Home Pillole di Vita La Parola ai Lettori Redpillato per Sbaglio: ma Davvero Amate la Verginità Femminile?

Redpillato per Sbaglio: ma Davvero Amate la Verginità Femminile?

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Ciao Red, siccome ogni tanto nel blog vengono pubblicate storie e situazioni di vita di vari utenti della piattaforma che si rifanno nello spirito con il quale affrontano la loro vita ai vari aspetti della Manosphere e in particolar modo della Redpill, vorrei provare a raccontare la mia esperienza con il gentil sesso perché potrebbe essere utile a una fetta di persone che vive in una situazione come la mia che non è né del tutto tragica ma nemmeno super-positiva. Per ovvie ragioni di privacy vorrei evitare di dire il mio nome anche perché la mia storia, almeno sul finale, prende una piega inaspettatamente positiva.

Posso dire soltanto che poco meno di 30 anni, sono di Napoli ma vivo in provincia, sono laureato in Arte e sono a stretto giro con chi lavora in questo mondo, popolato per i più da femministe e soy-boy.

Siccome molti reportage che ho letto sono sembrati infiniti cercherò di andare subito al punto della questione senza dilungarmi troppo in tutte le piccole delusioni avute dalle elementari fino al tempo in cui mi sono dato davvero una mossa. Per ovvie ragioni, anche il nome delle ragazze sarà modificato ma mi manterrò preciso sull’età al tempo della loro conoscenza.

La vita nella provincia di Napoli non è Gomorra. Vivo tutto sommato in un quartiere decente in un comune decente e pur se la mia adolescenza l’ho passata bullizzato dai tamarri della mia zona non mi sono mai ritrovato in contesti di delinquenza da case popolari o quartieri ghetto. Tuttavia, fin da piccolo ho compreso due leggi fondamentali sulle donne e sul rispetto: la prima, è che per una sorta di nuvolozza di Fantozzi ero segnato dalla sfiga di piacere a chi non m’interessava e non piacere a chi il mio cuore si ritrovava stordito; la seconda legge, forse pure peggiore, è l’ homo homini lupus traducibile in “se non rompi le scatole a qualcuno, se non vessi tu un povero cristiano, allora sarai tu ad essere – prima o poi – vessato”.

A liceo sono stato bullizzato tutti e 5 anni, con qualche cretino che mi prendeva in giro e la classe intera che o gli andava dietro o non faceva nulla per impedire che le beffe nei miei confronti si fermassero. Stessa cosa l’azione dei docenti. E siccome i miei bulli erano pure chiacchieroni, mentre io sono sapevo nulla di chi veniva preso per i fondelli nelle altre classi tutti sapevano che io veniva proso per il culo nella mia. Ed ecco che non ebbi mai il coraggio di parlare con la ragazzina esperta come me di matematica con la quale m’intrattenni tutto il pomeriggio dei primi colloqui coi genitori nel mio liceo: come ci potevo provare se nella sua classe si sapeva che ero lo zimbello della mia? Ecco, una piccola complicazione mentale la mia che non mi portò ad agire sprecando una buona impressione fatta dal vivo per una possibile cattiva reputazione nemmeno provata.

Da piccolo sono stato il re delle occasioni sprecate. Non sono bellissimo, non sono bello, non so se definirmi un 6 o di poco sotto la media… onestamente dietro questi calcoli non so ben andar dietro ma posso solo auto-giudicarmi come un ragazzo col viso di un gradevole orsacchiotto di peluche. Non male, ma ovviamente più dolce che duro. Ecco, questo ragazzo, tornato improvvisamente dimagrito dall’estate dei suoi 13 anni, durante i primi giorni del suo ultimo anno di Medie, si ritrovò smistato in una classe di seconda media per via dell’assenza di un suo docente.

Qui conobbi una ragazzina della quale non ho mai saputo il nome: lei era carina, io la osservai, lei ricambiò e un paio di giorni dopo provò ad avvicinarsi fuori il cortile scolastico. Mi dileguai la prima volta. lo rifeci in quella successiva e, quando capii che non dovevo avere paura di non aver esperienze e che 13 anni io e 12 lei al massimo si sarebbe aspettata un’uscita con gelato, era ormai troppo tardi: non venne più a cercarmi una terza volta e io non la trovai più fuori quel cortile.

La mia non adesione ai social mi è stata fatale anche in seconda liceo quando, iniziato ad uscire con alcuni miei compagni di classe, mi accorsi che una di loro, Silvia, iniziava a considerarmi sempre più suo amico e a cercarmi anche nelle uscite successive. Silvia aveva un anno meno di me e io l’avevo sempre un po’ snobbata perché, pure se carina, io avevo perso la testa per un trio di altre nostre compagne di classe e quindi l’avevo sempre un po’ messa da parte. Quando mi accorsi del reciproco interesse era ormai giunta l’estate, lei cambiò scuola (era vessata pure lei) e io provai a cercare il citofono di casa sua ma non fui in grado di trovarlo. Sì, nonostante ci fossero i telefoni cellulari non mi ero mai fatto dare il cell… o forse le volevo parlare di persona… vabbè, sono passati anni.

L’anno dopo conobbi Amalia, diciottenne tamarra, a un ristorante e, nel tentativo di dimostrare a un mio amico donnaiolo che mi prometteva di uscire con lui (non ero interessato ad andare a caccia di donne ma proprio ad uscire il sabato visto che negli anni di medie e liceo avrò fatto 10 uscite totali) per poi darmi buca di potermela cavare da solo, mi ritrovai a sedurre una ragazza diametralmente opposta da me. Tre giorni dopo ebbi il mio primo agognato appuntamento: un’ora a metà pomeriggio dove io cercai di capire se mi potesse piacere e lei probabilmente si aspettava già il limone duro. Qualche anno dopo scoprii che le tamarre di quella zona viaggiavano a quell’età su 3 punti inamovibili: 1) fede cattolica, 2) padri gelosi e possessivi, 3) sesso anale per non perdere, in testa loro, la verginità. Ne ho conosciute tante del Nolano e sono tute così, anche una conosciuta in Facoltà che in 2 anni mi ha raccontata ben 3 volte la sua perdita di verginità: la prima volta come atto in sé (anale), la seconda volta nella mia più grande perplessità perché davanti e una terza volta perché… boh, l’imene la prima davanti non si era rotto bene bene.

Nell’estate dopo il diploma mi decisi che non avrei più commesso errori di timidezza che tanto mi erano costati tra i miei 13 e 17 anni e che si facevano ancora più sentire come peso visto che per via di alcuni problemi fisici da quell’età mi sono ritrovato nuovamente a mettere su peso. Era l’estate dei sogni, quella dove pensavo che studiando Arte avrei conosciuto persone come me, anche loro emarginate nei loro licei da gente che poi è finita a fare discipline scientifiche o al massimo Lettere e Lingue per diventare delle docenti di scuola pubblica. Fesso com’ero, ho sprecato la mia ennesima occasione: la prima sera porto una ragazza di due anni più piccola, chiamiamola Flavia, giù in spiaggia da soli. Lei è rotondetta ma abbastanza sveglia tano da stare in vacanza coi genitori della sua amica e avere la casetta nel villaggio totalmente libera tutto il giorno. Io ho un pacco di preservativi nella mia borsa. Lei non è nemmeno male ma il suo essere molto diversa da me, il sapere io che sarebbe durata al massimo quei 7 giorni di vacanza e il suo denigrare la mia scelta universitaria (scelta fatta poi 2 anni dopo anche da lei, che però ha il papy medico) mi portarono ad un bivio. Faccio sesso con lei perdendo l’occasione di dare il primo bacio alla ragazza giusta che conoscerò di lì a breve? La terza sera lei si accucciolò a me e mi chiese di spiegargli le stelle. Si girò verso di me. Viso a viso ma non ebbi la forza di muovermi e in Facoltà non beccai un tubo.

A 21 anni conobbi Irina, ragazza bionda dell’est-Europa in Erasmus in Italia. Irina è una prima critica che muovo io a molti discorsi che leggo sul forum: le slave sono brave e buone se giochi sugli stereotipi dell’Italia ma se appena parli del loro Paese in maniera ironica… beh, molto meglio su questo aspetto le italiane. Conobbi questa ragazza all’inizio del mio ultimo anno di triennale, anno nel quale mi diedi da fare iniziando uno stage stesso in università che mi diede modo di

conoscere un’intera classe di studenti perché facevo d’assistente per una docente. E in questa classe incontro Giulia, sei mesi più piccola di me, piccoletta e curvy ma dal nasino alla francese e dai grossi occhioni neri che ad ogni domanda della prof alza le mani per rispondere. Giulia è interessata alla materia che amo più in assoluto, penso, e m’intriga all’istante.

Tra esami, stage e uscite amicali con una Irina fidanzata ho modo di chattare con meno pressioni con Giulia e quando la slava torna nel suo Paese io invito la piccola ragazza italiana a prendere un caffè insieme e inizio a conoscerla. Mi piace perché è calma, ci troviamo abbastanza bene insieme e scopro pure che viene anche lei dall’est-Europa: è balcanica. Ecco.

Long story short : le piaccio, usciamo, arrivano le vacanze pasquali e siccome non sono ancora esperto di quello che credo si chiami kino (parlare e toccare le ragazze per creare contatto fisico con loro) mi faccio consigliare da un mio amico dell’epoca su come avere maggior contatto telefonico e finisco per fare un guaio: “scrivile tanto” e facendolo passo per quello che rompe le scatole agli occhi della famiglia. E siccome lei è brava, dolce e gentile ma, a differenza della sorella più piccola, segue pedissequamente ciò che gli ordina la famiglia, mi lascia stare adducendo una banale motivazione.

