24/11/18

La Tipa che mi Menava


Visto che domani è la giornata contro la violenza sulle donne e se ne sta parlando come al solito molto (l'altro giorno era la giornata internazionale dell'uomo ma non è fregato niente a nessuno), mi piacerebbe ricordare questo evento raccontandovi un episodio affine.

Risale all'ultimo anno di liceo ma non l'ho raccontato in crudezze liceali.

A quel tempo le cose stavano finalmente iniziando un po' ad ingranare dal punto di vista delle relazioni con le ragazze e aveva mostrato dell'interesse nei miei confronti una di un anno meno di me del mio stesso istituto e che non viveva troppo lontano da me.

La conoscevo già da anni ma non mi aveva mai mostrato segnali di interesse.

Era una cessetta ma io avevo bisogno di fare esperienze e così non ero troppo selettivo.
Lei invece aveva già avuto molte esperienze e all'epoca era fidanzata con un tizio che cornificava un po' con tutti.

Pensai di provare a trombarla e così, dopo un breve flirt durato qualche giorno nei corridoi della scuola, le diedi appuntamento ad un parco non lontano da casa sua.

Era inverno quindi, sebbene fosse solo tardo pomeriggio, era già buio e in questo parchetto non c'era nessuno.
Praticamente lo scenario ideale per i nostri porci comodi.

Iniziai a fare petting spinto con lei ma, quando fu il momento in cui stavo tirandolo fuori, accadde una sfiga inaspettata: capitò dentro il parchetto sua madre.

Lei mi mollò lì e andò a raggiungere la madre, niente più festa quindi.

La sera stessa mi scrisse via sms che la madre era venuta per controllarla e non era molto contenta di vedere la figlia insieme ad un altro che non fosse il suo fidanzato.

 Così l'aveva messa di fronte ad un bivio e le aveva chiesto di scegliere tra me e lui.

Lei mi domandò se io avessi intenzione di continuare la cosa seriamente.
Non è chiaro se fosse effettivamente intenzionata a lasciare il suo fidanzato per me o se fosse solo un modo per testare un genuino interesse nei miei confronti, ma io certo non avevo nessuna intenzione di mettermi con lei.

La conoscevo a malapena (e non mi stava neanche troppo simpatica), non mi piaceva granché fisicamente e non mi allettava troppo la prospettiva di avere per fidanzata una che si era fatta mezzo paese ed era soprannominata "il giocattolino".
Mi dispiaceva anche per il suo fidanzato, un poveretto che da anni si faceva 40 km in scooter anche d'inverno per venire a trovarla e che probabilmente sapeva di essere cornuto ma per lui era l'unico modo di avere una vita sessuale.

Di fingere interesse per concludere e poi mollarla non se ne parlava, non ero il tipo da fare queste cose.

Così le dissi semplicemente e gentilmente che non mi interessava e troncai quella relazione ancora prima che avesse uno sviluppo.

In fondo "nessuno metterebbe in discussione la libertà che ciascuno ha di scegliere con chi allacciare o meno i propri rapporti" cit. femminista.

Ma ancora non sapevo quanto avrei pagato cara quella scelta.

Lei infatti, inaspettatamente, la prese molto male. Si sentì molto ferita nell'orgoglio e iniziò a mandarmi sms carichi di rabbia e di odio.
A scuola iniziò ad insultarmi.
Durante l'intervallo veniva da me solo per aggredirmi e per diffamarmi.

Iniziò a dire che ce l'avevo piccolo, non l'aveva visto ma evidentemente pensava fosse un modo furbo per umiliarmi. Lo scriveva sulla lavagna della mia classe e un giorno si attaccò pure un foglio alla maglietta con scritte denigratorie.


Riuscii a risolvere quella situazione rigirandola e dicendo ad alta voce che non ero io che ce l'avevo piccolo ma lei che ce l'aveva larga e lì capì di aver fatto un passo falso, perché poi tutti avrebbero pensato che avessimo trombato e lei aveva molto più di me da perdere.

Così smise di tirare in ballo la questione fallica, ma si incazzò ancora di più.

Da quel momento arrivò anche al punto di mettermi le mani addosso.

