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Cosa ci Insegna Squid Game

Squid Game

Ho appena finito di guardare la prima stagione di Squid Game, la serie coreana di cui tutti stanno parlando e che in pochi giorni è diventata la più vista di sempre su Netflix, totalizzando finora incassi per quasi un miliardo di dollari a fronte di un costo di soli 20 milioni. Per chi non la conoscesse, la trama ruota intorno a 456 persone, fra loro sconosciute, ma accomunate dalla disperazione: c’è chi è sommerso dai debiti o deve fronteggiare grosse spese e ha un disperato bisogno di denaro, chi è malato in fase terminale, chi ha problemi con la giustizia o con la criminalità organizzata. Uomini e donne che ormai non hanno più nulla da perdere e che per questo decidono di partecipare al Squid Game (gioco del calamaro), che consiste in una serie di sei prove basate sui classici giochi coreani per bambini. In palio ci sono 45.6 miliardi di wok (circa 33 milioni di euro).
Fin qui sembrerebbe non esserci nulla di strano. Il fatto è che le clausole del gioco prevedono che se non si supera una prova (o se ci si rifiuta di affrontarla) si viene ammazzati immediatamente dalle guardie armate che costantemente tengono sotto controllo i concorrenti. Le alternative dello Squid Game quindi sono solo due: uscirsene con un bel malloppozzo o finire dentro un forno crematorio. Dietro questo teatro dell’orrore c’è un’organizzazione segreta che si occupa di fornire intrattenimento a uomini molto ricchi, che assistono divertiti alla corsa al massacro dei contendenti.

Squid Game vuole portare agli estremi le distorsioni della società capitalista coreana, caratterizzata da una forte disuguaglianza sociale ed economica. Il regista Hwang Dong-hyuk ha dichiarato di aver avuto l’idea per questa serie nel 2009 quando, in seguito alla crisi, lui e la sua famiglia si trovarono a dover fronteggiare diversi problemi economici.
C’è voluto oltre un decennio per portare alla luce il progetto, ma il risultato è sbalorditivo. Ho divorato le nove puntate con lo sguardo attaccato allo schermo. Scenografia e colori stupendi, scene che a tratti ricordano un film di Kubrick, dialoghi coinvolgenti e ben ritmati, ma soprattutto una trama tremendamente avvincente e ricca di suspense che porta lo spettatore a immedesimarsi fin da subito con i personaggi e sperimentare un saliscendi di emozioni: paura, rabbia, delusione, commozione. Insomma, una serie straordinaria che vi consiglio assolutamente, nulla a che vedere con la solita robaccia Netflix intrisa di perbenismo e progressismo.

Al di là del pregio artistico, la serie è interessante anche dal punto di vista antropologico. Emergono diversi insegnamenti sul comportamento umano. Su questi mi piacerebbe soffermarmi nelle prossime righe. Non c’è uno spoiler sul finale, ma per spiegare cosa intendo andrò a citare diverse scene, quindi se avete intenzione di guardare la serie vi consiglio di interrompere qui l’articolo e riprenderlo quando avete concluso la visione.

Sdoganamento della Violenza

Come i più classici esperimenti sociali, tutto si svolge su un’isola. I concorrenti vengono privati di tutti i loro effetti personali e vengono sbattuti in un microambiente totalmente separato dalla società civile in cui sono abituati a vivere, con le relative leggi e convenzioni sociali. C’è quindi un ritorno allo stato di natura, dove nessuno è avvantaggiato o svantaggiato dall’appartenenza a uno specifico ceto sociale o economico. Tutti sono uguali (la stessa società organizzatrice insiste molto sull’importanza di mantenere l’uguaglianza fra i membri), fatti salvi i limiti dovuti alla propria natura (sesso, età, intelligenza, efficienza fisica). Presto si nota quanto in un simile contesto sia facile lasciarsi andare ad atti violenti. Lo sdoganamento della violenza avviene in maniera duplice:

  1. I concorrenti si abbandonano alla violenza perché sono disperati e cercano in ogni modo di lottare per sopravvivere. La sopravvivenza è la necessità primaria di ogni individuo, e quando essa viene minacciata si perde ogni senso di umanità e la capacità di controllo degli impulsi violenti.
  2. I guardiani riescono a uccidere a sangue freddo persone innocenti perché sono protette dall’anonimato (oltre che sotto la minaccia di morte). Essi sono indistinguibili tra loro, indossano la medesima tuta e una maschera a coprire il volto. Interviene quella che in psicologia è nota come deindividuazione [1] . Quando un individuo si spersonalizza in un gruppo, tende ad avere meno inibizioni e controllo su sè stesso e le logiche del gruppo vengono anteposte al proprio sistema di valori. Il motivo per cui ad esempio la polizia, durante le manifestazioni, cerca in ogni modo di sfollare i dimostranti è proprio questo, sbollire l’aggressività delle persone isolandole.

Triade Oscura

Abbiamo parlato spesso di come l’avere una personalità narcisistica, machiavellica e psicopatica (la cd. triade oscura) dia un piccolo bonus con le donne. La spiegazione evoluzionistica sta nel fatto che gli uomini che possiedono queste caratteristiche hanno maggiori possibilità di sopravvivenza. Nella serie questo concetto appare ben chiaro: i concorrenti meno empatici, più egoisti e più manipolatori hanno un evidente vantaggio competitivo (vedi la scena del furto delle biglie) Il concorrente numero 101, criminale di professione, è in questo senso il personaggio più emblematico, nonché l’unico che scopa.

Omeostasi Sociale

Gli esseri umani basano costantemente le loro relazioni sullo schierarsi oppure allontanarsi da altre persone, a seconda della capacità che queste ultime hanno di garantire sopravvivenza e riproduzione, fino al raggiungimento di un relativo equilibrio. In Squid Game questo aspetto si nota con molta chiarezza, specialmente quando viene il momento di creare le squadre per partecipare ai giochi. I vecchi, i deboli e le donne sono gli ultimi ad essere scelti. Ognuno vuole schierarsi col più forte, il quale però a sua volta si guarda bene dallo schierarsi con i deboli e valuta alleati che siano solamente di pari requisiti. Le donne, che possiedono uno scarso valore di sopravvivenza, cercano di ottenerlo dagli uomini barattandolo con il proprio valore di riproduzione (vedi scena in cui la concorrente numero 212 cerca di entrare nella squadra di uno degli uomini più forti e intelligente e, di fronte al suo diniego, cerca di prostituirsi).

I limiti della forza

Allo stato di natura la forza fisica è una caratteristica molto preziosa per sopravvivere, ma se si parla di esseri umani non è quella che ti dà più potere sugli altri. Questo perché l’uomo è un animale sociale, tende ad organizzarsi e a collaborare. Un uomo molto forte può battere un uomo più debole, ma se più persone deboli si alleano possono facilmente mettere fuori gioco il più forte. Interessante sotto questo punto di vista la scena in cui il numero 101, contando sulla maggiore forza fisica, pianifica di attaccare le squadre rivali per uccidere i concorrenti approfittando del coprifuoco e va da 456 che sta costruendo delle barricate.

N. 101: “Ehi, sig. Ssangmun-dong! Ti impegni un sacco per restare vivo. Ma dimmi, credi che queste [barricate] serviranno? Sembra pieno di spifferi.”
N456: “E tu? Quegli stronzi della tua cosiddetta squadra. Ti fidi davvero di loro? Se fossi uno di loro, appena scatta la rissa notturna, cercherei subito di uccidere te. Dopotutto, tu sei il più forte.”

Sul volto di 101 si stampa immediatamente un’espressione di paura, e rendendosi conto dei limiti della sua forza decide di rinunciare all’attacco.

