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Come il Redpillatore è diventato Redpillato

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 Come il Redpillatore è diventato Redpillato

Ciao Redpillatore, ti volevo fare i miei complimenti. Ho conosciuto il tuo blog per caso circa 2 mesi fa e l’ho trovato illuminante. Ho ormai letto gran parte dei tuoi articoli e ormai mi definisco un redpillato vero. Sto cercando anche di fare proseliti e far digerire la redpill ai miei compagni di Università. Alcuni hanno iniziato a leggerti mentre altri fanno piuttosto resistenza.
Volevo chiederti se anche tu hai questo genere di difficoltà, qual è secondo te il modo migliore per diffondere la redpill e come hai fatto tu a redpillarti.

Il Redpillatore Risponde

Ciao, grazie per i complimenti, è sempre bello avere nuovi adepti.
Il mio percorso di redpillaggio credo di averlo raccontato a grandi linee in passato, ma forse è il caso di ripeterlo in un unico articolo che magari può essere d’ispirazione per altri.
Inizio con il dire che certi concetti redpill penso di averli saputi da sempre.

Che le donne fossero avvantaggiate in società era una cosa di cui ero già perfettamente conscio alle elementari. Già le bambine vengono trattate meglio dei bambini e i bambini belli vengono trattati meglio di quelli brutti, per cui avevo già ben chiara anche l’importanza della bellezza anche se non sapevo in dettaglio quali fossero tutte le singole caratteristiche in grado di determinarla.

Non sapevo ovviamente nulla neppure di ipergamia e di psicologia evoluzionistica, però già alle scuole medie era chiaro che per le ragazze era molto facile.
Probabilmente all’epoca attribuivo questo fenomeno a ragioni culturali e pensavo che le donne se la tirassero a causa della pressione sociale, perché la nostra società in qualche modo le reprimeva e le giudicava se si mostravano troppo libertine, mentre d’altra parte gli uomini erano spinti a provarci per dimostrare la propria virilità.
Ritenevo che probabilmente fosse questo, e non la differenza di selezione sessuale a livello biologico, a creare un’elevata domanda di fronte ad una scarsa offerta.

Al liceo iniziai a trovare le prime difficoltà a piacere alle mie compagne. Raccontai le mie vicissitudini nella mia serie di articoli “Crudezze Liceali”.
All’epoca sapevo già a grandi linee qual era il mio aspetto, sul normobruttino, quindi sapevo di essere penalizzato per questo ma ero consapevole anche di non “saperci fare” granché e ritenevo che la personalità e il comportamento fossero ugualmente molto importanti per attrarre le ragazze. Ero quindi fiducioso che sarei riuscito comunque a trovare un mio spazio nel magico universo femminile se solo fossi riuscito a sviluppare una personalità attraente.
Tu eri probabilmente troppo piccolo ma occorre ricordare che il contesto sociale di quei tempi era completamente diverso da quello attuale. Internet era poco diffuso, i cellulari agli inizi. Giravano soldi, tutti i ragazzi sfrecciavano in motorino, c’erano molti eventi e le discoteche ancora andavano di moda ed erano aperte anche di domenica pomeriggio. Si trovavamo molte ragazze per strada e approcciare a freddo non era così innaturale come adesso che se fermi una tipa lei pensa che tu le stia facendo una candid camera da postare su youtube.
Certo, occorreva un po’ di faccia tosta per iniziare una conversazione con delle estranee e c’era l’angoscia di prendere il palo, ma questo era proprio ciò che ti rendeva competitivo perché tagliava fuori dalla concorrenza molti normocarini poco estroversi che oggi con il filtro di internet possono rimorchiare finché vogliono mentre all’epoca non arrivavano mai a interagire con le ragazze perché troppo timidi.


Verso i 20 anni conobbi “The Game” di Neil Strauss e lo divorai in un paio di giorni. Mi buttai nella community PUA che dagli USA si era espansa anche in Italia e mi procurai tutti i testi consigliati sia di seduzione che in generale di comunicazione.
A quel punto iniziai a lavorare su me stesso senza sosta, anche allenandomi e stando a dieta.
Approcciavo decine di ragazze ogni settimana, a volte incontrandomi con gli altri PUA ma molto più spesso da solo. La curva di apprendimento fu ripida i primi mesi ma poi cominciò ad appiattirsi e i miei progressi si stabilizzarono su una situazione che era ben lontana sia da quanto promesso dai metodi, sia da quanto più ragionevolmente mi aspettavo io.