Stavo tranquillo nell'intervallo con amici e lei arrivava a colpirmi con pugni e schiaffi, flirtavo con qualche ragazza e arrivava lei ad intromettersi rovinandomi la scena.
La cosa andò avanti per qualche settimana e finì per diventare un mezzo calvario dal quale non sapevo come cavolo uscire.

Cosa avrei potuto fare? Parlarne con gli insegnanti e farne una questione di istituto? Sarei diventato lo zimbello del liceo, mi avrebbero preso tutti per il culo.
Andare dai carabinieri a sporgere denuncia? e per cosa, per farmi ridere in faccia?

Così tiravo avanti e cercavo per quanto possibile di evitarla, quando mi metteva le mani addossò me ne andavo ed evitavo scenate.

Un giorno però, durante l'intervallo, ero seduto nell'atrio e ci provavo con una matricoletta dell'istituto. Stavo anche per concludere qualcosina quando arrivò la mia stalker a rovinarmi la scena.

Iniziò a insultarmi davanti a lei, che probabilmente pensò fosse la mia fidanzata gelosa, e a darmi calci sugli stinchi.
La ragazza con cui stavo parlando se ne andò impaurita e io rimasi lì come un coglione con questa serpe.

Però ormai ero veramente esasperato e decisi di risolvere la situazione una volta per tutte.

Così feci appello al mio innato senso di diplomazia e, quando suonò  la fine dell'intervallo, aspettai che i ragazzi se ne fossero tornati in classe.
Quando non ci fu più nessuno nei paraggi mi alzai e, mentre la psicopatica si alzava, le tirai una pedata che neanche un calcio di punizione di Roberto Carlos, facendola sobbalzare.

Lei incassò il colpo ma non mi disse nulla, mi guardò avvilita e ritornò in classe.

Da quel giorno niente più sms, niente più insulti, niente più umiliazioni.

Anzi, niente di niente, evitava perfino di incrociarmi nei corridoi lol.

La morale di questa favola è che non è normale che sia normale!

Saluti raga.

P.S. Ora la tipa è sposata con un altro e ha anche figli, chissà che idillio starà vivendo il suo maritino insieme a lei.


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8 commenti:

  1. Secondo me la morale è un'altra: quando ci vuole ci vuole! :D

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  2. Temo che questo commento sarà cancellato, perché valutato come sterilmente polemico...

    Cmq sarebbe interessante sentire questi stessi episodi di "crudezze liceali" narrati nella versione degli altri coinvolti, per vedere quanto torto ci fosse da ambo le parti (perché, quando capitano certe situazioni, di solito la responsabilità è cmq di entrambi...).

    E cmq (qui mi riferisco al Redpillatore...) riguardo alla chiosa finale dell'idillio che presumi che stia vivendo col marito, ammesso e NON concesso che il racconto non sia di parte, le persone possono anche cambiare in meglio con gli anni...

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    1. Io riporto le mie esperienze presentando i fatti ovviamente dal mio punto di vista, ognuno è libero di credere a quello che scrivo come no. Così come uno è libero di credere alle teorie che espongo come no.
      Certo si presume che quando si segue un blog si stimi e ci si fidi dell'autore, se così non è diventa piuttosto facile smettere di seguirlo senza fare insinuazioni polemiche.
      Baci

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    2. Se si tiene un blog, si presume anche che si sia disposti al contraddittorio, almeno se espresso con educazione ;) ...

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    3. Confondi i blog con i forum, ma a parte questo non mi sembra granché educato andare nello spazio personale di un altro a mettere in dubbio l'onestà delle sue parole.
      Buon week end!

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  3. Allora se è per questo bisognerebbe mettere in discussione anche tutte quelle donne che vanno a dire di essere stuprate o violentate, ma sono certo che lo avrai sicuramente fatto...

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  4. Ho scoperto questo blog un po' per caso un paio di mesi fa, googlando sull'antropologia fisica e, in poco tempo, l'ho divorato: uno dei migliori spazi in lingua italiana sull'Internet.
    Schietto, onesto, originale, pungente, sempre coerente.
    Per quanto possano valere, i miei complimenti e le mie più sincere simpatie all'autore.
    Goffredo

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