avete appena approcciato una ragazza che risponde positivamente alle vostre avance. Ride alle vostre battute, manda avanti la conversazione e vi sfiora di continuo.
Ad un certo punto andate al bancone per prendere qualcosa da bere. La conversazione si protrae ancora per qualche minuto e poi lei trova una scusa per congedarsi. Lasciandovi lì come dei coglioni.

Cosa è successo? Lei aveva semplicemente voglia di bere qualcosa e vi ha illusi di essere interessata per farsi pagare la consumazione.

E' evidente l'ipocrisia dietro ai segnali che avete mal interpretato, ma il danno è stato fatto e voi vi ritrovate con 10 euro in meno in tasca e venti minuti buttati.

Vi assicuro che queste situazioni sono più comuni di quanto si pensi. Io ho conosciuto bestie ragazze che si vantavano perfino della loro abilità di ingannare gli uomini per scroccare cocktail, che se mai qualcuno scriverà la Divina Commedia 2.0 dovrà assolutamente includere un girone infernale per questa infame categoria femminile.

Come Difendersi da una Profumiera



Sfortuna vuole però che non sempre ci sia un modo efficace per difendersi dalle trappole, soprattutto se la furbata avviene in un lasso di tempo molto circoscritto e non avete modo di conoscere chi avete di fronte in maniera approfondita.

Ci sono però alcuni consigli utili:

  • Prestare attenzione alle incoerenze

Le parole sono in genere più falsificabili dei gesti. Può capitare quindi che una donna a parole mostri interesse, ma che il modo in cui si muove la tradisca. Vi riempie di attenzioni e complimenti ma il suo linguaggio corporeo è chiuso, con braccia conserte e gambe incrociate? Molto probabilmente il suo atteggiamento è solo una farsa. 
  • Restare umili

Vi hanno sempre scartato brutalmente perfino le ciccione, non trovate strano che all'improvviso una ragazza carina si mostri così aperta? Se vi sembra strano è perché lo è. Se assomigliate a Woody Allen e non avete la sua verve comica (men che meno il suo status) vi si dovrebbe accendere una lucina in testa.
Questo punto è quello che ignorano tutti quei polli che vanno a Budapest sperando di ficcare e si lasciano approcciare da ragazze così belle che in Italia non si accorgerebbero della loro presenza neanche a 1 metro, facendosi convincere ad andare in un bar per bere qualcosa.

Poi le signorine, d'accordo con il gestore del locale, spariscono e li lasciano lì con un cospicuo conto da pagare e un energumeno che sembra Fedor Emelianenko pronto a fare un servizietto poco carino nel caso non tirino fuori i soldi.

Insomma: restate coi piedi per terra.

  • Ricambiare la Profumiera con la sua stessa moneta

Normalmente quando si ricevono segnali positivi da una donna, la prima cosa da fare è spingere sull'acceleratore.
Dovete ricambiare i suoi segnali di interesse con altrettanti, in un'escalation che alla fine porterà al sesso.
Dovete però manifestare segnali dello stesso tenore (o leggermente inferiore) dei suoi, perché mostrare più interesse per lei di quanto lei ne mostri per voi potrebbe farla irrigidire e diminuire il vostro valore ai suoi occhi.

Spesso le profumiere riescono facilmente nella loro strategia perché gli uomini che si lavorano sono dei beta e non hanno la sicurezza di sè necessaria per procedere con un'escalation.
Il loro gioco regge perché la vittima è immobilizzata dalla timidezza e non riesce a trovare il coraggio per spingersi sul piano sessuale.
Non abbiate paura di ricambiare il suo interesse. Se una ragazza cerca il contatto fisico con voi ricambiate il suo gesto e spingetela a fare per voi più di quanto lei cerchi di indurvi a fare per lei.
Se di fronte alla vostra reazione si irrigidisce o diventa più fredda, molto probabilmente stava solo cercando di ingannarvi.