Riuscivo a rimorchiare e a trombare ma sempre a prezzo di pali su pali anche con ragazze esteticamente normalissime e ormai, verso i 25-26 anni, ero arrivato a saturazione.
Chi parla di “darsi da fare, impegnarsi di più” e tutte le altre frasette motivazionali non sa di cosa blatera e probabilmente non ha mai avvicinato una ragazza in vita sua perché ogni approccio che fai a una ragazza e che si conclude in rifiuto è un piccolo colpo all’autostima e alla lunga ha la capacità di logorarti psicologicamente. Le ragazze più giovani pensano (a ragione) di essere le padrone del mondo e possono essere molto crudeli. Io ricordo che una volta, dopo aver preso pali per un pomeriggio intero, ebbi un tracollo nervoso e al ritorno, appena risalii in auto, scoppiai a piangere nel parcheggio.
I pua queste cose le sanno ed è per questo che ti fanno tutto un lavoro psicologico finalizzato a ingigantire i tuoi successi e a non considerare gli insuccessi, cercando di tagliare fuori dalla community tutti quelli che cercano di mostrarti con obiettività i pro e i contro di quello che stai facendo.
Io però dopo anni avevo iniziato a farmi diverse domande, perché mi accorgevo che molte delle mie interazioni con le ragazze erano tecnicamente ineccepibili. La conversazione era sciolta, sapevo quando parlare e quando tacere, quando essere serio o scherzoso, capivo le tempistiche, eppure la scintilla molte volte proprio non scoccava, indipendentemente da cosa facessi.

La mia svolta redpillata probabilmente arrivò quando uscii con un altro ragazzo per andare ad approcciare. Era un tipo belloccio ma totalmente inetto, penso di non aver mai conosciuto uno più inetto di lui. Era totalmente imbarazzante nel modo di comportarsi. Eppure una sera approcciammo due tipe: lui disse poche parole stupide e io invece mandavo avanti la conversazione agevolmente, ma a fine serata lui limonò con una delle due mentre l’altra non mi filò di striscio.
Lì mi trovai di fronte all’evidenza che sapersi comportare con le ragazze non serve a nulla e un bel faccino vale più di ogni personalità.
Anni e anni spesi a leggere, ad approcciare, a capire, a sperimentare, per poi realizzare che quando hai i tratti somatici giusti non ti serve altro. Ho sprecato i miei anni più belli a farmi tante domande sulle donne quando la risposta era lì, dentro lo specchio.



Nel frattempo arrivò il momento in cui la community PUA iniziò a scricchiolare e si scoprirono gli altarini. Un link mi portò su Puahate, il forum che sarà poi associato a Elliot Rodger e chiuso dal suo amministratore per evitare problemi.
Puahate non era, come molti credono, un forum per incel (Elliot Rodger aveva appena una manciata di messaggi e frequentava prevalentemente community di bodybuilding), bensì un forum di critica verso il mondo PUA nel quale venivano esposte anche molte vicende personali dei vari guru della seduzione.
Grazie a quel forum scoprii molte cose sfiziose, ad esempio che molti presunti esperti di seduzione in realtà avevano risultati molto modesti e le tipe che rimorchiavano, a giudicare anche dalle foto che di tanto in tanto venivano postate, non erano poi granché.

Iniziai pian piano ad unire i puntini e tutto mi diventò più chiaro, anche grazie al fatto che Puahate non si limitava a distruggere i PUA ma portava contenuti nuovi che reputavo nettamente più sensati rispetto alle varie tecniche di seduzione. Era un forum bellissimo devo dire, con la giusta dose di umorismo e di trollaggio misto a discussioni più serie.
Fu probabilmente questo forum a rendermi definitivamente redpillato quando iniziai a fare i miei primi esperimenti online. Utilizzai alcune foto di modelli e il modo in cui venivo trattato con la faccia di un 9, anche sperimentando i più bizzarri tipi di personalità, confrontato a quello in cui le ragazze mi trattavano col mio profilo originale non lasciavano spazio a dubbi.


Io penso che la redpill sia in gran parte anche una questione quantitativa.



Gli uomini sanno che la bellezza e lo status contano ma non hanno ben chiaro di quanto contino.
Pensano che siano tagliati fuori dai giochi solo quelli veramente brutti, mentre il classico bruttino è penalizzato principalmente dalla personalità.
Pensano che le donne trattino gli uomini molto belli e quelli normali più o meno allo stesso modo, sempre con un minimo di distacco.

