19/10/19

Regolamento del Redpillatore e Suggerimenti per Migliorare il Blog



Quando ho creato questo blog, nel manifesto introduttivo avevo scritto un piccolo regolamento che però in pochi si sono sognati di leggere e che io non ho applicato in maniera rigida visto lo scarso numero di utenti che partecipavano.
Ora però il blog ha migliaia di utenti giornalieri, non di rado i commenti agli articoli sforano la tripla cifra e tenere un po' di ordine è necessario se si vuole avere un ambiente vivibile.
Vedrò quindi di stendere un regolamento. Questo regolamento è leggermente diverso da quello del gruppo facebook (che trovate fissato in alto all'interno del gruppo) quindi vogliate farmi la cortesia di leggerlo.

Il Redpillatore - Regolamento


I commenti agli articoli del blog servono per dare spazio all'opinione degli utenti e sono fatti per dare un valore aggiuntivo all'articolo. Non sono uno strumento di autocelebrazione personale, un pretesto per cazzeggiare o per sfogare le proprie frustrazioni e tirar fuori i propri rancori personali.

Ogni commento rispecchia il punto di vista dell'autore e non del creatore del Blog. L'admin si riserva il diritto di cancellare qualunque commento per qualunque ragione e senza fornire spiegazioni.

Nel commentare:

1) Tieni presente la linea del blog: Il Redpillatore è un blog a tema redpill che ha delle idee precise. Sia l'autore che i lettori si aspettano che chi partecipa si trovi in sintonia con tali idee. Questo significa che prima di commentare devi aver letto e compreso i contenuti principali del blog.

Una discussione ha senso se ci sono punti in comune da cui partire. Se le posizioni sono troppo distanti non si arriverà mai a nessuna conclusione. Si aprirà solo una sterile ed enorme polemica che nessuno ha voglia di sorbirsi.
Non ha senso confrontarmi con chi ha idee troppo lontane dalle mie e non ha senso offrire il mio spazio web per dare pubblicità a tali idee.

Non lamentarti che il blog non ti piace, nessuno ti costringe a restarci.

2) Rimani in tema: i commenti devono essere pertinenti e riguardare l'articolo. Se un utente racconta una propria esperienza personale si parla della sua esperienza personale e di ciò che ha scritto nell'articolo. Non della tua vita, o dei caimani del Guatemala o della cucina tradizionale Maori.

Puoi raccontare magari qualche aneddoto della tua vita se è utile e pertinente ma non metterti a scrivere la tua biografia nei commenti, soprattutto se non sei un reduce dello sbarco in Normandia e non hai esplorato lo spazio. E questo ci porta al prossimo punto.

3) Utilizza le tue capacità di sintesi: tutti devono avere la possibilità di commentare, quindi non utilizzare i commenti per salire in cattedra e spargere perorazioni e monopolizzare lo spazio dei commenti riempiendolo di lunghi papiri.
Leggo spesso commenti lunghi tanto quanto l'articolo stesso se non di più. Non vedo alcun senso di postare simili muri di testo fra i commenti, poiché infastidiscono solamente i lettori e oltretutto scoraggiano la lettura.
Se tutti iniziassero a postare commenti di mille parole sarebbe la fine di ogni discussione. Non è rispettoso nei confronti di chi ha postato l'articolo e neppure di chi leggerà. Se ti occorrono così tante parole per esprimere dei concetti creati il tuo spazio.

4) Niente flame e insulti: E' vietato insultare o denigrare in qualunque modo persone presenti o estranee, famose o non famose. Sono vietati anche i vari attacchi personali o argomenti ad hominem tipo "è colpa vostra se non rimorchiate", "non rimorchiate perché siete stronzi" ecc. Queste non sono argomentazioni, e se non avete l'intelligenza per capirlo sono problemi vostri. Qualunque commento lesivo dell'onorabilità di terzi verrà cancellato.

5) Vietato incitare all'odio e alla violenza: questo blog condanna ogni forma di violenza. Sono vietati quindi i contenuti che istigano all'odio verso chiunque. Niente discriminazioni sulla base di razza, genere, religione, orientamento sessuale, lingua, etnia, provenienza geografica, livello estetico ecc. ecc.

6) Non utilizzare un linguaggio volgare ed esplicito: i motori di ricerca penalizzano i blog che contengono contenuti espliciti. Censurate i termini volgari e a contenuto sessuale.

7) Utilizza il tasto "Cerca": può essere che quello di cui hai bisogno ci sia già altrove.

8) Se vuoi commentare in anonimo creati almeno un nick di fantasia (Vedi: Nome/URL) per evitare che chi leggerà faccia confusione tra i vari commentatori.



9) Se devi rispondere al commento di un altro utente utilizza la funzione "Rispondi" invece di creare un nuovo commento.

10) Vietato postare materiale illegale o protetto da copyright. Ogni utente è tenuto a rispettare la legge italiana e/o quella del Paese da cui posta.


Nei commenti sentitevi pure liberi di postare suggerimenti per migliorare il blog.


Buon Divertimento!

Leggi anche:




94 commenti:

  1. Sul punto 2, va considerato che dagli off-topics talvolta scaturiscono per associazione di idee altri ottimi spunti di discussione. Ovviamente, ci vuole buonsenso e non bisogna esagerare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 8) Se vuoi commentare in anonimo creati almeno un nick di fantasia (Vedi: Nome/URL) per evitare che chi leggerà faccia confusione tra i vari commentatori

      Elimina
    2. Ahaha cominciamo bene. Comunque ora provo a inserire un'immagine che spieghi meglio come fare.

      Elimina
  2. Ogni cancellazione di commenti di PUAh è una goduria, grazie.

    RispondiElimina
  3. 3) Utilizza le tue capacità di sintesi: tutti devono avere la possibilità di commentare, quindi non utilizzare i commenti per salire in cattedra e spargere perorazioni e monopolizzare lo spazio dei commenti riempiendolo di lunghi papiri.
    Leggo spesso commenti lunghi tanto quanto l'articolo stesso se non di più. Non vedo alcun senso di postare simili muri di testo fra i commenti che infastidiscono solamente i lettori e che oltretutto scoraggiano anche la lettura.


    e quindi coi commenti di Beyadiz l'Ottomano che si fa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Te li puoi andare a rileggere sul suo blog personale, per esempio.

      Elimina
    2. Allora altro che mezza giornata di ferie...
      Dovrei chiedere in anticipo le 3 settimane estive.
      L'hai letto il suo blog? A confronto qui è sintetico.

      Elimina
    3. L'ho letto il suo blog: concetti degni di nota annegati in una diarrea verbale estenuante. Difatti per me in quella forma è più spam che stimolo.

      Elimina
    4. Il sultano è un personaggio interessante, anche se purtroppo i suoi commenti mettono a dura prova la pazienza dei lettori. Spero che in futuro vorrà partecipare ancora al blog ma tenendo presenti i punti di cui sopra.

      Elimina
    5. Concordo, i suoi commenti possono essere prolissi ma hanno prodotto tanto valore aggiuntivo, come da tua iniziale richiesta. In generale, non rimango disturbato tanto da un commento lungo (che tu definisci "muro di testo") ma da commenti sterili, poco strutturati, maleducati o che non aggiungono nulla alla discussione (che appaiono più di sovente), commenti tipo i "like". Considerato il numero di oppositori alla redpill (che ci tacciano di essere retrogradi e scrivono in questo blog per disturbare), mi piace vedere questo spazio partecipato da persone che si esprimono in maniera curata, intelligente ed autorevole. In sostanza, preferisco la qualità del contenuto, magari meno sintetica, al commento "da bar" che tutti possono fare.

      Elimina
  4. Finalmente. Spero che d'ora in poi sia fattibile leggere i commenti senza prendersi mezza giornata di ferie. La sintesi, ragazzi. La sintesi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io quando un commento è troppo lungo neanche lo leggo, però mi scoccia dover scrollare la pagina. Un'altra cosa che mi fa incazzare è quando un utente scrive un nuovo commento di risposta invece di utilizzare il tasto "rispondi".

      Elimina
    2. Ora l'ho messo nel regolamento, anche a me è una cosa che dà fastidio.

      Elimina
  5. "8) Se vuoi commentare in anonimo creati almeno un nick di fantasia (Vedi: Nome/URL) per evitare che chi leggerà faccia confusione tra i vari commentatori."
    Cari Anonimi, che cosa non avete capito del punto 8?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A mio avviso, ci sono alcuni casi in cui l'anonimato è giustificato. Togliendo questa possibilità, temo che ci sarebbero meno commenti, perché è innegabile la tendenza da parte di qualcuno a metterla sul personale.

      Elimina
    2. Utilizzando quella funzione puoi rimanere ugualmente anonimo, puoi anche cambiare nome di volta in volta se preferisci. Per i lettori è più pratico che stare ogni volta a copiaincollare la data e l'ora dell'anonimo a cui vogliono rispondere.

      Altrimenti quando ci saranno più commenti dovrò togliere l'opzione di commentare in anonimo e lasciar commentare solo chi ha un account.

      Elimina
  6. Osservatore Romano20 ottobre 2019 20:17

    Ho una proposta d'argomento per l'ospite: tempo addietro lessi un paio di articoli sul cellulare delle femministe e sul cazzosello over-7 su tinder...
    ebbene, date le evidenze dell'ipergamia femminile che vige nel mondo occidentale credo che un vero redpillato debba come primo dovere boicottare gli ampliFICAtori e CAtaliZZatOri di ipergamia che sono i social network, e in cima alla lista le app di dating.

    Logica: mica ci si può lamentare di un sistema squilibrato se si è i primi ad alimentarlo.

    Sintomi: purtroppo sul gruppo feisbuc, nonostante la stretta moderazione, continuano a comparire post a tema "guardate cosa succede su [nome di app]". L'abbiamo capito, cosa succede, e da un bel pezzo.
    Invece di sguazzare nella merda e lamentarsi dell'odore bisogna boniFICAre.

    Previsione: c'è già stata una puntata di Black Mirror dove il rating altrui determinava la qualità della vita; volete davvero, colleghi redpillici, concedere tutto 'sto potere alle corporation del web al punto che un bel giorno agli Under7 (determinati dall'AI tramite software di riconoscimento facciale) siano negate cure mediche, accesso a determinate zone del pianeta, uso di taxi-uber o prestiti bancari?

    Chi, al di fuori dell'ambito professionale (pubblicitari, pr, agenzie governative, iutuber, ecc.) utilizza socialnetwork contribuisce passivamente al regno della pillolablu (colore di FB, tra l'altro: un caso? ...staminchia).
    Chi utilizza app di dating contribuisce in maniera ATTIVA e SOSTANZIALE all'ipergamia femminile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì io nel regolamento del gruppo ho messo che è vietato fare pubblicità ad altre pagine, ma trattenere tutto lo spam è un po' difficile, anche perché da certe tematiche può venire sempre fuori qualche idea positiva.

      Elimina
  7. Suggerisco un articolo al redpillatore, perché non scrive le ragioni per le quali le donne sono più attratte dai "tenebrosi" ed al contrario tendono a dare meno punti ai tipi molto socievoli , sarebbe da associare all articolo sul tipo perché alcune donne sono attratte dai criminali

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un articolo simile non apparirà mai qui perché ciò che menzioni è la tua pura fantasia che non ha nulla a che vedere con la redpill. Le donne sono attratte dai fattori LMS, non dai "tipi tenebrosi" (qualunque cosa voglia dire).

      Elimina
    2. A parità di bellezza, le donne preferiscono il narcisista bullo e respingono il socievole simpaticone, se guardi tutte le serie tv o i film hanno come protagonista il bello e dannato, mai il bello e simpaticone, s'intende, sempre belloccio ovviamente

      Elimina
    3. Semplice, se il tipo poco socievole è brutto lo evitano come un appestato, bollandolo come asociale sfigato, se è bello è un 'tenebroso' che ispira curiosità di conoscere.

      Elimina
    4. Osservatore Romano21 ottobre 2019 19:25

      Anonimo teledipendente, staccati dallo schermo, gira il mondo.
      Non usare le fiction come prova di qualcosa.

      Elimina
    5. Immagina di essere una donna del Paleolitico. È più probabile che sia un buon cacciatore il simpaticone o il bulletto?
      Non solo. Il tipo tenebroso è uno a cui non importa dell'opinione altrui (diversamente dal simpaticone). È più probabile che lotti per proteggere la femmina e i piccoli da altri maschi.

      Elimina
    6. Nicola ho scritto "a parità di bellezza", osservatore romano non sono teledipendente e magari queste "opinioni" basate sul nulla puoi anche tenertele, ti faccio notare che: film, serie tv e spazzatura varia cercano di offrire al pubblico ciò che il pubblico vuole, ergo se in tantissimi lavori cinematografici il protagonista è il bello e dannato probabilmente un interesse reale c'è; ringrazio ale per il parere interessante, anch'io aveva pensato una cosa del genere.

      Elimina
    7. Io tutti sti belli e dannati sinceramente non me li ricordo. Belli si, sempre, dannati boh?

      Ricordo inoltre che la L non è l'unico fattore della teoria LMS. A parità di L le donne preferiscono quello con più M e S (voglio vedere una che si trova a dover scegliere tra due pariestetici di cui uno è apprendista muratore a 900 euro al mese e l'altro è milionario).

      Se poi la scelta è tra due soggetti con LMS completamente equiparabili le donne finiscono per scegliere un po' a caso quello con cui hanno reali opportunità.

      Elimina
    8. La tv deve vendere spazi pubblicitari, il bello e dannato vende di più (per il target femminile e omosessuale, per il maschile è la giovane bellona che mette in mostra la mercanzia).
      Poi si potrebbe stabilire se vende di più perchè le donne questo cercano o perchè sono i media ad imporre questo tipo di personaggio ma è come chiedersi se è nato prima l'uovo o la gallina.

      Elimina
    9. "Poi si potrebbe stabilire se vende di più perchè le donne questo cercano o perchè sono i media ad imporre questo tipo di personaggio", è proprio questo che mi chiedo anch'io, si tratta di un carattere che attrae più di altri (sempre a parità di lms) innato nella natura delle donne oppure un'invenzione cinematografica per vendere di più? Essendomi interessato alla propaganda non solo quella hollywoodiana ma anche quella sovietica dell'italia fascista ecc. ecc., ho notato che questo tratto nel personaggio principale ricorre spessissimo. Da qui il mio quesito

      Elimina
    10. Anonimo, guarda, secondo me stai solo facendo coping -- come da glossario del Redpillatore, ossia stai cercando di aggiungere elementi tuoi alla teoria LMS per consolarti / convincerti che una realtà migliore è possibile e che magari se ti atteggi a personaggio misterioso e tenebroso ci sarà un leggero miglioramento delle tue opportunità di rimorchio. Questo tuo meccanismo psicologico è di per sé molto bello perché dimostra che non sei disperato e che nutri ancora speranze, sogni, e fiducia nella vita. Ma purtroppo è un meccanismo deleterio che non ti porterà nulla, e quando te ne accorgerai allora si che sarà dura.