L’essere umano nella sua evoluzione ha sviluppato il cervello a discapito della forza.
Il capo naturale di un gruppo non è necessariamente il più forte, ma colui che sa organizzare le persone intorno a sè, che possiede le migliori informazioni, che sa risolvere i problemi ecc. Sopravvivere non è solamente una questione di essere più forte degli altri, ma anche e soprattutto di essere utile per gli altri. E’ così che in origine nacque ciò che noi oggi definiamo come status.

In balia della sorte

Alla fine sempre lì si va a parare. Sarà anche la cosa più dura da digerire, ma il Caso mette la prima e l’ultima parola su ogni vicenda umana. Puoi essere forte, intelligente e astuto quanto vuoi, ma alla fine del gioco, senza una botta di fortuna, non arrivi comunque.

Bibliografia

[1] Reicher et al. (2011). A Social Identity Model of Deindividuation Phenomena

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Barone Ungern
Barone Ungern
2 anni fa

La scena che mi ha sorpreso di più in chiave RedPill è quella dove il delinquente ammazza a mani nude un povero disperato davanti a tutti e la troia che gli fa il filo invece di considerarlo una bestia disumana è ancora più infoiata. Infatti di lì a poco se lo scopa. Fa riflettere e non poco.

Alex Le Large
Alex Le Large
2 anni fa

E’ appunto il gioco del neoliberismo (diletto delle classi privilegiate) nella sua forma più pura e spietata.

Si tolgono alle masse tutte le forme di protezione (spacciate per privilegio) e si instaura una società competitiva, falsamente egualitaria, da cui escano solo i “meritevoli” e i “migliori”.

Che meritevoli e migliori non sono affatto da un punto di vista morale, bensì l’esatto contrario.

I prigionieri sono gli “uomini medi” che vengono eliminati perchè non più utili al nuovo modello economico che prevede spietatezza, scaltrezza o in alternativa competitività e/o skills.

Le masse, che prima erano utili per mettere su famiglia e sfornare altre braccia, oggi non servono più. Vengono lasciati solo “i migliori” nel senso suddetto, e solo a loro è riservato il diritto al sesso e alla riproduzione.

Non è altro che una trasposizione dei tempi moderni, e non è escluso che fra alcuni decenni (o molto meno) si possa arrivare a una qualche forma di “eliminazione sociale” più esplicita di quelle attuali.

Last edited 2 anni fa by Alex Le Large
Urhen
Urhen
2 anni fa

“Abbiamo parlato spesso di come l’avere una personalità narcisistica, machiavellica e psicopatica (la cd. triade oscura) dia un piccolo bonus con le donne”.
Piccolo?
Invece a me pare, soprattutto in giovane età, che la dark triad batta persino la bellezza.

Nick the Quick
Nick the Quick
2 anni fa

Non mi interessa e me ne sbatto la minchia, sicchè grazie degli spoiler: ho capito che non è niente di nuovo (perciò piace largamente: le novità vere restano cult, come Utopia 2013) nè affascinante: da Battle Royale è tutto un riciclare.

Piuttosto mi son visto volentieri il tedesco Die Welle (L’Onda) del 2008.
Pare girato ieri.

Last but not least: a quanto pare la Polonia ha davvero qualcosa in più.

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec
2 anni fa

Squid Game racconta che in presenza di un pericolo primario (es. pericolo di vita) saltano via tutte le sovrastrutture sociali (finta cordialità, ecc) e vengono fuori gli istinti primordiali (sopravvivenza: mors tua, vita mea).
Questo meccanismo lo si vede anche molto piu’ banalmente in azienda dove tutti fanno finta di litigare ipocritamente per offrire alla macchinetta un caffé da 30 centesimi (che non ti cmabia la vita), ma poi quando c’è da avere un aumento di stipendio o, peggio, decidere chi se ne va in caso di esubero, sono tutti pronti a pugnalarsi alle spalle.
Chiaro che anche in azienda, in una lotta all’ultimo sangue, chi ha la vagina ha un’arma in più, specialmente se i dirigenti sono uomini e se l’involucro della vagina è di bell’aspetto.
Ecco quindi che di fronte a un pericolo di primaria importanza (nel caso di squid game, la vita) non esistono più amici né coniugi. L’unica persona per cui un uomo o una donna sarebbero disposti a sacrificarsi sarebbe, credo, un figlio. Ed infatti c’è anche una teoria di squid game che…. (non aggiungo altro per non spoilerare), teoria secondo me che però non sussiste.
Redpillatore, hai mai analizzato il libro “il signore delle mosche”? Anche quello offrirebbe degli spunti interessanti di riflessione.

