21/03/18

''Sei Sfigato Perché Vivi con Mamma!''


vivere coi genitori a 30 anni
vivere coi genitori a 30 anni

Vivere Coi Genitori a 30 anni

Uno dei grandi cavalli di battaglia di chi vorrebbe spiegare a noi redpillati il motivo per cui non troviamo una donna è la cd. "immaturità", termine che in lingua femminesca significa più o meno "impossibilità o rifiuto di un uomo di soddisfare le mie esigenze economiche ed esistenziali ora che sto diventando vecchia e ho finito di spassarmela coi fighi".

La grande recriminazione che viene fatta dalle paladine della maturità è quella relativa al "non avere un lavoro-carriera" e "vivere ancora con mamma".
Da notare come il termine "mamma" venga spesso usato con accezione denigratoria al posto del più generico "vivere coi genitori" o "vivere in famiglia", nonostante praticamente tutte le mamme di questo mondo vivano in realtà in case che è stato il realtà il padre a costruire o acquistare.

Quella del vivere in famiglia è una problematica è molto sentita tra i gli uomini di 30-35-40 anni, perché poi in genere i genitori schiattano, erediti la casa,e nessuno ti può più accusare di vivere coi tuoi se i tuoi sono crepati.
Il decesso dei tuoi vecchi ti rende quindi improvvisamente maturo agli occhi delle donne, la morte come atto di responsabilizzazione genitoriale.

Come ho avuto già modo di analizzare in passato, il tema riguardante il rapporto tra sfiga e vita in famiglia viene a mio avviso generalmente affrontato da un punto di vista che è esattamente l'opposto di quello effettivo.
Generalmente si attribuisce il non avere ragazze al fatto di vivere ancora coi genitori, quando invece è l'esatto opposto e cioè che uno vive coi genitori perché non ha una ragazza.
Se non ci sono motivazioni aggiuntive come il trovare lavoro in un'altra città o un rapporto fortemente logorato coi genitori, normalmente è solo la convivenza con la fidanzata a portare un uomo a lasciare la casa di famiglia.
In caso contrario generalmente si tende a rimanere in casa il più a lungo possibile perché vivere da soli ha un costo molto elevato e stando a casa coi genitori si risparmiano parecchi soldini.




In buona parte dei Paesi europei effettivamente i giovani lasciano presto la famiglia per vivere da soli, ma è anche vero che si tratta di Paesi in cui ci sono sistemi di welfare, ci sono redditi di cittadinanza, ci sono percorsi di formazione che effettivamente offrono ai giovani prospettive di carriera mentre in Italia c'è una forte disoccupazione giovanile e zero sussidi, almeno finché non provvederà Giggino Di Maio.

Vivere coi Genitori per Scelta o Costrizione

Chi non ha un lavoro/fonte di reddito oppure vive di lavori precari è per forza di cose costretto a vivere coi suoi, a meno che non abbia genitori così ricchi da decidere di mantenerlo fuori casa pagandogli le spese.
Io conosco alcuni coetanei in questa situazione,disoccupati che vivono in seconde case di famiglia e ricevono soldi dai genitori e paradossalmente subiscono minore pressione sociale dalle ragazze di chi magari lavora 12 ore al giorno e vive ancora coi suoi, ma a questo punto non mi si venga a parlare di "immaturità".

C'è poi la situazione di chi ha un lavoro e vorrebbe andarsene via di casa per
  1. Essere più indipendente
  2. Aumentare le proprie probabilità di rimorchiare.
Riguardo al primo punto ho i miei dubbi, non so quanto si possa definire indipendente uno che deve svenarsi per arrivare a fine mese.

Riguardo al secondo punto, effettivamente se uno ha una casa può essere che riesca ad avere più probabilità di rimorchiare qualche poveraccia che è stanca di pagarsi affitti e bollette.
Le baby mama sono infatti spesso in cerca di uomini con una loro casa su cui parassitare, dopo aver fatto i figli con il figo, che però non può mantenerli perché è disoccupato e vive con mamma.


Voglio però fare presenti 2 punti:

  1. State rimorchiando grazie alla LMS theory, e non ad una presunta maturità. State rimorchiando grazie al denaro (che viene impiegato per mantenervi) e state rimorchiando grazie allo status (dato dal lavoro che serve per mantenervi). Cercare di negare la LMS theory e poi rinfacciare a qualcuno che non rimorchia perché è un bamboccione che vive coi suoi è quindi da incoerenti.
  2. Siete dei puttanieri. Scusate la crudezza, ma se il pagarvi un affitto è una condizione necessaria per avere una vita sessuale di fatto non state rimorchiando, state pagando, esattamente come se se andaste in tangenziale.
La questione è molto semplice: la tipa che sta in casa vostra ve la darebbe ugualmente se viveste coi vostri genitori?Se la risposta è no, allora quello che state facendo è pagare un tetto sopra la testa a una in cambio di sesso.
E' una forma di prostituzione bella e buona, solo con l'approvazione della società.

Se però vi accollate tutte le spese solo per trombare siete dei fessi, perché con i soldi che spendete solo di affitto potete andare a prostitute per due volte a settimana che, per inciso, è una frequenza maggiore di quella con cui trombano molti uomini sposati. 


Insomma, la morale delle storia è: vivete dove diamine vi pare, andate pure a vivere sotto un ponte se volete, e non fatevi mai dire perché non trovate una donna da soggetti che l'unica fatica che devono fare per trovare un partner sessuale è il login sul proprio profilo online.


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35 commenti:

  1. ammetto che prima di trovare il redpillatore soffrivo molto per questo appellativo di bamboccione.. come vengono definiti quelli come me che vivono ancora a casa con la madre e la nonna.. 4 anni fa mi fidanzai con una ragazza che ho conobbi su face mesi prima, dopo neanche 2 mesi che stavamo insieme iniziò subito a lamentarsi del fatto che non vivevo da solo(e io risposi la stessa cosa dell' articolo ma che cavolo ti ho appena conosciuta e se sono single che senso ha vivere da solo con 4 spiccioli per fare la fame?)sapere che ci sono altri che capiscono come mi sento mi tira un pò su.
    Sono il parassita

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    1. pensa che c'è gente che si fidanza, dopo due mesi lei lo convince ad andare a vivere da soli e dopo 4 mesi lei lo pianta.Ne abbiamo avuto un caso recente fra gli utenti :D

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  2. Sono finito su questa pagina cercando info su genetica e fenotipi e ho letto vari articoli. Liberissimi di avere le vostre teorie ma mi sono chiesto dove viviate e quanti anni abbiate. Parlando da persona sopra i trenta: le donne e gli uomini che conosco, tra cui anche i single, lavorano praticamente tutti e al 90% hanno una casa o si pagano l'affitto. Tutte le donne che conosco lavorano e si arrangiano da sole (una buona parte vive anche da sola). A leggere i vostri articoli invece pare che tutte le donne siano degli organismi parassitari, quindi mi chiedo se forse non siate voi a cercarvele stronze. Va beh, in ogni caso, la parte di genetica l'ho trovata interessante.