      Vai a mignotte che è meglio: a poco prezzo puoi avere delle fregne assurde che mai potresti sognarti di attirare coi tuoi LMS! E ricordati, come scrisse un esimio collega di questo blog, che quello che non hai è quel che non ti manca.

      Un abbraccio!

      Elimina
    11. Veramente mi sono interessato alla propaganda semplicemente per far più soldi con il mio gruppo, non ha nulla a che vedere con il coping, per altro è proprio documentandomi su questa materia che ho scoperto questo sito,per puro caso. Grazie comunque per il consiglio che già seguo pur nn essendo un incel....

      Elimina
  8. Osservatore Romano22 ottobre 2019 00:10

    Redpill, l'anonimo 22:58 insulta a gratis, oltre a non rispettare il regolamento.

    In più confonde scioccamente la causa con l'effetto (le donne selezionavano anche prima della televisione, non contiamoci palle) ignorando completamente il funzionamento commerciale del mondo dello spettacolo (televisivo in primis), sul quale è inutile soffermarsi perchè ci sono interi corsi di laurea dedicati.

    RispondiElimina
  9. Osservatore Romano22 ottobre 2019 00:32

    Ho osservato che nel gruppo FB molti utenti pongono questioni già sviscerate nel blog. Ergo non lo hanno letto nemmeno di striscio. Io consiglierei di suggerirlo, là sul social network di colore blupillola. Aumenterebbe di molto la qualità delle discussioni, l'astenersi dal riproporre ovvietà e acqua calda. Sempre ipotizzando che lo scopo non sia aumentare i click degli incel (d'altronde non scopano, e ciò lascia parecchio tempo libero) bensì diffondere la pillola rossa quanto più possibile per minimizzare i danni della ginocrazia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. c'è scritto nel regolamento di là che partecipare al gruppo occorre conoscere il blog e gli argomenti. D'altra parte non posso restringere l'accesso solo a quelli che hanno letto dal primo all'ultimo articolo, l'importante è che non facciano disinformazione. Poi per leggersi il blog fanno sempre in tempo.

      Elimina
    2. PENEsiero critico24 ottobre 2019 22:49

      Ok, però ultimamente pare proprio una succursale di gnoccatravels ("sono meglio le orientali" "no, le scandinave" "ma va', io abito in Marocco e certe fiche..." "annàbule ce stanno le mejo battone", ecc. ecc.).

      Per non parlare di certe stucchevoli "statistiche" sulle donne le quali, per carità, sono senz'altro piene di difetti, ma neppure un gruppo unico e monolitico da demonizzare (ognuno la pensi come crede, ma rapportarsi a una categoria livellando ogni singolarità è l'opposto della redpill nel senso che porta guai pratici).

      Decisamente il rapporto con internet va rivisto.

      Elimina
  10. Un grazie a tutti per avermi fatto sentire Max Verstappen! Qualche anno fa, se vi ricordate, venne introdotta in F1 la regola del “non cambiare traiettoria più di una volta in frenata” per impedire all’immaturo olandese volante di compiere quelle indisponenti manovre di difesa che lo caratterizzavano nei “corpo a corpo” con i vari Hamilton, Vettel, Raikkonen. Ora, addirittura, il redpillatore (che sempre sia lodato il Suo nome) pubblica un post per rimarcare i limiti di lunghezza sui commenti dopo il putiferio suscitato dai miei interminabili interventi.

    Ammetto di soffrire di diarrea verbale e mi scuso ovviamente del relativo effetto “spam” su qualche lettore. Poiché altri lettori trovano comunque degli “stimoli” (spero non in quel senso…) in mezzo ai miei “muri testuali”, vi chiedo di lasciarmi guarire gradualmente. Non potete pretendere che diventi d’improvviso breve come Ungaretti, lapidario come Eraclito, o aforismatico come Nietzsche (o come l’utente daouda, simpatica riduzione romanesca del Nostro). Vi prometto, però, che cercherò di contenere il mio pensiero in un numero decrescente di messaggi.

    Facciamo una prova (se poi al redpillatore- che sempre sia lodato il Suo nome – non piace, può sempre cancellare).

    Mi concentrerei, in aperta polemica non con questo blog, ma con il mondo politicamente corretto dei social, sul punto 5.

    In linea teorica, tutti siamo d’accordo sull’inopportunità di lanciare messaggi contenenti, al posto delle argomentazioni, messaggi come “tu non puoi stare qui perché sei troppo bianco/nero, alto/basso, maschio/femmina, magro/grasso, ecc.”, come “quelli come voi rovinano il mondo, dovreste essere sterminati”, o come “ti aspetto sotto casa!”. Se si cerca di dialogare su un piano logico al fine di costruire una conoscenza oggettiva, non importa chi sia l’autore, ma solo il suo messaggio (non importa il maestro, ma l’insegnamento, dice la Tradizione, da cui il principio dell’universalità degli studi). Da qui la “non-discrimination policy”. Se si vuole ricostruire una rappresentazione attendibile della realtà dei fatti, i sentimenti sono i peggiori testimoni. Da qui la messa al bando dell’odio (ma anche del troppo amore). Se provengono da individui anonimi, magari pantofolai, probabilmente neanche tanto sviluppati muscolarmente, o comunque non certo a capo di una forza militare, le minacce, gli insulti o gli incitamenti al massacro sono, prima di tutto, privi di valore-significato, e quindi spam. Da qui la messa al bando del discorso violento.

    In pratica, non posso però fare a meno di notare di come la triade “discriminazione, odio, violenza” funga oggi da pretesto per togliere la parola a chi non si allinei al mainstream, proprio mentre, ironicamente, le discriminazioni contro gli uomini sono agite dagli stati e dalle corporates con il nome di “azioni positive”, la misandria e l’odio contro millenni di civiltà europea (ridotta oggi dalla narrazione dominante ad “oppressione/sfruttamento/schiavitù” di cui il “maschio-bianco-occidentale” dovrebbe sentirsi in colpa e per cui dovrebbe accettare la propria estinzione) sono istituzionalizzate, e la violenza più brutale è agita dagli stati “democratici” quando serve loro bombardare nemici esterni (principalmente stati sovrani che non si piegano a Wall Street, vedi la Libia o la Siria), rivolgere gli ordinamenti di paesi non allineati (vedi i casi del nordafrica 2011 e dell’Ucraina 2013) o reprimere nel sangue rivolte interne (principalmente cittadini stanchi degli effetti dell’austerity, del “progresso”, dell’ultra-liberismo, vedi gillet gialli ieri e ceti medi cileni oggi).

    Non ho un esercito per combattere tutto questo, ma posso, almeno, ripulire le parole dalla patina blu della mitologia moderna, facendo riemergere il fulvo e lucente significato originario per voi, amici, che avrete la pazienza di leggermi.

    Ecco quindi che ora, chiedendo permesso al padrone di casa, dovrei postare 2.639 parole per commentarne 3. Che faccio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Servo del Sultano22 ottobre 2019 20:42

      Sintesi del commento qui sopra:

      Avete ragione, uso molte parole per esprimere i miei concetti e mi scuso. Cercherò di essere più sintetico in futuro ma non sarà facile quindi proverò a farlo con gradualità.
      Un commento al punto 5: è giusto condannare l'odio però spesso il concetto di odio viene utilizzato per mettere a tacere chi non è allineato al pensiero comune.

      Elimina
  11. DISCRIMINAZIONE (1/2)

    In matematica, il discriminante è il termine che permette di distinguere le due soluzioni delle equazioni di secondo grado. Dal latino “discrimen”, discriminare significa etimologicamente “riconoscere come diverso ciò che è diverso”. Parrebbe quindi un attributo preciso della “Ratio” (la famosa ragione), il presupposto, magari, di quel senso di giustizia originario che si riassumeva nella massima latina “sui cuique tribuere” (dare a ciascuno il suo). Se oggi ci appare come il “crimine fra i crimini”, il “peccato fra i peccati”, il motivo non proviene da un discorso logico-razionale, bensì da un discorso mitico-valoriale.

    Ormai la “lotta alla discriminazione” è arrivata al punto tale che persino notare, su basi biologiche, la differenza dei sessi, è considerato “sessismo”, così come evidenziare, su basi storiche, le differenze fra le cosiddette “razze” (o, meglio, i diversi risultati delle diverse civiltà, delle diverse tipologie umane, nella storia) è bollato di “razzismo”.

    L’attuale mitologia egalitaria (oggi laicizzata sotto il nome di “diritti umani”) è figlia del cristianesimo in quanto basata sullo stesso sentimento del mondo di chi pone la fonte di ogni diritto (e quindi di ogni valore) nel fatto bassamente biologico di appartenere alla stessa specie (direbbe il linguaggio religioso: “di essere ugualmente figli di dio”). E considera “peccato” qualunque violazione dell’egalitarismo primordiale in nome di valori e identità costruite storicamente dall’uomo (maledizione della storia). Puzza pure di matriarcato, in quanto la base di tutto è “essere nati da una donna” (nel linguaggio matriarcale, la “madre=matrice=matrix” cosmica da cui ogni individuo dirama e a cui ogni individuo riorna dopo un’esistenza effimera) e all’uomo non è concesso di “fare nulla per cambiarlo” (vi ricorda qualcosa questa frase?). Non a caso è stato il mito di popoli restati fuori dalla storia a maledirla (i cosidetti “popoli sacerdotali”) o di tipi umani storicamente schiavi (i primi entusiasti cristiani). Ed è oggi il substrato valoriale di chi (i bluepillati progressisti) accetta di essere (“solo in amore e solo in nome dell’amore”, pensa il bluepillato, ma realtà – tramite i meccanismi della tirannia erotica, della perfidia sessuale, dell’illusione e dell’inappagamento continui – in tutto e per via di disparità naturali di desiderio che di propriamente umano e sentimentale non hanno nulla) servo delle donne.

    RispondiElimina
  12. DISCRIMINAZIONE 2/2
    I miti dell’antichità greca, romana, persiana, sanscrita e germanica ponevano invece la fonte di ogni valore (e quindi di ogni diritto) in quanto distingue gli uomini fra loro ed eleva gli “aristoi” al “più che umano” del concepire come “vera vita” non quella “corporale e conservativa” data dalla madre, bensì quella spirituale ed ascendente data dal padre, del non contentarsi di perpetuare la vita senz’altro scopo (se non quel benessere materiale e morale da bestiame bovino “voluto in ogni tempo dalla plebe, dalle femmine e dalle vacche”) ma del volere ad ogni costo “il nobile, il grande, l’eroico”, dello sdegnare i “verdi pascoli in cui tutti sono felici perché non succede più nulla” (il sabato dei sabati irriso da Nietzsche, la fine della storia prospettata da Fukuyama) per scegliere di affrontare ogni colpa ed ogni dolore pur di compiere quell’impresa esprimente forza, coraggio e durata tanto da costituire un mito fondativo (ogni città, ogni civiltà, ogni epoca ne ha uno). Davano, dunque, importanza a quanto agito e costruito storicamente dagli uomini. Non a caso erano i miti di chi della storia è stato signore ed artefice (base della cosiddetta Herrenmoral).

    Oggi si sta compiendo la maledizione biblica: la distruzione di quelle “città superbe” (intese come civiltà gloriose) in nome della “legge di dio” (l'uguaglianza nel fango originario, al posto della risplendente virtù antica), del “siamo tutti uguali” (ovvero: non ci sono valori in grado di generare una gerarchia fra uomini e quindi di fondare una civiltà tendente verso l'alto). Fino a quando ci sono dei confini, fisici e soprattutto spirituali, fra il “noi” e il “loro” è ancora possibile concepire nel primo termine un “io collettivo” (avente tutte le caratteristiche identitarie proprie dell'io individuale, comprese le contraddizioni proprie alla vita, con in più la forza della moltitudine e la capacità di perpetuarsi nelle generazioni), mentre se i confini cadono (e chiunque può entrare) allora lo stato degenera da identità differenziata (in nome della quale il sacrificio individuale, piccolo o grande, ha un senso) a un tutto indifferenziato. E la coesione sociale lascia inevitabilmente il posto all'individualismo.

    Per fermare questa decadenza, sarebbe necessario parlare come Nietzsche: “A me la giustizia parla in un altro modo: gli uomini non sono uguali. E nemmeno devono diventarlo”.
    Ma questo radicalismo aristocratico oggi non può neppure più essere pensato. Il minimo tentativo di riconoscere una differenza, di ripristinare una distanza, o anche solo di tutelare le specifiche identità di sangue e spirito ancora esistenti viene bollato come “discriminazione”. E viene tappata la bocca “per principio”, in qualunque contesto, a chiunque non si conformi alle idee egalitarie. Ecco perché, se vogliamo ricostruire la possibilità di differenziazione storica (che è la caratteristica distintiva precipua dell’uomo rispetto agli altri animali), dobbiamo dire come farebbe lo zio Friedrich: alla malora l’antidiscriminazione

    RispondiElimina
  13. ODIO (1/2)
    ODIO: Quel simpatico toscanaccio del Carducci (per chi se lo fosse dimenticato: primo Nobel italiano per la letteratura) descriveva il proprio cuore come “il petto ov’odio e amor mai non s’addorme”. Se ci pensiamo, nulla è più dualistico della natura umana. Maschio/femmina, buono/cattivo, chad/incel, servo/padrone. E odio/amore. I sentimenti umani sono come il campo magnetico: non può esistere il polo positivo senza quello negativo e viceversa. Purtroppo le idee moderne ci fanno credere di poter vivere come ioni: cariche positive (amore) o negative (odio) che esistono separatamente. E allora si postula l’esistenza di un gigantesco ione positivo chiamato “amore universale”, “amore per l’umanità”, o “pietà” da contrapporre al presunto “odio” di chi vorrebbe “dividere”, “alzare muri”, o “essere disumano”.

    Se io amo davvero qualcosa o qualcuno, necessariamente odio tutto quanto lo nega, lo minaccia, lo svilisce o dissolve. Se sono innamorato della lingua italiana (tanto della prosa, giunta con lo stile ampio ed armonioso del Boccaccio a riecheggiare l’eloquio latino, quanto della poesia, la quale, negli otto secoli che separano “il Notaro”, quello Jacopo da Lentini inventore della metrica perfetta del sonetto, dal D’Annunzio del Poema Paradisiaco, ha davvero generato una bellezza non mortale e non corporale a volte pure superiore a quella delle stesse muse), non posso non odiare lo slang americano che ci viene imposto sempre più sotto la bandiera della “globalizzazione” (e che non solo riduce le possibilità espressive e le sfumature di significato – come se si passasse dall’HD ad un monitor VGA - ma taglia i ponti con la Grecia e Roma di cui, almeno linguisticamente, siamo figli).