  • Stop Loss

Lo Stop Loss è un metodo utilizzato in ambito finanziario e consiste nel fissare preventivamente il prezzo di vendita di un titolo azionario in perdita.
In pratica l'investitore stabilisce in anticipo quanto è disposto a perdere in un determinato investimento, e si rassegna alla perdita nel caso essa si verifichi.
Il principio è che vendere subito in perdita può a lungo termine rivelarsi più proficuo che aspettare un rialzo che può benissimo non arrivare ( o almeno non a breve termine), quindi conviene tagliare le perdite e lasciar correre i profitti.

Questo espediente si può prendere in prestito ed applicare anche ad altre situazioni della vita, inclusi i rapporti con le donne.
Molte volte conviene troncare con una donna sulla quale si è investito molto tempo e denaro piuttosto che protrarre la situazione rischiando di venirne danneggiati ancora di più.

Valutate in anticipo quanto tempo, denaro ed energie siete disposti ad investire su una donna.
Dopo di che, se lei ancora non ve l'ha data, lasciate perdere.

A lungo andare ciò vi farà risparmiare molte risorse preziose che potrete destinare ad un altro rimorchio con più probabilità di riuscita invece di sprecarle con una profumiera.

Come fissare lo Stop Loss?

E' tutto molto soggettivo. Dipende dalle possibilità di ognuno, da quanto ci piace una ragazza e da molti altri fattori. In linea di massima non fate regali costosi a ragazze con cui non siete stati a letto. Se abita lontano proponetele di incontrarvi a metà strada, non sobbarcatevi tutto il costo del viaggio.

Ma il fattore tempo è secondo me quello più significativo.

Per esperienza occorrono tra le 7 e le 10 ore per portare una ragazza a letto. Gli stessi pua parlano di una "regola delle 7 ore".
In genere si tratta di 4-5 appuntamenti dopo i quali le probabilità che una te la dia calano drasticamente.

Chiaramente si tratta di una media. Può capitare che una te la dia dopo due ore e un'altra dopo 20.
Però è una media a mio avviso piuttosto attendibile e può essere utilizzata come punto di partenza per fissare uno stop loss.

Se dopo 10 ore che frequentate una ragazza non avete ottenuto neppure un misero bacio, beh forse è tempo di affrontare il fatto, sgradevole, di trovarvi davanti ad una profumiera.

A quel punto è forse meglio tagliare corto e rassegnarsi al tempo perso piuttosto che continuare a farsi sfruttare.


E voi, vi siete mai imbattuti in una profumiera? Come avete fatto a riconoscerla e come vi siete difesi? Fatemelo sapere nei commenti.



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09/01/19

''Donne di 50 anni? Troppo Vecchie da Amare'' La Provocazione dello Scrittore Francese

Yann Moix
Yann Moix

 ''Donne di 50 anni Troppo Vecchie da Amare''

Con la stessa irruenza di un esercito celtico intenzionato a saccheggiare villaggi, in poche ore ha attraversato le Alpi per giungere nella nostra penisola la notizia dello scrittore francese Yann Moix, che durante la presentazione del suo ultimo romanzo "Rompre" ha candidamente affermato di essere "incapace di amare una donna di 50 anni" e, alla richiesta di spiegazioni dell'intervistatrice, ha senza scomporsi rincarato la dose dicendo: " Preferisco il corpo delle donne più giovani. Il corpo di una donna di 25 anni è straordinario. Il corpo di una donna di 50 non lo è affatto"

In una società ginocentrica come la nostra, una simile affermazione così politicamente scorretta non può che suonare come una dichiarazione di guerra. Non potevano quindi mancare le repliche delle infervoratissime donne, famose e non, che non sono in grado di tollerare che anche un uomo possa avere degli standard di bellezza.