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  3. Andare a vivere fuori casa (salvo attriti familiari) è due volte stupido: chi lo fa, porta soldi ad estranei, e, così facendo, incrementa il sex appeal di quest'ultimi, non senza decrementare anche il proprio!

    Inoltre, mi pare (ma non vorrei sbagliarmi) che "er mutanda" (Antonio Zequila) abbia tutt'ora la residenza, a 56 anni, presso la casa di famiglia, e non mi pare abbia mai avuto seri problemi di incellitudine.

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  4. Questo articolo non mi trova totalmente d'accordo. Ci sono figli che restano in famiglia perché disoccupati, studenti..e ci sta, però per molti altri restare a casa dei genitori diventa una comoditá e passata una certa fase d'etá, non hanno neanche più l'impulso a lasciare il "nido".
    Conosco personalmente gente di 40anni ancora a a casa dei genitori, con la mamma che prepara, lava e stira e guarda caso sono senza donna. Non voglio dire che se vivessero da soli sarebbero sommersi di patata, perché è ovvio che non sia così, ma certo quell'atteggiamento da "bambinoni" non aiuta. Alcuni creano rapporti morbosi con la mamma, addirittura le telefonano tutti tutti i giorni, più volte al giorno.
    È ovvio che andare a vivere da soli comporta maggiori spese, ma come ogni cosa nella vita. Se viaggi, se vai a sciare, se ti compri una giacca ecc..

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  5. Consiglio di non credere a chi vi dice: "vai a vivere da solo che rimorchi".
    è una sciocchezza colossale per due motivi:
    1)rimorchi se piaci... (sembra banale ma non lo è). Se piaci trovi anche se abiti con la tua famiglia, al massimo la fidanzata potrà chiederti di affittare un posto per stare soli(in seguito..). Ma rimorchi..
    Al contrario se non piaci te ne stai nella tua casa e non rimorchi lo stesso. Ergo: non è la casa a far rimorchiare, a meno che non abbiate un edificio di livello medio alto, appartamento costoso, ma a quel punto salirebbero soprattutto M e in parte S, e come già detto ma in altri termini.. sarebbero principalmente i tuoi soldi e le tue possibilità economiche ad attirare la tipa, non tu.
    2)Dietro allo spingere ad andare ad abitare da soli, senza una reale necessità molti giovani chiamandoli bamboccioni, si nascondeva una vera truffa finanziaria.. Non ha fatto altro, in alcuni paesi del nord Europa che finanziare la bolla speculativa finanziaria dal valore inestimabile.
    Ci sono stati periodi nei quali un appartamento a Dublino in certe zone poteva costare anche 3000 euro al mese solo di affitto. Poteva permetterselo solo chi faceva un lavoro di livello piuttosto alto. Nel frattempo, moltissimi che facevano lavori poco pagati, andavano a finanziare approfittatori che affittavano "buchi schifosi" di stanze, in appartamenti condivisi e ultrasub-affittati nei quali potevano vivere 5/6/7 persone nella stessa casa. Pagando quasi tutto lo stipendio a volte.. quindi immaginate che vita potessero permettersi.. Anche spendendo 600/800 e qualcuno persino 1000 euro al mese per "camere singole" in zone "particolari". Quindi, in questo caso scordatevi la privacy con la fidanzata e l'indipendenza comunque.. siete con altri.. fra l'altro sconosciuti a volte.
    In conclusione: sono per l'indipenza? si, è una bella cosa, ma "solo" per "se stessi". Non "per rimorchiare". E ci devono essere le condizioni economiche prima di tutto(ergo reddito) che al giorno d'oggi soprattutto tra i giovani non è sempre scontato.
    Ricordate che l'Italia ha una altissima disoccupazione giovanile e un alto numero di precari. Ergo: quelli che non hanno una situazione rosea, la prima cosa a cui devono pensare è sopravvivere. Se hanno una casa di proprietà, anche se di famiglia è una fortuna da sfruttare, non da snobbare.
    è solo il mio parere.