    Se sono innamorato dell’Italia, senza la cui opera civilizzatrice (dall’età dei liberi comuni al Rinascimento) l’Europa non sarebbe uscita da quel medioevo in cui “Germani ed altri plantigradi” (e lo dice sempre il “sassone” Nietzsche) ci avevano fatti piombare, non posso non odiare chiunque si permetta di dire “gli italiani non esistono” (o lasciare si estinguano/dissolvano).

    Se io amo il mito eroico fondativo della Grecia e di Roma, non posso amare ed accettare quello cristiano originario (non più mediato ahimé dal Cattolicesimo Romano…) che oggi si è fatto “religione politica” con i “diritti umani” e “l’uguaglianza”.

    RispondiElimina
  14. ODIO (2/2)

    Avevamo detto “se vogliamo ragionare sui fatti, lasciamo stare i sentimenti”. Ma la “matrix” in cui vive la nostra mente non sono i fatti, bensì le interpretazioni, nelle quali serve prima di tutto un “sentimento del mondo” per stabilire quelle “premesse” da cui poi la ragione potrà “derivare” e “dimostrare” (ché, a meno di non credere al verbo giovanneo o di limitare la nostra esistenza alle realtà “quantitative” di scarso interesse per la felicità umana, nessun discorso ha il potere di dimostrare le proprie premesse e nessun esperimento può provare in anticipo cosa sia “bene” per la nostra vita). Altrimenti è nichilismo.

    E difatti, dietro “l’amore per l’umanità”, che ci impone di non amare quell’identità di sangue e spirito da noi storicamente costruita chiamata nazione, e che ci vieta di essere “nazionalisti” in nome del bando all’odio, vi è ciò che lo zio Friedrich già ravvisava nel cristianesimo: l’aspirazione al nulla.

    Conosciamo tutti la prima parte del redpill (la pars destruens): i valori (nel caso del tema in oggetto, i valori della donna-angelo del “cor gentil” cui “rempaira sempre amore”, del “romanticismo” con le sue possibilità di conquista e di autorealizzazione, ma pure, in fondo, i valori in nome del quale si chiede all’individuo di non essere egoista: la religione, la patria, la famiglia) sono illusioni. Un giorno qualcuno di voi vedrà anche la seconda parte (la pars construens): le illusioni sono valori.

    Lo aveva già capito Leopardi: la vita è infelicissima una volta negato tutto quanto le potrebbe dare valore, senso e bellezza (stato di blackpill). Ecco che, per poter comunque vivere, quindi, all’alba della storia ogni popolo ha “costruito” le proprie premesse di verità e di valore tramite il proprio logos mitopoietico. Qual è la differenza con una qualunque bluepill? Che il proprio mito “redpillato” è scelto in base a quello che si è (per natura o esperienza) e a quello che si vuole (individualmente e come gruppo). Non è accettato come piovuto dall’alto di un “oltremondo” preteso valido per tutti (parole sante quelle di chi dice “non c’è una soluzione redpill valida per tutti”).

    A onor del vero va chiarito che neanche il tipo mitologico “redpillato” è “scientifico”. Non può esserlo perché la scienza si circoscrive a quanto può essere oggettivamente osservato e misurato, mentre il mito, per sua natura, deve dare risposte a domande non decidibili, quali “chi siamo”, “cosa vogliamo”, “cosa è bene fare”, deve, cioè dire “verità” sentite come tali solo da chi, per specifici motivi di nascita o esperienza, ha “occhi addestrati a vederle”. Anzi, proprio il fatto che non siano universali rende quelle “verità” atte a fungere da premessa per ogni discorso valoriale fondativo di una identità umana specifica (il teorema di Pitagora, ovvio per tutti, non può fondare una comunità, mentre l'Iliade o l'Eneide, cui non tutti si identificano, ma solo i Greci e i Romani, assieme a chi ancora oggi voglia “sentirsi” tale, sì).

    RispondiElimina
  15. VIOLENZA (1/2)
    VIOLENZA: Giova ricordare che il termine “violenza”, in Latino, non ha in sé una valenza negativa/distruttiva, ma, al contrario, si identifica con la forza su cui, come sulle radici di una quercia, può reggersi qualcosa in grado di tendere verso l’alto. Di fatti, il genitivo è “roboris”.

    Certo, si può essere accusati “de vi” (di violenza) se si è usata la forza (privata) contro un altro cittadino contro il diritto, ma manca totalmente quel giudizio morale a priori negativo della parola italiana. Tanto che, quando la forza è usata secondo il diritto o comunque con funzione anagogica, ha la stessa valenza positiva del termine virtù di cui condivide la radice (la stessa di “vir” il maschio in tutte le sue funzioni “virtuose”).

    In gran parte del mito romano, come del resto in tutte le mitologie indoeuropee, la violenza è anche formatrice di civiltà, nel senso che l’atto fondativo, sia esso la determinazione del pio Enea di riconquistare con le armi il Latium Vetus da cui proveniva l’antenato Danao fondatore di Troia, sia esso la scelta di Romolo di difendere il solco con la spada (a costo del fratricidio), sia esso il ratto delle Sabine con cui si istituisce il matrimonio, è sempre un atto di “violenza”. Più precisamente, è un atto al contempo di distruzione dell’ordine precedente (un ordine politico in cui gli esuli troiani non avevo spazio, la fratellanza naturale del sangue, le donne che “se la tirano troppo” o che “sono tenute lontane da noi ad opera di padri e fratelli”) e di instaurazione di un ordine nuovo (la fondazione di una nuova città, la ripartizione dello spazio terrestre secondo confini corrispondenti a differenziazioni umane, l’istituzione di un sistema di valori spirituali che vada al di là di quelli percepiti come “naturali”, la sostituzione del capriccio femminile con la meritocrazia nella scelta degli “accoppiamenti”). Nietzsche direbbe: “perché un tempio sia costruito, un tempio deve essere distrutto. Questa è la legge. E ditemi dove non ha trovato la sua applicazione”.

    Ora tutto ciò viene spacciato come “prevaricazione”. Invito tutti a redpillarsi anche moralmente.
    A “sinistra” Carlo Marx ha sentenziato: “la violenza è la grande levatrice della storia”. A “destra” Friedrich Nietzsche ha fatto capire: “la prevaricazione è il termine usato da chi ha perso o da chi vorrebbe dominare senza neppure combattere, per calunniare il vincente in una lotta aperta ed onesta”. Quando da fonti opposte si giunge alla medesima conclusione, è probabile che quella conclusione sia fondata.
    A chi fa comodo, da sempre, “calunniare” la forza (chiamandola violenza)? Ai deboli. Ai sacerdoti. Alle donne. A chi vorrebbe tiranneggiare usando i sotterfugi della debolezza, la menzogna, i sensi di colpa.

    Tipico dei sacerdoti: un al di là inventato per meglio calunniare l’al di qua. Il dio biblico. Tipico delle donne: chiamare “dovere” il trattenersi dell’uomo dall’usare la forza fisica (ma oggi pure la forza sociale, economica, culturale) verso la donna, laddove questa è in svantaggio e, al contempo, appellare “diritto” lo sfruttare senza limiti, remore, né regole la propria condizione naturale di vantaggio data dalle disparità naturali di numeri e desideri nell’amore sessuale e dalla “debolezza maschile” nella sfera psico-sessuale o erotico-sentimentale.

    RispondiElimina
  16. VIOLENZA (2/2)
    A chi fa comodo oggi “condannare la violenza”? Alle nuove “classi sacerdotali” che oggi si chiamano “intellettuali”, “esperti di finanza”, “filantropi” e che, ora come allora, non hanno alcuna etica eroica, non hanno alcun valore in uno scontro aperto e leale (sia esso fisico, sia esso culturale), ma prosperano raccontando balle e sfruttando illusioni (un tempo religiose, oggi bluepillate progressiste/mondialiste/liberiste).

    Al femminismo, che dopo decenni in cui si spacciava per “alternativa” al capitalismo, se ne è mostrato la prima ancella.
    La violenza è soprattutto condannata da chi ha interesse a non cambiare le cose, dopo aver magari stabilito l’attuale stato di cose proprio con la violenza (come nel caso del mondo sedicente “libero” angloamericano, affermatosi con la pirateria sugli oceani, il narcotraffico, la schiavitù dei neri, lo sterminio degli Indiani d’America, due bombe atomiche e una pioggia di “interventi umanitari” molto poco “umani” nei fatti) o (come nel caso del femminismo le cui conquiste corrispondono solo e soltanto alle concessioni del “progressismo”) dopo aver sfruttato la violenza altrui a proprio vantaggio (la violenza non è solo attiva, ma anche passiva: anche chi, come le donne occidentali, mantiene una preminenza erotico-sentimentale ed economico-sociale solo grazie all’ordinamento favorevole imposto dalle leggi e dai costumi esercita violenza, così come quando si serve delle sentenze a senso unico femminil-femminista su aborto, divorzio e violenza sessuale per tornaconto o vendetta personali). Un utente ha detto giustamente, citando Mao, che “la rivoluzione non è un pranzo di gala, non si può fare con tanta grazia, con gentilezza e cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza”.

    Ecco perché chiunque voglia cambiare i rapporti di potere attuali in occidente, chiunque voglia riappropriarsi di quelle ricchezze materiali e spirituali di cui i popoli europei sono stati derubati da parte delle cosiddette elites finanziarie mondialiste, chiunque voglia tornare a vivere libero dalle imposizioni socio-culturali femminee e dall’oppressione femminista, non deve, in ultima analisi, avere paura della violenza, senza cui non può esservi rivoluzione.

    E’ vero che, come insegna Lenin, alla rivoluzione servono più cervelli che non eroi, ma non è vero che la rivoluzione sia fatta da idee e basta. La Rivoluzione sono idee sostenute con le armi, perché, per dirla con le parole del Machiavalli, “li profeti armati vinsono, e li non armati ruinorono”. Ecco perché chiunque voglia essere profeta di un nuovo ordinamento sociale (che distrugga una volta per tutte la doppia tirannide finanziaria e femminista da cui siamo oppressi) deve accettare di essere un profeta anche violento.

    Sì, certo, i discorsi violenti sono oziosi e inutili, se pronunciati, contro singoli individui, da pantofolai lontano dai campi di battaglia. Se però sono vengono formulati da persone che si sono autodisciplinate alla scuola della volontà d’acciaio che fu dei loro avi, hanno appreso a non temere la morte (o comunque a preferire di morire tentando di riappropriarsi di una vita sensata piuttosto che vivere come gli umani in cattività di matrix) e sono pronti, se necessario, a formare una “nova militia”, allora le cose possono cambiare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      mi sembra di capire, da quel che scrivi - correggimi se sbaglio - che ti stia a cuore far comprendere che certi concetti siano 'indefinibili' e che questi si prestino ad essere 'strumentalizzati' dal nemico [nella fattispecie, bluepillati di ogni ordine e grado] per giustificare i loro assunti: il che infastidisce l'ascoltatore consapevole delle dinamiche argomentative. Peraltro, ogni ragionamento abituale si muove grazie alla bussola dei significati, e quando questi sono rivisitabili a 'piacere' finiamo tutti per avere sia torto sia ragione. Ad esempio che differenza c'è tra guerra d'attacco e guerra di difesa? Se ragioniamo in modo astratto - nessuna. Sia chi si 'difende' sia chi 'attacca' parte dal medesimo presupposto: ossia che un certo territorio mi appartiene.
      Ebbene, hanno entrambi ragione ed entrambi torto.
      I matematici, per primi, hanno capito l'esigenza di 'ripulire' il linguaggio così da evitare di dire tutto e il contrario di tutto, e ci sono riusciti [linguaggio di Peano] ma non sono riusciti a definire tutti i concetti [vedi Gödel, Church, ed altri]: e perciò, che fanno? Fanno quello che possono fare, fanno appello all'intuito. Ecco allora, che il concetto d'insieme, ad esempio, benché indefinibile, lo si usa quotidianamente; lo stesso dicasi per il concetto di algoritmo.
      E allora noi altri come vogliamo impostare i nostri ragionamenti per controbattere al nemico ed essere il più possibile 'onesti intellettualmente'? Io la risposta assoluta non la possiedo. Ma nel mio piccolo cerco di essere fedele alla 'regola d'oro', e - similmente ai matematici - impossibilitato a cogliere a pieno certe definizioni, mi appello nella fattispecie alla 'coscienza', fiducioso, in accordo con Bertrand Russell, che su certe questioni, come il riconoscere il bene dal male, gli esseri umani condividono lo stesso pensiero in molti casi, ancorché non in tutti. Spero che il mio discorso non ti abbia infastidito.

      Elimina
    2. A me invece, sembra proprio di capire che, prematurata con scappellamento a destra, la supercazzola antani. Potrei dirle ad esempio in prefettura: no dico, redpill o scherziamo??

      Elimina
    3. Anche come vicesindaco, blinda la supercazzole con fuochi fatui?

      Elimina
    4. ciao Carlo,
      purtroppo un'ideologia mistificatoria, qualsiasi essa sia - e il femminismo radicale di oggi, a mio avviso, lo è - non la si combatte né con un fatuo umorismo faceto, né con i vari piagnistei battendo i piedi, né con le preghiere, ma, esclusivamente, o grazie alla forza della diplomazia (e perciò ragionando col nemico, impeccabilmente, convincendolo a trovare un accordo, o un compromesso vantaggioso per entrambi; od anche, semplicemente, far capire universalmente alle persone la verità, così che da attivare un circolo virtuoso, e non ritrovarsi al governo gente che sia vicino ad un matriarcato che però viene spacciato per qualcos’altro) oppure grazie alla forza delle armi - una forza che deve essere incommensurabilmente superiore a quella del nemico. Siccome trovo che quest'ultima opzione rappresenti l'extrema ratio , non è forse giusto chiedersi: "Come impostare i nostri ragionamenti per fare emergere la verità ? Come convincere al fine di vincere?"

      Elimina
    5. Anonimo27 ottobre 2019 12:43
      Riguardo a un certo femminismo radicale moderno, (da non confondere con quello di altri tempi), di cui parli, vorrei fare una osservazione. Credo che una delle maggiori difficoltà nel mettere in dubbio alcune tesi, ergo anche trovare compromessi, al giorno d'oggi, dipendano dalla mancanza di spazio, nei media "principali", che hanno le voci che non si allineano. Per non dire "demonizzazione" o addirittura "esclusione" "ad personam" da uno spazio tv.. in casi estremi.. per una semplice dichiarazione non allineata.
      Ci sono stati personaggi famosi esclusi da una trasmissione solo per una frase.
      In passato mi sembra che fosse diverso.
      Pensiamo solo allo spazio su alcuni dei maggiori colossi che gestiscono le serie tv viste dai ragazzini, (quindi influenzano il modo di pensare), al giorno d'oggi si nota una velata(neanche tanto) forma di politically correct, che in pratica "silenzia" quasi ogni autore che si discosta da determinate posizioni o quasi.. Anche senza una censura reale..
      Credo che questo sia uno dei principali problemi.
      Qualcuno diceva: ripetete una bugia 100,1000 volte.. e diventerà verità. Il principio è proprio questo.. alcuni mezzi di informazione(a volte a ragione altre per a torto), tendono spesso a seguire vere e proprie "tendenze", inondando le persone con messaggi "tutti uguali", ripetuti all'infinito.
      Alla fine, un buon numero di persone finiscono per crederci. Poi non tutti hanno il tempo o la voglia di verificare come quei dati sono stati presi.