Io non mi do per vinto, la rivedo e tento la prova del nove: la bacio. Il mio primo bacio alla prima ragazza in assoluto che io piacevo a lei e lei piaceva davvero a lei. Rifiutato. Ci allontaniamo e poi ci riavviciniamo e dopo quasi due anni di tira e molla e qualche bacio dato da lei per farmi stare calmo, a 23 anni e passa ci riproviamo. Baci di qua, baci di là, picnic improvvisati e lei finalmente che mi vedeva con un musetto vibrante. Poi la sorella scopre di noi, lo dice ai suoi e tutto crolla.

La convinco a lasciarmi andare piano piano. Questo mi porta ad altre uscite e altri baci. Patetico elemosinare affetto, forse, ma dalla mia avevo la convinzione che una persona del genere non sarebbe mai uscita dalla mia vita. Baci a comando e quando finiranno cosa potrò mai fare? Mille dubbi mi attanagliavano fino a quando è lei stessa, a 24 e passa, a chiedermi di rifrequentarci.

Ora, lei era vergine. Aveva avuto un unico ragazzo e con lui non era andato oltre il bacio. Credo sia anche asessuale in quanto non praticava auto-erotismo e in quanto, mi diceva, seppur baciandomi sentiva ogni tanto qualcosa lì sotto, lo reprimeva. Bah, valla a capire. Fatto sta che con la sua imminente partenza per l’estero rimandata di mese in mese ma sempre imminente e con una situazione da frequentanti mai ancora passati alla fase successiva, io spinsi dopo 3 anni (o 2 mesi dalla nuova frequentazione) per qualcosa di più fisico: insomma, giocare con le tette. Prima volta andò bene ma appena nella seconda passai alla fase senza reggiseno… fine della storia e minaccia del padre di venirmi a pestare qualora mi sarei rifatto vivo sotto casa sua per cercare di parlarle.

Tra la seconda e la terza frequentazione, per volermi allontanare quanto subito da lei, provai Tinder rimediando il classico appuntamento con ex-grassa dopo 2 mesi di chat conclusosi con la frase “potremmo essere amici” e con me nella mia testa che pensavo “tsè, col cazzo… anche perché una che fuma manco come ragazza l’avrei voluta”. Puzzava di sigaretta.

Il mio rapporto con le prostitute è molto semplice. Provai a 18 anni al culmine più alto di depressione, considerando l’essere tornato grasso, il venir bullizzato quando mi andava bene a liceo o essere ignorato totalmente nelle giornate peggiori e i miei sopracitati problemi di salute. A 18 anni la prima volta non puoi farlo sul ciglio di una provinciale e nulla si alzò in me. Dopo un altro paio di tentativi a vuoto negli anni seguenti, appena fui “lasciato” nel 2015 andai con un mio vecchio compagno di Uni. Lì ebbi la mia prima erezione ma non riuscii a concludere. Fu solamente nel 2016 che, nel letto caldo di una ventenne cubana, con lei che andava suave, ebbi il mio primo rapporto completo. Come cliente io cerco di capire e parlare con loro, comportarmi da brava persona, rispettarle come lavoratrici e per comunicare meglio vado dalle nigeriane che almeno parlano l’inglese e con le quali posso esprimermi nella maniera migliore. Con due cinesi, invece, ho fatto una sorta d’amicizia e nonostante lavorassero per 50 rose in appartamento, tanto le stavo simpatico, che io ci andavo a 20.

Dopo anni e anni che ho utilizzato Facebook leggendo i post senza scrivere nulla iniziai quell’anno a farmi più presente in rete e da lì sono nate due mie grosse considerazioni nella vita. La prima è che il mondo dell’Arte è pieno d’ipocriti: ho costatato che per alcune mie college il solo fatto di discostare con loro su 1 argomento su 100 mi faceva assimilare ai fascisti-misogeni-incel. Insomma, se mi dai del fascista solo perché differisco delle tue idee 1 volta su 100 ti dai della fascista al 99%. Inutile dire che alla sicilianella che faceva questi ragionamenti sui maschi possessivi (io non lo sono mai stato ma lei mi vedeva così) stava poi con un rugbista conosciuto a Napoli e che lei lasciò… rullo di tamburi… perché troppo possessivo!

La seconda cosa fu proprio l’aver scoperto in maniera involontaria le parole incel e redpill . In una banale discussione su non so quale gesto di protesta idiota femminista fatto il giorno prima io espressi una pacata critica a quel mondo, fui ricoperto di così tanta cacca dalle paladine delle persone maltrattate (che però sparano a zero sugli altri, ma vabbè) che quando mi diedero del pericoloso “incel” io andai a cercami la definizione. Poverina, una di loro ci rimase pure male nello scoprire che la mia mente non era stata manipolata da chissà quale forum dei brutti ma erano mie idee personali. E sì, da lì ho poi scoperto Il Redpillatore .

Onestamente, io ho sempre scherzato che fossi “single per scelta… degli altri” ma non mi sono mai ritenuto Incel. Non basta essere single non per scelta propria per essere un incel. Come per Giulia: dopo il terzo fallimento in tre anni mi disse che per lei ero stato il suo secondo amore. Okay, vero, era genuinamente innamorata di me ma credo che il non dirlo tagli a priori la possibilità che una frequentazione sia una storia. E non la si impone a posteriori. Non basta essere, insomma, bisogna volere una determinata cosa e pure se fino a quel momento ero sempre stato single per scelta altrui, il fatto di non riconoscermi incel non mi rendeva tale. Redpillato sì: in fin dei conti, ma sempre nella mia personale visione, molti dei temi trattati e dei concetti espressi li avevo anche io elucubrato nei miei precedenti lavori artistici. Ovviamente, seppur leggo questo blog, nemmeno con tutto quello che dici e scrivi mi trovi d’accordo, Red, ed è giusto così: mica sei una femminista?

L’anno dopo che sono stato lasciato ebbi 3 opportunità: la prima si concluse con questa ragazza che mi bloccò la sera prima perché interpretò una cosa che mi disse una mia compagna di corso come un attacco misogino ai suoi valori femministi e non mi diede nemmeno il tempo di replicare. La terza mi riempì di domande il primo giorno che la beccai in Uni e mi fece capire in tutti i modi come, nonostante la nostra differenza di età, non fossimo poi così tanto diversi… ma siccome era fuori corso e donna del sud, appena iniziò l’anno accademico scomparve nel laboratorio che frequentava e non la rividi più. Quella centrale era una brava ragazza, rotonda e più alta di me. Andai fino a Roma per vederla, passai una bella giornata con lei ma fui un po’ codardo perché alla fine la ghostai. Tuttavia, a mia di fesa, mi ero già accertato che l’ultimo ragazzo prima di me l’aveva avuto solo pochi mesi prima. Quindi per lei non sarebbe stato un problema la mia perdita. Irina mi disse che ero uno stronzo perché non contava solo la bellezza fisica. Già, Irina per 5 anni tornò in Italia e la frequentai in amicizia riempendogli la testa di Giulia e dei miei dubbi su di lei. Irina quando io a Giulia la baciavo ogni volta mi fece ben capire che non mi voleva. Irina aveva ragione.

Due anni dopo i fatti di Roma, in una lunga giornata iniziata la mattina presto per lavoro, mi trovai ad un evento (non posso rivelare nemmeno il tipo) e lì, aspettando che la stella di turno lasciasse l’impianto per poterla fermare in cerca di una foto, rimasi per un’ora fuori in attesa. Con me altre persone. Una di loro, una ragazzina, aveva tra le mani un libro co su una frase positiva. Io di solito in momenti di tensione o sono stronzo e cinico (95% dei casi) o sono ironico sornione (questo caso). Faccio una battuta, la ragazzina sorride e una al suo fianco ride. Me ne rendo conto. Dico un’altra cosa e questa ragazza, Laura, chiamiamola così, ride ancora. Iniziamo a parlare, scopro che non solo abbiamo la stessa passione (ovvio, stiamo allo stesso evento) ma che lei la pratica pure. Le chiedo il cell, lei me lo da e quando ci salutiamo a fine serata me ne torno a casa felice e stranito: era la prima volta in vita mia che ero sceso senza pensare a trovarmi una ragazza ed è la prima volta che becco un numero di telefono in questa maniera. Di numeri li ho sempre beccati, pochi, ma beccati ma sempre utilizzando una situazione in cui ci trovavamo entrambi (tipo mezzi pubblici per l’Uni) ma mai con una persona con la quale ho trovato subito un forte feeling.

Ipso facto : ci sentiamo il giorno dopo, subito iniziamo a piacerci e quando dopo pochi giorni le accenno ad una pizzeria vicina alla sua Facoltà che lei non sapeva il “va bene, poi ci andiamo” mi gela totalmente. Ma davvero è già pronta per un appuntamento? Io ho ormai 28 anni, lei un pochino di meno e pure se i nostri caratteri sono simili in molte cose divergiamo: io sono più artistico e riflessivo mentre lei è più pratica e istintiva. La tenacia con la quale le ho chiesto dopo 15 minuti il numero (anche perché era a fine serata, mica potevo aspettare molto, ndr) ha pagato e dopo due mesi di frequentazione ci siamo messi insieme. Lei è il mio secondo amore ma la mia prima ragazza e io la trovo molto molto carina e onestamente di pensare se sia un 6.5 o un 7 e aggiungere che magari in foto sale pure a 7.5 perché si sa che in foto pure le cerbiatte nordiche appaiono più belle che in realtà non me ne frega nulla. A me piace, piace davvero e per le prime settimana di relazione continuavo a pensare com’è possibile che una ragazza così carina e che ha le palle quadrate sotto (ha vissuto anni e anni all’estero, guida lei e sta iniziando a gonfie vele la sua carriera lavorativa) possa aver scelto un tipo come me. Ora, a mese di distanza, le differenze si stanno assottigliando e anch’io ne esco fortemente valorizzato.

