16/11/18

Crudezze Liceali - Parte 3

Terza e ultima puntata della serie "Crudezze Liceali". La prima e la seconda parte le puoi trovare ai link qui sotto:

Crudezze Liceali - Parte 1
Crudezze Liceali - Parte 2

POST GITA

Alla fine il primo bacio riuscii a darlo un paio di mesi dopo.
Non fu granché considerate le circostanze (divanetto di una discoteca) e la tipa non particolarmente bella (per non dire un cesso), però almeno era un inizio.

L'episodio della gita tuttavia mi segnò al punto che quella in Sicilia dell'anno successivo decisi di saltarla per non assistere o sperimentare altre crudezze, e questo è un rimpianto che mi porto dentro dal momento che non ho più visitato la Sicilia in vita mia anche se mi sarebbe tanto piaciuto.
E' incredibile come un aspetto apparentemente circoscritto come la vita sessuale possa finire per condizionare la tua felicità anche in altri settori ad essa non legati eppure a tutt'oggi la mia visione della vita non è cambiata e penso non cambierà mai, se non forse quando sarò vecchio (sempre se ci arriverò).

All'epoca comunque la mia vita era diventata piuttosto intensa e stavo cominciando ad uscire, andare alle prime feste e conoscere molte ragazze.
Ciò ebbe notevoli ripercussioni sul mio andamento scolastico e se i primi due anni avevo 9 in latino e 8 in greco con una media nettamente sopra il 7, il terzo anno presi due debiti e probabilmente avrei anche rischiato la bocciatura se non fosse stato per una serie di coincidenze che portarono in classe mia 2-3 insegnanti particolarmente larghi di manica.

Uno di questi era un insegnante di chimica, un tipo meridionale molto socievole e loquace.
Non dava meno di 7 come voti. Io presi 7 e credetemi, non ho neanche idea di che cavolo sia la chimica.
Gli piaceva molto scherzare e provocare le ragazze, cosa che un giorno gli costò molto cara.
In seguito ad una battutina a sfondo sessuale fece scoppiare un mezzo scandalo.
A mio avviso non era nulla di grave ma venne sospeso per qualche giorno dall'insegnamento.
Oggigiorno come minimo, con la psicosi femminista che c'è in giro, lo ghigliottinerebbero in piazza stile rivoluzione francese.

 Looksmaxing e Statusmaxing


Non mi importava comunque nulla di non essere bravo a scuola, anzi l'essere tra i primi della classe al ginnasio mi portò più rogne che altro e col senno di poi mi rendo conto che quella scuola mi ha fatto perdere molte occasioni.
Mentre i miei amici la domenica pomeriggio andavano in disco e ci provavano con le ragazzine, io sprecavo il mio tempo su quel coglione di Dante. Se ci ripenso mi viene molta rabbia.

Con le ragazze del mio istituto inoltre la mia media non rappresentava nessun bonus ( sfortunatamente non c'erano sapiosessuali in classe, che volete che vi dica) e anzi venivo visto come un secchione sfigato e alcuni covavano anche invidia nei miei confronti, come una compagna delle medie che era finita in classe con me e non riusciva a digerire il fatto che io fossi una schiappa alle medie e che dopo pochi mesi prendessi voti molto migliori dei suoi, e con minore sforzo.
Questa infame, nonostante io non fossi mai stato in conflittualità con lei in precedenza, passò tutti gli anni del liceo ad infangarmi gratuitamente con le altre ragazze dell'istituto, creandomi uno status negativo che cercai sempre faticosamente di ribaltare. Finii con il ribattezzarla "la solita stronza", perché quando c'era un'infamità su di me si sapeva già da chi proveniva, ovvero dalla solita stronza.

Comunque nel frattempo stavo anche lavorando al mio miglioramento estetico e non avevo molto tempo da perdere in scaramucce.

Avevo già messo le lenti a contatto e avevo iniziato a vestirmi più sportivo.
Avevo anche iniziato ad allenarmi in palestra e ad andare a correre ogni giorno, e vedendomi ora cicciotto non direste mai che all'epoca ero uno dei più in forma dell'istituto, tanto da riuscire ad arrivare secondo sui 1200 metri, battuto solo da un compagno che faceva atletica, ma tant'è.
Avevo gli addominali in vista fino agli ultimi tasselli.