      Elimina
    6. Comunque la situazione non è disperata e si puo' fare parecchio per cambiare lo status quo.Molti uomini si lamentano pero' poi vanno al cinema a vedere film nei quali le donne vengono esaltate e gli uomini vengono dipinti come fessi, deboli e sottomessi...Incominciamo a boicottare film,telefilm, trasmissioni televisive, giornali, riviste,libri ecc. che mancano di rispetto agli uomini e esaltano il femminismo piu' meschino...Lo stesso vale per i prodotti pubblicizzati con spot irrispettosi nei confronti degli uomini.Vedrete che il calo di ascolti e vendite fara' capire chiaro e tondo che la musica è cambiata.Le donne godono di tanti privilegi non per volonta' divina ma perché sono molto unite e fanno branco mentre gli uomini sono individualisti e ognuno va per la sua strada.Non votiamo i partiti che appoggiano le femministe.Siamo arrivati al punto che una trasmissione è stata chiusa perché un ospite (Fabio Testi)ha detto di preferire le donne dell'est a quelle italiane...E' una cosa gravissima.

      Elimina
    7. Ritengo importante far capire che buona parte dei media navigano in una certa direzione.. senza questo, non si va molto lontano, a mio parere..
      Più che unite, direi che sono furbe..
      Non solo i movimenti femministi ma anche altre lobbies si stanno attrezzando.
      Mi pare che abbiano riempito di messaggi più o meno nascosti, una buona percentuale di film e Serie Tv per giovani. Spesso, fra l'altro, la sorpresina la trovi dentro, mentre una volta per vedere messaggi femministi, misandrici o altro.. dovevi andare a vedere "volontariamente" un film femminista, spesso svedese, molti venivano da li..
      Anche io penso che i film che mancano di rispetto agli uomini non si dovrebbero vedere.(tantomeno al cinema). Visto però che moltissimi titoli(anche quelli che non ti aspetteresti) mi pare siano stati "riempiti", bisognerebbe probabilmente cambiare anche fornitori di streaming, evitando alcuni di quelli più famosi..
      Si andrebbe a finire abbastanza nell'Underground. (non dico che sia necessariamente un male..)
      Ho notato che diversi fra i più potenti si stanno pian piano "uniformando".
      I film che vanno controcorrente, che spesso sono gli stessi che non appoggiano un certo liberismo estremo(esiste un pacchetto completo di propaganda di solito, che va ben oltre il femminismo..) raramente li vedo passare. Qualche volta ho visto qualche film fortemente in controtendenza, quasi sempre in streaming col pc.. tramite fornitori meno importanti(secondari).
      Oppure erano film vecchi..
      Per quanto riguarda i partiti.. lo dico da tanto tempo..In ogni caso:
      Quelli che le potrebbero appoggiare, direttamente o indirettamente(lo fai anche con una legge che penalizza l'uomo, magari a livello puramente giudiziario, non devi certamente dichiararti femminista per farlo), sono più di quelli che pensiamo a mio parere.. A molti interessa la poltrona.. e vincere le elezioni. Bisogna dire che non tutte le donne sono poi femministe, ma molti politici non fanno questo tipo di distinzione. Quindi la scelta per quello che dici deve essere "certosina", e non è affatto detto che debba ricadere su partiti più famosi.

      Elimina
    8. La situazione puo' essere cambiata.Se la trasmissione non fa ascolti viene chiusa anzitempo.Se il film incassa molto meno del previsto il regista avra' difficolta' a farsi finanziare un nuovo progetto.Se lo spot pubblicitario non fa vendere, perché gli uomini lo trovano irrispettoso, i pubblicitari cambieranno strategia.
      Di questo sono certo per un semplice motivo: sto solo proponendo di utilizzare, a nostro favore, le armi che le donne stanno usando dal '68 in poi e neanche velatamente ma in modo molto esplicito.Se i media navigano in una certa direzione è perché gli uomini finora l'hanno consentito.Siamo il 50% della popolazione abbiamo un enorme potere che è il caso di iniziare a sfruttare per porre rimedio a questa squallido femminismo che ci ammorba la vita.Personalmente applico quello che predico.Non vedo praticamente film da quasi 30 anni (ne vedrò 5 all'anno ovviamente "selezionati"). Quando inizia una nuova trasmissione e vedo che parte col femminismo cambio canale non la guardo più.Un tempo seguivo Le Iene ora non le guardo piu'da quando il 70% dei servizi propongono lo schema uomo cattivo/donna vittima o uomo debole sconfitto da donna forte e superiore.Ogni giorno facciamo tante scelte che possono rafforzare o indebolire il femminismo nevrotico

      Elimina
    9. Ripeto. Non ho detto che non possa essere cambiata, semplicemente ho dato delle indicazioni su quali sono i punti fondamentali, nei quali, un tipo di propaganda spesso viene celata. Quella di cui parli tu, in maggioranza è la propaganda diretta e chiara, ma esiste anche quella indiretta e "più o meno" celata. Non basta non guardare i film femministi se poi anche nella serie per ragazzini, ti mettono il messaggino femminista.. è questo che intendevo dire.
      A parte che non guardo la televisione da tanto.. in generale, se io vedo una trasmissione che inizia a parlare di uomini sempre cattivi e le donne "solo" vittime, cambio canale o chiudo.
      Questo penso che dovrebbe farlo ogni persona di buon senso, non solo per il motivo che hai detto tu.. ma anche perchè annoia vedere sempre la stessa solfa, tutta uguale. Sentire messaggi faziosi e palesemente artefatti, ripetuti alla noia..
      è semplice farlo fra l'altro. Molti altri non lo fanno, secondo me perchè a volte la malafede in quei messaggi nemmeno la notano, per esempio:
      Uno dice che la donna è stata pagata meno dell'uomo.. e tutti a dire: poverinaaa, poi non dicono: tipo di lavoro(magari facevano lavori diversi) e non dicono magari che l'uomo ha lavorato più ore.
      Ho visto paragonare persino part time con full time. Insomma.. i metodi per fare propaganda e fregare le persone coi numeri sono tanti. (Ho fatto un esempio singolo non voglio generalizzare).
      Le persone che non controllano le fonti, si limitano a ripetere quelle parole a memoria.
      Neanche io guardo le Iene e alcuni schemi che applicavano non li condividevo.
      Aggiungerei che spesso, sono furbi, non fanno una trasmissione solo su quello che hai detto tu, schema uomo cattivo/donna buona, parlano di altri argomenti e poi ce lo mettono in mezzo.
      Come ti ho detto prima, se si vogliono davvero indebolire certi poteri, bisogna far calare gli ascolti non tanto(o non solo) del singolo programma(che magari sarà mischiato e penseranno che sia stato un flop per altri motivi)ma addirittura di quelle piattaforme che spiattellano questi messaggi ovunque. Non guardarle o utilizzarle meno.
      Non credo che siano stupidi, se vedranno che gli utenti si spostano altrove, capiranno che quel tipo di propaganda(mica solo femminismo c'è di tutto..) ha stancato gli ascoltatori.
      Quello che sto proponendo io, si spinge "oltre" rispetto a quello che hai detto tu. Non ci vuole nemmeno molto.. del resto alcune piattaforme, ormai, mettono messaggi 68ini, ultraliberisti, conditi di mondialismo estremo persino un film Western.. quindi chi accede se ne accorge subito che qualcosa non va.
      Non dico che uno debba essere contrario a "tutto" quello che dicono, non vorrei essere frainteso, ma che si dovrebbe opporre al "modo" nel quale "spammano" messaggi di propaganda a senso unico, quasi dappertutto prendendo per stupidi gli ascoltatori.
      questo è il mio parere.

      Elimina
    10. Osservatore Romano28 ottobre 2019 16:09

      Mi sa che avete fatto male i conti, presi dalle vostre convinzioni sentimentali.

      Provo a chiarire per passi:
      1) i media sono di proprietà di uomini
      2) questi uomini fanno parte del 'famoso' 20%
      3) è loro interesse che quel 20% si riduca ulteriormente
      4) il femminismo è stupido + gli stupidi sono la maggioranza della popolazione = il femminismo è di moda --> il femminismo vende
      5) soluzione: diminuire la percentuale degli stupidi
      5bis) essere consapevoli che non c'è modo di modificare l'inerzia dei media
      5ter) essere consapevoli che i social network sono parte del problema e non della soluzione --> boicottare i social network è il PRIMO passo, condizione NECESSARIA a qualunque cambio d'inerzia
      5quater) la misoginia generalizzata porta guai perchè disincentiva le donne non-femministe ad esporsi e discredita le ragioni della pillola rossa. Augh.

      Elimina
    11. @Anonimo "25 ottobre 2019 11:36",

      ci mancherebbe anche che mi irritassi per il primo commento etimologicamente “intelligente” - nel senso che, legendo “intus” (=dentro) al mio “muro testuale” ne discute il merito! Dopo una sfilza di “supercazzole” o di insulti per la lunghezza, è un sollievo che lo “scontro” sia riportato sul piano di una dialettica delle idee.

      Non posso nemmeno dire che i nostri punti di vista “filosofici” siano necessariamente divergenti. Semplicemente, stiamo parlando di due significati “ortogonali” della parola “linguaggio”.

      Tu intendi il linguaggio logico-razionale che permette di derivare secondo necessità certe conclusioni da certe premesse (le quali, come appunto gli assiomi di Peano, devono essere prese per vere a priori).

      Io intendo il linguaggio mitico che permette di compiere il “percorso inverso”, ovvero di far “sentire” come “vere e necessarie” quelle “premesse di verità e di valore” da cui poi la ragione può “derivare” e “dimostrare”, ma che a loro volta (purtroppo o per fortuna) possono solo essere “mostrate” a chi ha (per particolare natura o esperienza) “occhi addestrati a vederle”. Non è un caso se Platone (oltre a servirsi del mito per la sua narrazione) parla della sapienza come qualcosa che l’uomo non “costruisce” né “inventa”, ma semplicemente “ricorda” della propria “origine”: la sua idea di “bene”, che a noi appare così “universale”, “razionale” e “idealizzata”, altro non è se non un richiamo a quel particolare “sentimento del mondo comune” su cui gli avi Achei fondarono la “polis”.

      E’ ovvio quindi che il logos razionale sia “universale”, mentre quello mitico sia per sua natura “particulare”. Proprio per questo, però, è il mito e solo il mito a poter fungere da “collante identitario” per una comunità: ci si sente parte di essa perché si condividono le basi valoriali narrate dal mito (parlo di mito per comodità in riferimento alla civiltà classica, ma parimenti “mito-poietica” è pure, ad esempio, la costituzione americana, con il suo indimostrabile ed apodittico “sentiamo che gli uomini sono stati creati uguali”, ecc.).

      Da qui l’illusione (che praticamente ogni civiltà ha avuto) circa l’essenza “intuitiva”, “naturale”, “ovvia”, “necessaria” (“voluta da dio”, “autoevidente”, “ragionevole”, ecc.) delle proprie “tavole dei valori”. Avendo sempre vissuto e visto vivere le persone vicine secondo quei valori, pare ovviamente contro-intuitivo, innaturale, irragionevole fare l’opposto (ecco perché i “barbari” sono sempre “empi”).

      La mancata universalità di ogni discorso mitico-valoriale (che per chi vorrebbe applicare il discorso scientifico fuori dal suo dominio di definizione, sarebbe un “difetto”) è, per me, il bello dell’umano.
      Se i cosiddetti “valori” fossero davvero universali, allora l’uomo sarebbe una specie come un’altra, con un proprio “ethos” predefinito e uguale in ogni angolo del pianeta. Questo accadeva quando eravamo ancora soltanto scimmie antropomorfe (tutte le società di animali appartenenti alla stessa specie si comportano ovunque allo stesso modo, studiato, appunto, dalla eto-logia). Da quando siamo uomini in senso storico, esistono invece tanti diversi modi di comportarsi (=tante diverse tavole di valori) quante sono le diverse civiltà comparse sulla terra. Questa meravigliosa policromia (che solo la brutalità della globalizzazione capitalista può gloriarsi di uccidere, prendendo a pretesto l’umanitarismo e ad ombrello lo scientismo) è il più caratteristico risultato della “libertà storica” dell’uomo (libertà di differenziarsi dalla specie, di “costruirsi” sulla base della propria autorappresentazione, insomma, di “divenire ciò che si è”). CONTINUA...

      Elimina
    12. @Anonimo "25 ottobre 2019 11:36" [...CONTINUA]

      Attenzione: l’arbitrarietà non è assoluta. Non si può dire “tutto e il contrario di tutto”. Ogni “mito” deve fare i conti con la realtà in cui i suoi “seguaci” devono vivere. Realtà sia biologica sia storica. Tenendone conto, si può, ad esempio negare il “noli necare” anche senza cadere nelle contraddizioni che i critici di Nietzsche vorrebbero far credere inevitabili. Una società che si volesse fondare sul “valore” dell’uccidersi a vicenda finirebbe presto per auto-estinguersi come la famiglia degli “sparti” (e come l’attuale turbocapitalismo iperindividualista ed ipercompetitivista!). Se però circoscriviamo l’uccisione o al nemico esterno che minacci gli interessi della comunità, o comunque a chi (foss’anche il fratello) ne violi l’ordine costituito, otteniamo qualcosa di molto simile alla civiltà classica. Mentre per la bibbia Caino è l’empio per definizione (perché, volendo “farsi un nome”, viola l’uguaglianza primordiale e, in nome di quanto è “idolo particolare”, giunge al fratricidio), nel mito romano il “fratricida” Romolo è addirittura il fondatore del diritto (proprio perché accetta il sacrificio della persona a lui più legata pur di fondare un nuovo tipo di legame fra uomini simboleggiato dal primo solco che “ordina l’informe in forma”).

      A dimostrazione che Russell si sbagliava, uomini appartenenti a civiltà opposte hanno, ad esempio su questo punto, avuto visioni esattamente opposte di cosa fossero il bene e il male.

      Chi si fondava sul mito biblico, riteneva “bene” l’uguaglianza primitiva ed ogni norma comportamentale discendente dal “tu devi” dello schiavo (i dieci comandamenti) e “male” qualunque “superba pretesa” di “sfidare dio”.

      Chi si fondava sul mito eroico, riteneva al contrario “bene” (e quindi addirittura “voluto dal fato”, come le guerre dei “pio” Enea) tutto quanto fosse funzionale all’affermazione, all’accrescimento, alla conquista e “male” tutto quanto discendesse dalla debolezza (come l’arrendersi, il tradire o l’usare il sotterfugio per vincere).