Insomma, mi vedo per quel che sono: un bravo ragazzo, intelligente, tenace e che sa fare e risolvere molti problemi per la sua compagna. Con questo non voglio mandare a monte le teorie LMS ma dare una mia piccola ampliazione: io come look non faccio proprio schifo quindi con gli altri valori decenti la mia sufficienza nella L può essere ben ricompensata. Come M sto messo anche qui tra la sufficienza e la leggera bocciatura: famiglia operaia monoreddito ma non stiamo nella miseria più cupa. Lei però è più bella di me e viene da una condizione famigliare molto più agiata e come S beh, è una ragazza molto più in gamba di molte brave ragazze che vedo in giro, agendo più che limitandosi a lanciare propositi. E allora dove mi sono giocato la partita? Beh, sulla S: ragazzo temerario quando gli ex erano tutti timidi, ragazzo che sa fare le cose e s’impegna nel superare le difficoltà quando gli altri si arrendevano alla prima occasione e ragazzo di 28 anni maturo che quindi è più affidabile di un coetaneo.

Cari lettori,

la parte finale di questa mia missiva, chiamatemi Pietro Franchi, non parlerà direttamente della mia relazione ma alza una seconda critica benevola verso alcune argomentazioni che più volte sento trattate qui e in altri forum / pagine-web: la verginità femminile. Faccio però una piccola premessa. Io mi sono sempre sentito un ragazzo di valore ma ho creduto di avere una sfiga così forte e prepotente che nemmeno con la legge dei grandi numeri sarei riuscito a trovare una ragazza (che meriti). Quindi, la storia che sto vivendo con Laura non è tanto un sogno perché sto con una ragazza (perché credo che a differenza di una percentuale di utenti che segue il tuo blog e che davvero per timidezza e mancata bellezza non ha davvero mai avuto chance di stare con qualcuno, io sto nella media ad aspetto fisico e possiedo buone qualità generali, intraprendenza e una maggior spigliatezza comunicativa) ma perché sono riuscito a vincere la mia sfiga. Quindi, proprio il mio essermi reso conto che sono un ragazzo normale e non un sub-umano marchiato da una fattucchiera arrabbiata mi ha portato a capire che con Laura devo vivermi la storia come viene: lei è speciale perché è la prima ad aver trovato qualcosa di bello in me e ha avuto le palle di dirmi sì ma non per questo devo forzare il rapporto illudendomi che è l’unica. La amo anche se si comporta un po’ da stronzetta, non m’interessa il concetto di beta- provider (in quanto mi fa cagare il concetto stesso di alpha-man come la società per intero lo intende) e spero che tra di noi ci sia un’intesa sempre maggiore ma sono ben conscio che possa anche non essere quella giusta.

Non vivendo nella pia illusione, analizzo. E mi viene da sorridere su un particolare, l’ultimo, di cui vado a parlare. Anche lei è vergine. E se ammetto che per un attimo ho pensato a quanto per la seconda volta il fato mi ha dato la chance di essere il primo (e sperare anche l’unico) con cui la ragazza che amo farà l’amore, beh… anche stavolta la situazione si è subito ingolfata. Non entrando nei dettagli, posso solo dire che quando una ragazza è vergine e inizia a uscire e poi stare insieme a te ci sono tre grosse possibilità, o per meglio dire quattro:

1) La ragazza è arrivata vergine grande ma con la voglia di fare l’amore e, siccome sei tu il primo ragazzo non coglione che ha avuto, lo fate dopo la stessa quantità di tempo che una ragazza ventenne non vergine impiegherebbe a farlo col suo nuovo ragazzo

2) La ragazza è vergine e, indipendentemente dalla tipologia di ragazzi avuti prima, non sente un grosso desiderio di fare l’amore oppure necessita di moltissimo tempo prima di riconoscere nella persona che già ama e con la quale già si bacia e sta insieme la persona con la quale vorrà dare il suo fiore più bello

3)La ragazza è vergine come quella del punto due ma dopo 2, 3, 4 anni e talvolta pure 5 o 10 è ancora vergine e i due finiscono per lasciarsi: su un noto forum femminile lessi anni e anni addietro la storia di un 28enne con 8 anni di relazione alle spalle con una ragazza del genere… inutile dire cosa è accaduto al povero ragazzo

4)La ragazza è vergine e vuole rimanere tale fino al matrimonio Credendo banalmente che il solo aver incontrato gente timida, poco propositiva o platealmente cogliona l’avesse bloccata dal procedere oltre, non mi pongo troppi problemi su questo punto durante la frequentazione (sarei comunque rimasto per vederla e metterci insieme pur sapendolo) ma dopo alcuni mesi comprendo che è in realtà della seconda tipologia.

Non mi dilungo molto ora sulla mia vicenda ma vorrei lanciare una domanda a chi rimpiange i bei vecchi tempi dove le donne vergini erano meglio e che le ragazzine di oggi hanno poco valore perché si concedono facilmente. Dividere, insomma, le donne in angiolette e demoni. Questo mi porta in mente una riflessione sul fatto che lo sanno i kamikaze mussulmani che le 72 vergini che li attenderanno in paradiso dovranno rimanere tali?

Insomma, lungi da me giudicare una ragazza dalla sua esperienza sessuale (io non mi sono mai cercato una ragazza né per esperienza né per provenienza) ma chi tesse lodi su lodi alle ragazze vergini, lo sa che poi se dovesse mettersi insieme ad una di loro non sarebbe poi così tanto facile per lui andarci a letto? Chi arriva vergine dopo la ventina, soprattutto, ed sono ragazze belle, carine, sopra la media o anche delle 5, hanno avuto fior fior di pretendenti, hanno vissuto diverse storie d’amore ma per una ragione o per un’altra non sono riuscite mai a voler andare oltre.

Per questo motivo mi sembra stupido esaltare a prescindere la verginità femminile quando, paradossalmente, pure le stesse teorie redpill sul sesso (validazione e transizione) dovrebbero portare a comprendere che se proprio in un impeto di follia una trentenne vergine gnocca vorrà concedersi di liberare il fiore della sua purezza prima del matrimonio, lo farà con la rockstar di turno e non con il giovane apprendista di studio legale che prende 600 euro mensili e con il quale è fidanzata dai tempi dell’Università e stanno aspettando il momento di comprensione massima del reale prima di potersi concedere l’un l’altro: Lo sceicco bianco , insomma.

Con questo, chiudo il mio excursus sulla mia vita e le mie piccole riflessioni su alcuni topic che forse si sono trattati in maniera minore. Nemmeno io in definitiva so come descrivermi. Ho 28 anni e mezzo, sono fidanzato con una ragazza che mi piace sia fisicamente che a livello intellettivo ma per 28 anni, con una parentesi confusionaria di 3 anni di tira-e-molla con una ragazza dei Balcani, sono stato solo. Anche per colpa mia, preferendo lavorare alle mie passioni più che correre dietro le ragazze o essendo troppo timido per farlo o sprecando male le mie occasioni adolescenziali. Tuttavia, non posso nemmeno definirmi tra gli ultimi perché pure se ho passato anni da solo (senza manco uscire il sabato sera regolarmente prima dell’Uni) ho comunque avuto un 5/6 appuntamenti (una decina contando le uscite a quattro) di cui 2 divenute frequentazioni e 1 relazione mentre molti utenti non hanno effettivamente ottenuto nessun risultato dalla loro vita sentimentale e se io mi sono sentito l’ultimo degli imbecilli ad aver dato il primo bacio a 21 anni e mezzo, posso solo capire quanto possa fare schifo la vita per chi è entrato negli -Enta e negli -Anta e non ha mai fatto questo passo. Per questo, mi ha fatto anche strano raccontarmi, sentendomi, anche in questo caso, non appartenere a nessun gruppo specifico. Ma forse è proprio questa la forza della redpill: è una visione del Mondo che abbraccia sia chi ha più successo con le donne che chi meno. Insomma, fatemi sapere cosa ne pensate sulle questioni da me aperte e buona serata a tutti.

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Antonio
Antonio
2 mesi fa

Se non sappiamo quanto sei Chad, inutile anche leggerti. Avendo scopato ed essendo in LTR immagino tu sia over 7, capelluto, mandiboluto, alto e senza difetti della pelle.

Se sei un tappo pelato e brutto, accettiamo volentieri i tuoi consigli.

Antipocrita
Antipocrita
2 mesi fa

“non m’interessa il concetto di beta- provider (in quanto mi fa cagare il concetto stesso di alpha-man come la società per intero lo intende)”

Che a te interessi o faccia cagare un concetto questo non significa che questo non esista e tu non ricada nella categoria.

Ho letto il tuo intervento è di una blu-pill pazzesca. Sicuramente non sei un normaloide sul 6 “o poco meno”. Facile che tu sia un 7 o over 7. Per questo i tuoi consigli non possono valere.

Mmm
Mmm
2 mesi fa

Onestamente, io ho sempre scherzato che fossi “single per scelta… degli altri” ma non mi sono mai ritenuto Incel. Non basta essere single non per scelta propria per essere un incel.
Altroché se basta, è la definizione. Che poi non ti piaccia appiccicarti addosso questa etichetta perché la associ a un mondo di cui non vorresti fare parte è comprensibile ma non cambia le cose.

lei è speciale perché è la prima ad aver trovato qualcosa di bello in me e ha avuto le palle di dirmi sì ma non per questo devo forzare il rapporto illudendomi che è l’unica. La amo anche se si comporta un po’ da stronzetta, non m’interessa il concetto di beta- provider
Di nuovo, a te può non interessare il concetto di beta-provider, ma con tutta probabilità (tenendo conto della tua biografia e della tua età) è esattamente quello che sei nella relazione con questa ragazza. Come dice Red in un articolo, a 30 anni una ragazza bene o male una ragazza la riescono a trovare tutti, e gli ex-incel si trasformano in beta-provider disposti a subire passivamente i suoi comportamenti “un po’ da stronzetta” pur di avere in cambio un po’ di affetto.