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    1. P.s: non vorrei dilungarmi ma dimenticavo una cosa importante: altri hanno fatto un racconto personale, io no. Ritengo utile aggiungere alcune cose.
      Ho iniziato a vivere fuori casa a 20 anni per la prima volta.. ho avuto esperienze in diverse città, anche all'estero.(in Italia, Olanda(breve), Germania e Irlanda). Ho iniziato a viaggiare addirittura da bambino anche per motivi familiari. (parenti in zone lontane).
      Questo mi sembra giusto dirlo, perchè qualcuno non "fraintenda" che voglia parteggiare per quelli che alcuni chiamano "mammoni" (che poi non significa niente.
      Ho voluto solo fare una analisi priva di "luoghi comuni", dicendo che "vivere fuori casa" soprattutto se in "condivisione con altri" come fanno moltissime persone nel nord Europa, anche 40enni addirittura! non significa per niente essere "più indipendenti di altri". Ma tante altre cose.. Non per niente prima di scegliere un compagno di casa fanno dei veri e propri colloqui come un datore di lavoro quasi, e chi ha vissuto in condivisione con altra gente, capirà cosa voglio dire. Ti sposti. Lo fai perchè hai bisogno di un tetto per vivere, per lavorare, perchè magari è vicino a certe zone, perchè è comodo.. punto. Chi può permettersi un appartamento intero buon per se, gli altri vivono in stanze.. Non so se qualcuno lo ha mai provato... ma la scelta deve sempre essere "personale e razionale". Non basata su "luoghi comuni". Questo è il punto.
      Se ci sono persone "mammone" o che fanno una vita "casalinga", lo fanno per carattere..(a mio parere). Non certamente perchè vivono nello stesso tetto di un parente o nel palazzo vicino. Ci sono casi di mamma-figlia che vivono nella stessa casa ma neanche si vedono. Neanche si parlano quasi! Conosco persone che vivono da sole .. parlano di indipendenza e poi passano le serate davanti a un pc.. a telefono con i parenti, oppure vivono come degli orsi chiusi nella loro tana, escono solo per fare la spesa, per bisogno.
      Gente che per motivi economici, vive con la famiglia (momentaneamente) ma ha girato mezzo mondo e ha esperienze professionali e di vita da vendere. Mi sembrava utile specificare anche questo, visto che molto spesso il fatto di vivere fuori di casa viene associato a "maturità" con troppa semplicità. Forse alcune cose come sapersi cucinare un piatto di pasta.. io le ho sempre date per scontate, le ho sempre viste fare anche ai ragazzini.
      Riguardo all'aumento degli affitti fino a 3000 euro.. è stato possibile proprio perchè tanta gente veniva indottrinata a lasciare la casa dei genitori a 18 anni anche senza motivo.. Grazie allo sbilanciamento fra domanda/offerta(in questo modo tutti cercano casa e per una famiglia servono 4/5 case diverse) i proprietari hanno potuto alzare i prezzi, visto che il numero di case disponibili era inferiore a quello richiesto. Ora hanno ottenuto che buona parte della popolazione con lavori di livello basso ,rischia di dormire in macchina(ci sono un sacco di articoli che ne parlano ma è un discorso lungo, e ci sono state anche liberalizzazioni tutte a vantaggio di chi affittava che hanno fatto danni enormi). Per questo, per quanto io stesso amo la libertà.. penso che non bisogna cascare nel tranello di chi demonizza chi vive con la famiglia. Un tetto è un tetto.. ci sono famiglie rispettabili che per intere generazioni, hanno vissuto insieme(o in appartamenti vicini) nella storia. I nonni, genitori.. figli.. figli dei figli.. Ho citato l'Irlanda(che ho preso come riferimento) perchè è un esempio più estremo nel senso di come l'andare tutti via di casa ha espanso la bolla speculativa degli affitti.

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    2. Chiaro il discorso.
      Tanti stigmi sociali, "bamboccione', "irresponsabile", "puttaniere", ecc..., o meglio tante virtù sociali, "essere umili", "essere lavoratori", "rispettare l'autorità", "vivere nella castità e nella continenza", ecc... sono una invenzione di chi ha tutto l'interesse che gli altri facciano determinate cose, o che non ne facciano altre!

      Io mi comporto secondo il codice morale che ritengo meritevole di seguire; e lo faccio in base a ciò che io, proprio io ritengo giusto.

      Ogni volta che qualcuno mi taccia di qualcosa, semplicemente, io rispondo, "E sì, eh!, oppure do altre risposte che non spiegano un bel niente. Non sono tenuto a dare infatti alcuna giustificazione. Nessuna. A chicchessia!

      Dar peso al giudizio degli altri è una trappola, la peggiore delle schiavitù.

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    3. Van 00:00
      Secondo me eri già stato chiaro quando hai scritto che l'indipendenza deve essere ricercata per se stessi, concetto che condivido.
      Ci sono parecchie casistiche, come tu stesso hai elencato, per cui l'indipendenza diventa difficoltosa, però bisogna ammettere che tanti ci marciano anche, con la "scusa" di mettere i soldi da parte e risparmiare rimangono bloccati in vite da teenagers. Un po' le esperienze sono necessarie, se pensi ai calciatori professionisti, fuori di casa giovanissimi, a 30 anni hanno già 2/3 figli (solo per fare un esempio).
      Poi è vero che quelli che beccano, beccano sia con i genitori che da soli e viceversa.

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    4. Unutente, sono l'ultimo che direbbe non servano esperienze, ma per "se stessi", e "quelle vere" c'entra poco andar via di casa... Non è il "tetto" l'importante, ma "la vita" che ti sei costruito. Un mio amico ha trovato lavoro in "Cina" con un colloquio via Skype figurati..
      Penso all'esempio che hai fatto: calciatori. Senza generalizzare, ne vedo che sembrano l'opposto che "maturi". Nelle interviste alcuni parlano(a mio modesto parere) come dei bambini viziati.. Hanno 2 figli e allora? Senza tutti quei soldi sei sicuro che li avrebbero? con le stesse donne?
      Se vuoi un calciatore che ha un carattere più "forte" mi viene in mente solo un vecchio leader della Lazio.. avrai capito forse.. uno su tanti.
      Premesso che la gavetta la abbiamo fatta tutti, che ne sai che un giocatore, una volta ricco, quante volte vede sua madre?
      In ogni caso parliamo di gente privilegiata, alcuni sono abituati ad essere serviti e riveriti.(questo lo ho notato anche in giocatori di serie inferiori, ma non generalizzo). Quelli famosi poi possono avere allenatori, team medico, staff, soprattutto "massaggiatrici".. cena pronta.. donna delle pulizie.
      Prendi il portapizze che vive "solo" in una provincia lontana, e se si sente male rischia di morire da solo.. come è successo a qualcuno che conoscevo, non fa proprio la stessa vita.. Per questo, come dicevo, generalizzare in base al tetto sotto il quale uno vive, ha poco senso. La parola "mammoni" da cui è partito il discorso è appunto uno stigma sociale, come ha esattamente scritto l'utente sopra, una generalizzazione, il mio intervento è rivolto a questo.
      Ultima cosa: quelli che come dici tu "rimangono bloccati in vite da teenagers", premesso che bisogna definire "vita da teenagers" perchè oggi è cambiato il mercato del lavoro.. è cambiato il mercato delle relazioni..
      Oggi vedi 40enni girare con un curriculum per fare stage non pagati(è un modo di dire), unpaid work. per non parlare di "age discrimination".
      Non è che magari li vedi come "teenager" perchè non si sono realizzati, e non c'entra niente dove abitano?

