giovedì 17 agosto 2017

Carletto il dinarico





Carletto era nato in quell'angolo di Pianura Padana dove il Po sfocia nell'Adriatico, dove la nebbia incombe perenne sulle piantagioni di verze e le bestemmie si mescolano al prosecco negli aperitivi all'osteria.
La sua nascita portò molta felicità nella sua famiglia;egli infatti era un bel bambino dai capelli chiari che prometteva di diventare un bel giovane, forte, sano e nordico.
Era un bambino molto vivace che amava correre e giocare all'aria aperta e a ciò i suoi genitori attribuivano la causa del suo precoce sviluppo, che alle elementari lo portò ad essere fra i bambini più alti della sua classe.
Tutti amavano Carletto e lo abbracciavano e baciavano di continuo.L'infanzia per lui scorreva serena e felice.


Ma un giorno di primavera tutto questo idillio si interruppe e una maestra, più maliziosa delle altre, fece una osservazione che cambiò per sempre le sorti della sua vita.
"Carletto, va tutto bene?"chiese perplessa la maestra
"Sì, maestra, perché?"
"Ho notato che negli ultimi giorni i tuoi capelli si stanno scurendo.Non avrai per caso qualche parente dinarico in famiglia?"
"Non so cos'è un dinarico, maestra"
"Fa niente, lascia stare, torna pure a fare ricreazione con gli altri".
Ma Carletto rimase incuriosito dallo scambio di battute con la maestra e, tornato a casa, interrogò prontamente la madre sulla questione.
"Mamma, cos'è un dinarico?"
"Da chi hai sentito questa parola?Non si dicono le parolacce!"
"Dalla maestra.Lei dice che forse sono dinarico"
"Sciocchezze!Non sei assolutamente dinarico, non badare a queste fesserie"
Ma i giorni passavano e i capelli si scurivano sempre di più.L'antico biondo aveva lasciato spazio prima ad un castano intermedio e poi ad un castano sempre più scuro.A infierire ci si misero anche i tratti facciali, che iniziarono a svilupparsi in maniera disarmonica e ad evidenziare un naso insolitamente grande.
Non più bontà e gentilezza riempivano la vita di Carletto ma indifferenza e angherie.
A scuola iniziò a subire i primi atti di bullismo a causa del suo naso e a peggiorare le cose ci si mise anche un imbarazzante dettaglio anagrafico:il cognome di Carletto era infatti Nasone.
Un giorno il piccolo stava mangiando la sua merenda, solo come sempre, sulla scalinata della scuola, quando gli si avvicinò un bambino più grande che gliela strappò di mano.
Carletto provò immediatamente a ribellarsi ma il bulletto lo zittì all'istante "Taci, sei solo un dinaromediterraneo" e tutti i compagni iniziarono a ridere in coro "ahahah un dinaromediterraneo, un dinaromediterraneo ahaha".
La madre decise di portare il figlio dal dottore, il quale purtroppo non la rassicurò ma anzi si limitò a diagnosticare quello che ormai tutti avevano già capito e che non si poteva più nascondere:dinaricite.
"Ma come può essere dottore?Quanto tempo gli rimane?" chiese la madre tenendosi in piedi per miracolo.
"Pochi anni signora, ormai suo figlio sta per entrare nella pubertà e a quel punto sarà chiaro a tutti che è un dinarico"
Carletto ascoltò con attenzione il dialogo fra il medico e la madre, ma quest'ultima si rifiutò di dare spiegazioni al piccolo.
Così non rimase altro che chiedere al padre.
"Papà, cos'è un dinarico?"
"è un individuo geneticamente svantaggiato"
"Cosa vuol dire geneticamente?"
"Quando sarai grande capirai, figliolo"
Arrivò l'adolescenza, e con essa una serie interminabile di rifiuti e delusioni amorose.
Carletto era fermamente intenzionato a trovarsi una fidanzatina come tutti gli altri ragazzi normali, gli atlantici e i nordici, ma i suoi sogni si infransero immediatamente.
"Non sei nordico, mi dispiace" gli dicevano
"ma come non sono nordico?un po' lo sono"
"i tuoi influssi nordici sono del tutto marginali" azzardò un giorno una ragazzina
Marginali.Quella parola trafisse il cuore di Carletto come una lama.
Qualche volta riuscì ad ottenere qualche appuntamento con cessone obese ma tutte lo trattavano con sfacciata supponenza.
Gli chiedevano di indossare occhiali da sole durante le uscite."Lascia almeno che restino col dubbio che tu abbia gli occhi azzurri" lo redarguì Concettina.
Più sfrontata fu invece Mafalda:"Almeno mettiti delle c*zzo di lenti a contatto verdi quando usciamo, non ti vergogni Cristo Santo?"
Carletto a poco a poco morì dentro e cadde nello sconforto più totale.
Iniziò a frequentare i forum di tassonomia, chiedendo a tutti conferma della sua dinaricità.
L'esperienza fu ancora più devastante perché oltre a dinarico lo classificavano anche come armenoide.
Il peso di vivere era ormai insostenibile per lui ma una sera d'estate si verificò l'inaspettato.
Durante una festa in spiaggia il giovane notò tra la folla una ragazza che lo guardava con occhi dolci;anche lei era una dinarica."E' la mia anima gemella, non ci posso credere, l'ho trovata".
Partì dalle casse un brano che sembrò un segno del destino.Una voce cantava "Stammi vicino quando tutti diranno di stare lontano da me".
I due dinarici si avvicinarono, a Carletto batteva il cuore in gola.Ormai la ragazza gli era vicina e in quei pochi istanti egli potè vedere il suo futuro, un futuro di felicità con una compagna e tanti piccoli figli (adottati).
Quando ormai era solo a pochi passi da lui però la ragazza cambiò traiettoria e gli passo accantò ignorandolo totalmente.Le sue attenzioni non erano infatti rivolte a Carletto ma allo stazzone Nordo cromagnoide danese che stava proprio dietro alla sue spalle.
"Ciao Klauuuus!"
"Chitemmuort" senza accorgersene Carletto pronunciò la sua prima parola in napoletano, urlando aggressivo verso i due.
"Ma cosa vuoi?" lo mise a posto la ragazza "Vattene via, dinarico!"
Carletto corse via e si diresse verso il mare per starsene solo.
Si sedette sulla sabbia e iniziò a scrutare l'orizzonte.Dall'altra parte,imperscrutabile, la penisola balcanica.
Mentre una lacrima scendeva sul suo volto,Carletto finalmente comprese quello che suo padre, per troppo amore, non aveva avuto il coraggio di dirgli: era un individuo geneticamente svantaggiato.



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