Non sanno che le donne in privato sono molto esplicite e perdono completamente la dignità coi belli e che, a confronti, il tipo medio viene trattato come immondizia.
Pensano che una ragazza brutta se la passi male e questo è vero rispetto alle ragazze belle, ma ha comunque più opzioni di un uomo carino.

Il quadro comunque per me era ormai chiaro e nel frattempo ero diventato sempre più sfiduciato e depresso e avevo abbandonato i vari approcci che peraltro, con il subentrare delle chat e delle app di incontri, diventavano sempre più difficili e competitivi. Se a vent’anni pensavo che avrei cambiato la mia vita imparando il cd. “Game”, alla soglia dei 30 iniziavo a rendermi conto che il gioco non valeva la candela e quindi “Game Over”. E’ comunque quello che l’uomo medio sa già, infatti c’è un motivo se non si butta a prendere rifiuti su rifiuti e preferisce accontentarsi di quelle ragazze che trova una volta ogni morte del papa attraverso il suo circoletto sociale.

Questa sostanzialmente è una sintesi del mio percorso da redpillato, che però è in continua evoluzione.

Nel 2016 postai un commento sotto la pagina di “Boom-Friendzoned” e in poche ore presi quasi 2k likes. Molti iniziarono ad aggiungermi ai contatti e a chiedermi di aprire una pagina. Poi arrivò il blog e iniziai a confrontarmi con sempre più persone. La mia visione redpill diventò sempre più nitida.

Grazie al sondaggio sui partner sessuali  ad esempio scoprii che anche io sottostimavo notevolmente il numero di uomini tagliati fuori da una vita sessuale, e questa cosa un po’ mi fa sentire stupido per aver colpevolizzato uomini che non avevano nessuna colpa.
La resistenza alla redpill purtroppo è veramente forte, per i motivi che in ognuno di noi sono diversi.

Le donne non l’accettano perché essa impedisce di ricoprire il ruolo di vittime che la società ha loro attribuito e perché mette in evidenza che la loro libertà è costruita sulla sofferenza di una fetta di uomini.
Gli uomini belli non l’accettano perché preferiscono illudersi di essere attraenti a causa della loro personalità.
Gli uomini brutti non si capacitano che non ci sia rimedio al loro problema
Le persone in generale hanno paura di tutto ciò che non è entro il loro controllo.

Finita questa divagazione e ritornando alla tua domanda iniziale: qual è il modo migliore per diffondere la redpill?
Beh, non lo so, penso debba essere un percorso individuale, un processo che viene da dentro di noi e che non si può forzare dall’esterno perché ognuno di noi è sempre molto attaccato alla proprie convinzioni. L’unica cosa che posso dire è che presentare i fatti in maniera chiara, logica e non equivoca aiuta sicuramente molto nel processo. Cerca di rilevare le contraddizioni nelle obiezioni dei tuoi amici, poni domande piuttosto che obiezioni, presenta fatti ed esempio anche presi da conoscenze comuni e vedrai che se i tuoi amici sono intelligenti non tarderanno a convincersi. Anche se saranno troppo orgogliosi per ammetterlo.

Ciao e grazie di seguirmi!

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Roger
Roger
9 mesi fa

Spettacolare! Probabilmente abbiamo la stessa età, un percorso leggermente simile anche se non mi sono ancora ritirato del tutto dai giochi (pur non provandoci più a tappeto da un bel pezzo).
Mi è piaciuto molto come hai descritto il primo decennio del nuovo millenio, le disco al pomeriggio dove si limonava duro con le tipe, i motorini, i nokia 3310 e 3330 indistruttibili. La facilità con cui reperire numeri di cell in una serata in piazza o in una sagra.. un bel racconto che mi ha fatto ricordare gli anni spensierati della scuola.

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

Penso al fatto che economicamente ( allo stato attuale) non posso permettermi di corteggiare una donna. Fosse stato 20 anni fa, magari era differente. Ad oggi, M conta davvero tanto, se non hai L.
E questo lo vedo nelle facce di chi non ha L ma ha di fianco stranamente gnocche da 8.
Da quando ho visitato questo blog il velo sottile che avevo sugli occhi è stato completamente rimosso (e già vedevo uasi bene).
L'altra sera, approcciando una collega carina al bar, un suo collega mi ha chiesto (perculandomi) dove l'avrei portata al primo appuntamento fuori. Heh, io dissi "Ovvio, a Gardaland". Ho ricevuto una smorfia secca, poi la replica "ma perchè non in un ristorante di lusso a lume di candela?"(a me lo dici che non navigo nell'oro, e l'investimento è ad alto rischio).
La mia risposta "perchè in 2, uno di fronte all'altro, che non conosciamo NIENTE della persona di fronte a noi, DI COSA POSSIAMO PARLARE PER UNA SERATA INTERA di fronte a un piatto di tagliolini al salmone? Preferisco un posto come Gardaland, con cui passare delle emozioni "forti", condividere la paura di una giostra o camminare assieme verso una nuova attrazione parlando della precedente e di argomenti correlati, e mangiare un panino rubando le patatine dal sacchetto dell'altro. Te puoi andare a cena a fare scena muta per un'ora sentendoti in imbarazzo ogni 5 minuti".
"Eh, ma si possono trovare 1000 argomenti a cena".
Io "Fidati che solo la chimica può salvarti a quella cena. Se non arriverai al "dopo cena" sarà già finita."
Stucco.