E in effetti Yann Moix è un cinquantenne ancora di bella presenza. Ha lineamenti abbastanza armoniosi e un'attaccatura di capelli invidiabile, e fortuna che è così perché altrimenti, oltre alle varie accuse che si sono succedute riguardo alle minuscole dimensioni del suo pisello ( chi è esprime un'opinione che non va a genio alle donne ha necessariamente il pisello piccolo, non so in base a quale principio logico ma fidatevi che è così), lo avrebbero brutalmente massacrato anche sul fatto che è un cesso pelato. Il suo aspetto (e la sua fama) è stato quindi una sorta di ombrello per la pioggia di critiche abbattutasi su di lui.


In fondo non lo si può neanche biasimare, ha semplicemente detto la verità: una donna di 50 anni non è esteticamente bella come una di 25. Mi sembra un fatto incontestabile.


Le donne invecchiano molto più velocemente degli uomini e la bellezza è in qualche modo legata alla fertilità.
Dopo i 30-35 anni la fertilità di una donna inizia a calare drasticamente, mentre un uomo conserva fino a 40 anni più o meno la stessa fertilità che ha a 20 e solo verso i 45 anni inizia a sperimentare un lento declino.

Un uomo di 50 anni può tranquillamente essere ancora appetibile per delle trentenni se porta bene i suoi anni.



E' vero che ci sono molte cinquantenni belle, gli esempi si sprecano con le varie celebrità, ma sono appunto celebrità e non sono rappresentative della popolazione media, e anche chi tira fuori Monica Bellucci o Kim Basinger non può non riconoscere che, seppure ancora piacenti a cinquant'anni, a 28 erano comunque migliori esteticamente.
Rimangono belle a 50 anni perché erano belle da giovani. Come diceva mia nonna " Una bella scarpa, da vecchia, è pur sempre una bella ciabatta".

Una donna bella diventa meno bella ma pur sempre appetibile, una donna nella media invece diventa decisamente inchiavabile a 50 anni. 



Ma evidentemente sono cose che non si possono dire pubblicamente, bisogna sempre e solo dire che le donne sono stupende, bellissime, magnifiche ad ogni età e con qualunque aspetto perché altrimenti ti devi preparare a subire un linciaggio mediatico.

Perché in questa società una donna che ha mezzo secolo alle spalle, dopo una vita in modalità Dio in cui è stata servita e riverita da tutti, non può assolutamente accettare che venga messo in discussione il suo valore di mercato, non può assolutamente tollerare neppure una minima perdita di fascino, altrimenti ne salta un caso internazionale, mentre un uomo non attraente deve rassegnarsi ad essere scartato dalle donne anche se è nel fiore della sua giovinezza e all'apice del suo desiderio sessuale.
Non può neppure lamentarsi di ciò se non vuole venire addirittura deriso, ed è costretto a vivere la sua condizione in silenzio e nell'indifferenza generale.

Del resto lo stesso Moix, dopo la sua irriverente affermazione e il conseguente polverone, si è prima giustificato dicendo di "non essere responsabile dei suoi gusti", e poi si è scusato dicendo che "tanto anche le 50 enni non lo considerano". Un atto di umiltà, a mio avviso più sollecitato che spontaneo, ma che ha messo in chiaro il fatto che lui è comunque gerarchicamente inferiore alle donne e che ha ristabilito l'ordine delle cose. Giustizia è stata fatta. E che non si ripeta mai più.
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07/01/19

Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Spagna

Erasmus Spagna
Erasmus Spagna

Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Spagna


Caro Redpillatore,


voglio raccontarti alcune esperienze personali che ritengo illuminanti per capire la natura femminile. Queste esperienze dimostrano come le donne siano colte da una rabbia viscerale quando vedono che un normaloide sta per ottenere sesso facile.
Queste esperienze fanno riferimento al mio Erasmus a Barcellona di circa 5 anni fa, avevo 22 anni. Tieni presente che io sono un normaloide tra il 6 e il 7 che nell'adolescenza non ha sfruttato appieno le sue potenzialità a causa della timidezza.