      Il giusto e lo sbagliato, fuori dalla matematica, esistono solo in funzione di quell’idea di uomo che ogni civiltà si propone (in questo caso, semplificando anche troppo come amava fare il prof. di Basilea, servo o signore, sacerdote o guerriero).

      Eppure, non sono per nulla un relativista. Non sostengo che “una civiltà valga l’altra” (come potrebbe essere sul piano strettamente logico-teorico). Come nella scienza le teorie devono essere verificate sulla base dei fatti, così nella storia le “idee morali” devono essere valutate sulla base dei risultati storici.

      Ed è proprio qui che nasce la mia predilezione per la morale dei signori.
      Fino a quando gli antenati degli Europei la hanno seguita, hanno, nell’ordine:
      1) distrutto il matriarcato pelasgico
      2) fondato città e civiltà di cui ancora oggi si parla (la Grecia omerica, la Roma repubblicana, l’India vedica, la Persia iranica, ecc.)
      3) posto se stesse al centro del mondo (non solo Roma con il suo impero politico e militare, ma pure, a distanza di secoli, da un punto di vista culturale, l’Italia con il suo Rinascimento)

      Da quando la hanno gradualmente abbandonata, sono:
      1) dapprima, sprofondati nel medioevo (!);
      2) usciti una seconda volta (dopo la rinascita umanistica) dal centro del mondo in favore di elementi extraeuropei (il declino – politico, militare, culturale e pure etnico - dell’Europa negli ultimi due secoli va di pari passo con il farsi “politica” del cristianesimo originario tramite la triade mitologica femminismo-egalitarismo-diritti umani);
      3) caduti in una spirale di auto-denigrazione e auto-razzismo che sta distruggendo quanto resta in piedi di millenni di civiltà (e quanto rimane di ricchezza materiale e immateriale) e, soprattutto, sta riportando nei fatti ad un matriarcato preistorico (base mitica della tirannide femminista odierna).

      Elimina
    13. Il dialogo fra l'Anonimo e gli altri utenti si sta facendo interessante.

      Allargo quindi a tutti un esempio (che ci riguarda da vicino) sulla necessità di accettare (in questo caso: purtroppo) l'inesistenza di valori universali.

      Ebrei e Romani, che pure erano agli antipodi quanto a tavole valoriali, riconoscevano tuttavia entrambi un comune valore: LA PRESUNZIONE DI INNOCENZA.

      Fino ad una decina di anni fa, mi pareva per questo un universale valore di civiltà (in genere, quando da presupposti diversi e indipendenti si giunge alla stessa conclusione, questa è validata).

      Tanto nell’episodio biblico in cui si vieta di condannare a morte un presunto colpevole di omicidio (perché mancano i testimoni del fatto), quanto nella legge romana per la quale “unus testis, nullus testis”, viene affermato il principio secondo il quale è preferibile che un colpevole resti impunito piuttosto che un innocente venga colpito.
      La spiegazione è ovvia: nel primo caso, il crimine è commesso da un criminale (che lo stato, semplicemente, non riesce a sanzionare), mentre nel secondo caso il crimine è commesso dallo stato stesso (anche se fuorviato da circostanze sospette o da una falsa testimonianza). Il primo caso, per quanto spiacevole, è ancora nell’ordine delle cose, mentre il secondo è la negazione stessa della ragion d’essere di uno stato (che finirebbe per commettere un sopruso quando il suo fine sarebbe proteggere i cittadini dal sopruso!).

      Ebbene, anche questo valore, che mi illudevo essere universale, oggi è messo in discussione dal femminismo (quindi dal “mito” del nostro tempo).

      Oggi, anziché “in dubio pro reo” si dice “in dubio pro donna”. Si preferisce un innocente in carcere piuttosto che una donna piangente non ascoltata e non soddisfatta nella sua sete di giustizia. Non si spiegano altrimenti le numerose sentenze della s.c. di Cassazione a sancire la possibilità di basare la condanna sulla sola parola dell’accusa (alla faccia dello ius romano).

      E non si creda che si tratti di casi particolari motivati dall’onda emotiva dei media. La cosa sta per essere teorizzata dagli avvocati americani, i quali hanno già posto ai voti (e per ora respinto) una mozione per rendere “automatica” la condanna in assenza di prove oggettive (“preminenza della prova” in contrapposizione a “oltre ogni ragionevole dubbio”). Molti in questo occidente ritengono prevalente la finalità “educativa” “collettiva” della legge (“colpire” le molestie, “insegnare” agli uomini che andranno in galera ad ogni molestia commessa, anche se non provata, e “rassicurare” alle donne che la loro parola può “distruggere il patriarcato”) rispetto al diritto del singolo alla presunzione di innocenza.

      E’ ovvio che sotto c’è un discorso mitico-valoriale che ha sovvertito il diritto. Spiegazioni (incidentali ed apparenti) razionali si possono sempre trovare…

      Elimina
    14. In generale la tv è vista per la stragrande maggioranza da 2 categorie di persone: donne e anziani.E' questo il motivo per il quale i programmi televisivi propongono una visione dei fatti alterata adatta al palato del pubblico femminile che pero' nulla ha a che fare con la realtà.A chi ci propina queste schifezze in tv, delle donne non gliene frega un tubo.Gli importa solo dell'audience.Tuttavia gran parte degli uomini, pur guardando meno tv rispetto alle donne, spesso per pigrizia quando torna a casa la sera dopo una dura giornata di lavoro, non avendo altre scelte "sane" tra il palinsesto, si sorbisce la solita solfa femminista e in questo modo foraggia involontariamente questo modo distorto di fare tv.Io incito gli uomini a non guardare la tv in questi casi.Meglio fare sport, leggere un libro, uscire con gli amici, ascoltare musica, suonare uno strumento musicale, ecc.Per esempio questa estate non essendoci calcio maschile in tv ci hanno propinato il calcio femminile di livello di molto inferiore a una prima categoria maschile (che nessuno vedrebbe in tv).La nazionale femminile italiana è stata esaltata dai media come era prevedibile.Ha forse vinto la coppa del mondo?No. Allora è arrivata in finale? No. Terza?no Quarta? No. E'arrivata ai quarti di finale….un risultato pessimo per una nazionale come l'Italia.Se la nazionale maschile avesse conseguito questo "risultato" sarebbe stata giubilata dai media mentre invece quella femminile viene lodata.La cosa incredibile è che queste partite pietose sono state viste da parecchie persone.E qui torniamo alle colpe degli uomini di cui parlavo prima visto che la maggior parte degli spettatori saranno stati sicuramente maschi.Le conseguenze di cio' sono: 1) come era prevedibile le donne hanno sfruttato questo "gran risultato" per battere cassa e chiedere finanziamenti per il calcio femminile(ma chi se lo sarebbe aspettato..); 2) ora in ogni trasmissione di calcio maschile prima di vedere i nostri beniamini dobbiamo sempre sorbirci il servizio sul campionato femminile (come se prima di vedere il servizio sulla Juve uno si dovesse sopportare il servizio sulla partita Pizzighettone-Caronno Pertusella…).E questo è solo l'inizio, chissa' cosa ci aspetta in futuro (magari un aumento dell'abbonamento SKY o DZNE per finanziare il calcio femminile che viene imposto agli spettatori…)Ripeto, visto lo stato della tv attuale un maschio sano non la guarda se non per vedere i pochissimi programmi che sono sfuggiti al ginocentrismo.Se proprio si è svogliati meglio navigare in Internet dove almeno uno puo' scegliere i contenuti.Gli uomini potranno tornare alla tv solo quando sara' stata purgata dal femminismo commerciale.E i tempi perché avvenga questo cambiamento dipendono dal comportamento degli uomini.Quanto piu' puniranno questa programmazione scorretta, tanto prima i palinsensti verranno purificati dal femminismo trash.

      Elimina
    15. @ Batacchi
      Ti do ragione. E per questo scrivo solo due righe. Aggiungo solo che dall'anno di grazia 2009 faccio esattamente come tu dici (oscuramento TV mainstream e scelta accurata dei film in blue ray, come in una sorta di "regime personale" di cui fa le spese chi mi è vicino: "questa è propaganda! spegni la propaganda!" urlo spesso), ma, appartenendo ad una ristretta minoranza, non sortisco effetto alcuno.
      Dubito che si possano ottenere risultati tangibili puntando solo su questo.
      A fronte di un sentimento di "auto-emarginazione" a volte pesante pure per un "nietzscheano" duro come me...
      Figuriamoci chi non è redpillato (la maggioranza)!

      Elimina
    16. @Anonimo "27 ottobre 2019 12:43" (se ti trovi un nick, magari dialoghiamo meglio)

      Ti prego di non considerare questa risposta come una provocazione. Stimo la tua volontà di dialogo e non desidero offenderti.
      Ti chiedo dunque non retoricamente: davvero credi che la dualità (oggi scontro) uomo/donna (così come tutte le questioni di fondo della vita) sia una questione “matematica” di vero/falso? Un dibattito filosofico-esistenziale cui tutti diano il loro contributo alla ricerca di una verità oggettiva?
      Absit iniuria verbis, questa è bluepill filosofica!

      Come nella storia gli scontri fra civiltà e fra nazioni non erano scontri risolvibili con la ragione, ma prosecuzione storica della zoologia (ovvero guerre per appropriarsi delle risorse scarse, per indirizzare gli eventi secondo il proprio interesse materiale o ideale e non secondo quello altrui, per affermare la propria indimostrabile visione del mondo a discapito dell’altrettanto indimostrabile visione altrui), così oggi lo scontro fra noi e il femminismo è una lotta mortale per la sopravvivenza di una delle due parti. Per chi non sia zerbino è impossibile vivere nel mondo femminista, così come per chi sia femminista è impossibile accettare un mondo redpillato.

      Perché sono redpillato? Perchè amo la verità, certo.
      Ma perché sono MGTOW-puttaniere? Perché, come una versione maschile di Rossella O'Hara, ho giurato che avrei preferito il morire, l'uccidere o il commettere qualunque crimine al rivivere la condizione di "affamato" incel e l'obbligo del corteggiamento!
      Perché sono antifemminista? Perché ho scoperto sulla mia pelle che sarebbe preferibile la morte ad una vita psicologicamente prona al regime femminista! Per la serie: non esistono società giuste o sbagliate, ma solo società in cui riuscirei a vivere e società per me invivibili. Scusa la mia sincerità redpillata.

      Possiamo anche sederci attorno ad un tavolo assieme a controparti femminili a discutere su quale sia il modo più equo e armonico di far convivere i due sessi. Ebbene: il mondo andrebbe avanti comunque per la sua strada fregandosene della nostra “soluzione”.

      Lasciamo stare per un attimo che io non creda neppure in astratto all’esistenza di una verità oggettiva al di fuori dell’ambito fisico-matematico. E che in concreto veda persino in ambito scientifico (causa anvur e mondo accademico) la verità essere divenuta davvero il modo convenzionale di mentire. Supponiamo che tu abbia ragione e che un vero oggettivo esista ad indicarci l’equità per tutti.

      Davvero pensi che le donne lo riconoscano, qualora contrario in parte ai loro interessi e ai loro bisogni biologici? E, soprattutto, qualora la “equità teorica” le vedrebbe avere meno potere di quanto già oggi abbiano (nonostante le loro lamentele che suonano come “non è abbastanza”)? Io per primo ammetto che se una “soluzione teorica” dovesse vedere impossibile il soddisfacimento dei miei bisogni naturali (come la bellezza e il piacere dei sensi), farei prevalere le ragioni della vita a quelle della teoria morale.
      Ma è normale che sia così (la vita giudica le morali e non già la morale la vita!) e non ne faccio una colpa alle donne.

      Vorrei, semplicemente, riacquisire gli altri uomini dalla nostra parte.

      L’interesse vitale delle donne è aumentare il proprio valore-potere sessuale per poter “ipergamare”. L’interesse vitale nostro è, al contrario, limitare quel potere per avere la possibilità di “godere della bellezza nella vastità multiforme delle creature femminine” (poligamia).
      E’ semplicemente un tiro alla fune. Rubando le parole a Nietzsche “io vedo che questo contrasto non potrebbe essere risolto neppure con la più grande volontà di giustizia”. E lo vediamo ora.

      Per loro la giustizia sono le “pari opportunità” nel lavoro. Per noi quelle nella sessualità.
      CONTINUA...

      Elimina
    17. Avendo già nelle disparità naturali di numeri e desideri nell’amore sessuale (a loro favorevoli per fini correlati alla propagazione/selezione della vita e in nulla attinenti i concetti umani e troppo umani di libertà, felicità, dignità) la fonte del loro potere, esse hanno tutto l’interesse di sostenere la narrazione “egalitaria”. Dovendo noi invece costruire “socialmente” un “valore” (posizione sociale, ricchezza, cultura, potere) con cui sperare di avere pari forza contrattuale e simili possibilità di scelta in quanto davvero conta per la vita, abbiamo tutto l’interesse a smontare quella narrazione e a crearne una più ampia che ricomprenda nel concetto di equità la possibilità di “bilanciare” il privilegio naturale femmineo con strutture come l’arte, la politica, la religione, l’economia. Ovvero con tutto quanto per il femminismo è “oppressione”.

      Non solo è difficile far capire alle donne questo (in un mondo culturale dominato dal vittimismo femminista), ma, se davvero lo dovessero capire, è probabile che la loro ostilità aumenterebbe!
      Dici che l’opzione della lotta armata è l’extrema ratio da subordinare alla possibilità di accordi. Dimentichi:

      1) una guerra (anche se non apertamente armata) è in atto da almeno 20 anni contro di noi. Con tanto di morti (vite distrutte da sentenze di divorzio o da condanne penali su denunzie montate ad arte) e feriti (il mondo incel sempre più escluso da ogni possibilità di apprezzamento amoroso e i giovani maschi in generale, danneggiati nella psiche dalla propaganda “culturale” - che li presenta fin dall’età scolare come causa di ogni male del mondo – distrutti nell’autostima dalla narrazione mediatica - per la quale il “femminile” sarebbe sempre bello, buono, progredito, raffinato, puro e il “maschile” brutto, cattivo, primitivo, rozzo, violento – e resi, come nel mio caso, incapaci di approcciare perché violentati per anni nell’anima dallo stile pubblicitario ed hollywoodiano – nel quale “in quanto maschi” sono o bruti puniti dalla donnina salta-e spara in maniere variabili dalle smitragliate ai calci nelle palle, o, anche quando bellissimi, pupazzi da sollevare nell’illusione e gettare nella delusione con il massimo del dolore, dell’irrisione e dell’umiliazione possibili come ben simboleggiato dalle pubblicità Breil dei primi anni duemila dove le modelle gettavano i corrispettivi maschili dalle scale o dall’auto in corsa come scarti qualunque)

      2) che chiunque cerchi di dialogare si trova davanti i dogmi del femminismo (“voi siete quelli che opprimete”, “noi siamo quelle che vengono uccise/violentate/molestate”) e chiunque cerchi di proporre una visione “oggettiva” (come mi pare la stessa redpill in molti suoi aspetti oggettivamente verificabili, biologicamente osservabili e sperimentalmente dimostrabili) è bollato solo per questo di “misoginia”. Vatti a vedere quello che qualunque organo mainstream scrive sulla redpill (“visione solo maschile, maschilista, che esclude le donne, ecc.”). Hanno fatto così per anni anche con gli MRA “di sinistra” (bollati come “retrogradi, antifemministi=misogini”), che nulla facevano se non reclamare “pari diritti per gli uomini”. Li seguo da 25 anni e non solo non hanno ottenuto nulla da un punto di vista legislativo, ma hanno lasciato che leggi e costumi divenissero sempre più simili a quanto 25 anni fa si leggeva solo nei deliri di femministe misandriche o di mistress in carriera.