Last edited 2 mesi fa by Mmm
shaka
shaka
2 mesi fa

Rivedo nell’esperienza dell’autore diversi punti in comune con la mia, anche per la provenienza geografica, che chiarisce tante difficoltà con cui hanno a che fare i ragazzi del sud Italia in particolare. Di fatto, potrebbe essere un mio vicino di casa, o quasi. Anche la mia unica fidanzata (ho avuto poi altre frequentazioni, ma durate assai poco) era vergine, per cui sul tema mi sento qualificato a intervenire. E per quanto mi riguarda concordo con il mio conterraneo e dico che l’esaltazione della verginità è, senza mezzi termini, una stronzata. La questione è semplice: si commette l’errore, da parte di più di qualcuno in ambiente redpill, di associarla a un sistema di valori e a una serietà mentale e sentimentale, o perlomeno piacerebbe credere a molti che sia così. Ma se una donna è ancora vergine specialmente dopo una certa età, purtroppo bisogna togliersi i prosciutti dagli occhi e capire che molto spesso i motivi sono ben altri, e la lettera del nostro amico li ha riassunti molto bene. Condizionamenti dall’ambiente familiare e circostante, fatti propri non per reale convinzione ma per quieto vivere (e passare dai bei ‘valori di una volta’ al bigottismo opprimente, specialmente nelle province del meridione, è un attimo) a cui possono aggiungersi tare e paure di vario genere, dall’aspetto mentale a quello fisico (sono carina abbastanza da fare eccitare qualcuno? sarò capace? ma mi farò male? e via dicendo) che se la ragazza in questione non aveva già di suo, finiscono inevitabilmente per sopraggiungere col passare del tempo. Andare a letto con una vergine, insomma, a meno che non le fai letteralmente allagare le mutande, sempre come diceva l’amico, può diventare un’impresa titanica, per non dire piuttosto dolorosa psicologicamente e persino fisicamente.

Romoletto
Romoletto
2 mesi fa

Contributo noioso e fondamentalmente inutile.

Luke
Luke
1 mese fa

Ammazza che panegirico per dire poco e niente, cmq grazie per la condivisione. Vedo che altri qui sotto hanno ben commentato, per quel che vale io sono della corrente del 6 stiracchiato. Regà i 7 non diventano lo zimbello della classe, eccetto i rari casi di Calimero. Detto questo ti consiglio di relativizzare la relazione che hai con la normocarina. Stai basando tutto il successo della tua vita sull’approvazione di questa ragazza (validazione) che, te lo dico, è quanto di più effimero al mondo. Può finire domani sera. Ti vedo troppo compiaciuto ed adagiato, occhio che le donne passano da una fase all’altra nello spazio di una notte.

MarcoC
MarcoC
1 mese fa

Storia potenzialmente interessante, ma raccontata in modo sconclusionato. Manca un filo conduttore, una morale, un insegnamento da trarre. I pochi spunti di riflessione utili se li deve costruire il lettore. E allora proviamoci:

1. la vita di un adolescente non bello e non bullo, è una merda (e questo già lo sapevamo).

2. il termine incel è così mainstream, che chiunque non si beva tutte le petalosate femministe, viene etichettato come tale. Capitato più volte anche a me, pur non essendo esattamente incel e pur frequentando oggi una ragazza da circa 1 mese. Ormai chiunque non è perfettamente allineato al pensiero femminista, è incel, misogeno, sessista, fascista, terrorista, e qualsiasi altro -ista possibile.

3. la scarsa determinazione, le cazzate sulla prima volta con “la persona giusta”, e tutto ciò che è bluepill, impedisce di concretizzare quelle poche occasioni che ad un normaloide capitano. Sapevamo anche questo.

4. Frequentare una over-25 vergine è una rottura di coglioni immane. Qui purtroppo parlo per esperienza personale. Qualsiasi ragazza che taglia il traguardo dei 25 anni senza aver mai fatto sesso, si porta dietro una serie di problematiche interiori e familiari che sono materia di studio per psicoterapeuti, non per fidanzati. Genitori bigotti e possessivi che pensano che vuoi portargli via la figlia, sesso visto come un peccato, senso di colpa se disubbidisci a quanto ti è stato insegnato in famiglia fin da bambina, sono tutte frizioni interne che deve risolvere da sola, non col partner. Scrivi che la situazione si è subito “ingolfata”, modo carino per dire che non sei riuscito ad aprirle le gambe. Da quel che leggo, a 28 anni non hai mai fatto sesso free, e ti sei impelagato in una relazione con una che, nella migliore delle ipotesi, vorrà arrivare vergine al matrimonio e ci farà arrivare pure te (a meno di continuare a rivolgerti a nigeriane e cinesi). Nella peggiore delle ipotesi, si farà scopare di nascosto in una spiaggia di Ostia da qualche bagnino tatuato col capellino girato. E magari ti lascerà, avendo capito cosa si è persa finora e che tra le gambe possiede una cornucopia.
La storia del sesso anale per preservare la propria verginità l’ho già sentita varie volte, pensavo fosse un mito degli anni ’80 e ’90, invece pare sia ancora attuale nei piccoli contesti di provincia. Storie di piccole vergini Maria italiche che di vergine hanno ben poco.
28 anni è una età a cui si iniziano fare bilanci di vita, e a pensare a qualcosa da costruire. A te capire se è tempo di mettere la testa a posto, e allora forse lei potrebbe essere la ragazza giusta, oppure se vuoi vivere oggi l’adolescenza che ti è stata negata. Sicuramente come moglie sarà più giusta di una che ha una conta-cazzi a 3 cifre (o anche solo a 2).
Tuttavia dalla tua lettera è evidente che la mancanza di sesso validazione ti pesa non poco, come ti pesa il protrarre questa che è una relazione tra bambini di scuola elementare che si tengono la mano e si scambiano qualche timido bacetto. Il lato fisico manca, e ti manca.
Prendilo come un invito a riflettere, come sono inviti a riflettere tutti i miei messaggi, e non bacchettate sulla schiena di uno scorbutico sergente Hartman. Come agire, e se agire, sta ad ognuno di noi. A differenza di certi muli permalosi incattiviti col mondo, mi sembri malleabile e sereno al punto giusto da accettare punti di vista alternativi e spunti di riflessione.

5. confondi status (S) con carattere (C). La sicurezza in sè stessi, la comunicazione, la simpatia, fanno parte del proprio carattere. Lo status è legato ai rapporti di forza rispetto ai nostri pari. Puoi essere antipatico, scorbutico e stronzo, ma se i tuoi pari ti rispettano e hai dei sottoposti che puoi comandare, hai status. Roba da politici, persone ricche, influenti, ma puoi avere status anche in contesti più piccoli, come la palestra o la comitiva di amici (“status delle quattro pareti”) se puoi offrire vantaggi e ti poni come leader del gruppo, o se hai un qualche tipo di abilità che ti porta un certo riconoscimento (scrittore, musicista, attore, cantante, etc..anche a livello amatoriale).
Più che per la simpatia e la sicurezza, che tu chiami status, è probabile che lei stia con te perchè ti vede come una persona affidabile e tranquilla (beta).

6. non fornisci elementi utili per una valutazione estetica, ma siccome i feedback femminili che riceviamo valgono molto più di un numerino autoassegnato, la tua storia mi porta a pensare che ti collochi tra il 5 e il 6. Non oltre. Mi sembra la classica vita del normobruttino che da adolescente non lo calcola nessuna, da giovane viene friendzonato, e da adulto trova una che lo vede come beta-provider e spera che se la sposa prima possibile. Il concetto di beta-provider può anche non interessarti, ma la realtà non cambia 🙂
Lo stesso dicasi di quando scrivi “Non basta essere single non per scelta propria per essere un incel.” Eh no caro, quella è proprio la definizione textbook!! Se cerchi attivamente una relazione e non la trovi, sei incel. Sei stato incel per quasi tutta la tua vita. Seguendo il tuo ragionamento, potremmo affermare che non basta essere alti 157cm per essere bassi, o pesare 125Kg per essere obesi.
Chiudo dicendo che spero davvero tu abbia trovato una persona per bene, e mi auguro di non leggerti tra 10 anni con un articolo dal titolo “Il matrimonio, la mia rovina” 🙂

Last edited 1 mese fa by MarcoC
Alex Le Large
Alex Le Large
2 mesi fa

Un gran calderone, da cui si possono trarre a spanne le seguenti indicazioni (per quel che possono valere):

1-il ragazzo in questione non sembra avere problemi di validazione, per cui ritengo che abbia L superiore o nella media (in mancanza di M) e, forse, una moderata forma di status delle quattro pareti

2-molte donne che ha incontrato / pastrugnato, alla fine gli hanno scelto altro: semplicemente perchè ha sbagliato ambiente. L’ambiente artistico/intellettuale è il peggiore covo di ipocrisia femminista, quello dove il normaloide viene scartato per lo scrittorucolo o attorucolo famoso nel paesello e solitamente ricco di famiglia (narcisismo intellettuale), oppure per il rugbista suddetto (sottomissione sessuale ad alpha man).

3-sbagliatissimo anche parlare di temi manosphere in quegli ambienti, fortemente femministizzati , praticamente equivale a parlare del tasso di ricchioni fra i preti entrando in una chiesa con un megafono.

C’è anche un’illusione di fondo: negli ambienti “intellettuali” e/o di sinistra si ha l’impressione di trovare un’oasi immune dalla brutalità del mondo esterno (per esempio il bullismo citato, oppure il classismo di censo). Per cui la ragazza “alternativa” che parla, parla e non ti snobba completamente, può dare una falsa illusione di maggior validazione da parte delle donne. Non è così, perchè anche a “sinistra”, alpha fucks, beta bucks. Le parole al normaloide, il culo al rugbista, per intenderci.