1) Conosco questa ragazza spagnola, non mi ricordo in che occasione. Lei è una ragazza sul 5, più grande di me e che starebbe per sposarsi. E' di buona compagnia e usciamo varie volte con comitive diverse, lei non sembra avere alcun interesse per me nè io lo avevo per lei. Diciamo che la consideravo quasi un'amica.
Un giorno, dopo una cena, stavo tornando al mio appartamento attraversando il centro della città, quando incontro la mia quasi-amica. Era in giro con una ragazza a me sconosciuta, sua amica, anche lei una 5. Decido di aggregarmi a loro e andiamo per locali. Capitiamo in un locale con musica dove si balla e io ballo un po' con lei un po' con la ragazza appena conosciuta.
Ad un certo punto mi faccio coraggio e bacio la ragazza appena conosciuta, che ci sta. Improvvisamente la mia quasi-amica sembra colpita da un fulmine. Sembra aver visto morire il suo gatto schiacciato da un tir. Da allegra che era, mette un muso tremendo e inizia a rompere per cambiare locale. Improvvisamente, visibilmente alterata, inizia a dire che doveva tornare subito a casa, nonostante fossero le 11 e 30, orario che in Spagna è considerato da cena.
Quella che ci stava era in macchina con lei quindi avrebbero dovuto tornare entrambe. Continua ad insistere incazzata, non si può più fare nulla e si porta via la nuova ragazza. Naturalmente dopo questo episodio, ho evitato accuratamente di rivedere la mia quasi-amica.

2) Tra le mie conoscenze in Erasmus c'era questa ragazza che organizzava eventi Erasmus Student Network (ESN). Anche lei bruttina, ogni tanto ci scambiavo quattro chiacchiere a tempo perso visto che lei prendeva il mio stesso autobus per andare all'università. Non sembrava interessata al sottoscritto, né io ero interessato a lei.
Un giorno l'organizzatrice ESN organizza un evento a cui avrebbero partecipato gli Erasmus di un'altra città spagnola. Ci vado e a questo evento conosco una brasiliana ed un suo amico. Chiacchieriamo un po' nel locale e poi tutti ci rechiamo nella discoteca. Qui si balla, io ballo con la brasiliana, anche qui provo a baciarla e lei ci sta. Limoniamo tutta la serata ma lei non accetta i miei inviti ad andare a casa mia.
Il giorno dopo prendo il solito autobus per andare in università ed incontro l'organizzatrice. Indovinate un po'? Era incazzata nera. Faccio per parlarci, lei risponde a monosillabi guardandomi in cagnesco. Faccio finta di non notarlo e continuo a chiacchierare come nulla fosse per tenermela buona per future feste, dopo un po' le passa l'incazzatura.

3) Solito evento in discoteca Erasmus. Abbordo una ragazza di non ricordo quale nazionalità. Le dico due cavolate all'orecchio e balliamo un po' insieme. Il ballo si fa sempre più coinvolgente tanto che mi avvicino pericolosamente a lei, i nostri visi saranno a 5 cm di distanza. All'improvviso arriva uno stormo di sue amiche che letteralmente la trascinano via per un braccio. Io la guardo incavolato. Lei mi guarda con uno sguardo che sembra dire "scusale" mentre viene trascinata.