      Elimina
    18. Non siamo né in una fase di dialogo, né in una fase di lotta armata, bensì in un periodo di guerra fra linguaggi, guerra fra miti (come si conviene all’odierna società dell’immagine). Ti faccio subito l’esempio per mostrarti quanta applicazione pratica abbiano i discorsi sul mito fatti prima.
      Esempi di dialogo con le donne/femministe.

      Esempio 1
      Noi: “non è giusto che in caso di divorzio vada tutto alla donna”
      Loro: “ma comunque la donna-madre deve essere tutelata per il bene dei figli”.
      Premessa (mitica) implicita: “Solo la donna è madre, sorgente di vita, quindi alla fine è giusto sia più uguale del padre”.

      Esempio 2
      Noi: “non è accettabile che si possa finire in galera sulla sola parola dell’accusa. Servono prove oggettive o testimonianze terze”.
      Loro: “il tuo è un discorso misogino, colpevolizza la vittima, alla quale bisogna invece prestare fiducia”
      Premessa (mitica) implicita: “Solo quello femminile è il sesso da cui origina la vita, quindi, nel dubbio, è anche quello in cui si deve ritenere posta la verità. E comunque meglio un innocente in carcere che una donna violentata non creduta”.

      Esempio 3
      Noi: “perché in un mondo in cui le donne pretendono ed ottengono pari diritti dovrebbero continuare a serbare antichi privilegi come il corteggiamento? Perché non si danno pari opportunità anche nell’amore sessuale?”
      Loro: “Se non ti va di corteggiare non farlo. Peggio per te. Le pari opportunità sono per il lavoro. Nell’amore è giusto che la natura faccia il suo corso”.
      Premessa (mitica) implicita: “In quanto davvero conta nella vita devono scegliere le donne. Dovrebbe essere così anche nella vita, non solo in amore. Le disparità naturali favorevoli alle donne sono quindi intoccabili proprio perché provvidenziali. L’uomo sa solo distruggere”.

      Già queste 3 premesse “di verità e valore” (praticamente mainstream nel sentire comune non solo femminile di oggi) sarebbero sufficienti a definire il “mito matriarcale”, della donna come immagine della terra-madre (da cui ogni individuo dirama e a cui ogni individuo ritorna dopo un’esistenza effimera), come creatura depositaria di una superiore “saggezza naturale”, come portatrice di pace, armonia e giustizia superiore (minacciata dal “maschio violento e prevaricatore”).

      Credi che siano discorsi “moderni”? Questa terra li ascolta da migliaia di anni! Erano già in auge quando i Pelasgi e gli altri servi della “Natura” e delle “Donne” veneravano tettone di terracotta!

      Elimina
    19. Osservatore Romano28 ottobre 2019 19:38

      @Batacchi

      perdona, ma da quello che scrivi e pure da come lo scrivi si capisce benissimo che fai parte del pubblico.

      Io mi sono guardato qualche partita del calcio femminile perchè c'erano delle belle gnocche (poche).
      Così come mi sono visto i mondiali d'atletica perchè c'erano delle belle gnocche mezze nude (un sacco).
      Sai che me ne frega se l'Italia non vince una sega, poi... non ci guadagno mica nulla.
      In compenso se uno mi chiede consiglio sul dove recuperare della fica top so dove indirizzarlo, altro che palle.

      Elimina
    20. Mai gli uomini sono riusciti a smontarli tramite la sola ragione.
      Sono anni, difatti, che noi replichiamo razionalmente (e inutilmente):

      ESEMPIO 1) “in uno stato fondato sulla ragione, entrambi i genitori sono uguali davanti alla legge”;

      ESEMPIO 2) “chiunque, a prescindere dal sesso, può mentire, quindi lo stato deve mettere in dubbio la parola dell’accusa fino a quando non è oggettivamente provata al di là di ogni dubbio. E in caso di dubbio deve assolvere. Non è una sfiducia verso le donne in particolare, ma un principio generale del diritto. Non è un’offesa alle donne considerare la possibilità di false accuse così come non è un’offesa agli uomini considerare quella di vere violenze. Meglio un colpevole libero che un innocente in carcere”.

      ESEMPIO 3) “studiare, scegliere un lavoro, fare carriera sono solo i mezzi con cui ogni individui cerca di essere socialmente accettato, riconosciuto e possibilmente desiderato. Per gli stessi fini la maggior parte delle donne ha già la bellezza o, meglio, la sua illusione nascente dal desiderio maschile. Quindi uno stato equo è uno stato che lascia bilanciare le cose per avere pari opportunità fra i sessi in quanto davvero rende liberi e felici gli individui. Nessuno dei due sessi è migliore dell’altro a priori o ha più capacità di interpretare il bene della specie.”

      Le nostre repliche saranno ascoltate quando cambieranno le premesse implicite che non si dicono ma che continuano a muovere i pensieri della controparte (purtroppo, non basta la ragione a convincere...). Così già fecero i nostri avi. Ad esempio contrapponendo le proprie premesse:

      PREMESSA MITICA 1 (principio virile e aristocratico): “Come disse il Dio Apollo, il padre è il vero genitore. La vera vita, cioè, non è quella corporale e conservativa data dalla madre, ma quella spirituale e ascendente data dal padre. Non siamo quelli che siamo perché usciti da una vagina, ma perché riconosciuti da padri che da generazioni hanno dato allo stato una gerarchia sociale e una identità spirituale. La nobiltà consiste nel mostrarci degni del nostro rango”.

      PREMESSA MITICA 2 (diritto eroico): “la nostra violenza si chiama civiltà. Chi ha saputo compiere imprese esprimenti forza, freddezza, abilità, coraggio più che umani ha conquistato il diritto di stabilire come agli dei piace la civiltà sia costruita. In altre parole, le tavole dei valori devono essere scritte da chi ha mostrato valore in battaglia. Da quel tipo umano differenziato che preferisce uccidere piuttosto che tradire, perire piuttosto che rinunciare, ed accetta di sacrificare il miglior sé, gli amici più cari, i guerrieri più forti, nonché di affrontare ogni colpa ed ogni dolore, pur di intraprendere l'opera con cui diviene ciò che è. Non da chi vorrebbe solo pascolare come una mucca, contentandosi di piacere e innocenza.”

      PREMESSA MITICA 3 (mos maiorum): “Il chaos primordiale ritornerebbe se davvero le donne potessero decidere della propria e dell’altrui vita. Perché tutto sia ordinato in kosmos, i costumi femminili devono essere rigidamente disciplinati”.

      Certo, scritte esplicitamente appaiono follie fuori luogo e fuori tempo. Sono ovviamente “verità” di tipo mitologico e non scientifico. Come i loro opposti matriarcali, del resto. Nulla più e nulla meno. Perché allora fanno tanto più scalpore? Solo e soltanto perché da 2000 anni sono state negate. Da chi ha preparato, per oggi, l’affermazione tacita dei loro contrari!

      Elimina
    21. "Come impostare i nostri ragionamenti per fare emergere la verità ? Come convincere al fine di vincere?"

      Ma davvero pensi che la vittoria dipenda dal riuscire a “dimostrare” qualcosa? Come fossimo ad un esame di Fisica Teorica o di Analisi Matematica?

      Purtroppo, quando si tratta di questione fondamentali della vita, non basta dimostrare (come può fare la ragione a partire da premesse indimostrabili, restando quindi RETORICA), ma serve PERSUADERE (come può fare solo il mito raccontandosi e incontrando chi, per la propria natura o il proprio vissuto, lo percepisca come “necessario”). Michelstaedter docet.

      Giudicare un discorso mitico-valoriale con i criteri con cui si analizzano i discorsi logico-matematici significa, per me, confondere i piani e rischiare di non capire nulla né della matematica né della vita.

      Non ha capito nulla della matematica e della fisica chi descriva ad un esame la Luna con l’episodio ariostesco di Astolfo che la raggiunge con l’ippogrifo trovandovi tutto quanto sulla terra è andato perduto (le promesse non mantenute, i sogni non realizzati, il tempo perso, i sospiri degli amanti e…il senno di Orlando).

      Allo stesso modo, ha capito ben poco della vita chi tenti di conquistare l’attenzione di una fanciulla (o anche solo di consolare se stesso, come faceva il Leopardi che interrogava la “notturna lampa”) scrivendo le equazioni del moto ellittico del nostro satellite.

      E’ bene tenere ben distinti i due dominii (quello razionale e quello mitico). Da un lato, negare una realtà fattuale (dedotta dalla ragione a partire dall’esperienza) solo perché non conforme ai nostri sogni è da bluepillati. Dall’altro, però, anche accusare di “irrazionalità” ogni discorso mitico, significa essere preda dell’illusione di essere “rational player” (altra bluepill). In quanto esseri viventi, siamo mossi dai quattri impulsi fondamentali studiati dall’etologia, non dalle bluepillate kantiane o dalla fenomenologia dello spirito hegeliana!

      Il primo redpillato d’Italia, il Leopardi, ha ben mostrato come, da un punto di vista puramente razionale, la vita dell’uomo sia infelice (per la frattura fra l’infinito dei desideri e la finitudine degli appagamenti) e insensata (se non altro perché preceduta e seguita dal nulla). Eppure non per questo si deve cessare di amare la vita (come nota il De Sanctis, l’effetto della poesia leopardiana è opposto rispetto al pessimismo delle parole).

      Elimina
    22. Alcuni punti fondamentali della discussione:
      Non stiamo parlando "solo" di uomini e donne.
      Ma di femministi/e e altre ideologie, più o meno presenti nei media.
      Non esistono solo femministe donne, ci sono femministi uomini come ci sono donne antifemministe. Come ci sono persone che per interessi politici o di altro tipo.. si schierano da una parte o dall'altra.
      Ci possono essere presunti vantaggi che vanno verso un genere o l'altro.. ma la propaganda ci cui si parlava essere fatta da entrambi.
      Infatti alla voce "male bashing" ci sono anche uomini che lo praticano.. non solo donne.
      Non parlo di proporzioni che ovviamente pendono più da una parte rispetto all'altra, ma dico una cosa generale.
      Rispondo punto per punto
      1)Il discorso sull'inversione dell'onere della prova, fa parte di quella propaganda di cui parlavo. Infatti siamo pieni di opere che sono inondate da messaggi che vanno sempre nella stessa direzione. Questo è proprio uno dei tanti punti, che non avevo citato. Sono contento che qualcuno lo abbia fatto.
      è ovvio che i messaggi che passano sui media, vengano scritti in "altri settori", ma quale mezzo è più potente per fare arrivare un messaggio a tutti?
      Non sono stati loro a creare queste cose, ovviamente. Sono solo un "mezzo" con il quale una ideologia, una idea, o altro.. possono essere fatti arrivare a un pubblico, più o meno numeroso.
      Aggiungerei con tattiche più o meno corrette(è anche di questo che si sta parlando).
      2)per rispondere sul "femminismo trash" fa ancora parte della cosiddetta "propaganda diretta" che non deve essere confusa col tipo di propaganda di cui stavo parlando io, molto più "sottile" e inserita in contesti diversi da quelli che dovrebbero parlare di determinati argomenti.
      3)Il bombardamento mediatico invece è un modo per ripetere tutti i giorni delle tesi preimpostate, senza metterle in discussione, senza analizzarne le contraddizioni, e farle imparare a memoria ad un "pubblico". Alcuni dati vengono messi tutti i giorni in luce, altri vengono tenuti da parte.
      3)Non ho mai guardato il calcio femminile.. Il pubblico è fatto sia di uomini che di donne. Fra l'altro come avevo scritto sopra il femminismo(e devo specificare che è un tipo di femminismo particolare) è solo una parte, ci sono "altri" messaggi politici inclusi nel "pacchetto completo" di una certa propaganda.
      Concentrarsi solo su esso sarebbe limitativo.
      4)Nessuno vuole cancellare il femminismo o altre ideologie dai media, per esempio i film svedesi rimarrano sempre. (almeno non è il punto della discussione).
      Si diceva che hanno poco spazio quelli che la pensano diversamente, comprese alcune donne, appunto antifemministe, perchè in una dittatura del politically correct, i messaggi che vengono mandati a ripetizione sono sempre gli stessi.
      Tagliano fuori, uomo o donna che sia, la persona che la pensa diversamente, dal circuito dei media più importante.
      Non per niente, ci sono state anche donne che sono state escluse per aver detto cose, che ad alcune lobbies che influenzavano alcuni mezzi di informazione, probabilmente non hanno fatto piacere.

      Elimina
    23. Per poter comunque vivere, l’uomo ha necessità, sia individualmente, sia (soprattutto), collettivamente, di una narrazione che dia valore, senso e bellezza a quanto, con un linguaggio puramente e crudamente razionale, non ne avrebbe. Ecco quindi la necessità del mito, fase pre-razionale del linguaggio in cui nemmeno le contraddizioni emergono come tali. Solo una volta che la suggestione del mito ha conquistato alla propria causa un numero sufficiente di persone, queste, con discorsi più o meno razionali (comunque discendenti dalla verità “mitica” ammessa implicitamente per vera, con la forza non della ragione, ma della suggestione), convincono e dimostrano “razionalmente” le proprie “verità morali”.

      I primi cristiani erano presi per pazzi, in un mondo improntato al mito greco. Contrapponendovi il mito del “redentore”, hanno dapprima “suggestionato” e solo poi “convinto” razionalmente. Tanto che ora tornare a parlare di “valori eroici” pare altrettanto pazzo quanto un tempo lo era parlare di “miti egalitari”. A prescindere dal grado di razionalità del discorso in sé.

      La critica secondo cui qualunque discorso mitico sarebbe in sé e per sé da rigettare in quanto “irrazionale” e “mistificatorio” è quindi speciosa.
      A meno di non credere al verbo giovanneo, nessun logos ha il potere di “creare il proprio stesso linguaggio”. Qualsiasi discorso umano deve, almeno all’inizio, prendere a prestito le parole da un precedente (e in genere opposto) logos. Ecco quindi che all’inizio può “dirsi” solo come mito. Solo una volta “falsificate” le parole secondo la propria prospettiva (ho in precedenza fatto gli esempi di alcune parole latine falsificate dal cristianesimo) può “razionalizzarsi” e passare ad una fase “dialettica” (scoprendo e risolvendo le contraddizioni, ma a partire da una prospettiva che, senza il mito, non si sarebbe mai imposta come “sentire comune”).