Io, caro Red, sono ormai convinto che le donne abbiano perso la concezione reale di cosa stiano cercando in un uomo.
Forse ho la mia piccola bluepill, pensando che la migliore donna sia quella che puoi considerare il miglior compagno di giochi (è giocando che si formano le migliori amicizie/relazioni). Ma sono abbastanza redpillato da vedere che le aspettative delle donne siano ancora bluepillate da cena a lume di candela con un uomo belloccio.
Ed ora che ci penso, ecco l'esempio pubblicitario di zerbinismo femminile: Hai presente Pizza Ristorante, quella specie di focaccia di 2mm surgelata farcita spacciata appunto per una gran Pizza? Cotta da uomini bellocci, a casa loro, da servire a delle donne da 7.5 che si fanno qualche km di strada a piedi, pur di andare da questi a mangiarsi una pizza surgelata? Eccoti l'esempio lampante, di come basta avere L (non certo money, stanno pure risparmiando), per avere la serata "garantita".
Senza la tua redpill, questa pubblicità non l'avrei mai capita..

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

"E' comunque quello che l'uomo medio sa già, infatti c'è un motivo se non si butta a prendere rifiuti su rifiuti e preferisce accontentarsi di quelle ragazze che trova una volta ogni morte del papa attraverso il suo circoletto sociale."

Esatto. All fine i risultati sono piu' o meno gli stessi e si evitano perdite di tempo, soldi, umiliazioni e restarci male.

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

Red se ti contatto via e-mail mi potresti dare un voto estetico?

Il Marchigiano
Il Marchigiano
9 mesi fa

Riguardo alla parentesi Amarcord che affligge anche il sottoscritto, ormai prossimo ai 40, mi chiedo spesso se quella fosse 'la normale' spensieratezza della tarda adolescenza/prima giovinezza oppure abbiamo avuto la fortuna di vivere tempi bellissimi.

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

E voi a 40 qualche chance di trovare una sgallettata che vi si piglia ancora l'avete, io che sono over 55 per le connazionali son buono solo per l'umido inteso come rumenta.

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

Caro Red. Sarei curioso di sapere in maniera un po' più approfondita il perchè dell'inettiduine del ragazzo belloccio che hai menzionato nell'articolo. Quali erano i suoi comportamenti imbarazzanti?

nicola
nicola
9 mesi fa

Ottimo articolo, come sempre, non é per leccare, ma gli articoli scritti dall'autore del blog spiccano, rispetto a quelli di contributi dai lettori. Forse li apprezzo perché abbiamo un passato simile e abbiamo vissuto la giovinezza nella stessa epoca (io dell'83) che credo sia stata l'apice del nostro benessere economico, sociale, psichico. Passati i 2000 (che l'Europa e l'Euro centrino??) si è iniziati a scendere dalla giostra, lo percepiamo in termini economici ognigiorno, ma soprattutto nella sparizione di quella serenità e spensieratezza di cui gli anni '90 e al massimo i primi del 2000 abbondavano. Mi manca quel periodo e mi mancano le conquiste più facili, io non sono mai stato bravo dal lato approccio di persona, anche ovviamente per il livello estetico, ma ho saputo sfruttare le chat agli inizi, gli sms quando il profilo era una fotina a 320×240 e ho avuto le mie soddisfazioni.