Nel complesso, comunque, una storia in cui tutto sommato non sembrano esserci grossi problemi, con normocarina finale.

La verginità? Tutto ciò che è un tappo fa da ostacolo, quindi non vedo che valore possa avere, specie in mezzo a un mare di concettine che per rimanere vergini arrivano a farsi sfondare le chiappe. Boh.

Last edited 2 mesi fa by Alex Le Large
Seven
Seven
1 mese fa

…”Siccome molti reportage che ho letto sono sembrati infiniti cercherò di andare subito al punto della questione senza dilungarmi troppo”
-> Segue un pacco di testo che credo batta in lunghezza la maggior parte dei resoconti finora postati! : )

Zennaro
Zennaro
1 mese fa

Testo davvero illeggibile, non per la lunghezza ma per l’assenza di un filo logico tra un’esperienza e l’altra. Se persino i laureati, che si presume abbiano dovuto scrivere una tesi, non sono in grado di scrivere, l’unica cosa che questo articolo testimonia è il declino irreversibile dell’istruzione italiana.
Nessuno mitizza le vergini, essere redpillati significa interpretare la realtà senza i filtri imposti dalla società.
Sai che scoperta, spesso le vergini dai candidi manti sono rotte di dietro ma sane davanti…

moverimmchessuccer
moverimmchessuccer
1 mese fa

Questa è una delle testimonianze peggio scritte che abbia mai letto.
Petrarca si sta tagliando le vene nell’oltretomba.
Comunque…
Non credo ci siano persone qui che “elogiano la verginità”. Sia per gli uomini che per le donne, scopare è potenzialmente una bella esperienza.
Credo che nessuno in questo blog andrebbe da una persona qualunque, maschio o femmina che sia, a dirgli di non scopare.
Il problema è con chi scopare.

Boucaneer
Boucaneer
1 mese fa

Commento OT: senza offesa ma non ci ho capito una motosega… cioè vabbè che sei laureato in arte e non in lettere, ma comunque con una laurea uno dovrebbe saper scirvere…
L’Ulisse di James Joyce è più comprensibile (ed è pure redpill!!)…

Nick The Quick
Nick The Quick
1 mese fa

Voglio sperare che l’utente non sia italiano: dalla prosa avrei detto albanese o rumeno…

Tra amici uso dire che chi vuole una vergine rischia la galera perchè dovrebbe appostarsi fuori dalle scuole medie. Sicchè, garbandomi solo le maggiorenni (meglio se molto maggiorenni, così magari si può pure conversare) dopo i 20 anni lo ritengo un fattore del tutto ininfluente.

Cutlass
Cutlass
1 mese fa

Meglio evitare le ragazze vergini e andare con quelle più esperte che sanno già quello che devono fare….sennò cominciano con questo no , questo non ancora e scaricano su di tè i loro complessi.

Pietro Franchi
Pietro Franchi
1 mese fa

Finale da betacuck
vi ho riscritto in un commento la lettera con delle succulenti aggiunte
ma qui vi dico come per ora sta andando a finire. Pressata un pochino
dopo mesi e mesi in cui non si faceva nulla per cercare di capire se era
per un suo blocco, perchè le ci voleva tempo oppure perchè essendo
un dolce maschio beta sotto non si accendeva nulla… discutiamo
in maniera molto pesante e io mi allontano (aka, la mando a cagare)

Passa poco tempo e cerco di riavvicinarmi a lei ma per giorni mi tiene il silenzio. Roba da matti, considerando che quando a fare le marachelle è stata lei, io ho tenuto il broncio ma ho cercato sempre di perdonarla e andare a letto non arrabbiati

Oggi ha deciso di parlarmi e nell’ordine apprendo:

  • Sì sta incazzata per il mio averla allontanata
  • Ma in realtà non mi ha risposto in questi giorni perchè ha capito che i miei dubbi erano veri: lei ad oggi non sa se avrà mai voglia di farlo con me
  • Quando io ho cercato di capire se non ama il sesso in generale o se sono io troppo beta per attizzarla, beh, mi ha fatto ben comprendere che pur senza spingersi al sesso la voglia di fare cock carousel in passato l’ha ben assecondata
  • Ma ovviamente l’ha fatto in Orgasmus mentre tornata a casa si è sempre comportata da brava ragazza qual era
  • E io sono il ragazzo (beta provider) perfetto per lei… mi ama ma a quel livello di passione non è ancora arrivata (ci mette tempo per arrivare, fin da subito mi disse che col suo ex ci mise più di un anno per scattare)
  • E non sa se potrà mai arrivare (come se una relazione non parta con tante incertezze… è ovvio che non sai se a una cosa ci arrivi se non l’hai ancora ottenuta ma per lei sembra una novità)
  • Quindi è per il mio bene se per ora non ci vediamo pure se per me era okay tornare a vedersi, perchè non si crea passione dal nulla, mentre per lei la passione si crea anche dal senso di mancanza
  • Mancanza occupata da nuovo lavoro, viaggio all’estero e studio per gli esami
  • Lei è così gentile che mi da tempo per pensare pure se le ho detto che a me sta bene per adesso frequentarci e vedere le cose come vanno… ma sapete… se una offre tempo, che fai, rifiuti?
  • E io devo smetterla di paragonarmi agli altri… insomma, che sarà mai se stai con una ragazza che da mesi va avanti a dirti “ti amo ma non ho per adesso voglia di scopare e non so se mi verrà mai con te” quando con gente a cui non ha detto “ti amo!” ha preso direttamente il microfono gelato tra le sue labbra? Sbaglio io a pensare male

Insomma, paradossalmente, mando io per primo a fare in culo e lei mi ricorda che io da bravo beta devo inseguire e non scappare; mi fa una testa enorme su come vuole sbloccarsi lavorandoci insieme e poi dice che desiderio di vedermi nudo non le piace proprio; e quando ci baciamo non è che senta chissà cosa

Almeno ha avuto la decenza di dirmi le cose come stanno. Testualmente mi ha detto: “vabbè ma il sesso non è importante… conta altro, almeno per me… conta la voglia di costruire insieme… uno può pure incontrare un ragazzo bello (spompinarlo) ma non riuscire a costruire niente insieme perchè è uno stronzo… tu dai sicurezza” solo che se vuoi fare sesso con te te lo puoi pure scordare

Pure se mai arriverà la passione, per una che non ama il sesso, pure se dovesse amare i bei piaceri della carne, non durerebbe molto per me. La passione per un beta nasce e svanisce in fretta. Ne leggo di storie di beta che dopo 2 anni insieme, o addirittura 6 mesi solo, passano dallo scopare come conigli alla zero sessualità. La passione vera è per gli alpha!

In parole povere, siccome sono un beta ma non sono ancora un buon provider per lei (o è giovane è può ancora aspirare ad altro) per lei non conviene nemmeno sporcarsi col sesso transazione per tenermi buono!

Io di scopare qualche mese e poi vederla una volta all’anno, o peggio, aspettare anni, sposarmi, scopare quella decina di volte per fare due figli e poi diventare monco non voglio viverla

Ho 28 anni e mezzo, sono stato incel per più di un quarto di secolo, ho fatto sesso solo dietro pagamento e ho avuto 2 ragazze vergini per le mani che al massimo si sono abbassate a baciarmi… sapete, si guarda la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non la trave nel proprio… e ora che sto per tagliare il traguardo dei 30 non posso che pensare ad un motto: Alpha fux, Beta bux!

Insomma: ha senso sperare in una terza ragazza se quest’ultima starà sicuramente con me per soldi?

Last edited 1 mese fa by Pietro Franchi
toronto
toronto
19 giorni fa

zio cane non potete scrivere tomi del genere, non avete il dono della sintesi.
Illeggibile

Anonimo
Anonimo
1 mese fa

Fascisti su Marte! Non ho seguito la vicenda ma ti dò il like solo per averlo citato. Barbagli, Freghieri, Santodio…saluti dalla Svizzera 🙂

Pietro Franchi
Pietro Franchi
1 mese fa

Ciao Red e utenti del blog,

Questo è un re-post della precedente lettera con le dovute correzioni effettuate e una suddivisione in paragrafi per rendere migliore e più facile la lettura. Di nuovissimo c’è la parte sulla LMS e il quinto motivo per cui una ragazza arriva vergine dopo i 20 e quando vi becca non ve la smolla comunque… che è stato poi il motivo che ha portato (per adesso) alla nostra rottura

 

Siccome ogni tanto nel blog vengono pubblicate storie e situazioni di vita di vari utenti della piattaforma che si rifanno nello spirito con il quale affrontano la loro esistenza ai vari aspetti della Manosphere e in particolar modo della Redpill, vorrei provare a raccontare la mia esperienza con il gentil sesso perché potrebbe essere utile a una fetta di persone che vive in una situazione come la mia che non è né del tutto tragica ma nemmeno super-positiva.

 

Per ovvie ragioni di privacy vorrei evitare di dire il mio nome anche perché la mia storia, almeno sul finale, prende una piega inaspettatamente positiva. Posso dire soltanto che poco meno di 30 anni, sono di Napoli ma vivo in provincia, sono laureato in Arte e sono a stretto giro con chi lavora in questo mondo, popolato per i più da femministe e soy-boy. Per ovvie ragioni, anche il nome delle ragazze sarà modificato ma mi manterrò preciso sull’età al tempo della loro conoscenza.

 

Indice

1.    Scuole medie, liceo e università

2.    Tre anni dietro Giulia

3.    Il mio rapporto con le prostitute

4.    La scoperta di essere incel

5.    La mia teoria LMSc+

6.    La mia relazione con Laura

7.    È meglio una ragazza vergine?