Queste esperienze dimostrano come per le donne, che siano amiche o conoscenti, sia insopportabile la vista di un normaloide che sta per ottenere sesso senza aver attraversato il classico calvario del fidanzamento. Purtroppo queste sono state le volte che questo aspetto del femminile si è manifestato apertamente. Non voglio neanche pensare a quante volte sedicenti amiche e conoscenti hanno fatto di tutto per non farmi concludere con la ragazza di turno.
Non voglio pensare a tutte le volte che amiche hanno evitato di presentarmi altre amiche per paura che potesse nascere qualcosa, a tutte le volte che hanno parlato male di me una volta che me ne sono andato, a tutte le volte che hanno smesso di invitare la loro amica quando c'ero io, a tutte le volte che avrebbero potuto lasciarmi solo con la ragazza che mi piaceva e non l'hanno fatto di proposito. La realtà è che una donna prova una sofferenza tremenda quando un uomo di seconda scelta, riesce a godere di sesso facile, in quanto rischia di non essere più un futuro provider. Le altre donne faranno tutto quello che possono per boicottarvi e fare in modo che occasioni per fare sesso svaniscano nel nulla, non importa quanto dicono di esservi amiche.
Posso assicurarvi che tutte le volte che ci ho provato con una ragazza e vi erano altre ragazze di mezzo (che fossero mie o sue amiche) le cose sono andate SEMPRE male. Mentre qualche volta sono andate bene quando vi erano amici maschi di mezzo o meglio ancora nessuno. Potreste essere portati a pensare che lo facciano perché sono interessate a voi, fidatevi che non è questo il motivo.

Questo problema è tanto più forte quanto sembrate ragazzi bravi e seri. Sono sicuro al 100% che se uno spacciatore marocchino puzzolente si fosse trovato nelle situazioni sopra descritte le amiche non avrebbero mosso un dito, sia per paura, ma soprattutto perché lui non è materiale da essere sfruttato in relazione, quindi chissenefrega se l'amica lo soddisfa. Questo spiega anche perché a parità di bellezza è più facile trombare con look socialmente malvisti, ad esempio pieni di tatuaggi, piercing, creste ecc, infatti a quel punto non siete più materiale da relazione da "preservare".

Vedi: il Peacocking

Per il motivo sopracitato e tanti altri ho chiuso totalmente il capitolo ONS ( Avventure di una notte ndr.) e mi sono dedicato al sesso mercenario che, guarda caso, è disprezzatissimo dalle ragazze "perbene". Anche questo infatti rischia di far divertire troppo i futuri provider che devono essere tenuti a cuocere ben frustrati e affamati, in attesa che arrivi la "donna della loro vita" a sposarli. Per criticare il sesso mercenario naturalmente si nascondono dietro improbabili "sfruttamenti" o dietro a ipocondrie selettive, per cui le prostitute sono malate e il preservativo non basta, mentre la fidanzatina è sana come un pesce.

PS. Quando le donne fanno le moderne, dicono di essere a favore del sesso libero ecc ecc, il sesso libero a cui stanno facendo riferimento è quello tra loro e lo strafigo di turno, che non deve portare a nessuna svalutazione quando alla fine cercheranno un provider. Il sesso libero che intendono non comprende mai quello dei futuri provider che deve essere represso duramente, in qualsiasi modo. Anche se una donna a parole dice di essere favorevole alla prostituzione, basta metterla davanti all'immagine di un uomo che esce soddisfatto da un bordello per vederla incazzarsi come una belva. Mi viene in mente un'altra esperienza personale: un mio amico durante una serata raccontò di una sua esperienza con una escort. A questa serata era presente una nostra "amica" che si definiva libertina, moderna, femminista ecc... Indovinate un po'? Incazzatura con occhi iniettati di sangue.

-Anonimo 

Altri Racconti Erasmus: 

 

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05/01/19

Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Portogallo



Esperienze Sessuali dall'Erasmus - Portogallo

Ho fatto l'Erasmus nel 2013/14 e prima dell'Erasmus ho fatto il corso di lingua nel Paese straniero.
Sono partito in Erasmus che avevo avuto soltanto una ragazza per 2 annetti, più una baciata.
In un anno d'Erasmus ho fatto sesso con due ragazze più baciata una terza, quindi non ho avuto grandissimi risultati, ma meglio rispetto alla mia media italiana fino a quel momento.