Crudo pensare a quanto cazzo mi sia sbattuto per migliorarmi fisicamente, mentre le cesse culone della mia scuola non facevano neanche lo sforzo di non abbuffarsi come maiali e riuscivano ugualmente a trovare da scopare anche più di me.

Feci anche una sorta di statusmaxing ante litteram iscrivendomi al laboratorio teatrale, probabilmente una delle poche esperienze positive di quegli anni perché mi permise di relazionarmi con molte ragazze delle altre classi (anche di altri anni) e a migliorare le mie capacità comunicative.

Al laboratorio teatrale conobbi un ragazzo di tre anni più piccolo. Era il classico sfigatello cicciotto e non era bene integrato nella sua classe, ma era un buon ragazzo e un tipo molto simpatico e noi più grandi lo avevamo un po' adottato e lo lasciavamo venire a trovarci durante gli intervalli per scherzare.
Dalle ragazze veniva tenuto un po' a distanza e considerato "un amicone" ma non lasciava trasparire alcun disagio.
L'anno dopo che io lasciai il liceo, una mattina lo trovarono appeso ad una trave nel suo garage.

"Ho il male di vivere" aveva scritto su un biglietto. Al suo funerale tutte le tipe che fino a pochi giorni prima lo avevano sempre schifato, piangevano.

L'EPILOGO

Gli ultimi anni furono per me quelli un po' più decenti, l'essere tra i più vecchi dell'istituto mi conferiva un minimo di status con le matricolette, con le quali ci provavo spudoratamente.
Con una che se la tirava mi chiusi in ascensore e lo bloccai, dicendole che non saremmo usciti finché non mi avesse dato il suo numero per organizzare un appuntamento.
"Dai fammi uscire, la prof. si incazza"
"Affari tuoi, io tanto sono maggiorenne, posso stare fuori"

Quando entrambi rientrammo in classe mi mandò un sms "Sei proprio uno stronzo :)". Lo ero veramente.

Spesso erano loro stesse che venivano da noi e cercavano la nostra amicizia, anche considerando che alcuni del mio anno nati a Gennaio avevano fatto presto la patente ed erano un ottimo strumento per scroccare passaggi. Una scaricò il suo fidanzatino per uno dell'ultimo anno dopo poche settimane.
Homo homini lupus.

Anche noi da loro scroccavamo favori, ad esempio le furbette, grazie al vantaggio di avere la fessura, riuscivano sempre ad ottenere merendine gratis dal tipo dei distributori.
Noi le mandavamo a scroccare da mangiare per noi. Era spassoso, lo ammetto.

Era per me già all'epoca una sensazione strana vedere come queste ragazzine del primo anno riuscissero subito ad integrarsi perfettamente e a relazionarsi con quelli del penultimo e ultimo anno.

Quando arrivai io in quella scuola i più anziani erano totalmente off limit, c'era un muro in mezzo, mentre e nuove reclute di qualche anno dopo erano già come principessine.


Ci godevano proprio a farsi scarrozzare in giro dallo zerbino di turno, ma erano ancora più soddisfatte ad uscire con i bellocci con la macchina figa.

Mi ricordo una scena in centro storico, con un figlio di papà che aveva parcheggiato la sua BMW in sosta vietata e si era fermato a bere qualcosa con le amichette.
Era arrivato il vigile per fargli la multa e lui a distanza, per prendersi beffa di lui, aveva iniziato a far scattare l'antifurto ad intervalli, senza neppure preoccuparsi minimamente della multa.

Incredibile il sadismo con cui le troiette ridevano di questo pover'uomo che in fondo stava solo facendo il suo lavoro.

ANCORA PALI


La mia autostima in quegli anni era aumentata un pochino, avevo iniziato con le prime limonate.

Questo mi fece credere di avere speranze anche con una delle tipe del mio istituto che mi era sempre piaciuta ma che vedevo come inarrivabile.
Era una 7.5, ma oltre all'aspetto mi attirava molto il fatto che fosse una ragazza molto per bene, dedita più allo studio che a zoccoleggiare come le altre.
Dopo molti tentennamenti trovai il coraggio di chiederle di uscire e ovviamente mi diede palo. La questione era già chiusa ma pochi giorni dopo il bidello, che era mio amico, senza sapere nulla dell'episodio, mentre lei passava per caso durante uno dei nostri dialoghi, le suggerì di uscire con me. "Io e red siamo amici" si giustificò sorridendo.
Non sono stato friendzonato molte volte in vita mia ma quella volta sentirselo dire senza neanche averlo cercato, dalla ragazza che più avevo desiderato, fu veramente un gancio allo stomaco.