 

SCUOLE MEDIE, LICEO E UNIVERSITA’

 

La vita nella provincia di Napoli non è Gomorra. Vivo tutto sommato in un quartiere decente in un comune decente e pur se la mia adolescenza l’ho passata bullizzato dai tamarri della mia zona non mi sono mai ritrovato in contesti di delinquenza da case popolari o quartieri ghetto. Tuttavia, fin da piccolo ho compreso due leggi fondamentali sulle donne e sul rispetto: la prima, è che, per una sorta di nuvolozza di Fantozzi, ero segnato dalla sfiga di piacere a chi non m’interessava e non piacere a chi il mio cuore si ritrovava stordito; la seconda legge, forse pure peggiore, è l’homo homini lupus traducibile in “se non rompi le scatole a qualcuno, se non vessi tu un povero cristiano, allora sarai tu ad essere – prima o poi – vessato”.

 

A liceo sono stato bullizzato tutti e 5 gli anni, con qualche cretino che mi prendeva in giro e la classe intera che o gli andava dietro o non faceva nulla per impedire che le beffe nei miei confronti si fermassero. Stessa cosa l’azione dei docenti. E siccome i miei bulli erano pure chiacchieroni, mentre io sono sapevo nulla di chi veniva preso per i fondelli nelle altre classi tutti sapevano che io venivo preso per il culo nella mia.

 

Per questo motivo, seppur al primo colloquio coi genitori conobbi una ragazzina esperta come me di matematica con la quale m’intrattenni tutto il pomeriggio, non la ricontattai mai per paura che lei potesse essere derisa per uscire con me, lo zimbello della classe. Una piccola complicazione mentale la mia che non mi portò ad agire sprecando una buona impressione fatta dal vivo per una possibile cattiva reputazione nemmeno provata.

 

Da piccolo sono stato il re delle occasioni sprecate. Non sono bellissimo, non sono bello, non so se definirmi un 6 o di poco sotto la media… onestamente dietro questi calcoli non so ben andar dietro ma posso solo auto-giudicarmi come un ragazzo col viso di un gradevole orsacchiotto di peluche. Non male, ma ovviamente più dolce che duro. Ecco, quando tornai improvvisamente dimagrito dall’estate dei miei 13 anni, durante i primi giorni dell’ultimo anno di Medie, mi ritrovai smistato in una classe di seconda per via dell’assenza di un docente.

 

Qui conobbi una ragazzina della quale non ho mai saputo il nome. Lei era carina, io la osservai, lei ricambiò e un paio di giorni dopo provò ad avvicinarsi fuori il cortile scolastico. Mi dileguai la prima volta. Lo rifeci in quella successiva e, quando capii che non dovevo avere paura di non aver esperienze e che 13 anni io e 12 lei al massimo si sarebbe aspettata un’uscita con gelato, era ormai troppo tardi: non venne più a cercarmi una terza volta e io non la trovai più fuori quel cortile.

 

La mia non adesione ai social mi è stata fatale anche in seconda liceo quando, iniziato ad uscire con alcuni miei compagni di classe, mi accorsi che una di loro, Silvia, mi considerava ormai sempre più un suo amico e mi cercava anche nelle uscite successive. Silvia aveva un anno meno di me ma l’avevo sempre un po’ snobbata perché, pure se carina, avevo perso la testa per un trio di altre nostre compagne di classe e quindi l’avevo sempre un po’ messa da parte. Quando mi accorsi del reciproco interesse era ormai giunta l’estate, lei cambiò scuola (era bullizzata pure lei) e io provai a cercare il citofono di casa sua ma non fui in grado di trovarlo. Sì, nonostante ci fossero i telefoni cellulari non mi ero mai fatto dare il cell… o forse le volevo parlare di persona… vabbè, sono passati anni.

 

L’anno dopo conobbi Amalia, diciottenne tamarra, a un ristorante e, nel tentativo di dimostrare a un mio amico donnaiolo che mi prometteva di uscire con lui (non ero interessato ad andare a caccia di donne ma proprio ad uscire il sabato visto che negli anni di medie e liceo avrò fatto 10 uscite totali) per poi darmi buca di potermela cavare da solo, mi ritrovai a sedurre una ragazza diametralmente opposta a me. Tre giorni dopo ebbi il mio primo agognato appuntamento: un’ora a metà pomeriggio dove io cercai di capire se mi potesse piacere e lei probabilmente si aspettava già il limone duro. Qualche anno dopo scoprii che le tamarre di quella zona viaggiavano a quell’età su 3 punti inamovibili: 1) fede cattolica, 2) padri gelosi e possessivi, 3) sesso anale per non perdere, in testa loro, la verginità. Ne ho conosciute tante del Nolano e sono (quasi) tutte così, anche una conosciuta in Facoltà che in 2 anni mi ha raccontato ben 3 volte la sua perdita di verginità: la prima volta come atto in sé (anale), la seconda volta nella mia più grande perplessità perché davanti e una terza volta perché… boh, l’imene la prima davanti non si era rotto bene bene.

 

Nell’estate dopo il diploma mi decisi che non avrei più commesso errori di timidezza che tanto mi erano costati tra i miei 13 e 17 anni e che si facevano ancora più sentire come un peso visto che per via di alcuni problemi fisici da quell’età mi sono ritrovato nuovamente a mettere su peso. Era l’estate dei sogni, quella dove pensavo che studiando Arte avrei conosciuto persone come me, anche loro emarginate nei loro licei da gente che poi è finita a fare discipline scientifiche o al massimo Lettere e Lingue per diventare delle docenti di scuola pubblica. Fesso com’ero, ho sprecato la mia ennesima occasione: la prima sera porto una ragazza di due anni più piccola, chiamiamola Flavia, giù in spiaggia da soli. Lei è rotondetta ma abbastanza sveglia tano da stare in vacanza coi genitori della sua amica e avere la casetta nel villaggio totalmente libera tutto il giorno. Io ho un pacco di preservativi nella mia borsa. Lei non è nemmeno male ma il suo essere molto diversa da me, il sapere io che sarebbe durata al massimo quei 7 giorni di vacanza e il suo denigrare la mia scelta universitaria (scelta fatta poi 2 anni dopo anche da lei, che però ha il papy medico) mi portarono ad un bivio. Faccio sesso con lei perdendo l’occasione di dare il primo bacio alla ragazza giusta che conoscerò di lì a breve? La terza sera lei si accucciolò a me e mi chiese di spiegarle le stelle. Si girò verso di me. Viso a viso, ma non ebbi la forza di muovermi e in Facoltà non beccai un tubo.

 

TRE ANNI DIETRO GIULIA

 

A 21 anni conobbi Irina, ragazza bionda dell’est-Europa in Erasmus in Italia. Irina è una prima critica che muovo io a molti discorsi che leggo sul forum: le slave sono brave e buone se giochi sugli stereotipi dell’Italia ma se appena parli del loro Paese in maniera ironica… beh, molto meglio su questo aspetto le italiane. Conobbi questa ragazza all’inizio del mio ultimo anno di triennale, anno nel quale mi diedi da fare iniziando uno stage stesso in università che mi diede modo di conoscere un’intera classe di studenti perché facevo d’assistente per una docente. E in questa classe incontro Giulia, sei mesi più piccola di me, piccoletta e curvy ma dal nasino alla francese e dai grossi occhioni neri che ad ogni domanda della prof alza le mani per rispondere. Giulia è interessata alla materia che amo più in assoluto, penso, e m’intriga all’istante.

 

Tra esami, stage e uscite amicali con una Irina fidanzata ho modo di chattare con meno pressioni con Giulia e quando la slava torna nel suo Paese io invito la piccola ragazza italiana a prendere un caffè insieme e inizio a conoscerla. Mi piace perché è calma, ci troviamo abbastanza bene insieme e scopro pure che viene anche lei dall’est-Europa: è balcanica. Ecco!

 

Long story short: le piaccio, usciamo, arrivano le vacanze pasquali e siccome non sono ancora esperto di quello che credo si chiami kino (parlare e toccare le ragazze per creare contatto fisico con loro) mi faccio consigliare da un mio amico dell’epoca su come avere maggior contatto telefonico e finisco per fare un guaio: “scrivile tanto” mi suggerisce ma facendolo passo per quello che rompe le scatole agli occhi della sua famiglia. E siccome lei è brava, dolce e gentile ma, a differenza della sorella più piccola, segue pedissequamente ciò che gli ordina la famiglia, mi lascia stare adducendo una banale motivazione.

 

Io non mi do per vinto, la rivedo e tento la prova del nove: il bacio. Il mio primo bacio viene rifiutato. Ci allontaniamo e poi ci riavviciniamo e dopo quasi due anni di tira e molla e qualche bacio dato da lei per farmi stare calmo, a 23 anni e passa ci riproviamo. Baci di qua, baci di là, pic-nic improvvisati e lei che finalmente mi vede con un musetto vibrante. Poi la sorella scopre di noi, lo dice ai suoi e tutto crolla.

 

La convinco a lasciarmi andare piano piano. Questo mi porta ad altre uscite e altri baci. Patetico elemosinare affetto, forse, ma dalla mia avevo la convinzione che una persona del genere non sarebbe mai uscita dalla mia vita. Baci a comando e quando finiranno cosa potrò mai fare? Mille dubbi mi attanagliavano fino a quando è lei stessa, a 24 anni e passa, a chiedermi di rifrequentarci.

 

Ora, lei era vergine. Aveva avuto un unico ragazzo e con lui non era andato oltre il bacio. Credo sia anche asessuale in quanto non praticava auto-erotismo e in quanto, mi diceva, seppur baciandomi sentiva ogni tanto qualcosa lì sotto, lo reprimeva. Bah, valla a capire! Fatto sta che con la sua imminente partenza per l’estero rimandata di mese in mese ma sempre imminente e con una situazione da frequentanti mai ancora passati alla fase successiva, io spinsi dopo 3 anni (o 2 mesi dalla terza frequentazione) per qualcosa di più fisico: insomma, giocare con le tette. Prima volta andò bene ma appena nella seconda passai alla fase senza reggiseno… fine della storia e minaccia del padre di venirmi a pestare qualora mi sarei rifatto vivo sotto casa sua per cercare di parlarle.

 

Tra la seconda e la terza frequentazione, per volermi allontanare da lei, provai Tinder rimediando il classico appuntamento con ex-grassa dopo 2 mesi di chat conclusosi con la frase “potremmo essere amici” e con me nella mia testa che pensavo “tsè, col cazzo… anche perché una che fuma manco come ragazza l’avrei voluta”. Puzzava di sigaretta.

 

IL MIO RAPPORTO CON LE PROSTITUTE

 

Provai per la prima volta a fare sesso con una prostituta a 18 anni al culmine più alto della mia depressione. Considerate che ero tornato ad essere grasso (azzerando gli occhi delle ragazze che già poco si poggiavano su di me), venivo bullizzato dalla classe intera se mi andava bene e venivo ignorato 5 ore al giorno da loro se mi andava male, non avevo più alcun amico e mi erano giunti nuovi problemi di salute. Lo feci sul ciglio di una provinciale e nulla si alzò in me.

 

Feci un altro paio di tentativi a vuoto negli anni seguenti ma solo quando fui lasciato da Giulia la prima volta mi feci coraggio e chiesi a un mio ex-collega di Uni, gran puttaniere, di accompagnarmi a prostitute nella sicurezza della sua auto. Riuscii per la prima volta ad avere un’erezione ma facendolo fuori dalla macchina, con ragazze già più alte di me e coi tacchi, e un pene molto largo soffocato da profilattici di dubbissima qualità, non riuscii ad arrivare nei soli 10 minuti di tempo a mia disposizione.

 

Fu solamente l’anno successivo che, nel letto caldo di una ventenne cubana, con lei che andava suave, ebbi il mio primo rapporto completo. Come cliente io cerco di capire e parlare con loro, comportarmi da brava persona, rispettarle come lavoratrici e per comunicare meglio vado dalle nigeriane che almeno parlano l’inglese e con le quali posso esprimermi nella maniera migliore. Con due cinesi, invece, ho fatto una sorta d’amicizia e nonostante lavorassero per 50 rose in appartamento, tanto le stavo simpatico, che mi chiedevano solo 20.

 

LA SCOPERTA DI ESSERE INCEL

 

Dopo anni e anni che ho utilizzato Facebook leggendo i post senza scrivere nulla iniziai quell’anno a farmi più presente in rete e da lì sono nate due mie grosse considerazioni nella vita. La prima è che il mondo dell’Arte è pieno d’ipocriti: ho costatato che per alcune mie college il solo fatto di discostare con loro su 1 argomento su 100 mi faceva assimilare ai fascisti-misogeni-incel. Insomma, se mi dai del fascista solo perché differisco delle tue idee 1 volta su 100 ti dai della fascista al 99%. Inutile dire che alla sicilianella che faceva questi ragionamenti sui maschi possessivi (io non lo sono mai stato ma lei mi vedeva così) stava poi con un rugbista conosciuto a Napoli e che lei lasciò… rullo di tamburi… perché troppo possessivo!

 

La seconda cosa fu proprio l’aver scoperto in maniera involontaria le parole incel e redpill. In una banale discussione su non so quale gesto di protesta idiota femminista fatto il giorno prima io espressi una pacata critica a quel mondo ma fui ricoperto di così tanta merda dalle paladine delle persone maltrattate (che però sparano a zero sugli altri, ma vabbè) che quando mi diedero del pericoloso “incel” io andai a cercami la definizione. Poverina, una di loro ci rimase pure male nello scoprire che la mia mente non era stata manipolata da chissà quale forum dei brutti ma erano mie idee personali. E sì, da lì ho poi scoperto Il Redpillatore.

 

Onestamente, io ho sempre scherzato che fossi “single per scelta… degli altri” ma non mi sono mai ritenuto Incel. Non basta essere single non per scelta propria per essere un incel. Come per Giulia: dopo il terzo fallimento in tre anni mi disse che per lei ero stato il suo secondo amore. Okay, vero, era genuinamente innamorata di me ma credo che il NON DIRLO tagli a priori la possibilità che una frequentazione sia una storia. E non la si impone a posteriori. Non basta essere, insomma, bisogna volere una determinata cosa e pure se fino a quel momento ero sempre stato single per scelta altrui, il fatto di non riconoscermi incel non mi rendeva tale.

 

E lo ribadisco anche col re-post: il termine è un costrutto mentale e come tale la sua definizione cambia. Incel era prima una categoria di persone e basta ma sviluppandosi ora una sorta di Cultura Incel, è ora propriamente tale solo chi si riscontra in quella cultura. E siccome quella sub-cultura è ossessionata dal misurare al decimo di punto il valore Look, e ritiene che oltre a LMS non ci siano altri fattori discriminanti, beh, il semplice dissentire da quelle logiche non fa altro che creare una spaccatura tra chi è single involontariamente e chi è un incel appartenente alla sotto-cultura.

 

Redpillato sì: in fin dei conti, ma sempre nella mia personale visione, molti dei temi trattati e dei concetti espressi li avevo anche io elucubrato nei miei precedenti lavori artistici. Ovviamente, seppur leggo questo blog, nemmeno con tutto quello che dici e scrivi mi trovi d’accordo, Red, ed è giusto così: mica sei una femminista?

 

LA MIA TEORIA LMSc+

 

Sulla questione LMS vorrei proporre una mia elaborazione chiamata LMSc+. Dove la C sta per Carattere ma è volutamente in minuscolo per evidenziare la secondarietà del fattore rispetto alle tre soglie di barriera primaria che sono i fattori L, M e S. Il “+” indica una serie di altri parametri che via via diventano sempre meno rilevanti come gli Interessi comuni, ad esempio.

 

Con la dicitura LMSc+ potremmo evitare che la Redpill venga volutamente fraintesa all’esterno, dicendo che essa è dogmatica su tutte le donne e pome attenzione solo a tre aspetti sottovalutandone altri. La Redpill pone attenzione su molti aspetti ma sottolinea l’evidente differenza tra quelli primari (atti a creare l’interesse sessuale) e quelli secondari (atti a confermare l’interesse e a trasformarlo in frequentazione, prima, e relazione, poi).

 

LA MIA RELAZIONE CON LAURA

 

L’anno dopo che sono stato lasciato ebbi 3 opportunità: la prima si concluse con questa ragazza che mi bloccò la sera prima perché interpretò una cosa che mi disse una mia compagna di corso come un attacco misogino ai suoi valori femministi e non mi diede nemmeno il tempo di replicare. La terza mi riempì di domande il primo giorno che la beccai in Uni e mi fece capire in tutti i modi come, nonostante la nostra differenza di età, non fossimo poi così tanto diversi… ma siccome era fuori corso e donna del sud, appena iniziò l’anno accademico scomparve nel laboratorio che frequentava e non la rividi più. Quella centrale era una brava ragazza, rotonda e più alta di me. Andai fino a Roma per vederla, passai una bella giornata con lei ma fui un po’ codardo perché alla fine la ghostai. Tuttavia, a mia difesa, mi ero già accertato che l’ultimo ragazzo prima di me l’aveva avuto solo pochi mesi prima. Quindi per lei non sarebbe stato un problema la mia perdita. Irina mi disse che ero uno stronzo perché non contava solo la bellezza fisica. Già, Irina per 5 anni tornò in Italia e la frequentai in amicizia riempendogli la testa di Giulia e dei miei dubbi su di lei. Irina anche quando Giulia la baciavo ogni volta mi fece ben capire che la balcanica non mi voleva e aveva ragione.

 

Due anni dopo i fatti di Roma, in una lunga giornata iniziata la mattina presto per lavoro, mi trovai ad un evento (non posso rivelare nemmeno il tipo) e lì, aspettando che la stella di turno lasciasse l’impianto per poterla fermare in cerca di una foto, rimasi per un’ora fuori in attesa. Con me altre persone. Una di loro, una ragazzina, aveva tra le mani un libro co su una frase positiva. Io di solito in momenti di tensione o sono stronzo e cinico (95% dei casi) o sono ironico sornione (questo caso). Faccio una battuta, la ragazzina sorride e una al suo fianco ride. Me ne rendo conto. Dico un’altra cosa e questa ragazza, Laura, chiamiamola così, ride ancora. Iniziamo a parlare, scopro che non solo abbiamo la stessa passione (ovvio, stiamo allo stesso evento) ma che lei la pratica pure. Le chiedo il cell, lei me lo dà e quando ci salutiamo a fine serata me ne torno a casa felice e stranito: era la prima volta in vita mia che ero sceso senza pensare alle ragazze ed è la prima volta che becco un numero di telefono in questa maniera. Di numeri li ho sempre beccati, pochi, ma beccati, sempre però utilizzando una situazione chiusa in cui ci trovavamo entrambi (tipo mezzi pubblici per l’Uni) e mai con una persona con la quale ho trovato subito un forte feeling.

 

Ipso facto: ci sentiamo il giorno dopo, subito iniziamo a piacerci e quando dopo pochi giorni le accenno ad una pizzeria vicina alla sua Facoltà che lei non sapeva e il “va bene, poi ci andiamo” mi gela totalmente. Ma davvero è già pronta per un appuntamento? Io ho ormai 28 anni, lei un pochino di meno e pure se i nostri caratteri sono simili in molte cose divergiamo: io sono più artistico e riflessivo mentre lei è più pratica e istintiva. La tenacia con la quale le ho chiesto dopo 15 minuti il numero (anche perché era a fine serata, mica potevo aspettare molto, ndr) ha pagato e dopo due mesi di frequentazione ci siamo messi insieme. Lei è il mio secondo amore ma la mia prima ragazza e io la trovo molto molto carina e onestamente di pensare se sia un 6.5 o un 7 e aggiungere che magari in foto sale pure a 7.5, perché si sa che in foto pure le cerbiatte nordiche appaiono più belle, non me ne frega nulla. A me piace, piace davvero e per le prime settimana di relazione continuavo a pensare com’era possibile che una ragazza così carina e che ha le palle quadrate sotto (ha vissuto anni e anni all’estero, guida lei e sta iniziando a gonfie vele la sua carriera lavorativa) possa aver scelto un tipo come me. Ora, a mesi di distanza, le differenze si stanno assottigliando e anch’io ne esco fortemente valorizzato.

 

Insomma, mi vedo per quel che sono: un bravo ragazzo, intelligente, tenace e che sa fare e risolvere molti problemi per la sua compagna. Con questo non voglio mandare a monte le teorie LMS ma dare una mia piccola ampliazione: io come look non faccio proprio schifo quindi con gli altri valori decenti la mia sufficienza nella L può essere ben ricompensata. Come M sto messo anche qui tra la sufficienza e la leggera bocciatura: famiglia operaia monoreddito ma non stiamo nella miseria più cupa. Lei però è più bella di me e viene da una condizione famigliare molto più agiata e come S beh, è una ragazza molto più in gamba di molte brave ragazze che vedo in giro, agendo più che limitandosi a lanciare propositi. E allora dove mi sono giocato la partita? Beh, sulla S: ragazzo temerario quando gli ex erano tutti timidi, ragazzo che sa fare le cose e s’impegna nel superare le difficoltà quando gli altri si arrendevano alla prima occasione e ragazzo di 28 anni maturo che quindi è più affidabile di un coetaneo.

 

 

 

 

 

È MEGLIO UNA RAGAZZA VERGINE?

 

           Cari lettori,

la parte finale di questa mia missiva scritta con lo pseudonimo di Pietro Franchi non parlerà direttamente della mia relazione ma alza una seconda critica benevola verso alcune argomentazioni che più volte sento trattate qui e in altri forum / pagine-web: la verginità femminile.

 

Faccio però una piccola premessa. Io mi sono sempre sentito un ragazzo di valore ma ho creduto di avere una sfiga così forte e prepotente che nemmeno con la legge dei grandi numeri sarei riuscito a trovare una ragazza (che meriti). Quindi, la storia che sto vivendo con Laura non è tanto un sogno perché sto con una ragazza (perché credo che a differenza di una percentuale di utenti che segue il blog e che davvero per timidezza e mancata bellezza non ha davvero mai avuto chance di stare con qualcuno, io sto nella media ad aspetto fisico e possiedo buone qualità generali, intraprendenza e una maggior spigliatezza comunicativa) ma perché sono riuscito a vincere la mia sfiga. Quindi, proprio il mio essermi reso conto che sono un ragazzo normale e non un sub-umano marchiato da una fattucchiera arrabbiata mi ha portato a capire che con Laura devo vivermi la storia come viene: lei è speciale perché è la prima ad aver trovato qualcosa di bello in me e ha avuto le palle di dirmi sì ma non per questo devo forzare il rapporto illudendomi che è l’unica. La amo anche se si comporta un po’ da stronzetta, non m’interessa il concetto di beta-provider (in quanto mi fa cagare il concetto stesso di alpha-man come la società per intero lo intende) e spero che tra di noi ci sia un’intesa sempre maggiore ma sono ben conscio che possa anche non essere quella giusta.

 

Non vivendo nella pia illusione, però, analizzo. E mi viene da sorridere su un particolare, l’ultimo, di cui vado a parlare. Anche lei è vergine. E se ammetto che per un attimo ho pensato a quanto per la seconda volta il fato mi ha dato la chance di essere il primo (e sperare anche l’unico) con cui la ragazza che amo farà l’amore, beh… anche stavolta la situazione si è subito ingolfata. Non entrando nei dettagli, posso solo dire che quando una ragazza è vergine e inizia a uscire e poi stare insieme a te ci sono quattro grosse possibilità, o per meglio dire cinque:

·      La ragazza è arrivata vergine grande ma con la voglia di fare l’amore e, siccome sei tu il primo ragazzo non coglione che ha avuto, lo fate dopo la stessa quantità di tempo che una ragazza ventenne non vergine impiegherebbe a farlo col suo nuovo ragazzo (o un pochino di più perché è vergine ma sempre con tempistiche adeguate)

·      La ragazza è vergine e, indipendentemente dalla tipologia di ragazzi avuti prima, non sente un grosso desiderio di fare l’amore oppure necessita di moltissimo tempo prima di riconoscere, nella persona che già ama, quella a cui dare il suo fiore più bello

·      La ragazza è vergine come quella del punto due ma dopo 2, 3, 4 anni e talvolta pure 5 o 10 è ancora vergine e i due finiscono per lasciarsi: su un noto forum femminile lessi anni e anni addietro la storia di un 28enne con 8 anni di relazione alle spalle con una ragazza del genere… inutile dire cosa è accaduto al povero ragazzo

·      La ragazza è vergine e vuole rimanere tale fino al matrimonio

·      La ragazza è vergine perché si crea un trip mentale, confondendo la paura di “se lo faccio con lui e poi ci lasciamo” con la più sadica ma realistica motivazione “se gliela do subito e non gliela faccio sudare poi alla prima mia escandescenza mi lascia” tipica di chi magari fa qualcosa in maniera occasionale (ONS) con un alpha ma poi se la tiene stretta a doppia mandata con un beta (LTR) così che se proprio la smollerà a un beta sarà solo a quello che, non rompendosi di aspettarla anni, non la lascerà certo alla prima minchiata che farà

 

Credendo banalmente che il solo aver incontrato gente timida, poco propositiva o platealmente cogliona l’avesse bloccata dal procedere oltre, non mi pongo troppi problemi su questo punto durante la frequentazione (sarei comunque rimasto per vederla e metterci insieme pur sapendolo) ma dopo alcuni mesi comprendo (spero, ndr) che è in realtà della seconda tipologia.

 

Non mi dilungo molto ora sulla mia vicenda ma vorrei lanciare una domanda a chi rimpiange i bei vecchi tempi dove le donne vergini erano meglio e che le ragazzine di oggi hanno poco valore perché si concedono facilmente. Dividere, insomma, le donne in angiolette e demoni. Questo mi porta in mente una riflessione sul fatto che lo sanno i kamikaze mussulmani che le 72 vergini che li attenderanno in paradiso dovranno rimanere tali?

 

Insomma, lungi da me giudicare una ragazza dalla sua esperienza sessuale (io non mi sono mai cercato una ragazza né per esperienza né per provenienza) ma chi tesse lodi su lodi alle ragazze vergini, lo sa che poi se dovesse mettersi insieme ad una di loro non sarebbe poi così tanto facile per lui andarci a letto? Chi arriva vergine dopo la ventina, soprattutto se ragazze belle, carine, sopra la media o anche delle 5, hanno avuto fior fior di pretendenti, hanno vissuto diverse storie d’amore ma per una ragione o per un’altra non sono riuscite mai a voler andare oltre.

 

Per questo motivo mi sembra stupido esaltare a prescindere la verginità femminile quando, paradossalmente, pure le stesse teorie Redpill sul sesso (validazione e transizione) dovrebbero portare a comprendere che se proprio in un impeto di follia una trentenne vergine gnocca vorrà concedersi di liberare il fiore della sua purezza prima del matrimonio, lo farà con la rockstar di turno e non con il giovane apprendista di studio legale che prende 600 euro mensili e con il quale è fidanzata dai tempi dell’Università e stanno aspettando il momento di comprensione massima del reale prima di potersi concedere l’un l’altro: Lo sceicco bianco, insomma.

 

           Con questo,

chiudo il mio excursus sulla mia vita e le mie piccole riflessioni su alcuni topic che forse si sono trattati in maniera minore. Nemmeno io in definitiva so come descrivermi. Ho quasi 30 anni, sono fidanzato con una ragazza che mi piace sia fisicamente che a livello intellettivo ma per quasi tutta la mia vita, ad eccezione di una partentesi confusionaria di 3 anni di tira-e-molla con una ragazza dei Balcani, sono stato solo. Anche per colpa mia. Preferendo lavorare alle mie passioni più che correre dietro le ragazze o essendo troppo timido per farlo o sprecando male le mie occasioni adolescenziali. Tuttavia, non posso nemmeno definirmi tra gli ultimi perché pure se ho passato anni da solo (senza manco uscire il sabato sera regolarmente prima dell’Uni) ho comunque avuto un 5/6 appuntamenti (una decina contando le uscite a quattro) di cui 2 divenute frequentazioni e 1 relazione mentre molti utenti non hanno effettivamente ottenuto nessun risultato dalla loro vita sentimentale e se io mi sono sentito l’ultimo degli imbecilli ad aver dato il primo bacio a 21 anni e mezzo, posso solo capire quanto possa fare schifo la vita per chi è entrato negli -Enta e negli -Anta e non ha ancora fatto questo passo. Per questo, mi ha fatto anche strano raccontarmi, sentendomi, anche in questo caso, non appartenere a nessun gruppo specifico. Ma forse è proprio questa la forza della Redpill: è una visione del Mondo che abbraccia sia chi ha più successo con le donne che chi meno. Insomma, fatemi sapere cosa ne pensate sulle questioni da me aperte e buona serata a tutti.

 

Pietro Franchi