 Quando stavo in Erasmus gran parte degli studenti-Erasmus facevano due cose: o rimanevano in gruppi di soli italiani/soli spagnoli/soli europei dell'est etc; o si affiliavamo alle associazioni ESN e stavano solo con studenti Erasmus e alcuni volontari parlando solo inglese.
Io invece andai a vivere in una residenza universitaria, nella facoltà iniziai a conoscere compagni di corso e vedermi con loro, in mensa andavo con portoghesi/brasiliani. Solo raramente partecipavo alle cose ESN e solo quando c'era qualcosa di interessante (botellon, visite ai musei, carnevale di Torres Vedras...).
In pratica vivevo come uno studente portoghese, e questo mi ha dato molto, se non altro mi ha fatto creare un legame con il Portogallo che vivo e coltivo anche adesso, dopo 2 anni, recandomi spesso lì e continuando a mantenere relazioni con persone conosciute là.
Invece quegli italiani che si vedevano tra loro andando sempre all'Hard Rock Cafè o a mangiare la pizza lamentandosi che non era come quella italiana (grazie al cazzo) non ci sono più tornati, non l'hanno minimamente interiorizzato. Molti non hanno neanche scelto d'andare in Portogallo e se fossero andati in Repubblica Ceca o in Francia sarebbe stato lo stesso.
Io sì, ho fatto l'Erasmus non per fare l'Erasmus, ma per andare in Portogallo, l'ho girato, l'ho vissuto, ne ho appreso benissimo la lingua (rispetto a molti altri che sanno dire soltanto olà, cerveja e boa noite) e l'ho interiorizzato.

Non ho frequentato molti italiani, però ho fatto i corsi di lingua per studenti Erasmus. Nel primo semestre eravamo poco uniti e non s'è mai usciti assieme. La classe del secondo semestre invece era unita e abbiamo fatto diverse uscite.
Ciò che ho notato e documentato si basa soprattutto su questa classe, che era piena di italiani/e con le quali c'era un rapporto d'amicizia. Si beveva un po' e io facevo domande.
Bene, gran parte di questi ragazzi/e erano fidanzati nei paesi d'origine. C'erano carini/e e bruttini/e. Tutti i ragazzi fidanzati meno uno (che peraltro era adottato) non hanno tradito, neanche quelli carini. Ce n'era uno, molto socialone, brillante, carino, e che ballava bene in disco, che aveva tantissime possibilità, ma non gli importava nulla e non ha tradito.
Le ragazze, invece, tutte, dalle carine alle bruttine, hanno tradito (percentuale di tradimenti 100%). Tutte, persino una che mi aveva colpito perché era molto seria e una delle poche che, come me, ha fatto l'Erasmus non solo per divertirsi e festeggiare, ma anche perché interessata alla cultura del luogo e per investire sul proprio futuro.
Tutte hanno tradito.

Detto questo, parlando più in generale, ho trovato davvero disdicevoli le spagnole, che sono molto volgari e arroganti. Una volta, verso la fine dell'Erasmus, incontrai per caso una spagnola che faceva un corso con me. Lei mi invitò a stare con il suo gruppo, composto da ragazze spagnole. Io accettai, anche se loro erano tutte tirate, mentre io ero vestito con la felpa col cappuccio come uno spacciatore. Le sue amiche mi trattarono abbastanza freddamente, e a un certo punto nacque una discussione perché un gruppo di queste spagnole volevano andare in una discoteca di musica raggaeton/africana. Due di esse, peraltro brutte, erano abbracciate a due neri orrendi spaccini che avevano appena conosciuto, e ricordo perfettamente che un nero cinse il fianco a una di esse e con la mano aperta le strizzò la figa, e lei sorrideva beata. La mia amica e altre due rifiutarono di andare con loro e finimmo in un bar a parlare tranquillamente; le altre 7-8 spagnole finirono in quella discoteca, dove divennero sicuramente prede di questi neri spaccini/spazzini (dato che scopano di solito turiste nordiche di mezza età ubriache, grasse e con la pelle ustionata dal sole).