Dave
Dave
9 mesi fa

Mi ha colpito molto questo passaggio:
"E' comunque quello che l'uomo medio sa già, infatti c'è un motivo se non si butta a prendere rifiuti su rifiuti e preferisce accontentarsi di quelle ragazze che trova una volta ogni morte del papa attraverso il suo circoletto sociale"

Negli ambienti PUA si fa passare l'idea che chi non ci prova a tappeto con tutte, chi si accontenta di quel che offre il convento e magari entra in LTR con una delle poche che ci sta, è un povero mentecatto che cede il proprio sacrosanto "diritto a scopare" a una e una sola ragazza. Che si castra con le proprie mani rinunciando a spargere il proprio seme su più donne possibile.
Come se fosse roba da tutti cambiare 3-4-5 ragazze al mese, e tutte dal figo al carino, per cui se ti tieni una ragazza fissa rinunci a decine di potenziali partners…

Ne approfitto per una domanda che avevo in canna già da tempo.
Hai scritto più volte di avere avuto un passato da nerd liceale sfigato, e che poi a una certa età sei riuscito a toglierti qualche soddisfazione. Parlavi della figa da 9 che ti veniva dietro, che hai baciato e ti sei bruciato malamente per un misto di inesperienza e inettitudine. Hai parlato, e confermato anche oggi, di essere riuscito a fare cose che una volta ti saresti sognato.
"Riuscivo a rimorchiare e a trombare ma sempre a prezzo di pali su pali anche con ragazze esteticamente normalissime e ormai, verso i 25-26 anni, ero arrivato a saturazione.
Chi parla di "darsi da fare, impegnarsi di più" e tutte le altre frasette motivazionali non sa di cosa blatera e probabilmente non ha mai avvicinato una ragazza in vita sua perché ogni approccio che fai a una ragazza e che si conclude in rifiuto è un piccolo colpo all'autostima e alla lunga ha la capacità di logorarti psicologicamente."

La domanda da 1 milione di dollari è: come mai dopo questo miglioramento nel rapporto con le donne, sei precipitato nel tunnel redpill prima, e incel poi? E' come una ruota che una volta superato un enorme attrito statico inizia a rotolare. Una volta che sta rotolando, va avanti per inerzia, l'energia per continuare a farla girare è minima. Cos'è che l'ha fatta arrestare?
La consapevolezza di non poter attrarre genuinamente una 9? Il vedere le tue pariestetiche sul 6 come il premio di consolazione di una gara per cui non val la pena scendere in pista?
Al di là del percorso che si fa, il tuo mirato e studiato a tavolino, e che altri magari fanno da perfetti natural senza sapere un tubo di Game e Neil Strauss.

Perchè incrociando quel che scrivi oggi con quel che scrivevi in passato, sembra sia stata la consapevolezza che un modello è avvantaggiato, che tutta quell'aria fritta sulle tecniche e la personalità diventava inutile se le tue parole le mettevi in bocca a un 9 estetico.
E' come se il prender atto di non poter rivaleggiare col 5% della popolazione maschile mondiale, di doverti accontentare della tua pariestetica femminile, ti avesse preso così a male da lasciarti esanime. Privo di energie, entusiasmi, slanci, "psicologicamente abbattuto, depresso e purtroppo ormai ho perso tutta la gioia di interagire con le ragazze."
Come se un piccolo imprenditore locale da 300K€ l'anno chiudesse la propria attività perchè non è ricco come Jeff Bezos.

Quelle parole le vedrei bene in bocca a un longtime incel che nella sua vita ha assaggiato solo l'asfalto, ma chi sta volando agile nel cielo (anche se non altissimo) perchè tutt'a un tratto precipita?
Dov'è la verità?
Stento a credere che è bastata la lettura di PUAhate, o l'esperimento col tuo fake da 9, perchè pure io nel lontano 2007 feci il fake di un belloccio su internet a cui arrivavano messaggi e richieste di amicizia a pioggia, ma non per questo sono finito "sfiduciato e depresso". Avevo il mio giro di ragazze, di SI in mezzo a tanti NO, come mi pare ce l'avevi anche tu.

Helios
Helios
9 mesi fa

"c'era l angoscia di prendere il palo ma questo era ciò che ti rendeva competitivo". Bingo! Non so come funzionano le cose oggi ma negli anni 80/90 quello faceva la differenza nella fascia mediana

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

Un po' di pillola rossa aggiornata sul "salary gap" uomo/donna:

almalaurea.it/sites/almalaurea.it/files/docs/universita/profilo/profilo2019/sintesi_rapporto2019_almalaurea_profilo.pdf

Batacchi
Batacchi
9 mesi fa

Caro Red tu scrivi giustamente :"Non sanno che le donne in privato sono molto esplicite e perdono completamente la dignità coi belli e che, a confronti, il tipo medio viene trattato come immondizia".

Questa è una verita' scomoda di cui al massimo il 5% degli uomini è al corrente.