Qualche settimana dopo iniziò ad uscire con i ragazzi e con chi si accompagnò per prima? Ma ovviamente con uno dei più gettonati dell'istituto.
La cosa mi fece troppo incazzare, una volta li beccai a baciarsi in centro e ci rimasi troppo male, ovviamente persi tutta la stima nei confronti di questa ragazza che appariva tanto profonda e intellettuale e invece era solo una delle tante oche che si era lasciata incantare dal primo belloccio testa di cazzo che neanche andava bene a scuola e che era un bulletto.
Una volta nei bagni provò a piantare grane con me ordinandomi arrogantemente di chiudere la porta senza sapere quanta rabbia covassi nei suoi confronti e capitò male perché gli tirai uno spintone e lo mandai contro il muro facendolo terribilmente cagare addosso.
Mi vergogno un po' ad ammetterlo, ma volevo dargliene tante, anche se in fondo lui faceva solo i suoi interessi e certo non aveva colpa del fatto che io non fossi attraente.
Il brutto frustrato che vuole menare il bello, riuscite a immaginare una scena più patetica?

Comunque qualcosina in quel periodo andò anche bene, fui il primo della mia combriccola di amici a trombare e grazie a ciò vinsi anche una scommessa che avevamo fatto, ispirata al film cult American Pie.

Quanti pali ho incassato in quel periodo, non ne avete idea, non mi bastavano neanche le tipe della mia scuola e, siccome condividevamo l'edificio con un istituto prevalentemente femminile, durante l'intervallo andavo a caccia pure da loro, con il mio prof. di matematica che insegnava anche lì e ci dava le dritte sulle classi con le migliori fighe.

Un grande quel prof., grande esperto di gnocche più che di matematica, ex incel secondo me.
"Andate vicino alla classe in alto accanto alle scale, c'è una che si chiama Ramona. Ramona la porcona hehe". Era come un bambinone.

L'altro istituto però era sorvegliatissimo sul confine dai bidelli.
Quello della mia scuola, come detto, era mio amico, mentre le bidelle dell'altra scuola mi davano continuamente la caccia e appena mi beccavano lì mi rimandavano indietro.
Io mi allontanavo impettito provocandole "E' inutile che mi rimandate indietro, tanto prima o poi me le farò tutte le vostre ragazze" e la bidella "Sì sì vai, pensa a studiare invece".


Ma studiare era l'ultimo dei miei pensieri, ormai avevo tirato i remi in barca e pensavo solo a concludere quella scuola, contemporaneamente cercando ancora di prendere il meglio che quello spazio aveva da offrirmi.

Presi la patente il prima possibile, e con zero errori. Avevo già imparato a guidare a 13 anni e avevo una gran sete di libertà, ma quando presi la macchina mi accorsi che in fondo non era sufficiente a darmi una svolta decisiva con le ragazze, al massimo trovavo delle scroccone e basta.

La gita dell'ultimo anno riuscii a trombare, con una tipa abruzzese brutta che però mi raccontò di avere già avuto diverse avventure di quel tipo.
Il suo pariestetico probabilmente è ancora vergine a 30 anni.


La solita stronza già menzionata sopra seppe di quell'episodio e per cercare di danneggiarmi andò a raccontarlo ad una ragazza con la quale mi stavo frequentando in quel periodo.

La solita stronza però era anche stupida e non capiva che mi stava solo facendo pubblicità.

In fondo io con questa tipa non avevo nessun impegno, e il fatto che avessi altre che ci stavano dimostrava solo preselezione.

Io all'epoca non ero ancora in fase pua ma qualche competenza sociale l'avevo sviluppata e direi che guardandomi indietro di nozioni importanti ne avevo apprese, seppur da autodidatta.
Ho sempre sottovalutato le mie conoscenze della fase pre-pua ma in fondo direi che non era semplice arrivare a capire certe cose che invece avevo afferrato.
Penso che un manuale di seduzione decente con gli anni sarei riuscito a scriverlo pure io prima di Mystery, senza false modestie.

Riuscii a girare a mio favore quella situazione e a concludere ugualmente anche con quella tipa.