In Conclusione:

In Erasmus un brutto migliora sensibilmente le proprie possibilità, ma non tanto per via dell'Erasmus, ma perché è in un altro contesto e conosce in media 10 nuove persone al giorno. L'Erasmus in sé non aiuta, ma è il cambiamento di contesto che fa aumentare le possibilità.
Però non cambia molto: un brutto che va pensando di scopare a nastro, specialmente se non ha neanche mai baciato una ragazza (come un mio amico) non acchiappa nulla. Per i bellocci invece è oro, un'opportunità da non lasciarsi scappare, sia se si intenda fare l'Erasmus seriamente (concedendosi scopate occasionali ogni tanto, ovvio), sia se si vuole andare solo per scopare e ubriacarsi.
Per le femmine invece è un sogno, come ogni altro contesto.

-Un Utente-

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04/01/19

Chi Guida Meglio: gli Uomini o le Donne?

chi guida meglio uomini donne
chi guida meglio uomini donne

 Chi Guida Meglio, gli Uomini o le Donne?

L'ultima volta che sono salito in auto con una donna andavo ancora al liceo e me lo ricordo bene perché la simpaticona mi ha quasi accoppato.
Era una ballerina del gruppo teatrale e, dopo le prove pomeridiane, le chiesi se poteva accompagnarmi in centro visto che era di passaggio e io non avevo la patente.
Quando uscimmo dal parcheggio l'incauta "guidatrice", nel girare a sinistra, tagliò la strada a uno che passava di lì e che riuscì a frenare giusto per miracolo evitando un impatto che sicuramente non avrebbe avuto piacevoli conseguenze su di me che ero seduto al lato passeggero.
Vidi la mia vita scorrermi davanti. Sembrava di stare nel film Bullitt, con la Mustang del tenente che sfreccia impazzita per le strade di San Francisco, beninteso che Steve McQueen avesse avuto un paio di tettine e l'abitudine di indossare tutù rosa.

Ringraziai il signore (non Dio, il tizio che era riuscito a frenare) di aver avuto salva la vita e mi riproposi di non salire più su un mezzo di trasporto manovrato da esemplari femminei, per quanto mi fosse possibile (va anche detto che in generale non amo molto farmi trasportare da altri, uomini o donne che siano).

Il mio è solo uno dei tanti aneddoti che si possono sentire, ma qualche parte del resto il pregiudizio secondo il quale le donne non sanno guidare ("donna al volante, pericolo costante") deve pur saltar fuori, altrimenti appunto non si sarebbe consolidato come pregiudizio, dal momento che in ogni pregiudizio c'è sempre un fondo di verità.

Ma Perché le Donne non Sanno Guidare?

Cerchiamo di dare una spiegazione a questo fenomeno che è la gioia dei carrozzieri di tutto il mondo, e lo facciamo partendo da un fatto tanto banale quanto evidente: le donne non hanno bisogno di guidare.

Quando ho fatto la patente io, la mia motivazione era a mille perché quella tesserina di plastica per me rappresentava la libertà e l'opportunità di avere un significativo incremento di status con i miei amici oltre che un'impennata di possibilità con le ragazze.
Dopo aver superato la teoria con zero errori, avrei quindi affrontato l'esame pratico anche se si fosse trattato di andare a sostenerlo nella strada della muerte in Bolivia, con un burrone da una parte, rocce che ti cadono in testa dall'altra e giaguari che sbucano fuori dalla vegetazione e ti salgono sul cofano sgranocchiandoti i tergicristalli.


Ora, ditemi voi quante donne hanno questo genere di motivazione.
Una donna non ha di questi problemi perché, anche senza patente, difficilmente rimarrebbe immobilizzata, avendo sempre una schiera di pretendenti o amichetti zerbini disposti a scarrozzarla in giro senza problemi.

Può quindi permettersi tranquillamente di non avere la patente, non ha la stessa motivazione di un uomo e anche da patentata finirà per guidare mediamente molto meno di un uomo.

Ogni attività richiede motivazione, impegno e pratica per essere svolta con abilità e nel caso delle donne questi 3 fattori hanno un'influenza decisamente minore di quella che hanno sugli uomini.

