Bellezza

5 Vantaggi Segreti delle Persone Belle

Come vivresti se fossi bello?

Essere belli è un po’ il sogno di tutti, specialmente in una società come quella occidentale contemporanea dove l’aspetto fisico è ormai diventato il valore supremo. L’industria dei cosmetici è in piena bolla, gli algoritmi dei vari social sono programmati per mostrare continuamente in primo piano persone bellissime, le ragazze chiedono in regalo ai genitori la mastoplastica per i 18 anni e anche i ragazzi oramai si sottopongono ad interventi di chirurgia estetica con la stessa leggerezza con cui vanno dal barbiere. Per questo stesso blog passano continuamente persone che cercano di capire se sono belle. Del resto viviamo un’epoca di relativo benessere: possiamo tranquillamente concederci il lusso di essere superficiali e di attribuire un’importanza esagerata a ciò che in un brutto frangente sarebbe superfluo.

Quando uno guarda alla vita delle persone belle principalmente pensa all’attrazione che suscitano negli altri e alla facilità con la quale esse sono in grado di allacciare relazioni e trovare partner sessuali che corrispondano alle loro aspettative.
Basta fare un esperimento sociale creando un profilo su Tinder con le foto di un uomo molto bello per entrare letteralmente in un mondo parallelo. I feedback positivi ricevuti dalle donne diventano così frequenti ed intensi da causare un impatto traumatizzante sulla psiche dell’uomo medio, abituato com’è a sguazzare perennemente nell’anonimato.

Tuttavia l’aspetto sessuale è solo la punta dell’icerberg. Le persone belle godono di molti altri vantaggi nei più svariati ambiti della vita, e la cosa più bizzarra è che spesso né loro né chi li circonda sono in grado di riconoscerli. Vediamone 5.

1) Sono più amate dai genitori

Qualunque padre o madre lo negherà fino alla tomba, ma i genitori tendono ad essere più amorevoli e protettivi con un figlio bello piuttosto che con un figlio brutto.
Interessante a questo proposito uno studio pubblicato dall’Università di Alberta, dove alcuni genitori sono stati osservati mentre facevano la spesa con i loro bimbi di 2-5 anni. I ricercatori hanno notato come i genitori mettevano le cinture di sicurezza ai bambini belli circa 10 volte più che ai bambini brutti. Inoltre ai bambini più brutti era consentito allontanarsi dal genitore più a lungo e più spesso.
In un vecchio articolo sul perché due fratelli sono diversi ho dedicato un paragrafo al ruolo che i genitori hanno nello sviluppo psicologico ed emotivo dei figli, che specialmente nelle prime fasi della loro vita risentono parecchio degli stimoli esterni e del trattamento ricevuto dai genitori.

2) Fanno carriera più facilmente

Le persone belle hanno un più ampio ventaglio di possibilità lavorative. E non mi riferisco solamente a lavori dove conta in maniera pressoché assoluta l’estetica, come accade nel settore della moda o dello spettacolo, ma anche a professioni dove apparentemente le qualità da prendere in considerazione dovrebbero essere ben altre. Le persone belle hanno maggiore probabilità di essere assunte, ricevono valutazioni migliori sul loro operato e percepiscono uno stipendio maggiore. Harvard per esempio ci dice che gli uomini sopra la media guadagnano dal 10 al 15% in più degli uomini sotto la media [3]. Già l’aspetto che una persona ha da adolescente è un forte predittore della vita che farà da adulto. Nel corso di uno studio scozzese, un gruppo di 15 enni è stato valutato esteticamente. Vent’anni dopo quegli stessi ragazzini sono stati riesaminati ed è stato fatto un bilancio della loro vita. Il risultato è stato eclatante: gli adolescenti belli erano diventati adulti più vincenti, svolgevano lavori più prestigiosi ed erano più frequentemente sposati di quelli più brutti [3]