Poche tuttavia furono le note sentimentali e sessuali positive in rapporto agli sforzi impiegati, e quando penso a quegli anni i pochi ricordi positivi non sono lontanamente in grado di cancellare tutte le amarezze dei rifiuti e delle umiliazioni.
Fui così bravo a sopportare che forse non fu un caso che alla maturità scelsi di portare lo stoicismo. Chi meglio di me poteva conoscere lo stoicismo, dopo tutti quegli anni di stoica sopportazione?
Mi diplomai senza perdere un anno e lasciai quella valle di lacrime.

Ancora non sapevo che era appena finito il periodo più facile della mia vita.

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33 commenti:

  1. Caro Red, non sai quanto ti possa capire leggendo questo post! Io sono sempre stato un 7/8 ma niente, nessuna me l'hai mai data al liceo. Ma almeno tu hai avuto la fortuna di non conoscere la piaga delle "finte lesbiche", esse sono state per me fonte di tale dolore che ancora oggi non riesco a sentire la parola "lesbica" senza percepire astio, pur non essendo omofobo in alcun modo. Nella mia scuola anche quelle fidanzate con maschi dovevano dire di essere bisessuali, o di avere avuto cotte per ragazze, non c' era niente da fare, è incredibile come le donne riescono anche a mascherare il proprio orientamento sessuale se capiscono che ciò le fa ottenere più popolarità. E fidati non c'è niente di peggio di vedere la donna che ami slinguazzarsi con una in mezzo al corridoio davanti a tutti ed essere anche preso per il culo quando tu non sapevi manco che le piacessero le femmine, per poi vederla praticamente scopare in mezzo alla discoteca con un ragazzo due mesi dopo. Ho smesso di credere nell'amore dopo il liceo, ma non se preferirei essere stato uno dei bellocci che non ha mai dovuto chiedere per scopare e restare illuso oppure essere nella situazione mia attuale realista ma infelice.
    Grazie per farmi fare almeno due risate su queste esperienze.

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    1. A me capitava di andare in disco a provarci con le tipe e alcune di loro come strategia per palificarmi si inventavano di essere lesbiche. Talvolta arrivavano anche a limonarsi davanti a me per rendere più credibile la cosa.

      Fa incazzare, è vero.

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    2. Perdona il mio scetticismo, ma essere un 7/8 e non riuscire a scopare...dai che cacchio, posso capire io che ai tempi del liceo ero un 4, ma uno tra il 7 e l'8 come fa? Praticamente ti saltano addosso o quasi.

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    3. Capita sia a ragazze sia (in misura minore) a ragazzi bellocci di fissarsi con qualcuno/a di livello superiore e non avere occhi che per lui/lei, non calcolando minimamente gli altri che invece li vorrebbero...

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  2. Veramente ottima serie di "crudezze liceali". Fa capire molto bene come ipergamia e redpill non siano temi che toccano solo quelli "disadattati" ma anche chi ha fatto un percorso di automiglioramento ricavandone tuttavia scarse soddisfazioni.

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    1. Grazie, mi fa piacere che tu abbia apprezzato. E' vero, certe dinamiche non risparmiano proprio nessuno.

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  3. Molto bello, se tu scrivessi un libro lo leggerei.

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  4. Ma com'è che in tutte le scuole c'è una "Ramona a porcona"? Anche nel mio ITIS c'era ed eravamo quasi tutti maschi... :)

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  5. Racconto sicuramente molto interessate e piacevole da leggere.

    Prima o poi mi piacerebbe leggere anche la storia di un 4 che al liceo non ha mai combinato nulla nè pensato di poterlo fare dato che faceva schifo sia agli altri che a se stesso.

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    1. Sono disponibile un po' a pubblicare le storie di chiunque.

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  6. È meglio averci provato prendendo pali o non averci provato mai, per timidezza, e tormentandosi nel dubbio che quella magari ci stava.

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    1. meglio vivere di brutti ricordi o di rimorsi? Difficile a dirsi

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    2. Ho preso pali ovunque e continuo a prenderne, a centinaia, a fronte di occasioni in cui io abbia baciato donne, che si contano sulle dita di una mano(e solo una di esse era decente, cioè di un livello estetico più o meno pari al mio, le altre inferiori). Meglio così, credetemi: preferisco ricevere continue conferme del fatto che sono brutto, piuttosto che credermi brutto senza provarlo. Molti si credono brutti ma sono anche carini, solo che hanno blocchi sociali/caratteriali e si mettono nella categoria di incels. Provateci, bisogna provare e sperimentare, la base del metodo scientifico è tutta nel TESTARE.