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    5. Una ultima cosa: scrivevi che secondo te alcuni trovano come "scusa" i soldi per fare una vita da "teenager". Questo non mi è chiaro:
      Se per il calciatore i soldi sono importanti(prova a togliergli 10 euro del suo stipendio e vedi cosa succede), e ne fa a palate, per quale motivo dovrebbero essere importanti per chi ne ha molti di meno? Essere una "scusa" nel caso di una persona che guadagna per esempio 1000/1200 euro e non vuole spenderne 600/700 di affitto? a me sembra una scelta razionale in alcuni casi..(per esempio), quantomeno "soggettiva", e i soldi sono molto più importanti per il secondo che per il primo, per la qualità della propria vita(donne o non donne).
      Poi al massimo può avere una mano in casa..ma teenager comunque non ci torna. la verità è che a molte donne conviene trovare uomini che hanno la casa di proprietà. Altra domanda: se uno vivesse a New York in una bellissima villa vicino Time Square, con piscina, salotto di lusso, dove fare feste, ricevimenti, con una ricchissima madre, ed è ricco anche lui, secondo te verrebbe scartato, perchè vive con lei?
      Fa parte di quelli "che beccano" quindi mi hai già risposto, suppongo, ma mi sembrava utile fare anche questo esempio per dire che a molte non interessa solo "vivi solo o con chi"? ma anche e "soprattutto" (in quale casa? che valore immobiliare ha?) questo cambia tutto. Sempre ai soldi si torna.. come detto sopra.

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    6. Aggiungo alcune considerazioni riguardo l'aspetto "Casa". E' molto probabile che intorno ai 40 anni due persone che si conoscono vivano in due case diverse. Tendenzialmente queste case sono piccole (45-50 mq), magari sono tutti e due in affitto, o solo uno dei due e l'altro sta pagando un mutuo. Ebbene la prima "garanzia" che la donna vuole come segno di impegno in una LTR non è la proposta di provare a convivere in uno dei due appartamenti, ma l'acquisto di una nuova casa magari accollandosi un mutuo che per i successivi 40 anni non ti permetterà di concederti nessun extra. E questo badate bene, non tanto perchè in 50 mq in due si sta stretti, oppure le zone in cui si abita non piacciono (obiezioni irrazionali ma quanto meno condivisibili). No, serve una terza casa più grande intanto come attestazione di evoluzione sociale e poi perchè così non ci sono in giro i fantasmi degli ex che sono entrati nelle case di origine. E poi l'argomentazione più bella cioè quella che una donna per sentire una casa come propria ha bisogno di arredarla con il suo gusto. Questo succede anche con la donna che magari vive ancora in famiglia. Le proponi di venire a casa tua consentendole di uscire di casa e lei per prima cosa pretende di cambiare l'arredamento perchè se no si sente solamente ospite. Minimo per andare bene a una donna devi avere una casa di proprietà del valore di almeno 350/400 mila euro (che sia l'appartamento di 90 mq a Milano, o la villetta con giardino nei dintorni) e guadagnare almeno 3000 euro al mese. Perchè va da sè che l'arredamento che sceglierà lo dovrai pagare tu, lei userà il proprio stipendio per sè...se no scusate chi gliel'ha fatto fare di andarsene dalla casa dei genitori per stare peggio? Questa purtroppo è una situazione molto diffusa, provata sulla mia pelle e sentita da molti amici.

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    7. Van 19.12 + 00.52
      Si può andare avanti riportando esempi all'infinito, però avevo già escluso chi non se lo può permettere. Non ci sono solo quelli a 1200 euro con 700 euro di affitto, ma anche chi ne guadagna 1700 con 400 euro di affitto e nonostante questo preferisce vivere a casa dei genitori per evitare le spese.
      Avevo specificato che l'esempio del calciatore era appunto un esempio, per dimostrare che spesso chi impara a sbrigarsela da solo è anche più autonomo.
      Poi che ognuno facesse ciò che meglio crede, per carità, vale anche il detto "perché lavarsi se tanto poi ci si risporca?", alla fine ognuno sa per sè stesso se vive di alibi o di reali impossibilità. Bisogna ammettere però che chi ha un genitore che lava, stira, cucina e fa la spesa per lui, ha una vita più comoda di chi non ce l'ha.
      L'eterna adolescenza è un fenomeno che sicuramente va molto oltre avere un tetto sopra la testa, è vero, ma c'entra anche poco con l'essere realizzati professionalmente o meno. Semplicemente la società attuale tende a deresponsabilizzare (soprattutto le donne), con slogan continui "fai quello che ti pare" - "meglio cambiare" ecc. con tutto ciò che ne consegue.
      Ora non vorrei divagare, nel mio intervento avevo proprio in mente un tizio molto simile a quello descritto da Gino nel commento 21.08, ne conosco diversi di quel tipo e ti assicuro che quelli restano a casa, non perché non possono, ma perché non vogliono andarsene.

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    8. Non ho parlato solo di non poterselo permettere ma di convenienza pure..
      Ogni persona faccia quello che gli conviene invece di seguire luoghi comuni da bar come quello dei mammoni. Lo stigma sociale invece di cui si parlava non ha niente di positivo.
      Non tutte le mamme fanno tuttoin casa e la convivenza non significa far fare tutto agli altri, fra l'altro. Infatti
      Ho fatto l'esempio della persona che condivide il tetto con madre o padre ma a stento si parlano.
      Vive in modo più indipendente di altri che vivono soli. Per quale motivo dovrebbe sobbarcarsi un affitto solo per uno stupido luogo comune che lo chiamerebbe bamboccione? Mammone? Mentre magari(in certi casi è solo una approfittatrice che pensa ai suoi affari a consigliarlo(come spiegato nell'articolo (non generalizzo ma esiste anche questo). Non posso leggere tutto perché sono fuori casa, spero che il concetto sia arrivato, cmq..
      Fai quello che vuoi..nessuno ti dice di fare quello che voglio io.. ho solo fatto abbastanza esempi che trattano quasi ogni tipo di persona. Questo serve a rompere luoghi comuni chrme trovo ridicoli e portare la discussione su un altro livello.
      P.s: quello del calciatore era un pessimo esempio.. e sono parole di Mourinho. non voglio deresponsabilizzare le donne che citi e credo ai tuoi esempi. Ma se sono single é un discorso. Se sono in coppia bisognerebbe dividere con la moglie l'affitto se lavorano entrambi, no? La stessa cosa la fa chi vive in case condivise, chi convive(come ho fatto in passato entrambe le cose) o chi risparmia sull'affitto perché detiene una quota di una casa di famiglia. È perfettamente lecito. Detto da uno che in casa non ci vuole mai stare.. e ha viaggiato mezza vita. Il mio parere rimane questo.

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    9. Quello del calciatore non era un buon esempio semplicemente perché ha tutti i confort.. comodità, aiuti mille volte di più di quello che vive "con la mamma", questo intendevo dire.
      Se uno è single e vuole stare in famiglia..lo faccia.. a me non piacerebbe farlo, però affari suoi.. in certi casi fa anche bene..
      La maturità io continuo a vederla in altro.
      L'eterna adolescenza di cui parli tu, secondo me é un fenomeno diverso.. lo possono praticare persone ultraemancipate che vivono da decenni fuori casa,ma che però si vestono come veline 20enni. Rimorchiano e cercano il profilo più conveniente. Sono proprio queste che conosco, che spesdo scelgono il compagno in base alla casa.. e chiamano mammoni chi non cade nei loro tranelli di fare tutti quello che loro chiamano maturità ma non é altro che difendere i loro interessi economici... non voglio andare fuori tema.
      Ho un cell piccolissimo,leggo pochissimo e scusa per gli errori ma come dicevo chi ti parla così .spesso ha altri interessi..
      Come dicevo prima non voglio convincerti..anzi..una discussione è interessante se ci sono opinioni diverse.

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    10. @gino
      e la fregatura è che le banche, a persone di una certa età, non concedono neppure mutui di 30-40 anni.

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    11. "Ora non vorrei divagare, nel mio intervento avevo proprio in mente un tizio molto simile a quello descritto da Gino nel commento 21.08, ne conosco diversi di quel tipo e ti assicuro che quelli restano a casa, non perché non possono, ma perché non vogliono andarsene."

      Va bene, e allora? Alla fine conta solo e soltanto il giudizio personale, solo quello, no quello degli altri.
      'Sto 'bamboccione' fa la vita comoda? Ammesso che sia così, dove sta scritto che la vita comoda sia ingiusta e quella scomoda giusta?
      I principi d'inghiterra fanno forse una vita scomoda? No, mi sembra, eppure nessuno li accusa di nulla.
      I preti fanno una vita scomoda?
      I deputati fanno una vita scomoda?

      Se però un modesto lavoratore di 50 anni vive in casa ancora con la madre, perché magari gli comoda, allora....
      Quello vive con la madre (e certamente l'aiuterà in diverse cose che non siano meramente domestiche - lavare, cucinare, ecc. - ma, non so, prenotare via internet visite mediche, ed altre cose) non vive come quei soggetti di cui sopra, che si fanno servire e riverire da qualcuno (perpetue, maggiordomi, domestici semi-schiavizzati, ecc...)

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    12. Van 15.54 + 16.39
      A parte il fatto che i calciatori di cui parli tu rappresentano un parte modesta, perché più scendi di categoria, più i comfort scompaiono, fino ad azzerarsi, tra l'altro molti militano in categorie infime per anni sperando nel salto, mica penserai siano tutti dei piccoli Gianni Rivera?
      Poi il discorso di coppia cosa c'entra? Non ho mai detto che l'uomo deve mantenere la donna o pagare tutto lui, le spese si sostengono a metà.

      Anonimo 17.21
      E allora? Allora niente. È stato detto fin dall'inizio che conta solo il giudizio personale, mica bisogna diventare autonomi perché te lo dicono una donna o gli amici, anzi, dovrebbe essere l'ultima cosa.
      Poi se uno sta comodo a casa buon per lui, per quanto mi riguarda può farsi fare il bagnetto dalla mamma con la paperella anche a 50 anni.

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    13. Unutente: avevo fatto un esempio anche di serie leggermente inferiore. Con uno addirittura eravamo ricoverati insieme all'ospedale, reparto pneumologia per circa un mese e ricordo cone trattava la cameriera(come se fosse in Hotel di lusso) tu hai portato i tuoi esempi, fammi portare i miei.

      Comunque ovviamente parlo di buona parte di quelli che hanno fatto una certa carriera.. Un numero discreto di persone famose del mondo del calcio stesso, hanno detto le stesse cose. Non è un mistero.le mie parole sono.condivise da alcuni grandi nomi.. soprattutto parlando di diversi giocatori moderni. In generale se paragonati a molte "normali persone" che possono vivere in famiglia, che possono avrebbero piccoli vantaggi, non c'è storia( a mio parere). Si parla di una tendenza ovviamente.
      Riguardo la ragazza che vuole vivere con te, supponendo che tu condivida un appartamento coi tuoi, può sempre proporti (in seguito non il primo gg)di affittare(pagando a metà) um appartamento, non scartandoti "a priori" come presunto mammone (che non significa niente)solo perché la casa non è tutta tua. Questo è collegato al discorso generale da cui siamo partiti.

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    14. Ribadisco per chi non vede il collegamento: La ragazza, "se" é davvero interessata a "te," e vuole più privacy(dopo tempo che state insieme .. e non il "primo giorno") (e questo dipende anche dal tipo di casa) ci sono House nelle quali hanno vissuto bene intere famiglie con spazi discreti), per secoli quasi! "ti" può benissimo proporre qualcosa del genere, ovvero:(affittare a metà qualcosa, al massimo.con umiltà. Paga anche lei, si mette in discussione partecipando e non sul piedistallo cercando di usare uno sciocco "stigma sociale" contro di te, che è il discorso di cui io, anonimo e altri parlavamo..solo perché dividi un appartamento con elementi della tua famiglia, che fra l'altro è un "tuo" diritto farne uso, visto che possiedi una quota immobiliare di un ipotetico valore. Ci mancherebbe!! la seconda categoria di ragazza.di solito cercano altro...
      Per il resto concordo con anonimo su diversi punti.
      La scelta è sempre personale e mai scontata . Parliamo di quote che uno possiede, in ogni caso, oggi sono oro.. per alcuni, non bisogna mai disprezzarle o snobbarle a mio parere

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    15. Van 4.02 + 4.41
      Secondo me si sta facendo un po' di confusione. Per quanto mi riguarda non contesto l'articolo, perché ciò che è descritto è tutto vero e dimostrato, ho però fatto una precisazione: alcuni restano a casa dei genitori, perché passata una certa età e una certa spinta a diventare autonomi, per comodità e pigrizia, non se ne vanno più.
      Conosco alcuni che stanno nella loro cameretta ancora a 40 anni, significa che non possono neanche invitare gli amici per una cena, tanto per dire.
      Discorso maturitá. Secondo me essere maturi significa anche sapere cosa si vuole e spesso lo si capisce facendo esperienza e sbagliando. Ricordo un pensiero del redpillatore che condivido: come posso infilarmi in una relazione seria se mi manca un passato? Se non ho avuto abbastanza avventure, frequentazioni? Se una certa parte della mia vita non è stata vissuta ed è quindi risolta?
      (Però qui vado fuori contesto)

      Per il resto ripeto, sono d'accordo sul fatto che non debba essere una donna a forzare nell'acquisto di una casa e soprattutto che l'onere sia a carico di entrambi.
      Si sta confondendo il concetto di andare a vivere da soli perché ne abbiamo voglia con il farlo perché ci viene imposto.

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    16. Unutente: Cit: "Conosco alcuni che stanno nella loro "cameretta" ancora a 40 anni, significa che non possono neanche invitare gli amici per una cena, tanto per dire." Se stare nella propria cameretta significa solo lavorare e mangiare:
      Come credi che viva, uno che "condivide" in house-share(lo fanno molti 40enni) con altra gente? a volte un buco di pochi metri quadri. etichette nel frigo.. compagni orsi che vanno a dormire presto e non puoi fare niente(o al contrario convivi con la casinara che fa le feste e non ti fa dormire o litighi).
      Non tutti sono emancipati.. alcuni si.. altri vivono peggio che in caserma.. ma li chiamano tali, sai perchè? interessi economici..(spiegato sopra). Infatti questo modo di dire è nato proprio in quelle zone.
      Se abiti in famiglia:
      Dipende da dove abiti.. se hai una villa di famiglia puoi fare tutte le feste che vuoi.. avere 4 fidanzate diverse(è un modo di dire)..e avere anche i tuoi spazi.. se hai un appartamentino piccolo, e tutti seguono gli stessi orari(aspetto importantissimo) diventa più difficile, convivere. Molto dipende dal carattere di un genitore.. dal tuo.. maturità potrebbe essere anche saper vivere in "famiglia" ma da adulto.. come fanno tanti..
      Ho capito che non contesti tutto l'articolo, non sono in disaccordo su alcune cose che hai detto, non ti avevo frainteso, però quando scrivi: "alcuni restano a casa dei genitori, perché passata una certa età e una certa spinta a diventare autonomi..non se ne vanno più." involontariamente forse connetti l'essere autonomi con il vivere sotto lo stesso tetto.
      Almeno "relativamente" a "quegli" esempi di cui parli..
      Il luogo comune di "connettere" le due cose, anche se limitandosi a casi singoli, è proprio quello che dal mio "primo" intervento, sto cercando di smontare in tutti i modi, quindi ho cercato di portare più "a fondo" la discussione. Infatti ho chiesto: "sei sicuro che la loro mancanza di autonomia non dipenda da "altri fattori"? carattere? altri problemi? tutto qua.
      Utile è stato parlare di quelle famiglie che vivono insieme ma neanche si parlano.
      L'articolo cita : "La grande recriminazione che viene fatta dalle paladine della maturità è quella relativa al "vivere ancora con mamma". In senso dispregiativo. Il mio intervento si basava "soprattutto" su questo "in toto". Quando ti ho risposto, ho legato argomenti apparente scollegati, ma non lo sono, perchè la parola "mammone" parte da un pregiudizio, il pregiuzio livella tutto.
      Hai fatto bene a dire "alcuni" e "credo" ai tuoi esempi come tu ai miei.. sono tutti utili.. Sono contento che condividi il fatto che la donna non debba forzare un uomo all'acquisto di casa(ancora peggio scartarlo con il "marchio" di bamboccione, questo lo aggiungo io).
      Discorso maturità: ho già espresso cosa intendo, ovviamente non cambio una virgola. Aggiungerei che maturità è riuscire a discutere con persone che la pensano diversamente, cosa molto rara fra i cosiddetti "adulti". Fare esperienze.. torniamo al punto di prima, si possono fare 1000 esperienze vivendo (anche solo momentaneamente) con la propria famiglia, essere degli "orsi", vivendo in un appartamento in periferia o a Manhattan.
      Ho già scritto cit: "Unutente, sono l'ultimo che direbbe non servano esperienze" quindi sai come la penso..
      Le esperienze le fai col modo di vivere. E su questo si andrebbe ben oltre la casa soli e convivere con la fidanzata/moglie.. esisterebbe un "mondo" da aprire, pieno di cose di cui parlare.
      Ho espresso la mia opinione su chi "per convenienza" rimane a casa, non nel senso che ci sta chiuso, non fraintenermi, ed è quello che ho detto. Tutto qua.

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    17. Van 20.33
      Aggiungo solo un punto per chiarezza. Credo che l'epiteto "mammone" sia erroneamente attribuito solo agli uomini, in realtà, è la mentalità italiana a rendere mammoni e riguarda anche le donne! Cosa di cui nessuno parla mai. Ci sono schiere di donne mammone, che non si staccano dalla famiglia, che non sanno cucinarsi neanche un uovo, eterne bambine viziate e capricciose.
      Una mia ex era proprio la classica mammona, controllata dalla mamma in ogni spostamento anche a 35 anni, però dal canto suo stava a casa dei suoi per risparmiare. Non sapeva nemmeno prepararsi un piatto di pasta.
      Questo per dirti che è un atteggiamento trasversale, solo che le donne se lo dimenticano.

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    18. Aggiungo ancora una cosa, probabilmente appaio sprezzante nei confronti dei cosiddetti mammoni, forse perché non riesco a concepire quell'atteggiamento.
      Avendo avuto una madre solo per pochi anni, per forza di cose non ho sviluppato quel concetto di "cuore di mamma" che riguarda tante persone. Magari l'avessi avuta riuscirei meglio a capire il meccanismo e decodificarlo.

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    19. Se si deve lasciare la casa dei propri genitori meglio l'estero che l'Italia, sarà comunque impegnativo ma nel paese giusto hai molte più possibilità che in questo paese finito.
      L'importante è sempre pianificare bene il tutto e imparare le lingue prima possibile.

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    20. Ci siamo detti come la pensiamo: dimenticavo però una cosa:
      1)Sono molto più spesso i genitori che, soprattutto quando non sono giovani, vorrebbero avere un/a figlio/a vicino, che il viceversa. Questo per ovvi motivi.. il giovane, ha meno possibilità di crepare(statisticamente), meno malattie croniche(di solito), ergo.. se stà a 1000km da casa è "relativamente" più tranquillo(premesso che le malattie vengono anche da giovani, eccome). è un modo di dire puramente statistico.
      è più facile che il/la anziano/a abbia bisogno di aiuto in casa.. anche se non nello stesso appartamento, almeno vicino.. per lavori nei quali serve la forza.. o per altre cose. In particolare se ha perso il coniuge.
      2)all'estero molti corsi sono a "numero chiuso", non generalizzo.
      Per esempio una mia amica, a 20 anni è di Lipsia e per studiare(si tratta di una Hochschule nella quale accettano poche persone, si è dovuta spostare ad Hannover. Nel posto in cui è stata accettata. Sono circa 300 km di distanza..(ma c'è gente che ne fa anche 1000) e fare avanti e indietro non conviene. Quindi a 20 anni si affitta una stanza e sta nella città dove "può" fare il corso che le interessa. Per motivi tecnici, non tanto per maturità. In Italia per esempio nell'ambito artistico musicale è uguale.. (dove i conservatori hanno il numero chiuso), moltissimi studiano a 500/600 km da casa.. ergo affittano la classica stanzetta in condivisione e vivono "tutti" fuori a 20 anni. Durante le feste alcuni tornano poi al paese di provenienza. In altri settori invece, nei quali non c'è un numero chiuso, studiano/lavorano nella loro stessa città. Avendo già detto cosa penso sulla famiglia, non mi piace lo stile di vita di certi nerd estremi.. ovvero gente che vive lontano da "genitori", ma vive come un criceto nella sua gabbietta, sempre a casa lo stesso.. Esiste una serie tv molto divertente sull'argomento, ambientata a Los Angeles, il 99% delle scene sono ambientate nelle stesse 4 mura.. della casa affittata in house-share, anche quando si sposano lo stile di vita non cambia. Solo uno vive con la madre ma gli altri sono orsi allo stesso modo se non di più, sembrano dei bambini mai cresciuti anche se hanno 30 anni e passa... Fare esperienze di vita non significa andare al massimo al ristorante etnico sotto casa.. guardo più gli stili di vita semmai, perchè per avere conoscenza di qualcosa del mondo, bisogna vivere.. non basta vederlo con google map. (è una provocazione). P.s. non voglio andare off-topic era solo una parentesi. Io mi sono sempre mosso..ma allo stesso tempo non mi piace chi abbandona magari un genitore malato(che ha dedicato parte della vita per lui e fatto sacrifici) con troppa semplicità.
      Come vorrebbero alcune mogli, ma potrebbe valore anche il viceversa al maschile.. dico mogli solo perchè siamo uomini).
      A prescindere dalle idee, un minimo di equilibrio e coscienza nelle scelte, credo siano sempre la cosa migliore.

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  6. Io sono andato a vivere da solo a 28 anni, grazie all'aiuto dei miei genitori, però me la cavicchio, sia con i soldi che con tutto il resto nonostante il mio lavoro sia un lavoraccio dal punto di vista dello stipendio. Concordo con chi dice che la casa in sè non porta figa, però io anche a costo di avere qualche euro in tasca in più non tornerei mai indietro. Purtroppo chi arriva a 40 anni in casa (esclusi quelli che davvero hanno grosse difficoltà economiche) fa una enorme fatica ad andarsene. Conosco uno che ha 47 anni, incel da competizione, che lavora da una vita e vive ancora con i suoi. Non ha un'auto, nè altri mezzi motorizzati, non va mai in vacanza, non gioca d'azzardo e non va a pro...non si capisce che se ne fa di tutti quei soldi che ha da parte. Consoco anche un paio di donne, in pratica il loro stipendio normale se ne va in ristoranti, vestiti, qualche viaggio, estetisti e parrucchieri. E' ovvio che nel momento in cui dovessero andare a vivere da sole tutto questo godere andrebbe ridimensionato. Ecco che allora serve il beta che possa consentire loro di continuare a utilizzare il loro stipendio, con cui si professano indipendenti, per continuare questi vizi. In sostanza quindi è vero che un normaloide con uno stipendio normale che va a vivere da solo abbassa ulteriormente il suo punteggio M senza andare ad aumentare il suo punteggio S, però almeno farebbe qualcosa per sè. E se non rimane spazio per qualcos'altro pazienza, tanto non l'avrebbe comunque.

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  7. È la voglia di farcela da soli a costo di ogni cosa
    quella che manca oggi. Ed è questa che viene valorizzata nella esperienza evolutiva personale . I genitori dovrebbero assecondare questa voglia dei figli aiutandoli a diventati autonomi il prima possibile . Invece questo non succede e si creano figli in casa dei genitori .

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    1. 1) genitori inadeguati
      2) certi costi in Italia sono troppo alti

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  8. Premetto di essere dell'idea che, più che lo stare in famiglia o per conto proprio, sia decisivo il MODO in cui ci si vive (si può stare in modo adulto pur in famiglia e discutibile per conto proprio), mi riallaccio in modo sparso agli ultimi interventi, in cui ci sono alcune critiche fondate, per illustrare alcuni scenari che vedo frequenti.

    Intorno alla trentina, una volta trovato un impiego stabile e sufficientemente pagato nella città dove vivono i propri genitori o almeno facilmente raggiungibile facendo i pendolari, normalmente i genitori riescono a trattenere i figli di entrambi i sessi a casa, soprattutto se figli unici o rimasti i soli che vivono in famiglia, con la motivazione: "Ma che vai a buttare al vento almeno il 40% dello stipendio per andare a vivere da solo/a... Resta con noi, quei soldi che andrebbero in affitto li metti da parte e poi, tra qualche anno, con quelli ed un po' di aiuto da parte nostra la casa te la compri". Ragionamento teoricamente giusto, ma poi possono subentrare i seguenti scenari, che non si escludono tra loro:
    - il/la figlio/a convivente quei soldi dell'affitto NON li mette da parte, ma li spende in cose discutibili e voluttuarie. Il gruzzoletto quindi non si forma...
    - passano gli anni e un genitore viene meno, o non è più autosufficiente sul lungo termine, e si finisce così per diventare i genitori dei propri genitori e, normalmente questo finisce per rendere davvero difficile la possibilità di costruire qualcosa con un/a partner, per quanto comprensivo/a e ben disposto/a possa essere...