3) Vengono percepite di successo a prescindere

Nell’esperimento del video sono stati presi due uomini uguali per età, razza e vestiario. Uno però era alto 195 cm e di bell’aspetto, l’altro invece solo 158 cm e di aspetto anonimo. I due sono stati mostrati ai passanti di New York, che dovevano indovinarne la professione e lo status.
Il tipo alto era tendenzialmente percepito come un uomo di successo (manager, avvocato ecc.), mentre il secondo era considerato un poveraccio che campava di sussidi o svolgeva lavori da quattro soldi. Per quello basso veniva ipotizzato uno stipendio di 20mila dollari l’anno, per quello alto di 220mila dollari. E’ inconfutabile: le persone belle vengono percepite più talentuose, estroverse, intelligenti, competenti e divertenti di quanto non siano in realtà. [4][5]
Si chiama effetto alone, ed è un bias cognitivo per il quale la percezione di un tratto è influenzata dalla percezione di uno o più altri tratti dell’individuo o dell’oggetto. Una caratteristica positiva come la bellezza porta quindi ad alterare l’idea che abbiamo di quella persona e ad attribuirle qualità che magari non ha. E’ il principio del “bello è buono“, sillogismo che i disegnatori Disney hanno da sempre tenuto in mente quando si è trattato di definire l’estetica dei loro personaggi.

4) Scontano pene minori a parità di reato

L’effetto della bellezza si fa sentire anche nelle aule di tribunale, dove la legge è tutt’altro che uguale per tutti. Le persone belle hanno mediamente il doppio delle probabilità di evitare il carcere e vengono in genere condannate a pene più miti.
A tal proposito ci sono tre famosi studi[6][7][8] che hanno coinvolto migliaia di persone, e in tutti e tre è risultato che gli imputati più brutti avevano subito condanne maggiori. Da un minimo del 119.25% ad un massimo del 304.88% in più. Brutale.

5) Vivono in un modo arcobalenato

Le persone belle hanno una visione tutta loro della vita e tendono maggiormente a credere che nel mondo viga una sorta di ordine morale per cui ognuno alla fine ha ciò che si merita e le cose brutte o belle che ci capitano non sono altro che il risultato delle nostre scelte. [9]
Gli uomini belli ad esempio rifiutano di accettare che il loro successo con le donne dipenda perlopiù da un fattore innato e immodificabile come la genetica e preferiscono credere di conquistare le donne grazie al “saperci fare”. In questo risultano uguali in tutto e per tutto alle donne, che non avendo problemi a rimediare un partner sessuale rifiutano di accettare il fatto che molti uomini vengano scartati per ragioni fuori dal loro controllo e sminuiscono le loro problematiche accusandoli di essere delle persone di merda che dovrebbero impegnarsi di più per migliorare loro stessi.

In conclusione, ci piace pensare di essere profondi e razionali, ma la verità è che tutti noi rispondiamo alle lusinghe della bellezza in maniera automatica e senza ragionare. Ciò va a beneficio di chi ha la fortuna di nascere con il giusto aspetto, che vivrà mediamente una vita più ricca di amore, felicità, validazione e ricchezza. Per giunta credendo di esserne l’artefice.

Bibliografia

[1] Bakalar, N. 2005. Ugly Children May Get Parental Short Shrift.
[2] Mobius, Markus M. and Tanya S. Rosenblat. 2006. Why beauty matters.
[3] Benzeval M, Green MJ, Macintyre S. 2013. Does perceived physical attractiveness in adolescence predict better socioeconomic position in adulthood? Evidence from 20 years of follow up in a population cohort study.
[4]Talamas S. N., et al. 2016. Blinded by Beauty: Attractiveness Bias and Accurate Perceptions of Academic Performance.
[5]Cowan ML, Little AC. 2013. The effects of relationship context and modality on ratings of funniness
[6] A. Chris Downs and Phillip M. Lyons Natural. Observations of the Links Between Attractiveness and Initial Legal Judgments (1991)
[7] John E. Stewart. Defendant’s Attractiveness as a Factor in the Outcome of Criminal Trials: An Observational Study (1980)
[8] John E. Stewart. Appearance and Punishment: The Attraction-Leniency Effect in the Courtroom (1985)
[9] Westfall RS, Millar MG, Lovitt A. 2018. The Influence of Physical Attractiveness on Belief in a Just World