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    3. Ma ditemi, è vero che nel degenerato Centro-Nord Europa, anche le ragazze ci provano e fanno il primo passo? Se non altro sarebbe una cosa buona a loro favore, escluso il fatto che ormai sono razzialmente destinati all'estinzione o al meticciato.

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    4. Ho vissuto diversi anni in Svezia. Diciamo che da quelle parti fa il primo passo chi ha voglia di farlo, uomo o donna che sia. Però, al contrario dell'Italia ed in generale del Sud Europa, lì gli uomini non pensano di una donna che fa il primo passo per quanto discretamente, educatamente e garbatamente che è una "facile" e poco seria (se è fisicamente piacente) o una disperata talmente tanto negletta dal genere maschile da riuscire ad attirare l'attenzione maschile solo facendosi avanti lei (cosa che normalmente pensa un italiano se a farsi avanti è una "non bella"). Per contro lì le donne non accettano che sia lui a pagare il conto per entrambi (ognuno paga il suo oppure si fa a turno) e, se si prova loro ad offrire la reazione delle donzelle può variare dal "ma che pensi che sono inferiore a te?" al "ma che mi tratti come una prostituta, che pensi che devi pagare per avere la mia compagnia?".
      Però, in base a quello che ho visto, molto raramente funziona sul lungo termine una relazione a lungo termine tra una lei svedese ed un lui italiano. A parti invertite va un po' meglio, ma cmq la diversità di culture alla fine si avverte ed anche di donne italiane in coppia con uno scandinavo davvero felici ne ho viste poche...

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    5. Io già con le italiane raramente pago anche la loro parte ed è ANCHE per questo che sono visto come un cafone schifoso tirchio(oltre al fatto che sono brutto forte, se fossi belloccio magari direbbero che "sa quel che vuole"). Anche per questo motivo mi andrebbe da dio una donna che non si fa pagare la sua parte, pure se femminista, anche per una notte e via, santi numi. Certo, magari al Nord Europa il fatto di non farsi pagare la propria parte significa che si è indipendenti e quindi è anche una sorta di "sono una donna, se mi gira ti metto le corna anche se siamo fidanzati, tu non mi puoi controllare", ci vorrebbe una via di mezzo: nessuno dovrebbe sentirsi in dovere "sociale" di pagare il conto alla persona approcciata.

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    6. L'unica volta nella mia vita( a parte le cesse obese con la faccia da carlino su badoo o su fb) che una donna esteticamente piacevole mi abbia approcciato per prima lei, fu ad un concerto metal, mi offrì il suo bicchiere di birra e per quanto fosse leggermente brilla, era tutto sommato lucida, ma aveva 46 anni(io all'epoca ne avevo 23) e mi ritrovai completamente SPIAZZATO: non mi era mai successa una cosa del genere. Capisco che a 46 anni una è sfiorita e si sa che le donne con l'età avanzata ci vanno giù di ormoni, specie cercando giovani che sono nel massimo delle loro forze fisiche e sessuali(esempio mio, ma non posso sfruttare le mie qualità a letto), ma l'evento è stato unico nella mia vita, non raro, unico, al punto che effettivamente non sapendo cosa fare, pensando "ma questa magari ha anche il marito da qualche parte" oppure "potrei mettermi nei guai", lasciai perdere facendo cadere la conversazione nel vuoto e andando via.
      Oh, alla fine della fiera sono sempre loro a fare il gioco, nella buona e nella cattiva sorte, noi possiamo solo decidere se starci o meno, e se succedono cose spiacevoli, inghippi, risse, a prenderci gli oneri siamo sempre noi. Cose da pazzi.

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    7. Sul fatto delle culture non saprei...è vero che un italiano è più simile ad un greco o a uno spagnolo, sia per genetica che cultura, ma alla fine gli svedesi sono pur sempre europei. Errato è invece credere che gli italiani siano culturalmente/geneticamente più simili ai maghrebini che agli svedesi. Con una persona svedese, benché ci siano differenze di retroterra religioso e attitudine, puoi parlarci senza tanti problemi. Con un maghrebino medio, di norma un musulmano sunnita, una donna europea può starci solo sottomettendosi ad esso, non esiste un rapporto paritario con quelli là. E un maschio europeo non può mettersi con una maghrebina musulmana a meno di non convertirsi anche lui all'Islam.