Alberto
Alberto
2 anni fa

Si, ma questo è lo stato di Natura, noi viviamo in una società civile e per essere top devi essere civile e civilizzato; giustissimo il ragionamento che per essere leader devi dare agli altri quello di cui hanno bisogno(non quello che chiedono), se riesci a fare ciò, hai le persone in pugno, la bellezza e la prestanza fisica e di portamento servono inizialmente per attrarre ma non per condurre a se, una volta schematizzato il tuo aspetto (non ci vuole tanto tempo) diventa fortemente limitante, semmai quello deve essere inteso come il segno tangibile, visivo, di una superiorità spirituale(personalità) e materiale(economica)

Diego Moro
Diego Moro
2 anni fa

Si ma il fatto che vinca il protagonista buono ed empatico é una bluepillata

Alberto
Alberto
2 anni fa

Non è affatto vero che la Corea del Sud ha forti disuguaglianze, anzi. Il problema è che hanno una cultura confuciana come il Giappone e la Cina, in cui l’individuo è solo un ingranaggio di una macchina che deve risultare efficientissimo non per se ma per la Società, sei costantemente valutato e il condizionamento è altissimo, in pratica degli schiavi sociali per noi occidentali sarebbe molto difficile vivere in tali società.

Victor Valmont
Victor Valmont
2 anni fa

La natura umana è deprecabile in un contesto privo del benessere al quale era abituata la società occidentale e dove si sia perso l’equità garantita dalle conquiste sociali.
La deriva del mondo moderno è incontrovertibile?

ilbandito
ilbandito
2 anni fa

Non dobbiamo scordarci comunque che la scaltrezza, a questo mondo, è una qualità ancora più utile della forza fisica, dell’ intelligenza e del coraggio. Faccio un esempio: se un individuo di media o piccola stazza si scontra con un gigante, e il primo – senza che il secondo se ne accorga – sfodera un coltello e sferra un fendente a quest’ ultimo, ecco che il “piccoletto” ha vinto. Non a caso è una tattica usata spesso dalle donne per difendersi dai loro aggressori. Le donne hanno spesso la meglio anche per la loro capacità di manipolare, che è enormemente più potente rispetto a quella dell’ uomo. Per la loro scaltrezza, appunto. La storia registra ad esempio casi di donne che, trovatesi da sole in situazioni estreme, familiarizzavano con animali feroci e selvaggi ( come lupi o tigri ) e venivano aiutate da questi animali a cavarsela. La donna ha una naturale propensione a legare con i felini, non solo gatti ma anche tigri e pantere. Non è un caso.

Emanuele
Emanuele
2 anni fa

Ricorda molto il film tedesco del 2001 The Experiment

Razionale
Razionale
2 anni fa

Come puoi essere utile agli altri se sei debole?
Come puoi attrarre gli altri attorno a te se hai il mento retruso e sei rachitico/flaccido?

A mio avviso lo status è una diretta emanazione di L, un corollario.

Cutlass
Cutlass
2 anni fa

Per agganciarmi alla realtà….. io vedo che Puzzer se volesse potrebbe trombarsi tutte le donne che vuole, basta guardare come se lo mangiano con gli occhi. Si metterebbero tranquillamente in fila prendendo il numero.
In questo momento ha un S elevatissimo anche se è un S non legato ai soldi.