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Alle
Alle
1 anno fa

Durante la Guerra di Troia il grande Achille veniva dipinto come un formidabile guerriero segnato fin dalla nascita da un triste destino. Se andiamo a valutare il suo personaggio con sguardo critico e lucido ci possiamo rendere conto di quanto il suo profilo fosse simile a quello di un serial killer adoratore del sangue e schiavo delle sue emozioni. Lessi molto tempo fa che dopo aver duellato e massacrato Pentesilea, regina delle Amazzoni, giacque con lei.. o meglio col suo cadavere.
Ebbene ?! Venne e viene considerato come un grande eroe, perché ? Perché era il chad dell’antica Grecia. Talmente bello che prima degli avvenimenti dell’Iliade, Ulisse andò a cercarlo alla corte di Sciro dove egli si era celato sotto le vesti di una fanciulla e fu impossibile riconoscerlo tanto i suoi lineamenti erano perfetti e simili a quelli della più bella delle fanciulle.
Per contro, abbiamo la storia del povero Tersite. Zoppo e brutto, Tersite continuava a ricordare a tutti quanto fosse inutile combattere per un re che non si era saputo tenere accanto la moglie un po’ mignotta. Un bel giorno parlò a sproposito più del solito, Achille lo afferrò e con la facilità con cui ci si scrolla di dosso un insetto fastidioso lo massacrò con un colpo. Tersite probabilmente era uno dei pochi ad avere sale in zucca e con una personalità diversa dal comune, ebbene.. morì senza lode e fu dimenticato da tutti.

Per dirvi qualcosa che già sapete ma che fa sempre riflettere
– vi siete mai accorti di quanto le donne di bell’aspetto sentano poco il bisogno di fare amicizia con la loro psiche e la loro morale, mostrando i tratti distintivi della stupidità e frivolezza ? Al contrario invece sembra che la donna meno esteticamente dotata sia molto più incline a porsi delle domande di senso ed entrare a contatto con se stessa e con gli altri?

– vi ricordate quando da bambini, alle elementari magari, le maestre avessero molta più pazienza e accondiscenza coi bambini esteticamente più belli, mentre diventavano delle isteriche ritardate con chi possedeva poco talento estetico ?

Finisco. ” Il saperci fare ” ..la più grande perculata femminile di tutti i tempi. L’ipocrisia della donna in tre parole.
Gentiluomini tutti, io per esperienza vissuta, mia e di altri miei coetanei, vi posso giurare sui fulmini che possano colpirmi ora se dico il falso, che mai più grande stronzata fu detta dalla donna, permea l’esistenza maschile dai secoldi dei secoli. I guru del rimorchio usano questa frase per convincere pochi sprovveduti a ridicolizzarsi, la donna si crogiola nel vedere come ci sforziamo inutilmente e ci spremiamo le meningi per ottenere qualcosa che loro elargiscono gratuitamente a chi se lo ” merita “.
Ricordate: Lei vi darà virtualmente la possibilità di saperci fare, solo ed esclusivamente se sarete geneticamente all’altezza. Altrimenti potreste tirar fuori i migliori atteggiamenti e pregare le più generose delle divinità, ma rimarrette sempre e comunque stranamente.. dei poveri incapaci.