      Certo: si deve riconoscere che il mito non è razionale. Ma anche che non potrebbe mai esserlo proprio per la funzione che deve svolgere (nessun discorso, per quanto razionale, ha il potere di dimostrare le proprie premesse!). E questo è redpill, perché permette di smascherare le critiche di “irrazionalismo” al “nostro mito” provenienti da chi non è affatto un nichilista coerente, ma pretenderebbe di convincerci del “suo mito”.

      Certo: si può rigettare qualunque discorso non sia scientificamente dimostrabile e matematicamente rigoroso. E allora ci teniamo il nichilismo. Certo: ci si può rifiutare di aderire a qualunque mito. E allora ci ritroviamo asociali. Oppure con una società in cui gli unici rapporti siano quelli d’interesse spiccio.

      Se il nostro obiettivo è combattere il femminismo, dobbiamo non solo fare meritoria opera di demistificazione (a questo provvedono gli MRA ad anni), ma pure costruire una propaganda uguale e contraria. Costruire, per dirla col Bachofen, il mito della “virilità olimpica” da contrapporre a quello delle “madri”. Ho già fatto gli esempi.

      Conquisteremo la società e le donne alla nostra causa (quindi PERSUADEREMO) solo "raccontandoci" (e suscitando empatia, come amano dire: ben vengano qui i racconti dei lettori), non già "dimostrando" aridamente (trovaranno sempre la scusa per contraddirci).

      Non è un caso se la prima reazione alla sofferenza incel sia quella di chiuder loro la bocca e di impedire che suscitino empatia.

      Elimina
    24. Gentile sultano, trovo molto interessante la tua analisi sulla presunzione di innocenza. Sì tratta in effetti di un cambiamento radicale e che sta avvenendo quasi in sordina. Cambiamento che stupisce oltretutto perché sviluppatosi nel pieno di un periodo di sostanziale depenalizzazione della maggior parte dei reati.
      Provo a ipotizzare una spiegazione:
      Fase 1: civiltà tradizionale, al reato corrisponde una pena molto dura e sostanzialmente certa. Lo Stato si prende la responsabilità di punire chi contravviene alle sue leggi, ritenute giuste senza alcuna discussione. A controbilanciare ciò, è necessaria la presunzione di innocenza fino a prova schiacciante.
      Fase 2: i principi su cui poggia la società tradizionale vengono messi in crisi, lo Stato quindi non si prende più la responsabilità di punire. Le pene assumono funzione rieducativa e diventano progressivamente sempre più miti. Questo nel lungo periodo porta ad una inutilità delle pene come deterrente.
      Fase 3: la società è ormai al crollo totale, non esistono più principi condivisi di base, si ha completo relativismo. In tale contesto le impressioni, emozioni, sentimenti del singolo prendono il posto dei principi morali universali. La presunzione di innocenza viene sacrificata sull'altare del diritto individuale della vittima ad avere soddisfazione, o come deterrente (mancando la certezza della pena).
      Fase 4 : si cade nell'homo hominis lupus, da cui poi dovrebbe rinascere la civiltà e si dovrebbe tornare alla fase 1

      Elimina
    25. Quando si parlava di piattaforme che gestiscono il mercato delle "serie tv" che vengono fatte vedere ai ragazzini, ovviamente, non si parlava solo di televisione pubblica, ma di società private, multinazionali, che hanno proprietari che in certi casi hanno delle idee politiche determinate, oppure supportano determinati gruppi di potere con i quali possono avere interessi in comune.
      In quel caso, se una persona nota una propaganda che non gradisce, in opere che non dovrebbero avere a che fare con quegli argomenti, come ho scritto sopra, il modo migliore per protestare credo che sia spostarsi su altre piattaforme secondarie. Le stesse nelle quali viene garantito un maggiore spazio per chi non è d'accordo su quegli argomenti.
      Spostandosi non solo si danneggiano economicamente le multinazionali che supportano tali gruppi di potere.. ma si danno soldi utili a chi invece potrebbe garantirci maggiore spazio, a seconda delle nostre idee.

      Elimina
    26. Leggo che l'interesse maschile sarebbe la poligamia. Ma così aumenterebbe sugli uomini la selezione sessuale, peggiorando il problema incel. Per ogni uomo con 10 donne ce ne sarebbero 10 senza donne.

      Elimina
    27. Osservatore Romano28 ottobre 2019 22:34

      @Anonimo28ottobre21:43

      tu purtroppo manchi completamente delle basi dell'aritmetica: se un uomo ha 10 donne quelli senza sono 9.

      Elimina
    28. Ah ah, vero! Ma il concetto non cambia.

      Elimina
    29. Invero in alcune zone del Kirghizistan per "far sposare" la donna vige ancora (probabilmente quale retaggio di usi e costumi di epoche ancestrali - cui fa riferimento il Sultano, mi par di capire, ma ho letto di corsa - seppur dichiarato di recente illegale) il cd. Ala Kachuu ("prendi e fuggi").
      Versione kirghiza delle logiche con cui avvenne il "ratto delle Sabine", direi.

      https://www.youtube.com/watch?v=DKAusMNTNnk
      https://www.youtube.com/watch?v=DKAusMNTNnk

      Elimina
    30. @Van
      concordo con te (circa l'abbassare o azzerare il gradimento per certi programmi tv).
      Ma andrei oltre, azzerando proprio il "gradimento" per certi media.
      In altre parole smettendo proprio di considerarli "media" (tv, quotidiani, cinematografia moderna al 99%, ecc.ecc.).
      Io, da diversi anni, ormai non ce la faccio proprio più a guardarla, la tv; né leggo (tanto meno acquisto) più quotidiani, riviste e simili, da 20 anni (per me tutte le edicole potevano anche chiudere col nuovo millennio); nè vado al cinema da una 10na d'anni (ho una buona videoteca selezionata e, se mi interessa un titolo, trovo il modo di reperirlo); librerie moderne, idem, da 20 anni almeno.
      In pratica è stata una sorta di "igiene mentale" di cui ho sentito, progressivamente negli anni, l'intimo bisogno.
      Per informarmi, uso da almeno 15 anni solo internet (ovviamente pochi selezionati siti e blog).
      Se tutti sentissero questo "bisogno" (di igiene mentale) e smettessero, completamente, di guardare i programmi televisivi, la TV non sarebbe più un "media".

      Elimina
    31. Anonimo25 novembre 2019 23:42
      La Tv(nel senso obsoleto) del termine anche io non la guardo da tempi.. Diciamo che ormai è stata sostituita dalla rete.
      Anche cercando notizie online ci sono diverse "fonti" di informazione, infatti ti riferisci a "pochi siti e blog". Le fonti online che hanno determinate influenze politiche non sono certamente immuni dal problema di cui parlavo..
      Anzi.. se devo dire la verità, visto che sanno che i giovani si muovono più su internet, la maggior parte della propaganda, oggi, viene indirizzata proprio sul Web.
      Non per niente, su alcune piattaforme di condivisioni online, fra le più famose a livello mondiale, di cui molte americane, semplici video musicali solo perchè erano "in controtendenza", sono stati (a mio parere) ingiustamente censurati. (ma non vorrei entrare su questo perchè il discorso è molto ampio).
      Anche parlando di multinazionali, oggi una buona parte, si muovono sulla rete.
      Come dici tu, su internet, per informarti, usi "pochi siti e blog", questo dimostra che la rete non è affatto immune.
      Io mi sono spinto oltre e ho boicottato decine di social network e chat.. che per altri sono "essenziali per vivere". Ma lo ho fatto in modo non forzato fra l'altro, quello che è stato spacciato per essenziale, in molti casi non lo è. Le persone per millenni si sono conosciute, hanno fatto amicizie e il resto.. senza queste piattaforme. Sono queste le più grandi portatrici di "propaganda" in una direzione o nell'altra, che si sta spostando si sta man mano spostando, dalla TV verso "altri lidi".
      Parlando di "media" moderni, nel senso estensivo del termine, mi riferivo ovviamente anche a questo.

      Elimina
    32. Anonimo25 novembre 2019 23:42
      Devo dire che nella rete almeno hai più scelta(sempre con dei limiti perchè molti siti sono stati oscurati, se parliamo di rete "in chiaro").. questo sicuramente.

      Anche se poi come dicevo, le stesse multinazionali che lavorano in tv.. si muovono anche sulla rete.
      Per questo ribadisco l'importanza di controllare le "fonti" dalle quali viene l'informazione.
      Il campo delle Serie tv, che girano online, lo ho citato perchè è quello più "controllato". Anche perchè un famoso ex presidente americano progressista, e sua moglie, hanno un accordo per la produzione con la più importante e potente piattaforma di diffusione a livello mondiale.
      I contenuti saranno prodotti da una società di proprietà dello stesso presidente.
      Molte società italiane, possono acquistarne i diritti.. ma importano qualcosa che è stato già "filtrato", secondo le idee politiche di qualcuno. In moltissimi casi. Molti registi europei si appoggiano a tale piattaforma che viene dagli USA.
      Ecco perchè la maggior parte sembrano praticamente tutte uguali, esiste questo "filtro" che vuole influenzare soprattutto i più giovani, "alla base" della diffusione. A mio parere. Non di rado, in queste serie si trovano veri e propri messaggi politici.. o addirittura nomi di partiti(anche se leggermente storpiati) descritti come il "male assoluto" e altri "che loro supportano" in modo opposto.

      Elimina
    33. Ultima parentesi, parlando di SN che sono diffusi nella rete:
      Molti social network hanno oscurato politici che non erano allineati a determinate idee, allo stesso modo e forse in modo più crudo di come sia avvenuto in Tv.
      Molte persone credono di essere "utilizzanti" si trovano a volte ad essere (involontariamente) "utilizzati" da gruppi di potere, senza rendersene conto.

      Elimina
  17. Vero non c'è cosa più odiosa di leggere muri di testo. I muri di testo che scrivi tu Redpillatore sono scorrevoli e leggibili perchè lo sai fare non cadi mai nel noioso. Ma una cosa è che l' autore faccia muri di testo...un altra invece se tutti quanti si mettono a scrivere 10'000 parole. Che poi alla fine conta poco commentare con 3'0000 parole... si sa cosa veramente alla fine

    RispondiElimina
  18. A quanto vedo, i muri di testo sono vietati solo per chi esprime pareri discordanti rispetto all'articolo, o per chi vuole mettere i puntini sulle i su certi punti trattati molto sbrigativamente.
    Se il muro di testo proviene da altre fonti invece...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nell'altro articolo ho cancellato anche tutti i commenti del sultano che sostenevano il mio punto di vista mentre ho lasciato tutta la tua polemica mezza off topic.

      Elimina
    2. Minchia Dave, ma quanto sei polemico!

      Sarai mica una donna?

      Elimina
  19. Rispondo al commento di Osservatore Romano28 ottobre 2019 16:09

    Per quanto riguarda il punto 1) probabilmente hai ragione.

    Per quanto riguarda il punto 2) non so se la percentuale che citi è corretta ma se vuoi dire che la proprieta'dei media appartiene a uomini ricchissimi che costituiscono una minoranza anche qui non si puo' non concordare

    Il punto 3) è verosimile

    Per quanto riguarda il punto 4) bisogna dire che oltre alla stupidita' dell'essere umano medio conta il fatto che per il 90% delle persone la tv e i quotidiani rappresentano gli unici mezzi di informazione e quindi sono il loro Vangelo (sebbene in realtà siano potenti mezzi di indottrinamento).

    Sul punto 5) sei molto ma molto ottimista.
    Diminuire gli stupidi è cosa difficilissima e che richiede tantissimo tempo.
    Quello che si puo' fare è sostituire all'attuale indottrinamento ginocentrico una visione piu' obbiettiva della realtà e questo, per quanto detto prima, lo si puo' fare solo attraverso i media (visto che la maggior parte delle persone non sono certo degli intellettuali e tv e quotidiani sono le loro uniche fonti di informazione)

    sul punto 5bis) sbagli completamente. I media vivono di audience e vendite.Se i maschi (il 50% della popolazione) smettono di incoraggiare questo tipo di atteggiamento misandrico i media cambiano eccome e pure alla svelta

    sul punto 5ter) dici quello che ho detto io percio' ti appoggio.

    sul punto 5quater) mi deludi molto e mi fai venire il dubbio che tu sia una donna.Il chiamare misogini gli uomini che rifiutano di essere maltrattati, sfruttati e sbertucciati è una tipica tattica femminista



    RispondiElimina
    Risposte
    1. Osservatore Romano28 ottobre 2019 20:43

      Premesso che mi sono un po' rotto i coglioni di dover scrollare all'infinito per recuperare questo messaggio (fottuti muri di testo)...

      punto 4) il cambiamento riguarda le nuove generazioni (quelle vecchie sono perdute per sempre, bisogna solo aspettare che crepino, seppure sarà un danno perchè gli anziani sono più conservatori nel senso redpillosi del termine), le nuove generazioni si informano dal WEB (che poi sul web ci stiano pure le tv generaliste non muta l'equazione): difatti le nuove pubblicità puntano tutte al target 14-18 anni

      punto 5) non pretendo certo di ridurre gli stupidi (fisiologicamente impossibile visto che le loro madri sono più spesso incinte delle altre -e non è una metafora: le statistiche parlano chiaro: maggiore alfabetizzazione --> minori nascite procapite) bensì di penalizzarli... come natura vorrebbe

      punto 5bis) evidentemente non sai come funziona la macchina dei media... i giornali di carta italiani lavorano IN PERDITA pur di diffondere le ideologie dei rispettivi autori (restano in piedi per vie traverse su lobbying dell'ordine dei giornalisti e manco a dirlo per giochi politici); il maschio medio accoppiato (la fetta maggiore di popolazione, e con accoppiato intendo "non-incel") è un tipo di mercato female-pull: per continuare a scopare deve adeguarsi ai canoni femminili, sicchè il vero driver del marketing sono le donne (il discorso non si applica ai >7,5 ma sono una frazione trascurabile)

      studia il caso dell'editoria: le donne sono le lettrici più forti (e di parecchio), sicchè in libreria i romanzi 'rosa' spuntano come funghi (e giù di pillole blu a manetta)

      punto 5quater) sul gruppo FB pubblicano robe da minorati mentali che nulla hanno a che vedere con la consapevolezza: così come non basta essere uomo per essere nel giusto allo stesso modo non è sufficiente essere donna per essere una bestia profittatrice... bisogna cominciare a distinguere, pena la sconfitta matematica: 50% donne + 20% di maschi alfa = 60% del totale; capisci bene come va a finire

      Elimina
    2. Osservatore Romano28 ottobre 2019 22:35

      errata corrige: "editori" in luogo di "autori" (gli autori sono solo servi dell'editore)

      Elimina
  20. per Osservatore Romano28 ottobre 2019 19:38

    Capisci malissimo: non ho visto nemmeno un minuto del campionato di calcio femminile.