A tutti è capitato di avere amici/conoscenti che intorno ai 14-17 anni facevano tappezzeria alle feste e venivano ignorati dalle donne mai poi nell'ultima fase della crescita si sono trasformati fisicamente (sono diventati piu' alti di 15 cm, la mascella si è sviluppata, le spalle si sono allargate, ecc) e, senza che cambiasse assolutamete nulla nella loro personalita', all'improvviso le donne hanno cominciato letteralmente a umiliarsi pur di stare con loro.

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

Quella dei bambini brutti trattati peggio dei belli (e delle bambine trattate meglio dei bambini), in tutta onestà, mi pare una cazzata tremenda.
Le discriminazioni avvengono sulla base del rendimento scolastico, tuttalpiù.
Personalmente, pur essendo maschio e bruttissimo non ho mai notato nulla del genere nella mia infanzia.

Unutente
Unutente
9 mesi fa

Credo che anche questo articolo sia una perla, per onestá intellettuale e luciditá.

"pensano che le donne trattino gli uomini molto belli e quelli normali più o meno allo stesso modo, sempre con un minimo di distacco.
Non sanno che le donne in privato sono molto esplicite e perdono completamente la dignità coi belli e che, a confronti, il tipo medio viene trattato come immondizia."
Questo è un punto cruciale, verissimo. Mentre noi uomini una normale la trattiamo come se fosse quantomeno carina, le donne uno normale nemmeno lo vedono, c'è proprio un abisso tra il belloccio e il normale.

Vorrei chiedere infine all'anonima Gardaland un parere da donna su tutti i concetti espressi sul blog.

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

@Unutente
@Tinder

Rispondo qui a entrambi sul perché leggo questo blog e cosa ne penso.
Per tutte le motivazioni che indica Tinder: curiosità sul punto di vista maschile, ma anche più generale interesse sociologico sulle dinamiche tra persone, che il Redpillatore analizza attentamente e di cui riporta a volte studi e ricerche terze.
Non mi sento offesa da ciò che leggo se non quando sono generalizzazioni ("tutte" non è una sintesi per dire "la maggiorparte", sono e restano due termini diversi), ma al di là del concetto che si sta generalizzando: ad essere attribuita a "tutte le donne" potrebbe anche essere una qualità anziché un difetto, mi urta proprio in senso scientifico la generalizzazione in sé. Anche mettere insieme donne di generazioni diversissime, estrazione sociale diversa ecc.. ha poco di scientifico e di utile, ma capisco che qui si voglia trovare una sorta di minimo comune denominatore.

Venendo ai contenuti del blog: ci sarebbe tantissimo da dire, mi limito ai due elementi che per me saltano all'occhio.

1) Le analisi sociali che emergono sono molto interessanti e trovo sia un bene che vengano aperti gli occhi a ragazzi che si erano creati una concezione sbagliata e idealizzata delle femmine. Ad esempio è verissimo che anche per noi l'aspetto esteriore del potenziale partner è molto importante, è il primo biglietto da visita; credo che per molti questa sia un'ovvieta', ma leggendo il blog ho scoperto che diversi ragazzi erano convinti che le donne per qualche strano motivo riuscissero a bypassare questo elemento e ad infatuarsi anche di qualcuno che esteticamente non è per nulla il loro tipo. Ma qui veniamo alle mie perplessità: secondo il blog la ristrettezza di gusti femminile è facilmente inquadrabile in un "20% di fighi", sempre gli stessi, una precisa nicchia di cui se non fai parte sei tagliato fuori dai giochi e sarai sempre solo un ripiego. Non è così. Ipotizzando che ogni donna sia effettivamente attratta da un 20% di uomini, questo 20% sarà composto da un 10% di fighi oggettivi che rientrano NEL SUO TIPO, più un 10% di uomini normali e magari anche bruttini che però hanno quelle determinate caratteristiche che li fanno rientrare NEL SUO TIPO. È questo concetto che manca completamente nel blog e che invece vivo e vedo costantemente nella vita reale: noi donne abbiamo ciascuna uno/due tipi estetici che si vengono a formare nella nostra mente entro l'adolescenza, è una cosa per noi talmente tipica che tra amiche si scherza spesso sull'argomento, es. "ci avrei scommesso che ti piaceva, è proprio il tuo tipo". Le caratteristiche del nostro Tipo sono talmente forti a livello attrattivo inconscio che ci fanno vedere figo anche uno che oggettivamente non lo è ma che le possiede. Faccio qualche esempio: biondo con gli occhi azzurri, moro con gli occhi grandi e intensi, fisico dinoccolato, fisico possente e un po' cicciotto, tantissimi capelli ricci, pelato…
Ovviamente sotto una certa soglia di bruttezza oggettiva (diciamo sotto il 4,5/5?) non basteranno più questi elementi perché saranno troppo inficiati dalla disarmonia generale.