Night Driver
Night Driver
1 anno fa

Mi sforzo di evidenziare il lato positivo della cosa (dopo tutto siamo su un forum Redpill, non su un blog Blackpill in cui fanno a gara a chi è più blackpillato, e ogni minima nota di positività viene etichettata come “cope”), prima o poi, anche per le persone belle, la bellezza comincia ad andarsene, è inevitabile, e, a quel punto, se non sei mai stato abituato a vivere la vita da normaloide, o da persona con un aspetto magari piacente, ma non magnetico, ti casca il mondo addosso. Ne sono un esempio anche le star che spendono centinaia di migliaia di euro, o dollari, per interventi che magari li lasciano con un aspetto peggiore rispetto a quello di prima, nel tentativo (vano) di rimanere ancorati alla passata bellezza.

Invece, chi ci era almeno in parte abituato, a non brillare per bellezza, a non essere qualcuno a cui vengono stesi i tappeti rossi davanti ovunque va, solo in virtù del suo aspetto (o comunque in buona in parte in virtù di esso), forse quel trauma lo avrà in misura minore. Un po’ come chi da giovane rimane magro qualsiasi cosa mangi, non impara a seguire una dieta sensata, ad allenarsi con criterio, insomma a fare qualcosa per evitare di ingrassare, perché tanto quel problema non lo ha, può anche strafogarsi un paio di menù del Mac al giorno, e rimanere comunque magro, poi un giorno finisce la magia, e improvvisamente comincia ad ingrassare, non sa che pesci prendere. Ed io ho visto “Chad” ingrassare parecchio, coprirsi di smagliature, cambiare completamente il loro impatto. Questo giusto per fare un esempio.

Mi piace pensare (e non credo che sia una cosa del tutto assurda, perlomeno fino a quando non si sovrastimano i vantaggi) che chi non ha mai avuto enormi vantaggi rispetto agli altri, dovuti al suo aspetto, nel frattempo impara a gestire a livello razionale ed emotivo la cosa, a conviverci, a doversi impegnare per ottenere risultati che altri riescono a superare semplicemente puntando su quello che gli ha dato la lotteria genetica. Forse si sviluppano di più altre qualità, se non altro la sopportazione, forse il trauma è minore, quando la vecchiaia viene a prenderci tutti (e le donne belle spesso quasi letteralmente impazziscono, quando diventano vecchie, e nessuno le guarda più come le guardava una volta).

Antonio
Antonio
1 anno fa

Tutto giusto. Manca il punto 6) Sono favoriti a scuola ed in ogni tipo di situazione in cui le competenze vengono valutate di persona.

Comunque, come detto da qualcuno, la cosa che fa ribollire ogni buon redpillato è sentire dal Chad o dalla donna qualunque le parole “saperci fare”.