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    8. @Marco Scipio: non mi risultava l'obbligo di conversione per l'uomo che si sposa una musulmana. Mi risultava invece l'obbligo del placet del padre o, se già deceduto, del fratello. Poi spesso questo finisce per essere vincolato ad una conversione dello sposo, e quindi poi nei fatti è come dici.

      Cit. "Con una persona svedese, benché ci siano differenze di retroterra religioso e attitudine, puoi parlarci senza tanti problemi."
      Il concetto di "parlare" e di "dialogo" per gli svedesi è cmq molto diverso rispetto ai sud Europei, e temo che in questo senso siamo più vicini ai maghrebini :D ... Però come sistema di valori e convinzioni concordo anche io che siamo meno distanti dagli svedesi rispetto ai maghrebini.

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    9. Guarda, i maghrebini in generale non rivolgono la parola a coloro che considerano "infedeli"(specie noi europei occidentali dalla cultura cristiana), poiché in Nordafrica purtroppo l'Islam già presente da secoli e secoli, negli ultimi decenni è stato amplificato dalle derive estremiste salafite provenienti dall'Arabia Saudita(lo stesso è accaduto nei ghetti di Molenbeek e in altri luoghi centro-nord europei a maggioranza musulmana)
      Si ghettizzano loro stessi, non siamo noi ad escluderli, l'islam, specie quello sunnita, è una tara mentale inestirpabile dalle loro menti, è troppo radicato. Anche una persona della Sicilia, che secondo molti miti sarebbe "in media molto maghrebina"(ma in realtà i Siciliani sono imparentati, oltre che con gli italiani della penisola, con i Greci Peloponnesiaci, altrochè), non può andare d'accordo con i maghreba vari.

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    10. @Marco Scipio: il tuo racconto sulla 46enne piacente che si è fatta avanti mi ha fatto pensare alla questione (MAI toccata su questo blog) delle "navi scuola", ovvero donne molto più grandi, normalmente sposate, con le quali i giovincelli potevano fare esperienza sessuale in modo fine a se stesso senza arrivare al ricorso alle "mercenarie" con le quali la cosa veniva vissuta in modo asettico ed anaffettivo. Chissà che non sia una fattispecie più cinematografica che reale...

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    11. Anonimo del 18 novembre 2018 delle ore 23:39, penso che sicuramente si tratti più di cinematografia che realtà. Certo, esistono donne sposate che sono insoddisfatte del loro marito minidotato o semplicemente sono stanche della relazione monotona che si trascina(e qui andiamo sempre a parare sul libertinaggio e sul femminismo che ha sdoganato tutto ciò), ma il più delle volte ciò è fatto col consenso del marito cuck il quale presta la propria mogliettina a bull dotati(non necessariamente neri, quella è roba più da paesi anglosassoni, da noi non è ancora molto diffusa come pratica, ci si rivolge di più a bull autoctoni), ma nel mio caso non sapevo nulla e come ho già detto, fu una situazione talmente atipica che decisi di agire saggiamente, forse perdendo un'occasione, ma vabbè.

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  7. Bei racconti come sempre. Anche se per me e sicuramente anche per altri è come se tu avessi vissuto in god mode, io mi ritrovo in tutto ciò che scrivi ma sono ancora kv nonostante abbia finito da un po' il liceo...

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  8. Ho discusso di questi post sulle "crudezze liceali" con un amico, mio ex compagno di liceo. Le vicende che abbiamo ricordato sono in tutto e per tutto analoghe a quelle raccontate qui: umiliazioni continue per quasi tutti i ragazzi dal 6 in giù; 6,5 e 7 che - salvo eccezioni - rimediavano con le 5 e le 4 più intraprendenti (che compensavano lo svantaggio rendendosi facilmente disponibili a certe prestazioni); maschi 4 considerati alla stregua degli orinatoi, sbeffeggiati e bullizzati; ragazze carine e belle appannaggio esclusivo dei fighetti della scuola, che se le passavano tra loro.