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

Ho spezzato il commento perché stava diventando troppo lungo 😅

Sarò più breve:
2) Altra perplessità su cosa si aspettano dalla vita gli uomini, perlomeno quelli di questo blog.
Da una parte leggo rimpianti e invidie perché si ritiene che la prima giovinezza vada vissuta volando di fiore in fiore, accumulando esperienze fugaci…
Dall'altra leggo le stesse persone desiderare null'altro che un'unica brava ragazza da sposare a trent'anni e mettere su famiglia in senso tradizionale. In pratica vorrebbero una società libertina tra i 15-25 anni e poi improvvisamente trovare una donna seria e possibilmente vergine o quasi. Ma allora chi avrebbe assecondato, nel periodo libertino, la voglia di varietà maschile? Non è che forse è compito delle prostitute come da secoli a questa parte?
Oppure forse ho capito male, le due opzioni sono alternative (cioè: se la società fosse ancora tradizionale vorrei una brava ragazza da sposare e stop, ma siccome la società è libertina allora voglio potermi "divertire" anch'io come donne e bellocci)

Anonima Gardaland

David Aames
David Aames
9 mesi fa

Sto vivendo proprio ora quello che hai vissuto tu Redpillatore. Al momento ho 25 anni e ho speso dieci anni della mia vita a studiare e applicare seduzione, migliorando nell'aspetto estetico, nella comunicazione non verbale, nella kino escalation etc. etc. praticamente in tutte le cose che potevo migliorare di me stesso.
Molte volte approccio sconosciute e porto avanti interazioni al limite della perfezione, eppure se vedo i risultati non posso che restare deluso. Nonostante io sia esteticamente sopra alla media (6,5/7) e faccio sesso sicuramente più dei miei coetanei o delle persone che conosco riuscendo ad andare a letto per mia fortuna con circa una/due ragazze al mese sul 6, comunque questi risultati sono poca cosa rispetto al tempo che ho investito a studiare/applicare la seduzione e rispetto alla quantità di pali, rotture e predite di tempo che ogni mese devo sopportare per riuscire a fare sesso con una misera ragazza sul 6 (pure poco sveglia) e una volta all'anno durante l'allineamento dei pianeti con una pariestetica. Ripeto, facendo tutte le cose nel modo giusto e avendo lavorato al massimo su me stesso.
Molte volte penso:"il gioco vale veramente la candela?", la risposta che mi sono dato nel mio caso è no (anche se non mi posso lamentare rispetto alla media).

Essendo io una persona che non si arrende, che cerca soluzioni ai problemi e relativamente giovane a me sono venute in mente solo due soluzioni.
La prima soluzione è di restare in Italia e prendendo come riferimento la teoria LMS, concentrarmi nei prossimi anni maggiormente nella componente Money e Status, realizzarmi professionalmente o magari aprire una mia attività, in primis per mia soddisfazione personale e poi per vedere se effettivamente la qualità delle donne con cui riesco a concludere migliora o magari trovo la ragazza per me ideale per una relazione.
La seconda soluzione è quella di emigrare all'estero. Ho alcuni amici esteticamente nella media laureati che si sono trasferiti in altri stati europei per lavoro, partiti da semivergini o con una/due esperienze sessuali in tutta la loro vita, da quando sono all'estero conoscono e fanno sesso con ragazze sul 7/8 e da quello che mi dicono la mentalità è completamente diversa.
Adoro l'Italia e mi dispiacerebbe andare all'estero solo per una vita sessuale più soddisfacente, però se non ci sono alternative purtroppo mi devo adattare.
Redpillatore tu cosa ne pensi? Altri hanno adottato una di queste due soluzioni, come'è andata?

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

Ecco, il commento di David Aames mi ricorda un'altra perplessità emersa sui desideri degli uomini. David è chiaramente uno del primo tipo (vedasi mio commento precedente), a lui interessano solo avventure; ebbene dal punto di vista di una donna o di un ragazzo che non si è mai interessato a studiare seduzione la vita di David è già ora qualcosa di fuori norma, cambiare ragazza ogni mese è roba da dongiovanni incalliti! Anche valutare al millimetro l'estetica delle proprie conquiste, accorgendosi che non sono così belle come si vorrebbe e quindi alzando l'asticella dei propri desideri, è qualcosa che l'uomo medio non fa. In sostanza mi pare che molti redpillati siano stati in passato dei Pua, indizio che la loro forma mentis è molto più orientata alla seduzione e alla ricerca di quantità rispetto all'uomo medio (visto a volte come bluepillato solo perché non condivide lo stesso slancio e ai loro occhi "si accontenta").