    Quel poco che so deriva dal bombardamento di pubblicita' e da filmati che mi hanno fatto vedere colleghi con i quali ridevamo della scarsezza delle calciatrici.

    Purtroppo il fatto che tu ammetta di vedere lo sport femminile solo per eccitarti alla vista delle atlete (sempre che sia vero) descrive perfettamente l'uomo beta di cui parlavo io che mette le donne su di un piedistallo ed è il principale responsabile della situazione attuale

    Quando dici che non te ne frega nulla del fatto che l'Italia femminile non ha vinto visto che non ci avresti guadagnato nulla, mostri di non aver capito quello che ho scritto.

    Il punto è la disparita' di trattamento operata dai media nel caso della scadente performance delle azzurre (che invece sono state osannate) e del diverso metro di giudizio utilizzato per i calciatori maschi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Osservatore Romano28 ottobre 2019 22:38

      Se il gentile ospite non elide il commento sopra mi sento autorizzato a rispondere all'insulto. Per ora mi astengo in virtù di superiorità intellettuale.

      Elimina
  21. Concordo con il Sultano: le donne occidentali (salvo poche eccezioni) non hanno alcun ideale se non il loro interesse personale da quando nascono a quando esalano l'ultimo respiro, quindi una discussione con loro è perfettamente inutile non essendo esse in buona fede.

    Le parole hanno scarso effetto sulle donne le quali invece rispondono alle azioni e ai fatti.
    A questo proposito il lasciar morire, dopo una vita da zitelle, parecchie donne è piu' efficace del dire: "guarda che se non ti addolcisci e non abbassi le penne ti verranno le ragnatele alla bernarda!"

    A Van dico che si' ci sono uomini femministi e donne antifemministe così come ci sono uomini con 3 palle.Molto pochi comunque.

    Gli uomini autenticamente femministi in realta' non esistono, d'altronde solo un mentecatto nel 2019 potrebbe pensare che le donne in occidente sono discriminate rispetto agli uomini.E' vero l'esatto contrario.

    Esistono solo uomini che si fingono femministi nel tentativo (fallimentare) di rimorchiare e quelli che sono troppo deboli per sostenere un confronto con una femminista e dire quello che pensano in realtà.

    In ogni caso il loro apporto alla tragica situazione attuale è trascurabile: non sono certo loro a fare attivita' di lobbying.

    Quanto alle donne antifemministe anche qui stiamo parlando di numeri irrisori.
    Forse ne trovi qualcuna tra le donne sposate ma nessuna tra le single.E in ogni caso in che cosa si esplica il loro antifemminismo in concreto? In nulla.Puo' uscire fuori giusto in qualche discussione da salotto giusto per essere un po' originali e rendersi piu' interessanti ma poi nelle scelte concrete di tutti i giorni il loro comportamento e quello delle femministe non presenta differenze di rilievo.

    Insisti molto sulla necessita' di porre l'attenzione sugli aspetti piu' sottili del femminismo ma io penso che gia' combattere quelli piu' evidenti e grossolani (come ad esempio il boicottaggio dei media ginocentrici) è una cosa assolutamente fattibile e decisiva nella sua efficacia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per esempio in una delle piattaforme di cui parlavo, ad aver un accordo per la produzione di Serie tv e Film ci sono nientemeno che un Ex-Presidente e la rispettiva moglie, che hanno un potere enorme vista l'importanza che ha rappresentato la sua persona, in certi ambienti, anche a livello mondiale. Appartenenti fra l'altro a un partito molto vicino a determinate "idee" e ad alcuni movimenti femministi. Lo stesso presidente si è anche dichiarato apertamente "femminista".
      Di conseguenza.. a maggior ragione.. non guardare solo uno o l'altro film non cambierà molto come dicevo prima.. se (per esempio) nella programmazione, buona parte delle serie, per ovvie ragioni.. potranno avere caratteristiche simili, in termini di messaggi "politici" più o meno "nascosti" o "sottili" che vengono veicolati. Anche in quelle che niente hanno a che fare con quelle ideologie vengono a volte "infilate" con grande maestria. Ci sono discussioni sui forum americani proprio su questo. In Italia in effetti se ne parla poco, ma ci sono diversi americani non sono contenti di questo. In quel caso "migrare", verso altre piattaforme meno importanti e commerciali, ma un pochino più "slegate", diventa l'unico modo utile per "non dico fermare quella propaganda" ma almeno "non contribuire personalmente ad alimentarla."
      Anche se non è facile fare concorrenza perchè parliamo di una delle piattaforme più famose e usate a livello mondiale. Il potere di diffusione di tali strumenti è grandissimo.
      Soprattutto per la fascia dei giovani.

      Elimina
  22. Batacchi: invece esistono eccome.. il male bashing da parte maschile è diffuso in maniera impressionante. Esistono uomini che mettono sempre la donna su un piedistallo.
    Che poi venga fatto in certi casi per (secondi fini) è un altro discorso.. ma non sempre è così. Ci sono uomini che hanno dedicato la intera vita a questi argomenti. In alcuni casi hanno più da perderci che da guadagnarci.. da quel punto di vista.
    Donne antifemministe ce ne sono eccome! anche perchè alcune femministe integraliste almeno, ogni volta che queste donne aprono bocca le tacciano di mosiginia, in pratica non vorrebbero nemmeno farle parlare.
    Le considerano delle povere incapaci di intendere e di volere guidate dal "patriarcato".
    (Comunque non è il punto principale.. tu tieni la tua opinione e io la mia su questo, non sposta quello che dicevo)
    Volevo semplicemente dirti che separare solo in uomini e donne, sul discorso dei media non credo abbia molto senso.
    Siccome nella società attuale gli aspetti "sottili" hanno molto più potere rappresentativo di quelli grossolani, perchè vengono fatti entrare dappertutto.. ed entrano senza che la gente se ne renda conto, spesso.. Sarebbe bene tenerne conto anche di questi, assolutamente.
    Chi non ha mai visto i gestori di spazio streaming di cui parlo, forse non ha idea di quello che dico. Del tipo di propaganda "sottile" che fanno.
    Esistono interessi economici enormi dietro una multinazionale, ci sono lobbies che hanno più o meno potere.. influenzano pesantemente le scelte.
    Quindi il problema non è : perchè quell'uomo si schiera dalla parte del femminismo? sono quasi tutti uomini molto ricchi fra l'altro che non avrebbero bisogno del femminismo per rimorchiare.. e non avranno certamente gli svantaggi che invece possono riguardare l'uomo comune(per esempio con una legge troppo sbilanciata da parte della donna). Visto che sono uomini(e anche donne negli stessi settori) che sono comunque persone potenti, possono disporre di avvocati di alto valore.. non sono persone comuni. Viaggiano "al di sopra" di tutto.
    Poi ci sono i casi nei quali politici "maschi", con le stesse leggi che hanno fatto sono rimasti fregati e hanno perso capitali.. ma in questo caso si tratta di "calcoli sbagliati". (per esempio dopo un divorzio) Probabilmente in quei casi hanno sottovalutato troppo le conseguenze delle loro azioni, in ogni caso.. non sono finiti alla Caritas.. per rendere l'idea. è comunque gente che viaggia enormemente "al di sopra".
    Molto spesso fra varie lobbies del capitale ci possono essere interessi in comune, è normale questo
    devi considerare
    1)chi gestisce lo spazio di cui parliamo(nome e cognome a volte ci sono nel mezzo persino politici)
    2)con che politici ha contatti
    3)con quali multinazionali potrebbe avere interessi in comune
    4)con quali partiti sono associati(si tratta di scambi che a volte rappresentano quote di denaro altissime) quei gestori di spazio per streaming?
    5)con quali lobbies potrebbero fare affari
    Senza parlare di questo, si parla del nulla..
    Per questo ti ho scritto nell'ultimo messaggio la mia idea su cosa si dovrebbe fare. Quello del 28 ottobre 2019 20:10
    Fra l'altro non mi sebra nemmeno molto distante dalla tua idea(se lo hai capito), solo che vuole spingersi oltre, mi sembra più mirato e che abbia un effetto molto più forte
    Proprio per il tipo di propaganda che esiste su "queste" piattaforme, evitare di vedere solo "alcuni" film, non avrebbe lo stesso effetto di questo, perchè su questi nuovi colossi e moderni mezzi di diffusione, che sono famosi sia qui che in America, che in quasi tutto l'occidente,
    almeno l'80% della propaganda, viaggia attraverso questi messaggi "sottili" e "inseriti in contesti" lontani anni luce da un film "femminista".
    Di conseguenza l'unico modo per "sfiorarne" gli interessi, credo che sia quello detto sopra.

    RispondiElimina
  23. Van non ho mai detto di non vedere "alcuni film".Ho detto di non vedere piu' nessun film (tranne qualche rarissima eccezione) finchè la situazione non cambia.

    Te lo spiego diversamente facendo il mio esempio.Se prima vedevo un film al giorno alla tv (365 all'anno), oggi (ma gia' da 30 anni a questa parte) ne vedo 5 o 6 ALL'ANNO (ovviamente senza alcuna traccia di femminismo).

    Spero che il concetto sia chiaro. Hai voglia a dire che gli aspetti sottili contano piu' dei grossolani…
    Se un numero sempre crescente di uomini facesse come me vedresti eccome dei cambiamenti e in tempi rapidi.

    Pensi forse che gli spot pubblicitari verrebbero pagati alle stesse cifre di oggi se un grandissimo numero di uomini boicottasse i film femministi (la stragrande maggioranza) con conseguenze radicali sui dati auditel?

    E non pensate che fare come me rappresenti un grande sacrificio.Io mi sono sempre comportato così spontaneamente senza aver dovuto far ricorso alla forza di volonta'.

    Per me un film infarcito di donne autorevoli e uomini goffi, di femmine vincenti e maschi sfigati, di donne nei ruoli del boss e uomini ad esse subordinati, di donne che prendono a calci nelle balle gli uomini (e mille altre situazioni mortificanti per il sesso forte) per me film del genere è spazzatura e non spreco il mio tempo libero per seguirlo.

    Non è questione di una piattaforma o l'altra.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Batacchi

      Crudo (come dicono qui)! :)

      A me sostanzialmente succede (da primi anni '90) lo stesso che hai scritto ("E non pensate che fare come me rappresenti un grande sacrificio. Io mi sono sempre comportato così spontaneamente senza aver dovuto far ricorso alla forza di volonta'. Per me un film infarcito di donne autorevoli e uomini goffi, di femmine vincenti e maschi sfigati, di donne nei ruoli del boss e uomini ad esse subordinati, di donne che prendono a calci nelle balle gli uomini (e mille altre situazioni mortificanti per il sesso forte) per me film del genere è spazzatura e non spreco il mio tempo libero per seguirlo.").

      Sei sopra i 50/55, vero? (scusa se chiedo, nn voglio ovviamente essere indiscreto; valuta tu se rispondere..ciao)

      Elimina
  24. In questo modo boicotti anche chi "ipoteticamente" sarebbe dalla tua parte, geniale.. davvero.
    E invece .. si. Dipende dalla piattaforma. Ho visto in piattaforme secondarie film che avevano le mie stesse idee e combattevano il politically correct di cui parlavo (ovviamente in televisione non li hanno fatti arrivare) censura.
    E comunque non fai niente di speciale.. boicotto anch'io da anni i film femministi e robaccia varia. è da un'ora che ti ho detto che mi spingo oltre.. Non significa che non lo faccio, ma che lascio proprio la struttura se è inficiata nel senso che tutti (per esempio 6 film su 7) sono infarciti di una certa ideologia.
    Mi sa che è inutile andare avanti.
    Se tutti facessero come te.. ma che vai a dire? eri parecchio informato sul calcio femminile, cosa che io non ho mai visto.
    MA fammi il piacere..

    RispondiElimina
  25. "Per me un film infarcito di donne autorevoli e uomini goffi, di femmine vincenti e maschi sfigati, di donne nei ruoli del boss e uomini ad esse subordinati, di donne che prendono a calci nelle balle gli uomini (e mille altre situazioni mortificanti per il sesso forte) per me film del genere è spazzatura e non spreco il mio tempo libero per seguirlo."
    e chi ti ha detto di seguirli? stai parlando da solo a ruota libera..

    RispondiElimina
  26. "Pensi forse che gli spot pubblicitari verrebbero pagati alle stesse cifre di oggi se un grandissimo numero di uomini boicottasse i film femministi (la stragrande maggioranza) con conseguenze radicali sui dati auditel?"

    ti ho detto già detto mille volte che io non li guardo.. quindi ti rivolgi alla persona sbagliata o devo scriverlo in turco?

    se non hai capito cosa ho scritto è un problema tuo, non mio. Mi dispiace ma chiudo. Ho provato a spiegarti che i messaggi femministi non solo "solo" nei film femministi. Perchè i messaggi femministi li nascondono anche in un film Anni'50. Quindi quello che fai tu non basterebbe, a migliorare un bel niente. Almeno nelle piattaforme che conosco io(perchè conosco i politici che li gestiscono e le tattiche utilizzate per propaganda).
    Parole a vuoto.. pazienza.. tu tieniti la tua opinione io mi tengo la mia. Chiudiamo questo off topic che era interessante ma sta diventando pietoso.

    RispondiElimina
  27. P.s: La tendenza degli uomini goffi e donne vincenti esiste perchè esistono i partiti di cui parlavo che impongono "questi standard" per una sorta di "discriminazione positiva" e hanno persone "in alto" che contano parecchio nella diffusione cinematografica.
    Non rappresentano "tutta" la produzione.. ma quella che si muove in modo diverso, viene pubblicata su piattaforme minori.
    Io non mi arrendo.. se io facessi un film mio(dico solo per esempio) e non segue questo standard.. vorrei che ci fosse una piattaforma pronta a pubblicarlo.
    Supportando quelle piattaforme che scelgono i film (o libri mica si parla solo di film, vengono dai libri spesso.. oppure musica con testi antifemministi, testi che non si piegano al neo-liberismo moderno o altre ideologie collegate) rinforzo chi sta dalla mia parte.
    Anche io mi sono stancato dei film che descrivi tu.. ma semplicemente non li guardo, non è che butto anche il bambino con l'acqua sporca(è un modo di dire). Se non facessi così(io e altri uomini che credono nella libertà di espressione) nessuno potrebbe vedere quelle opere che vanno in controtendenza rispetto alle idee di chi comanda. (praticamente farei quello che vogliono loro). La censura di chi la pensa diversamente. Avrebbero già vinto.

    RispondiElimina

Ciao! 😃 Grazie per aver deciso di lasciare un commento, sono contento di sentire cosa pensi del mio articolo. Prima di postare però per favore dai un'occhiata al Regolamento: