17/08/17

Che Tratti Somatici Avevano gli Antichi Greci?

tratti somatici greci

L'ideale di bellezza nordico che da sempre permea la nostra società affonda le sue radici in tempi molto antichi e giunge fino ai giorni nostri praticamente inalterato.
Le stesse statue greche create più di 2000 anni fa,che tuttora possiamo ammirare, potrebbero benissimo raffigurare dei modelli nordoidi contemporanei;questo non stupisce dal momento che in tutta la letteratura greca vi sono continui riferimenti alla nordicità come ideale di bellezza massimo.
Chiunque abbia letto l'Iliade e l'Odissea si sarà sicuramente accorto, anche senza essersi mai

interessato di estetica e tassonomia, dell'incredibile quantità di personaggi dai tratti chiari, nonostante le vicende si svolgano in un'area che noi comunemente associamo al fenotipo mediterraneo.
Gli eroi dell'Iliade e dell'Odissea sono molto spesso biondi (xhantòs).Abbondano epiteti come "aureo" o "dalla chioma dorata".O ancora "dagli occhi azzurri", "dal volto argenteo".
Quando Achille da piccolo viene nascosto dalla madre per proteggerlo (dopo che l'indovino Calcante aveva predetto che la sua partecipazione sarebbe stata indispensabile per la vittoria dei greci a Troia) e fatto passare per bambina ,viene battezzato col nome di Pirra (da pyrrhòs, cioè color fiamma) a causa dei suoi riccioli biondi.
Menelao è "xanthokómes, mégas en glaukómmatos" (biondo, alto e con gli occhi azzurri);bionda e chiara è anche sua moglie Elena (quella per cui scoppia tutta la guerra, non penserete mica che la guerra sia scoppiata per una CO scura?LOL).
Biondi sono Penelope, moglie di Ulisse, e Briseide, la sacerdotessa di Apollo (che diventa schiava di Achille durante la guerra).

Anche gli Dei vengono immaginati tutti come nordici, dalla glaucopide (occhi azzurri) Atena, ad Apollo, Dio della bellezza, a Zefiro "dai capelli dorati".   
Nordici sono Eros, Dioniso, Artemide "la bionda figlia di Zeus", Afrodite, Teti (la madre di Achille) che ha "i piedi d'argento", e la lista è lunghissima ma mi fermo perché ormai si è capito dove voglio arrivare.
Adesso lo so che qualcuno si incazzerà, ogni volta che tocco questo argomento è sempre così, ma dovete imparare a farvene una ragione:i Greci raffiguravano i loro Dei ed eroi come nordici semplicemente perché loro stessi erano nordici.
O meglio, nordiche erano quelle popolazioni di origine indoeuropea che, nel 2 millennio A.C., penetrarono da nord attraverso i balcani e si insediarono nell'attuale Grecia, imponendosi come elite dominante sulle popolazioni autoctone e creando quella civiltà che tanta lucentezza ha dato all'umanità.
Da che mondo è mondo i canoni estetici sono quelli dell'elite dominante e all'epoca l'elite dominante era questa.Punto.
E nonostante la popolazione si sia poi nei millenni mescolata e ci siano state successivi invasioni, i Greci moderni rimangono a tutt'oggi una popolazione geneticamente molto disomogenea, come testimoniano i più recenti risultati genetici.Gli italiani del nord che hanno fatto il test del dna si saranno sicuramente accorti di risultare geneticamente più affini ai tessali e ai greci settentrionali, mentre gli italiani del sud ai greci del sud e isolani.Differenza genetica che peraltro si manifesta nei tratti somatici e che andremo ad approfondire in un articolo specifico.
Anche gli scavi archeologici supportano quanto sto dicendo.I resti degli spartani trovati nella famosa "fossa dei Lacedemoni" appartenevano prevalentemente a uomini di statura alta anche per i giorni nostri (o comunque medio alti) ed avevano una forte impronta nordica.
Mi fa morire dal ridere il leader di Alba Dorata, un nanetto scuro e tozzo, che fa il suprematista.Vorrei tanto sapere cosa ci azzecca con i Greci antichi uno scarafaggetto del genere che non sarebbe stato in grado di sopravvivere neanche un minuto in battaglia, anzi non sarebbe stato in grado neanche di tenere in mano lo scudo senza venirne schiacciato.
Mi fanno morire dal ridere anche i siciliani (che sempre greci sono) che dicono di essere normanni perché sono biondi.Tutte balle, tutte cazzate.In Sicilia non c'è una forte impronta genetica normanna, lo abbiamo visto all'articolo sulla Genetica Italiana, i siciliani erano biondi anche duemila anni fa.
Ogni volta c'è sempre qualcuno che si incazza e cerca di dimostrare il contrario (leggi negare l'evidenza) , guarda caso quasi tutti mediterranei che, incazzandosi, mostrano appieno il loro naturale temperamento sanguigno, aggressivo e virulento, e non fanno altro che rendere ancora più evidente quanto la loro indole sia distante dalla compostezza e razionalità degli antichi Greci.

Chi se la prende per queste questioni lo fa solo perché, in fondo, dentro di sè, non si è ancora rassegnato all'amara verità di essere destinato a trascorrere i suoi giorni su questa terra senza avere mai la possibilità di capire cosa si prova ad appartenere alla razza degli Dei.


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8 commenti:

  1. Il problema è che i greci non vedevano i colori come li vediamo noi e li suddividevano in modo diverso. Xanthòs non vuol dire biondo, ma indica un colore che va dal giallo, al rosso/arancione, al bruno fino al verderame. Anche pyrrhos non mi risulta che venisse usato per indicare il giallo.
    Riguardo l'aggettivo dorato, secondo me è passato a significare biondo (giallo) solo di recente, e solo per certe lingue (vedasi golden fish in inglese). Di recente ho scoperto che esistono alcune razze di gatto selvatico chiamate gatto dorato. Uno è il gatto dorato asiatico https://it.wikipedia.org/wiki/Catopuma_temminckii e l'altro è del Borneo https://it.wikipedia.org/wiki/Catopuma_badia . Come vedi il manto non è "giallo".
    Inoltre, se guardi i dipinti che rappresentano i personaggi della mitologia greca, vedrai che molto spesso non sono biondi. La Venere di Botticelli non è propriamente bionda, ad esempio.

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    1. vero, però anche le sfumature rossicce/castano chiare non sono di certo mediterranee

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    2. Ah certo, infatti non dicevo quello. Dicevo che i Greci erano ancora più nordici di quanto dicesse l'articolo. :-) E non solo i Greci, probabilmente. Ho ragione di credere che in tutta la nobiltà europea del nord e del sud (e in qualche caso anche non europea)i capelli rossi fossero la norma. Tantissimi sovrani li avevano, e se non li avevano loro ce li aveva qualcuno in famiglia, o il coniuge. Dai ritratti spesso non si nota, anche perché a volte negli uomini questo colore scurisce con l'età, per cui occorre andare a cercare o i ritratti fatti da bambini o le descrizioni fisiche. Ovviamente non so come questo sia possibile, essendo (come tu m'insegni) il gene MC1R il più recessivo di tutti.E' come se tutta l'aristocrazia fosse nata da un'unica famiglia, che poi si è diffusa in Europa (e in qualche caso anche fuori d'Europa) e i cui membri si sono accoppiati sempre tra loro. Purtoppo non ho modo di approfondire e non so a chi chiedere lumi. Nel frattempo ho creato una pagina Facebook in cui raccolgo tutti i rossi famosi della storia (passata) e sono arrivata a 319. Il 98% dell'umanità ci fa un baffo. ;-)

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    3. Beh i nobili in effetti si sono sempre accoppiati tra loro quindi è plausibile come spiegazione..

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  2. La tua tesi è viziata da forte "nordicismo" alla Gunther per intenderci. Il fatto che i Greci rappresentassero gli eroi e gli dei biondi non indica che essi lo fossero, al contrario! Nell'immaginario di un uomo del sud (in genere mediterraneo) il biondo rappresenta il bello perché è luminoso come il sole e come l'oro, un metallo raro e prezioso; raro come i biondi al sud e dunque bello. Non dimentichiamo che bianco e nero hanno una forte valenza simbolica: se prendi il dizionario vedrai che al bianco vengono assegnati tutte qualità positive mentre al nero solo qualità negative.

    Mondo Romano. Uno studio sui nomi ci apre uno squarcio: Rufus (rosso), Rutilius (rosso/biondo), Flavius (biondo). In un mondo di biondi ci si chiama con un prenome che significa biondo??? Non credo che esistano nomi Tedeschi che significano biondo ma al contrario esiste Bruno (specie in Baviera) che dovrebbe rappresentare l'eccezione diciamo perché lì c'è una forte concentrazione di Alpini più o meno dinarizzati.

    Arte. Statue, dipinti e mosaici ci mostrano uomini di razza mediterranea. Una statua non ha colori, potrebbe essere anche un nordico, non lo escludo, del resto nordici e mediterranei sono uguali salvo per la statura, ma ciò che non vedo nelle rappresentazioni artistiche classiche è una mascella che tenda allo squadrato, cosa che si verifica spesso nei tipi nordici.

    Conclusione. Premettendo che degli Indoeuropei/Ariani non si sa nulla a quale sub-razza appartenessero (Un ariano è tale per il fatto di esser bianco e parlare una lingua indoeuropea. Cit. Francisco Villar - Gli Indoeuropei) Le prime civilizzazioni furono fatte dai Mediterranei ma questo non andava giù agli studiosi tedeschi dell'800 e primo '900, per cui hanno posto la tesi secondo la quale le élite di tali popolazioni fossero di razza Nordica. Se leggi un po' di autori classici, nei loro excursus antropologici si stupiscono della mole e della chiarezza di Celti e Germani; di cosa si sarebbero dovuti stupire se fossero appartenuti allo stesso ceppo ???

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    1. Non ho scritto che tutti i greci erano biondi ma che tali erano le elite dominanti.
      Ma leggere l'articolo con attenzione prima di commentare è troppo difficile?

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    2. Per il resto il testo che citi è vecchio di vent'anni, nel frattempo ci sono stati progressi nello studio del dna e incrociando i dati genetici con quelli tassonomici un'idea a grandi linee della subrazza degli indoeuropei ce la possiamo fare.

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  3. Divertentissimo! Hai detto, in poche parole nostrane quello che molti hanno cercato di comunicare in lunghi e pensosi trattati. Hai fatto bene. Io stesso (sono alpino), che da piccolo sembravo un terroncello per via di mamma con capelli scuri e occhi castani, crescendo la mia pelle si è fatta talmente lattea da essere uguale a quella di mio padre che aveva capelli chiari e occhi celesti, e ora che sono vecchiotto con i capelli grigi, c'è chi pensa che prima fossi uno biondo. Beh, lo dico: chi ha la pelle lattea ha qualcosa di particolare, e su questa terra occidentale europea ha in sé atavici ricordi di qualcosa di bello che è tutto suo e degno della massima stima.

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