Anonima Gardaland

Cyberguy94
Cyberguy94
9 mesi fa

Io ho 25 anni e sono incel. Mai fatto sesso e mai dato un bacio se non quelli strappati ad alcune trashone ubriacone mentre ero ancora più ubriaco.
Vi lascio immaginare la condizione socio-emotiva che posso avere: ferma a livello pre-adolescenziale e destinata a peggiorare col tempo poichè le coetanee non vorrebbero mai un "esemplare" del genere con questo curriculum (vedo che non attiro nemmeno le 45enni, comunque).

Ritengo che negli anni '80 le cose non fossero migliori in sè nè che la gente fosse diversa, semplicemente l'ipergamia femminile era incanalata e controllata involontariamente e indirettamente (niente internet, tinder, circoli sociali ristretti etc). Mio zio ha vissuto quell'epoca da incel totale e si è trovato una donna (straniera) solo dopo i 30 anni. Da un lato quindi mi ritengo quasi fortunato di poter vivere almeno in un'epoca che mi concede più meccanismi di coping (internet, videogiochi, contenuto per "adulti" online hehe etc)

Anonimo
Anonimo
9 mesi fa

Mi sono scoperto redpillato da poco tempo e sono felice della cosa perché almeno ora so come è la realtà e non mi aspetto nulla. La mia ex o meglio quella psicopatica che ha cercato di soggiogarmi mi disse che io ero un redpillato ma non lo sapevo. Beh per una volta ha avuto ragione 🙂

Anonimo
Anonimo
8 mesi fa

L’aspetto forse più interessante della tua storia è la molla che le sta alla base di tutto, ovvero un profondo, radicale, inusitato amore per la vagina.
Non nel senso che ti piacesse; questo era ovvio, a patto di essere etero, ma nel senso che rappresentava per te (e forse ancora rappresenta) una ragione di vita.
La gran parte dei ragazzi, pur ovviamente apprezzandola, non ci dedica TUTTE le proprie energie, come hai fatto tu, spendendo tutte le vacanze e gran parte dei pomeriggi (da quel che mi sembra di ricordare della tua storia) nella ricerca del dolce pertugio.
Per questo il medioman italico arriva pressochè vergine si 25, quando una bruttarella o pariestetica se lo piglia come ripiego per fare una LTR; poi da cosa nasce cosa e ben puó capitare che costui arrivi ai 50 anni con due figli un mutuo è una moglie più o meno trapanacoglioni senza avere la benché minima nozione in fatto di redpill.
Ció che ha determinato un diverso esito per te è stata proprio la tua sete di bernarda, che ti ha portato a frequentare il mondo PUA per averne non UNA, ma tutte.
Di qui, ovviamente, la disillusione con conseguente redpill.
Se avessi volato basso, massacrandoti di seghe fino alla LTR tombale, non te ne saresti mai accorto.
Certo, nemmeno si puó dire che avresti vissuto una vita migliore. Anzi.

Anonimo
Anonimo
6 mesi fa

L'attrazione dipende, per di più, da fattori indipendenti dal nostro controllo (bellezza del viso, altezza da fotomodello (senza scoliosi/cifosi), ossatura piena (no mingherlina), intelligenza sociale legata agli affari,..).
E' questo che i maschietti non accettano.
E giù con cavolate tipo maschi alpha, fantomatiche personalità, emozioni…

Mark Jenkins
Mark Jenkins
20 giorni fa

Un racconto toccante che, per alcuni versi ricorda il mio. Però con una differenza importante: io ho da sempre visto all’opera l’intero terzetto LMS, non solo il look L. Ho visto da sempre i belli avere successo ma anche certe ben definite categorie di non-belli. Precisamente il “figlio di quello famoso” oppure quello che “dopo avere parcheggiato il Maserati parlava della sua villa con parco in Costa Azzurra”. Secondo la mia esperienza il look è importante ma se è evidente che sei povero in canna anche se sei carino le donne ti evitano come la peste… guarda gli immigrati, ci sono un sacco di bei ragazzi atletici neri e in forma… ma non ho MAI visto uno di loro con una donna italiana carina. Mica fesse, quelle puntano i figli di papà.