cicero
cicero
1 anno fa

Una cosa che ho notato con i belliveri, almeno sul lavoro, è che possono avere uno scarsa attitudine al sacrificio, credo dipenda dall’effetto arcobaleno di cui parla Red.
Capita anche che abbiano una scarsa percezione della realtà facendo scelte non ottimali per il “gruppo”, non perché sono cattivi ma perché sono sinceramente convinti che “le cose funzionino così”. E’ difficile da spiegare ma in sostanza sottovalutano molto l’ambiente circostante. Di contro i bruttiveri sono più “fatalisti”.
Sulla intelligenza, non posso esprimermi molto perché ci sono belliveri che tutto sommato “sanno”, tuttavia tra un bruttovero e un bellovero di pari capacità, è vero il secondo viene spesso preferito, specie dalle donne o da altri belliveri. Se però ci sono “vedove di chad” la cosa non è così scontata, potrebbe esserci quella che per rivalsa si vendica e non lo preferisce.
Tra uomini vedo che siamo più inclini a valutarci su “quello che sappiamo e non sappiamo fare” in un ambiente collaborativo, almeno nel mio campo. Indubbiamente sappiamo riconoscere se uno è un Chris Hemsworth però la cosa finisce li. Ho notato però che in alcuni contesti anche gli uomini si lasciano “comandare” da belliveri, forse perché questi talvolta hanno un carattere più esuberante.
Qua c’erano degli interessanti articoli sulle forze armate americane e sulle indagini effettuate nei gruppi misti in azione, di come le donne destabilizzassero i gruppi di fanteria e peggiorassero le prestazioni di tutti. C’era un punto che affermava come gli uomini percepiti più “dominanti” venissero seguiti da tutti uomini e donne (e come queste ultime tendessero a proteggersi dietro di loro); c’era anche una nota sugli uomini “belli”, se percepiti dalle soldatesse tendevano ad avere rapporti (socializzare) privilegiati solo con loro, spezzando la coesione nel gruppo (i “normali” si sentivano esclusi) e in caso di azione, di fatto si preoccupavano dei belli, cercavano di salvarli se erano in pericolo e dimenticavano i “normali”. C’erano casi documentati di donne che avevano tentato di “salvare” il bello ferito finendo per essere poi colpite pure loro mentre se ne erano lavate le mani se non era un “non bello”. In pratica l’effetto commilitone per loro si applicava solo in determinati casi. C’era poi l’annosa questione delle prestazioni fisiche, molte non erano state capaci di trascinare il corpo di un compagno ferito perché troppo pesante per loro, l’abbassamento dei limiti fisici per l’ingresso delle donne ha causato questo, per non parlare di quelle che non riuscivano a spostare il carretto dei caricatori per gli A-10 da sole, notare l’inutile aiuto che da questa qua.
Quando ci sono riunioni con clienti, se tra questi c’è una donna, molto spesso il nostro commerciale “belloccio” (che non ha titolo, credo avesse iniziato giurisprudenza) viene istintivamente ritenuto da lei l’ingegnere.. che sarei io e con cui magari ha scambiato mail fino a ieri (non ci sono foto aziendali di noi online, solo quelli che hanno un proprio linkedin), ogni volta la solita scenetta “Ing. XXX? oh non è lei? Ah mi scusi” ormai è diventata quasi una barzelletta tra i colleghi ma ancora oggi succede.

Antipocrita
Antipocrita
1 anno fa

Un libro illuminante su questo argomento è Psicologia della Bellezza di M. Costa. E’ praticamente un trattato scientifico che elenca degli studi e ne spiega le conseguenze.

Qualunque persona che col tempo si è migliorata potrà confermare l’assoluta rilevanza della bellezza nella vita di tutti i giorni. E, attenzione, non sto parlando di belli assoluti ma semplicemente di persone che sono migliorate col tempo passando da brutti a passabili.

Quello che cambia è soprattutto nelle piccole cose: l’atteggiamento delle persone, le concessioni che si ricevono.

In sostanza le persone brutte (soprattutto uomini) subiscono una specie di ostracismo inconscio da parte degli altri. Questo comporta dei piccoli inciampi quotidiani, spesso quasi insignificanti, che sommati fanno una fatica nel vivere che fa la differenza.

In tutto questo bisogna aggiungere il prezzo da pagare quando si comprende l’ipocrisia delle persone che sono convinte di non avere alcun bias rispetto alle persone brutte. In realtà questa è una cosa che permea la loro vita.

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Ricordo le pause pranzo in un’azienda per la quale ho lavorato per anni.
C’era un ragazzo che piaceva molto alle colleghe. Altissimo, faccia accattivante (ossa giuste, occhi chiari dal taglio giusto, eccetera…), bel fisico…
In pausa pranzo stava quasi sempre zitto. Le uniche parole che gli uscivano dalla bocca erano improntate a un’ironia di livello base del tipo “sì come no” quando qualcuno diceva qualcosa di palesemente errato. O in alternativa “certo”. Poi si richiudeva nel mutismo più totale e fissava il vuoto. Alle sue parole le colleghe si sbellicavano e facevano a gara a chi rideva più forte. Non è che interagisse in maniera fondamentale con i discorsi del gruppo. Diceva solo quelle frasette. E con metà delle colleghe non parlava mai fuori dall’orario di pausa. Eppure quasi tutte non iniziavano a mangiare se lui ritardava ad arrivare. E chiedevano, con la forchetta in mano, “ma dov’è Fede?”. Credo che sia un retaggio arcaico del tipo… prima che i gregari possano mangiare il primo morso alla preda deve darlo il maschio alfa. Roba che risale a quando eravamo scimmie. Alla fine si è scopato la più bella e giovane (e cretina) dell’azienda e poi l’ha mollata per andare a convivere con un’altra collega più grande.