Ma c'è anche una spiegazione molto più profonda e riguarda alcune differenze biologiche che sono la conseguenza del fatto che uomini e donne si sono evoluti per svolgere al meglio compiti di diverso tipo.
In particolare gli uomini, avendo ricoperto il ruolo di cacciatori e avendo dovuto in ragione di ciò sviluppare un maggiore senso dell'orientamento, hanno sviluppato maggiori capacità spaziali.

Nei test che misurano la cognizione spaziale le donne ottengono mediamente punteggi inferiori agli uomini indipendentemente dai Paesi e dalle culture e questo potrebbe essere in relazione con il testosterone, che secondo alcuni studi andrebbe ad influire sullo sviluppo di aree del cervello o circuiti neurali importanti per la capacità di orientarsi nello spazio.

"Ma se le Donne Fanno meno Incidenti degli Uomini!"


chi guida meglio uomini donne
chi guida meglio uomini donne

Naturalmente le femministe ce la mettono tutta per combattere i pregiudizi (tranne quelli che giocano a loro favore ovviamente) e una delle argomentazioni più utilizzate riguarda il numero di incidenti.

Le donne effettivamente fanno meno incidenti, peccato che chi ha un minimo di spirito critico capisce immediatamente che il numero di incidenti non è significativo per stabilire chi guida meglio perché bisogna tenere conto del numero di km percorsi: gli uomini percorrono mediamente più km (basta pensare ai camionisti) e in condizioni che comportano un maggiore rischio. Ecco perché fanno più incidenti.

Ma gli incidenti li calcolano le compagnie assicurative, che si basano sui sinistri denunciati, ovvero solo quelli di una certa entità, perché se uno fa un piccolo incidente di solito non si rivolge all'assicurazione visto che non conviene.

Se andassimo a considerare le piccole ammaccature fatte durante fasi di manovra ci accorgeremmo invece che le donne hanno un tasso di incidenti maggiore degli uomini.

Stesso discorso vale per quanto riguarda la gravità degli incidenti.
E' vero che le donne hanno uno stile di vita più prudente (anche questo probabilmente è dovuto agli ormoni, visto che il testosterone è associato a una maggiore aggressività anche nella guida) e questo potrebbe essere un motivo per cui in genere vengono coinvolte in incidenti di minore gravità ma è altrettanto vero che la gravità di un incidente dipende da molti fattori come il chilometraggio, la tipologia di strada percorsa e, non ultimo, il caso.

Le Donne non Sanno Parcheggiare

Questo forse è il punto più obiettivo, le donne magari non saranno meno brave a guidare in generale ma lo sono a fare manovra.

Un altro modo per dire che finché si trovano su una superstrada a dieci carreggiate perfettamente rettilinea nel mezzo del deserto dell'Arizona e su una macchina con cambio automatico sono bravissime a guidare, il problema è quando è ora di trovare parcheggio.

Una professoressa tedesca femminista, con l'astuzia di chi usa una tanica di benzina per spegnere un principio di incendio, per distruggere lo stereotipo della donna incapace di far manovra ha provato a condurre uno studio presso l'Università di Bochum, che ha coinvolto 66 volontari, 33 uomini e 33 donne, ai quali è stato richiesto di parcheggiare un'Audi in uno spazio un po' angusto.

I risultati? Per eseguire la manovra le donne hanno impiegato in media ben 20 secondi in più, e hanno anche parcheggiato in maniera peggiore, più rigida e ansiogena, dimostrando che effettivamente le donne in media possiedono minori capacità coordinative.

Non che occorresse uno studio per capirlo.

Chiaramente non tutte le donne sono impedite a guidare, così come non tutti gli uomini sono bravi.
Alcune donne saranno sicuramente più brave di alcuni uomini, ma il punto è che esiste una predisposizione naturale ad essere buoni guidatori che avvantaggia mediamente di più gli uomini e sfavorisce le donne.

Anche questa volta le femministe prendano una camomilla e se ne facciano una ragione.


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