    Abbiamo ricordato un altro tipo di personaggio: la moderatamente carina che non riusciva ad arrivare al fighetto della scuola e che non si concedeva a nessun altro, mantenendosi "pura" per il fighetto nella speranza che, prima o poi, egli si accorgesse di lei. Nel frattempo questa tipa faceva passare le pene dell'inferno a un suo compagno di classe (il mio amico), un bravo ragazzo a lei pariestetico, riducendolo a zerbino e devastandolo psicologicamente (con conseguente ricaduta sulle sue prestazioni scolastiche).

    Nonostante siano passati più di dodici anni, il bravo ragazzo - inizialmente bravissimo a scuola - non ha mai dimenticato quella volta in cui il fighetto-bulletto esibì pubblicamente un sms che aveva ricevuto dalla tipa: lei garantiva al fighetto che il bravo ragazzo era "solo uno povero sfigato" per cui non provava nulla e dal quale non si sarebbe mai lasciata toccare. Poco tempo dopo il fighetto ritenne che tutto sommato la tipa era degna di essere sverginata. Poi dopo un po' la piantò e passò a un'altra. La tipa, leccaculo abituata a confidare i suoi problemi personali alle professoresse e in particolare a quella di italiano (sinistroide femminista, anticlericale, gay-friendly ecc.), passò per vittima del maschio porco con conseguente chiusura di un occhio sulle sue mancanze scolastiche. Il bravo ragazzo invece era, anche per la prof. di italiano (che sapeva dalla sua infelice cotta), solo un povero sfigato.

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    1. Del personaggio della verginella pretenziosa non ho parlato ma in effetti ce n'erano anche nella mia scuola.

      Grazie per aver condiviso le tue esperienze, certe volte mi pare di aver vissuto in un altro mondo e invece sono storie comunissime :)

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  9. Crudezze liceali lo aspetto con più ansia di got

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    1. E' finito, mi sono diplomato.
      Ora sarebbe il turno di crudezze adulte :D

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  10. Ma quindi l'amore NON esiste?
    (non e' un trol sto pensando veramente che se prendi la redpill ti accorgi di una cosa TERRIBILE, MA VERA! L'amore NON ESISTE. PUNTO!)

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  11. Le ragazze che piangevano alla morte del ragazzo ciccione dimostrano come le donne siano capaci di simulare sentimenti non provati (o il loro era senso di colpa?). Io sarei per ricreare la giusta distanza dei sessi, con licei con classi maschili e classi femminili, in modo da non rendere la vita dei ragazzi non bellocci un vero inferno (perché i 5 anni del liceo ti condizionano la vita, sono quelli fondamentali). Proposta certamente contestabile, ma chi ci ride sopra, ride anche dei fatti come quello che hai riportato.

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    1. Sono d'accordo, ad esempio negli spogliatoi maschili le ragazze entravano tranquillamente mentre noi ovviamente non potevamo entrare nei loro.
      Questo era a dir poco imbarazzante.

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    2. Cit. : "sarei per ricreare la giusta distanza dei sessi, con licei con classi maschili e classi femminili". Temo che non sortirebbe nessun effetto, anzi peggiorerebbe la situazione. L'unica possibilità che forse limiterebbe i disagi dei "non bellocci/e" ambosessi sarebbe SCUOLE superiori rigorosamente maschili e femminili, ove possibile lontane tra loro quanto basta da non essere raggiungibili a piedi. Credo che questo sia materialmente impossibile.

      Sentendo l'esperienza di qualche mio contatto che, nei suoi lunghi anni di supplenza ha insegnato in varie scuole superiori, dal liceo classico agli istituti professionali, avendo esperienza di classi anche interamente maschili o femminili, mi hanno detto che:
      - in quelle solamente maschili, la maleducazione e le volgarità diventano molto più marcate rispetto a quelle miste
      - in quelle solamente femminili, si riscontrano maggiormente malignità ed amicizie faziose, esclusive ed escludenti

      Senza contare che, rispetto al passato, sono sempre di più i figli unici, che magari non hanno occasione di confrontarsi con coetanei dell'altro sesso perché non frequentano altri contesti fuori di tipo sportivo, religioso, associazionistico. Temo che il fare classi o addirittura scuole rigorosamente maschili o femminili porterebbe solo a far sì che certi disagi si ripropongano più tardi, provocandone però altri.
      Magari però si potrebbe ragionare sulla possibilità di scelta tra classi miste o di un solo sesso.

      Cmq è un argomento interessante su cui confrontarsi.

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