Emanuele
Emanuele
1 anno fa

Bellissimo articolo! Ricordo al liceo di come le ragazze più belle fossero quelle dai voti più alti e alle quali studiare e imparare venisse più naturale; mentre quelle meno belle (e spesso goffe e imbranate) avessero un rendimento inferiore. Tutto dipende dalla qualità della genetica.
Anni fa leggevo una biografia di san Francesco d’Assisi, che era basso, dalla schiena storta e non bello di viso e sottolineava la differenza di comportamento di quando lui e i confratelli andavano a fare la questua. A lui toccava (quando gli andava bene) qualche residuo di pane secco o altrimenti bastonate e sassate. Mentre ai confratelli alti, vigorosi e belli, davano i cibi migliori.

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec
1 anno fa

C’era un capitolo intitolato “il vantaggio di essere belli” che parlava di questi ed altri vantaggi dell’essere belli, dimostrati scientificamente. Il libro era uno di questi due, purtroppo non ricordo quale perché non ce l’ho piu’ (sono libri di 20 anni fa circa):
The Red Queen – Matt Ridley (in Italiano: la Regina rossa, attenzione c’è un altro libro dal titolo identico che non c’entra niente)
The mating mind – Geoffrey Miller (in Italiano: Uomini donne code di pavone)
Se vi capita, leggeteli, ne vale la pena

Pietro
Pietro
1 anno fa

Secondo voi essere più belli influenza anche la leadership che un uomo in un gruppo? Da un lato a me viene da dire di sì, dall’altro però ho visto bellocci che non solo non erano leader fra gli amici, ma venivano anche trattati dai loro amici. Ho visto anche bellocci farsi comandare a bacchetta da fidanzate più brutte di loro.

Manuel
Manuel
1 anno fa

Che il bello piaccia ed abbia tutte le caratteristiche e il successo che è stato riportato nell’articolo è fuor di dubbio.
Però quello che vedo oggi è anche altro: ho notato che quando si tratta di un bello come quello dell’immagine riportata nell’articolo, molte, ma forse quasi tutte le donne, anche se non sono sincere, dicono che il ” leccatino perfettino non gli è mai piaciuto così come detestano il principe azzurro stile Walt Disney”…e partono i soliti discorsi sui ” ciccisbei” sul fatto che un uomo può essere bello quanto gli pare ma deve avere pure carisma, carattere, che deve prenderle mentalmente altrimenti non scatta nulla e bla bla bla …
Indubbiamente in certi discorsi, anche delle mie amiche, c’è molta insincerità, ipocrisia e tattica…oppure spesso c’è anche il discorso della volpe e dell’uva: non arrivando al figo dicono che quello con cui stanno, guarda caso, è sempre interessante..e ovviamente lo fanno anche per autoconvincersi…
Però una cosa la noto: fermo restando che il bello, in qualunque modo si manifesti la bellezza, ha successo, tuttavia la bellezza maschile risente molto delle mode e delle tendenze…
Magari un uomo meno bello ma con il look giusto alla Johnny Depp oppure un uomo “etnico” obiettivamente non troppo bello, può prevalere sul superfigo tipo quello dell’immagine dell’articolo. Oppure un Dj di colore squattrinato con un fisico da 7 ma con il look giusto può piacere di più del classico fighetto in carriera con giacca e cravatta e un look tipo quello del tanto “odiato” Ken di Barbie.
Anche perché la maggioranza delle donne giovani è sempre un po’alternativa, progressista e radical chic per moda, appartiene a quella tribù e segue i propri dogmi di fede…
Quindi io credo che, oggi, la faccenda sia complessa perché le mode, le pubblicità, il pensiero unico dominante, il conformismo e quant’altro, hanno creato sogni e aspettative diverse per ogni donna.
Perché per il gentil sesso conta pure lo Status, l’effetto alone, la posizione sociale, il potere economico …
Il test del filmato dell’ articolo, riguardava l’ opinione di entrambi i sessi e li la faccenda è diversa. Per gli uomini un fighetto non tatuato e precisetto da ancora l’idea di uomo vincente.
Per quanto riguarda le preferenze maschili, invece, lì è molto più semplice: piace solo la bella.
Poi dipende pure dalle mode e ho notato che dopo un bombardamento pluridecennale del web, molti sono passati dal modello classico delle gemelle Kessler, ossia delle biondone slanciate con due gambe chilometriche, alle cafone tatuate un po’ curvy e non sempre alte, ma, sostanzialmente,per gli uomini è più semplice e una bella donna avrà sempre potere.
Quindi essere belli è sempre meglio, ma ancora meglio seguire pure le mode se si vuole ottimizzare il successo.

Enrico
Enrico
1 anno fa

Sul lungo periodo la bellezza se non supportata da un minimo di intelligenza e capacità può essere controproducente.

Boucaneer
Boucaneer
1 anno fa

Che la vita per i belli sia senz’altro più bella (per l’appunto) e più facile non lo metto in dubbio.
Però secondo me tale condizione viene un po’ troppo mitizzata. Per esempio non vengono mai prese in considerazione alcune situazioni che, pur costituendo un prezzo che alla fine della fiera si paga volentieri per il relativo corrispettivo, generano comunque non poche difficoltà.
Banalmente:
1) invidia, stizza, tacita o esplicita ostilità di chi bello non è, con le conseguenti difficoltà di inserimento in vari ambiti che a volte possono superare la supposta facilità.
2) risentimento ed eventuali ritorsioni di chi viene rifiutato. A volte possono sorprendere per la ferocia, e può sorprendere la passivo-aggressività di chi solo per averci provato si sente in un certo senso in diritto di concludere.
Ma poi c’è da dire una cosa: i belli competono in fasce di mercato più alte, dove è tutt’altro che facile (un po’ come nel calcio, nelle varie serie e nei vari trofei).
O come avviene nell’economia: i magnati della finanza di Wall Street mica si mettono a competere con le cuck-Snc o cuck-Srl di casa nostra… potrebbero mangiarsele in un boccone ma che gliene frega? Hanno ben altra carne al fuoco con la competizione Blue Chip…
E qualora un bello volesse “abbassare il tiro” e dedicarsi a fasce di mercato più easy (ipogamando quindi) può anche essere che trovi una serie di fighe che si schiudano come boccioli floreali a primavera. Però poi il mantenimento sarà difficile, poiché la tizia in questione si porrà sempre la domanda “ma perché è venuto proprio da me?”, arrivando all’effetto
paradossale dove la stessa “ipergamica ipogamata” guarderà più con sospetto (e con qualche punta di disprezzo) il bello che l’ha scelta, come se fosse uno che ha fallito ai piani alti e che quindi ha ripiegato su quelli bassi.
Altro che “gratitudine” per essere stata scelta o “attaccamento estremo” per “paura di perdere l’ipogamico ipergamato e/o da esso essere facilmente sostituita”.
Senza considerare che la Concettina/Silvietta di ‘sto cazzo assumono poi facilmente atteggiamenti “God Mode” ad ipergamia avvenuta, e inizieranno ad atteggiarsi come fighe di 2-3 livelli in più.
In sintesi, tutto questo polpettone per dire: tutto vero in linea di massima, ma occhio che non è facile come sembra.

Nicola
Nicola
1 anno fa

Tutto verissimo e ho avuto modo di verificare sul campo la 1: io (figlio unico) sono stato fidanzato per anni con una ragazza che aveva due sorelle, una minore e una maggiore di lei; ho notato personalmente quanto i genitori, specie il papà, avessero in gran considerazione la minore che era di gran lunga più bella delle altre due, anzi enormemente bella tanto da non assomigliare per nulla alle sorelle: alta e slanciata, bei fianchi, capelli lunghi, bei lineamenti, quasi una futura modella, una 8 in erba. Le altre due di oltre due punti inferiori. Quella di estetica media vivacchiava mentre la mia ragazza – manco a dirlo la più brutta rispetto alle sue sorelle – si è sempre lamentata con me di essere quella peggio trattata delle tre: di quanto i genitori, specie il padre, non hanno mai seriamente considerato, mentre la figlia bellissima aveva cio che voleva, era stracoccolata per qualsiasi cosa avesse fatto o detto.

OrangePill
OrangePill
1 anno fa

Per quanto sia morto poco dopo in galera, già nel lontano 1900, in periodo di lombrosianesimo ancora rampante, l’opinione pubblica si stupì di come un bell’uomo come Gaetano Bresci avesse potuto compiere un crimine così efferato come il regicidio, e infatti la sua foto fu pubblicata pochissimo sui giornali.

Manuel
Manuel
1 anno fa

C’è anche da dire che gli influenzer di successo sono quasi tutti belli.
Tra l’altro fare l’influenzer non è neanche un lavoro. Tempo fa, in un dibattito televisivo, una solita ochetta e un belloccio palestrato un po’ limitato, dicevano che il lavoro oggi bisogna inventarselo, che per fare l’influenzer bisogna darsi molto da fare e si vantavano del riscontro di pubblico che avevano.
Ovviamente non si rendevano conto di due cose:
1) Se tutti fanno gli influenzer, i fashion blogger, i rapper analfabeti musicali e non solo musicali, che non sanno neanche leggere un pentagramma…chi ti porta la bibitina mentre sorseggi un Aperol Spritz nella terrazza panoramica a Cortina? Chi ti ripara il lavandino che si è rotto? Non si può pensare che tutti possono fare gli influenzer…qualcuno dovrà pur continuare a lavorare…
2) Se non fossero stati belli, avrebbero potuto campare e guadagnare pure tanto facendo gli influenzer? Io credo proprio di no. E allora anche in questo campo, nascere belli è decisamente un dono di natura che ti permette pure di guadagnare tanto senza lavorare. Oggi più di prima.

Cutlass
Cutlass
1 anno fa

Ci si può desensibilizzare alla bellezza?

Central Scrutinizer
Central Scrutinizer
1 anno fa

Ci sono due libri di Umberto Eco che consiglio di leggere e studiare: Storia della bellezza e Storia della bruttezza.

DarkTechno
DarkTechno
1 anno fa

Io sono un bello, o almeno sono stato un bello. Adesso ho i miei anni, e sono uscito dal S-Market da qualche tempo. Sottoscrivo, è tutto vero. Soprattutto sottoscrivo il primo punto. Essendo stato un bambino “bellissimo” avevo l’attenzione di tutti in famiglia e tutto mi veniva perdonato.

Paradiso Perduto
Paradiso Perduto
1 anno fa

In questo caso non sono d’accordo con il punto “il bello è automaticamente visto più intelligente”.
Nei serial televisivi lo stereotipo del figone tonto è stra utilizzato già dagli anni 80.
Dal altro lato, vi è lo stereotipo del nerd che però ribalta la situazione a suo vantaggio grazie al suo cervello…

flyingsoul
flyingsoul
1 anno fa

Beh, per quanro riguarda l’aspetto lavorativo allora possiamo considerare l’era digitale una rivincita dei brutti. Non si contano più gli svilupoatori oggi giorno. Lavorano da casa e nessuno li vede. Infatti molti sono diventati ricchi. Poi all’improvviso qualcono esce dal guscuo e, inconsciamente, pensiamo:” ma come è possibile?”