    Inoltre invito a valutare anche un fattore, che per adesso non è stato minimamente considerato: le oscillazioni del mercato immobiliare. Acquistare oggi una casa, anche nei grandi centri urbani, è sulla carta molto più conveniente rispetto a quanto lo fosse dieci anni fa...

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    1. PENEsiero critico10 maggio 2020 23:01

      Acquistare casa oggi è conveniente solo se si pensa di metterla a rendita, dunque non abitarci.
      Altrimenti è idiota (non a caso tutti gli italiani lo sognano mentre il 50% degli americani vive in affitto - pure quelli ricchi sfondati).
      Il motivo è semplice: nessuno lavora più nello stesso posto per 30 anni.
      Il mutuo è una scommessa su se stessi, la propria salute, e, in caso di firma congiunta, sulla lealtà del partner (oltre che la sua salute).
      Se non hai i soldi dell'affitto puoi fare l'abusivo per mesi.
      Salti due rate del mutuo e rischi di perdere l'intero investimento.
      Da proprietario paghi tasse, spese assicurative e lavori condominiali.
      Da affittuario paghi solo il canone e se ti serve un'altro posto te ne vai quando ti pare.
      Se hai un figlio, lasciando un immobile in eredità gli lasci pure le rogne amministrative e burocratiche. Se gli lasci un malloppo ne può fare quello che vuole (anche comprare un immobile, mentre il contrario non è automatico).
      Il mattone non si mangia.
      In caso di separazione/divorzio il mattone non si nasconde. Il cash sì.
      Capisco che qua di businessmen ne girano pochi ma i conti della serva bisognerebbe saperli fare, pena l'estinzione.

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  9. Il barbone non vive con mamma... eppure non mi sembra che abbia una donna accanto che lo ami.
    E' pieno di malavitosi che vivono con mamma... e hanno sempre una donna accanto che li ama.

    E' pieno di gente che vive con mamma ed è capace, con le mani, di fare praticamente tutto, e di sguazzarsela, tra l'altro con naturalezza, anche nel meschino sudiciume della burocrazia, come mosche nella me..a .

    Non confondiamo capacità di essere autonomi con il vivere con mamma; e sopratutto non confondiamo l'autonomia con l'avere alti livelli di LMS. Senza quest'ultimi l'autonomia sarà apprezzata, ma difficilmente sarà erotizzata.

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  10. Tra l'altro col welfare del cazzo che c'è in Italia se il genitore (che all'80% dei casi è un pensionato inabile alla ginnastica) non è autonomo o ci badi tu o cacci uno stipendio per un/a badante, sicchè di stipendi devi guadagnarne 2 (ovvio, sempre che il genitore non sia benestante, ma in quel caso tu non sei uno sfigato bensì uno che ha già avuto culo nella vita e il problema non ti sfiora dalla partenza).
    Alla fine è questione di bilancio, non di psicologia (chi ha il krano, per dire, le camicie le fa stirare in tintoria, chi no le fa da solo: avete idea di quanto ci voglia a stirare 7 camicie? fate una prova e poi capite a cosa serve una madre anziana)

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  11. Mi fa piacere l'articolo, come i commenti.
    Non tanto sulla questione vivi in casa/vivi fuori: sono scelte di vita, e vivere fuori -ma da soli, non in coabitazione, come sottolineava Van- è sicuramente più utile se vuoi portarti una a casa (a meno che la casa in cui vivi coi tuoi non sia una villa a ingressi indipendenti). Il mio piacere deriva dalla concordia nell'aver individuato la ragione della demonizzazione.
    Bamboccioni, nitpicker, quando usati da chi detiene il potere mi suonano come semplici incazzature perché non si è produttivi o non si fa girare l'economia spendendo in affitto (che produce comunque tasse).
    Se poi, come faceva notare l'Anonimo subito sopra me, uno dei tuoi genitori diventa non autosufficiente, ecco che devi pagare una badante (e fai girare ancora di più l'economia).

    La trovo una situazione simile alla manfrina del dover far entrare immigrati perché ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare.
    No: ci sono lavori che gli italiani non vogliono fare a certe condizioni, come turni massacranti/paghe di merda. Se mi pagassero 3000 euro al mese, per 8 ore/giorno, io mollerei il mio lavoro e andrei a raccogliere pomodori: guadagnerei in abbronzatura e in meno stress. Se la paga fosse 1000, non ci andrei, ma in parecchi ci andrebbero. Se vogliono pagare 15 euro al giorno, per 12 ore, non ci va nessuno. E diventa un "lavoro che gli italiani non vogliono più fare."
    Ma qui sto parzialmente deviando dal discorso (anche se rientrava nella casistica del cosiddetto nitpicking).

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  12. Anche se ho più di 40 anni, ho sempre vissuto con mamma e papà e sinceramente intendo continuare così.
    Quando me ne si chiede il perché, rispondo: e perché non dovrei farlo?
    Per quale motivo dovrei foraggiare il sistema bancario sganciando 500 dei miei preziosissimi euro ogni mese per buttarlo in un buco nero?
    Soprattutto, è vero che scopare con una che viene con te solo perché hai una casa è a tutti gli effetti una forma di prostituzione.
    Solo che è economicamente svantaggiosa.
    Con quello che risparmio, pur non guadagnando molto (1.300 euro) posso permettermi tanti svaghi (mignotte incluse) e avere una qualità della vita ben superiore.
    Oltretutto, posso essere d’aiuto ai miei vecchi che ne hanno bisogno.
    E, lo vorrei ricordare a tutti, i nostri vecchi sono le uniche persone che saranno sempre e comunque dalla nostra parte. Di conseguenza sono anche gli unici a meritare la nostra solidarietà.
    Dovrei trascurare loro, versare metà del mio stipendio in mutui e bollette, rinunciare a tante belle cose, il tutto per quale motivo?
    Perché qualche coglione mi consideri “maturo” e una stronza mi sfrutti come un bancomat, per darmela una volta al mese?
    Ma fatemi il piacere...

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